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KISS ME I’M IRISH

“Kiss me I’m Irish” è la frase-tormentone della festa di San Patrizio, scritta sulle magliette e i cartelloni o usata come frequente esclamazione!
L’usanza nasce probabilmente da una leggenda popolare, quella della Pietra del Giudizio nel Castello di Blarney.
Blarney è una cittadina irlandese nella contea di Cork, famosa per il suo castello o meglio per una magica pietra nelle mura del castello che la leggenda vuole doni l’eloquenza a chi la baci, così l’equazione bacio (pietra) irlandese = benedizione non cambia anche se si omette il termine pietra.

ROMANTIC IRISH

Il silly ditty benaugurale è diventata una canzone siglata Gaelic Storm (autori: Twigger, Murphy, Wehmeyer, Reid), l’irish folk rock band di Santa Monica, diventata il punto fermo (dopo il film Titanic) della scena irish folk Usa.

ASCOLTA Gaelic Storm album Bring Yer Wellies (2006) (il titolo dell’album in italiano è “Porta i tuoi stivali di gomma” essendo wellies l’abbreviazione di Wellington boots)


I
Old song and old stories
They keep us alive
Without our past
We would never survive
I am my island
My island is me
So you know what you can do
if you dont like what you see
CHORUS
Kiss me, I’m Irish
I am the wild rover (6)
My eyes they are smiling
And I’m seldom sober (1)
I like my whiskey
And I love to dance
So if you’re feeling as lucky as me,
take a chance
And kiss me I’m Irish
II
My heart beats a jig
And me blood, it flows green
I’ve been a rogue and a rambler (6)
From ocean to sea (2)
And I like a Bevy (3)
Now and then (7) this I’ll never deny
But I only drink on the days of the week that end with a ‘y’ (4)
I’m no saint I’m no sinner
Of that theres no doubt
I’ll tell you the truth
I am the one that your grandmother warned you about
III
Dublin, Milwaukee, Cleavlend and Cork, Kerry, Chicago and my New York
Belfast and Boston, Donegal and DC (5)
Raise you glasses and sing, sing, sing, sing with me:
Traduzione di Cattia Salto
I
Vecchie canzone e vecchie storie
ci fanno sentire vivi,
senza il nostro passato
non potremo mai sopravvivere!
Io sono la mia isola
la mia isola è me.
Così sai cosa puoi fare
se non ti piace quello che vedi:
CORO
“Baciami, sono irlandese
sono il giramondo (6),
i miei occhi sorridono
e sono raramente sobrio (1).
Mi piace il whiskey
e mi piace ballare
e se tu ti senti fortunato come me
prendi al volo l’occasione
e baciami, sono irlandese”
II
Il mio cuore batte al ritmo di una giga
e verde scorre il mio sangue
sono stato un mascalzone e un vagabondo (6)
dall’Atlantico al mare Celtico (2)
e mi piacciono le ragazze (3)
di tanto in tanto (7), non lo negherò mai,
ma bevo solo nei giorni della settimana che finiscono con la “Y” (4).
Non sono un santo o un peccatore,
di questo non c’è dubbio
ti dirò la verità
sono il tipo di cui la tua nonna ti mette in guardia
III
Dublino, Milwaukee, Cleavlend e Cork
Kerry, Chicago e la mia New York
Belfast e Boston, Donegal e Washington (5)
alzate il calice e cantate cantate con me

NOTE
1) citazioni di frasi prese da canzoni popolari irlandesi: I am the wild rover, My eyes they are smiling,  I’m seldom sober
2) si riferisce alle due sponde America-Irlanda
3) bevy si dice per una folla o gruppo della stessa specie in particolare riferito alle donne
4) ossia tutti i sette giorni
5) DC è il distretto della Colombia,ma con “the District”, o “D.C.”, s’intende la capitale degli USA
6) il rover è un avventuriero in cerca di emozioni; I’m a rambler, I’m a gambler è una frase della canzone The Moonshiner, più in generale si vuole indicare uno spirito libero
7) la scaletta delle priorità di un tipico irlandese è Primo: bere, Secondo: bere in compagnia, Terzo: bere in compagnia di una ragazza

PUNCK IRISH

Inevitabile il confronto con la parodia dell’irlandese sfigato, di  “Kiss me, I’m shitfaced” targata Dropkick Murphys

ASCOLTA Dropkick Murphys in Blackout, 2003 che come interpretazione mi ricorda tanto lo stile “Rocky Horror Picture Show”

o in versione live


I
I play in a band, we’re the best in the land
We’re big in both Chelsea and France
I play one mean(2) guitar and then score at the bar
There’s a line of chicks waiting for their chance
So come on now honey, I’ll make you feel pretty
These other gals (8) mean nothing to me
Let’s finish these drinks and be gone for the night
‘Cause I’m more than a handful, you’ll see
[Chorus:]
So kiss me, I’m shitfaced (1)
I’m soaked, I’m soiled and brown (3)
in the trousers, she kissed me (4)
And I only bought her one round (5)
II
I can bench press a car, I’m an ex football star
with degrees from both Harvard and Yale
Girls just can’t keep up, I’m a real love machine
I’ve had far better sex while in jail
I’ve designed the Sears Tower (6), I make two grand an hour
I cook the world’s best duck flambe
I’ll take the pick of the litter (7), girls jockey for me
I don’t need these lines to get laid
III
I’m a man of the night, a real ladies delight
See my figure was chiseled from stone
One more for the gal (8) then I’ll escort her home
Come last call (9), I’m never alone
I’ve a house on the hill with a red water bed
That puts Hugh Heffnor’s mansion (10) to shame
With girls by the pool and Italian sports cars
I’m just here in this dump for the game
IV
Ahh, fuck it. Who am I shitting?
I’m a pitiful sight, and I ain’t all that bright
I’m definitely not chiseled from stone (11)
I’m a cheat and a liar, no woman’s desire (12)
I’ll probably die cold and alone
But just give me a chance, ‘cause deep down inside
I swear I got a big heart of gold
I’m a monogamous man, no more one night stands
Come on, honey, let me take you home
Traduzione* da qui
I
Suono in una band, siamo i migliori del mondo
siamo famosi da Chelsea alla Francia
suono una chitarra tosta (2) e dopo spopolo al bar.
C’è una fila di pollastre in attesa della propria occasione,
così vieni qua zuccherino, ti farò sentire bella
Le altre ragazze (8) non significano nulla per me
finiamo di bere e andiamo per la notte
perché sono molto più malleabile vedrai
Coro
E allora baciami sono sbronzo (1)
sono marcio, zozzo e imbrattato (3)
nei pantaloni – mi baciava (4)
e le avevo offerto solo un giro (5)
II
Posso sollevare una macchina, sono un ex star del calcio, con il diploma sia di Harvard che di Yale.
Le ragazze non possono proprio resistermi
sono una vera macchina del sesso
e ho fatto le scopate migliori in galera.
Ho progettato la Sears Tower (6), faccio 2000 dollari l’ora,
cucino la migliore anatra flambé del mondo
prenderò la migliore dal mucchio (7),
le ragazze fanno a botte per me,
e non ho bisogno di queste battute per scopare
III
Sono il padrone della notte
un vero bocconcino per signore
sai, il mio fisico fu scolpito nella pietra.
Ancora un giro per la ragazza (8)
poi l’accompagnerò a casa sua,
quando arriva l’ultima chiamata (9)
non sono mai da solo.
Ho una casa sulla collina con un letto ad acqua rosso
da far impallidire la villa di Hugh Hefner (10)
con le ragazze a bordo piscina e auto sportive italiane,
sono quì in questo merdaio solo per guadagnare.
IV
Ahh…’ffanculo, Chi sto prendendo in giro?
Abito in un posto che fa schifo
e non sono poi così brillante.
non  ho un fisico statuario (11),
sono un imbroglione e un bugiardo
nessuna mi fila (12),
probabilmente morirò al freddo e solo.
Ma dammi solo una possibilità
perché proprio dentro nel profondo giuro
che ho un grande cuore d’oro
e sono un uomo fedele
mai più storie da una botta e via.
Dai zuccherino, fatti portare a casa

NOTE
* con qualche mio aggiustamento
1) shitfaced: la versione pulita del termine traduce “molto ubriaco, sbronzo” letteralmente “faccia di merda”
2) mean: il significato è medio, meschino, ma nel contesto è chiaro che la chitarra è “cazzuta”
3) si vanta di essere un tipo che si lava poco, perché le sue mutante/pantaloni recano tracce di merda, una situazione molto punk-fashion
4) il verbo è al passato non al futuro come sarebbe più logico, nel contesto è una interiezione.
5) colloquiale per indicare quello che paga il giro di bevute alla compagnia
6) Ora Willis Tower, all’epoca in cui scrissero il testo ancora Sears Tower (Commissionato dalla catena di grandi magazzini Sears Roebuck and Co), il grattacielo di Chicago, nell’Illinois citato probabilmente perchè è stato l’edificio più alto del mondo dal 1973 al 1998.
7) litter è un ammasso confuso tipo un mucchio di rifiuti
8) gal è un termine colloquiale irlandese per ragazza e non ha connotazioni negative, termine usato spesso nelle sea (o shanty) songs
9) quando il pub sta per chiudere il proprietario suona una campanella per avvisare gli avventori di consumare l’ultimo giro, la frase vuol dire “quando il pub è in chiusura” insomma si vanta di essere uno che becca tutte le sere
10) Hugh Marston “Hef” Hefner è un editore statunitense, fondatore della celebre rivista erotica Playboy e a capo dell’impero Playboy Enterprises
11) letteralmente “non sono certamente scolpito nella pietra”
12) letteralmente “nessuna donna mi desidera”

FONTI
https://www.theguardian.com/commentisfree/2015/mar/17/irish-african-american-dna-tests
https://venetogenovese.wordpress.com/2015/10/26/kiss-me-im-shitfaced-dropkick-murphys-testo-e-traduzione/

SOUTH AUSTRALIA

Sotto la voce Codefish shanty si classifica una serie di canti marinareschi (sea shanty) di cui si conoscono due versioni, una di Capo Cod e l’altra dell’Australia Meridionale: i titoli sono “Cape Code girls“, e “Rolling King” o “Bound for South Australia ” (o più semplicemente “South Australia”).

VERSIONE SOUTH AUSTRALIA

Quale delle due versioni sia nata prima non è certo, possiamo solo rilevare una grande varietà di testi e anche l’abbinamento con melodie diverse. All’inizio probabilmente una “going-away song” ossia una di quelle canzoni che i marinai cantavano solo per le occasioni particolari cioè quando erano in ritta per il viaggio di ritorno, è poi entrata nel circuito folk e quindi standardizzata in due distinte versioni.

“As an original worksong it was sung in a variety of trades, including being used by the wool and later the wheat traders who worked the clipper ships between Australian ports and London. In adapted form, it is now a very popular song among folk music performers that is recorded by many artists and is present in many of today’s song books.In the days of sail, South Australia was a familiar going-away song, sung as the men trudged round the capstan to heave up the heavy anchor. Some say the song originated on wool-clippers, others say it was first heard on the emigrant ships. There is no special evidence to support either belief; it was sung just as readily aboard Western Ocean ships as in those of the Australian run. Laura Smith, a remarkable Victorian Lady, obtained a 14-stanza version of South Australia from a coloured seaman in the Sailors’ Home at Newcastle-on-Tyne, in the early 1880’s. The song’s first appearance in print was in Miss Smith’s Music of the Waters. Later, it was often used as a forebitter, sung off-watch, merely for fun, with any instrumentalist joining in. It is recorded in this latter-day form. The present version was learnt from an old sailing-ship sailor, Ted Howard of Barry, in South Wales. Ted told how he and a number of shellbacks were gathered round the bed of a former shipmate. The dying man remarked: “Blimey, I think I’m slipping my cable. Strike up South Australia, lads, and let me go happy.” (A.L. Lloyd in Across the Western Plains tratto da qui)

Così questo genere di canzoni erano un misto di versi improvvisati e una serie di versi tipici , ma in genere il ritornello del coro era standardizzato e univoco (anche per l’ovvia ragione che doveva essere cantato da marinai provenienti da tutte le parti).
La lunghezza della canzone dipendeva dal tipo di lavoro da svolgere e poteva arrivare a parecchie strofe. La canzone ha poi assunto vita propria come canzone popolare nel repertorio folk.
La sua prima comparsa in raccolte sulle sea shanties risale al 1881.
hulllogo

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem 1962 la versione che ha fatto da modello nell’ambiente folk

Vediamoli anche in una versione piratesca nell’adattamento televisivo dell'”Isola del Tesoro”

ASCOLTA Johnny Collins, in “Shanties & Songs of the Sea” 1996

ASCOLTA The Pogues

ASCOLTA Gaelic Storm in Herding Cats (1999) richiamano nell’arrangiamento la versione dei Pogues. E’ interessante confrontare lo stesso gruppo che si è cimentato anche con l’arrangiamento di Cape Code Girls.


In South Australia(1) I was born!
Heave away! Haul away!
South Australia round Cape Horn(2)!
We’re bound for South Australia!
Heave away, you rolling king(3),
Heave away! Haul away!
All the way you’ll hear me sing
We’re bound for South Australia!
As I walked out one morning fair,
It’s there I met Miss Nancy Blair.
I shook her up, I shook her down,
I shook her round and round the town.
There ain’t but one thing grieves my mind,
It’s to leave Miss Nancy Blair behind.
And as you wallop round Cape Horn,
You’ll wish to God you’d never been born!
I wish I was on Australia’s strand
With a bottle of whiskey in my hand
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Sono nato in Australia Meridionale(1)
virate, alate,
Australia del Sud via Capo Horn(2)
Siamo diretti verso l’Australia Meridionale
virate re dei mari(3)
virate, alate,
per tutto il tragitto si sente cantare

“Siamo diretti nell’Australia Meridionale!
Mentre camminavo in un bel mattino
là t’incontrai la signorina Nancy Blair.
La strinsi sotto e sopra
la strinsi tondo tondo per la città
e se c’e che una cosa che mi addolora
è lasciare la signorina Nancy Blair.
E mentre sei sbatacchiato a Capo Horn
vorresti per Dio non essere mai nato!
Preferirei essere su una spiaggia in Australia
con una bottiglia di whiskey in mano

NOTE
1) Terra di galantuomini e non di deportati lo stato è considerato una “provincia” della Gran Bretagna
2) le navi all’epoca dei velieri seguivano le rotte oceaniche cioè quelle dei venti e delle correnti: così per andare in Australia partendo dall’America o dall’Europa la situazione non cambiava occorreva doppiare l’Africa, ma che giro bisognava fare!!
Se prendiamo una mappa del globo notiamo subito che una rotta verso l’oriente, partendo dall’Europa, ci obbligherebbe a circumnavigare l’Africa. Lo stesso discorso vale per chi si avventura partendo dalla costa orientale dell’America del nord, a meno di volere circumnavigare l’America del sud e forzare controvento capo Horn!
A nord dell’equatore, nell’Atlantico, questi hanno un senso di rotazione orario. Quindi fin alle Canarie e Capo Verde tutto è facile. Poi, per via della forza di Coriolis, subentra la zona delle calme equatoriali con la loro quasi totale assenza di vento. Ma non basta, superate le calme nell’emisfero australe i venti dominanti hanno rotazione inversa cioè antioraria. Quindi partendo ad esempio dall’Inghilterra la rotta era la seguente : Atlantico fino a Capo Verde poi tutto ad Ovest verso i Caraibi quindi a Sud lungo il Brasile e la costa Argentina fino a riprendere i venti portanti che con rotta di nuovo verso Est portano a passare capo di Suona Speranza in Sud Africa e finalmente quella fetenzia di ostico oceano che è quello Indiano. Approssimativamente 30.000 Km quando in linea d’aria sono solo 8.000! (tratto da qui)

3) rolling king: è plausibile si tratti di una sorta di incitazione rivolta ai marinai a spremere tutte le loro energie.. Da Mucat varie spiegazioni: la prima è che i marinai abbiano dato un vezzeggiativo alla nave battezzandola “the Rolling King” non solo per il suo “balletto” durante il mare agitato o in tempesta ma anche perchè si comporta in modo volubile. Nonostante in inglese la nave sia una “she”, molte navi sono state battezzate con nomi al maschile così “Rolling King” potrebbero essere i marinai della nave battezzata “Rolling King” (l’equipaggio di una nave prendeva il nome della nave).
Un’altra spiegazione ragionevole sempre riportata nella discussione su Mudcat “The chanteyman seems to be calling the sailors rolling kings rather that refering to any piece of equipment. And given that “rolling” seems to be a common metaphor for “sailing” (cf. Rolling down to old Maui, Roll the woodpile down, Roll the old chariot along, etc.) I would guess that he is calling them “sailing kings” i.e. great sailors. There are a number of chanteys which have lines expressing the idea of “What a great crew we are.” and I think this falls into that category.” (tratto da qui)
Del resto ogni marinaio fantasticava sul significato della parola,  ad esempio Russel Slye scrive ” When I was in Perth (about 1970) I met an old sailor in a bar. I found he had sailed on the Moshulu (4 masted barque moored in Philly now) during the grain trade. I asked him about Rolling Kings. His reply (abridged): “We went ashore in India and other places, and heard about a wheel-rolling-king who was a big boss of everything. Well, when the crew was working hauling, those who wasn’t pulling too hard were called rolling kings because they was acting high and mighty.” So, it is a derogatory term for slackers. (tratto da qui).
E tuttavia senza andare a scomodare fantomatici Re (sulla scia del mito medievale di Re Giovanni e la fontana dell’eterna giovinezza) la parola potrebbe benissimo essere una corruzione di “rollikins” un vecchio temine inglese per “ubriaco”.
Tra le tante esilaranti ipotesi anche questa (per burla) di Charley Noble: si potrebbe trattare di un riferimento ad Elvis Prisley!!

C’è anche una versione MORRIS DANCE a conferma della popolarità della canzone

continua seconda parte

FONTI
http://www.historicalfolktoys.com/catcont/95301.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/cape-cod-girls.html
http://www.folkways.si.edu/paul-clayton/cape-cod-girls/american-folk/music/track/smithsonian
http://www.capecod.com/about-cape-cod/cape-cod-history/
http://www.cavolettodibruxelles.it/2014/11/cape-cod
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/southaustralia.html
http://www.jsward.com/shanty/codfish/index.html
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/australia
https://en.wikipedia.org/wiki/South_Australia_(song)
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=48959
http://www.abc.net.au/arts/blog/barnaby-smith/morris-dancing-broken-knuckles-bells-folk-festivals-150327/default.htm

NEW YORK GIRLS: CAN’T YOU DANCE THE POLKA?

Una canzone marinaresca (sea shanty) nota anche con il titolo di “The New York gals”e “Can’t You Dance the Polka?” si suddivide in due versioni testuali con un’univoca melodia.

Si raccontano le avventure amorose di “Jack Tar”, ovvero il marinaio tipo, una volta sbarcato a New York: queste avventure con le donnine sono un topico delle sea shanties e il marinaio finisce spesso lungo disteso a terra (dal bere o dal colpo ben assestato del “compare” di lei).
Il risveglio è amaro, perchè il malcapitato si trova imbarcato a forza su una nave (a volte più genericamente un Yankee clipper o un packet, ma anche un clipper della famigerata linea Black Ball).

CAN’T YOU DANCE THE POLKA?

E’ interessante notare come la polka prese piede nei locali di New York verso il 1850 e diventò popolare proprio con questa canzone: era un ballo vivace che richiedeva un certo “contatto” fisico particolarmente osè per i tempi!

New York five point

VERSIONE A

In questa versione il marinaio dopo essere salito nell’appartamento di una ragazza di New York, e bevuto un bel po’ di drinks, si sveglia il mattino dopo, nudo nel letto e derubato di ogni suo avere.

ASCOLTA Finbar Furey dal film Gangs of New York: una versione da music hall

ovvero l’ambientazione nel film

ASCOLTA Oysterband 1989: una versione più energica, con un bello stacchetto strumentale (la versione testuale differisce di poco dalla precedente)

ASCOLTA Steeleye Span 1975 in un arrangiamento tipico per quegli anni al tempo del folk revival in chiave rock di cui il gruppo fu precursore


I
As I walked down through Chatham Street(1)
a fair maid I did meet,
She asked me to see her home–
she lived in Bleecker Street.(2)
Chorus:
To me a-weigh, you Santy,
My dear Annie(3)

Oh, you New York girls,
Can’t you dance the polka?(4)

II
And when we got to Bleecker Street,
We stopped at forty-four,(5)
Her mother and her sister there,
to meet her (to greet us) at the door.
III
And when I got inside the house,
The drinks were passed around,
The liquor was so awful strong,
My head went round and round.
IV
And then we had another drink,
before we sat to eat,
The liquor was so awful strong,
I quickly fell asleep.
V
When I awoke next morning
I had an aching head,
There was I, Jack all alone,
Stark naked in me bed.
VI
My gold watch and my pocketbook (money)
And lady friend were gone;
And there was I, Jack all alone,
Stark naked in the room(6)
VII
STROFE Finbar Furey
On looking round this little room,
There’s nothing I could see,
But a woman’s shift and apron
That were no use to me.
VIII
With a flour barrel for a suit of clothes,
Down Cherry Street forlorn,
There Martin Churchill took me in,
And sent me ‘round Cape Horn.
IX
STROFE Oysterband
So look out all young sailors
watch your step on shore
you’ll have to be up early to be
smarter than a whore
X
Your hard-earned cash will disappear
your hat and boots as well
for New York Girls are tougher than
the other side of hell!
TRADUZIONEDI CATTIA SALTO
I
Mentre passeggiavo per Chatman street (1)
incontrai una bella ragazza
che mi invitò a vedere casa sua – lei viveva in Bleecker Street(2).
Coro
A me via, tu Santy,
mia cara Annie (3)

o voi ragazze di New York
non volete danzare la polka? (4)

II
E quando arrivammo a Bleecker Street ci fermammo al quarto piano, (5)
c’erano la madre e le sorelle
ad incontrarla sulla porta.
III
E quando sono entrato in casa
ci si fece un giro di bevute,
il liquore era così dannatamente forte che la mia testa si mise a girare.
IV
E poi abbiamo bevuto un altro drink, prima di sederci per mangiare,
il liquore era così dannatamente forte che mi sono subito addormentato.
V
Quando mi svegliai la mattina dopo avevo mal di testa
e c’ero io, Jack tutto solo, completamente nudo nel letto!
VI
L’orologio d’oro, il portafoglio
(i soldi)
e l’amica erano spariti
e c’ero io, Jack tutto solo, completamente nudo nella stanza. (6)
VII
STROFE Finbar Furey
Nel cercare in quella stanzetta
non c’era altro da vedere
che una camiciola e un grembiule da donna che non mi andavano bene.
VIII
Con un barile di farina indosso al posto dei vestiti
giù per Cherry Street (scesi) desolato, là Martin Churchill mi ha preso
e mandato per Capo Horn.
IX
(Strofe Oysterband:
Così attenti voi giovani marinai,
badate ai vostri passi a terra,
dovete alzarvi presto, per essere più furbi di una puttana.
X
I vostri sudati guadagni scompariranno e anche il vostro capello e gli stivali
perchè le ragazze di New York sono più toste dell’inferno!

NOTE
1) anche “south street”
2) Bleecker Street è oggi rinomato come il quartiere del Greenwich Village, ma all’epoca era una “paradise street” per marinai
3) Santiana vedi. Ma forse in origine la parola era Honey oppure Cynthia (“Cinthy/ Cinty/ Cindy,”)
4) La polka e’ stata veloce fin dal suo nascere: col metodo Cellarius i ballerini avevano un contatto permanente, tecnicamente funzionale all’equilibrio della coppia. I seguaci di questo metodo aumentarono sempre di piu’, sia fra i maestri sia fra i giovani danzatori. All’occhio dei benpensanti la polka ballata in tale modo apparve scandalosa. Non mancarono le polemiche e le condanne nei confronti di quanti se ne facevano promotori e assertori. Molti proprietari di locali cercarono di impedire lo svolgimento di questo ballo, in quanto lo stesso, eseguito in modo caotico e violento dalle coppie in preda a una vera e propria trance, causava danni materiali (volavano tavoli e sedie, piatti e bottiglie) e allontanava irrimediabilmente la clientela piu’ tranquilla e moderata. Ma l’ondata di simpatia per questa nuova forma di divertimento cresceva a dismisura: in realta’ si sentiva il bisogno di evadere dalla monotonia delle danze a coppia aperta, dalla cultura delle quadriglie che erano diventate dei riti veri e propri con tutta una serie di rigidita’ e nei comportamenti e negli abbigliamenti. La polka era percepita dalle masse come simbolo di allegria e di spontaneita’. Con queste caratteristiche si sviluppo’ anche in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove non mancarono i censori. Verso la fine del 1800 la moda della polka fini’. (tratto da qui)
5) deve trattarsi di un refuso probabilmente si riferisce al piano dell’appartamento e visto il quartiere e l’epoca si trattava probabilmente del quarto piano non del quarantesimo! Nella versione della Oysterband dicono: we stopped at No 4
6)
The Oysterband dicono“there was I without a stitch or cent to call my own”

VERSIONE B

Stesso marinaio, qui chiamato però Johnny, e stesso quartiere malfamato, altra avventura finita male!

ASCOLTA The Irish Rovers

ASCOLTA Gaelic Storm che la suonano con un ritmo saltellante


I
As I walked down the Broadway
One evening(morning) in July
I met a maid who asked me trade
And a sailor John (lad) says I
CORO
And away, you Santee(3)
My Dear Annie
Oh, you New York girls
can’t you dance the polka?
II
To Tiffany’s I took her
I did not mind expense
I bought her two gold earrings
And they cost me fifteen cents
III
Says she, ‘You Limejuice(7) sailor
Now see me home you may’
But when we reached her cottage door
She this to me did say
IV
My flash man(8) he’s a Yankee
With his hair cut short behind(9)
He wears a pair of long sea-boots
And he sails in the Blackball Line(10)
V
He’s homeward bound this evening
And with me he will stay
So get a move on, sailor-boy
Get cracking on your way(11)
VI
So I kissed her hard and proper
Afore her flash man came
And fare ye well, me Bowery(12) gal(girl)
I know your little game
VII
I wrapped me glad rags round me
And to the docks did steer
I’ll never court another maid(girl)
I’ll stick to rum and beer
VIII
I joined a Yankee blood-boat(13)
And sailed away next morn
Don’t ever fool around with gals(14)
You’re safer off Cape Horn
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre passeggiavo per Broadway una sera di luglio, incontrai una ragazza che mi propose uno scambio e “John un marinaio” dico io
CORO
“E andiamo Santa (3)
mia cara Anna,
voi ragazze di New York
non volete ballare la polka?”

II
La portai da Tiffany,
non badavo a spese,
le comprai due orecchini d’oro che mi costarono 15 centesimi.
III
Dice lei” Tu limoncino(7) ora puoi vedere la mia casa”
Ma quando arrivammo alla porta di casa ecco cosa mi disse
IV
“Il mio fidanzato (8) è un americano con i capelli tagliati corti sulla nuca(9), porta un paio di lunghi stivali per il mare e naviga nella Blackball Line(10).
V
E’ di ritorno a casa questa sera e starà con me, così datti una mossa marinaio, datti da fare(11)”
VI
Così la baciai forte e deciso,
prima dell’arrivo del suo fidanzato “addio mia ragazza di
Bowery(12),
conosco il tuo trucco”
VII
Mi avvolsi negli stracci
e al porto dritto andai
non corteggerò più un’altra fanciulla
e continuerò a bere rum e birra.
VIII
Mi imbarcai su un clipper americano(13) in partenza il giorno dopo; non bisogna mai scherzare con le ragazze (14) o ti  ritrovi al largo di Capo Horn.

NOTE
7) “lime-juicer” è un termine coniato nel 1850 poi abbreviato in “limey” per indicare un marinaio della Royal Navy o più genericamente un inglese It was originally used as a derogatory word for sailors in the Royal Navy, because of the Royal Navy’s practice since the beginning of the 19th century of adding lemon juice or lime juice to the sailors’ daily ration of watered-downrum (known as grog), in order to make stored, stagnant, water more palatable. Doctors thought that lime juice would work better because it has more acid than lemon juice, so they substituted lime juice for lemon juice on the British Royal Navy ships. This ration of grog helped make these sailors some of the healthiest at the time due to the ascorbic acid’s ability to prevent scurvy. Eventually the term lost its naval connection and was used to denote British people in general. In the 1880s, it was used to refer to British immigrants in Australia, New Zealand and South Africa (tratto da Wikipedia). A me fa pensare all’abitudine inglese di prendere il tè con la fetta di limone!
8) FLASH-MAN: a favourite or fancy-man; but this term is generally applied to those dissolute characters upon the town, who subsist upon the liberality of unfortunate women; and who, in return, are generally at hand during their nocturnal perambulations, to protect them should any brawl occur, or should they be detected in robbing those whom they have picked up. (tratto da qui)
9) i marinai della Black Baller line portavano tutti i capelli tagliati corti
10) vedi BLACK BALL LINE 
11) Get cracking on your way: to start doing something. Non capisco bene il senso della frase la ragazza lo sta invitando a darsi da fare alla svelta (prima che arrivi il protettore) o gli dice di andarsene se non vuole vedersela con il protettore? Il marinaio capisce al volo la situazione e le da un bacio: possiamo supporre che ci sia stato anche qualcos’altro tra i due dato che poi il marinaio si ritrova vestito in modo approssimativo!
12) La Bowery Street, più comunemente detta “the Bowery”, è una celebre via della “circoscrizione” (borough) di Manhattan, a New York. Approssimativamente delimita i quartieri di Chinatown e Little Italy su un lato, mentre dall’altro il Lower East Side.The Bowery fu uno dei primi insediamenti della città; sorse ai margini del porto ed era il quartiere dei marinai e degli immigrati appena arrivati negli Stati Uniti; man mano che questi facevano fortuna, si trasferivano sempre più a nord, lasciando spazio a nuovi arrivi. Nella seconda metà dell’Ottocento, con “the Bowery” veniva indicata una vasta zona compresa tra Broadway e i docks dell’East Side; era considerata il regno delle gang, della povertà, della prostituzione, del gioco d’azzardo, delle fumerie di oppio, della corruzione della polizia e dei politici. Ciò nonostante, vi sorsero e prosperarono teatri che diedero vita, in concorrenza con Broadway che era sinonimo di classicismo e di raffinatezza, ad un genere di rappresentazioni popolari che contribuì ad avvicinare vasti strati della popolazione al teatro, a lanciare negli Stati Uniti la moda del varietà e del musical, a creare uno stile originale, che più tardi avrebbe trionfato anche a Broadway, scalzandone gli spettacoli europei. Alla fine dell’Ottocento, con l’avvento di una prima ondata moralizzatrice nell’amministrazione della città, the Bowery fu parzialmente ripulita, iniziò il recupero edilizio e cominciò ad insediarvisi anche la piccola borghesia. La via divenne il simbolo della depressione economica e la zona s’impoverì negli anni venti e trenta. Negli anni quaranta il quartiere guadagnò la reputazione d’essere mal frequentato, specialmente da ubriachi e senzatetto. Tra il 1960 e il 1980 lungo la Bowery e dintorni vi era il tasso di criminalità più alto di tutta la parte meridionale di Manhattan, insieme agli affitti più bassi. (tratto da Wikipedia)
13) blood-boat: i clipper erano famosi per la ferrea disciplina e le brutali punizioni da qui l’appellativo di “bloodboat
14) oppure “Don’t mess around with women boys

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/blow-the-man-down/
http://terreceltiche.altervista.org/the-black-ball-line-and-sea-shanty

http://www.emmedance.altervista.org/Balli/PolcaST.html
http://www.contemplator.com/sea/nygirls.html
http://www.contemplator.com/sea/nygirls2.html
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/newyorkgirls.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/new-york-girls.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/new-york-girls–2-.html

YARMOUTH TOWN

Una canzone tradizionale non molto diffusa che è stata registrata per la prima volta da Pete Bellamy nel suo album “Mainly Folk Songs&Ballads” del 1968 (nelle note scrive “from the singing of Norfolk’s Peter Bullen“), siccome non si trovano tracce precedentemente alla data alcuni ritengono che la canzone sia una variante scritta da Peter Bullen su di una vecchia storia popolare, condivisa anche da titoli come “Blow Boys Blow” e “Do Me Alma“, sebbene con una melodia diversa. I testi delle successive registrazioni si rifanno quindi sempre a quello di Peter Bellamy e le varianti sono molto poche, a testimonianza della circolazione attraverso la tradizione orale solo in tempi più recenti.

La Yarmouth a cui si riferisce la canzone è la Great Yarmouth una cittadina costiera del Norfolk (Inghilterra) tradizionalmente dedita alla pesca delle aringhe (oggi però riconvertita alle attività di estrazione del petrolio nel Mare del Nord ). La località balneare più famosa del Norfolk è situata ad est dell’omonima città e si sviluppa lungo 15 chilometri di spiaggia. Già rinomata meta turistica durante il XVIII secolo, conserva una parte molto antica e un piccolo museo marittimo dedicato a Nelson. C’è anche una Yarmouth town in Canada (Nuova Scozia) al tempo dei velieri, importante cantiere navale e oggi dedito alla pesca delle aragoste (Golfo del Maine).

A Great Yarmouth nel mese di settembre, si svolge da una decina d’anni un grandioso Festival Marinaro, dove si rivive l’epoca dei grandi velieri: un due giorni ricchi di navi storiche, musica dal vivo (ovviamente sea shanties) e mostre, un’idea geniale per riqualificare tutta l’area del South Quay.
SITO DEL FESTIVAL qui

yarmouth-festival

UN ‘IDEA PER LE VACANZE
Si stralcia da qui
Elegante e incontaminata, quella delle Norfolk Broads è una tra le regioni di navigazione più popolari d’Inghilterra. Navigando su larghi fiumi e su laghi dalle acque poco profonde, scoprirete la vita di paese tipicamente inglese, in perfetta armonia con l’ambiente e la natura. Le vacanze in barca fanno parte delle tradizioni delle Norfolk Broads, la più grande riserva naturale del Regno Unito. Niente di più facile che navigare a partire da Horning. Le vie navigabili dei Broads comprendono i fiumi Ant, Bure, Waveney e Yare. La navigazione qui è molto semplice e i villaggi dei dintorni valgono sicuramente il viaggio in ogni periodo dell’anno. La navigazione è famosa a Hickling Broad, vasta riserva naturale nazionale e sito nautico molto apprezzato. Se amate la vela, potrete seguire le tracce dell’ammiraglio Nelson sulle Barton Broad. A Outlon Broad, vicino alla costa, prendetevi il tempo di visitare il museo marittimo di Lowestoft. I bambini vorranno approfittare delle attrazioni di Great Yarmouth, prima stazione balneare della regione. Altrimenti seguite la Yare fino al centro di Norwich dove potrete visitare due cattedrali. I Broads sono un parco nazionale protetto. Essi ospitano una fauna e una flora selvagge con specie rare e sorprendenti. Si sta facendo veramente un importante lavoro di conservazione e di protezione per preservare questo ambiente unico

UNA NIGHT VISIT SONG UMORISTICA

Una sea song più che una sea shanty, che rivisita in chiave umoristica il classico tema delle night visit songs, in cui si descrivono incontri notturni tra belle e più o meno “ingenue” fanciulle e soldati o marinai di passaggio. In questo caso la figlia del locandiere oltre ad essere ingegnosa, è anche sessualmente disinibita.
 Planxty live 1974

Great Big Sea in Sea of No Cares 2002

Gaelic Storm in The Boathouse 2013

I
In Yarmouth Town
there lived a man,
kept a little tavern
down by the strand.
The landlord had a daughter fair,
a pretty little thing
with the golden hair.
Chorus:
Oh, won’t you come down,
won’t you come down,
won’t you come down
to Yarmouth town
II
At night there came a sailor man
and he’s asked the daughter for her hand.
“Oh, why should I marry you, -she said- I have (get) all I want without being wed.”
III
“If you want with me to linger,
I’ll tie a bit of string all around my finger.
All you got to do, just pull on the string,/ And I’ll come down and I’ll let you in.”
IV
At closing time the sailor man
went back to the tavern down by the strand
as he passed by, he pulled on the string,
she’s come down, and she let him in
V
The sailor man was quite surprise
When she winked at him with her lovely eyes
he had never seen such a sight before:
The string around the finger was all she wore.
VI
The sailor lad stayed the whole night through
and early in the morning went back to his crew,
then he told them about the daughter fair,/ the pretty little thing with the golden hair.
VII
Well, the news it soon got around
the very next night in Yarmouth Town
there was fifteen sailors pulling on the string/ she come down and she let them all in.
IX
So all young men that to Yarmouth go,
if you see a pretty girl with her hair hanging low,
all you’ve got to do is pull on the string,
she’ll come down and she’ll let you in.
Traduzione di Cattia Salto
I
Nella città di Yarmouth
viveva un uomo
che teneva una taverna
sulla spiaggia,
questo padrone aveva
una figlia bella
una cosuccia con i capelli biondi.
CORO
Oh non vuoi venire,
non vuoi venire,
non vuoi venire
nella città di Yarmouth?
II
Di notte venne un marinaio
e chiese la mano della figlia
Perchè dovrei sposarmi ?
– disse lei –
Ho tutto ciò che voglio senza essere sposata!
III
Se vuoi venire con me,
mi legherò un pezzo di spago intorno al dito
e quello che devi fare è solo tirare la corda
e io scenderò e ti farò entrare
“.
IV
Al momento della chiusura il marinaio ritornò alla taverna sulla spiaggia,
mentre ci passava accanto tirò la corda
e lei scese e lo fece entrare.
V
Il marinaio rimase un po’ sorpreso quando lei gli fece l’occhiolino con gli occhi belli,
non aveva mai visto prima un tale spettacolo:
lo spago intorno al dito era tutto ciò che lei indossava!
VI
Così il marinaio rimase per tutta la notte
e al mattino presto tornò al suo equipaggio
a raccontare tutto sulla bella fanciulla,
la bella cosuccia con i capelli biondi.
VII
La notizia si sparse presto
e la notte successiva nella città di Yarmouth
c’erano quindici marinai a tirare la corda,
lei scese e li fece entrare tutti.
IX
Così voi giovanotti che andate a Yarmouth
se vedete una bella ragazzina con i capelli sciolti (alla finestra),
tutto quello che dovete fare è tirare la corda,
lei scenderà e vi farà entrare!

FONTI
https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/yarmouthtown.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=41454
http://www.mudcat.org/thread.CFM?threadID=40861

CODFISH SHANTY

Sotto la voce Codefish shanty si classifica una serie di canti marinareschi (sea shanty) di cui si conoscono due versioni, una di Capo Cod e l’altra dell’Australia Meridionale: i titoli sono “Cape Code girls” e “Rolling King” o “Bound for South Australia ” (o più semplicemente “South Australia”).
Quale delle due versioni sia nata prima non è certo, possiamo solo rilevare una grande varietà di testi e anche l’abbinamento con melodie diverse.

All’inizio probabilmente una “going-away song” ossia una di quelle canzoni che i marinai cantavano solo per le occasioni particolari cioè quando erano sulla rotta del viaggio di ritorno, è poi entrata nel circuito folk e quindi standardizzata in due distinte versioni.

VERSIONE CAPE CODE GIRLS

cape-cod-girlLa versione più demenziale e quindi da “pirate song” che va per la maggiore nelle Renaissance Fairs è quella che viene dalla penisola di Capo Cod (Stato del Massachusetts).
Cape Cod (traduzione letterale in italiano “Capo Merluzzo”)  è stato il primo approdo del Mayflower – la prima nave che trasportava i “pellegrini” inglesi sulla terra oltre oceano, battezzata così “New England”.
La località si è basata fin da subito sulla pesca di pesci (in particolare il merluzzo) e la caccia alle balene.
Il clima pur essendo parecchio a Nord è mite grazie alle correnti dell’Atlantico: lì è estate (caldo-fresco) o inverno (freddo-mite) e l’estate dura fino ai primi di dicembre, è la cosiddetta Estate Indiana, dovuta sempre alla presenza dell’Oceano Atlantico, che diffonde lentamente il calore incamerato durante l’estate.

Propongo per l’ascolto quattro versioni che sono anche melodie diverse o vari arrangiamenti di melodie simili, fate voi!

ASCOLTA Yarmouth Shantymen

ASCOLTA The Crew of the Mimi 1984

ASCOLTA Baby Gramps in “Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006”. La voce particolare alla Popeye è nientemeno che uno stile vocale: “The style is called “vocal fry”.  It has been variously employed for effect by heavy metal artists among others.  The techniques used to achieve it are akin to those used by Central Asian throat-singers and Tibetan monks, though of a lesser order.  Its appropriateness for the singing of pirate songs will be a subject for lively debate” (Tipi Dan)

ASCOLTA Gaelic Storm in The Boathouse, 2013 la versione irlandese


Cape Cod(1) girls
ain’t got no combs,
Heave away, haul away!
They comb their hair
with a codfish bone(2),
And we’re bound away for Australia(3)!
So heave her up, me bully bully boys,
Heave away, haul away!
Heave her up,
why don’t you make some noise?(4)

And we’re bound away for Australia!
Cape Cod boys
ain’t got no sleds,
They ride down hills
on a codfish head.
Cape Cod mothers
don’t bake no pies,
They feed their children
codfish eyes.
Cape Cod cats
ain’t got no tails,
They got blown off
in northeast gales.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Le ragazze di Capo Cod(1)
non hanno pettini
virate, alate,
e si pettinano i capelli
con la lisca del merluzzo (2)
e siamo diretti in Australia(3)! 
Così lasciatela andare miei bravi,
virate, alate,
tiratela su,

perché non vi date da fare a virare di buona lena?(4)
Siamo diretti in Australia
I ragazzi di Capo Cod
non hanno slitte,
scendono giù dalle colline
sulle teste di merluzzo.
Le madri di Capo Cod
non cuociono torte,
danno da mangiare ai loro bambini
occhi di merluzzo.
I gatti di Capo Cod
non hanno code
sono volate via
con i venti di Nord-est.

ALTRE STROFE variamente combinate in cui i merluzzi sono citati in tutte le salse!!

Cape Cod girls
don’t wear no frills
They’re plain and skinny
like a codfish gills.
Cape Cod doctors
ain’t got no pills,
They give their patients
codfish gills.
Cape Cod folks
don’t have no ills
Them Cape Cod doctors
feed them codfish pills
Cape Cod dogs
ain’t got no bite,
They lost it barking
at the Cape Cod light.
Yankee girls
don’t sleep on beds,
They go to sleep on codfish heads.
Cape Cod girls
have got big feet(5),
Codfish roes is nice an’ sweet.
Cape Cod girls
they are so fine,
They know how to bait a codfish line.
Le ragazze di Capo Cod
non indossano fronzoli
sono dritte e magre
come branchie di merluzzo.
I dottori di Capo Cod
non hanno pillole
danno ai loro pazienti
branchie di merluzzo.
La gente di Capo Cod
non si ammala
i loro dottori di Cape Cod
la nutrono con pillole di merluzzo
I cani di Capo Cod
non riescono ad abbaiare,
hanno perso i loro latrati
nella luce di Capo Cod.
Le ragazze americane
non dormono nei letti
vanno a dormire sulle teste di merluzzo
Le ragazze di Capo Cod
hanno piedi grandi
le uova di merluzzo sono carine e dolci
Le ragazze di Capo Cod
sono molto belle,
sanno come adescare una fila di merluzzi.

 NOTE
1) il porto per antonomasia di Capo Cod  e dei pescatori del Massachusetts è il porto di Provincetown
2) viene da pensare alle sirene che notoriamente stanno sulla spiaggia o uno scoglio a pettinarsi i lunghi capelli mentre cantano
3) le navi all’epoca dei velieri seguivano le rotte oceaniche cioè quelle dei venti e delle correnti: così per andare in Australia partendo dall’America occorreva doppiare l’Africa, ma che giro bisognava fare!!
Se prendiamo una mappa del globo notiamo subito che una rotta verso l’oriente, partendo dall’Europa, ci obbligherebbe a circumnavigare l’Africa. Lo stesso discorso vale per chi si avventura partendo dalla costa orientale dell’America del nord, a meno di volere circumnavigare l’America del sud e forzare controvento capo Horn!
A nord dell’equatore, nell’Atlantico, questi hanno un senso di rotazione orario. Quindi fin alle Canarie e Capo Verde tutto è facile. Poi, per via della forza di Coriolis, subentra la zona delle calme equatoriali con la loro quasi totale assenza di vento. Ma non basta, superate le calme nell’emisfero australe i venti dominanti hanno rotazione inversa cioè antioraria. Quindi partendo ad esempio dall’Inghilterra la rotta era la seguente : Atlantico fino a Capo Verde poi tutto ad Ovest verso i Caraibi quindi a Sud lungo il Brasile e la costa Argentina fino a riprendere i venti portanti che con rotta di nuovo verso Est portano a passare capo di Suona Speranza in Sud Africa e finalmente quella fetenzia di ostico oceano che è quello Indiano. Approssimativamente 30.000 Km quando in linea d’aria sono solo 8.000! (tratto da qui)
4) letteralmente “Perchè non fate del rumore“: Italo Ottonello propone come traduzione pensando al trambusto che facevano i marinai battendo i piedi e dandosi la voce.:  “perché non vi date da fare a virare di buona lena?”
5) ancora un’allusione alle sirene e alle pinne

continua seconda versione “South Australia”

FONTI
http://www.historicalfolktoys.com/catcont/95301.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/cape-cod-girls.html
http://www.folkways.si.edu/paul-clayton/cape-cod-girls/american-folk/music/track/smithsonian
http://www.capecod.com/about-cape-cod/cape-cod-history/
http://www.cavolettodibruxelles.it/2014/11/cape-cod
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/southaustralia.html
http://www.jsward.com/shanty/codfish/index.html
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/australia
https://en.wikipedia.org/wiki/South_Australia_(song)
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=48959
http://www.abc.net.au/arts/blog/barnaby-smith/morris-dancing-broken-knuckles-bells-folk-festivals-150327/default.htm

LEAVING OF LIVERPOOL

Il tema generale è un topico delle canzoni del mare, un uomo imbarcatosi come marinaio, lascia la città di Liverpool e dice addio alla sua ragazza sperando di ritornare presto da lei, già sapendo che soffrirà di nostalgia per la lontananza. Curiosamente sebbene sia stata molto famosa negli anni 60 durante il folk revival, la canzone non era un brano “popolare”, infatti nella tradizione orale si conoscono solo due distinte versioni, entrambe a cura di William Main Doerflinger (1910-2000) dalle voci di due marinai di New York city ormai in pensione: Richard Maitland e Patrick Tayluer (anni 1940).

La versione “Maitland” diffusa in Inghilterra, Irlanda e America deve la sua popolarità nel circuito folk alla trascrizione di Doerflinger che la pubblicò nel suo poderoso “Shantymen and Shantyboys” (1951).
Così scrive A.L. Lloyd (in Sailor’s garland 1962) “W. Doerflinger got this nostalgic song from a well-known shanty singer, ‘Captain’ Dick Maitland, who learnt it from a Liverpool man when he was bosun on the General Knox about 1885. It seemed to have disappeared from its own home town, but since Doerflinger printed it, it has taken a new lease of life, and is now not infrequently heard in the city folk song clubs.”
Tutto quello che si vorrebbe sapere sulla canzone è stato scritto da Stephen D.Winck nell’articolo “Sung With Gusto by the Men”:A Unique Recording of“The Leaving of Liverpool”in the AFC Archive” (in Folklife center news vol 30) in cui vengono riportate integralmente entrambi le versioni.

La diffusione della canzone nel circuito folk ha Louis Kelly come tramite per i Clancy Brothers e i Dubliners (la prima registrazione è quella di Ewan MacColl in Sailor’s garland 1962), lo stesso Bob Dylan, nel 1963, ne fece una rielaborazione testuale (stessa melodia) e la registrò con il titolo “Farewell” (la versione ha il copyright sebbene sia etichettata come A Bob Dylan rewrite of a traditional song). Siccome la canzone è stata interpretata da molti gruppi irlandesi alcuni ritengono che sia di origini irlandesi e che si stia parlando di un emigrante imbarcato sulla nave alla volta della California in cerca di fortuna (Golden Rush) e tuttavia la versione “Maitland” descrive più propriamente un marinaio imbarcato per lavoro su un american clipper.
Altri fanno notare la somiglianza della melodia con il brano irlandese “The Leaving of Limerick” che però è suonato in modo più meditativo. Per alcuni la melodia suonata più velocemente non è adatta al tema accorato dell’addio, tralasciando però che è il “mood” generale a trasmettere l’emozione più che il ritmo.

Ascoltiamo per prima la versione sea song che nella versione “Maitland” più che uno shanty era una tipica “forebitter” cioè un canto da “dopolavoro”
ASCOLTA Hulton Clint che riprende i versi e la sequenza della versione “Maitland”: IA, IIA, VA, IIIA, IVA, VIA, VIIA. L’accento è sul dolore della separazione dalla fidanzata e solo pochi cenni sono per la città di Liverpool

Date le premesse le variazioni testuali sono minime, e qui si propone un confronto tra le versioni dei gruppi anni 60-70 e quelle più recenti
ASCOLTA Dubliners (IA, IIA, IIIA, IVA, VA) versione 1964, con vecchie immagini di Liverpool

ASCOLTA Clancy Brothers (IB, IIIA, IVA, VB): si devono molto probabilmente a loro le variazioni testuali della I^ e della V^ strofa che levano i riferimenti specifici alla località di Liverpool come l’attracco al molo, il fiume Mesery, le strade e Park Lane
ASCOLTA Spinner 1966 (IA, IIA, IIIA, IVA, VA)
ASCOLTA Pogues -e Shane MacGowan da giovane in Red Roses for Me 1984 (IB, IIIA, IVA, VB)

Ecco che alcune delle versione più recenti danno un’ulteriore accelerazione al ritmo dopo la versione Pogues, come i Gaelic Storm (che di solito tendono a mettere una marcia in più alle loro versioni) e i Young Dubliners in versione bluegrass
ASCOLTA Gaelic Storm in Special Reserve 2003 (IA, IIIA, IVA, VB)
ASCOLTA Young Dubliners in With All Due Respect – The Irish Sessions 2007 (IA, IIIA, VB) la versione con meno testo per lasciare molto spazio agli strumentali
ASCOLTA High Kings in Memory Lane 2010 (IA, IIIA, IVA, VB): con il loro consueto “stile” mixano malinconia e ritmo per una perfetta drinking song
ASCOLTA Shane MacGowan in Son of Rogues Gallery 2012 (IA, IIA, IVA, VB) la versione più rockettara con una voce molto roca e l’intonazione da “sballato” di Shane (che alcuni critici hanno definito “da vecchio marinaio” a gruff sailors’ accent so authentic that it’s nearly incomprehensible -RollingStone) una voce da disperato!

IA
Fare thee well to Prince’s Landing Stage(1) River Mersey, fare thee well
I am bound for California
A place that I know right well
IB
Fare thee well to you, my own true love,
There were many fare thee wells
I am bound for California,
A place that I know right well (2)
CHORUS
So fare thee well, my own true love, (For) when I return, united we will be, It’s not the leaving of Liverpool that grieves me,
But my darling when I think of thee
IIA
I’m bound to California
By way of the stormy Cape Horn. And I’ll write to you a letter, my love,
When I am homeward bound.
IIIA
I have bound(3) on the Yankee clipper ship Davy Crockett(4) is her name
And Burgess is the Captain of her(5) And they say that she’s a floating hell
IVA
Now I have sailed with (this) Burgess once before(6)
And I think that I know him (right) well if a man is a sailor, he can get along if not, (then) he’s sure in hell(7).
VA
Fare-well Lower Frederick Street, Anson Terrace, and Park Lane(8);  think it will be some long time(9) Before I see you again.
VB
Oh the sun(10) is on the harbour, love, And I wish I could remain,
For I know that it will be a long, long time,
Before I see you again
VIA
The tug is waiting at the pierhead
To take us down the stream.
Our sails are loose and our anchor secure,
So I’ll bid you good-bye once more.
VIIA
Oh I am bound away to leave you, Goodbye, my love, goodbye.
And there’s but one thing that grieves my mind
And it’s leaving you behind.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
IA
Addio Prince’s Landing Stage (1),
fiume Mesery, addio
mi tocca andare in California
un posto che conosco bene
IB
addio mio caro vero amore
mille volte addio
mi tocca andare in California
un posto che conosco bene (2)
CORO
allora ti saluto amore mio
quando ritornerò ci sposeremo,
non è partire da Liverpool che mi rattrista piuttosto,
mia cara, quando penso a te
IIA
Vado in California,
passando per il tempestoso Cape Horne
e ti scriverò una lettera, amore
quando sarò sulla via del ritorno
IIIA
Mi sono arruolato (3) su un veliero americano
che si chiama Davy Crockett (4)
e Burgess è il suo capitano (5)
e dicono che sia
un inferno galleggiante
IVA
Ho già navigato con Burgess altre volte (6)
e penso ormai di conoscerlo bene
se uno e’ un vero marinaio
se la cava altrimenti
e’ un vero inferno (7)
VA
Addio Lower Frederick Street,
Anson Terrace, e Park Lane (8)
perchè sò che passera proprio tanto tempo (9) prima che ti rivedrò di nuovo
VB
Ora il sole (10) e’ nella baia,
amore vorrei poter restare
perchè sò che passera proprio tanto, tanto tempo (9) prima che ti rivedrò di nuovo

VIA
Il rimorchiatore è in attesa al molo
per portarci verso la corrente,
le nostre vele sono sciolte e l’ancora alzata,
così ti dirò addio ancora una volta
VIIA
Mi tocca lasciarti
Addio amore, addio
c’è una sola cosa tuttavia che mi addolora
ed è lasciarti alle mie spalle

NOTE
1) Liverpool era un porto molto importante nel XIX secolo per le navi passeggeri con scalo in varie località americane. Prince’s Landing Stage è il nome della piattaforma costruita appositamente per far imbarcare i passeggeri che emigravano per l’America. La linea ferroviaria arrivava fino alla piattaforma
2) variante: “But I know that I’ll return someday” (in italiano=ma so che ritornerò un giorno)
3) anche scritto come “I am signed” oppure “I’ve shipped”: l’uomo non è un emigrante in cerca di fortuna in California ma un marinaio che si è imbarcato per lavoro su un clipper americano
clipper-davy-crockett4) “The three-skysail-yarder David Crockett of New York [is] the ship mentioned in this song. Her figurehead now hangs in the Marine Museum at Mystic, Connecticut, where she went down the ways in 1853. The David Crockett often called at Liverpool on her passages homeward from California. It was in 1863 that she first arrived in the port while under command of Captain John A. Burgess of Massachusetts, her skipper for many years. In 1874, on what was to have been his last voyage before retiring from the sea, Captain Burgess was lost overboard in a storm in the South Atlantic.” (Doerflinger)
In realtà il David Crockett comandato da Burgess era un mercantile che svolgeva la tratta New York- San Francisco
5) anche “And her Captain’s name it is Burgess”
6) “It’s my second trip with Burgess in the Crockett”
7) “If he’s not then he’s sure to tell”
8) Le strade sono il cuore della vecchia Sailortown (Salthouse Dock)
9) I Dubliners dicono “I am bound away for to leave you and I’ll never see you again”
10) a volte anche “ship”

FONTI
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOSLeavLiv.html
http://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/theleavingofliverpool.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66662
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Doe104.html
http://www.loc.gov/folklife/news/pdf/FCN_Vol30_3-4optimized.pdf

ILLUSTRAZIONE
http://www.vickeryart.com/vickery/brochure/brochure1.html

PUCK FAIR: A REBELLIOUS BILLY-GOAT

Nel paesello irlandese di Killorglin, contea di Kerry (Irlanda Sud-Ovest) nel mese di agosto si tiene la festa più curiosa: un caprone selvatico viene condotto in paese e incoronato re per tre giorni e tre notti (10, 11 e 12 agosto). Messo ahimè in una gabbia, è issato su una apposita impalcatura che troneggia sulle case del paese, e lì resta per tutta la durata della festa, a guardare incuriosito le attività a cui si dedicano i suoi sudditi: lassù sebbene imprigionato il becco è rifocillato abbondantemente di cibo e acqua, e alla fine della festa viene restituito alla sua montagna!

VIDEO

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KILLORGLIN FAIR

La fiera è ricca di eventi: fiera del cavallo, del bestiame, bancarelle dell’artigianato, artisti di strada, musica, parate con la banda, danza e i fuochi d’artificio. Come accade per queste feste tradizionali le origini sono remote e si perdono nel Medioevo così non mancano mai le leggende in merito: le origini si riconducono presumibilmente alla religione celtica quando per celebrare un buon raccolto si intercedava presso il dio Lugh, Lugh ha dato il suo nome al mese di agosto in irlandese, Lughnasa ( Lúnasa ), il mese di Lugh (vedi); la leggenda che va per la maggiore racconta di due clan rivali, e di un becco di montagna che ha avuto la prontezza di spirito di avvisare il paese dall’attacco armato; così i guerrieri del paese si sono a loro volta armati e hanno preparato la loro difesa, riuscendo a sconfiggere il clan nemico. Il becco invece di finire arrosto è stata incoronato re Puck e portato in parata. Altri racconti riportano la vicenda ai tempi di Oliver Cromwell e gli “invasori” diventano gli Inglesi andati in Irlanda per sottometterla alla Corona. I soldati importunarono un gruppo di capre, ma il capo-branco il “puck” invece di fuggire verso le colline si precipitò verso la cittadina di Killorglin per “avvisare” gli abitanti

Altre leggende riportano l’origine dell’elezione di re Puck agli inizi dell’Ottocento: la fiera era già fiorente e come da consuetudini si pagava un balzello al signore locale per potervi partecipare; quando il governo inglese rese illegale imporre pedaggi alle fiere del bestiame, cavalli e pecore, l’avvocato Daniel O’Connell, da talentuoso azzeccagarbugli qual’era, suggerì di dedicarla esclusivamente alle capre, visto che non erano menzionate nel documento (10 agosto 1808); e per dimostrare la bontà della cosa una capra venne issata su un palco in alto a vessillo della fiera. Storicamente la fiera ha ottenuto status giuridico da re Giacomo I d’Inghilterra e Irlanda (e Giacomo VI di Scozia) nel 1603.

re capro
“Kings may come and Kings may go. But King Puck goes on forever.” La scultura è stata inaugurata il 5 agosto 2001, in commemorazione della tradizione del “Puck Fair”

LE CAPRE NELLA MITOLOGIA

Heidrun

La capra non è un animale insolito nella tradizione celtica e rappresenta in genere la fertilità. La capra Amaltea nutrì Zeus bambino e la capra norrena Heidrun dispensa idromele dalle sue mammelle ai guerrieri del Valalla.
Fauni e satiri nella mitologia greca e latina personificano il desiderio sessuale e la libidine, il dio cornuto con palchi di cervo o corna di capra-ariete è diventato il dio sincretico delle religioni pre-cristiane e ha prestato la sua immagine al Diavolo.

Nell’iconografia cristiana il caprone raffigura il diavolo e nel Giudizio Universale i condannati. Così nella mitologia e nelle religioni, la femmina di capra è stata rappresentata con un immagine positiva, simbolo di nutrimento, fertilità ed abbondanza, mentre il maschio di capra ha avuto connotazioni negative.

Nel folklore irlandese il bocánach (un folletto-capra) infesta i campi di battaglia mentre nelle Highlands scozzesi la Glaistig (metà donna e metà capra) è una fata delle acque custode del bestiame. Dai lunghi capelli biondi e bellissima nasconde la sua parte inferiore animale sotto una lunga veste verde e attira l’uomo con un canto o una danza per berne il sangue. In molti luoghi della Scozia, le glaistig sono considerate protettrici del bestiame e dei pastori, oltre che dei bambini lasciati soli dalle madri per sorvegliare gli animali al pascolo.

gruagach

An Poc ar Buile – The Mad Billy Goat

La canzone è stata composta da Dónal Ó Mulláin (1880-1965) nel 1940, resa famosa negli anni 60 da Seán Ó Sé: cantante-contadino di Scrahans, suonatore di violino e organetto, nonché ballerino provetto, compose poesie e canzoni in gaelico premiate e diventate subito popolari.
Ar buile = bulling vuol dire “essere arrabbiato” che il termine in gaelico irlandese si traduce come “pazzia, frenesia” qualcuno furioso.
Il becco diventa così il simbolo del combattivo e indomabile spirito irlandese

ASCOLTA Chieftains in Water from the Well 2000

ASCOLTA Liam Devally 1966 (che voce!)

ASCOLTA Gaelic Storm

I
Ag gabháil dom sior chun Droichead Uí Mhóradha
Píce im dhóid ‘s mé ag dul i meithil
Cé casfaí orm i gcuma ceoidh
Ach pocán crón is é ar buile…
[curfá] Ailliliú, puilliliú, ailliliú tá an puc ar buile!
Ailliliú, puilliliú, ailliliú tá an puc ar buile!
II
Do ritheamar trasna trí ruillógach,
Is do ghluais an comhrac ar fud na muinge,
Is treascairt do bhfuair sé sna turtóga
Chuas ina ainneoin ina dhrom le fuinneamh…
III
Níor fhág sé carraig go raibh scót ann
Ná gur rith le fórsa chun mé a mhilleadh,
S’Ansan sea do cháith sé an léim ba mhó.
Le fána mhór na Faille Bríce…
IV
Bhí garda mór i mBaile an Róistigh
Is bhailigh fórsa chun sinn a chlipeadh
Do bhuail sé rop dá adhairc sa tóin ann
S’dá bhríste nua do dhein sé giobail…
V
I nDaingean Uí Chúis le haghaidh an tráthnóna
Bhí an sagart paróiste amach ‘nár gcoinnibh
Is é dúirt gurbh é an diabhal ba Dhóigh leis
A ghaibh an treo ar phocán buile…


TRADUZIONE INGLESE
I
As I set out with me pike in hand To Dromore(1) town to join a meithil (2) Who should I meet but a tan puck goat(3)
And he’s roaring mad in ferocious mettle.
Chorus
Aill-il-lu puill-il-iu – Aill-il-lu it’s the mad puck goat.
II
He chased me over bush and weed And thru the bog the running proceeded,
‘Til he caught his horns in a clump of gorse
And on his back I jumped unheeded.
III
He did not leave a rock that had a passage through
Which he did not run with force to destroy me
And then he gave the greatest leap
To the big slope of Faille Bríce…
IV
When the sergeant stood in Rochestown(4)
With a force of guards to apprehend us
The goat he tore his trousers down And made rags of his breeches and new suspenders
V
In Dingle(5) Town the next afternoon The parish priest addressed the meeting
And swore it was The Devil himself He’d seen ridin’ on the poc ar buile
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre andavo con la picca in mano nella città di Dromore(1) per unirmi al gruppo di lavoro, chi ti incontro se non un caprone selvatico(3) e scuro che grida da pazzo come una furia?
Coro
Aill-il-lu puill-il-iu – Aill-il-lu
è il caprone pazzo
II
Mi inseguiva per i cespugli e l’erba
e per la palude di corsa andava
finchè restò imprigionato con le corna in un cespuglio di ginestra
e gli son saltato in groppa nonostante la sua resistenza.
III
Non c’era roccia sulla quale non andasse di corsa
e con forza per distruggermi
e allora prese il più grande balzo dall’alta rupe di Faill Breach
IV
Quando il sergente stava a Rochestown(4)
con un manipolo per catturarci
il becco gli tirò giù i pantaloni
e fece stracci di calzoni e nuove bretelle
V
Nella città di Dinge(5) il pomeriggio successivo
il parroco tenne la messa
e giurò che era il diavolo in persona che aveva visto correre

NOTE
1) Dromore (contea di Tyrone, Irlanda del Nord) nel 1798 era un famigerato covo di ribelli perciò chi imbracciava la picca lo faceva per combattere contro gli inglesi
2) Meithil (pronuncia MEH-hill) = work gang ovvero un gruppo di contadini che vanno ad aiutare per un lavoro “straordinario” nella vicina fattoria. In America la tradizione è ancora radicata e viene chiamata “barn raising”
3) ovvero una capra pazza!! Si dice capra ma in realtà ci si riferisce all’animale maschio, il caprone (detto anche becco).
4) Cork contea di Munster
5) Dingle (contea di Kerry) e il suo territorio furono la scena della “Second Desmond Rebellion” (1579-80)

FONTI
http://www.waymarking.com/waymarks/WMANF6_King_Puck_Killorglin_County_Kerry_Ireland
http://www.irishpage.com/songs/pocbuile.htm
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/AnPocArBuile.html
http://celtana.ie/tag/daniel-oconnell/http://puckfair.ie/historyorigins
http://amayodruid.blogspot.it/2011_06_01_archive.html
http://stancarey.wordpress.com/2013/07/16/bulling-ar-buile-in-irish-english/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=43534 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27881

WHISKEY JOHNNY

Sottotitolato “Whiskey is the life of man”, Whiskey Johhny è una sea shanty  diventata popolare anche nel circuito folk. Dato il tema non poteva diventare che una favorita drinking song irlandese!

A.L. Lloyd commenta nelle note “This halyard shanty was most often sung when the men were working aft near the skipper’s quarters, in the enduring hope that his heart might melt, and he would order a tot for all hands.” (Blow Boys Blow 1957).
Per alare la cima all’unisono i marinai si distendono lungo la drizza trascinano all’unisono la parola Whisky! fino a Whiski-i-i-i. alla successiva, John-ny! Enfatizzata come un segnale, la squadra ala con tutte le forze maglione guernseyriunite, iniziando a sollevare il pennone lungo l’albero, trascinando con sè la vela.” (da Italo Ottonello)

 

ALTRI TITOLI: Whisky Johnny, Whisky for my Johnny, Whiskey O, Whiskey oh and Johnny oh, John, Rise Her Up, Rise’r Up, Rise Me Up From Down Below

ASCOLTA da Assassin’s Creed


Whiskey(1) is the life of man,
Whiskey, Johnny(2)!
O, whiskey is the life of man,
Whiskey for my Johnny O!
O, I drink whiskey when I can(3)
Whiskey from an old tin can(4),
Whiskey gave me a broken nose!
Whiskey made me pawn my clothes,
Whiskey drove me around Cape Horn(5),
It was many a month when I was gone,
I thought I heard the old man say:
“I’ll treat my crew in a decent way(6)
A glass of grog(7) for every man!
And a bottle for the Chantey Man”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Whiskey(1) è la vita dell’uomo,
Whiskey, marinaio!(2)
Whiskey è la vita dell’uomo,
Whiskey, per il mio marinaio!
Oh bevo whiskey a più non posso(3)
Whiskey da una vecchia lattina(4)
per il Whiskey mi sono rotto il naso
per il Whiskey ho impegnato i vestiti
il Whiskey mi ha portato a Capo Horn(5)
e sono molti mesi che sono partito.
Credo di aver sentito il capitano dire:
“Tratterò bene l’equipaggio(6)
Un bicchiere di grog(7) per ogni uomo
e una bottiglia per il cantante”

NOTE
1) Gli Irlandesi si attribuiscono l’invenzione del whiskey partendo nientemeno che da San Patrizio che, nel V sec, avrebbe portato dal suo viaggio in Terra Santa l’alambicco, all’epoca utilizzato per distillare solo i profumi, e convertito dai monaci irlandesi in divina macchina per produrre l’Uisce Beathe (in gaelico) ossia “l’acqua di vita”, dal latino “aquavitae” pronunciata come “Iish-kee” e inglesizzato a partire del XII secolo in whisky. Fu sempre un monaco, San Colombano, a insegnare i segreti della distillazione agli Scozzesi. Tuttavia gli Scozzesi si ostinano a dire che loro distillavano già tre secoli prima della nascita di Cristo! Così whiskey è il termine più appropriato per indicare il whisky irlandese. (vedere le differenze)
2) Il marinaio per antonomasia è  Johnny una nota in contemplator.com che dice “The name John was used from the time of Packet Ships for merchant seamen and particularly for mariners from Liverpool.”
3) Joanna Colcord in Songs of American Sailormen, scrive “I’ll drink whiskey while I can,”
4) si riferisce all’alambicco rudimentale con cui si  distilla whisky illegale. Al poitin (come dicono gli irlandesi) si attribuiscono poteri di guarigione da tutti i mali (utilizzato più comunemente come digestivo o per la cura del raffreddore), è considerato più genericamente un elisir  contro l’invecchiamento, ma il suo scopo principale è quello di “deliziare il cuore” o più   poeticamente “bring a shock of joy  to the blood” ( in italiano: “dare una scossa di gioia al sangue”).
5) il marinaio si è ubriacato ed è stato arruolato a forza oppure ha finito i suoi soldi e ha ripreso il mare. Un vero peccato per un così appassionato amante di whisky perchè sulle navi si beveva rum (diluito con acqua)!
6) capitano e ufficiali facevano rispettare una dura disciplina a bordo delle navi, ma da loro dipendevano i premi consistenti soprattutto in razioni extra di grog!
7) grog
: colloquiale termine usato in Irlanda come sinonimo di drinking; è un termine molto antico e ha il significato di “liquore” o “bevanda alcolica”, ma nello specifico è una bevanda introdotta nella Royal Navy nel 1740, dopo la conquista britannica della Giamaica: ai marinai venivano date varie razioni giornaliere di rum diluito con l’acqua. continua

WHISKEY, O (JOHN, RISE HER UP)

Una seconda versione ha un coro che si sviluppa su più versi e viene ripetuto dopo ogni due frasi dello shantyman; la versione, resa popolare da Louis Killen e i Clancy Brothers, si presenta in un’infinità di varianti

ASCOLTA The Clancy brothers & Tommy Makem

Whiskey is the life of man
Always was since the world began
Whiskey, O, Johnny, O
Rise her up from down below.
Whiskey, whiskey, whiskey, O
Up aloft this yard must go,
John rise her up from down below.
Now whiskey made me pawn me clothes
And whiskey gave me a broken nose
Now whiskey is the life of man
Whiskey from an old tin can
I thought I heard the first mate say
I treats me crew in a decent way
A glass of whiskey all around
And a bottle full for the shanty man
TRADUZIONE  CATTIA SALTO
Il Whiskey è la vita dell’uomo,
da che mondo è mondo
Whiskey, marinaio!
Issala in alto.
Whiskey, whiskey, whiskey
in alto questo pennone (8) deve andare
John portala (9) su dal basso.
per il Whiskey ho impegnato i vestiti
per il Whiskey mi sono rotto il naso
Il Whiskey è la vita di un uomo,
Whiskey da una vecchia lattina
Credo di aver sentito il primo ufficiale dire:
“Tratterò bene l’equipaggio
Un bicchiere di whisky per tutti
e una bottiglia piena per il cantante”

NOTE
8) yard= pennone; è l’asta orizzontale messa in croce con l’albero che regge le vele e prende il nome dalla relativa vela.
9) si riferisce alla vela trascinata in alto con il pennone

LA VERSIONE FOLK

e così diventa una canzone d’intrattenimento ..

ASCOLTA Bob Roberts in Sea song and shanties 1950

ASCOLTA Michael Gira in “Son of Rogues Gallery – Pirate Ballads, Sea Songs & Chanteys” 2013


O whisky is the life of man
Whisky—Johnny
O I’ll get whisky where I can
Whisky for me Johnny
O whisky here and whisky there,
Whisky—Johnny
O I’ll get whisky everywhere
Whisky for me Johnny
O whisky made me pawn my clothes
And whisky gave my this red nose
O whisky killed my poor old dad
And whisky drove my mother mad
O whisky hot and whisky cold
O whisky new and whisky old
O whisky up and whisky down
O whisky all around the town
O champagne’s good and rum is free
But whisky’s good enough for me
TRADUZIONE Cattia Salto
Il whisky è la vita dell’uomo
Whisky – marinaio
e avrò whisky a go-go
whisky per me marinaio
whisky qui e whisky là
Whisky — marinaio

ci sarà whisky ovunque
whisky per me, marinaio
per whisky ho impegnato i vestiti
e il whisky mi ha dato questo naso rosso
il whisky ha ucciso il mio povero babbo
e ha fatto impazzire mia madre
whisky caldo e whisky freddo
whisky giovane e whisky invecchiato
whisky su e whisky giù
whisky per tutta la città.
Lo champagne è buono e il rum è gratis,
ma il whisky è il meglio!

…e una irish song
ASCOLTA Gaelic Storm – Whiskey Johnny in The Boathouse che riprende in gran parte la versione dei Clancy Brothers (1973)


Whiskey-o, Johnny-o
Rise her up from down below
I
Oh whiskey is the life of man
Always was since the world began
O whiskey made me pawn me clothes
And whiskey gave me a broken nose
Chorus
Whiskey-o, Johnny-o
Rise her up from down below
Whiskey, whiskey, whiskey-o
Up aloft this yard must go
John rise her up from down below
II
O whisky killed my poor old dad
And whisky drove my mother mad
III
Whiskey from an old tin can(4)
Oh whiskey for the celtic man
Whiskey here whiskey there
whiskey almost everywhere
IV
I thought I heard the first mate say
I treats me crew in a decent way(6)
whisky up and whisky down
A glass of whiskey all around
V
Oh whiskey is the life of man
Always was since the world began
TRADUZIONE CATTIA SALTO
Whiskey, marinaio
issala su
I
Oh Whiskey è la vita dell’uomo,
da quando il mondo ha avuto inizio
per il Whiskey ho impegnato i vestiti
per il Whiskey mi sono rotto il naso
CORO
Whiskey, marinaio!
issala su
Whiskey, Whiskey, Whiskey,
in alto questo pennone deve andare
John portala su.
II
Il whisky ha ucciso il mio povero babbo
e ha fatto impazzire mia madre
III
Whiskey da una vecchia lattina(4)
whiskey per il celtico
whisky qui e whisky là
whisky dappertutto
IV
Credo di aver sentito il primo ufficiale dire:
“Tratterò bene l’equipaggio”(6)
Whisky su e whisky giù
un bicchiere di whisky per tutti
V
Whisky è la vita dell’uomo
così è da che mondo è mondo

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/whiskeyjohnny.html
http://www.jsward.com/shanty/WhiskeyJohnny/colcord.html
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/whiskey2
http://www.kinglaoghaire.com/lyrics/330-whiskey-is-the-life-of-man
http://anitra.net/chanteys/whiskey.html

ROLLING DOWN TO OLD MAUI (MOHEE): THE LOST PARADISE

Una whaling sea song che esprime la felicità della ciurma, provata dal clima polare, ansiosa di lasciare il mare artico per far ritorno a Maui (isole Hawaii). Si tratta di una “forebitter” song per le ore di riposo e svago dei marinai che appare trascritta in varie versioni testuali verso la metà del 1800. La varietà di versioni testuali giunte fino a noi ci testimoniano la popolarità della canzone sulle baleniere.

Le isole Hawaii incorporate negli U.S.A. solo alle soglie del 1960 sono state “scoperte” da James Cook nel 1778 e battezzate isole Sandwich dal nome di uno dei principali suoi finanziatori (John Montagu Lord di Sandwich, si proprio quello del tramezzino!)
A mezza via tra Asia e America diventarono presto un passaggio obbligato per le navi mercantili e le baleniere. Sebbene più in generale le isole della Polinesia non diventino “colonie” di fatto sono state ridotte a pedine al servizio delle potenze colonialistiche del tempo. Un reportage sull’isola ci viene da Herman Melville nel suo primo romanzo Typee (in italiano Taipi) 1846 dove in appendice mostra tutta l’illusorietà del paradiso hawaiano. (continua)

All’epoca della canzone il lavoro di baleniere era molto pericoloso e praticato da uomini duri e incuranti del pericolo, che dovevano spingersi nel Mare Artico dove il ghiaccio ricopre terra e oceano, perchè le balene erano diventate sempre più rare negli altri mari; uomini che stavano fuori per almeno quattro o cinque mesi prima di rientrare a casa e che finirono per considerare “casa” i caldi e “accoglienti” litorali delle isolette polinesiane.

La versione che conosciamo è quella riportata da Stan Hugill negli anni 70 che dice di aver imparato da Paddy Griffith intorno al 1920 e tuttavia si trovano diverse versioni testuali collezionate in varie raccolte del XX secolo. La melodia risale al XVIII secolo ed è conosciuta anche con il nome di “The Miller of Dee” (anche usata per “Lowlands, Lowlands, Low.”). Ma nelle collezioni date in stampa la canzone è stata abbinata anche ad altre melodie (Frederick P. Harlow, Gale Huntington). Gale Huntington nel suo libro “Songs the Whalemen Sang” (1970) ci dice che il testo arriva dalla trascrizione sul diario di bordo del vascello Atkins Adams (1858), mentre la melodia viene dalla raccolta “Chanteying Aboard American Ships” (1962) di Frederick P. Harlow. Harlow il quale ha trascritto la melodia dalla voce di R. W. Nye capitano del C. Goss (1947). La differente grafia con cui è scritta la parola Maui deriva dalla trascrizione così come viene pronunciata “Mo-hee”.

Secondo Hugill “…(it) is probably the work of some Bowhead whaleman who had experienced the rigors of the Kamchatka Sea and warmth of the Ship Girls’ welcome. .. This song I would place at an earlier date than the booklet (A. L. Lloyd’s LEVIATHAN recording) gives (1850). Maui was the Hawaiian island where Lahaina, the greatest ‘homeport’ of the Bowhead whalers was situated and whalemen were rolling down from the Arctic to this excellent sheltered haven as early as 1820.”

Whaling-hawaii

Louis Killen in Steady as She Goes 1977 Nelle note scrive: “Stan Hugill of Liverpool says that as early as 1820 Maui, one of the Hawaiian Islands (then the Sandwich Islands), was considered “home” by the Yankee sailors who hunted the northern grounds of the Behring Straits for right and bowhead whales. This is an off-watch song, as distinct from a working song, of whalermen longing for the women and weather of better latitudes.”

E tuttavia è stato il musicista canadese Stan Roger a rendere popolare la canzone e a farne una sorta di standard interpretativo
ASCOLTA Stan Roger in Between the Breaks… Live! 1979

ASCOLTA The Dreadnoughts in Uncle Touchy Goes To College 2011

ASCOLTA Ernesto Villarreal & TJ Hull bella la voce, notevole l’arrangiamento del violino

Una versione decisamente danzerina in stile “california” dei Gaelic Storm


I
It’s a damn tough life,
full of toil and strife,
we whalermen undergo,
And we won’t give a damn
when the gales are done
how hard the winds did blow,
For we’re homeward bound
from the Arctic grounds
with a good ship taut and free,
And we won’t give a damn
when we drink our rum
with the girls from old Maui.
CHORUS:
Rolling down to old Maui(1),
me boys,
rolling down to old Maui,
We’re homeward bound
from the Arctic grounds,

rolling down to old Maui.
II
Once more we sail
with the northerly gales
through the ice and wind and rain,
Them coconut fronds,
them tropical shores,
we soon shall see again;
Six hellish months we’ve passed away
on the cold Kamchatka sea(2),
But now we’re bound
from the Arctic grounds,
rolling down to old Maui.
III
Once more we sail
with the Northerly gales,
towards our island home(3),
Our whaling done,
our mainmast sprung,
and we ain’t got far to roam;
Our stuns’l’s bones(4) is carried away,
what care we for that sound,
A living gale is after us,
thank God we’re homeward bound.
IV
How soft the breeze
through the island trees,
now the ice is far astern,
Them native maids,
them tropical glades,
is awaiting our return;
Even now their big brown
eyes look out,
hoping some fine day to see,
Our baggy sails, running ‘fore the gales,
rolling down to old Maui.
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
E ‘una fottuta vita,
piena di fatiche e lotte,
che noi cacciatori di balene subiamo
e non ci frega niente delle tempeste
e di come i venti soffino forte,
perchè siamo di ritorno
dalla terra artica
con una buona nave disciplinata e indipendente
e non ci frega di niente
quando beviamo il rum
con le ragazze della vecchia Maui.
CORO
Ci muoviamo verso la vecchia Maui,
ragazzi,

ci muoviamo verso la vecchia Maui,
siamo di ritorno dalla terra artica,
ci muoviamo verso la vecchia Maui
II
Ancora una volta si naviga
con il vento fortissimo da nord
attraverso ghiaccio e vento e pioggia,
e quelle fronde di cocco,
quelle terre tropicali,
presto vedremo di nuovo;
Sei mesi infernali abbiamo passato lontano sul freddo mare Kamchatka,(2)
ma ora siamo di ritorno
dalla terra artica,
ci muoviamo verso la vecchia Maui
III
Ancora una volta si naviga
con il vento fortissimo da nord,
in direzione della nostra isola(3),
finita la caccia alle balene
alzato il nostro albero maestro,
e non c’è da andare ancora lontano;
le vele addizionali(4) sono spazzate via,
non ci preoccupiamo per quel suono,
una tempesta infernale ci viene dietro,
ma grazie a Dio siamo di ritorno a casa!
IV
Come dolce è la brezza
tra gli alberi dell’isola,
ora il ghiaccio è lontana dalla poppa
quelle fanciulle native,
quelle radure tropicali,
attendono il nostro ritorno;
anche ora i loro grandi
occhi castani scrutano,
sperando di vedere un bel giorno,
le nostre ampie vele,
arrivare prima della tempesta,
muovendosi verso la vecchia Maui

hawaii-maidenNOTE
1) I primi sbarchi dei balenieri nelle isole Hawaii risalgono al 1819 proprio a Lahaina l’allora capitale delle Hawaii. “According to Starbuck’s History of the American Whale Fishery (1877 [1989]), whalers began working the northwest coast of N. America 1835, got up around Kamchatka to begin the bowhead fishery in 1843, and in 1848, Captain Royce of the bark Superior, out of Sag Harbor, N.Y., was the first to work a season North of the Bering Straits. Royce wrote that since they were the first to whales on those grounds, the whales were comparatively tame and easy to strike” stralciato da Mudcat (qui) Il porto di Lahaina non era l’unico nelle isole Hawaii (c’erano Hilo e Honolulu) ma era indubbiamente molto frequentato dalle baleniere americane e dal punto di vista urbanistico venne via via assumendo l’aspetto di una cittadina del New England.

Balenieri e missionari arrivarono a Lahaina all’inizio degli anni ’20 del XIX secolo, ma presto entrarono in conflitto. Poco dopo essere giunto nell’isola, dove era sbarcato nel 1823, William Richards, primo missionario protestante di Lahaina, convertì al cristianesimo il governatore di Maui, Hoapili. Grazie all’influenza di Richards, Hoapili promulgò delle leggi che punivano l’ubriachezza e i facili costumi, per cui i balenieri dovettero rivolgersi altrove per trovare alcolici e donne dopo aver trascorso mesi in mare e non gradirono affatto l’ingerenza puritana dei missionari. Nel 1826 il capitano inglese William Buckle fece scalo a Maui e scoprì che a Lahaina era stato introdotto un nuovo ‘tabù dei missionari’ contro gli uomini che correvano dietro alle gonnelle. L’equipaggio, infuriato, scese a terra per vendicarsi di Richards, a fianco del quale però si schierò un gruppo di hawaiani cristianizzati che costrinsero i balenieri ad andarsene. Nel 1827 il governatore Hoapili fece arrestare il capitano della nave John Palmer per aver fatto salire a bordo delle donne, e come rappresaglia l’equipaggio prese a cannonate la casa di Richards. Il capitano fu rilasciato, ma le leggi – e le tensioni – rimasero. Dopo la morte del governatore Hoapili le leggi contro gli alcolici e la prostituzione furono fatte rispettare con minore severità e i balenieri tornarono a frequentare Lahaina. Verso la metà del XIX secolo i due terzi dei balenieri che arrivavano alle Hawaii sbarcavano a Lahaina, che prese il posto di Honolulu come porto più importante dell’arcipelago. La caccia alle balene cominciò a dare segni di crisi intorno al 1860, in conseguenza dell’impoverimento delle ultime riserve dell’Artico, e ricevette infine il colpo di grazia dall’emergere dell’industria petrolifera. Con la scomparsa dei balenieri, Lahaina divenne una sorta di città fantasma. (tratto da qui)
2) alcuni propendono stia per indicare il mare di Bering (che nelle mappe ottocentesche era più genericamente indicato come Artic Sea) scritto su alcune mappe sempre ottocentesche come Kamchatka sea , che delimitano più strettamente la zona polare
3) l’isola è oramai diventata casa loro
4) Stuns’l  = studding sail o studsail si prunincia stuns’l, sono le vele addizionali poste lateralmente rispetto alle vele quadre che in italiano si dicono (partendo dall’alto) coltellaccino, coltellaccio e scopamare con le relative aste di sostegno (booms). Bones o è termine gergale marinaresco o è un refuso e sta per boom. Le vele addizionali sono dispiegate con il bel tempo e il vento favorevole per prendere la massima velocità. E tuttavia con il cattivo tempo vengono ammainate perchè c’è il rischio che siano strappate via. La frase vuole dire i marinai preferiscono far garrire tutte le vele anche con il rischio di danneggiarle pur di arrivare prima a Maui!

strofa aggiuntiva V (in Stan Hugill)
And now we’re anchored in the bay
with the Kanaka’s(5) all around
With chants and soft aloha ois(oes),
they greet us homeward bound;
And now ashore we’ll have some fun,
we’ll paint them beaches red(6);
Awaken in the arms of an island maid
with a big fat aching head(7).

(Traduzione italiano):
adesso siamo all’ancora alla baia
con le hawaiane(5) tutt’intorno,
con canti e dolci “aloha”
che salutano il nostro ritorno a casa;
e ora a terra ci divertiremo
tingeremo le loro spiagge di rosso(6), risvegliandoci fra le braccia di una fanciulla nativa
con un grande fottuto mal di testa(7)

5) “kanakas” — kanaka is the Hawaiian word for man, or person, or human being. Another word for man is “kane”, which is specifically male, as opposed to “wahine”, woman più in generale indica gli “Hawaiian.”
6) si riferisce al sangue delle balene, oggi l’isola di Maui è il punto di partenza da dicembre a maggio per il “whale waching” quando le megattere migrano verso le acque calde hawaiane per accoppiarsi e partorire. ” Be Aware Whale ” è il motto del Pacific Whale Foundation che ogni anno organizza la giornata mondiale delle balene per festeggiare il ritorno delle balene nell’isola. Se proprio non potete fare a meno di visitare l’isola un ottimo vademecum di Mattia Pedrani qui
7) noto effetto postumo di una colossale sbornia

APPROFONDIMENTO
Jack Tar nelle sea shanty
The Bonny Ship The Diamond

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/rollingdowntooldmaui.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/03/maui.htm http://www.jsward.com/shanty/old_maui.html http://www.8notes.com/scores/5512.asp
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=33324
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=94585

THE BARNYARDS OF DELGATY

Tra le più famose vecchie “bothy ballads

GUIDA ALL’ASCOLTO

horsemanpairUn giovane bracciante (molto probabilmente un aratore o più genericamente un cavallante) si reca al mercato di Turra per cercare lavoro, e un ricco fattore di Delgaty lo convince ad andare a lavorare per lui, in cambio di una buona paga e di un buon trattamento; in realtà il trattamento è pessimo e i cavalli sono dei ronzini.

La canzone è ammiccante con letture a doppio senso
Probabilmente risalente a fine Ottocento è stata registrata solo nel 1930. Interpretata negli anni 60 dai migliori gruppi di musica irlandese come i Clancy Brothers e i Dubliners, per il suo tono allegro e “macho” è una canzone che spopola ancora oggi  come drinking song.

Melodia “Linton Lowrie” ‘Lilten Lowren’, ‘Linten Lowrin’.

Prima due versioni più “moderne”
ASCOLTA Gaelic Storm in Hearding Cats 1999

ASCOLTA Old Blind Dogs in The Collection 2009


I
As I came in by Turra Market
Turra Market for tae fee(1)
I met up wi’ a famer child
The Barnyards o’ Delgaty(2)
Chorus:
Lin-tin-addy, too-rin-addy
Lin-tin-addy, too-rin-ee
Lin-tin-lowrin-lowrin-lowrin
The Barnyards of Delgaty
II
He promised me the ae best pair,
that ever I laid my eyes upon,
when I got to the barnyards,
there was nothin’ there but skin and bone!
III
Well, the old grey horse sat on his rump,
the old white mare sat on her whine(3)
when it came to the “Whup” and crack they shouldn’t rise at yokin’ time.
IV
When I go to the kirk on Sunday
many’s the bonny lass I see
sittin’ by her father’s side
and winkin’ o’er the pews at me!
V
And I can drink and not get drunk,
I can fight and not be slain
I can sleep with another man’s wife
and still be welcome to my ayn.
VI
Now my candle(4) is burnt out
my snotter’s(5) fairly on the wane
fare the well ye Barnyards,
you’ll never catch me here again!

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Quando sono andato al mercato di Turra
al mercato di Turra per il lavoro
ho incontrato un agricoltore benestante
della fattoria di Delgaty
Chorus:
Lin-Tin-Addy, Too-Rin-Addy
Lin-Tin-Addy, Too-Rin-Ee
Lin-Tin-Lowrin-Lowrin-Lowrin
Le aie di Delgaty
II
Mi ha promesso il miglior paio
che io avessi mai visto,
ma quando sono arrivato alla fattoria,
non erano altro che pelle e ossa!
III
Il vecchio cavallo grigio coricato sulla groppa,
la vecchia cavalla bianca coricata sul  ventre
per quanto avessi potuto gridare “Hup” non si sarebbero mai potuti alzare per metterli al giogo
IV
Quando vado in chiesa di Domenica
sono molte le belle ragazze che vedo
sedute al fianco del padre
che mi fanno l’occhiolino da sopra i banchi!
V
Posso bere e non ubriacarmi,
posso lottare e non essere ucciso
posso dormire con la ragazza di un altro uomo
ed essere ancora il benvenuto.
VI
Ora la mia candela è bruciata
il mio stoppino è agli sgoccioli
addio all’aia di Delgaty
non mi prenderai di nuovo!.

NOTE
1) il lavoro dell’aratore era stagionale e durava dai tre ai sei mesi. La fiere e i grandi mercati dove si assumevano i braccianti si svolgevano in Scozia ogni 3 mesi (i cosiddetti Old Scottish term days): Candelora (2 febbraio), Whitsunday (domenica di Pentecoste legislativamente fissato a questo scopo il 15 maggio), Lammas (1 agosto) San Martino (11 novembre).
2) la tenuta Delgaty è a nord-est di Turriff, nel Nord-Est della Scozia
3) grime, wime= ventre
4) la candela arrivata alla fine è un eufemismo per indicare l’impotenza della tarda età
5) Snotter, snodder: the burnt wick of a candle, the drip on the end of the nose (stoppino)

E poi due versioni più datate
ASCOLTA Andy Stewart nella versione più tradizionale

ASCOLTA The Dubliners (voce Luke Kelly)

I
As ah gaed doon tae Turra Merket,
Turra Merket fur tae fee(1),
Ah met in wi a wealthy fairmer,
The Barnyards o Delgaty(2).
II
He promised me the twa best horse
I ever set my een upon.
When ah gaed hame tae the Barnyards
There was nothin there but skin and bone.
Chorus
Linten adie, tooren adie, linten adie, tooren ay,
inten lowerin lowerin lowerin, the Barnyards o Delgaty
III
The auld grey mare sat on her hunkers,
The auld dun horse lay in the grime (3).
For aa that I would ‘hup’ and cry,
They wouldna rise at yokin time.
IV
Meg McPherson maks my brose(6) (Makes my brose)
An her an me we canna gree (We simply don’t get along)
First a mote and syne a knot (First a small piece and then a lump)
An aye the ither jilp o’ bree (and always another spoonful of the liquid)
V
When I gang tae the kirk on Sunday,
Mony’s the bonny lass I see,
Sittin by her faither’s side,
Winkin ower the pews at me.
VI
Some can drink and no be drunk,
And some can fecht and no be slain.
I can coort anither man’s lass,
And aye be welcome tae my ain.
VII
Ma candle(4) noo is fair brunt oot,
The snotter’s(5) fairly on the wane,
Fare ye weel, ye Barnyards,
Ye’ll never catch me here again.

NOTE
6) il brose è una farinata d’avena e acqua calda. A volte si aggiunge il latte o un pezzo di burro, ma fondamentalmente è un piatto ancora più povero del porridge (per gli scozzesi è il modo “giusto” di preparare il porridge! Ai braccianti veniva servito come colazione e anche come cena! Evidentemente Meg la servetta, non doveva avere in simpatia il protagonista perchè gli porge solo la parte più liquida del brose piuttosto che un bel cucchiaio di pappa. Oppure l’osservazione va ad aggiungersi alle lamentele che il lavorante ha da fare nei confronti del proprietario anche nei riguardi del vitto. Inevitabile pensare alla canzoncina dal titolo”Brose&Butter” di Robert Burns (vedi)
[Traduzione italiano: Med McPherson mi fa la farinata, ma non andiamo d’accordo, prima mi da un piccolo pezzo e poi un grumo e sempre un altro cucchiaio di liquido]
4) il verso è interpretato vocalmente da Andy Stewart caricandolo proprio del suo doppio senso

C’è ancora un’altra strofa di lamentele che però non è mai riportata nelle versioni selezionate per l’ascolto che riguarda le condizioni dei pagliericci (paglia tritata):
Its lang Jean Scott that maks ma bed (Tall Jean Scott makes my bed)
You can see the marks upon my shins
For she’s the coorse ill-trickit Jaud (She’s a bad and very naughty and worthless woman)
That fills my bed wi Prickly whins (She fills my bed with sprigs of gorse bushes)
[traduzione italiano: Jean Scott la lunga mi fa il letto, e si possono ancora vedere i segni sulla mia pelle, lei è una donna cattiva, pettegola e inutile, lei riempie il mio letto con rametti di ginestra.]
Sui rametti di ginestra ho già ampiamente parlato qui

FONTI
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/about/songs/ballads/bothyballads/index.asp http://www.nefa.net/archive/songmusicdance/bothy/ http://www.nefa.net/nefajnr/archive/peopleandlife/land/bothylife.htm http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/genericcontent_tcm4554484.asp
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9515