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THE SEAL-MAIDEN (GRUAGACH-MHARA)

Nelle Isole Ebridi ritroviamo diverse canzoni che contengono il termine Gruagach, una fanciulla del mare che potrebbe essere una selkie o forse una sirena.

La Gruagach è un altro nome della Cailleach, la dea primigenia della creazione come viene chiamata in Scozia, il cui ricordo ha lasciato una traccia nel folklore celtico e ci parla di un culto primordiale conservatosi pressoché immutato anche durante l’affermarsi del Cristianesimo e praticato soprattutto dalle donne con poteri sciamanici (vedi prima parte)

THE SEAL-MAIDEN

La versione riportata da Marjory Kennedy-Fraser nel suo “Songs of the Hebrides“, è la trasposizione in inglese di un canto in gaelico scozzese raccolto sull’isola di Barra. In questo contesto il termine Gruagach accoppiato a mhara è usato nel senso di fanciulla del mare che sta a indicare una selkie. (tratto da qui)

Un pastore ha la ventura di assistere alla trasformazione di una fanciulla dai capelli neri: in un attimo indossa il grigio manto mutandosi una foca e si getta nel mare per nuotare verso il vasto oceano. Si tratta chiaramente di una waulking song, in cui la parte del coro è formata per lo più da frasi non-sense che vengono trascritte foneticamente.

Early one morning Ho eel yo
stray sheep a seeking Ho eel yo
Great wonder saw I Ho eel yo
fair seal-maiden Ho eel yo
Glossy her dark hair Ho eel yo
Veiling her fair form Ho eel yo
Heel yo heel yo rova ho
lone on sea-rock sat the maiden.
Heel yo heel yo rova ho
Grey her long robe closely clinging
Heel yo heel yo rova ho
When great wonder! Ho eel yo
Suddendly changed she Ho eel yo
Heel yo heel yo rova ho
raised her head she, stretched she outward
Heel yo heel yo rova ho
Diving seaward Ho eel yo
Smooth seal-headed she Ho eel yo
Out by the teal-tracks Ho eel yo
Cleaving the sea-waves Ho eel yo
Heel yo heel yo rova ho

Through Chaol Mhuille(1)
Through Chaol Ile(2)
Heel yo heel yo rova ho
To the far blue bounteous ocean!
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
Al mattino presto
in cerca di una pecora smarrita
vidi con grande stupore
una bella fanciulla-foca.
Lucidi i suoi neri capelli
che coprivano il suo bel corpo,
Heel yo heel yo rova ho
da sola sulla roccia sedeva la fanciulla.
Heel yo heel yo rova ho
Grigia la sua lunga veste aderente,
Heel yo heel yo rova ho
quando oh meraviglia!
All’improvviso lei è cambiata
Heel yo heel yo rova ho
rialzando la testa
protese in avanti
Heel yo heel yo rova ho
verso il mare
la levigata testa di foca
sulle tracce dell’alzavola
a fendere le onde del mare
Heel yo heel yo rova ho
per l’Isola di Mull (1),
per l’Isola di Isla (1)
Heel yo heel yo rova ho
verso il lontano oceano meravigliosamente blu!

NOTE
1) isola di Mull
2) isola di Isla

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Così scrive Ethel Bassin “The *Gruagach* here is a female.  Although a ‘maid of the sea’, she must not be pictured as the conventional golden-haired nude terminating in a fish’s tail.  The spectator, while searching for sheep, sees a grey-robed maiden sitting on a distant rock.  Raising her head, she stretches herself and assumes the form of the ‘animal without horns’.  Then ‘she went cleaving the sea on every side…towards the spacious region of the bountiful ones’.  Although the literal word ‘seal’ is not used, ‘the hornless animal’ whose form the mermaid took, one may suppose to be a seal.  The ‘grey robe’ of the maiden further points to her seal character, the seal being often described as ‘grey’.  ‘In the superstitious belief of the North,’ says Mr W.T. Dennison in his *Orcadian Sketch-book*, the seal held a far higher place than any of the lower animals, and had the power of assuming human form and faculties …  every true descendent of the Norseman looks upon the seal as a kind of second-cousin in disgrace.”

Frances Tolmie (1840–1926), nata a Skye fu una prolifica collezionista di canzoni delle Isole Ebridi, così un centinaio delle melodie vennero pubblicate dal Folk-Song Society (Journal of the Folk-Song Society, 16), materiale confluito nel libro di Ethel Bassin “The Old Songs of Skye: Frances Tolmie and her Circle”, 1997 che così scrive “In the Journal Miss Tolmie remarks that her pleasure in these old wive’s songs was considered very odd by her contemporaries, ‘for they were not deemed “poetry” or worthy of notice by song-collectors of that period’. Some of her elders, fortunately, were of her own way of thinking, notably her aunt, Mrs Hector Mackenzie (Annabella Tolmie), whose only son, John Tolmie Mackenzie was harbour- master at Dunvegan as well as being factor to MacLeod of MacLeod.

ORAN MU’N GHRUAGAICH (A SONG ABOUT THE GRUAGACH)

Una waulking song di cui non sono riuscita a trovare il testo in gaelico, ma evidentemente è la stessa canzone “tradotta” da Marjory Kennedy-Fraser (o meglio fatta tradurre dal reverendo Kenneth Macleod).

ASCOLTA Jo Morrison in “A Waulking Tour of Scotland” 2000

ASCOLTA Christine Primrose in “Gun Sireadh, Gun Iarraidh‘ (‘Without Seeking, Without Asking’)

continua seconda parte

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=51669
http://www.celticlyricscorner.net/cormack/gruagach.htm
http://www.booksfromscotland.com/Authors/Stuart-McHardy
http://www.aniodhlann.org.uk/documents/t1999-157-3d.html?CFID=24022064&CFTOKEN=66534791
http://www.templerecords.co.uk/products/christine-primrose-gun-sireadh-gun-iarraidh

GRIOGAL CRIDHE: A HIGHLAND AFFAIR

05185-dante_gabriel_rossetti_lady_anne_bothwells_lamentNel saggio “‘Griogal Cridhe’ Aspects of Transmission in the Lament for Griogair Ruadh Mac Griogair of Glen StraeVirginia Blankenhorn esplora in modo esaustivo la storia del brano. Si tramanda che la melodia fosse inizialmente un lament (canto funebre) scritto da Marion Campbell (in gaelico Mór Chaimbeul), figlia di Colin “Grey” Campbell di Glenorchy, vedova di Gregor MacGregor, Griogair Ruadh –Gregor il rosso di Glen Strae decapitato nel 1570; così la ricerca di Martin MacGregor (The Lament for Griogair Ruadh MacGregor of Glen Strae and its Historical Background’ 1999) approfondisce il contesto storico: per un secolo i due clan erano stati alleati ma nel 1563 al momento dell’ascesa come capo clan di Griogair Ruadh, lo strapotere dei Campbell di Glenorchy con le loro pretese di vassallaggio incondizionato, lo portarono alla ribellione e al conflitto, vivendo per lo più nascosto in alta valle per compiere razzie di bestiame nelle terre dei rivali.

La canzone è un poemetto di diciassette strofe pubblicato nel 1813 in “Comhchruinneacha do dh’ Orain Taghta, Ghaidhealach” dal collezionista Patrick Turner (Padruig Mac an Tuairneir), ma è anche tramandata oralmente nelle Isole Ebridi seppure in modo parziale a volte con sole tre o quattro strofe; al di là del dato storico quello che prevale è l’immagine della vedova che probabilmente assiste alla decapitazione del marito (per mano del suo stesso padre), Marion è sicuramente una donna di carattere, innamorata di Griogar al punto da andare contro al suo stesso clan per condividere la vita da “bandito” del marito; alla fine comunque fu costretta nel suo ruolo di moglie e madre così come si addiceva a una figlia di un capo clan: venne subito risposata al rispettabile e aristocratico Raibeart Menzies di Comrie. Così il suo dolore per l’amore perduto e la nostalgia per la precedente vita da “ribelle”, trovavano il solo sbocco nella ninna-nanna cantata ai due figli Alastair Ruadh (Alastair il rosso) e Iain Dubh (Iain il moro) in realtà  il lamento funebre composto per il loro padre. Del resto non erano insolite nelle ninne-nanne del Border scozzese descrizioni di morti violente, maledizioni e richieste di vendetta: l’ultima strofa in Patrick Turner recita: Ba hu, ba hu, àsrain bhig, Chan eil thu fhathast ach tlath; ’S eagal leam nach tig an latha Gu ’n diol thu t-athair gu brath
traduzione inglese (Ba hu, ba hu, little orphan, you are only  young yet;  But I fear the day will never come that  you will avenge your father).

Virginia Blankenhorn conclude nel suo saggio “While we have been at pains here to point out the differences between the various versions of Griogal Cridhe – text and music, published and unpublished, northern Hebridean variants and southern ones – the clearest impression overall must remain one not of difference, but of similarity.  None of the versions we have encountered here truly stands at odds with the others. Even Finlay Dun’s romantic inflation of the melody does not wholly obscure its traditional origins; even the severe truncation of the text over the course of four centuries – only a few of our twentieth-century informants recorded more than four stanzas – does not disguise the fact that Cumha Ghriogair  Ruaidh continued to hold an important place in the Gaelic repertoire some four centuries after its composition“.

LE TRE VERSIONI

Si riprende la schematizzazione proposta da Virginia Blankenhorn per un confronto tra le varie versioni riconducibili per lo più a due tradizioni, la prima proveniente dall’isola di Skye e l’altra dall’isola di Uist: sono così classificate le strofe con le seguenti sigle
T per Patrick Turner 1813 con la melodia intitolata Moch air maduinn latha Lunaisd (‘Early on Lammas day morning’).
G per Gesto (Frances Tolmie -Skye) 1895 e
M per MacDonald collection 1911

Così osserva Virginia Blankenhorn “Judging from the published evidence of Miss Tolmie’s version (Skye) and that collected by the MacDonalds (Uist), it is clear that over 70 percent of the stanzas – or important elements of them –  published by Turner in 1813 were still preserved in oral memory at the end of the nineteenth century, more than three hundred years after their composition… Variants included in Group 2 clearly support the notion that a distinct version of Griogal Cridhe predominated in the Uists, Eriskay and Barra, while those in Group 1 suggest that the versions collected in Skye, Harris and Lewis have features in common with Frances Tolmie’s Skye version as given in Gesto. Tolmie learned Griogal Cridhe as a child growing up near Dunvegan, home of the MacLeods, whose clan alliances in Harris and Lewis were manifold and of long standing. Granted the fact that by Tolmie’s time the MacLeods of Skye/Harris and the MacLeods of Lewis were politically independent of each other, it nonetheless stands to reason that such relationships could account for the similarity between the version sung in the northernmost Outer Hebrides and the one Tolmie learned in childhood.

PRIMA VERSIONE (isole Skye, Harris, e Lewis)

La versione di Frances Tolmie contiene tre strofe (G2, G3 e G5) che non compaiono nella versione MacDonald

ASCOLTA Mac-Talla in Mairidh Gaol Is Ceol 1994 il super-gruppo composto da Arthur Cormack, Eilidh Mackenzie, Christine Primrose, Alison Kinnaird and Blair Douglas


I (T1)
Moch maduinn air La(tha) Lunasd’
bha mi sugradh mar ri m’ghradh
Ach mu’n d’ tainig meadhon latha
Bha mo chridhe air a chradh
Sèist (T2, G2) (2)
Obhan, obhan, obhan iri
Obhan iri o
Obhan, obhan, obhan iri
‘S mòr mo mhulad, ‘s mòr
II (T16, G1, M2) (3)
‘S iomadh oidhche fhliuch is thioram
Sìde nan seachd sian
Gheibheadh Griogal dhòmhsa creagan
Ris an gabhainn dian
III (T12, G8, M3)(4)
Nuair bhios mnathan òg a’ bhaile
Nochd ‘nan cadal sèimh
‘S ann bhios mise air bruaich do lice(5)
Bualadh mo dhà làimh
IV (T11, G7, M4) (6)
Chan eil ùbhlan idir agam
‘S ùbhlan uil’ aig càch
‘S ann tha m’ubhal cùbhraidh caineal
‘Cùl a’ chinn ri làr


TRADUZIONE INGLESE
I
Early morning on the first of August(1)
I was sporting with my love
But before midday had come
My heart was left in ruins
Chorus (after each verse):
Obhan, obhan, obhan iri
Obhan iri o
Obhan, obhan, obhan iri
Great is my sorrow, great
II
Many a night both wet and dry
Weather of the seven elements
Gregor would find for me a rocky shelter
Where I would take refuge
III
While the young wives of the town
Serenely sleep tonight
I will be at the edge of your gravestone
Beating my two hands
IV
I do not have any apples at all
While others have all the apples
But my apple is fragrant, spicy
The back of his head to the floor

Tradotto da Cattia Salto
I
Un mattino presto del primo di agosto
mi stavo allietando con il mio amore,
ma prima che arrivasse mezzogiorno
il mio cuore è stato fatto a pezzi.
CORO
Ahimè, ahimè
Ahimè
Ahimè, ahimè
grande è il mio dolore
II
Per molte notti, sotto l’acqua e all’asciutto
anche con il tempo peggiore
Gregor mi troverebbe un riparo sotto la roccia
dove potrei trovare rifugio.
III
Mentre le mogli degli altri
dormono tranquille stanotte,
io sarò accanto alla tua tomba
a torcermi le mani.
IV
Così non ho mele
e gli altri le hanno tutte:
la mia mela fragrante e bella
è la sua testa spiccata per terra

NOTE
1) Gregor fu catturato il 1° agosto 1569 e fu processato e condannato a morte il 7 aprile 1570, giustiziato per mano dello stesso Gray Colin nella sua tenuta di Balloch, Perthshire all’estremità orientale del Loch Tay (l’attuale Taymouth Castle)
2) il ritornello riportato da Turner (T2) Ochain, ochain, ochain uiridh, S goirt mo chridhe laoigh, Ochain, ochain, ochain uiridh, Cha chluinn t-athair ar caoidh (solo l’ultimo verso ha un significato in inglese: your  father won’t hear our cries)
3) la strofa riportata da Turner (T16) Ged bhiodh cur a’s cathadh ann,  A’s latha nan seachd sion; Gheibheadh Griogair domh-sa cnagan ’Sa ’n caidlimid fo dhìon (traduzione inglese Although there would be storm and snow-drift, a day of seven gales, Gregor would find me a little nook where we would sleep in shelter.)
4) la strofa riportata da Turner (T12)” Ged tha mnaithibh chaich aig baile,  Na ’n luidhe ’s na ’n cadal seimh ’S ann bhios mis’ aig bruaich mo leapa,  A’ bualadh mo dha laimh. (traduzione inglese Though other men’s wives are at home, sleeping sweetly, Here am I at the edge of my bed, beating my hands in grief.)
5) un’altra differenza di questa versione rispetto a quella di Uist è che nel verso la donna piange accanto alla tomba del marito, invece che nel suo letto. L’immagine è molto più “esagerata” dal gusto melodrammatico vittoriano che predilige tombe e sepolcri 6) la strofa riportata da Turner (T11) ’S ged tha mi gun ubhlan agam, ’S ubhlan uil’ aig cach; ’S ann tha m’ ubhal cùraidh grinn,  A’s cul a chinn ri lar. (traduzione inglese Though now I have no apples, and others have them all: My own apple, fragrant, handsome – and the  back of his head on the ground.)


ASCOLTA Glen Lyon (Margaret e Martyn Bennett)

La versione testuale è più simile a quella riportata da Frances Tolmie (isola di Skye) nella Gesto Collection of Highland Music (Keith Norman MacDonald, 1895) comprensiva di 8 strofe


I (G1, T16, M2)
´Sioma hoidhche fhliuch is thioram
Side na seachd sian
Gheibheadh Griogal dhomhsa creagan
Risan gabhainn dion
Chorus: (G2, T2)
Obhan obhan obhan iri
Obhan iri, o!
Obhan obhan obhan iri
Smor mo mhulad smor
II (G4, T5, M5)
Eudail mhóir, a shlaugh an Domhain,
Dhòirt iad t´ fhuil o ´n dé (7)
´S chuir iad do cheann air stob daraich
Tacan beag bho d´ chré.
III (G6, T14/15, M8)
B ´annsa bhi le Griogal cridhe
Teàrnadh chruidh le gleann,
Na le Baran mór na Dalach,
Sìoda geal(8)mu m´ cheann.
IV (G8, T12, M3)
´Nuair a bhois mnàthan òg a´ bhaile,
´Nochd nan cadal sèimh,
´S ann bhios mis´ air bruaich do lice(5),
´Bualadh mo dhà làimh.
V (G3) (9)
Dhìrich mi dh ´an t-seòmar mhullaich,
´S theirinn mi ´n tigh-làir,
´S cha d ´fhuair mise Griogal cridhe
´Na shuidhe mu ´n chlàr.


TRADUZIONE INGLESE
I
Many a night both wet and dry
Weather of the seven elements
Gregor would find for me a rocky shelter
Where I would take refuge.
Chorus:
Obhan, Obhan, Obhan iri
Obhan iri O!
Obhan Obhan Obhan iri,
Great is my sorrow, great.
II
Great darling from all the world’s people
They split your blood yesterday
And they put your head on an oaken stake,
Near where your body lay.
III
I would be glad to be with dear Gregor
Guarding cattle in the glen
Instead of with the big Baron of Dall
White silk around my head.
IV
While the young wives of the town
Serenely sleep tonight
I will be at the edge of your gravestone
Beating my two hands.
V
I ascended to the uppermost room
and descended to the lowest,
But I did not find dear Gregor
seated at the table

tradotto da Cattia Salto
I
Per molte notti, sotto l’acqua e all’asciutto
anche con il tempo peggiore
Gregor mi troverebbe un riparo sotto la roccia
dove potrei trovare rifugio.
CORO
Ahimè, ahimè
Ahimè
Ahimè, ahimè
grande è il mio dolore
II
Grande tesoro di tutti gli abitanti della terra,
hanno versato il tuo sangue ieri
e hanno messo la tua testa su un palo di quercia
poco distante dal resto del tuo corpo.
III
Avrei preferito stare con il caro Gregor
a condurre il bestiame per la valle
che essere con il grande Barone di Dall
con un copricapo bianco in testa.
IV
Mentre le mogli degli altri
dormono tranquille stanotte,
io sarò accanto alla tua tomba
a torcermi le mani.
V
Salii alle stanza superiore
e scesi dabbasso,
ma non trovai il caro Gregor
seduto a tavola

NOTE
7) qui si accenna ad un antico rituale celtico consistente nel bere il sangue di un amico in segno di affetto (il patto di sangue), usanza citata anche da Shakespeare; non è insolito nei lamenti funebri trovare la descrizione delle vedove intente a leccare il sangue dalle ferite del morto o a bere il suo sangue da una coppa. La versione in T5 dice: Chuir iad a cheann air ploc daraich, ’S dhoirt iad fhuil mu lar  Na ’m biodh agam-sa ’n sin cupan,  Dh’ olainn d’i mo shadh. (in inglese They put his head on an oaken block and spilled his blood on the ground, If I had had a cup there, I’d have drunk my fill of it)
8) un’altra differenza con la versione di Uist è che in questa il copricapo è bianco (invece di nero)
9) la strofa viene definita come una rann fuadain (migratory stanza) strofe tipiche nei canti in gaelico, una specie di versi improvvisati e “riempitivi” ricorrenti in varie ballate

SECONDA VERSIONE (Uists e Barra)

La versione testuale è più simile a quella di The MacDonald Collection of Gaelic Poetry A. and A. MacDonald (1911), ‘taken down in Uist’ riportata con il titolo generico di “Taladh” (lullaby): comprensiva di 8 strofe.

ASCOLTA William Jackson & Mackenzie in From A Hebridean Island 2001

Il testo presenta alcune variazioni rispetto alla versione MacDonald


Sèist(M1, T17):
O ba ba mo leanabh
Ba mo leanabh, ba
O ba ba mo leanabh
Nì mo leanabhs’ an ba ba(10)
I (M4, T11, G1) (11)
Ged tha mi gun chaoraich agam
‘S caoraich uil’ aig càch
Ged tha mi gun chaoraich agam
Dèan a leanabh an ba ba
II (M5, T5, G4) (12)
Eudail mhòir a shluaigh an dòmhain
Dhòirt iad d’fhuil an dé (7)
‘S chuir iad do cheann air stob daraich
Tacan beag bho do chré
III (M6, T8) (13)
Dhìrich mi bheinn mhòr gun anal
Dhìrich agus thearn
Chuirinn falt mo chinn fo d’ chasan
Agus craicionn mo dhà làimh


TRADUZIONE INGLESE:
Chorus:
Oh hush-a-bye, my little baby
Hush, my little baby, hush
Oh hush-a-bye, my little baby
My own little baby will go to sleep
I
Though I am without a flock of sheep
And the others all have sheep
Though I am without a flock of sheep
You, little baby, can go to sleep
II
Darling, of the people of the great world
They spilt your blood yesterday
They put your head on an oaken post
A little way from your corpse
III
I breathlessly climbed the great mountain
I climbed and I descended
I would put the hair of my head under your feet,
And the skin of my two hands

tradotto da Cattia Salto
CORO
Zitto, piccolino
zitto mio piccolo bambino, zitto
Zitto, piccolino
proprio il mio piccolo bambino si metterà a dormire
I
Anche se sono senza gregge
e tutti gli altri invece hanno le pecore,
anche se sono senza gregge
tu piccolo mio ti puoi addormentare.
II
Amato grandemente da tutte le persone del mondo, hanno versato il tuo sangue ieri
e hanno messo la tua testa su un palo di quercia
poco distante dal resto del corpo.
III
Ho scalato la grande montagna senza fiato
salita e discesa
avrei lasciato i capelli della mia testa ai tuoi piedi
con la pelle delle mie due mani

NOTE
10) la versione MacDonald dice Cha ’n ’eil thu ach bà (You are only bà) la versione T17 dice Ba hu, ba hu, àsrain bhig, Chan eil thu fhathast ach tlath; ’S eagal leam nach tig an latha Gu ’n diol thu t-athair gu brath (traduzione inglese Ba hu, ba hu, little orphan, you are only  young yet;  But I fear the day will never come that  you will avenge your father.
11) la versione MacDonald dice Ged tha mi gun ùbhlan agam, ’S m’ ùbhlan uil’ aig càch, ’S ann tha m’ ulaidh, cùbhraidh, caineal, ’S cùl a chinn ri làr (Although I have no apples – my apples gone to others, My treasure, fragrant and cinnamon-scented, lies with his head on the ground)
12) la versione MacDonald dice Fheudail a dh’ fhearaibh an domhain,  Dhòirt iad t’ fhuil an de; Chuir iad do cheann air stob daraich, Tacan beag uam fein. 13) la versione MacDonald dice Dhìrich mi ’bheinn mhòr gun anail,  Mu ’n do ghlas an là, Chuir mi gruag mo chinn ri talamh ’S craicionn mo dha làmh. (traduzione I climbed the big mountain  breathlessly before the sun arose; The hair of my head I left on the ground, along with the skin of my two hands)


BA BA MO LEANABH

La stessa melodia viene abbinata a metà ottocento con un altro testo, una triste ninna-nanna, tramandata tradizionalmente nell’isola di South Uist; che i più collegano alla carestia di patate del 1848 la quale anche in Scozia portò molta sofferenza tra i piccoli contadini che si nutrivano quasi esclusivamente di patate

ASCOLTA Christina Stewart & Jo Baird

Bà bà mo leanabh beag
Bidh thu mòr ged tha thu beag
Bà bà mo leanabh beag
Chan urrainn mi gad thàladh.Gur dè a ghaoil a nì mi dhut
Gun bhainne cìoch agam dhut
An t-eagal orm gun gabh thu ‘n chrup
le buige a’ bhuntàta.


TRADUZIONE INGLESE
Bà Bà my little baby
You will grow big
although you’re small
Bà Bà my little baby
I cannot settle you
What can I with you my darling
I haven’t enough milk for you
I’m worried you will become ill
Because of the potato famine

tradotto da Cattia Salto
ninna nanna bimbo mio
crescerai forte
anche se sei piccolo
ninna nanna bimbo mio
non posso sostenerti
cosa devo fare di te mio caro?
Non ho abbastanza latte per tee temo che ti ammalerai
a causa della carestia

FONTI
http://www.academia.edu/6713649/ Griogal_Cridhe_Aspects_of_transmission_ in_the_Lament_for_Griogair_Ruadh_Mac_Griogair_of_Glen_Strae http://www.ed.ac.uk/schools-departments/divinity/ research/resources/breadalbane/historical-background/ clan-campbell/macgregor-feud
http://www.ed.ac.uk/schools-departments/divinity/research/resources/breadalbane/historical-background/clan-campbell/macgregor-feud http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/ primary/babamoleanabh.asp
http://www.bletherskite.net/2013/12/06/griogal-cridhe-beloved-gregor/http://www.darachweb.net/SongLyrics/GriogalCridhe.html http://www.celticlyricscorner.net/mactalla/griogal.htm http://www.celticlyricscorner.net/lamond/baba.htm http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/54954/2 http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/43639/2 http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/42291/2 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46062
http://www.findagrave.com/cgi-bin/fg.cgi?page=gr&GRid=40322785

THE SKYE WATER KELPIE’S LULLABY

“Cronan na Eich-mhara”, ‘Oran-tàlaidh an eich-uisge’ oppure ‘Oran each-uisge’ è una canzone che viene dalle Isole Ebiridi: la “Ninna nanna del kelpie” è una triste e dolce melodia per far addormentare il bambino concepito con una donna mortale e per far ritornare indietro la donna che ha abbandonato kelpie e figlio.

Mary Mackellar nel suo saggio ‘The Shieling: Its Traditions and Songs’ (Gaelic Society of Inverness 1889 qui) scrive che il compagno della donna è un “leannan-sith” ovvero una “fata-amante” ma per la maggioranza delle versioni è un “each-uisge” (in inglese water-horse), un “eich-mhara” (in inglese sea horse) un cavallo d’acqua o un cavallo marino (da cui deriva il titolo della canzone).
Così scrive Mary Mackellar nel riportare il testo in gaelico scozzese della canzone “One of the romantic incidents of the sheiling was the fairy lover, and some of the songs concerning those are still to be heard among the old people.  This “leannan-sith,” or fairy lover, was able at times to win the love of the maid of the sheiling in no ordinary manner; and fairy women, in the guise of milkmaids, have been known to win the affection of the herdsman who on the mountain side attended his flocks.  There is a fairy lullaby of which I only know a fragment.  It was composed by the “leannan-sith” when the maid of the sheiling, who was the mother of his child, had become cruel and laid his little baby-boy to cry himself to death on the hill-side near the father’s uncanny home.  The poor unhappy man came to the relief of his child, and in his song he is promising every thing good to his “Morag” if she obeys nature’s call and comes to her son.  Morag it seems went to look after her herds, and turned a deaf ear to his weird singing and his deep distress.  The melody of this song is very sweet and plaintive, as are all those known as “Fonn-sìth,” fairy melody”

A Mhór, a Mhór,
A Mhór, a Mhór,
A Mhór, a Mhór,
Taobh ri d’ mhacan;
A hùbh a hó!
‘S gheibh thu goidean
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
Laogh do chuim,
An cois an tuim,
Gun teine, gun dion, gun fhasgadh.
A Mhór, a ghaoil,
Till ri d’ mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó!
Gheibheadh tu fion,
‘S gach ni b’ait leat,
Ach nach eirinn
Leat ‘s a’ mhaduinn,
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
Ged nach eirinn leat ‘s a’ mhaduinn.
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
‘S uisge frasach.
‘S thachair ormsa,
A ghruagach thlachdmhor.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
A nighean nan gamhna,
Bba mi ma’ riut,
Anns a’ chrò
Is cach na’n cadal
An daoith gheal donn,
An daoith gheal donn,
An daoith gheal donn,
Rug i mac dhomh.
A hùbh a hó!
Ged is fuar
A rinn i altrum,
A hùbh a hó!
A Mhór, a Mhór,
Till ri d’mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A nighean nan gamhna,
Bha mi ma ‘riut,
A nighean nan gamhna,
A nighean nan gamhna
Bha mi ma’ riut,
Anns a chrò
‘Us cach nan cadal,
A hùbh a hó!
A nighean nan gamhna,
Bha mi ma’ riut,
Anns a’ chrò
‘Us cach nan cadal.
A Mhór, bheag dhonn,
Nach till thu rium,
A Mhór, bheag dhonn,
Nach till thu rium,
A hùbh a hó!
Mi caoidh do mhicein
Air an t-sliabh.
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
‘S a bhialan min
Ri m’ fheusag liath.
‘S tu direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann,
A’ direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann.
A hùbh a hó!
‘S na laoigh air chall
A’ direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
Gu sgith, fliuch, fuar,
‘S na laoigh air chall.
A Mhór, a Mhór,
‘Pill ri d’ mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó!
Laogh do chuim
Ri taobh cnocain,
Gun teine, gun tuar,
Gun fhasgadh.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
‘S gheibh thu fion uam
‘S gach ni ‘s ait leat,
Ach nach eirinn leat ‘sa a mhaduinn.

Anche Frances Tolmie (1840–1926), nata a Skye, fu una prolifica collezionista di canzoni delle Isole Ebridi, così un centinaio delle melodie vennero pubblicate dal Folk-Song Society (Journal of the Folk-Song Society, 16), materiale confluito nel libro di Ethel Bassin “The Old Songs of Skye :Frances Tolmie and her Circle”. 1997 che così scrive “In the Journal Miss Tolmie remarks that her pleasure in these old wive’s songs was considered very odd by her contemporaries, ‘for they were not deemed “poetry” or worthy of notice by song-collectors of that period’. Some of her elders, fortunately, were of her own way of thinking, notably her aunt, Mrs Hector Mackenzie (Annabella Tolmie), whose only son, John Tolmie Mackenzie was harbour- master at Dunvegan as well as being factor to MacLeod of MacLeod.

IL KELPIE: MUTAFORMA DELLE ACQUE

Theodor_Kittelsen_-_Nøkken_som_hvit_hestEra convinzione che esistesse una certa simmetria tra le creature terrestri e quelle delle acque, così uomini e donne erano i tritoni e le sirene mentre tra gli animali marini non mancava la figura del cavallo con la coda di pesce che nella tradizione di Scozia e Irlanda prende il nome di Kelpie (cavallo d’acqua). Si mostra sulle rive dei fiumi, dei laghi, degli stagni solitari o del mare e benchè il suo regno sia quello acquatico, il kelpie può assumere le sembianze di un bellissimo cavallo bianco (anche se viene raffigurato in alcune illustrazioni come un cavallo oscuro dal manto nero) o di bel ragazzo o d’amabile fanciulla, ed essendo una creatura solitaria spesso è in cerca di un compagno/compagna.

Nel libro “La Straniera” di Diana Gabaldon troviamo questa versione della leggenda del Kelpie. Pag.317.. “A quanto potei capire, questi esseri abitavano in qualunque tipo di massa acquatica, ed erano particolarmente frequenti nei fiordi e nei canali, benché molti vivessero dentro agli abissi dei lochs. «C’è un punto, nell’estremità orientale di Loch Garve», disse, spostando lo sguardo tra i vari membri del gruppo per accertarsi che tutti lo stessero ascoltando, «che non gela mai. L’acqua lì è sempre nera, anche quando il resto del loch è tutto ghiacciato: si tratta infatti del comignolo del cavallo d’acqua.» Quello di Loch Garve, come molti altri della sua razza, aveva rapito una fanciulla che era venuta al loch ad attingere acqua, e se l’era portata con sé in fondo agli abissi perché gli facesse da moglie. Qualunque donna, o uomo se è per questo, provi il desiderio, dopo aver trovato un bel cavallo in riva al lago, di salirgli in groppa, andrà incontro a parecchi guai, perché una volta montato il cavaliere non potrà più scendere; a quel punto il cavallo si tufferà in acqua, si trasformerà in un pesce e nuoterà fino alla sua dimora con lo sventurato cavaliere saldamente attaccato al dorso. «Orbene, una volta sott’acqua il cavallo avrà solo denti da pesce», disse Rupert, ondulando il palmo per imitare il movimento delle pinne, «e si nutre di lumache, di alghe e di altri cibi freddi e bagnati. Ha il sangue gelido come l’acqua, e non gli serve nessun fuoco, mentre una donna umana ha bisogno di calore.» …«Dunque la moglie del cavallo d’acqua era triste e soffriva il freddo e la fame, nella sua nuova dimora subacquea, non piacendole granché le lumache e le alghe che lui le serviva per cena. Così il cavallo, essendo di buon cuore, si recò sulla riva del loch vicino alla casa di un uomo che aveva fama di essere un bravo capomastro. E, quando l’uomo scese giù al fiume e vide il bell’animale dorato con le briglie d’argento che risplendevano al sole, non poté resistere alla voglia di montargli in sella. «Naturalmente il cavallo si tuffa in acqua e lo porta fino alla sua dimora fredda e viscida negli abissi. A quel punto dice al capomastro che se vuol tornare in libertà dovrà costruire un bel caminetto, con tanto di comignolo, in modo che sua moglie possa avere un fuoco dove scaldarsi le mani e friggere il pesce.» «Così il capomastro, non avendo altra scelta, fece come gli era stato chiesto. E il cavallo mantenne la promessa: lo riportò sulla riva vicino a casa sua. Fu così che la moglie del cavallo d’acqua poté starsene al calduccio, tutta contenta, con grande abbondanza di pesce fritto per cena. Dunque l’acqua non gela mai, all’estremità orientale di Loch Garve, perché il calore del comignolo del cavallo d’acqua scioglie il ghiaccio. »”

Tuttavia più spesso il Kelpie è considerata una creatura malvagia una sorta di demone che va a caccia di vittime da sedurre e far annegare (e divorare) negli abissi (un ricordo di antichi sacrifici agli spiriti delle acque?)

416px-Stromkarlen_1884Il corrispettivo nel folklore germanico e norreno è il nix o nixie (a secondo se di sesso maschile o femminile) di cui il kelpie è una delle possibili incarnazioni: il nix si mostra nella forma di rana o rospo o di piccolo pesce o di uno strano pesce a forma umana. Volendo fare un distinguo fra Kelpie e Nix possiamo affermare che il primo preferisce attirare la vittima sotto forma di cavallo per farla salire in groppa e trasportarla negli abissi il secondo invece l’attira con dolci melodie.

Con il passar del tempo in Scozia il kelpie è diventato un mostro delle acque come il famigerato Nessie del Loch Ness. Per alcuni tuttavia il Kelpie vive esclusivamente nei pressi delle rapide dei fiumi, dei guadi e delle cascate.
Così scrive Ethel Bassin “The each-uisge (water-horse) is a familiar figure in Gaelic folklore. In the guise of a man he might lay his head in the lap of a girl and invite her to ‘dress’ his hair. The tales vary between the girl who does, or does not, discover in time from the sand in his hair and on his breast what he really is. Mòrag in this instance, does not make the discovery until after she has borne him a child. In terror she flees, leaving the baby with him. This song – a lullaby still current in oral tradition – is the each-uisge’s entreaty to Mòrag to return, alternating with his affectionate lulling of the child. “

ASCOLTA Caera in Suantraighe, A Collection of Celtic Lullabies 2006. La melodia è tratta dal libro di Marjory Kennedy-Fraser and Kenneth MacLeod “Songs of the Hebrides” 1909 (pag 94) per la canzone “The Skye Water Kelpie’s lullaby che è riportata come una Cronan na Eich-mhara

GAELICO SCOZZESE
A Mhórag dhonn! A Mhórag dhonn!
Till gud’ mhacan;
‘S gheibh thu ‘m bradan breac o’n loch.
chorus:
A-hó hi. A-hó hi.
A-hó hó-an, A-hó hó-an, A A-hó hó-an,
hó hi. A-hó hi.A-hó hó-an! A-hó hó-anTha ‘n oidhch’ an nochd
Gu fliuch frasach,
Aig mo mhac-sa ri sgàth cnocain(2).
A-hó hó-an A-hó hó-an
Gun teine, gun tuar,
Gun fhasgadh
‘S tu sìor chonràn.A-hó hó-an! A-hó hó-an
Mo shean-a chab liath.
Ri d’ bheul beag baoth.
‘S mi seinn phort duit am Beinn Frochdai.

TRADUZIONE INGLESE
O brown haired Morag,
come back to thy little son,
and thou shalt get
a speckled salmon from the loch.
The night is wet
and showery for my son
in the shelter of the knoll
without fire, pale, forlorn,
and wailing without cease.
My unsightly old grey mouth,
against thy silly little mouth,
while I sing dandling songs
to thee in Ben Frochkie.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Mór dai neri capelli,
ritorna dal tuo piccolo bambino
e avrai un salmone dal lago!
Questa notte è umida
e piovosa per mio figlio
al riparo sulla collinetta,
senza fuoco, cibo, abbandonato
a lamentarsi senza sosta.
La mia bocca da vecchio
contro le tue dolci labbra
mentre canto ninnananne
per te sul Bel Frochkie

Versione cantata in inglese e arrangiata da Marjory Kennedy-Fraser
Avore, my love, my joy
To thy baby come
And troutlings you’ll get out of the loch

Avore, my heart, the night is dark, wet and dreary.
Here’s your bairnie neath the rock
Avore, my love, my joy, wanting fire here,
wanting shelter, wanting comfort
our babe is crying by the loch
Avore, my bride? Avore, my heart
My gray old mouth touching thy sweet lips,
and me singing Old songs to thee, by Ben Frochkie

NOTE
1) Mhórag o Mór è il nome della fanciulla amata dal kelpie è anche scritto A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh (Mhor mia, amore, mia gioia)
2) La canzone mette in evidenza una pratica di “controllo delle nascite” diffusa tra i Celti il bambino veniva “esposto” cioè abbandonato nel bosco (senza cibo e al freddo) affinchè se ne prendessero cura le fate; la pratica era diffusa un tempo sia nei confronti degli illegittimi che dei neonati con evidenti deformazioni fisiche o dall’aspetto malato. L’usanza era connessa con la convinzione che il bambino fosse stato “scambiato” ovvero rapito dalle fate e sostituito con un changeling, un mutaforma il quale per un po’ assomiglia al bambino umano, ma alla fine riprende sempre il suo vero aspetto. La madre o il padre sfortunati lasciavano il neonato nel bosco o nei pressi di una pozza d’acqua o di una pietra antica di modo che il changeling se ne ritornasse nel suo regno e il vero bambino fosse restituito ai suoi legittimi genitori; ritornando sul posto il giorno dopo più semplicemente lo trovavano morto o scomparso perchè divorato da qualche animale selvatico. C’erano anche altri metodi meno cruenti per smascherare il changeling, come quello di mettere a bollire dei gusci d’uova! Si ritiene che il changeling sia un tentativo di “spiegare” l’autismo, il quale ha proprio nelle fiabe e leggende la sua eziologia prima del riconoscimento ufficiale (solo nel 1943 l’autismo ha avuto un nome e una documentazione clinica). La dottoressa Julie Leask del National Centre for Immunisation Research and Surveillance of Vaccine Preventable Diseases di Sydney, insieme ai suoi colleghi ha esaminato le fiabe inglesi, tedesche e scandinave. La Leask si è incuriosita, quando un giorno ha sentito una madre dire, durante un programma ministeriale sull’autismo, “è come se la bambina che ho messo al mondo mi fosse stata rubata“. E continua: “I bambini scambiati vengono descritti come apatici, impenetrabili ai gesti d’affetto, non esprimono le proprie emozioni, urlano o addirittura non parlano“. Ovviamente non sempre i changelings erano esposti, anche se si riteneva che portassero solo disgrazie alla famiglia, l’unico aspetto positivo è la predisposizione per la musica. Come inizia a crescere, il Changeling richiede ai genitori “adottivi” uno strumento, spesso un violino, che inizia a suonare con tale abilità, che chiunque si fermi ad ascoltarlo, non può non rimanere affascinato. “Ho visto un Changeling una volta. Viveva con due vecchi fratelli, poco distante da Dog’s Well, e aveva l’aspetto di una scimmia avvizzita. Aveva circa dieci o undici anni, ma non riusciva a camminare davvero, solo ciondolare. Sapeva però suonare il flauto talmente bene che nessuno era capace di uguagliarlo. Conosceva antiche melodie, talmente vecchie che il popolo le aveva dimenticate da tanto tempo. Un giorno poi, se ne è andato, non so nulla di quello che gli è capitato…” (da un villaggio vicino a Boho, nella contea di Fermanagh)

ASCOLTA Margaret Stewart & Allan MacDonald in Colla Mo Rùn 2001 scritto anche e impropriamente come “Ã’ran Tàlaidh An Eich-Uisge”

VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE
O hó bà a leinibh hó, O hó bà a leinibh hà
Bà a leinibh hó bha hó, Hó bà a leinibh hao i hà
Chorus:
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
‘S luath dha d’ chois thu, hó bha hó
‘S mór nad each thu, hao i hà
I
O hó m’eudail a mac hó
O hó m’eachan sgèimheach hà
‘S fhad ‘n ‘n bhail’ thu, hò bha hò
Nìtear d’iarraidh, hao i hà
O hó bà a leinibh hó, O hó bà a leinibh hà
Bà a leinibh hó bha hó, Hó bà a leinibh hao ihà

TRADUZIONE INGLESE
Sleep my child, Sleep my child
Sleep my child, Sleep my child
CHORUS
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
Fast of foot you are
Great as a horse you are
I
My darling son
Oh my lovely little horse
You are far from the township
You will be sought after
Sleep my child, Sleep my child
Sleep my child, Sleep my child
 TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dormi, bambino mio
Dormi, bambino mio
CORO
Hì hó..
dal piè veloce tu sarai
grande come un cavallo.
I
Figlio mio caro,
mio bel cavallino,
sei lontano dal paese
e ti verranno a cercare tra un po’,
dormi bambino mio,
dormi bambino mio, 

Le melodie girano intorno ad una vecchia aria scozzese dal titolo “Crodh Chailein” (in inglese “Colin’s cattle) evidentemente considerata una melodia delle fate (qui)

FONTI
http://www.fantasymagazine.it/notizie/2521/changeling-fiabe-per-capire-l-autismo/ http://mcglenmysteries.blogspot.it/2010/10/changelings.html http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/collect21.htm http://www.romanticamentefantasy.it/emozioni-in-tartan-leggenda-kelpie/ http://fairyroom.com/2013/03/bad-fairy-nixie/ http://www.lochiel.net/archives/arch116.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=4374 http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48242 http://www.kidssongsmp3.twinkletrax.com/kids-song.php?c=C02T12&kids-song=O,%20Can%20Ye%20Sew%20Cushions http://www.celticlyricscorner.net/stewart/orantalaidh.htm
http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stromkarlen_1884.jpg