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Up Helly Aa

Carnevale nelle isole Shetland  vuol dire Up Helly Aa, le feste del fuoco, sparse per l’arcipelago (quest’anno se ne contano 11), con la più imponente o più famosa che si svolge a Lerwick, la capitale. (per le date vedi)

E’ una festa carnevalesca, non una rievocazione storica e si svolge con qualunque tempo, non bastano infatti pioggia e vento (che non mancano mai da quelle parti) a dissuadere i tosti abitanti delle isole!
La tradizione iniziata nel 1880 si è trasformata agli inizi del 1900 nella celebrazione delle origini norrene degli isolani, siamo infatti in un’altra Scozia un piccolo arcipelago di un centinaio di isolette nell’Oceano Atlantico, l’ultima Thule del mondo antico.
Se i primitivi insediamenti furono celtici nell’VIII secolo le isole furono invase dai vichinghi norvegesi  e restarono sotto la corona norvegese fino al 1468 quando vennero date in dote alla principessa Margherita di Danimarca (1456-1486) futura moglie di Giacomo III Stuart.
Il nome Shetland deriva dalla parola norrena Hjaltland che significa “Terra alta” per via delle coste alte, rocciose e frastagliate che bordano le isole: il clima è freddo anche se gli inverni non sono rigorosi; frequenti tempeste e nebbie, avvolgono l’aria in una bruma e d’estate il sole sembra non tramontare mai! (continua)

UP HELLY AA: un po’ di storia

E’ una festa del fuoco originariamente facente parte delle feste natalizie (o del Solstizio d’Inverno).
A fine ottocento si iniziò a far rotolare dei barili in fiamme per le strette strade della città vecchia di Lerwick, così riportano le cronache “Sometimes”, as one observer wrote, “there were two tubs fastened to a great raft-like frame knocked together at the Docks, whence the combustibles were generally obtained. Two chains were fastened to the bogie asupporting the capacious tub or tar-barrel . . . eked to these were two strong ropes on which a motley mob, wearing masks for the most part, fastened. A party of about a dozen were told off to stir up the molten contents.” (tratto da qui)
Fu solo nel 1870 che un comitato preposto ci si mise d’impegno per organizzare la festa che conosciamo oggi: per prima cosa le diedero il nome, secondo poi ci misero i “guizing” cioè le maschere e in ultimo introdussero la fiaccolata.

Nel 1880 venne allestita la prima galea vichinga perchè le venisse dato fuoco alla fine della parata notturna, e solo agli inizi del ‘900 la festa prese un tema più “vichingo” con l’elezione di un “Guizer Jarl” e la sua squadra in costume da vichinghi (e molti di loro si lasciano crescere una folta barba per l’occasione). E’ lui il capo dei festeggiamenti eletto ogni anno, il capo del Blot, il Conte, che con la sua corte lavora quasi tutto l’anno per organizzare la festa, tenendo il più possibile all’oscuro il resto della comunità. Un tempo nella squadra del capo potevano partecipare solo guerrieri e così è ancora a Lerwick, mentre negli altri distretti la presenza femminile (nel ruolo per lo più di principesse vichinghe) è andata man mano aumentando,  South Mainland Up Helly Aa è l’unica festa -al momento- ad aver esteso il ruolo di capo anche alle donne.
Ogni nuovo “Guizer Jarl” sceglie il tema dell’anno, da riportare sugli scudi e nei costumi, così la parata si rinnova sempre!

LA FESTA

Alle prime luci del giorno si radunano le squadre e iniziano una processione con seguito di musicisti) fermandosi in punti stabiliti per commemorare l’evento: si leggerà la “proclamazione” che convoca i guizer sottolineando la “sobrietà” della riunione (ovviamente disattesa dai più, essendo la festa un pretesto per la più grande e colossale bevuta dell’anno) in cui le maschere descriveranno le imprese compiute dagli abitanti durante l’anno passato (proprio come faceva un tempo lo scaldo dell’era vichinga). Si tratta di una parata carnevalesca con gruppi mascherati a tema,  come il nostro carnevale (ma senza carri o meglio l’unico “carro” è quello della nave vichinga) con tanto di banda d’ottoni e ovviamente di pipe&drum band. Inevitabilmente per riscaldarsi e combattere gelo, pioggia e vento (e anche la stanchezza) si bevono grandi quantità di liquori e birra.
Quando scende la sera si accendono le torce (e tutte le luminarie pubbliche restano spente) e una galea vichinga (costruita per l’occasione) viene trascinata per le vie del paese fino al mare, e quindi incendiata tramite il lancio delle torce. La nave non è messa in acqua (anche se prima o poi qualcuno la farà veramente galleggiare) come nel funerale vichingo, ma viene circondata da un mare di fuoco.


La festa prosegue al chiuso in varie sale dove tra musiche e balli le  squadre avranno modo di esibirsi in brevi performance.

E’ QUI LA FESTA?

Agli inizi la festa proseguiva con un porta a porta delle maschere sullo schema del tradizionale First Foot, ora invece l’afterparty è sempre privato ma ospitato in grandi sale pubbliche (in un paio è possibile anche per il pubblico accedervi tramite l’acquisto del biglietto). Si contano una decina di sale dove si tengono feste ufficiali che durano fino al mattino e tutte le squadre (ad oggi circa una cinquantina) dovranno visitarle ad una ad una, per esibirsi ognivolta nella loro squad performance (ogni gruppo deve infatti aver preparato un’esibizione a seconda del tema a cui si sono ispirati per le loro maschere, sia un balletto o una breve rappresentazione gogliardica). Ogni maschera ha il dovere di ballare con almeno una delle dame della sala, così le performance si alternano alle danze , e nel frattempo si mangia “zuppa e dolci”. L’ evento è però BYOB (bring your own beer) cioè  ci si porta le bevande (alcoliche) da casa.

LERWICK UP HELLY AA

E’ sicuramente la versione più famosa della festa, quella più spettacolare che si svolge nell’ultimo martedì di gennaio (il giorno dopo è festa regionale) nella capitale. Definito il “festival del fuoco più grande d’Europa”, la sua preparazione mette in gioco buona parte gli abitanti di Lerwick per parecchi mesi; i preparativi non sono certo da poco, si tratta di costruire una nave vichinga (una galea) che dovrà essere bruciata, un migliaio di torce e non ultimo abiti e accessori che cambiano di anno in anno.
E’ qui che si sprigiona un gigantesco fuoco con fiamme che arrivano fino a sei metri, mentre i fuochi d’artificio colorano il cielo.


C’è chi dice che la festa vuole commemorare lo sbarco dei vichinchi sull’isola, chi invece la cacciata dei vichinghi dall’isola! La leggenda narra che furono ben due diversi equipaggi vichinghi ad aver avvistato l’isola, il possesso della terre sarebbe spettato alla prima che avesse messo la mano, così durante il testa a testa delle due navi con gli uomini che vogavano all’estremo delle forze, il vincitore ebbe la bella idea di tagliarsi la mano e lanciarla sulla spiaggia!!
La festa si è arricchita di uno sfizioso corollario gastronomico il First Food festival che si svolge il giorno prima  (vedi)
I negozi della città fanno a gara per allestire la vetrina più bella (e ricevere come trofeo nientemeno che la testa del Guizer Jarl – in legno) in tema con riproduzione di barche vichinge di varie misure, i costumi vichinghi degli anni precedenti  con tanto di panoplia del guerriero (alcuni finemente decorati, dei veri capolavori artigianali) vedi

la squadra del Jarl del 2015 al gran completo: un costume molto elaborato secondo lo stile fantasy dell’immaginario tolkeniano, i colori sono il verde muschio e la terra bruciata. Ogni anno la panoplia del capo viene ereditata dal nuovo capo, il vestito verio e propio con tanto di mantello o pellicce invece sono creati appositamente secondo il tema scelto. Lo scudo dei guerrieri come pure le armi sono creazioni uniche adattate al costume (e al tema).

Le foto del 2017 qui

I CANTI

Purtroppo le canzoni scritte per la festa non hanno niente di antico sono piuttosto delle marce trionfali o commemorative, con la discutibile scelta di essere accompagnate da una banda di ottoni, e tuttavia nel contesto fanno molto “allegra brigata” e creano quell’atmosfera cameratesca tipica tra i soldati e i guerrieri. Fortunatamente non mancano le pipe band e i gruppi di musica popolare scozzese

Se al contrario vorreste farvi un’idea di un canto norreno  sopravvissuto nel patrimonio della musica tradizionale delle isole vi rimando alla  “The Unst Boat Song“, (lo iorram di Unst),  il brano è stato collezionato nel 1947 da Patrick Shuldham di Shaw dalla voce di John Stikle (1879-1952) sull’isola di Unst e pubblicato nel Vol II del Shetland Folk Book (1951)

E un reportage della Festa

FONTI
http://www.shetland.org/things/events/culture-heritage/up-helly-aa/
http://www.uphellyaa.org/
http://feastsandfestivals.blogspot.it/2011/01/25-january-up-helly-aa.html
http://www.shetnews.co.uk/news/12162-traditions-old-and-new-at-nesting-and-girlsta
http://www.cafebabel.it/lifestyle/articolo/up-helly-aa-il-festival-vichingo-delle-isole-shetland.html
http://unst.org/web/blog/2016/02/17/the-galley-burns-at-uyeasound-up-helly-aa/

HOGMANAY: BUON ANNO NUOVO!

hogmany-paul-bommerHogmanay è la festa scozzese di capodanno, dall’origine etimologica incerta, alcuni per le assonanze con il francese “homme est Né”, la fanno risalire alla moda francesizzante imperante nel XVI secolo dalle nozze di Giacomo V di Scozia. Per altri  (come ci ricorda Paul Bommer nella sua illustrazione) è una sintesi della frase lum may aye reek o Lang may yer lum reek (=“Possa il tuo camino fumare a lungo!”). Come sia in Scozia erano e sono i giorni di festa invernale che iniziano il 31 dicembre e terminano il 2 gennaio, in alcune località tuttavia i festeggiamenti sono traslati all’11 gennaio ossia l’ultimo giorno dell’anno secondo il calendario giuliano.

I FUOCHI SACRI

Molte  sono le tradizioni locali connesse con l’accensione di fuochi e falò. Ancora praticata in molte case delle Highlands l’usanza di pulire la casa a fondo, di benedire ogni stanza e gli abitanti con dell’acqua di fiume e di bruciare rami di ginepro per saturare la casa con il fumo, per poi aprire tutte le porte e le finestre e far entrare l’aria del nuovo anno. Si pulivano anche i camini e le stufe dalle ceneri.
L’usanza più diffusa era quella di andare in processione fuori dal villaggio, a volte travestiti o mascherati fino a un cerchio di pietre se nelle vicinanze, per accendere una grande pira, fare musica e ballare: il fuoco doveva essere alimentato fino al sorgere del nuovo sole del nuovo anno.

FIRSTFOOT

Si andava a fare visita ai vicini appena dopo lo scoccare della mezzanotte, era consuetudine nel XVIII secolo portare: un uovo, della legna (o del carbone) e un po’ di sale oltre all’immancabile whisky per il brindisi, per augurare tanto cibo, calore, soldi e buon umore.
“.. firstfoot was to bring gifts to the house: an egg, a faggot of wood, a bit of salt — and a bit of whisky, thus insuring that the household would not lack for necessities during the coming year.” – Diana Gabaldon, “The Fiery Cross” (Capitolo 35) del ciclo “Outlander” (in italiano “La straniera”.)

hogmanay

Il firstfoot era occasione di scongiuri: “il primo ospite” doveva essere un uomo alto e scuro di capelli (evidente una volta gli invasori dovevano essere tarchiati e biondi!) perchè avrebbe portato molta fortuna alla casa; ovviamente portavano sfortuna le donne, il medico, il prete, i becchini e chiunque avesse una malformazione o i capelli rossi – il colore delle fate-, e se si apriva la porta ad uno di loro bisognava subito gettare del sale sul fuoco .

firstfoot-1882
Nell’Isola di Man vige un’analoga tradizione e la prima persona a entrare in casa allo scoccare del Nuovo Anno è detto  quaaltagh o qualtagh: così un gruppo di giovanotti va di casa in casa a cantare dei versi benaugurali in gaelico e il primo ad entrare deve avere i capelli scuri.

GAELICO SCOZZESE
Ollock ghennal erriu, as blein feer vie
Seihll as slaynt da’n slane lught-thie;
Bea, gennallys as bioyr eu rv-cheilley.
Shee as graih eddyr mraane’as deiney;
Cooid as cowryn, stock as stoyr.
Palchey puddase as skeddan dy-liooar;
Arran as caashey, eeym as roauyr;
Baase myr lugh ayns ullin ny soalt;
Cadley sauchey tra vees shiu ny lhie,
Gyn feeackle y jiargan, cadley dy mie.
Traduzione inglese  da qui
A Merry Christmas to you,
and a good year;
Luck and health to the whole house;
Life, joy, and sprightliness to every one(1).
Peace and love between men and women;
Goods and riches, stock and store.
Lots of potatoes, herring enough ;
Bread and cheese, and butter and beef.
Death like a mouse in a barn haggart (2);
Sleeping safely when you are in bed,
Undisturbed(3) by the flea’s tooth, sleeping well.
Traduzione italiano
Un Buon Natale a voi
e Buon Anno
Buona sorte e salute all’intera casa;
vita, gioia e felicità
a tutti.
Pace e amore tra uomini e donne;
buone cose e abbondanza nella dispensa e nella cantina.
Un mucchio di patate e tante aringhe; pane e formaggio e burro e arrosti.
La morte vi colga come un topo nel formaggio (2)
dormendo al sicuro quando siete a letto, indisturbati dai morsi delle pulci, per dormire bene

NOTE
1) Literally ” to you together.”
2) The meaning of this is, probably: may death when it comes upon you find you happy and comfortable as a mouse in a well-stocked barn. Ho preferito tradurre con l’immagina classica del topo nel formaggio piuttosto del “topo nel granaio ben fornito”
3) Literally ” without.”

Un tempo si cospargeva di cenere la soglia di casa (dopo aver spazzato bene la casa e pulito il focolare) a scopo divinatorio:
On New Year’s eve, in many of the upland cottages, it is yet customary for the housewife, after raking the fire for the night, and just before stepping into bed, to spread the ashes smooth over the floor with the tongs, in the hope of finding in it, next morning, the track of a foot ; should the toes of this ominous print point towards the door, then, it is believed, a member of the family will die in the course of that year ; but, should the heel of the fairy foot point in that direction, then, it is firmly believed, that the family will be augmented within the same period.”-“Isle of Man” vol. II p. 115, 1845 di Joseph Train (vedi)

UNA FETTA DI BLACK BUN

Il dolce tipico scozzese per il Natale è cotto nella forma del pane in cassetta (o uno stampo rettangolare ma anche uno stampo da caiambella), all’esterno è una pasta frolla ma dentro ha il cuore nero ricco di ribes, uvetta e frutta candita! Il ripieno viene inoltre speziato con zucchero scuro, pepe, zenzero e cannella, mandorle e bagnato con il whisky. Anche per questo dolce è essenziale la lunga cottura a bassa temperatura e si prepara in anticipo per lasciarlo insaporire, perfetto per il tè ma anche con un sorso di whisky.
Si mangia a Capodanno ma originariamente era la versione scozzese della “Torta della Mezzanotte” consumata all’Epifania, introdotta da Maria Stuarda dopo il suo ritorno dalla Francia (1560): all’interno dell’impasto era nascosto un fagiolo e chi lo avesse trovato nella sua fetta sarebbe diventato Re (o Regina) della Festa (vedi).
L’usanza andò presto perduta al seguito dell’abolizione in Scozia della festa del Natale.
La Black bun attuale risale perciò ad un tempo relativamente recente e prende il nome di Scotch Bun o Scotch Christmas Bun.
La ricetta storica risale al 1755 nel libro di cucina “A New and Easy Method of Cookery” di Elizabeth Cleland in cui viene chiamata “A Plumb-cake or bun”.
Il termine Black Bun fu probabilmente coniato da Robert Louis Stevenson  “Currant-loaf is now popular eating in all households. For weeks before the great morning, confectioners display stacks of Scotch bun — a dense, black substance, inimical to life — and full moons of shortbread adorned with mottoes of peel or sugar-plum, in honour of the season and the family affections. ‘ Frae Auld Reekie,’ ‘ A guid New Year to ye a’,’ ‘ For the Auld Folk at Hame,’ are among the most favoured of these devices.” (da Picturesque Notes on Edinburgh,1879) 

LA RICETTA STORICA
di Mrs. Fraser in “The Practice of Cookery” (1791)

Take half a peck of flour, keeping out a little to work it up with ; make a hole in the middle of the flour, and break in sixteen ounces of butter ; pour in a mutchkin (pint) of warm water, and three gills of yeast, and work it up into a smooth dough. If it is not wet enough, put in a little more warm water : then cut off one-third of the dough, and lay it aside for the cover. Take three pounds of stoned raisins, three pounds of cleaned currants, half a pound of blanched almonds cut longwise; candied orange and citron peel cut, of each eight ounces; half an ounce of cloves, an ounce of cinnamon, and two ounces of ginger, all beat and sifted. Mix the spices by themselves, then spread out the dough ; lay the fruit upon it; strew the spices over the fruit, and mix all together. When it is well kneaded, roll out the cover. Cover it neatly, cut it round the sides, prickle it, and bind it with paper to keep it in shape ; set it in a pretty quick oven, and, just before you take it out, glaze the top with a beat egg.

LA RICETTA STORICA
LA RICETTA DI PAUL HOLLYWOOD

Una variante di Dundee detta per l’appunto Dundee cake è invece di forma tonda ed è un impasto lievitato, ricco di burro, mandorle tritate e uvetta sultanina, in cui la Scozia sposa la Spagna (uvetta, mandorle e marmellata e succo d’arancia)

LA RICETTA (in inglese)
LA RICETTA (in italiano)

HANSELLING: Get Up Goodwife and Shake Your Feathers

Gli adulti andavano di porta in porta cantando e gridando “Hogmanay” per condividere dei piccoli doni del nuovo anno (detti “hansel”) per lo più cibi fatti in casa ovvero dolcetti e torte.
I bambini andavano di porta in porta chiedendo una fetta di Black Bun oppure qualche  shortbread, i biscottini al burro, (ricetta qui) era inoltre questo il giorno in cui ricevevano i regali.

ASCOLTA


Get up, goodwife, and shake your feathers(1),
And dinna think that we are beggars;
For we are bairns come out to play,
Get up(2) and gie’s our hogmanay!
Hogmanay’s a bawbee(3), a bawbee, a bawbee,
Hogmanay’s a bawbee to greet the New Year.
Traduzione italiano di Cattia Salto
Alzati, comare,
e datti una mossa,
non credere che siamo mendicanti;
Perché noi siamo i bambini che vanno a cantare,
Alzati e dacci il nostro Hogmanay!
Hogmanay  è un mezzo penny, un mezzo penny, un mezzo penny!
Hogmanay  è un mezzo penny
per augurare il Nuovo Anno

NOTE
1) letteralmente “scuoti le penne”, sottinteso “della coda”  (tail feathers) in senso volgare sta per “muovi il culo”, ma anche “segui il ritmo della danza” ricordate Shake your tail feather dei Blues Brothers?
2) oppure “rise up”
3) moneta scozzese introdotta nel Seicento del valore di mezzo penny

La vera e propria festa  scocca alla mezzanotte tra gli adulti con la visita di parenti, amici e conoscenti, o di chi si trova solo di passaggio, le case sono infatti aperte a tutti: con bevute abbondanti di whisky e idromele, danze e cibo (formaggi stagionati, pasticci e tante torte – non per niente il giorno viene detto anche cake day-) si rinnova la  radicata consuetudine di condivisione comunitaria delle provviste invernali, per iniziare l’anno nell’abbondanza e in compagnia. Una bevanda tipica è l’het pint, la bevanda per il wassail, preparata con birra, whisky, uova, zucchero e una spolverata di noce moscata (ricetta qui)

AULD LANG SYNE

auld-lang-syneLa canzone per gli addii conosciuta in tutto il mondo e di rigore durante il Capodanno scozzese (Hogmanay) per dare l’addio al vecchio anno.
Il titolo è composto da tre termini in scozzese che significano old, long, since tre parole per indicare il tempo passato e che si traducono come “vecchi tempi andati” o “i giorni ormai trascorsi”. continua 

FONTI
http://sarahannelawless.com/2009/12/31/happy-hogmanay/
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/39809/1
http://sniff.numachi.com/pages/tiRISEGUDE.html
http://petitepointplace.tumblr.com/post/136393464385/petitepointplace-in-scottish-and-northern
http://www.isle-of-man.com/manxnotebook/fulltext/mb1896/p060.htm
http://www.masseiana.org/brand1.htm#p.538
http://www.isle-of-man.com/manxnotebook/manxsoc/msvol16/p135.htm
http://www.mamalisa.com/blog/an-old-nursery-rhyme-for-the-new-year/
ILLUSTRAZIONE Paul Bommer: http://paulbommer.blogspot.it/2011/01/happy-hogmanay.html