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Sant’Andrea e la Scozia

Il 30 novembre nel mondo contadino è l’inizio dell’inverno, nel calendario liturgico è la festa di Sant’Andrea, primo tra gli Apostoli di Gesù. (vedi prima parte)

Saint Andrew’s Day

In Scozia è festa nazionale eppure Andrea non è un santo “celtico”: tra i primi umili discepoli di Gesù, visse in Palestina e fu martirizzato sulla croce a Patrasso in Grecia; secondo la leggenda, nel IV secolo un monaco di Patrasso di nome Regulus ricevette da un angelo l’ordine di portare le reliquie del Santo ai limiti estremi del Nord in quella che era allora Alba, la terra dei Pitti. Fu quindi uno dei primi missionari orientali a portare il germe del monachesimo nel mondo celtico.
A Kilrymont, nel Fife, ribattezzata Saint Andrews, dopo il naufragio dell’imbarcazione su cui viaggiava, Regolo costruì un santuario che diventerà la cattedrale di Sant’Andrea, importante meta di pellegrinaggio in epoca medievale, soprattutto dopo il suo più spettacolare miracolo: un’altra leggenda narra che il re dei Pitti, Angus mac Fergus, poco prima della sua vittoria nella battaglia di Athelstaneford (747) vide in cielo un Saltire (la croce decussata detta per l’appunto di Sant’Andrea) formato dalle nubi.
La costruzione della cattedrale vera e propria ebbe inizio nel 1158 e terminò nel 1318, un imponente edificio in stile gotico di cui oggi restano solo le rovine; a seguito della Riforma Protestante la cattedrale venne abbandonata nel 1561 e lasciata alla mercede delle intemperie e allo spoglio delle sue pietre, usate per costruire nuovi edifici.

La festa della Bandiera Scozzese

Il Saint’Andrew’s Day è giorno in cui gli scozzesi dovrebbero festeggiare il loro orgoglio nazionalistico, ma la festa è poco sentita, contrariamente a quanto accade per la Burns Night o Hogmanay; non ci sono infatti canti, ricette tipiche o consuetudini tradizionali e rituali legate alla festa, ma è ovviamente un’occasione per eventi speciali in cui esaltare la cultura scozzese: esibizioni musicali, balli, appuntamenti gastronomici.
Ovviamente a Edimburgo e Glasgow sono organizzati molti appuntamenti speciali  (vedi dettaglio qui) ma particolari sono anche: la kermesse gastronomica del Savour St Andrews, il  St Andrew’s Day Fusion Festival a Dundee che mette in risalto i diversi gruppi e le diverse culture presenti nella Scozia di oggi; l’illumination: Harbour Festival of Light a Irvine che si protrae fino ai primi di dicembre con una serie di allestimenti con la luce creati dagli artisti di fama internazionale nonchè straordinari spettacoli di luce; non ultimo l’Oban Winter Festival con ceilidh tradizionali, degustazioni di whisky, spettacoli di strada, la parata e vivaci proiezioni luminose sulla storica Torre di McCaig.
Ecco infine come si festeggia il Saltire Festival nell’East Lothian

La Scozia non ha ancora un suo inno ufficiale ma ovviamente essendo nel Regno Unito nei momenti istituzionali viene suonato “God save the Queen(King)”; tuttavia tre sono i canti alla bisogna: Flower of Scotland,  Scotland the Brave, Scots Wha Hae, a questi se ne aggiungono alcuni altri come  ‘A man’s a man for a’ that’

Flower of Scotland

Roy Williamson (1936-1990), fondatore con Ronnie Browne del gruppo scozzese  The Corrie Folk  scrisse Flower of Scotland nel 1967, già negli anni 70 venne cantata durante gli incontri sportivi.

ASCOLTA Steve McDonald

ASCOLTA David Methven & The Munros in “The Lone Piper”

oppure nella versione The Royal Scots Dragoon Guards


I
O Flower of Scotland (1),
When will we see
Your like again
That fought and died for
Your wee bit hill and glen.
Chorus
And stood against him,
Proud Edward’s army,
And sent him homeward
To think again (2).
II
The hills are bare now,
And autumn leaves
Lie thick and still
O’er land that is lost now,
Which those so dearly held
III
Those days are past now
And in the past
They must remain
But we can still rise now
And be the nation again!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
O Fiore di Scozia
quando rivedremo
ancora i tuoi uomini
che lottarono e morirono
per le tue colline e le tue valli?
Coro
e affrontarono
l’esercito del fiero Edoardo
rimandandolo a casa
a riflettere.
II
Le colline sono spoglie adesso
e le foglie autunnali
giacciono fitte e immobili
sulla terra che ora è perduta,
ma tanto cara a coloro che la difesero
III
Quei giorni sono passati
e nel passato
devono restare, ma adesso possiamo ancora risollevarci
ed essere di nuovo nazione!

NOTE

1) il fiore di Scozia è il cardo nell’accezione di “Guardian Thistle” narra infatti la leggenda medievale che durante un’escursione dei Vichinghi (re Haakon di Norvegia) che stava per sorprendere nottetempo i guerrieri scozzesi, un provvidenziale cespuglio di cardi abbia punto gli aggressori le cui grida di dolore svegliarono i dormienti, dando loro modo di difendersi.
2) il riferimento questa volta è storico, si tratta della battaglia di Bannockburn  (giugno 1314) vinta da Robert the Bruce e il re è Edoardo II

continua

FONTI

https://www.theguardian.com/commentisfree/2011/nov/30/st-andrews-day-scotland
https://www.visitscotland.com/it-it/about/uniquely-scottish/st-andrews-the-saltire/
https://www.visitscotland.com/it-it/see-do/events/st-andrews-day/
http://www.gonews.it/2016/11/29/santandrea-fra-storia-tradizioni-ed-attualita/

http://bluebellstrilogy.com/blog/2010/06/flowers-of-scotland/
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12515