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To the Begging I Will Go

La protesta contro il “sistema” all’insegna del sex-drinks&piping s’incanala in uno specifico filone di canti popolari (britannici e irlandesi) sul mestiere di mendicante, uno spirito libero che vagabonda per il paese senza radici e vuole solo essere lasciato in pace. Molti sono i canti in gaelico in cui il protagonista rivendica l’esercizio della libera volontà, niente tasse, preoccupazioni e dispiaceri, ma la vita presa come viene affidandosi a lavori saltuari e alla carità della gente. (continua)

LA VERSIONE SCOZZESE: To the Begging I Will Go

Esistono molte varianti della canzone a testimonianza della sua vasta popolarità e diffusione. Una vecchia bothy ballad che affonda nella materia medievale dei canti dei vaganti, quel vasto sottobosco di umanità un po’ artistoide, un po’ disadattata, un po’ morta di fame che si arrabattava a sbarcare il lunario esercitando i mestieri più improbabili e spesso truffaldini.
Probabilmente già lo stesso Richard Brome si ispirò  a questi canti dei mendicanti per la sua commedia “A Jovial Crew, or the Merry Beggars” (1640), in cui scrive il coro “The Beggar” detto anche The Jovial Beggar, con il refrain: 
And a Begging we will go, we’ll go, we’ll go,
And a Begging we will go.
Come sia la melodia raggiunge una notevole popolarità moltiplicandosi in tutta una serie di “clonazioni” A bowling we will go, A fishing we will go, A hawking we will go, and A hunting we will go e così via.

ASCOLTA l’arrangiamento strumentale di Bear McCreary “To the Begging I Will Go” in Outlander: Season 1, Vol. 2 (Original Television Soundtrack)  ascolta su Spotify (qui)

PRIMA VERSIONE
Tae the Beggin’ / Maid Behind the Bar

ASCOLTA Ossian, la melodia che accompagna il canto è “Maid Behind the Bar”, un Irish reel


I
Of all the trades that I do ken,
sure, the begging is the best
for when a beggar’s weary
he can aye sit down and rest.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.

II
And I’ll gang tae the tailor
wi’ a wab o’ hoddin gray,
and gar him mak’ a cloak for me
tae hap me night and day.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.

III
An’ I’ll gang tae the cobbler
and I’ll gar him sort my shoon
an inch thick tae the boddams
and clodded weel aboun.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.
IV
And I’ll gang tae the tanner
and I’ll gar him mak’ a dish,
and it maun haud three ha’pens,
for it canna weel be less.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.

V
And when that I begin my trade,
sure, I’ll let my beard grow strang,
nor pare my nails this year or day
for beggars wear them lang.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.

VI
And I will seek my lodging
before that it grows dark –
when each gude man is getting hame, and new hame frae his work.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.

VII
And if begging be as good as trade,
and as I hope it may,
it’s time that I was oot o’ here
an’ haudin’ doon the brae.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.

VIII=I
Of all the trades that I do ken,
sure, the begging is the best
for  when a beggar’s weary
he can aye sit down and rest.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.
 
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Di tutti i mestieri che conosco,
di sicuro il mendicante è il migliore
perchè quando un mendicante è stanco si può fermare e riposare
A mendicare andrò, andrò,
a mendicare andrò
II
E andrò dal sarto
con una pezza di ruvida lana grigia
e gli chiederò di farmi un mantello
per ricoprirmi di notte e giorno.
A mendicare andrò, andrò, a mendicare andrò
III
Andrò dal calzolaio
e gli chiederò di risuolare le mie scarpe con del cuoio spesso
per camminare bene sulle zolle.
A mendicare andrò, andrò,
a mendicare andrò
IV
E andrò dal tornitore
e gli chiederò di farmi una scodella
che possa contenere tre mezze pinte perchè non si può fare con meno.
A mendicare andrò, andrò,
a mendicare andrò

V
E quando poi inizierò il mio mestiere, di sicuro mi lascerò crescere la barba quest’anno o oggi, nè mi taglierò le unghie, perchè i mendicanti le portano lunghe. A mendicare andrò,
andrò, a mendicare andrò

VI
E mi cercerò un riparo
prima che cali la sera –
quando ogni brav’uomo è rientrato a casa, di nuovo a casa dal lavoro.
A mendicare andrò, andrò,
a mendicare andrò

VII
E se il mendicare sarà un buon affare, come spero lo sia,
è tempo che io vada via da qui e m’incammini per la collina.
A mendicare andrò, andrò,
a mendicare andrò

SECONDA VERSIONE: To the Beggin’ I Will Go

ASCOLTA Old Blind Dogs

Chorus
To the beggin’ I will go, go
To the beggin’ I will go
O’ a’ the trades a man can try,
the beggin’ is the best
For when a beggar’s weary
he can just sit down and rest.
First I maun get a meal-pock
made out o’ leather reed
And it will haud twa firlots (1)
wi’ room for beef and breid.
Afore that I do gang awa,
I’ll lat my beard grow strang
And for my nails I winna pair,
for a beggar wears them lang.
I’ll gang to find some greasy cook
and buy frae her a hat(2)
Wi’ twa-three inches o’ a rim,
a’ glitterin’ owre wi’ fat.
Syne I’ll gang to a turner
and gar him mak a dish
And it maun haud three chappins (3)
for I cudna dee wi’ less.
I’ll gang and seek my quarters
before that it grows dark
Jist when the guidman’s sitting doon
and new-hame frae his wark.
Syne I’ll tak out my muckle dish
and stap it fu’ o’ meal
And say, “Guidwife, gin ye gie me bree,
I winna seek you kail”.
And maybe the guidman will say,
“Puirman, put up your meal
You’re welcome to your brose (4) the nicht, likewise your breid and kail”.
If there’s a wedding in the toon,
I’ll airt me to be there
And pour my kindest benison
upon the winsome pair.
And some will gie me breid
and beef and some will gie me cheese
And I’ll slip out among the folk
and gather up bawbees (5).
Traduzione italiano Cattia Salto
A mendicare andrò, andrò,
a mendicare andrò
Di tutti i mestieri che un uomo può fare, il mendicante è il migliore
perchè quando un mendicante è stanco si può fermare e riposare.
Per prima cosa prenderò una bisaccia
fatta di cuoio
e conterrà due staia
con un posto per carne e pane.
Prima di andare via
mi farò crescere la barba lunga
e non mi taglierò le unghie
perchè il mendicante le porta lunghe.
(Andrò a cercare un grassa cuoca
e comprerò da lei un cappello
con la falda di due o tre pollici
tutto scintillante di grasso.)
E andrò da un tornitore
e gli chiederò di farmi una scodella
che possa contenere tre mezze pinte
perchè non posso fare con meno.
E mi cercerò un riparo
prima che cada il buio
– quando ogni brav’uomo è rientrato a casa, di nuovo a casa dal lavoro.
Poi tirerò fuori il mio grande piatto
e lo riempirò di farina d’avena
e dico “Buona donna, se mi date del brodo, non vi chiedo del cavolo”
E forse il padrone di casa dirà
“Poveruomo, metti da parte la tua farina, saluta il tuo brose di stasera
come pure il pane e cavolo”
Se ci sarà un matrimonio in città
mi recherò là
ed elargirò la mia più cara benedizione
su quella bella coppia.
E qualcuno mi darà il pane
e manzo e qualcuno mi darà del formaggio e mi aggirerò tra la gente
a raccogliere delle monetine

NOTE
1) unità di misura scozzese
2) il senso della frase mi sfugge
3) vecchia misura scozzese per liquidi equivalente e mezza pinta
4) il brose è il porrige preparato alla maniera scozzese. Se ho capito bene il senso del discorso , il mendicante chiede alla padrona di casa un po’ di brodo caldo per prepararsi il suo brose a base di farina d’avena, ma il padrone di casa lo invita a mangiare alla sua tavola cibi ben più sostanziosi
5) bawbees: half pennies

LA VERSIONE INGLESE

E’ la versione del Lancashire riportata in “Folk Songs of Lancashire” (Harding 1980). Leggiamo nelle note ” This version was collected from an old weaver in Delph called Becket Whitehead by Herbert Smith and Ewan McColl.”
ASCOLTA Ewan McColl


I
Of all the trades in England,
a-beggin’ is the best
For when a beggar’s tired,
he can sit him down to rest.
And to a begging I will go,
to the begging I will go
II
There’s a poke (1) for me oatmeal,
& another for me salt
I’ve a pair of little crutches,
‘tha should see how I can hault
III
There’s patches on me fusticoat,
there’s a black patch on me ‘ee
But when it comes to tuppenny ale (2),
I can see as well as thee
IV
My britches, they are no but holes,
but my heart is free from care
As long as I’ve a bellyfull,
my backside can go bare
V
There’s a bed for me where ‘ere I like,
& I don’t pay no rent
I’ve got no noisy looms to mind,
& I am right content
VI
I can rest when I am tired
& I heed no master’s bell (3)
A man ud be daft to be a king,
when beggars live so well
VII
Oh, I’ve been deef at Dokenfield (4),
& I’ve been blind at Shaw (5)
And many the right & willing lass
I’ve bedded in the straw
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Di tutti i mestieri in Inghilterra
il mendicante è il migliore
perchè quando un mendicante è stanco si può fermare e riposare
A mendicare andrò,
a mendicare andrò
II
Ho una tasca per la farina d’avena
e un’altra per il sale
ho un paio di stampelle, dovreste vedere come riesco a zoppicare!
III
Ci sono toppe sul mio cappotto frusto e una toppa nera sul mio occhio ma quandosi tratta di birra da due penny, riesco a vedere bene quanto te!
IV
I miei pantalono non hanno che buchi
ma il mio cuore è libero dall’affanno
finchè ho la pancia piena
il mio fondoschiena può andare nudo
V
C’è un letto per me ovunque mi piaccia
e non pago l’affitto
non ho pensieri fastidiosi in testa
e sono proprio contento
VI
Mi riposo quando sono stanco
e non ascolto la campana del padrone
è da pazzi voler essere un re 
quando i mendicanti vivono così bene!
VII
Sono stato sordo a Dokenfield
e sono stato cieco a Shaw
e più di una ragazza ben disposta
ho portato a letto nella paglia

NOTE
1) poke è in senso letterale un sacchetto ma in questo contesto vuole dire pocket
2) tippeny ale è la birra a buon mercato bevuta normalmente dalla gente comune
2) non ha un padrone o un principale da cui correre appena sente suonare il campanello/sirena
3) Dukinfield è una cittadina nella Grande Manchester
4) Shaw and Crompton, detta comunemente Shaw è una cittadina industriale nella Grande Manchester

LA VERSIONE IRLANDESE: The Beggarman’s song

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/i-did-in-my-way-.html
http://www.spiersfamilygroup.co.uk/Tae%20the%20Beggin%20I%20will%20go.pdf
https://tullamore.band/track/1238160/tae-the-beggin-maid-behind-the-bar
https://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/thebeggingsong.html
http://www.celticlyricscorner.net/oldblinddogs/tothe.htm
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=49513&lang=it
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=82650
http://www.tobarandualchais.co.uk/gd/fullrecord/60319/9
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/126.html
http://www.kitchenmusician.net/smoke/beggin.html

JOIN THE BRITISH ARMY

Charles Green: la ragazza lasciata indietro 1880 Soldati che si imbarcano per le guerre napoleoniche
Charles Green: la ragazza lasciata indietro 1880
Soldati che si imbarcano per le guerre napoleoniche

Tra le irish rebel song di non precisata data che viene fatta risalire all’epoca vittoriana e alle barrak songs (i canti da caserma) “Join the British Army”, lungi dall’essere un’esortazione all’arruolamento, è stata riportata in auge nel canto folk di protesta degli anni 60 da Ewan McColl, il quale ne fece una popolare versione ripresa dagli interpreti successivi.
La canzone è irriverente e accosta i bravi soldatini inglesi a tante scimmie ammaestrate
Toora loora loora loo
sembrano le scimmie dello zoo…

E ognuno che la canta ci mette del suo..

La melodia è ripresa  da un titolo scozzese “The Lass O’ Killiecrankie” con la quale condivide  la prima strofa e parte del ritornello
La Lass O’ Killiecrankie inizia con:
When I was young I used to be
As fine as a lad as you could see
the Prince of Wales invited me
To come and join his army
Il ritornello però non fa menzione delle scimmie allo zoo
Too ra loo ra loo ra loo
She’s as sweet as honeydew
Too ra loo ra loo ra loo
The Lass from Killiecrankie

Il testo prosegue poi con tutte altre amenità rivolte alla bella in questione. Da ascoltare in una versione che più vintage non si può Harry Lauder – The Lass O’ Killiecrankie (1904)

Ma ritorniamo alla irish rebel song , volendo tracciare un percorso possiamo considerarla il contro altare della canzone “Over the Hills and Far Away” pubblicata da Thomas D’Urfey nella sua raccolta “Pills to Purge Melancholy” (1706) (canzone che circolava già alla fine del 1600..) e di strada ne ha fatta parecchia per finire rimaneggiata anche ai giorni nostri.. con il titolo US ARMY

THE BRITISH ARMY

ASCOLTA Ronnie Drew


I
When I was young I used to be
As fine a man as ever you’d see
Til the Prince of Wales he said to me:
“Come and join the British army”
CHORUS
Toora loora loora loo,
they’re looking for monkeys up at the zoo
And I: “If I had a face like you,
I’d join the British army”
II
Sarah Conlon baked a cake,
‘twas all for poor oul Slattery’s sake
She threw herself into the lake,
pretending she was barmy
III
Corporal Daly went away,
his wife got in the family way
And the only thing that she could say,
was: “BIP the British army”
IV
Corporal Kelly’s a terrible drought,
just give him a couple of jars of stout
And he’ll beat the enemy with his mouth and save the British army
V
Kilted soldiers wear no drawers,
won’t you kindly lend them yours
The rich must always help the poor
to save the British army
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto, come pochi se ne vedono
finchè il principe del Galles mi disse:
‘Vieni ed unisciti all’Esercito inglese’
CORO
Toora loora loora loo
sembrano le scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’Esercito inglese!”.

II
Sara Conlon preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero vecchio Slattery
che si gettò nel lago
immaginando di essere impazzita
III
Caporale Daly (1) se ne andò
sua moglie restò incinta (2)
e la sola cosa che potesse dire
era “BIP l’Esercito inglese”
IV
Caporale Kelly ha una sete terribile
dategli solo un paio di bicchieri di stout
e sconfiggerà il nemico a morsi
per salvare l’Esercito inglese
V
I soldati in kilt non hanno le mutande
vorreste gentilmente prestargli le vostre?
I ricchi devono sempre aiutare i poveri
per salvare l’esercito inglese

NOTE
1) i soldati che la cantavano mettevano i nomi dei loro sottoufficiali da prendere in giro
2) espressione idiomatica

COME AND JOIN THE BRITISH ARMY

ASCOLTA i Dubliners (voce Luke Kelly) in More of the Hard Stuff 1967 con delle strofe leggermente diverse


I
When I was young I used to be
As fine a man as ever you’d see
Til the Prince of Wales he said to me:
“Come and join the British army”
CHORUS
Toora loora loora loo,
they’re looking for monkeys up at the zoo
“If I had a face like you,
I’d join the British army”

II
Sarah Comden baked a cake,
‘twas all for poor oul Slattery’s sake
She threw meself into the lake,
pretending I was barmy
CHORUS
Toora loora loora loo
What make me mind up what to do?
Now I’ll work me ticket home to you
And …. the British army

III
Sergent Heeley went away,
his wife got in the family way
And the only words that she could say,
was: “Blame the British army”
CHORUS
Toora loora loora loo
Me curse upon the Labour too (blu) (3)
That took me darling boy from me
To join the British army
IV
Corporal Sheen’s a turn o’ the ‘bout,
just give him a couple of jars of stout
He’ll bake the enemy with his mouth
and save the British army
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto,
come pochi se ne vedono
finchè il principe del Galles mi disse:
‘Vieni ed unisciti all’esercito inglese’
CORO
Toora loora loora loo
sembrano delle scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’Esercito inglese!”.
II
Sara Comden preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero vecchio Slattery
lei mi gettò nel lago
immaginando che ero impazzito
CHORUS
Toora loora loora loo

che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito inglese
III
Il Sergente Heeley (1) se ne andò
sua moglie restò incinta (2)
e la sola cosa che potesse dire
era “E’ colpa dell’esercito inglese”
CHORUS
Too ra loo ra loo ra loo,
maledetti i Laburisti (3)
hanno portato via il mio amato ragazzo
che si è arruolato nell’esercito inglese
IV
Caporale Sheen si fa due passi (4)
dategli solo un paio di bicchieri di stout
farà del nemico un sol boccone (5)
per salvare l’esercito inglese

NOTE
3) “Labour-broo” anche scritto come brew o blu o too nelle note di MacColl “The reference to the “Labour-broo” (the Unemployment Exchange) in the refrain of the third stanza suggests that the song continued to grow during the 1920s.”
4) potrebbe anche voler dire “si guarda intorno”
5) l’unica frase sensata per una traduzione

FUCK THE BRITISH ARMY

Mentre i Dubliners la bippano gli Irish Rovers se ne infischiano altamente
ASCOLTA Irish Rovers

la versione testuale riportata è solo una parte di quanto cantato.


I
When I was young I used to be
as fine a man as ever you’d see;
The Prince of Wales, he said to me,
“Come and join the British army.”
Too ra loo ra loo ra loo,
they’re looking for monkeys up in the zoo “
If I had a face like you,
I would join the British army.
II
Sarah Camdon baked a cake;
it was all for poor old Slattery’s sake.
I threw meself into the lake,
pretending I was balmy.
III
Corporal Duff’s got such a drought,
just give him a couple of jars of stout;
He’ll kill the enemy with his mouth
and save the British Army.
Too ra loo ra loo ra loo,
Me curse is on the Labour crew 
They took your darling boy from you
to join the British army.
……
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto,
come pochi se ne vedono
finchè il principe del Galles mi disse
‘Vieni ed unisciti all’esercito inglese’
Toora loora loora loo
sembrano delle scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’esercito inglese!”.
II
Sara Camdon preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero vecchio Slattery
mi gettò nel lago
immaginando che fossi pazzo
III
Caporale Duff ha una sete terribile
dategli solo un paio di bicchieri di stout
e sconfiggerà il nemico a morsi
per salvare l’esercito inglese
Too ra loo ra loo ra loo,
maledetti i Laburisti
hanno portato via il vostro amato ragazzo
che si è arruolato nell’esercito inglese

US ARMY

I Booze Brothers ne hanno fatto una versione USA con il titolo “US Army” attualizzata, modificando ovviamente i personaggi ed ecco che il Principe del Galles diventa il presidente Bush e viene tirata in ballo Sarah Palin.

I
When I was young I used to be,
A finer man who e’er ya see,
Then President Bush came up to me,
Join the US Army
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
They’re lookin for monkeys up the zoo,
Says I if Id have a face like you,
I’d join the US Army
II
Sarah Conner baked a cake,
It’s all for poor slattery’s sake,
She threw meself into the lake,
Pretendin’ I was barmy,
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
I’ve made me mind with what to do,
I’ll work me ticket home to you,
And f*ck The US Army,
III
When I lived on to fight away,
Her wife got in the family way,
The only thing that she could say,
Was blame the US Army,
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
Me curse upon the labour blue,
That took my darlin boy from me,
To join the US Army,
IV
Sarah Palin(7) buy her way,
……………….
……………………
To save the US Army
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
I’d made up me mind on what to do,
I’ll work my ticket home to you,
And f*ck the US Army,
V
When I was young I had a twist,
For punchin raqi’s with me fist,
Though I thought I might enlist,
And join the US Army,
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
I’d made up me mind on what to do,
I’ll work my ticket home to you,
And f*ck the US Army,
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto,
come pochi se ne vedono
finchè il presidente Bush venne da me:
‘Unisciti all’esercito americano’
Toora loora loora loo
sembrano delle scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’esercito americano!”.
II
Sara Conner preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero Slattery,
mi gettò nel lago
immaginando che fossi pazzo
Toora loora loora loo
che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito americano
III
Allora continuavo a combattere
e sua moglie restò incinta (2)
e la sola cosa che potesse dire
era maledire l’esercito americano
Too ra loo ra loo ra loo,
maledetti i Laburisti
hanno portato via mio amato ragazzo
che si è arruolato nell’esercito americano
IV
Sarah Palin si comprò la salvezza
……………….
………………….
per salvare l’esercito americano
Toora loora loora loo
che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito americano
V
Quando ero giovane avevo
la smania di tirare cazzotti (6)
e pensai che potevo iscrivermi
e arruolarmi nell’esercito americano
Toora loora loora loo
che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito americano

NOTE
6) uno che faceva a pugni fin da ragazzino
7) Sarah Louise Heath coniugata Palin diventata governatrice dell’Alaska nel 2006 (Wiki)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=618
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=31758
http://www.irish-folk-songs.com/the-british-army-chords-and-lyrics.html
http://mysongbook.de/msb/songs/b/britishar.html
http://www.metrolyrics.com/join-the-british-army-lyrics-dubliners.html
https://www.musixmatch.com/it/testo/Booze-Brothers/Us-Army
http://www.traditionalmusic.co.uk/song-midis/Join_the_British_Army.htm

JACK OF ALL TRADES

“a volte, il domani arriva impregnato di denaro e sangue,
qui abbiamo resistito alla siccità, ora resisteremo all’alluvione
so fare tutti i mestieri, ce la caveremo”
Queste sono le strofe della versione “springsteeniana” di una ballata inglese/irlandese che affonda le radici in epoca elisabettiana, ed è stata pubblicata più volte nell’ottocento come street song nei fogli volanti distribuiti per le strade delle principali cittadine della Gran Bretagna e dell’Irlanda. La versione di Bruce Springsteen risale al 2012 ed in comune con testo e melodia della versione tradizionale ha solo il titolo, ma di certo può aver preso lo spunto proprio da quella.

JACK OF ALL TRADES

Il messaggio della canzone si presta a molteplici letture e risuona in modo diverso a seconda di chi l’ascolta, della sua età o del ceto sociale, in ultima analisi del vissuto; tutti ci interroghiamo sul senso della vita, sul perchè ci troviamo nel mondo, ognuno abbraccia un credo religioso, filosofico o politico e  prende delle decisioni che influiranno sulla vita degli altri. Molti alla fine si lasciano vivere, incasellati in un ruolo, per assolvere a una funzione, a partire da quella biologica; ma quali sono le nostre scelte?
E soprattutto quanto CI COSTA fare una scelta?
In quest’epoca sono in aumento le persone che decidono drasticamente di cambiare vita, hanno chiuso il conto in banca, rinunciando al possesso del denaro e delle cose materiali superflue, per vivere fuori dalla logica del mercato capitalistico; in opposizione ad una società basata sullo spreco e lo spregio delle risorse, sul valore dell’uomo misurato dal  successo economico,  c’è chi torna alla natura con l’autoproduzione e il baratto o chi lavora fuori dagli schemi per diffondere la sharing economy e la collaborazione.   continua

ALL YOU NEED IS LOVE

Eppure non si tratta solo di ingegnarsi nel “fai-da-te” il messaggio è chiaro, veicolato dall’immagine di Gesù Cristo (che tra gli americani fa ancora presa): l’amore.
Perchè l’unico vero imperativo morale dell’insegnamento di Gesù è “fate i bravi”  (A volte ritorno di John Niven, titolo originale The Second Coming 2011)
« Insomma, la Bibbia è quasi tutta una scemenza, ma non c’è altro modo per dirlo, ragazzi… voi non sapete quello che fate. Però cercate di ricordarvi questo: fate i bravi. »

Nel libro di John Niven Gesù Cristo viene rimandato sulla terra, e nei panni di un musicista manda il suo messaggio al mondo..anteprima-a-volte-ritorno-di-john-niven-L-yQYgxO

Il padreterno è incantato.
Dio è prima di tutto un creatore e la cosa che piú lo rende orgoglioso delle Sue creature è di vederle all’opera nel piú divino dei gesti: quello di dare vita a qualcosa dal niente. Questa canzone: tre-quattro accordi e una manciata di parole, un piacere sublime da una cosa tanto semplice. I suoi occhi scivolano verso lo schermo di un portatile che luccica in un angolo della scrivania, un’antologia di citazioni di sedicenti leader religiosi. A dirla tutta, un compendio di bile, invettive, odio e istigazione all’odio, ed è quest’ultimo che piú lo fa infuriare. E invece l’idea è passata. Se l’erano venduta, cazzo: milioni di esseri umani erano convinti che gli omosessuali non avrebbero mai visto il volto di Dio. O quelli che fornicavano con piú di una persona. I tossicomani. I giocatori d’azzardo. I non battezzati. I blasfemi. I non credenti.
Che fine aveva fatto il sense of humour in tutto questo fanatismo? Ogni angolo del paradiso riecheggia di risate. La gente non fa che sghignazzare. Là fuori nell’ufficio principale, dov’era sempre venerdí pomeriggio, l’ultima spassosa battuta era sempre sulle labbra di tutti. Era una delle prime cose a essere insegnata alle anime salve ma prive di spirito: il senso dell’umorismo. Quel momento fatidico in cui si levavano il prosciutto dagli occhi e il mondo esplodeva in technicolor, quando tutti quelli che di norma aggrottavano la fronte e dicevano «Non l’ho capita» finalmente la capivano. Impagabile. John Niven, A volte ritorno 

Non che la versione di Springsteen sia una canzone umoristica, piuttosto è un gospel, con quella tromba nel mezzo che sembra una marcia funebre, la citazione  è piuttosto un invito a leggere il libro di Niven (e mi piace immaginare che Bruce lo abbia fatto) (un’ottima recensione qui).

ASCOLTA
Bruce Springsteen Wrecking Ball 2012 , splendido il video di Luigi Mariano


I
I’ll mow your lawn,
clean the leaves out’ your drain
I’ll mend your roof,
to keep out the rain
I take the work
that God provides
I’m a jack of all trades,
honey we’ll be all right
II
I’ll hammer the nails,
I’ll set the stone
I’ll harvest your crops,
when they’re ripe and grown
I’ll pull that engine apart,
and patch’er up ’til she’s running right
I’m a jack of all trades,
we’ll be all right
III
The hurricane blows,
brings the hard rain
When the blue sky breaks
It feels like the world’s gonna change
And we’ll start caring for each other
Like Jesus said that we might
I’m a jack of all trades,
we’ll be all right
IV
The banker man grows fat,
working man grows thin
It’s all happened before
and it’ll happen again
It’ll happen again,
yeah they’ll bet your life
I’m a jack of all trades,
darling we’ll be all right
V
Now sometimes tomorrow
comes soaked in treasure and blood
We stood the drought,
now we’ll stand the flood
There’s a new world coming,
I can see the light
I’m a jack of all trades,
we’ll be all right
VI
So you use what you’ve got
and you learn to make do
You take the old,
you make it new
If I had me a gun,
I’d find the bastards and shoot ’em on sight(1)
I’m a jack of all trades,
we’ll be all right
Traduzione italiano di Riccardo Venturi
I
Ti falcerò il prato,
ripulirò lo scolo dalle foglie,
ti aggiusterò il tetto
perché non ci entri la pioggia
prenderò il lavoro
che Dio vorrà dare,
sono un tuttofare,
tesoro, ci andrà tutto bene
II
Pianterò i chiodi
e metterò a posto la lastra di pietra
ti mieterò i campi
quando sono maturi,
metterò da parte quella macchina
e la raccomoderò finché non andrà bene, sono un tuttofare,
ci andrà tutto bene
III
Soffia l’uragano
e porta pioggia a dirotto,
quando spunta il cielo azzurro
sembra che il mondo cambi, cominceremo a curarci l’uno dell’altro
come Gesù disse che si poteva fare,
sono un tuttofare,
ci andrà tutto bene.
IV
Il banchiere ingrassa,
il lavoratore dimagrisce,
è già successo prima
e succederà ancora
succederà ancora, sí,
si giocheranno la tua vita a scommesse, sono un tuttofare,
tesoro, ci andrà tutto bene
V
Ora, a volte, il domani
arriva impregnato di denaro e sangue, qui abbiamo resistito alla siccità,
ora resisteremo all’alluvione
c’è un mondo nuovo che viene,
vedo la luce,
sono un tuttofare,
ci andrà tutto bene
VI
E così adoperi quel che hai,
e impari a farlo bastare
prendi quel che è vecchio
e lo rendi nuovo.
Se avessi una pistola,
troverei quei bastardi e gli sparerei a vista,(1)
sono un tuttofare,
ci andrà tutto bene 

NOTE
1) apparentemente Springsteen non è un pacifista; ma nel contesto della canzone vuol dire: meglio controllare la liberalizzazione delle armi perchè il possesso di un’arma non è la soluzione! 

VIVERE-SENZA-SOLDI3

LA VERSIONE INGLESE

Di tutt’altro tenore la ballata ottocentesca inglese intitolata “Jack of All Trades” che ha una versione per ogni città: Londra, Dublino, Birmingham, Nottingham. Probabilmente risale all’epoca elisabettiana e con il titolo di “Jolly Jack of All Trades” (qui) compare come broadside ballad a Londra nel 1686-8, ed è così sottotitolata
“Jolly Jack of all Trades, OR, The Cries of London City. Maids where are your hearts become, look you what here is? Betwixt my Finger and my Thumb, look ye what here is? To a pleasant new Tune, “Or a begging we will go”.

ASCOLTA sulla melodia “A-Begging We Will Go”

Anche Thomas D’Urfey in ‘Pills to Purge Melancholy‘ (1719-20) raccoglie una ballata dal titolo “The Jolly Trades-men” o “Sometimes I am a Tapster“, ma la versione che si è diffusa negli anni del folk revival è quella registrata da The Critics Group (sotto la direzione di Ewan MacColl) nel 1966 nell’album “Sweet Thames Flow Softly”.

ASCOLTA Ewan McColl  “Gypsy Jack Of All Trades”
(inizia da 19:27)

LA VERSIONE IRLANDESE

Popolare street ballad dublinese nei primi decenni del Novecento la cui versione testuale riprende le pubblicazioni nelle broadside ballads degli anni 1860. Una mappa di Dublino vista attraverso le opportunità di lavoro che ogni zona poteva offrire, ma anche un modo gergale per indicare attività illegali e/o dalla dubbia moralità che si praticavano nei quartieri più degradati.

ASCOLTA The Dubliners

The Chieftains in Water from the well 2000 (strofe I, II)


I
I am a roving sporting blade,
they call me Jack of all trades
I always found my chief delight(1)
in courting pretty fair maids
For when in Dublin I arrived
to try for a situation
I always heard them say
“it was the pride of all the nation(2)”
On George’s Quay I first began,
I there became a porter
Me and my master soon fell out
which cut my aquaintance shorter
In Sackville Street a pastry cook,
in James’ Street a baker
In Cook Street I did coffins make,
in Eustace Street a preacher
CHORUS
I’m a roving Jack of many a trade
Of every trade, of all trades
And if you wish to know my name
They call me Jack of all trades
II
In Baggot Street I drove a cab
and there was well required
In Francis Street had lodging beds
to entertain all strangers
For Dublin is of high renown,
or I am much mistaken
In Kevin Street I do declare
sold butter eggs and bacon
In Golden Lane I sold old shoes,
in Meath Street was a grinder
In Barrack Street I lost my wife,
and I’m glad I ne’er could find her
In Mary’s Lane I’ve dyed old clothes
of which I’ve often boasted
In that noted place Exchequer Street sold mutton ready roasted
III
In Temple Bar(3) I dressed old hats,
in Thomas Street a sawyer
In Pill Lane I sold the plate,
in Green Street an honest lawyer
In Plunkett Street I sold cast clothes,
in Bride’s Alley a broker
In Charles Street I had a shop,
sold shovel, tongs and poker(4)
In College Green a banker was,
and in Smithfield, a drover
In Britain Street, a waiter
and in George’s Street, a glover
On Ormond Quay I sold old books;
in King Street, a nailer
In Townsend Street, a carpenter;
and in Ringsend, a sailor.
IV
In Cole’s Lane, a jobbing butcher;
in Dane Street, a tailor
In Moore Street a chandler
and on the Coombe, a weaver.
In Church Street, I sold old ropes-
on Redmond’s Hill a draper
In Mary Street, sold ‘bacco pipes-
in Bishop street a quaker.
In Peter Street, I was a quack:
In Greek street, a grainer
On the Harbour, I did carry sacks;
In Werburgh Street, a glazier.
In Mud Island, was a dairy boy,
where I became a scooper
In Capel Street, a barber’s clerk;
In Abbey Street, a cooper.
V
In Liffey street had furniture
with fleas and bugs I sold it
And at the Bank a big placard
I often stood to hold it(5)
In New Street I sold hay and straw, and in Spitalfields made bacon
In Fishamble Street was at the grand
old trade of basketmaking(6).
In Summerhill a coachmaker;
in Denzille Street a gilder
In Cork Street was a tanner,
in Brunswick Street, a builder,
In High Street, I sold hosiery;
In Patrick Street sold all blades
So if you wish to know my name,
they call me Jack of all Trades.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sono un giramondo, lama gaudente,
e mi chiamano Jack Tuttofare.
Ho sempre provato sommo piacere (1)
a corteggiare le giovani fanciulle;
così quando arrivai a Dublino
per cercare una sistemazione
li ho sempre sentiti dire
“Era l’orgoglio di ogni nazione (2)”.
Incominciai a George’s Quay
dove divenni un facchino,
io e il mio capo presto litigammo,
il che rese la mia permanenza più breve, in Sackville Street (ero) un pasticcere e in James’ Street un panettiere, in Cook Street facevo bare e in Eustace Street predicavo
CORO
Sono il giramondo Jack dai molti mestieri, di ogni mestiere,
di tutti i mestieri, e se vuoi sapere come mi chiamo, sono Jack il tutto fare
II
In Baggot Street guidavo carrozze
ed ero ben richiesto,
in Francis Street affittavo posti-letto per tutti i forestieri,
perchè Dublino è molto rinomata
o (sono) io che mi sbaglio.
In Kevin Street devo dire che
vendevo burro uova e pancetta
In Golden Lane scarpe vecchie,
in Meath Street ero un arrotino
In Barrack Street ho perso mia moglie, e sono contento di non averla mai ritrovata, In Mary’s Lane ho tinto i vecchi vestiti di cui andavo fiero,
nel noto posto di Exchequer Street vendevo montone arrosto
III
In Temple Bar(3) indossavo vecchi cappelli, in Thomas Street ero un falegname, in Pill Lane vendevo piatti, in Green Street ero un avvocato onesto, In Plunkett Street vendevo abiti usati,
in Bride’s Alley ero un allibratore
In Charles Street avevo un negozio,
vendevo paletta, pinze e scopino(4)
In College Green ero un banchiere
e in Smithfield ero un mandriano,
In Britain Street ero un cameriere
e a George’s Street, un guantaio
in Ormond Quay vendevo vecchi libri, in King Street ero un pianta-chiodi, In Townsend Street un carpentiere e in Ringsend un marinaio
IV
In Cole’s Lane un macellaio occasionale; in Dane Street un sarto,
in Moore Street un venditore di candele e nel Coombe un tessitore, in Church Street un robivecchi e in Redmond’s Hill un commerciante di stoffe
In Mary Street vendevo tabacco per pipa, in Bishop street ero un quacchero, In Peter Street ero un ciarlatano, e in Greek street uno che immagazzinava il grano,
al Porto portavo sacchi
in Werburgh ero vetraio
In Mud Island ero il casaro
dove divenni un dosatore
In Capel Street il garzone del barbiere,
In Abbey Street un bottaio.
V
In Liffey street avevo mobili
e li vendevo con cimici e pulci
e al Bank spesso tenevo un grosso cartello(5)
In New Street vendevo berretti e pagliette
e in Spitalfields facevo la pancetta,
In Fishamble Street ero nel grande vecchio mercato dei cestai(6)
In Summerhill facevo l’allenatore,
in Denzille Street l’indoratore
In Cork Street ero un conciatore,
in Brunswick Street un costruttore
In High Street vendevo calze
In Patrick Street spade,
così se volete sapere il mio nome,
sono Jack tutto fare

NOTE
1) oppure I always take a great delight
2) leggera variazione della strofa
“So when in Dublin I arrive, to look for a situation,
you can always hear them all say “He’s the pride of all the nation”
così nella prima versione quell’it è riferito alla città, nella seconda a Jack
3) Temple Bar è oggi il quartiere degli artisti di strada centro della vita notturna dublinese (per turisti), l’originario nucleo medievale di Dublino sede di corporazioni e artigiani, famigerato per i suoi bordelli e le sue bettole
4) sono gli accessori per i caminetti o le stufe a legna
5) uomo sandwich
6) con il termine “old trade of basketmaking” si allude ai tenutari di bordelli o equivale a prostituirsi o di darci dentro con il sesso- Il significato è più propriamente settecentesco; mentre nell’ottocento diventa l’equivalente di fare il borseggiatore o rubare. Così secondo il codice dell’epoca Jack si dava al furto con destrezza mentre si trovava in Fishamble Street (luogo di mercato del pesce nel Medioevo)

THE STREETS OF LONDON (Jack Of All Trades)

Questa versione testuale risale al 1955 ed è stata scritta da John Hasted (1921-2002) il fisico atomico ‎e musicista con la passione per le folksong: è evidentemente un arrangiamento della versione irlandese “Dublin Jack Of All Trades”

ASCOLTA Roy Bailey (Leon Rosselson e Martin Carthy chitarre) in  ‘That’s Not The Way It’s Got To Be’ 1975


I
I’m a roving blade of many a trade.
I’ve every trade and all trades.
And if you want to know my name,
then call me Jack of all trades.
I’d often heard of London town,
the pride of every nation.
At twenty-one it’s here
I’ve come to try for a situation.
II
In Covent Garden(1) I began
and there I was a porter.
My boss and I we soon fell out
which made acquaintance shorter.
Then I drove a number 46
from Waterloo to Wembley,
Where I became an engineer
on aeroplane assembly. ‎
III
In Charlotte Street I was a chef,
in Stepney Green a tailor,
But very soon they laid us off,
so I became a sailor.
In Rotherhithe a stevedore,
in Gray’s Inn Road a grinder.
On Hampstead Heath I lost my wife,
it’s sad but I could never find her. ‎
IV
In Downing Street I was a lord.
In Denmark Street I made songs.
In every street and all streets
with my banjo I played songs(2).
In Harley Street I was a quack,
in Turnham Green a teacher,
On Highbury Hill(3) a half-back,
and on Primrose Hill a preacher.
‎V
In Gower Street I’d furniture.
With fleas and bugs I sold it.(4)
In Leicester Square a big white card
I often stood to hold it.
By London Bridge I’d lodging beds
for all who made their way there,
For London is of high renown
and Scotsmen often stay there.
VI
I’m a roving blade of many a trade.
I’ve every trade and all trades.
And if you want to know my name,
then call me Jack of all trades.
I’ve tried my hand at everything
from herringbones to hat pegs,
But I can raise my head
and say I’ve never been a blackleg(5).
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sono un giramondo dai molti mestieri,
ed ha imparato ogni mestiere,
e se volete sapere il ‎mio nome,
mi chiamano Jack Tuttofare.
Ho sentito parlare spesso della città di Londra, l’orgoglio di ogni nazione,
a 21 anni ci sono andato per cercare una sistemazione.
II
Incominciai a Covent Garden(1)
dove divenni facchino,
io e il mio capo presto litigammo, il che rese la mia permanenza più breve,
poi guidai il bus numero 46
da Waterloo a Wembley,
dove divenni un assemblatore
di pezzi di aeroplano
III
In Charlotte Street ero un cuoco,
in Stepney Green un sarto,
ma molto presto mi licenziarono
così divenni un marinaio.
In Rotherhithe ero uno scaricatore
in Gray’s Inn Road un arrotino
In Hampstead Heath persi mia moglie, è triste ma non l’ho più ritrovata
IV
In Downing Street ero un signore,
in Denmark Street facevo canzoni,
in ogni strada e per tutte le strade suonavo canzoni con il mio banjo(2)
In Harley Street ero un ciarlatano,
in Turnham Green un insegnante,
su Highbury Hill(3) un mediano
e in Primrose Hil un predicatore.
V
In Gower Street vendevo mobili
li vendevo con pulci e cimici(4),
In Leicester Square facevo l’uomo sandwich
per London Bridge affittavo letti
a tutti coloro che ci capitavano,
perchè Londra è molto rinomata
e gli scozzesi spesso ci stanno.
VI
Sono un giramondo dai molti mestieri,
ed ha imparato ogni mestiere.
E se volete sapere il ‎mio nome,
mi chiamano Jack Tuttofare.
E so fare davvero di tutto,
dal tessuto a spina di pesce agli attaccapanni,
ma sono fiero di dire
che non sono mai stato un crumiro(5)

NOTE
1) la piazza al centro di Covent Garden è stata la sede di un grosso mercato ortofrutticolo
2) è un riferimento autobiografico dell’autore suonatore di banjo e chitarra oltre che cantante
3) ad Highbury c’era l’Arsenal Stadium lo stadio della squadra di calcio Arsenal
4) si trattava evidentemente di mobilia usata (mercatino delle pulci)
5) John Hasted era un marxista iscritto al partito comunista: il crumiraggio era per lui il peggiore dei mali, in quanto infrangeva la solidarietà di classe, premessa per la conquista di condizioni di vita migliori

FONTI
http://www.einaudi.it/speciali/John-Niven-A-volte-ritorno
http://ebba.english.ucsb.edu/ballad/21924/transcription http://ebba.english.ucsb.edu/ballad/21924/xml http://www.gutenberg.org/files/33404/33404-h/music/music091.pdf http://ballads.bodleian.ox.ac.uk/search/title/Jack%20of%20all%20trades
http://auspace.athabascau.ca/bitstream/2149/1660/ 1/transatlantic_troubadours.pdf
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=71305 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16801 http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=41623
http://babelstone.blogspot.it/2006/06/ grand-old-trade-of-basket-making.html

THE FALSE BRIDE: LA VERSIONE SCOZZESE

La ballata della “Falsa Sposa” ovvero il tema dell’amore non corrisposto, risale sicuramente al 1600 ed è stata cantata un po’ per tutte le Isole Britanniche per secoli seguendo i canali della tradizione orale, la stampa nelle broadside ballads e nelle collezioni di arie tradizionali, sfaccettandosi in diverse versioni e anche arrangiamenti melodici. Solo all’inizio del XX secolo la ballata sembra essere passata di moda e relegata nelle “old Folk songs”, tuttavia in alcune sue varianti è stata recuperata durante il folk revival degli anni 60-70 e anche in più recenti registrazioni.
Si rimanda alla dettagliata ricerca di Jürgen Kloss sui testi e le melodie (vedi) limitando l’analisi alle versioni selezionate per l’ascolto.

LA MELODIA

I primi testi risalgono alla metà del 1600 in una ballata dal titolo “The Forlorn Lover” (Douce Ballads 1(83a) Bodleian Library), in italiano “l’amante disperato o abbandonato”. La melodia riprende “Love Is The Cause Of My Mourning” dall’Atkinson Manuscript (1694/95 ) molto diffusa come aria per violino nel Nothumberland (vedi)
Tra il 1700 e il 1800 si ritrovano diverse canzoni sia in Inghilterra che Scozia che riprendono e sviluppano sempre lo stesso tema approdato alla fine anche in Irlanda (The Forlorn Lovers in Patrick Kennedy Banks Of Boro. A Chronicle Of The County Of Wexford 1867).

ASCOLTA dall’Orpheus Caledonius di William Thomson (1725) forse il modello originario dai quali sono derivate le altre ballate.

VERSIONE SCOZZESE: I ONCE LOVED A LASS

Come commentato da Ewan McColl nelle note allegate all’album (vedi) le canzoni degli amanti abbandonati sono abbastanza comuni in Scozia, e per lo più sono soffuse di ironia, piuttosto che di tragedia. Non questa però in cui l’amante, dopo aver partecipato al matrimonio della sua ex-fidanzata, si sdraia nella tomba per cercare la morte. Jürgen Kloss colloca la versione tra il 1850 e il 1885 in area scozzese: la prima strofa è un po’ un frullato testuale di diverse versioni comparse in stampa dai primi broadside seicenteschi alle collezioni ottocentesche; la seconda strofa è quella più antica che è presente un po’ in tutte le varianti del tema, anche con titoli diversi; mentre la terza strofa sembra essere un’aggiunta più recente, come pure anche la ripetizione in terza persona dell’ultimo verso che è proprio delle versioni scozzesi. Le strofe sono senza ritornello, ma nelle prime tre strofe l’ultimo verso “she’s gaun to be wed till anither” svolge tale funzione.

Notevoli  e numerose le registrazioni sia da parte di formazioni scozzesi che inglesi.

ASCOLTA Ewan McColl in Classic Scots Ballads, 1956

ASCOLTA Pentangle con la voce di Bert Jansch in Sweet Child, 1968 (strofe da I a III e V)

ASCOLTA Tannahill Weavers (strofe I, II, III e VI) in Best Of The Tannahill Weavers, 1989, con un arrangiamento fiabesco fuori dal tempo

ASCOLTA Karan Casey in “Ships in the Forest” 2008 in questa versione live canta tutte le sette strofe, da tener presente che la cantante è irlandese (contea di Waterford) e il testo è in standard english (vedi)

VERSIONE di Ewan McColl (tranne IV strofa)
I
I once loved a lass,
and I loved her sae  weel
I hated all others that spoke of her ill;
But noo she’s rewarded me
wee for my love,
(For) she’s gaun to be wed
till anither.
II
(When) I saw my love
to the church go,
Wi’ bride(groom) and bride-maidens, they made a fine show;
An’ l followed them on wi’ a heart fu’ o’ woe,
(For) she’s gaun to be wed till anither.
III
(When) I saw my love sit down to dine,
I sat down beside her and poured out the wine,
An’ I drank to the lass that should ha’e been mine,
An’ now she is wed till anither.
IV
“Well, stop,”
says the groomsman,
“If you take my word
Would you venture your life
on the point of a sword?
For courting too slowly
you have lost this fair maiden
Begone, you will never enjoy her”
V
The men o’ yon forest they askit o’ me,
Hou many strawberries grew in the saut sea?
But I askit them back wi’ a tear in my ee,
How many ships sail in the forest?
VI
O dig me a grave
and dig it sae deep,
An’ cover it over with flow’rets säe sweet,
An’ I’ll turn in for to tak’ a lang sleep,
An’ may be in time I’ll forget her.
VII
They dug him a grave
an’ they dug it sae deep,/ An’ covered it over with flow’rets säe sweet,
An’ he’s turned in for to tak’ a lang sleep,
An’ maybe by this time he’s forgot her.

Tradotto da Cattia Salto
I
Un tempo amavo una ragazza
e tanto l’amai, che odiavo tutti coloro che parlavano male di lei;
ma ora mi ha fatto pagare
per il mio amore(1)
perchè è andata  in sposa
ad un altro!
II
Vidi il mio amore
andare in chiesa
con lo sposo e le damigelle,
facevano una bella figura,
e li seguii con il cuore pieno di dolore perchè è andata  in sposa
ad un altro!
III
Vidi il mio amore sedersi per cenare
e mi sono seduto accanto a lei per versare del vino,
e bevvi alla ragazza che avrebbe potuto essere mia
ma ora è sposata ad un altro
IV
Fermo – dice il testimone dello sposo-
in fede mia
vuoi giocarti la vita
sulla punta di una spada?
Per aver corteggiato con poco ardore (2),
hai perso questa bella fanciulla
vattene, non ti divertirai mai più con lei
V
Tutti gli uomini nella foresta lontana mi chiedono”Quante fragole crescono nel mare salato?”
e io ho risposto con le lacrime agli occhi “Quante navi navigano nella foresta? (3)
VI
Oh scavatemi una tomba
e scavatela profonda
e copritela con i fiori più profumati
e andrò a dormire per fare un lungo sonno
e forse col tempo, dimenticarla.”
VII
Così scavarono una tomba
e la scavarono profonda
e la coprirono con i fiori più profumati
ed egli andrò a dormire per fare un lungo sonno
e forse col tempo dimenticarla.

NOTE
1) letteralmente “ora lei mi sta bene ricompensando per il mio amore”, il senso è ironico e vuole dire esattamente il contrario
2) ho inteso slowly come un atteggiamento poco eccitante o indeciso, senza vivacità
3) la strofa è una aggiunta del XVIII secolo riportata anche come stanza a sé nelle filastrocche per bambini: il significato è abbastanza chiaro, il protagonista ha più probabilità di trovare fragole nel mare e navi nella foresta che di ritrovare il suo amore. Non so se il paragone vuole parafrasare (con significato opposto) il noto detto scozzese “ci sono molti pesci nel mare” come frase consolatoria che in genere si dice a chi resta solo alla fine di una storia d’amore. Comunque la risposta alle domande retoriche è “Non c’è nessuna possibilità“.

VERSIONE INGLESE: A Week Before Easter – The False Bride

Nel 1971 The Copper Family del Sussex pubblicò l’album dal titolo “A song for every season” che include “The Week Before Easter” quale rielaborazione della versione popolare in Inghilterra (qui).
In una sequenza dal taglio cinematografico il protagonista narra dei tre momenti in cui la sposa si appressa al matrimonio: la vestizione, la processione verso la chiesa e il fatidico “si”.
Dopo aver partecipato al matrimonio della sua ex-fidanzata, egli, come nella versione scozzese, si sdraia nella tomba per cercare la morte.

John Henry Frederick Bacon, ‘The Wedding Morning’ 1892

Shirley Collins ha anche registrato il brano con il più comune titolo ‘The Bride False’,  ho trovato però per l’ascolto questa versione dall’arrangiamento folk-pop, che mescola il folk all’elettronica.

ASCOLTA Jim Moray in Sweet England 2003


I
A week before Easter
the morn(1) bright and clear,
and the sun it shone brightly,
and keen blew the air.
I went down to the forest
to gather some flowers,
But the forest won’t yield me no roses.
II
Well the first time I saw my love,
she was dressed all in white,
Made my eyes run with water,
for it dazzled my sight,
now she is gone and she’s left me,
and cruelly done by me(2)
She’s gone and got tied to another.
III
And the next time I saw my love
she did in the church stand
With a ring on her finger
and a glove on her hand.
Well I thought to myself
I could have been that man (3)
She’s gone and got wed to another.
IV
Well the parson that married them,
he loudly did cry,
All of you that forbid it,
how dare thee stand by
Well I thought to myself,
I’ve a good reason why,
But I hadn’t the heart to forbid it.
V
So dig me a grave my love,
dig it long wide and deep,
Aye and cover it over,
with flowers so sweet
Aye and lay me down
to take a long sleep,
And maybe in time I’ll forget her.
Tradotto da Cattia Salto
I
Una settimana prima di Pasqua
dal mattino luminoso e chiaro
e il sole splendeva
e riscaldava l’aria,
sono andato nel bosco
a raccogliere fiori
ma il bosco non mi diede le rose
II
La prima volta che vidi il mio amore
era vestita tutta in bianco
e mi fece piangere
e mi abbagliava la vista
ora se n’è andata e mi ha lasciato
e l’ha fatto in modo crudele
se n’è andata e si è legata ad un altro
III
E la volta dopo che vidi il mio amore,
andava verso la chiesa
con l’anello al dito
e il guanto nella mano.
Pensai tra me
che avrei voluto essere quell’uomo,
lei se n’è andata a sposarsi ad un altro
IV
Il prete che li ha sposati
ha gridato ad alta voce
“Chi è a conoscenza di qualche impedimento,
parli ora o taccia per sempre”
ho pensato tra me
che sebbene avessi una buona ragione
non avevo il coraggio di impedirlo.
V
Scavatemi una fossa, amore mio
e scavatela larga e profonda
e copritela bene
con i fiori profumati.
e deponetemi
perchè possa fare un lungo sonno
e forse col tempo dimenticarla.

NOTE
1) Jim dice moon ma è una probabile corruzione di morn
2) verso alternativo: When I thought to myself that I might have been that man
3) verso alternativo: So now she’s gone from me and showed me false play.

continua: LE VERSIONI IRLANDESI 

FONTI
http://www.justanothertune.com/html/ilal.html http://www.asaplive.com/archive/detail.asp?id=R0114701
http://clancybrothersandtommymakem.com/trad_1015_scots.htm
http://www.thecopperfamily.com/songs/coppersongs/week.html

http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thefalsebride.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=296

IMPOSSIBLE RIDDLE: THE ELFIN KNIGHT

Il “contrasto” tra innamorati, basato sui “compiti o enigmi impossibili” ha come modello la ballata “The Elfin Knight“: collezionata dal professor Francis James Child (1825-1896) al numero 2.

In questa ballata una fanciulla  sente suonare il corno (o la tromba) dall’elfo e cade in preda al desiderio, siamo in primavera e il richiamo della natura è forte. L’elfo però le chiede di superare delle prove impossibili (ad esempio cucire una camicia senza ago né filo, un tema che si svilupperà nella famosa “Scarborough fair“) e anche lei a sua volta richiede delle prove d’amore, con chiari riferimenti al compimento del rapporto sessuale.
Per certi aspetti richiama la ballata di Tam Lin (vedi) in cui una fanciulla è alla ricerca della prima esperienza sessuale e in cui tutte le allusioni sono narrate come in una fiaba.

Il rapporto tra i due è ambiguo, nelle versioni più antiche è la ragazza che chiama l’elfo nella sua camera, perché diventi il suo amante, e l’elfo la sottopone ai compiti impossibili per dissuaderla, perché troppo giovane; in altre versioni invece, l’elfo sottopone la ragazza alle imprese impossibili, minacciandola di rapirla per farla diventare la sua amante (e lei invece difende la propria verginità).  Come sia questi “enigmi” fanno parte di una consuetudine delle canzoni popolari nel rapportarsi con il soprannaturale, sia esso un essere magico o diabolico.  Eppure la carica sessuale è appena sotto la pelle!

THE ELFIN KNIGHT

Riccardo Venturi nella sua poderosa ricerca sulle Ballate di Child commenta
“The Elfin Knight, la ballata alla base di Scarborough Fair e di cui rappresenta la forma più antica, è una delle più vivaci ballate del corpus childiano, certo non troppo adatta ai bambini e alle fanciulle. Il Cavaliere Elfo propone alla ragazza una serie di compiti impossibili; lei gli ribatte con un’altra serie, ugualmente impossibile, con cui smaschera il Cavaliere, potenziale fedifrago (le sequele di compiti impossibili sono uno dei τόποι più usuali delle ballate angloscozzesi.
Il ritornello (My plaid awa ecc.) rappresenta, come già Child sottolineò, un “unicum” nell’intera raccolta, dato che si tratta dell’unica ballata in cui esso è più lungo della strofa che esso accompagna. Dalle numerose versioni scozzesi che presentano il motivo della “coperta che vola via” si può dedurre che tali versi si riferiscono più o meno velatamente alla perdita della verginità, e del resto, almeno una parte dei compiti impossibili sottintendono chiaramente delle allusioni sessuali (il “corno in grembo”, il “campo da arare e da seminare” ecc.). Gli Elfi delle ballate, inutile dire, sono degli uomini adulti e pieni di “voglie”, non le creaturine asessuate delle filastrocche per bambini. Sebbene conservata in un foglio volante scozzese del 1670 (in caratteri gotici), il nostro testo (da William Motherwell, Minstrelsy, appendice) è indubbiamente una ballata popolare dal punto di vista stilistico.”

Della ballata esistono peraltro diverse versioni (vedi)

ASCOLTA Ewan McColl & Peggy Seeger in  Classic Scots Ballads -1956

Versione Ewan McColl*
I
There stands three trumpeters on yon hill
Blaw, blaw, blaw winds, blaw
And they blaw their trumpets(1) sae loud and shrill
And the wind it blaws my plaid awa’(2)
II
Gin I’d his trumpet in my kist (3)
And was in the lad’s arms that I like best
III
Gin ye would be wed wi’ me (4)
There’s ae thing ye maun dae for me
IV
Ye maun mak’ me a linen sark
Without a stitch o’ needlewark
V
Ye maun wash it in yon draw-well
Where water never sprang or fell
VI
Ye maun drt’t on yon hawthorn
That hasna seen blossom since man was born
VII
And gin I mak’a sark for thee
There’s ae thing ye maun dae for me
VIII
My faither has an acre o’ land
Ye maun plough it wi’ you ae hand
IX
Ye maun sow it wantin’ corn (5)
And roll it wi’ a sheep’s shank-bone
X
Ye maun shear it wi’ a scythe o’ leather
And bind it wi’ a peacock’s feather
XI
Ye maun stook it in the sea
And bring the whaetsheaf dry to me
XII
And gin ye wark noo all this wark
Come to me and you’ll get your sark
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
C’erano tre trombettieri su quella collina
Soffiate, soffiate, soffiate venti, soffiate
Ed essi soffiavano nelle loro trombe in modo così forte e stridulo
E il vento soffiava via la mia coperta 
II
“Se avessi la sua tromba in grembo,  starei tra le braccia del ragazzo che più amo.”
III
“Se tu volessi sposarti con me
c’è una cosa che dovresti fare per me
IV
Devi fare per me una camicia di lino
Senza lavoro d’ago
V
Devi lavarla in quel pozzo, sempre vuoto d’acqua di fonte o piovana;
VI
Devi asciugarla su quello spino
Che mai è fiorito da quando l’uomo è nato.”
VII
“E se io farò per te una camicia, c’è però qualcosa che tu puoi fare per me:
VIII
Mio padre ha un acro di terra,
devi ararlo con le tue mani.
IX
Devi seminarlo con il chicco dei desideri e rivoltarlo con la tibia di pecora
X
Devi mieterlo con un falcetto di cuoio
e legarlo con una penna di pavone
XI
Devi immagazzinarlo nel mare
e portarmi il covone asciutto.
XII
Quando avrai fatto tutto, e fatto bene,
vieni a prendere la tua camicia”

NOTE
* la versione è tratta da Child#2 con alcuni minimi tagli (vedi)
1) in altre versioni la tromba diventa un corno, strumento per lo più ad uso “bellico” e come richiamo, essendo il suo suono udibile sulle lunghe distanze. Ma è anche un corno magico che suscita il desiderio in chi lo sente.
2) come per il mantello in Tam Lin anche qui la coperta copre il pudore della donna e viene soffiata o gettata via = deflorazione
3) kist dall’inglese antico kiste -kista nel senso di contenitore sia scatola, baule che bara o sarcofago (in senso archeologico cista) ma anche petto, qui tradotto come grembo, la tromba o il corno dell’elfo nel grembo della fanciulla, più esplicito di così..
4) è l’elfo a irretire la fanciulla con la promessa di matrimonio
5) “wantin’ corn” può stare a significare un seme che si vorrebbe avere ma che non è in nostro possesso e quindi la richiesta impossibile è che si semini senza seme

ASCOLTA Jean-Luc Lenoir in “Old Celtic & Nordic Ballads“, un libro-Cd, con le illustrazioni di Arthur Rackham, 2012. La voce è di Joanne McIver.


I
The Elfin Knight stands on yon hill
Blaw, blaw, blaw winds, blaw
blowing his horn(1)
and loud and shrill
And the wind has blawing my plaid awa’(2)
II
If I’d yon horn in my kist (3)
And the bonnie laddie
here that I love best
III
Ye maun make me
a fine holland sark
Without any stitching
or needle wark
IV
Ye maun wash it in yonder well
Where the dew never wat
and the rain never fell
V
Now sin ye’ve asked
some things o’ me
it’s right I ask as mony o’ thee
VI
My father he asked me
an acre of land
between the sault sea and the strand
VII
Ye maun plow’t i with blawing corn
And ye maun sew’t wi pepper corn
VIII
When you have done
and finished your wark
ye’ll come to me, love
and get your sark
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Il Cavaliere Elfo è sulla collina
Soffiate, soffiate, soffiate venti, soffiate
e soffia il suo corno
forte e penetrante
E il vento ha soffiato via la mia
coperta 

II
“Se avessi il suo corno in grembo,
e il bel ragazzo
che amo tanto!”
III
“Devi fare per me
una bella camicia di lino
senza lavoro d’ago
e filo
IV
Devi lavarla in quel pozzo
dove la rugiada mai bagna
e la pioggia mai cade”
V
“Poichè mi hai chiesto queste cose
è giusto che te ne chieda anch’io altrettante.
VI
Mio padre mi ha chiesto
un acro di terra
tra il mare salato e la sabbia
VII
Devi ararlo con tibia di pecora
e seminarlo con  chicco di pepe
VIII
Quando avrai fatto tutto,
e finito il tuo lavoro,
vieni da me, amore
a prendere la tua camicia”

ASCOLTA Kate Rusby in The Girl Who Couldn’t Fly 2005
oppure in duo Kate Rusby w/ Dave Burland: The Elfin Knight [2012]


I
The elfin knight stands on yon hill
He blows his horn both loud and shrill
He stands so proud and he stands so still
CHORUS
Blow winds blow my bonnie o
Blow winds blow my bonnie
Blow winds blow my bonnie o
Blow winds blow my bonnie
II
If I had the knight that stands on yon mound
My true love then surely I have found
Down to the church then soon we will be bound
III
He’ll make me a dress with seams of fine thread (1)
Make me a garland of flowers for my head
Down to the church then away we’ll go to bed
traduzione italiano di Cattia Salto
I
L’elfo cavaliere è sulla collina
e soffia il suo corno forte e penetrante,
è così magnifico
e fiero
CORO
soffiate venti, miei cari
soffiate venti, miei cari
soffiate venti, miei cari
soffiate venti, miei cari ..
II
Se avessi il cavaliere che è su quella collina,
allora di certo avrei trovato il vero amore,
e presto andremo a sposarci.
III
Mi farà un abito cucito con filo di seta,
mi farà una ghirlanda di fiori per il capo,
e dopo la chiesa andremo di corsa nel letto!

NOTE
1)questi sono piuttosto dei doni nunziali che le prove da superare

Per le versioni americane di The Elfin Knight vedi

seconda parte: Cambric shirt

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/captain-wedderburn.html
http://www.justanothertune.com/html/cambricshirt.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_2

https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=1076