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THE SEAL-MAIDEN (GRUAGACH-MHARA)

Nelle Isole Ebridi ritroviamo diverse canzoni che contengono il termine Gruagach, una fanciulla del mare che potrebbe essere una selkie o forse una sirena.

La Gruagach è un altro nome della Cailleach, la dea primigenia della creazione come viene chiamata in Scozia, il cui ricordo ha lasciato una traccia nel folklore celtico e ci parla di un culto primordiale conservatosi pressoché immutato anche durante l’affermarsi del Cristianesimo e praticato soprattutto dalle donne con poteri sciamanici (vedi prima parte)

THE SEAL-MAIDEN

La versione riportata da Marjory Kennedy-Fraser nel suo “Songs of the Hebrides“, è la trasposizione in inglese di un canto in gaelico scozzese raccolto sull’isola di Barra. In questo contesto il termine Gruagach accoppiato a mhara è usato nel senso di fanciulla del mare che sta a indicare una selkie. (tratto da qui)

Un pastore ha la ventura di assistere alla trasformazione di una fanciulla dai capelli neri: in un attimo indossa il grigio manto mutandosi una foca e si getta nel mare per nuotare verso il vasto oceano. Si tratta chiaramente di una waulking song, in cui la parte del coro è formata per lo più da frasi non-sense che vengono trascritte foneticamente.

Early one morning Ho eel yo
stray sheep a seeking Ho eel yo
Great wonder saw I Ho eel yo
fair seal-maiden Ho eel yo
Glossy her dark hair Ho eel yo
Veiling her fair form Ho eel yo
Heel yo heel yo rova ho
lone on sea-rock sat the maiden.
Heel yo heel yo rova ho
Grey her long robe closely clinging
Heel yo heel yo rova ho
When great wonder! Ho eel yo
Suddendly changed she Ho eel yo
Heel yo heel yo rova ho
raised her head she, stretched she outward
Heel yo heel yo rova ho
Diving seaward Ho eel yo
Smooth seal-headed she Ho eel yo
Out by the teal-tracks Ho eel yo
Cleaving the sea-waves Ho eel yo
Heel yo heel yo rova ho

Through Chaol Mhuille(1)
Through Chaol Ile(2)
Heel yo heel yo rova ho
To the far blue bounteous ocean!
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
Al mattino presto
in cerca di una pecora smarrita
vidi con grande stupore
una bella fanciulla-foca.
Lucidi i suoi neri capelli
che coprivano il suo bel corpo,
Heel yo heel yo rova ho
da sola sulla roccia sedeva la fanciulla.
Heel yo heel yo rova ho
Grigia la sua lunga veste aderente,
Heel yo heel yo rova ho
quando oh meraviglia!
All’improvviso lei è cambiata
Heel yo heel yo rova ho
rialzando la testa
protese in avanti
Heel yo heel yo rova ho
verso il mare
la levigata testa di foca
sulle tracce dell’alzavola
a fendere le onde del mare
Heel yo heel yo rova ho
per l’Isola di Mull (1),
per l’Isola di Isla (1)
Heel yo heel yo rova ho
verso il lontano oceano meravigliosamente blu!

NOTE
1) isola di Mull
2) isola di Isla

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Così scrive Ethel Bassin “The *Gruagach* here is a female.  Although a ‘maid of the sea’, she must not be pictured as the conventional golden-haired nude terminating in a fish’s tail.  The spectator, while searching for sheep, sees a grey-robed maiden sitting on a distant rock.  Raising her head, she stretches herself and assumes the form of the ‘animal without horns’.  Then ‘she went cleaving the sea on every side…towards the spacious region of the bountiful ones’.  Although the literal word ‘seal’ is not used, ‘the hornless animal’ whose form the mermaid took, one may suppose to be a seal.  The ‘grey robe’ of the maiden further points to her seal character, the seal being often described as ‘grey’.  ‘In the superstitious belief of the North,’ says Mr W.T. Dennison in his *Orcadian Sketch-book*, the seal held a far higher place than any of the lower animals, and had the power of assuming human form and faculties …  every true descendent of the Norseman looks upon the seal as a kind of second-cousin in disgrace.”

Frances Tolmie (1840–1926), nata a Skye fu una prolifica collezionista di canzoni delle Isole Ebridi, così un centinaio delle melodie vennero pubblicate dal Folk-Song Society (Journal of the Folk-Song Society, 16), materiale confluito nel libro di Ethel Bassin “The Old Songs of Skye: Frances Tolmie and her Circle”, 1997 che così scrive “In the Journal Miss Tolmie remarks that her pleasure in these old wive’s songs was considered very odd by her contemporaries, ‘for they were not deemed “poetry” or worthy of notice by song-collectors of that period’. Some of her elders, fortunately, were of her own way of thinking, notably her aunt, Mrs Hector Mackenzie (Annabella Tolmie), whose only son, John Tolmie Mackenzie was harbour- master at Dunvegan as well as being factor to MacLeod of MacLeod.

ORAN MU’N GHRUAGAICH (A SONG ABOUT THE GRUAGACH)

Una waulking song di cui non sono riuscita a trovare il testo in gaelico, ma evidentemente è la stessa canzone “tradotta” da Marjory Kennedy-Fraser (o meglio fatta tradurre dal reverendo Kenneth Macleod).

ASCOLTA Jo Morrison in “A Waulking Tour of Scotland” 2000

ASCOLTA Christine Primrose in “Gun Sireadh, Gun Iarraidh‘ (‘Without Seeking, Without Asking’)

continua seconda parte

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=51669
http://www.celticlyricscorner.net/cormack/gruagach.htm
http://www.booksfromscotland.com/Authors/Stuart-McHardy
http://www.aniodhlann.org.uk/documents/t1999-157-3d.html?CFID=24022064&CFTOKEN=66534791
http://www.templerecords.co.uk/products/christine-primrose-gun-sireadh-gun-iarraidh

CRODH CHAILEIN

Adriaen_van_de_VeldeMungere le mucche (come anche la preparazione del burro e del formaggio per il consumo domestico), era un’incombenza svolta dalle donne. Così la saggezza delle donne celte ha originato tutta una serie di canti di lavoro che sono anche incantesimi  per far allontanare il malocchio e per calmare le mucche in modo che la produzione del latte sia abbondante e benedetta. E’ risaputo che i folletti sono ghiotti di burro e di latte, e nel folklore si annoverano anche streghe e inquietanti animali come succhiatori di latte dalle intenzioni ostili o determinati a far inacidire il latte o a impedire la trasformazione della panna in burro!

I SIMBOLI DELLA DEA

La figura di una fanciulla che munge una mucca si ritrova scolpita sulle mura di molte chiese medievali ed è una presenza molto antica in terra d’Irlanda e più in generale lungo le coste d’ Europa: già nel megalitismo si trovano nomi come  The Cow and Calf attribuiti a particolari rocce. continua
“Crodh Chailein”, in inglese “Colin’s cattle”,  ( è classificata come una “milking song” e registrata sul campo da Alan Lomax da Kate Nicholson a Ardnamonie, e Iochdar (South Uist) e più in generale nella Scozia Nord-Ovest) negli anni 1950.
Nel mondo contadino esistevano tutta una serie di preghiere e invocazioni spesso in forma di canzoni che facevano parte del bagaglio culturale risalente al tempo dei Druidi; questi Ortha nan Gaidheal, i Canti dei Gael ovviamente in gaelico scozzese, provengono dalla tradizione bardica sopravvissuta nella tradizione orale di un popolo, attraverso i secoli del Cristianesimo e nonostante l’egemonia culturale inglese, e sono stati raccolti e tradotti alla fine del 1800 da Alexander Carmichael (1832-1912), che li pubblicò nel suo libro “Carmina Gadelica”

MILKING SONG

E’ una milking song cioè una ninna-nanna sussurrata alle mucche per tenerle tranquille durante la mungitura e per stimolarle magicamente nella produzione di tanto latte. Le mucche scozzesi sono così abituate a questo trattamento che non danno il latte se non le si canta una canzone!!
Ascoltiamo durante la mungitura tre canti in sequenza: “Crodh Chailein”, Chiùinan Ghràidh” e “a’ Bhanarach Chiùin

Ethel Bassin nel suo “The Old Songs of Skye:Frances Tolmie and her Circle” (1997) riporta due versi della canzone raccolta da Isabel Cameron dell’isola di Mull (Ebridi interne) insieme alla leggenda dell’origine della canzone riportata da Niall MacLeòid, “the Skye bard.”
Chi canta è la donna rapita dalle fate nel giorno delle sue nozze e costretta a rimanere nel loro regno per un anno e un giorno; e tuttavia ottiene il permesso di recarsi quotidianamente nella sua casa da sposata per mungere le mucche del marito di nome Colin: il marito può sentire il suo canto ma non riesce a vederla. Il bardo ci assicura che allo scadere del tempo la donna ritornerà dal marito umano! Il rapimento della sposa nel giorno delle sue nozze era una possibilità non poi così remota secondo le credenze del tempo e molti erano gli accorgimenti per tenere alla larga le fate! (continua).

Mary Mackellar scrive nel suo saggio ‘The Shieling: Its Traditions and Songs’ (Gaelic Society of Inverness 1889 qui) “Weird women of the fairy race were said to milk the deer on the mountain tops, charming them with songs composed to a fairy melody or “fonn-sith.”  One of these songs is said to be the famous “Crodh Chailein.”  I give the version I heard of it, and all the old people said the deer were the cows referred to as giving their milk so freely under the spell of enchantment. .. Highland cows are considered to have more character than the Lowland breeds, and when they get irritated or disappointed, they retain their milk for days.  This sweet melody sung – not by a stranger, but by the loving lips of her usual milkmaid – often soothes her into yielding her precious addition to the family supply.”

ASCOLTA così come raccolta sul campo nel 1968 sull’isola di Tiree (Ebridi interne)

ASCOLTA Between the Times “Crodh Chailein” testo in gaelico (tradotto in inglese) e spartito ne “The Elizabeth Ross Manuscript” (1812) probabilmente il più vecchio spartito della melodia collezionato al numero 1 (pag 81)
ASCOLTA Fuaran

GAELICO SCOZZESE (qui)
Seist (chorus)
Crodh Chailein mo chridhe
Crodh chailein mo ghaoil
Gu’n tugadh crodh Chailein
Dhomh bainn’ air an fhraoch
Gu’n tugadh crodh Chailein
Dhomh bainn’ air an raon
Gun chuman(1), gun bhuarach
Gun luaircean(2), gun laugh.
Gu’n tugadh crodh Chailein
Dhomh bainne gu leoir
Air mullach a’ mhonaidh
Gun duine ‘nar coir
Gu bheil sac air mo chridhe
’S tric snidh air mo ghruaidh
agus smuairean air m’aligne
Chum an cadal so bhuam
Cha chaidil, cha chaidil
cha chaidil mi uair
cha chaidil mi idir
gus an tig na bheil uam.
VERSIONE DI MARY MACKELLAR
Chrodh Chailein, mo chridhe,
Crodh Iain, mo ghaoil,
Gun tugadh crodh Chailein,
Am bainn’ air an fhraoch.
Gun chuman, gun bhuarach,
Gun lao’-cionn, gun laogh,
Gun ni air an domhan,
Ach monadh fodh fhraoch.
Crodh riabhach breac ballach,
Air dhath nan cearc-fraoicb,
Crodh ‘lionadh nan gogan
‘S a thogail nan laogh.
Fo ‘n dluth-bharrach uaine,
‘S mu fhuarain an raoin,
Gun tugadh crodh Chailein
Dhomh ‘m bainn’ air an fhraoch.
Crodh Chailein, mo chridhe,
‘S crodh Iain, mo ghaoil,
Gu h-uallach ‘s an eadar-thrath,
A beadradh ri ‘n laoigh
TRADUZIONE INGLESE
The cattle of Colin my dearest,
The cattle of Colin my love,
Colin’s cattle would give me milk
Upon the heather
Colin’s cattle would give me milk
Upon the field,
without a cogue(1), without a shackle,
without a luaircean(2), without a calf.
Colin’s cattle would give
plenty of milk to me,
on top of the moor
without anyone near us.
There is a weigh on my dart,
and often tears on my cheek,
And sorrow on my mind
That has kept sleep from me.
I will not sleep, I will not sleep,
I will not sleep an hour,
I will not sleep at all
until what I long for returns.
tradotto da Cattia Salto
Le mucche di Colin, l’amore mio,
Le mucche di Colin, l’amore mio,
Le mucche di Colin daranno il latte
nella brughiera.
Le mucche di Colin daranno il latte
nel campo
senza bisogno di secchio, pastoie,
luaircean e vitello.
Le mucche di Colin daranno
per me un mucchio di latte
in cima alla brughiera
senza nessuno intorno.
C’è un peso sul mio cuore
e spesso lacrime sulle mie gote
e sofferenza nella mia mente
che non mi lascia dormire.
Non dormirò
nemmeno un’ora
non dormirò affatto
finchè colui che amo non riavrò

NOTE
1) cogue = wooden vessel used for milking cows
2) luaircean = a substitute calf, an inanimate prop over which the skin of a milk cow’s deceased calf was draped, in order to console her with it’s scent, thus encouraging her to continue to produce milk

continua

FONTI
http://www.ed.ac.uk/schools-departments/literatures-languages-cultures/celtic-scottish-studies/research-publications/publications/staff-pubs http://www.kidssongsmp3.twinkletrax.com/kids-song.php?c=C02T12&kids-song=O,%20Can%20Ye%20Sew%20Cushions http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/collect21.htm http://scotsgaelicsong.wordpress.com/2014/03/18/scots-gaelic-song-crodh-chailein/ http://www.ed.ac.uk/polopoly_fs/1.100544!/fileManager/RossMS.pdf http://plover.net/~agarvin/faerie/Text/Music/54.html

THE SKYE WATER KELPIE’S LULLABY

“Cronan na Eich-mhara”, ‘Oran-tàlaidh an eich-uisge’ oppure ‘Oran each-uisge’ è una canzone che viene dalle Isole Ebiridi: la “Ninna nanna del kelpie” è una triste e dolce melodia per far addormentare il bambino concepito con una donna mortale e per far ritornare indietro la donna che ha abbandonato kelpie e figlio.

Mary Mackellar nel suo saggio ‘The Shieling: Its Traditions and Songs’ (Gaelic Society of Inverness 1889 qui) scrive che il compagno della donna è un “leannan-sith” ovvero una “fata-amante” ma per la maggioranza delle versioni è un “each-uisge” (in inglese water-horse), un “eich-mhara” (in inglese sea horse) un cavallo d’acqua o un cavallo marino (da cui deriva il titolo della canzone).
Così scrive Mary Mackellar nel riportare il testo in gaelico scozzese della canzone “One of the romantic incidents of the sheiling was the fairy lover, and some of the songs concerning those are still to be heard among the old people.  This “leannan-sith,” or fairy lover, was able at times to win the love of the maid of the sheiling in no ordinary manner; and fairy women, in the guise of milkmaids, have been known to win the affection of the herdsman who on the mountain side attended his flocks.  There is a fairy lullaby of which I only know a fragment.  It was composed by the “leannan-sith” when the maid of the sheiling, who was the mother of his child, had become cruel and laid his little baby-boy to cry himself to death on the hill-side near the father’s uncanny home.  The poor unhappy man came to the relief of his child, and in his song he is promising every thing good to his “Morag” if she obeys nature’s call and comes to her son.  Morag it seems went to look after her herds, and turned a deaf ear to his weird singing and his deep distress.  The melody of this song is very sweet and plaintive, as are all those known as “Fonn-sìth,” fairy melody”

A Mhór, a Mhór,
A Mhór, a Mhór,
A Mhór, a Mhór,
Taobh ri d’ mhacan;
A hùbh a hó!
‘S gheibh thu goidean
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
Laogh do chuim,
An cois an tuim,
Gun teine, gun dion, gun fhasgadh.
A Mhór, a ghaoil,
Till ri d’ mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó!
Gheibheadh tu fion,
‘S gach ni b’ait leat,
Ach nach eirinn
Leat ‘s a’ mhaduinn,
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
Ged nach eirinn leat ‘s a’ mhaduinn.
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
‘S uisge frasach.
‘S thachair ormsa,
A ghruagach thlachdmhor.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
A nighean nan gamhna,
Bba mi ma’ riut,
Anns a’ chrò
Is cach na’n cadal
An daoith gheal donn,
An daoith gheal donn,
An daoith gheal donn,
Rug i mac dhomh.
A hùbh a hó!
Ged is fuar
A rinn i altrum,
A hùbh a hó!
A Mhór, a Mhór,
Till ri d’mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A nighean nan gamhna,
Bha mi ma ‘riut,
A nighean nan gamhna,
A nighean nan gamhna
Bha mi ma’ riut,
Anns a chrò
‘Us cach nan cadal,
A hùbh a hó!
A nighean nan gamhna,
Bha mi ma’ riut,
Anns a’ chrò
‘Us cach nan cadal.
A Mhór, bheag dhonn,
Nach till thu rium,
A Mhór, bheag dhonn,
Nach till thu rium,
A hùbh a hó!
Mi caoidh do mhicein
Air an t-sliabh.
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
‘S a bhialan min
Ri m’ fheusag liath.
‘S tu direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann,
A’ direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann.
A hùbh a hó!
‘S na laoigh air chall
A’ direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
Gu sgith, fliuch, fuar,
‘S na laoigh air chall.
A Mhór, a Mhór,
‘Pill ri d’ mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó!
Laogh do chuim
Ri taobh cnocain,
Gun teine, gun tuar,
Gun fhasgadh.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
‘S gheibh thu fion uam
‘S gach ni ‘s ait leat,
Ach nach eirinn leat ‘sa a mhaduinn.

Anche Frances Tolmie (1840–1926), nata a Skye, fu una prolifica collezionista di canzoni delle Isole Ebridi, così un centinaio delle melodie vennero pubblicate dal Folk-Song Society (Journal of the Folk-Song Society, 16), materiale confluito nel libro di Ethel Bassin “The Old Songs of Skye :Frances Tolmie and her Circle”. 1997 che così scrive “In the Journal Miss Tolmie remarks that her pleasure in these old wive’s songs was considered very odd by her contemporaries, ‘for they were not deemed “poetry” or worthy of notice by song-collectors of that period’. Some of her elders, fortunately, were of her own way of thinking, notably her aunt, Mrs Hector Mackenzie (Annabella Tolmie), whose only son, John Tolmie Mackenzie was harbour- master at Dunvegan as well as being factor to MacLeod of MacLeod.

IL KELPIE: MUTAFORMA DELLE ACQUE

Theodor_Kittelsen_-_Nøkken_som_hvit_hestEra convinzione che esistesse una certa simmetria tra le creature terrestri e quelle delle acque, così uomini e donne erano i tritoni e le sirene mentre tra gli animali marini non mancava la figura del cavallo con la coda di pesce che nella tradizione di Scozia e Irlanda prende il nome di Kelpie (cavallo d’acqua). Si mostra sulle rive dei fiumi, dei laghi, degli stagni solitari o del mare e benchè il suo regno sia quello acquatico, il kelpie può assumere le sembianze di un bellissimo cavallo bianco (anche se viene raffigurato in alcune illustrazioni come un cavallo oscuro dal manto nero) o di bel ragazzo o d’amabile fanciulla, ed essendo una creatura solitaria spesso è in cerca di un compagno/compagna.

Nel libro “La Straniera” di Diana Gabaldon troviamo questa versione della leggenda del Kelpie. Pag.317.. “A quanto potei capire, questi esseri abitavano in qualunque tipo di massa acquatica, ed erano particolarmente frequenti nei fiordi e nei canali, benché molti vivessero dentro agli abissi dei lochs. «C’è un punto, nell’estremità orientale di Loch Garve», disse, spostando lo sguardo tra i vari membri del gruppo per accertarsi che tutti lo stessero ascoltando, «che non gela mai. L’acqua lì è sempre nera, anche quando il resto del loch è tutto ghiacciato: si tratta infatti del comignolo del cavallo d’acqua.» Quello di Loch Garve, come molti altri della sua razza, aveva rapito una fanciulla che era venuta al loch ad attingere acqua, e se l’era portata con sé in fondo agli abissi perché gli facesse da moglie. Qualunque donna, o uomo se è per questo, provi il desiderio, dopo aver trovato un bel cavallo in riva al lago, di salirgli in groppa, andrà incontro a parecchi guai, perché una volta montato il cavaliere non potrà più scendere; a quel punto il cavallo si tufferà in acqua, si trasformerà in un pesce e nuoterà fino alla sua dimora con lo sventurato cavaliere saldamente attaccato al dorso. «Orbene, una volta sott’acqua il cavallo avrà solo denti da pesce», disse Rupert, ondulando il palmo per imitare il movimento delle pinne, «e si nutre di lumache, di alghe e di altri cibi freddi e bagnati. Ha il sangue gelido come l’acqua, e non gli serve nessun fuoco, mentre una donna umana ha bisogno di calore.» …«Dunque la moglie del cavallo d’acqua era triste e soffriva il freddo e la fame, nella sua nuova dimora subacquea, non piacendole granché le lumache e le alghe che lui le serviva per cena. Così il cavallo, essendo di buon cuore, si recò sulla riva del loch vicino alla casa di un uomo che aveva fama di essere un bravo capomastro. E, quando l’uomo scese giù al fiume e vide il bell’animale dorato con le briglie d’argento che risplendevano al sole, non poté resistere alla voglia di montargli in sella. «Naturalmente il cavallo si tuffa in acqua e lo porta fino alla sua dimora fredda e viscida negli abissi. A quel punto dice al capomastro che se vuol tornare in libertà dovrà costruire un bel caminetto, con tanto di comignolo, in modo che sua moglie possa avere un fuoco dove scaldarsi le mani e friggere il pesce.» «Così il capomastro, non avendo altra scelta, fece come gli era stato chiesto. E il cavallo mantenne la promessa: lo riportò sulla riva vicino a casa sua. Fu così che la moglie del cavallo d’acqua poté starsene al calduccio, tutta contenta, con grande abbondanza di pesce fritto per cena. Dunque l’acqua non gela mai, all’estremità orientale di Loch Garve, perché il calore del comignolo del cavallo d’acqua scioglie il ghiaccio. »”

Tuttavia più spesso il Kelpie è considerata una creatura malvagia una sorta di demone che va a caccia di vittime da sedurre e far annegare (e divorare) negli abissi (un ricordo di antichi sacrifici agli spiriti delle acque?)

416px-Stromkarlen_1884Il corrispettivo nel folklore germanico e norreno è il nix o nixie (a secondo se di sesso maschile o femminile) di cui il kelpie è una delle possibili incarnazioni: il nix si mostra nella forma di rana o rospo o di piccolo pesce o di uno strano pesce a forma umana. Volendo fare un distinguo fra Kelpie e Nix possiamo affermare che il primo preferisce attirare la vittima sotto forma di cavallo per farla salire in groppa e trasportarla negli abissi il secondo invece l’attira con dolci melodie.

Con il passar del tempo in Scozia il kelpie è diventato un mostro delle acque come il famigerato Nessie del Loch Ness. Per alcuni tuttavia il Kelpie vive esclusivamente nei pressi delle rapide dei fiumi, dei guadi e delle cascate.
Così scrive Ethel Bassin “The each-uisge (water-horse) is a familiar figure in Gaelic folklore. In the guise of a man he might lay his head in the lap of a girl and invite her to ‘dress’ his hair. The tales vary between the girl who does, or does not, discover in time from the sand in his hair and on his breast what he really is. Mòrag in this instance, does not make the discovery until after she has borne him a child. In terror she flees, leaving the baby with him. This song – a lullaby still current in oral tradition – is the each-uisge’s entreaty to Mòrag to return, alternating with his affectionate lulling of the child. “

ASCOLTA Caera in Suantraighe, A Collection of Celtic Lullabies 2006. La melodia è tratta dal libro di Marjory Kennedy-Fraser and Kenneth MacLeod “Songs of the Hebrides” 1909 (pag 94) per la canzone “The Skye Water Kelpie’s lullaby che è riportata come una Cronan na Eich-mhara

GAELICO SCOZZESE
A Mhórag dhonn! A Mhórag dhonn!
Till gud’ mhacan;
‘S gheibh thu ‘m bradan breac o’n loch.
chorus:
A-hó hi. A-hó hi.
A-hó hó-an, A-hó hó-an, A A-hó hó-an,
hó hi. A-hó hi.A-hó hó-an! A-hó hó-anTha ‘n oidhch’ an nochd
Gu fliuch frasach,
Aig mo mhac-sa ri sgàth cnocain(2).
A-hó hó-an A-hó hó-an
Gun teine, gun tuar,
Gun fhasgadh
‘S tu sìor chonràn.A-hó hó-an! A-hó hó-an
Mo shean-a chab liath.
Ri d’ bheul beag baoth.
‘S mi seinn phort duit am Beinn Frochdai.

TRADUZIONE INGLESE
O brown haired Morag,
come back to thy little son,
and thou shalt get
a speckled salmon from the loch.
The night is wet
and showery for my son
in the shelter of the knoll
without fire, pale, forlorn,
and wailing without cease.
My unsightly old grey mouth,
against thy silly little mouth,
while I sing dandling songs
to thee in Ben Frochkie.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Mór dai neri capelli,
ritorna dal tuo piccolo bambino
e avrai un salmone dal lago!
Questa notte è umida
e piovosa per mio figlio
al riparo sulla collinetta,
senza fuoco, cibo, abbandonato
a lamentarsi senza sosta.
La mia bocca da vecchio
contro le tue dolci labbra
mentre canto ninnananne
per te sul Bel Frochkie

Versione cantata in inglese e arrangiata da Marjory Kennedy-Fraser
Avore, my love, my joy
To thy baby come
And troutlings you’ll get out of the loch

Avore, my heart, the night is dark, wet and dreary.
Here’s your bairnie neath the rock
Avore, my love, my joy, wanting fire here,
wanting shelter, wanting comfort
our babe is crying by the loch
Avore, my bride? Avore, my heart
My gray old mouth touching thy sweet lips,
and me singing Old songs to thee, by Ben Frochkie

NOTE
1) Mhórag o Mór è il nome della fanciulla amata dal kelpie è anche scritto A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh (Mhor mia, amore, mia gioia)
2) La canzone mette in evidenza una pratica di “controllo delle nascite” diffusa tra i Celti il bambino veniva “esposto” cioè abbandonato nel bosco (senza cibo e al freddo) affinchè se ne prendessero cura le fate; la pratica era diffusa un tempo sia nei confronti degli illegittimi che dei neonati con evidenti deformazioni fisiche o dall’aspetto malato. L’usanza era connessa con la convinzione che il bambino fosse stato “scambiato” ovvero rapito dalle fate e sostituito con un changeling, un mutaforma il quale per un po’ assomiglia al bambino umano, ma alla fine riprende sempre il suo vero aspetto. La madre o il padre sfortunati lasciavano il neonato nel bosco o nei pressi di una pozza d’acqua o di una pietra antica di modo che il changeling se ne ritornasse nel suo regno e il vero bambino fosse restituito ai suoi legittimi genitori; ritornando sul posto il giorno dopo più semplicemente lo trovavano morto o scomparso perchè divorato da qualche animale selvatico. C’erano anche altri metodi meno cruenti per smascherare il changeling, come quello di mettere a bollire dei gusci d’uova! Si ritiene che il changeling sia un tentativo di “spiegare” l’autismo, il quale ha proprio nelle fiabe e leggende la sua eziologia prima del riconoscimento ufficiale (solo nel 1943 l’autismo ha avuto un nome e una documentazione clinica). La dottoressa Julie Leask del National Centre for Immunisation Research and Surveillance of Vaccine Preventable Diseases di Sydney, insieme ai suoi colleghi ha esaminato le fiabe inglesi, tedesche e scandinave. La Leask si è incuriosita, quando un giorno ha sentito una madre dire, durante un programma ministeriale sull’autismo, “è come se la bambina che ho messo al mondo mi fosse stata rubata“. E continua: “I bambini scambiati vengono descritti come apatici, impenetrabili ai gesti d’affetto, non esprimono le proprie emozioni, urlano o addirittura non parlano“. Ovviamente non sempre i changelings erano esposti, anche se si riteneva che portassero solo disgrazie alla famiglia, l’unico aspetto positivo è la predisposizione per la musica. Come inizia a crescere, il Changeling richiede ai genitori “adottivi” uno strumento, spesso un violino, che inizia a suonare con tale abilità, che chiunque si fermi ad ascoltarlo, non può non rimanere affascinato. “Ho visto un Changeling una volta. Viveva con due vecchi fratelli, poco distante da Dog’s Well, e aveva l’aspetto di una scimmia avvizzita. Aveva circa dieci o undici anni, ma non riusciva a camminare davvero, solo ciondolare. Sapeva però suonare il flauto talmente bene che nessuno era capace di uguagliarlo. Conosceva antiche melodie, talmente vecchie che il popolo le aveva dimenticate da tanto tempo. Un giorno poi, se ne è andato, non so nulla di quello che gli è capitato…” (da un villaggio vicino a Boho, nella contea di Fermanagh)

ASCOLTA Margaret Stewart & Allan MacDonald in Colla Mo Rùn 2001 scritto anche e impropriamente come “Ã’ran Tàlaidh An Eich-Uisge”

VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE
O hó bà a leinibh hó, O hó bà a leinibh hà
Bà a leinibh hó bha hó, Hó bà a leinibh hao i hà
Chorus:
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
‘S luath dha d’ chois thu, hó bha hó
‘S mór nad each thu, hao i hà
I
O hó m’eudail a mac hó
O hó m’eachan sgèimheach hà
‘S fhad ‘n ‘n bhail’ thu, hò bha hò
Nìtear d’iarraidh, hao i hà
O hó bà a leinibh hó, O hó bà a leinibh hà
Bà a leinibh hó bha hó, Hó bà a leinibh hao ihà

TRADUZIONE INGLESE
Sleep my child, Sleep my child
Sleep my child, Sleep my child
CHORUS
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
Fast of foot you are
Great as a horse you are
I
My darling son
Oh my lovely little horse
You are far from the township
You will be sought after
Sleep my child, Sleep my child
Sleep my child, Sleep my child
 TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dormi, bambino mio
Dormi, bambino mio
CORO
Hì hó..
dal piè veloce tu sarai
grande come un cavallo.
I
Figlio mio caro,
mio bel cavallino,
sei lontano dal paese
e ti verranno a cercare tra un po’,
dormi bambino mio,
dormi bambino mio, 

Le melodie girano intorno ad una vecchia aria scozzese dal titolo “Crodh Chailein” (in inglese “Colin’s cattle) evidentemente considerata una melodia delle fate (qui)

FONTI
http://www.fantasymagazine.it/notizie/2521/changeling-fiabe-per-capire-l-autismo/ http://mcglenmysteries.blogspot.it/2010/10/changelings.html http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/collect21.htm http://www.romanticamentefantasy.it/emozioni-in-tartan-leggenda-kelpie/ http://fairyroom.com/2013/03/bad-fairy-nixie/ http://www.lochiel.net/archives/arch116.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=4374 http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48242 http://www.kidssongsmp3.twinkletrax.com/kids-song.php?c=C02T12&kids-song=O,%20Can%20Ye%20Sew%20Cushions http://www.celticlyricscorner.net/stewart/orantalaidh.htm
http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stromkarlen_1884.jpg