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YALLOW OR IRISH GIRL?

Stesso testo per due sea shanties che si differenziano nel coretto
il primo
Hey-ro, me yellow gals,
a-do-a let me go

e il secondo
Heave away my bully boys,
We’re all bound to go.

YELLOW GALS

Una travolgente versione irish per la  Doodle Let Me Go. A.L. Lloyd sang the shanty Doodle Let Me Go (Yaller Girls) live at the Top Lock Folk Club, Runcorn, on November 5, 1972. This concert was published in 2010 on the Fellside CD An Evening with A.L. Lloyd. Paul Adams commented in the sleeve notes: “Bert’s version seems to be based on that communicated to R.R. Terry by Harding ‘The Barbarian’—a black seaman from Barbados noted as “a fine shanty-man and first-rate seaman”. (tratto da qui)

La prima parte è simile alla versione “pirate song” (vedi) mentre la seconda parte si innesta al tema emigration song che condivide con il filone Yellow Meal, da confrontare con la versione successiva.

ASCOLTA The Irish Rovers – The Passing of the Gale & Yellow Gals (Doodle Let Me Go) – una versione simile a quella registrata da L. Lloyd, il primo brano è uno strumentale dal titolo The Passing of the Gale


CHORUS
Do-a let me go (1)  me gals,
Do-a let me go
Hey-ro me yellow gals
a-do-a let me go
Johnny was a rover and he’s bound for Calley-o
Hey-ro, me yellow gals,
a-do-a let me go

Johnny was a rover and to sea he’s bound to go
Hey-ro, me yellow gals,
a-do-a let me go

As I walked down the landing stage all on a summer morn
I met an immagrant Irish girl all lookin’ all forlorn
“Good mornin’ Mr. Captain, sir!” “Good mornin’ you,” says he
“Oh have ya got a packin’ ship all for Americ-kay?”
“I’ve got the Jimmy Walker, and she’s bound around the horn,
With five-and-twenty imagrants and a thousand sacks of corn”
“Bad luck to Irish sailor boys, bad luck to them I say
They all got drunk, broke in me trunk, and stole me clothes away!”
Traduzione Cattia Salto
CORO
datevi da fare (1) ragazze
datevi da fare
datevi da fare ragazze creole (2)
datevi da fare
Johnny era un vagabondo in partenza per Callao (3)
Urrà mie ragazze creole,
datevi da fare

Johnny era un vagabondo e per mare partì
Hey mie ragazze creole,
datevi da fare

Mentre passeggiavo sulla terra ferma un mattino d’estate
incontrai una ragazza irlandese immigrata, che sembrava derelitta
“Buon Giorno signor Capitano, signore”
“Buon Giorno a voi” dice lui
“Avete preso un postale per l’America?”
“Ho preso la Jimmy Walker che ha doppiato l’Horn
con 25 immigranti e un centinaio di sacchi di grano.
Mala sorte ai marinai irlandesi, li maledico,
si sono ubriacati, hanno forzato il mio baule e mi hanno rubato i vestiti (4)”

NOTE
1) potrebbe voler dire ragazza (dal francese dou-dou ovvero una parola diffusa nei Caraibi come “innamorata”) come un vezzeggiativo oppure stare per Do-a let me go, ovvero Do n’ let me go oppure Do let my go in italiano: (non) lasciarmi andare.. Come osservato i marinai avevano l’usanza di aggiungere una d prima di una l così la parola “do let” diventa foneticamente “do –d- let” e quindi doodle. O ancora potrebbe essere una parola nonsense (vedere discussione qui) Io a naso propendo per la versione “datti da fare” il cui significato è ovvio essendo riferito alle signorine di Madam Gashee
2) yella, yallow era usato dai marinai britannici-americani per indicare il colore della pelle di una mulatta (creola). Più raramente per indicare una ragazza di razza asiatica.
3) Callao porto del Perù rinomato per il bordello di Madam Gashee
4) non credo si riferisca solo al furto dei vestiti, la traversata in mare era pericolosa per le signorine sole, non accompagnate da servitori o un famigliare maschio adulto.

THE IRISH GIRL

La canzone è conosciuta anche con il nome di Yellow Meal e molto probabilmente è stata riscritta per il music-hall in chiave ironica, in cui si prende in giro l’irlandese di turno.
Una versione che è una via di mezzo tra una sea shanty e una emigration ballad intitolata The Irish Emigrant, The Irish Girl.
Stan Hugill la fa risalire all’epoca della grande carestia “This greatly liked windlass shanty came into being about the time of the Irish Potato Famine, when thousands of migranting Irish were passing through Liverpool heading for ‘Amerikee‘.”
Il coretto è però diverso da “Doodle let me go” e riprende invece un’altra sea shanty dal titolo  “We’re bound to go” che così inizia (tratto da qui)
Oh Johnny was a rover and to-day he sails away.
Heave away, my Johnny, Heave away-ay.
Oh Johnny was a rover and to-day he sails away.
Heave away my bully boys, We’re all bound to go.

ASCOLTA
(parzialmente tratta da qui)


As I walked out one summer’s morn’, down by the Salthouse Dock(1),
Heave away m’ Johnnies,
heave away!

I met an emigrant Irish girl, conversing with Tapscott(2),
And away m’ bully boys,
we’re all bound to go.
“Good morning Mr. Tapscott sir” “Good morning, gir” says he,
“Oh have you got any packet ships all bound for Amerikee?”
“Yes, I got a packet ship.
Oh, I’ve got one or two,
I’ve got the JINNY WALKER and I’ve got the KANGAROO (3).”
I’ve got the Jinny Walker, and today she does set sail
With five and fifty emigrants and a thousand bags of meal. (4)
The day was fine when we set sail, but night had barely come,
and every emigrant never ceased to wish himself at home.
“Bad luck to them irish sailor boys bad luck to them” I say.
“but they all got drunk and broke into me bunk and stole me clothes away.
Twas at the Castle Garden(5) they landed me on shore
And if I marry a Yankee boy I’ll cross the seas no more.”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
Mentre camminavo un mattino d’estate verso Salthouse Dock (1)
virate a lasciare, compagni,
virate a lasciare
ho incontrato una ragazza irlandese che parlava con Tapscott (2)
virate a lasciare, allegri compagni,
siamo in partenza.
“Buon giorno signor Tapscott”,
“buon giorno signorina” dice lui
“Avete una nave che parte per l’America?”
“Si ho un postale,
ce ne sono uno o due
ho la Jinny Walker
e la Kangaroo (3)”
Ho preso la Jinny Walker che oggi prende il largo
con 55 emigranti e un migliaio di sacchi di posta (4).
Il giorno era bello quando prendemmo il mare ma la notte venne presto
e ogni emigrante non smetteva di desiderare la propria casa.
“Mala sorte a quei marinai irlandesi, la malasorte a loro auguro,
perchè si ubriacarono e fecero irruzione nella mia cuccetta e mi rubarono i vestiti.
Fu al Castle Garden (5) che mi lasciarono a terra e se sposerò un americano non attraverserò mai più il mare”

NOTE
1) in altre versioni diventa Clarence Dock, Albert dock, Landing Stage, Sligo dock
2) I fratelli William e James Tapscott (il primo con sede a Liverpool e il secondo a New York) organizzavano il viaggio per gli emigranti dalla Gran Bretagna all’America, spesso approfittando dell’ingenuità dei loro clienti. Inizialmente lavoravano per la Black Ball Line poi misero su una loro linea di trasporto che procurava un viaggio per le Americhe molto economico, perciò le condizioni del viaggio erano tremende e il cibo scadente. Nel 1849 William Tapscott ha fatto bancarotta ed è stato processato e condannato per frode verso gli azionisti della compagnia. continua
3)’Joseph Walker’, Kangaroo e Henry Clay sono i nomi dei vascelli di linea tra Gran Bretagna e America
4) scritto anche come “male”: i vascelli facevano anche da servizio postale e meal è la pronuncia irlandese per mail; ma con Yellow meal si indicava la polentina fatta con la semola di mais servita a bordo .
5) punto di sbarco degli emigranti dove venivano effettuati i controlli

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/doodleletmego.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=49421
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/mrtapscott.html
http://www.jsward.com/shanty/heave_away/shay.html
http://www.theshipslist.com/ships/lines/tapscott.shtml http://www.tomlewis.net/lyrics/heave_away.htm http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Doe062.html http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/HEAVEAWA.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59218
http://www.gutenberg.org/files/20774/20774-h/20774-h.htm

MOUNTAINS OF MOURNE

Il massiccio montuoso del Mourne, scenario ideale della fiabesca Narnia di C.S. Lewis, si trova a sud di Belfast nella contea di Down (Irlanda del Nord); quelle che vengono chiamate montagne sono solo alte ottocento metri nella loro massima elevazione, ma dallo Slieve Donard, il punto più panoramico, si abbraccia una cascata di rocce con vista mare fiabesca.

Il cantautore irlandese Percy French nel 1896 ha scritto un testo sentimentale, che ripete come ritornello “the Mountains of (dark)  Mourne sweep(s) down to the sea“: ASCOLTA la versione recitata.

LA MELODIA DI MOUNTAINS OF MOURNE

Si tratta di una vecchia aria tradizionale irlandese dal titolo Carrigdonn scritta anche come Carrigdhoun o Carraig Donn già abbinata nell’Ottocento con la versione testuale attribuita da alcuni a Ellen Mary Patrick Downing (1828-1869). Altri  attribuiscono il testo a  Denny Lane (1818-1895) di Cork, la canzone fu pubblicata sul “Nation” del 15 febbraio 1845 con il titolo “Lament of the Irish Maiden: A Brigade Ballad”. Ma già Thomas Moore (1779-1852) aveva ripreso la melodia per il suo “Bendemeer’s Stream”.

ANALISI DI MOUNTAINS OF MOURNE

Come in molte delle emigration songs, la melodia è strappalacrime una slow air cadenzata come un valzer lento con la nostalgia per l’amata montagna che traspare in ogni verso; ma non dimentichiamoci che in Percy è sempre presente una vena satirica, essendo egli principalmente un cantante-intrattenitore del music hall: così il testo prende in giro le mode londinesi e tratteggia dei personaggi-macchietta tipicamente irish.
ASCOLTA Celtic Thunder, nel loro cd d’esordio il patinato gruppo irlandese ha traghettato verso le nuove generazioni questo brano un po’ snobbato dagli artisti locali, ma apprezzato dagli “emigrati” (strofe I, III, IV)

ASCOLTA The Fureys & Davey Arthur

ASCOLTA Don MacLean


I
Oh, Mary(1), this London’s a wonderful sight
The people here are working by day and by night
They don’t sow potatoes, nor barley, nor wheat
But there’s gangs of them diggin’ for gold in the street(2)
At least, when I asked them, that’s what I was told
So I just took a hand at this diggin’ for gold
But for all that I’ve found there I might as well be
In the place where the dark Mourne sweeps down to the sea
II
I believe that when writin’ a wish you expressed
As to how the fine ladies of London are dressed.
Well if you believe me, when asked to a ball
They don’t wear no tops to their dresses at all.
Oh, I’ve seen them myself and you could not, in thrath (truth)
Say if they were bound for a ball, or a bath,
Don’t be startin’ them fashions now, Mary Machree,
In the place where the dark Mourne sweeps down to the sea
III(3)
There’s beautiful girls here, oh never you mind
Beautiful shapes nature never designed
Lovely complexions of roses and cream
But let me remark with regard to the same
That if at those roses you venture to sip
Colors might all come away on your lips(4)
So I’ll wait for the wild rose that’s waitin for me
In the place where the dark Mourne sweeps down to the sea
IV
You remember young Davey McClaren(5) of course
Well sure now he’s round here with the rest of the force(6)
I saw him one day as I was crossin the strand
And he stopped the whole street with a wave of his hand
And as we stood talkin of days that are gone
The whole town of London stood there to look on
But for all his great powers he’s wishful like me
To be back where the dark Mourne sweeps down to the sea
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Oh Maria questa Londra è magnifica a vedersi,
la gente lavora notte e giorno
non seminano patate, né orzo né frumento
ma a gruppi scavano nella strada per l’oro
o almeno quando li ho interrogati è quello che mi è stato detto
così ho dato anche una mano a questo scavo per l’oro
ma in cambio di tutto quello che ho trovato là vorrei benissimo essere dove le montagne di Mourne si estendono fino al mare
II
Per soddisfare il desiderio che  hai espresso
di come bene siano vestite le signore di Londra.
ebbene credimi quando le si invita ad andare a un ballo, indossano abiti con le spalle scoperte
le ho viste io stesso e non si potrebbe dire in verità
se esse siano pronte per un ballo o un bagno!
Perciò non dare inizio alla loro moda  Mary Machree
dove le montagne di Mourne si estendono fino al mare
III
Qui ci sono le belle ragazze, non ci crederesti mai,
le più belle forme che la natura abbia mai creato
dalle belle carnagioni rose e panna,
ma vorrei osservare in merito
che se quelle rose ci si avventura a sorbire
i colori potrebbero tutti finire sulle vostre labbra,
così aspetterò per la rosa selvatica che mi sta aspettando
nel luogo dove le montagne di Mourne si estendono fino al mare
IV
Ti ricordi naturalmente del giovane Davey McClaren
è ora in giro con il resto della polizia metropolitana
L’ho visto un giorno che stavo attraversando il corso principale
e fermò l’intera strada con un gesto della mano
e mentre parlavamo dei giorni passati
l’intera città di Londra stava a guardare!
Ma nonostante tutti i suoi grandi poteri è pieno di desiderio come me
di essere di nuovo dove  le montagne di Mourne si estendono fino al mare

NOTE
1) la canzone è impostata come una lettera scritta ad un amica  o alla fidanzata di nome Maria Machree rimasta in Irlanda (all’epoca compresa per intero nel Regno Unito)
2) il montanaro irlandese è preso in giro dai londinesi, ma la Londra dell’epoca poteva a ragione apparire come la terra dell’oro dove molti manovali erano richiesti nei lavori di sterro dei canali e delle strade ma anche nei cantieri edili di grandi edifici e le altre grandi infrastrutture.
3) nella versione di Percy French la strofa si trova dopo l’incontro con il conoscente comune e le osservazioni contenute fanno parte della conversazione tra i due

empresse-eugene
4) una onesta e bella donna irlandese mai si pitturerebbe le labbra con il rossetto e il bel colorito delle sue labbra e sulle guance sarebbe solo frutto della sua salute e del turgore giovanile. Al contrario le labbra e le guance delle londinesi sono dipinte e il bel colorito viene via baciandole. Il poeta apprezza la sua Maria e la paragona ad una bella e genuina rosa selvatica.
5) il nome del conoscente a sua volta emigrato a Londra cambia a seconda delle versioni Peter O’Loughlin
6) il verso di Percy dice “now he is here at the head of the force” 

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5288
http://alpinline.blogspot.it/2011/08/mourne-mountains.html
http://www.irishmusicdaily.com/mountains-of-mourne

FAREWELL TO FIUNARY

TESTO: “Norman” MacLeod – Rev Dr Tormod MacLeòid (1783 – 1862)
MELODIA: Heather Island

ASCOLTA

La breve poesia è stata tradotta in gaelico scozzese da Archibald Sinclair con il titolo Soraidh Slan le Fionnairidh (qui)

SULL’AUTORE
“There is no Highlander held in more affectionate remembrance and admiration than the late Dr Norman Macleod: and with justice; for no one worked more arduously, understandingly, and sympathetically for the cause of the Gaelic language, Gaelic literature, and the Gaelic people than the famous poet-minister, who, to this day, is commonly spoken of as “The Great Norman.” It was, however, Dr Norman the elder who wrote “Fiunary,”–and not, as commonly stated, the late Dr Norman. His “Farewell to Fiunary” is probably the most universally-known modern poem in the West Highlands.” (tratto da qui)

Ecco la voce di Ian MacCodrum (1693-1779) l’ultimo bardo del Clan MacDonald di Uist
Look around you and see the gentry
with no pity for poor creatures,
with no kindness to their kin.
They do not think that you belong to the land,
and although they leave you empty
they do not see it as a loss.
They have lost their respect
for every law and promise
that was among the men
who took this land from the foe

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
“Guardati attorno e osserva questa piccola nobiltà senza pietà per i poveri, senza gentilezza per i loro consanguinei. Essi non pensano che tu appartenga alla terra, e sebbene ti lascino nel vuoto, non lo considerano una perdita. Essi hanno perso il rispetto per ogni legge e promessa che esisteva tra gli uomini che presero questa terra dal nemico”

ASCOLTA The Tannahill Weavers

ASCOLTA Rhiannon Fenn & Monique Bartkowiak

The air is clear the day is fine, and swiftly swiftly flows the time
The boat is floating on the tide that wafts me off from Fiunary(1)

Chorus:
We must up and haste away, we must up and haste away
We must up and haste away, farewell, farewell tae Fiunary

A thousand, thousand tender ties awake this day my plaintive sighs
My heart within me almost dies, at thocht of leaving Fiunary
But I must leave these happy vales, see how they fill, the spreading sails
Adieu, adieu, my native dales, farewell, farewell tae Fiunary

NOTE
1) Fiunary o Fuinary (Finnary) si trova nel Morvern (o Morvern). “There is nothing at Fiunary except a farm and a manse” scrive Alen McFadzean il blogger di Because they’re there… “There’s nothing there. It’s just trees, shoreline, a heron and a couple of cormorants. I don’t know what exactly I was expecting to find, but an old woman spinning wool outside a blackhouse and a couple of lads smoking pipes and gutting herring would have been nice. And perhaps the sound of an accordion playing Mairi’s Wedding, just to get my foot tapping. But there you go.
I get the impression that whoever lived in and around Fiunary during Reverend MacLeod’s day departed and never returned. Farewell to Fiunary was written during the latter years of the Highland Clearances. Before the clearances, Morvern’s population was nearly eight times greater than it is today. Perhaps, though, he was merely lamenting his own departure.” (tratto da qui) al quale rimando per la lettura di tutto il post.

La penisola è abitata da circa 300 persone contro le 2500 di prima delle Highland Clearances.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
L’aria è tersa, il giorno è bello e velocemente scorre il tempo, la barca è in attesa della marea che mi porta lontano da Fiunary. Dobbiamo alzarci e in fretta allontanarci addio a Fiunary. Mille teneri legami risvegliano in questo giorno sospiri di pianto, il mio cuore sta quasi per scoppiare al pensiero di lasciare Fiunary, ma devo abbandonare queste valli felici e guardare come le vele si dispiegano al vento, addio mie vallate natie, addio a Fiunary

FONTI
The Highland Clearances di John Prebble

http://sangstories.webs.com/farewelltofiunary.htm http://www.tannahillweavers.com/lyrics/103lyr4.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27351 https://thesession.org/tunes/6610 http://becausetheyrethere.com/2011/09/16/farewell-to-meall-a-bhuiridh-creise-and-fiunary/

GLEANNTÁIN GHLAS GHAOTH DOBHAIR

Francie Mooney (Pronsias Ó Maonaigh) è il padre Mairéad Ní Mhaonaigh, voce e violino del gruppo Altan. Talentuoso violinista nello stile del Donegal originario di Gweedore ha scritto diverse canzoni per lo più in gaelico, essendo il gaelico nella contea del Donegal (Irlanda Nord-Ovest) una lingua ancora parlata dalla gente comune.
Così sulla melodia “Shamrock shore” ecco anche un testo in gaelico scritto in tempi moderni e intitolato “The Green Glens of Gweedore”. Il titolo richiama un altro brano tradizionale sempre originario di Gweedore “The Green fields of Gaothdobhair” da non confondere però, essendo due testi e due melodie distinte (vedi).
Il tema è quello della emigration song..

ASCOLTA Altan in Runaway Sunday 1997

Céad slán ag sléibhte maorga
Chondae Dhún na nGall
Agus dhá chéad slán ag an Earagal árd
Ina stua os cionn caor ‘s call
Nuair a ghluais mise thart le loch Dhún Lúich
Go ciún ‘sa ghleann ina luí
I mo dhiaidh bhí Gleanntáin Ghlas Ghaoth Dobhair
Is beag nár bhris mo chroí

Ag taisteal domh amach fríd chnoic Ghleann Domhain
‘S an Mhucais ar mo chúl
Ní miste domh ‘ra le brón ‘s le crá
Gur fhreasach a shil mise súil
Go ‘Meiriceá siar, a bhí mo thriall
I bhfad thar an fharraige mhór
D’fhag mé slán ar feadh seal ag Dún na nGall
‘S ag Gleanntáin Ghlas Ghaoth Dobhair

Níorbh é mo mhiansa imeacht ariamh
Ó m’ thír bheag dhílis féin
Ach trom lámh Gall, le cluain
‘S le feall, a thiomáin mé i gnéill
B’é rún mo chroí-se pilleadh arís
Nuair a dhéanfainn beagán stór
‘S deireadh mo shaoil a chaitheamh lem ghaoil
Fá Ghleanntáin Ghlas’ Ghaoth Dobhair

Slán, slán go fóill a Dhún na nGall
A chondae shéimh gan smál
‘S dod gheara breá in am an ghá
Nár umhlaigh riamh roimh Ghall
Tá áit i mo chroí do gach fear ‘s gach mnaoi
‘S gach páiste beag agus mór
Áta beo go buan, gan bhuairt, gan ghruaim
Fá Ghleanntáin Ghlas Ghaoth Dobhair

TRADUZIONE INGLESE
Farewell to the noble mountains of Donegal
And twice farewell to tall Errigal, arching over rowan and ash tree
When I passed by Dunlewey lake, lying quietly in the glen
Behind me were the little green glens of Gaoth Dobhair, and it nearly broke my heart

Travelling through Glendowan’s Hills, and Muckish behind me
I don’t mind saying with sorrow and grief, that tears fell from my eyes
Westward to America was my journey, far across the wide sea
I said farewell for a while to Donegal, and the little green glens of Gaoth Dobhair

I never wanted to leave my own beloved land
But the foreigner’s heavy handed deceit and treachery drove me away
It would be my heart’s desire to return again, when I should get a little money
To spend the end of my life with my family, ‘round the little green glens of Gaoth Dobhair

Yet farewell, farewell to Donegal, the County fine and fair
And to your brave men who in time of need, did not ever cower before the foreigner
There’s a place in my heart for each man and woman, each child big and small
Who live in peace, without sorrow or grief, in the little green glens of Gaoth Dobhair

TRADUZIONE ITALIANO (dall’inglese) di Cattia Salto
Addio alle nobili montagne del Donegal e doppiamente addio all’alto Errigall che sovrasta il sorbo e il frassino, mentre passavo per il lago di Dunlewey che giace placido nella valle, alle mie spalle avevo le piccole valli di Gweedore e mi si stava per spezzare il cuore.
Viaggiando per le colline di Glendowan e con Muckish alle spalle, devo dire che con dolore e pena, che le lacrime mi cadevano dagli occhi, verso l’Ovest per l’America era il mio cammino lontano per il vasto oceano e dissi addio per un momento al Donegal e alle piccole valli di Gweedore. Non ho mai voluto lasciare la mia amata terra, ma la “longa mano” dello straniero e il tradimento mi hanno allontanato: è nel mio cuore il desiderio di ritornare di nuovo, quando avrò un po’ di denaro per trascorrere la fine della mia vita con la mia famiglia e tutt’intorno le piccole valli di Gweedore. Eppure addio al Donegal la contea graziosa e bella e ai tuoi uomini coraggiosi che nel tempo del bisogno non si sono mai inchinati davanti allo straniero, c’è un posto nel mio cuore per ogni uomo e donna, ogni bambino grande e piccolo che vivono in pace, senza dolore e sofferenza, nelle piccole valli di Gweedore

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/altan/gleanntain.htm http://songsinirish.com/p/gleanntain-ghlas-ghaoth-dobhair-lyrics.html
http://www.irishtune.info/tune/2963/

(PADDY’S GREEN) SHAMROCK SHORE

partenza-nave-emigrantiUna canto irlandese tradizionale molto probabilmente originario del Donegal, di cui per una sola melodia sono state scritte diverse versioni testuali, che pur trattando lo stesso tema non si possono considerare come varianti.

Già alla fine del 1800 P. W. Joyce lo riporta nella sua raccolta “Ancient Irish Music” per poi ripubblicarlo nel 1909, così scrive “This air, and one verse of the song, was published for the first time by me in my Ancient Irish Music, from which it is reprinted here. It was a favourite in my young days, and I have several copies of the words printed on ballad-sheets”.

Rispetto alla versione “standard”(qui) si trovano un paio di testi, i quali riprendono sempre il tema dell’emigrazione

ALTRE VERSIONI TESTUALI (PADDY’S GREEN) SHAMROCK SHORE

Questo testo è stato scritto da Patrick Brian Warfield, cantante e polistrumentista del gruppo irlandese The Wolfe Tones (autore di molte canzoni per il gruppo)

ASCOLTA The Wolfe Tones

I
Oh, fare thee well to Ireland
My own dear native land
It’s breaking my heart to see friends part
For it’s then that the tears do fall
I’m on my way to Americae
Will I e’er see home once more
For now I leave my own true love
And Paddy’s green shamrock shore
II
Our ship she lies at anchor
She’s standing by the quay
May fortune bright shine down each night
As we sail across the sea
Many ships have been lost, many lives it cost
On this journey that lies before
With a tear in my eye I’ll say goodbye
To Paddy’s green shamrock shore
III
So fare thee well my own true love
I’ll think of you night and day
And a place in my mind you surely will find
Although we’ll be far, far away
Though I’ll be alone far away from home
I’ll think of the good times once more
Until the day I can make my way
Back home to the shamrock shore
IV
And now our ship is on the way
May heaven protect us all
With the winds and the sail we surely can’t fail
On this voyage to Baltimore
But my parents and friends did wave to the end
‘Til I could see them no more
I then took a chance with one last glance
At Paddy’s green shamrock shore

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Addio all’Irlanda la mia cara terra natia, mi si spezza il cuore separarmi dagli amici perchè è allora che le lacrime scorrono, sono sulla via dell’America. Rivedrò ancora una volta la mia casa, per ora lascio la mia innamorata e la spiaggia del verde trifoglio degli Irlandesi. La nostra nave si trova in rada e lei è in piedi sul molo; che la buona sorte ci accompagni ogni notte mentre navighiamo il mare, molte navi sono andate perdute (nel naufragio) costato molte vite, in questo viaggio che abbiamo davanti, con le lacrime agli occhi, dirò addio alla spiaggia del verde trifoglio degli Irlandesi. Così addio amore mio, ti penserò notte e giorno e un posto nel mio cuore tu di certo troverai , anche se siamo tanto lontani e sebbene io sarò solo, lontano da casa, ripenserò ai bei tempi ancora una volta, fino al giorno in cui potrò fare ritorno sulla via della spiaggia del trifoglio. Ora la nostra nave è in viaggio che il cielo ci protegga tutti con i venti e  le vele di certo non falliremo in questo viaggio verso Baltimora, ma che genitori e amici restino a salutare fino a quando non riuscirò più a vederli e allora darò l’ultimo sguardo ala spiaggia del verde trifoglio degli Irlandesi

Questa versione riprende pari pari la III strofa della versione precedente

ASCOLTA The High Kings


So fare thee well, my own true love
I’ll think of you night and day
Farewell to old Ireland
Good-bye to you, Bannastrant(1)
No time to look back
Facing the wind, fighting the waves
May heaven protect us all
From cold, hunger and angry squalls
Pray I won’t be lost
Wind in the sails, carry me safe
Chorus:
So fare thee well, my own true love
I’ll think of you night and day
A place in my mind you will surely find
Although I am so far away
And when I’m alone far away from home
I’ll think of the good times once more
Until I can make it back someday here
To Paddy’s green shamrock shore.
Out now on the ocean deep
Ship’s noise makes it hard to sleep
Tears fill up my eyes
The image of you won’t go away
(Chorus)
New York is in sight at last
My heart, it is pounding fast
Trying to be brave
Wishing you near
By my side, a stór
(Chorus)
Until I can make it back someday here
To Paddy’s green shamrock shore

NOTE
1) Banna Strand , ovvero Banna Beach, si trova nella Tralee Bay contea di Kerry

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Addio amore mio, ti penserò notte e giorno addio alla vecchia Irlanda e addio a te Bannastrant non c’è tempo per guardarsi indietro, ma fronteggiar e il vento e combattere le onde, che il cielo ci protegga dal freddo, dalla fame e dalle raffiche rabbiose. Fuori ora sull’oceano profondo le lacrime mi riempiono gli occhi e la tua immagine non se ne vuole andare via. New York è in vista alla fine e il mio cuore batte forte cercando il coraggio ma desiderando di averti accanto, cuore mio. FInchè potrò ritornare un giorno alla spiaggia del verde trifoglio degli Irlandesi

FONTI
http://www.kinglaoghaire.com/lyrics/191-paddy-s-green-shamrock-shore http://www.kinglaoghaire.com/lyrics/192-paddys-green-shamrock-shore-1 http://www.celticlyricscorner.net/soundtracks/paddys.htm

SHAMROCK SHORE

Una canto irlandese tradizionale molto probabilmente originario del Donegal, di cui per una sola melodia sono state scritte diverse versioni testuali, che pur trattando lo stesso tema non si possono considerare come varianti.

Già alla fine del 1800 P. W. Joyce lo riporta nella sua raccolta “Ancient Irish Music” per poi ripubblicarlo nel 1909, così scrive “This air, and one verse of the song, was published for the first time by me in my Ancient Irish Music, from which it is reprinted here. It was a favourite in my young days, and I have several copies of the words printed on ballad-sheets“.

LA MELODIA

Una melodia tipicamente irish diffusa tra i traveller già alla fine del 1700, oggi si conosce con diversi titoli: Shamrock shore, Erin Shore (ASCOLTA versione strumentale del gruppo irlandese The Corrs in Forgiven, Not Forgotten 1995), Lough Erin Shore (ASCOLTA la versione strumentale sempre dei Corrs in Unpluggesd 1999), Gleanntáin Ghlas’ Ghaoth Dobhair, Gleanntan Glas Gaoith Dobhair ovvero The Green Glens Of Gweedor (con testo scritto da Francie Mooney) (vedi)

Così con il titolo di Shamrock shore compare in diversi broadsides databili tra il 1819 e il 1844

PRIMA VERSIONE

ASCOLTA Horslipe

I
In early spring when small birds sing and lambkins sport and play,
My way I took, my friends forsook, and came to Dublin quay;
I enter’d as a passenger, and to England I sailed o’er;
I bade farewell to all my friends, and I left the shamrock shore.
II
To London fair, I did repair some pleasure there to find
I found it was a lovely place, and pleasant to mine eye
The ladies to where fair to view,
and rich the furs they wore
But none I saw, that could compare to the maids of the shamrock shore…

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
All’inizio della primavera quando gli uccellini cantano e gli agnellini si divertono e giocano, presi la mia strada e abbandonai gli amici per andare al molo di Dublino. Mi imbarcai come passeggero e lasciai l’Inghilterra, dissi addio a tutti i miei amici e lasciai la spiaggia del trifoglio. Nella bella Londra mi recai per cercare del divertimento, ho trovato un posto bel posto e piacevole ai miei occhi, belle donne da guardare con indosso delle costose pellicce, ma niente vidi che si sarebbe potuto paragonare alla fanciulle della costa del trifoglio

Ancora P. W. Joyce in Old Irish Folk Music (1909) riporta il seguente testo
“Ye muses mine, with me combine and grant me your relief,
While here alone I sigh and moan, I’m overwhelmed with grief:
While here alone I sigh and moan far from my friends and home;
My troubled mind no rest can find since I left the Shamrock shore.”

LA VERSIONE STANDARD

songsofadonegalman_12ts257The common Paddy’s Green Shamrock Shore was first sung on an EFDSS LP(1969) by Packie Manus Byrne, now over 80 and living in Ardara Co Donegal*. He was born at Corkermore between there and Killybegs. It was taken up by Paul Brady and subsequently. However, there are longer and more local (to north Derry, Donegal) versions in Sam Henry’s Songs of the People and in Jimmy McBride’s The Flower of Dunaff Hill.” (tratto da qui) Sam Henry scrive in merito “Another version has been received from the Articlave district, where the song was first sung in 1827 by an Inishowen ploughman.”

*Packie è morto il 12 maggio 2015

ASCOLTA Liam Ó Maonlai (strofe I, IV, V, II)

ASCOLTA The Chieftains (strofa I, II, IV, V, II)
ASCOLTA The Johnstons (la voce è di Paul Brady) in “The Barley Corn” 1969

I
From Derry quay we sailed away
On the twenty-third of May
We were boarded by a pleasant crew
Bound for Amerikay
Fresh water then we did take on
Five thousand gallons or more
In case we’d run short going to New York
Far away from the shamrock shore
II
Then fare thee well, sweet Liza dear
And likewise to Derry town
And twice farewell to my comrades bold
That dwell on that sainted ground
If fame or fortune shall favour me
And I to have money in store
I’ll come back and I’ll wed the wee lassie I left
On Paddy’s green shamrock shore
III
At twelve o’clock we came in sight
Of famous Mullin Head
And Innistrochlin to the right stood out
On the ocean’s bed
A grander sight ne’er met my eyes
Than e’er I saw before
Than the sun going down ‘twixt sea and sky
Far away from the shamrock shore
IV
We sailed three days (weeks), we were all seasick
Not a man on board was free
We were all confined unto our bunks
And no-one to pity poor me
No mother dear nor father kind
To lift up my head, which was sore
Which made me think more on the lassie I left
On Paddy’s green shamrock shore
V
Well we safely reached the other side
in three (fifteen) and twenty days
We were taken as passengers by a man(1)
and led round in six different ways,
We each of us drank a parting glass
in case we might never meet more,
And we drank a health to Old Ireland
and Paddy’s Green Shamrock Shore

NOTE
1) si riferisce dell’accoglienza a Ellis Island (New York) quando gli immigrati erano ispezionati e trattenuti per le formalità burocratiche, ma la frase non è molto chiara

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dal porto di Derry partimmo il 23 di Maggio eravamo a bordo di una ciurma che salpava per l’America, abbiamo preso cinque mila e più litri di acqua fresca per il breve viaggio fino a New York, lontano dalla spiaggia del trifoglio. Così addio cara e dolce Liza, e addio alla città di Derry e due volte addio ai miei bravi compagni che restano su quella terra santa, se fama e fortuna mi arrideranno e farò dei soldi a palate, ritornerò indietro e sposerò la fidanzatina che ho lasciato sulla spiaggia del verde trifoglio degli Irlandesi. Navigammo per tre giorni e abbiamo sofferto tutti il mal di mare, non c’era un uomo a piede libero a bordo, eravamo tutti confinati nelle nostre cuccette, senza nessuno a confortarmi, né la cara madre, né il buon padre a sorreggermi la testa che era dolorante. il che mi ha fatto pensare ancora di più alla ragazza che ho lasciato sulla spiaggia del verde trifoglio degli Irlandesi.
Raggiungemmo infine l’altra sponda in salvo in 23 gioni, siamo stati presi come passeggeri da un uomo che ci ha portato in giro in sei modi differenti, così bevemmo tutti il bicchiere dell’addio nel caso non ci fossimo più incontrati e bevemmo alla salute della vecchia Irlanda e della spiaggia del verde trifoglio.

continua seconda parte qui

FONTI
http://www.ceolas.org/cgi-bin/ht2/ht2-fc2/file=/tunes/fc2/fc.html&style=&refer=&abstract=&ftpstyle=&grab=&linemode=&max=250?isindex=green+shamrock+shore https://thesession.org/tunes/5936 https://thesession.org/discussions/2129 https://thesession.org/tunes/7048 https://thesession.org/discussions/13438 https://thesession.org/recordings/218 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=62929 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=130087 http://www.kinglaoghaire.com/lyrics/191-paddy-s-green-shamrock-shore http://www.kinglaoghaire.com/lyrics/192-paddys-green-shamrock-shore-1 http://www.celticlyricscorner.net/soundtracks/paddys.htm

GREEN FIELDS OF GAOTH DOBHAIR

I Clannad nell’album Fuaim 1982 scrivono di aver sentito cantare la canzone da Cathal Ó Baoill (Charlie Joe Thimlin) e di averla arrangiata abbinandola ad una melodia della Contea di Derry. Il canto è un emigration song che decanta le bellezze di Gweedore (irlandese: Gaoth Dobhair ), un distretto di lingua irlandese che si trova sulla costa atlantica della contea di Donegal, Irlanda.

Down past Dunlewey’s bonny lakes(1)
One morning I did stray,
Until I reached sweet Clady banks(2)
where the silvery salmon play,
I strolled around through old Bunbeg(3)
and down along the shore,(4)
And gazed with admiration
on the green fields of Gaothdobhair.

I visit Magherclocher,
On Middletown heights I stand,
Beneath me lies the ocean wide,
and Machergallon strand,
Those sandy banks so dear to me,
Those banks I do adore,
Behind me lies sweet Derrybeg(3)
and the green fields of Gaothdobhair.

The bonny Isle of Goal
and Inishmean so near,
I see the little fishing fleet
as it lies along the pier,
I wander through the graveyard
where those have gone before,
That once lived happy and content
on the green fields of Gaothdobhair.

I see sweet Inish Oirthir,
and far off Tory Isle,
I view the ocean liners
as they stream along in style,
on board are Irish emigrants
with hearts both sad and sore,
As they gazed on old Tir Chonaill(5) hills
and the green fields of Gaothdobhair.

NOTE
1) il Lough Dunlewy è situato nella Poison Glen quella che è definiti come la valle più selvaggia del Donegal Il nome della valle è frutto di un refuso di un oscuro cartografo che nel tradurre il inglese i nomi in gaelico confuse la parola neamh (paradisiaco) con nimhe(avvelenato)
2) il fiume è ancora rinomato per la sua pescosità vedi
3) Bunbeg e Derrybeg sono due paesini così talmente vicini da sembrare un unico agglomerato VIDEO
4) La costa di Gweedore è un rincorrersi di lunghe spiagge sabbiose e scogliere frastagliate
5) Tir Chonaill= la Terra di Conall inglesizzato in Tyrconnell era un regno d’Irlanda (Nord-Ovest) rimasto indipendente fino al 1601 equivalente grosso modo alla contea del Donegal (anche se ben più vasto); il regno venne istituito nel V secolo da un figlio di Nial dei Nove Ostaggi (in inglese Niall of the Nine Hostages) e governato dal clan O’Donnell fino alla Fuga dei Conti

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Attraversavo un giorno il bel lago di Dunlewey finchè raggiunsi le rive del gradevole Clady dove nuotano i salmoni argentati, vagabondai per il vecchio Bunbeg e giù fino alla spiaggia e ammirai i verdi campi di Gweedore.
Visito Magherclocher e sulle alture di Machergallon mi metto in piedi, sotto di me giace il vasto oceano e la spiaggia di Machergallon, quelle rive sabbiose così care per me, quelle sponde che adoro, alle mie spalle scorre il dolce Derrybeg e i verdi campi di Gweedore.
La bella isola di Goal così vicina a Inishmean vedo la fila di pescherecci che stanno al molo, mi aggiro per il cimitero di coloro che se ne sono già andati  e un tempo vivevano felici e contenti sui verdi campi di Gweedore. Vedo il dolce Inish Oirthir e lontano l’isola di Tory, i transatlantici mentre seguono la corrente con eleganza, a bordo ci sono gli emigranti irlandesi con i cuori tristi e addolorati, che guardano fisso le colline della vecchia Tyrconnell e i verdi campi di Gweedore.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=14695

 

WHEN MY LOVE AND I PARTED

Emigrants_leave_IrelandUna canzone  estremamente popolare nell’Ottocento, dal titolo “When my love and I parted”, dalle incerte origini settecentesche (forse irlandese forse inglese) sulla separazione di due innamorati.

Così su Mudcat è riportata una testimonianza (qui) “I recently came across a reference to this song in the memoirs of a fella by the name of William Grattan who served as an Anglo-Irish officer in Spain over troops from the West of Ireland (The Connaught Rangers). The year was 1812. I was moved by the following account of the mood of the Irish as they were preparing to rush into a brutal breech in the walls of a city called Badajoz near the borders of Portugal. Here’s Grattan’s words: “The band of my corps, the 88th, all Irish, played several airs which exclusively belong to their country, and it is impossible to describe the effect it had upon us all; such an air as “Savourneen Deelish” is sufficient, at any time, to inspire a feeling of melancholy, but on an occasion like the present it acted powerfully on the feelings of the men: they thought of their distant homes, of their friends, and of bygone days. It was Easter Sunday, and the contrast which their present position presented to what to what it would have been in their native land afforded ample food for the occupation of their minds…”

Ma in origine la canzone era il canto d’addio di un soldato irlandese alla fidanzata, ovvero un povero diavolo irlandese costretto dalla necessità a una lunga ferma presso “the British Army”, che una volta ritornato a casa “Peace was proclaim’d,—escaped from the slaughter” scopre che la fidanzata era morta..

Rita Gallagher scrive su Mudcat (qui): “I learned this little song from a recording made by Charlie Herron, Glenfinn, County Donegal, Ireland, an avid collector of songs, made many years ago, at some singing session or other, and I included it in a cassette “Easter Snow” which I made in 1997; cassette kindly promoted and distributed by John Moulden, Ulster Singers, at that time, song has been recorded since then by “Solas” and perhaps others.”

Nella versione ritrovata attraverso la tradizione orale del Donegal non è più il soldato a lamentarsi, ma la fidanzata rimasta in Irlanda, non sappiamo nemmeno il motivo della separazione ma è più probabilmente un lamento per la partenza del fidanzato per l’America!

ASCOLTA Rita Gallagher in The May Morning Dew 2010 originariamente registrata nel 1997 (versione integrale su Spotify)

ASCOLTA Solas & Deirdre Scanlan in “The Hour before Dawn” 2009

When my love and I parted, the wind blew cold
When my love and I parted, our love untold
Though my heart was crying, “Love, come with me”(1)
I turned my face from him and sought the sea
When my love and I parted, we shed no tears
For we knew that between us lay weary years
A bird was singing on a tree
And a gleam of sunlight lay on the sea
Parting is bitter and weeping, vain
But all true lovers will meet again
For no fate can sever my love from me
For his heart is a river and mine, the sea

NOTE
1) è l’uomo che chiede alla donna di seguirlo, ma la domanda è chiaramente senza risposta perchè era già stato difficile trovare i soldi per poter comprare un solo biglietto.. così partiva il più giovane e determinato della famiglia e gli altri ne aspettavano il ritorno o che mandasse i soldi per potersi pagare a loro volta il viaggio..

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Quando il mio amore ed io ci separammo il vento era gelido e il nostro amore era immenso, anche se il mio cuore stava gridando “Amore vieni con me” ho voltato il viso e guardato il mare. Quando il mio amore ed io ci separammo non abbiamo pianto perchè sapevamo che tra di noi ci sarebbero stati anni difficili, un uccello cantò sul ramo e un raggio di sole si posò sul mare. Lasciarci inutilmente è doloroso e straziante, ma tutti i veri innamorati si incontreranno ancora, perchè nessun destino può separarmi dal mio amore che il suo cuore è un fiume e il mio il mare…

LA STORIA DIETRO LA CANZONE

Un primo testo è stato scritto nel 1791 dal commediografo inglese George Coleman il giovane (1762-1834) direttore del  Drury Lane ( Theatre Royal Drury Lane di Londra) per la commedia “The Surrender of Calais“. La melodia è invece tratta dalla commedia “The Poor Soldier” (1783) di William Shield and John O’Keefe con il titolo “Farewell Ye Groves”: “Savournah Delish,” a tune credited to Samuel Arnold (1740-1802) that was used in John O’Keefe and William Shield’s Poor Soldier (1783) for another “farewell song” beginning “Farewell ye Groves” (Wells 502-4; Wolfe, Secular Music #272-76).
Ho trovato lo spartito di Savourna Delish, con la dicitura “attribuito a Samuel Arnold pubblicato a Dublino 1790 circa” e come sottotitolo “a suched amired song in “The Surrender of Calais”.
Lo stesso titolo lo troviamo scritto come “Savourneen Deelish, Eileen Oge”

ASCOLTA John McCormack 1907 in una versione d’epoca
SAVOURNEEN DEELISH, EILEEN OGE(1)
Oh! the moment was sad when my love and I parted;
Savourna deligh shighan ogh!
As I kiss’d off her tears, I was nigh broken hearted;
Savourna deligh shighan ogh;
Wan was her cheek, which hung on my shoulder;
Damp was her hand, no marble was colder;
I felt that I never again should behold her.
Savourna deligh shighan ogh!
Long I fought for my country, far, far from my true love;
Savourna deligh shighan ogh!
All my pay and my booty I hoarded for you, love;
Savourna deligh shighan ogh!
Peace was proclaim’d,—escaped from the slaughter,
Landed at home—my sweet girl I sought her;
But sorrow, alas! to the cold grave had brought her.
Savourna deligh shighan ogh!

NOTE
1) in inglese “Young Eileen, the faithful sweetheart” per celia George Coleman dice di aver avuto il versetto da un suo amico irlandese e che lo scrive così come l’ha sentito storpiando il gaelico ”s a mhuirnin dilis’ ( in inglese “and my own true love” ovvero amore caro)

I due George Coleman e Samuel Arnold collaborarono per la scrittura dell’opera teatrale, ma sebbene la melodia in questione sia stata attribuita a Arnold in realtà già proveniva da un’altra comic opera “The Poor Soldier” (1783) di William Shield, (1754-1829), pure egli inglese. Resta il dubbio se la melodia fosse stata scritta da Shield “in the fashionable “Stage Irish” style of the day” o se fosse una melodia tradizionale irlandese (e il sospetto ha una sua fondatezza essendo John O’Keefe, commediografo e librettista, di origini irlandesi).
Ritroviamo il testo nella raccolta “American Memory” della Biblioteca del Congresso con un’ulteriore strofa finale
She is gone now, alas! and thus left me forlorn,
Savourneen deelish Eileen oge!
I’ll take to the desart, forever I’ll mourn,
Savourneen deelish Eileen oge!
Not the warbling throng, with the notes so charming,
Never shall soothe my grief or mourning,
But in silent solitude, sighing for my Darling.

FONTI
http://www.brendanmcauleymusic.com/#!reviews/c1kam http://www.monartcollection.com/category/the-music-collection/18th-century-music/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=83225 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12700 http://www.contemplator.com/ireland/deelish.html http://memory.loc.gov/ammem/index.html http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Moyl173.html http://www.kalliope.org/en/digt.pl?longdid=moore2000082969 http://www.celticlyricscorner.net/solas/when.htm

SHORT JACKET AND WHITE TROUSERS

donna-marinaioC’è un discreto filone tra i canti del mare, che narrano di fanciulle innamorate che si travestono da marinaio, pur di attraversare l’Oceano per andare alla ricerca del loro fidanzato, che le ha lasciate per emigrare in America. (vedi)
Tutte raccontano la stessa storia: la fanciulla (tra)vestita da uomo si imbarca come mozzo e viene notata dal capitano, il quale resta turbato dal nuovo marinaio al punto di innamorarsi; solo giunti a riva però la fanciulla rivela la sua vera identità e il capitano ammirato dal suo coraggio, le giura amore eterno e le chiede di sposarlo.
In questa ballata dal titolo ” Maid that’s deep in love”, “Maid in sorrow”, “The short jacket”, “Blue Jacket and White Trousers” il capitano resta colpito dalle fattezze del giovane bel marinaio e “ci prova” ma lei tiene nascosta la sua sessualità e lo respinge, ben determinata a trovare il suo innamorato. (prima parte qui)

LA VERSIONE INGLESE: WHITE TROUSERS

Il brano è stato diffuso da A.L. Lloyd che lo registrò nel 1962 e scrisse in merito: “Girls dressed in male attire, living “man to man” in the fo’c’sle with rough seamen, may find themselves in delicate situations. This song offers an unusual quizzical but characteristically good-natured view of the matter. The song is still known among British seamen in various stages of dilapidation and differing degrees of coarseness. For some reason it has seldom found its way into print. Greenleaf and Mansfield found a good version in Newfoundland, and we’ve borrowed some of their delicate lines to replace a few rough passages in the song as sung by ex-bosun Ned Close of London.”

ASCOLTA A.L. Lloyd
l’unico video al momento disponibile su Youtube è quello di Gavin Atkin


Short jacket and white trousers(1)
this young girl she put on
And like a gallant seaman bold
went roving through the down.
She did engagé  with our Captain Ross a sailor for to be
And it was to seek her own true love across the raging sea.
One night as she sat drowsing, she was ready for her bed,
Our captain heaved a sigh and said, “Oh, I wish you was a maid.
Your cherry cheek and curly hair
they have beguiled me
And I’ve often wished with all me heart you could me sweetheart be.”
“Oh hold your tongue, dear captain, such talk’s all in vain,
And if our shipmates come to know they would make sport and game.(2)
But when that we do reach ashore some pretty girls we’ll find
to ramble along with us bold lads,
see and you’re that way inclined.”
It’s about a few days after we docked in Baltimore,
This gal appeared in her petticoats which made the captain roar.
“Oh, a sailor I have been on board
but a maid I’m going ashore,
And you’ve missed your chance(3), dear captain, so adieu for ever more.”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
La corta giacchetta e i pantaloni bianchi quella ragazza indossò
e come un valente marinaio coraggioso si mise a girare per il molo.
Ha firmato con il Capitano Ross
per essere un marinaio ed andare alla ricerca del suo innamorato attraverso il mare mosso.
Una sera mentre si stese nel letto per dormire, il nostro capitano la guardò e disse :” Vorrei che tu fossi una fanciulla, le tue guance rosee, e i tuoi capelli ondulati mi hanno attirato, vorrei perdio con tutto il cuore,
che tu fossi la mia amante”.
Frena la tua lingua, caro capitano, questo discorso è completamente vano, che se la ciurma lo scopre, riderebbero e ci scherzerebbero sopra(2).
Ma quando raggiungeremo la spiaggia , tu troverai molte ragazze graziose, invece di metterti con noi bravi ragazzi, allora vedrai quello a cui sei portato”.
Dopo pochi giorni attraccammo a Baltimora
la ragazza che aveva fatto sbandare il capitano, si mise le sottane “ero un marinaio a bordo, ma sarò una fanciulla a terra . Hai perso la tua occasione(3), caro capitano, così addio e a mai più rivederci!

NOTE
1) giacca blu e pantaloni bianchi è la divisa della Royal Navy
2) Più che per le doti di forza e resistenza fisica richieste dal lavoro marittimo di quel tempo, il divieto alle donne marinaio era legato alla sfera della sessualità, bandita dalla nave perchè foriera di disordine sociale: così anche l’omosessualità era spietatamente punita nella Royal Navy del Diciottesimo secolo, poiché ritenuta pratica sovversiva della disciplina e dell’ordine; la sola presenza di una donna a bordo poteva generare situazioni di conflitto tra i marinai. (continua)
3) qui è la donna ad avere il pieno controllo della situazione!

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/shortjacketandwhitetrousers.html http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/04/short.htm http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/12/bluejacket.htm
http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/SHORTJAC.html

MAID THAT’S DEEP IN LOVE

donna-marinaioC’è un discreto filone tra i canti del mare, che narrano di fanciulle innamorate che si travestono da marinaio, pur di attraversare l’Oceano per andare alla ricerca del loro fidanzato, che le ha lasciate per emigrare in America. (vedi)

Tutte raccontano la stessa storia: la fanciulla (tra)vestita da uomo si imbarca come mozzo e viene notata dal capitano, il quale resta turbato dal nuovo marinaio al punto di innamorarsi; solo giunti a riva però la fanciulla rivela la sua vera identità e il capitano ammirato dal suo coraggio, le giura amore eterno e le chiede di sposarlo.
In questa ballata dal titolo ” Maid that’s deep in love”, “Maid in sorrow”, “The short jacket”, “Blue Jacket and White Trousers” il capitano resta colpito dalle fattezze del giovane bel marinaio e “ci prova” ma lei tiene nascosta la sua sessualità e lo respinge, ben determinata a trovare il suo innamorato.

LA VERSIONE AMERICANA: MAID THAT’S DEEP IN LOVE

La canzone è molto rara in Irlanda, mentre si trova più diffusamente nell’America Nord-Est. Potrebbe risalire al XVIII secolo o più probabilmente ai tempi della massiccia emigrazione irlandese verso l’America del secolo successivo.

“To the best of my knowledge, the only vestige of the song recovered on this side of the Atlantic is the single stanza entitled The Mermaid in Joyce’s Old Irish Folk Music (and even there, the story of the song seems to be different from the American versions). The various Newfoundland, Nova Scotia and Maine versions seem to be very much alike, and may relate to a broadsheet print. This present version is very fragmentary, of course, and is quite lacking in the central theme of the story (The Broomfield Hill theme, one might call it) of the girl outwitting the amorous captain. But it does contain what the north-eastern American versions usually miss, which is the motive of search for a lost lover. A Missouri version of the song begins: “There was a fair damsel all crossed in love, and deeply sunk in despair, O”. Mrs Costello’s melody is more familiar as one of the Lowlands of Holland sets – A. L. L. (Journal of the English Folk Dance and Song Society, Dec 1953 tratto da qui)

Sono stati i Pentangle a farne la versione standard nel loro album “Cruel Sister” del 1970

I
I am a maid that’s deep in love
But yes I can complain
I have in this world but one true love
And Jimmy is his name
And if I do not find my love
I’ll mourn most constantly
And I’ll find and follow Jimmy thro’
The lands of liberty(1)
II
Then I’ll cut off my yellow hair
Men’s clothing I’ll wear on
I’ll sign to a bold sea captain
My passage I’ll work free
And I’ll find and follow Jimmy thro’
The lands of liberty
III
One night upon the raging sea
As we were going to bed(2)
The captain cried “Farewell my boy,
I wish you were a maid
Your rosy cheeks, your ruby lips
They are enticing me
And I wish dear God with all my heart
A maid you were to me”
IV
“Then hold your tongue, dear captain
Such talk is all in vain
And if the sailors find it out
They’ll laugh and make much game
For when we reach Columbia(3) shore
Some prettier girls you’ll find
And you’ll laugh and sing you’ll court with them
For courting you are inclined”
V
It was no three days after
Our ship it reached the shore
“Adieu(4) my loving captain
Adieu for evermore
For once I was a sailor on sea
But now I am a maid on the shore
So adieu to you and all your crew
With you I’ll sail no more”
VI
“Come back, come back, my own pretty maid
Come back and marry me
I have ten thousand pounds in gold
And that I’ll give to thee
So come back, come back, my own pretty maid
Come back and marry me”
TRADUZIONE ITALIANO (da qui)
I
Sono una fanciulla perdutamente innamorata, ma ho qualcosa che mi fa soffrire. Ho in questo mondo, nient’altro che un unico vero amore
e Jimmy è il suo nome e se non trovo il modo (di avere) il mio amore
non smetterò di piangere
E io cercherò e inseguirò Jimmy
Nella terra della libertà(1)
II
Allora ho tagliato i miei biondi capelli
Ho indossato abiti da uomo
Ho firmato con un brillante capitano
Per il mio passaggio lavorerò senza stipendio
E io cercherò e inseguirò Jimmy
Nella terra della libertà
III
Una notte sul mare in tempesta
mentre stavamo andando a fondo (2)
il capitano gridò: “Addio ragazzo mio
vorrei che tu fossi una fanciulla
le tue gote rosse, le tue labbra color rubino
mi attirano verso di te
Ed io vorrei, mio Dio, con tutto il mio cuore
che tu fossi una ragazza per me.”
IV
“Frena la tua lingua, caro capitano
questo discorso è completamente vano
che se i marinai lo scoprono
Riderebbero e ci scherzerebbero sopra molto
Perché quando raggiungeremo la costa della Columbia (3)
tu troverai molte ragazze più belle
E tu riderai e canterai e farai loro la corte
Perché sei portato a fare la corte”.
V
Solo tre giorni dopo
La nostra nave ha raggiunto la costa
“Addio(4) mio capitano innamorato
Addio per sempre
Perché un tempo sul mare, ero un marinaio
Ma ora a terra sono una ragazza
Quindi, addio a te e tutta la ciurma
Con te non navigherò più”
VI
“Torna, torna, mia graziosa ragazza
Torna indietro e sposami
Ho dieci mila sterline d’oro
E questo è ciò che darò a te
Quindi torna indietro, torna indietro, mia graziosa ragazza
Torna indietro e sposami”

NOTE
1) L’America
2) andare a dormire (per sempre)
3) La Columbia Britannica, dove si trovano le città di Victoria e Vancouver, la più occidentale delle province canadesi.
4) Addio è pronunciato in francese, probabilmente in coerenza con la terra di destinazione, abitata anche da persone di lingua francese.

I AM A MAID THAT SLEEPS IN LOVE

Si tratta di una variante della precedente canzone proposta dal gruppo americano-irlandese Solas. Colgo l’occasione di rimandarvi alla scheda segnalata nel blog di  Phillip Kay (qui) che così scrive “Séamus Egan, who founded the group, is a virtuoso on flute, banjo, mandolin and guitar. ..The Words That Remain, Solas’ third album released in 1998, preserves the equal balance of dance tunes and songs seen in the previous CD. The album blends Woody Guthrie (surely one of the most influential writers who ever lived), reels that open like a morna from Cesária Évora, a traditional song from the Orkneys, music from Brittany, traditional Irish jigs and reels, and a song from Peggy Seegar. Solas knows just how flexible Irish traditional music is, and was, jigs mutating into barn dances in America, the banjo coming back to Britain to add to the musical texture of Irish bands. But there seems just a trace of losing identity, of opening up to influences too widely. The album features the singing of Karan Casey, superb on both contemporary and traditional material, and the guitar of John Doyle, by now producing sounds reminiscent of Django Reinhardt. ” Non posso che concordare con lui il gruppo dopo il quarto album: “Unfortunately they seem to have abandoned Irish music in favour of more self penned material. Good as this is, it makes the group’s music far from unique.”

ASCOLTA Solas in “The words that remain” 1998


I am a maid that sleeps in love
and cannot feel my pain(1)
For once I had a sweetheart,
and Johnny was his name
And if I cannot find him,
I’ll wander night and day
For it’s for the sake of Johnny,
I’ll cross the stormy seas
I’ll cut off my yellow locks,
men’s clothing I’ll wear on
And like a gallant soldier boy
this road I’ll gang along
Enquiring for a captain a passage to engage free
For to be his chief companion on the banks of liberty
The very first night the captain lay down on his bed to sleep
These very words he said to me,
“I wish you were a maid
Your cherry cheeks and ruby lips, they’ve often enticed me
I wish to the gods, unto my heart, a maid you were to me”
In three days after that we did land on shore
“Adieu, adieu, dear captain, adieu forever more
A sailor boy I was on ship,
but a maid I am on shore
Adieu, adieu, dear captain, adieu forever more”
“Come back, come back, my blooming girl, come back and marry me
For I have a good fortune,
I’ll give it all to thee”
“To marry you, dear captain,
is more than I can say
For it’s for the sake of Johnny,
I’ll wander night and day”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Sono una fanciulla che è molto innamorata e mi lamento(1)
perchè una volta avevo un fidanzato che si chiamava Johnny,
e se non riesco a trovarlo,
vagherò notte e giorno,
è per il bene di Johnny
che attraverserò l’oceano in tempesta.
Mi taglierò i riccioli biondi
e indosserò abiti maschili,
e come un bel soldatino
percorrerò questa strada,
e domanderò a un capitano  un passaggio in cambio di lavoro,
per essere il suo attendente, verso le rive della libertà.
La prima notte il capitano si stese nel letto per dormire
e mi disse queste parole:
” Vorrei che tu fossi una fanciulla,
le tue guance rosee, le tue labbra di rubino mi hanno spesso attirato,
vorrei perdio con tutto il cuore, che tu fossi per me una fanciulla”.
Appena tre giorni dopo giungemmo a riva “Addio mio caro capitano, addio per sempre,
sul mare ero un marinaio, ma a terra sono una fanciulla.
Addio mio caro capitano, addio per sempre”
“Torna indietro, torna indietro,
mia splendida fanciulla, ritorna e sposami, perchè sono ricco
e darò tutto a te”
“Di sposarti, caro capitano,
è più di quanto possa dire,
perchè è per il bene di Johnny
che vagherò notte e giorno”

NOTE
1) si tratta chiaramente di un mondegreen di” I am a maid that’s deep in love I can complain”

continua seconda parte

FONTI
https://phillipkay.wordpress.com/2013/01/09/explorations-in-irish-music/
http://www.musicaememoria.com/pentangle_cruel_sister.htm https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/shortjacketandwhitetrousers.html http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=13503&lang=it http://www.celticlyricscorner.net/solas/iam.htm http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/435.html