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THE FISHER BOY BEATS THEM ALL

“The fisher boy” è una canzone tradizionale dei pescatori del Northumberland (il nord dell’Inghilterra). Si inserisce nelle canzoncine spensierate in cui
una giovane fanciulla dichiara la propria preferenza amorosa verso il giovane pescatore.. (in altre invece si tratta del soldato o del bracciante agricolo).
I due si sono conosciuti quando lei andava a raccogliere le vongole lungo il litorale e lui ha avuto modo di osservarla a lungo.

Hacker, Arthur; Cockle Gatherers; Worcester City Museums; http://www.artuk.org/artworks/cockle-gatherers-52813
Hacker, Arthur; Cockle Gatherers; Worcester City Museums; http://www.artuk.org/artworks/cockle-gatherers-52813

ASCOLTA Eliza Carthy

ASCOLTA Anne Wylie


CHORUS
Oh the bonny fisher boy
That brings the fishes from the sea
Oh the bonny fisher boy
The fisher boy got hold of me
I
On Bamboroughshire(2)’s rocky shore
Just as you enter Boulmer Raw(32)
There lives the bonny fisher boy
The fisher boy that beats them all
II
My mother sent me out one day
To gather cockles (4) from the sea
Before I had been long away
The fisher boy fell in with me
III
A sailor I will never marry
Nor soldier for he’s got no brass (5)
But I will have a fisher boy
Because I am a fisher’s lass
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
O il bel giovane pescatore
che porta i pesci dal mare
o il bel giovane pescatore
il giovane pescatore mi ha ripescato (1)
I
Sulla rocciosa spiaggia del Bamboroughshire (2)
appena arrivi a Boulmer Raw (3)
là vive il bel giovane pescatore,
il giovane pescatore che li batte tutti
II
Mia madre mi mandò fuori un giorno, a raccogliere molluschi (4) dal mare
sono stata fuori a lungo e il giovane pescatore si è innamorato di me
III
Non sposerò mai un marinaio
e nemmeno un soldato perché prende solo spiccioli ma avrò un giovane pescatore, perché sono la ragazza del pescatore

NOTE
1) la frase ha due significati, il primo nel sensodo di tenere saldamente, agguntare; il secondo nel senso più lato di comprendere, capire
2) Bamburgh è un grande villaggio della costa del Northumberland. È una località nota per il suo castello, che domina la spiaggia, che fu sede dei sovrani della Northumbria di cui il Bamboroughshire è una sottoparte
3) piccolo villaggio di pescatori
4) Ma cosa è una “cockle“? In Italiano si traduce indifferentemente come conchiglia, vongola, tellina,  eppure c’è una bella differenza. Conchiglia è un temine generico che si adatta a tanti tipi di gusci del mare. Vongola e tellina sono  molluschi bivalvolari che appartengono però a due distinte famiglie pur essendo molto imparentate e dall’aspetto simile: le vongole vivono un po’ meno in profondità nella sabbia del litorale e sono quindi più facili da raccogliere. Raccogliere le vongole è un lavoro (per lo più femminile) che segue la luna e le maree in cui si raschia il fango del litorale con un apposito rastrello, e lo si passa al setaccio. continua
5) monetine di scarso valore perciò in ottone

FONTI
https://mainlynorfolk.info/eliza.carthy/songs/fisherboy.html

THE GALLANT HUSSAR

Alla parola Ussaro il pensiero corre verso il soldato a cavallo, dalla divisa impeccabile e romantica -alla “Viennese”- infatti, indipendentemente dall’esercito di appartenenza, le uniformi degli ussari erano tutte simili: una blusa corta e attillata, piena zeppa di passamaneria, e con un numero sproporzionato di alamari, bordata di pelliccia d’inverno, un buffo cappello dalla forma di cilindro allungato e rivestito da pelo di gatto centrifugato, (oppure senza pelo, ma con un altrettanto vistoso pennacchio), pantaloni aderenti infilati in stivali tirati a lucido e alti quasi al ginocchio.
Se ci aggiungi la giovane età, il fisico agile ed allenato dello sportivo, il portamento marziale e i modi da gentiluomo, l’effetto doveva essere devastante sul cuore e le menti delle giovani fanciulle! Ah si e non dimentichiamoci i baffetti a manubrio, che ai tempi erano considerati molto “virili”.

Gli ussari erano infatti una cavalleria d’élite nelle guerre napoleonicheussar-jane-austen: lasciata l’armatura e la lunga lancia che lo aveva caratterizzato nel XV secolo il nostro ussaro è rimasto con la sciabola e il cavallo, oltre non mi addentro in merito alle differenze tra ussaro, dragone, e armamentari vari..

Per aiutarmi nella traduzione della ballata “The Gallant Ussar” ho preso un soldato a caso … Mr Wickham di Orgoglio & Pregiudizio di Jane Austen -ovviamente dalla versione del film di Joe Wright- (credo che tra i due personaggi ci sia molto più di una semplice uniforme in comune!)

MEGLIO SPOSARSI CHE ANDARE IN GUERRA

La ballata è nota con il titolo di “Young Edward, the Gallant Hussar” diffusa a metà Ottocento in una serie di broadside, il tema è quello solito della separazione tra i due innamorati, lui giovane soldato di belle speranze, ma con poche sostanze, e lei giovane fanciulla che aspira al matrimonio. In questa ballata la ragazza riesce a coronare il suo sogno grazie a una piccola rendita lasciatale in eredità  dallo zio. Qui la guerra è uno sfondo lontano, l’ussaro è pronto a combattere, non appena la tromba squillerà per l’adunata, ma nello stesso tempo (valutate le sostanze della fanciulla) pronto a sposarsi e a dimenticare la “guerra crudele”.  Non so se la ballata avesse intenti umoristici ma in effetti la parola “gallant” è un po’ ambivalente.

La ballata è stata registrata recentemente da Eliza Carthy in un’ottima versione. Così scrive Eliza nelle note “This version of the song comes from Still Growing, English Traditional Songs & Singers from the Cecil Sharp Collection, a book of songs collected by Cecil Sharp with fascinating pictures and stories of the people he learned from, published by the EFDSS…”

ASCOLTA Eliza Carthy in Rough Music 2005

Bella anche la versione dei Solas che al momento è ascoltabile su Spotify ASCOLTA in For Love and Laughter 2008

I
A damsel possessed of great beauty,
She stood by her own father’s gate,
The gallant hussars were on duty,
To view them this maiden did wait;
Their horses were capering and prancing,
Their accoutrements shone like a star,
From the plain they were nearest advancing,
She espied her young gallant hussar.
II
Their pellisses were slung on their shoulders,
So careless they seemed for to ride,
So warlike appeared these young soldiers,
With glittering swords by each side.
To the barracks next morning so early,
This damsel she went in her car,
Because she loved him sincerely-
Young Edward, the gallant Hussar.
III
It was there she conversed with her soldier,
These words he was heard for to say,
Said Jane, I’ve heard none more bolder,
To follow my laddie away.
O fie! said young Edward, be steady,
And think of the dangers of war,
When the trumpet sounds I must be ready,
So wed not your gallant Hussar.
IV
For twelve months on bread and cold water,
My parents confined me for you,
O hard-hearted friends to their daughter,
Whose heart it is loyal and true;
Unless they confine me for ever,
Or banish me from you afar,
I will follow my soldier so clever,
To wed with my gallant Hussar.
V
Said Edward, Your friends you must mind them,
Or else you are for ever undone,
They will leave you no portion behind them,
So pray do my company shun.
She said, If you will be true-hearted,
I have gold of my uncle in store,
From this time no more we’ll be parted,
I will wed with my gallant Hussar.
VI
As he gazed on each elegant feature,
The tears they did fall from each eye,
I will wed with this beautiful creature,
And forsake cruel war, he did cry.
So they were united together,
Friends think of them now they’re afar,
Crying: Heaven bless them now and for ever,
Young Jane and her gallant Hussar.
Traduzione Cattia Salto
I
Una donzella di gran beltà
stava ai cancelli di casa
gli ussari galanti erano in marcia
e per vederli questa fanciulla attendeva;
i loro cavalli erano impetuosi e imponenti,
il loro equipaggiamento scintillava come una stella,
dalla pianura si avvicinavano dappresso
e lei scrutava il suo giovane ussaro galante.
II
Le loro giubbe (1) pendevano dalle spalle, così noncuranti in sella,
così amanti della guerra apparivano questi giovani soldati
con sciabole lucenti al fianco.
Alla caserma di buon mattino
questa donzella andò con la sua carrozza,
perché amava sinceramente
il giovane Edward, l’ussaro galante.
III
Mentre conversava con il suo soldato
queste parole sentì dire
da Jane “Non ho sentito di altri più audaci,
e seguirò il mio ragazzo”.
“Ovvia- disse il giovane Edward- resta qui
e pensa ai pericoli della guerra
quando le trombe suonano, devo essere pronto,
così non sposare il tuo ussaro galante.”
IV
“A 12 mesi di pane e acqua fredda
i miei genitori mi hanno confinata a causa tua.
O amici duri di cuore verso la loro figlia
dal cuore leale e sincero;
a meno che non mi confinino per sempre,
o mi bandiscano da te lontano,
seguirò il mio soldato così dotato,
e mi sposerò con il mio ussaro galante.”
V
Disse Edward “Ai tuoi amici devi dare retta,
oppure non avrai più scampo, loro ti leveranno la terra da sotto ai piedi,
così ti prego di evitare la mia compagnia”
Lei disse “ Se tu sarai un cuor sincero
ho dell’oro di mio zio da parte,
da ora non ci separeremo più
e mi sposerò con il mio ussaro galante”.
VI
Mentre lui guardava fattezze tanto eleganti (2)
le lacrime gli caddero dagli occhi
“Mi voglio sposar con questa bellissima creatura,
e dimenticare la guerra crudele” lui gridò.
Così furono maritati,
gli amici che pensano a loro, ora che sono lontani
gridano: “il Cielo li benedica ora e per sempre,
la giovane Jane e il suo ussaro galante”.

NOTE
1) l’ussar pelisse è la giubba che si portava con nonchalance di traverso su una spalla. In effetti quello che contraddistingue gli ussari è lo shakò, (il cappello) di foggia e colori differenti per ciascun reggimento.
2) chissà perchè alla parola “oro di mio zio” il giovane ussaro si è commosso…

FONTI
http://www.contemplator.com/england/hussar.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=82384
https://mainlynorfolk.info/guvnor/songs/thegallanthussar.html

ARRANE NY NIEE

In mannese si sono preservate alcune ninne-nanne, melodie fatate tramandate da madre in figlia, che sono degli spaccati di vita del tempo che fu. (vedi prima parte)

“THE WASHING SONG”

Le fate dell’Isola  di Man cantano questa ninnananna dal titolo “Arrane Ny Niee” mentre fanno il bagnetto ai loro bambini, così le donne del’isola l’hanno imparata e la cantano ai loro figli proprio come uno spell, affinchè crescano in bellezza e forza

James Kelly said that this was the song the women always used to sing when washing their babies. He maintained that they learned it first from the fairies, who had been heard singing it as they washed their own babies in the early morning in the Awin Ruy, a small river near this farm. The words seem to be a kind of incantation for the child to grow in beauty and strength.(Mona Douglas)

La melodia è conosciuta in Irlanda con il titolo Gol Na MBan San Ar (The Women’s Lament In Battle) o più comunemente come Eagle’s Whistle March e si ritiene essere The O’Donovan Clan March (P.W. Joyce (1909) e tuttavia è una melodia talmente popolare tra i violinisti e i piper che si presenta in molte varianti e come base di moltissime altre canzoni.

ASCOLTA William Coulter versione strumentale per chitarra e flauto

ASCOLTA Naomi Hughes  arpa
ASCOLTA Cairistiona Dougherty

GAELICO MANNESE
Bee dty host, my villish,
Bee dty host, my villish,
Niee mish dty laueyn,
Niee mish dty cassan (cassyn),
Aalin t’ou, my lhiannoo,
Bane as rea dty challin,
Sheidey dty coamrey meein.
Dagh laa cur aalid ort,
Vyrneem lhiam ny folt cas(s)agagh;
Ree ny rollagyn cur bannaght ort,
O my chree, my stoyr!(1)
Chooid nagh gaase ’sy voghrey,
Ligh eh gaase ’syn keeiraght,
Niee mish dty laueyn,
Niee mish dty cassan,
Chooid nagh gaase ec munlaa,
Lhig as gaase ’syn oie,
Cur ort dy chooilley grayse.
Dagh laa cur aalid ort,
Vyrneen lhiam ny folt cassagagh;
Ree ny rollagyn cur bannaght ort,
O my chree, my story(1)!

NOTE
1) espressione presa dal gaelico irlandese

TRADUZIONE  MONA DOUGLAS
I
Bee dty host,  my darling,
Bee dty host,  my darling,
hands now I wash your feet
beautiful you are, my child,
fair and smooth
your body silk your fine clothing
II
Every day putting beauty on you
O my wee girl of curly hair
the king of the stars blessing you
O my heart, my treasure
That which does not grow
in the morning
let it grow in the twilight
III
I will wash your hands, I will wash your feet
That which will not grow at night
let it grow at midday
bestowing on you every grace
Every day giving you strength
my wee girl of the curly hair
the king of the stars blessing you
TRADUZIONE  Cattia Salto
I
Taci mio biscottino,
Taci mio biscottino,
ti sto per lavare le mani,
ti sto per lavare i piedi,
la mia bellissima bambina
dalla pelle bella e liscia
vestita con seta preziosa.
II
Ogni giorno ti mando bellezza,
mia piccolina dai capelli ricci,
che il re delle stelle ti benedica
cuore mio, mio tesoro.
Ciò che non cresce
di mattina,
che cresca al crepuscolo,
III
Ti sto lavando le mani,
i piedi ti sto lavando,
quello che non cresce a mezzogiorno,
che cresca di notte.
Ti mando ogni grazia,
che ogni giorno accresca la tua bellezza, mia piccolina dai capelli ricci.
Il re delle stelle ti benedica .

LA VERSIONE INGLESE

Una versione testuale in inglese di Eliza Carthy (della serie quando il sangue non è acqua)

ASCOLTA Eliza Carthy & Saul Rose

(il testo per il momento è preso da quanto sentito ad orecchio, ma alcune parole non sono corrette..)
I
Hush, my darling,
Hush, my darling
hands now I wash your feet
now I wash them
And sing you my only one
fair and smooth
your body blows
and it looks so fine
Chorus (x2)
Each day put strength
(beauty) upon you
my darling sweet, with your hair curly ,
king of stars blessing on you

O my heart, my joy.
III
Good Morning
that which grows on
by the nightime growing
hands now I wash your feet
now I wash them
At noon I which all grows on
by night time it’s growing
and puts on you every grace

FONTI
http://www.smo.uhi.ac.uk/~stephen/chiollaghbooksfirstseries/CBPOD02S.pdf
http://www.ceolas.org/Regions/Manx-article.html
http://www.culturevannin.im/http://www.manxheritagemusic.org/home.aspx
http://www.barbarygrant.com/Lyrics/Kids/arrane%20ny%20niee.htm
https://thesession.org/tunes/9853
https://thesession.org/tunes/419
2

THE SAILOR LADDIE / ROLLING SEA

seashantyL’immagine ottocentesca del marinaio è piuttosto stereotipata: è Jack Tar, un ubriacone e donnaiolo, forse lavativo.
Nelle canzoni del mare dal punto di vista femminile il marinaio è spesso un bugiardo infedele che ha una ragazza in ogni porto anche se  tiene moglie e figli a casa. Ridicolizzato e respinto da alcune (vedi Saucy sailor boy), è invece ricercato da altre che preferiscono in assoluto l’amore di un marinaio!

QUELLO CHE LE DONNE VOGLIONO

Come in questa  sea song  dal titolo “The sailor laddie” che era cantata già nella seconda metà del 1700 dalle ragazze di Gosport, una cittadina portuale dell’Hampshire (Inghilterra) sulla Manica: è il marinaio l’uomo che le donne vogliono!!

ASCOLTA Eliza Carthy in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006.

I
Don’t you see the ships a-coming?
Don’t you see them in full sail?
Don’t you see the ships a-coming
With the prizes at their tail?
Chorus 
Oh my little rolling sailor,
Oh my little rolling he;
How I love my rolling sailor
When he’s on a rolling sea
II
Sailors they get all the money,
Soldiers they get none but brass.
How I love my rolling sailor,
Soldiers they can kiss my arse
III
How can I be blithe and merry
With my true love far from me?
All those pretty little sailors,
They’ve been pressed and taken to sea.
IV
How I wish the press were over
And the wars were at an end.
Then every sailor laddie
Would be happy with his friend.
V
Some delight in jolly farmers,
Some delight in soldiers free;
But my delight’s in a sailor laddie,
Blithe and merry may he be.
VI
When the wars they are all over
Peace and plenty come again;
Every bonny sailor laddie
Will come sailing on the main.
VII
Oh, the wars will soon be over
And the sailors once come home;
Every lass will get a lad,
She won’t have to sleep alone.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Non vedi arrivare le navi?
Non le vedi con tutte le vele al vento?
Non vedi arrivare le navi
con le prede a rimorchio (1)?
CORO
Oh mio piccolo marinaio dal passo dondolante(2), come amo il mio marinaio con il passo dondolante
quando è in mare in tempesta
II
I marinai prendono tutti il soldo
i soldati solo delle monetine di rame,
come amo il mio marinaio dal passo dondolante, soldati potete baciarmi il culo (3)
III
Come posso essere felice e contenta
con il mio vero amore lontano da me?
Tutti quei bei giovani marinai
che sono stati arruolati e che hanno preso il mare.
IV
Vorrei che la ferma fosse terminata
e che le guerre fossero alla fine
allora tutti i marinai
sarebbero felici con la loro ragazza
V
Alcune preferiscono i contadini allegri
alcune preferiscono i soldati
ma a me piace che il giovane marinaio
che possa essere felice e contento
VI
Quando le guerre saranno tutte finite
pace e abbondanza verranno di nuovo
ogni bel giovane marinaio
verrà a navigare nella Manica
VII
Oh presto le guerre saranno finite
e i marinai allora ritorneranno a casa
ogni ragazza avrà un ragazzo
e non dovrà dormire da sola.

NOTE
1) at their tail/di poppa
2) il termine ha un duplice significato: in genere è sinonimo di“sailing” ma può anche derivare da “rollikins” un vecchio temine inglese per “ubriaco”; oppure come suggerisce Italo Ottonello è proprio in senso letterale “dondolante” dalla tipica andatura dei lupi di mare
3)una donnina proprio fine!

L’altra versione è quella registrata da Frankie Armstrong nel 1973 in “The Valiant Sailor – Songs & Ballads of Nelson’s Navy” Nelle note di copertina si commenta “Our text comes from John Aston’s Real Sailor Songs (1891) and the tune from Stokoe and Reay, who give it in their Songs and Ballads of Northern England, under the title of  O the Bonny Fisher Lad.

Quindi la versione del folk revival è la più recente variante abbinata alla melodia di “The bonny fisher lad” (una canzone che tratta di un argomento simile, solo che i preferiti dalle donne sono i pescatori)

ASCOLTA Corinne


CHORUS

Oh, me bonny sailor laddie,
oh, me bonny sailor he,
Oh, me bonny sailor laddie,
blythe and merry may he be,
I
Sailor lads have gold and silver,
fisher lads have nought but brass;
Well I love my sailor laddie
because I am a sailor’s lass.
Some delight in jolly farmers,
some delight in soldiers free;
My delight’s in a sailor laddie,
blythe and merry may he be.
II
How I wish the press was over
and all wars were at an end,
Then every bonny sailor laddie
would be merry with his friends;
How can I be blythe and merry
with my love so far from me,
When so many pretty sailors
they are pressed and ta’en to sea?
III
Oh, I wish the wars were over,
peace and plenty come again,
Then every bonny sailor laddie
would come sailing o’er the main
Don’t you see his ship a-coming,
don’t you see she’s in full sail?
Don’t you see the Britannia
coming with the prizes at her tail?
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO

Oh mio bel giovane marinaio
lui è il mio bel marinaio,
Oh mio bel giovane marinaio
che possa essere felice e contento
I
I marinai hanno monete d’oro e argento
i pescatori solo monetine di rame
io amo il mio giovane marinaio
perchè sono una ragazza da marinaio.
Alcune preferiscono i contadini allegri
alcune preferiscono i soldati
ma a me piace il giovane marinaio, che possa essere felice e contento
II
Come vorrei che la ferma fosse terminata
e tutte le guerre fossero alla fine
allora tutti i bei giovani marinai
sarebbero felici con la loro ragazze;
come posso essere felice e contenta
con il mio vero amore così lontano da me?
Quando così tanti bei giovani marinai
sono stati arruolati e hanno preso il mare?
III
Oh vorrei che le guerre fossero finite
pace e abbondanza verranno di nuovo
allora ogni bel giovane marinaio
verrà a navigare nella Manica
Non vedi arrivare la sua nave?
non vedi che è a vele spiegate?
Non vedi la Britannia
arrivare con  le prede a rimorchio?

THE SAILOR LADDIE, LA VERSIONE SCOZZESE

sailor-picLa versione della canzone originaria di Dundee, Scozia richiama un’altrettanto popolare canzone “The Hieland laddie“. In quella chi canta chiede “Sei mai stato …” (la prima strofa dice: Was you ever in Quebec?) e in questa la ragazza risponde “Sono stata a Dundee”

Nigel Gatherer, editor of Songs and Ballads of Dundee, says that the first of these, consisting of two verses with a refrain, was collected by Aberdeenshire folksong collector Gavin Greig (1856 –1914) from the Rev. John Calder and that it is “related to a family of folksongs which include ‘The Ploughboy Laddie’, ‘The Collier Laddie’ and ‘the Gypsy Laddies’. The tune is somewhat reminiscent of ‘A Man’s a Man for A’ That’.” (tratto da qui)

Su Spotify la versione di Christine Kydd

I
I’ve been East and I’ve been West
And I’ve been in Dundee
But the bonniest lad that ever I saw
He ploughs the raging sea
Chorus:
Awa’ with the sailor laddie,
awa’ with him I’ll go
Awa’ with the sailor laddie,
awa’ with him I’ll go
II
I’ve been east and I’ve been west
And I’ve been in Montrose
But the bonniest lad that e’er I saw
He wears the tarry clothes
III
He skips upon the plainsteens
And he sails upon the sea
And he’s the bonny sailor lad
The lad that I gang wi’
IV
His jacket’s o’ the bonny blue
His jersey’s of the white
And he’s a curly kep(4) with a tinsel(5) band
That sailor’s my delight
V
I saw me lad, he gang aboot
I saw me lad set sail
I saw him turn his ship aboot
Awa’ to catch the whale
VI
He bade me, aye, keep up me heart
He bade me may be dull
He bade me, aye, keep up me heart
Till he tak me tae himself
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono stata ad Est sono stata ad Ovest
e sono stata a Dundee
ma il più bel ragazzo che io abbia mai visto naviga sul mare mosso
CORO
Via con il giovane marinaio
via con lui andò
via con il giovane marinaio
via con lui andrò
II
Sono stata ad Est e sono stata ad Ovest e sono stata a Montrose (1)
ma il più bel ragazzo che abbia mai visto, indossa i vestiti da marinaio (2)
III
Con un balzo da terra (3)
s’imbarca per il mare
ed è il bel giovane marinaio
il ragazzo con cui io andrò
IV
La giacchetta di un bel blu
e i pantaloni bianchi
ha un berretto sui riccioli con una fascia metallica
quel marinaio è la mia delizia
V
Ho visto il mio ragazzo salire bordo
ho visto il mio ragazzo salpare
l’ho visto far virare la nave
per andare a caccia di balena
VI
Mi disse di farmi forza
mi disse di non essere noiosa
mi disse di farmi forza
fino a quando mi avrebbe presa con sè

NOTE
1) Montrose è una cittadina costiera della Scozia, ad una sessantina di kilometri di Dundee, un importante centro commerciale con il suo porto naturale
2) Tarry clothes: sono i vestiti di tela cerata, impermeabilizzata ‘Tarpaulin’ era sinonimo nel Seicento di marinaio e il diminutivo era “tar” (catrame) ; ‘tar’ era anche il cappello da marinaio
3) Plainsteens: flat stones used for paving; paved area surrounding the mercat cross. Non è molto chiaro il senso della frase letteralmente si traduce con “saltella sul selciato”
4) Kep: cap
5) Tinsel: interwoven with metallic thread

SAILOR LADDIE &THE SAILOR LASSIE

Una melodia da danza riportata nel Settecento in alcune collezioni scozzesi di musica  “John Glen (1891) finds the earliest appearance of the tune in print in Neil Stewart’s 1761 collection (pg. 15). Stewart’s collection, printed in Edinburgh and entitled Collection of the Newest and Best Reels and Country Dances, is dated to 1775 by the Kellers et al. The jig next appears in James Aird’s Selection of Scotch, English, Irish and Foreign Airs, vol. II, published in Glasgow in 1785 (Aird prints different “Sailor Laddie’s” in his vol. 3). Scottish fiddler John Fife included “Sailor Laddie” in his manuscript collection begun in 1780 in Perthshire, and probably continued at sea. It is one of the “missing tunes” from William Vickers’ 1770 Northumbrian dance tune manuscript” (tratto da qui)

VIDEO nella serie televisiva “The Tudors” con la versione dei Toronto Consort da 3:07 la melodia viene fatta risalire al rinascimento inglese ovvero all’epoca Tudor.

ASCOLTA Quadriga Consort

COUNTRY DANCE

“Sailor laddie” è una country dance  descritta nel manoscritto di Thomas Straight “24 Favourite Dances for the Year” 1783, 

LO SCHEMA DELLA DANZA qui

FONTI
http://www.mustrad.org.uk/reviews/fisherbk.htm
http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/thesailorladdie.html
http://www.capstanbars.com/boldly_westward/bftw_lyrics/ka14laddie.htm
http://sangstories.webs.com/sailorladdie.htm

http://www.nls.uk/collections/music/songindex/fullrecord.cfm?searcher=%AC&idnum=287
http://folktunefinder.com/tunes/186894
http://regencydances.org/index.php?wL=357

BROTHER’S REVENGE: THE ROSE AND THE LILY

Child ballad #11
ALTRI TITOLI: The Bride’s Testament, Ther waur three ladies, The Three Knights and Fine Flowers in the Valley, Brother’s Revenge, The Rose and the Lily.

Una ballata di stampo cavalleresco in cui il fratello uccide, apparentemente per un futile motivo, la sorella che si è appena sposata. La ballata inizia sempre con un corteggiamento: un cavaliere o tre cavalieri venuti da lontano chiedono la mano alle figlie (o alla figlia) del re. La più giovane acconsente al matrimonio, ma solo dopo che il cavaliere avrà ottenuto il permesso da tutta la famiglia di lei, tuttavia al fratello non viene richiesto il consenso delle nozze (senza chiarire per quale motivo, fosse anche una fatale dimenticanza) e tanto basta per scatenarne l’ira.  (prima parte qui)

VERSIONE CORNICA: THE THREE KNIGHTS

Child #11 versione F

Mentre in altre versioni sono le tre sorelle ad essere identificate con i tre diversi colori qui sono i tre cavalieri a indossare tre livree con tre diversi colori: il bianco, il verde e il rosso. I cavalieri nei racconti medievali erano spesso contrassegnati da un colore che li classificavano secondo un codice condiviso: i Cavalieri Rossi erano spesso animati di cattive intenzioni,  quelli neri non necessariamente erano eroi negativi, ma volevano nascondere la propria identità; i cavalieri bianchi erano per lo più personaggi anziani e saggi, mentre i verdi erano cavalieri giovani ed inesperti.
Bertrand Harris Bronson “The Traditional Tunes of the Child Ballads” Davies Gilbert nel suo “Ancient Christmas Carols”, (seconda edizione 1823, p. 68-71) riporta testo e melodia così come diffusi in Cornovaglia e più in generale nella parte ovest dell’Inghilterra (qui) “Both [The Three Sisters and The Three Knights] are taken from the 1823 edition of Davies Gilbert’s Some Ancient Christmas Carols where they appear as part of a secular “appendix”. Although Gilbert does not definitely state they are from Cornwall he gives them from his own recollection, and as he was a native of St. Erth we can assume they are Cornish versions of these two ancient ballads. […] Cecil Sharp found two versions with texts resembling this Cornish one in Hot Springs, North Carolina.” (tratto da qui)

ASCOLTA Eliza Carthy & Norma Waterson in Gift 2010. Nella bellisima versione di Eliza Carthy viene introdotto un ritornello.
La morte della fanciulla appena diventata sposa è preceduta dal suo testamento in cui accusa il fratello di averla uccisa.


I
There were three men come from over the way,
O the rose and the lily-o(1),
And these three men came after one lady
As the rose was so sweetly grown.
The first man came, he was all in white(2)
He asked her if she’d be his delight.
The next man came and he was all in green,
Asked her if she would be his queen.
Chorus:
O the rose and the lily
O the rose and the lily
As the rose is so sweetly grown
So the lily, so sweetly sown
II
The first man came, he was all in white
Asked her if she’d be his delight.
The last man came and he was dressed in red
Asked her nicely if she would wed.(3)
“As I have asked your father dear
And also her that did you bear.
And I have asked your sister Anne
Though I never met your brother John.”
III
On the road as they rode alone
There they met her brother John;
Oh she stood low to give him kisses sweet,
Into her heart did a dagger meet.
“I wish I were on yonder stile,
There I’d sit and I’d bleed awhile.
I wish I were upon yonder hill
For there I’d sit and I’d make my will(4)”
IV
“What would you give to your father dear?”
“This gallant horse that does me bear.”
“What would you give to your mother dear?”
“This wedding dress that I do wear.”
Though she must wash it very, very clean
For my heart’s blood sticks in every seam.”
“What would you give to your sister Anne?”
“My good gold ring and my feathered fan.”
“What would you give to your brother John?”
“A tall, tall tree to hang him on.”
“What would you give to your brother John?”
“A rope and gallows to hang him on.”
“What would you give to your brother’s wife?”
“A widow’s weeds and a peaceful life.”
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
C’erano tre uomini venuti
da lontano
O la rosa e il giglio (1)
e questi tre uomini vennero davanti ad una dama
come la rosa sboccia soavemente
Venne il primo uomo tutto vestito di bianco (2)
a chiederle se avesse voluto essere la sua compagna
l’uomo successivo era tutto in verde
a chiederla come sua regina
CORO
O la rosa e il giglio
O la rosa e il giglio
come la rosa sboccia soavemente
così è soave il giglio piantato
II
Venne il primo uomo tutto vestito di bianco
a chiederla come sua compagna
venne il terzo uomo ed era vestito di rosso
a chiederla gentilmente in sposa (3)
“L’ho domandato al vostro caro padre
e anche a colei che vi ha partorito.
L’ho domandato a vostra sorella Anne
ma non ho mai incontrato vostro fratello John”
III
Sulla via cavalcavano  soli
e incontrarono il fratello John;
e mentre lei si abbassava per dargli un bacio
lui la trafiggeva al cuore con un pugnale!
“Vorrei essere su quella collinetta
per potermi sedere e sanguinare un po’,
vorrei essere su quella collinetta
per sedermi e fare
testamento (4)”
IV
“Che cosa lasci al tuo caro
padre?”
“Il bel cavallo che qui m’ha portato.”
“E che cosa lasci alla tua cara
madre?”
“La veste da sposa che indosso.
Sebbene la debba lavare molto
bene
perchè macchiata dal mio sangue  in ogni ricamo”
“E che cosa lasci a tua sorella
Anne?”
“Il bell’anello d’oro e il ventaglio con le piume”
“E che cosa lasci a tuo fratello
John?”
“Un alberto alto, alto per impiccarlo.”
“E che cosa lasci a tuo fratello
John?”
“una corda e la forca per impiccarlo.”
“E cosa lasci alla moglie di tuo
fratello?”
“Il nero del lutto e una vita in pace”

NOTE
1) qui la rosa e il giglio sono le due rappresentazioni della sorella e del fratello: non dimentichiamo che nella ballate celtiche la rosa è un fiore infausto e il giglio è la prefigurazione della morte; vien da pensare la sorella fosse rimasta incinta (dal rapporto con il fratello).
2) in altre versioni è il cavaliere vestito di bianco a chiedere la dama in moglie, ma come già ricordato anticamente era il rosso il colore indossato dagli sposi
3) il cavaliere chiede alla donna il suo parere in merito, eppure il consenso al matrimonio passa attraverso la mediazione dei genitori, e contrariamente alla consuetudini, risulta vincolante anche il consenso dei fratelli e delle sorelle della futura sposa.
4) il lascito testamentario è tipico nelle ballate del genere la morte occultata


ASCOLTA
The Shee in “Murmurations” 2015 con il titolo “Three Knights”

There were three knights came from the West,
With the high and the lily-o,
And these three knights courted one lady,
As the rose was so sweetly blown.
The first knight came was all in green,
And asked of her if she’d be his queen.
The next knight came was all in white,
And asked of her if she’d be his delight,
The third knight came was all in red,
And asked of her if she would wed,
“Then you must ask of my Father dear,
Likewise of her that did me bear?
“And you must ask of my brother John?
And also of my sister Anne.”
So he did ask of her father dear,
Likewise of her that did she bear.
And he did ask of her sister Anne,
But did not ask of her brother John.
‘Twas on the road as they rode along,
There they did meet with her brother John.
She stooped low to kiss him sweet,
He to her heart did a dagger meet.
“Ride on, ride on,” cried the serving man,
“Methinks your bride she looks wond’rous wan.”
“I wish I was on yonder stile,
There I would site and I’d bleed awhile.
“I wish I were on yonder hill,
There I’d alight and I’d make my will.”
“What would you give to your Father dear?”
“The gallant steed that doth me bear.”
“What would you give to your mother dear?”
“My wedding gown that I do wear.
“But she must wash it very clean,
For my heart’s blood sticks in ev’ry seam.”
“What would you give to your sister?”
“My gay gold ring and my feathered fan.”
“What would you give to your brother?”
“A rope and gallows to hang him on.”

VERSIONE AMERICANA DI CRUEL BROTHER

Dalla collezione di ballate di Helen Hartness Flanders (1890-1972), di Springfield, Vermont. Fiandre raccolse sul campo ben 4.800 registrazioni di canti popolari e ballate del New England

ASCOLTA Debra Cowan 2005 con accompagnamento di chitarra barocca e violoncello


I
Three ladies played at cup and ball
With a hey and a lady gay(1)
Three knights there came among them all
The rose it smells so sweetly
And one of them was dressed in red
He asked me with him to wed
And one of them was dressed in yellow
He asked me to be his fellow
And one of them was dressed in green
He asked me to be his queen
II
O You must ask my father the king
And you must ask my mother the queen
You must ask my sister Ann
And you must ask my brother John
O I have asked your father the King
And I have asked your mother the Queen
And I have asked your sister Ann
And I have asked your her brother John
III
Her father the king led her down the hall
Her mother the queen led down the stair
Her sister Ann led her down the path
Her brother John set her on her horse
And as she bent to give him a kiss
He stuck his penknife into her breast
IV
Now up and ride my foremost man
My lady fair looks pale and wan
And what will you leave to your father the king
The golden chair that I sit in
And what will you leave to your mother the queen
The golden coach that I ride in
And what will you leave to your sister Ann
My silver broach and ivory fan
And what will you leave to your brother John
A pair of gallows to hang him on
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’eran tre dame che giocavano a palla
Hey, con la rosa e il bel giglio (1)
vennero tre cavalieri  per corteggiarle tutte
la rosa profuma così soavemente
Uno di loro era vestito di rosso
e mi chiese di sposarlo
e uno di loro era vestito
di giallo (2)
e mi chiese di essere la sua compagna
e uno di loro era vestito di verde
e mi chiese di essere la sua regina
II
“Dovete domandare a mio padre il re,
dovete domandare a mia madre la regina
e dovete domandare a mia sorella Ann
e dovete domandare  a mio fratello John”
“Ho chiesto a vostro padre il re,
ho chiesto a vostra madre,
la regina
ho chiesto a vostra sorella Ann
e ho chiesto a vostro fratello
John”
III
Il padre il re l’accompagnò per attraversare il salone
La madre la regina l’accompagnò giù per le scale
la sorella Ann attraversò con lei il giardino
e suo fratello John la mise a cavallo.
e mentre si chinò per dargli un bacio
le  ficcò il  pugnale in petto (3)
IV
“In sella mio vassallo, la mia bella dama sembra pallida e smorta”
“E cosa lascia tuo padre
il re?
“La sedia dorata sulla quale sono seduta”
“E cosa lasci a tua madre la regina?”
“La carrozza d’oro che mi ha portato”
“E cosa lasci a tua sorella Ann?”
“La mia spilla d’argento e il ventaglio d’avorio”
“E che cosa lasci a tuo fratello John?”
“La forca, perché ci rimanga appeso.”

NOTE
1) probabile  corruzione di lillie gay nel Brown Manuscript è scritto come “With a hey ho and a lillie gay
2) il giallo ha spesso una valenza negativa
3) la scena ha un che di furtivo, il fratello pugnala con uno stilietto la sorella senza ucciderla sul colpo, ma ferendola mortalmente senza farsi notare dagli altri. Così gli sposi arrivano al castello e solo allora la donna fa testamento denunciando il suo assassino

FONTI http://mainlynorfolk.info/cyril.tawney/songs/thethreeknights.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33567 http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_11 http://www.contemplator.com/child/revenge.html http://mysongbook.de/msb/songs/c/cruelbro.html http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonChristmas/three_knights.htm http://www.middlebury.edu/academics/lib/libcollections/collections/special/flanders/node/107781 http://www.jstor.org/stable/534425?seq=1#page_scan_tab_contents

THE REAPHOOK AND THE SICKLE AND THE PERMACULTURE

Il tempo del raccolto del grano varia a seconda delle latitudini: a Sud come ad esempio nell’Italia meridionale si inizia a mietere già a maggio, mentre in Piemonte a luglio e nei paesi del Nord come per le Isole della Gran Bretagna, ad agosto.
Un tempo la stagione della mietitura poteva durare circa un mese con i braccianti (i mietitori migranti) che si spostavano a piedi, di fattoria in fattoria con in spalla gli attrezzi per il loro lavoro (i falcetti per le donne, la grande falce per gli uomini) e un fagottino con le loro poche cose: andavano in gruppi per famigliole,  uomini e donne (anche se in alcune regioni erano solo uomini a spostarsi), e per molte ragazze quella era l’occasione di fare nuove amicizie e magari di trovare l’innamorato.

George Hemming Mason - The Harvest Moon

I canti della mietitura sono comuni per tutta l’Europa e per lo più sono a sfondo religioso-rituale, e sotto a volte scorre il canto di protesta delle classi subalterne . Ma i canti sono scomparsi perchè con la meccanizzazione (e la chimica) dell’agricoltura il mondo contadino si è diradato; con l’avvento della televisione, alla cultura del territorio si è sostituita quella omologata e massificata, così oggi nelle campagne non si canta più! Le classi sociali ovviamente sono rimaste, per dirla come Gualdo Anselmi “è scomparsa la cultura delle classi”.

JOLLY COUNTRY

Il canto della mietitura che ho scelto è quello della tradizione inglese: è un canto “jolly” che dipinge in toni entusiasmanti e descrive quello che in realtà è stato un duro lavoro come se si trattasse di un giro di danza. Altri tempi e risorse, altre mentalità, però a mio avviso è importante ridare dignità al lavoro della terra, come una vera e propria vocazione, in cui si vive a stretto contatto con la natura e i suoi tempi.

coltivazione sinergicaNon più isolati e delimitati nel proprio campicello come nel passato, facendo tesoro dei metodi tradizionali o delle “filosofie” naturali come quella che oggi viene detta agricoltura sinergica, che chiunque abbia un po’ di terra a disposizione può sperimentare per farci un orto sinergico  (si sembra un paradosso di termini parlare di agricoltura naturale ma funziona alla grande) .. e trovare un po’ di “jollytudine“..

ASCOLTA Eliza Carthy in Holy Heathens and the Old Green Man 2007 (su Spotify)


I
Come you lads and lasses,
together we will go
All in the golden cornfield
our courage for to show.
With the reaping hook and sickle
so well we clear the land,
And the farmer says,
“Hoorah, me boys,
here’s liquor at your command.”
II
It’s in the time of haying
our partners we do take,
Along with lads and lasses
the hay timing to make.
There’s joining round in harmony
and roundness to be seen,
And when it’s gone
we’ll take your girls
to dance Jack on the green(1).
III
It’s in the time of harvest
so cheerfully we’ll go,
Then some we’ll reap
and some we’ll sickle
and some we’ll size to mow.
But now at end
we’re free for home,
we haven’t far to go,
We’re on our way to Robin Hood’s Bay (2) to welcome harvest home.
IV
Now harvest’s done and ended
and the corn all safe from harm,
And all that’s left to do, me boys,
is thresh it in the barn.
Here’s a health to all the farmers, likewise the women and men,
And we wish you health and happiness till harvest comes again.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Venite voi, ragazzi e ragazze
e andiamo tutti insieme
nei dorati campi di grano
a mostrare la nostra forza.
Con il falcetto e la falce,
così bene ripuliremo il campo
e il fattore grida
“ben fatto ragazzi,
c’è da bere a volontà”
II
E’ il tempo della mietitura
e di prendere i nostri compagni
insieme ragazzi e ragazze
è il tempo di fare il fieno
c’è da unirsi in tondo in armonia
e da formare il cerchio
e quando sarà fatto
prenderemo le nostre ragazze
per danzare “Jack on the Green” (1)
III
E’ il tempo del raccolto
così con gioia andremo
e chi mieterà con il falcetto
e chi con la grande falce
e chi formerà i covoni.
E adesso infine
siamo liberi di tornare,
non dobbiamo andare molto lontano
stiamo andando a Robin Hood’s Bay
per portare a casa il raccolto.
IV
Ora che il raccolto è fatto e finito
e tutto il grano al sicuro
tutto quello che ci resta da fare, miei ragazzi, è di trebbiarlo nel fienile.
Ecco alla salute di tutti gli agricoltori, siano uomini e donne,
e vi auguriamo salute e felicità finchè non verrà ancora il tempo della mietitura.

NOTE
1) Jack il verde è stata una popolare maschera del Maggio inglese, dal medioevo e fino in epoca vittoriana, caduta in disuso alla fine dell’Ottocento. vedi
2) Robin Hood’s Bay è un paese della contea del North Yorkshire, in Inghilterra.

harvest-home

ASCOLTA Albion Country Band in Battle of the Field 1976


I
Now come all you lads and lasses
and together let us go
Into some pleasant cornfield
our courage for to show.
CHORUS
With the good old leathern bottle

and the beer it shall be brown.
We’ll reap and scrape together
until Bright Phoebus does go down.
II
With the reaphook and the sickle,
oh so well we clear the land,
And the farmer cries,
“Well done, my lads,
here’s liquor at your command.”
III
Now by daybreak in the morning
when the larks begin to sing
And the echo of the harmony
make all the crows to ring
IV
Then in comes lovely Nancy
the corn all for to lay,
She is a charming creature
and I must begin her praise:
For she gathers it, she binds it,
and she rolls it in her arms,
She carries it to the waggoners
to fill the farmer’s barns.
V
Well now harvest’s done and ended
and the corn secure from harm,
Before it goes to market, lads,
we must thresh it in the barn.
VI
Now here’s a health to all you farmers
and likewise to all you men,
I wish you health and happiness
till harvest comes again.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Venite voi, ragazzi e ragazze
e andiamo tutti insieme
nei bei campi di grano
a mostrare la nostra forza.
CORO
Con la cara vecchia fiaschetta di pelle

e la birra sarà scura
taglieremeo e raccoglieremo insiem
finchè Febo Luminoso tramonterà
II
Con il falcetto e la falce,
così bene ripuliremo il campo
e il fattore grida
“ben fatto ragazzi,
c’è da bere a volontà”
III
Ora di primo mattino
Quando l’allodola comincia a cantare
e il suono della melodia
fa tutti i corvi fischiare
IV
Allora arriva la bella Nancy
Il grano tutto da riporre
Lei è una creatura affascinante
e devo innalzare le sue lodi:
perché lei lo raccoglie e lo lega
e lo avvolge tra le braccia
e lo porta ai carri
per riempire il granaio del contadino
V
Ora che il raccolto è fatto e finito
e tutto il grano al sicuro
tutto quello che ci resta da fare, miei ragazzi, è di trebbiarlo nel fienile.
VI
Ecco alla salute di tutti
gli agricoltori,
e di voi braccianti tutti,
vi auguro salute e felicità
finchè non verrà ancora il tempo della mietitura.

IL CANTO DEI MIETITORI

Dalle mie parti la produzione cerealicola era ed è quella risicola e quindi sono i canti delle mondine a fare da padrone. Non che non ci fosse il grano da mietere, ma si trattava di produzioni meno vaste, che i contadini della zona gestivano facendo ricorso alla manodopera locale e aiutandosi l’uno con l’altro per parentele o prossimità di campi o per amicizie di lunga data. Così propongo un ascolto meno tradizionale, ma non meno coerente con l’argomento dell’articolo: una versione blues della poesia “Il canto dei mietitori” di Mario Rapisardi (musica di Joe Fallisi)

Chitarra: Pasquale Ambrosino, Luigi Consolo, Roberto Ruberti, Ruggero Ruggeri – Pisa, 29/10/1993 –

I
La falange noi siam dei mietitori
e falciamo le messi a lor signori.
Ben venga il Sol cocente, il Sol di giugno
che ci arde il sangue e ci annerisce il grugno
e ci arroventa la falce nel pugno,
quando falciam le messi a lor signori.
II
Noi siam venuti di molto lontano,
scalzi, cenciosi, con la canna in mano,
ammalati dall’aria del pantano,
per falciare le messi a lor signori.
III
I nostri figlioletti non han pane
e, chi sa?, forse moriran domane,
invidiando il pranzo al vostro cane…
E noi falciam le messi a lor signori.
IV
Ebbro di sole, ognun di noi barcolla
acqua ed aceto, un tozzo e una cipolla
ci disseta, ci allena, ci satolla,
Falciam, falciam le messi a quei signori.
V
Il sol cuoce, il sudore ci bagna,
suona la cornamusa e ci accompagna,
finché cadiamo all’aperta campagna.
Falciam, falciam le messi a quei signori.
VI
Allegri o mietitori, o mietitrici:
noi siamo, è vero, laceri e mendici,
ma quei signori son tanto felici!
Falciam, falciam le messi a quei signori.
VII
Che volete? Noi siam povera plebe,
noi siamo nati a viver come zebre
ed a morir per ingrassar le glebe.
Falciam, falciam le messi a quei signori.
VIII
O benigni signori, o pingui eroi,
vengano un po’ dove falciamo noi:
balleremo il trescon, la ridda e poi…
poi falcerem le teste a lor signori.

« Ho creduto e crederò sino all’ultimo istante che flagellare i malvagi e smascherare gli ipocriti sia opera generosa e dovere massimo di scrittore civile. » (Mario Rapisardi)

FONTI
https://mainlynorfolk.info/guvnor/songs/reaphookandsickle.html

THE CRUEL BROTHER

Child ballad #11

201111161900ALTRI TITOLI: The Bride’s Testament, Ther waur three ladies, The Three Knights and Fine Flowers in the Valley, Brother’s Revenge, The Rose and the Lily.

Una ballata di stampo cavalleresco in cui il fratello uccide, apparentemente per un futile motivo, la sorella che si è appena sposata. La ballata inizia sempre con un corteggiamento: un cavaliere o tre cavalieri venuti da lontano chiedono la mano alle figlie (o alla figlia) del re. La più giovane acconsente al matrimonio, ma solo dopo che il cavaliere avrà ottenuto il permesso da tutta la famiglia di lei; tuttavia al fratello non viene richiesto il consenso delle nozze (senza chiarire per quale motivo, fosse anche una fatale dimenticanza) e tanto basta per scatenarne l’ira.
Sembra la storia di Barbablù (vedi) alla rovescia in cui il predatore non è il cavaliere venuto da lontano, ma il fratello della vittima, così alcuni autori vedono nell’uccisione un gesto di gelosia frutto di un legame incestuoso fratello-sorella.
Altri studiosi vedono nella ballata le vestigia di una antica società matriarcale in cui la linea di sangue e l’eredità famigliare (non ultima la successione al trono) passavano attraverso le figlie: è interessante notare ad esempio che il diritto di maggiorasco (cioè il diritto del figlio primogenito ad ereditare tutto il patrimonio famigliare) in alcune zone dell’Europa centrale era riservato al “minorasco” cioè al figlio minore. Eppure della ballata non si riesce ad avere interpretazione né archetipe, né tantomeno rituali. In genere le ballate di questo tipo trovano riscontro nella tradizione scandinava così “Dr. Prior remarks that the offence given by not asking a brother’s assent to his sister’s marriage was in ballad: times regarded as unpardonable. Other cases which show the importance of this preliminary, and the some times fatal consequences of omitting it, are: ‘Hr. Peder og Mettelille,’ Grundtvig, No 78, II, 325, sts 4, 6; ‘Jomfruen i Skoven,’ Danske Viser, m, 99, st. 15; ‘Jomfru Ellensborg og Hr. Olof,’ ib., m, 316, st. 16; ‘Iver Lang og hans S0ster,’ ib., iv, 87, st. 116; ‘Herr Helmer Blaa,’ ib., iv, 251, st. 8; ‘Jomfru Giselmaar,’ ib., iv, 309, st. 13. See Prior’s Ancient Danish Ballads, m, 112, 232 f, 416.” (tratto da qui)

VERSIONE SCOZZESE

Child #11 Versione A

ASCOLTA The Batterfield Band in Open Moves 1995


There were three ladies played at ba’
Hey wi’ the rose and the linsey o(1)
But a knight came by, played o’er them a’(2)
Doon by the greenwood sidey o(3)
…(4)
This knight bowed low tae a’ the three
But tae the youngest he bent his knee
…(5)
O lady fair, gie me your hand
And I’ll mak ye lady o’er all my land
Sir knight ere you my favour win
Ye maun gain consent o’er all my kin
He gained consent fae her parents dear
And likewise fae her sisters fair
He’s gained consent o’er all her kin
He forgot tae speak tae her brother John.
When the wedding day was come
This knight would take his bonnie bride home
..(6)
Her mother led her through the close
And her brother John stood her on her horse
..(7)
He took a knife baith long and sharp
And he stabbed the bonnie bride tae her heart
…(8)
Lead me tae yon high high hill
And I’ll lie doon and I’ll mak my will
.. (9)
And what will you gie tae your brother John
The gallows tree for tae hang him on
And what will you gie to your brother John’s wife(10)
The wilderness tae end her life
..(11)
TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
C’eran tre dame che giocavano a palla
Hey, con la rosa e il bel giglio (1)
venne un cavaliere e le corteggiò tutte (2)
nel bosco più profondo (3)
(Versi stralciati) (4)
Il cavaliere s’inchinò davanti a tutte e tre, ma s’inginocchiò davanti alla minore” (Versi stralciati) (5)
“Bella signora, dammi la tua mano
e ti farò signora delle mie terre.”
“Signore, prima di avere la mia mano
Dovete aver l’assenso di tutta la mia famiglia.”
Ha avuto l’assenso dai suoi genitori cari,
L’ha avuto anche dalle belle sorelle.
Ha avuto l’assenso di ogni parente,
Ma s’è scordato di chiederlo a John, il di lei fratello.
Quando il giorno delle nozze fu giunto,
Il cavaliere voleva portarsi la sua bella sposa a casa. (Versi stralciati) (6)
La madre traversò con lei il giardino
E suo fratello John la fece montare a cavallo.
(Versi stralciati) (7)
Lui ha preso un coltello lungo e tagliente
E ha trafitto il cuore della bella sposa.
(Versi stralciati) (8)
“Portami piano su quella collina,
Mi stenderò giù e farò testamento.”
(Versi stralciati) (9)
“E che cosa lasci a tuo fratello John?”
“La forca, perché ci rimanga appeso.”
“E che cosa lasci alla moglie di tuo fratello?”
“Le oscure foreste, perché ci vada a morire.”
(Versi stralciati) (11)

NOTE
1) il refrain è lo stesso della ballata Cruel Mother (qui) ma non la melodia: linsey si traduce come lino; ma “linden” è anche il nome del tiglio. Un ulteriore significato del verso vede il temine lino come metafora per indicare i capelli biondi: “flaxen hair” o lint-white (in scozzese) è una sfumatura di giallo chiaro che tende al dorato, quindi il verso è come se descrivesse la fanciulla dal pallido incarnato e dai capelli biondi. Del resto la parola potrebbe essere la corruzione di lillie gay in quanto nella versione del Brown Manuscript il verso diventa” With a hey ho and a lillie gay
2) letteralmente= il migliore a giocare (o a suonare)
3) nella versione del Brown Manuscript il verso diventa: As the primrose spreads so sweetly [in italiano Quando la primula sboccia dolcemente.]
Il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti
4) i versi stralciati:
The eldest was baith tall and fair,
Bit the youngest was beyond compare.
The midmost had a graceful mien,
Bit the youngest look’d like beautie’s queen.
[In italiano: La maggiore era alta e bellissima, Ma la minore non aveva l’eguale. La mediana aveva un aspetto grazioso, Ma la minore pareva la regina delle belle.]
5) i versi stralciati:
The ladie turned her head aside,
The knicht he woo’d her to be his bride. The ladie blush’d a rosy red,
An’ sayd, Sir knicht, I’m too young to wed.
[in italiano: La donna voltò da una parte la testa, Il cavaliere voleva che fosse la sua sposa. La donna diventò d’un rosso rosato, E disse, “Signore, son troppo giovane per sposarmi”]
6) i versi stralciati:
An’ monie a lord an’ mony a knichte
Came to behold that ladie brichte.
An’ there was nae man that did her see,
Bit wishit himsell bridegroom to be.
Her father deir led her doun the stair,
An’ her sisters twain they kissit her there.
(in italiano: E molti signori, molti cavalieri, Vennero per vedere quella splendida dama. Non c’era uomo che la guardasse Che non dicesse, “Vorrei esser lo sposo.” Il suo caro padre scese con lei la scala, Le sue due sorelle le diedero un bacio)
7) i versi stralciati:
She lean’d her o’er the saddle-bow,
To gie him a kiss ere she did go.
[in italiano: Lei si sporse giù dalla sella montata Per dargli un bacio prima di partire.]
8) I versi stralciati:
She had noo ridden half thro’ the town,
Until her hart’s bluid stain’d her gown.
Ride saftly on, says the best young man,
For methinks our bonny bride looks pale and wan.
[in italiano: Non era che a mezza strada, in città, Che il sangue del cuore le macchiò la gonna. “Cavalca piano”, dice lo splendido giovane, “Credo che la mia sposa sia pallida e smorta.”]
9) nella versione estesa del testamento il dialogo diventa:
O what will ye leive to your father deir?
The siller-shod steed that brocht me here.
O what will ye leive to your mither deir?
My velvet pall an’ my silken geir.
O what will ye leive to your sister Anne?
My silken scarf an’ my gowden fan.
O what will ye leive to your sister Grace?
My bluidie cloathe to wash an’ dress
[“Che cosa lasci al tuo caro padre?” “Il cavallo ferrato d’argento che qui m’ha portato.” “E che cosa lasci alla tua cara madre?” “La mia veste di velluto e le robe di seta.” “E che cosa lasci a tua sorella Anne?” “La mia sciarpa di seta e il ventaglio d’oro.” “E che cosa lasci a tua sorella Grace?” “Le mie vesti insanguinate, le lavi e le indossi.”]
10) nella maledizione viene inclusa anche la moglie del fratello John
11) i versi finali:
This ladie fair in her grave was laid,
An’ mony a mass was o’er her said.
Bit it would hae made your hart richt sair
To see the bridegroom rive his hair.
[traduzione italiano: La bella dama fu deposta nella tomba E per lei furon dette tante e tante messe. Ma avrebbe proprio fatto male al cuore Veder lo sposo come si strappava i capelli]

Child #11 Versione C

ASCOLTA Archie Fisher in The Man with a Rhyme 1976

ASCOLTA Colleen Raney in Here this is Home 2013 (in una versione testuale sostanzialmente simile)


There were three sisters lived in a ha’(1)
Hech, hey, and the lily gay,
By cam a knicht and he woo’d them a’
And the rose is aye the redder aye(2).
And the first ane she was dressed in green.
“Would ye fancy me and be my queen?”
And the second ane she was dressed in yellow.
“Would ye fancy me and be my marrow(3)?”
And the first(4) ane she was dressed in red(5).
“Would ye fancy me and be my bride?”
“Ye may seek(6) me frae my faither dear,
And frae my mither wha’ did me bear.
Ye may seek me frae my sister Anne,
And dinna forget my brither John.”
And he socht her frae her faither, the king,
And he socht her frae her mither, the queen.
And he socht her frae her sister Anne,
But forgot tae speir(7) at her brither John.
And her mither dressed her in her gown,
And her sister tied the flounces ‘round.
Her faither mounted her on her horse,
And her brither led her doon the close(8).
And he’s ta’en a knife baith lang and sharp,

he’s pierced the bonnie bride through the heart.(9)
“Oh, lead me, lead me up yon hill,
And there I’ll sit and mak’ my will(10).”
“What will ye leave tae your faither dear?”
“The bonnie white steed that brocht me here.”
“What will ye leave tae your mither dear?”
“The bloody robes that I do wear.”
“What will ye leave tae your sister Anne?”
“The gowden ring frae off my hand.”
“What will ye leave tae your brither John?”
“The gallows tree for tae hang him on.”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
C’eran tre sorelle che vivevano in un castello (1)
Hey, ho, e il bel giglio,
venne un cavaliere e tutte le corteggiò
e la rosa è la più rossa.(2)
La maggiore era vestita
in verde
“Ti piacerebbe essere la mia
regina?”
E la seconda era vestita
in giallo
“Ti piacerebbe essere la mia compagna? (3)”
Ma la minore(4) era vestita
di rosso(5)
“Ti piacerebbe essere la mia sposa?”
“Devi chiederlo (6) al mio amato
padre
e a mia madre che mi generò,
devi chiederlo a mia sorella Anna
e non ti scordare mio fratello John”
Egli la domandò al padre,
il re,
la domandò alla madre,
la regina
e la chiese alla sorella Anna,
ma dimenticò di interrogare(7)
il fratello John.
La madre l’aiutò a indossare l’abito (da sposa)
e la sorella le sistemò bene
le balze
il padre la fece montare a cavallo
e il fratello traversò con lei
il giardino(8)
Lui ha preso un coltello lungo e tagliente
e ha trafitto il cuore della
bella sposa.(9)
“Portami piano su quella collina,
mi siederò e farò testamento.”(10)
“Che cosa lasci al tuo caro
padre?”
“Il bel cavallo bianco che qui m’ha portato.”
“E che cosa lasci alla tua cara
madre?”
“Le vesti insanguinate che indosso.”
“E che cosa lasci a tua sorella
Anne?”
“L’anello d’oro che ho tra le mani.”
“E che cosa lasci a tuo fratello
John?”
“La forca, per impiccarlo.”

NOTE
1) le fanciulle in altre versioni sono intente nel gioco della palla oppure stanno ballando, in effetti l’inglese “to play at ball” vuol dire entrambi le cose
2) The rose (primrose) it smells so sweetly
3) marrow= mate.
4) In questa versione il cavaliere chiede la mano a tutte e tre le sorelle così “the first” è certamente un refuso in quanto le sorelle sono tre e la richiesta di diventare la propria sposa viene rivolta anche alla terza presumibilmente le minore, la quale è l’unica ad acconsentire.
5) anticamente il rosso è il colore della sposa
6) il cavaliere chiede alla donna il suo parere in merito, ma il consenso al matrimonio passa attraverso la mediazione dei genitori, contrariamente alla consuetudini, risulta vincolante anche il consenso dei fratelli e delle sorelle della futura sposa.
7) inquire of
8) courtyard
9) sebbene la sposa sia stata pugnalata a morte dal proprio fratello in un primo momento cerca di nascondere l’accaduto e si allontana dalla propria famiglia, solo quando è allo stremo delle forze allora si lascia cadere a terra per fare testamento. La stilettata ricevuta furtivamente e rapidamente è simile al morso di un serpente ed è tutto sommato il cardine della ballata: la sposa riceve un colpo mortale subito dopo la sua festa di nozze mentre viene condotta nella sua nuova casa (bride bringing-home).
Il tema è centrale anche in una canzone popolare italiana “Rizzardo Bello” riportata in Volkslieder aus Venetien (Adolf Wolf 1864) numero 83
83. Rizzardo bello.
Rizzardo belo mena a casa sposa.
Per la stradela streta la menava,
II brazz’ il col’ e la boca le basava.
Il suo fratelo ha visto quest’onore,
Ciapa la spada e pungeli sul cuore.
“Sposeta mia, veni a pass’ a passo,
Davanti vado far la parechiada.
O mama mia! versime quà ste porte,
La sposa xe quà e mi son ferì a morte.
O mama mia ! versime i portoni.
La sposa e quà e mi son ferì dai tuoni.
Sposeta mia ! magnè quatro boconi,
Rizzardo belo è soto i spavegioni.”
“Non posso più bever e non magnar,
In leto corizzarlo voglio andar,
Non posso più magnar e più bevere,
In leto corizzato lo voglio vedere.
Sposeto mio! dormio o veglieo?
La morte sempiterna vu speteo?”
“Sposeta mia ! cavevi quel’ anelo,
Che vi dirano: La sposa verginela.
Sposeta mia ! cavevi quel anelo.
La morte mia è stà vostro fratelo.
Sposeta mia ! cavevi quei aneli
Che siè la moglier di du frateli.”
“Morir io voglio in mezzo a do corteli
Piutosto ch’esser moglier di do frateli.”
“Quale sarà quela, o cara sorela.
Che tien in casa vedova verginela?”
10) il lascito testamentario è tipico nelle ballate del genere la morte occultata

seconda parte: continua

FONTI http://mainlynorfolk.info/cyril.tawney/songs/thethreeknights.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33567 http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_11 http://www.contemplator.com/child/revenge.html http://mysongbook.de/msb/songs/c/cruelbro.html http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonChristmas/three_knights.htm http://www.middlebury.edu/academics/lib/libcollections/collections/special/flanders/node/107781 http://www.jstor.org/stable/534425?seq=1#page_scan_tab_contents