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THE WINTER IT IS PAST BY ROBERT BURNS

La ballata è diffusa in tutta Irlanda e più in generale anche nelle Isole Britanniche, seppure identificata con diversi titoli: The Lamenting Maid, Winter’s Gone And Past, The Irish Lovers, The love-sick maid.
La vicenda narrata non è più ben ricostruibile attraverso i vari riferimenti testuali, possiamo a grandi linee dire che si tratta del lamento di una giovane donna, per essere stata abbandonata dal suo innamorato.
Le versioni testuali stampate risalgono al 1765 (The love-sick maid ) e agli anni 20 del 1800, quella scozzese riportata da Robert Burns è datata 1788.

The Princess Out of School di Edward Robert Hughes
The Princess Out of School di Edward Robert Hughes

LA MELODIA
ASCOLTA l’arrangiamento di Robert Louis Stevenson

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

La versione riportata da Robert Burns e pubblicata nello “Scots Musical Museum” (vedi) è un adattamento della ballata stampata in un broadside del 1765 “The love-sick maid” in cui Burns elimina il riferimento al Curragh di Kildare (vedere prima parte).
Gli studiosi ritengono che la II strofa sia stata scritta interamente dal poeta, mentre la I e la III strofa sono già riportate nella ballata citata.

ASCOLTA The Corries

ASCOLTA Eddi Reader(in versione integrale su Spotify) oppure
“Eddi Reader Sings The Songs Of Robert Burns Deluxe Edition”.
inizia a 36:49

VERSIONE ROBERT BURNS 1788
I
The winter it is past, and the summer’s come at last,
And the small birds sing on ev’ry tree;
The hearts of these are glad,
but mine is very sad,
For my Lover has parted from me.
II
The rose upon the briar,
by the waters running clear,
May have charms for the linnet or the bee;
Their little loves are blest
and their little hearts at rest,
But my Lover is parted from me.
III
My love is like the sun,
in the firmament does run,
For ever constant and true;
But his is like the moon
that wanders up and down,
And every month it is new.
IV
All you that are in love
and cannot it remove,
I pity the pains you endure:
For experience makes me know
that your hearts are full of woe,
A woe that no mortal can cure.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Ora l’inverno è trascorso
e l’estate è finalmente arrivata
e gli uccellini cantano su ogni albero,
i loro cuori sono allegri
mentre il mio è molto triste
perchè il mio amore mi ha lasciato.
II
Le rose tra i rovi
presso le acque che scorrono limpide,
portano gioia al fanello e all’ape:
i loro piccoli amori sono benedetti
e i loro piccoli cuori sono lieti
ma il mio amore mi ha lasciato.
III
Il mio amore è come il sole
che nel firmamento fa la gara
per dimostrare sempre costanza e fedeltà;
ma il suo (amore) è come la luna,
che vaga su e giù
e ad ogni mese è nuova.
IV
Tutti voi che siete innamorati
e non potete farne a meno,
compatisco il dolore che sopportate,
l’esperienza mi ha insegnato
che i vostri cuori sono pieni di dolore,
un dolore che nessun mortale può curare.

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-200,-page-208-the-winter-it-is-past.aspx
http://www.eddireader.net/tracks/erWIIP.htm
http://www.eddireader.net/tracks/erCK.htm

YE’RE WELCOME WILLIE STEWART!

brindisiWilliam Stewart (1749-1812) fattore di Closeburn Estate (Dumfries) era un amico di Robert Burns, ma soprattutto era il padre della bella Polly: Burns scrive ad entrambi un paio di canzoni che mantengono una certa somiglianza nel ritornello e conservano la stessa metrica.

LA MELODIA: Ye’re welcome Charlie Stewart (You are welcome Charlie Stewart)
La melodia su cui Burns ha composta le canzoni secondo The Session ha come titoli: “Com(e) Agen Ye’re Welcome(Wylcome )”, “Come Again, You’re Welcome”, “Willie Stewart”, “You’re Welcome Willie Stewart” (vedi qui)
Così scrive Eddi nelle sue note: “This was written for Robert’s good friend William Stewart. As I searched through some song books this song caught my eye because it was titled ‘Enscribed on a tumbler’. Robert had a diamond stylus and wrote these verses onto a crystal glass one night in celebration of his good friend. He wrote the last two verses for Willie’s daughter Polly Stewart and I used those verses to continue his tribute to Willie. At the end of the song Phil Cunningham leads the band into a stirring tune called ‘Molly Rankin’ which was written by the late John Rankin of Cape Breton.” (tratto da qui)

ASCOLTA Eddi Reader in “Sing the Song of Robert Burns”, 2003 segue la reel Molly Rankin (vedi the Session qui)


CHORUS
you’re welcome, Willie Stewart
you’re welcome, Willie Stewart
there’s ne’er a flower that blooms in May
that’s half so welcome’s thou art
I
come, bumpers high, express your joy
the bowl we must renew it
the tappet hen, gae bring her ben
to welcome Willie Stewart
II
though foes be strong, and friends be slack
their action, must they rue it
may woman on him turn her back
that wrang thee, Willie Stewart
III
a flower, it grows, it fades, it falls
and nature cannot renew it
but worth and truth, eternal youth
we’ll gie to Willie Stewart
IV
may she whose arms shall enfold thy charms
possess a loyal and true heart
to her be given to ken the heaven
she holds in Willie Stewart
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
CORO
Benvenuto Willy Stewart
benvenuto Willy Stewart
non c’è fiore di Maggio
altrettanto gradito di te
I
Venite, su il boccale pieno, esprimete la gioia
la boccia il boccale di peltro, portiamo fuori
per accogliere Willy Stewart.
II
Nonostante i nemici siano risoluti e gli amici indolenti
delle loro azioni si dovrebbero pentire
dovrebbe la donna volgere le spalle
a colui che ti facesse torto, Willy Stewart
III
Un fiore sboccia, appassisce e cade
e la natura non potrà mai rinnovarlo,
ma virtù e verità, eterna giovinezza
daranno a Willy Stewart
IV
Dovrebbe colei le cui braccia avvolgeranno la tua grazia
possedere un cuore leale e sincero,
a lei è dato di conoscere il paradiso
ad abbracciare Willie Stewart

LE VERSIONI DI ROBERT BURNS

“Robert Burns became friendly with William Stewart during his time at Ellisland Farm.  Stewart was the resident grieve of Closeburn in Dumfriesshire, the property of the Rev. James Stuart Menteith, Rector of Barrowly in Linconshire, England.  Willie Stewart’s sister was the wife of R Bacon, the owner of the Brownhill Inn, Thornhill, situated a few miles south of Ellisland.  A howff regularly visited by Burns when returning from his fatiguing Excise rounds.  The verses were scrathed by the poet on a crystal tumbler.  The glass was acquired by Sir Walter Scott and preserved at Abbotsford.  The song was first published by Lockhart in 1829. “(tratto da qui)

Willy Stewart  inciso su un bicchiere di vetro mentre il poeta si trovava in una taverna, 1791.


CHORUS(*)
You’re welcome, Willie Stewart,
You’re welcome, Willie Stewart,
There’s ne’er a flower that blooms in May,
That’s half sae welcome’s thou art!(1)
I
Come, bumpers(2) high, express your joy,
The bowl we maun(3) renew it,
The tappet hen(4), gae bring her ben(5),
To welcome Willie Stewart,
II
May foes be strang(6), and friends be slack(7)
Ilk(8) action, may he rue it,
May woman on him turn her back
That wrangs thee, Willie Stewart
TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
CORO
Benvenuto Willy Stewart
benvenuto Willy Stewart
non c’è fiore di Maggio
altrettanto gradito di te
I
Venite, su il boccale pieno, esprimete la gioia
la boccia dobbiamo riempire per bere
il boccale di peltro, portiamo fuori
per accogliere Willy Stewart.
II
Nonostante i nemici siano risoluti e gli amici indolenti
di tale azione egli si dovrebbe pentire
dovrebbe la donna volgere le spalle
a colui che ti facesse torto, Willy Stewart

 

Lovely Polly Stewart in “The Scots musical museum” (1796 James Johnson editore)


A flower, it blaws, it fades, it fa’s(9)
and art cannot renew it
but worth and truth, eternal youth
will gie(10) to Polly Stewart
II
May he whase arms shall fauld(11) thy charms
possess a leal(12) and true heart
to him be given to ken(13) the heaven
he grasps in Polly Stewart
TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
I
Un fiore sboccia, appassisce e cade
e l’arte non potrà mai rinnovarlo,
ma virtù e verità, eterna giovinezza
daranno a Polly Stewart
II
Dovrebbe colui le cui braccia avvolgeranno la tua grazia
possedere un cuore leale e sincero,
a lui è dato di conoscere il paradiso
ad abbracciare Polly Stewart

 

NOTE
*riprende il ritornello di Lovely Polly Stewart:
O lovely Polly Stewart!
O charming Polly Stewart!
There’s ne’er a flower that blooms in May
That’s hauf sae fair as thou art.—

Per la traduzione: alcune parole sono identiche all’inglese ma la o è diventata a così per strang= strong, whase= whose, blaws= blows. So e go diventano invece sae e gae

1) letteralmente: non c’è fiore che fiorisce in Maggio che sia la metà gradito di quanto tu sia
2) bumpers= full glasses
3) maun= must
4) tappit hen= a hen with a top-knot; hence figuratively a large drinking cup with a knobbed lid. tappit hen = topped hen, letteralmente “cresta di gallina” è un boccale di peltro tipico nella Scozia del Seicento munito di coperchio e manico: la forma rastremata in cima era particolare, perchè permetteva di alloggiarvi all’interno una tazza, ovvero un piccolo bicchiere di peltro. Una specie di antenato del thermos elaborato nelle locande della Scozia per servire delle bevande calde ai passeggeri infreddoliti arrivati con la carrozza. Prima che il vino fosse venduto in bottiglia si usava questo contenitore. A me richiama vagamente la forma di una caffettiera! La misura standard è di 18 once facendo le debite proporzioni un po’ più di mezzo litro e un po’ meno di un litro (trovato anche in quesa drinking song qui); tappit hen= a quart measure of whiskey served in a ben-bowl with a lid
5) ben= indoors
6) May foes be strang= even though foes be strong
7) Slack: slow (in coming to help)
8) ilk= such
9) fa’s= falls
10) gie=give
11) fauld= enfold
12) leal= loyal
13) ken= know

FONTI
http://www.eddireader.net/tracks/erWSMR.htm
http://www.burnsscotland.com/items/a/a-letter-from-robert-burns-to-mr-wm-stewart,-closeburn.aspx
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/646.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/lovely_polly_stewart.htm

BROSE AND BUTTER A BOTHY BALLAD

ATTENZIONE: QUESTO POST POTREBBE CONTENERE UN LINGUAGGIO OFFENSIVO

“Brose and Butter” è tra le più famose vecchie “bothy ballads“ dell’Ayrshire (Scozia del Sud) che Robert Burns scrisse nell’autunno del 1785: il testo è a doppio senso sia culinario che sessuale, infatti si parla di una cena che in realtà  è un rapporto sessuale. Non è acclarato se il testo sia solo una trascrizione di un vecchio brano tradizionale. Nella raccolta di David Herd Ancient and modern Scottish songs” (1776) la canzone è di due strofe oltre al coro, è lecito presumere quindi che le restanti strofe siano state scritte da Robert Burns.

MELODIA Peacock Follow(ed) the Hen (slip jig) (vedi)
ALTRI TITOLI: Cuddle Me Cuddy, Here We Go Up, Up, Up, Mad Moll, Up And Down Again, Yellow Stockings.

Versione in David Herd
I
JENNY sits up in the laft,
JOCKY wad fain hae been at her,
There cam a wind oot o the wast,
Made a’ the windaes to clatter.
II
A goose is nae guid meat,
A hen is boss within,
In a pie there’s muckle deceit,
A puddin it is a guid thing.

ASCOLTA Ossian in Ossian 1977 seguono due jigs: Monaghan Jig/Jackson’s Bottle of Brandy

ASCOLTA Eddi Reader (strofe I, II, III, IV, V, I, II, I, II, I)
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CHORUS
O gie my love brose, brose;
O gie my love brose and butter(1);
An’ gie my Love brose, brose,
Yestreen(2) he wanted his supper.
I
Jenny sits up the laft(3)
Johnny was glad to be at her (4)
there came a wind came out o’ the west
made all the windows to clatter
II
A dow(5) is a dainty dish
goose is hollow within
the sight would make you blush
but aw the fun is to finishing
III
my daddie sent me to the hill
to pull my minnie(6) some heather
and drive it intae yur fill
yur welcome tae the leather(7)
IV
a mouse is a merry wee beast
the moodiewark(8) wants the een
and oh for the touch o’ the thing
I had in my nieve(9) yestreen
V
The lark(10) she loves the grass
the hen she loves the stubble(11)
and hey for the gardner lad
tae gully away(12) wi’ his dibble(13)
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
CORO
“Dammi la farinata amore mio
la farinata con il burro;
si, dammi amore mio la farinata”
ieri sera lui voleva la sua cena!
I
Jenny si siede in soffitta
Johnny era contento di starle vicino
poi venne il vento da occidente
a sbattere tutte le finestre
II
Il piccione è un piatto raffinato
l’oca è cava all’interno,
alla vista ti farebbe arrossire
ma tutto il piacere è nel venire.
III
Il mio paparino mi ha mandato in collina
a cogliere per la mia mammina dell’erica,
e guidalo dentro il tuo ripieno
sei il benvenuto nella pelle
IV
Un topo è una bestiola felice
la talpa vuole gli occhi
e oh con il semplice tocco “il coso”
avevo in pugno ieri sera
V
L’allodola ama l’erba
la pernice ama le stoppie
e un evviva per il giardiniere
che pianta il suo bastone

NOTE
1) PORRIDGE O BROSE? Gli Scozzesi preferiscono il BROSE ossia il “vero e unico” modo di preparare la farinata d’avena: la differenza rispetto al porridge è che l’avena non subisce cottura ma è solo mescolata vigorosamente in una ciotola con acqua bollente e lasciata riposare per 5 minuti circa, avendo cura di metterci un coperchio in modo che il calore agisca sull’avena. Si mangia con l’aggiunta di sale e latte o latticello e ovviamente si aggiunge anche del burro fresco. C’è anche una versione “rinforzata” della ricetta che prevede l’aggiunta di miele (ovviamente d’erica), panna e whisky. Oggi si preferisce la versione bevanda detta Atholl brose (una specie di whisky cream) di cui esistono diverse ricette con l’aggiunta di uova, lamponi, erbe aromatiche .. (per la ricetta vedi)
2) Yestreen= last night
3) laft= loft
4) nella versione di Burn dice: Jockie wad fain a been at her; letteralmente Johnny era contento di essere con lei (in senso traslato farsela)
5) inizia tutta una serie di riferimenti a uccelli ed animali che in realtà sono ben altro
6) minnie= mother
7) pelle ma in senso figurato “vagina”
8) moodiewark= mole
9) nieve= mano stretta a pugno
10) laverock= lark
11) stibble= stubble, in senso figurato peli pubici
12) gully =dig in senso figurato fottere. Lunga è la lista delle canzoni celtiche sui giardinieri, ricche di doppi sensi
13) dibble= bastone appuntito e in senso figurato pene maschile

La versione pubblicata nel The Merry muses of Caledonia (1799-1800), è parzialmente rivista e contiene un’ulteriore strofa:
We a’ were fou yestreen,
The night shall be its brither;
And hey, for a roaring pin
To nail twa wames thegither!

FONTI
http://www.eddireader.net/tracks/erBB.htm http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/brose_and_butter/ http://tunearch.org/wiki/Brose_and_Butter http://thesession.org/tunes/1145

LEEZIE LINDSAY

Anche con il titolo di Lizzie o Lizie Lindsay la ballata scozzese ha come tema quello del travestimento con fuga d’amore: la storia sembra una fiaba, e narra di un giovane highlander che si finge un povero montanaro, per ottenere l’amore incondizionato di una ragazza-bene di Edimburgo. Solo dopo essere arrivata nelle terre del Nord la donna scopre che egli è un ricco signore.

LA FIABA

leeziePer leggere la ballata in versione fiaba (nel progetto Bringing Yesterday’s Classics to Today’s Children qui).

La storia si può riassumere così: Donald MacDonald erede di una ricca tenuta nel Nord della Scozia, si reca a Edimburgo per prendere moglie. Si innamora di Leezie Lindsay e si presenta in occasione di un ballo mondano, con un semplice abito tradizionale scozzese (tartan e kilt) dicendo di essere di umili origini (la madre lo aveva avvertito di non rivelare la sua ricchezza). Ovviamente i genitori di lei lo vorrebbero scacciare in malo modo, ma la fanciulla rimane affascinata dai modi e dalla bellezza del giovane montanaro. Così decide di seguirlo sulle Highlands.
Arrivano in una casupola, un semplice rifugio di pastori, e il Lord finge di essere il figlio della vecchia donna che li accoglie. Al risveglio la fanciulla è chiamata per aiutare la donna nella mungitura, ma lei si dispiace di non essere in grado di farlo. Solo allora Donald le mostra tutte le terre di cui è proprietario!

PRENDERE UN BUON PARTITO

Un tempo le donne possedevano solo la dote (che spesso stava tutta in un baule) come proprietà, così Il loro futuro benessere e quello dei figli dipendeva dalla loro scelta di un buon partito. La fanciulla ha seguito la voce dell’intuito e ha capito cosa era giusto fare per lei, ha saputo scegliere per un buon marito.

La prima versione in stampa è nello Scots Musical Museum (1796), un frammento scritto da Robert Burns  (vedi). Il professor Child riporta ben sette versioni della ballata classificandola al numero 226, tuttavia la versione che è diventata lo "standard" nei circuiti dei folk club è quella attribuita a Robert Allan di Kilbarchan (1777-1841): egli riprende il frammento di Robert Burns lo trasforma in ritornello e scrive quattro nuove strofe. La popolarità del brano è dovuta certamente alla bellezza della melodia (etichettata da Burns come una "old highland melody") 
Nelle note al SMM leggiamo: The surname Lindsay has strong connections with the south-west of Scotland and the song probably reflects the awareness of north-south divide across Scotland which industrialism was beginning to create.

LA VERSIONE DEL CLAN MACDONALD

In questa versione la ragazza decide di seguire il montanaro solo quando lui dice di essere il Lord delle Isole
ASCOLTA The Fureys Finbar e Eddie Furey



CHORUS
would ye gang tae the Hielands Leezie(1) Lindsay
would ye gang tae the Hielands wi’ me
would ye gang tae the Hielands Leezie Lindsay
my bride(2) and my darling tae be
I
To gang to the Hielands wi’ you, sir.
I dinna ken how that may be;
For I ken nae the land that ye live in,
Nor ken I the lad I’m gaun wi'(3)
II
O, Leezie, lass, ye maun ken little,
If sae be ye dinna ken me;
For my name is Lord Ronald MacDonald
A chieftain o’ high degree.
IV
She has kilted her coats o’ green satin.
She has kilted them up tae her knee,
And she’s aff wi’ Lord Ronald MacDonald,
His bride and his darling tae be.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
CORO
Verresti nelle Highlands Leezie Lindsay,
verresti nelle Highlands con me?
Verresti nelle Highlands Leesie Lindsay,
per essere la mia sposa e la mia amata?

Che io venga nelle Highlans con voi, signore,
Non vedo come sia possibile
perchè non conosco le terre dove dite di vivere
e nemmeno il nome con cui vi chiamate

O Leezie, mia ragazza credo che conosciate poco
se dite di non conoscermi;
perchè mi chiamo Lord Ronald MacDonald
e sono un capo di nobile discendenza.

Ha indossato le sue vesti di raso verde
e se l’è tirate su fino alle ginocchia
ed è andata via con Lord Ronald MacDonald
per essere la sua sposa e il suo amore.

NOTE
1) scritto anche come pride nel senso di “mio vanto”
2) più che il diminutivo di Elisabetta scritto come Lizzie è un vezzeggiativo leazie per graziosa
3) i versi di Robert Allan dicono invece
For I ken nae the road I am gaeing,
Nor yet wha I’m gaun wi’
III (strofa saltata)
“Oh, if ye’re the Laird of MacDonald,
A great ane I ken ye maun be;
But how can a chieftain sae mighty
Think o’ a puir lassie l
ike me?”

TRADUZIONE IN INGLESE
Chorus:
Will you go to the highlands, Leezie Lindsay?
Will you go to the highlands with me?
Will you go to the highlands, Leezie Lindsay?
My bride and my darling to be
I
Will I go to the highlands with you, sir
I’m afraid that never will be
For I know not the land that you live in
Or even the name you go will
II
Ah, Leezie, maid, I think you know little
If you say that you don’t know me
For my name is Lord Ronald MacDonald
A chieftain of high degree
III
She’s taken up her skirt of green satin
She’s furled it up around her knee
And she’s gone with Lord Ronald MacDonald
His bride and his darling to be

LA VERSIONE DEL CLAN CAMPBELL

ASCOLTA The Corries

Chorus
Will ye gang tae the heilands Leezie Lindsay
will ye gang tae the heilands wi me
will ye gang tae the heilands Leezie Lindsay
My bride and my darling to be
I.
Tae gang tae the heilands wi you sir
I dinnae ken how that maun be
at leaving the green glens and woodlands
and streams of my ain country
II.
Oh I’ll show the red deer a roaming
on mountains where waves the tall pine
and as far as the bound of the red deer
ilk moorland and mountiain is mine
III.
A thousand claymores I can muster
ilk blade and its bearer the same
and when their chieftain they rally
the gallant Argyll(6) is my name
IV.
There’s dancing and joy in the heilands
there’s piping and gladness and glee
for Argyll has brought hame Leezie Lindsay
his bride and his darling tae be

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
CORO
Verresti nelle Highlands Leezie Lindsay,
verresti nelle Highlands con me?
Verresti nelle Highlands Leesie Lindsay,
per essere la mia sposa e la mia amata?

Che io venga nelle Highlands con voi, signore,
Non vedo come sia possibile
e lasciare le verdi vallette e i boschi
e i corsi d’acqua del mio paese.

Ti mostrerò i cervi dal pelo fulvo che pascolano
sulle montagne dove si erge in alto il pino
e fin dove saltellano i rossi cervi,
dalla brughiera alla montagna è tutto mio.

Posso radunare un centinaio di spade,
per ogni lama il suo portatore
e quando con il loro capo si radunano,
mi chiamano il valoroso Argyll.

C’è danza e allegria nelle Highlands,
ci sono cornamuse e letizia e gioia,
perchè Argyll ha portato a casa Leezie Lindsay,
che sarà sua moglie e il suo amore.

NOTE
6) Argyle è un paese ma anche il vecchio titolo di uno dei capi del clan Cambell, acerrimi nemici del Clan MacDonald

Una riscrittura del testo è stata fatta da Eddi Reader, la nota cantante scozzese interprete di molte canzoni di Robert Burns la quale ha modernizzato la storia mantenendo il ritornello e la melodia.

ASCOLTA Eddi Reader per il Transatlantic Sessions 5 


I
oh the lights in this city are like diamonds
the street lamps, the signs and the cars
though it’s bright in the city what are diamonds?
when they’re turning out all of our stars
CHORUS
would ye gang tae the Hielands Leezie Lindsay
would ye gang tae the Hielands wi’ me
would ye gang tae the Hielands Leezie Lindsay
my pride and my darling to be
II
it’s so loud in this town Leezie Lindsay
the worry and the working and the noise
now we cannae hear the birds when they’re singing
and the river is losing it’s voice
III
when you are beside me Leezie Lindsay
I’m not afraid to be alone
we can live anywhere that we chose to
when I’m with you I know that I’m home

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO

Le luci delle città sono come diamanti,
lampioni, segnali, auto,anche se luccicano cosa sono i diamanti della città, quando stanno nascondendo tutte le nostre stelle?
CORO
Verresti nelle Highlands Leezie Lindsay,
verresti nelle Highlands con me?
Se verrai nelle Highlands Leesie Lindsay,
per essere il mio orgoglio e la mia amata?

Sono così forti in questa città Leezie Lindsay
i problemi, il lavoro e il rumore,
ora non udiamo gli uccelli quando cantano
e il fiume ha perso la sua voce

Quando mi sei accanto Leezie Lindsay
non ho paura di stare solo,
possiamo vivere ovunque decidiamo,
perchè quando sono con te mi sento a cas

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-v,-song-434,-page-446-leezie-lindsay.aspx
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_226 http://www.eddireader.net/tracks/erLL.htm http://www.darachweb.net/SongLyrics/LeezieLindsay.html http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_lindsay.htm

http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=19944

A BLACKSMITH COURTED ME

blacksmiths-forge-1859-granger“Il canto è stato raccolto dalla tradizione popolare inglese e riportato in molte collezioni di inizio novecento; un brano che non si trova propriamente nella tradizione irlandese ma che è stato interpretato da vari artisti di area celtica. Fu Ralph Vaughan Williams a raccoglierlo sul campo nel 1909 dalla signora Ellen Powell di Westhope vicino a Weobley, Herefordshire; anche intitolato semplicemente “The Blacksmith“.

Da sempre nelle canzoni popolari il maniscalco è considerato sinonimo di virilità, amante molto dotato e dalla forza portentosa.

Particolarmente diffusa in Scozia la figura dell’Anvil Priest: con un colpo di martello sull’incudine (in inglese anvil) il fabbro dichiarava gli sposi marito e moglie!
http://ontanomagico.altervista.org/matrimonio-celtico-storia.html

GUIDA ALL’ASCOLTO: THE BLACKSMITH

Il fabbro lascia la sua innamorata in paese (per cercare fortuna all’estero), le scrive una lettera d’amore (ma insincera) e ritorna sposato con un’altra.

ASCOLTA Planxty 1979:  versione e arrangiamento diventati “standard”, la parte strumentale scritta da Andy Irvine si è poi ulteriormente evoluta in una jig che ha preso vita propria nelle session di danza.

ASCOLTA Eddi Reader in “Mirmama” 1991 (stile world music)

ASCOLTA Loreena McKennitt in Elemental 1985

ASCOLTA Lisa Knapp in “Wild and Undaunted” 2007
ASCOLTA David Gibb & Elly Lucas in “Old Chairs to Mend” 2012
ASCOLTA Sheila Chandra (strofe I, III, IV, V, I) in un’interpretazione molto intensa e tutta particolare

The Penguin Book Of English Folk Songs, “Sung by Mrs. Powell, nr. Weobley, Herefordshire. [Collected by] Ralph Vaughan Williams 1909.”

I
A blacksmith courted me, nine months and better
he fairly won my heart, wrote me a letter
with his hammer in his hand, he looked quite clever
and if I was with my love, I’d live forever
II
“But where is my love gone with his cheeks like roses(1)?
and his good black billycock on decked round with primroses?
I’m afraid the shining sun will shine and burn his beauty
and if I was with my love, I’d do my duty”
III
Strange news is come to town, strange news is carried
strange news flies up and down that my love is married
I wish them both much joy though they can’t hear me
and may God reward him well for the slighting of me(2)
IV(3)
“Don’t you remember when you lay beside me,
and you said you’d marry me and not deny me”
“If I said I’d marry you, it was only for to try you
so bring your witness love and I’ll not deny you”
V
“No, witness have I none save God almighty
and may he reward you well for the slighting of me”
Her lips grew pale and wan, it made her poor heart tremble
to think she loved a one and he proved deceitful.

NOTE
1) queste parole sono scritte nella lettera del fabbro, tenere e premurose (ma insincere), nella lettera doveva essere inclusa una fotografia di lui intento al lavoro
2) ovviamente queste sono maledizioni
3) la strofa descrive l’incontro tra il fabbro ritornato sposato con un’altra e l’ex-fidanzata abbandonata in paese: lui mi sembra cadere dalle nuvole, come se nella lettera scritta poco dopo la partenza non le avesse giurato amore eterno!

TRADUZIONE ITALIANO (revisione della traduzione tratta da qui)
Un fabbro mi corteggiò per nove mesi e più e infine conquistò il mio cuore con una lettera e con il martello in mano, sembrava tanto saggio e se fossi con il mio amore, potrei vivere per sempre (con lui). “Ma dove se ne è andato il mio amore con le sue guance di rosa e la sua bella bombetta nera, guarnita di primule? Ho paura che il sole cocente brucerà la sua bellezza e se fossi con il mio amore, mi piacerebbe fare il mio dovere”
Strane notizie sono arrivate in città, strane notizie si propalano, strane notizie circolano in lungo e in largo che il mio amore si sia maritato! Auguro a entrambi molta gioia, anche se loro non mi sentono e possa Dio ricompensarlo bene per l’offesa che mi ha recato. Non ti ricordi quando giacevi accanto a me e dicevi che mi avresti sposata e non mi respingevi. “Se io dissi che ti avrei sposato era solo per metterti alla prova perciò prendi il tuo testimone, amore, e io non rifiuterò” “No, Non ho nessun testimone, mi salvi Dio Onnipotente, e possa egli ricompensarti per l’offesa che mi ha recato.” Le sue labbra divennero pallide e smorte causò un cuore misero e tremante il pensare che lei avesse amato lui solo ed egli si dimostrò perfido

VERSIONE STRUMENTALE THE BLACKSMITH

Il brano è suonato anche in versione strumentale come una jig probabilmente sviluppando la versione dei Planxty. Con il titolo di Merry Blacksmith si identifica invece un reel
ASCOLTA

FONTI
http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/theblacksmith.htm
l
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/2.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/forum/39.html
http://www.8notes.com/scores/3547.asp
http://www.pteratunes.org.uk/Music/Music/Lyrics/Blacksmith.htm
l
http://www.pteratunes.org.uk/Music/Music/Lyrics/Blacksmith2.html http://thesession.org/tunes/1526
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10786 http://www.china2galway.com/song%20words%20Blacksmith.htm

I LOVE MY JEAN (OF A’ THE AIRTS THE WIND CAN BLAW)

Anche conosciuta come “Of A’ the Airts” la canzone “I love my Jean” è stata composta da Robert Burns nella primavera del 1788 poco dopo essere convolato a giuste nozze con Jean Armour (vedi).

La canzone è stata scritta da Robert Burns poco dopo il suo trasferimento a Ellisland nel Dumfriesshire, più esattamente nel periodo in cui stava sorvegliando la costruzione della nuova dimora accanto al fiume Nith in attesa dell’arrivo della sposa (rimasta nella fattoria di Mossgiel a Mauchline). La sua solitudine e la nostalgia di casa, il suo Ayrshire, gli fanno comporre una canzone d’amore dedicata alla moglie Jean Armour, la canzone d’amore più popolare nell’Ovest della Scozia.

Ellisland_Farm_and_the_River_Nith
Uno scorcio di Ellisland Farm e del fiume Nith nel Dumfriesshire

Con il titolo “Of A’ The Airts” è stato realizzato dalla STV Scotland un filmato d’epoca in bianco e nero sull’Ayrshire e la sua gente. Cito dalle info: “Un meraviglioso fotomontaggio insieme ad alcune delle più famose opere del Bardo di poesia, versi e canzoni, è un ritratto intimo della vita nel ’50 e un bel tributo a un uomo il cui lavoro è stato creato lì due secoli prima”

GUIDA ALL’ASCOLTO
La canzone venne pubblicata nello “Scots Musical Museum” vol III con il titolo “I love my Jean” in due strofe scritte da Burns, ma nelle edizioni successive e in varie altre collezioni vennero aggiunte ulteriori strofe, scritte da altri autori, forse insoddisfatti dalla brevità della canzone.

LA MELODIA
La melodia “Miss Admiral Gordon’s Strathspey.” è stata composta da un contemporaneo di Burns, William Marshall, nato a Fochabers nel 1748. Entrato al servizio del duca di Gordon ne diventò il maggiordomo. Violinista eccellente è considerato come il miglior compositore di Strathspeys dell’epoca. La melodia richiama “The Low Lands of Holland” brano preferito da Jean.
ASCOLTA Liam O’Flynn


ASCOLTA Eddi Reader bonus track nell’album The songs of Robert Burns (deluxe edition)

ASCOLTA Kris Dever

 

  I
Of a’ the airts(1) the wind can blaw(2),
I dearly love the west,
For there the bonnie(3) lassie lives,
The lassie I lo’e best:
There’s rivers row and wild woods grow,
And mony(4) a hill between;
But day and night my fancy’s flight
Is ever wi'(5) my Jean.
II
I see her in the dewy flowers,
I see her sweet and fair :
I hear her in the tunefu'(6) birds,
I hear her charm the air:
There’s not a bonnie flower that springs
By fountain, shaw(7), or green;
There’s not a bonnie bird that sings,
But minds(8) me o'(9) my Jean.

TRADUZIONE   ITALIANO DI CATTIA SALTO

I
Da tutte le parti verso cui il vento può soffiare,
più caro mi è l’ovest,
perchè colà vive la mia bella fanciulla,
la fanciulla che amo in sommo grado:
là scorrono i fiumi e crescono boschi selvaggi,
tra le tante colline;
ma giorno e notte il volo della mia fantasia
è sempre con la mia Jean.
II
La vedo nei fiori turgidi
la vedo dolce e bella:
la sento nel canto degli uccelli,
sento il suo fascino nell’aria:
non c’è fiore bello che sboccia
nei giardini e boschetti o prati,
non c’è bell’uccello che canta,
che non mi ricordi della mia Jean

NOTE
1) airts=directions, quarters
2) blaw=blow
3) bony=pretty, bonny
4) mony=many
5) wi’=with
6) tunefu’=tuneful
7) shaw=a small wood in a hollow
8) minds=reminds
9) o’=of

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iii,-song-235,-page-244-i-love-my-jean.aspx
http://mysongbook.de/msb/songs/a/atheairt.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=3098
http://www.electricscotland.com/burns/songs/04OAaTheAirts.jpg
http://www.eddireader.net/tracks/erOAA.htm
https://thesession.org/tunes/9092

AULD LANG SYNE: UN TESTO PER DUE MELODIE

A Capodanno il canto più diffuso nelle case scozzesi è Auld Lagn Syne, una canzone cantata in tutto il mondo nelle più svariate occasioni.
La canzone è accompagnata da un rituale collettivo: in cerchio ci si tiene per mano durante il primo verso. Poi le braccia vanno incrociate afferrando le mani del vicino durante l’ultimo verso (continua).

auldIl titolo è composto da tre termini in scozzese che significano old, long, since tre parole per indicare il tempo passato, e che si traducono in inglese come “the good old days“, in italiano “i bei tempi andati” (Addio bei tempi passati..). Si tratta di una vecchia canzone che Robert Burns dice di aver ascoltato da un anziano cantore, Burns dichiara inoltre che la canzone era stata tramandata solo oralmente in ambito popolare.

Ecco il carteggio tra Burns e l’editore George Thomson (1793 ): “The following song, an old song, of the olden times, and which has never been in print, nor even in manuscript until I took it down from an old man’s singing, is enough to recommend any air”
[in italiano: la canzone che segue, una vecchia canzone, dei vecchi tempi, e che non è mai stata stampata e nemmeno manoscritta finchè la presi da un vecchio cantore, è sufficiente da raccomandare ogni melodia.]

In realtà rime e melodie simili si fanno risalire al 1500: in particolare due, la ballata Auld Kyndnes Foryett -nel Bannatyne Manuscript 1568- e la ballata attribuita al poeta di corte Sir Robert Ayton (1570-1638) pubblicata nel 1711 da James Watson nella raccolta “Choice Collection of Scots Poems“; per quest’ultima alcuni versi sono gli stessi che si ritrovano nella stesura di Burns.
Should auld Acquaintance be forgot,
a
nd never thought upon,
The Flames of Love extinguished,
And freely past and gone?
I
s thy kind Heart now grown so cold
I
n that Loving Breast of thine,
That thou canst never once reflect
On Old-long-syne?
Nel 1724 Allan Ramsay ha scritto nel suo “A Collection of Songs” il brano dal titolo “Should auld acquaintance be forgot” (forse tratto dalla ballata cinquecentesca Auld Kyndnes Foryett) e la canzone venne poi pubblicata nel Vol 1 dello “Scots Musical Museum” 1787, con il titolo “Auld Lang Syne” ma i versi sono lontani anni luce da quelli di Burns!

LE MELODIE
Prima Melodia: "O Can Ye Labor Lea"
ASCOLTA 

Seconda Melodia: "For old long Gine my jo" trascritta da Playford in "Original Scotch Tunes" 1700
ASCOLTA

Johnson pubblica “Auld Lang Syne” dalla prima versione di Burns nel Scots Musical Museum, vol 5, 1796; ma Robert Burns inviò i suoi scritti in merito a questa canzone anche all’editore George Thomson e in particolare la sua terza versione. Più tardi Thomson viene a sapere da Stephen Clarke che Johnson aveva già una copia della canzone di Burns e che la melodia era trascritta sempre da Johnson nella versione di Ramsay. Burns, così gli risponde: ‘The two songs you saw in Clarke’s are neither of them worth your attention. The words of ‘Auld lang syne are good, but the music is an old air, the rudiments of the modern tune of that name. The other tune you may hear as a common Scots country dance.’ Burns 1794.
Quindi la prima melodia che Robbie definisce “an old air” è quella pubblicata da Johnson “O Can Ye Labor Lea”, mentre la seconda melodia è “For old long Gine my jo” è quella in Playford.

L’IMPRONTA DEL GENIO

Il merito di Burns fu quello di scrivere un paio di strofe e di modificare e arrangiare le altre, se non proprio di aver riscritto il testo in modo integrale. Un frammento scritto da Robert Burns nel 1793 è conservato presso il Robert Burns Birthplace Museum (vedi)

IL MERITO DELL’EDITORE

George Thomson quando pubblicò “Auld Lang Syne” nel “Select Collection of Original Scottish Airs”, 1799 sostituì la prima melodia con quella molto più popolare nel Settecento chiamata “The Miller’s Wedding” (già in “Scots Reels”, Bremner 1759) e comunemente chiamata ‘Sir Alexander Don’s Strathspey’ perchè interpretata anche dal famoso violinista Niel Gow: una melodia da danza tipicamente scozzese la strathspey!
LA MELODIA DELL’EDITORE CON I VERSI DEL BARDO: ASCOLTA
George Thomson ripubblicò “Auld Lang Syne” nel 1817 con un nuovo arrangiamento a cura del compositore ceco Leopold Kozeluch
ASCOLTA
Burns del resto aveva già riutilizzato la stessa melodia in due canzoni: “O can ye labour lea” (la versione ripulita è diventata “I fee’d a man at Martinmas”) e “Coming thro’ the rye.

LA LEGGENDA SU DAVID RICCIO

Ultimamente in rete (ovviamente solo nei siti italiani) sulla scia del romanzo di Jesse Blackadder “The Raven’s Heart” , 2011 si è diffusa l’attribuzione della melodia “Il valzer delle candele” a Davide Rizzo (o David Riccio come lo chiamavano in Scozia). Il giornalista e scrittore Renzo Rossotti (in “Assassinio in Scozia” da “Piemonte magico e misterioso”, Newton Compton Editori, 1994 vedi) nel suo “Assassinio in Scozia” riportata una leggenda torinese secondo cui Davide Rizzio sarebbe l’autore del Valzer delle candele, ma si tratta appunto di una leggenda. Come già evidenziato ci sono almeno tre melodie associate al brano “Auld Lang Syne” e quella più antica cinquecentesca, non è quella finale del Valzer delle Candele! Ben altre paternità possono essere più documentatamente attribuite al compositore Davide Rizzio, vedi lo studio del suo già citato omonimo continua

Due vecchi amici incontrandosi dopo molti anni di separazione, ricordano la gioventù e brindano ai tempi andati! Per l'ascolto una selezione dei migliori artisti scozzesi.

MELODIA AULD LANG SYNE seconda versione di Robert Burns 1799 (George Thomson editore)

ASCOLTA Dougie MacLean dal Cd Tribute– 1996 Voce vellutata, pronuncia seducentemente scozzese, sottofondo di chitarra, un delicato arrangiamento

MELODIA AULD LANG SYNE prima versione di Robert Burns in SMM vol 5 1796 (James Johnson editore)

ASCOLTA Jim Malcom (ex voce dei Old Blind Dogs) dal Cd Acquaintance dedicato a Robert Burns. Voce vellutata, pronuncia seducentemente scozzese, una spruzzata di note al piano, sottofondo con chitarra e violino. La melodia è leggermente diversa come la sequenza delle strofe I, IV, II, III, V e il tema del Valzer è ripreso nel finale suonato dalla sola chitarra

ASCOLTA Paolo Nutini: live una versione intima e raccolta sulle note di una chitarra

ASCOLTA Eddi Reader una melodia tutta alla Eddi Reader


I
Should auld acquaintance be forgot,
And never brought to mind?
Should auld acquaintance be forgot,
And days auld lang syne?
CHORUS:
For auld lang syne, my dear(1),
For days auld lang syne,
We’ll tak a cup of kindness yet,
For days auld lang syne!
II
We twa hae run about the braes(3)
And pou’d the gowans(4) fine,
But we’ve wander’d monie a weary fit(5),
Sin days auld lang syne.
III
We twa hae paidl’d in the burn
Frae morning sun till dine,
But seas between us braid(6) hae roar’d,
Sin days auld lang syne.
IV
And surely ye’ll be your pint-stowp(2)
And surely I’ll be mine,
And we’ll tak a cup o kindness(8) yet,
For days auld lang syne!
V
And there’s a hand my trusty fiere(7),
And gie’s a hand o thine,
And we’ll tak a right guid-willie waught(8),
For days auld lang syne
TRADUZIONE ITALIANO (tratta da vedi)
I
Credi davvero che i vecchi amici
si debbano dimenticare e mai ricordare?
Credi davvero che i giorni trascorsi insieme
si debbano dimenticare?
Ritornello:
Perchè i giorni sono ormai trascorsi,
amico mio, perchè i giorni sono andati,
faremo un brindisi per ricordare con affetto
i giorni ormai trascorsi!
II
Noi due abbiamo corso per le colline
e strappato margherite selvatiche
ma ora siamo lontani l’uno dall’altro
perchè i giorni sono ormai trascorsi
III
Noi due abbiamo navigato nel fiume
da mattina a sera
ma ora vasti oceani si frappongono tra noi,
perchè i giorni sono ormai trascorsi
IV
Tu puoi pagare il tuo boccale di birra
e io pagherò il mio,
faremo un brindisi per ricordare con affetto
i giorni ormai trascorsi
V
Perciò prendi la mia mano, amico mio fidato,
e dammi la tua
faremo un brindisi pieno d’affetto insieme,
in ricordo di quei giorni trascorsi

NOTE
1) nella seconda versione di Burns era “jo” (=amico)
2) stowp= vessel, boccale
3) braes= hills, colline
4) gowans= daisies, margherite
5) monie a weary fit= many a weary foot, molti passi stanchi
6) braid= ampio, vasto
7) fiere= friend, amico
8) right guid-willie waught= “cup of kindness” good toast, friendly draught, brindisi

Questa traduzione poetica, raccolta da un programma di Raiuno da Bartolomeo Di Monaco, tratta da http://www.la-poesia.it/stranieri/inglesi/inglesi-index.htm, rende omaggio alla commovente espressività del testo scozzese! La sequenza delle strofe è quella riportata da George Thomson

VECCHI TEMPI ANDATI
  I
 Si dovrebbero dimenticare le vecchie
 amicizie e non ricordarle più?
 Si dovrebbero dimenticare le vecchie
 amicizie e i giorni lontani e passati?
 Per i vecchi tempi, amico mio,
 per i vecchi tempi
 berremo una coppa di tenerezza,
 ancora per i vecchi tempi.
  II
 Noi due abbiamo corso sui sereni
 pendii e raccolto bei fiori,
 ma abbiamo camminato stancamente
 molte volte da quei tempi lontani.
  V
 Abbiamo camminato a piedi nudi sulle
 rive dal sole del mattino fino alla sera,
 ma ora gli oceani hanno ruggito
 da quei vecchi giorni lontani.
  IV
 Eccoti la mano, mio fedele amico
 e tu dammi la tua
 e faremo un'abbondante bevuta
 ancora per i vecchi tempi.
  III
 E sarò per te come un sorso
 di birra, e tu lo sarai per me.
 E berremo una tazza di tenerezza,
 ancora per i vecchi tempi andati.
 Per i vecchi tempi, amico mio,
 per i vecchi tempi
 berremo una coppa di tenerezza,
 ancora per i vecchi tempi.
 brindisi

LA POPOLARITA’ NEL MONDO

La canzone è stata tradotta in tutto il mondo (in almeno una quarantina di lingue). La popolarità di “Auld Lang Syne” deriva molto probabilmente dal suo inserimento nel film “Waterloo bridge” (in italiano “Il ponte di Waterloo”) del 1940 diretto da Mervyn LeRoy, con Vivien Leigh e Robert Taylor con il titolo di Farewell Waltz Il film è stato il prototipo del tipico melodramma hollywoodiano con la famosa scena del valzer.

La versione Farewell Waltz è stata arrangiata da Cedric Dumont (1916-2007) compositore -autore svizzero e direttore d’orchestra e tradotta/arrangiata in italiano dagli autori Larici&Mauri nel 1943 (che riprendono il tema della scena del film con la separazione dei due amanti) come ballabile. All’epoca
Una curiosità, le melodie anglo-sassoni erano vietate dalla censura di guerra ma bastava cambiare titolo e arrangiamento ed ecco che nasce “Il valzer delle candele”!

ASCOLTA Tati Casoni IL VALZER DELLE CANDELE

I
Domani tu mi lascerai
e più non tornerai,
domani tutti i sogni miei
li porterai con te.
II
La fiamma del tuo amor
che sol per me sognai invan
è luce di candela che
già si spegne piano pian.
III
Una parola ancor
e dopo svanirà
un breve istante di
felicità.

IV
Ma come è triste il cuor
se nel pensare a te
ricorda i baci tuoi
che non son più per me.
V
Domani tu mi lascerai
e più non tornerai,
domani tutti i sogni miei
li porterai con te.
VI
La fiamma del tuo amor
che sol per me sognai invan
è luce di candela che
già si spegne piano pian.

ASCOLTA Nini Rosso alla sua mitica tromba.

La melodia infine è diventata una nuova canzone con il testo “Il Canto dell’Addio” che ben conoscono tutti coloro che sono stati scout, o hanno trascorso la loro estate nelle colonie, o presso i rifugi gestiti da sacerdoti e affini (sob!).

I
È l’ora dell’addio, fratelli,
è l’ora di partir;
e il canto si fa triste; è ver:
partire è un po’ morir.
RITORNELLO
Ma noi ci rivedremo ancor
ci rivedremo un dì
arrivederci allor, fratelli,
arrivederci sì.
II
Formiamo una catena
con le mani nelle man,
stringiamoci l’un l’altro
prima di tornar lontan.
III
Perché lasciarci e non sperar
di rivederci ancor?
Perché lasciarci e non serbar
questa speranza in cuor?

IV
Se attorno a questo fuoco qui,
l’addio ci dobbiam dar;
attorno ad un sol fuoco un dì
sapremo ritornar.
V
Iddio che tutto vede e sa
la speme di ogni cuor;
se un giorno ci ha riuniti qui,
saprà riunirci ancor.
VI
Ma non addio diciamo allor
che ancor ci rivedrem:
arrivederci allor, fratelli,
arrivederci insiem!
VII
Fratello non dolerti se
la fiamma langue già:
doman la stessa fiamma ancor
fra noi risplenderà.

FONTI
http://sarahannelawless.com/2009/12/31/happy-hogmanay/ http://www.electricscotland.com/HISTORY/articles/langsyne.htm http://www.electricscotland.com/history/articles/langsyne.htm http://www.robertburns.org/encyclopedia/AuldLangSyne.5.shtml http://www.themorgan.org/exhibitions/ online/AuldLangSyne/default.asp?id=4 http://burnsc21.glasgow.ac.uk/online-exhibitions/auld-lang-syne/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16346 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=29124 http://www.kultunderground.org/art/305 http://www.kultunderground.org/art/395 http://www.renzorossotti.it/notetorinesi.htm#menestrello http://www.eddireader.net/tracks/erALS.htm

JAMIE, COME TRY ME

Una melodia con il titolo “Jamie, come try me” è stata pubblicata da James Oswald nella sua raccolta “Curious Scots tunes” (1744), la stessa melodia si trova nel III volume del “Musical Scots Museum” (1790)  al numero 238 pubblicata con il testo. Nelle note Robert Burns afferma di essere l’autore della parte testuale; in questo caso è bastato un titolo per suggerire a Burns una breve canzone: Jamie non è semplicemente un innamorato ma potrebbe essere Giacomo Francesco Edoardo Stuart, il figlio del deposto re Giacomo II d’Inghilterra, e la canzone alludere all’amore degli scozzesi cattolici per la dinastia Stuart (la questione giacobita vedi).

GUIDA ALL’ASCOLTO

La protagonista è una donna “passionaria” che chiede a James di stare con lei ovvero invita il suo amante segreto a possederla, una richiesta piuttosto intima e diretta, decisamente insolita per i tempi (ma non per un poeta come Burns)!

LA MELODIA: UNA SLOW AIR CHE DIVENTA UN VALZER LENTO
Il brano è stato interpretato per lo più in versione strumentale, essendo una melodia molto dolce e lenta, perfetta per l’arpa celtica.

ASCOLTA Kim Robertson in “Highland Heart” 2006

ASCOLTA Brian MacNeill in “N 1 Scottish” 2007

Le versioni cantate sono di stampo “classico” con voci impostate al canto lirico; ma non mancano alcuni arrangiamenti decisamente più moderni, come quello di due scozzesi DOC entrambi provenienti dall’Ayrshire, la terra del Bardo Scozzese
Eddi Reader superba interprete di Robert Burns nelle sue note al Cd “Sings The Songs Of Robert Burns” scrive: “There is a beautiful traditional tune to this song and one day I shall sing it through but this version came out through reading the words and messing about with a guitar tuning. So I only sing a hint of the trad tune. I also improvised on the order of the lyrics. It came out that way and I stuck to it. The image of a lassie calling for ‘Jamie’ to come and be with her struck me as so empowering. Robert writing from a woman’s perspective.” (tratto da qui)

Eddi Reader non ha bisogno di tante presentazioni, dalla vocalità molto emotiva, profonda e pastosa che mi ricorda il colore ambrato e il sapore graffiante di un sorso di whisky: in questo brano in modo particolare la voce passa dall'acuto al sospiro e diventa quasi jazzistica. L'effetto d'insieme è quello del richiamo di un'amante quasi ossessionata dal desiderio.

ASCOLTA Eddi Reader in “Sings The Songs Of Robert Burns“, 2003

 

Jamie, come try me
come try me
Jamie, come try   me
Jamie, come try me
if thou would be my love, Jamie
if thou would kiss me love
wha could deny thee
if thou would be my lo-o-o-ove
Jamie If thou would kiss  me, love
wha could deny thee?
if thou would be my love, Jamie
if thou would kiss me love
wha could espy thee
if thou would be my love, ah Jamie
Jamie, come try me Jamie, Jamie ah, ah
if thou would be my love
if thou would kiss me love
if thou would be my love, Jamie
come try me, Jamie
ah, if thou would give me love, Jamie— Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, yeahJamie
Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, Jam…
ah-ha, oh,
yeah, yeah
come try me
come try me
Jamie, come try me
Jamie, come try me
Jamie, come try me
wha could deny thee?
nabody
ach, Jamie


TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Jamie vieni a mettermi alla prova
vieni a mettermi alla prova
Jamie vieni a mettermi alla prova
Jamie vieni a mettermi alla prova
se tu volessi essere il mio amore, Jamie
se tu mi baciassi, amore
chi te lo proibirebbe?
Se tu volessi essere il mio amo-o-ore,
Jamie se tu mi baciassi, amore
chi te lo proibirebbe?
se tu volessi essere il mio amore, Jamie
se tu mi baciassi, amore
chi potrebbe scoprirti?
Se tu volessi essere il mio amore, Jamie
Jamie vieni a mettermi alla prova 
Jamie, Jamie ah,
se tu volessi essere il mio amore,
se tu mi baciassi, amore
se tu volessi essere il mio amore, Jamie
vieni a mettermi alla prova, Jamie
ah se tu volessi darmi amore, Jamie
Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, yeahJamie
Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, Jam…
ah-ha, oh,
yeah, yeah
vieni a provarmi
vieni a provarmi
Jamie a mettermi alla prova.
Jamie vieni a mettermi alla prova.
Jamie vieni a mettermi alla prova
chi te lo proibirebbe?
Nessuno
ah Jamie

O come la versione di Little Fire ovvero Jamie McGeechan, cantautore scozzese emergente dell’Ayrshire (per la sua pagina web in http://littlefiremusic.com/) che ha infuso il brano di sensualità e dolce innocenza

ASCOLTA Little Fire in Little Fire: Burns,   2012

VERSIONE ROBERT BURNS (1789) Chorus.
Jamie, come try me(1),
Jamie, come try me,
If thou would win my love,
Jamie, come try me.
I
If thou should ask my love,
Could I deny thee?
If thou would win my love,
Jamie, come try me!
II
If thou should kiss me, love,
Wha could espy thee?
If thou wad be my love,
Jamie, come try me!
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTORitornello
Jamie vieni a provarmi
Jamie vieni a provarmi
Potresti vincere il mio amore,
Jamie vieni a mettermi alla prova.Se tu mi chiedessi il mio amore,
potrei io negartelo?
Potresti vincere il mio amore,
Jamie vieni a provarmi!

Se tu mi baciassi, amore,
chi potrebbe scoprirti?
Se tu volessi essere il mio amore,
Jamie vieni a mettermi alla prova.

NOTE
1) l’espressione “try me” implica una sfida, una provocazione per mettere in atto la reazione dell’altro, ma anche in modo più sfumato l’invito all’assaggio per decidere se continuare.

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iii,-song-229,-page-238-jamie-come-try-me.aspx
http://www.eddireader.net/tracks/erJCTM.htm
http://digilander.iol.it/alfstone/eddi_reader.htm

ILLUSTRAZIONI:
http://littlefire.bandcamp.com/track/jamie-come-try-me

AYE WAUKIN O

Questa canzone collezionata da Robert Burns, è stata solo in piccola parte riscritta da lui e pubblicata ne “The Scots musical museum” del 1790, con il titolo di “Simmer’s a Pleasant Time” (abbinata alla melodia tradizionale “Aye Waukin, O“).
L’ortografia della parola “waukin” varia a seconda delle pubblicazioni in waulkin, waukin’ oppure wakin’ che in inglese si traduce come “waking”.

In questa semplice canzone senza tempo ed estremamente attuale, sebbene sia stata composta molto probabilmente nel seicento, l’abbondanza e l’esuberanza della stagione estiva è posta in stridente contrasto con i desideri non corrisposti di una giovane fanciulla, che brucia dal desiderio per il suo bel ragazzo, e perciò resta insonne. Eppure il tema è lasciato indeterminato: la donna piange, ma non sappiamo se l’abbandono sia momentaneo o definitivo..
La canzone anche se parla di insonnia è quasi una ninna-nanna, appena velata di sensuale malinconia.

woman-awakening-1876

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

Robert Burns ha mandato la copia manoscritta della canzone a Agnes McLehose, ossia “Nancy” Craig, amica di penna e amante conosciuta ad Edimburgo nel 1787, quando tra di loro ardeva ancora la passionedi certo un linguaggio in codice tra “Robbie” e “Clarinda”!! continua
Solo la prima strofa è stata attribuita interamente a Burns.

ASCOLTA Eddi Reader

ASCOLTA Irish Poitin

Nelle tante registrazioni sono sempre riportate le stesse tre strofe
con il titolo di Ay Waukin, O
versioni di Ewan MacColl, Alastair McDonald, Jake Cogan
con il titolo di Aye wakin’ oh ,
versioni di Heather Heywood
con il titolo di Aye waulkin
versioni di Celine Donoghue,  Jock Tamson’s Bairns, Ewan Wilkinson, Ivan Drever

VERSIONE di ROBERT  BURNS
I
Simmer(4)’s a pleasant time:
Flowers of every colour,
The water rins(5) owre the heugh(6),
And I long for my true lover.
Chorus.
Ay(1) waukin, O,
Waukin(2) still and weary:
Sleep I can get nane(3)
For thinking on my dearie.
Ay waukin, o
II
When I sleep I dream,
When I wauk I’m eerie(7),
Sleep I can get nane
For thinking on my dearie.
III
Lanely(8) night comes on,
A’ the lave(9) are sleepin,
I think on my bonie lad,
And I bleer my een wi’ greetin(10).
TRADUZIONE  di CATTIA SALTO
I
L’estate è una bella stagione:
fiori di ogni colore,
l’acqua scorre dalla rupe,
e io desidero il mio amante.
Ritornello:
Sempre insonne, oh
mi sveglio e sono stanca;
non riesco dormire
pensando al mio amore.
Sempre insonne, oh
II
Quando dormo sogno,
quando mi sveglio ho paura
di non riuscire a dormire
pensando al mio amore.
III
La notte solitaria viene,
tutto il resto dorme,
penso al mio bel ragazzo ,
e i miei occhi si offuscano nel pianto

NOTE
1) ay, aye= always
2) waukin, waking = awake. Waukening, è l’atto del risveglio
3) nane = none
4) simmer = summer
5) rin= run
6) heugh = runs, cliff, or crag, rocky crags
7) eerie= spooked, frightened
8) lanely = lonely
9) lave= rest/remainder
10) I blur my eyes with crying

LA VERSIONE DI ROBERT CHAMBERS

In “Songs for Scotland Prior to Burns” di Robert Chambers (1862)  è riportata una versione altrettanto bella.
Qui è la primavera a fare da contrasto all’amante che si strugge, bramosa e insonne, nell’attesa del prossimo incontro, e tutta la poesia assume un che di più sensuale!

AYE WAUKIN’ O – ROBERT CHAMBERS (tratto da qui)
I
O, spring’s a pleasant time,
Flowers o’ ev’ry colour,
The sweet bird builds her nest,
And I long for my lover.
CHORUS:
Aye(1) waukin'(2) O,
Waukin’ aye and weary,
Sleep I can get nane(3),
For thinkin’ o’ my dearie.
II
O I’m wat(11), wat,
O I’m wat and weary;
Yet fain I’d rise and run,
If I thought to meet my dearie.
III
When I sleep I dream,
When I wauk I’m eerie(7);
Sleep I can get nane,
For thinkin’ o’ my dearie.
IV
Lanely(8) night comes on,
A’ the lave(9) are sleeping;
I think on my love,
And blear my een wi’ greeting(10)
V
Feather beds are soft,
Painted rooms are bonnie;
But a kiss o’ my dear love,
Is better far than ony(12).
VI
O for Friday night,
Friday at the gloamin!
O for Friday night!
Friday’s long o’ coming.
TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
I
La primavera è una bella stagione:
fiori di ogni colore,
gli uccellini costruiscono il nido,
e io desidero il mio amante.
RITORNELLO:
Sempre insonne, oh
mi sveglio e sono stanca
non riesco dormire
pensando al mio amore
II
Oh sono sveglia, sveglia
sono sveglia e stanca;
tuttavia lieta mi alzerei e correrei
se pensassi di incontrare il mio amore
III
Quando dormo sogno,
quando mi sveglio ho paura
di non riuscire a dormire
pensando al mio amore.
IV
La notte solitaria viene,
tutto il resto dorme,
penso al mio amore ,
e i miei occhi si offuscano nel pianto.
V
Il materasso è soffice
la tinta alle pareti è gradevole;
ma un bacio del mio amore
è meglio di tutto
VI
Oh per venerdì notte
per venerdì al crepuscolo
Oh per venerdì notte
Venerdì è lungo ad arrivare!

NOTE
11) wat= wait traducibile sia stare sveglio, che in attesa
12) ony= any
13) gloaming
14) awa= away

LA VERSIONE TRADIZIONALE

Il protagonista è un uomo: ma qui la storia è come banalizzata e perde il fascino del mistero che ha nella versione di Robert Burns.

ASCOLTA Ossian (voce Tony Cuffe) in Sea song 1981


I
Simmer(4)’s a pleasant time:
Flowers of every colour,
The water rins(5) owre the heugh(6),
And I long for my true lover.
Chorus.
Ay(1) waukin, O,
Waukin(2) I am weary:
Sleep I can get nane(3)
For thinking on my dearie.
Ay waukin, oh
II
When first she came to town
They called her Grace MacFarland
But now she’s gone awa(14)
They’re callin her all folk’s darlin’.
III
When I sleep I dream,
When I wauk I’m eerie(7),
Sleep I can get nane
For thinking on my dearie.
IV
Her faither loues her weel(15),
Her mother lo’es her better,
And I lo’e the lass mysel’
Waes me I cannae get her(16).
TRADUZIONE  di CATTIA SALTO
I
L’estate è una bella stagione:
fiori di ogni colore,
l’acqua scorre della rupe,
e io bramo il mio amore.
Ritornello:
Sempre insonne, oh
Mi sveglio e sono stanco
non riesco dormire
pensando al mio amore
sto sempre sveglio
II
Quando per la prima volta venne in città, la chiamarono Grace MacFarland, ma adesso che è andata via, tutta la gente la chiama “cara”
III
Quando dormo sogno,
quando mi sveglio ho paura
di non riuscire a dormire
pensando al mio amore.
IV
Il padre l’amava tanto
la madre l’amava ancora di più
e il stesso l’amo
guai a me, non riesco ad averla

NOTE
15) her father loves her well
16) Woe is me, I can not get her

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66062
http:[email protected]?SongID=403
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=94504944

ILLUSTRAZIONI:
Woman Awakening di Eva Gonzales 1876: http://www.wikipaintings.org/en/eva-gonzales/woman-awakening-1876

CHARLIE, HE’S MY DARLING

Canto ironico legato all’ultima rivolta giacobita capeggiata dall’ultimo pretendente cattolico al trono d’Inghilterra, il principe Carlo Edoardo Stewart (1729-1788) amato dagli Scozzesi come il “Bonnie Prince Charlie“. Il “Bel Carletto” fu l’ultimo della dinastia Stuart a rivendicare il tono di Scozia e Inghilterra. I sostenitori della rivolta si chiamarono giacobiti, perchè sostenitori di re Giacomo II d’Inghilterra deposto nel 1688, quando fu sostituito dalla figlia Maria II d’Inghilterra insieme al marito e primo cugino Guglielmo III d’Inghilterra (l’annosa disputa tra Cattolici e Protestanti!). continua

Lost_Portrait_of_Charles_Edward_StuartIL BEL CARLETTO

Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands!
Cresciuto in pratica a Roma sotto l’ala del Papa, in un primo tempo venne spedito dal padre Giacomo a Parigi “per farsi una posizione” a Corte, sfruttando la parentela con il re di Francia. Eppure Luigi non ne voleva proprio sapere del suo parente povero e si rifiutò di riceverlo a Corte; così Charlie visse a Parigi snobbato dalla nobiltà e in perenne ricerca di finanziatori disposti a rischiare i quattrini per il suo tentativo di restaurazione sul trono (per la verità era anche un assiduo frequentatore di taverne). A Parigi ebbe come amante Marie Louise de La Tour (già maritata con il Duca di Montbazon) dalla quale pare abbia avuto un figlio.

Tra le lamentele del conte di Mar (esule in Francia dopo la figuraccia di Sheriffmuir) sul carattere del principe, oltre alla sua eccessiva predilezione per il bere, c’erano anche i modi sgarbati verso i suoi seguaci e il suo chiacchierare a vanvera; ma evidentemente il “Bel Carletto” non doveva essere poi così inconcludente, se alla fine produsse una Dichiarazione di Accordo con la quale rivendicava i propri diritti al trono della Gran Bretagna, sotto firmata dai capi clan scozzesi leali alla causa giacobita: Clanranald e Glengarry, Stewart di Appin, Alexander MacDonald di Keppoch, Angus MacDonald di Scotus. Indubbiamente ci furono in ballo questioni d’onore e giuramenti di fedeltà al padre e al nonno, più che un’affezione particolare per il Giovane Pretendete; inoltre non era insolito per molti clan tenere i piedi in due scarpe ed avere così qualche parente stretto a combattere nello schieramento opposto.

IL GIALLO DEL RITRATTO
Ma qual'era il volto del bel Carletto?
Spesso si tende a dimenticare che Carlo aveva un fratello prete (Enrico Benedetto) e i due si assomigliavano, così il ritratto del fratello Enrico in armatura militare di quando prestava servizio nell'esercito francese, è finito tra le biografie ufficiali del Bel Principe!!

LA CAMPAGNA MILITARE

Il venticinquenne Charles sbarcò insieme a sette compagni sull’isola di Eriskay e una manciata di spade, poi si spostò verso Glenfinnan e restò in attesa che i clan arrivassero!
La sua campagna militare fu piuttosto caotica e inizialmente baciata dalla fortuna che gli regalò una serie di facili vittorie come la battaglia di Prestonpans, la quale gli aprì le porte della città di Edimburgo (ma con gli inglesi asserragliati nel Castello) dove si auto-proclamò re. E poi invece di aspettare che passasse l’inverno seguendo i consigli dei suoi generali di ritirarsi verso le Highlands, Charles ebbe la bella pensata di invadere l’Inghilterra.
Ma poi a Dicembre inoltrato quando l’esercito delle Highlands si trovava a Derby (a causa delle numerose defezioni e della scarsa adesione dei suoi “sudditi” delle Lowlands) ci fu il dietro front.

CHARLIE IS MY DARLING

75241561_3Robert Burns nel 1794 ha riportato in forma ridotta una street ballad risalente all’anno 1745,  con una melodia composta per l’occasione, o quantomeno arrangiata da Stephen Clarke, per la pubblicazione sullo Scots Musical Museum

Una versione più “patriottica” è quella riportata da James Hoggs (1812) il quale credeva che la versione di Burns fosse quella tradizionale; Hoggs riscrisse in parte il testo sottotitolando la sua versione come “Moderna”.

In Burns Charlie è un vigoroso amante, oltre che valoroso combattente, e viene descritto mentre si dedica ad un’avventura amorosa, attratto dalla bellezza di una fanciulla affacciata alla finestra (presumibilmente per acclamarlo mentre sfilava trionfante per le vie della cittadina). Tanto testosterone sprizza anche dai suoi uomini, pronti a sverginare ogni pastorella incontrata per i campi (nel rapporto è implicito il consenso femminile, così come la fanciulla “cittadina” è ben disposta ad aprire la porta al “Bonnie Prince”)

Anche Lady Nairne (Carolina Oliphant 1766-1845) riscrive le strofe della canzone, ed estende l’ammirazione per Charlie a tutti i suoi fedeli sostenitori armati, sublimando l’attrazione erotica verso il Bel Carletto in fede patriottica. O così almeno commentano i critici (e chissà perchè quando è una donna ad essere sfegatatamente patriottica la si taccia di isteria!)

Tutte queste versioni sono state scritte quando Charles Stewart era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi. Una comparazione tra le tre stesure qui

Oggi prevale la versione ironica di Burns per quel suo piccante ammiccamento all’ “All in his Highland dress” che allude alle parti intime del “Bel Carletto” lasciate “all’aria” sotto il kilt scozzese. [Le recenti ricerche pubblicate sullo Scottish Medical Journal confermano che gli uomini che indossano il kilt in modo tradizionale (cioè senza mutande) sono più fertili!]

ASCOLTA Eddi Reader

VERSIONE ROBERT BURNS 1794/1796
Chorus.
An’ Charlie, he’s my darling,
My darling, my darling,
Charlie, he’s my darling,
The young Chevalier.
I
‘Twas on a Monday morning,
Right early in the year,
That Charlie came to our town,
The young Chevalier.
II
As he was walking up the street,
The city for to view,
O there he spied a bonie lass
The window looking through,
III
Sae light’s he jumped up the stair,
And tirl’d(1) at the pin(2);
And wha sae ready as hersel’
To let the laddie in.
IV
He set his Jenny on his knee,
All in his Highland dress;
For brawly weel(3) he ken’d(4) the way
To please a bonie lass.
V
It’s up yon heathery mountain,
An’ down yon scroggie(5) glen,
We daur na(6) gang a milking(7),
For Charlie and his men.

TRADUZIONE ITALIANO (dal WEB)
Chorus.
Charlie è il mio caro,
il mio caro,
Charlie è il mio caro,
il giovane Cavaliere.
I
Era un lunedì mattina ,
piuttosto presto nell’anno,
che Charlie venne nella nostra città,
il giovane Cavaliere.
II
Mentre camminava per la strada,
per visitare la città,
vide una bella ragazza
affacciata alla finestra,
III
Come un lampo saltò su per le scale,
e suonò il campanello;
e anche lei prontamente
fece entrare il ragazzo.
IV
Prese Jenny sulle ginocchia,
tutto vestito da scozzese;
lui ci sapeva fare molto bene,
per compiacere a una bella ragazza.
V
Su per le montagne d’erica,
e giù per la valle cespugliosa,
non osiamo andare a mungere,
a causa di Charlie e i suoi uomini,

NOTE
1) tirl’d = rattled
2) pin = door latch
3) brawlie weel = very well
4) kened = knew, understood
5) scroggy = hilled slopes covered in brush
6) daurna = dare not
7) nelle ballate scozzesi le ragazze mandate sole alla mungitura negli alpeggi perdevano facilmente la verginità

LA FUGA

Dopo la rovinosa battaglia di Culloden (1746) il Bonnie Prince allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa.
Charles trovò nelle isole Ebridi molti nascondigli e sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino.. continua

LA VECCHIAIA

Charles_Edward_Stuart_(1775)L’Alfieri ce lo descrive come “irragionevole e sempre ubriaco padrone, ovvero querulo, sragionevole e sempre ebro marito” (ma doveva avere il dente avvelenato essendo stato per anni l’amante della molto più giovane e bella moglie Luisa di Stolberg-Gedern contessa d’Albany). Il Principe sempre più amareggiato e dedito all’alcol, morì a Roma il 31 gennaio 1788 (abbandonato anche dalla moglie quattro anni prima).

Così lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson mise in bocca a Charlie vecchio e disfatto nel suo esilio “dorato” tra Roma e Firenze i versi di una popolare canzone The Skye boat song

Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun;
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/came-france.htm
http://ontanomagico.altervista.org/charlie.htm
http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/charlie.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27601
http://chrsouchon.free.fr/ocharlie.htm
http://www.jstor.org/discover/10.2307/25517716?uid=3738296&uid=2129&uid=2&uid=70&uid=4&sid=21102306474941