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DUBLINERS GOING TO THE DARGLE

Il curioso titolo di questa popolare canzoncina di Dublino dal titolo “Waxies Dargle” risale alla fine del 1800 dal detto ‘going to the Dargle’: le rive del fiume Dargle erano la meta preferita dai ricchi dublinesi che amavano trascorrere un breve soggiorno nella vicina località balneare di Bray nella contea di Wicklow.

La valle era denominata “La valle dei diamanti”:
“The origin of the name is unknown but is thought by some people to be connected to the presence centuries ago of a very different kind of ‘diamond’, perhaps the natural freshwater pearl, or the ‘Wicklow Diamond’, a rock crystal resembling a diamond, both of which were prized for jewellery making in former times.
A simpler explanation may well be that the name comes from the beautiful sparkle of the water in the Dargle River as it catches the sunlight or the glistening of quartz crystals in the local granite stone. The beautiful Valley of Diamonds with its scenery of mountains, woodland and river, features in Wicklow travel books since the early 1800s.” (tratto da qui)

La gente comune però non poteva permettersi di “andare in vacanza o in gita” in località così di lusso e si accontentava di andare in posti più vicini ed economici come Sandymount, Irishtown o Ringsend.
Tra le mete preferite per la gente del popolo c’era anche la Fiera di Dannybrook che ha chiuso però i battenti nel 1855, o Galway per le annuali corse all’ippodromo.

A Scene at Donnybrook fair - Samuel Watson
A Scene at Donnybrook fair – Samuel Watson

UNA GITA AL MONTO

montoPiù in generale il termine “Waxies Dargle” ha finito per indicare i luoghi più frequentati dalla classe dei lavoratori di Dublino come il Monto (il quartiere a luci rosse) e Capel Street (dove era situato il Monte dei Pegni). Due donne chiacchierano tra loro sui loro insuccessi nel reperire soldi per svagarsi, riescono però a farsi pagare qualche birra al Monto!

La melodia è “Brighton Camp” comparsa in stampa nel 1810 con il titolo di The Girl I left Behind Me nel “Pocket Book for the German Flute or Violin” vol. 3 (Dublino), una melodia di origine settecentesca molto popolare e utilizzata per molti altri testi (vedi)

ASCOLTA Sweeney’s Men

ASCOLTA Pogues

VERSIONE SWEENEY VERSIONE POGUES
I
Says my oul wan(1) to your oul wan
“will you come (go) to the Waxies(2) Dargle?”
Says your oul wan to my oul wan
“(sure) I haven’t got a farthing,
I went down (up) to Monto(3) Town
and I asked young Kill McArdle, (To see Uncle McArdle)
But he wouldn’t lend (give) me
the half a crown to go to the Waxies Dargle”
Chorus
What will ya have?!
I’ll have a pint! I’ll have a pint with you, Sir!
And if one of ya’ doesn’t order soon
We’ll be chucked out of the boozer(4)!
II
Says my aul one to your aul one
“will you come to the Galway Races(5)?” Says your aul one to my aul one
“with the price of my aul lad’s braces,
I went down to Capel Street
to the Jew man money lenders,
But they wouldn’t give me a couple of bob(6) on me oul lad’s red suspenders”
II
Says my aul’ wan to your aul’ wan
“Will ye go to the Galway races?”
Says your aul’ wan to my aul’ wan,
“I’ll hock me aul’ man’s braces.
I went up to Capel Street
To the Jewish moneylenders
But he wouldn’t give me a couple of bob For the aul’ man’s red suspenders.”
III
Says my aul one to your aul one
“we have (got) no beef nor mutton,
But if we go down (went up) to Monto Town
we might get a drink for nothin'(7),
Here’s a nice piece of advice
I got from an aul fishmonger,
“When food is scarce and you see the hearse
you know you’ve died of hunger

NOTE
1) “old wan” è un termine colloquiale per dire “vecchia donna” spesso utilizzato per dire “la mia vecchia” o “il mio vecchio” tra marito e moglie.
2) waxies era un termine dublinese per indicare i calzolai (che usavano la cera per impermeabilizzare il filo con cui cucivano le scarpe) anche se più propriamente il termine indica coloro che fabbricano le candele.
Another source says the Dargle (a popular pub) was also a holiday haunt of the late eighteenth century Dublin candlemaker and grocer, Waxy O’Connor.
3) il Monto era un quartiere a luci rosse vicino al centro di Dublino vedi
4) boozer in questo contesto significa pub
5) Le Corse di Galway si svolgono nell’utlima settimana di Luglio presso l’ippodromo di Galway La tradizione risale al 1764 anche se il primo grande festival è stato organizzato nell’agosto del 1869 da Lord St Lawrence; un grande evento che richiamò un gran numero di gente da tutto l’ovest dell’Irlanda e diventato così popolare da essere celebrato anche in una canzone. vedi
6) bob= schilling
7) amara allusione perchè in realtà devono dare qualcosa in cambio della bevuta

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Dice la mia vecchia(1) alla tua vecchia “Verreste alle ferie dei calzolai(2)?” Dice la tua vecchia alla mia vecchia, “Certo ma non ho un soldo; sono andata fino al Monto(3) per vedere lo zio McArdle.
Ma lui non mi ha voluto dare nemmeno mezza corona per andare in villeggiatura. ”
CORO:
Che cosa prendete?! Prendo una pinta! Una pinta con voi, signore!
E se uno di voi non ordina subito, saremo buttati fuori dal pub(4)!
II
Dice la mia vecchia alla tua vecchia “Verreste alle corse di Galway(5)?” Dice la tua vecchia alla mia vecchia “Ho preso le bretelle del mio vecchio e sono andata fino a Capel Street dal presta-soldi ebreo, ma lui non mi ha voluto dare nemmeno uno scellino(6) per le bretelle rosse del mio vecchio. ”
III
Dice la mia vecchia alla tua vecchia “Non avremo carne di manzo o di montone ma se andremo al Monto possiamo bere per niente(7)”
Ecco un bell’avvertimento che mi ha dato un vecchio pescivendolo: “Quando il cibo è scarso e vedi il carro funebre vuol dire che sono morti di fame “.

FONTI
http://www.diamondvalley.ie/ValleyOfTheDiamonds.HTML
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=73634

DICEY RILEY HAS TAKEN TO THE SUP

“Dicey Riley” è una canzone tradizionale di Dublino che parla di una ragazza alla quale piace bere un goccetto – che in irlandese è un eufemismo per indicare una persona con grossi problemi con il bere. Così ironicamente il nome “Dicey Riley’s” compare su molte insegne di pub in stile irish!
La signora Riley o Reilly è soprannominata “dicey” un aggettivo che indica il rischio e il pericolo. La definizione però contrasta con la descrizione della sua immagine complessiva: una vecchia alcolizzata che probabilmente è anche una prostituta, eppure non indurita dalla vita perchè è paragonata ad un “heart of the rowl” che ho tradotto in italiano con una espressione dallo stesso significato ossia “pezzo di pane” (vedi nota 4).

montoNon ci sono informazioni sull’origine della canzone, di certo è stata registrata negli anni 50 da Dominic Behan, che ha aggiunto alcune strofe a quelle tradizionali in circolazione per Dublino, altri versi sono stati aggiunti anche da Tom Munnelly. Dominic prosegue la storia descrivendo la donna sul viale del tramonto, nel “Dominic Behan Sings McCafferty” 1958 le note di copertina riportano
Dicey Riley: Dicey, Maggie, Biddy, Lizzy. All Riley’s. Who was she? Probably some old soul sick and tired of ekeing out an existence, and now, in the last stages of despair, driven to accept the warm glow of a public-house in preference to the cold ugliness of an empty tenement grate. For two-pence halfpenny, she can sit in Brady’s Butt Bridge hostelry, idly contemplating her pint of Porter, listening to the dreams of other displaced ‘Dublinese’, unaware that some Music Hall script-writer is preparing to caricature their innocent conversation for Dan Lowry’s, or the Queen’s Theatre. I got it some Saturday or another when some person or another, was being dismissed from some pub or another, during my childhood.”

Se poco o niente si sa sulla provenienza della canzone è ipotizzabile che sia quantomeno di fine Ottocento o inizi Novecento (come dice Dominic nelle note “l’autore potrebbe essere tuo nonno“) quando Dublino era una città di 400.000 abitanti di cui 90.000 erano lavoratori sfruttati e disoccupati con famiglie numerose decisamente povere o poverissime. Dublino era nota per avere tra il 1860 e il 1920, la più grande città della del sesso, il Monto.

I DORMITORI POPOLARI DI DUBLINO

Prostituzione e alcolismo erano la regola come l’alta mortalità dovuta alla denutrizione, alle scarse norme d’igiene e alla mancanza di assistenza medica e di medicine. Dal rapporto della commissione d’inchiesta governativa istituita nel 1913 per studiare il problema delle condizioni di vita delle classi popolari si legge dell’esistenza di molti tenements ovvero caseggiati del centro città che un tempo erano edifici georgiani abitati dalla media e alta borghesia e trasformati a fine ottocento e inizi novecento in dormitori popolari. Tenements composti da «sette o otto stanze, ognuna destinata a una famiglia, che ospitano in totale tra le quaranta e le cinquanta persone», e ancora «una stanza di 3 metri quadrati, senza alcun mobilio, in cui una famiglia di 9 persone, tra cui 7 bambini, dormiva senza coperte per terra su un cumulo di paglia che non sarebbe bastato a un gatto».

DICEY RILEY

Il coro viene cantato all’inizio come se fosse una strofa e la canzone si presta ad essere punkeggiata, tuttavia ho selezionato per l’ascolto le versioni “classiche”

ASCOLTA Dominic Behan in “Down by the Liffeyside” 1960.

ASCOLTA The Dubliners con la voce di Ronnie Drew (versi I, II, III)

ASCOLTA Dubliner City Ramlers (una chiara cover dei Dubliners con lo stesso ritmo anche nelle strofe)


CHORUS
Oh, poor old Dicey(1) Reilly she has taken to the sup(2)
Oh, poor old Dicey Reilly she will never give it up
For it`s off each morning to the pop (3)
And then she’s in for another little drop Ah, the heart of the rowl(4) is Dicey Reilly
I
She walks along Fitzgibbon Street(5) with an independent air
And then it’s down by Summerhill(5) and see the people stare
She says “it’s nearly half past one
And it’s time I had another little one”
Ah, the heart of the rowl is Dicey Reilly
II
Long years ago when men were men and fancied May Oblong
Or lovely Becky Cooper or Maggie Mary Wong(6)
One woman put them all to shame
Just one was worthy of the name
And the name of that dame was Dicey Reilly
III
But time went catching up on her like many pretty whores(7)
And after you along the street before you’re out the door
Their balance vague, their looks all fade
But out of all that great brigade
Still the heart of the rowl is Dicey Reilly
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
Coro
Oh povera vecchia Dicey (1) Reilly ha il vizio di bere (2)
oh povera Dicey Reilly non riesce a rinunciarci
così ogni mattina è al banco dei pegni (3)
e poi va a farsi un goccetto
o che pezzo di pane (4) è Dicey Reilly
I
Cammina lungo via Fizgibbon (5) tutta sulle sue
e poi scende a verso
Summerhill (5)
e mentre guarda le persone passare
dice “Sono quasi l’una e mezza
ed è ora di prendermi un altro goccio”
o che pezzo di pane è Dicey Reilly
II
Tanto tempo fa quando gli uomini erano uomini e si innamoravano di May Oblong
o della bella Becky Cooper o di Maggie Mary Wong (6)
una donna le metteva tutte in riga,
solo una era degna di questo nome,
e il nome di questa dama era Dicey Reilly.
III
Ma il tempo è passato su di lei come su molte altre belle puttane (7)
che come te prima per la strada, stanno fuori dalla porta,
il loro equilibrio approssimativo e l’aspetto al tramonto
ma di tutta quella grande compagnia
ancora un pezzo di pane è Dicey Reilly

NOTE
1) dicey a Dublino significa “chancy”: difficile, rischiosa, pericolosa
2) “the sup” è un termine dialettale per “the drink” “the bottle,”
3) “the pop” è il negozio di pegni, il verso è anche scritto come “It’s off each morning to the hock”, in altre versioni il verso diventa ” And a time for each morning to the pub”
4) “heart of the rowl” è la parte di tabacco migliore che sta nel mezzo, per il tipo di confezionamento che si faceva con il tabacco da masticare piuttosto che da fumare: le foglie di tabacco venivano arrotolate e le foglie migliori erano nel mezzo; a Dublino sta per indicare una brava persona, gentile e genuina
5) strade del North Inner City Dublin
6) sono i nomi di rinomate prostitute in alcune versioni diventa “Maggie’s Mary Wong” cioè la Mary Wong di Maggie essendo Maggie il nome di una tenutaria di bordelli
7) in versione più ripulita la parola diventa “girls”

APPROFONDIMENTO TEMATICO
http://ontanomagico.altervista.org/dicey-riley.html

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27581
http://www.8notes.com/scores/4204.asp
http://www.theballadeers.com/db_d1958_jei2_mccafferty.htm
http://ilmanifesto.it/unepocale-lotta-di-classe/
http://irishhistorypodcast.ie/2012/02/13/torture-murder-and-exclusion-irelands-first-10-years-of-independence/

THE RARE OULD TIMES

Una storia triste e nostalgica composta nel 1978 dal poeta-scrittore e cantante di Dublino Pete St. John, ovvero Peter Mooney.
Per certi versi una storia autobiografica, in quanto lo stesso autore nativo di Dublino, emigrò in America e ritornò in Irlanda solo alla fine del 1970. Nel ritrovarsi la sua amata città così cambiata, iniziò a scrivere canzoni entrate in repertorio di molti gruppi e solisti irlandesi, e più in generale della scena folk internazionale.

Dublin-Nelsons_Pillar
Ciò che restava della colonna di Nelson, distrutta nel 1966, che si ergeva di fronte al General Post Office in O’Connell Street

Il protagonista nato in un quartiere operaio di Dublino, si ritrova invecchiato, e non riconosce più la Dublino dei suoi ricordi; anche se non è espressamente citata l’emigrazione, si legge tra le righe che era andato via dalla città per trovare lavoro.

Il protagonista amareggiato dalla vecchiaia e dai ricordi confronta l’immagine della sua Dublino, quella della giovinezza di quanto corteggiava la bella Peggy, dei music-hall e delle case di mattoni, con quella di vetro e cemento a cui sente di non appartenere più, perchè lui è rimasto parte della Dublino dei tempi andati, the rare old times, i vecchi tempi di “rara bellezza“, quelli per lui erano gli anni ’50 o ’60.

VIDEO Dublino anni 30 e 40
VIDEO Dublino negli anni 50
VIDEO Dublino negli anni 60
VIDEO Dublino negli anni 60

Ma si sa, un luogo non è solo un fatto topografico, è un luogo della memoria e degli affetti, sono le persone che ci vivono, e ogni generazione ha la sua immagine della città. Così nel documentario We are Dublin WINNER 2013 del St Patrick Special Prize (Eat Myshorts “I LOVE MY CITY” Showcase Dublino)

Based on the idea that people are the very essence of a city, this documentary attempts to show Dublin from the inside, giving back to the people what the city owes them. We, people, are the ones who make the city. We make Dublin, We are Dublin!
Director/Editor: Wissame Cherfi

A mio avviso il protagonista non è contro il progresso “tout court”, è semplicemente un vecchio solo, che dice addio alla Dublino di oggi: non nel senso che vuole andarsene in un altro posto, ma nel senso che preferisce rifugiarsi nel passato più rassicurante e consolatorio delle pareti di casa propria.

ASCOLTA Jim McCann


I
Raised on songs and stories,
heroes of renown.
The passing tales and glories,
that once was Dublin town.
The hallowed halls and houses,
the haunting children’s rhymes.
That once was Dublin city,
in the rare old times.
Chorus:
Ring a ring a rosie, as the light declines,
I remember Dublin city in the rare oul’ times.
II
My name it is Sean Dempsey,
as Dublin as can be (1),
Born hard and late in Pimlico(2),
in a house that ceased to be.
By trade I was a cooper,
lost out to redundancy.
Like my house that fell to progress,
my trade’s a memory.
III
And I courted Peggy Dignan,
as pretty as you please,
A rogue and a child of Mary(3),
from the rebel Liberties (2).
I lost her to a student chap, with skin as black as coal(4).
When he took her off to Birmingham, she took away my soul.
IV
The years have made me bitter,
the gargle(5) dims my brain,
‘Cause Dublin keeps on changing,
and nothing seems the same.
the Pillar(6) and the Met (7) have gone, the Royal(7) long since pulled down,
As the grey unyielding concrete, makes a city of my town.
V
Fare thee well sweet Anna Liffey(8),
I can no longer stay.
And watch the new glass cages,
that spring up along the Quay.
My mind’s too full of memories,
too old to hear new chimes,
I’m part of what was Dublin,
in the rare ould times.
Traduzione di Cattia Salto
I
Cresciuto con canzoni e storie,
di eroi famosi,
i racconti del passato e le glorie
che un tempo erano Dublino
le sacre magioni e le case,
le filastrocche incalzanti dei bambini
che una volta erano Dublino
nei bei tempi andati (1)
Ritornello:
“Giro giro tondo”, quando la luce cala,
ricordo la città di Dublino nei bei tempi andati.
II
“Il mio nome è Sean Dempsey,
lo giuro su Dublino (1),
nato da un parto difficile a Pimlico (2),
in una casa che non c’è più.
Di mestiere fui un bottaio,
sconfitto dal licenziamento, come la mia casa che crollò per il progresso, così il mio mestiere è solo un ricordo.
III
E corteggiai Peggy Dignan,
carina tanto quanto basta,
una canaglia e una santa (3),
dalle Liberties (2) ribelli.
La perdetti per uno studentello, con la pelle nera come il carbone (4).
Quando lui se la portò a Birmingham,
lei mi portò via l’anima
IV
Gli anni mi hanno amareggiato,
la birra (5) mi offusca la mente,
perchè Dublino continua a cambiare
e niente rimane lo stesso,
La Colonna (6) e il Metropole (7) sono andati, il Royal (7) da tempo tirato giù,
mentre il saldo grigio cemento
fa della mia città una città d’affari
V
Addio dolce Anna Liffey (8),
non posso trattenermi a lungo
e osservare le nuove gabbie di vetro,
che spuntano lungo il molo.
La mia mente è satura di ricordi,
troppo vecchia per sentire nuove storie,
faccio parte di quella che fu Dublino, nei bei tempi andati
“The Spire of Dublin” è stato eretto nel 2002 e come un gigantesco ago, si rastrema in punta (dal diametro di 3 metri a 15 cm in cima)

NOTE
1) letteralmente: “come è vero che Dublino è tale”
2) Pimlico quartiere operaio di Dublino così come il Coombie sono le antiche Liberties. il quartiere popolare di Dublino tra le cattedrali Christchurch e Saint Patrick, che fin dal Medioevo era sotto le giurisdizione della Chiesa cattolica e dava asilo e protezione alla povera gente.
Si dicevano Liberties (=Libertà) perchè situate fuori dalle mura della città e dalla sua giurisdizione e ancora oggi insieme a quello di Saint James, intorno alla birreria Guinness sono la Dublino storica popolare (soprannominata “The Four Corners of Hell“, perché c’era un pub in ogni angolo)
3) letteralmente “una figlia di Maria” ovvero una congregazione religiosa
4) alcuni storcono il naso e bollano la canzone come razzista, ma qui si dice semplicemente che il colore della pelle dello studente è nero scuro
5) in irlandese colloquiale per beer
6) Pillar si riferisce alla colonna di Lord Nelson distrutta dall’IRA nel 1966. Al suo posto è stato innalzato “The Spire” ufficialmente intitolato “Monument of Light” (=Monumento della Luce), è  un palo d’acciaio di 121.2 metri d’altezza che sovrasta O’Connell Street progettato da Ian Ritchie; i suoi soprannomi oltre al già citato “The Spire” (il pinnacolo) sono: “The Spike” (lo spuntone), o il malizioso “The Erection at the Intersection” (l’erezione all’incrocio). Quando l’IRA fece detonare l’esplosivo per distruggere la tracotanza del dominio inglese immortalata nell’Ammiraglio Nelson saltò di botto la metà superiore della colonna senza però causare nessun danno. Furono invece gli ingegneri della Irish Army a mandare in frantumi le vetrate lungo la strada quando si risolsero a demolire il resto della struttura!
7) Met. abbraviazione di Metropole Cinema e il Theatre Royal erano cinema-teatro di Dublino:gli ultimi music-hall di Dublino, il Royal fu smantellato nei primi anni 60 (vedi), il Met (anche Dancing Hall) è stato abbattuto nel 1970 (vedi)
8) Anna Liffey, è il personaggio allegorico di Anna Livia Plurabelle di James Joyce: la personificazione del fiume Liffey, ossia, il corso d’acqua che attraversa la città di Dublino da Ovest a Est

FONTI
http://www.petestjohn.com/biography/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=32605
http://www.irishhistorylinks.net/History_Links/Ireland_1950s.html

APPROFONDIMENTO
http://ontanomagico.altervista.org/dicey-riley.html

ILLUSTRAZIONE
La Nelson’s Pillar
http://www.european-architecture.info/EIR/D-EIR-011.htm

RAGLAN ROAD AT THE DAWNING OF THE DAY

Patrick Kavanag (1904-1967) pubblicò nel 1946 la poesia  intitolata “Dark Haired Myriam Ran Away” (su The Irish Times del 3 ottobre), tormentato da un amore non corrisposto , ma solo nel 1960 incontra Luke Kelly e nasce la popolarità della canzone “Raglan Road

La melodia è un’antica aria irlandese attribuita da Edward Bunting all’arpista Thomas Connellan (1640/1645 – 1698-1700) dal titolo “Fáinne Geal an Lae” letteralmente “Bright Ring of the day” (in italiano “Il brillante anello del giorno”) ovvero l’anello luminoso che contorna il sole quando sorge.. continua

Il testo proviene dalla poesia “Dark Haired Myriam Ran Away”, scritta da Raglan RoadPatrick Kavanag (1904-1967) mentre era tormentato da un amore non corrisposto e venne pubblicata nel 1946 (su “The Irish Times” del 3 ottobre); però la canzone  “Raglan Road” diventò famosa solo dopo l’incontro tra Patrick Kavanag e  Luke Kelly. In un intervista del 1980 lo stesso Luke racconta come andò: i due si conobbero nel 1966 al The Baily di Dublino che all’epoca era un pub frequentato da artisti e Patrick Kavanag gli chiese di cantare la sua poesia.
“I was sitting in a pub in Dublin, The Baily, and as you know in the old days – It’s changed a bit now. It was known as a literary pub, an artistic pub. I happened to be sitting there in the same company as Patrick Kavanagh and one or two other poets, and someone asked him to recite a poem, which he did, and someone asked me to sing a song, which I did. Being in the presence of the great man I was very nervous. Then he leaned over to me and said in that sepulcharl voice of his, he could hardly get his voice out, he was very old. It was just the year before he died – and he said ”You Should Sing My Song”, and I said what’s that Mr. Kavanagh ? and he said Raglan Road, So he gave me permission. I got permission from the man himself.”
Così come riportato da Luke Kelly, sembra che l’adattamento della poesia alla melodia più conosciuta con il nome di “The dawning of the day” sia stata opera del poeta stesso, altri sostengono che Luke abbia voluto lasciare il merito al poeta, ma che in realtà sia stato lui a trovare la corrispondenza. In realtà Kavanag doveva già aver avuto in mente la canzone “The Dawning of the Day” quando scrisse la sua poesia: il tenore John McCormack l’aveva resa popolare nel 1934 (cantata anche nel film “Wings of the morning” uscito nel 1939). Oltre alla metrica simile alcune frasi si rispecchiano e lo stesso Kavanag la canticchiava negli anni 45-47!

HildaMoriartyLA MUSA

Il poeta aveva 40 anni quando conobbe Hilda Moriarty, studentessa poco più che ventenne in un pub di Dublino, e s’innamorò di lei (sembra in modo quasi ossessivo, oggi si direbbe da “stalker”): la passione non è mai stata ricambiata.
Un aneddoto, riportato in un intervista da Hilda stessa, ci dice che lei lo prendesse in giro perchè era un poeta “contadino” e che gli avesse chiesto di leggere qualcosa di più fondamentale scritto da lui, così Patrick compose “Raglan road”.
ASCOLTA intervista a Hilda Moriarty

Alla fine al poeta la cotta è passata e così le scrive: (vedi)
62 Pembroke Road.
31 May 1945.
My dearest Hilda,
Please do not take exception to the address of ‘dearest’ or think it a presumption on my part. I am no longer mad about you although I do like you very very much. I like you because of your enchanting selfishness and I really am your friend – if you will let me.
I should not, perhaps, write this letter to you without you replying to my other, but I am in such a good humour regarding you that I want you to know it. Remembering you is like remembering some dear one who has died. There has never been – and never will be – another woman who can be the same to me as you have been. Your friendship and love or whatever it was, was so curious, so different.
Write to me a friendly letter even if I cannot see you. I met Cyril in the Country Shop and he was looking well,
Believe me, Hilda,
Yours fondly,
Patrick.

A voler un po’ esagerare la lettera non sembra proprio essere una lettere d’addio quanto appunto una lettera da stalker: prima di tutto Patrick Kavanag le scrive, sebbene lei non abbia nemmeno risposto alla sua lettera precedente, per farle sapere che lui non è più innamorato di lei, però continua a ripetere quanto le piaccia proprio, ma proprio tanto, e che non c’è mai stata, e non ci sarà mai, un’altra donna come lei, il suo vero amore; che dire poi delle velate minacce “ti ricordo come si ricorda una cara persona che è morta“? Ovviamente non si tratta di una minaccia, quanto piuttosto la lettera sottolinea il dolore del poeta per aver perduto un rapporto importante.
In effetti Patrick continuò a pedinare Hilda fino a quando  lei sposò Donogh O’Malley nel 1947.( e Hilda ha mandato una corona di rose rosse al funerale di Kavanagh!)
Come dice Nora-Jane Thornton “l’amore non corrisposto piuttosto che l’amore stesso, è la più grande delle Muse!”

ASCOLTA la poesia recitata da Tom O’Bedlam

Quando la canzone venne messa nel repertorio dei Dubliners – nell’album Hometown, 1972 – fu scambiata per una canzone tradizionale.
Non è facile fare una cernita per la guida all’ascolto, anche perchè la canzone è stata eseguita da molti big della musica celtica e della scena rock: i vari interpreti hanno modificato alcune parole tranne Mary Black la cui versione testuale è identica alla poesia di Kavanag.

ASCOLTA Luke Kelly

ASCOLTA Dick Gaughan in Kist O’ Gold 1977
ASCOLTA Mark Knopfler e Donal Lunny 1996 – live
ASCOLTA Joan Osborne e The Chieftains in Tears of Stone 1999
ASCOLTA Young Dubliners in With all due respect, 2009

ASCOLTA Mary Black 1986
ASCOLTA Sinead O’Connor in Common live 1995
ASCOLTA Loreena McKennitt in An Ancient Muse 2006 – live

TESTO DI PATRICK KAVANAG
I
On Raglan Road(1)
on an autumn day
I met her first and knew
That her dark hair would weave a snare
That I might one day rue
I saw the danger yet I walked
Along the enchanted way(2)
And I said “let grief be a fallen leaf
At the dawning of the day (3)”
II
On Grafton Street in November
We tripped lightly along the ledge
Of a deep ravine where can be seen
The worth of passion’s pledge
The Queen of Hearts still making tarts(4)
And I not making hay(5)
Oh I loved too much and by such by such
Is happiness thrown away
III
I gave her gifts of the mind
I gave her the secret sign that’s known
To the artists who have known
The true gods of sound and stone(6)
And word and tint I did not stint
For I gave her poems to say
With her own name there
And her own dark hair
Like clouds over fields of May
IV
On a quiet street(7) where old ghosts meet
I see her walking now
Away from me so hurriedly my reason must allow
That I had wooed not as I should
A creature made of clay (8)
When the angel woos the clay
He’ll lose his wings at the dawn of day
TRADUZIONE di  CATTIA SALTO*
I
Sulla Raglan Road (1)
in un giorno d’autunno
la vidi per la prima volta e seppi
che i suoi capelli scuri avrebbero tessuto una trappola,
di cui un giorno mi sarei pentito,
vidi il pericolo e tuttavia m’incamminai per il Viale degli Incanti (2)
e dissi “Che il dolore sia una foglia caduta al sorgere del  giorno (3)”
II
Su Grafton Street a Novembre
ci fermammo spensierati sulla sporgenza
di un profondo burrone dove poteva essere visto il valore di una passione promessa, la Regina di Cuori ancora faceva le crostate (4)
e io non coglievo la mela (5);
oh ho amato troppo e per questo e quest’altro
la felicità è andata sprecata
III
Le diedi i doni della mente
le diedi il segno segreto che è riconosciuto
dagli artisti che hanno conosciuto
i veri dei del suono e della pietra (6),
e non mi limitai alla parola e alla tinta,
perché le diedi le poesie da recitare
là con il suo nome proprio
e i suoi capelli scuri
come nuvole sopra i campi di Maggio
IV
Sul “Viale del Tramonto” (7) dove i vecchi fantasmi si incontrano,
la vedo camminare ora,
si allontana da me più in fretta di quanto io riesca a pensare
di non aver amato come avrei dovuto, una creatura d’argilla(8);
quando l’angelo ama la terra
perderà le sue ali allo spuntare del giorno

NOTE
* (un’altra traduzione qui) si ringrazia Roberto Romano per aver portato luce sul significato dell’ultima strofa
1) strade di Dublino che identificano una zona precisa intorno al Trinity College tra St Stephen’s Green e Grand Canal
2) enchanted way: è il percorso tra le nuvole degli innamorati, il viale pieno di promesse e speranze soffuso di una luce rosata, ma anche alla luce della stagione autunnale il “viale del tramonto” presagio di desolazione e solitudine
3) la citazione è tratta dalla aisling song in  gaelico irlandese dal titolo “Fáinne Geal an Lae” letteralmente “Bright Ring of the day” ma tradotta poeticamente come “the dawning of the day”: il poeta incontra una dea ovvero una creatura fatata dalla sublime bellezza che rappresenta l’Irlanda.
4) citazione da “the queen of hearts baked some tarts” della nursery rhyme di origine 700esca sulle carte da gioco: la regina di cuori cuoce le torte e il fante di cuori le ruba.
The Queen of Hearts she made some tarts all on a summer’s day;
The Knave of Hearts he stole the tarts and took them clean away.
The King of Hearts called for the tarts and beat the Knave full sore
The Knave of Hearts brought back the tarts and
vowed he’d steal no more.
Nell’Alice nel paese delle Meraviglie di Lewis Carroll la filastrocca è portata come prova nel processo al fante di cuori.
5) letteralmente “fare fieno”, il detto irlandese “make hay while the sun shines” significa cercare di trarre vantaggio dalle opportunità, che sono spesso fugaci e irripetibili. Si intende anche con una sfumatura sessuale: in italiano equivale al significato di cogliere la “mela”. E’ anche l’equivalente dell’espressione “battere il ferro finchè è caldo”. Qui la frase conclude l’immagine dei due separati da una profonda difficoltà (invalicabile) al fondo della quale si agita la passione: significa che il poeta non ottiene l’amore della donna
6) si riferisce a un cromlech, vuole richiamare un cerchio di pietre? Più in generale gli dei  sono le muse della musica, poesia, scultura e pittura. Il protagonista ha condiviso con la donna la propria conoscenza come se fosse stata un’adepta da iniziare ai misteri arcani.
7) incidentalmente a Dublino c’è una strada rinomata per essere luogo di ritrovo dei fantasmi, Haddington Road, ma il poeta si riferisce ancora a Ragland Road: simmetricamente come la storia nasce in autunno lungo l'”enchanted way” adesso la storia è finita e la strada diventa una “quiet street” letteralmente “una via tranquilla”
8) letteralmente “fatta di terra” così commenta Roberto Romano: “That I had wooed not as I should A creature made of clay” vuol dire chiaramente “che non ho amato come avrei dovuto (cioè nella maniera che si conviene) una creatura fatta d’argilla (cioè di poco valore)” quindi: “ho amato troppo senza che ne valesse la pena”! Il concetto è rafforzato dalla stupenda metafora dell’angelo che, per aver amato la terra (qualcosa di “basso”, poco elevato) perde le ali (cioè la sua condizione sublime) e, a mio parere è spiegato fuor di metafore dai versi finali della 2a strofa: “Oh I loved too much and by such by such – Is happiness thrown away”. Secondo me la bellezza di questa poesia è proprio nel concetto di “dannarsi l’anima per un amore che non vale la pena”: chi non ha mai sperimentata questa forma di “eroismo sentimentale” che all’inizio appare coraggioso ma poi si rivela autodistruttivo?

FONTI
http://irelandofthewelcomes.com/home/the-story-of-raglan-road/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=43818
http://www.leonardobrian.com/writing/essays/metaphors-as-interrogatives.html
http://www.irishmusicdaily.com/raglan-road-song-meaning
http://www.mccormacksociety.co.uk/Mccormack/McCormack’s%20Recordings/John%20McCormack%20on%20Film,.htm
http://princesspana.blogspot.it/2010/11/on-raglan-road.html
http://www.nli.ie/blog/index.php/2012/02/14/yours-fondly-patrick/

THE CROPPY BOY

8-a-government-repressionCroppy” è il soprannome dato ai ribelli irlandesi del 1798; significa “taglio corto dei capelli” perché, secondo George Denis Zimmerman (in “Songs of Irish Rebellion 1780-1900” -1966 ) i ribelli volevano emulare gli antichi romani al tempo della Repubblica, così come facevano i coevi rivoluzionari francesi.
Una versione più prosaica vuole far derivare il soprannome dalla tortura inventata dagli inglesi per l’occasione, detta pitchcapping, i quali rasavano i capelli dei ribelli e ricoprivano il loro cranio con la pece bollente; era quindi inizialmente un termine dispregiativo coniato dagli inglesi, poi rivendicato con orgoglio dagli Irlandesi.
Il termine compare anche nella canzone popolare anti-repubblicana “Croppies lie down” che celebra la sconfitta dei ribelli, la preferita dall’Orange Order (gli anglicani reazionari).

LA RIBELLIONE A WEXFORD

boysCon il nome di “The Croppy Boy” si riconoscono  due distinte versioni testuali una che inizia con “It was early, early in the spring…” e l’altra con “Good men and true in this house”, entrambe però hanno come contesto la contea di Wexford (Irlanda Sud-Est) dove i ribelli (mobilitati in grande numero) sconfissero i governativi a maggio, nella prima fase della rivolta.

Nel pomeriggio del 27 maggio (la domenica di Pentecoste) un migliaio di ribelli si erano uniti a Oulart Hill: erano male armati, alcuni con picche e armi da fuoco, ma la maggior parte con forconi e falcetti, eppure sconfissero la milizia e gli yeomen (1).

Il 29 maggio 5000 ribelli conquistarono la cittadina di Enniscorthy. Dopo pochi giorni l’esercito ribelle era arrivato a 15.000 uomini. Fu a Wexford (abbandonata dagli Inglesi in fuga) che l’esercito sempre più numeroso dei ribelli si diede una struttura di comando: Bagenal Harvey, un ricco protestante e leader degli Irlandesi Uniti di Wexford, liberato dal carcere, assunse il ruolo di comandante generale (poco dopo sostituito da padre Philip Roche).

Gli insorti non avevano una divisa, ma indossavano per lo più abiti civili ed era consuetudine aggiungere al cappello una fascia bianca o verde con la scritta ” Liberty and Equality” oppure “Erin go Braugh”. L’armamentario poi era quanto mai raffazzonato, costituito per lo più dalle picche (ovvero una punta metallica montata su una lunga asta di legno). Quest’arma serviva a contrastare le cariche della cavalleria, ma era diventata obsoleta con il diffondersi dell’artiglieria e superata infine con l’introduzione della baionetta.
Fu una vittoria di Pirro perché seguita quasi un mese dopo dalla battaglia di Vinegar Hill nelle vicinanze di Enniscorthy: i due eserciti erano quasi di pari forza, ma i ribelli erano male armati e men che meno addestrati. Anche la cittadina si difese strenuamente dai ripetuti attacchi della fanteria inglese (supportata da cannoni e cavalieri), ma pian piano i ribelli furono costretti a cedere il terreno; sulla collina di Vinegar i ribelli riuscirono infine a ritirarsi e a fuggire in un varco lasciato libero dell’incompleto accerchiamento dei governativi.

Vinhill

La città venne abbandonata e da allora i ribelli si dispersero in azioni di guerriglia e razzie che si trascinarono fino agli inizio dell’Ottocento.

VIDEO della rievocazione della Battaglia a Vinegar Hill organizzata dal National 1798 Rebellion Centre di Enniscorthy: le uniche battaglie che si dovrebbero vedere!

APPROFONDIMENTO
Vinegar Hill, Enniscorthy, ‘who fears to speak of 98’ http://www.irelandinpicture.net/2010/03/vinegar-hill-enniscorthy-who-fears-to.html
(delle foto strepitose nel blog “Pictures of Ireland” da un irlandese che per lavoro deve viaggiare per l’Irlanda!)
http://kildarelocalhistory.ie/1798-rebellion/background-to-rebellion/united-irishmen/
http://multitext.ucc.ie/d/The_1798_Rebellion_in_Wexford

PRIMA VERSIONE

Di questa versione si hanno molte varianti testuali essendo largamente diffusa come broadside ballad sia in Irlanda che in Inghilterra.

Per lo più le prime due strofe si ritrovano quasi identiche in tutte le trascrizioni: è il mese di maggio allo scoppio della rivolta quando anche gli uccelli sui rami cantano per la liberazione dell’Irlanda, il ribelle però viene catturato dagli inglesi, in alcune versioni a causa del tradimento del cugino che lo ha venduto per pochi soldi ai soldati.
Pure la strofa sulla sorella Mary è presente in quasi tutte le versioni anche se con declinazioni diverse: qui è disposta a tutto pur di non far condannare a morte il fratello; al contrario il padre lo rinnega, mentre in altre versioni il vecchio genitore non può che piangere con il resto della famiglia.

ASCOLTA The Halliard nell’album leggendario del debutto”It’s the Irish in me” del 1967(per la melodia vedere seconda versione)


I

‘Twas early, early in the spring,
the birds did whistle and sweetly sing changing their notes from tree to tree,
and the song they sang was “Old Ireland Free!”.
II
‘Twas in the darkest starless night,
the yeoman cavalry(1) gave me a fright,
the yeoman cavalry was my downfall,
and I was taken by Lord Cornwall(2).
III
As I was drive the long Wexford Street
my own first cousin I chanced to meet;
my own first cousin did me betray,
for one bare guinea swore my life away.
IV
My sister Mary heard the express,
she ran downstairs in her cold night dress
“My life my virtue I will lay down
to see my brother sail for Wexford town”
V
As I was stood on the gallows high
but my father was standing by
my father stood and did me deny
and the name he gave me was the Croppy boy
VI
In Duncannon(3) my hopes will lie,
for in Duncannon I must die,
don’t’ shed a tear as you pass by
for I go proudly as the Croppy Boy.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Accadde all’inizio della primavera, quando
gli uccellini cinguettavano dolcemente
cambiando registro, di ramo in ramo,
e la melodia che cantavano era: “Cara Irlanda Libera!”
II
Accadde in una notte buia e senza stelle
i soldati inglesi mi sorpresero.
i soldati inglesi sono la causa della mia rovina, fui preso da Lord Cornwallis.
III
Mentre ero portato per Wexford street per caso ho incrociato mio cugino di primo grado, è stato mio cugino a tradirmi,
ha venduto la mia vita per una sola, misera ghinea
IV
Mia sorella Mary sentì la notizia,
e corse giù dalle scale in camicia da notte
“La mia vita e virtù sacrificherò per vedere mio fratello salpare dalla città di Wexford”
V
Fui messo sulla forca in alto e mio padre mi stava vicino, mio padre era in piedi e mi ha rinnegato e il nome che mi ha dato fu il “Ragazzo Ribelle”
VI
A Duncannon le mie speranze giacciono
perché a Duncannon devo morire
non versate lacrime voi che passate
perché vado fiero di essere il “Ragazzo Irlandese Ribelle”

NOTE
1) yeoman: originariamente il nome dato ai coltivatori diretti inglesi del XVII secolo che fornirono soldati per lo più nel corpo a cavallo dell’esercito inglese. Nel 1790 vennero formati i reggimenti Yeomen in risposta alla minaccia rappresentata dalla Francia in seguito alla rivoluzione francese. Era una forza riservista e volontaria, composta principalmente da piccoli agricoltori e proprietari terrieri che erano fedeli alla Corona. Essi si trovavano in tutta la Gran Bretagna, ma fu in Irlanda, che vennero coinvolti come prima linea di difesa contro i ribelli. Qui indica una unità militare britannica impiegata nella Battaglia di Harrow del 26 maggio 1798 a Wexford, la Camolin Cavalry.
Occorre osservare ad onor del vero che le yeomanry nel XVIII secolo erano composte anche da volontari irlandesi, per lo più orangisti ovvero appartenenti all’Orange Order
2) Lord Charles Cornwallis (1738-1805) Lord luogotenente (ovvero Vicerè) d’Irlanda dal maggio 1798 (anche se è arrivato a Dublino dall’Inghilterra solo il 20 di giugno in concomitanza con la vittoria a Vinegar Hill – Enniscothy contea di Wexford)
3) il forte di Duncannon è una fortezza a pianta stellare sul promontorio del porto di Waterford (a pochi chilometri ad Ovest di Wexford). C’è ancora la cella del “croppy boy” dove i ribelli erano detenuti.
In altre versioni il luogo del processo e della condanna è invece la Caserma Ginevra, trasformata al tempo della ribellione in carcere temporaneo, diventato tristemente famoso per i maltrattamenti inflitti ai prigionieri. I ribelli che non erano condannati a morte erano deportati in Australia o arruolati a forza nella Royal Navy. Oggi restano solo poche rovine con una targa commemorativa.

SECONDA VERSIONE

Il testo è del poeta irlandese William B. McBurney che lo pubblicò su “The Nation” nel 1845 con lo pseudonimo di Carroll Malone, ispirandosi ad un aneddoto riportato in “The Sham Squire” di William John Fitzpatrick (vedi): il giovane ribelle irlandese si confessa davanti al sacerdote, in realtà un soldato inglese travestito, che lo fa imprigionare e impiccare come traditore.

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Come nella precedente versione la melodia è “Cailín Óg a Stór” (Dearest young girl), o “Cailin Ó Cois tSúire me” (I am a handsome young girl): Calen o custure me era il nome di una canzone popolare alla corte inglese in epoca elisabettiana (“Handful of Pleasant Delights” di Clement Robinson-1584 in “When as I view”) e citata nell’Enrico V di Shakespeare- atto II scena IV-, ma originaria della contea di Wexford, forse una melodia per arpa.

ASCOLTA Caleno custure me, Deller Consort
ASCOLTA Callino Casturame & Caleno Custurme nell’arrangiamento di William Byrd (Fitzwilliam Virginal Book 1610-1620)

Tuttavia la melodia più diffusa era più simile a quella utilizzata con il titolo di “The Robber – Charley Reilly” in Ancient Music of Ireland (Edward Bunting, 1840) (vedi) riscontrabile poi in molte varianti. La melodia era molto diffusa infatti nella Gran Bretagna e utilizzata per molte ballate del genere “rambling boy” che trattavano temi di furti e rapine. Era anche diffusa tra le canzoni dei mare che parlavano di disastri e di morte.

La stessa melodia è stata utilizzata anche in Lord Franklin (una canzone tradizionale inglese di fine ‘800 sul tentativo di trovare il passaggio a Nord Ovest nel mare artico).

ASCOLTA Phelim Drew

I
“Good men and true in this house who dwell,
To a stranger bouchal(4) I pray you tell:
Is the priest at home, or may he be seen?
I would speak a word with Father Green.”
II
“The Priest’s at home, boy, and may be seen;
‘Tis easy speaking with Father Green.
But you must wait till I go and see
If the Holy Father alone may be.”
III
The youth has enter’d an empty hall;
What a lonely sound has his light footfall!
And the gloomy chamber’s chill and bare,
With a vested Priest in a lonely chair.
IV
The youth has knelt to tell his sins:
Nomine Dei,” the youth begins!
At “mea culpa” he beats his breast,
And in broken murmers he speaks the rest.
V
“At the siege of Ross(5) did my father fall,
And at Gorey(6) my loving brothers all.
I alone am left of my name and race;
I will go to Wexford and take their place.
VI
“I cursed three times since last Easter day;
At mass time once I went to play;
I passed the churchyard one day in haste,
And forgot to pray for my mother’s rest.
VII
“I bear no hate against living thing,
But I love my country above my king.
Now, Father! bless me and let me go
To die, if God has ordained it so.”
VIII
The priest said nought, but a rustling noise
Made the youth look above in wild surprise;
The robes were off, and in scarlet there
Sat a yoeman captain with fiery glare.
IX
With fiery glare and with fury hoarse,
Instead of blessing, he breathed a curse:
“‘Twas a good thought, boy, to come here to shrive,
For one short hour is your time to live.
X
“Upon yon river three tenders float;
The Priest’s in one — if he isn’t shot!
We hold his house for our Lord the King,
And, amen say I, may all traitors swing!”
XI
At Geneva Barrack(3) that young man died,
And at Passage(7) they have his body laid.
Good people who live in peace and joy,
Breathe a pray’r and a tear for the Croppy Boy.

NOTE
3) la caserma Ginevra vicino a Passage East, porto di Waterford era diventata anche sede di prigionia dei ribelli.
4) bouchal (buachail) è un termine in irlandese per ragazzo
5) la battaglia di New Ross sul fiume Barrow faceva parte del tentativo dei ribelli di diffondere la rivolta presso la contea di Kilkenny. La battaglia infuriò per tutto il giorno del 4 giugno 1798 con i ribelli che pur riuscendo a fare irruzione in città vennero alla fine respinti. Si sono conteggiate quasi 3.000 vittime tra i ribelli
6) Gorey piccola cittadina vicino a Wexford
7) Passage East, piccolo villaggio di pescatori sulla riva occidentale del porto di Waterford: nel cimitero della chiesa di Crooke c’è ancora la lapide del Croppy Boy

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
“Gentili e bravi uomini che abitate in questa casa,
vi prego di dire a un ragazzo straniero
se c’è il sacerdote e se può ricevere?
Vorrei parlare con Padre Green”

“Il prete è in casa, ragazzo e può ricevere
è facile parlare con Padre Green.
Ma dovete attendere che vado a vedere
se il santo padre è da solo”

Il giovane è fatto entrare in una sala vuota; che suono solitario ha il suo passo leggero!
E’ nella fredda camera cupa e spoglia con un prete su una sedia.
Il giovane si inginocchia per dire i suoi peccati: “Nomine Dei” inizia
e al “Mea culpa” si batte sul petto
e in un mormorio spezzato dice il resto

“All’assedio di Ross ho visto mio padre cadere e a Gorey tutti i miei amati fratelli.
Sono rimasto solo io della discendenza, e andrò a Wexford a prendere il loro posto”
Ho bestemmiato tre volte dall’ultimo giorno di Pasqua, all’ora della messa sono andato a giocare; ho attraversato il sagrato di corsa e ho dimenticato di pregare per il riposo di mia madre.

Non porto rancore verso i vivi,
ma amo il mio paese più del re.
Adesso, Padre, beneditemi e lasciatemi andare
a morire, se Dio lo vuole”

Il prete non disse niente ma un fruscio ha fatto alzare lo sguardo al ragazzo sorpreso,
i vestiti tolti e in rosso era seduto il capitano con sguardo ardente
Con sguardo ardente e furioso invece della benedizione sospirò una maledizione:
“E’ stata una buona idea, ragazzo, venire qui a confessarti,
perché ti resta solo un’ora da vivere.

Sul fiume laggiù tre navi galleggiano;
il prete è in una – se non è stato ucciso!
Occupiamo la sua casa per il Re nostro signore
e, amen dico, siano tutti i traditori impiccati”

Alla Caserma Ginevra quel giovane morì,
e a Passage hanno deposto il suo corpo
la brava gente che vive in pace e gioia
mandi una preghiera e una lacrima al ragazzo irlandese ribelle

FONTI
http://www.mustrad.org.uk/articles/bbals_11.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=569
http://www.justanothertune.com/html/ladyfranklin.html

MOLLY MALONE

molly-maloneLa storia di Molly Malone è da “antologia di irish song” per la sua ampia diffusione.

Il testo della canzone intitolata anche “Cockles and Mussels” è triste, ma nello stesso tempo ironico; si narra di una giovane pescivendola che gira per le stradine di Dublino con il carretto pieno di molluschi: già alla terza strofa la bella muore di una febbre incurabile (forse perché ha mangiato il suo pesce non così fresco?) e il suo fantasma ricompare, continuando a svolgere la propria attività per le strade di Dublino.
Il brano risale probabilmente al XVIII secolo  e tuttavia non si hanno riscontri attraverso le trascrizioni se non nel secolo successivo: lo troviamo in Scozia firmata da un certo James Yorkston di Edimburgo con il titolo di “Mussels and Cockles” (1883), si può però affermare alla luce anche delle ricerche più recenti che le radici siano irlandesi.

In the first place, no version of ‘Cockles and Mussels’ predating 1850 was found, nor was it included in, for example, Colm O Lochlainn’s collections of Irish ballads, (7) indicating that it does not fit the mould of a conventional traditional song. The earliest versions of ‘Cockles and Mussels’ complete with music which have been traced to date were published firstly in Boston, Massachusetts, in a collection of college songs in 1876, (8) secondly in another collection of student songs published in Cambridge, Massachusetts, in 1883 and thirdly in London in 1884 by Francis Brothers and Day. (9) While the 1876 Boston version lists no author, its inclusion in a section entitled ‘Miscellaneous Songs, and English and German Student Songs’ indicates that it was most likely a European import. In contrast, the 1884 London version describes the piece as a ‘comic song’ written and composed by James Yorkston and arranged by Edmund Forman. The latter version further acknowledges that the song was reprinted by permission of Messrs Kohler and Son of Edinburgh, so there must have been at least one earlier edition published in Scotland, which may well have been the original. Another song entitled also ‘Cockles and Mussels’ was published in 1876, attibuted to the music hall singer and composer Joseph B Geoghegan, and while its lyrics contain the refrain ‘Fresh cockles and mussels alive, alive o!’, it is set in London, its hero is ‘Jim the Mussel Man’ and the melody is different.  Geoghegan was a fascinating character who was born in Salford about 1816 and died in Bolton in 1889, his father James being from Dublin, and the substantial list of songs attributed to him includes originals and possible adaptations of the work of others.”(tratto da qui)

La versione diventata oggi standard è quindi quella nata nell’ambito delle canzoni comiche per il pubblico delle music halls, anche se non si può escludere che già nel 1700 circolasse una versione popolare ispirata al personaggio (o al suo stereotipo).
In 2010, Anne Brichton, a bookseller at Addybooks in Hay-on-Market, England caused a stir when she found a song entitled, Molly Malone, in an undated book believed to have been published in about 1790.  The song was particularly intriguing as a precursor to Cockles and Mussels because its “Molly Malone” is from Howth, a seaside village near Dublin; consistent with idea that Molly could have been a fishmonger in or around Dublin.[ii]  The book is now in the collection of the Dublin Writers’ Museum.   ” (tratto da qui)
Si rimanda alla approfondita dissertazione di Peter Jensen Brown che analizza testo e melodia in “Molly Malone, Molly Mogg and a Missing Link – the Fishy History and Origins of “Cockles and Mussels

LA LEGGENDA METROPOLITANA

Il personaggio  anche se di umile condizioni, è divento leggendario ed entrato a far parte del folklore popolare: così la sua canzone è l’inno non ufficiale della capitale  durante l’apertura del  campionato di rugby e inno ufficiale delle associazioni sportive di Dublino della Gaelic Athletic Association; e nel 1987  per commemorare il primo millennio della città  è stata eretta una statua alla sfortunata Molly.

Immagine in stile vittoriano di Molly Malone

La statua di Jean Rynhart in Grafton Street (più recentemente tresferita in Suffolk Street) forse a causa della generosa scollatura, è conosciuta con il soprannome “The Tart with the cart“, ovvero “la prostituta con il carretto“: la gente di Dublino mormora che Molly, passasse di giorno con il carretto del pesce e che di sera fornisse “altri servizi”. Non a tutti i Dublinesi la statua piace, è stata criticata la sua collocazione in un quartiere alla moda, ma soprattutto l’abbigliamento in stile seicentesco, ben lontano dall’immagine vittoriana che dovrebbe avere avuto stando alla popolarità internazionale della canzone raggiunta solo nell’Ottocento (Carmina Collegensia di Henry Randall Waite: A complete Collection of the Songs of the American Colleges, with Selections from the Student Songs of the English and German Universitys, Boston, Ditson 1876)

ASCOLTA Sinead O’Connor. La sua versione punta più sull’atmosfera gotica e soprannaturale, tra gli stretti vicoli della Dublino settecentesca si vede ancora lo spettro della bella pescivendola.

Le versioni da pub sono però più sentimentali, simili a quella proposta dai Dubliners (con la voce di Ronnie Drew)

I
In Dublin’s fair city,
where the girls are so pretty
I first set my eyes (1) on sweet Molloy Malone(2)
As she wheeled a wheelbarrow, through streets broad and narrow(3)
Crying: Cockles(4) and Mussels,
Alive, Alive O
Chorus:
Alive, alive Alive, alive O –
Crying, cockles and Mussels
Alive, alive O
II
She was a fishmonger,
and sure twas no wonder
For so were her Father and Mother before
And they all wheeled their barrows,
Through streets broad and narrow
Crying: Cockles and Mussels,
Alive, alive O
III
She died of a faver(5),
and no one to grieve her
And that was the end of sweet Molly Malone
Now her ghost wheels her barrow
Through streets broad and narrow
Crying: Cockles and Mussels, alive, alive O
TRADUZIONE ITALIANO
I
Nella bella città di Dublino,
dove le ragazze sono assai carine
notai (1) una volta la dolce Molly Malone(2)
mentre spingeva il suo carretto,
per le strade larghe e strette(3),
e urlava “vongole (4) e molluschi freschi!”
Coro:
Freschi, freschi oh! freschi, freschi oh!
Urlava “vongole e molluschi freschi!”
II
Era una pescivendola,
ma non c’era da stupirsi
perché lo erano stati anche suo padre e sua madre
ed entrambi spingevano  il loro carretto per le strade larghe e strette
e urlavano “vongole e molluschi freschi!”
III
Morì a causa della febbre (5),
e nessuno riuscì a salvarla
e quella fu la fine della dolce Molly Malone
ma il suo fantasma spinge ancora il carretto per le strade larghe e strette
urlando “vongole e molluschi freschi!”

NOTE
1) espressione idiomatica propria della letteratura del 1800: “misi gli occhi sulla”
2) Molly diminutivo di Mary Malone è un nome molto diffuso a Dublino. Le ricerche storiche fanno risalire la leggenda ad un personaggio realmente esistito nel 1600.
3) Fishamble Street era la zona del commercio ambulante del pesce
4) Le vongole delle Isole britanniche/Irlanda vengono dette comunemente vongole rigate (Common CockleCardium edule o in italiano Cuore ovvero Arsella) perchè hanno il guscio rigato, sono molto più saporite e finiscono oltre che nelle zuppe, in pastella con il merluzzo per il tradizionale fish and chips. Un alimento un tempo considerato il cibo dei poveri, da consumare con parsimonia, essendo la vongola ricca di colesterolo (non per niente è di un bel rosso arancio) e con attenzione, in quanto il mollusco è un “filtro” del mare e trattiene tutte le sostanze inquinanti che ci sono finite dentro. Dalla tradizione scozzese un canto di lavoro dei Cockle gatherers continua
5) un tempo con “febbre” si indicava una vasta gamma di malattie che andavano dal tifo alla sifilide

APPROFONDIMENTO TEMATICO
http://ontanomagico.altervista.org/dicey-riley.html

FONTI
http://homepage.eircom.net/~seanjmurphy/irhismys/molly.htm
http://esnpc.blogspot.it/2015/07/molly-malone-molly-mogg-and-missing.html