Archivi tag: Dubliners

THE BANKS OF THE ROSES

La ballata popolare “The Banks of the (Red) Roses” di fine Ottocento, è nota in due versioni, diametralmente opposte, quella irlandese come love song ricca di irish humour e quella scozzese come murder ballad. (qui) Come sempre quando ci sono versioni simili tra le due sponde si apre la querelle di quale sia venuto prima.. ma come sia accaduto che i testi vadano a raccontare una storia diversa è un mistero!
Distinguere le due versioni è semplice, quella scozzese ha una melodia triste e malinconica quella irlandese è invece allegra.

LA VERSIONE IRLANDESE

La canzone è risolta in modo ironico con un allegro motivetto: si narra di un tipico triangolo irlandese, un uomo, una donna e “the drink“, quando la donna chiede al suo amante di scegliere tra lei e il bere lui non ha dubbi nella scelta e lei se vuole può ritornarsene dai genitori; il finale è però un “happy end”, i due sposati se la spassano allegramente.
La versione è riportata nella raccolta “Irish Street Ballad” 1939 e la melodia è ritenuta originaria di Limerick. I versi sono tuttavia un po’ sconclusionati!

ASCOLTA The Dubliners
ASCOLTA Barra MacNeils 

CHORUS
On the Banks of the roses
me love and I sat down
And I took out me fiddle(1)
for to play me love a tune
And in the middle of the tune
o she smiled and she said
“Oro Johnny, lovely Johnny
don’t ya leave me (2)”
I
“When I was a young one (3)
I heard me father say
That he’d rather see me dead
and buried in the clay
Sooner than be married
to any runaway(4)
By the lovely sweet banks of the roses”
II
“And then I am no runaway
and soon I’ll let them know
That I can take a bottle
or can leave it alone
And if her daddy doesn’t like it
he can keep his daughter at home
And young Johnny will go rovin’ with some other
III
And when I get married
t’will be in the month of May
When the leaves they are green
and the meadows they are gay
And me and me true love
we’ll sit and sport and play
By the lovely sweet banks of the roses”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Sulle rive delle rose
il mio amore ed io ci sedevamo
e io presi il violino (1)
per suonare una melodia al mio amore, e a metà del brano lei sorrise e disse
“Johnny amato Johnny
non mollarmi (2)”.
I (LEI)
“Quando ero giovane (3)
ho sentito mio padre dire
che preferiva vedermi morta
e sepolta in terra
piuttosto  che essere sposata
a un vagabondo (4)
per le care e dolci rive delle rose”.
II (LUI)
Io non sono un vagabondo
e presto lo farò sapere ai tuoi
che posso prendere una bottiglia
o lasciar perdere
e se suo padre non è contento
può tenersi la figlia in casa
e il giovane Johnny se ne andrà a spasso con qualcun altra.
III (LUI)
E quando mi sposerò
sarà nel mese di Maggio
quando le foglie sono verdi
e i prati sono ridenti
e io e il mio  vero amore
staremo a divertirci e cantare
per le belle e amate rive delle rose”

NOTE
1) lo strumento musicale varia tra la gamma degli strumenti popolari del tempo: è un organetto o un flauto o un violino, ma chiaramente si tratta di un “piffero” ben più in carne; è sottinteso il doppio senso “to play me love a tune” equivale alla perdita della verginità della fanciulla
2) anche qui il doppio senso è d’obbligo
3) in alcune versioni testuali è scritto boy o man ma così si stravolge il senso della storia è chiaramente il padre di lei che non vuole darla in sposa a un nullatenente e fannullone (nella migliore delle ipotesi un “rover” nella peggiore un avanzo da galera)
runaway= disertore, uno che scappa, ma anche uno spostato, e in senso lato, credo, un vagabondo

FONTI
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebanksofredroses.html
http://mysongbook.de/msb/songs/b/bkofredr.html
http://www.contemplator.com/ireland/roses.html

MOLLY BAWN A SWAN MAIDEN?

La ballata non è presente nella raccolta del professor Child e quindi alcuni studiosi mettono in dubbio la sua antichità, tuttavia Jennifer O’Connor ha pubblicato sul Canadian Journal for Traditional Music (1986) un esaustivo articolo a proposito, dal titolo “The Irish Origins and Variations of the Ballad “Molly Brown” al quale si rimanda per l’approfondimento (vedi) in cui si focalizzano 3 punti: l’antichità della ballata, l’origine irlandese e l’incidente di caccia (prima parte vedi )

LA VERSIONE IRLANDESE:

In “The Voice of the People: Good People Take Warning” (registrato nel 1952 e rimasterizzato nel 2012) dalla voce di Bess Cronin possiamo ascoltare la melodia più diffusa in Irlanda (in versione integrale su Spotify).

ASCOLTA The Dubliners in “At it again” 1968


I
Oh come all ye late fellows that follows the gun
beware of night ramblin’ by the setting of the sun.
Beware of an accident as happened of late
it was Molly Bawn Leary and sad was her fate.
II
She’d been gone to her uncle’s when a storm it came on
she drew under a green bush the shower for to shun.
With her white apron wrapped around her
he took her for a swan
Took aim and alas it was his own Molly Bawn.
III
Oh young Jimmy ran homeward with his gun and his dog
Sayin’ “Uncle, oh uncle, I have shot Molly Bawn.
I have killed that fair female, the joy of my life
for I’d always intended that she would be my wife.”
IV
“Oh young Jimmy Ranlon, do not run away
Stay in your own country till your trial it comes on.
For you’ll never be convicted of the shootin’ of a swan.
V
Well the night before Molly’s funeral her ghost it did
appear
Saying uncle, dearest uncle, let young Jimmy run clear.
It being late of an evening when he took me for a swan
Took aim and alas he killed his own Molly Bawn.
VI
Now all the girls of this country they seem to be glad
Since the flower of Glen Ardagh, Molly Bawn she lies
dead.
Get all girls of this country, stand them into a row
Molly Bawn would shine above them like a fountain of
snow.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Venite tutti voi, giovani ragazzi
che usate le pistole (1),
fate attenzione a girare di notte
dopo il tramonto del sole.
Prestate attenzione all’incidente
che è accaduto da poco
a Molly Bawn Leary
e a come triste fu il suo destino
II
Lei stava andando dagli zii
quando scoppiò un temporale
e si riparò sotto un frondoso cespuglio, per evitare di bagnarsi.
Con il grembiule bianco
indosso
egli la scambiò per un cigno (2)
prese la mira ma ahimè
era la sua Molly Bawn
III
Oh il giovane Jimmy (3)  corse a casa
con la pistola e il cane (4)
dicendo “Zio oh zio (5),
ho ucciso Molly Bawn.
Ho ucciso quella bella fanciulla, la gioia della mia vita,
perchè ho sempre creduto che lei sarebbe diventata mia moglie”
IV
“Oh giovane Jimmy Ranlon non fuggire via
resta nel tuo paese e affronta il processo.
Perchè non sarai mai condannato per aver ucciso un cigno (6)”
V
La notte prima del funerale di Molly, 
apparve
un fantasma (7)
dicendo “Zio, zio mio caro
manda assolto il giovane Jimmy.
Era sera tardi quando mi scambiò per un cigno,
prese la mira e uccise la sua Molly Bawn.”
VI
Tutte le ragazze del paese
sembravano essere felici (8)
da quando il fiore di Glen Ardagh,
Molly Bawn giaceva morta.
Prendete tutte le ragazze del paese
e mettetele in fila
Molly Bawn avrebbe brillato tra loro
come una fontana di neve (9)

NOTE
1) l’uso di un arma da fuoco nella caccia colloca la ballata tra il 1500 e il 1600
2) alcuni ritengono che la donna potrebbe essere stata una fanciulla-cigno, donna di giorno, cigno di notte che viene liberata dall’incantesimo con la morte. La credenza nei muta-forma è molto radicata tra i Celti, esisteva anche un tabù relativo all’uccisione dei cigni, conservato nella credenza che uccidere i cigni porti sfortuna. (vedi) Jennifer O’Connor ipotizza si possa trattare di un geis che il cacciatore non ha rispettato e che quindi porta alla morte della donna amata.
3) il protagonista è chiamato anche Johnny Randall (nome più stereotipato) o James Reynolds. Mentre la donna è identificata come Molley Bann Lavery, o Molly Ban Lowry.
Hugh Shields noted that “Bann” and “Reynolds” are local surnames in an area of Ireland once known as Kilwarlin (a name which appeared on Irish maps from the sixteenth century, this area now covers the north-west of County Down). One Irish variant of “Molly Bawn” refers to her being the “Flower of Kilwarlin,” while later variants offer what may be localizations (Kilwany, Kiliberney, Killarney). Moreover, this Irish version gives the woman’s full name as Molley Bann Lavery. Secondo alcuni Molly Ban deriva dal gaelico”Mailí Bhán,” cioè Fair Mary (in italiano la bionda Maria).
4) ribadisce l’uccisione come un incidente di caccia
5) se lo zio è lo stesso sia per lui che per lei i due sono cugini, un grado di parentela che non avrebbe permesso il fidanzamento tra i due, eppure i due si dicono in alcune versioni in procinto di sposarsi. Nel Medioevo il rapporto era considerato incestuoso e il matrimonio era possibile solo con una speciale dispensa del Papa.
6) Enrico VIII promulgò una legge nel 1592 che puniva con il carcere l’uccisione dei cigni appartenenti alla Corona. Ma in questo caso la vicenda non ha niente a che vedere con il bracconaggio essendo la terra su cui il giovane andava a caccia di proprietà dello zio. Jennifer O’Connor ritrova traccia, da alcune varianti della ballata, dell’eric che veniva pagato secondo le leggi irlandesi a risarcimento di un omicidio verso la famiglia offesa.
7) solo in un quarto delle versioni esaminate da Jennifer O’Connor sono prive della strofa con il fantasma della fanciulla, e quindi l’apparizione si trova come componente del nucleo iniziale della storia, la credenza nei revenant contemplava il loro ritorno per aiutare i vivi
8) la strofa è di dubbio gusto, con le fanciulle della contea che gioiscono per la morte della più bella tra le belle; l’immagine tuttavia fa molto “balletto” e richiama una figura delle country dance che è appunto la fontana in cui le due file dei danzatori si aprono come uno zampillo. Alcuni interpretano il termine come un fraintendimento al posto di ” fawn, white as snow” ma a mio parere è un tentativo di razionalizzazione di una metafora non ancora ben compresa. In altre versioni le fanciulle si dicono tristi per la morte della bella e “Molly Ban would appear among them like a mountain of snow” Qui il paragone indica una certa luminosità dell’apparizione oltre che il pallore mortale
9) non solo il vestito bianco ma anche la lucentezza che emanava dalla ragazza (dai capelli d’argento) ha tratto in inganno il giovane

ASCOLTA The Chieftains & Alison Krauss in Down The Old Plank Road: The Nashville Sessions 2002


I
Come all ye young fellas
That handle a gun
Beware of night rambling
By the setting of the sun
And beware of an accident
That happened of late
To young Molly Ban
And sad was her fate
II
She was going to her uncles
When a shower came on
She went under a green bush
The shower to shun
III
Her white apron wrapped around her
He took her for a swan
But a hush and sigh
Was his own Molly Ban
IV
He quickly ran to her
And found she was dead
And there on her bosom
Where he soaked, tears he shed
V
He ran home to his father
With his gun in his hand
Saying “Father dear father
I have shot Molly Ban”
VI
Her white apron wrapped around her
He took her for a swan
But a hush and a sigh
‘Twas his own Molly Ban
VII
He roamed near the place
Where his true love was slain
He wept bitter tears
But his cries were in vain
As he look on the lake
A swan glided by
And the sun slowly sank
In the gray up sky.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Venite tutti voi, giovani ragazzi
che impugnate una pistola (1),
fate attenzione a girare di notte
dopo il tramonto del sole
e prestate attenzione all’incidente
che è accaduto da poco
alla giovane Molly Bán
e a come triste fu il suo destino
II
Stava andando dagli zii
quando iniziò a piovere
e lei si riparò sotto un frondoso cespuglio, per evitare di bagnarsi.
III
Con il grembiule bianco
indosso
egli la prese per un cigno (2)
ma il gemito strozzato,
era della sua Molly Bán (3)
IV
Subito corse da lei
e la trovò morta
e là sul suo seno
un mare (10) di lacrime versò
V
Corse a casa da suo padre
con la pistola in mano
dicendo “Caro padre (5)
ho ucciso Molly Bán ”
VI
Con il grembiule bianco
indosso
egli la prese per un cigno
ma il gemito strozzato,
era della sua Molly Bán
VII
Si aggirava nei pressi del luogo
dove il suo vero amore fu ucciso
e piangeva lacrime amare.
Ma le sue grida furono vane
mentre guardava il lago
un cigno (11) vi scivolò sopra
e il sole lentamente affondò
nel grigio del cielo.

NOTE
5) il padre del ragazzo è anche lo zio della ragazza, i due protagonisti sono quindi parenti stretti
10) si descrive l’immagine di un pianto a dirotto, in altre versioni si fa espressamente ricorso all’immagine della fontana di lacrime.
11) il cigno è lo spirito evanescente della fanciulla morta.

QUARE BUNGLE RYE: A BASKET WITH SURPRISE

In “Quare Bungle Rye” si narra in modo comico dell’ingegnosità delle ragazze madri pre-ottocentesche che riescono a far pagare all’uomo un risarcimento in denaro per la loro maternità fuori dal matrimonio. Non necessariamente il malcapitato è il padre del bambino ma viene preso a bersaglio semplicemente per la sua ingenuità!
Secondo Contemplator la ballata “Quare bungle rye” è la versione irlandese di “Oyster Girl” (The Basket of Oysters) di cui diverse copie ottocentesche possono essere rintracciati presso la Bodleian Library. Il tema si accomuna anche alla ballata intitolata più variamente “The Basket of Eggs”, “Eggs in Her Basket” o “Eggs and bacon”. (vedi)

LA SORPRESA NEL CESTO

In tutti questi testi si allude al cesto della fanciulla come a una gravidanza “a sorpresa” infatti dentro c’è un bambino che viene lasciato come “pacco” (cioè come fregatura) al malcapitato protagonista (che proprio estraneo alla faccenda non deve essere visto che in una delle tante versioni viene riconosciuto come padre del bambino). In Mudcat sono riportate tutta una serie di ballate sempre nella collezione della Bodleian Library che partono dal 1700 e trattano lo stesso tema (vedi).

QUARE BUNGLE?!?

La versione irlandese della storia è pittoresca quantomeno nella definizione della “strana merce” contenuta nel cesto della ragazza! quare è una variante dialettale di “queer” un termine in uso fin dal 1500 che significa “strano“.
The Online Etymology Dictionary dates the birth of the English word queer to about 1500, with its meaning (adj) of “strange, peculiar, eccentric” from Scottish, perhaps from the Low German queer meaning “oblique, off-center,” related to the German quer, meaning “oblique, perverse, odd,” in turn from the Old High German twerh, “oblique”. During the course of the 18th century, it acquired a new and associated sense — still as an adjective — of “feeling out of sorts, unwell, faint, giddy”. Charles Dickens, in his Pickwick Papers of 1837, wrote queasily of “legs shaky — head queer — round and round — earthquake sort of feeling — very.” From the late 18th century on, queer has also been used as a verb: first meaning “to puzzle, ridicule or cheat”, and then later, from about 1812, changing to mean “spoil or ruin”, or “to jeopardize”. By the turn of the 20th century, the word had acquired firm connotations of sexual deviance, especially referring to the behavior of homosexual or effeminate males, and it’s difficult to determine exactly when queer moved from this loose meaning of kinky, aberrant or dissolute to the more specific sense of homosexual. (tratto da qui)
Mentre l’articolo prosegue con le definizioni più attuali del termine, noi ci fermiamo al suo significato settecentesco e poi dickensiano (vedi nota 2)

Tutta la storia è tra il comico e l’allusivo (bawdy song) e il marinaio ci fa la figura dell’ingenuo se non proprio dell’imbecille!
Una specie di morale della storia è data nella strofa finale con l’avvertenza di guardare sempre bene per la merce che si vuole comprare per evitare fregature; ma l’uomo si “dimentica” anche troppo facilmente, di essere stato proprio lui  il primo ad aver dato la fregatura alla ragazza, lasciandola con un bambino in grembo!
E’ una tipica drinking song ma anche una sea song (se non proprio una sea shanty) diffusa in Irlanda nelle zone di Limerick e Waterford, come pure nel Nord Irlanda, in Scozia e in America (zona Monti Appalachi), registrata dai Clancy Brothers e i Dubliners i quali l’hanno riproposta spesso nel corso della loro lunga carriera.

ASCOLTA Dubliners in Drinking and Wenching 1969

ASCOLTA The Blarney Lads

ASCOLTA Carl Peterson in  “Pirate Song, Sea Song & Shanties, 2006


I
Now Jack was a sailor
who roamed on the town
And she was a damsel
who slipped up and down(1)
Said the damsel to Jack
as shee passed him by
“Would you care for to purchase some quare bungle(2)” ri-raddy-ri
Fol the diddle lie, Roddy rye, Roddy rye.

II
Thought Jack to himself,
“Now what can this be
But the finest old whisky
from far Germany?
Smuggled up in a basket
and sold on the sly
And the name that it goes by
is quare bungle” …
III
Jack gave her a pound
and he thought nothing strange
She said, “hold on to the basket
‘til I run for your change”
Jack looked in the basket
and a child he did spy
“Begorrah(3)! and says Jack
this is quare bungle” ….
IV
Now to get that child christened
was Jack’s next intent
For to get the child christened
to the parson he went
Said the parson to Jack,
“what will he go by?”
“Bedad(3) now, says Jack,
call him quare bungle” …
V
Says the parson to Jack,
“there’s a very queer name”
“Bedad(3) now, says Jack,
‘twas the queer way he came
Smuggled up in a basket
and sold on the sly
And the name that he’ll go by
is quare bungle” ….
VI
Now all you bold sailors
who roam on the town
Beware of the damsels
who skip up and down
Take a peep in their baskets
as they pass you by
Or else they may pawn
on you some quare bungle …..
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Jack era un marinaio
a zonzo per la città
e lei era una fanciulla
allo struscio(1),
disse la damigella a Jack
mentre gli passava accanto
” Vuoi comprare un quare bungle?(2)”
CORO
nonsense
II
Pensò Jack tra sè e sè
“Di cosa si può trattare
se non del più buon vecchio whisky
dalla lontana Germania?
Spacciato in un cesto
e venduto di nascosto
e il nome che gli danno
è quare bungle!”
III
Jack le diede una sterlina
e non ci trovò niente di strano
che lei dicesse ” Tieni il cestino
che corro per cambiare”
Jack guardò nel cesto
e vide un bambino
“Per Dio – disse Jack-
Questo è un quare bungle?!?”
IV
Battezzare il bambino
fu la successiva intenzione di Jack,
per battezzare il bambino
dal parroco andò
disse il parroco a Jack
“Come lo chiamiamo?”
“Oddio (3) -dice Jack
chiamiamolo Quare Bungle”
V
Dice il parroco a Jack
“E’ un nome molto strano”
“Oddio -dice Jack-
E’ strano il modo in cui è arrivato
contrabbandato in un cesto
e venduto di nascosto
e il nome che avrà
sarà Quare Bungle”
VI
Così voi marinai audaci
che passeggiate per la città
attenti alle damigelle
che vanno su e giù,
date un’occhiata ai loro cesti
mentre ci passate accanto
altrimenti vi possono rifilare
un “quare bungle

NOTE
1) mi è sembrato pertinente utilizzare un termine colorito anche se dialettale, proveniente da Napoli che è diventato sinonimo di passeggiata domenicale o serale in cittadine di provincia.
2) prima ancora di acquistare una valenza negativa come “To queer the pitch” il termine richiamava nel 700-800 un senso di tremore, debolezza e vertigini; solo così si comprende come il nostro marinaio abbia potuto pensare al whisky e ai suoi effetti!
3) esclamazioni eufemistiche per By God

FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfm?ThreadID=17061
http://www.glossophilia.org/?p=3192 http://www.contemplator.com/england/qbrye.html http://www.8notes.com/scores/5999.asp http://worldmusic.about.com/od/irishsonglyrics/a/quare-Bungle-Rye.htm

THE LOUSE HOUSE OF KILKENNY

travellersSourceMain“The louse house of Kilkenny” racconta in modo semi-serio la notte di un povero viandante passata con una banda di pidocchi (e altri sgraditi ospiti) trovata nel letto di una pensione di infimo ordine a Kilkenny. La canzone appartiene al repertorio di Paddy Tunney ed è stata divulgata sia dai Dubliners che dai Clancy Brothers negli anni 60-70.
Surprisingly, there are few documented versions of this very popular song having been recorded from traditional singers. Those that have include Kerry Traveller Christie Purcell (1952), Tommy and Gemma McGrath, Waterford (1965) and Kilkenny Traveller Mary Delaney (1976). A degree of confusion has arisen because of the song having been listed under three distinct titles: Christie Purcell’s appeared as ‘Carrick on Suir’ and Mary Delaney’s as ‘The Kilkenny Louse House’. The McGrath version was given the somewhat strange title ‘Burke’s Engine’ due to a mishearing of the name ‘Buck St John’ – the song is occasionally known as ‘Buck St John’s Black Army’. (Jim Caroll tratto da qui)

Così come i vari titoli anche le versioni testuali sono molte, alcune come quella di Mary  Delaney contengono termini (qui) provenienti dal gergo degli irish traveller tra i quali pare che questa canzone fosse diffusa. Il genere è un po’ insolito, ma non mancano altre flea-battle songs anche se questa è la più famosa.

ASCOLTA Wolfe Tones


VERSIONE WOLFE TONES
I
The first of me downfall
I walked out the door
I straight made me way
on for Carrick-on-Suir
Going out by Kilkenny
‘twas late in the night
as I went through that city
I saw gaslight(1)
with me fa the diddle ario i a
II
And there in this back street
there was this gas lamp
And under it sat the chap
called the tramp
He asked me for a penny,
and to him I did say,
“could you show me a place
where I could stay
III
He directed me down
to Sweet Lovers Lane
To the place called the refuge,
I think that’s the name
Steps’ inside the door
put my back to the wall
was then that I found out
was the cobblers hall.
IV
Young man in the corner
and he mending some brogue
with his hammer and chisel,
going round like a goat
the old women inside,
and to me she did say,
“if you gave me a shilling sir,
here you can stay.”
V
She brought me upstairs,
and she put out the light,
and in less than 5 minutes
I had to show fright,
with bugs and the flies,
they collected to march,
and over me belly,
they formed an arch.
and one big rattier,
gave me such a nip,
I was very near losing
the use of me hip.
With me fa the diddle airo i ario i a
VI
I sat up in the bed,
and demanded fair play,
sure if I had me stick,
I could fight my own way
jumped out through the window,
and gathered some stones,
sure if I had sore sides,
I gave him broken bones.
VII
Now come on you fair maiden, wherever you may be,
wherever you travel, by land or by sea,
if your going to Kilkenny,
and intending to stay
beware of the Louse House(2),
in Sweet Lovers Lane.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
La prima delle mie sventure
uscii dalla porta
e subito presi il largo
per Carrick-on-Suir.
Ero fuori per Kilkenny,
era tarda notte,
e mentre andavo per quella città
ho visto l’illuminazione pubblica
with me fa the diddle ario i a
II
E là in quella stradina
c’era questa grande lampione
e sotto sedeva il tipo
che chiamano il barbone.
Mi ha chiesto un penny
e gli ho detto:
“Volete indicarmi
un posto dove stare?”
III
Lui mi ha mandato
giù verso Sweet Lovers Lane
in un posto detto Rifugio
credo fosse quello il nome.
Feci un passo oltre la porta
e mi misi con le spalle al muro
fu allora che scoprii
che era la stanza del calzolaio
V
C’era un giovanotto nell’angolo
e riparava degli scarponi
con il suo martello e la sgorbia
andava in giro come una capra
la vecchia all’interno
che mi disse
“Se mi date uno scellino signore,
potete restare qui”.
V
Lei mi ha portato al piano di sopra
e ha spento la luce,
e in meno di cinque minuti,
ho dovuto mostrare la paura
con insetti e mosche,
che si raccolsero in marcia
e sulla mia pancia
formarono un cerchio,
e un grosso topo
mi ha dato un tale morso
che ha quasi portato via
metà del fianco.
With me fa the diddle airo i ario i a
VI
Mi sono seduto sul letto
per chiedere un comportamento leale
certo che se avessi avuto il mio bastone
avrei potuto combattere a modo mio,
sono saltato fuori dalla finestra
e ho raccolto delle pietre
se mi hanno lasciato parti doloranti
io di certo gli ho spezzato le ossa.
VII
Ora venite giovani fanciulle
ovunque voi siate
ovunque viaggiate per mari e monti
se andrete a Kilkenny
e avete intenzione di restarci
fate attenzione alla Louse House
in Sweet Lovers Lane.

NOTE
1) l’illuminazione pubblica doveva essere una rarità ai tempi della canzone, se destava tanta meraviglia
2) la casa dei pidocchi

ASCOLTA Dubliners

la versione testuale dei Dubliners è un po’ più confusa della precedente

VERSIONE DUBLINERS
I
Oh, the first of me downfall
I set out the door.
I straight made me way on
for Carrick-on-Suir.
Going out by Rathronan(3),
‘twas late in the night,
Going out the West Gate
for to view the gaslight.
CHORUS:
Radley fal the diddle ay
Radley fal the diddle airo
II
I went to the town’s hall
to see the big lamp,
And who should I meet
but a bloody big tramp.
I finally stepped over
and to him I said:
“Will you kindly direct me
to where I’ll get a bed?”
III
‘Twas then he directed me
down to Cooks Lane
To where old Buck St John
kept an old sleeping cage.
From out of the door
was a small piece of board
Hung out on two nails with a short piece of cord.
V
I looked up and down
till I found out the door
And a queerer old household sure I ne’er saw before.
Then the missus came out and these words to me said:
“If you give me three coppers,
sure I’ll give you a bed.”
VI
Well, I then stood aside
with me back to the wall,
And the next thing I saw
was an oul cobbler’s stall,
And there was the cobbler,
and he mending his brogues
With his hammers and pinchers all laid in a row.
VII
Then she brought me upstairs
and she put out the light,
And in less than five minutes,
I had to show fight.
And in less than five more, sure the story was worse,
The fleas came around me
and brought me a curse.
VIII
‘Twas all around me body
they formed an arch(3).
‘Twas all around me body
they played the Dead March.
For the bloody oul major
gave me such a nip(4),
That he nearly made away
with half of me hip.
IX
Now I’m going to me study,
these lines to pen down,
And if any poor traveller should e’er come to town,
And if any poor traveller should be nighted(5)like me,
Beware of Buck St John
and his black cavalry(6).
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
La prima delle mie sventure
uscii dalla porta
e subito presi il largo
per Carrick-on-Suir.
ero fuori per Rathronan,
era tarda notte,
uscendo dalla porta occidentale per vedere l’illuminazione
CHORUS:
nonsense
II
Sono andato nella piazza del municipio
per vedere il grande lampione,
chi ti incontro
se non un dannato vagabondo
Alla fine l’ho scavalcato
e gli ho detto:
“Volete gentilmente indicarmi
dove troverò un letto?”
III
Allora lui mi ha mandato
giù verso Cooks Lane
dove quel vecchio Buck St John
teneva una vecchia pensione per dormire.
Fuori della porta c’era un piccolo pezzo di cartone, appeso a due chiodi con un pezzetto di corda.
V
Ho guardato su e giù
finché non ho trovato la porta
e la più bizzarra vecchia casa
che avessi mai visto prima.
La signora è uscita
e queste parole mi ha detto:
“Se mi dai tre monetine,
subito ti do un letto”.
VI
Beh, mi feci da parte
con le spalle al muro,
e la cosa seguente che vidi
fu la vecchia postazione di un ciabattino, e c’era il ciabattino, e riparare gli scarponi
con i suoi martelli e le tenaglie tutti allineati.
VII
Poi lei mi ha portato al piano di sopra
e ha spento la luce,
e in meno di cinque minuti,
ho dovuto mostrare la lotta
e in meno di altri cinque,
la storia andava peggio
le pulci mi hanno circondato
e mi hanno portato il tormento.
VIII
Tutto intorno al mio corpo
hanno formato un cerchio
e intorno al mio corpo
hanno ballato la Danza macabra
e la loro più grande bastarda
mi ha dato un tale morso
che ha quasi portato via
metà del fianco.
IX
Ora ho intenzione di scrivere
queste righe a penna
e se qualche povero viaggiatore dovesse mai venire in città,
e se qualche povero viaggiatore dovesse essere sorpreso dalla notte come me,
faccia attenzione a Buck St Johne
e ai suoi neri cavalieri (4).

NOTE
3) la frase non ha molto senso altre versioni dicono
Well the first of me downfall ‘tis now I am sure,
When going the road to sweet Carrick-on-Suir.
Going into Kilkenny ‘twas late in the night,
‘Twas there that I’m sure I first saw the gas light.
3) march
4) pick
5) nighted = benighted = overtaken by night or darkness.
6) black cavalry = fleas.

E infine la versione dei Clancy Brothers che è uguale a quella dei Dubliners, ma più breve.

ASCOLTA Clancy Brothers 1968


VERSIONE CLANCY BROSS
I
In the first of me downfall
I put out the door
And I straight made me way on
for Carrick-on-Suir
Going out by Rathronan
‘twas late in the night
Going out the west gate
for to view the gaslight
CHORUS:
Radley fal the diddle ri
Radley fal the diddle airo
II
There I met with a youth
and I unto him said
“Would you kindly direct me
to where I’ll get a bed?”
It was then he directed me
down to Cook’s Lane
To where old Dick Darby(7)
kept an old sleeping cage
III
Then I put up and down
‘til I found out the door
And the missus came out
and these words to me said
“If you give me three coppers
I’ll give you a bed”
IV
Then she took me upstairs
and she put out the light
And in less than five minutes
I had to show fight
In less than five more
sure the story was worse
For the fleas came about me
and brought me a curse
V
‘Twas all round me body
they formed an arch
And ‘twas all round me body
they played the dead march
But the bloody old major
gave me such a nip
That he nearly had taken
the use of me hip
VI
Now I’m going to me study,
these lines to pen down
And if any poor traveller
should e’er come to town
If any poor traveller
be knighted like me
Oh, beware of Dick Darby
and the black cavalry
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
La prima delle mie sventure
uscii dalla porta
e subito presi il largo
per Carrick-on-Suir.
ero fuori per Rathronan,
era tarda notte,
uscendo dalla porta occidentale per vedere l’illuminazione
CHORUS:
Radley fal the diddle ri
Radley fal the diddle airo
II
Là incontrai un giovanotto
e gli ho detto:
“Volete gentilmente indicarmi
dove troverò un letto?”
Allora lui mi ha mandato
giù verso Cooks Lane
dove quel vecchio Dick Darby
teneva una vecchia pensione per dormire.
III
Ho guardato su e giù
finché non ho trovato la porta
e la signora è uscita
e queste parole mi ha detto:
“Se mi dai tre monetine,
subito ti do un letto”.
IV
Poi lei mi ha portato al piano di sopra
e ha spento la luce,
e in meno di cinque minuti,
ho dovuto mostrare la lotta
e in meno di altri cinque,
la storia andava peggio
le pulci mi hanno circondato
e mi hanno portato il tormento.
V
Tutto intorno al mio corpo
hanno formato un cerchio
e intorno al mio corpo
hanno ballato la Danza macabra
e la loro più grande bastarda
mi ha dato un tale morso
che ha quasi portato via
metà del fianco.
VI
Ora ho intenzione di scrivere
queste righe a penna
e se qualche povero viaggiatore dovesse mai venire in città,
e se qualche povero viaggiatore dovesse essere sorpreso dalla notte come me,
faccia attenzione a Dick Darby
e ai suoi neri cavalieri.

NOTE
7) evidentemente il nome del ciabattino per antonomasia (vedi The Cobbler)
FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=25150
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?songid=0658
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/the_kilkenny_louse_house_jlyons.htm
http://www.mustrad.org.uk/articles/puck.htm
http://www.veteran.co.uk/VT149CD%20words.htm

 

GIOCHI DI POTERE

“The Patriot Game” è una irish rebel song scritta da Dominic Behan e dedicata a Fergal O’Hanlon un giovanissimo soldato dell’IRA morto durante l’operazione militare -o l’attacco terroristico per altri- (lui e i suoi compagni cercarono di far saltare con le bombe una caserma della Royal Ulster Constabulary nel villaggio di Brookeborough – contea Fermanang) nella notte di inizio del nuovo 1957. I “martiri” di quella notte furono in realtà due, ma più che commemorare l’azione militare in sè, Behan voleva riportare sulla bocca di tutti la questione irlandese e mettersi dal punto di vista dei combattenti dell’IRA che avevano continuato la loro lotta dopo il Trattato del 1921.

9_Benson_IRA_1

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA Clancy Brothers live 1966, Strofe I, II, III, V, IV

 
I
Come all ye young rebels, and list while I sing,
For the love of one’s country is a terrible thing.
It banishes fear with the speed of a flame,
And it makes you all part of the patriot game
II
My name is O’Hanlon, and I’ve just gone sixteen(2).
My home is in Monaghan, where I was weaned
I learned all my life cruel England’s to blame,
So I am part of the patriot game..
III
It’s nearly (barely) two years since I wandered away
With the local battalion of the bold IRA,
I read of our heroes, and I wanted the same
To play out my part in the patriot game.
(3)
IV
This Ireland of ours has too long been half free(4)
Six counties lie under John Bull’s tyranny.(5)
But still De Valera(6) is greatly to blame
For shirking his part in the Patriot game
V
They told me how Connolly was shot in his chair(7)
His wounds from the battle all bloody (bleeding) and bare.
His fine body twisted, all battered and lame
They soon made me part of the patriot game…
VI
And now as I lie with my body all holes
I think of those traitors who bargained(8) and sold
I’m sorry my rifle has not done the same
For the quislings who sold out the patriot game
TRADUZIONE ITALIANO
I
Venite giovani ribelli e ascoltatemi mentre canto
l’amore per la patria è terribile,
scaccia la paura come il divampare di un incendio
e coinvolge tutti nel gioco del potere(1)
II
Mi chiamo O’ Hanlon e ho appena 16 anni(2),
vengo da Monaghan e lì sono cresciuto,
mi hanno sempre insegnato a maledire la crudele Inghilterra
per questo sono parte del gioco del potere
III
Appena due anni fa me ne sono andato via
con il battaglione dell’IRA,
ho letto dei nostri eroi e ho voluto anch’io
avere la mia parte nel gioco del potere
(3)
IV
Questa nostra Irlanda è da tempo libera solo a metà(4)
sei regioni sono sotto la tirannia di John Bull(5)
eppure De Valera(6) è responsabile
per avere evitato la sua parte nel gioco del potere
V
Mi dissero di Connolly legato alla sedia e fucilato(7)
le sue ferite di battaglia aperte e sanguinanti
il suo corpo sfregiato mutilato e contuso:
questo mi ha fatto entrare nel gioco del potere
VI
Ma ora che giaccio qui crivellato di colpi
penso a quei traditori che hanno patteggiato(8) e venduto
e mi dispiace che il mio fucile non abbia fatto lo stesso
con i collaborazionisti che hanno venduto il gioco del potere

NOTE
1) letteralmente “gioco patriottico, gioco del Patriota” ma in italiano suona meglio il “gioco del potere” anche se patriot aggiunge  una connotazione più viscerale
2) O’Hanlon non è morto a 16 anni, ma a 19 anni
3) il verso sulla polizia (RUC ) è spesso censurato, soprattutto nelle versioni “ufficiali”
I don’t mind a bit if I shoot down police
They are lackeys for war never guardians of peace
And yet at deserters I’m never let aim
The rebels who sold out the patriot game
(traduzione italiano:
Non mi dispiace affatto uccidere la polizia,
sono scagnozzi della guerra, mai guardiani di pace .
e fino ad ora ai disertori non ho mai mirato,
ai ribelli che hanno venduto il gioco del potere)
4) l’Irlanda del Nord nata nel 1921 sotto la protezione del governo britannico a seguito del trattato con cui si chiudeva la guerra d’indipendenza
5) John Bull è la personificazione nazionale del Regno di Gran Bretagna, il nomigliolo nasce nel 1700 a rappresentare il tipo del gentiluomo di campagna, uomo d’affari capace e onesto ma collerico e di umore variabile, amante dello scherzo e della buona tavola.(Treccani)
6) La strofa nella versione dei Clancy viene molto diplomaticamente censurata e sostituita con
So I gave up my Bible, to drill and to train
To play my own part in the patriot game.
(Traduzione italiano: Così ho rinunciato alla Bibbia per addestrarmi e fare la mia parte nel gioco del potere)
Eamonn de Valera anch’egli tra i leader della Rivolta di Pasqua durante la trattativa con il governo inglese per sancire la fine della guerra d’indipendenza era a capo del governo provvisorio: gli irlandesi chiedevano la repubblica, gli inglesi erano disposti a concedere lo statuto di Dominion. De Valera alla fine lascia prendere il suo posto al tavolo delle trattative a Michael Collins e Arthur Griffith. De Valera nel 26 fonda il partito Fianna Fail che diventa il primo partito di opposizione ed il principale referente politico dell’I.R.A., anch’essa ormai in rotta con il Sinn Fein.
“Alle successive elezioni legislative del 1932 il Fianna Fail è ormai stabilmente il primo partito; De Valera diventa primo ministro. Come ringraziamento per l’opera prestata alla nazione e come sprone alle nuove generazioni, De Valera offre una pensione a tutti i reduci dell’I.R.A. irregolare che avevano combattuto durante la guerra civile; offre invece ai membri del gruppo armato clandestino la possibilità di venire inquadrati nell’esercito dello Stato Libero d’Irlanda. La situazione nello Stato Libero peggiora drasticamente. Buona parte dei sostenitori della linea estremista di De Valera premono perché il loro leader si faccia promotore di una campagna per la liberazione del nord occupato e ottenga l’appoggio del governo. In particolare l’I.R.A. cerca di far valere il sostegno dato al Fianna Fail per vincere le elezioni del ’32. Nel 1936, dopo aver tentato una linea di conciliazione che però non porta a risultati positivi, De Valera dichiara l’I.R.A. illegale in tutto lo Stato Libero d’Irlanda; l’esercito repubblicano intanto avvia una poco efficace campagna di bombing in Inghilterra (1939). Il governo lavora per costruire i presupposti di una convivenza civile che garantisca rispetto ed equità a tutti i cittadini. Nel 1937 vede la luce la Costituzione Irlandese: lo Stato Libero d’Irlanda diviene Eire (nome gaelico dell’isola); negli articoli 2 e 3 si fa riferimento all’intera superficie dell’isola come territorio naturale, compreso il nord.” (tratto da qui)
7) James Connolly era uno dei leader della Rivolta di Pasqua del 1916, per eseguire la sua sentenza di morte, gli inglesi lo legarono ad una sedia, essendo le condizioni delle sue ferite riportate nella battaglia così gravi che non riusciva a restare in piedi.
8) L’assemblea irlandese di Dublino approvò le clausole del trattato negoziato con gli inglesi (con una maggioranza risicata). L’IRA prese la decisione di combattere, così ebbe inizio la guerra civile, fratello contro fratello, con Michael Collins e Arthur Griffith considerati gli arcitraditori. Pare che il governo dello stato libero abbia fucilato più irlandesi degli inglesi stessi.

Dominic Behan VS Bob Dylan

Nel 1964 Dominic Behan ha accusato Bob Dylan di plagio per l’anti-war song “With God on its side” del 1964 . In quel periodo circolava in America la versione dei Clancy Brothers  di “The Patriot Game” e Dylan avrà pensato si trattasse di uno dei tanti rebel song impostato su melodie popolari della tradizione irlandese! Al contrario pur attingendo dalla tradizione popolare Behan questa volta aveva scritto proprio un pezzo nuovo, e infatti per quanto in molti si affannino a trovare questa o quella corrispondenza, ognuno lo dice per un diverso titolo e una diversa versione, citando titoli come “The Bold Grenadier” o “The Nightingale” o “One Morning in May” ma anche “The merry month of may”, così alcuni parlano di versione appalachiana, altri invece irlandese (per la verità il riferimento è a una non meglio precisata versione o se la precisano e poi si va a fare il confronto, la differenza tra le due melodie è palese).
Così alla fine si è arrivati a definire la melodia di “The Patriot Game” come un “folk song template” e si dice che Dominic Behan avendola attinta da un “modello” del diciassettesimo secolo, non ha fatto altro che creare una variante di questo modello, per la quale non può rivendicare alcun diritto.

Sarà.. ma a Dylan l’idea di scrivere una melodia così forse non gli sarebbe mai venuta se non l’avesse presa pari-pari da Dominic!!

ASCOLTA Bob Dylan: all’epoca bastava una chitarra e una voce roca, e il canto di protesta di matrice folk riusciva a catalizzare le masse dei giovani..
Accostando le due canzoni, non si può fare a meno di pensare, dopo il successo mondiale di  “With God on its side”, di come anche gli Irlandesi (di entrambi gli schieramenti) abbiano Dio dalla loro parte.

ASCOLTA Buddy Miller:  in versione nuovo secolo, la sequenza del video mostra quanto la canzone,  storicamente figlia degli anni 60 e della beat-generation, sia profetica ancora ai nostri giorni,  (in molti sperano che almeno questa volta, Dio sia dalla parte della Pace).

I
My name it means nothing
My age it means less
The country I come from
Is called the Midwest
I was taught and brought up there
The laws to abide
And that the land that I live in
Has God on its side.
II
The history books tell it
They tell it so well
The cavalries charged
And the Indians fell
The cavalries charged
And the Indians died
The country was young
With God on its side.
III
The Spanish American War had its day
And the Civil War too
Was soon laid away
And the names of the heroes
I was made to memorize
With guns in their hands
And God on their side.
IV
The first World War, boys
It came and it went
The reason for fighting
I never did get
But I learned to accept it
And accept it with pride
For you don’t count the dead
When God’s on your side.
V
The second World War
It came to an end
We forgave the Germans
And then we were friends
Though they murdered six millions
In the ovens they fried
The Germans now too
Have God on their side.
VI
I’ve learned to hate Russians
All through my whole life
If another war starts
It’s them we must fight
To hate them and fear them
To run and to hide
And accept it all bravely
With God on my side.
VII
But now we got weapons
Of the chemical dust
If fire them we’re forced to
Then fire them we must
One push of the button
And a shot the world wide
And you never ask questions
With God on your side.
VIII
In many a dark hour
I been thinkin’ ‘bout this
That Jesus Christ
Was betrayed by a kiss
But I can’t think for you
You have to decide
Whether Judas Iscariot(1)
Had God on his side.
IX
So now as I’m leavin’
I’m weary as hell
The confusion I’m feelin’
Ain’t no tongue can tell
The words fill my head
And fall to the floor –
But if God is on our side
He’ll stop the next war.
TRADUZIONE ITALIANO tratta da qui
I
Il mio nome non conta,
la mia età nemmeno.
Il paese dal quale provengo
fa parte dell’Occidente libero.
Sono stato cresciuto ed educato
a obbedire alle sue leggi
e che la terra in cui vivo
ha Dio dalla sua parte.
II
I libri di storia lo dicono,
e lo fanno così bene.
La cavalleria caricava,
gli indiani cadevano.
La cavalleria caricava,
gli indiani morivano
perché il paese era giovane
e con Dio dalla sua parte.
III
La guerra ispano americana aveva fatto il suo tempo
e anche la guerra civile è stata presto dimenticata.
E i nomi degli eroi
li ho imparati a memoria
con il fucile nelle mani
e Dio dalla loro parte.
IV
Oh, la prima guerra mondiale
è cominciata ed è finita.
La ragione per combatterla
non l’ho mai capita.
Ma ho imparato ad accettarla, accettarla con orgoglio.
Non si contano i morti
quando si ha Dio dalla propria parte.
V
E quando la seconda guerra mondiale finì
perdonammo i tedeschi
e ora siamo amici
nonostante ne abbiano ammazzato sei milioni, li hanno arsi nei forni.
Anche i tedeschi, ora,
hanno Dio dalla loro parte.
VI
Ho imparato a odiare i russi per tutta la mia vita.
Se ci sarà un’altra guerra,
dovremo combattere loro.
Dovremo odiarli e temerli per fuggire a nasconderci
e accettare tutto con coraggio
e con Dio dalla nostra parte.
VII
Ma ora abbiamo armi
di polvere chimica
e se saremo costretti a usarle,
lo faremo.
Uno premerà il pulsante
e il mondo intero salterà in aria
e non devi fare domande quando Dio è dalla tua parte.
VIII
Per molte lunghe ore
ho pensato
che Gesù Cristo
fu tradito con un bacio.
Ma non posso pensare per voi,
tocca a voi decidere
se pure Giuda Iscariota
avesse Dio dalla sua parte.
IX
E adesso devo lasciarvi,
ho una stanchezza infernale.
La confusione che provo non può essere descritta in alcuna lingua.
Le parole mi riempiono la testa
e cascano sul pavimento.
Se Dio è dalla nostra parte,
fermerà la prossima guerra.

NOTE
1) nella religione cristiana  il tradimento di Giuda rientra nei piani di Dio per la Salvezza dell’Umanità..

FONTI
http://mysongbook.de/msb/songs/p/patriotg.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=37410&lang=it
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=112&lang=it
http://www.wowiezowie.it/wz/?p=188
http://www.historyireland.com/20th-century-contemporary-history/sean-south-of-garryowen/
http://files.studiperlapace.it/spp_zfiles/docs/irlanda.pdf

THE NIGHTINGALE SINGS: ATTENTE AL LUPO!

”The Bold Grenader”, “A bold brave bonair” o “The Soldier and the Lady” ma anche “To Hear the Nightingale Sing”, “The Nightingale Sings” e “One Morning in May” sono i vari titoli di una stessa canzone tradizionale diffusa in Inghilterra, Irlanda, America e Canada.

LA TRAMA

La storia appartiene al filone delle avventure amorose abbastanza stereotipate in cui un soldato (o un nobiluomo, talvolta un marinaio) per la sua avvenenza e galanteria, riesce a ottenere la virtù di una giovane ragazza. Le ragazze sono sempre delle ingenue contadinotte o pastorelle che credono alle dolci parole d’amore sospirate dall’uomo, e si aspettano che lui le sposi dopo aver consumato, ma sono immancabilmente abbandonate.

LA NURSERY RHYME: WHERE ARE YOU GOING MY PRETTY MAID

soldierNella nursery rhyme “Where are you going my pretty maid” si riproduce in modo edulcorato proprio questa situazione seduttiva e l’illustratore ritrae l’uomo nei panni del soldato, Walter Craine (in “A Baby’s Opera”, 1877) lo rappresenta come un azzimato gentiluomo, ma in realtà è l’archetipo del predatore, il lupo con il pelo all’interno e la donna della filastrocca con il suo botta-risposta sembra essere una brava ragazza che ha fatto tesoro degli insegnamenti materni..

In altre versioni è la ragazza (bad girl!!) a prendere l’iniziativa e a portare nottetempo il giovane soldato nientedimeno che in casa propria (vedi), solo la stagione è sempre la stessa perchè è in primavera che il sangue ribolle nelle vene; già nel 1600 circolava una ballata dal titolo  “The nightingale’s song: or The soldier’s rare musick, and maid’s recreation“, così per una canzone in giro da così tanto tempo non possiamo aspettarci che una grande quantità di versioni testuali, nonchè l’abbinamento con diverse melodie. (per una panoramica vedi)

LA MELODIA DEL FOLK REVIVAL: “They kissed so sweet & comforting”

E’ la versione diffusa quasi in contemporanea dai  Dubliners e dai Clancy Brothers ed è quella più popolare che andava per la maggiore nei Folk club degli anni 60

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA Clancy Brothers & Tommy Maker, Live in Ireland, 1965 titolo The Nightingale

I
As I went a walking one morning in May
I met a young couple so far did we stray
And one was a young maid so sweet and so fair
And the other was a soldier and a brave Grenadier(1)

CHORUS
And they kissed so sweet and comforting
As they clung to each other
They went arm in arm along the road
Like sister and brother
They went arm in arm along the road
Til they came to a stream
And they both sat down together, love
To hear the nightingale sing(2)
II
Out of his knapsack he took a fine fiddle(3)
He played her such merry tunes that you ever did hear
He played her such merry tunes that the valley did ring
And softly cried the fair maid as the nightingale sings
III
Oh, I’m off to India for seven long years
Drinking wines and strong whiskies instead of strong beer
And if ever I return again ‘twill be in the spring
And we’ll both sit down together love to hear the nightingale sing
IV
“Well then”, says the fair maid, “will you marry me?”
“Oh no”, says the soldier, “however can that be?”
For I’ve my own wife at home in my own country
And she is the finest little maid that you ever did see

NOTE
1) il più generico soldier diventa un volunteer, ma il granatiere è un soldato particolarmente dotato per la sua prestanza e il coraggio, l’uomo più forte e più alto della media, contraddistinto da una vistosa uniforme, con il caratteristico copricapo a mitria, che in America venne sostituito da un colbacco in pelo di orso.
2) è la frase in codice che contraddistingue questo filone di courting songs
3) forse lo strumento inizialmente era un flauto ma più spesso si trattava di un piccolo violino o violino portatile detto il kit violiner (pocket fiddle):  era lo strumento popolare per eccellenza nel Rinascimento. E’ curioso notare come in questa tipologia degli incontri galanti il soldato sia stato sostituito dal violinista itinerante, per lo più un maestro di danza, perciò si spiega come ogni riferimento al violino, al suo archetto o all’impeciamento delle corde abbia assunto nelle ballate popolari delle sottointese connotazioni sessuali

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre ero a passeggio in un mattino di Maggio
incontrai una giovane coppia, così tanto ci allontanammo,
una era una giovane fanciulla così amabile e bella
e l’altro era un soldato e un prode granatiere(1)

RITORNELLO
e si baciavano con amorevole trasporto
attaccati uno all’altra
andavano a braccetto per la strada
come sorella e fratello
andavano a braccetto per la strada
finchè arrivarono ad un ruscello
ed entrambi si sedettero insieme, amore
ad ascoltare l’usignolo che canta(2)
II
Fuori dalla sua sacca egli prese un bel violino(3)
le suonò delle melodie allegre che non se se sono mai sentite
le suonò delle melodie allegre che per la vallata risuonavano
e piano gridò la bella fanciulla mentre l’usignolo cantava
III
Starò fuori in India per sette lunghi anni
a bere vino e forte whisky invece che birra scura
e se mai ritornerò di nuovo sarà in primavera
ed entrambi ci siederemo insieme, amore
ad ascoltare l’usignolo che canta.
IV
“Bene allora – dice la bella fanciulla – mi vuoi sposare?”
“Oh no – dice il soldato – come potrei?
Perchè tengo moglie a casa nel mio paese
e lei è la più bella fanciulla che si sia mai vista”

SECONDA MELODIA: APPALCHIAN TUNE

ASCOLTA John Jacob Niles – One Morning In May

ASCOLTA Jo Stafford The Nightingale

TERZA MELODIA: LA VERSIONE PIU’ ANTICA, THE GRENADIER AND THE LADY

E’ la melodia diffusa nel Dorsetshire, così vibrante e appassionata ma con una punta di malinconia, una versione più adatta alla notte d’amore di Romeo e Giulietta e al canto dell’usignolo nella sua versione di aubade medievale, e che più si avvicina alla struttura della nursery rhyme “Where are you going my pretty maid” di cui riprende la struttura a botta e risposta.

Per assaporarne il fascino antico ecco una serie di arrangiamenti strumentali

PER ARPA

PER CHITARRA

ASCOLTA Le Trésor d’Orphée

Tra gli interpreti più recenti della versione cantata
ASCOLTA Redwood Falls (Madeleine Cooke, Phil Jones & Edd Mann)
recensione qui

I
As I was a walking one morning in May
I spied a young couple a makin’ of hay.
O one was a fair maid and her beauty showed clear
and the other was a soldier, a bold grenadier.
II
Good morning, good morning, good morning said he
O where are you going my pretty lady?
I’m a going a walking by the clear crystal stream
to see cool water glide and hear nightingales sing.
III
O soldier, o soldier, will you marry me?
O no, my sweet lady that never can be.
For I’ve got a wife at home in my own country,
Two wives and the army’s too many for me.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre ero a passeggio in un mattino di Maggio
vidi una giovane coppia che faceva il fieno
una era una giovane fanciulla e la sua bellezza si mostrava con evidenza
e l’altro era un soldato, un prode granatiere
II
“Buon giorno -disse lui-
dove stai andando mia bella signorina?”
“Sto andando a passeggio al ruscello di puro cristallo
per vedere scorrere l’acqua fresca
ad ascoltare l’usignolo che canta.”
III
“O solato, mi vuoi sposare?”
“O no mia bella signorina come potrei?
Perchè tengo moglie a casa nel mio paese
due mogli e l’esercito sarebbero troppo per me”

ASCOLTA Isla Cameron The Bold Grenadier dal film “Far from The Madding Crowd”

As I was a walking one morning in May,
I spied a young couple a-making of hay,
one was a fair maid and her beauty shone clear,
And the other was a soldier, a bold grenadier.

Good morning, good morning, good morning said he,
and where are you going my pretty lady?
I’m going  a-walking by the clear crystal stream
to see the water’s glide and hear the nightingale sing.

O soldier, o soldier, will you marry me?
O no, my sweet lady that never can be.
For I’ve got a wife at home in my own country,
Two wives and the army’s too many for me.

One morning, one morning, one morning in May
I spied a young couple, a making of hay
one was a fair maid and her beauty shone clear,
And the other was a soldier, a bold grenadier

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/folksongs-appalachian-2/folk-songs-appalacian-2%20-%200138.htm
http://folktunefinder.com/tunes/105092
https://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LP14.html
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/onemorninginmay.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=3646
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=29541
http://www.military-history.org/soldier-profiles/british-grenadiers-soldier-profile.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/25/sing.htm
http://www.contemplator.com/america/nighting.html
http://www.mamalisa.com/?t=hes&p=1506

THREE LOVELY LASSIES FROM KIMMAGE

Canzone tradizionale irlandese talvolta attribuita a Leo Maguire  che l’avrebbe scritta con lo pseudonimo di Sylvester Gaffney negli anni 50. Kimmage è una cittadina appena fuori Dublino (Dublin Southside) diventata un quartiere residenziale della capitale, ma a volte il luogo di provenienza delle tre belle è Bannion (come nella versione di Delia Murphy ASCOLTA) o Bunyan; “Three lovely lassies from Kimmage” è una old time song che richiama canzoni come “I wonder when I shall be married” che secondo Bruce Olson derivano da un’unica broadside ballad del 1600 dal titolo ‘The Maidens Sad Complaint for want of a Husband’ (qui). Quindi pur essendo ambientata nel secondo dopo-guerra la canzone ha un fascino d’altri tempi.

ASCOLTA Dubliners che interpretano con molto irish humour questa ancora popolare  drinking song


I
There were three lovely lasses from Kimmage,
From Kimmage, from Kimmage, from Kimmage
And whenever there with a bit of a scrimmage
Sure I was the toughest of all (x2)
II
Well the cause of the row is Joe Cashin
For he told me he thought I’d look smashin’
At a dance in Saint Anthony’s Hall(1),
III
Well the other two young ones were flippin’,
When they saw me and Joe and we trippin’
To the strains of the Tennessee Waltz(2),
IV
When he gets a few jars he goes frantic
But he’s tall and he’s dark and romantic
And I love him in spite of it all,
V
Well he told me he thought we should marry,
He said it was foolish to tarry,
So I lent him the price of the ring,
VI
Well me dad said he’ll give us a present,
A stool and a lousy stuffed pheasant,
And a picture to hang on the wall,
VII
I went down to the Tenancy Section(3)
The T.D. just before the election,
Said he’d get me a house near me ma,
VIII
Well we’re gettin’ a house, the man said it
When I’ve five or six kids to me credit
In the meantime we’ll live with me ma.
TRADUZIONE ITALIANO -CATTIA SALTO
I
C’erano tre belle ragazze
di Kimmage
e ovunque andassero c’era una zuffa
ed io ero la più tosta di tutte
II
La causa della lite è Joe Cashin,
mi disse di quanto pensava fossi da sballo
ad un ballo nel salone di Sant’Antonio.
III
Bene le altre due si erano lanciate
quando videro me e Joe saltellare
alla melodia di Tennessee Waltz.
IV
Quando beve qualche bicchiere si agita,
ma è alto e moro e romantico
e lo amo nonostante tutto-
V
Mi disse che pensava ci saremmo dovuti sposare, disse che era da stupidi tentennare
così gli ho prestato i soldi per l’anello
VI
Mio papà mi disse che ci avrebbe fatto un regalo, uno sgabello e un pessimo fagiano farcito e un quadro da appendere alla parete
VII
Andai alla Tenancy Section,
il T.D. proprio prima delle elezioni, mi disse che mi avrebbe trovato una casa vicino a mamma.
VIII
Stavamo per avere la casa, l’uomo disse che mi farà credito quando avrei avuto 5 o 6 bambini, nel frattempo vivremo con mia mamma.

NOTE
1) in Folk Songs and Ballads Popular in Ireland “Adelaide Hall”
2) popolare country song americana degli anni 1950 (musica scritta da Pee Wee King, parole di Redd Stewart) vedi
3) in Folk Songs and Ballads Popular in Ireland “Tenaney Section”: credo si riferisca all’assegnazione di case popolari
FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=28676
http://worldmusic.about.com/od/irishsonglyrics/p/Three-Lovely-Lasses-From-Kimmage.htm

THE FIELDS OF ATHENRY

Un inno nazionale ufficioso, che tutti gli irlandesi conoscono e sanno cantare a memoria, specialmente se appartengono alle tifoserie del calcio e del rugby.

Una storia triste di libertà negata composta nel 1970 dal poeta-scrittore e cantante di Dublino Pete St. John, la storia di un uomo di nome Michael di Athenry, un paese nella contea di Galway che, ribellatosi alla Corona inglese, viene arrestato e deportato in Australia. Il canto è il dialogo tra lui e la moglie, separati dal muro della prigione mentre l’uomo è in attesa della nave che lo porterà nei campi di lavoro e di prigionia.
L’accusa è quella di aver rubato il “grano di Trevelyn”, ossia di aver rubato del cibo per mantenere la sua famiglia ridotta in povertà dalla Grande Carestia del 1845-1849

Famiglia irlandese -G.W. Watts 1850
Famiglia irlandese -G.W. Watts 1850

Il brano è la denuncia, con un velato sentimento anti-britannico, di una serie di problemi che per molti anni del 1800 hanno causato gravi difficoltà all’Irlanda (dolore, miseria, emigrazione): ma è anche un messaggio di libertà che vola alto nel cielo. Le parole di Pete St John sono la voce di ogni emigrante che abbia lasciato la sua terra alla ricerca di una libertà che non trova nella propria patria.

ASCOLTA The Kilkennys

ASCOLTA  the Dubliners


I
By a lonely prison wall
I heard a young girl calling
Michael, they are taking you away,
For you stole Trevelyn’s corn,
So the young might see the morn.
Now a prison ship lies waiting in the bay.
Chorus:
Low, lie the fields of Athenry,
Where once we watched the small free birds fly.
Our love was on the wing,
We had dreams and songs to sing.
It’s so lonely ‘round the fields of Athenry.
II
By a lonely prison wall
I heard a young man calling
Nothing matters Mary when you’re free,
Against the Famine and the Crown
I rebelled they ran me down
Now you must raise our child with dignity.
III
By a lonely harbour wall
She watched the last star falling
As the prison ship sailed out against the sky
Sure she’ll wait and hope and pray
For her love in Botany Bay
It’s so lonely ‘round the fields of Athenry.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Accanto all’isolato muro della prigione
ho sentito una ragazza chiamare
“Michael, ti stanno portando via,
perché rubasti il grano di Trevelyn,
così il piccolo potrà arrivare a domani.
Adesso una nave prigione sta aspettando nella baia.”
RITORNELLO
Laggiù, si estendono i campi di Athenry,
dove una volta guardavamo volare i liberi uccellini.
Il nostro amore era sulle loro ali,
avevamo sogni e canzoni da cantare.
c’è desolazione intorno ai campi di Athenry
II
Accanto all’isolato muro della prigione
ho sentito un ragazzo chiamare
“Mary, niente è veramente più importante della libertà,
contro la Carestia e la Corona
mi ribellai e loro mi hanno catturato.
Adesso devi crescere nostro figlio con dignità”
III
Accanto all’isolato muro del porto
lei guardava l’ultima stella cadere
mentre la nave-prigione salpava verso l’orizzonte
di certo lei aspetterà e spererà e pregherà
per il suo amore a Botany Bay (1).
c’è desolazione intorno ai campi di Athenry

NOTE
1) La produzione di ballate ottocentesche che hanno come tema la deportazione in Australia è ricorrente per tutto il secolo.
Botany Bay, Moreton Bay, Van Diemen’s Land, Port Phillis, Port Arthur, Macquarie Harbour, e Norfolk Island sono tristi nomi che ricorrono nelle ballate sulle deportazioni in cui si mescolarono realtà a fantasia tese a formare l’opinione e le aspettative dell’uomo comune su quelle terre.

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=38208&all=1#agg240818

JACK OF ALL TRADES

“a volte, il domani arriva impregnato di denaro e sangue,
qui abbiamo resistito alla siccità, ora resisteremo all’alluvione
so fare tutti i mestieri, ce la caveremo”
Queste sono le strofe della versione “springsteeniana” di una ballata inglese/irlandese che affonda le radici in epoca elisabettiana, ed è stata pubblicata più volte nell’ottocento come street song nei fogli volanti distribuiti per le strade delle principali cittadine della Gran Bretagna e dell’Irlanda.) La versione di Bruce Springsteen risale al 2012 ed in comune con testo e melodia della versione tradizionale ha solo il titolo, ma di certo può aver preso lo spunto proprio da quella.

JACK OF ALL TRADES

Il messaggio della canzone si presta a molteplici letture e risuona in modo diverso a seconda di chi l’ascolta, della sua età o del ceto sociale, in ultima analisi del vissuto; tutti ci interroghiamo sul senso della vita, sul perchè ci troviamo nel mondo, ognuno abbraccia un credo religioso, filosofico o politico e  prende delle decisioni che influiranno sulla vita degli altri. Molti alla fine si lasciano vivere, incasellati in un ruolo, per assolvere a una funzione, a partire da quella biologica; ma quali sono le nostre scelte?
E soprattutto quanto CI COSTA fare una scelta?
In quest’epoca sono in aumento le persone che decidono drasticamente di cambiare vita, hanno chiuso il conto in banca, rinunciando al possesso del denaro e delle cose materiali superflue, per vivere fuori dalla logica del mercato capitalistico; in opposizione ad una società basata sullo spreco e lo spregio delle risorse, sul valore dell’uomo misurato dal  successo economico,  c’è chi torna alla natura con l’autoproduzione e il baratto o chi lavora fuori dagli schemi per diffondere la sharing economy e la collaborazione.   continua

ALL YOU NEED IS LOVE

Eppure non si tratta solo di ingegnarsi nel “fai-da-te” il messaggio è chiaro, veicolato dall’immagine di Gesù Cristo (che tra gli americani fa ancora presa): l’amore.
Perchè l’unico vero imperativo morale dell’insegnamento di Gesù è “fate i bravi”  (A volte ritorno di John Niven, titolo originale The Second Coming 2011)
« Insomma, la Bibbia è quasi tutta una scemenza, ma non c’è altro modo per dirlo, ragazzi… voi non sapete quello che fate. Però cercate di ricordarvi questo: fate i bravi. »

Nel libro di John Niven Gesù Cristo viene rimandato sulla terra, e nei panni di un musicista manda il suo messaggio al mondo..anteprima-a-volte-ritorno-di-john-niven-L-yQYgxO

Il padreterno è incantato.
Dio è prima di tutto un creatore e la cosa che piú lo rende orgoglioso delle Sue creature è di vederle all’opera nel piú divino dei gesti: quello di dare vita a qualcosa dal niente. Questa canzone: tre-quattro accordi e una manciata di parole, un piacere sublime da una cosa tanto semplice. I suoi occhi scivolano verso lo schermo di un portatile che luccica in un angolo della scrivania, un’antologia di citazioni di sedicenti leader religiosi. A dirla tutta, un compendio di bile, invettive, odio e istigazione all’odio, ed è quest’ultimo che piú lo fa infuriare. E invece l’idea è passata. Se l’erano venduta, cazzo: milioni di esseri umani erano convinti che gli omosessuali non avrebbero mai visto il volto di Dio. O quelli che fornicavano con piú di una persona. I tossicomani. I giocatori d’azzardo. I non battezzati. I blasfemi. I non credenti.
Che fine aveva fatto il sense of humour in tutto questo fanatismo? Ogni angolo del paradiso riecheggia di risate. La gente non fa che sghignazzare. Là fuori nell’ufficio principale, dov’era sempre venerdí pomeriggio, l’ultima spassosa battuta era sempre sulle labbra di tutti. Era una delle prime cose a essere insegnata alle anime salve ma prive di spirito: il senso dell’umorismo. Quel momento fatidico in cui si levavano il prosciutto dagli occhi e il mondo esplodeva in technicolor, quando tutti quelli che di norma aggrottavano la fronte e dicevano «Non l’ho capita» finalmente la capivano. Impagabile. John Niven, A volte ritorno 

Non che la versione di Springsteen sia una canzone umoristica, piuttosto è un gospel, con quella tromba nel mezzo che sembra una marcia funebre, la citazione  è piuttosto un invito a leggere il libro di Niven (e mi piace immaginare che Bruce lo abbia fatto) (un’ottima recensione qui).

ASCOLTA
Bruce Springsteen Wrecking Ball 2012 , splendido il video di Luigi Mariano


I
I’ll mow your lawn,
clean the leaves out’ your drain
I’ll mend your roof,
to keep out the rain
I take the work
that God provides
I’m a jack of all trades,
honey we’ll be all right
II
I’ll hammer the nails,
I’ll set the stone
I’ll harvest your crops,
when they’re ripe and grown
I’ll pull that engine apart,
and patch’er up ’til she’s running right
I’m a jack of all trades,
we’ll be all right
III
The hurricane blows,
brings the hard rain
When the blue sky breaks
It feels like the world’s gonna change
And we’ll start caring for each other
Like Jesus said that we might
I’m a jack of all trades,
we’ll be all right
IV
The banker man grows fat,
working man grows thin
It’s all happened before
and it’ll happen again
It’ll happen again,
yeah they’ll bet your life
I’m a jack of all trades,
darling we’ll be all right
V
Now sometimes tomorrow
comes soaked in treasure and blood
We stood the drought,
now we’ll stand the flood
There’s a new world coming,
I can see the light
I’m a jack of all trades,
we’ll be all right
VI
So you use what you’ve got
and you learn to make do
You take the old,
you make it new
If I had me a gun,
I’d find the bastards and shoot ’em on sight(1)
I’m a jack of all trades,
we’ll be all right
Traduzione di Riccardo Venturi
I
Ti falcerò il prato,
ripulirò lo scolo dalle foglie,
ti aggiusterò il tetto
perché non ci entri la pioggia
prenderò il lavoro
che Dio vorrà dare,
sono un tuttofare,
tesoro, ci andrà tutto bene
II
Pianterò i chiodi
e metterò a posto la lastra di pietra
ti mieterò i campi
quando sono maturi,
metterò da parte quella macchina
e la raccomoderò finché non andrà bene, sono un tuttofare,
ci andrà tutto bene
III
Soffia l’uragano
e porta pioggia a dirotto,
quando spunta il cielo azzurro
sembra che il mondo cambi, cominceremo a curarci l’uno dell’altro
come Gesù disse che si poteva fare,
sono un tuttofare,
ci andrà tutto bene.
IV
Il banchiere ingrassa,
il lavoratore dimagrisce,
è già successo prima
e succederà ancora
succederà ancora, sí,
si giocheranno la tua vita a scommesse, sono un tuttofare,
tesoro, ci andrà tutto bene
V
Ora, a volte, il domani
arriva impregnato di denaro e sangue, qui abbiamo resistito alla siccità,
ora resisteremo all’alluvione
c’è un mondo nuovo che viene,
vedo la luce,
sono un tuttofare,
ci andrà tutto bene
VI
E così adoperi quel che hai,
e impari a farlo bastare
prendi quel che è vecchio
e lo rendi nuovo.
Se avessi una pistola,
troverei quei bastardi e gli sparerei a vista,(1)
sono un tuttofare,
ci andrà tutto bene 

NOTE
1) apparentemente Springsteen non è un pacifista; ma nel contesto della canzone vuol dire: meglio controllare la liberalizzazione delle armi perchè il possesso di un’arma non è la soluzione!

VIVERE-SENZA-SOLDI3

LA VERSIONE INGLESE

Di tutt’altro tenore la ballata ottocentesca inglese intitolata “Jack of All Trades” che ha una versione per ogni città: Londra, Dublino, Birmingham, Nottingham. Probabilmente risale all’epoca elisabettiana e con il titolo di “Jolly Jack of All Trades” (qui) compare come broadside ballad a Londra nel 1686-8, ed è così sottotitolata
“Jolly Jack of all Trades, OR, The Cries of London City. Maids where are your hearts become, look you what here is? Betwixt my Finger and my Thumb, look ye what here is? To a pleasant new Tune, “Or a begging we will go”.

ASCOLTA sulla melodia “A-Begging We Will Go”

Anche Thomas D’Urfey in ‘Pills to Purge Melancholy‘ (1719-20) raccoglie una ballata dal titolo “The Jolly Trades-men” o “Sometimes I am a Tapster“, ma la versione che si è diffusa negli anni del folk revival è quella registrata da The Critics Group (sotto la direzione di Ewan MacColl) nel 1966 nell’album “Sweet Thames Flow Softly”.

ASCOLTA Ewan McColl  “Gypsy Jack Of All Trades”
(inizia da 19:27)

LA VERSIONE IRLANDESE

Popolare street ballad dublinese nei primi decenni del Novecento la cui versione testuale riprende le pubblicazioni nelle broadside ballads degli anni 1860. Una mappa di Dublino vista attraverso le opportunità di lavoro che ogni zona poteva offrire, ma anche un modo gergale per indicare attività illegali e/o dalla dubbia moralità che si praticavano nei quartieri più degradati.

ASCOLTA The Dubliners

The Chieftains in Water from the well 2000 (strofe I, II)


I
I am a roving sporting blade,
they call me Jack of all trades
I always found my chief delight(1)
in courting pretty fair maids
For when in Dublin I arrived
to try for a situation
I always heard them say
“it was the pride of all the nation(2)”
On George’s Quay I first began,
I there became a porter
Me and my master soon fell out
which cut my aquaintance shorter
In Sackville Street a pastry cook,
in James’ Street a baker
In Cook Street I did coffins make,
in Eustace Street a preacher
CHORUS
I’m a roving Jack of many a trade
Of every trade, of all trades
And if you wish to know my name
They call me Jack of all trades
II
In Baggot Street I drove a cab
and there was well required
In Francis Street had lodging beds
to entertain all strangers
For Dublin is of high renown,
or I am much mistaken
In Kevin Street I do declare
sold butter eggs and bacon
In Golden Lane I sold old shoes,
in Meath Street was a grinder
In Barrack Street I lost my wife,
and I’m glad I ne’er could find her
In Mary’s Lane I’ve dyed old clothes
of which I’ve often boasted
In that noted place Exchequer Street sold mutton ready roasted
III
In Temple Bar(3) I dressed old hats,
in Thomas Street a sawyer
In Pill Lane I sold the plate,
in Green Street an honest lawyer
In Plunkett Street I sold cast clothes,
in Bride’s Alley a broker
In Charles Street I had a shop,
sold shovel, tongs and poker(4)
In College Green a banker was,
and in Smithfield, a drover
In Britain Street, a waiter
and in George’s Street, a glover
On Ormond Quay I sold old books;
in King Street, a nailer
In Townsend Street, a carpenter;
and in Ringsend, a sailor.
IV
In Cole’s Lane, a jobbing butcher;
in Dane Street, a tailor
In Moore Street a chandler
and on the Coombe, a weaver.
In Church Street, I sold old ropes-
on Redmond’s Hill a draper
In Mary Street, sold ‘bacco pipes-
in Bishop street a quaker.
In Peter Street, I was a quack:
In Greek street, a grainer
On the Harbour, I did carry sacks;
In Werburgh Street, a glazier.
In Mud Island, was a dairy boy,
where I became a scooper
In Capel Street, a barber’s clerk;
In Abbey Street, a cooper.
V
In Liffey street had furniture
with fleas and bugs I sold it
And at the Bank a big placard
I often stood to hold it(5)
In New Street I sold hay and straw, and in Spitalfields made bacon
In Fishamble Street was at the grand
old trade of basketmaking(6).
In Summerhill a coachmaker;
in Denzille Street a gilder
In Cork Street was a tanner,
in Brunswick Street, a builder,
In High Street, I sold hosiery;
In Patrick Street sold all blades
So if you wish to know my name,
they call me Jack of all Trades.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Sono uno che ha girato ovunque
e mi chiamano Jack Tuttofare.
Ho sempre provato sommo piacere (1)
nel corteggiare le giovani fanciulle
così quando arrivai a Dublino
per cercare una sistemazione
li ho sempre sentiti dire
“Era l’orgoglio di ogni nazione (2)”.
Incominciai a George’s Quay
dove divenni un facchino,
io e il mio capo presto litigammo,
il che rese la mia permanenza più breve, in Sackville Street (ero) un pasticcere e in James’ Street un panettiere, in Cook Street facevo bare e in Eustace Street predicavo
CORO
Sono il giramondo Jack dai molti mestieri, di ogni mestiere,
di tutti i mestieri, e se vuoi sapere come mi chiamo, sono Jack il tutto fare
II
In Baggot Street guidavo carrozze
ed ero ben richiesto,
in Francis Street affittavo posti-letto per tutti i forestieri,
perchè Dublino è molto rinomata
o (sono) io che mi sbaglio.
In Kevin Street devo dire che
vendevo burro uova e pancetta
In Golden Lane scarpe vecchie,
in Meath Street ero un arrotino
In Barrack Street ho perso mia moglie, e sono contento di non averla mai ritrovata, In Mary’s Lane ho tinto i vecchi vestiti di cui andavo fiero,
nel noto posto di Exchequer Street vendevo montone arrosto
III
In Temple Bar(3) indossavo vecchi cappelli, in Thomas Street ero un falegname, in Pill Lane vendevo piatti, in Green Street ero un avvocato onesto, In Plunkett Street vendevo abiti usati,
in Bride’s Alley ero un allibratore
In Charles Street avevo un negozio,
vendevo paletta, pinze e scopino(4)
In College Green ero un banchiere
e in Smithfield ero un mandriano,
In Britain Street ero un cameriere
e a George’s Street, un guantaio
in Ormond Quay vendevo vecchi libri, in King Street ero un pianta-chiodi, In Townsend Street un carpentiere e in Ringsend un marinaio
IV
In Cole’s Lane un macellaio occasionale; in Dane Street un sarto,
in Moore Street un venditore di candele e nel Coombe un tessitore, in Church Street un robivecchi e in Redmond’s Hill un commerciante di stoffe
In Mary Street vendevo tabacco per pipa, in Bishop street ero un quacchero, In Peter Street ero un ciarlatano, e in Greek street uno che immagazzinava il grano,
al Porto portavo sacchi
in Werburgh ero vetraio
In Mud Island ero il casaro
dove divenni un dosatore
In Capel Street il garzone del barbiere,
In Abbey Street un bottaio.
V
In Liffey street avevo mobili
e li vendevo con cimici e pulci
e al Bank spesso tenevo un grosso cartello(5)
In New Street vendevo berretti e pagliette
e in Spitalfields facevo la pancetta,
In Fishamble Street ero nel grande vecchio mercato dei cestai(6)
In Summerhill facevo l’allenatore,
in Denzille Street l’indoratore
In Cork Street ero un conciatore,
in Brunswick Street un costruttore
In High Street vendevo calze
In Patrick Street spade,
così se volete sapere il mio nome,
sono Jack tutto fare

NOTE
1) oppure I always take a great delight
2) leggera variazione della strofa
“So when in Dublin I arrive, to look for a situation,
you can always hear them all say “He’s the pride of all the nation”
così nella prima versione quell’it è riferito alla città, nella seconda a Jack
3) Temple Bar è oggi il quartiere degli artisti di strada centro della vita notturna dublinese (per turisti), l’originario nucleo medievale di Dublino sede di corporazioni e artigiani, famigerato per i suoi bordelli e le sue bettole
4) sono gli accessori per i caminetti o le stufe a legna
5) uomo sandwich
6) con il termine “old trade of basketmaking” si allude ai tenutari di bordelli o equivale a prostituirsi o di darci dentro con il sesso- Il significato è più propriamente settecentesco; mentre nell’ottocento diventa l’equivalente di fare il borseggiatore o rubare. Così secondo il codice dell’epoca Jack si dava al furto con destrezza mentre si trovava in Fishamble Street (luogo di mercato del pesce nel Medioevo)

THE STREETS OF LONDON (Jack Of All Trades)

Questa versione testuale risale al 1955 ed è stata scritta da John Hasted (1921-2002) il fisico atomico ‎e musicista con la passione per le folksong: è evidentemente un arrangiamento della versione irlandese “Dublin Jack Of All Trades”

ASCOLTA Roy Bailey (Leon Rosselson e Martin Carthy chitarre) in  ‘That’s Not The Way It’s Got To Be’ 1975

I
I’m a roving blade of many a trade.
I’ve every trade and all trades.
And if you want to know my name,
then call me Jack of all trades.
I’d often heard of London town,
the pride of every nation.
At twenty-one it’s here
I’ve come to try for a situation.
II
In Covent Garden(1) I began
and there I was a porter.
My boss and I we soon fell out
which made acquaintance shorter.
Then I drove a number 46
from Waterloo to Wembley,
Where I became an engineer
on aeroplane assembly. ‎
III
In Charlotte Street I was a chef,
in Stepney Green a tailor,
But very soon they laid us off,
so I became a sailor.
In Rotherhithe a stevedore,
in Gray’s Inn Road a grinder.
On Hampstead Heath I lost my wife,
it’s sad but I could never find her. ‎
IV
In Downing Street I was a lord.
In Denmark Street I made songs.
In every street and all streets
with my banjo I played songs(2).
In Harley Street I was a quack,
in Turnham Green a teacher,
On Highbury Hill(3) a half-back,
and on Primrose Hill a preacher.
‎V
In Gower Street I’d furniture.
With fleas and bugs I sold it.(4)
In Leicester Square a big white card
I often stood to hold it.
By London Bridge I’d lodging beds
for all who made their way there,
For London is of high renown
and Scotsmen often stay there.
VI
I’m a roving blade of many a trade.
I’ve every trade and all trades.
And if you want to know my name,
then call me Jack of all trades.
I’ve tried my hand at everything
from herringbones to hat pegs,
But I can raise my head
and say I’ve never been a blackleg(5).
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono uno che ha girato dappertutto
ed ha imparato ogni mestiere,
e se volete sapere il ‎mio nome,
mi chiamano Jack Tuttofare.
Ho sentito parlare spesso della città di Londra, l’orgoglio di ogni nazione,
a 21 anni ci sono andato per cercare una sistemazione.
II
Incominciai a Covent Garden(1)
dove divenni facchino,
io e il mio capo presto litigammo, il che rese la mia permanenza più breve,
poi guidai il bus numero 46
da Waterloo a Wembley,
dove divenni un assemblatore
di pezzi di aeroplano
III
In Charlotte Street ero un cuoco,
in Stepney Green un sarto,
ma molto presto mi licenziarono
così divenni un marinaio.
In Rotherhithe ero uno scaricatore
in Gray’s Inn Road un arrotino
In Hampstead Heath persi mia moglie, è triste ma non l’ho più ritrovata
IV
In Downing Street ero un signore,
in Denmark Street facevo canzoni,
in ogni strada e per tutte le strade suonavo canzoni con il mio banjo(2)
In Harley Street ero un ciarlatano,
in Turnham Green un insegnante,
su Highbury Hill(3) un mediano
e in Primrose Hil un predicatore.
V
In Gower Street vendevo mobili
li vendevo con pulci e cimici(4),
In Leicester Square facevo l’uomo sandwich
per London Bridge affittavo letti
a tutti coloro che ci capitavano,
perchè Londra è molto rinomata
e gli scozzesi spesso ci stanno.
VI
Sono uno che ha girato dappertutto
ed ha imparato ogni mestiere.
E se volete sapere il ‎mio nome,
mi chiamano Jack Tuttofare.
E so fare davvero di tutto,
dal tessuto a spina di pesce agli attaccapanni,
ma sono fiero di dire
che non sono mai stato un crumiro(5)

NOTE
1) la piazza al centro di Covent Garden è stata la sede di un grosso mercato ortofrutticolo
2) è un riferimento autobiografico dell’autore suonatore di banjo e chitarra oltre che cantante
3) ad Highbury c’era l’Arsenal Stadium lo stadio della squadra di calcio Arsenal
4) si trattava evidentemente di mobilia usata (mercatino delle pulci)
5) John Hasted era un marxista iscritto al partito comunista: il crumiraggio era per lui il peggiore dei mali, in quanto infrangeva la solidarietà di classe, premessa per la conquista di condizioni di vita migliori

FONTI
http://www.einaudi.it/speciali/John-Niven-A-volte-ritorno
http://ebba.english.ucsb.edu/ballad/21924/transcription http://ebba.english.ucsb.edu/ballad/21924/xml http://www.gutenberg.org/files/33404/33404-h/music/music091.pdf http://ballads.bodleian.ox.ac.uk/search/title/Jack%20of%20all%20trades
http://auspace.athabascau.ca/bitstream/2149/1660/ 1/transatlantic_troubadours.pdf
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=71305 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16801 http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=41623
http://babelstone.blogspot.it/2006/06/ grand-old-trade-of-basket-making.html

THE GALWAY RACES IN SONGS

Le Corse di Galway si svolgono nell’ultima settimana di Luglio presso l’ippodromo di Galway, Irlanda. La tradizione risale al 1764 anche se il primo grande festival è stato organizzato nell’agosto del 1869 da Lord St Lawrence; un grande evento che richiamò un gran numero di gente da tutto l’ovest dell’Irlanda e divenne così popolare da essere celebrato anche nelle canzoni.
“The Galway Races” è una canzone irlandese che sembra descrivere il grande festival del 1869, si ritrova in broadsides risalenti proprio a questo periodo con il titolo di “The Sporting Races of Galway“.

Donnybrook Fair 1859 by Erskine Nicol 1825-1904Alle corse arrivava gente da vicino e da lontano e non solo per scommettere sui cavalli ma anche per divertirsi proprio come nelle grandi fiere, così si trovavano bancarelle e venditori di dolciumi e cibo da asporto (tra cui i tradizionali e succulenti zampetti di maiale), imbonitori e imbroglioni, suonatori ambulanti per le danze sul prato, allibratori per le scommesse, ragazze da marito da corteggiare (sotto l’occhio benevolo dei rispettivi padri).. e ovviamente i cavalli più veloci e i fantini più abili del paese!
L’atmosfera è cambiata poco da allora e oggi le corse sono diventate occasione di glamour in cui le donne irlandesi sfoggiano originali e arditi cappellini che nulla hanno da invidiare ai cappellini dell'”Ascot Ladies Day”.


Un brano reso popolare dai principali gruppi di musica irlandese a partire dai Dubliners fin dagli anni 60. La melodia richiama l’altrettanto popolare “the rocky road to Dublin!

ASCOLTA The Dubliners 1967

ASCOLTA The Pogues in If I Should Fall From Grace With God 1988. La versione testuale è leggermente diversa rispetto al testo riportato

The Chieftains in An Irish Evening 1992 (il canto inizia dopo 4:13)

Chorus: With your whack-fa-the-da-for-the-diddle-ee-iddle-day.
I
As I rode down to Galway town to seek for recreation
On the seventeenth of August me mind being elevated
There were multitudes assembled with their tickets at the station
Me eyes began to dazzle and I’m goin’ to see the races.
II
There were passengers from Limerick and passengers from Nenagh
And passengers from Dublin and sportsmen from Tipperary
There were passengers from Kerry, and all quarters of our nation
And our member, Mr. Hearst, for to join the Galway Blazers(1).
III
There were multitudes from Aran, and members from New Quay Shore
the Boys from Connemara and the Claire unmarried maidens
There were people from Cork city who were loyal, true and faithful;
Who brought home the Fenian prisoners from diverse(2) foreign nations.
IV
It’s there you’ll see confectioners with sugarsticks and dainties
The lozenges and oranges, the lemonade and raisins!
The gingerbread and spices to accomodate the ladies
And a big crubeen(3) for thruppence to be pickin’ while you’re able.
V
It’s there you’ll see the gamblers, the thimbles(4) and the garters(5)
And the spotting Wheel of Fortune(6) with the four and twenty quarters
There was others without scruple pelting wattles at poor Maggy(7)
And her father well-contented and he lookin’ at his daughter.
VI
It’s there you’ll see the pipers and the fiddlers competing
The nimble footed dancers a-tripping over the daisies
There were others crying cigars and lights and bills for all the races
With the colors of the jockeys and the prize and horses’ ages.
VII
It’s there you’ll see the jockeys and they’re mounted out so stately
The pink, the blue, the orange, and green, the emblem of our nation
When the bell was rung for starting, all the horses seemed impatient
I thought they never stood on ground their speed was so amazing.
VIII
There was half a million people there from all denominations
The Catholic, the Protestant, the Jew, and Presbyterian
There was yet no animosity, no matter what persuasion
But “failte” and hospitality inducin’ fresh acquaintance.(8)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre ho fatto la strada fino alla città di Galway per cercare di svagarmi
il 17 agosto mi ha sorpreso una grande moltitudine assemblata con i biglietti presso la stazione
ai miei occhi stupiti, così sono andato a vedere le gare.
II
C’erano passeggeri da Limerick e passeggeri da Nenagh
e passeggeri da Dublino e gli amanti dello sport di Tipperary,
c’erano passeggeri da Kerry e tutte le contrade della nazione
e il nostro socio, Mr. Hasset per unirsi ai “Galway Blazers”(1).
III
C’era gente di Aran e membri provenienti da New Quay Shore,
i ragazzi di Connemara e le fanciulle non sposate di Clare. C’erano persone provenienti da Cork,che furono leali, sinceri e fedeli, e portarono a casa i prigionieri feniani da varie nazioni straniere(2).
IV
C’erano venditori di dolci con bastoncini di zucchero e dolcetti,
le pastiglie a rombetti e le arance, la limonata e l’uvetta
il pan di zenzero e spezie per le comodità delle signore e un grande zampetto di maiale(3) da 3 penny da essere spolpato se ci riesci.
V
C’erano da vedere i giocatori d’azzardo, del “tira e molla”(4) e delle “tre carte”(5) e la “ruota della fortuna”(6) con i 24 quarti
altri che senza scrupoli gettavano ramoscelli sulla povera Maggy(7)
con il padre ben contento che guardava la figlia.
VI
C’erano da vedere gli zampognari e i violinisti che gareggiavano
i danzatori dal passo svelto saltellare sulle margherite,
altri che gridavano “Sigari e fiammiferi” e biglietti per tutte le gare con i colori dei fantini e i premi e le età dei cavalli.
VII
C’erano da vedere fantini che montavano in modo maestoso
il rosa, il blu, l’arancio e il verde, l’emblema della nostra nazione; quando la campana suonava l’avvio, tutti i cavalli erano impazienti credo che mai posassero le zampe con una velocità così sorprendente.
VIII
C’era mezzo milione di gente là di tutte le confessioni
il cattolico, il protestante, l’ebreo e il presbiteriano
e tuttavia non c’era animosità non importa quale fede, ma “salute” e ospitalità per indurre alla conoscenza diretta.(8)

NOTE
1) il primo club di caccia (alla volpe)Castle Boy Hunt ” fu fondato nel 1803 da Robert Parsons Persse di Moyode Castle; venne soprannominato Galway Blazer nel 1840 perchè durante i festeggimenti di fine battuta nell’ Dooley’s Hotel scoppiò un incendio.(vedi). Nei broadsides il nome è scritto come Mr Hassett
2) in alcune versioni è scritto “from dying in foreign nations“. La Fenian Brotherwood fu creata dopo la fondazione della Irish Republican Brotherwood a Dublino (1858) i cui membri si chiamavano Feniani. Un importante ramo si sviluppò presso la comunità irlandese negli Stati Uniti che procurava appoggio e fondi per l’insurrezione (la Fratellanza si mosse verso la ribellione armata). La frase forse si riferisce al tentativo di liberare due capi della Fratellanza dalla prigione di Manchester nel 1867. Durante la liberazione ci scappò il morto (un poliziotto inglese) e i partecipanti all’azione vennero quasi tutti catturati: tre di loro furono riconosciuti colpevoli per la morte del poliziotto e impiccati. Come sia la Fratellanza era particolarmente attiva nella città di Cork.
3) Crubeens sono le zampette di maiale bollite per circa tre ore e poi fritte, è un piatto tradizionale irlandese che si mangia con le mani e si vendeva un tempo durante le fiere. Si abbinano con i cavoli fritti e la birra scura
4) thimblerig: detto anche “pea and thimbles” è un gioco di destrezza in cui si deve indovinare sotto quale dei tre ditali viene nascosta una piccola pallina (o un piccolo seme); una variante più diffusa è il gioco delle tre carte in cui si deve indovinare dove stà la regina dopo che lo smazzatore l’ha spostata con destrezza.
5) gartering: One gambling game required a leather belt, garter or string tied into an endless loop. The man in charge twisted it into a figure-of-eight formation and asked someone to put a finger into one of the loops thus made. If the string snagged on his finger when the string was pulled away, he won. The trick was that there were two ways to make the figure-of-eight. In one, the game was genuine, with one loop snagging and the other not; in the other, neither did, and the victim always lost. It has been known under many names: pin and girdle, prick the garter, trick of the loop and strap game, but it has been commonly known from the sixteenth century and after as fast and loose, using fast in its sense of something fixed or immovable. The expression to play fast and loose had become an idiom before 1557, the date of its first recorded use. It was an obvious progression from the nature of the game to a sense of dishonestly or irresponsibly trifling with another’s affections. (tratto da qui)
6) Another gambling game was spin-em-rounds, usually played in the street; it was mentioned by Henry Mayhew in his London Labour and the London Poor of 1851. Another name for it was wheel-of-fortune, in earlier times the name for the drum in which lottery tickets were spun before drawing. A slang dictionary of 1859 described it as “a street game consisting of a piece of brass, wood, or iron, balanced on a pin and turned quickly around on a board, when the point, arrow shaped, stops at a number and decides the bet one way or the other. The contrivance very much resembles a sea compass, and was formerly the gambling accompaniment of London piemen. The apparatus was then erected on the tin lids of their pie cans, and the bets were ostensibly for pies, but more frequently for “coppers,” when no policeman frowned upon the scene, and when two or three apprentices or porters happened to meet.” (tratto da qui)
7) i ragazzini un po’ impertinenti dimostravano di apprezzare le grazie della bella Maggie richiamando la sua attenzione così il padre era contento perchè poteva scegliere tra molti corteggiatori
8) una bella chiusura che auspica la fratellanza tra gli uomini, divisi troppo spesso dall’intolleranza verso le dichiarazioni di fede degli “altri” perchè convinti di essere gli unici detentori della “verità”.

UNA VISITA

I HEART MY CITY: DEARBHAILL’S GALWAY Summer and autumn are the best times to visit my city because the artistic, creative, and fun qualities for which my city is renowned come to life in a blaze of festivals ranging from the arts and food to film and horse racing. continua

FONTI
http://www.loc.gov/resource/amss.as113080.0 http://middarchive.middlebury.edu/cdm/ref/collection/flanders/id/11 http://www.galwayraces.com/general-info/history-of-galway-races/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=76843 http://thesession.org/tunes/8927 http://blog.patrickclifford.com/2011/04/whats-that-song-the-galway-races.html http://www.storiainpoltrona.com/la-rivoluzione-irlandese-nel-xix-secolo/