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THE TROOPER AND THE MAID

Child ballad #299

soldierLa ballata risale quantomeno al 1600 e ha come tema l’incontro di una notte tra un soldato e una fanciulla prima che lui parta per la guerra. Lei immancabilmente resta incinta e a volte decide di seguirlo, anche se poi deve lasciarlo quando la gravidanza è troppo inoltrata. Lui risponde evasivamente ad ogni speranza di matrimonio e di ritorno..
La versione fa il paio con As I roved out

Steve Roud commenta nelle note all’antologia “Good People, Take Warning“, 2012 “Often called The Trooper and the Maid, this song was collected frequently in Scotland and North America, but less often in England. Child prints the three earliest Scottish texts, dating from the 1820s onwards, and Bronson presents 27 tunes. The story is pretty much the same across all versions, although the ending is sometimes different. The young lady in Harry List’s song seems quite happy with the proceedings, but in most other versions she asks the trooper when they are to be married, only to be answered with traditional put-offs such as “When cockle shells grow silver bells”, or “When apple-trees grow in the sea”. At least in the version from Newcastle in the 1840s (John Bell collection), the soldier’s reply is a more kindly “When the king cries peace and the wars do cease”.

THE TROOPER AND THE MAID

Pur nella varietà delle versioni testuali la melodia resta sempre la stessa

ASCOLTA Alex Campbell, Dougie MacLean, Alan Roberts in “CRM” 1979

ASCOLTA The Tannahill Weavers in “The Tannahill Weavers” 1997 che fanno una versione “ridotta” e condensata, presa poi come standard dagli artisti successivi (strofe I, III, IV, VI, X, IX, VIII) segue The Sound of Sleat

ASCOLTA The Duhks in Your Daughters & Your Sons 2002

ASCOLTA Old Blind Dogs in Close to the Bone 2007 in versione integrale su Spotify, interessante la versione con le sole voci
ASCOLTA Charlotte Cumberbirch in Assasin’s Creed IV “Black Flag” 2013 in cui il tempo è molto cadenzato dal rullo dei tamburi. Questa versione testuale si discosta da quella presentata pur restando molto simile e inglesizzata

ASCOLTA Stramash in “The Lion Rises” 2013 per la versione folk-rock con le “bagpipes punk”

TESTO IN GREIG-DUNCAN
I
A trooper lad came here last nicht/Wi’ riding he was weary
A trooper lad cam’ here last nicht
When the moon shone bright and clearly
Chorus
Bonnie lassie I’ll lie near ye noo
Bonnie lassie I’ll lie near ye
I’ll gar all yer ribbons reel
In the morning e’er I leave ye
II
She’s ta’en his heich horse by the heid,
An’ she’s led him to the stable,
She’s gi’en him corn an’ hay till ate,
As muckle as he was able.
III
She’s taen the trooper by the han’
And let him tae her chamber
She’s gi’en him breid (cheese) an’ wine to drink,
An’ the wine it was like amber
IV
She’s made her bed baith lang and wide/ And made it like a lady
She’s taen her coatie ower her heid
Saying trooper are ye ready?
V
He’s ta’en aff his big top coat,
Likewise his hat an’ feather ,
An’ he’s ta’en his broadsword fae his side,/An’ noo he’s doon aside her.
VI
They hadnae been but an ‘oor in bed
An ‘oor and half a quarter
Fan the drums cam’ beatin’ up the toon,
An’ ilka beat was faster.
VII
It’s “Up, up, up” an’ oor curnel cries,
It’s “Up, up, up, an’ away,”
It’s “Up, up, up” an’ oor curnel cries,
“For the morn’s oor battle day.”
VIII
She’s taen her coatie ower her heid
And followed him up to Stirling
She grew sae fu’ she couldnae boo
He left her in Dunfermline
IX
“Bonnie lassie I maun leave ye noo
Bonnie lassie I maun leave ye
An’ oh, but it does grieve me sair
That ever I lay sae near ye”
X
It’s “Fan’ll ye come back again,
My ain dear trooper laddie,
Fan’ll ye come back again
An’ be your bairn’s daddy?”
XI
“O haud your tongue, my bonnie lass,
Ne’er let this partin’ grieve ye,
When heather cowes grow ousen bows,/Bonnie lassie, I’ll come an’ see ye.”
XII
Cheese an’ breid for carles an’ dames,
Corn an’ hay for horses,
Cups o’ tea for auld maids,
An’ bonnie lads for lasses.
Tradotto da Cattia Salto
I
Un soldato (1) venne la notte scorsa
di cavalcare era stanco
un soldato venne la notte scorsa
quando la luna splendeva luminosa e bianca.
CORO (2)
“Ora bella fanciulla giacerò con te
bella fanciulla giacerò con te
ti farò volare via i nastri (dai capelli) (3) e al mattino mai ti lascerò”
II
Lei prese il suo grande cavallo per le briglie e lo condusse nella stalla
gli diede grano e fieno da mangiare
tanto quanto ne fosse capace
III
Lei prese il soldato per mano
e lo fece entrare nella sua stanza
gli diede del pane (formaggio) e del vino da bere
e il vino era come ambrosia (4)
IV
Lei fece il letto lungo e stretto (5)
e lo fece come una donna
si mise la cuffia intesta dicendo
“Soldato sei pronto?” (6)
V
Lui si levò la sua bardatura,
e anche il cappello con la piuma
si è levato lo spadone dal fianco
ed era pronto accanto a lei
VI
Non saranno stati che un ora a letto
un ora e un quarto
quando i tamburi vennero rullando in strada
e ogni colpo era più vicino (7)
VII
“Su, su, su” il nostro Curnel gridava
“su, su, su e via”, “Su, su, su” il nostro Curnel gridava “perchè il mattino è il nostro giorno di battaglia”
VIII
Lei si mise il cappello sul capo
e lo seguì fino a Stirling, ma si fece così piena che non ci riuscì più e lui la lasciò a Dunfermline
IX
“Bella fanciulla devo lasciarti adesso, bella fanciulla devo lasciarti
ma mi rammarica tanto di non potere più giacere accanto a te (8)”
X
“Quando tornerai di nuovo
mio caro soldatino
e quando tornerai di nuovo
e farai il padre a tuo figlio?”
XI
“O taci mia bella fanciulla,
non rendermi questa separazione più dolorosa, quando i rametti d’erica diventeranno gioghi di buoi bella fanciulla verrò a trovarti (9)”
XII
Formaggio e pane per i signori
e le signore
grano e fieno per i cavalli,
tazze di tè per le zitelle
e bei fanciulli per le fanciulle

NOTE
1) anche “soldier”
2) nella versione di Greig Duncan i versi sono una delle tante strofe
3) letteralmente make all your ribbons spin/ wheel/ fly about
4) Tannahill’s Weaver dicono: She’s gied him cheese and wine tae drink And the wine it was like amber (sono tipiche della serie le strofe in cui la ragazza rifocialla cavallo e cavaliere, dando loro da bere e da mangiare vedi anche As I roved out)
5) tipica espressione riguardo al letto rifatto
6) il ruolo di seduttrice spetta alla donna una vera e propria “saucy” girls; alcuni collezionisti di folksong ottocenteschi hanno così ritoccato il testo per far apparire la donna come più passiva
7) Tannahill’s Weaver dicono: When drums cam’ beatin doon the street And every beat was shorter
8) Tannahill’s Weaver dicono: And when will you come back again My own dear soldier laddie And when will you come back again And be your bairnies daddy
9)
Tannahill’s Weaver dicono “When heather bells grow cockle shells* Then I’ll come and see ye” (in italiano quando i fiori d’erica diventeranno conchiglie allora verrò a ritrovarti). Il nostro soldato  in realtà non ha nessuna intenzione di ritornare per sposarsi!!

continua seconda parte

FONTI
http://knaomiconner.wordpress.com/the-trooper-and-the-maid/http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=42474 http:[email protected]?SongID=7410&Title=TROOPER%20AND%20THE%20MAID
http://www.8notes.com/scores/6674.asp http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thelightdragoon.html

(Cattia Salto agosto 2014)

I’M A MAN YOU DON’T MEET EVERY DAY

ALTRI TITOLI: Jock Stuart – Jock Stewart

Irlandesi e scozzesi rivendicano la paternità della canzone che alcuni ritengono non sia di tradizione popolare ma risalente ai repertori dei music-halls in voga nell’Ottocento. Il music-hall inglese è il precursore del teatro di varietà trattandosi di un locale in cui la gente del popolino mangiava e beveva seduta al tavolo e assisteva a degli spettacoli che si alternavano sul palco, un misto di numeri comici, circensi e canzoni popolari. Questa forma di intrattenimento ha preso piede tra il 1830 e il 1850 periodo in cui si iniziarono a costruire degli appositi music hall al posto delle “public houses” che già offrivano spettacoli.

La versione diventata standard è quella della traveller scozzese Jeannie Robertson di Aberdeen, che la registrò nel 1960. Sembra sia stata lei ad aggiungere il nome “Jock Stewart” (in riferimento ai suoi nonni) poi nel 1976 un altro artista scozzese Archie Fisher riprese quasi integralmente il testo. Così scrive nelle note di copertina del suo album “The Man with a Rhyme“: An Irish narrative ballad that has been shortened to an Aberdeenshire drinking song. Though I’ve searched the map of Eire in vain for a “River Kildare”, and changed verse three so that the dog doesn’t get shot, the song is essentially still Jeannie Robertson’s version heard many years ago and re-inspired by the singing of her daughter, Lizzie Higgins.

GUIDA ALL’ASCOLTO:  Jock Stewart

Il protagonista invita gli amici a bere con lui: egli è prodigo non sono ad aiutare economicamente chi ha bisogno di un prestito, ma è anche generoso di spirito e riesce a mettere a proprio agio sia il gentiluomo che il vagabondo. E’ una drinking song che si presta come canto dell’addio a fine concerto.

a-meeting-at-the-three-pigeons-heywood-hardy

ASCOLTA Archie Fischer 1976 (I, IIA, IIIA, IV)
ASCOLTA The Tannahill Weavers 1979 (I, IIB, IIIB, IV)
ASCOLTA The Dubliners 1987 (I, IIC, IIA, IIIC, IV)
ASCOLTA Dougie MacLean in The Plant life Years 2009 (I, IIA, IIIA, IIID, IV)
ASCOLTA Rapalje 2010 in una versione live molto maschia e teutonica (strofe I, IV, III, IV)
ASCOLTA Jesse Ferguson live 2011 (strofe I, II, IV, III, IV)
ASCOLTA Ewan McLennan & Tim O’Brien per Transatlantic Session 2013 (I, IIC, IIB, IIIB, IV, I)

I
Now, my name is Jock Stewart,
I’m a canny gaun man,(1)
And a roving young fellow I’ve been.

CHORUS
So be easy and free
When you’re drinkin(2) wi’ me.
I’m a man you don’t meet every day.

IIA
I have acres of land, I have men at command; I have always a shilling to spare(3).
IIB
And its oft have I sat with both bottle and friend Is there ae man could e’er ask for more?
IIC
I’m a piper to trade(4), I’m a roving young blade(5), And manys the tunes I can play
IIIB
Let us catch well the hours and the minutes that fly Let us share them sae weel while we may(7)
IIIA
Now, I took out my gun,
With my dog I did shoot(6)
All down by the River Kildare.
IIID
I took out my gun
And with my dog i did go(6)
All down by the banks of the Tay
 IIC
With my dog and my gun I go out for to shoot(6)
All along the green banks o’ the Spey

IV
So, come fill up your glasses
Of brandy and wine(8),
And whatever the price (cost), I will pay.

NOTE
1) canny =warily gaun=going; canny gaun man=an easy going or cautious man, who in his younger days wasn’t quite so cautious (but a roving young fellow).
2) Dougie MacLean dice “courting ”
3) Dougie MacLean dice “But my money I foolishly spend”che è quasi la stessa cosa ma con una magnanimità che rasenta lo sperpero
4) questo verso è stato aggiunto da Sheila Stewart nella registrazione del 1999 effettuata da Doc Rowe che così scrive nelle note (And Time goes on: song and stories): Popular on the folk scene, this song was found by the Stewarts in their letterbox when they returned from shopping one day! An anonymous writer simply stated that it was written for [Sheila’s father] Alec, a fine piper and storyteller. Versions are found in Ireland.
5) ) letteralmente “spada, lama itinerante”, si riferisce all’atteggiamento macho degli uomini traveller sempre pronti ad attaccar briga pur di difendere il loro onore
6) il verso controverso (e scusate il bisticcio) è quello in merito all’uccisione del cane: in alcune versioni (ad es. Pogues) si dice proprio che l’uomo esce armato di pistola e con il cane per ucciderlo, ma Archie Fischer le trasforma in modo che i due stiano andando a una battuta di caccia. Ora perchè l’uomo volesse o dovesse uccidere il cane è spiegato dai più come se si trattasse di un atto dovuto perchè il cane era malato e quindi un gesto pietoso per alleviare le sue sofferenze. Così la canzone assume un carattere di “lamento” la celebrazione di un funerale di un caro amico (il cane) con tanto di bevute. Ovviamente questa versione è più vicina al tono comico-sarcastico tipico delle canzoni del music-halls ottocenteschi
6) And we’ll share them together this day
7) whisky and beer

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mi chiamo Jock Stewart, e sono ora un uomo prudente(1), ma sono stato da giovane un compagno vagabondo.
RITORNELLO
Mettiti comodo e a tuo agio quando bevi(2) con me, sono un uomo che non si trova tutti i giorni.
IIA
Ho acri di terra e uomini al mio comando, e ho sempre uno scellino da prestare.
IIB
E spesso mi sono seduto con una bottiglia e un amico; cosa vorrebbe di più un uomo?
IIC
Sono un piper ambulante(4), un giovanotto spericolato(5) e so’ suonare molte melodie
IIIB
Afferiamo bene le ore e i minuti e passiamoli in compagnia finchè possiamo(7)
IIIA/C/D
A: Prendevo la pistola e con il cane andavo a caccia(6) lungo il fiume Kildare
C: Con il mio cane e la pistola esco per sparare lungo le verdi rive dello Spey
D: Prendevo la pistola e con il cane andavo a caccia lungo le rive del Tay
IV
Così venite a riempire i bicchieri di brandy e vino(8) e qualunque sia il prezzo pagherò

FONTI
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/imamanyoudontmeeteveryday.html
http://mysongbook.de/msb/songs/j/jockstew.htmlhttp://mudcat.org/thread.cfm?threadid=35897http://wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/10/meeteveryday.htmhttp://wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/20/meet.htm

SCOTS WHA HAE

(c) Glasgow Museums; Supplied by The Public Catalogue FoundationScots Wha Hae” è una canzone patriottica scozzese, scritta nel 1793 da Robert Burns su di un ipotetico discorso tenuto da Robert Bruce (Robert I re di Scozia dal 1306 al 1329) prima della battaglia di Bannockburn; è stato per anni uno degli inni non ufficiali della Scozia, al pari di “Flower of Scotland” e recentemente ha avuto una ripresa con il risorgere del sentimento indipendentista scozzese.
Oggigiorno è praticamente l’inno dello Scottish National Party.

TUTTI TATTI

Secondo la tradizione la marcia che nel 1314 guidò gli Scozzesi nella battaglia di Bannockburn era ‘Hey Tuttie Taitie’ – secondo i francesi di Château de Blois, il brano venne suonato dalle truppe scozzesi quando Giovanna d’Arco entrò nella città di Orleans il 29 aprile 1429 (conosciuto come ‘Marche des Soldats de Robert Bruce‘).
Il bisticcio di parole significa “everyone toot on your horn” perchè un tempo i soldati erano soliti fare molto strepito prima della battaglia per incutere spavento nel nemico.
Nella lettera di accompagnamento indirizzata a George Thomson nel 1793 Robert Burns scrive “You know that my pretensions to musical taste, are merely a few of Nature’s instincts, untaught and untutored by Art. For this reason, many musical compositions, particularly where much of the merit lies in Counterpoint, however they may transport and ravish the ears of you Connoisseurs, affect my simple lug no otherwise than merely as melodious Din. On the other hand, by way of amends I am delighted with many little melodies which the learned Musician despises as silly and insipid. I do not know whether the old air, ‘Hey tutti tatie’, may rank among its number; but well I know that with Fraser’s Hautboy, it has often filled my eyes with tears. There is a tradition, which I have met with in many places of Scotland, that it was Robert Bruce’s March at the battle of Bannockburn. This thought, in my yesternight’s evening walk warmed me to a pitch of enthusiasm on the theme of Liberty and Independence which I threw into a kind of Scots Ode, fitted to the Air, that one might suppose to be the gallant ROYAL SCOT’S address to his heroic followers on that eventful morning.”

La melodia viene interpretata da Burns come slow air, ma Thomson la volle cambiare e chiese a Burns di modificare il testo di conseguenza. Alla fine però il tempo ha dato ragione alla prima stesura voluta dal poeta.
Il testo non ha bisogno di commenti e riflette lo spirito dei tempi in cui i troni venivano usurpati e riconquistati con le armi in pungo “per ogni nemico che cade, muore un tiranno“, ma anche un monito sulla scia della Rivoluzione francese ai soprusi dell’Ancien Régime.

ASCOLTA Dougie MacLean, credo sia una delle versioni migliori, niente di marziale o roboante, più un lamento, un anelito alla autodeterminazione di un popolo

ASCOLTADick Gaughan, quasi un parlato che non ha bisogno di esserle urlato per arrivare dritto alle coscienze,

ASCOLTAHighlanders of Canada

VERSIONE ROBERT BURNS 1793
I
Scots, wha hae wi’ Wallace bled,
Scots, wham Bruce has aften led,
Welcome to your gory bed (1),
Or to Victorie!
II
Now’s the day, and now’s the hour;
See the front o’ battle lour;
See approach proud Edward’s power(1)-Chains and Slaverie!
III
Wha will be a traitor knave?
Wha can fill a coward’s grave?
Wha sae base as be a Slave?
Let him turn and flee!
IV
Wha, for Scotland’s King and Law,
Freedom’s sword will strongly draw,
Free-man stand, or Free-man fa’,
Let him on wi’ me!
V
By Oppression’s woes and pains!
By your Sons in servile chains!
We will drain our dearest veins,
But they shall be free!
VI
Lay the proud Usurpers(3) low!
Tyrants fall in every foe!
Liberty’s in every blow!-
Let us Do or Die!
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Scozzesi che avete sparso il sangue con Wallace, Scozzesi che Bruce ha spesso guidato, benvenuti al vostro bagno di sangue (1) o alla vittoria!
II
Questo è il giorno, questa è l’ora;
guardate il fronte dello schieramento;
guardate avanzare la potenza dell’arrogante Edoardo (2)- catene e schiavitù!
III
Chi servirà un ribaldo traditore?
Chi occuperà la tomba di un vigliacco? Chi sarà tanto abbietto da essere uno schiavo? Fategli girare i tacchi e fuggire!
IV
Chi per il Re e la Legge di Scozia
brandirà forte la spada della libertà
e da uomo libero starà all’erta o da uomo libero perirà? Fate che mi segua!
V
Fra lacrime di sofferenza ed oppressione
per i vostri figli asserviti dalle catene
prosciugheremo le nostre preziose vene, ma saranno liberi!
VI
Abbattete i fieri usurpatori (3)
per ogni nemico che cade, cade un tiranno!
La libertà in ogni fendente!
O così o la morte.

Traduzione in inglese (qui)
Traduzione in francese (qui)
NOTE
1) letteralmente “letto insanguinato”, ho preferito tradurre con “bagno di sangue” per mantenere il rafforzamento della prima immagine,
2) re Edoardo II che fu sconfitto nella battaglia di Bannockburn (giugno 1314)
3) usurpatore è chiaramente un termine da giacobita, innestato sul tema dell’indipendenza e della sovranità dall’Inghilterra

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/scotswha.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/424.htm
http://www.robertburns.org/encyclopedia/ScotsWhaHae.21.shtl
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4555675.asp

AULD LANG SYNE: UN TESTO PER DUE MELODIE

A Capodanno il canto più diffuso nelle case scozzesi è Auld Lagn Syne, una canzone cantata in tutto il mondo nelle più svariate occasioni.
La canzone è accompagnata da un rituale collettivo: in cerchio ci si tiene per mano durante il primo verso. Poi le braccia vanno incrociate afferrando le mani del vicino durante l’ultimo verso (continua).

auldIl titolo è composto da tre termini in scozzese che significano old, long, since tre parole per indicare il tempo passato, e che si traducono in inglese come “the good old days“, in italiano “i bei tempi andati” (Addio bei tempi passati..). Si tratta di una vecchia canzone che Robert Burns dice di aver ascoltato da un anziano cantore, Burns dichiara inoltre che la canzone era stata tramandata solo oralmente in ambito popolare.

Ecco il carteggio tra Burns e l’editore George Thomson (1793 ): “The following song, an old song, of the olden times, and which has never been in print, nor even in manuscript until I took it down from an old man’s singing, is enough to recommend any air”
[in italiano: la canzone che segue, una vecchia canzone, dei vecchi tempi, e che non è mai stata stampata e nemmeno manoscritta finchè la presi da un vecchio cantore, è sufficiente da raccomandare ogni melodia.]

In realtà rime e melodie simili si fanno risalire al 1500: in particolare due, la ballata Auld Kyndnes Foryett -nel Bannatyne Manuscript 1568- e la ballata attribuita al poeta di corte Sir Robert Ayton (1570-1638) pubblicata nel 1711 da James Watson nella raccolta “Choice Collection of Scots Poems“; per quest’ultima alcuni versi sono gli stessi che si ritrovano nella stesura di Burns.
Should auld Acquaintance be forgot,
a
nd never thought upon,
The Flames of Love extinguished,
And freely past and gone?
I
s thy kind Heart now grown so cold
I
n that Loving Breast of thine,
That thou canst never once reflect
On Old-long-syne?
Nel 1724 Allan Ramsay ha scritto nel suo “A Collection of Songs” il brano dal titolo “Should auld acquaintance be forgot” (forse tratto dalla ballata cinquecentesca Auld Kyndnes Foryett) e la canzone venne poi pubblicata nel Vol 1 dello “Scots Musical Museum” 1787, con il titolo “Auld Lang Syne” ma i versi sono lontani anni luce da quelli di Burns!

LE MELODIE
Prima Melodia: "O Can Ye Labor Lea"
ASCOLTA 

Seconda Melodia: "For old long Gine my jo" trascritta da Playford in "Original Scotch Tunes" 1700
ASCOLTA

Johnson pubblica “Auld Lang Syne” dalla prima versione di Burns nel Scots Musical Museum, vol 5, 1796; ma Robert Burns inviò i suoi scritti in merito a questa canzone anche all’editore George Thomson e in particolare la sua terza versione. Più tardi Thomson viene a sapere da Stephen Clarke che Johnson aveva già una copia della canzone di Burns e che la melodia era trascritta sempre da Johnson nella versione di Ramsay. Burns, così gli risponde: ‘The two songs you saw in Clarke’s are neither of them worth your attention. The words of ‘Auld lang syne are good, but the music is an old air, the rudiments of the modern tune of that name. The other tune you may hear as a common Scots country dance.’ Burns 1794.
Quindi la prima melodia che Robbie definisce “an old air” è quella pubblicata da Johnson “O Can Ye Labor Lea”, mentre la seconda melodia è “For old long Gine my jo” è quella in Playford.

L’IMPRONTA DEL GENIO

Il merito di Burns fu quello di scrivere un paio di strofe e di modificare e arrangiare le altre, se non proprio di aver riscritto il testo in modo integrale. Un frammento scritto da Robert Burns nel 1793 è conservato presso il Robert Burns Birthplace Museum (vedi)

IL MERITO DELL’EDITORE

George Thomson quando pubblicò “Auld Lang Syne” nel “Select Collection of Original Scottish Airs”, 1799 sostituì la prima melodia con quella molto più popolare nel Settecento chiamata “The Miller’s Wedding” (già in “Scots Reels”, Bremner 1759) e comunemente chiamata ‘Sir Alexander Don’s Strathspey’ perchè interpretata anche dal famoso violinista Niel Gow: una melodia da danza tipicamente scozzese la strathspey!
LA MELODIA DELL’EDITORE CON I VERSI DEL BARDO: ASCOLTA
George Thomson ripubblicò “Auld Lang Syne” nel 1817 con un nuovo arrangiamento a cura del compositore ceco Leopold Kozeluch
ASCOLTA
Burns del resto aveva già riutilizzato la stessa melodia in due canzoni: “O can ye labour lea” (la versione ripulita è diventata “I fee’d a man at Martinmas”) e “Coming thro’ the rye.

LA LEGGENDA SU DAVID RICCIO

Ultimamente in rete (ovviamente solo nei siti italiani) sulla scia del romanzo di Jesse Blackadder “The Raven’s Heart” , 2011 si è diffusa l’attribuzione della melodia “Il valzer delle candele” a Davide Rizzo (o David Riccio come lo chiamavano in Scozia). Il giornalista e scrittore Renzo Rossotti (in “Assassinio in Scozia” da “Piemonte magico e misterioso”, Newton Compton Editori, 1994 vedi) nel suo “Assassinio in Scozia” riportata una leggenda torinese secondo cui Davide Rizzio sarebbe l’autore del Valzer delle candele, ma si tratta appunto di una leggenda. Come già evidenziato ci sono almeno tre melodie associate al brano “Auld Lang Syne” e quella più antica cinquecentesca, non è quella finale del Valzer delle Candele! Ben altre paternità possono essere più documentatamente attribuite al compositore Davide Rizzio, vedi lo studio del suo già citato omonimo continua

Due vecchi amici incontrandosi dopo molti anni di separazione, ricordano la gioventù e brindano ai tempi andati! Per l'ascolto una selezione dei migliori artisti scozzesi.

MELODIA AULD LANG SYNE seconda versione di Robert Burns 1799 (George Thomson editore)

ASCOLTA Dougie MacLean dal Cd Tribute– 1996 Voce vellutata, pronuncia seducentemente scozzese, sottofondo di chitarra, un delicato arrangiamento

MELODIA AULD LANG SYNE prima versione di Robert Burns in SMM vol 5 1796 (James Johnson editore)

ASCOLTA Jim Malcom (ex voce dei Old Blind Dogs) dal Cd Acquaintance dedicato a Robert Burns. Voce vellutata, pronuncia seducentemente scozzese, una spruzzata di note al piano, sottofondo con chitarra e violino. La melodia è leggermente diversa come la sequenza delle strofe I, IV, II, III, V e il tema del Valzer è ripreso nel finale suonato dalla sola chitarra

ASCOLTA Paolo Nutini: live una versione intima e raccolta sulle note di una chitarra

ASCOLTA Eddi Reader una melodia tutta alla Eddi Reader


I
Should auld acquaintance be forgot,
And never brought to mind?
Should auld acquaintance be forgot,
And days auld lang syne?
CHORUS:
For auld lang syne, my dear(1),
For days auld lang syne,
We’ll tak a cup of kindness yet,
For days auld lang syne!
II
We twa hae run about the braes(3)
And pou’d the gowans(4) fine,
But we’ve wander’d monie a weary fit(5),
Sin days auld lang syne.
III
We twa hae paidl’d in the burn
Frae morning sun till dine,
But seas between us braid(6) hae roar’d,
Sin days auld lang syne.
IV
And surely ye’ll be your pint-stowp(2)
And surely I’ll be mine,
And we’ll tak a cup o kindness(8) yet,
For days auld lang syne!
V
And there’s a hand my trusty fiere(7),
And gie’s a hand o thine,
And we’ll tak a right guid-willie waught(8),
For days auld lang syne
TRADUZIONE ITALIANO (tratta da vedi)
I
Credi davvero che i vecchi amici
si debbano dimenticare e mai ricordare?
Credi davvero che i giorni trascorsi insieme
si debbano dimenticare?
Ritornello:
Perchè i giorni sono ormai trascorsi,
amico mio, perchè i giorni sono andati,
faremo un brindisi per ricordare con affetto
i giorni ormai trascorsi!
II
Noi due abbiamo corso per le colline
e strappato margherite selvatiche
ma ora siamo lontani l’uno dall’altro
perchè i giorni sono ormai trascorsi
III
Noi due abbiamo navigato nel fiume
da mattina a sera
ma ora vasti oceani si frappongono tra noi,
perchè i giorni sono ormai trascorsi
IV
Tu puoi pagare il tuo boccale di birra
e io pagherò il mio,
faremo un brindisi per ricordare con affetto
i giorni ormai trascorsi
V
Perciò prendi la mia mano, amico mio fidato,
e dammi la tua
faremo un brindisi pieno d’affetto insieme,
in ricordo di quei giorni trascorsi

NOTE
1) nella seconda versione di Burns era “jo” (=amico)
2) stowp= vessel, boccale
3) braes= hills, colline
4) gowans= daisies, margherite
5) monie a weary fit= many a weary foot, molti passi stanchi
6) braid= ampio, vasto
7) fiere= friend, amico
8) right guid-willie waught= “cup of kindness” good toast, friendly draught, brindisi

Questa traduzione poetica, raccolta da un programma di Raiuno da Bartolomeo Di Monaco, tratta da http://www.la-poesia.it/stranieri/inglesi/inglesi-index.htm, rende omaggio alla commovente espressività del testo scozzese! La sequenza delle strofe è quella riportata da George Thomson

VECCHI TEMPI ANDATI
  I
 Si dovrebbero dimenticare le vecchie
 amicizie e non ricordarle più?
 Si dovrebbero dimenticare le vecchie
 amicizie e i giorni lontani e passati?
 Per i vecchi tempi, amico mio,
 per i vecchi tempi
 berremo una coppa di tenerezza,
 ancora per i vecchi tempi.
  II
 Noi due abbiamo corso sui sereni
 pendii e raccolto bei fiori,
 ma abbiamo camminato stancamente
 molte volte da quei tempi lontani.
  V
 Abbiamo camminato a piedi nudi sulle
 rive dal sole del mattino fino alla sera,
 ma ora gli oceani hanno ruggito
 da quei vecchi giorni lontani.
  IV
 Eccoti la mano, mio fedele amico
 e tu dammi la tua
 e faremo un'abbondante bevuta
 ancora per i vecchi tempi.
  III
 E sarò per te come un sorso
 di birra, e tu lo sarai per me.
 E berremo una tazza di tenerezza,
 ancora per i vecchi tempi andati.
 Per i vecchi tempi, amico mio,
 per i vecchi tempi
 berremo una coppa di tenerezza,
 ancora per i vecchi tempi.
 brindisi

LA POPOLARITA’ NEL MONDO

La canzone è stata tradotta in tutto il mondo (in almeno una quarantina di lingue). La popolarità di “Auld Lang Syne” deriva molto probabilmente dal suo inserimento nel film “Waterloo bridge” (in italiano “Il ponte di Waterloo”) del 1940 diretto da Mervyn LeRoy, con Vivien Leigh e Robert Taylor con il titolo di Farewell Waltz Il film è stato il prototipo del tipico melodramma hollywoodiano con la famosa scena del valzer.

La versione Farewell Waltz è stata arrangiata da Cedric Dumont (1916-2007) compositore -autore svizzero e direttore d’orchestra e tradotta/arrangiata in italiano dagli autori Larici&Mauri nel 1943 (che riprendono il tema della scena del film con la separazione dei due amanti) come ballabile. All’epoca
Una curiosità, le melodie anglo-sassoni erano vietate dalla censura di guerra ma bastava cambiare titolo e arrangiamento ed ecco che nasce “Il valzer delle candele”!

ASCOLTA Tati Casoni IL VALZER DELLE CANDELE

I
Domani tu mi lascerai
e più non tornerai,
domani tutti i sogni miei
li porterai con te.
II
La fiamma del tuo amor
che sol per me sognai invan
è luce di candela che
già si spegne piano pian.
III
Una parola ancor
e dopo svanirà
un breve istante di
felicità.

IV
Ma come è triste il cuor
se nel pensare a te
ricorda i baci tuoi
che non son più per me.
V
Domani tu mi lascerai
e più non tornerai,
domani tutti i sogni miei
li porterai con te.
VI
La fiamma del tuo amor
che sol per me sognai invan
è luce di candela che
già si spegne piano pian.

ASCOLTA Nini Rosso alla sua mitica tromba.

La melodia infine è diventata una nuova canzone con il testo “Il Canto dell’Addio” che ben conoscono tutti coloro che sono stati scout, o hanno trascorso la loro estate nelle colonie, o presso i rifugi gestiti da sacerdoti e affini (sob!).

I
È l’ora dell’addio, fratelli,
è l’ora di partir;
e il canto si fa triste; è ver:
partire è un po’ morir.
RITORNELLO
Ma noi ci rivedremo ancor
ci rivedremo un dì
arrivederci allor, fratelli,
arrivederci sì.
II
Formiamo una catena
con le mani nelle man,
stringiamoci l’un l’altro
prima di tornar lontan.
III
Perché lasciarci e non sperar
di rivederci ancor?
Perché lasciarci e non serbar
questa speranza in cuor?

IV
Se attorno a questo fuoco qui,
l’addio ci dobbiam dar;
attorno ad un sol fuoco un dì
sapremo ritornar.
V
Iddio che tutto vede e sa
la speme di ogni cuor;
se un giorno ci ha riuniti qui,
saprà riunirci ancor.
VI
Ma non addio diciamo allor
che ancor ci rivedrem:
arrivederci allor, fratelli,
arrivederci insiem!
VII
Fratello non dolerti se
la fiamma langue già:
doman la stessa fiamma ancor
fra noi risplenderà.

FONTI
http://sarahannelawless.com/2009/12/31/happy-hogmanay/ http://www.electricscotland.com/HISTORY/articles/langsyne.htm http://www.electricscotland.com/history/articles/langsyne.htm http://www.robertburns.org/encyclopedia/AuldLangSyne.5.shtml http://www.themorgan.org/exhibitions/ online/AuldLangSyne/default.asp?id=4 http://burnsc21.glasgow.ac.uk/online-exhibitions/auld-lang-syne/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16346 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=29124 http://www.kultunderground.org/art/305 http://www.kultunderground.org/art/395 http://www.renzorossotti.it/notetorinesi.htm#menestrello http://www.eddireader.net/tracks/erALS.htm

THE SLAVE’S LAMENT

La canzone fu pubblicata nel 1792 nello “Scots Musical Museum” di James Johnson come raccolta dalla tradizione popolare da Robert Burns, (Vol IV #384 vedi): era l’anno in cui fiorirono le petizioni presso il parlamento unito della Gran Bretagna perchè venisse abolito il commercio degli schiavi (la prima organizzazione abolizionista in Inghilterra venne fondata dalla chiesa quacchera solo nel 1783), ma era anche la stagione della fioritura dell’Illuminismo scozzese a Edimburgo, per gran parte abolizionista.
Sicuramente Robert Burns rielaborò una vecchia canzone di cui si è trovato riscontro nelle pubblicazioni in stampa seicentesche dal titolo “The Trappan’d Maiden“, il lamento di una donna inglese soggetta alla servitù debitoria ovvero alla servitù per contratto, il “sistema” inventato all’epoca per gestire i flussi migratori verso le colonie inglesi.

LA SERVITU’ DEBITORIA

Le persona povera che non poteva pagarsi il costo della traversata, stipulava un contratto con il proprietario dell’imbarcazione e, giunti a destinazione, questo contratto veniva messo all’asta e comprato dai datori di lavoro: il lavoratore quindi riscattava il proprio debito con gli anni di lavoro (in genere tra i 3 e i 7), durante i quali non riceveva salario, ma era totalmente a carico del nuovo datore di lavoro; va da sé che molti proprietari del contratto, privi di scrupoli morali, non avevano nessun interesse economico a sobbarcarsi altre spese per sostentare in buona salute il lavoratore, che veniva mantenuto in precarie condizioni, giusto quel tanto che bastava per restare in vita fino al recupero del credito; infatti alla scadenza del contratto il proprietario era obbligato a rilasciare al lavoratore un pagamento di denaro o un piccolo terreno (o anche un compenso in natura). Si stima che nel 1625 il 40% della popolazione della Virginia (non nativa) siano stati dei servants.

Il governo britannico aveva trovato anche un altro modo per fornire la mano d’opera nelle piantagioni e risolvere nello stesso tempo il problema del sovraffollamento nelle carceri: la deportazione dei detenuti ! La prima terra da colonizzare fu l’America, e dopo la guerra d’indipendenza, l’Australia.

THE TRAPPAN’D MAIDEN

La ballata fu data alle stampe tra il 1689 e il 1709 e veniva venduta a Londra. La giovane donna è andata in America come “schiava per contratto” (servitù debitoria) a lavorare in una piantagione di tabacco in Virginia.
La ballata anche pubblicata con il titolo “When that I was weary” o “Weary in Virginny, O” ha molte più strofe di quelle riportate e anche diverse varianti testuali (“The Trappan’d Maiden or The Distressed Damsel Charles Bates (1685)-Roxburghe Ballads Volume I (1774) vedi)

ASCOLTA Keith & Rusty McNeil in Colonial & Revolution Songs 1988 (strofe II, III, V, VI VIII, XI)

ASCOLTA The Committee of Correspondence in Songs and Ballads of Colonial and Revolutionary America, 1976 (vedi) strofe I, II, IV, VI, VII, VIII


I
Give ear unto a maid,
That lately was betrayed
And sent into Viginny O
In brief I shall declare,
What I have suffered there
When that I was weary, weary, weary O
II
Five years served I, under Master Guy,
In the land of Virginny-o
Which made me for
to know sorrow, grief and woe,
When that I was weary, weary, weary O
III
When my dame says go,
then I must do so,
When she sits at meat,
then I have none to eat,
IV
Instead of beds of ease
to lie down when I please
Upon a bed of straw
I lie down full of woe
V
As soon as it is day,
to work I must away,
Then my dame she knocks,
with her tinder box
VI
I have played my part,
both at plow and cart,
Billets from the wood
upon my back they load,
VII
Instead of drinking beer,
I drink the water clear,
Which makes me pale and wan,
do all that e’er I can
VIII
A thousand woes beside,
that I do here abide,
In misery I spend my time
that hath no end,
IX
But if it be my chance
Homewards to advance
In the land of Virginny O
If that I once more land
on English Shore
I’ll no more be weary weary, weary O.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Prestate ascolto alla ragazza
che alla fine è stata tradita
e mandata in Virginia
In breve vi dirò
quello che ho patito lì
quando ero stanca, stanca stanca!
II
Per cinque anni ho servito sotto Padrone Guy
nella terra di Virginia
è ho conosciuto
il dolore, le pene e i guai
quando ero stanca, stanca stanca!
III
Quando la mia padrona dice di andare,
allora devo farlo
quando si siede a tavola
poi non resta niente da mangiare per me
IV
Invece di letti soffici
per stendermi quando mi pare
su un letto di paglia
mi sdraio piena di dolore
V
Appena fa giorno,
devo andare a lavorare
poi la mia padrona sprizza scintille
con il suo acciarino
VI
Ho fatto la mia parte
sia all’aratro che al carro
cataste di legna
sulla mia schiena loro caricano
VII
Invece di bere birra,
bevo l’acqua chiara
e divento pallida e smorta
per fare tutto ciò che posso
VIII
In aggiunta a un migliaio di disgrazie
che devo qui sopportare
nella miseria passo il tempo
che non avrà fine fine
IX
Ma se verrà la mia occasione
di ricostruirmi una casa
nella terra della Virginia
 io avrò  più terra di quella che avevo un tempo
sulla costa inglese
e non sarò più stanca, stanca, stanca

NOTE
1) sebbene le broadside ballads siano per lo più anonime alcuni studiosi ritengono che l’autore di questa sia Charles Bates, romanziere e cantautore che scrisse nel 1680 “The History of the Famous Exploits of Guy Earl of Warwick”

VERSIONE DI ROBERT BURNS

Come per molte altre canzoni dello “Scots Musical Museum” anche “The Slave’s Lament” è attribuita solo parzialmente a Robert Burns, ipotesi confortata dalla diffusione della ballata “The Trappan’d Maiden” (in italiano La donzella afflitta); la questione è ancora controversa perchè Burns non ha mai rivendicato la paternità della ballata; se Burns fosse un abolizionista è questione controversa: certamente non ha scritto pamphlet in merito e anche la sua produzione letteraria più in generale non è molto significativa, così egli non ha mai condannato apertamente lo schiavismo!

Nel 1786 Burns, frustrato dai problemi finanziari, decise di accettare un remunerativo incarico in Giamaica come contabile in una piantagione di schiavi e solo il successo riscosso dalla pubblicazione della sua prima pubblicazione di poesie nota come “Kilmarnock edition” lo fermarono dall’emigrazione. Era consuetudine per la maggior parte dei giovani emigranti scozzesi andare in Giamaica con la speranza di fare una rapida fortuna e tornare a casa ricchi. Si trattava di giovani istruiti che occupavano posizioni manageriali ed erano parte integrante dell’ingranaggio e del traffico degli schiavi. Tuttavia nelle poesie più comunemente fatte risalire a quel periodo, quelle degli addii alla terra natia, Burns è più concentrato sul mondo che sta lasciandosi alle spalle che su quello che troverà nelle Indie Occidentali.

In “The Slave’s Lament” Burns accomuna il dolore dell’emigrante costretto dalle necessità a lasciare i suoi affetti, a quello dell’uomo nero messo in schiavitù e allontanato dal suo amato Senegal. L’atteggiamento di Burns nei confronti dello schiavismo è più blando e tuttavia importante: all’epoca ai neri si vuole negare l’appartenenza al genere umano, ritenendole creature prive di sentimenti umani, perciò sottolineare le eguaglianze negli affetti, contribuiva a far sorgere la compassione per la loro sofferenza. Questa propensione verso un trattamento più umano degli schiavi, non implicava però la denuncia del sistema e molti all’epoca consideravano la schiavitù come una necessità.

ASCOLTA Dougie Maclean in Tribute 1995

ASCOLTA Shona Donaldson


I
It was in sweet Senegal(1)
that my foes did me enthrall(2)
For the lands of Virginia-ginia(3) O;
Torn from that lovely shore,
and must never see it more,
And alas! I am weary, weary O! .
II
All on that charming coast
is no bitter snow and frost,
Like the lands of Virginia-ginia O;
There streams for ever flow,
and there flowers for ever blow,
And alas! I am weary, weary O!
III
The burden I must bear,
while the cruel scourge I fear(4),
In the lands of Virginia-ginia O;
And I think on friends most dear
with the bitter, bitter tear,
And Alas! I am weary, weary O!

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
E’ stato nel dolce Senegal
che i miei nemici mi resero schiavo
per le terre della Virginia;
Strappato da quelle amate spiagge,
che non vedrò mai più
e ahimè! sono stanco, stanco
II
Tutto su quella costa incantevole
non è neve pungente e gelo,
come nelle terre della Virginia
Dove fiumi scorrono perenni
e dove i fiori sbocciano sempre
e ahimè! sono stanco, stanco
III
L’oppressione devo sopportare,
finchè la frusta spietata temo,
nelle terre della Virginia
E penso agli amici più cari
con amare lacrime amare
e ahimè! sono stanco, stanco

NOTE
1) Per tutto il 1700 l’isola senegalese di Goreé diviene il maggior centro di smistamento degli schiavi africani imbarcati verso l’America (la tratta atlantica)
2) enthrall: da thrall termine arcaico per schiavo; era usanza delle tribù nord-africane sottomettere in schiavitù i prigionieri di guerra (com’era stata consuetudine nel mondo antico) che venivano anche barattarli con gli Europei. Quando si pensò di utilizzare i neri africani nel lavoro delle piantagioni delle Americhe, si diede il via a un sordido traffico di uomini catturati e ridotti alla condizioni di merce. Durante la traversata molti schiavi si lasciavano morire per la depressione. I “my foes” sono da intendersi più propriamente come i nemici tribali, mentre oggi siamo portati a considerare il termine in senso più generalizzato e il verso come un atto d’accusa contro tutti i bianchi.
3) fu la Virginia 1619 a dare inizio alla diffusione degli schiavi come lavoratori nelle grandi piantagioni (principalmente tabacco e più in generale per la canna da zucchero, il caffè e il cotone), pratica fino ad allora limitata alle colonie spagnole del Sudamerica. All’inizio i neri erano considerati “servitori” e soggetti alla normativa esistente sulla servitù debitoria ma gradualmente la loro condizione passò allo schiavismo proprietario a vita: per evitare che i discendenti nati da rapporti misti potessero rivendicare i diritti spettanti ai figli secondo le leggi inglesi, nel 1662 venne approvato il principio secondo il quale la discendenza di una donna schiava, era di proprietà del padrone della schiava, a prescindere da chi fosse stato il padre. Il nuovo codice degli schiavi del 1705 in Virginia stabiliva cha la razza bianca era dominante e superiore nei confronti della razza nera. La moralità della schiavitù veniva sostenuta citando i passi della Bibbia.
4) la sottomissione ottenuta con la violenza era sistematica, senza di essa si temeva la ribellione

FONTI
http://erewhon.ticonuno.it/arch/rivi/slavery/schiavi1.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/History_of_slavery_in_Virginia
http://it.wikipedia.org/wiki/Schiavit%C3%B9_negli_Stati_Uniti_d’America
http://clearwaterpublishing.com/slave.html
http://sangstories.webs.com/slaveslament.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=37158&lang=it
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-384,-page-398-the-slaves-lament.aspx
http://www.electricscotland.com/familytree/frank/burns_lives55.htm
http://www.ijsl.stir.ac.uk/issue4/andrews.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=41994
http://sniff.numachi.com/pages/tiWEARYVA;ttWEARYVA.html

FEAR A’ BHÀTA

“Fear a’ bhàta” è una canzone in gaelico scozzese probabilmente di fine ‘700 e la leggenda (un’aggiunta aneddotica alle versioni ottocentesche andate in stampa) dice che sia stata scritta da Sine NicFhionnlaigh (Jean Finlayson) di Tong piccolo villaggio sull’Isola di Lewis (Ebridi) per un giovane pescatore di Uig, Domhnall MacRath (Donald MacRae) che ha alla fine sposato.
Fear’ si traduce con “man” e ‘Bhàta’ con “boat”: l’uomo della barca, ovvero il barcaiolo. Anche scritto come Fear A Bhata, Fear Ah Bhata, Fhear A Bhata, Fhear Ni Bhata, Fhir A’ Bhata, Fir Na Fhata, O(h) My Boatman.

La canzone appare pubblicata la prima volta in The Scottish Gael di James Logan, 1831 (con relativa partitura) in cui viene classificata come un’aria lenta e uno iorram (il canto ai remi che aveva la funzione di dare il ritmo ai vogatori, ma nello stesso tempo era anche un lamento funebre). “Fhir a bhata, or the boatmen, the music of which is annexed, is sung in the above manner, by the Highlanders with much effect. It is the song of a girl whose lover is at sea, whose safety she prays for, and whose return she anxiously expects.

La melodia è un lament, talvolta suonato come valzer (nelle versioni strumentali) che si presta ad arrangiamenti delicati e sospesi

ASCOLTA il violino di Maire Breatnach (registrata live nel portico della casa di Dougie MacLean

Homer Winslow
Homer Winslow

Si conoscono molte versioni testuali del canto composto da una decina di strofe anche se nelle registrazioni più attuali vengono cantate per lo più solo le prime tre strofe.

Per il testo completo vedi

VERSIONE GAELICO SCOZZESE

La ragazza è in attesa di una visita del bel barcaiolo che sembra invece preferire altre fanciulle! Tuttavia ella gli augura ogni bene e teme per la sua salute.

ASCOLTA Capercaillie in Get Out 1996

Superba e magistrale con la sola voce e le onde del mare:
ASCOLTA Talitha Mackenzie in “A Celtic Tapestry” vol. 2 1997

ASCOLTA Alison Helzer  in Carolan’s Welcome, 2010.


Gaelico scozzese
Séist:
Fhir a’ bhàta, sna hóro eile
Fhir a’ bhàta, sna hóro eile
Fhir a’ bhàta, sna hóro eile
Mo shoraidh slàn leat ‘s gach àit’ an tèid thu
I
‘S tric mi sealltainn on chnoc as àirde
Dh’fheuch am faic mi fear a’ bhàta
An tig thu ‘n-diugh no ‘n tig thu màireach
‘S mur tig thu idir gur truagh a tha mi
II
Tha mo chridhe-sa briste brùite
‘S tric na deòir a’ ruith o m’ shùilean
An tig thu ‘n nochd no ‘m bi mo dhùil riut
No ‘n dùin mi ‘n doras le osna thùrsaich?
III
‘S tric mi foighneachd de luchd nam bàta
Am faic iad thu no ‘m bheil   thu sàbhailt
Ach ‘s ann a tha gach aon dhiubh ‘g ràitinn
Gur gòrach mise, ma thug mi  gràdh dhut


TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
Oh my boatman, na hóro eile
My farewell to you wherever you go
I
I often look from the highest hill
To try and see the boatman
Will you come today or tomorrow If you don’t come at all I will be downhearted
II
My heart is broken and bruised
With tears often flowing from my eyes
Will you come tonight or will I expect you/Or will I close the door with a sad sigh?
III
I often ask people on boats
Whether they see you or whether you are safe, Each of them says
That I was foolish to fall in love with you.

tradotto da Cattia Salto
Ritornello
O mio barcaiolo..(frasi non sense)
Il mio saluto a te ovunque tu vada
I
Spesso guardo dalla collina più alta
per cercare di vedere il mio barcaiolo
Verrai stasera a casa, o domani?
Sarò triste se non verrai affatto
II
Il mio cuore è spezzato, ferito
spesso le lacrime scorrono dagli occhi
Vuoi venire a casa stasera, e ti aspetterò alzata
o dovrò chiudere la porta sospirando tristemente?
III
Spesso chiedo ai barcaioli
se ti hanno visto, se stai bene,
ma ognuno di loro mi dice
di essere stupida ad essermi innamorata di te

VERSIONE GAELICO IRLANDESE

La versione irlandese compare per la prima volta in stampa nella raccolta di Sam Henry dal titolo ‘Songs of the People‘ i canti furono raccolti entro 20 miglia di Coleraine (Irlanda del Nord) dal 1929 al1939. E’ un gaelico irlandese proveniente da Rathlin Island e  più in generale nell’Ulsterquindi con molta somiglianza con il gaelico scozzese

ASCOLTA Niamh Parsons live e in Gaelic Voices 1999 (strofe I, II, IV, V)

e perchè no! Ascoltiamoci anche questa versione celtic-metal del gruppo tedesco fondato da Ben Richter nel 2001!

ASCOLTA Thanateros (strofe I, II, V)


Gaelico Irlandese (tratto da qui)
Chorus:
Fhir an bháta ‘sna hóró éile (1)
Fhir an bháta ‘sna hóró éile
Fhir an bháta ‘sna hóró éile
Ceád mile failte gach ait a te tú (2)
I
Théid mé suas ar an chnoic is airde,
Féach an bhfeic mé fear an bháta.
An dtig thú anoch nó an dtig thú amárach?
Nó muna dtig thú idir is trua atá mé.
II
Tá mo chroí-se briste brúite.
Is tric na deora a rith bho mo shúileann.
An dtig thú inniu nó am bidh mé dúil leat,
Nó an druid mé an doras le osna thuirseach?
III
Thúg mé gaol duit is chan fhéad mé ‘athrú.
Cha gaol bliana is cha gaol raithe.
Ach gaol ó thoiseacht nuair bha mé ‘mo pháiste,
Is nach seasc a choíche me ‘gus claoibh’ am bás mé.
IV
Gheall mo leanann domh gúna den tsioda
Gheall é sin, agus breacan riabhach
Fainne óir anns an bhfeicfinn íomha
Ach is eagal liom go ndearn sé dearmad
V
Tá mo croíse ag dul in airde
Chan don fidleir, chan don clairsoir
Ach do Stuirithoir an bhata
Is muna dtig tú abhaile is trua atá mé


traduzione inglese (da qui)
Chorus:
O Boatman and another “horo”! [i.e. welcome] /A hundred thousand welcomes everywhere you go
I
I went up on the highest hill
To see if I could see the boatman
Will you come tonight or will you come tomorrow?
If you do not come, I will be wretched
II
My heart is broken and crushed.
Frequent are the tears that run from my eyes. /Will you come today or when I’m longing for you, /Or shall I close the door with a tired sigh?
III
I gave you my love, and I cannot change that.
Not love for a year, and not just words of love,
But love from the beginning, when I was a child, /And I will never cease, even when my death bell tolls.
IV
My love promised me a dress of silk
He promised me that and a gray tartan
A gold ring where I’d see my reflection
But I’m afraid he has forgotten
IV
My heart is lifting
Not for the tailor or the harper
But for the navigator of the boat
If you don’t come, I’ll be very sad

tradotto da Cattia Salto
ritornello
O barcaiolo benvenuto (1)
sia tu 100mila volte benvenuto ovunque tu vada
I
Sono andata sulla collina più alta
per poter vedere il barcaiolo,
verrai stanotte
o verrai domani?
Se tu non verrai sarò infelice
II
Il mio cuore è a pezzi e ammaccato
e lacrime sgorgano dai miei occhi
verrai oggi o dovrò aspettarti?
O chiuderò la porta con uno stanco sospiro?
III
Ti diedi il mio amore e ciò non posso cambiare, niente amore per un anno e nemmeno parole d’amore
ma amore sin dall’inizio, quando era una ragazzina
e non smetterò mai anche quando suonerà la mia campana
IV
Il mio amore mi promise un vestito di seta
mi promise quello e un tartan grigio
un anello d’oro dove poter vedere il riflesso
ma temo che se lo sia scordato
V
Il mio cuore è inebriato,
non per un sarto o un arpista,
ma per il barcaiolo,
e se tu non verrai sarò molto triste

NOTE
1) 1) sostanzialmente una frase non-sense che alcuni vogliono tradurre “and no one else” cioè come “mio e di nessun altra”
2) oppure come nella versione scozzese “mo shoraidh slán leat gach áit a dté tú”

continua seconda parte

FONTI
http://www.bbc.co.uk/alba/foghlam/beag_air_bheag/songs/
song_03/index.shtml

http://www.celticartscenter.com/Songs/Scottish/FearABhata.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=121195
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2463
http://www.celticlyricscorner.net/compilations/fear.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/fear.htm
http://thesession.org/tunes/8919
http://blueloulogan.wordpress.com/2012/10/15/songs-of-logan-6-fear-a-bhata-the-boatman/

A MAN’S A MAN FOR ALL THAT

La canzone nota anche come “Is there for honesty poverty“, in gaelico scozzese An guille dubh mo laochan, è stata scritta nel 1787 da Robert Burns (1759-1796), una composizione che riflette gli intendimenti dell’ordine massonico al quale Burns si affiliò nel 1781 presso la St. David’s Lodge di Tarbolton all’età di 22 anni. Nell’anno successivo Burns fu fondatore della Loggia “Saint James” dove, dal 1784, ricoprì per 4 anni la carica di maestro. Trasferitosi ad Edimburgo nel 1786 divenne membro nel 1787 della Loggia Canongate Kilwinning e continuò a frequentare le logge massoniche anche nei suoi successivi spostamenti e si può dire fino alla sua morte.

burns-massone
Robert Burns, poet-laureate of Lodge Canongate Kilwinning (1893)

Di Burns è noto il seguente aneddoto: un giorno si intratteneva in strada a conversare con un modesto fattore. Appena costui si fu allontanato, Burns fu accostato da un signorotto di Edimburgo, che lo canzonò per la evidente bassa condizione del suo precedente interlocutore. Il poeta fu pronto a rispondergli pressappoco così: “Io non parlavo alla giubba sgraziata, né al berretto di lana, né agli zoccoli di legno, ma a colui che vi era dentro. Che vale almeno dieci volte più di me e di voi! “. Così “A man’s a man for a’ that” è una sorta di riflessione filosofica sul significato della parola “uomo” ovvero quali sono le qualità che fanno di un uomo, un uomo!

La canzone è stata pubblicata nel III volume del ” Scottish Musical Museum ” e si fa risalire la sua composizione al 1795: l’analisi del testo si presta a molteplici letture ideologiche, per cui alcuni vogliono vedere in Burns un rivoluzionario, un precursore del socialismo.
A mio avviso la lettura più coerente è quella che inquadra Burns come fratello massone e uomo del suo tempo; nella prima strofa Burns afferma che la ricchezza e la classe sociale non devono essere il metro con cui misurare il valore di un uomo, bensì il suo carattere. Il concetto si sviluppa nella seconda strofa: l’aspetto esteriore è solo apparenza e l’onestà vale più dei vestiti eleganti. E prosegue: il giovanotto elegante con il titolo di Lord (l’aristocratico) che si pavoneggia e riceve gli elogi è solo un idiota, mentre l’uomo “comune”, che impara a ragionare, non si lascia irretire (dalla ricchezza, dai privilegi, dalle consuetudini, dalle opinioni “comuni”. Infine nella quarta strofa si ribadisce che l’onestà (integrità) di un uomo non è prerogativa esclusiva dei potenti e si insinua un principio massone per cui i potenti illuminati, hanno il compito di dirigere l’umanità verso la fratellanza universale.
In effetti il suo non è l’elogio dell’uomo qualunque, ma dell’uomo intelligente e sensibile, che non è sminuito solo dal fatto di non appartenere all’aristocrazia o alla classe al potere (guarda caso anche Robert era nato da una famiglia dalle umili origini, ma ha saputo coltivare la sua intelligenza con studi e letture seppur da autodidatta)!
Le sue non sono idee rivoluzionarie e di sovvertimento sociale, anzi dal popolo e dai suoi appetiti è sempre bene guardarsi, egli propugna una sorta di elevazione dello Spirito umano dalle catene della brutalità e bestialità.
Si afferma il principio di una giustizia sociale illuminata in cui onestà e dignità sono virtù che prescindono dal rango o dalla nascita ma fanno parte dell’essenza umana. L’ultima strofa è insieme preghiera e profezia: un mondo futuro in cui gli uomini siano uguali, in cui non valga la legge del più forte o del più potente, in cui l’empatia e il rispetto siano valori condivisi da tutti.

parlamento-scozzese“Is there for honesty poverty” è stata cantata come inno all’apertura ufficiale del parlamento scozzese il 1 luglio 1999, un parlamento che discute tutte le petizioni dei cittadini (ossia quelle passate al vaglio di un’apposita commissione); parlamento che ha scritto nel 2004 un libro per aiutare i cittadini a fare Partecipazione, il Participation Handbook.

La melodia abbinata al testo è un reel tradizionale dal titolo “For a’ that“.

GUIDA ALL’ASCOLTO
Anche se non dovrei, continuo a stupirmi dell’attualità di un poeta vissuto 4 secoli fa!

ASCOLTA Jim Malcom (una delle sue tante versioni)

ASCOLTA Old Blind Dogs in “Fit?” 2001

ASCOLTA Dougie MacLean

ASCOLTA Paolo Nutini live


I
Is there for honesty poverty
That hings his head, an’ a’ that;
The coward slave – we pass him by,
We dare be poor(1) for a’ that!
For a’ that(2), an’ a’ that,
Our toils obscure an’ a’ that,
The rank is but the guinea’s stamp(3)
The man’s the gowd, for a’ that.
II
What though on hamely fare we dine,
Wear hoddin grey, an’ a’ that?
Gie fools their silks, and knaves their wine,
A man’s a man for a’ that.(4)
For a’ that, an’ a’ that,
Their tinsel show, an’ a’ that,
The honest man, tho’ e’er sae poor,
Is king o’ men(5) for a’ that.
III
Ye see yon birkie(6) ca’d a lord,
Wha struts, an’ stares, an’ a’ that;
Tho’ hundreds worship at his word(7),
He’s but a coof(8) for a’ that.
For a’ that, an’ a’ that,
His ribband(9), star, an’ a’ that,
The man o’ independent mind(10)
He looks an’ laughs at a’ that.
IV
A price can mak a belted knight(11)
A marquise, duke, an’ a’ that;
But an honest man’s aboon his might,
Gude faith, he maunna fa’ that!(12)
For a’ that, an’ a’ that,
Their dignities an’ a’ that,
The pith o’ sense, an’ pride o’ worth,
Are higher rank than a’ that.
V
Then let us pray that come it may,
(As come it will for a’ that,)
That Sense and Worth, o’er a’ the earth,
Shall bear the gree, an’ a’ that.
For a’ that, an’ a’ that,
That man to man, the world o’er,
Shall brithers be for a’ that.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Dinanzi alla onesta povertà
che ha chinato la testa , è tutto detto?
Noi passiamo oltre l’abiezione degli schiavi
e osiamo essere poveri(1): per tutto questo.
Tutto è per questo e per quello(2).
I nostri lavori in segreto, non è forse per questo?
Il rango non è il marchio della Guinea (sulla ghinea)
e il vero oro dell’uomo è il carattere (3)
II
Se ceniamo su modesta mensa
e indossiamo panni grossolani, non è forse per questo?
Ai pazzi date le sete, alle canaglie il vino.
Un uomo è uomo per tutto questo(4).
Per questo e per quello.
Per quello trionfano gli orpelli
ma un uomo onesto, benché povero,
è il re degli uomini(5), per tutto questo.
III
Vedete il galletto(6) con il titolo di Lord,
incedere con alterigia, guardando fisso;
sebbene a centinaia lo venerino
egli è solo un idiota(8); per quello.
Per questo e per quello.
La sua cintura(9) con la medaglia: per quello.
Ma l’uomo di liberi sensi(10)
guarda e sorride: per questo.
IV
Il principe può nominare un cavaliere,
elevare un marchese a duca,
ma un uomo onesto è superiore ai potenti
in buona fede  non deve biasimare ciò
Per tutto quello e tutto questo.
le loro dignità e tutto il resto
l’autentico sentimento e l’orgoglio del valore
innalzano gli uomini al più alto rango.
V (13)
Preghiamo che sia così,
(che si faccia la volontà di tutto questo),
che in tutto il mondo, Sentimento e Valore
portino alla vittoria dell’uomo
Per tutto questo e tutto quello.
e  la terra sarà popolata di fratelli, per tutto questo.

NOTE
sono partita dalla traduzione  di Carlo Gentile, orientata in chiave massonica, che è a tratti  un po’ libera vedi qui
1) letteralmente osiamo essere poveri (ossia essere liberi)
2) For a’ that: a dispetto di tutto ciò
3) The rank is but the guinea’s stamp: il rango non è il marchio della Guinea, ovvero l’uomo non è uno schiavo che si può marchiare e a cui si può dare un prezzo. Un’altra interpretazione traduce guinea come la moneta; il significato diventa così che la classe sociale non è un profilo stampato sul dorso di una ghinea
4) Un uomo è uomo per tutto questo: si potrebbe tradurre come “Cosa è un uomo in fin dei conti?” Ma anche “per che cosa l’uomo si dice uomo?”. Ossia Burns cerca di stabilire la definizione che rende l’uomo un uomo (sollecitando la riflessione in coloro che l’ascoltano)
5) ossia il migliore degli uomini, quello che dovrebbe stare in cima
6) yon birkie: termine arcaico per uomo presuntuoso;  birkie=cool young guy; tutto il verso è un giro di parole per definire l’aristocratico, inteso come classe al potere ma non ancora per molto. La traduzione letterale del verso è: Vedete il giovane presuntuoso chiamato Signore/ che incede fissando dritto negli occhi, per tutto il resto/
7) Gentile traduce così: Pensate che gli osanna non valgono,
anche se tanti sono, a una parola,
8) coof: idiota
9) la ribband è una fascia onorifica come ad esempio l’ordine della Giarrettiera e la stella è la medaglia a forma di stella del cavalierato
10) l’uomo che impara a pensare con la propria testa
11) belt=belt around a sash that is wrapped around the waist and shoulder, part of Scottish military dress
12) he mustn’t fault that=fault being above the might of aristocratic rank
13) la traduzione di Carlo Gentile: Preghiamo che sia così, che la volontà di tutto questo si compia, che nel mondo, Sentimento e Valore contengano la disordinata brama.
Per tutto questo e tutto quello. Qualcuno, per questo, è ancora da venire; l’uomo sarà fratello all’uomo e la terra sarà popolata di fratelli un giorno, per tutto questo.

‘For a’ that and a’ that’

(traduzione di Masolino d’Amico in Poesie di Robert Burns, Einaudi 1972)

C’è chi per onesta povertà
Abbassa il capo, e via dicendo;
Passiamo oltre quello schiavo vigliacco,
Noi abbiamo il coraggio di esser poveri, nonostante tutto
Nonostante tutto e tutto,
I nostri travagli oscuri, e via dicendo,
Il rango non è che lo stampo della moneta,
È l’uomo l’oro, nonostante tutto.

Che importa se mangiamo roba alla buona,
Se ci vestiamo di lana grezza e grigia, e via dicendo?
Datela agli sciocchi la loro seta, e ai furfanti il loro vino,
Un uomo è un uomo, nonostante tutto!
Nonostante tutto e tutto,
Per tutti i loro fronzoli in mostra e via dicendo,
L’uomo onesto, per quanto mai povero,
È un re fra gli uomini, nonostante tutto.

Lo vedi quello lí, che chiamano signore,
Che incede impettito, guarda dall’alto e via dicendo?
Magari a centinaia penderanno dalle sue labbra,
Ma lui non è che un pagliaccio, nonostante tutto.
Nonostante tutto e tutto,
Nastri, decorazioni e via dicendo,
L’uomo di mente indipendente
Guarda e ride di tutto ciò.

Un principe può fare un cavaliere con tanto di cintura,
Un marchese, un duca e via dicendo;
Ma un uomo onesto è al di sopra dei suoi poteri,
Meglio che non ci provi, ve lo dico io!
Nonostante tutto e tutto,
Con tutta la loro dignità e via dicendo,
Il nocciolo del senno e l’orgoglio del valore
Sono ranghi piú alti di tutto ciò.

Perciò preghiamo che avvenga, un giorno,
E avverrà, nonostante tutto,
Che senno e valore sulla terra
Abbiano il primo posto e via dicendo.
Nonostante tutto e tutto
Sta per avvenire, nonostante tutto,
E l’uomo all’uomo in tutto il mondo
Sarà fratello: nonostante tutto.

FONTI
http://www.robertburns.plus.com/Scotswhahae.htm
http://lamelagrana.net/wp-content/uploads/downloads/2011/12/Burns-Robert-Poesie-muratorie.pdf
http://www.esoteria.org/documenti/personaggi/robertburns.html#uno
http://www.paolomichelotto.it/blog/2009/01/04/petizioni-dei-cittadini-al-parlamento-in-scozia/
http://allpoetry.com/poem/8439173-A-Mans-A-Man-For-A-That-by-Robert_Burns

CA’ THE YOWES

“Ca’ the Yowes” è una canzone bucolica trascritta da Robert Burns nel 1794. Del brano si hanno in realtà due versioni, a quanto riferito dallo stesso Burns egli ascoltò la canzone cantata dal reverendo John Clunie a Mcrkinchde definendola semplicemente come una vecchia aria scozzese, e la trascrisse modificando alcune parti e aggiungendo delle strofe.

La versione proveniente dalla tradizione popolare è stata attribuita alla signora Isobel “Tibbie” Pagan (c. 1741-1821), un personaggio eccentrico di Muirkirk (East Ayrshire, sud-ovest Scozia) che vendeva whisky di contrabbando nel suo cottage trasformato in una birreria, un luogo frequentato dalla gente del posto, ma anche dai signorotti eleganti che andavano a caccia nella zona. Era una cantante dalla bella voce, che compose anche sue canzoni e poesie pubblicate in “A collection of Poems and Songs” – Glasgow, 1805

Charles George Lewis (1808-80)
Charles George Lewis (1808-80)

Questa è una di quelle melodie celtiche “toccata dalle fate” avvolgente e ipnotica, con la voce che scende goccia a goccia e poi vibra sotto la luce della luna.

PRIMA VERSIONE

Una prima versione della canzone fu inviata da Robert Burns all’editore James Johnson per essere inserita in “Scots Musical Museum” (1790): chi canta è una donna, probabilmente pastorella che incontra il suo amore (anche lui pastore), e insieme portano le pecore accanto alle rive del fiume; le altre strofe sono delle frasi di contrasto amoroso o di corteggiamento tipiche del genere.

ASCOLTA Sileas nel Cd “Beating Harps” 1987: il duo scozzese di arpa e voce, con pochissimi tocchi crea un’atmosfera sognante, la melodia dell’arpa accarezza la voce e il delicato controcanto della seconda voce nella ripresa del ritornello si espande come un eco.


VERSIONE ROBERT BURNS 1790
CHORUS
Ca’1 the yowes2 tae the knowes3
Ca’ them whare the heather grows
Ca’ them whare the burnie4 rows5
My bonie dearie
I
As I gaed9 doon14 the water-side
There I met my shepherd lad
He row’d me sweetly in his plaid
And he ca’d me his dearie
II
Will ye gae9 doon14 the water-side
And see the waves sae sweetly glide
Beneath the hazels spreading wide
The moon it shines fu’ clearly
III
I was bred up at nae sic school
My shepherd-lad, to play the fool
And a’ the day to sit in dool15
and naebody to see me
IV
Ye sall get qowns and ribbons meet
Cauf-leather shoon16 upon your feet
And in my arms ye’se lie and sleep
And ye sall be my dearie
V
If ye’ll but stand to what ye’ve said
I’ll gyang9 wi’ you, my shepherd lad
And ye maun rowe5 me in your plaid(17)
And I sall be your dearie

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
RITORNELLO
“Conduci le pecore sulle colline
conducile dove cresce l’edera
conducile dove il torrente scorre
mio amore bello”
I
Appena attraversavo la riva del fiume
lì incontravo il mio pastorello
mi avvolgeva con tenerezza nel suo mantello, e mi chiamava “amore mio”
II
Scenderemo dalla riva del fiume
e guarderemo le onde scorrere piano
tra il boschetto di noccioli,
la luna brilla così luminosa
III
“Sono cresciuta senza essere andata a scuola, mio pastorello, sciocco,
e tutto il giorno sto afflitta
e nessuno mi ascolta”
IV
“Tu metterai le gonne e incrocerai i nastri scarpe di pelle ai tuoi piedi
e tra le mie braccia riposerai
e sarai il mio amore”
V
“Se tu invece manterrai la tua promessa
verrò con te mio pastorello
e tu mi avvolgerai nel tuo mantello(17)
e io sarò il tuo amore”

NOTE
1) ca’= drive, conduci
2) yowes=ewes pecore
3) knowes=knolls, hills colline
4) burnie=small stream, torrente
5) rowes=rolls along -flows – to wrap
6) mavis=song thrush, usignolo
7) Clouden è un affluente del fiume Nith
8) a-faulding= sheepfold, ovile
9) gang= gyang= gae=go
10) le rovine di Lincluden Abbey
11) ghaist=ghost
12) bogle=demon
13) thou art= you are
14) doon= down
15) dool – grief
16) calf-leather shoes
17) un tempo la donna stava sotto il mantello dell’uomo ovvero sotto la sua protezione

ca-yowes

William Forrest (1805-1889) per “The Land of Burns, a Series of Landscapes and Portraits” (Glasgow 1840), le rovine di Lincluden Abbey


SECONDA VERSIONE

Qualche anno dopo Burns ne fece una revisione e riscrittura: solo la prima strofa è rimasta uguale e la terza è stata rimaneggiata. Adesso il protagonista è il poeta stesso perdutamente innamorato della sua bella pastorella, la descrizione del paesaggio circostante diventa predominante, notturna e soprannaturale, di modo che tutta la poesia e più in sintonia con la melodia stessa.

ASCOLTA Tannahill Weavers! in Are ye sleeping Maggie 1976: magistrale interpretazione; un’atmosfera fatata, cantilenata e le note del flauto traverso nello strumentale accentuano il carattere notturno della visione, e poi semplicemente sublime il duetto flauto e violino del finale, quasi barocco

Ma la versione che lascia il solco più profondo (se ci fossero ancora i dischi in vinile) è per me quella di Dougie MacLean

ASCOLTA Dougie MacLean dal Cd Tribute– 1996: voce vellutata, pronuncia seducentemente scozzese, altrettanto indimenticabile interpretazione; il tema strumentale è anticipato dalla chitarra e punteggiato dal pianoforte; dopo aver cantato le prime tre strofe Dougie lascia scorrere le note di pianoforte e affida il canto all’armonica, e che espressività in quel soffio!! Riprende a cantare poi, solo l’ultima strofa, con la ripetizione della prima e, a romantico suggello, ancora il duetto tra piano e armonica.


SECONDA VERSIONE ROBERT BURNS
I
Ca’1 the yowes2 to the knowes3,
Ca’ them where the heather grows,
Ca’ them where the burnie4 rowes5,
My bonie dearie.
II
Hark, the mavis6 e’ening sang
Sounding Clouden’s7 woods amang
Then a-faulding8 let us gang9.
My bonie dearie.
III
We’ll gae9 down by Clouden side,
Thro the hazels, spreading wide
O’er the waves that sweetly glide
To the moon sae clearly.
IV
Yonder Clouden’s silent towers10
Where, at moonshine’s midnight hours,
O’er the dewy bending flowers
Fairies dance sae cheery.
V
Ghaist11 nor bogle12 shalt thou fear
Thou’rt13 to Love and Heav’n sae dear
Nocht of ill may come thee near,
My bonie dearie.
VI
Fair and lovely as thou art,
Thou hast stown my very heart;
I can die – but canna part,
My bonie dearie.

TRADUZIONE ITALIANO
I
Conduci le pecore sulle colline
conducile dove cresce l’edera
conducile dove il torrente scorre
amore mio bello
II
Ascolta il verso serale dell’usignolo
tra i boschi del Clouden(7) canterino
poi portaci nell’ovile
amore mio bello
III
Scenderemo dalla riva del Clouden
tra il boschetto di noccioli
accanto alle onde che scorrono piano
verso la luna così luminosa
IV
Quivi le torri ruinose del Clouden
dove, alla luna di mezzanotte
sopra i rugiadosi fiori dormienti
le fate danzano allegramente
V
Fantasmi e demoni non ti faranno paura
tu che sei all’Amore e al Cielo così cara
nessun male può venirti vicino
mio amore bello
VI
Dolce e bella tu sei
tu che hai rubato il mio cuore
posso morire se ti lascio
amore mio bello

NOTE
1) ca’= drive, conduci
2) yowes=ewes pecore
3) knowes=knolls, hills colline
4) burnie=small stream, torrente
5) rowes=rolls along -flows
6) mavis=song thrush, usignolo
7) Clouden è un affluente del fiume Nith
8) a-faulding= sheepfold, ovile
9) gang= gae=go
10) le rovine di Lincluden Abbey
11) ghaist=ghost
12) bogle=demon
13) thou art= you are
14) doon= down
15) dool – grief

FONTI
http://thesession.org/tunes/9039
The Song of Isabel Pagan in http://tibbiepagan.blogspot.it/
Women, Poetry and Song in Eighteenth-Century Lowland Scotland di Margery Palmer McCulloch

O ARE YE SLEEPIN’ MAGGIE?

Dalla tradizione delle “night visiting songs” il testo è attribuito al poeta scozzese Robert Tannahill e in effetti vari riscontri collocano la storia nei boschi di Paisley. Lo troviamo in ‘The Poems and Songs of Robert Tannahill’ – 1874 (pag 188) con assegnata come melodia “Sleeping Maggie”.
The heroine of this song was Margaret Pollock, a cousin of the Author by the mother’s side. She was the eldest daughter of Matthew Pollock (3rd) of Boghall, by his second marriage (mentioned in the Memoir of the Tannahills); and it is very probable the Poet beheld such an evening as he had described, in walking from Paisley over the high road to his uncle’s farm steading in Beith Parish. Margaret Pollock afterwards lived in family with William Lochhead, Ryveraes, and she and Mrs. Lochhead frequently sang that song together. Miss Pollock died unmarried (tratto da qui)

NIGHT VISITING IN STILE DARK

La scena descritta non è decisamente autobiografica (semmai più consona a Robert Burns) ma più di genere: il protagonista giunge alla casa di Maggy in una notte buia e tempestosa (il quadretto è piuttosto gotico: un gelido vento invernale che infuria nel bosco, una notte di novilunio priva di stelle, il lamento del gufo, il cancello di ferro chiuso in malo modo che sbatte contro i cardini) e spera che nel frattempo l’innamorata non si sia addormentata, ma lo faccia entrare di nascosto come promesso! E allora non più preoccupazioni o paure nelle braccia di Maggy ogni cupo pensiero è dissolto!

http://www.jinua.com/movie/Sleepy-Hollow/
http://www.jinua.com/movie/Sleepy-Hollow/

E’ doveroso citare quanto collezionato da Hamish Henderson dalla voce di Jeannie Robertson (vedi frammento del 1960) che riporta una melodia diversa da quella poi resa famosa dai Tannahill Weavers.

Il brano è stato fatto conoscere al grande pubblico dai Tannahill Weavers, i bravi “tessitori” di Robert Tannahill anche loro di Paisley,
Al momento su you tube si trovano varie versioni live, ma le esecuzioni migliori del gruppo sono due: una in Mermaid’s Song 1992 (da ascoltare su Spotify)  una versione più veloce integrata con la reel “The Noose In The Ghillies” (formazione Roy Gullane, Phil Smillie, Iain MacInnes, Kenny Forsyth) la prima in Are Ye Sleeping Maggie 1976 con la formazione: Roy Gullane, Phil Smillie, Hudson Swan, e Dougie MacLean come violinista. In questa prima versione la melodia è più lenta e ricca di atmosfera (con tanto di tuoni, vento e l’effetto pioggia)

ASCOLTA Dougie Maclean (che ha collaborato con i Tannahill Weavers dal 1974 e fino al 1977 e poi ancora in tour con loro nel 1980) in Real Estate -1988 e anche in Tribute 1995

ASCOLTA Rapalje (lo scozzese con accento tedesco!!) una versione che ha solcato i palchi dei festival medievali ovvero un rifacimento dei Tannahill Weavers

VERSIONE SCOZZESE
I
Mirk and rainy is the nicht,
there’s no’ a starn in a’ the carry(1)
Lichtnin’s gleam athwart the lift,
and (cauld) winds
drive wi’ winter’s fury.
CHORUS
Oh, are ye sleepin’ Maggie
Oh, are ye sleepin’ Maggie
let me in, for loud the linn
is roarin'(2)
o’er the Warlock Craigie(3).
II
Fearfu’ soughs the boortree(4) bank
The rifted wood roars wild an’ dreary.
Loud the iron yett(5) does clank,
An’ cry o’ howlets mak’s me eerie.
III
Aboon my breath I daurna’ speak
For fear I rouse your waukrif’ daddie;
Cauld’s the blast upon my cheek,
O rise, rise my bonnie ladie.
IV
She op’d the door, she let him in
I cuist aside my dreepin’ plaidie(6).
‘Blaw your warst, ye rain and win’
Since, Maggie, now I’m in aside ye.
V
Now, since ye’re waukin’, Maggie,
Now, since ye’re waukin’, Maggie,
What care I for howlet’s cry,
For boortree bank or warlock craigie?

TRADUZIONE ITALIANO
I
Buia e piovosa è la notte
non c’è una stella che mandi raggi di luce in tutto il cielo (1)
e i venti freddi si uniscono alla furia dell’inverno.
RITORNELLO
Stai dormendo Maggy?
Stai dormendo Maggy?
Fammi entrare che la cascata rimbomba (2)
e ruggisce sul Warlock Crag (3).
II
Timorosi fruscii sulla collinetta dei sambuchi (4), il bosco ruggisce selvaggio e triste, forte il cancello (5) di ferro sbatte con clamore,
e piange il gufo facendomi paura.
III
Non oso parlare più forte di un sospiro, per timore di svegliare tuo padre che è sempre vigile,
fredda è la raffica del vento sulla mia guancia, svegliati mia bella.
IV
Lei aprì la porta e lo fece entrare
posai il mantello (6) gocciolante di pioggia: “spazza via il peggio, la pioggia e il vento dal momento che Maggy ora sono con te!”
V
Ora che ti sei svegliata Maggy
che m’importa del grido del gufo,
della collina dei sambuchi o del Warlock Crag?

NOTE
1) carry sta per cielo, “the direction in which clouds are carried by the wind”
2) howling
3) letteralmente dirupo del mago, è il nome di una cascata a Lochwinnoch che forma una grande pozza o un piccolo laghetto
4) elder tree, il sambuco, l’albero in cui dimorano le fate
5) yett diventa gett secondo l’antica consuetudine di scrivere le due vocali in modo intercambiabile. La lettera y più comunemente sostituiva anche la combinazione “th” per cui “the” era anche scritto “ye” (si tratta della lettera þ detta “thorn” che ha lo stesso suono di “th”)
6) plaidie, una coperta o un mantello vedi

TRADUZIONE   INGLESE
I
Dark and rainy is the night
there’s no star in all the carry
lightning flashes gleam across the sky
and cold winds drive with winters fury.
CHORUS
Oh, are you sleeping Maggie
Oh, are you sleeping Maggie
let me in, for the loud the waterfall
is roaring over the warlock crag.
II
Fearful sighs on the elder tree bank
The rifted wood roars wild and dreary
Loud the iron gate does clank,
And cry of owls makes me fearful.

III
Above my breath I dare not speak
For fear I rouse your wakeful father
Cold is the blast upon my cheek
O rise, rise my pretty lady.
IV
She opened the door, she let him in
I cast aside my dripping cloak
Blow your worst, you rain and wind
Since, Maggie, now I’m beside you.
V
Now, since you’re woken, Maggie
Now, since you’re woken, Maggie
What care I for owl’s cry,
For elder tree bank or warlock crag?

SLEEPY & DROWSY MAGGY REELS

“Sleepy Maggie” è una reel in due parti e spesso è abbinata alla reel “Drowsy Maggie”, a volte le due melodie sono, erroneamente, confuse. Nella versione di Francis O’Neill and James O’Neill (in O’Neill’s Music of Ireland) è in 3 parti.

Sleepy Maggie secondo quanto riportato da Fidder’s Companion è una melodia tradizionale scozzese la cui più antica fonte trascritta si trova in Duke of Perth Manuscript ovvero Drummond Castle Manuscript (1734)

Sleepy Maggie è conosciuta in Irlanda anche con differenti nomi “LoughIsleCastle,” “Seán sa Cheo” o “Tullaghan Lassies.” ed è il modello per “Jenny’s Chickens”.

Samuel Melton Fisher, Asleep, (1902)
Samuel Melton Fisher, Asleep, (1902)

“Drowsy Maggie” è invece una melodia tradizionale irlandese in 2, 3 o 4 parti, però molto più popolare almeno a livello di registrazioni (sarà per la sua comparsa nel film “Titanic”!)- ovviamente c’è anche la versione scozzese: in genere parte lenta e poi diventa sempre più veloce così il titolo tra in inganno perché non c’è niente di “sonnolento” nella melodia che arriva ad una parossismo finale.

SLEEPY MAGGIE

ASCOLTA Sleepy Maggie Gabriele Possenti alla chitarra
ASCOLTATullaghan Lassies Fidil
ASCOLTAJenny’s Chickens Shanon Corr

DROWSY MAGGIE della serie “fast & furious”
Le variazioni sono infinite su solo 2 parti di base

ASCOLTA John Simie Doherty
ASCOLTA Comhaltas Ceoltóirí Éireann
ASCOLTA The Chieftains
The Chieftains live con il solo di Sean Keane

ASCOLTA Driftwood (Joe Nunn al violino)
ASCOLTA Jake Wise live

Versioni più rock
ASCOLTA Dancing Willow
ASCOLTA DNA Strings
ASCOLTA Lack of limits

FONTI
http://archive.org/details/poemssongsofrobe00tannrich
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/64522/1;
jsessionid=B312B09442ED31BB18C4FDA5E2E2BB59

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59687
http://members.aol.com/tannahillweavers/
http://www.lochwinnoch.info/tales/warlock-craigie.php
http://thesession.org/tunes/787
http://thesession.org/tunes/27
http://www.ibiblio.org/fiddlers/SLA_SLE.htm#SLEEPY_MAGGY/MAGGIE

GLOOMY WINTER’S NOW AWA’

L’autore del brano è Robert Tannahill (1774 – 1810), poeta e musicista contemporaneo di Robert Burns, che non divenne però altrettanto famoso rispetto al Bardo di Scozia, anche perché distrusse gran parte della sua produzione prima di suicidarsi, nel 1810. (per la scheda continua).
Il brano è datato 1808, la melodia è un’aria scozzese molto antica, arrangiata dall’amico R.A. Smith e potrebbe proprio essere la melodia composta da Alexander Campbell nel 1783, detta Lord Balgonie’s Favorite più tardi rinominata anche Come My Bride, Haste, Haste Away.

ASCOLTA The Virginia Company



Il brano si trova talvolta nelle compilation celtiche di Natale, forse per quel “Gloomy winter” del titolo che richiama la stagione invernale, però il mese descritto non è quello di dicembre, siamo piuttosto al crepuscolo dell’Inverno, che sta per andarsene e far posto alla primavera e i suoi primi timidi segnali: i bulbi selvatici che fioriscono, le acque che scorrono per il disgelo, le belle giornate di sole. E il poeta nei versi finali conclude:
Joy to me they canna’ bring,
unless wi’ thee, my dearie, O.
(traduzione italiano: ma gioia non potranno portarmi,
a meno che io non sia con voi, mia cara)
La cara a cui la poesia s’ispira è Miss Elizabeth Wilson all’epoca diciottenne e il luogo descritto è l’attuale  Gleniffer Braes Country Park che non ha perso il suo fascino di natura selvaggia e incontaminata (una carrellata d’immagini scattate proprio in primavera qui)

La poesia descrive un paesaggio incantato che si dischiude sotto l’occhio del poeta, mentre la natura si risveglia sotto le carezze dorate di un sole rinvigorito.

Nel dipinto di Sir Lawrence Alma-Tadema un tappeto di campanelle tingono di blu il sottobosco

ASCOLTA Tannahill Weavers, in  “The Old Woman’s Dance” 1978, versione melanconica, ipnotica, quasi sussurrata, un arrangiamento fatato con le basse e lamentose note del flauto traverso. Nelle note di copertina è scritto “Note dripping icicle noises and delicately coughing blackbirds” (=lo sgocciolare delle trine di ghiaccio e il delicato tossire dei merli.)
ASCOLTA versione live del 2011 dei Tannahill Weavers

ASCOLTA Dougie MacLean.

ASCOLTA The Birkin Tree


I
Gloomy winter’s now awa’,
Saft the westlan’ breezes blaw,
‘Mang the birks o’ Stanley shaw (1)
The mavis sings fu’ cheery, O;
II
Sweet the crawflower’s early bell(2)
Decks Gleniffer(3)’s dewy (4) dell,
Blooming like thy bonnie sel’,
My young, my artless deary, O
III
Come, my lassie, let us stray
O’er Glenkilloch’s(5)sunny brae,
Blithely spend the gowden day
‘Midst joys that never weary, O
IV
Towering o’er the Newton Woods(6),
Lav’rocks (7) fan the snaw-white clouds,
Siller saughs, wi’ downy buds,
Adorn the banks sae briery, O;
V
Round the sylvan fairy nooks,
Feathery breckans fringe the rocks,
‘Neath the brae the burnie (8) jouks,
And ilka thing is cheery, O;
VI
Trees may bud, and birds may sing
Flowers may bloom, and verdure spring,
Joy to me they canna’ bring,
Unless wi’ thee, my dearie, O.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
L’inverno tetro ora si allontana
leggeri soffiano i venti dell’ovest
tra le betulle del boschetto di Stanley (1) il tordo canta così allegramente O.
II
Dolci le prime campanelle(2)
ricoprono la rigogliosa(4) valle di Gleniffer (3) fiorendo come la mia bella,  giovane, cara spensierata O.
III
Vieni, ragazza, camminiamo
sulla soleggiata collina di Glenkilloch(5), allegramente passiamo il giorno dorato con rinnovata gioia O.
IV
In alto sopra i boschi di Newton(6)
le allodole (7) ammirano le nuvole bianco-neve, cespugli di salici con le gemme lanuginose, adornano le rive così spinose O.
V
Tra i nascondigli delle fate silvestri,
le felci piumate orlano le rocce,
dal pendio il ruscello (8) si tuffa
e tutto è allegria O.
VI
Gli alberi germoglieranno, gli uccelli canteranno, i fiori sbocceranno e verrà primavera,
ma gioia non potranno portarmi a meno che io non sia con voi, mia cara O

NOTE
1) Stanley Castle circondato dalle colline e in una polla d’acqua, oggi restano solo le vestigia di una torre.
La foresta di Paisley inizialmente fu suddivisa in tre grandi aree chiamate Stanely, Thornly e Fereneze, il lato nord divenne poi Paisley Braes, ovvero Braes of Gleniffer, il lato sud Fereneze Braes. “The lands of Stanely, part of the ridge of Paisley Braes, were granted by King Robert III. to Sir Robert Danyelston in 1392. One of his two daughters and co-heiresses married Sir Robert Maxwell, laird of Calderwood, in the parish of East Kilbride, and these lands, along with others, were allocated to Lady Calderwood. In the middle of the 15th century, the Maxwell family built on the lands a strong baronial residence, a massive piece of masonry, 40 feet high, which became well known by the name of Stanely Castle. The Maxwells continued in possession of the estate for several generations, and John Maxwell, in 1629, with consent of his son John, sold the estate to Jean Hamilton, dowager of Robert, fourth Lord Ross. It has con¬tinued in the Ross-Boyle families till the present time. The roof was taken off in 1714, when the “auld castle’s turrets” and the inside of the building were exposed to the inclemency of the weather. Stanely Castle, so hoary and grey, is now surrounded with a fine sheet of water,—the Reservoir of the Paisley Water Works.” (tratto da qui)

2)  bluebell: il nome può indicare due diverse piante erbacee: il
Giacinto a campanelle o giacinto di Spagna ( Hyacinthus Non Scriptus) delle piccole campanelle di colore  blu-porpora simili ai mughetti che crescono nel sottobosco,  da non confondersi con il Ranunculus repens di colore giallo e sono fiori di campo aperto conosciuti con il nome di Buttercups. Ma anche la Campanula rotundifolia ovvero la campanula soldanella, pianta dai fiori blu a forma di campana, appartenente alla famiglia delle Campanulaceae. E’ comunemente detta Campanelle (Bluebell, o harebell) ed è il fiore nazionale ufficiale della Scozia; è il fiore per antonomasia delle fate o delle streghe, ma fiorisce in estate (da maggio) mentre il giacinto a campanelle fiorisce già ad aprile .
3) Oggi la collina di Glennifer è compresa in un parco, the Robertson Country Park, formato da zone boschive e dalla brughiera, sul crinale si gode la vista panoramica di Paisley e della valle del Clyde.
4) dew letteralmente rugiadosa, bagnata dalla rugiada, a tradurla con un termine di allora sarebbe “rorida”, ma preferisco l’immagine figurata che denota freschezza giovanile, quindi “florida, rigogliosa”
5) Killoch Glen: il lato sud dell’antica Foresta di Paisley, ovvero il Fereneze Braes, bellissima vallata ricca di ruscelli.  “This picturesque and romantic ravine is situated on the southern slope of the Capellie range of hills, nearly opposite the town of Neilston. Both its banks are finely wooded with well-grown trees, and it has been celebrated in song as the early home of the crawflower, anemone, and primrose. The glen is a comparatively short one, and consists of two parts, the upper and the lower glens. The trap formation at the top of the upper glen which separates it from the hollow meadow-land beyond and to the west of it, bears evidence of having been worn down by the overflow of water, probably from a lake formed there by the ponded-back water of the Capellie burn that now flows past the old mill and under the bridge on the Capellie road. The upper reach of the glen is short but picturesque, and the descent from the trap which separates it from the lower glen is rapidly made by a series of broken rocks, and as the water plunges over them a succession of foaming white falls is produced, which, when the burn is in flow, have a grand appearance, especially when viewed from below. Tannahill and his friend Scadlock have both sung the praises of this truly delightful glen.” (tratto da qui)
6) Le località menzionate si trovano nel Centro della Scozia nei dintorni di Paisley e sono ancora luoghi ricchi di fascino.  “The lands of Newton, situated at a short distance to the north-west of Stanely Castle, are bounded on the west by the Ald Patrick burn ; on the north, by the road to Beith ; and on the east, by the Fulbar road. The eastern portion was covered with plantations, and several hundreds of the trees are still growing, reminding the present generation of Tannahill’s Newton Woods. These lands were acquired by Robert Alexander in 1670, and he and his descendants were the respected landlords for upwards of a hundred years. He was the ancestor and founder of the present Southbar and Ballochmyle families of Alexander ” (tratto da qui)
7) l’allodola è l’araldo della primavera,  un passerotto dal canto melodioso che risuona nell’aria fin dai primi giorni del nuovo sole, e già alle prime luci dell’alba continua
8)  la zona è ricca di ruscelli e spettacolari cascate, nel Parco sono dedicati al poeta laTannahill Walkway e il Tannahill Well

continua: a corollario http://terreceltiche.altervista.org/the-braes-o-gleniffer/

FONTI
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%205.htm
http://sangstories.webs.com/gloomywintersnooawa.htm
http://bluebellstrilogy.com/blog/tag/fairies/
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/102lyr8.htm
https://thesession.org/tunes/6271