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SONG OF THE WANDERING AENGUS

MARGARET MACDONALD MAKINTOSH (1865-1933) The Silver Apples of the Moon
MARGARET MACDONALD MAKINTOSH (1865-1933)
The Silver Apples of the Moon

The song of wandering Aengus (La canzone di Aengus l’errante) è stata pubblicata nel 1899, nella raccolta di poesie “The Wind among the reeds” (Il vento fra le canne) di William Butler Yeats (1865-1939).

Aengus (Oengus) è il dio dell’amore della mitologia irlandese, appartenente alle mitiche schiere dei Tuatha De Dannan, eternamente giovane regnante del Brug na Boinne vicino alle rive del fiume Boyne. Di lui si narra che si fosse innamorato di una bellissima fanciulla vista in sogno e, malato d’amore, la cercasse a lungo prima di trovarla e portarla nel suo regno.

Nella poesia però il personaggio è un giovane mortale (forse il poeta stesso) alla ricerca dell’ispirazione poetica o del lato più ancestrale della conoscenza. Egli narra della sua iniziazione al passato, poiché si è fatto vecchio, alla perenne ricerca della bellezza, ovvero dell’illuminazione poetica, incarnata dalla fanciulla con i boccioli di melo tra i capelli. L’accesso (in vita) all’Altro Mondo celtico è un onore riservato a poeti, eroi semi-divini e pochi privilegiati visitatori (a volte rapiti dalle fate per la loro bellezza), Yeats spera di potersi nutrire delle mele di Avalon e di ottenere il dono dell’immortalità (poetica).

Edmund_Dulac_-_The_Garden_of_Paradise_-_Fairy_of_the_Garden_garment
Il primo a mettere in musica la poesia sembra essere stato lo stesso Yeats che la compose o che vi adattò una melodia tradizionale irlandese : nel 1907 diede alle stampe il suo saggio ‘Speaking to the Psaltery’ in cui la poesia viene recitata alla maniera bardica ovvero cantata con l’accompagnamento del salterio; ma molti altri artisti furono ispirati dal testo e composero ulteriori melodie.

ASCOLTA Burt Ives con il titolo The Wandering of Old Angus‘Burl Ives: Songs of Ireland‘ Decca DL 8444 (ca. 1954) in cui nelle note di copertina si accredita la melodia a Yeats
ASCOLTA Judy Collins con il titolo ‘Golden Apples of the Sun’  – Golden Apples of the Sun 1962. La stessa Collins dice in merito: “Learned from the singing of Will Holt, this stunning song is a musical setting of a W. B. Yeats poem ‘The Song of the Wandering Angus’. It is not a folk song, it tends to be an art song. It has a traditional feeling about it; the repetitiveness gives you the impression of an incantation, which the poem does too. Of her learning it I had heard the song almost two years ago. When I heard Will Holt sing it late one night at the Gate of Horn, I was greatly impressed, and determined to learn it. Will sang it for me a number of times, and even gave me a tape of it. I lived with the Golden Apples of the Sun almost a year-and-a-half before I ever sang it, and then it burst out one day – almost of its own accord – while I was visiting friends. It took me a long time to assimilate it, but now it’s part of me. I feel that the song has something to do with what people want – what they don’t have – and sometimes the desire for these things is almost as satisfying as the getting.'”
ASCOLTA Donovan in H. M. S. 1971

ASCOLTA Richie Havens in “Mixed Bag II” 1974
ASCOLTA Christy Moore in “Ride On” 1986

ASCOLTA Paul Winter & Karen Casey in Celtic Solstice 1999

ASCOLTA Jolie Holland in Catalpa 2003 con venature country

ASCOLTA Waterboys in “An Appointment with Mr Yeats” 2011
una versione quasi parlata che chiude con la melodia del flauto, come un refolo di vento

ASCOLTA Eoin O’Brien 2013
ASCOLTA Sedrenn  in De l’autri cotè 2013 (la recensione del cd qui)
I
I went out to the hazel wood
because a fire was in my head(1)
and cut and peeled a hazel wand(2)
and hooked a berry to a thread.
II
And when white moths were on the wing
and moth-like stars were flickering out
I dropped the berry in the stream(3)
and caught a little silver trout(4).
III
When I had laid it on the floor
I went to blow the fire aflame
But something rustled on the floor
and someone called me by my name.
IV
It had become a glimmering girl
with apple blossom(5) in her hair
who called me by my name and ran
and vanished through the brightening air
V
Though I am old with wandering
through hollow lands and hills lands
I will find out where she has gone
and kiss her lips and take her hands.
VI
And walk among long dappled grass
and pluck till time and times are done
the silver apples of the moon
the golden apples of the sun(5).

NOTE
1) il ‘fuoco nella testa’ è quello che caratterizza l’esperienza visionaria propria dello sciamanesimo (vedi). Nel libro “Il fuoco nella testa (2007) Tom Cowan esamina le connessioni tra sciamanismo e immaginazione celtica, analizzando i miti, i racconti, gli antichi poeti e narratori celtici e descrivendo le tecniche usate per accedere al mondo degli sciamani. Gli sciamani sono in grado di accedere a un particolare stato di coscienza nel quale sperimentano un viaggio nei regni non-ordinari dell’esistenza dove raccolgono conoscenza e potere che usano poi per se stessi o a favore di altri membri del loro gruppo sociale. In quest’ottica e in una lettura autobiografica il protagonista si avvicina alle acque del fiume per praticare un rituale che gli permetta di viaggiare nell’Altro Mondo
2) la nocciola è frutto della scienza e cade nella sorgente sacra, dove viene mangiata dal salmone/trota (che diventa il salmone della conoscenza). Il legno di nocciolo serve, quasi sempre, per fabbricare le bacchette magiche usate dai druidi.
3) molto probabilmente si tratta del fiume Boyne. Secondo la mitologia il Brug na Boinne o «Palazzo del fiume Boyne», è l’attuale Newgrange. Dimora del Dagda e poi del figlio Aengus (Oengus) e degli dèi più importanti. Il tumulo sorge sulla riva settentrionale del fiume Boyne, a est di Slane (contea di Meath).

new-grange
ecco come doveva presentarsi un tempo il tumulo

4) Il riferimento ai boschi di nocciolo e all’apprestarsi a cucinare una trota appena pescata sembra riferirsi ad un racconto mitologico di Fionn Mac Cumhaill. All’epoca era a fare il suo apprendistato presso il maestro Finnegas che da ben sette anni dava la caccia al salmone della saggezza (o conoscenza, ispirazione poetica): infine lo cattura e lo fa cucinare dal fanciullo con la raccomandazione di non mangiare la sua carne (perchè tutta la saggezza va a colui che ne mangia il primo boccone) Fionn si scotta un pollice e si porta il dito alla bocca, così facendo inghiotte un pezzetto di pelle di salmone: ogni volta che si succhierà il dito potrà fare ricorso alla saggezza.
Anche la trota è considerata dalla tradizione celtica uno spirito-guardiano dei corsi d’acqua, e rappresenta il Mondo di Sotto, che materialmente si incarna sotto lo sguardo del poeta in una fanciulla dell’Altro Mondo, in una sorta di sogno o visione (aisling) che scompare al rischiararsi del giorno: il poeta ci dice dedicherà la sua vita a inseguire quella fanciulla ovvero a raggiungere (in vita) l’Altro Mondo 
5) Il melo e il suo frutto sono sempre presenti nell’AltroMondo e il più delle volte è una creatura femminile a offrire la mela d’oro all’eroe o al poeta, perchè è colei che offre la conoscenza e l’immortalità al fortunato prescelto. La mela è il frutto dell’immortalità ma anche della morte, del sonno eterno. Secondo Frank Browning (in ‘Apples: the story of the fruit of temptation’, 1998) ‘In the beginning there were roses. Small flowers of five white petals opened on low, thorny stems, scattered across the earth in the pastures of the dinosaurs, about eighty million years ago. …These bitter-fruited bushes, among the first flowering plants on earth, emerged as the vast Rosaceae family and from them came most of the fruits human beings eat today: apples, pears, plums, quinces, even peaches, cherries, strawberries, raspberries and blackberries. ‘The apple [paleobotanists believe]… was the unlikely child of an extra-conjugal affair between a primitive plum from the rose family and a wayward flower with white and yellow blossoms of the Spirea family, called meadowsweet.’

La canzone di Aengus il vagabondo

Angelo Branduardi in “Branduardi canta Yeats” 1986 sulla melodia di Donovan, testo-traduzione di Luisa Zappa

Fu così che al bosco andai,
chè un fuoco in capo mi sentivo,
un ramo di nocciolo io tagliai
ed una bacca appesi al filo.
Bianche falene vennero volando,
e poi le stelle luccicando,
la bacca nella corrente lanciai
e pescai una piccola trota d’argento.
Quando a terra l’ebbi posata
per ravvivare il fuoco assopito,
qualcosa si mosse all’improvviso
e col mio nome mi chiamò.
Una fanciulla era divenuta,
fiori di melo nei capelli,
per nome mi chiamò e svanì
nello splendore dell’aria.
Sono invecchiato vagabondando
per vallate e per colline,
ma saprò alla fine dove e`andata,
la bacerò e la prenderò per mano;
cammineremo tra l’erba variegata,
sino alla fine dei tempi coglieremo
le mele d’argento della luna,
le mele d’oro del sole.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=44244 http://branoalcollo.wordpress.com/2011/07/11/le-metamorfosi-di-yeats/ http://lebuoneinterferenze.blogspot.it/2010/02/le-mele-della-notte.html http://www.ilcerchiosciamanico.it/articoli/p2/123/il-regno-sotto-le-acque-il-recupero-dello-sciamanesimo-celtico-di-sharon-paice-macleod.html

LADY MARY ANN: THE TREES THEY DO GROW HIGH

daily-growingNella sua versione standard la ballata ha come protagonista Lady Mary Ann la quale è stata data in sposa ad un ragazzino essendo la pratica del matrimonio tra fanciulli e adulti una prassi dei tempi antichi. Più diffusa la casistica di uomini maturi, per non dire vecchi, con spose-bambine, ma non insoliti anche gli abbinamenti all’inverso (con donne comunque ancora in età fertile)
La ballata risale quantomeno al 1600 ed è conosciuta con vari titoli come “Lady Mary Ann“, “The College Boy” oppure “Long-A-Growing“, “Daily Growing” e anche “Bonny Boy is Young (But Growing)“. Forse di origine scozzese potrebbe riferirsi ad una storia vera quella del matrimonio tra il figlio (o il nipote) di Lord John Urquhart di Craighton, Craigston o Craiginstray (morto pochi anni dopo il matrimonio nel novembre del 1634) e Elizabeth Innes.

La bellezza e la complessità della storia narrata risiede nei continui “flash-back” tra una strofa e l’altra in cui la protagonista davanti alla tomba del marito, mentre anno dopo anno osserva crescere gli alberi, ricorda di come un tempo si fosse opposta al loro matrimonio spaventata dalla troppo giovane età di lui, ma avesse ceduto all’amore per il suo sposo fanciullo. L’amarezza del ricordo e la solitudine della donna si stemperano nella visione del nuovo bambino che sta crescendo al posto del padre!
Così scrive A.L. Lloyd: “A ballad common all over the British Isles. Scottish, Irish and English versions resemble each other in text but not always in tune. In Irish sets, the young lovers are of more respectable age. There is a story that the ballad was made after the death in 1634 of the juvenile laird of Craigton who married a girl some years older than himself, and died within a short time. In fact, the song is probably older, and may have originated in the Middle Ages when the joining of two family fortunes by child-marriage was not ununsual. Our tune was notated by Bertha Bidder from a woman in Stoke Fleming, Devon, some time before 1905.”

LA VERSIONE SCOZZESE: LADY MARY ANN

Robert Burns prese dalla collezione di ballate scozzesi di David Herd le prime due strofe e ci scrisse una canzone intitolandola “Lady Mary Ann” (SMM 1792). Per l’ascolto ho selezionato la melodia abbinata da Robert Burns nello “Scots Music Museum” e quella dalla tradizione orale raccolta sul campo

ASCOLTA Billy Ross

ASCOLTA Lizzie Ann Higgins. Lizzie spiega nella registrazione che ha imparato il testo dalla zia di suo padre, ma la melodia è stata abbinata su suggerimento del padre Donald Higgins suonatore di cornamusa, con un brano dal titolo ‘Mrs MacDonald of Dunacht’ composto un centinaio d’anni prima da J.R. McColl di Oban


I
O, Lady Mary Ann looks o’er the Castle wa’,/She saw three bonie boys playing at the ba’,/The youngest he was the flower amang them a’
My bonie laddie’s young, but he’s growin yet!
II
‘ O father, O father, an ye think it fit,
We’ll send him a year to the college yet;
We’ll sew a green ribbon round about his hat,
And that will let them ken he’s to marry yet!’
III
Lady Mary Ann was a flower in the dew,/Sweet was its smell and bonie was its hue,
And the longer it blossom’d the sweeter it grew,/For the lily in the bud will be bonier yet.
IV
Young Charlie Cochran was the sprout of an aik;
Bonie and bloomin and straucht was its make;
The sun took delight to shine for its sake,/And it will be the brag o’ the forest yet.
V
The simmer is gane when the leaves they were green,
And the days are awa that we hae seen;
But far better days I trust will come again./For my bonie laddie’s young, but he’s growin yet.
tradotto da Cattia Salto
I
Lady Mary Ann guarda dalle mura del castello (1)
e vede tre bei fanciulli giocare a palla,
il più giovane era il più bel fiore
“Il mio bel ragazzo è giovane, ma crescerà
II
O padre, padre, se credi che vada bene
lo manderemo un anno all’Università(2)
cuciremo un nastro verde sul suo cappello(3)
per far sapere a tutti che sta per sposarsi”
III
Lady Mary Ann era un fiore turgido,
dolce era il suo profumo e bello era il suo colorito
e più sbocciava più bella diventava
come un giglio in boccio sarà più bello in fiore.
IV
Il giovane Charlie Cochran era il germoglio di una quercia,
b
ello, florido e dritto si faceva
il sole si compiaceva di brillare per il suo bene
e sarebbe stato il vanto di tutta la foresta
V
“L’estate è passata da quando le foglie erano verdi
e i giorni che sono stati sono lontani
ma giorni di gran lunga migliori sono certa verranno
perchè il mio bel ragazzo (4) è giovane, ma crescerà”

NOTE
1) La tenuta di Craystoun o Craigston è stata acquisita da John Urquhart di Craigston Castle, Turriff, Aberdeenshire che costruì il castello nel 1604-1607
2) il college poteva essere il King’s College di Aberdeen, università fondata nel 1495 (la terza di Scozia dopo Glasgow e St Andrews, Fife)
3) un’usanza prematrimoniale tipica in Gran Bretagna: il colori dei nastri variano a seconda delle versioni in blu, verdi e bianchi
4) in questa versione di Burns non è esplicitamente menzionata la morte del giovane marito. Lady Mary Ann potrà vedere il marito diventare l’uomo atteso e sognato nel figlio che cresce giorno dopo giorno.

LA VERSIONE INGLESE: THE TREES THEY DO GROW HIGH

La versione è stata ripresa nel folk revival degli anni 60 da molti artisti tra cui Joan Baez che ha fatto scuola per le versioni successive. Per l’ascolto ho selezionato interpretazioni che girano sostanzialmente sulla stessa melodia. Ma le versioni melodiche e testuali della ballata sono molteplici, così come tantissimi gli artisti di grosso calibro che l’hanno registrata!

ASCOLTA Pentangle in Sweet Child, 1968 altra versione diventata standard

ASCOLTA Donovan live “Young but growing” la stessa melodia cantata con un pizzico di swing: la trovo una interpretazione molto intensa per nella sua essenzialità

ASCOLTA Alan Stivell in “A L’Olympia” 1971

ASCOLTA John Renbourn Group in ‘The John Renbourn Group Live In America‘ 2005

ASCOLTA Altan Daily Growing in “The Blue Idol” 2002

ASCOLTA Shannon 2013 interessante arrangiamento vocale che riprende la versione di Donovan


ASCOLTA Simon Fowler in Merrymouth 2012 con una seconda melodia più “moderna” (strofe I, II, VII con lievi variazioni nei versi)


I
The trees they grow high,and the leaves they do grow green
Many is the time my true love I’ve seen
Many an hour I have watched him all alone
He’s young, but he’s daily growing
II
Father, dear father, you’ve done me great wrong
You have married me to a boy who is too young
I’m twice twelve and he is but fourteen
III
Daughter, dear daughter, I’ve done you no wrong
I have married you to a great lord’s son
He’ll be a man for you when I am dead and gone
IV
Father, dear father, if you see fit
We’ll send my love to college for another year yet
I’ll tie blue ribbons all around his head
To let the ladies know that he’s married
V
One day I was looking o’er my father’s castle wall
I spied all the boys playing at the ball
My own true love was the flower of them all
[VI
And so early in the morning at the dawning of the day
They went into a hayfield for to have some sport and play
And what they did there she never would declare/But she never more complained of his growing]
VII
At the age of fourteen, he was a married man
At the age of fifteen, the father of a son
At the age of sixteen, on his grave the grass was green
Cruel death had put an end to his growing
VIII
I’ll make my love a shroud of holland so fine
Every stitch I put in it the tears come trickling down
Once I had a true love but now I’ve ne’er one
But I’ll watch o’er his son while he’s growing..
Traduzione Alberto Musica&Memoria*
I
Gli alberi sono alti e le foglie crescono verdi, molto tempo da quando ho visto il mio vero amore, molte le ore da quando sono stata da sola con lui (1)
è giovane, ma sta crescendo giorno dopo giorno
II
“Padre, caro padre mi hai fatto un grande torto
mi hai fatto sposare un ragazzo troppo giovane, io ho ventiquattro anni e lui ne ha appena quattordici (2)”
III
“Figlia, mia cara figlia non ti ho fatto alcun torto
ti ho fatto sposare il figlio di un gran signore, lui sarà per te è un uomo quando io sarò morto e sepolto”
IV
“Padre, caro padre, se lo ritieni giusto
manderemo il mio amore a scuola un altro anno ancora, io legherò nastri blu attorno al suo capo per far sapere alle signore che lui è sposato (3)”
V
Un giorno stavo guardando oltre
il muro di cinta del castello di mio padre, spiavo i ragazzi che giocavano alla palla(4), il mio vero amore era un fiore (che spiccava) tra tutti
[VI (Strofa solo in Altan)
E così all’alba e al tramonto del giorno
andavano in un campo di fieno per divertirsi e giocare
e ciò che facevano là lei non volle mai dirlo
ma non si lamentò più della sua crescita]
VII
All’età di quattordici anni, era un uomo sposato
all’età di quindici anni, il padre di un bambino, all’età di sedici anni, l’erba era verde sulla sua tomba
Una morte crudele aveva posto fine alla sua vita
VIII
Farò per il mio amore un velo di tessuto di fiandra così bello (5)
Ad ogni punto che cucio mi scendono le lacrime
Un tempo avevo un vero amore, ma ora non ne ho nessuno
Ma io guarderò (lui) in suo figlio, mentre crescerà ..

NOTE
* tratto da qui, tranne la VI strofa
1) Letteralmente “ho guardato lui da solo
giovane-16002) Letteralmente “due volte dodici“, il numero dodici è alla base del sistema numerico inglese tradizionale. L’età da marito del ragazzo in alcune versioni è di 13 anni, in altre (quelle irlandesi) di 17.
3) In altre versioni invece di “ladies”, è scritto “maiden”, termine che sta a indicare le ragazze da sposa.
4) probabilmente si riferisce al gioco del calcio che fin dal medioevo veniva genericamente detto “ball play” o “playing at ball”; importato dai Romani nella loro conquista della Gran Bretagna (che a loro volta lo avevano appreso dai Greci) il gioco si radica a tal punto sull’isola da diventare estremamente popolare nel Medioevo. Già nel 1400 si utilizzava la parola fote-ball (o fute-ball in Scozia) per indicare il gioco della palla praticato con i piedi per distinguerlo dalla pallamano; i numerosi divieti della pratica di questo sport (a causa della sua violenza) in tutte le epoche ne attestano il successo e la diffusione! Per tutto il Seicento fu il gioco più diffuso nelle università d’Inghilterra e Scozia.
5) Quest’ultima strofa, omessa nella versione della Baez, è quella che varia maggiormente nelle varie trascrizioni. Qui è riportata come cantata da Jacqui McShee. la versione di Altan dice “I’ll buy my love some flannel, I’ll make my love a shroud”

ASCOLTA Steeleye Span in “Now we are six” 1974. La melodia è sempre di tradizione popolare


I
As I was walking by yonder church wall/ I saw four and twenty young men a-playing at the ball/I asked for my own true love but they wouldn’t let him come/ for they said the boy was young but a-growing.
II
Father dear father you’ve done me much wrong.
you’ve tied me to a boy when you know he is too young.
but he will make a lord for you to wait upon.
and a lady you will be while he’s growing.
III
We’ll send him to college for one year or two./and maybe in time the boy will do for you.
I’ll buy you white ribbons to tie around his waist.
for to let the ladies know that he’s married.
IV
The trees they do grow high and the leaves they do grow green.
the day is passed and gone my love that you and I have seen.
it’s on a cold winter’s night that I must lie alone.
for the bonny boy is young but a-growing.
V
At the age of sixteen he was a married man./and at the age of seventeen the father to a son.
and at the age of eighteen his grave it did grow green./cruel dead had put an end to his growing.
tradotto da Cattia Salto
I
Mentre camminavo verso quella chiesa
vidi 24 giovani giocare al pallone
domandai del mio vero amore, ma non lo lasciarono venire
perchè dissero che il ragazzo era giovane ma sarebbe cresciuto
II
“Padre, caro padre mi hai fatto un grande torto
mi hai fatto sposare un ragazzo anche se sapevi che era troppo giovane”
“Ma diventerà un Signore per te che lo aspetterai
e una Donna tu diventerai mentre lui cresce.
III
Lo manderemo  all’Università per un anno o due
e per dargli il tempo di crescere,
ti comprerò dei nastri bianchi da
legare ai suoi fianchi
per far sapere alle signore che è sposato”
IV
Gli alberi sono cresciuti e le foglie sono diventate verdi,
tu ed io abbiamo visto passare molti giorni,
è in una fredda notte d’inverno che devo stare da sola
perchè il bel fanciullo è giovane ma crescerà.
V
All’età di 16 anni era un uomo sposato
e all’età di 17 il padre di un bambino,
all’età di 18 l’erba era verde sulla sua tomba
la morte crudele ha messo fine alla sua crescita

LA VERSIONE ITALIANA: GLI ALBERI SONO ALTI

La versione di Angelo Branduardi parte dal 1975 con il suo album d’esordio dal titolo “La luna“, ben presto andato esaurito e “rifatto” con un’altra etichetta cinque anni più tardi:  riprende l’arrangiamento di Joan Baez, ampliandolo con interessanti abbellimenti sia con la chitarra che con l’armonica; anche in questa versione la canzone gioca sul ricordo evocativo della donna che nel giovane figlio che cresce rivede il giovane sposo morto prematuramente: Branduardi ci dice che la donna rivede il suo amore in estate, ma non ci dice il motivo dell’allontanamento (IV strofa), così nella II strofa inizia il primo flash back della donna che ricorda il dialogo avuto con il padre l’anno prima, quando si era dovuta sposare con un tipico matrimonio d’interesse, eppure in lei era sbocciato l’amore per quel giovane ragazzo (in vero in pochissimo tempo, forse un colpo di fulmine) e in una brevissima notte d’amore concepisce un bambino. Ma come apprendiamo appunto nella IV strofa il marito quindicenne (mentre lei era ventenne) viene allontanato per un anno. Nell’ultima strofa è sempre evocato il marito diventato padre e morto poco dopo.

Il testo nella sua vaghezza si presta ad una interpretazione ambigua, di un tempo circolare e ciclico in cui il figlio ricalca le orme del padre; nel ricordo della madre-moglie le due figure si fondono così il ragazzo della I strofa potrebbe benissimo essere sia il figlio che il marito della donna.

ASCOLTA Angelo Branduardi in Gulliver la luna e altri disegni 1980

I
Gli alberi sono alti, le foglie crescon verdi
Da quanto tempo non vedevi il tuo amore,
da tanto, ed oggi è tornato tutto solo:
è giovane ma crescerà.
II
Padre, o padre, mi hai fatto un grave torto
mi hai dato in moglie a chi è poco più di un bimbo,
ha quindici anni ed io già quasi venti:
è giovane ma crescerà.
III
Figlia, o figlia, non ti ho mai fatto torto,
ti ho dato in moglie al figlio di un signore,
il tuo bambino sarà ricco e rispettato:
è giovane ma crescerà.
IV
Padre, o padre, domani sarò sola,
lo manderanno lontano un anno ancora,
e al suo ritorno avrà un figlio a lui straniero:
è giovane ma crescerà.
V
Ieri al mattino seduta al tuo balcone
spiavi i ragazzi giocare per la strada,
il tuo vero amore di loro era il più bello:
è giovane ma crescerà.
VI
Un anno dopo aveva preso moglie,
il tempo passa ed è padre di un bambino,
il tempo corre ed il tuo fior sulla sua tomba:
è giovane ma crescerà.

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thetreestheygrowsohigh.html
http://www.musicaememoria.com/pentangle_sweet_child.htm
http://www.folksongsyouneversang.com/essays/170-2/
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/lady_mary_ann.htm
http://sangstories.webs.com/ladymaryann.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/66005/1
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LO35.html
http://www.golftoday.co.uk/history/golf_the_true_history_1.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/92.html