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AVONDALE A SONG FOR PARNELL

La canzone è stata scritta da Dominic Behan (1928-1989), scrittore e drammaturgo irlandese e militante repubblicano, proveniente da una famiglia con forti ideali socialisti.
Sia lui che il fratello entrarono e uscirono di prigione per le loro convinzioni politiche. Dominic fu autore di molte canzoni che cantava egli stesso, mentre le melodie erano prese per lo più dalle arie tradizionali irlandesi, innestandosi così con la sua opera, nel vivo solco della trasmissione orale e conservazione di un immenso patrimonio musicale popolare

La canzone è dedicata a Charles Stewart Parnell (1846-1891), membro della nobiltà protestante anglo-irlandese e uomo politico carismatico che lottò per realizzare la Riforma Agraria in favore dei contadini poveri. Nel 1870 fu tra i fondatori dell’Home Rule Party [in italiano “il partito per l’autonomia“] che si era posto come primo obiettivo  il conseguimento dell’autonomia dell’Irlanda, anche se non era chiaro tra tutti i suoi sostenitori, se si auspicasse un completo distacco dell’Irlanda dal Regno Unito, o solo una  limitata autonomia.
La melodia è un’aria tradizionale dal titolo “The Orange Maid of Sligo

ASCOLTA The Dubliners (voce Jim McCann)

ASCOLTA Christy Moore 1969

CHORUS
Oh, have you been to Avondale
and lingered in its lovely vale
Where tall trees whisper of
the tale of Avondale’s proud eagle(1).
I
Where pride and ancient glory fade,
such was the land where he was laid
Like Christ(2), was thirty pieces paid,
for Avondale’s proud eagle.
II
Long years that green and lovely vale,
has nursed Parnell, our grandest Gael
And curse the land that has betrayed
Fair Avondale’s proud eagle.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
CORO
Sei stato ad Avondale
a passeggiare nella sua bella valle
dove alti alberi  sussurrano la leggenda dell’Aquila gloriosa di Avondale(1)?
I
Dove la fama e l’antica gloria tramontano
tale era la terra in cui egli venne deposto
come Cristo(2), furono pagati 30 denari
per l’Aquila gloriosa di Avondale
II
Per lunghi anni in quella verde e bella valle
fu nutrito Parnell il nostro grande celta, maledetta la terra che ha tradito
l’Aquila gloriosa della bella Avondale

NOTE
1) nei canti di protesta e di ribellione era consuetudine identificare il personaggio con uno pseudonimo
2) Cristo e Parnell sono accomunate nel novero delle vittime storiche anche da James Joyce (il quale paragonò Parnell a Mosè: “poiché ha portato un popolo turbolento e instabile dalla vergogna ai confini della Terra Promessa”). Ma il natale di quell‟anno, il 1889, il destino mutò definitivamente per Parnell: il capitano William O’Shea chiese il divorzio alla moglie Katharine, rea di aver commesso adulterio con Parnell. Egli aveva tollerato la faccenda per dieci anni e gli fu addirittura offerto un seggio in parlamento in cambio del silenzio. Il divorzio fu accordato il 17 novembre 1890. Inizialmente Parnell riuscì a tenere le redini del partito e il suo luogotenente Tim Healy affermò fermamente che non si poteva abbandonare il leader in vista della Terra Promessa. Ma ben presto la pressione di Davitt, di Gladstone, dei vescovi cattolici e dello stesso Healy causarono la fine della carriera politica di Parnell. Nel 1891 le sue condizioni di salute peggiorarono drasticamente e dopo alcuni mesi dopo aver sposato Kitty O‟Shea, morì di crepacuore il 6 ottobre 1891. Al funerale del re senza corona parteciparono circa 150.000 persone. (tratto da vedi). Parnell aveva solo 45 anni!

IL GIARDINO D’IRLANDA

avondaleAvondale è una tranquilla città a Wicklow, contea eletta a “giardino d’Irlanda” per i suoi paesaggi; si trova proprio a Sud di Dublino e ne costituisce il polmone verde, un incantato paradiso naturale dominato per la maggior parte dalle Wicklow Mountains, luoghi favoriti dagli amanti dell’escursionismo!!
Ad Avondale si trova la casa natale di Charles Stewart Parnell, una villa georgiana ora sede di un museo a lui dedicato.

FONTI
http://www.irlanda.cc/contea-di-wicklow.html http://ilforumdellemuse.forumfree.it/?t=57057531 http://www.irlandando.it/cultura/storia/nuove-rivolte
http://etd.adm.unipi.it/t/etd-06202011-234944
http://www.storiainpoltrona.com/la-rivoluzione-irlandese-nel-xix-secolo http://www.irlanda.cc/lhome-rule-irlandese.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=50601
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=23701 http://www.folklorist.org/song/The_Blackbird_of_Avondale_ (The_Arrest_of_Parnell) http://www.historylearningsite.co.uk/charles_stewart_parnell.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=153261 http://www.jstor.org/discover/10.2307/850011?uid=3738296&uid=2129&uid=2&uid=70&uid=4&sid=21104241628977

GIOCHI DI POTERE

“The Patriot Game” è una irish rebel song scritta da Dominic Behan e dedicata a Fergal O’Hanlon un giovanissimo soldato dell’IRA morto durante l’operazione militare -o l’attacco terroristico per altri- (lui e i suoi compagni cercarono di far saltare con le bombe una caserma della Royal Ulster Constabulary nel villaggio di Brookeborough – contea Fermanang) nella notte di inizio del nuovo 1957. I “martiri” di quella notte furono in realtà due, ma più che commemorare l’azione militare in sè, Behan voleva riportare sulla bocca di tutti la questione irlandese e mettersi dal punto di vista dei combattenti dell’IRA che avevano continuato la loro lotta dopo il Trattato del 1921.

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ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA Clancy Brothers live 1966, Strofe I, II, III, V, IV

 
I
Come all ye young rebels, and list while I sing,
For the love of one’s country is a terrible thing.
It banishes fear with the speed of a flame,
And it makes you all part of the patriot game
II
My name is O’Hanlon, and I’ve just gone sixteen(2).
My home is in Monaghan, where I was weaned
I learned all my life cruel England’s to blame,
So I am part of the patriot game..
III
It’s nearly (barely) two years since I wandered away
With the local battalion of the bold IRA,
I read of our heroes, and I wanted the same
To play out my part in the patriot game.
(3)
IV
This Ireland of ours has too long been half free(4)
Six counties lie under John Bull’s tyranny.(5)
But still De Valera(6) is greatly to blame
For shirking his part in the Patriot game
V
They told me how Connolly was shot in his chair(7)
His wounds from the battle all bloody (bleeding) and bare.
His fine body twisted, all battered and lame
They soon made me part of the patriot game…
VI
And now as I lie with my body all holes
I think of those traitors who bargained(8) and sold
I’m sorry my rifle has not done the same
For the quislings who sold out the patriot game
TRADUZIONE ITALIANO
I
Venite giovani ribelli e ascoltatemi mentre canto
l’amore per la patria è terribile,
scaccia la paura come il divampare di un incendio
e coinvolge tutti nel gioco del potere(1)
II
Mi chiamo O’ Hanlon e ho appena 16 anni(2),
vengo da Monaghan e lì sono cresciuto,
mi hanno sempre insegnato a maledire la crudele Inghilterra
per questo sono parte del gioco del potere
III
Appena due anni fa me ne sono andato via
con il battaglione dell’IRA,
ho letto dei nostri eroi e ho voluto anch’io
avere la mia parte nel gioco del potere
(3)
IV
Questa nostra Irlanda è da tempo libera solo a metà(4)
sei regioni sono sotto la tirannia di John Bull(5)
eppure De Valera(6) è responsabile
per avere evitato la sua parte nel gioco del potere
V
Mi dissero di Connolly legato alla sedia e fucilato(7)
le sue ferite di battaglia aperte e sanguinanti
il suo corpo sfregiato mutilato e contuso:
questo mi ha fatto entrare nel gioco del potere
VI
Ma ora che giaccio qui crivellato di colpi
penso a quei traditori che hanno patteggiato(8) e venduto
e mi dispiace che il mio fucile non abbia fatto lo stesso
con i collaborazionisti che hanno venduto il gioco del potere

NOTE
1) letteralmente “gioco patriottico, gioco del Patriota” ma in italiano suona meglio il “gioco del potere” anche se patriot aggiunge  una connotazione più viscerale
2) O’Hanlon non è morto a 16 anni, ma a 19 anni
3) il verso sulla polizia (RUC ) è spesso censurato, soprattutto nelle versioni “ufficiali”
I don’t mind a bit if I shoot down police
They are lackeys for war never guardians of peace
And yet at deserters I’m never let aim
The rebels who sold out the patriot game
(traduzione italiano:
Non mi dispiace affatto uccidere la polizia,
sono scagnozzi della guerra, mai guardiani di pace .
e fino ad ora ai disertori non ho mai mirato,
ai ribelli che hanno venduto il gioco del potere)
4) l’Irlanda del Nord nata nel 1921 sotto la protezione del governo britannico a seguito del trattato con cui si chiudeva la guerra d’indipendenza
5) John Bull è la personificazione nazionale del Regno di Gran Bretagna, il nomigliolo nasce nel 1700 a rappresentare il tipo del gentiluomo di campagna, uomo d’affari capace e onesto ma collerico e di umore variabile, amante dello scherzo e della buona tavola.(Treccani)
6) La strofa nella versione dei Clancy viene molto diplomaticamente censurata e sostituita con
So I gave up my Bible, to drill and to train
To play my own part in the patriot game.
(Traduzione italiano: Così ho rinunciato alla Bibbia per addestrarmi e fare la mia parte nel gioco del potere)
Eamonn de Valera anch’egli tra i leader della Rivolta di Pasqua durante la trattativa con il governo inglese per sancire la fine della guerra d’indipendenza era a capo del governo provvisorio: gli irlandesi chiedevano la repubblica, gli inglesi erano disposti a concedere lo statuto di Dominion. De Valera alla fine lascia prendere il suo posto al tavolo delle trattative a Michael Collins e Arthur Griffith. De Valera nel 26 fonda il partito Fianna Fail che diventa il primo partito di opposizione ed il principale referente politico dell’I.R.A., anch’essa ormai in rotta con il Sinn Fein.
“Alle successive elezioni legislative del 1932 il Fianna Fail è ormai stabilmente il primo partito; De Valera diventa primo ministro. Come ringraziamento per l’opera prestata alla nazione e come sprone alle nuove generazioni, De Valera offre una pensione a tutti i reduci dell’I.R.A. irregolare che avevano combattuto durante la guerra civile; offre invece ai membri del gruppo armato clandestino la possibilità di venire inquadrati nell’esercito dello Stato Libero d’Irlanda. La situazione nello Stato Libero peggiora drasticamente. Buona parte dei sostenitori della linea estremista di De Valera premono perché il loro leader si faccia promotore di una campagna per la liberazione del nord occupato e ottenga l’appoggio del governo. In particolare l’I.R.A. cerca di far valere il sostegno dato al Fianna Fail per vincere le elezioni del ’32. Nel 1936, dopo aver tentato una linea di conciliazione che però non porta a risultati positivi, De Valera dichiara l’I.R.A. illegale in tutto lo Stato Libero d’Irlanda; l’esercito repubblicano intanto avvia una poco efficace campagna di bombing in Inghilterra (1939). Il governo lavora per costruire i presupposti di una convivenza civile che garantisca rispetto ed equità a tutti i cittadini. Nel 1937 vede la luce la Costituzione Irlandese: lo Stato Libero d’Irlanda diviene Eire (nome gaelico dell’isola); negli articoli 2 e 3 si fa riferimento all’intera superficie dell’isola come territorio naturale, compreso il nord.” (tratto da qui)
7) James Connolly era uno dei leader della Rivolta di Pasqua del 1916, per eseguire la sua sentenza di morte, gli inglesi lo legarono ad una sedia, essendo le condizioni delle sue ferite riportate nella battaglia così gravi che non riusciva a restare in piedi.
8) L’assemblea irlandese di Dublino approvò le clausole del trattato negoziato con gli inglesi (con una maggioranza risicata). L’IRA prese la decisione di combattere, così ebbe inizio la guerra civile, fratello contro fratello, con Michael Collins e Arthur Griffith considerati gli arcitraditori. Pare che il governo dello stato libero abbia fucilato più irlandesi degli inglesi stessi.

Dominic Behan VS Bob Dylan

Nel 1964 Dominic Behan ha accusato Bob Dylan di plagio per l’anti-war song “With God on its side” del 1964 . In quel periodo circolava in America la versione dei Clancy Brothers  di “The Patriot Game” e Dylan avrà pensato si trattasse di uno dei tanti rebel song impostato su melodie popolari della tradizione irlandese! Al contrario pur attingendo dalla tradizione popolare Behan questa volta aveva scritto proprio un pezzo nuovo, e infatti per quanto in molti si affannino a trovare questa o quella corrispondenza, ognuno lo dice per un diverso titolo e una diversa versione, citando titoli come “The Bold Grenadier” o “The Nightingale” o “One Morning in May” ma anche “The merry month of may”, così alcuni parlano di versione appalachiana, altri invece irlandese (per la verità il riferimento è a una non meglio precisata versione o se la precisano e poi si va a fare il confronto, la differenza tra le due melodie è palese).
Così alla fine si è arrivati a definire la melodia di “The Patriot Game” come un “folk song template” e si dice che Dominic Behan avendola attinta da un “modello” del diciassettesimo secolo, non ha fatto altro che creare una variante di questo modello, per la quale non può rivendicare alcun diritto.

Sarà.. ma a Dylan l’idea di scrivere una melodia così forse non gli sarebbe mai venuta se non l’avesse presa pari-pari da Dominic!!

ASCOLTA Bob Dylan: all’epoca bastava una chitarra e una voce roca, e il canto di protesta di matrice folk riusciva a catalizzare le masse dei giovani..
Accostando le due canzoni, non si può fare a meno di pensare, dopo il successo mondiale di  “With God on its side”, di come anche gli Irlandesi (di entrambi gli schieramenti) abbiano Dio dalla loro parte.

ASCOLTA Buddy Miller:  in versione nuovo secolo, la sequenza del video mostra quanto la canzone,  storicamente figlia degli anni 60 e della beat-generation, sia profetica ancora ai nostri giorni,  (in molti sperano che almeno questa volta, Dio sia dalla parte della Pace).

I
My name it means nothing
My age it means less
The country I come from
Is called the Midwest
I was taught and brought up there
The laws to abide
And that the land that I live in
Has God on its side.
II
The history books tell it
They tell it so well
The cavalries charged
And the Indians fell
The cavalries charged
And the Indians died
The country was young
With God on its side.
III
The Spanish American War had its day
And the Civil War too
Was soon laid away
And the names of the heroes
I was made to memorize
With guns in their hands
And God on their side.
IV
The first World War, boys
It came and it went
The reason for fighting
I never did get
But I learned to accept it
And accept it with pride
For you don’t count the dead
When God’s on your side.
V
The second World War
It came to an end
We forgave the Germans
And then we were friends
Though they murdered six millions
In the ovens they fried
The Germans now too
Have God on their side.
VI
I’ve learned to hate Russians
All through my whole life
If another war starts
It’s them we must fight
To hate them and fear them
To run and to hide
And accept it all bravely
With God on my side.
VII
But now we got weapons
Of the chemical dust
If fire them we’re forced to
Then fire them we must
One push of the button
And a shot the world wide
And you never ask questions
With God on your side.
VIII
In many a dark hour
I been thinkin’ ‘bout this
That Jesus Christ
Was betrayed by a kiss
But I can’t think for you
You have to decide
Whether Judas Iscariot(1)
Had God on his side.
IX
So now as I’m leavin’
I’m weary as hell
The confusion I’m feelin’
Ain’t no tongue can tell
The words fill my head
And fall to the floor –
But if God is on our side
He’ll stop the next war.
TRADUZIONE ITALIANO tratta da qui
I
Il mio nome non conta,
la mia età nemmeno.
Il paese dal quale provengo
fa parte dell’Occidente libero.
Sono stato cresciuto ed educato
a obbedire alle sue leggi
e che la terra in cui vivo
ha Dio dalla sua parte.
II
I libri di storia lo dicono,
e lo fanno così bene.
La cavalleria caricava,
gli indiani cadevano.
La cavalleria caricava,
gli indiani morivano
perché il paese era giovane
e con Dio dalla sua parte.
III
La guerra ispano americana aveva fatto il suo tempo
e anche la guerra civile è stata presto dimenticata.
E i nomi degli eroi
li ho imparati a memoria
con il fucile nelle mani
e Dio dalla loro parte.
IV
Oh, la prima guerra mondiale
è cominciata ed è finita.
La ragione per combatterla
non l’ho mai capita.
Ma ho imparato ad accettarla, accettarla con orgoglio.
Non si contano i morti
quando si ha Dio dalla propria parte.
V
E quando la seconda guerra mondiale finì
perdonammo i tedeschi
e ora siamo amici
nonostante ne abbiano ammazzato sei milioni, li hanno arsi nei forni.
Anche i tedeschi, ora,
hanno Dio dalla loro parte.
VI
Ho imparato a odiare i russi per tutta la mia vita.
Se ci sarà un’altra guerra,
dovremo combattere loro.
Dovremo odiarli e temerli per fuggire a nasconderci
e accettare tutto con coraggio
e con Dio dalla nostra parte.
VII
Ma ora abbiamo armi
di polvere chimica
e se saremo costretti a usarle,
lo faremo.
Uno premerà il pulsante
e il mondo intero salterà in aria
e non devi fare domande quando Dio è dalla tua parte.
VIII
Per molte lunghe ore
ho pensato
che Gesù Cristo
fu tradito con un bacio.
Ma non posso pensare per voi,
tocca a voi decidere
se pure Giuda Iscariota
avesse Dio dalla sua parte.
IX
E adesso devo lasciarvi,
ho una stanchezza infernale.
La confusione che provo non può essere descritta in alcuna lingua.
Le parole mi riempiono la testa
e cascano sul pavimento.
Se Dio è dalla nostra parte,
fermerà la prossima guerra.

NOTE
1) nella religione cristiana  il tradimento di Giuda rientra nei piani di Dio per la Salvezza dell’Umanità..

FONTI
http://mysongbook.de/msb/songs/p/patriotg.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=37410&lang=it
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=112&lang=it
http://www.wowiezowie.it/wz/?p=188
http://www.historyireland.com/20th-century-contemporary-history/sean-south-of-garryowen/
http://files.studiperlapace.it/spp_zfiles/docs/irlanda.pdf

SURROUNDED BY WATER

Decisamente una irish folk song collocabile tra le Rebel Ballads, rimasta a lungo nella classifica tra i dischi più venduti in Irlanda quando fu interpretata da The Ludlow trio (ossia The Ludlows) nel 1966 (con la voce di Jim McCann)

LA MELODIA

ASCOLTA Paul O’Shaughnessy al violino che la suona come una jig

THE SEA AROUND US

Il testo è stato scritto da Dominic Behan su una vecchia melodia popolare dal titolo ” ‘S faigamid siud mar a ta se”, suonata però  come un walzer.
1962_cosmoDominic Behan (1928 – 1989) fu scrittore, cantante e non ultimo attivista politico. Il suo approccio verso la canzone popolare è quella del cantastorie che rinnova le vecchie melodie, per esprimere con le parole del momento, ma più “urbane” gli umori del popolo.
Così scrive nelle note di copertina dell’album “Ireland sings”: Historically, collectors of folk material, like Sharpe, Herd, Ord, Child etc., have made significant contributions to the preservations of folk-lore. But to imagine — as some people would have us believe at present — that balladry is in itself worthy of study in an abstract art sense, is a foolish and undesirable premise. That everything in relation to folk song must be limited to the purely ‘Ethnic’, with no allowance for the day to day changes which are a feature of any society is tantamount to asking us for our signature on a death warrant for folk-lore. Above all, it is asking us to sing with an academic tongue in cheek, and, before we bawl our heads off, we must find out why. It is enough to prevent young people from making their own songs …All this emphasis on ‘Folk knowledge’, ‘Ethnic approach’ etc. is hindering the young singer. It is educating him/her into the phoney accent, the idiomatic restrictive and the world where song is no longer something to have on one’s lips, but a kind of mysticism related only to the professional and ultra academic. Forget the ‘folk pundit’. Open your mouth, and, whatever your voice is like, sing! And to hell with the Ethnicists’. Folk-Song is not the special preserve of the few, but the undeniable heritage of the many.

Dominic dice in merito al testo di “The sea around us”:”I got the line from my Mother which a friend of hers, Mick Byrne, wrote, together with about forty verses he couldn’t remember. The line I got was ‘Thank God we’re surrounded by water’, and I thought it far too good to lose.” Ovviamente solo un grande autore come lui, partendo da una sola frase, poteva far uscire dal cilindro una canzone così umoristica, eppure venata di “irish pride”: si può a buona ragione ritenere una parodia degli “inni” del secolo precedente e dei canti nostalgici, pieni di stereotipi “rurali” sulla amata vecchia Irlanda..

ASCOLTA Dominic Behan in Ireland sings (1965)

ASCOLTA The Dubliners

They say that the lakes of Killarney are fair
No stream like the Liffey could ever compare,
If its water you want, you’ll get nothing more rare
Than the stuff they make down by the ocean(1).

Chorus:
The sea, oh the sea is the gradh geal mo croide(2)
Long may it stay between England and me
It’s a sure guarantee that some hour we’ll be free
Thank God we’re surrounded by water.

Tom Moore made his “Waters” meet fame and renown
A great lover of anything dressed in a crown(3)
In brandy the bandy auld Saxon(4) he’d drown
But throw ne’er a one in the ocean.

The Danes(5) came to Ireland with nothing to do
But dream of the plundered auld Irish they’d slew,
“Yeh will in yer Vikings” said Brian Boru(6)
And threw them back into the ocean.

The Scots have their Whisky(7), the Welsh have their speech
Their poets are paid about ten pence a week
Provided no hard words of England they speak
Oh Lord, what a price for devotion.

Two foreign old monarchs in battle did join(8)
Each wanting his head on the back of a coin
If the Irish had sense they’d drowned both in the Boyne
And partition thrown into the ocean.

NOTE
1) Dominic dice di non guardare ai laghi e ai fiumi dell’isola ma al mare che circonda e circoscrive l’intera isola, implicitamente dice che non si deve guardare l’isola per contee ma nella sua interezza non divisibile cioè in due territori come quelli odierni.  Ricordiamo che la canzone è stata scritta nel 1965, quando la repubblica d’Irlanda ancora rivendicava in Costituzione le contee del Nord
2) Gradh geal mo croide = great joy of my heart; è un classico per gli autori delle canzoni popolari inserire qualche frase in gaelico e questa è la più gettonata
3) Thomas Moore scrisse nel 1807 una canzone dal titolo “The meeting of the waters” un punto ben preciso del territorio irlandese in cui il fiume Avonmore si incontra con il fiume Avonbeg per formare l’Avoca (contea di Wicklow). Considerato un poeta alla moda nell’Ottocento Moore è stato criticato nel secolo successivo: qui è visto come un irlandese “da salotto” ossequioso degli Inglesi.
4) con Sassoni Dominic intende gli Inglesi. I Sassoni erano tribù germaniche che migrarono in Inghilterra (ovvero la Britannia) con gli Angli ed altre tribù minori per diventare gli anglo-sassoni cioè gli Inghlesi
5) i primi invasori dell’Irlanda (dopo i Celti) furono i Vichinghi (VIII-IX secolo) e anche se vengono definiti comunemente  Danesi i primi vichinghi a compiere incursioni sulle coste furono i Norvegesi (sono i Danesi che diventano Normanni stabilendosi nella regione della Francia che da loro prende il nome, la Normandia). Furono i Vichinghi norvegesi, che si definivano Ostiani perchè erano gli Uomini dell’Est, a fondare Dublino.
6) in realtà quando Brian Borù vinse la battaglia di Clontarf il problema vichingo non esisteva più da una sessantina d’anni, ma per gli Irlandese è il re supremo d’Irlanda che scaccia i Vichinghi!! (XI secolo) l’ironia qui è marcata, nell’Irlanda medievale ogni capo con uno straccio di terra e di potere si proclamava re i quali continuavano a rubarsi il bestiame l’un con l’altro e a praticare il loro divertimento preferito: scannarsi tra loro.
7) ovviamente gli irlandesi hanno il whiskey (vedi)
8) i due re sono Guglielmo d’Orange (diventato Guglielmo III d’Inghilterra, Guglielmo II di Scozia e Guglielmo I d’Irlanda) e Giacomo II Stuart (il deposto re di Inghilterra e Scozia -e anche d’Irlanda- di confessione cattolica) e la battaglia del Boyne (1690)

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO S
i dice che i laghi di Killarney siano belli, e che nessun fiume si possa paragonale al Liffey, se sono le loro acque che vuoi, non avrai niente di meglio che le cose che si gettano nell’oceano(1). Il mare è “il mio tesoro”(2), che a lungo resti tra l’Inghilterra e me, perchè è una garanzia di certo che prima o poi saremo liberi, grazie a Dio siamo circondati dalle acque! Tom Moore andò incontro con le sue “Waters” (3) alla fama e notorietà, un grande amante di ogni cosa che indossasse una corona; nel brandy i vecchi Sassoni(4) sarebbero annegati, ma non se n’è mai gettato uno nell’oceano. I danesi(5) vennero in Irlanda per non fare niente tranne che sognare di saccheggiare i vecchi Irlandesi che avrebbero ucciso “Ora tocca a voi Vichinghi” disse Brian Boru(6) e li gettò di nuovo nell’oceano. Gli Scozzesi avevano il loro whisky(7), i Gallesi la loro parlantina, i loro poeti erano pagati dieci penny alla settimana guardandosi bene dal dire dure parole sull’Inghilterra, oh Signore, che prezzo per la devozione! Due vecchi re stranieri(8) si unirono per la battaglia ognuno voleva la sua testa sul retro di una moneta, se gli Irlandesi avessero avuto il buonsenso li avrebbero affogati entrambi nel Boyne e gettato la divisione nell’oceano

THANK GOD WE’RE SURROUNDED BY WATER

La versione canadese è stata invece scritta da Tom Cahill sulla falsariga di quella irlandese

ASCOLTA Dick Nolan

I’ll sing you a song about Newfoundland dear,
We haven’t got money nor riches to spare;
But we should be thankful for one small affair,
Thank God we’re surrounded by water.
The sea, oh the sea, the wonderful sea,
Long may she roam between nations and me;
And everyone here should go down on one knee,
Thank God we’re surrounded by water.
The French in Quebec want a separate state,
Along with our own Labrador, just you wait;
They’re down to Bell Isle but they can’t walk the Strait,
Thank God we’re surrounded by water.
My mother-in-law wrote from Boston, the dear,
She wanted to visit for our Come Home Year;
The Carson was full with no planes in the air,
Thank God we’re surrounded by water.
Some visitors tasted our Newfoundland screech,
Tipped up the old bottle, drank six ounces each;
They let out a yell as they ran for the beach,
Thank God we’re surrounded by water.
Now Joey is God, say the Liberal bunch,
One day on the harbour he stepped after lunch;
But he couldn’t manage the Galilee stunt,
Thank God we’re surrounded by water.
Now Betsy Jane Kemp took her horse for a ride,
Ripped up her old bloomers all down the left side;
She hid them away on the beach at low tide,
Thank God we’re surrounded by water.

FONTI
“Irony in Action: Anthropology, Practice, and the Moral Imaginatio”, James Fernandez,Mary Taylor Huber http://www.theballadeers.com/ire/db_d1965_npl18134_ire_sing.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=151415
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/01/thank.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/34/thank.htm
https://thesession.org/tunes/2611

MALONEY WANTS A DRINK

songbook_2ndMaloney wants a drink è una drinking song da manuale scritta da Dominic Behan, in cui il nostro Paddy se fosse vissuto nel tempo biblico, avrebbe sedotto Eva, per poi abbandonarla … per andare in cerca di un altro “drink”. Anche la seducente Salomè con la sua danza del ventre non riesce ad abbindolare Maloney che, da navigato uomo di mare, lascia una donna in ogni porto..

Dominic Behan ha scritto parecchie canzoni, alcune diventate molto popolari, questa è stata registrata dai Dubliners nel loro album uscito subito dopo il famosissimo “Seven Drunken Nights”  (vedi) intitolato “A drop of the Hard Stuff” (in italiano “Un goccio di roba forte”): il titolo è significativo perchè oltre a canzoni da pub, ce n’erano alcune filo IRA in chiave umoristica ma anche “Anti-British stuff”! L’album raggiunse il 5° posto nella hit parade britannica seguito da More of the Hard Stuff che rimase nella Top Ten per circa sei mesi.

Scrive Philip Kay definendo i Dubliners come “freeborn men” nel suo blog (qui – articolo che vi consiglio di leggere tutto) “It’s probably easy to dismiss it all now as “Irish drinking songs”, but the mixture was a carefully calculated one, of bawdy drinking songs, some of the best songs by important contemporary songwriters like Behan and MacColl, many of which had social commentary as intransigent as anything Bob Dylan ever wrote, several pro-Irish and anti-British songs, and the whole sweetened by some of the most stirring yet melodious dance music heard from any Irish group.”

ASCOLTA The Dubliners in More of the Hard Stuff 1967

I
When Eve was in the garden, Adam climbed an apple tree,
He went aloft up to the top, to see what he could see.
He gazed in awe of what he saw, fair made the poor man grieve.
For Patrick John Maloney stood there, whispering to Eve…
CHORUS
`Ah kiss me, love, and miss me, love
And dry your bitter tears.
My loving you`ll remember now
For many, many years.
Be happy love, be satisfied, I left you in the pink(1).
There`s many a man that wants a bride.
Maloney wants a drink.`
II
Salome danced for Paddy, taking off her seven veils.
Salome said “Maloney that’s a trick that never fails.”(2)
Malone put Salome`s own clothing in a sack.(3)
`I`ll run along now to the pawn(4), and bring your bottle(5) back.`
III
From London to Nebraska, and from Glasgow to Hong Kong,
From Cardiff to Alaska, from Peking to Saigon,
Wherever girls are lonely, I know that in his role,
It`s there you`ll find Maloney, a-waiting to console…

NOTE
1) in the pink: il significato di “essere in rosa” è quello di stare bene, in salute, ma anche “su di giri” nel senso euforico di chi ha bevuto qualche drink
2) la frase in altre versioni è detta da Paddy, ma a mio avviso ha più senso se detta da Salomè
3) significa che Paddy fa i bagagli per andarsene; il termine “own” è scritto in vari modi
4) letteralmente ” Seguirò ora il pedone
5) scritto a volte come “bundle

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Quando Eva era nel giardino dell’Eden, Adamo salì su un melo, su fino alla cima, per vedere cosa gli riuscisse di vedere, ma ciò che vide lo impressionò, il pover uomo era proprio afflitto, perchè Patrick John Maloney se ne stava lì, sussurrando a Eva “Ah baciami, amore, ti mancherò, amore, asciuga le tue lacrime tristi. Il mio amore tu ricorderai per molti, molti anni. Sii lieta amore, e contenta, ti ho lasciato in rosa, c’è più di un uomo che desidera una sposa, ma Maloney vuole un drink”. Salomè danzò per Paddy, togliendosi i suoi sette veli e disse “Maloney questo è un trucco che non fallisce mai.” Maloney mise il vestito di Salomè in una sacca”Farò la mia mossa e ti riporterò la bottiglia.” Da Londra al Nebraska e da Glasgow a Hong Kong, da Cardiff all’Alaska, da Pechino a Saigon, ovunque ci siano ragazze sole, stanne certo, lì troverai Maloney, in attesa di consolarle..

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=47622
https://phillipkay.wordpress.com/2011/07/09/freeborn-men/
http://itsthedubliners.com/ref_song_1967_sb.htm

(Cattia Salto maggio 2015)

 

NELL FLAHERTY’S DRAKE

anatra-germano“Il papero di Nell Flaherty” (in inglese  “Nell Flaherty’s drake”) è il titolo di una canzone irlandese di origini ottocentesche in cui ci si rammarica per l’uccisione di un anatra, ma in realtà si vuole parlare della morte di un ribelle, affiliato della Società degli Irlandesi Uniti, si tratta perciò di una irish rebel song in codice.

Robert Emmet (1778-1803) è il nostro “papero nostrano” ovvero un giovane ribelle irlandese (della chiesa anglicana),  convinto sostenitore dell’indipendenza dell’Irlanda dalla Corona Inglese, nonché seguace degli ideali di fratellanza e solidarietà sociale propugnati dalla Rivoluzione Francese! Erano gli anni in cui i giovani irlandesi non potevano esimersi dal prendere una posizione, e il fratello maggiore Thomas (caro amico di Theobald Wolfe Tone) si era già schierato con i nazionalisti. Anche il fratellino più giovane mostra le sue simpatie per gli Irlandesi Uniti e viene espulso dal Trinity College di Dublino e poi fugge a Parigi con i ribelli del 1798 sconfitti.

Rientra a Dublino alla fine del 1802 per preparare la ribellione armata da affiancare all’imminente sbarco francese (e questa simpatia per la Francia gli costerà la testa), ma l’impresa va incontro al fallimento: dei preparativi per la ribellione si conosce ben poco essendo stata condotta con grande segretezza, ma i “croppy boys” non si erano ancora ripresi dalle batoste subite e dalla dura repressione inglese  e i veterani del 1798 accolsero con apatia gli emissari di Emmet; nonostante lo scollamento con la “base” i capi degli Irlandesi Uniti (ridotti a una sparuta élite) tramavano in segreto e si armavano..
A Dublino un’esplosione accidentale in uno di questi depositi di armi portò Emmet alla decisione di anticipare la rivolta, prima che gli Inglesi del Castello con la loro trama di spie venissero a conoscenza del piano della rivolta, ma il fatidico 23 luglio 1803 solo qualche centinaio di uomini si presentò all’appello: mancavano le armi, le munizioni, i cannoni, molti ritornarono alle loro case, ma non Emmet vestito da gentleman rivoluzionario, con una giubba verde guarnita di bianco e tricorno piumato, che si mise alla testa di un manipolo d’uomini per dare l’assalto al Castello. Costretti a ripiegare e a disperdesi, gruppi di ribelli vagarono in modo casuale per la città, con Emmet che perse del tutto il controllo della rivolta; per caso in Thomas Street venne fermata e presa d’assalto una carrozza con a bordo il viceré Lord Arthur Wolfe Kilwarden, prontamente infilzato dalle picche. I disordini proseguirono per tutta la notte finchè furono sedati dai militari.

1803-rebellion
Emmet riuscì a fuggire ma il suo nascondiglio venne scoperto e il 25 agosto venne catturato. Processato per alto tradimento il 19 settembre venne impiccato (e poi decapitato) sulla pubblica piazza il giorno dopo.

Sul personaggio è subito fiorita una letteratura romantica, vuoi per la giovane età, per il bel discorso pronunciato davanti alla giuria, vuoi per la storia d’amore con Sarah Curran alla quale Robert mandò una lettera dalla prigionia.
We fight that all of us may have our country and that done each of us shall have his religion. We war not against property—We war against no religious sect—We war not against past opinions or prejudices—We war against English dominion.”

IL PROTOTIPO DEL GENTLEMAN IRLANDESE

emmet-uniformEmmet was also portrayed in the nineteenth century as the ideal of Irish masculinity, the Irish Washington with his tight-fitting trousers, fine uniform and dashing air. He is shown as a prototype of what Irish masculinity should be. His rounded leg is determinedly thrust into the foreground: his beautiful, almost sexualised body is displayed in highly elaborate uniforms. Irish masculinity was emasculated through the nineteenth century, in the political and military spheres. Irish people were literally broken-backed, pock-marked, limping: the Irish body had become perforated, shrunken, tubercular, rheumatic—paralytic, in Joyce’s famous phrase. The whole corpus of nineteenth-century Irish literature hardly contains a single strong masculine figure. Portraying Emmet in this way made him an icon for Irish masculinity. That representation was also worked into the nineteenth-century representation of his triangular relationship with Sarah Curran and Anne Devlin, which addressed the issue of appropriate role models for Irish women. Sarah Curran functioned as the model for the Protestant gentry woman: she should be etherealised, disembodied, sublimated and desexualised. Curran was permitted the flourishes of the romantic exile in Sicily and the high romantic sense of unrequited love brutally interrupted by an external force. Anne Devlin appeared as the Catholic peasant woman who is faithful, ministering to bodily needs, a servant who is endlessly loyal. She functions as the ideal of Irish maternal femininity in the nineteenth century—long-suffering, long silent, but always standing by your man. This powerful triangulation around Emmet, Curran and Devlin provided a gender- and class-based model of Irish masculinity and femininity which has very little to do with the historical figures themselves. (tratto da qui)

LA MELODIA: ASCOLTA Rex McGee

Nell maledice gli Inglesi che hanno ucciso il suo “drake” con una sequela di improperi molto coloriti,  infine conforta i ribelli esortandoli a non desistere nella lotta.

ASCOLTA una gracchiante versione di Dominic Behan

ASCOLTA Tomasina Mc Ginnity


I
My name it is Nell(1), quite candid I tell,
And I live near C’oethill(2) I will never deny;
I had a large drake, the truth for to speak,
That my grandmother left me and she going to die.
II
He was wholesome and sound, he’d weigh twenty pound,
And the universe round I’d rove for his sake.
Bad wind to the robber, be him drunk or sober,
That murdered Nell Flaherty’s beautiful Drake.
III
His neck it was green, most rare to be seen,
He was fit for a Queen of the highest degree;
His body was white, it would you delight,
He was plump, fat, and heavy and brisk as a bee.
IV
My dear little fellow, his legs they were yellow,
He’d fly like a swallow or swim like a hake;
Till some wicked savage to grease his white cabbage,
Has murdered Nell Flaherty’s Beautiful Drake.
V
May his pig never grunt, may his cat never hunt,
That a ghost may him haunt in the dead of the night,
May his hen never lay, may his ass never bray,
May his goat(4) fly away like an old paper kite.
VI
May his duck never quack, may his goose turn black,
And pull down his turf with his long yellow beak,
May the scurvy and itch never part from the breech,
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
VII
May his cock never crow—may his bellows ne’er blow,
And for bed, pot and poe may he never have none;
May his cradle not rock, may his box have no lock,
May his wife have no smock to shade her back-bone
VIII
That the flies and the fleas the wretch ever tease,
May the piercing north-breeze make him tremble and shake;
May a four-year old bug build a nest in his lug,
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
IX
May his pipe never smoke, may his tea-pot be broke,
And add to the joke, may his tea-kettle ne’er boil,
May he pooley(8) the bed til the hour he is dead,
May he always be fed on lobsconse and fish oil.
X
May he swell with the gout, may his grinders fall out,
May he roar, bawl and shout with the horrid tooth-ache,
May his temples wear horns, and all his toes corns,
The monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
XI
May his spade never dig, may his sow never pig,
May each hair in his wig be well thrashed with a flail;
May his turkey not hatch, may the rats eat his meal.
XII
May every old fairy from Cork to Dunleary
Dip him smug and airy in river or lake,
That the eel and the trout, they may dine on the snout
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s drake.
XIII
May his dog yelp and growl with both hunger and cold,
May his wife always scold till his brains go astray,
May the curse of each hag that e’er carried a bag,
May light on the vag till his head turns grey.
XIV
May monkies still bite him, mad dogs affright him,
And everyone slight him, asleep or awake,
May the wasps still gnaw him and jack-daws claw him,
The monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
XV
The only good news I have diffuse,
That Peter Hughes and Feter McCabe,
And big nose Bob Hanson, and buck tooth Norhamoen
Each man has a grandson of my beautiful Drake.
XVI
My bird he has dozens of both nephews and cousins,
And due I must get or my heart it will break;
To set my mind easy, or else I’ll run crazy –
This ends the whole story of Nell Flaherty’s Drake.
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Mi chiamo Nell(1) e dico la verità
vengo da Cootehill(2)e mai potrò negarlo;
avevo un bel papero,
dico il vero che
me lo aveva lasciato mia nonna
prima di morire,
II
Era sano e vigoroso, sarebbe pesato venti libbre
e tutto l’universo avrei girato per il suo bene.
Mala sorte al ladro, sia ubriaco o sobrio,
che ha assassinato il bel papero di Nell Flaherty.
III
Il suo collo era verde, molto bello a vedersi,
era pronto per una Regina del più alto grado,
il suo corpo era bianco e ti avrebbe deliziato,
era paffuto, grassoccio e robusto
e vispo come un’ape (3)
IV
Mio piccolo caro compagno, dalle zampe gialle,
poteva volare come una rondine o nuotare come un nasello,
finchè uno sporco barbaro per mettere un po’ di grasso sul suo cavolo bianco, ha assassinato il bel papero di Nell Flaherty
V
Che il suo maiale mai più grugnisca e il suo gatto mai più vada a caccia,
che un fantasma lo perseguiti nel cuore della notte,
che le sue galline mai depongano (le uova) e il suo cavallo mai nitrisca
che la sua capra (4) voli via come un vecchio aquilone di carta,
VI
che la sua anatra mai dica quack e la sua oca diventi nera
e rovini l’erba con il suo lungo becco giallo
che lo scorbuto e il prurito mai lascino il culo
del mostro che ha assassinato il papero di Nell Flaherty.
VII
Che il suo gallo mai canti e il mantice (5) mai soffi
e per andare a letto non abbia mai vaso o tazza(6).
Che la sua culla mai dondoli e il suo recinto mai abbia serratura,
che sua moglie non abbia mai un grembiule da annodare alla schiena
VIII
che le mosche e le pulci possano punzecchiare il miserabile
e che la brezza pungente del nord lo faccia tremare e scuotere,
possa un insetto di 4 anni costruire un nido nell’orecchio (7)
del mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty.
IX
Che la sua pipa non tiri e la sua teiera si rompa
e per di più che il suo bollitore mai vada in ebollizione,
possa egli bagnare (8) il letto fino al giorno della sua morte
e che possa sempre mangiare
sbobba e olio di pesce.
X
che si gonfi per la gotta, che gli caschino i molari,
che sbraiti, urli e gridi per un orribile mal di denti,
che gli spuntino le corna e tutte le dita dei piedi si riempiano di calli
al mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty.
XI
Possa la sua vanga mai scavare, la sua scrofa mai figliare,
che tutti i capelli della sua parrucca siano colti dalla peste (9),
che il suo tacchino non covi e i ratti gli mangino il pasto;
XII
che ogni vecchia fata da Cork a Dunleary
lo getti, compiaciuto e borioso nel fiume e nel lago, che l’anguilla e la trota cenino sul muso
del mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty.
XIII
Che il suo cane guaisca e ringhi per la fame e il freddo
e la moglie lo rimproveri fino a fargli spappolare il cervello,
possa maledirlo ogni strega che mai porti una borsa,
possa andare vagabondo fino alla vecchiaia,
XIV
che le scimmie lo mordano e i cani pazzi lo spaventino
e tutti gli facciano un dispetto, da sveglio e mentre dorme,
possano le vespe pungerlo e le gazze ghermirlo,
il mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty
XV
Ora l’unica buona notizia che ho da diffondere è che il vecchio Paddy Hughs e Feter McCabe
e Bob Hanson il nasone e Norhamoen “dente di coniglio”
hanno tutti un nipote del mio caro bellissimo papero.
XVI
Il mio uccello ha avuto dozzine di nipoti e cugini(10)
e vendetta devo avere o il mio cuore si spezzerà
per tranquillizzarmi altrimenti diventerò pazza,
così finisce l’intera canzone del papero di Nell Flaherty

NOTE
1) Sarah Curran
2) C’oethill o C’osthill, c’è una Cootehill nella contea di Cavan, ma Sarah Curran era sicuramente dublinese
3) descrivendo l’anatra si identifica la bandiera tricolore dell’irlanda.
4) per quanto l’immagine di una capra che vola via leggera come un aquilone sia un po’ alla Limerick probabilmente si trattava in origine di un coat
5) il soffietto in inglese è sempre al plurale
6) The pot (pisspot) è il vaso da notte dove fare la pipì, in mancanza di servizi igienici
7) la versione alternativa dice: May a lump of a stick raise the bumps fast and thick (in italiano: che un bastone nodoso riempiano di bozzi uno di seguito all’altro )
8) immagino si riferisca all’incontinenza della vescica
9) letteralmente ogni capello della sua parrucca sia battuto dal correggiato (un tipo di flagello)
10) i ribelli che continuano a sostenere la causa

ASCOLTA Tommy Makem (la numerazione delle strofe segue la precedente, più estesa, versione, ci sono solo delle lievi variazioni solo pochi versi sono cambiati)

I
Oh my name it is Nell(1), and the truth for to tell,
I come from Cootehill(2) which I’ll never deny;
I had a fine drake, and I’d die for his sake,
That my grandmother left me, and she going to die.
IV
The dear little fellow, his legs they were yellow;
He could fly like a swallow or swim like a hake
‘Til some dirty savage, to grease his white cabbage,
Most wantonly murdered my beautiful drake.
III
Now, his neck it was green(3) oh, most fit to be seen,
He was fit for a queen of the highest degree.
His body was white, and it would you delight;
He was plump, fat, and heavy, and brisk as a bee.
II
He was wholesome and sound, he would weight twenty pound,
And the universe ‘round I would roam for his sake.
Bad luck to the robber, be he drunk or sober,
That murdered Nell Flaherty’s beautiful drake.
XI
May his spade never dig, may his sow never pig,
May each hair in his wig be well thrashed with a flail(4);
May his turkey not hatch, may the rats eat his meal.
XII
May every old fairy from Cork to Dunleary
Dip him smug and airy in river or lake,
That the eel and the trout, they may dine on the snout
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s drake.
V
May his pig never grunt, may his cat never hunt,
May a ghost ever haunt him at dead of the night;
May his hens never lay, may his horse never neigh,
May his goat(5) fly away like an old paper kite.
VIII
That the flies and the fleas may the wretch ever tease,
May the piercing March breeze make him shiver an shake;
May a lump of a stick raise the bumps fast and thick(10)
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s drake.
XIII
Now the only good news that I have to infuse
Is that old Paddy Hughs and young Anthony Blake,
Also Johnny Dwyer and Corney Maguire,
They each have a grandson of my darling drake.
XIV
My treasure had dozens of nephews and cousins,
And one(17) I must get or my heart it will break;
To set my mind easy or else I’ll run crazy –
So ends the whole song of Nell Flaherty’s drake

FONTI
http://www.robertemmet.org/
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2648&biografia=Robert+Emmet http://www.historyireland.com/18th-19th-century-history/robert-emmet-between-history-and-memory/ http://folksongcollector.com/nellsdrake.html http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15144 https://thesession.org/tunes/9767 http://www.theblogmocracy.com/2010/03/17/nell-flahertys-drake/

BIDDY MULLIGAN THE PRIDE OF COOMBE

jimmy-o-dea“Biddy Mulligan” è la canzone irlandese scritta nel 1930 per il music-hall da Seamus Kavanagh in collaborazione con Harry O’Donovan e che venne interpretata dal grande cantante-attore Jimmy O’Deaen travestì”. Il personaggio è collegato a una serie di canzoni sempre scritte da Harry O’Donovan: the Charladies’ Ball (condividendo la melodia di Biddy Mulligan) e Daffy the Belle of the Coombe (sulla figlia della vedova Mulligan)

LA VEDOVA DEL COOMBE

Il testo per la verità è stato ripreso dalla canzone “Mrs Twankey, the Queen of the Coombe” scritta da W S North per la commedia Taladoin, or The Scamp with the Lamp” che andò in scena il 26 dicembre 1889 (vedi). Si tratta della macchietta di una vedova che risiede a Coombe il quartiere popolare di Dublino tra le cattedrali Christchurch e Saint Patrick, che fin dal Medioevo era sotto le giurisdizione della Chiesa cattolica che dava asilo e protezione alla povera gente (le Liberties). Ancora oggi è un quartiere operaio e popolare caratteristico della Dublino storica.

La nostra signora Biddy Mulligan vende per strada, a seconda dei giorni, frutta fresca e verdure, vestiario o pesce e come personaggio fa il paio con l’altrettanto famosa Molly Malone. (vedi). Per quanto recente la canzone è stata oggetto di molte varianti testuali.

ASCOLTA The Dubliners (strofe I, II III, V)

ASCOLTA Dominic Behan (strofe I, II III, IV, V, VI)


CHORUS
You may.. travel from Clare to the County Kildare,
From Drogheda(1) right down to Macroom; but where would you see a fine widow like me, Biddy Mulligan, the pride of the Coombe(2)
I
I’m a scrap(3) of a widow that lives in a place in Dublin,
that’s known as the Coombe.
And me comfort and ease(4)
Sure no king could excel
Though me palace consists of one room
II
By Patrick’s Street corner for thirtyfive years(5)
I stood by my stall, that’s no lie
And while I was there, there’s no one would dare To say black was the white of me eye(6)
III
I sell apples and oranges, nuts and split(7) peas
Bulls eyes(8) and sugar sticks sweet
On a Saturday night I sell second hand clothes
From me stall on the floor of the street
IV(9)
I sell fish on a Friday, laid out on a dish
Fresh mackerel and lovely ray
I sell lovely herrings such lovely fresh herrings
That once swam in dear Dublin Bay
V
Now I have a son Mick who plays on the pipe(10)
He belongs to the Longford Street Band (11)
It would do your heart good to see them march out On a Sunday to Sandymount Strand(12)
VI
In the park on a Sunday I cut quite a dash(13)
And the neighbours look on in surprise
At my grand paisley shawl(14) and my bonnet so tall
It would dazzle your eyes
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
Coro
Puoi viaggiare dal Clare alla contea di Kildare,
da Drogheta (1) e dritto fino a Macroom,
ma dove potrai mai trovare una bella vedova come me,
Biddy Mulligan, l’orgoglio del Coombe(2)?
I
Sono una formosa (3) vedova che vive a Dublino
in un posto detto Coombe,
confortevole e adatto a me (4),
nessuna dimora reale può superare il mio palazzo, sebbene consista in una stanza sola.
II
All’angolo di Patrick’s Street per 35 anni (5) rimasi alla mia bancarella, e non dico bugie,
e mentre stavo là nessuno avrebbe osato
parlare male di me (6).
III
Vendo mele e arance noci e piselli spaccati (7),
occhi-di -bue (8) e dolci bastoncini di zucchero. La sera del sabato vendo abiti di seconda mano dalla mia postazione sul marciapiede della strada.
IV (9)
Di venerdì vendo pesce disposto su un piatto, sgombro fresco e una bella razza, vendo belle aringhe, aringhe fresche così deliziose che prima nuotavano nella bella baia di Dublino.
V
Ora ho un figlio di nome Mick che suona il flauto (10)
e fa parte della banda di Longford Street (11),
rallegrerebbe il vostro cuore vederli marciare di domenica sullo Sandymount Strand (12).
VI
Nel parco di domenica faccio la mia figura (13)
e i vicini guardano con meraviglia il mio grande scialle di Paisley (14) e il mio berretto così alto
da far brillare i vostri occhi
Iveagh Market

NOTE
1) cittadina del Louth a una cinquantina di km da Dublino che si trova vicino al sito archeologico di Newgrange, è diventata una cittadina satellite di Dublino
2) The Coombe è un quartiere operaio a sud di Dublino appena fuori la cerchia muraria della vecchia Dublino in quell’area detta le Liberties perchè sotto la giurisdizione della Chiesa la quale godeva di numerose franchigie.
3) oppue dice “I’m a buxom fine widow, I live in a spot”
4) anche scritto come: “are these”. Il verso alternativo dice:
“My shop and my stall is laid out in the street
And me place consists of one room.”
5) Altre volte 44 o 64 (il numero degli anni cambia in funzione di chi canta): sebbene nella canzone si ripeta spesso che la signora aveva una bancarella  dietro a Patrick’s Street ai tempi di Jimmy O’Dea  la maggior parte degli ambulanti vendevano nell’Iveagh Market, il mercato coperto di Francis Street, costruito dall’Iveagh Trust (un ramo del Guinness Trust, compagnia fondata nel 1890 da Edward Guinness, I conte di Iveagh). Il Mercato coperto venne costruito a nord della cattedrale di St. Patrick e aprì nel 1906; nel mercato si vendeva a seconda dei giorni: verdure, pesce o vestiario. Caduto in disuso e abbandonato nel 1990 è oggetto di un progetto di riqualificazione.
6) dire che “nero è il bianco dei miei occhi“, è una tipica espressione popolare che significa: “nessuno può parlare male di me”
7) sweet
8) oppure banana. I Bulls eyes sono delle caramelle alla menta a strisce bianche e nere del tipo Humbug, ma mentre l’humbug ha forma cilindrica il bull-eye è sferica
9) I Clancy Brothers dicono
“I sell fish on a Friday, spread out on a board;
The finest you’ll find in the sea.
But the best is my herrings, fine Dublin Bay herrings,
There’s herrings for dinner and tea.
10) oppure fife, trattandosi d’Irlanda è più probabile che con pipe si voglia intendere il flauto più che una cornamusa
11)  in Longford Street c’è la York House che ospita l’Esercito della Salvezza (Salvation Army) , movimento nato dal Metodismo negli anni 1860 l’organizzazione  aveva come obiettivo principale l’evangelizzazione dei poveri con un approccio salutista e militaresco: le prediche contro l’abuso di alcol, la prostituzione e i giochi d’azzardo erano spesso accompagnati da una banda di suonatori in uniforme. Il suo fondatore William Booth era convinto che disciplina militare e musica marziale fossero un connubio perfetto per allestire spettacoli che suscitassero curiosità e interesse.
12) oppure”When the band goes to Dollymount Strand”: sia Sandymount che Dollymount sono spiagge nella Baia di Dublino una a Sud e l’altra a Nord
13) espressione idiomatica per “Cut a fine figure”
14) oppure “With my Aberdeen shawlie thrown over my head”

APPROFONDIMENTO TEMATICO
http://ontanomagico.altervista.org/dicey-riley.html

FONTI
http://www.irlandando.it/dublino/cosa-vedere-dublino/ll-quartiere-dei-liberties/
http://www.kinglaoghaire.com/lyrics/915-biddy-mulligan http://dublinopinion.com/2008/06/09/jimmy-jimmy/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=115394 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6502

MCALPINE’S FUSILIERS

NavviesE’ una canzone di denuncia sociale condita da molto irish humor, scritta dal dublinese Dominic Behan (anche se negli anni escono sempre fuori nuovi nominativi tra la gente del popolo, primo nella lista tale Martin Henry di Rooskey, nella contea irlandese di Roscommon, ma anche Darkie McClafferty, John Henry di Silgo, etc).
Il curioso titolo non si riferisce a qualche reparto speciale di Fucilieri dell’esercito inglese ma ai navvies di Mcalpine cioè ai manovali che imbracciano pala e piccone (invece dei moschetti o dei fucili) per andare a lavorare per una grossa ditta di costruzioni, la Sir Robert McAlpine Ltd, azienda leader nella progettazione e costruzione di grandi opere specialmente nel settore industriale, energetico e della difesa. Sir Robert McAlpine, detto “Concrete Bob”, fondò la sua azienda nel 1869 e questa, proprio negli anni della dittatura hitleriana, iniziò la sua ascesa a colosso economico fondato sul sudore e sul sangue degli immigrati inglesi e irlandesi sfruttati e mal pagati.

NAVIGATORS

canale-piccolaCon il termine gergale Navvies si indicarono dapprima gli ‘Excavators‘ i manovali sterratori che lavorarono alla realizzazione di un vasto sistema di vie navigabili interne a fini commerciali ovvero per l’irrigazione e il trasporto. Il primo canale della serie fu il Newry Canal (Irlanda del Nord completato nel 1745) e ovviamente i lavoratori erano tutti Irlandesi, man mano durante tutto l’ultimo quarto del 1700 e per buona parte del 1800 si realizzò in tutto il Regno Unito un complesso sistema di canali “Inland Navigation System” per il trasporto delle materie prime e dei manufatti a livello nazionale funzionale alle esigenze della rivoluzione industriale.
La rete dei canali però perse la sua competitività con lo svilupparsi del sistema ferroviario (e del resto la maggior parte dei canali finì per diventare di proprietà delle imprese ferroviarie) e solo più recentemente i canali caduti nell’abbandono sono stati ripristinati e rivalutati per il tempo libero. Così come i canali navigabili vennero sostituiti dai binari della ferrovia i manovali addetti alla costruzione delle “strade ferrate” vennero sempre chiamati Navvies.
Il lavoro di questi manovali era molto faticoso, avendo come unici strumenti picconi, pale e una carriola o un cesto. Il lavoro era anche rischioso a causa dei molti incidenti che potevano portare a gravi mutilazioni e alla morte (le procedure di sicurezza erano praticamente inesistenti). Sempre navvies erano chiamati gli irlandesi immigrati in Gran Bretagna in cerca di lavoro presso i cantieri ferroviari: migliaia di operai irlandesi furono gli artefici della rete ferroviaria della Gran Bretagna e dell’America. (continua “Poor Paddy on the Railway” qui)

GUIDA ALL’ASCOLTO

Il brano in questa particolare versione è stato scritto dal dublinese Dominic Behan ed è stato diffuso al grande pubblica dai nascenti Dubliners a partire dagli anni 60. Su Mudcat c’è un lungo dibattito se fosse esistita prima di Behan una versione popolare scritta per l’appunto da uno dei primi navvies..

La canzone è spesso introdotta dai Dubliners da questa parte parlata: ‘Twas in the year of ’39 when the sky was full of lead When Hitler was headin’ for Poland and Paddy for Holyhead(1) Come all you pincher laddies and you long-distance men(2) Don’t ever work for MacAlpine, for Wimpey or John Laing(3) For you’ll stand behind a mixer still your skin has turned to tan And they’ll say “Good on you, Paddy” with your boat fare in your hand The craic(4) was good in Cricklewood(5) but they wouldn’t leave the crown(6) There was glasses flyin’ and Biddy(7)’s cryin’ sure Paddy was goin’ to town Oh mother dear I’m over here and I never will come back What keeps me here is the rake of beer, the ladies and the craic For I come from the County Kerry the land of eggs and bacon And if you think I’ll eat your fish and chips(8) by Jaysus you’re mistakin’
NOTE
1) Holyhead si trova nel Galles ed è una grande cittadina portuale con una linea diretta di traghetti per l’Irlanda
2) Pincher laddies (pincher kiddies) = il vecchio nome dato ai navvies, un soprannome comune tra i manovali edili e carpentieri; “men who worked for ‘The Pincher Mac’, whose name was MacNicholas, per Paul O’Brien of Dublin, Ireland, as published in the glossary errata of The Essential Ewan McColl Songbook, Sixty Years Of Songmaking by Peggy Seeger 2001. Pincher is given as a whinger, a petty, ‘crabbid’ individual”. I Pinchers erano detti anche `long distant kiddies. The term navvie is an abbreviation of navigator, from the labour force that dug the earlier form of mass transportation, the canals or ‘navigations.’
3) tutte aziende britanniche con grosse commesse nel settore pubblico e nelle infrastrutture
4) Craic – (pronuncia: crack) quando di sta in buona compagnia con una piacevole conversazione, si ascolta musica e si danza e c’è da bere e da fumare
5) Cricklewood: zona di Londra con una considerevole popolazione irlandese e importante nodo ferroviario
6) Crown: una “English public house” ma anche il nome di un pub di Cricklewood
7) Biddy = gallinella dal gaelico “bideach”, con il significato di molto piccola o servetta; è anche il diminutivo di Bridget 8) fish and chips è il tipico cibo inglese da mangiare per strada
TRADUZIONE ITALIANO CATTA SALTO
Era il ’39 e il cielo era pieno di piombo, mentre Hitler si dirigeva in Polonia, Paddy andava a Holyhead(1); venite tutti voi navigators(2), non lavorate mai per MacAlpine, Wimpey o John Laing(3), perchè starete dietro a una betoniera finchè la pelle vi diventerà di cuoio e vi diranno “Buon (lavoro) per te Paddy” con il vostro biglietto del traghetto in mano; l’atmosfera(4) era buona a Cricklewood(5) e non si vorrebbe lasciare il pub(6), c’erano bicchieri che volavano e le urla di Biddy, figuratevi Paddy che andava in città! O cara mamma sono finito qui e non ritornerò mai indietro, quello che mi trattiene qui è un sacco di birra, le ragazze e l’atmosfera perchè venivo dalla contea di Kerry la terra delle uova con pancetta e se credi che mangerò il tuo “pesce e patatine” per dio ti stai sbagliando

MELODIA: The Jackets Green
ASCOLTA Dominic Behan (1960)
ASCOLTA Geoff Brady
ASCOLTA The High Kings in “Friends for Life” 2013
ASCOLTA The Rumjacks (la band di Sidney) 2010

E per qualcosa di più energetico: ASCOLTA Young Dubliners 2007

I
As down the glen came McAlpine’s men
with their shovels slung behind them
It was in the pub they drank the sub(9)
and up in the spike(10) you’ll find them
They sweated blood and they washed down mud
with pints and quarts of beer
And now we’re on the road again
with McAlpine’s Fusiliers
III stripped to the skin with the Darky Flynn
way down upon the Isle of Grain(11)
With the Horseface Toole I knew the rule,
no money if you stop for rain
When McAlpine’s god was a well filled hod
with your shoulders cut to bits and seared
And woe to he who looks for tea
with McAlpine’s Fusiliers
III
I remember the day that the Bear O’Shea(12)
fell into a concrete stairs
What the Horseface said, when he saw him dead,
well it wasn’t what the rich call prayers
I’m a navvy short was the one retort
that reached unto my ears
When the going is rough, well you must be tough
with McAlpine’s FusiliersIV
I’ve worked till the sweat near had me bet
with Russian, Czech and Pole
On shuddering(13) jams up in the hydro dams
or underneath the Thames in a hole
I grafted hard and I’ve got me cards(14)
and many a gangers(15) fist across me ears
If you pride your life, don’t join, by Christ,
with McAlpine’s Fusiliers
LA TRUPPA DI MCALPINE, TRADUZIONE ITALIANO DI MARCO ZAMPETTI con alcune integrazioni come da note
I
Giu dalla valle vengono gli uomini di McAlpine
con le pale appese dietro la schiena,
sono stati al pub a bere (l’anticipo)
e ora li trovi su nell’ostello,
hanno sudato sangue ed hanno lavato via il fango
con pinte e quartini di birra.
e ora siamo di nuovo per strada
con la truppa di McAlpine
II
Spogliato fino all’osso, insieme a Flynn lo scuro, laggiu’ sull’isola di Grain,
con Toole faccia-di-cavallo ho imparato la regola: niente paga se ti fermi per la pioggia, infatti il dio di McAlpine era un secchio bello pieno, con le spalle a pezzi e bruciate, e ci spiace tanto per chi va in cerca di un po’ di te nella truppa di McAlpine
III
Mi ricordo il giorno in cui O’Shea l’orso
cadde in una scala di cemento
quello che disse faccia-di-cavallo, quando lo vide morto,
be’ di sicuro non era una preghiera!
“ho un immigrato di meno” fu l’unica risposta che giunse alle mie orecchie.
quando il gioco si fa duro, be’ devi essere forte nella truppa di McAlpin
IV
Ho sgobbato sudando ed ho dovuto vedermela con Russi, Cechi e Polacchi
al getto di cemento nel cassero lassù alla diga
o nei tunnel sotto il Tamigi,
ho lavorato duro ed mi sono beccato il licenziamento e più di un cazzotto in testa dal caposquadra,
se ci tieni alla vita, perdio, non ti unire,
alla truppa di McAlpine

NOTE
9) sub= piccolo prestito sul salario della prossima settimana
10) spike: un ostello o ‘centro di accoglienza’ (originariamente un ricovero occasionale in una Workhouse) per gli uomini senza fissa dimora o senza tetto, spesso usato dai manovali irlandesi che non riuscivano a trovare un alloggio permanente).
11) L’Isola di Grain è una zona desolata nel Kent dove il fiume Medway si unisce al Tamigi è stato un grande cantiere per alcuni anni
12) in alcune interpretazioni si legge come Bere O’Shea
13) shuddering è la cassaforma o armatura in cui si getta il cemento per farlo stare in forma
14) Cards – to get cards= essere licenziato. Quando si è licenziati o il lavoro è finito si ottiene dal datore del lavoro la propria “national insurance card” con le marche pagate per ogni settimana di lavoro e un modulo con lo stipendio percepito e le tasse versate 15) capetto o caposquadra

FONTI
http://livingonanarrowboat.co.uk/canals-the-waterways-network-in-england-and-wales/
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38452&lang=it http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=12665 http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=16925
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=112889
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/22/mcalpine.htm

THE MERRY PLOUGHBOY

“L’allegro contadinello” è una canzone irlandese accreditata a Dominic Behan che molto probabilmente ha invece aggiustato e arrangiato un vecchio brano tradizionale inglese intitolandolo “Off to Dublin in the Green“.
La canzone in origine era una reclame pro-arruolamento, ironicamente trasformata da Behan in una canzone anti-britannica e repubblicana, ambientata nei primi decenni del XX secolo.

VERSIONE INGLESE: The Kaki and the Blue  (The Scarlet and the Blue)

La versione ci viene dalla famiglia Watersons chiamata anche The Kaki and the Blue (registrata in A Yorkshire Garland, 1966)
Il commento di AL Lloyd nelle note così recita: “So poor was the existence of oldtime farm labourers, even army life and army pay seemed a golden prospect. The race of treacle-tongued and bloody-minded recruiting sergeants from Farquhar’s Sergeant Kite onward exploited the situation by deception and sharp practise, depicting a life of ease, wenching, plunder and quick promotion, to the gullible yokels. The young ploughboy of this song has swallowed the bait readily enough. Yet songs of this sort are rare compared with the large repertory of songs about the farm boys who desert when they realise the realities of military life. This is another song that the Watersons got from Mick Taylor of Hawes in 1965.

Nel sito de The Yorkshire Garland Group leggiamo “According to A.L.Lloyd The Scarlet and the Blue was written in the 1870s by John Blockley and popularized on both sides of the Atlantic by Ed Harrigan and Tony Hart. This information has been frequently reprinted whenever oral versions have been published but no-one I know has actually seen any verified references to Blockley’s authorship or a copy of the original sheet music. Blockley was a prolific composer of music for parlour pieces up to his death in 1882 but he seldom was credited with any lyrics. Although the song could well have been written in the 1870s and applied to the many colonial wars of that era, all of the versions I have come across can only be traced back to having been sung in World War I. Although some writers quite rightly claim the practice of wearing scarlet and blue was replaced by khaki in the 1880s, song writers continued to use the title for army songs up to at least 1900 when J. Horspool wrote the words and music to a song of this title. Another of the same title was written in 1884 by W. Sapte, music by Joseph Duggan. John Farmer also produced a book in 1898 entitled Scarlet and Blue, Songs for Soldiers and sailors.
Whatever its prior history it must have been very popular amongst the troops in World War I to judge by the fact that it was still being widely sung in rural England in the second half of the twentieth century, and in fact is still sung by many retired farm workers today. It was particularly adopted by Royal Artillery regiments. During World War I the horse was still the main source of power for transporting heavy equipment and ordnance, so young ploughmen and other heavy horse workers were seen as ideal recruiting fodder for artillery regiments like the Warwickshire Royal Horse Artillery. This song must have been a godsend as a recruiting song for these artillery regiments.
One such was Sykes’s Wagonners Reserves which recruited on the Yorkshire Wolds, particularly the area around the Sykes’s Sledmere Estate. Lieutenant-Colonel Sir Mark Sykes MP established the regiment in anticipation of World War I, consequently those Wagonners who were lucky enough to return after the war had the song in their repertoires and eventually passed it on to younger farm workers, so that throughout the twentieth century there was scarcely a farm lad in the East Riding who could not sing it.
The song was adapted for use by the IRA post 1916 and Dominic Behan could remember singing it as a member of the Young Republican Boy Scouts. He rewrote the words in the 1960s and his version became very popular on the folk scene on both sides of the Irish Sea.”

ASCOLTA Ted Hutchinson di Canal Head, Driffield che ha imparato il brano dai contadini più anziani della zona

I
I once was a jolly ploughboy ploughing in the fields all day,
When a very funny thought came across my mind, I thought I’d run away,
For I’m sick and tired of the country life and the place where I was born,
So I’ve been and joined the army and I’m off tomorrow morn.
Chorus:
So hurrah for the scarlet(1) and the blue, see the helmets glisten in the sun,
And the bay’nets flash like lightning to the beat of a military drum.
There’s a flag in dear old England proudly waving in the sky
And the last words of my comrades were, ‘We’ll conquer or we’ll die.’
II
I put aside my old grey mare, I put aside my plough,
I put aside my two-tined fork, no more to reap or mow,
No more will I go harvesting to reap the golden corn,
For I’ve been and joined the army and I’m off tomorrow morn.
III
But there’s one little girl I must leave behind and that is my Nellie dear;
She said she would be true to me if I be far or near;
And when I come back from the foreign shore how happy I will be,
For I’ll march my Nellie off to church and a sergeant’s wife she’ll be.
TESTO FAMIGLIA WATERSON
I
Well I once was a merry ploughboy
I was a-ploughing in the fields all day
Till a very funny thought came to me head
That I should roam away
O I’m tired of my country life
Since the day that I was born
So I’ve gone and joined the army
And I’m off tomorrow morn
Chorus (after each verse):
Hoorah for the khaki(1) and the blue
Helmets glittering in the sun
Bayonets flash like lightning
To the beating of a military drum
And no more will I go harvesting
Or gathering the golden corn
‘Cos I got the good king’s shilling
And I’m off tomorrow morn
II
Well I’ll leave aside my pick and spade
And I’ll leave aside my plough
And I’ll leave aside my old grey mare
For no more I’ll need her now
For there’s a little spot in England
Up in the Yorkshire dales so high
Where we mast the good king’s standard
Saying we’ll conquer or we’ll die
III
But there’s one little thing I must tell you
About the girl I leave behind
And I know she will prove true to me
And I’ll prove true in kind
And if ever I return again
To my home in the country
I’ll take her to the church to wed
And a sergeant’s wife she’ll be

NOTE
1) la tinta scarlatta delle divise militari inglesi è stata sostituita dal
color kaki nel 1880.

VERSIONE IRLANDESE: THE MERRY PLOUGHBOY

La ballata è diventata un simbolo del nazionalismo irlandese contemporaneo. Il protagonista è un giovane contadino, insoddisfatto della propria condizione sociale (anche se merry) che decide di posare i suoi strumenti di lavoro per imbracciare il fucile e combattere per la libertà della sua nazione; al suo ritorno spera di potersi sposare con la fidanzata Mary.

Alcuni fanno derivare la versione irlandese dal brano intitolato “The Warwickshire R.H.A.” la sigla per la Royal Horse Artillery risalente al 1793 che era inglobata nella Royal Artillery dell’Esercito britannico. (ancora oggi ci sono quattro reggimenti che si fregiano del simbolo RHA.): le strofe sono identiche alla versione inglese riportata ma il coro diventa
The Warwickshire R.H.A.
And hurrah for the Horse Artillery,
See the spurs how they glitter in the sun,
And the horses gallop like lightening,
With an fifteen pounder gun,
And when we get to France my boys,
The Kaiser he will say,
Ach Ach Mien Gott what a jolly fine lot,
Are the Warwickshire R.H.A.

9_Benson_IRA_1Harry Benson I.R.A. Soldier, Ireland, 1985

GUIDA ALL’ASCOLTO

Una melodia “tipicamente irish” allegra e scanzonata che si presta anche alle versioni punk o metal, ma per l’ascolto consiglio i “classici”!

ASCOLTA Wolfe Tones
ASCOLTA Dubliners
ASCOLTA Clancy Brothers& Tommy Makem “Green in the Green”

I
Oh, I am a merry ploughboy
And I plough the fields all day
Till a sudden thought came to my mind
That I should roam away.
For I’m sick and tired of slavery
Since the day that I was born
And I’m off to join the I.R.A.
And I’m off tomorrow morn.
Chorus:(1)
And I’m off to Dublin in the green(2), in the green
Where the helmets glisten in the sun
Where the bay’nets(3) flash and the riffles crash
To the echo(4) of the Thompson gun.
II
I’ll leave aside my pick and spade
And I’ll leave aside my plough
I’ll leave aside my old grey mare
For no more I’ll need them now.
I’ll leave aside my Mary,
She’s the girl I do adore
And I wonder if she think of me
When she hears the cannons roar.
III
And when the war is over
And dear old Ireland is free
I’ll take her to the church to wed
And a rebel’s wife she’ll be.
Well some men fight for silver
and some men fight for gold
But the I.R.A. are fighting
for the land that the Saxons stole(5)
TRADUZIONE ITALIANO
I
Sono un allegro contadinello
e aro i campi tutto il giorno
finchè un pensiero improvviso mi sovvenne,
che dovrei andarmene in giro.
Sono nauseato e stanco di essere schiavo
fin dal giorno in cui sono nato
e andrò ad unirmi all’I.R.A.
ci andrò domani mattinaRitornello:
e sono fuori da Dublino, in campo aperto(2), in campo aperto, dove gli elmetti brillano al sole
dove le baionette scintillano e i fucili rimbombano
per l’eco(4) della pistola Thompson
II
Lascerò da parte picca e vanga
e lascerò da parte il mio aratro
lascerò da parte la mia vecchia giumenta grigia,
che non ne avrò più bisogno.
Lascerò da parte la mia Mary
la ragazza che amo
e mi domando se lei pensa a me
quando sente i cannoni ruggire
III
E quando la guerra è finita
e la vecchia cara Irlanda è libera
la porterò in chiesa per sposarla
e la moglie di un ribelle lei sarà.
Alcuni combattono per l’argento
e altri per l’oro
ma l’I.R.A. combatte
per la terra che i Sassoni rubarono(5)

NOTE
1) il ritornello cantato da Dominic in “Off to Dublin in the Green”
“So I’m off to Dublin in the green in the green
Where the the helmets glitter in the sun
Where the rifles crash and the thunders crash
To the echo of the Thompson guns.”

il ritornello cantato dai Dubliners
“We’re off the Dublin in the green, in the green,
Our bayonets glitterin’ in the sun
And his hands they flew like lightin’ to
The rattle of a Thompson gun.”

il ritornello cantato dai Clancy
“We’re off the Dublin in the green, in the green,
Our bayonets glitterin’ in the sun
And his hands they flew like lightin’ to
The rattle of a Thompson gun.”

2) in the green tradotto in italiano come “essere all’aperto, nei prati” è letteralmente “essere nel verde” cioè identificarsi nel colore dei ribelli che per tradizione fin dal 1600 hanno scelto di indossare il colore verde come forma di “irlandesità” vedi

3) bay’nets “baionette”. Presente esclusivamente nel ritornello, questo termine, rappresenta un’espressione dialettale, molto diffusa nel linguaggio colloquiale ed è la contrazione della forma standard bayonet. ” A bayonet is a weapon with a worker at both ends”

4) nei Dubliners diventa “rattle” con un effetto molto più crudo

5) in origine “the land De Valera sold” Éamon de Valera fu un politico e patriota irlandese, tra le figure di spicco della lotta per l’indipendenza dal Regno Unito e uno dei padri della repubblica d’Irlanda. dopo la vittoria elettorale del suo partito Fianna Fai nel 1932 divenne primo ministro avviando una politica di progressivo sganciamento dell’Irlanda del Sud dalla Gran Bretagna. Ancora primo ministro dal 1951 al 1954 e dal 1957 al 1959, fu eletto in quell’anno presidente della repubblica mantenendo tale carica fino al 1973.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54596
http:[email protected]?SongID=6825
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thekhakiandtheblue.html
http://www.mysongbook.de/msb/songs/o/offtodub.html
http://www.yorkshirefolksong.net/song_database/
Military/The_Jolly_Ploughboy.55.aspx

EASY AND SLOW

dublin canal night timeQuesta vecchia canzone dublinese è stata attribuita a Dominic Behan, il quale però disse di averla ascoltata da Sean Casey (registrata nel 1942 nel sul Album Red Roses For Me). E la storia di un fortuito incontro con una bella ragazza che, complice la notte e la passeggiata solitaria nel parco, si concede al protagonista.
Il ritornello è decisamente osceno: letteralmente dice “mentre le sollevavo la sottana mi sono rimboccato la manica per chiudere la fibbia alla sua scarpa” ma in codice significa ben altro! Alcune strofe sono state aggiunte in seguito dopo la sua diffusione degli anni 60-70. Il tema erotico è accompagnato senza lazzi e frizzi, bensì da una melodia tutto sommato malinconica.

Nelle note di copertina dell’Album Dominic scrive “Some of it is in O’Casey’s Red Roses For Me. The rest of it I got from an old lady with a srting bag and an awful voice in Giggleswick” forse c’è da intendere che Dominic ha riscritto le parti non presenti nella versione di Sean o che ha tenuto solo il ritornello; però nel suo “The Singing Irish” del 1967 (Scott Solomon Productions Ltd, London) scrive anche: “In Sean O’Casey’s play you will find the chorus of the song printed here, nothing more. I wrote all the verses“.

La canzone è stata interpretata dai The Clancy Brothers e dai Dubliners (voce di Ronnie Drew).

ASCOLTA Dominic Behan in ‘Down by the Liffyside’ 1959

ASCOLTA Joe Crookston live (strofe I, III, IV): che sorride maliziosamente nel ritornello al quarto verso! Interessante l’arrangiamento delle due chitarre


I
‘Twas down by Christ-church (1) that I first met with Annie,
A neat little girl – and not a bit shy
She told me her father, who came from Dungannon (2)
Would take her back home in the sweet (3) by and by.
CHORUS
Ad what’s it to any man whether or no,
whether I’m easy (4) or whether I’m true.
As I lifted her petticoat easy and slow.
And I tied up my sleeve for to buckle her shoe(5).
II
From city or country a girl is a jewel.
And well known for gripping the most of them are.
But any young fella he is really a fool.
If he tries at the first time for to go a bit far
III
We wandered by Thomas Street(6), down to the Liffey(7),
The sunshine was gone and the evening grew dark.
Along by Kingsbridge(8) and begod in a jiffy
Me arms were around her beyond in the park (9).
IV
Now if you should go to the town of Dungannon,
you can search till your eyes are weary of blind
Be you sitting or walking or sporting or standing
Another like Annie you never will find
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Fu davanti alla Cattedrale di Cristo (1) che per la prima volta incontrai Anna, una ragazzina di bell’aspetto e per niente timida. Mi disse che suo padre veniva da Dungannon (2),
e l’avrebbe riportata a casa in sposa (3) prima o poi
CORO
E che capiti a chiunque oppure no, che io sia uno indeciso (4) o uno diretto: mentre le sollevavo la sottana piano piano, mi sono rimboccato la manica per chiudere la fibbia alla sua scarpa (5).
II
Dalla città o dal paese una donna è un gioiello, e la maggior parte di loro ne sono ben consapevoli.
Ma un giovane ragazzo è veramente un pazzo se cerca al primo incontro di andare un po’ più lontano.
III
Passeggiammo per Thomas Street (6) e per il Lieffey (7), il sole era tramontato e la sera diventava buia
per il Kingsbridge (8) e come in un baleno
le mie mani le erano addosso là nel parco (9).
IV
Se andrete nella città di Dungannon,
cercate pure finchè non sarete stanchi o ciechi,
sia che siate seduti o in cammino o in cerca di divertimento o fermi in piedi,
un’altra come Anna non la troverete mai!

NOTE
1) nella Old City la cattedrale costruita nel Medioevo su una chiesa vichinga in legno, è la cattedrale della diocesi anglicana di Dublino . L’architettura è Normanna restaurata nel 1870. Nel Medioevo la Christ Church Cathedral era una delle più popolari mete di pellegrinaggio per via della sua importante collezione di reliquie, tra cui la croce miracolosa parlante e un frammento della culla di Gesù. Una di queste reliquie è esposta ancora oggi: il cuore di Laurence O’Toole, santo patrono di Dublino. (tratto da qui)
2) città bell’Irlanda del Nord contea di Tyrone
3) se non ho male inteso “in the sweet” nel senso di “affetti, persone care”
4) i significati di easy sono molteplici in questo contesto fa il paio con true (nel ritornello) e con slow (nel titolo). Non sono ancora convinta della bontà della traduzione
5) una parafrasi del testo potrebbe essere: “mentre le sollevavo la sottana mi sono messo il preservativo per scopare”
6) una delle strade storiche di Dublino (vedi)Thomas Street è l’arteria a ovest del centro che porta direttamente alla fabbrica della Guinness e alla famosa “Storehouse” (il quartiere popolare delle Liberties)
7)  il Liffey è il nome del fiume che attraversa la città
8)  stazione ferroviaria Heuston è la stazione di testa dublinese posizionata nei pressi del ponte sul Liffey e denominata Kingsbridge
9) il parco non è nominato ma si tratta evidentemente del Phoneix Park, la coppietta dall’Old City si è spostata lungo la Thomas Street poi ha attraversato il Liffey nei pressi della stazione ferroviaria Heuston, e infine si è appartata in un posto tranquillo tra le fronde!!

FONTI
http://www.makem.com/lyrics/lyricpage/easyandslow.php
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=69447
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18196

DICEY RILEY HAS TAKEN TO THE SUP

“Dicey Riley” è una canzone tradizionale di Dublino che parla di una ragazza alla quale piace bere un goccetto – che in irlandese è un eufemismo per indicare una persona con grossi problemi con il bere. Così ironicamente il nome “Dicey Riley’s” compare su molte insegne di pub in stile irish!
La signora Riley o Reilly è soprannominata “dicey” un aggettivo che indica il rischio e il pericolo. La definizione però contrasta con la descrizione della sua immagine complessiva: una vecchia alcolizzata che probabilmente è anche una prostituta, eppure non indurita dalla vita perchè è paragonata ad un “heart of the rowl” che ho tradotto in italiano con una espressione dallo stesso significato ossia “pezzo di pane” (vedi nota 4).

montoNon ci sono informazioni sull’origine della canzone, di certo è stata registrata negli anni 50 da Dominic Behan, che ha aggiunto alcune strofe a quelle tradizionali in circolazione per Dublino, altri versi sono stati aggiunti anche da Tom Munnelly. Dominic prosegue la storia descrivendo la donna sul viale del tramonto, nel “Dominic Behan Sings McCafferty” 1958 le note di copertina riportano
Dicey Riley: Dicey, Maggie, Biddy, Lizzy. All Riley’s. Who was she? Probably some old soul sick and tired of ekeing out an existence, and now, in the last stages of despair, driven to accept the warm glow of a public-house in preference to the cold ugliness of an empty tenement grate. For two-pence halfpenny, she can sit in Brady’s Butt Bridge hostelry, idly contemplating her pint of Porter, listening to the dreams of other displaced ‘Dublinese’, unaware that some Music Hall script-writer is preparing to caricature their innocent conversation for Dan Lowry’s, or the Queen’s Theatre. I got it some Saturday or another when some person or another, was being dismissed from some pub or another, during my childhood.”

Se poco o niente si sa sulla provenienza della canzone è ipotizzabile che sia quantomeno di fine Ottocento o inizi Novecento (come dice Dominic nelle note “l’autore potrebbe essere tuo nonno“) quando Dublino era una città di 400.000 abitanti di cui 90.000 erano lavoratori sfruttati e disoccupati con famiglie numerose decisamente povere o poverissime. Dublino era nota per avere tra il 1860 e il 1920, la più grande città della del sesso, il Monto.

I DORMITORI POPOLARI DI DUBLINO

Prostituzione e alcolismo erano la regola come l’alta mortalità dovuta alla denutrizione, alle scarse norme d’igiene e alla mancanza di assistenza medica e di medicine. Dal rapporto della commissione d’inchiesta governativa istituita nel 1913 per studiare il problema delle condizioni di vita delle classi popolari si legge dell’esistenza di molti tenements ovvero caseggiati del centro città che un tempo erano edifici georgiani abitati dalla media e alta borghesia e trasformati a fine ottocento e inizi novecento in dormitori popolari. Tenements composti da «sette o otto stanze, ognuna destinata a una famiglia, che ospitano in totale tra le quaranta e le cinquanta persone», e ancora «una stanza di 3 metri quadrati, senza alcun mobilio, in cui una famiglia di 9 persone, tra cui 7 bambini, dormiva senza coperte per terra su un cumulo di paglia che non sarebbe bastato a un gatto».

DICEY RILEY

Il coro viene cantato all’inizio come se fosse una strofa e la canzone si presta ad essere punkeggiata, tuttavia ho selezionato per l’ascolto le versioni “classiche”

ASCOLTA Dominic Behan in “Down by the Liffeyside” 1960.

ASCOLTA The Dubliners con la voce di Ronnie Drew (versi I, II, III)

ASCOLTA Dubliner City Ramlers (una chiara cover dei Dubliners con lo stesso ritmo anche nelle strofe)


CHORUS
Oh, poor old Dicey(1) Reilly she has taken to the sup(2)
Oh, poor old Dicey Reilly she will never give it up
For it`s off each morning to the pop (3)
And then she’s in for another little drop Ah, the heart of the rowl(4) is Dicey Reilly
I
She walks along Fitzgibbon Street(5) with an independent air
And then it’s down by Summerhill(5) and see the people stare
She says “it’s nearly half past one
And it’s time I had another little one”
Ah, the heart of the rowl is Dicey Reilly
II
Long years ago when men were men and fancied May Oblong
Or lovely Becky Cooper or Maggie Mary Wong(6)
One woman put them all to shame
Just one was worthy of the name
And the name of that dame was Dicey Reilly
III
But time went catching up on her like many pretty whores(7)
And after you along the street before you’re out the door
Their balance vague, their looks all fade
But out of all that great brigade
Still the heart of the rowl is Dicey Reilly
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
Coro
Oh povera vecchia Dicey (1) Reilly ha il vizio di bere (2)
oh povera Dicey Reilly non riesce a rinunciarci
così ogni mattina è al banco dei pegni (3)
e poi va a farsi un goccetto
o che pezzo di pane (4) è Dicey Reilly
I
Cammina lungo via Fizgibbon (5) tutta sulle sue
e poi scende a verso
Summerhill (5)
e mentre guarda le persone passare
dice “Sono quasi l’una e mezza
ed è ora di prendermi un altro goccio”
o che pezzo di pane è Dicey Reilly
II
Tanto tempo fa quando gli uomini erano uomini e si innamoravano di May Oblong
o della bella Becky Cooper o di Maggie Mary Wong (6)
una donna le metteva tutte in riga,
solo una era degna di questo nome,
e il nome di questa dama era Dicey Reilly.
III
Ma il tempo è passato su di lei come su molte altre belle puttane (7)
che come te prima per la strada, stanno fuori dalla porta,
il loro equilibrio approssimativo e l’aspetto al tramonto
ma di tutta quella grande compagnia
ancora un pezzo di pane è Dicey Reilly

NOTE
1) dicey a Dublino significa “chancy”: difficile, rischiosa, pericolosa
2) “the sup” è un termine dialettale per “the drink” “the bottle,”
3) “the pop” è il negozio di pegni, il verso è anche scritto come “It’s off each morning to the hock”, in altre versioni il verso diventa ” And a time for each morning to the pub”
4) “heart of the rowl” è la parte di tabacco migliore che sta nel mezzo, per il tipo di confezionamento che si faceva con il tabacco da masticare piuttosto che da fumare: le foglie di tabacco venivano arrotolate e le foglie migliori erano nel mezzo; a Dublino sta per indicare una brava persona, gentile e genuina
5) strade del North Inner City Dublin
6) sono i nomi di rinomate prostitute in alcune versioni diventa “Maggie’s Mary Wong” cioè la Mary Wong di Maggie essendo Maggie il nome di una tenutaria di bordelli
7) in versione più ripulita la parola diventa “girls”

APPROFONDIMENTO TEMATICO
http://ontanomagico.altervista.org/dicey-riley.html

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27581
http://www.8notes.com/scores/4204.asp
http://www.theballadeers.com/db_d1958_jei2_mccafferty.htm
http://ilmanifesto.it/unepocale-lotta-di-classe/
http://irishhistorypodcast.ie/2012/02/13/torture-murder-and-exclusion-irelands-first-10-years-of-independence/