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THE STRAW BEAR DAY: il giorno dell’Orso di Paglia

straw-bear-2009Nel Fenland (Inghilterra) nei primi di gennaio si celebra ancora oggi “Il giorno dell’Orso di Paglia” (Straw bear Day). Sebbene limitata a una piccola area ai confini della Huntingdonshire e Cambridgeshire con questa festa si celebra l’inizio dell’anno agricolo in Inghilterra. Un uomo coperto dalla testa ai piedi dalla paglia, va di casa in casa, per propiziare un buon raccolto con la danza dell’Orso, ricevendo in cambio denaro, cibo o birra. Più che orsi queste figure rivestite di paglia sembrano  e spesso finiscono bruciate.


La festa era stata interrotta agli inizi del XX secolo, ma è stata ripresa nel 1980 dalla Whittlesea Society:  il martedì della settimana seguente alla Twelfth Night uno dei membri della “confraternita dell’aratro” indossava un costume di paglia mascherandosi nello “Straw Bear” e andava in giro per il paese.

Orso di paglia, 1906

Una preziosa documentazione di come si svolgeva la questua rituale ci viene da una fotografia scattata nel 1906 poco prima che la cerimonia venisse proibita perchè ritenuta una forma di accattonaggio.
Secondo le cronache ottocentesche l’orso di paglia avrebbe danzato davanti alle case e il suo “domatore” avrebbe raccolto le offerte. La paglia del costume veniva messa da parte e selezionata dai contadini del posto per la realizzazione del costume.

un “orso” in bicicletta!

Oggi il costume di paglia è stato modificato per permettere a chi l’indossa di sfilarselo p’ù comodamente, ma è comunque un pesante fardello da portare!  La festa che si svolge a Cambridgeshire si è arricchita di eventi: sono bene tre gli orsi di paglia portati in processione dai rispettivi “domatori”, seguiti da musicisti e danzatori  e mummers e contadini che trascinano un aratro. Alla fine dei tre giorni di festa l’orso viene bruciato ( “Bear Burning”) e la sua maschera sarà rifatta con la paglia del raccolto dell’anno nuovo.

foto di Terry Harris

Le musiche suonate per far ballare l’orso sono quelle tradizionali “Rattlebone” e “Ploughjack”  così descrive l’evento Ashley Hutchings
ASCOLTA dall’album Rattlebone & Ploughjack registrato nel 1973 , le musiche hanno un che di inquietante (dopo tutto si sta celebrando un sacrificio!)
L’album Rattlebone e Ploughjack (stampato nel 1976) è un gioiello per i folkie, così scrive  Ashley Hutchings
This album is neither a work of scholarship, nor is it entertainment pure and simple. Rather, it lies somewhere between the two… What I feel is valuable about the Molly and Border Morris is the insight it gives us into the oldest, most basic, least civilised antics of our dancing ancestors… It may well be impossible to satisfactorily capture centuries of tradition on one long-playing record, but what I hope is that I have faithfully related many of the interesting elements that made up these customs and, who knows, possibly even taken you there for a brief moment. (tratto da qui)

L’ORSO ALPINO

Il culto dell’Orso era praticato nell’ambito dei riti agrari e come tale permane nelle tradizioni contadine un po’ di tutt’Europa: ancora oggi l’orso del mito è accompagnato da un cacciatore o dalla figura di un domatore, che è il suo custode – guardiano, e lo porta in giro per le vie del paese per farlo ballare.
In alcune tradizioni si svolge una pantomima: al termine di una caccia simulata, l’orso viene portato all’interno del paese e fatto oggetto di derisione. L’epilogo può variare dall’uccisione dell’orso alla sua liberazione-fuga e ritorno alla natura.

Secondo la tradizione dell’Europa medioevale alpina, nella notte tra il primo e il due di febbraio, l’Orso si risveglia dal suo letargo invernale, ed osserva il cielo. Se lo trova “chiaro” (plenilunio) rientra nel suo giaciglio, perché l’inverno durerà ancora quaranta giorni. Se invece il cielo è “scuro” (novilunio), allora l’Orso uscirà dal suo riparo ad annunciare l’inizio della primavera.
Così nella Valle d’Aosta l’orso è meteorologo e il primo febbraio, Festa di Sant’Orso se il tempo è bello di certo è ancora tempo per proseguire il letargo, ma se piove allora la primavera è in arrivo! continua
In Piemonte (Italia) nei festeggiamenti di Carnevale troviamo l’orso di segale di Valdieri, l’orso di piume di Cortemilia, l’orso di meliga di Cunico e l’orso di Mompantero di Urbiano continua

(continua prossimamente)

APPROFONDIMENTO
l’esaustivo saggio di ROSLYN M. FRANK:
http://www.academia.edu/473481/Hunting_the_European_Sky_Bears_German_Straw-bears_and_their_Relatives_as_Transformers

FONTI
http://www.strawbear.org.uk/history-whittlesea-straw-bear-festival.html
http://www.peterboroughmorris.co.uk/PM_and_SB.htm

https://mainlynorfolk.info/guvnor/records/rattleboneandploughjack.html
http://ashleyhutchings.tripod.com/rattleboneandploughjack.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=147196

https://www.lonelyplanet.com/news/2017/01/16/pictures-whittlesea-straw-bear-festival/
https://decktheholidays.blogspot.it/2017/01/whittlesea-staw-bear-festival.html

GENNAIO IL MESE DEL WASSAILING NEI FRUTTETI

LA BENEDIZIONE DEGLI ALBERI

wassailing-appleLa forma più antica della celebrazione Wassail  (prima parte) prevede la benedizione degli alberi e delle api, così importanti per l’impollinazione, al fine di garantire un raccolto sano per il prossimo anno.

Una delle canzoni associate a questa pratica, dichiara:
Here’s to thee, old apple tree, Whence thou may’st bud, and thou may’st blow,
And whence thou may’st bear apples enow,
Hats full! Caps full! Bushel — bushel — sacks full!
And my pockets full too!
Huzza!
Sembra proprio la formula di spell celtico che incanta il melo perché riprenda a fiorire in primavera così da portare abbondanza di frutti! Il brindisi era quindi originariamente dedicato allo spirito dell’albero, alla sua forza vitale e rigeneratrice.
Questa pratica di benedizione degli alberi del frutteto si svolgeva d’Inverno ma la data è incerta, alcuni studiosi la riportano alla vigilia di Natale, altri alla notte di Capodanno, altri ancora a gennaio per la dodicesima notte (6 gennaio) e più in generale ai giorni nostri è gennaio il mese del wassailing nei frutteti (continua).

IL RITO DELL’APPLE WASSAIL

Nell’illustrazione di Bommer compaiono tutte le caratteristiche e le connotazioni simboliche della rituale: un re e una regina in foggia antica (con chiari riferimenti ai costumi celtici indigeni) brindano all’albero e alle api, alzando i loro corni colmi di idromele o sidro (il barilotto sotto il braccio della donna). Al centro dell’immagine sia l’albero (un melo) che il favo delle api, creature indispensabili alla natura per la loro opera di instancabili impollinatrici! Una fetta di dolce tra gli alberi (che veniva imbevuta di sidro) era lasciata per nutrire il pettirosso che simboleggia lo spirito dell’albero ma è anche il Re dell’anno nuovo.
Wassail e Drinkhale come botta e risposta del brindisi. Un maialino irsuto per simboleggiare il mese di gennaio.

Illustrazione di Paul Bommer
Illustrazione di Paul Bommer

I produttori di sidro nelle contee del sud-ovest dell’Inghilterra ancora ai nostri giorni celebrano l’Apple Wassailing, nel Somerset e nel Devonshire si svolge tra il 6 e il 17 gennaio (con l’antico calendario la dodicesima notte cadeva il 17 gennaio), ma alcune fattorie spostano l’appuntamento anche a fine mese (per fare in modo che le feste non si accavallino tra di loro): un susseguirsi di feste notturne nei vari frutteti delle tenute, feste aperte al pubblico e gratuite (la festa in alcuni posti inizia già nel pomeriggio con musica tradizionale dal vivo e rinfresco a base di sidro caldo e ciambelle), una specie di visita alla fattoria per fare festa e degustare i prodotti tipici.


IL RITO NEI FRUTTETI

wassail_picDurante il rito si canta e si recitano delle formule magiche, si fa un gran baccano battendo pentole e tegami (o sparando in aria) per allontanare gli spiriti cattivi, si versa del sidro intorno alle radici dell’albero più vecchio, si beve alla salute dei meli e del futuro raccolto, si mangiano focacce dolci, e si donano allo spirito dell’albero delle focacce inzuppate di sidro (per nutrire i pettirossi), posate sui rami della pianta in segno di ringraziamento.
Alla festa è invitata tutta la popolazione e possono intervenire anche i gruppi locali di mummers per esibirsi nelle tradizionali danze dette Morris Dance (i nostri omologhi sono i gruppi carnevaleschi dei danzatori di spade ad esempio nelle vallate alpine del Piemonte)

SOMERSET WASSAIL

Dai primi riti pagani per stimolare la fertilità degli alberi si passò alle visite benaugurali di porta in porta che ripetevano le antiche strofe ed altre ne aggiungevano innaffiandole con abbondanti bevute alla salute dei padroni di casa. Nel Medioevo poi si formarono dei gruppi di giovani questuanti che cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro.

La struttura del canto segue quella tipica delle wassail songs: si inizia con delle strofe che decantano la bontà della bevanda portata, la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti o quantomeno far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro; in cambio si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti.
ASCOLTAArtisan


I
Wassail and wassail all over the town
The bread it is white and the ale it is brown(1)
The cup it is made of the good ashen tree
And so is the malt of the best barley
For its your wassail
and its our wassail
And its joy be to you
and a jolly wassail
II
Oh master and missus, are you all within?
Pray open the door and let us come in
O master and missus a-sitting by the fire
Pray think on us poor travelers,
a traveling in the mire
III
Oh where is the maid with the silver-headed pin(2)
To open the door and let us come in
Oh master and missus, it is our desire
A good loaf and cheese and a toast by the fire
IV
There was an old man and he had an old cow
And how for to keep her he didn’t know how
He built up a barn for to keep his cow warm
And a drop or two of cider will do us no harm
V
The girt dog of Langport he burnt his long tail(3)
And this is the night we go singing wassail
O master and missus now we must be gone
God bless all in this house
until we do come again
Traduzione italiano  di Cattia Salto
I
Un brindisi, un brindisi per tutta la città, il nostro pane è bianco e la nostra birra è scura (1),
la coppa è fatta con il migliore
acero
e anche il malto è del miglior orzo.
Perciò per il vostro brindisi
e per il nostro brindisi,
che la gioia sia con voi
e un augurio di buona salute.
II
O Signore e Signora ci siete tutti in casa?
Aprite la porta e fateci entrare.
O Signore e Signora seduti accanto al fuoco,
pensate a noi poveri questuanti
che andiamo in giro nel fango.
III
Oh dov’è la domestica con la spilla d’argento (2)
per aprire la porta e farci entrare?
Oh Signore e Signora desideriamo
un bel pezzo di formaggio e un brindisi accanto al fuoco!
IV
C’era un vecchio che aveva una vecchia mucca,
e non sapeva come fare per tenerla al sicuro,
così costruì una stalla per tenere la mucca al caldo
così un goccio o due di sidro non ci farà male.
V
Il grande cane di Langport si bruciò la sua lunga coda (3)
e questa è la notte che andiamo a cantare per il brindisi.
Signore e Signora adesso dobbiamo andare
Dio benedica tutti in questa casa
finchè non ritorneremo di nuovo.

NOTE
1) Ai nostri giorni il wassail si prepara come un punch molto speziato a base di sidro, o anche un vin brulè, ma nel Medioevo il liquido principale doveva essere della birra scura probabilmente aromatizzata con zucchero, zenzero, noce moscata e cannella e accompagnata da fette di pane bianco, il tutto presentato in una coppa di acero (come la grolla dell’amicizia valdostana – che però ha come ingrediente principale il vino).
2) per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento cerimoniale
3) il cane di Langport potrebbe essere il riferimento ad un aneddoto storico locale ma anche il nome locale dato alla costellazione del Cane Maggiore la cui coda è la luminosa stella Sirio nella prima notte che si vede sorgere subito dopo il tramonto (e che indica il tempo giusto per andare a wassailing)

apple-wassailing

APPLE TREE WASSAIL

Così scrive Roy Palmer “On Twelfth Eve, in Devonshire, it is customary for the farmer to leave his warm fireside, accompanied by a band of rustics, with guns, blunderbusses, etc., presenting an appearance which at other times would be somewhat alarming. Thus armed, the band proceed to an adjoining orchard, where is selected one of the most fruitful and aged of the apple trees, grouping round which they stand and offer up their invocations in the following doggerel rhyme: “Here’s to thee/ Old apple tree!/ Whence thou mayst bud,/ And whence thou mayst blow,/ And whence thou mayst bear,/ Apples enow:/ Hats full,/ Caps full,/ Bushels,/ bushels, sacks full,/ And my pockets full, too!/ Huzza! huzza!” The cider-jug is then passed around, and with many a hearty shout, the party fire off their guns, charged with powder only, amidst the branches.” (tratto qui)

In questa versione si aggiunge una strofa parlata che è una formula magica per invocare la fertilità
Hatfulls, capfulls, three-bushel bagfulls,
Little heaps under the stairs.
Hip hip hooray!

ASCOLTA The Whateverly Brothers


I
O lily-white lily, o lily-white pin (2),
Please to come down and let us come in!
Lily-white lily, o lily-white smock,
Please to come down and pull back the lock!
(It’s) Our wassail jolly wassail!
Joy come to our jolly wassail!
How well they may bloom, how well they may bear
So we may have apples and cider next year.
II
O master and mistress, o are you within?
Please to come down and pull back the pin
O lily-white lily, o lily-white pin,
Please to come down and let us come in!
Lily-white lily, o lily-white smock,
Please to come down and pull back the lock!
III
There was an old farmer and he had an old cow,
But how to milk her he didn’t know how.
He put his old cow down in his old barn
And a little more liquor won’t do us no harm.
Harm me boys harm, harm me boys harm,
A little more liquor won’t do us no harm.
IV
O the ringles and the jingles
and the tenor (4) of the song goes
Merrily merrily merrily.
O the tenor of the song goes merrily.
Spoken:
Hatfulls, capfulls, three-bushel (5)
bagfulls,
Little heaps under the stairs.
Hip hip hooray!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
O cameriera con la spilla d’argento (2),
sei pregata di scendere per farci entrare in casa!
O cameriera dal grembiule bianco,
sei pregata di scendere e di sbloccare la serratura!
Il nostro brindisi, l’allegro brindisi,
la gioia arriva con nostro allegro brindisi!

Che essi ben fioriscano e portino abbondanza
così che si possa avere mele e sidro il prossimo anno.
II
O padrone e padrona siete
in casa?
Siete pregati di scendere e tirare indietro il paletto!
O cameriera con la spilla d’argento,
sei pregata di scendere e di farci entrare in casa!
O cameriera dal grembiule bianco,
sei pregata di scendere e di sbloccare la serratura!
III
C’era un vecchio contadino e aveva una vecchia mucca,
ma non sapeva come fare per mungerla,
ha messo la sua vecchia mucca nel suo vecchio fienile, così un po’ più di liquore non ci farà male.
Non ci farà male ragazzi,  un po’ più di liquore non ci farà male!
IV
Oh i coretti e i ritornelli
e la melodia (4) della canzone va avanti
allegramente, oh la melodia della canzone va allegramente!
Parlato:
Cappelli, berretti pieni, sacchi di tre moggi pieni (5),
un piccolo mucchio sotto le scale,
evviva

NOTE
4) nel senso di cantus firmus
4) il bushel (traducibile in italiano come “moggio” o “staio”) è una vecchia unità di misura che equivale alla quantità contenuta in un tipico cesto a due manici utilizzato per la raccolta delle mele.

continua

FONTI
http://piereligion.org/applewassail.html
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/appletreewassail.htmlhttp://www.ecoenchantments.co.uk/myogham_applepage.html