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THE BONNIE BANKS O FORDIE

Una lugubre ballata britannica sull’incesto-stupro e il femminicidio come si dice oggi, le cui origini risalgono al medioevo scandinavo, collezionata dal professor Child al numero 14.  Un bandito/cavaliere solitario aggredisce tre (o due) sorelle nel bosco e troppo tardi scopre di esserne il fratello.

CHILD #14 Versione A
Motherwell’s Minstrelsy

Nella ballata il bandito (chiamato a volte Baby Lon) invece di “O la borsa o la vita!” dice alle ragazze “O mi sposi o muori”, cioè le aggredisce ad una ad una, ed esse pur di preservare la loro virtù, si fanno uccidere. Così comanda la legge dell’onore, la donna deve difendere la sua sessualità a costo della vita, per non gettare vergogna su di lei e sulla sua famiglia. E proprio alla famiglia fa appello la più giovane, il fratello le avrebbe di certo vendicate, senonchè si scopre che il bandito e il fratello sono esattamente la stessa persona! Ma che “colpo di scena” un’agnizione del teatro classico!
Solo dopo la rivelazione il bandito sembra provare rimorso per quanto commesso e si suicida.

IL SESSO NEL BOSCO

La prassi di violentare le fanciulle così ingenue da addentrarsi da sole e senza scorta nei boschi per raccogliere fiori (tema che ritroviamo anche nella ballata dell’elfo Tam Lin), non era un tempo socialmente così deprecabile da meritare la morte dell’uomo, al massimo, quando riconosciuto colpevole, si pagava una cifra in denaro alla famiglia della vittima. In fondo è la donna che è andata a cercare la violenza, ha indotto l’uomo con il suo comportamento incauto alla tentazione, ha per così dire “provocato” l’uomo. Semmai era la donna a dover pagare con la morte, se non fisica andava bene anche quella sociale (emarginazione, riprovazione etc).

FRATELLO INCONSAPEVOLE

Ma allora perchè Babylon prova rimorso? Dopotutto il femminicidio era “solo” un morto in più nella lunga catena dei delitti commessi nella sua carriera di bandito. Il vero peccato è stato l’incesto, anche se inconsapevole, un peccato così grave (o tabù culturale) da meritare la punizione con la morte (compito che in alcune versioni spetta a un membro della famiglia delle donne).

La mitologia di molti popoli e la storia ci consegnano moltissima casi di legami incestuosi tra fratelli: tra dei e nobili era una pratica relativamente comune, e nemmeno tanto insolita nel Medioevo. Ma generalmente i matrimoni tra consanguinei sono vietati e considerati socialmente deprecabili, ma non innaturali, recenti studi ad esempio dimostrano una sorta di condizionamento genetico verso il simile, perchè il successo evolutivo spinge a conservare i propri geni (in amore vale dunque la regola che sono i simili ad attrarsi, non gli opposti!). Il filone delle ballate a tema incestuoso è anche più compiutamente trattato in “The Bonny Heyn” (vedi)

I FRATELLI SCONOSCIUTI

Se nelle versioni scandinave gli aggressori sono tre, in quelle scozzesi l’aggressore è uno solo, a volte è un ladro/bandito, più raramente un signore/cavaliere.
La domanda che sorge spontanea è: come mai i fratelli non si riconoscono prima? Se nelle versioni nordiche a volte troviamo la giustificazione del rapimento da fanciulli dei tre maschi della famiglia (prassi abbastanza comune tra popolazioni dedite ai saccheggi) in quelle scozzesi e più in generale inglesi non vengono mai date spiegazioni in merito; l’eccezione nel caso dell’aggressore di nobili origini potrebbe essere l’usanza del vassallaggio secondo la quale i ragazzi cadetti dall’età di circa 7-8 anni venivano allevati presso la corte di un’altra famiglia (a volte erano anche primogeniti e degli “ostaggi” che sancivano la pace tra famiglie rivali) e non ritornavano in famiglia che dopo la nomina a cavaliere e quindi erano a mala pena riconoscibili dai loro stessi parenti.

"The Bonnie Banks O'Fordie," by Charles Hodge Mackie (1892)
“The Bonnie Banks O’Fordie,” by Charles Hodge Mackie (1892)

Nelle versioni scandinave la ballata è una sorta di parabola in cui si testimonia la vittora di Dio su Odino (vedi) in quelle britanniche le strofe sono limitate alla descrizione dell’incesto e alle sue implicazioni.

ASCOLTA Dick Gaughan in No More Forever, 1972. Dick omette il primo refrain e raddoppia il secondo verso

ASCOLTA Malinky in The Unseen Hours 2005


There were three sisters
lived in a booer(1)
Hey ho bonnie
An’ they a’ went oot for tae pu’ a flooer(2)
On the bonnie banks o’ Fordie
An’ they hadna pu’ed a flower but yin
When it’s up there stapped a banished man
He’s taen the first yin by the hand(3)
And he’s turned her ‘roond and he’s made her stand (4)
Sayin’, “Will ye be a robber’s wife?
Or will ye die by my penknife
“Oh I’ll no be a robber’s wife
I’d raither die by your penknife”
So he’s taen oot his wee penknife
And there he’s twined her o’ her life
So he’s taen the second by the hand
And he’s turned her ‘roond and he’s made her stand
Sayin’, “Will ye be a robber’s wife
Or will ye die by my penknife
“Oh I’ll no be a robber’s wife
I’d raither die by your penknife”
He’s taen oot his wee penknife
And there he’s twined her o’ her life
He’s taen the third yin by the hand
And he’s turned her ‘roond and he’s made her stand
Sayin’, “Will ye be a robber’s wife
Or will ye die by my penknife
“Oh I’ll no be a robber’s wife
Nor will I die by your penknife
For I hae a brother in yonder tree
And gin ye’ll kill me, well, it’s he’ll kill ye
“Come tell tae me yer brother’s name”
“My brother’s name, it is Baby Lon”
“Oh sister, I hae done this ill
I hae done this dreadful ill tae ye”
He’s taen oot his wee penknife
And there he’s twined his ain dear life
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
C’erano tre sorelle
che vivevano in un castello (1)
Hey ho belle
ed esse uscirono per raccogliere dei fiori (2),
sulle belle rive del Fordie
non fecero in tempo a raccoglierne che qualcuno
e davanti a loro si parò
un fuorilegge,
prese la più grande
per mano (3),
la fece voltare e la distese (4)
dicendo: “Vuoi essere la moglie di un ladro o preferisci morire sotto il mio pugnale?”
“No non sarò la moglie di un ladro, preferisco morire sotto il tuo pugnale”. Così egli tirò fuori il suo pugnale
e là le prese la vita.
Poi prese la sorella mediana per mano e la fece voltare
e la distese dicendo:
“Vuoi essere la moglie di un ladro o preferisci morire sotto il mio pugnale?” “No non sarò la moglie di un ladro, preferisco morire sotto il tuo pugnale”. Egli tirò fuori il suo pugnale
e le prese la vita.
Egli prese la sorella più piccola per mano e la distese dicendo:
“Vuoi essere la moglie di un ladro o preferisci morire sotto il mio pugnale?” “No non sarò la moglie di un ladro, e non voglio morire sotto il tuo pugnale. Perchè io ho un fratello nel bosco
e se tu mi uccidi,
allora lui ti ucciderà!”
“Allora dimmi il nome di tuo fratello!” “Mio fratello si chiama Baby Lon (5)”.
“Oh sorella, io ho fatto questo male,
ti ho dato un terribile dolore”
Egli tirò fuori il suo pugnale
e là si tolse la vita così cara

NOTE
1) bower : in senso lato si traduce come castello in senso stretto cono i quartieri femminili del castello. L’inizio della ballata è idiliaco e fiabesco, ma subito il quadro si capovolge e inizia il dramma
2) raccogliere i fiori nel bosco è un modo per dire che le fanciulle erano nella fase di esplorazione della sessualità e la stagione designata nelle ballate è la primavera. I fiori si trovano sulle rive di un fiume così anche in queste versioni l’acqua assume una valenza simbolica anche se non soprannaturalecome per le versioni scandinave.
3) nel codice sottinteso delle ballate antiche prendere una fanciulla per la mano equivaleva a dire di avere un rapporto sessuale con lei
4) sono piuttosto inquietanti le parole usate per descrivere lo stupro
5) la sorella più giovane ha riconosciuto il fratello? O il suo è solo un disperato tentativo di “mediazione”? Il nome del fratello così scritto si traduce con il piccolo Lon ma tutt’insieme è Babilonia

ASCOLTA Old Blind Dogs in “New Tricks” 1992.   I versi sono raggruppati in terzine, con coro


Well, there were twa sisters
wha lived in a bouer
Oh an’ they gaed out aye tae pu’ a flouer
They gaed out aye tae pu’ a flouer
A’ doun by the bonnie banks o’ Fordie
Whan by there cam’ a banisht man
Oh he’s turned them ‘roun’ an’ he’s made them stand
He’s turned them ‘roun’ an’ he’s made them stand
He’s taen the first ane by the hand
Oh he’s turned her ‘roun’ an’ he’s made her stand
He’s turned her ‘roun’ an’ he’s made her stand.
“Noo it’s will ye be a robber’s wife?
Or will ye die by my penknife?
Will ye die by my penknife?”
“No, I’ll no be a robber’s wife
And nor will I die by your penknife
Will I die by your penknife”
So he’s taen oot his wee penknife
Oh and he hae taen o’ her life
He hae taen o’ her life
So he’s taen the second ane by the hand
Oh he’s turned her ‘roun’ an’ he’s made her stand
He’s turned her ‘roun’ an’ he’s made her stand
“Oh it’s will ye be a robber’s wife?
Or will ye die by my penknife?
Will ye die by my penknife?”
“No, I’ll no be a robber’s wife
Nor will I die by your penknife
Will I die by your penknife”
“For I hae brither in this country
Well, if you kill me, he’ll kill thee
If you kill me, then it’s he’ll kill thee”
“Gae tell tae me yer brither’s name”
“My brither’s name, it’s Babylon
My brither’s name, it’s Babylon”
“Oh sister, what hae I done tae thee?
Hae I done this dreadful thing tae thee?
Hae I done this dreadful thing tae thee?”
So he’s taen oot his wee penknife
An’ he hae taen o’ his ain life
He hae taen o’ his ain life
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Beh c’erano due sorelle
che vivevano in un castello
ed esse uscirono per raccogliere dei fiori,
uscirono per raccogliere dei fiori
lungo le belle rive del Fordie 
Quando davanti a loro si parò un fuorilegge, le fece voltare
e le mise in piedi,
le fece voltare
e le mise in piedi.
Egli prese la più grande per mano (3),
la fece voltare
e la mise in piedi
la fece voltare
e la mise in piedi
“Vuoi essere la moglie di un ladro o preferisci morire sotto il mio pugnale,
preferisci morire sotto il mio pugnale?” “No non sarò la moglie di un ladro, preferisco morire sotto il tuo pugnale,
preferisco morire sotto il tuo pugnale”. Egli tirò fuori il suo pugnale
e le prese la vita,
le prese la vita.
Poi prese la seconda sorella
per mano
e la fece voltare
e la mise in piedi,
e la fece voltare
e la mise in piedi.
“Vuoi essere la moglie di un ladro
o preferisci morire sotto il mio pugnale, morire sotto il mio pugnale?”
“No non sarò la moglie di un ladro, preferisco morire sotto il tuo pugnale,
preferisco morire sotto il tuo pugnale. Perchè ho un fratello in questo paese, beh se tu mi uccidi, lui ti ucciderà,
se tu mi uccidi, lui ti ucciderà!”
“Allora dimmi il nome di tuo fratello!” “Mio fratello si chiama Babylon,
mio fratello si chiama Babylon”.
“Oh sorella, che cosa ti ho fatto?
Ti ho dato un terribile dolore,
ti ho dato un terribile dolore”
Così egli tirò fuori il suo pugnale
e si tolse la vita così cara,
si tolse la vita così cara

FONTI
http://singout.org/2012/05/17/the-natural-and-the-unnatural-naturally/
http://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/thebonniebanksoffordie.html
http://www.celticlyricscorner.net/oldblinddogs/bonnie.htm

THE RIGS O RYE

Una lieve e romantica canzone tradizionale scozzese, risalente quantomeno al Settecento (da un chapbook dal titolo “Ridges of Rye” stampato a Glasgow da J. & M. Robertson nel 1799). Si inserisce nel filone delle prove d’amore a cui una volta i fidanzati sottoponevano le innamorate per saggiarne la determinazione e la forza d’animo (o la loro fedeltà)

ASCOLTA June Tabor su Spotify
ASCOLTA Niamh Parsons & Graham Dunne

ASCOLTA The Tannahill Weavers in “Leaving S Kilda” 2006 su Spotify (manca la strofa finale)

ASCOLTA Dick Gaughan in “Kist O’ Gold”


I
‘Twas in the month of sweet July,
Before the sun had pierced the sky;
Down between two rigs of rye
I heard two lovers talking.
II
Said he, “Lassie, I must gang away,
Along with you I cannot stay (1),
But I’ve a word or two to say
If you’ve the time to listen.”
III
“Of your father he takes great care,
Your mother combs your yellow hair;
But your sisters say you’ll get no share
If you follow me, a stranger.”
III
“My father may fret and my mother may frown,
My sisters too I do disown;
If they were all dead and below the ground
I would follow you, a stranger.”
IV
“Oh lassie, lassie, your portion’s small,
Perhaps it may be none at all.
You’re not a match for me at all
So go and wed with some other.”
V
The lassie’s courage began to fail,
Her rosy cheeks grew wan and pale;
And the tears come trickling down like hail,
Or a heavy shower in the summer.
VI -VII
This lad he being of courage fine,
He’s dried her tears and he’s kissed her eyes,
Saying, “Weep no more lass, you shall be mine,
I said it all to try you.”
VIII
This couple they are married now,
And they have bairnies one and two;
And they live in Brechin the winter through,
Aye, and in Montrose in summer.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Era nel mese del bel Giugno
prima che il sole splendesse in cielo
tra due file di fieno
ascoltai le chiacchiere di due innamorati
II
Disse lui “Ragazza devo andare via
non posso più restare con te (1)
ma devo dirti due parole
se hai il tempo d’ascoltare.
III
Tuo padre si prende tanta cura di te,
tua madreti  pettina i capelli biondi
ma le tue sorelle dicono che non avrai di che spartire (2)
se mi seguirai, uno straniero”
III
“Che mio padre si agiti e mia madre si arrabbi (3)
e le mie due sorelle io rinnego
anche se fossero morte e sepolte
io verrò con te, uno straniero”
IV
“Oh fanciulla, la tua parte (di dote) è poca
e forse non ce l’hai proprio!
Non sei affatto la mia scelta,
così vai a sposare qualcun altro”
V
Il coraggio della ragazza iniziò a vacillare
le sue guance rosa divennero smunte e pallide
e le lacrimecaddero come grandine
o un acquazzone improvviso d’estate.
VI – VII (4)
Questo ragazzo si armò di coraggio
e le asciugò le lacrime e le baciò gli occhi
dicendo “Non piangere più ragazza, tu sarai mia,
l’ho detto solo per metterti alla prova”
VIII
Questa coppia si è sposata ora
e hanno due bambini
e vivono a Brechin d’inverno
e a Montrose d’estate

NOTE
1) oppure “No longer can I bide wi’ ye”
2) si riferisce alla dote
3) to frown= aggrottare le sopracciglia per il dispiacere
4) la versione più estesa prevede due strofe


VI
He’s ta’en his kerchief o’ the linen fine
He’s dried her tears and he’s kissed her syne
Sayin’, “Weep nae mair, lass, ye will be mine
I said it all for tae try you”
VII
This lad, he bein’ o’ the courage bold
A gallant chiel but nineteen years old
He’s made the hills and the valleys roar
And the bonnie lassie’s gone wi’ him

TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
VI
Lui prese il suo fazzoletto di lino fine
e le asciugò le lacrime e le baciò allora
dicendo “Non piangere più ragazza, tu sarai mia,
l’ho detto solo per metterti alla prova”
VII
Questo ragazzo pieno di coraggio
un bel ragazzo di soli diciannove anni
ha fatto risuonare di lamenti le colline e le valli
e la bella fanciulla andò con lui

FONTI
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/therigsofrye.html
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/15016/9
http://www.celticlyricscorner.net/tannahill/rigs.htm
https://afolksongaweek.wordpress.com/2012/07/27/week-49-the-rigs-of-rye/
http://www.dickgaughan.co.uk/songs/texts/rigsorye.html

THE RECRUITED COLLIER / JENNY’S COMPLAINT

Troviamo la ballata con il titolo di “Jenny’s Complaint” nel volume “Ballads in the Cumberland Dialect”, una raccolta di canzoni in dialetto del Cumberland curata nel 1808 dal poeta inglese Robert Anderson (1770-1833). Senonchè l’autore non si è limitato a prendere un brano musicale tradizionale ma ha riscritto il testo dedicandolo ad un tema che in epoca di guerre napoleoniche doveva essere molto sentito: il protagonista è un contadino convinto dal sergente reclutatore ad arruolarsi nell’esercito e che lascia a casa la sua Jenny; è proprio lei che si lamenta e, stanca di vivere da sola, preferirebbe morire di crepacuore.
Lo stesso Anderson dichiara che la ballata è farina del suo sacco (i canti tradizionali si trovano nell’Appendice del Libro). La melodia abbinata da Anderson non è quella del testo ripreso da Lloyd (nella sua versione ribattezzata “The Recruited Collier”) ma “Nancy is to the Green-wod Gane” (qui).

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A. L. LLOYD

Negli anni 50 A.L. Lloyd, autore con il compositore Ralph Vaughan Williams del famosissimo “Penguin Book of English Folk Songs” (1959), dice di aver raccolto da un minatore di Workington (all’epoca nella contea del Cumberland), tal J.T. Huxtable, una canzone molto simile a quella del libro di Anderson; A.L. Lloyd aveva ottenuto l’incarico di documentare i canti di lavoro e di svago dei lavoratori nelle miniere e nel 1951 pubblicò un libretto dal titolo “Come All Ye Bold Miners – Ballads & Songs of the Coalfields” in cui era compresa la nostra ballata ma con un nuovo titolo e una melodia diversa “The Recruited Collier” (il italiano “Il minatore arruolato”).
All’epoca a A.L. Lloyd faceva gioco che la ballata fosse un brano tradizionale raccolto dalla testimonianza di un minatore e quindi ecco spuntare opportunamente il signor J.T. Huxtable (che peraltro a Workington nessuno conosceva).

La ballata dei braccianti del Cumberland era diventata la ballata dei minatori attraverso il processo della trasmissione orale (che sappiamo non è mai un processo di congelamento, ma di appropriamento da parte degli interpreti che rielaborano a picimento testi e melodie)? Certo che no, nessun altro ne aveva sentito parlare tra la pubblicazione di Anderson e la versione del signor J.T. Huxtable/pubblicazione di A.L. Lloyd! A quei tempi a A.L. Lloyd conveniva maggiormente spacciare il suo brano (testo e musica) come tradizionale e per tale è stato preso (ma non è la stessa cosa che ha fatto duecento anni prima Robert Burns in Scozia?)

In tempi recenti il brano ha conosciuto una discreta popolarità al seguito del successo della serie televisiva Sharpe’s Rifles (1993).

ASCOLTA Kate Rusby 1995

oppure con gli spezzoni di filmato dalla serie Tv Sharpe’s Rifles (la domanda sorge spontanea: ma chi è quel genio che ha scelto il bianco per le divise delle reclute?) la traccia audio purtroppo non è di buona qualità

Questa è migliore

ASCOLTA Anne Briggs 1963 in “The Iron Muse – A Panorama of Industrial Folk Music

ASCOLTA Dick Gaughan 1978 che scrive “from either Christine Hendry or Kathy Bainbridge, both of whom were resident singers at St Andrews Folk Club in the 60s”.

I
O what’s the matter wi’ you my lass
And where’s your dashing Jimmy?
the soldier boys have ta’en him up
And sent him far, far from me
Last pay-day he went off to town
And them red-coated fellows
Enticed him in and made him drunk
And he’s better gone to the gallows.
II
The very sight of his cockade
It sets us all a’crying
And me I nearly fainted twice
I thought that I was dying
My father would have paid the smart
And he ran for the golden guinea
But the sergeant swore he’d kissed the book
And now they’ve got young Jimmy.
III
When Jimmy talks about the wars
It’s worse than death to hear him
I have to go and hide my face
Because I cannot bear him
A brigadier or grenadier
He says they’re bound to make him
But aye he laughs and cracks his jokes
And bids me not forsake him.
IV
As I walked over the stubble fields
Below it runs the seam
I thought of Jimmy hewing there
But it was all a dream
He hewed the very coals we burn
And when the fire I’m lighting
To think the coals was in his hands
It sets my heart to beating
V
(For three long years he’s followed me.
Now I must live without him.
There’s nothing now that I can do
But weep and think about him.)
So break my heart and then it’s ower.
So break my heart, my dearie,
And lay me in the cold ground,
For of single life I’m weary.
TRADUZIONE Cattia Salto
I
“Che hai ragazza mia
e dov’è il tuo Jimmy audace?”
“I soldati lo hanno preso
e mandato lontano, lontano da me.
L’ultimo giorno di paga andò in città
e quei compagni con la giubba rossa
lo intrappolarono e lo fecero ubriacare, così era meglio se finiva sulla forca!
II
Alla vista della sua coccarda (1)
ci siamo messi tutti a piangere
e io sono svenuta due volte,
credevo di stare morendo,
mio padre lo avrebbe riscattato (2)
e andò di corsa con la ghinea d’oro,
ma il sergente giurò che aveva baciato la bibbia,
e ora si sono presi il giovane Jimmy.”
III
Quando Jimmy parla delle guerre (3)
sarebbe meglio se fosse la morte ad ascoltarlo,
devo andare a nascondermi il viso
perché non riesco sopportarlo,
un soldato di brigata o un granatiere
dice che lo faranno diventare,
la prende sul ridere e scherza,
e mi prega di non dimenticarlo”
IV
Mentre camminavo per i campi di stoppie,
accanto alla miniera di carbone (5)
credevo che ci fosse Jimmy al lavoro,
ma era tutto un sogno,
fu lui a cavare il carbone che bruciamo
e quando il fuoco mi illumina
penso al carbone tra le sue mani
e il cuore mi batte forte.
V
(Per tre lunghi anni fummo insieme
e ora devo vivere senza di lui.
Non c’è altro che possa fare
che piangere e pensare a lui.)
Così che mi si spezzi il cuore e che sia finita.
Così che mi si spezzi il cuore, amore mio,
e poi distendimi nella fredda terra
perché di vivere da sola sono stanca”

NOTE
1) l’uso della coccarda sul cappello era tipico del Settecento quando il suo colore indicava l’appartenenza a una certa ideologia
2) to pay the smart= “Smart” significa “smart money, which was money paid by a person to obtain exemption from some disagreeable office or duty. It was applied to money paid by an army recruit to obtain release before being sworn in. (Brewer’s Dictionary of Phrase and Fable). In “A Dictionary of Buckish Slang, University Wit and Pickpocket Eloquence,” di Frances Grose, edizione del 1811
“Smart money- money allowed to soldiers or sailors for the loss of a limb or other hurt received in the service (better known as smart ticket)”. Oppure in in the Military Dictionary, James, 1802:
“Smarts: The different sums which are received by recruiting parties under the heading of smart money are frequently so called.”
3) evidentemente scrivendo delle lettere alla moglie. Ci possono essere delle incongruenze testuali in quanto nella versione Settecentesca entrava in gioco un terzo personaggio l’amico o il fratello di Jimmy tale Nichol che la sostiene nel momento di sconforto
4) coal mine
FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=39035&messages=36
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=56256
https://tachesterton.wordpress.com/2010/09/14/the-recruited-collier-or-is-it-the-recruited-ploughman/
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/therecruitedcollier.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38457&lang=it
http://www.folkways.si.edu/louis-killen/the-recruited-collier/celtic-historical-song-world/music/track/smithsonian
http://tunearch.org/wiki/Nancy’s_to_the_Greenwood_Gone

GYPSY LADDIE – SEVEN YELLOW GYPSIES

Una ballata originaria della Scozia sugli zingari e il fascino dell'”esotico”: una bella lady è rapita da uno zingaro o abbandona il marito di sua spontanea volontà, e sebbene inseguita e richiamata alle sue responsabilità, si rifiuta di tornare a casa. .
Come sempre nel caso di ballate molto popolari ampiamente diffuse dalla tradizione orale, si hanno molte varianti del testo anche con diversi finali. ( prima parte vedi)

IL PLOT

Come una soap opera o una serie televisive tanto di moda, la ballata è ricca di colpi di scena, ma si suddivide grosso modo in quattro parti: la prima parte descrive l’incontro della Lady con gli zingari (questi arrivano al castello portando una musica irresistibile oppure con la scusa di leggere la mano gettano un incantesimo sulla volontà della Lady), la seconda parte è incentrata sul dialogo tra la Lady e lo zingaro; la terza parte contempla l’arrivo a casa del marito, il quale appresa la notizia della fuga-rapimento si getta all’inseguimento (a volte solo a volte con i suoi bravi). La quarta parte è incentrata sul dialogo tra la Lady e il marito in cui il Lord fa appello ai doveri di sposa e a volte madre della Lady.
Una sola “lapidaria” strofa chiude la storia, che sancisce il ritorno a casa della moglie, indipendentemente dal suo consenso, annunciando l’avvenuta impiccagione degli zingari.

TESTO Child #200 B

Dallo Scots Magazine: The Edimburgh Magazine and Litterary Miscellany 1817
In questa versione (con tutte le sue molte varianti) gli zingari diventano più spesso sette.
Le varianti di questa versione sono moltissime, man mano che la ballata si sposta in Irlanda e Inghilterra, così dopo averle raggruppate a seconda delle melodie, ne evidenzio solo alcune per l’ascolto.

PRIMA MELODIA

Viene dalla tradizione orale e dalla grande Jeannie Robertson, 1955


[prima parte]
I
Three gypsies cam tae oor hall door
And oh, but they sang bonny-o
They sang so sweet and too complete
That they stole the heart of our lady-o
II
For she cam tripping down the stairs,
Her maidens too before her oh,
And when they saw her weel faured face
They throwed their spell oot owre her oh
[terza parte]
VI
When her good lord came home that night
He was askin for his lady oh,
But the answer the servants gave tae him,
“She’s awa wi the gypsy laddies oh”.
VII
Gae saddle tae me my bonnie, bonnie black,
My broon it’s ne’er sae speedy oh.
That I may go ridin this long summer day
In search of my true lady oh”
VIII
But it’s he rode east and he rode west
And he rode through Strathbogie(1) oh
And there he met a gey auld man
That was comin through Strathbogie oh
IX
For it’s “Did ye come east or did ye come west
Or did you come through Strathbogie oh
And did ye see a gey lady?
She was followin three gypsy laddies oh”
X
For it’s “I’ve come east and I’ve come west
And I’ve come through Strathbogie oh
And the bonniest lady that ere I saw
She was followin three gypsy laddies oh”
XI
“For the very last night that I crossed this river
I had dukes and lords to attend me oh.
But this night I must put in ma warm feet an wide,
An the gypsies widin before me oh.”
[quarta parte]
XIV
Last night I lay in a good feather bed,
My own wedded lord beside me oh.
But this night I must lie in a cauld corn barn,
An the gypsies lyin aroon me oh.
XV
For it’s “Will you give up your houses and your lands,
An will you give up your baby oh?
An it’s will you give up your own wedded lord
An keep followin the gypsy laddies oh?”
XVI
For it’s “I’ll give up my houses and my lands
An I’ll give up my baby oh
An it’s I will give up my own wedded lord
And keep followin the gypsy laddies oh”
[chiusura]
XVII
For there are seven brothers of us all,
We all are wondrous bonnie oh
But this very night we all shall be hanged
For the stealin of the earl’s lady oh.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
[prima parte]
I
Vennero tre zingari alla porta
e come cantavano bene oh
cantavano in modo così armonioso
che rubarono il cuore della Lady oh.
II
Scese di corsa dalle scale
con le sue ancelle innanzi oh
e non appena videro il suo
bel visino,
gettarono un incantesimo su di lei oh
[terza parte]
VI
Quando il buon Lord ritornò a casa la sera,
a chiedere della sua Lady oh
la risposta che i suoi servitori gli diedero (fu)
“Se n’è andata con il ragazzo zingaro”.
VII
“Sellatemi il mio bel stallone
nero,
quello baio non galoppa così veloce oh, perchè devo correre in questo lungo giorno estivo
alla ricerca della mia Lady oh”
VIII
Cavalcò a est e cavalcò a ovest
e cavalcò lungo la Valle del Bogie oh (1)
e lì incontrò un allegro vecchietto
che veniva dalla Valle del Bogie oh.
IX
“Vieni da Est o vieni da Ovest
o hai attraversato la valle del Bogie
e hai visto una bella lady
al seguito di tre ragazzi zingari?”
X
“Sono andato ad Est e sono andato a Ovest
e ho attraversato la Valle del Bogie
là vidi la più bella Lady,
che stava seguendo tre ragazzi zingari oh”
XI
“L’ultima notte che attraversai il fiume avevo duchi e Lord che mi assistevano, ma questa notte devo bagnarmi i piedi per seguire gli zingari davanti a me.”
[quarta parte]
XIV
“Ieri dormivo in un letto di piume
con il mio buon Lord che ho sposato accanto,
ma questa notte dormirò in campo aperto al freddo
con gli zingari intorno ”
XV
“Non t’importa delle tue case e terre, non t’importa del bambino?
Non t’importa del tuo Lord che hai sposato per continuare a seguire i ragazzi zingari?”
XVI
“Non m’importa delle mie case e terre, non m’importa del bambino.
Non m’importa del mio Lord che ho sposato
e continuerò a seguire i ragazzi zingari”
[chiusura]
XVII
Eravamo 7 fratelli(2)
tutti valenti e belli,
ma quella notte tutti fummo impiccati per il rapimento della moglie del Conte.

NOTE
1) il fiume Bogie detto anche Water of Bogie attraversa l’Aberdeenshire (Nord- Est Scozia) e confluisce nel Deveron
2)  il numero sette è simbolico, e preannuncia agli ascoltatori l’approssimarsi della sventura e della morte

ASCOLTA Jean Redpath 1989
Riprende il canto da Jeannie Robertson


[prima parte]
I
Three gypsies come to oor ha’ door
And O but they sang bonnie O
They sang sae sweet and sae complete
They charmed the heart o’ a lady O
II
The lady she cam’ doon the stair
Her twa handmaidens wi’ her O
Sune as they spied her weel-faured face
They cast their comprolls o’er her O
III
They’ve gi’en to her the nutmeg fine(3)
They’ve gi’en to her the ginger O
She’s gi’en to them a far better thing
The gold ring fae off her finger O
IV
It’s ye’ll tak off your silken goon
Pit on this tartan plaidie O
And come awa’ this lee-lang nicht
Tae follee the gypsy laddie O
V
So she’s ta’en off her silken goon
Pit on her tartan plaidie O
And gaed awa that lee-lang nicht
Tae follee the gypsy laddie O
[terza parte]
VI
Lord Castles he cam’ hame at nicht
Enquiring for his lady, O
One did hide and the other replied:
She’s awa’ wi’ the gypsy laddie O
VIII
So he rode east and he rode west
Till he cam’ to yonder boggie(1) O
There he spied the pretty young girl
Wi’ the gypsies standing aroond her O
[quarta parte]
XII
It’s ye’ll come back and back ye’ll come
Ye’ll come back my lady O
For I will neither eat nor drink
‘fore you come back aside me O
XIII (4)
O I winna come wi’ you, my honey and my heart
I winna come wi’ you, my dearie O
Till I’ve drunk the breest I brewed
And that’s in the water o Eerie O
XIV
Last night I lay in a fine feather bed
And my great lord aside me O
But this night I will lay in the cold open field
Wi’ the gypsies lying aroond me O
[chiusura]
XVII
There’s sixteen o’ you and a’ guid men
And none o’ ye tae ca’ bonny oh
But ye shall a’ hangèd be
For the stealin’ awa’ o’ my lady O
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
[prima parte]
I
Vennero tre zingari alla porta del Lord e come cantavano bene,
cantavano in modo così armonioso
che incantarono il cuore della Lady.
II
La Lady scese giù dalle scale
con le due ancelle innanzi
e non appena videro il suo bel visino,
gettarono un incantesimo su di lei.
III
Le diedero una buona noce moscata (3)
e anche lo zenzero
lei diede loro una cosa migliore,
l’anello d’oro tirato via dal dito.
IV
“Tu ti toglierai la gonna di seta
e ti metterai il gonnellino di tartan,
e verrai via in questa lunga notte
per seguire il ragazzo zingaro”.
V
Così lei si tolse la gonna di seta
e si mise il gonnellino di tartan,
e andò via in quella lunga notte
per seguire il ragazzo zingaro.
[terza parte]
VI
Quando Lord  Castles ritornò a casa la sera,
a chiedere della sua Lady
qualcuno piangeva e qualcun altro rispose
“Se n’è andata con il ragazzo zingaro”.
VIII
Cavalcò a est e cavalcò a ovest
finchè arrivò a un fiume Bogie (1)
dove vide la giovane e bella ragazza con gli zingari attorno.
[quarta parte]
XII
“Tornerai indietro con me mia Lady
Tornerai indietro mia Lady
perchè non toccherò ne cibo né bevanda
finché non ritornerai indietro con me” XIII (4)
“Non voglio venire con te, dolce mio diletto,
non voglio venire con te mio caro, finchè non avrò bevuto la birra che ho fatto, con l’acqua dell’Eerie”
XIV
” Ieri dormivo in un letto di piume
con il mio buon Lord accanto
ma questa notte dormirò in campo aperto al freddo con gli zingari intorno”.
[chiusura]
XVII
Eravamo 16 valenti uomini
di certo non belli
ma quella notte tutti fummo impiccati per il rapimento della moglie del Conte.

NOTE
3) noce moscata e zenzero sono sostanze afrodisiache da sempre impiegate nei filtri d’amore per accendere il desiderio o conquistare il cuore della persona amata.
4) nella versione di Jean Redpath la Lady è già pentita di aver abbandonato il suo ben castello con tutti gli agi e le comodità, infatti usa dei vezzeggiativi nel riferirsi al marito

SECONDA MELODIA

Più cadenzata rispetto alla versione di Jeannie Robertson
ASCOLTA
Archie Fisher 1969

ASCOLTA Dick Gaughan 1977 questa versione fonde le due precedenti melodie una nella linea della chitarra l’altra nel canto


[prima parte]
Three gipsies cam tae our haa door
An wow bit thae sang bonnie-o
Thae sang sae sweet an sae complete
That thae chairmt the Earl o Fyvie’s ladie-o
An it’s she cam trippan doun the stair
Wi har maidens twa afore har-o
An thae tuik ane luik at her weil-faured face
An thae cast thair spells out ower her-o
Thae gied tae har the nutmeg fine
Likewise the wee bit ginger-o
An the ane o thaim stept tae har side
Stole the gowd ring aff har finger-o
An ‘tis she’s taen aff har silken goun
Pit oan har tartan plaidie
An she’s caad har maidens tae har side
For tae bid fareweil tae thair ladie-o
[terza parte]
Bit whan har guid lord cam hame that nicht
He wis spieran for his ladie
“Oh, the hound has rin an the hawks are flown
An the gipsies awa wi your ladie-o”
“Gae saddle tae me the bonnie black steed
The broun wis never sae speedie-o
An it’s A wull neither eat nor drink
Untull A bring back my ladie-o”
An it’s he’s rade east an he’s rade west
An he’s rade thro Strathbogie-o
Untull he spied his ain bonnie lass
She wis followan the gipsy laddies-o
“Well, last time that A crossed this burn
A had dukes and lairds tae attend me-o
Bit this nicht A maun tak tae ma white feet an wade
Wi the gipsies wadan aa roun me-o”
“Thair’s sieven brithers amang yese aa
An wow bit ye sang bonnie-o
Bit this verra nicht ye’ll aa hing high
For stealan the Earl o Fyvie’s ladie-o”
An he’s sent for a hangman frae Fife
An anither frae Kirkcaldy-o
An he’s lain thaim aa doun ane by ane
For stealan awa his bonnie ladie-o
[quarta parte]
“Last nicht A slept in a braw feather bed
Wi the sheets turnt doun sae bravely-o
Bit this nicht A maun lie in a cauld barren field
Wi the gipsies lyan aa roun me-o”
TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
[prima parte]
Vennero tre zingari alla porta di casa.
E come cantavan bene, oh
Cantavano in modo così armonioso
Che incantaron la Contessa di Fyfe, oh
E lei scese giù per le scale
Preceduta da due ancelle, oh
Gettarono uno sguardo al suo bel viso
E le fecero un incantesimo, oh
Le diedero una buona noce moscata
E anche un pezzetto di zenzero, oh
E uno di loro le si avvicinò
E le rubò l’anello d’oro dal dito, oh
E lei si tolse la sua gonna di seta
E si mise il gonnellino di tartan, oh
E poi chiamò a sé le ancelle
Perché dicessero addio alla loro padrona, oh
[terza parte]
Ma quando il suo buon signore tornò a casa la sera
Si mise a chiamare la sua signora:
“Oh, il cane è scappato, i falconi son volati via,
E gli zingari han portato via la vostra signora, oh”
“Sellatemi il bel destriero nero
Ché il baio non è stato mai così veloce, oh
E io non mangerò né berrò niente
Finché non riporterò indietro la mia signora, oh”
Cavalcò a oriente e a occidente,
E cavalcò fino allo Strathbow, oh
Finché non vide la sua bella donna
Che seguiva i ragazzi zingari, oh
“Beh, l’ultima volta che sono passato per questa landa
Avevo con me dei lords al mio servizio,
Ma stanotte devo guadare il fiume a piedi nudi
Con gli zingari che guadano assieme a me, oh”
“Ci son sette fratelli tra di loro,
E come cantan bene e armonioso, oh
Ma proprio stanotte li impiccherò tutti
Perché hanno rapito la Contessa di Fyfe, oh”
Ha mandato a chiamare un boia da Fyfe
E un altro ancora da Kirkcaldy, oh
E li ha messi alla forca uno ad uno
Perché han rapito la sua bella signora, oh
[quarta parte]
“Ieri notte dormivo in un bel letto di piume
Con le lenzuola ben rincalzate, oh
Ma stanotte devo dormire in un campo freddo e spoglio
Con gli zingari che mi giacciono attorno, oh.”

TERZA MELODIA

La melodia sembra essere una variante di quella standard un po’ velocizzata, ma fa un po’ parte a sé nel panorama del genere
ASCOLTA Tannahill Weavers


[prima parte]
I
There were three gypies in a row
And o’ but they were bonnie o
They sang sae sweet and sae complete
They’ve stolen the heart of a lady o
Laddie o, laddie o, follow the gypsy laddie o
II
It’s “ye’ll tak’ aff that silken goon
And put on this tarten plaidie o
And ye’ll come awa’ this lee-lang-nicht
And follow the gypsy laddie o”
[terza parte]
III
Lord Castles he’s cam hame at e’en
Enquiring for his lady o
“The hounds is run, the hawks is flown
And they gypsy’s awa’ wi’ yer lady o”
IV
“Come saddle tae me the black, the black
Mak’ haste and soon by ready o
For meat and drink I winna taste
Till I get back my lady o”
V
And he’s rode east, and he’s rode west
Till he’s cam tae yonder boggie o
And there he spied the well-faured maid
In the arms of the gypsy laddie o
[quarta parte]
VI
“Will ye come wi’ me my honey and my heart
Will ye come wi’ me my lady o
And I swear by the sword that hangs by my side
The black band ne’er shall steal ye o”
VII
“I winnae come wi’ you my honey and my heart
I winnae come wi’ you my dearie o
Till I hae drank the breest I brewed
And that’s in the water o’ Eerie o”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
[prima parte]
I
C’erano tre zingari in fila
ma erano graziosi
e cantavano in modo così armonioso
che rubarono il cuore della Lady
Ragazzo, ragazzo, segui il ragazzo zingaro
II
“Ti toglierai la gonna di seta
e metterai il gonnellino di tartan
e verrai via in questa lunga notte
per seguire il ragazzo zingaro”
[terza parte]
III
Lord Castles ritornò a casa la sera,
a chiedere della sua Lady
“I segugi sono scappati, il falco è volato via
e gli zingari sono andati via con la vostra Lady”
IV
“Sellatemi lo stallone
nero
fate in fretta e preparatelo subito
che cibo e bevande non toccherò
finchè non riporterò indietro la mia signora”
V
Cavalcò a oriente e cavalcò a occidente,
e arrivò fino al lontano Bogie
e là vide la sua bella
donna
tra le braccia del ragazzo zingaro
[quarta parte]
VI
“Verrai con me, amore mio
e cuore mio,
verrai con me mia signora?
Giuro sulla spada che ho appesa al fianco
che nessuna banda di cattivi ti rapirà mai più”
VII
“Non voglio venire con te, dolce mio diletto,
non voglio venire con te mio caro,
finchè non avrò bevuto la birra che ho fatto, con l’acqua dell’Eerie”

Continua Seven Gypsies

FONTI
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=Child_d200 http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/ 88991/7;jsessionid=34AD1DAF10173E847BCBBBEC0DA1F674 http://www.educationscotland.gov.uk/ scotlandssongs/primary/genericcontent_tcm4555600.asp http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=85285 http://www.tannahillweavers.com/lyrics/103lyr8.htm http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=13433&lang=it

 

“BOTH SIDES THE TWEED” WITH HONOUR

Nel 1817 James Hogg (1770 – 1835) ebbe l’incarico dalla “Highland Society of London” di raccogliere i canti giacobiti a cavallo del Settecento, uno scorcio della storia della Scozia tra il 1689 e il 1746. Hogg trascrisse quelli che si tramandavano nelle campagne, e probabilmente molti li “riscrisse” o li compose ex-novo; così  per “Both sides the tweed“: il testo è centrato sullo sdegno verso i politicanti corrotti che hanno ceduto la sovranità della Scozia al Parlamento Inglese (Act of Union più comunemente l’Union Jack del 1707) nonostante lo scontento popolare: i 45 deputati e una manciata di pari scozzesi dovettero recarsi a Londra per unirsi ai 516 deputati e 90 pari inglesi (ma del resto la popolazione inglese è di circa 5 volte quella scozzese). Gli affari scozzesi vennero affidati ad un Segretario di Stato che operava nel Gabinetto di Governo britannico. Solo la chiesa presbiteriana scozzese (la kirk) restò autonoma e distinta da quella anglicana.

UNION JACK

Già Robert Burns aveva denunciato l’Unione come un accordo commerciale e i parlamentari scozzesi “comprati e venduti in cambio dell’oro inglese” (vedi) ma la questione più spinosa fu anche la successone alla Corona affinchè fosse sempre il ramo protestante della dinastia Stuart a regnare. Alla fine l’ultimo cattolico degli Stuart a rivendicare la corona fu il “Bonnie Prince Charlie” che trovò la sconfitta a Culloden e con lui i clan Highlanders che lo sostenevano: la ritorsione fu dura e drastica con l’interdizione alla Scozia di manifestare la propria identità culturale. (vedi)

LA DEVOLUTION

Nel 1979 l‘SNP (lo Scottish National Party) riuscì ad organizzare un referendum per la formazione di un parlamento scozzese che non raggiunse il quorum. In quell’occasione Dick Gaughan riscopre il brano di Hogg, lo riscrive in minima parte e ci mette la sua melodia, per rivendicare ancora una volta il diritto all’autonomia come l’unico modo per riportare rispetto reciproco tra i popoli d’Inghilterra e della Scozia.

Finalmente nel 1997 con un secondo referendum sulla devolution viene restaurato il Parlamento Scozzese, dotato di autonomia legislativa in merito alla sanità, l’educazione e, in modo parziale, al welfare. Il referendum secessionista del settembre 2014 ha visto invece  poco più della metà degli Scozzesi votare per il “No”, e sebbene il si abbia stravinto nelle città di Dundee, Aberdeen e Glasgow e nel Border, Edimburgo e le Highland sono state “unioniste” (la media ha portato al no il 55,3% dei voti). Anche dietro a questo referendum c’erano forti interessi economici come nel 1707 (riguardanti lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio nel Mare del Nord), ma le promesse strappate al primo ministro britannico David Cameron sono state viste dai più come una parziale vittoria (ma sono veramente finiti i tempi delle promesse inglesi puntualmente disattese?): devolution, maggiore autonomia fiscale e politica sui temi di carattere nazionale stanno attendendo un’attuazione.

GUIDA ALL’ASCOLTO
Andrew Kuntz nel suo Fiddler’s Companion scrive “this tune appears in nearly all old collections of British songs and ballads, beginning with Allan Ramsay’s “Gentle Shepherd” (1725) and its popularity continued through the latter part of the 18th century. As an instrumental piece, it also appears in numerous publications in England and Scotland, for instance, to name the earliest appearance, in Adam Craig’s “Collection of the Choicest Scots Tunes (1730)“.

Dick Gaughan nel suo album d’esordio “Handful of Earth” (1979) inserì questo brano e siccome non gli piaceva la melodia originale ne scrisse un’altra facendo delle lievi modifiche di alcuni versi per renderli più attuali. Così scrive nel suo sito: ‘The tune has been the subject of some speculation and argument. So far as I am aware, I actually composed it and am highly flattered by the presumption that it is traditional, with people claiming to have known it for several decades, if not centuries.
‘For one writing songs in a ‘traditional’ genre, this is the highest compliment imaginable. Like all tunes composed within any aesthetic, it is inevitable that it has similarities to and contains phrases and quotes from earlier tunes. However, if someone can provide a printed or recorded source to prove the existence of this tune prior to 1979 then I’d be delighted to acknowledge that I unconsciously used a traditional tune.’

ASCOLTA Dick Gaughan per Transatlantic Sessions (1995/6)

Mary Black in Collected 1984

Capercaillie in Sidewaulk 1989

VERSIONE DI DICK GAUGHAN
I
What’s the spring breathing jasmin and rose
What’s the summer with all its gay train(1)
What’s the splendour of autumn to those
Who’ve bartered their freedom for gain?
II (Chorus)
Let the love of our land’s sacred rights(2)
To the love of our people(3) succeed
Let friendship and honour unite
And flourish on both sides the Tweed(4).
III
No sweetness the senses can cheer
Which corruption and bribery bind
Nor brightness that gloom(5) can e’er clear
For honour’s the sum of the mind(6).
IV
Let virtue distinguish the brave
Place riches in lowest degree
Think them poorest who can be a slave
Them richest who dare to be free.

VERSIONE The Jacobite Reliques 1819
I
What’s the spring-breathing
jess’mine and rose,
What’s the summer,
with all its gay train(1),
Or the plenty of autumn,
to those who’ve bartered
their freedom for gain?
II
Let the love of our king’s sacred right(2)
To the love of our country(3) succeed;
Let friendship and honour unite,
And flourish on both sides the Tweed(4).
III
No sweetness the senses can cheer,
Which corruption and bribery blind;
No brightness that gloom(5) e’er can clear,
For honour’s the sum of the mind(6).
IV
Let virtue distinguish the brave,
Place riches in lowest degree;
Think him poorest who can be a slave,
Him richest who dares to be free.
V
Let us think how our ancestors rose,
Let us think how our ancestors fell,
The rights they defended, and those
They bought with their blood we’ll ne’er sell.
TRADUZIONE ITALIANO (in parte da qui)
I
Cos’è la primavera odorosa
di gelsomino e rosa?
Cos’è l’estate
con il suo manto fiorito(1)?
Cos’è lo splendore dell’autunno
per coloro che hanno barattato
la propria libertà per profitto?
II
Che l’amore dei sacri diritti del nostro Re
vada insieme con l’amore per il nostro paese,
e si uniscano l’amicizia e l’onore
per fiorire sulle due sponde del Tweed.
III
Nessuna bellezza può rallegrare i sensi
che corruzione e concussione avvincono;
né luminosità può mai rischiarare quell’oscurità perchè l’onore è l’idea somma.
IV
Chi ha coraggio possa distinguersi per il valore perché ha stimato nulla le ricchezze,
considerando più ricco chi osa essere libero
e più povero colui che diventa schiavo.
V
Lasciateci ricordare come i nostri antenati si siano sollevati, e siano caduti per difendere i diritti e ciò che essi comprarono con il loro sangue, noi non dovremo mai vendere!

NOTE
1) letteralmente “allegro corteo” ma anche, rifertito ad un abito: strascico, coda. In senso figurato quindi “manto di fiori”
2) i sacri diritti della nostra terra invece dei diritti della monarchia
3) in origine è country
4) il Tweed è il fiume che segna il confine tra Inghilterra e Scozia, che ha dato anche il nome al tessuto del tweed
5) Karen dice”No brightness the sun can e’er clear” che non ha molto senso: né luminosità può mai rischiarare il sole
6) honour is the sum of the mind: il concetto di onore si presta a molte manipolazioni e fraintendimenti. In questo contesto Hoggs lo usa nel suo significato più antico dal latino honor “carica pubblica” ossia quel percorso (o se vogliamo carriera) che il politico romano poteva svolgere di carica in carica man mano più alta, quale servitore dello Stato, facendo appello alla sua capacità personale e alla stima. L’onore era quindi sinonimo di dedizione votata al sacrificio per la Patria, rispettabilità della persona e premio, cioè riconoscimento del valore. L’onore si merita e si guadagna e si costruisce sul senso di responsabilità che è nello stesso tempo personale ma anche pubblica.

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/2sidestw.htm
http://www.dickgaughan.co.uk/songs/texts/tweed.html http://sangstories.webs.com/bothsidesthetweed.htm http://redflag.org.uk/wp/?p=186 https://thesession.org/tunes/12935

CRAIGIE HILL, IRISH SONG OF EMIGRATION

Emigrants_leave_Ireland“Craigie Hill” è una canzone tradizionale irlandese collezionata dalla madre di Paddy Tunney il quale riteneva che la canzone fosse originaria di Larne, Contea di Antrim, il porto da cui partivano gli emigranti nord-irlandesi. Come è scritto su Wikipedia (qui) “Un monumento di Curran Park commemora i Friends Goodwill, la prima nave di emigranti a salpare da Larne nel maggio 1717, per raggiungere Boston negli Stati Uniti. Le radici irlandesi di Boston derivano infatti da Larne. Anche Larne è stata investita dalla grande carestia irlandese della metà dell’Ottocento.” Ma per dirla come Paddy stesso “every Irish port had an emigrant ship” (vedi emigration songs)

ASCOLTA Dick Gaughan 1981
ASCOLTA Dolores Keane 1982
ASCOLTA Susan McKeown 1998
ASCOLTA Cara Dillon in Cara Dillon 2003

ASCOLTA Caladh Nua in Happy Days 2009


I
It being the spring time,
and the small birds were singing,
Down by yon shady arbour
I carelessly did stray;
The thrushes they were warbling,
The violets they were charming:
To view fond lovers talking,
a while I did delay.
II
She said, “My dear don’t leave me all for another season,
Though fortune does be pleasing
I ‘ll go along with you.
I ‘ll forsake friends and relations and bid this holy nation,
And to the bonny Bann banks(1) forever I ‘ll bid adieu.”
III
He said, “My dear, don’t grieve or yet annoy my patience.
You know I love you dearly the more I’m going away,
I’m going to a foreign nation to purchase a plantation,
To comfort(2) us hereafter all in Amerikay.
IV
Then after a short while a fortune does be pleasing,
It’ll cause them for smile at our late going away,
We’ll be happy as Queen Victoria, all in her greatest glory,
We’ll be drinking wine and porter all in Amerikay.
V
The landlords(3) and their agents, their bailiffs and their beagles
The land of our forefathers we’re forced for to give o’er
And we’re sailing on the ocean for honor and promotion
And we’re parting with our sweethearts, it’s them we do adore
VI
If you were in your bed lying and thinking on dying,
The sight of the lovely Bann banks, your sorrow you’d give o’er,
Or if were down one hour, down in the shady bower,
Pleasure would surround you, you’d think on death no more.
VII
Then fare you well, sweet Cragie Hill(4), where often times I’ve roved,
I never thought my childhood days I ‘d part you ever more,
Now we’re sailing on the ocean for honour and promotion,
And the bonny boats are sailing, way down by Doorin shore(5).”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Era primavera
e gli uccellini cantavano,
per quell’ombreggiato boschetto sbadatamente camminavo;
i tordi gorgheggiavano e le violette erano incantevoli; a guardare gli amanti appassionati che chiacchieravano mi sono un po’ attardato.
II
Disse lei “Non lasciarmi tutta sola
per un’altra stagione,
se la fortuna ci arriderà,
io verrò via con te.
Abbandonerò amici e parenti e a questa santa nazione
e alle belle rive del Bann (1)
per sempre dirò addio.”
III
Disse lui “Non rattristare e mettere alla prova la mia pazienza,
lo sai che ti amo teneramente anche se sto andando via,
andrò in una nazione straniera per acquistare una piantagione
per dare conforto (2) a tutti noi d’ora in poi in America.
IV
Dopo un po’ la fortuna
ci arriderà
e loro saranno contenti della nostra partenza;
saremo felici come la Regina Vittoria in pompa magna,
berremo vino e porter
in America.
V
Ai proprietari terrieri (3) e i loro agenti, gli ufficiali giudiziari con i loro cani,
la terra dei nostri padri siamo stati costretti a cedere
e solcheremo l’oceano per l’onore e la carriera
e ci separeremo dalle nostre fidanzate,
le sole e uniche che amiamo.”
VI
“Se tu fossi steso nel letto in procinto di morire
la vista delle belle rive del Bann ti avrebbero allevato il dolore,
o se andassi per un ora fino al pergolato ombroso,
il piacere ti circonderebbe e non penseresti più alla morte.”
VII
“Addio amata Craigie Hill (4) dove spesso sono andato in giro,
mai pensavo nei giorni della mia fanciullezza che ti avrei lasciato,
ora stiamo navigando sul mare per l’onore e la carriera
e le belle navi navigano via dalla spiaggia di Doorin (5)”

NOTE
1) The Banks Of The Bann è il titolo di un’altra canzone irlandese sulla separazione. il fiume Bann scorre nel Nord-Est dell’Irlanda ed è il fiume che ha portato lo sviluppo economico nell’Ulster con l’industria del lino. Il fiume fa un po’ da spartiacque tra cattolici e repubblicani a ovest e protestanti e unionisti a est.
2) se ho capito il senso della frase
3) Ai primi del XVII secolo inglesi e scozzesi andarono alla “conquista” dell’Irlanda: la terra fu per lo più confiscata agli irlandesi e la parte cattolica degli Irlandesi venne emarginata; la maggioranza queste “colonie” si concentrò nella parte nord dell’Irlanda
4) Craggy è la roccia scoscesa a più livelli, Craige o Craig si dice anche per il sito di una fortezza preistorica, in inglese “hillfort” o “ring-fort”, in italiano “forte ad anello” ovvero fortificazioni a forma circolare risalenti all’età del ferro (o secondo le ultime datazioni, all’età del primo Medioevo). Le fortezze sono state assorbire dalla campagna ma la memoria storica è rimasta nella credenza che il luogo fosse la dimora delle fate.
5) Doorin Point e un promontorio su Inver Bay, vicino a Mountcharles, nel Donegal

FONTI
http://comhaltasarchive.ie/compositions/5
https://thesession.org/discussions/23580
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=155019 http://songoftheisles.com/2013/04/29/craigie-hills/ http://filstoria.hypotheses.org/tag/irlanda-del-nord

THE GREEN LINNET AN IRISH SONG ABOUT NAPOLEON

Green Linnet è il soprannome con cui veniva chiamato Napoleone Bonaparte, deriva da un tipo di cardellino tra i più diffusi in Europa il verdone (o verdello detto anche fanello verde) dal colore dominante verde-oliva. In Irlanda la figura di Napoleone è stata trasfigurata in quella dell’eroe che avrebbe liberato gli Irlandesi dal dominio inglese.

Così scrive Vic Gammon nel suo articoloThe Grand Conversation:Napoleon and British Popular Balladry: “The Green Linnet survived in oral tradition in Ireland but it was issued as a broadsheet by the most important London ballad printer of the first half of the nineteenth century, James Catnach of Seven Dials, and is also recorded in the logbook of the whaling ship Cortes in 1847.  Gale Huntington has called it ‘another true lament for the loss of the great hope that the Irish had in Napoleon’. In the ballad Napoleon is symbolized as ‘The Green Linnet’ (an interesting look backwards to Jacobite songs which portrayed the Bonnie Prince Charles in bird form), he is seen as the reliever of the oppressed with the Goddess of freedom on his side.” e alla fine del suo articolo conclude ” I find it hard to explain why this image of Napoleon was so persistent and perhaps I should leave it as a matter for debate.  Some may have seen Napoleon as a radical hero, the defender of the Revolution of progress and liberation, others may simply have been impressed with the epic and heroic quality of his story.  A whole range of responses is possible. What is not in doubt is the amazing contrast between the propaganda pumped out in ballad form during the French Wars and those songs which survived the test of time in popular memory.  The wartime propaganda sought to denigrate and vilify Napoleon, ‘the little Corsican’, ‘the Corsican Monster’ whose murdering trade amounted to no more than ‘rape, plunder, fire and slaughter’. Such material showed little ability to survive in popular tradition.  The lingering memory, so totally differently kept alive by a Horsham shoemaker and a Winterton fisherman among countless others, was of ‘that hero bold’, of ‘brave Napoleon’ and of ‘Bonaparte, the Frenchman’s pride’.

IL MITO DI NAPOLEONE

In effetti il mito di Napoleone racchiude due aspetti contrastanti dell’eroe romantico per eccellenza “La figura di Napoleone infatti era considerata una delle più controverse della storia europea e intorno ad essa si alternavano elogi e critiche: gli elogi per il soldato ambizioso che, grazie al suo genio era riuscito a raggiungere le più alte vette del potere e diffondere in tutta Europa le idee innovatrici della Rivoluzione francese, mentre le critiche si rivolgevano al conquistatore sanguinario che aveva riempito il continente di campi di battaglia e istaurato un regime di stampo dittatoriale. Ammirato o detestato, eroe o mostro Napoleone era comunque ritenuto un essere d’eccezione che andava oltre il personaggio storico per diventare un mito da cui scaturivano due concezioni opposte note come légende dorée e légende noire.
La légende dorée quella che vedeva in Napoleone l’eroe vittorioso, portatore in Europa degli ideali umanitari di libertà e giustizia della Rivoluzione francese, era nata durante la prima campagna d’Italia e aveva assunto un carattere carismatico negli anni dell’Impero alimentata dalla propaganda ufficiale che si serviva di tutte le forme comunicative dell’epoca, dall’arte all’architettura, dalla diplomazia alla letteratura condizionando la libertà creativa degli artisti e asservendo la stampa al potere.
Parallelamente nasceva una légende noire alimentata dagli avversari politici e dalle madri dei soldati caduti in guerra, condivisa da molti dopo la disfatta di Waterloo e il crollo dell’Impero per le umiliazioni e le gravi perdite umane ed economiche che ne erano conseguite e delle quali era ritenuto responsabile Napoleone.

L’esilio, i cento giorni e infine la morte solitaria e ingloriosa a Sant’Elena, avevano colpito l’opinione pubblica come pure la pubblicazione del famoso Mémorial de Sainte-Hélène nel quale Napoleone raccontava la sua prigionia, rievocava le sue imprese e giustificava il suo operato.
.. dopo la morte di Napoleone, la légende dorée aveva acquistato immediatamente un nuovo slancio, favorita oltre che dal tragico e commovente epilogo di una vita eccezionale anche dalla crisi economica e dall’instabilità politica che avevano caratterizzato, in Francia, i primi anni della Restaurazione e che facevano rivalutare, in positivo, gli anni dell’impero. Inoltre, come si è detto, tra gli anni venti e trenta, Napoleone era diventato il modello dell’eroe romantico e veniva celebrato e rimpianto dalla generazione degli scrittori affetti dal mal du siècle, che aveva conosciuto i fasti dell’Impero e ora soffriva per lo stridente contrasto tra i grandi eventi del passato e il vuoto del presente..
La morte prematura dell’unico figlio di Napoleone nel 1832 e, otto anni dopo, il ritorno in patria delle ceneri dell’imperatore furono due avvenimenti che suscitarono grande commozione ma, nella seconda metà del secolo, con l’ascesa al potere di Napoleone III, la légende noire tornò a prevalere a causa dell’inevitabile parallelismo tra i due imperatori:entrambi si erano imposti con un colpo di Stato, diventando liberticidi ed provocando con la loro caduta un’invasione straniera, motivo per cui una nuova ondata di odio si è abbattuta sulla stirpe dei Bonaparte.
La sconfitta di Sédan e la conseguente perdita dell’Alsazia e della Lorena hanno avuto successivamente l’effetto di risvegliare nel popolo francese un desiderio di rivincita e solo il ricordo di colui che per ultimo, in passato, era riuscito a piegare la potenza militare prussiana poteva infondere coraggio a una generazione che si sentiva profondamente umiliata. Sul finire del secolo si è assistito quindi a un ritorno della légende dorée e l’epopea napoleonica è stata riconsiderata con nostalgia da quanti speravano che la Francia potesse riacquistare la grandeur perduta.(tratto da qui)

SWEET BONEY WILL I E’ER SEE YOU MORE?

marialuisa-JeanBaptisteIsabeyLa ballata è stata composta probabilmente dopo la morte di Napoleone (1820) e l’uccello canterino, curiosamente, diventa il simbolo del nazionalismo irlandese.
Franke Harte (in Franke Harte & Donal Lunny, “My Name is Napoleon Bonaparte”) così commenta: “The Irish have throughout history attributed the names of animals, and of birds in particular, to their various leaders… During the Jacobite period the Stuart Pretender was known as the ‘Royal Blackbird’, Dan O’Connell was known as the ‘Kerry Eagle,’ and Charles Stewart Parnell was known as the ‘Blackbird of Avondale;’ so that it would not be strange for an Irish singer to find Napoleon Bonaparte referred to as the ‘Royal Eagle,’ or as in this song, the ‘Green Linnet.'”

La melodia è una vecchia aria irlandese ‘Ulachan dubh-O’, (in inglese ‘The Song of Sorrow’) su cui lo stesso Thomas Moore ha composto la sua canzone ‘Weep on, weep on, your hour is past’, perfetta come lament per la perdita della grande speranza irlandese coltivata sulla figura di Napoleone. La canzone oltre che ad essere tramandata nella tradizione orale in Irlanda è comparsa in stampa su vari broadsides in Inghilterra a metà dell’Ottocento con il titolo Maria Louisa’s lamentation.

ASCOLAT la melodia Jimmy O’Brien Moran, uilleann pipes
ASCOLTA Martin Simpson


I
Curiosity led a young native of Erin,
To view the gay banks of the Rhine,
Where an Empress(1) he saw and the gold that she was wearing
All over with diamonds did shine.
No goddess in splendour was ever yet seen,
To equal this fair maid so mild and serene,
In soft accents she cried, “O my linnet so green,
Sweet Boney(2), will I e’er see you more?”
II
The cold frosty Alps you did freely pass over
Which nature had placed in your way
At Marengo Bellona(3) around you did hover
All Paris rejoiced the next day
It grieved me the hardships you did undergo
The mountains that you travelled all covered with snow
But the balance of power(4) your courage laid low
Sweet Boney, will I ne’er see you more
III
The crowned heads of Europe they were in great splendour
And they swore they would have you submit
But the goddess of freedom soon had them surrender
And they lowered their standards to your wit
Old Frederik’s(5) colours to France he did bring
His offspring found shelter under your wing
That year at Vienna you so sweetly did sing
Sweet Boney, will I ne’er see you more
IV
What numbers of men there were eager to slay you
Their malice you viewed with a smile
Their gold through all Europe was found to betray you
They joined with the Mamelukes on the Nile
Like ravenous vultures their vile passions did burn
The orphan they slew and caused the widow to mourn
But my linnet he is gone and he never will return
Sweet Boney, will I ne’er see you more
V
I have roamed through the deserts of wild Abyssinia
And could yet find no cure for my pain
I will go and enquire at the isle of Saint Helena
But soft whispers murmer ” ‘tis vain ”
Come tell me ye muses, come tell me in time
What nations I must rove my green linnet to find
Was he slain at Waterloo in France or on the Rhine?
No he’s dead on St Helena’s bleak shore
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I)
La curiosità ha condotto un giovane irlandese, a visitare le gioiose rive del Reno dove vide un’Imperatrice(1) che indossava oro e diamanti che spendevano tutt’intorno.
Nessuna dea è stata mai vista in tale splendore
da eguagliare questa bella fanciulla così mite e serena
che si lamentava con toni dolci “O mio fanello così verde,
piccolo Bonaparte(2), ti vedrò ancora?”
II)
Hai valicato liberamente le gelide e fredde Alpi
che la Natura ha posto sulla tua strada, quando
hai superato Marengo Bellona(3), tutta Parigi si rallegrò il giorno dopo. Mi hanno addolorato i patimenti che hai subito,
le montagne che hai passato tutte coperte di neve
però “la politica dell’equilibrio”(4) il tuo coraggio prostrò
piccolo Bonaparte, non ti vedrò mai più
III)
Le teste coronate d’Europa erano in grande splendore
e giurarono che ti avrebbero sottomesso
ma alla dea della libertà presto si arresero
e abbassarono il loro livello alla tua volontà.
I colori del vecchio Federico(5) in Francia lui fece portare,
la sua progenie ha trovato rifugio sotto la tua ala,
quell’anno a Vienna così dolcemente cantasti
Piccolo Bonaparte non ti vedrò mai più
IV)
Un gran numero di uomini erano desiderosi di ucciderti
hai guardato alla loro malvagità con un sorriso,
hanno raccolto il loro oro per tutta Europa per tradirti,
si sono alleati con i Mamelucchi sul Nilo
come avvoltoi famelici le loro vili passioni si bruciavano,
uccisero l’orfano e fecero piangere la vedova,
ma il mio fanello è andato e non ritornerà mai più Piccolo Bonaparte non ti vedrò mai più
V)
Ho vagato per i deserti della selvaggia Abissinia
e tuttavia non ho potuto trovare ristoro per la mia pena
andrò a informarmi all’isola di Sant’Elena ma piano mormora la voce “è inutile”
Venite a dirmi voi Muse, venite a dirmi in tempo
in quale nazione devo cercare per trovare il mio verdone:
è stato ucciso a Waterloo in Francia o sul Reno?
“No è morto sulla spiaggia desolata di Sant’Elena”

NOTE
1) anche se efficace come immagine dal punto di vista storico l’affetto dell’austriaca Maria Luisa ovvero la seconda moglie di Napoleone (il quale aveva ripudiato al sua amata Giuseppina perchè non riusciva a dargli un figlio) era ben lontano dal vero. La donna, appena diciottenne, nel 1810 venne data in sposa a Napoleone, per suggellare la pace di Vienna tra Francia e Austria e durante l’esilio di Napoleone all’Isola d’Elba preferì tornare alla corte di Vienna con il figlio, dimostrando sempre fedeltà alla famiglia degli Asburgo. E’ più probabile che tale donna sia la personificazione dell’Irlanda
2) Sweet Boney= il piccolo Boney, Napoleone
3) la famosa battaglia di Marengo vinta dalle truppe napoleoniche nel giugno del 1800 si svolse a Spinetta Marengo (una battaglia iniziata con un attacco a sorpresa che sembrava favorevole alle truppe austriache). Non è ben chiaro il riferimento alla specifica località orse un refuso per Bosco Marengo? E’ un piccolo paese in provincia di Alessandria, la proloco di Bosco Marengo così scrive “Si narra che Napoleone sia passato a Bosco ma per visitare la chiesa di Santa Croce, fatta edificare da papa Pio V, e portare in Francia qualche ricordino. non risulta da nessuna parte che quì si sia svolta una battaglia, la zona invece interessata si estendeva da Spinetta al tortonese”
Bellona= non riesco a capire a cosa si riferisca il termine forse sta per bella o è un fraintendimento di Bosco? In alcune versioni è scritto come Beltona probabilmente un refuso. Una città di Bellona si trova nei pressi di Capua
4) il balletto delle grandi potenze europee del tempo (Francia, Gran Bretagna, Austria, Prussia e Russia) consisteva in alleanze di comodo per impedire che una sola nazione potesse conquistare l’egemonia, così l’amico di oggi era il nemico di ieri in nome della politica dell’equilibrio

5) Federico II era il duca regnante del Württemberg occupato nel 1800 dalle truppe francesi di Napoleone

FONTI
http://www.mustrad.org.uk/articles/boney.htm http://www.mustrad.org.uk/articles/harte.htm http://www.rogermillington.com/tunetoc/greenlinnet.html http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/SWMS211.html http://tunearch.org/wiki/Talk:Green_Linnet_(2)_(The) http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=873 http://www.dickgaughan.co.uk/songs/texts/greenlin.html
http://www.musicanet.org/robokopp/eire/curiosit.htm http://comhaltasarchive.ie/compositions/24 http://ballads.bodleian.ox.ac.uk/search/title/Maria%20Louisas%20lamentation

MAGGIE LAUDER

Maggie Lauder è una ballata attribuita a Francis Sempill (o Semple), Laird di Beltrees (1616 – 1685) che descrive “l’incontro” tra la bella Maggie e il loquace Rob un pipaiolo (per tradurre bonariamente il termine “piper”) del Border scozzese: dopo i primi complimenti i due passano alla “danza” sull’erba con reciproco soddisfacimento. Siamo in pieno stereotipo scozzese del prestante Highlander in gonnellino che suona la cornamusa! Così c’immaginiamo i passi di danza, abilmente descritti significando ben altro!

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Tutto quelle che vorreste sapere sulla canzone è stato ampiamente trattato nel sito The Lowland and Border Pipers’Society (qui)

GUIDA ALL’ASCOLTO

La ballata popolare in Scozia, Inghilterra e Irlanda vede una disputa sulla paternità, perchè con il titolo di ‘Moggy Lauder’ o “Maggy Laidir” è conosciuta come antica melodia per “irish pipes” (vedi)

ASCOLTA Tannahill wevers in Dancing Feet 1987 con una marcia in più
ASCOLTA Dick Gaughan (per il testo vedi)

I
Wha wadna be in love
Wi bonnie Maggie Lauder?
A piper met her gaun (1) to Fife,
And spier’d(2) what was’t they ca’d her:
Richt scornfully she answered him,
Begone, you hallanshakerl (3)
Jog on your gate (4), you bladderskate (5)!
My name is Maggie Lauder.

II
Maggie! quoth he; and, by my bags(6),
I’m fidgin’ fain (7) to see thee!
Sit doun by me, my bonnie bird;
In troth I winna steer(8) thee;
For I’m a piper to my trade;
My name is Rob the Ranter:
The lasses loup(9) as they were daft,
When I blaw up my chanter(10).

III
Piper, quo Meg, hae ye your bags,
Or is your drone (11) in order?
If ye be Rob, I’ve heard o’ you;
Live you upo’ the Border?
The lasses a’, baith far and near,
Have heard o’ Rob the Ranter;
I’ll shake my foot wi’ richt gude will,
Gif ye’ll blaw up your chanter.

IV
Then to his bags he flew wi’ speed;
About the drone he twisted:
Meg up and wallop’d ower the green;
For brawly(12) could she frisk it
Weel done! quo he. Play up! quo she.
Weel bobb’d! quo Rob the Ranter;
It’s worth my while to play, indeed,
When I hae sic a dancer!

V
Weel hae ye play’d your part! quo Meg;
Your cheeks are like the crimson
There’s nane in Scotland plays sae weel,
Sin’ we lost Habbie Simson(13).
I’ve lived in Fife, baith maid and wife,
This ten years and a quarter;
Gin ye should come to Anster Fair,
Spier(2) ye for Maggie Lauder.

In “The Scots Musical Museum” #544 con il titolo “Wha wadna be in love &c.”

(c) National Galleries of Scotland; Supplied by The Public Catalogue FoundationNOTE
1) gaun=going
2) spier’d=enquired, asked
3) hallanshaker=tramp
4) gate=way
5) bladderskate=windbag, gossiper, prattler, noisy talker.
6) bags=anche se al plurale si tratta della “sacca” della piva. Il piper nel dipinto sta soffiando l’aria (e ci vogliono dei bei polmoni) mediante il blow pipe (ossia la canna dell’aria o per soffiare) nel bagil sacco- che premuto dal braccio sinistro manda l’aria nelle altre canne collegate (delle piccole ance sono inserite all’imboccatura tra canne e sacco e sono proprio loro che vibrando producono il suono); il piper muovendo le dita sul chanter (ossia la canna del canto) modula la melodia su una scala di sole 9 note, mentre il suono di bordone cioè un suono continuo viene prodotto dai tre drones: uno più lungo di basso (quello più vicino alla testa) e due più corti di tenore. (continua)
7) fidgin’ fain=excited, fidgetingly eager, ie “fucking glad”
8) steer=interfere with, stir/molest
9) loup=leap/jump about
10) chanter=pipe of bagpipe on which the melody is played
11) drone=the pipes on a bagpipe tuned to a fixed note
12) brawly=handsomely
13) ‘The Life and Death of Habbie Simpson, Piper in Kilbarchan’ scritto dal padre di Francis, Sir Robert Sempill (c.1595-c.1665). Gli abitanti di Kilbarchan sono chiamati “Habbies”

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Chi non si innamorerebbe
della bella Maggie Lauder?
Un pipaiolo la incontrò che andava a Fife
e le chiese come si chiamava:
Con fare sprezzante lei gli rispose
“Vattene, vagabondo,
per la tua strada, tu sacca del vento!
Mi chiamo Maggie Lauder”
II
“”Maggie – disse lui – per la mia piva,
sono contento di vederti!
Siediti accanto a me, mio bel uccellino
non voglio darti fastidio:
che io sono un pipaiolo di mestiere
e mi chiamo Rob “l’eloquente”:
le fanciulle saltellano come fossero matte, quando io soffio sul mio chanter.
III
“Pipaiolo – disse Meg – avete sacca e bordone in ordine?
Se voi siete Rob, ho sentito parlare di voi; vivete vicino al Border?
Tutte le fanciulle sia vicine che lontane hanno sentito parlare di Rob “l’eloquente”; io batto il piede con tanta buona volontà se voi soffiate sul vostro chanter”
VI
Allora prese velocemente la piva
e suonò il bordone:
Meg galoppò sul prato
che molto bene lei si sapeva muovere
“Ben fatto” – disse lui -“Suona su” -disse lei “bella piroetta – disse Rob l’eloquente –
Vale la pena suonare davvero
quando si ha una tale ballerina”
V
“Avete suonato bene la vostra parte – disse Meg –
le vostre guance sono di porpora
nessuno in Scozia suona così bene.
da quando è morto Habbie Simson.
Ho vissuto a Fife sia da fanciulla che da sposa questi dieci anni e un quarto
se volete venire alla fiera di Anster
chiedete di Maggie Lauder”

FONTI
http://lbps.net/lbps/repertoire/65-maggie-lauder.html http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15900 http://burnsscotland.com/items/v/volume-vi,-song-544-pages-562-and-563-wha-wadna-be-in-love-c.aspx

SCOTS WHA HAE

(c) Glasgow Museums; Supplied by The Public Catalogue FoundationScots Wha Hae” è una canzone patriottica scozzese, scritta nel 1793 da Robert Burns su di un ipotetico discorso tenuto da Robert Bruce (Robert I re di Scozia dal 1306 al 1329) prima della battaglia di Bannockburn; è stato per anni uno degli inni non ufficiali della Scozia, al pari di “Flower of Scotland” e recentemente ha avuto una ripresa con il risorgere del sentimento indipendentista scozzese.
Oggigiorno è praticamente l’inno dello Scottish National Party.

TUTTI TATTI

Secondo la tradizione la marcia che nel 1314 guidò gli Scozzesi nella battaglia di Bannockburn era ‘Hey Tuttie Taitie’ – secondo i francesi di Château de Blois, il brano venne suonato dalle truppe scozzesi quando Giovanna d’Arco entrò nella città di Orleans il 29 aprile 1429 (conosciuto come ‘Marche des Soldats de Robert Bruce‘).
Il bisticcio di parole significa “everyone toot on your horn” perchè un tempo i soldati erano soliti fare molto strepito prima della battaglia per incutere spavento nel nemico.
Nella lettera di accompagnamento indirizzata a George Thomson nel 1793 Robert Burns scrive “You know that my pretensions to musical taste, are merely a few of Nature’s instincts, untaught and untutored by Art. For this reason, many musical compositions, particularly where much of the merit lies in Counterpoint, however they may transport and ravish the ears of you Connoisseurs, affect my simple lug no otherwise than merely as melodious Din. On the other hand, by way of amends I am delighted with many little melodies which the learned Musician despises as silly and insipid. I do not know whether the old air, ‘Hey tutti tatie’, may rank among its number; but well I know that with Fraser’s Hautboy, it has often filled my eyes with tears. There is a tradition, which I have met with in many places of Scotland, that it was Robert Bruce’s March at the battle of Bannockburn. This thought, in my yesternight’s evening walk warmed me to a pitch of enthusiasm on the theme of Liberty and Independence which I threw into a kind of Scots Ode, fitted to the Air, that one might suppose to be the gallant ROYAL SCOT’S address to his heroic followers on that eventful morning.”

La melodia viene interpretata da Burns come slow air, ma Thomson la volle cambiare e chiese a Burns di modificare il testo di conseguenza. Alla fine però il tempo ha dato ragione alla prima stesura voluta dal poeta.
Il testo non ha bisogno di commenti e riflette lo spirito dei tempi in cui i troni venivano usurpati e riconquistati con le armi in pungo “per ogni nemico che cade, muore un tiranno“, ma anche un monito sulla scia della Rivoluzione francese ai soprusi dell’Ancien Régime.

ASCOLTA Dougie MacLean, credo sia una delle versioni migliori, niente di marziale o roboante, più un lamento, un anelito alla autodeterminazione di un popolo

ASCOLTADick Gaughan, quasi un parlato che non ha bisogno di esserle urlato per arrivare dritto alle coscienze,

ASCOLTAHighlanders of Canada

VERSIONE ROBERT BURNS 1793
I
Scots, wha hae wi’ Wallace bled,
Scots, wham Bruce has aften led,
Welcome to your gory bed (1),
Or to Victorie!
II
Now’s the day, and now’s the hour;
See the front o’ battle lour;
See approach proud Edward’s power(1)-Chains and Slaverie!
III
Wha will be a traitor knave?
Wha can fill a coward’s grave?
Wha sae base as be a Slave?
Let him turn and flee!
IV
Wha, for Scotland’s King and Law,
Freedom’s sword will strongly draw,
Free-man stand, or Free-man fa’,
Let him on wi’ me!
V
By Oppression’s woes and pains!
By your Sons in servile chains!
We will drain our dearest veins,
But they shall be free!
VI
Lay the proud Usurpers(3) low!
Tyrants fall in every foe!
Liberty’s in every blow!-
Let us Do or Die!
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Scozzesi che avete sparso il sangue con Wallace, Scozzesi che Bruce ha spesso guidato, benvenuti al vostro bagno di sangue (1) o alla vittoria!
II
Questo è il giorno, questa è l’ora;
guardate il fronte dello schieramento;
guardate avanzare la potenza dell’arrogante Edoardo (2)- catene e schiavitù!
III
Chi servirà un ribaldo traditore?
Chi occuperà la tomba di un vigliacco? Chi sarà tanto abbietto da essere uno schiavo? Fategli girare i tacchi e fuggire!
IV
Chi per il Re e la Legge di Scozia
brandirà forte la spada della libertà
e da uomo libero starà all’erta o da uomo libero perirà? Fate che mi segua!
V
Fra lacrime di sofferenza ed oppressione
per i vostri figli asserviti dalle catene
prosciugheremo le nostre preziose vene, ma saranno liberi!
VI
Abbattete i fieri usurpatori (3)
per ogni nemico che cade, cade un tiranno!
La libertà in ogni fendente!
O così o la morte.

Traduzione in inglese (qui)
Traduzione in francese (qui)
NOTE
1) letteralmente “letto insanguinato”, ho preferito tradurre con “bagno di sangue” per mantenere il rafforzamento della prima immagine,
2) re Edoardo II che fu sconfitto nella battaglia di Bannockburn (giugno 1314)
3) usurpatore è chiaramente un termine da giacobita, innestato sul tema dell’indipendenza e della sovranità dall’Inghilterra

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/scotswha.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/424.htm
http://www.robertburns.org/encyclopedia/ScotsWhaHae.21.shtl
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4555675.asp

THE SNOWS THEY MELT THE SOONEST

“The snow they melt the soonest” è una canzone popolare del Border (diffusa sia in Inghilterra che in Scozia), è stata pubblicata nel Northumbrian Minstrelsy (Bruce&Stokoe 1882) e in origine nel Blackwood’s Magazine, (Edimburgo 1821) così come collezionata da Thomas Doubleday (1790-1870) che la sentì da un cantore di strada di Newcastle. vedi

Così si legge nelle note di Anne Briggs nel suo album “Anne Briggs” 1971
“We owe this to a good pioneer collector of North-Eastern song, the soap-boiler and lively Radical agitator Thomas Doubleday, who contributed it to Blackwood’s magazine [under the pseudonym of Mr Shufflebotham] as long ago as 1821. He got the melody from a Newcastle street singer. In Northumbrian Minstrelsy (1882, repr. 1965) the tune is given as My Love Is Newly Listed.”  (A.L. Lloyd)
Siccome nessuno ha trovato traccia della canzone nella tradizione popolare precedentemente a questa data, alcuni presumono che il testo sia stato scritto nientemeno che da Thomas Doubleday sulla melodia nota come “My love has listed/The White cockade“. Anne Briggs fu la prima a diffonderlo nel circuito dei folk-club negli anni 60 e per questo alcuni le attribuiscono la paternità del testo.

Meravigliosa la versione strumentale dei Lunasa risolta come una low air dal titolo “January Snows” in Otherworld 1999 (melodia seguita dal reel Laura Lynn Cunningham)

Il tema è quello della separazione tra due innamorati: le immagini evocate legano il rapporto amoroso allo scorrere delle stagioni così dopo il riposo della terra sotto la coperta dell’inverno anche l’orgoglio è pronto a sciogliersi come la neve. La coppia sta per separarsi ma chi canta è certo che la separazione non sarà definitiva e al ritorno del disgelo anche l’innamorato ritornerà da lei (lui)

VERSIONE DAL PUNTO DI VISTA MASCHILE

ASCOLTA Pentangle in “Solomon’s Seal” 1972, titolo THE SNOW sonorità decisamente psichedeliche

ASCOLTA Horslips in “Drive The Cold Winter Away” 1975

ASCOLTA Dick Gaughan in “Handful of Earth” (1981) lenta, malinconica, lacerante (sequenza strofe I, III, II, IV)

ASCOLTA Sting in “If on a Winter’s Night” 2009

La versione che preferisco ( a pari merito con gli Horslip) è però quella degli Old Blind Dogs che si trova in versione integrale su Spotify
ASCOLTA Old blind dogs in “Legacy”, 1995


I
The snows they melt the soonest when the wind begins to sing
And the corn it ripens faster when the frosts are settlin’ in(1)
And when a woman tells me that my face she’ll soon forget
Before we part I’ll wage a corn(2) she’s fain to follow it yet
II
For the snows they melt(3) the soonest when the winds begin to sing
And the swallow flies(4) without a thought as long as it is spring
But when spring goes and winter blows my love she will be fain(5)
For all her pride to follow me across the stormy main (6)
III
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the bee that flew when summer shone in winter cannot sting(7)
And I’ve seen a woman’s anger melt between the night and morn
So it’s surely not a harder thing to melt(8) a woman’s scorn
IV
So dont’ you bid me farewell now no farewell I’ll receive(9)
But you must lie with my lass then kiss and take your leave(10)
And I’ll wait(11) here till the woodcock(12) calls(13) and the martin(14) takes the wing (15)
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
TRADUZIONE  (da vedi)
I
Le nevi si sciolgono prima quando i venti iniziano a cantare
e il grano matura più velocemente quando il gelo si è depositato (1)
E quando una donna mi dice che dimenticherà presto il mio volto
Prima di dividerci scommetterò un chicco di grano (2) e lei sarà pronta a seguirmi
II
Perché le nevi si sciolgono (3) prima quando i venti iniziano a cantare
E la rondine vola (4) senza pensieri finché è primavera
Ma quando la primavera se ne va e soffia l´inverno il mio amore sarà pronto (5)
Per tutto il suo orgoglio di seguirmi attraverso il mare (6) in burrasca
III
Perché le nevi si sciolgono prima quando i venti iniziano a cantare
e l’ape che volava quando l’estate splendeva, in inverno non può pungere (7)
e ho visto la rabbia di una donna sciogliersi tra la notte e il mattino
Così non è sicuramente una cosa più difficile sciogliere (8) il disprezzo di una donna
IV
Quindi non dirmi addio, ora non riceverò il tuo addio (9)
ma devi rimanere, sdraiarti accanto a me, mia amata, baciarmi e poi partire (10)
Ed io aspetterò (11) qui fino al canto della beccaccia (12)
E fino a che il balestruccio (14) prende il volo (15)
Perché le nevi si sciolgono prima quando i venti iniziano a cantare

NOTE
1) anche al singolare “the frost is settling in”
2) nella versione degli Horslips “I want to croon” e nella versione di Anne Briggs: “I’d bet a crown”. Quindi è probabile che “wage a corn” sia una espressione antica per “scommettere una moneta” essendo crun, croon o croun = corona, vecchia moneta che valeva 5 scellini, una somma principesca in passato
3) anche al singolare come nella versione Horslips “the snow it melts”
4) oppure skims (versione Anne Briggs e Horslips)
5) my loss and you’ll be fain (versione Horslips)
6) For all your pride you’ll follow my across the stormy main (versione Horslips) oppure “raging main” (versione Dick Gaughan)
7) anche scritto come “sing” il verso prosegue diversamente in Anne Briggs ” And all the flowers in all the land so brightly there they be and the snow it melts the soonest when my true love’s for me”
8) oppure tame (versione Horslips e Sting)
9) Altra versione del verso: “So whoever says to me farewell here, no farewell I receive” oppure “Oh never say me farewell here, no farewell I’ll receive” (versione Horslips)
10) “For you shall take me to the stile, I’ll kiss and take your leave” (versione Horslips)
11) oppure stay (versione Horslips)
12) Oppure moorcock o curlew
13) oppure comes (versione Horslips)
14) oppure matler (versione Horslips) marten (versione Dick Gaughan)
15) Ann Briggs dice “And I’ll wait it till the woodcock crows or the martin takes its leave”

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VERSIONE AL FEMMINILE

ASCOLTA Anne Briggs Anne Briggs” 1971

ASCOLTA Cara Dillon live


I
The snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the corn it ripens fastest when the frosts are settling in
And when the young man tells me that my face he’ll soon forget
Before we part I’ll wage a crown, he’s fain to follow yet
II
And the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
The swallow flies without a thought as long as it is spring
But when spring goes and winter blows my love then you’ll be free
For all your pride to follow me across the raging main
III
And the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the bee that flew when summer shone in winter cannot sting
And I’ve seen a young man’s anger melt between the night and morn
So it’s surely not a harder thing to melt a young man’s scorn
IV
So don’t you bid me farewell here, no farewell I receive,
For you will lie with me my love then kiss and take your leave
And I’ll wait here ‘til the moorcock calls and the martin takes the wind
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing

FONTI
http://thesession.org/tunes/11049
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/thesnowitmeltsthesoonest.html
http://mp3juices.com/search/snow-melts-the-soonest
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2857
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16979