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SAID JOHNNY TO MOLLY

Il tema della separazione tra i due innamorati è molto diffuso nelle ballate popolari e quella tra marinaio e giovane fidanzatina risale sicuramente al 1700: immancabile il richiamo ai pericoli del mare e alla dura vita sulle navi!
Il tema si moltiplica in rivoli e rivoletti concentrandosi sul momento dell’addio in cui il bel marinaio  dissuade la fidanzata che vorrebbe seguirlo travestendosi da mozzo, dicendole che il lavoro sulla nave non è cosa per femmine! (vedi prima parte)

E’ questa versione una delle tanti varianti di “Lovely Molly” ovvero di  “Lovely Nancy” con il dialogo tra i due innamorati al momento della separazione; quella dal punto di vista femminile, con la ragazza che mette in guardia le altre dall’innamorarsi di un giovane marinaio, perchè saranno lasciate da sole a piangere: vero è che il marinaio promette di ritornare nella primavera del prossimo anno, ma i due non si sono sposati e così la sua è una “promessa da marinaio” cioè una bugia!

ASCOLTA Relativity in Gathering Pace 1987

ASCOLTA Dervish in Playing With Fire (1995)


I
Said Johnny to Molly
“I am now going to leave you
And do not be grieved
At my going away
For the more we are parted
We’ll always be true-hearted
And again I’ll return
In the sweet month of May”
II
Said Molly to Johnny
“Oh I will mourn for you
And I will be grieved
At your going away
For you know very well that
Your absence does grieve me
I’m afraid you would die
In some strange country
III
I’ll dress myself up
Like a neat little sea boy
Amidst awful dangers
I will stand your friend
And when that the lofty
High winds are a-blowing
My dear, I’ll be with you
To plow the rough main”
IV
“Your two little hands, love
Our ropes could not handle
Your two little feet, love
Our decks could not stand
Nor the cold nights of winter
You ne’er could endure them
So stay at home, darling
To the seas, do not go”
V
Her two little arms ‘round
His neck she entwined them
And the clear crystal tears
From her eyes they did flow
And her lily-white hands
On the deck (2) she kept (w)ringing
Crying, “Oh my beloved
Will I ne’er see you more?”
VI
Come all you pretty fair maids
That’s inclined to marry
Oh never to place your
Affections on the one
For first they will court you
And then they’ll deceive you
They will leave you as I’m left
To mourn when they’re gone
Traduzione di Cattia Salto
I
Dice Johnny a Molly
“Sto per lasciarti
ma non ti addolorare
per la mia partenza
perche anche se ci separiamo
saremo sempre innamorati
e di nuovo tornerò
nel bel mese di Maggio”
II
Dice Molly a Johnny
“Piangerò per te
e sarò addolorata
per la tua partenza
perchè tu sai molto bene che
la tua assenza mi causerà dolore,
temo che tu possa morire
in qualche terra straniera”
III
“Mi vestirò (1)
come un giovane mozzo
e in mezzo ai grandi pericoli
ti sarò compagna,
e mentre i venti impetuosi
soffiano,
mio caro, sarò con te
a solcare il mare mosso”
IV
“Le tue piccole belle manine, cara,
non possono maneggiare le nostre cime
e nemmeno i tuoi piedini delicati
sul nostro ponte non possono stare,
nè le fredde notti invernali
sei in grado di sopportare.
così resta a casa, tesoro
e non andare per mare”
V
Le sue braccia delicate intorno
al collo lei intrecciò
e lacrime di puro cristallo
dagli occhi le sgorgarono
e le sue manine candide
si torceva
gridando “Oh amato mio
ti rivedrò ancora?”
VI
Venite tutte voi giovani fanciulle
che avete intenzione di sposarvi
non ponete mai il vostro
affetto sui marinai
perchè prima vi corteggeranno
e poi vi inganneranno
essi vi lasceranno come io sono lasciata
a piangere quando se ne vanno

NOTE
1) Nei canti del mare troviamo (anche se non frequentemente) il tema della ragazza travestita da marinaio che affronta la dura vita del mare per desiderio d’amore e avventura.
Le cross-dressing ballads sono in effetti per lo più inerenti a donne che vanno a svolgere un’attività maschile per eccellenza, come quella del marinaio o del soldato. continua
2) scritto anche al plurale, è un refuso per neck? Non è ben chiaro il contesto essendo deck il ponte della nave.

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/maidens-the-sea/
http://www.celticlyricscorner.net/relativity/said.htm
http://www.celticlyricscorner.net/dervish/molly.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=120148

BOLD DOHERTY

“Bold Doherty” è una irish drinking song risalente ai primi ottocento, anche trascritta in broadside e divulgata tramite la versione di Mary Ann Carolan (nata Usher) di Drogheda (1929-1993) registrata sul campo da Roly Browne nel  1978 e pubblicata nell’album “Song from the Irish tradition“.

Grande famiglia di cantanti quella degli Usher che tramandarono un vasto patrimonio di canti tradizionali del South Louth: le canzoni di Mary Ann Carolan, di suo fratello Pat Usher e del cugino Petey Curran sono diventate famose in tutto il mondo negli anni 70 e furono una grande fonte d’ispirazione per artisti come Paul Brady, Christy Moore, Martin e Eliza Carthy .

La versione standard  è solo una parte di una lunga e confusa storia già peraltro reinterpretata nell’adattamento moderno. Il nostro Paddy è un gran bevitore e un donnaiolo e fa il paio con un altro del suo stampo “Bold O’Donague

ASCOLTA Dervish  in Midsummer’s night, 1999

ASCOLTA Niamh Parsons 2000

I
Me name is Bold Doherty from the north country
Where there’s a still upon every stream
Lady[1] , be quicker and pour me more liquor
And fill me a glass of the stronger than cream
If I had you, Molly, so pleasant and jolly
Although it’s a folly to ask you at all
I’d fill up me glass with a mile to the bottom
And I’d drink to you, Molly, beside Donegal
Chorus:
With me fol the dol do, fol the dol do with me
Fol the dol do with me, fol the dol day
Fol the dol do, fol the dol do with me
Fol the dol do with me, fol the dol day
II
I’ve a new pair of clogs I brought home from the market
I craved an excuse to get into the town
I told me old mother the seams, they were ripped
And I needed some nails for to rivet them down
She clothed me hand with a bright bit of shilling
She thought the remainder would be her own
Saying, “When you go to town, you can buy the full nagan[2]
But beware you bring none of your fancibles[3] home”
III
When crossing the fields of me brave Enniskillen
I went into an ale-house for to take a dram
When I saw two tinkers dividing a saucepan
Although there were arguing about the tin can[4]
One of them then made a blow at the other one
He said, “You young villain, I will take your life”
Saying, “Your saucepans are leaking and won’t hold the water
Since ‘ere the Bold Doherty spoke with your wife”
IV
Oh when I got home, the door, it was bolted
I rapped up me mother for to let me in
“Be gone ore the place” was the words that she mentioned
“For inside this house you’ll not enter in
You may go away to wherever you came from
For to keep you out, now I’m sure it’s no sin”
Says I, “Me gay woman, you may keep your temper
‘Cause I can find lodging with Nora McGlynn”
Traduzione [*] di Cattia Salto
I
Mi chiamo Doherty l’ardito  dal Nord dell’Irlanda
dove c’è dell’acqua cheta in ogni ruscello
donna, sbrigati e portami dell’altro liquore
riempimi il bicchiere del più forte con la schiuma.
Se ti avessi, Molly così graziosa e allegra,
anche se è del tutto una follia chiedertelo,
riempirei il bicchiere profondo un miglio
e berrei a te Molly oltre al Donegal!
CORO
With me fol the dol do, fol the dol do with me
Fol the dol do with me, fol the dol day
Fol the dol do, fol the dol do with me
Fol the dol do with me, fol the dol day
II
Ho un nuovo paio di scarponi che portai a casa dal mercato,
cercavo una scusa per andare
in città
la mia vecchia madre mi disse che le cuciture erano state strappate
e io avevo bisogno di qualche chiodo per fissarle a posto,
lei mi ha riempito la mano di un po’ di luccicanti scellini
credendo che le avrei riportato
il resto
“Quando vai in città, comprati da bere,
quello che vuoi
ma stai attento a non portare a casa nessuna delle tue ragazze ”
III
Allora passai per i campi della mia bella Enniskillen
e entrai in una birreria per farmi un goccio,
quando vidi due calderai che dividevano una casseruola (di birra)
mentre stavano discutendo sulla latta (oppure nella loro parlata)
uno di loro allora diede un pugno all’altro
disse “Tu giovane villano, mi prenderò la tua vita”
“Le tue pentole perdono e non tengono l’acqua,
da quando anche Doherty l’ardito ha parlato con tua moglie”
IV
Quando sono tornato a casa, la porta era sprangata
e bussai perchè mia madre venisse ad aprire
“Vattene via – furono le parole che pronunciò-
perchè dentro a questa casa tu non entrerai
devi andartene  da dove sei venuto
perciò stattene fuori; adesso sono sicura che non faccio del male”
Dico io “Mia cara donna,
datti una calmata,
perchè mi posso sistemare con Nora McGlynn”

FONTI
https://www.facebook.com/DroghedaArtsFestival/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=4345
https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/bolddoherty.html
http://www.celticlyricscorner.net/dervish/bold.htm
https://thesession.org/tunes/8344

APPLES IN WINTER

Mela + Inverno = Natale ovvero due rituali con le mele nella stagione invernale.

Il melo è un albero che è nato sui monti dell’Asia centrale e si è diffuso lungo la rotta commerciale detta via della seta, spostandosi così verso ovest. Si ritiene comunemente che furono gli antichi romani a portare il melo in Gran Bretagna, eppure i più recenti scavi archeologici ad Armagh (Irlanda del Nord) hanno trovato semi di mela risalenti al X secolo a.C. (vedi). Vero inoltre che il melo compare in molti insegnamenti druidici e nella poesia e mitologia celtica. (continua)

APPLES IN WINTER JIG

La melodia “Apples in winter” è una jig irlandese conosciuta anche con molti altri titoli (vedi)

ASCOLTA David Power uillean pipe & Willie Kelly violino in “Apples in winter” (un godibile cd di jigs e reel + qualche air della tradizione irlandese)
ASCOLTA Dervish

ASCOLTA Anglo concertina, Cittern, & Guitar

ASCOLTA Ardan

HEL CALENNIG (GALLES)

Letteralmente “la caccia delle Calende” si riferisce alla tradizione gallese del primo giorno dell’anno nuovo: una mela infilazata su tre bastoncini a mo’ di trepiedi, steccata con dei semini (oggi più comunemente dei chiodi di garofano) è decorata con un rametto sempreverde ed è portata in regalo nella casa dei vicini dai bambini che cantano una canzoncina benaugurale. In cambio ricevono pane e formaggio o qualche monetina. (vedi)

APPLE WASSAIL

La forma più antica della celebrazione invernale del Wassail prevede la benedizione degli alberi e delle api, così importanti per l’impollinazione, al fine di garantire un raccolto sano per il prossimo anno.
Questa pratica di benedizione degli alberi del frutteto si svolgeva d’Inverno ma la data è incerta, alcuni studiosi la riportano alla vigilia di Natale, altri alla notte di Capodanno, altri ancora a gennaio per la dodicesima notte (6 gennaio) e più in generale ai giorni nostri è gennaio il mese del wassailing nei frutteti. (continua)

FONTI
http://bifrost.it/CELTI/4.Eriuiltempoelospazio/05-Soprannaturale.html
http://www.unamelaalgiorno.com/la-mela-nella-cultura-celtica.html
http://icoloridelvento-mirial.blogspot.it/2015/10/il-melo-e-il-frutto-della-conoscenza.html
http://www.laltrafacciadellamela.altervista.org/
https://isimbolinellacomunicazione.wordpress.com/2013/02/21/la-mela/
http://www.amando.it/ricette/alimenti/mela.html
http://ontanomagico.altervista.org/johnny-jump.htm
https://museum.wales/articles/2014-06-14/Christmas-customs-Hel-Calennig/
https://lilydewaruile.wordpress.com/tag/calennig/

SPARTITI
https://thesession.org/tunes/299
http://tunearch.org/wiki/Apples_in_Winter_(1)
http://spokanesessions.com/tune.php?tune=1
http://www.celticguitarmusic.com/tbj_apples_winter.htm

JENNY AND THE WEAVER

La melodia è un reel di origine scozzese è nota anche con i titoli Jenny(Jennie) Dang the Weaver, Patsy Touhey’s Rip The Calico e anche abbinata a due canti in gaelico scozzese “Gobha Bh’ann A Hogha Gearraidh,” e “Horo Ghoid Thu Nighean”
Dare dei titoli a dei brani strumentali richiede sempre uno sforzo d’immaginazione e intorno ai titoli più curiosi sorgono sempre degli aneddoti, proprio come in questo caso:
Composed by the Rev. Alexander Garden [ 1700 ? – 1777 ]. Minister at Birse [ 1726 – 1777 ]. Violinist, poet and composer.
“Mr. Garden had, it seems, a man-of-all work named Jock, who came about the manse to do odd jobs, and on one occasion when the minister was in his study solacing himself with his favourite Cremona, an altercation began between Jock and his mistress, who had ordered him to “wipe the minister’s shoon”. This Jock considered beneath his dignity and sturdily refused to do, which so enraged Mrs. Garden ( who was busy “beetling” potatoes at the time ) that she rushed at him with the heavy beetle in her hand and fairly thrashed him into obedience to her order : and the minister was so diverted with the scene that he gave the air he had just composed the above title as being appropriate, Jock having been a weaver originally”.
Source – “Musical Scotland – 1400 – 1894” by David Baptie (tratto da qui)

jenny

ASCOLTA Hanneke Cassel al violino

ASCOLTA Simon Fraser University Pipe Band

Un reel combinato variamente in set per le danze sociali in Scozia, Irlanda, America e Nuova Scozia.

ASCOLTA Cherish The Ladies (inizia a  3.05)
ASCOLTA Matt Malloy & Dervish (da 2:58)

Un arrangiamento che richiama la più antica versione modale si trova in “Repository of the Dance Music” di Niel Gow 1799

jenny-dang-the-weaver

Si stralcia da qui
As this tune is in D major, it would be most common for the first chord to be a chord of D with a D in the bass, but as we see here, the bass note is an A which alternates with a B for the first strain. This is a throwback to a modal conception of harmony that was slowly supplanted by tonal major/minor harmony, not taking hold completely in Scotland until well into the nineteenth century. The A-B alternation in the bass is demonstrated in the following video.

Sul reel venne ben presto coreografata anche una scottish country dance dal titolo “Jenny dang the weaver” (Johnson 1748) (già comparsa in “Walsh’s Caledonian Country Dances” edizione del 1735)

MusiciansHighlandwedding1780DavidAllan

E’ stato Sir Alexander Boswell, (1775 — 1822) a scrivere alcuni versi sulla melodia, raccontando di un corteggiatore maldestro e delle sue non gradite attenzioni..

ASCOLTA  la versione “classica” arrangiata dal compositore austriaco FJ Haydn – Scottish Songs for George Thomson vol VII 03:13:50


Chorus:
Jenny dang(1), Jenny dang / Jenny dang the weaver
But soon the fool his folly kent / For Jenny dang the weaver
I
At Willie’s weddin’ o’ the green,
The lasses, bonnie witches,
Were busked out(2) in aprons clean,
And snaw-white(3) Sunday mutches(4);
Auld Mysie(5) bade the lads tak’ tent(6),
But Jock wad na believe her;
But soon the fool his folly kent,
For Jenny dang the weaver.
II
In ilka country dance and reel
Wi’ her he wad be babbin'(7);
When she sat down, then he sat down,
And till her wad be gabbin’;
Where’er she gaed, or butt or ben(8),
The coof(9) wad never leave her,
Aye cacklin’ like a clockin’ hen,
But Jenny dang the weaver.
III
Quoth he, “My lass, to speak my mind,
In troth I needna swither,
Ye ‘ve bonnie e’en, and, gif ye ‘re kind,
I needna court anither!”
He humm’d and haw’d(10), the lass cried ‘pheugh,’
And bade the coof no deave her,
Syne crack’d her thumb, and lap and leugh,
And dang the silly weaver.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (con il dizionario dello Scots aperto qui)
coro
Gianna picchiò, Gianna picchiò il tessitore, così tosto lo sciocco riconobbe la sua follia
perchè Gianna picchiò il tessitore.
I
Al matrimonio di Willy sul prato
le ragazze, belle ammaliatrici
indossavano grembiuli candidi
e la cuffia bianca della domenica
la vecchia Mysie ordinò che i ragazzi prestassero attenzione
eppure Gianni non le badava;
ma presto lo sciocco riconobbe la sua follia
perchè Gianna picchiò il tessitore.
II
In ogni danza e giro
con lei voleva avvolgersi
quando lei si sedeva anche lui si sedeva
e  con lei voleva spettegolare;
ovunque lei andasse in lungo e in largo
lo sciocco non la voleva mai lasciare
schiamazzando come una gallina che starnazza
ma Gianna picchiò il tessitore.
III
Disse lui “Ragazza mia, per dire la mia
in verità non ho dubbi,
tu sei bella e se sarai carina con me non avrò bisogno di corteggiare un’altra!”
Lui tergiversava e la ragazza gridava
“puah” e teneva a bada lo sciocco perchè non la infastidisse,
finchè lui non le ruppe il pollice, arrossì  e rise
e lei picchiò lo sciocco tessitore

NOTE
1) to ding= 1) To knock, beat or strike: to drive; to push suddenly and forcibly; to displace or overturn by shoving 2) To defeat, overcome; wear out, weary; to beat, excel, get the better of.
2) in alcuni testi scritto come a’ dress’d oot che ha molto più senso
3) in alcuni testi scritto come braw white
4) copricapo per signore ovvero una cuffia; il modello varia a seconda delle epoche e delle occasioni per essere indossata, in genere di lino bianco con pizzi e fronzoli ma piuttosto aderente alla testa, si annoda sul davanti sotto il mento. Era portata per lo più dalle donne sposate e veniva regala alla novella sposa dalla suocera


5) diminutivo scozzese di Margaret, ould per old spesso è solo un intercalare
6) espressione idiomatica to take tent =to be careful, beware; to notice, observe, take note; to take good care of; take into consideration, take care of, treat kindly
7) probabilmente bobbin da bobina (spoletta)
8) “butt and ben” è una vecchia frase scozzese per “The back and front ends of a one-room cabin”
9) coof= termina dai molteplici significati quello primario di sciocco, ingenuo, ma anche ottuso; secondariamente significa persona irresponsabile, un cafone o villano nel duplice significato di rozzo, paesano; in ultimo codardo o impiccione
10) espressione idiomatica in americano”to hum and haw”=  to be uncertain and take a long time deciding something, si potrebbe tradurre con “tergiversare”

LE CANZONI IN GAELICO

La melodia divenne talmente popolare da essere canticchiata un po’ per tutte le Highland, isole comprese, così la ritroviamo in due diversi frammenti, il contesto è quello del canto come forma di pettegolezzo, nel primo si parla di una fuitina, nel secondo delle prodezze di un fabbro di Hougarry (isole Ebridi)

HORO GHOID THU NIGHEAN

ASCOLTA Mary Jane Lamond in “Suas e!” 1997


I
Hò rò ghoid thu ‘n nighean
Hò rò ghoid thu ‘n nighean
Hò rò shlaod thu i
Hò rò ghoid thu ‘n nighean
Hò rò ghoid thu ‘n nighean
Thug thu leat fo ‘n aodach i
II
Shiod agad mar ghoid thu ‘n nighean
Shiod agad mar ghoid thu ‘n nighean
Shiod agad mar shlaod thu i
Shiod agad mar ghoid thu ‘n nighean
Shiod agad mar ghoid thu ‘n nighean
Thug thu leat fo ‘n aodach i
TRADUZIONE INGLESE
I
Hòro you stole(1) the girl
Hòro you dragged her off
Hòro you stole the girl
You took her under the bed covers
II
That’s how you stole the girl
That’s how you dragged her off
That’s how you stole the girl
You took her under the bed covers

NOTE
1) si tratta con molta probabilità di una fuitina ovvero il rapimento a scopo matrimoniale (vedi)

GOBHA BH’ ANN A HOGHA GEARRAIDH

ASCOLTA Julie Forwlis in Puirt dove canta tre brani in seguenza
a) Siud Mar Chaidh An Càl A Dholaidh
b) Nam Biodh Agam Ghioball Bodaich
c) Gobh Bh’ Ann A Hogha Gearraidh


I
Gobha bh’ ann a Hogha Gearraidh(1)
B’ fhoghainteach an sealgair e
Gobha bh’ ann a Hogha Gearraidh
B’ fhoghainteach an sealgair e
II
Mharbhadh e na feadagan
Is leagadh e na calmain
Mharbhadh e na feadagan
Is leagadh e na calmain
TRADUZIONE INGLESE
I
The smith from Hougharry
Was a brave hunter
The smith from Hougharry
Was a brave hunter
II
He would kill the plover(2)
And he would slay the doves
He would kill the plover
And he would slay the doves

NOTE
TRADUZIONE ITALIANO: il fabbro di Hougharry era un cacciatore coraggioso, avrebbe ucciso il piviere e i piccioni
1) località nell’isola di North Uist, isole Ebridi
2) il piviere appartiene alla famiglia dei trampolieri, di taglia piccola, è un uccello acquatico per la caccia in palude.

FONTI
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=87783252
http://slowplayers.org/2015/02/07/jenny-dang-the-weaver-d/
http://www.musicalion.com/en/scores/sheet-music/329/anonymus/18020/jenny-dang-the-weaver
https://scottishfiddlemusic.com/tag/how-to-play-scottish-fiddle-music/
http://www.poemhunter.com/poem/jenny-s-dang-the-weaver/
https://archive.org/details/JimmieMcLaughlinTheRoadtoGalwayJennyBangtheWeaver
http://www.celticlyricscorner.net/lamond/horoghoid.htm
http://www.celticlyricscorner.net/puirt/gobhabhann.htm
http://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/dance-crib/jenny-dang-the-weaver.html
https://my.strathspey.org/dd/dance/3235/
http://ontanomagico.altervista.org/matrimonio-celtico-storia.html

THE FALSE BRIDE, LA VERSIONE IRLANDESE

La ballata della “Falsa Sposa” ovvero il tema dell’amore non corrisposto, risale sicuramente al 1600 ed è stata cantata un po’ per tutta la Gran Bretagna per secoli seguendo i canali della tradizione orale, e quelli delle broadside ballads prima e delle collezioni di arie tradizionali poi, sfaccettandosi in diverse versioni e anche arrangiamenti melodici. Solo all’inizio del XX secolo la ballata sembra essere passata di moda e relegata nelle “old Folk songs”, tuttavia in alcune sue varianti è stata recuperata durante il folk revival degli anni 60-70 e anche in più recenti registrazioni.

VERSIONE IRLANDESE: The Lambs on the green hills

Il brano fu pubblicato nel 1913 da Padraic Colum nel suo “Broadsheet Ballads” ed è una derivazione dello stesso tema. Il testo sviluppa la versione intitolata “I ance had a Lassie” pubblicata nella collezione di Greig e Duncan del 1908. Un corteggiatore non riesce a conquistare la mano della donna di cui è innamorato, la quale preferisce un altro uomo. Dopo aver partecipato al matrimonio della sua ex, il protagonista, come nella versione scozzese, si sdraia nella tomba per cercare la morte. (qui).

ASCOLTA Emmylou Harris & The Chieftains live 2003; la melodia è quasi un valzer lento

ASCOLTA The Johnstons 2008

I
Oh, lambs on the green hills,
they sport and they play
And many strawberries
grow ‘round the salt sea
And many strawberries
grow ‘round the salt sea
And many ships sail the ocean
II
The bride and the bride’s party,
to church they did go
The bride she rode foremost,
she bears the best show
But I followed after
with my heart filled with woe
To see my love wed to another
III
The first place I saw her,
‘twas in the church stand
Gold ring on her finger,
and her love by the hand
“My wee lassie,
I’ll be by your side
Although you are wed to another.”
IV
The next place I seen her
was on the way home,
I ran on before her,
not knowing where to roam
Says I, “My wee lassie,
I’ll be by your side
Although you are wed to another.”
V
“Stop, stop,” said the groomsman,
“til I speak a word,
Will you venture your life
on the point of my sword?
For courting so slowly
you’ve lost this fair maid,
So, begone for you’ll never enjoy her.”
VI
O make now my grave,
both large, wide and deep,
And sprinkle it over with flowers so sweet,
And lay me down in it to take my last sleep,
For that’s the best way to forget her.

ASCOLTA Pauline Scanlon in Hush 2006 (che riprende la melodie dei Chieftains, ma con testo leggermente variato)


I
The lambs(1) on the green hills
they sport and they play,
And many strawberries
grow ‘round the salt sea(2).
How sad is my heart
when my own love’s away,
How many’s the ship sails the ocean.
II
The bride and bride’s party
to church they did go,
The bride she rode foremost,
she bears the best show.
And I followed after
with my heart filled with woe
to see my love wed to another.
III
The next time I saw her
was in the church stand,
Gold ring on her finger,
her love by her hand.
Says I, “My wee lassie,
I will be your man,
Although you are wed to another”.
IV
The last time I saw her
was on the way home,
I rode on before her
not knowing where to roam.
Says I, “My wee lassie,
I will be the one,
Although you are wed to another”.
V
“Stop, stop,” says the groomsman,
“till I speak a word,
Would you risk your life on the point of my sword?
For courting so slowly
you have lost this fair maid,
So be gone for you ne’er will enjoy her.”
VI
So dig now my grave
both long wide and deep,
And strew it all over with primrose so sweet.
And lay me down in it
to take my last sleep,
For that’s the sure way to forget her.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Gli agnelli sui verdi colli
passano il tempo a giocare
e molte fragole
crescono nel mare salato
e così triste è il mio cuore
quando il mio amore è lontano
come molte sono le navi che navigano nell’oceano.
II
La sposa e i parenti della sposa
andavano in chiesa
la sposa incedeva davanti
ed è un vero spettacolo
ma io seguivo alla fine
con il cuore pieno di dolore
a vedere il mio amore sposare un altro
III
La prima volta che la vidi,
era davanti alla chiesa
anello d’oro al dito,
il suo amore le dava la mano.
Dissi “Mia piccola ragazza,
vorrei stare al tuo fianco
anche se ti sei sposata con un altro ”
IV
L’ultima volta che la vidi,
era sulla strada di casa
corsi davanti a lei,
non sapendo dove altro andare.
Le dissi “O mia piccola ragazza
vorrei stare al tuo fianco
anche se ti sei sposata con un altro”
V
“Fermo – disse il testimone dello sposo – in fede mia
vuoi giocarti la vita sulla punta di una spada?
Per aver troppo poco corteggiato
questa bella fanciulla l’hai persa,
così vattene, che non ti divertirai mai più con lei”
VI
Scavatemi ora la fossa,
larga e piuttosto profonda
e cospargetevi sopra fiori profumati
e deponetemi
per prendere l’ultimo sonno
perchè è il miglior modo per dimenticarla

NOTE
1) la nascita degli agnelli richiama la primavera
2) la strofa della versione scozzese così recita:
The men o’ yon forest they askit o’ me,
Hou many strawberries grew in the saut sea?
But I askit them back wi’ a tear in my ee’,
How many ships sail in the forest?
la strofa è una aggiunta del XVIII secolo riportata anche come stanza a sé nelle filastrocche per bambini: il significato è abbastanza chiaro, il protagonista ha più probabilità di trovarefragole nel mare e navi nella foresta che di ritrovare il suo amore. Non so se il paragone vuole parafrasare (con significato opposto) il noto detto scozzese “ci sono molti pesci nel mare” come frase consolatoria che in genere si dice a chi resta solo alla fine di una storia d’amore. Comunque la risposta alle domande retoriche è “Non c’è nessuna possibilità“.

VERSIONE IRLANDESE: I Courted a Wee Girl

La versione per molti aspetti è simile a “The lambs on the green hills”, anche se con termini meno sognanti, qui compare anche “il versetto della Buonanotte” ossia il commiato finale che il protagonista sconfitto lascia come monito agli ascoltatori.
Sarah Makem (Keady, Co. Armagh) ha cantato questa versione per Bill Leader nel 1967 (pubblicata sull’LP Mrs Sarah Makem: Ulster Ballad Singer). Pete Coe nelle note del suo CD Long Company. così ha commentato: Back to Sarah Makem again—this version is based on hers. The song is variously known as The Week Before Easter, The False Bride, and The Lambs on the Green Hill. No fanciful imagery, no strawberries growing in the salt sea etc. Mrs Makem got down to the plain misery of this song on betrayal and lost love.

ASCOLTA Dervish in “At the end of the day” 1996
The first song we heard from the singing of the late Mrs. Sarah Makem from Keady, County Armagh. We incorporated a piece of music into the song called ‘Josefin’s Waltz’ which we got from the Swedish group Väsen. The idea of blending the two together came about in a dressing room in Stockholm! The story of the man beign rejected by the woman in favour of a richer husband is very similar to another song – ‘The Lambs on the Green Hills’, in Colm O’ Lochlainn’s book Irish Street Ballads.

ASCOLTA Sofia Karlsson (strofe I, II, V, VIII)


I
I courted a wee girl for many’s the long day
And slighted all others who came in my way
And now she’s rewarded me to the last day
For she’s gone to be wed to another
II
The bride and bride’s party
to church they did go
The bride she rode foremost
she put the best show
And I followed after
with a heart full of woe
To see my love wed to another
III
The bride and bride’s party in church they did stand
Gold rings on their fingers,
a love(1) by the hand
And the man that she’s wed to
has houses and land
He may have her since I couldn’t gain her
IV
The next time I say her
she was seated down neat
I sat down beside her
not a bite could I eat
For I thought my love’s company far better than meat
Since love was the cause of my ruin
V
The last time I saw her
she was all dressed in white
And the more I gazed on her she dazzled my sight
I lifted my hat and I bade her goodnight
Here’s adieu(2) to all false-hearted lovers
VI
I courted that wee girl
for many’s the long day
And I slighted all others that came in my way
And now she’s rewarded me to the last day
For she’s gone to be wed to another
VII
So dig me a grave
and dig it down deep
And strew it all over with primrose so sweet
And lay me down in it for no more to weep
Since love was the cause of my ruin.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Per tanto tempo ho corteggiato una ragazza
e insultavo tutti gli altri che mi capitavano a tiro;
e ora lei mi sta ripagando alla fine
perchè è andata a sposarsi un altro
II
La sposa e i parenti della sposa andavano in chiesa
la sposa incedeva davanti,
ed è un vero spettacolo,
ma io seguivo dietro
con il cuore pieno di dolore
a vedere il mio amore sposare un altro
III
La sposa e lo sposo stavano in chiesa
anelli d’oro alle dita,
l’amore le dava la mano
e l’uomo che lei sposava
aveva case e terra,
lui poteva averla mentre io non la meritavo
IV
E la volta dopo che la vidi
era seduta per cenare
e mi sono seduto accanto a lei
e non riuscivo a mandare giù un boccone
perchè pensavo che la compagnia del mio amore era migliore della carne
poichè  l’amore fu la causa della mia rovina
V
L’ultima volta che la vidi
era tutta vestita di bianco
e più la guardavo, più lei mi abbagliava la vista
mi levai il cappello per augurarle la buonanotte
ecco il mio addio a tutte le false innamorate
VI
Per tanto tempo ho corteggiato una ragazza
e insultavo tutti gli altri che mi capitavano a tiro;
e ora lei mi sta ripagando alla fine
perchè è andata a sposarsi un altro
VII
Oh scavatemi una tomba
e scavatela profonda
e copritela con i fiori più profumati
e deponetemi giù perchè possa fare un lungo sonno
poichè l’amore fu la causa della mia rovina

NOTE
1) probabilmente un refuso per glove, l’altro senso della frase potrebbe essere: her love by her hand.
2) in altre versione bad luck

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/the-false-bride/
http://www.justanothertune.com/html/ilal.html
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thefalsebride.html
http://www.folksongsyouneversang.com/essays/126-2/
http://www.irishtune.info/tune/2337/

THE DÆMON LOVER

Child Ballad #243

Titoli: The Daemon Lover, James Harris, House Carpenter, Ship’s Carpenter, The Carpenter’s Wife, Said an Old True Love, The Salt, Salt Sea, The Sea Captain, A Warning for Married Women,  the Banks of the Sweet Viledee

demon-loverPiù conosciuta con il nome di “The House Carpenter” questa ballata di Scozia dalle probabili origini cinquecentesche, tratta il tema del soprannaturale: lo spettro di un precedente innamorato convince la donna ad abbandonare figlioletto e marito per prendere il mare con lui. Uno spettro-demone ritorna dopo sette anni a reclamare l’amore di una donna, accusandola di aver rotto il loro fidanzamento. Secondo le leggi inglesi in vigore nel 700 una reciproca promessa di nozze aveva valore di giuramento valido agli occhi di Dio, il resto erano solo “dettagli tecnici”; perciò rompere il fidanzamento e sposare un altro equivaleva a macchiarsi di un grave peccato. (vedi matrimonio nella storia). Il revenant che ritorna a portar via la donna “rimette le cose a posto” agendo per volontà divina, però la donna è anche sposa del carpentiere e non potendo avere due mariti finisce per affondare insieme alla nave.

Le versioni approdate in America avevano perso il loro elemento ultraterreno e quindi risultavano quasi incomprensibili o meglio avevano ricevuto una nuova morale, quella calvinista, per la quale la donna che rifiutava un matrimonio imposto o infelice si rendeva colpevole di ribellione davanti alla società. Mi sovviene per il clima culturale e certe tematiche il romanzo “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorne, anche lì il primo marito (fatto prigioniero degli indiani e dato per morto) ritorna nel mondo “civilizzato” a tormentare l’adultera..

Così scrive A.L. Lloyd nelle note di copertina nell’album English and Scottish Folk Ballads (1964) “In the 17th century a very popular ballad was printed by several broadside publishers, entitled: A Warning for Married Women, being an example of Mrs Jane Reynolds (a West-country woman), born near Plymouth, who, having plighted her troth to a Seaman, was afterwards married to a Carpenter, and at last carried away by a Spirit, the manner how shall be presently recited. To a West-country tune called The Fair Maid of Bristol, Bateman, or John True. Samuel Pepys had this one in his collection also. It was a longish ballad (32 verses) but a very poor composition made by some hack poet. Perhaps the doggerel writer made his version on the basis of a fine ballad already current among folk singers. Or perhaps the folk singers took the printed song and in the course of passing it from mouth to mouth over the years and across the shires they re-shaped it into something of pride, dignity and terror. Whatever the case, the ballad has come down to us in far more handsome form than Pepys had it. Though very rarely met with nowadays, it was formerly well-known in Scotland as well as in England. For instance, Walter Scott included a good version in his Minstrelsy of the Scottish Border (1812 edn.). Generally the Scottish texts are better than the English ones, none of which tell the full story (we have filled out our version by borrowing some stanzas from Scottish sets of the ballad), but none of the Scottish tunes for it are as good those found in the South and West of England. Our present tune was noted by H. E. D. Hammond from Mrs Russell of Upway, near Dorchester, Dorset, in 1907. Cecil Sharp considered it “one of the finest Dorian airs” he had seen. “

ASCOLTA A.L. Lloyd

 The Demon Lover version A.L. Lloyd
“Well met, well met, my own true love,
Long time I have been absent from thee.
I am lately come from the salt sea
And it’s all for the sake, my love, of thee.”
“I have three ships all on the sea
And by one of them has brought me to land.
I’ve four and twenty seamen on board
And you shall have music at your command.”
She says, “I am now wed to a ship’s carpenter,
To a ship carpenter I am bound.
And I wouldn’t leave my husband dear
For twice the sum of ten hundred pound.”
“Well I might have a king’s daughter,
And fain she would have married me.
But I forsook her crown of gold
And it was all for the sake, my love, of thee.”
“So I pray you leave your husband, dear,
And sail away with me.
And I’ll take you where the white lilies grow(1)
All on the banks of Italy(2).”
“And this ship wherein my love shall sail
Is wondrous to behold.
The sails shall be of shining silk
And the mast shall be of red beaten gold.”
So she dressed herself in her gay clothing
Most glorious to behold,
And as she trod the salt water’s side
Oh she shone like glittering gold.
They hadn’t sailed a day and a day
And a day but barely three,
She cast herself down on the deck
And she wept and wailed most bitterly.
“Oh hold your tongue, my dearest dear,
Let all your sorrows be.
I’ll take you where the white lilies grow
All on the bottom of the sea.”
And as she turned herself roundabout,
So tall and tall he seemed to be,
Until the tops of that gallant ship
No taller were than he.
And he struck the topmast with his hand,
The main mast with his knee,
And he broke that shining ship in two
And he dashed it into the bottom of the sea.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
“Ben trovata, amore mio
a lungo sono stato assente
sono appena tornato dal mare salato
e l’ho fatto per il tuo amore, mia cara.
Ho tre navi in mare
e una di loro mi ha portato a terra.
Ho 24 marinai a bordo
pronti al tuo comando”
Dice lei “Sono ora sposata con un carpentiere navale
a un carpentiere navale sono legata,
e non lascerei il mio caro marito
nemmeno per 2 volte l’importo di 110 sterline”
“Potevo avere la figlia del re
e lei volentieri mi avrebbe sposato.
Ma ho rifiutato la sua corona d’oro
solo per amare te, mia cara.
Così ti prego di lasciare tuo marito, cara
e salpare con me
e ti porterò dove crescono i bianchi gigli
sulle rive d’Italia.
E questa nave con cui il mio amore partirà
è meravigliosa a vedersi,
le vele saranno di seta lucente
e l’albero maestro rivestito d’oro zecchino”
Lei così indossò un abito nuovo,
fra tutti i suoi il più bello,
e mentre solcava il mare salato
luceva come oro scintillante.
Navigavano da circa due giorni,
sono sicuro non fossero tre,
che si accasciò sul ponte (della nave)
e piangeva e si lamentava amaramente.
“Oh frena la tua lingua, amata mia,
e lascia stare tutto il dolore;
ti porterò dove i bianchi gigli crescono
sul fondo degli abissi”
E mentre lei si voltava
così alto e alto egli sembrava diventare
finchè gli alberi di quella bella nave
non erano più alti di lui.
E ruppe il pennone con la sua mano
e l’albero maestro con il suo ginocchio
e spezzò quella nave scintillante in due
e la precipitò negli abissi

NOTE
1) i gigli significano la morte
2) interessante notare che l’Italia sia considerata la terra del peccato.

ASCOLTA Angelo Branduardi in Il rovo e la Rosa
Qui intitolala il Falegname la versione in italiano di Luisa Zappa con musica di Angelo Branduardi ispirata al Rinascimento inglese. Il testo, per altro magistralmente tradotto, riprende in buona parte la versione riscritta da Bob Dylan che la pubblicò nel 1961 con il titolo di “House Carpenter”


I
Sono tornato da te, mia cara,
ben trovata, lui gridò.
Sono tornato dal mare salato
solo per amare te.
II
Potevo avere la figlia del re
e lei voleva me.
Ma ho rifiutato tutto quell’oro
solo per amare te.
III
Se avessi sposato la figlia del re,
vergogna ora per te.
Io ho sposato un buon falegname
e così bello è il mio uomo.
IV
Ti scorderai del bel falegname
e verrai via con me.
Ti porterò dove l’erba è verde
sulle rive del mare salato.
V
Potessi scordare il buon falegname
io verrei via con te.
Cosa farai per farmi felice,
protetta dalla povertà?
VI
Sei navi solcano il mare per me,
e sette ancora ne tengo a terra.
E centodieci dei miei marinai,
pronti al tuo comando.
VII
Lei strinse forte il suo bambino,
tre volte lo baciò.
Disse: “Rimani col mio falegname,
tienigli compagnia”.

VIII
Lei poi indossò un abito nuovo,
fra tutti i suoi il più bello.
S’incamminò lungo la via,
Splendida come oro.
IX
Non eran passate che due settimane,
lo so che non erano tre.
La bella lady si disperava,
piangeva amaramente.
X
Perché ora piangi mia bella signora,
forse per il tuo oro?
O per il bel falegname
che non rivedrai mai più?
XI
Non sto piangendo per il mio falegname,
non piango per quell’oro.
Io ora piango per il mio bambino
che non rivedrò mai più.
XII
Non eran passate che tre settimane,
lo so che non erano quattro.
La bella nave cominciò ad affondare
e non risali mai più.
XIII
Si capovolse la nostra nave
per una volta ed una ancora.
Per ben tre volte girò su se stessa
e s’inabissò nel mare.
XIV
Che colline sono mai quelle, amore,
che vedo così alte e belle?
Sono le colline del Cielo, amore,
ma non sono per te, per me.
XV
E quella gola che vedo, amore,
così profonda e scura?
Quella è la strada che porta all’Inferno
pronta per te, per me.

 

ASCOLTA Bob Dylan  così la introduce “Questa è la storia di uno spettro che torna dal mare, venuto a portar via la sua sposa dal falegname” della versione esiste solo questa registrazione negli studi Columbia (testo e traduzione in italiano qui)

Così scrive Alessandro Carrera in “La voce di Bob Dylan: una spiegazione dell’America” “Secondo Clinton Heylin, che alle varianti di House Carpenter ha dedicato un intero libro, Dylan avrebbe potuto aver accesso ad un album Prestige del 1960 curato da Alan Lomax in cui Almeda Riddle canta una delle versioni americane in cui si menzionano ancora le colline del paradiso e dell’inferno. La melodia e l’arrangiamento usati da Dylan non sono quelli di Almenda Riddle, e molto probabilmente costituiscono un’elaborazione originale.

ASCOLTA Sweeney’s Men 1968

ASCOLTA Nickel Creek This Side, 2002

ASCOLTA Pentangle in Basket Of Light 1969, qui in versione live

Well I once could have married the king’s third son
And a fine young man was he
But now I’m married to a house carpenter
And a nice young man is he
“When will you forsake your house carpenter
And a-go along with a me
I will take you to where the grass grows green
On the banks of the River Dee.”
But will you have to maintain me a bound
To keep me in slavery?”.
“Well I have seven ships
They will soon be at land
And they at your command shall be.”
She took her two babes by the hand
And gave them kisses three
“Sit still at home you darling little babes,
Keep your father sweet company.”
Now she dressed herself in her very best
Like a high-born lady was she
She shimmered and she shivered and she proudly stepped
As they walked by the banks of the sea
Well she hadn’t been gone but a short, short time
Until she wept for sor’
“I would give all the gold in this round world
Just to see my babes once more.”
Well if you had all the gold and the silver too
That ever did cross the sea
You never would be at land anymore
And your babes you will never more see
Well they hadn’t been sailing but a short, short time
About two weeks, three or four
When the ship sprang a leak and they were doomed
And they were far away from the shore
“I see bright hills of Heaven my dear
Where angels come and go
I see bright hills, that’s Hell my dear
Where you and I must go.”
“Oh I wish I was back to my house carpenter
I’m sure he would treat me well
But here I am in the raging sea
And my soul is bound for Hell.”

LA VERSIONE IRLANDESE: THE BANKS OF THE SWEET VILEDEE

Anche nella versione irlandese la dimensione soprannaturale viene perduta
ASCOLTA Dervish

Well met, well met, my own true love
Well met, my love, by thee
I’ve just arrived from the salt, salt sea
And it’s all for the love of thee

Now I could have married a great king’s daughter
And have myself to blame
And it’s tons of gold I have refused
And it’s all for the love of you, my love
All for the love of you

Well, if you could have married a great king’s daughter
You have yourself to blame
Well, I have married my house-carpenter
And I think he’s a nice young man

Well, if you do leave you house-carpenter
And come along with me
I’ll take you to where the grass grows green
On the banks of the Sweet Viledee(1), my love
Banks of the Sweet Viledee

If I was to leave my house-carpenter
And go along with thee
What have you there to support me with
And keep me from slavery?

Well, I have six ships now sailing out
And seven more on sea
Three hundred and ten all jolly sailsmen
All to wait on thee, my love
All for to wait on thee

She dressed her baby all neat and clean
And gave him kisses three
Saying, “Stay, stay here, my darling baby boy
With you father for company”

She dressed herself in a suit of red
And her maiden waist was green
And every town they passed by
They took her to be some queen, my love
Took her to be some queen

They were not two days out at sea
And I’m sure they were not three
When this fair maid began to weep
And she wept most bitterly

My curse, my curse, and all sailsmen
Who brought me out on sea
And deprived me of my house-carpenter
On the banks of the Sweet Viledee, my love
Banks of the Sweet Viledee

They were not three days out at sea
And I’m sure they were not four
When this fair maid disappeared from the deck
And she sank to rise no more, my love
Sank to rise no more

NOTE
1) la località è sconosciuta

FONTI
https://www.beaconreader.com/gideon-thomas/the-daemon-lover-the-house-carpenter-part-2
https://oldweirdamerica.wordpress.com/2008/12/01/3-the-house-carpenter-by-clarence-ashley/
http://www.angelobranduardi.it/rovoerosa/testi.html
http://www.maggiesfarm.it/ttt279.htm
http://www.musicaememoria.com/pentangle_basket_of_light.htm
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thedemonlover.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_243

THE PLOUGHMAN BY ROBERT BURNS

ploughman-evenLe canzoni sugli aratori nella tradizione anglosassone sono per lo più canti di lavoro e rituali (per propiziare un buon raccolto). C’è inoltre in Scozia tutto un filone etichettabile come bothy ballads ossia i canti dei mandriani, aratori e cavallanti che trovavano lavoro stagionalmente nelle grandi fattorie dell’Aberdeenshire.

Anche il bardo di Scozia Robert Burns soprannominato il poeta-aratore per le sue origini contadine, non poteva esimersi dal genere, così nel 1788 scrive la canzone umoristica “The Ploughman” rielaborata a partire da un vecchio brano tradizionale riportato da Herd nel suo secondo volume (Scots Songs, 1769).
Nello “Scots Musical Museum” è così annotato: “The tune, however, is thought to have evolved from the melody ‘Sleepy Body’, which was published in 1733. It first appeared as ‘The Ploughman’ in the fourth book of James Oswald’s ‘Caledonian Pocket Companion’ (1752), and was entitled the ‘Jolly Plowman’ in Robert Bremner’s ‘Scots Reels or Country Dances’ (1761).
La versione revisionata successivamente alla pubblicazione nello SMM elimina le strofe II e III.
Una fanciulla elogia il mestiere bell’aratore e si dichiara soddisfatta per il suo lavoro!

ASCOLTA Dervish (inizia a 0,52)


I
The ploughman, he’s a bonie lad,
His mind is ever true, jo!
His garters knit(1) below his knee,
His bonnet it is blue, jo.
Chorus.
Then up wi’t a’(2), my ploughman lad,
And hey, my merry ploughman!
Of a’ the trades that I do ken(3),
Commend me to the ploughman!
II
My ploughman he comes hame at e’en,
He’s aften wat and weary:
Cast aff the wat, put on the dry,
And gae to bed, my dearie.(4)
III
I will wash my ploughman’s hose,
And I will dress his o’erlay(5);
I will mak my ploughman’s bed,
And cheer him late and early.
IV
I hae been east, I hae been west,
I hae been at St. Johnston(6);
The boniest sight that e’er I saw
Was the ploughman laddie dancin.
V
Snaw-white stockings on his legs
And siller buckles glancin,
A guid blue bonnet on his head,
And O, but he was handsome!
VI
Commend me to the barn-yard
And the corn mou, man!
I never get my coggie fou(7)
Till I met wi’ the ploughman.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Il contadino, è un bel ragazzo,
il suo amore è vero, amico!
le sue reggi-calze sotto il ginocchio,
il suo berretto blu.!
RITORNELLO
Allora “su con la vita”, mio contadino ragazzo,
un evviva per il mio allegro contadino!
Di tutti i mestieri che conosco
un elogio a quello del contadino.
II
Il mio contadino viene a casa a sera
ed è spesso sudato e affaticato,
levati il bagnato e mettiti l’asciutto
e vieni a letto mio caro.
III
Laverò i pantaloni del mio contadino,
e stirerò il suo cravattino;
farò il letto al mio contadino
e lo renderò felice per benino
IV
Sono stata ad est, sona stata ad ovest,
sono stata a Perth;
la più bella immagine che io vidi,
fu il contadino che danzava.
V
Calze bianche come la neve sulle gambe
e fibbie d’argento scintillante,
un bel berretto blu in testa,
com’era bello!
VI
Elogia il fienile
e il mucchio di grano, amico!
Non ho mai avuto il mio piccolo piatto pieno(7)
fino a quando non ho incontrato il contadino

NOTE
1) la traduzione letterale è giarrettiere di maglia, e si riferisce al sistema utilizzato un tempo per reggere le calze. Evidentemente calze e reggicalze erano considerati degli accessori erotici
2) up wi’t è un’espressione poetica e desueta per indicare una grande gioia
3) i Dervish dicono “that I love best”
4) nella versione pubblicata sullo “Scot Musical Museum” (volume II) sono state aggiunte due strofe(qui)
5) owerlay= fascicola cioè quello che usava nel settecento attorno al collo come cravatta ossia una larga striscia di lino: all’inizio (introno al 1600) era una specie di pegno che le fidanzatine donavano al proprio innamorato  che partiva per la guerra, e veniva indossata un po’ per ripararsi dal freddo e un po’ come segno d’affetto. I nobili preferivano al collo il Jabot cioè una pettorina di pizzo arricciato con il collo alto. La cravatta più simile alla nostra risale invece all’800.
6) Perth, Robert Burns ebbe occasione di visitare la cittadina nel suo tour per le Highlands del 1787
7) evidente doppio senso; per la versione “sporca” riportata ne “The Merry Muses of Caledonia” (qui)

TRADUZIONE INGLESE
I
The ploughman, he is a handsome lad,
His mind is ever true, jo!
His garters knit(1) below his knee,
His bonnet it is blue, jo.
Chorus
Then up with it(2) all, my ploughman lad,
And hey, my merry ploughman!
Of all the trades that I do know,
Commend me to the ploughman!
II
My ploughman he comes home at even,
He’s often wet and weary:
Cast off the wet, put on the dry,
And go to bed, my darling.
IV
I will wash my ploughman’s hose,
And I will dress his owerlay(5);
I will mak my ploughman’s bed,
And cheer him late and early.
III
I have been east, I have been west,
I have been at St. Johnston(6);
The loveliest sight that ever I saw
Was the ploughman lad dancing.
IV
Snow-white stockings on his legs
And silver buckles glinting,
A good blue bonnet on his head,
And O, but he was handsome!
V
Commend me to the barn-yard
And the corn heap, man!
I never get my little dish full(7)
Till I met with the ploughman

FONTI
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/503.htm http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/the_ploughman_merry_muses/
http://burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-165,-page-173-the-ploughman

TO BE A SPALPEEN

Spailpin (in inglese “spalpeen“) letteralmente ‘little scythe’ è “un bracciante assunto alla giornata o stagionale“, una figura molto comune nell’Irlanda rurale dal 17 al 20esimo secolo. A quei tempi la maggior parte dei contadini erano “tenant farmers” ossia mezzadri; avevano in uso una piccola e miserabile casetta di pietra, fango e paglia con un altrettanto piccolo pezzo di terra, appena grande abbastanza da sfamare una famiglia, in cambio dell’affitto pagato al proprietario, in genere latifondista. Quando sopraggiungevano le annate cattive (o quando arrivò la Grande Carestia dal 1840-1879) la maggior parte di questa gente non riusciva a pagare l’affitto e così o veniva buttata in mezzo alla strada, oppure mentre la moglie restava nella casa e cercava di sopravvivere con i figli, il marito andava a lavorare come bracciante stagionale.L’alternativa alla fame era andare per mare, arruolarsi come soldato, emigrare!

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LA DIASPORA IRLANDESE

partenza-nave-emigrantiGià nel 1845 con il primo calo della produzione di patate si verificò un picco dell’emigrazione, ma a partire dal 1846 l’esodo fu senza precedenti: una massa enorme di persone denutrite e ammalate cercava una qualsiasi imbarcazione per andare in Canada (nelle colonie inglesi) e nei porti dell’est degli Stati Uniti o in Australia.
Le chiamavano “coffin-boats” (in italiano: navi-bara) per l’alto tasso di mortalità a bordo!

Partivano i giovani, lasciando a casa i vecchi genitori o le giovani fidanzate e a volte anche le giovani spose che restavano in attesa del loro ritorno o di potersi imbarcare a loro volta!
La maggior parte degli “spalpeen” proveniva dalle contee di Cork, Connemara e Kerry: alcuni si spingevano fino in Inghilterra ma i più si spostavano per l’Irlanda nelle contee di Limerick, Waterford, Galway e Leinster.
A seconda di quale era il punto di vista, il bracciante poteva essere considerato uno sfaticato, che conosceva tutti i trucchi per lavorare il più lentamente possibile, e un bellimbusto che cercava di sedurre l’ereditiera di turno. Oppure un lavoratore forte e robusto che veniva spremuto dal datore di lavoro e circondato dalle attenzioni affettuose delle donne della fattoria.

THE SPAILPIN FANACH

“The Spailpin Fanach” (in Inglese “The Rambling Laborer” o “The Roving Worker“) pubblicata a Dublino nel 1791 (*), e però antecedente alla Grande Carestia e risale probabilmente alla fine del 1600 all’epoca del “flight of the Wild Geese“(3). L’origine della melodia secondo William Chappel risale al 1758 con il titolo “The Girl I left behind me” (vedi) Si conoscono molte e diverse versioni testuali diffuse anche in America che variano nel significato, andando dal lamento per una misera vita fatta di fatica e stenti, alla canzone comica condita con caustico irish-humour.

PRIMA VERSIONE
Il protagonista, probabilmente un mezzadro sfrattato originario di Coolagh o Coolock, e tutto sommato datato di una certa cultura (molti contadini irlandesi sapevano leggere ed erano poeti e musicisti), per sfamare la sua famiglia deve andare a mendicare il lavoro come bracciante giornaliero (poteva trovare lavoro come scavatore o nella raccolta dell’orzo o delle patate, o più in generale come uomo di fatica). Preferisce scegliere la strada dell’arruolamento in terra straniera invece di vagare senza meta e senza fine, perchè privato del suo contesto originario e trattato con disprezzo nella propria patria. Mentre in altre canzoni si accoglie la strada come una forma di liberazione dai vincoli e dai condizionamenti del consorzio civile, qui si sottolinea il disagio e il peso, l’amarezza dell’emarginazione sociale; emarginazione che è anche un profondo disagio esistenziale, il vuoto nel cuore di chi non ha o non ha trovato uno scopo nel mondo e che è il grande male di vivere (in ogni epoca), disagio che a volte comprende un intero popolo (il popolo degli sconfitti dai bianchi, dai ricchi, dai più forti), il protagonista esprime con il suo lamento il dolore di tutta la gente sradicata e allontanata dal posto in cui viveva, privata del proprio “centro” e condannata alla strada (o all’emigrazione) e alla vita vagabonda.
ASCOLTA Seán Ó Sé + Ceoltóirí Chualann in An Poc ar Buile (ristampa 2010 della prima registrazione risalente agli anni 1960)
ASCOLTA Dervish in Live In Palma 2002
GAELICO IRLANDESE
I
Go deo deo arís ní raghad go Caiseal,
Ag díol ná ag reic mo shláinte,
Ná ar mharagadh na saoire im shuí cois balla,
Im scaoinse ar leataoibh sráide,
Bodairí na tíre ag teacht ar a gcapaill,
Dá fhiafraí an bhfuilim hírálta,
“Ó téanam chun siúil tá an cúrsa fada”
Seo ar siúl an Spailpín Fánach.
II
Im Spailpín Fánach fágadh mise,
Ag seasadh ar mo shláinte,
Ag siúl an drúchta go moch ar maidin,
‘S ag bailiú galair ráithe,
Ní fheicfear corrán im’ láimh chun bainte,
Súiste ná feac beag rainne,
Ach bratacha na bhFranncach os cionn mo leapan,
Is píce agam chun sáite.
III
Mó chúig céad slán chun dúiche m’athar,
‘Gus chun an oileáin ghrámhair,
Is chun buachaill na Cúlach os díobh nár mhiste,
In aimsir chasta an ghárda,
Ach anois ó táimse im chadhan bhocht dhealbh,
Imeasc na ndúichí fáin seo,
‘Sé mo chumha croí mar fuair mé an ghairm,
Bheith riamh im Spailpín Fánach.
IV
Is ró-bhreá is cuimhin liom mo dhaoine bheith sealad,
Thiar ag droichead Gháile,
Fé bhuaí, fé chaoraí, fé laoi bheaga gheala,
Agus capaill ann le h-áireamh,
Acht b’é toil Chríost é gur cuireadh sinn asta,
‘S go ndeaghamhar i leath ár sláinte,
‘S gurbh é bhris mo chroí i ngach tír dá rachainn,
“Call here, you Spailpín Fánach.”

TRADUZIONE INGLESE
I
I’ll never go again to Cashel(1),
Selling myself in hire,
selling my freedom by the Wall(2)
Sitting by the roadside.
Rude Boorish men from everywhere
Coming with their horses,
“come away with me the road is long”
the road of the wandering worker.
II
I will quit this itinerant laboring
Hiring myself out
Walking over night to early morning
Weary of endless journeying
I would not see a sickle in my hand for reaping
A flail for threshing nor a small spade handle
But rather, the colors of the French(3) flying over my head
And a pike(4) in my hand to thrust forth
III
Five hundred farewells to the land of my father
And to my beloved island
And to the boys of Coolagh(5), sure there was no harm in them
During the times we tangled with the Garda(6)
But now, since I am in my poor destitute cell
In the midst of my own native land, outcast
My heart is full of woe, that I ever go the calling
To be a wandering laborer
IV
I well remember my people were at one time, Over at the bridge at Gáil(7)
With cattle, with sheep, with little white calves And plenty of horses
But it was the will of God(8) that we were evicted And we were left with only our health And what broke my heart everywhere I went “Call here, you Spailpín Fánach(9)”

NOTE
*) in History of Ireland di Geoffrey Keating, Michael C. O’Laughlin
1) Cashel si trova nelle midlands meridionali d’Irlanda
2) credo si riferisca ai muri di una casa, come si direbbe in italiano traducendo più liberamente “un tetto sulla testa”
3) molti irlandesi piuttosto che servire sotto le armi degli Inglesi preferivano andare ad arruolarsi presso gli eserciti stranieri, dal 1691 al 1793 era inoltre precluso per legge l’arruolamento dei cattolici irlandesi nell’esercito inglese. Nel 1690 il trattato di Limerick permise agli Irlandesi della fazione giacobita di seguire il deposto re Giacomo II in Francia, e si stima che tra il 1690 e il 1730, 120.000 irlandesi salpassero per il continente europeo per prestare servizio militare in Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Russia. (the flighy of wild geese)
4) con le picche si armavano i soldati a piedi per arginare gli assalti della cavalleria creando una barriera di lance più elaborate nella punta. La picca venne sostituita più efficacemente dalla baionetta sul finire del 1600 e rimase nel Settecento l’arma dei ribelli o delle milizie perché richiedeva un addestramento più ridotto e semplificato rispetto al fucile e alla baionetta oltre che ad essere di più facile reperimento.
5) “buachaill na Cúlach”: la maggior parte delle traduzioni lascia il nome in Gaelico, in un sito ho trovato il termine Coolock (un sobborgo a Nord di Dublino): andando a indagare è emerso il nominativo di Coolagh (contea Galway) (qui)
6) probabile riferimento alla Ribellione Irlandese del 1641-1642. Nel 1641 il raccolto fu scarso e a causa della recessione vennero aumentati gli affitti della terra, la rivolta contro i coloni protestanti scoppiò nell’Ulster ma divampò con la formazione di un governo autonomo l’Irlanda confederata. Quando Oliver Cromwell invase l’Irlanda l’annientamento fu totale (1649)
7) Gáil, Gaillimh è il nome in gaelico di Galway, trova riscontro quindi anche il riferimento a Coolagh come paese originario del protagonista che si trova a poca distanza
8) anche in Irlanda a fine Ottocento sono scoppiate le lotte per la terra (Land War), configurate come un movimento di protesta contro il latifondo e la mezzadria. Solo nel 1879 esplose la cosiddetta questione agraria, sostenuta da una figura carismatica e illuminata, Charles Stewart Parnell (vedi).
9) l’uso del termine è in questo contesto chiaramente spregiativo: “spalpeen” è l’equivalente di “sfaticato”, “perdigiorno”, “mascalzone”.

Hubert_von_Herkomer_-_Hard_Times

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (dal testo inglese)
I) Non andrò mai più a Cashel(1) a vendermi per un lavoro, a vendere la mia libertà per un riparo(2), seduto sul ciglio della strada, con rudi e rozzi uomini dappertutto che vengono con i loro cavalli “vieni via con me, lungo è il cammino”, il cammino del bracciante itinerante.
II) Non mi resta che questo lavoro itinerante che darmi al lavoro stagionale, per camminare tutta la notte fino al mattino presto, stanco di un viaggio senza fine. Eppure non vedrò una falce in mano per il raccolto, una frusta per la trebbiatura né una vanga corta ma piuttosto la bandiera della Francia(3) sventolare sulla mia testa e una picca(4) per sventrare.
III) Cinquecento addii alla terra di mio padre e alla mia amata isola e ai ragazzi di Coolagh (5) di certo non c’era niente di male in loro ai tempi in cui ci scontravamo con la polizia(6), ma ora che sono nella mia povera e miserabile solitudine, reietto dal centro della mia terra natia, con il cuore pieno di dolore, sempre sono alla ricerca di essere richiesto come bracciante itinerante.
IV) Mi ricordo bene come era la mia gente un tempo, oltre il ponte di Galway(7), con il bestiame, le pecore, i piccoli vitelli bianchi e un mucchio di cavalli di cui prendersi cura. Ma è per volontà di Dio(8) che siamo stati sfrattati e ci hanno lasciato solo con la nostra salute, e ciò che spezzava il cuore ovunque andassi “chiama qui, Spailpín Fánach(9) “

SECONDA VERSIONE
Questa versione è un po’ più confusa testualmente forse perchè mancante di qualche strofa (o più probabilmente perchè sono io a non cogliere il senso della traduzione), ma da quello che mi pare di capire si tratta di una versione comica
ASCOLTA Boys of the Lough in “Farewell and remember me” 1987
ASCOLTA Liadan in Traditional Music and Song 2007
I
Is Spailpin aerach tréitheach mise is bígí soláthar mná dhom,
Mar a scaipfinn an síol faoi dhó san Earrach in éadan na dtaltaí bána,
Mar a scaipfinn an síol faoi dhó san Earrach in éadan na dtaltaí bána,
Mo lámha ar an gcéachta a’m i ndiaidh na gcapall
agus réapfainnse cnoic le fána.
II
Is an chéad lá in Éirinn dár liostáil mise, ó bhí mé súgach sásta,
Is an dara lá dár liostáil mise ó bhí mé buartha cráite,
Ach an tríú lá dár liostáil mise, thabharfainn cúig céad punt ar fhágáil,
Ach dtá dtugainn sin is ar oiread eile ní raibh mo phas le fáil agam.
III
Is mo chúig céad slán leat, a dhúthai m’athar, is leis an oileán grámhar,
Is leis an scata fear óg atá ‘mo dhiaidh ag baile a dhéanfadh cabhair orm in am an ghátair,
Tá Bleá Cliath dóite is tógfar Gaillimh, beidh lasair a’ainn ar thinte cnámha,
Beidh fíon agus beoir ar bord ag m’athair, sin cabhair ag an Spailpín Fánach.
IV
Agus bhí mise lá breá thíos i nGaillimh is chuaigh an abhainn le fána,
Bhi an breac is an eascainn is an beairtín slat ann is chuile ní dá bhreátha,
Bhí na mná óga ann muinte mánla is iad a bhí tanaí tláithdheas,
Ach dheamhan bean óg dár shuigh mise léi nach gcuirfinn an dubh ar a mbán di.
V
Agus b’fhaide liomsa lá a mbeinn i dteach gan charaid ná dhá bhliain déag is ráithe,
Mar is buachaillín aerach meanmach mise agus’ bhréagfainn an bhruinneall mhánla,
Is dhá bhean déag a bhí ag éad is ag iomaí liom, ag súil le tairfe mo láidhe,
B’é paidir na caillí nuair a théinn thar a’ táirseach,
‘Now behave your self, a Spailpín Fánach’.

TRADUZIONE INGLESE (non sono certa che questa traduzione rispecchi completamente il testo in gaelico che non è tra le mie lingue conosciute)
I
I am a happy, talented labourer
And everyone, provide women to me!
As I shake my seed twice in the Spring on the brow of the fallow land.
As I shake my seed twice in the Spring on the brow of the fallow land
My hands on the plow behind the horses
tearing down the slope of the hills.
II
The first day in Ireland(1) that I was enlisted, I was happy and well satisfied.
And the second day that I was enlisted, I was worried shaken.
But the third day that I was enlisted, I would have given five hundred pounds to leave,
And I would have gived that and anything else, but I was not able to get my pass.
III
And my five hundred farewells to you, my father’s district, and to the beloved island,
And to the crowd of young men behind me at home who’d help me in time of need,
Dublin is burnt away and Galway will be taken, we’ll have flames on bonfires,
My father will have wine and ale on his table, such a help to the Wandering Man.
IV
And one fine day I was down in Galway and the river was flowing down,
The trout and the eel and the pack of sticks were there and all such fine things,
The young women there were polite and gentle and they were slender, amiable and nice, But there wasn’t a young woman that I sat with that I didn’t tell her that black was white.
V
And I long for the day I’d be in a house without a sweetheart for twelve years and three months, For I am a lively spirited young fellow and I’d woo the gentle beauty,
And it was twelve women who were envying and contending for me,
all hoping to benefit from my spade,
It was the prayer of the old woman as I crossed the threshold,
‘Now behave your self, you Wandering Man’.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (dal testo inglese)
I) Sono un allegro e abile bracciante stagionale sempre pieno di donne, così in Primavera spargo il mio seme due volte nella terra a maggese spingendo con le mani l’aratro, dietro ai cavalli sul pendio delle colline.
II) Cinquecento volte addio alla contea di mio padre, per sempre alla mia amata isola, alla folla di giovani uomini che ho lasciato dietro in città e che mi avrebbero aiutato nel momento del bisogno. Dublino è in fiamme, Galway è sorta in ribellione, accenderemo i falò e ci sarà vino e birra alla tavola di mio padre per sostenere il bracciante senza meta
III) Il primo giorno che ero arruolato in Irlanda ero felice e soddisfatto, il secondo giorno che ero arruolato ero tormentato, ma il terzo giorno che ero arruolato avrei dato 500 sterline per andarmene, avrei dato questo e quello ma non riuscivo a prendere il mio permesso.
IV) Una volta mentre ero a Galway il fiume correva per il pendio, c’erano trote e anguille e un sacco di pesci e ogni genere di creature viventi. C’erano giovani fanciulle ben svezzate e ed erano sinuose, gentili e belle e non c’era giovane donna con la quale non mi sarei seduto a mettere nero su bianco.
V) E desidero (vedere) il giorno che starò in una casa senza un’innamorata, per 12 anni e 3 mesi perchè io sono un vivace giovanotto abile a corteggiare le belle fanciulle. C’erano 12 donne gelose che erano in competizione per me tutte nella speranza del servizio della mia vanga; era la raccomandazione della vecchia mentre varcavo la soglia “Ora comportati bene, tu bracciante senza meta.”

FONTI
http://history1800s.about.com/od/irelandinthe1800s/ig/19th-Century-Ireland/Ireland-Farming.
htm
http://theseoservices.info/?p=188
http://songoftheisles.com/2014/01/13/an-spailpin-fanach/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2623
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52685 http://www.daltai.com/discus/messages/12465/13095.html?1100019164 http://thesession.org/discussions/26313
http://thesession.org/tunes/5760

A STÓR MO CHROÍ

Non si trovano molte notizie in rete in merito al brano che è dato per antico, tuttavia la versione testuale in inglese è attribuita a Brian Higgins (1882-1963) patriota irlandese e attivista repubblicano, autore di molti canti patriottici e poesie con lo pseudonimo di Brian na Banban. Questa però non è una rebel song quanto piuttosto un canto d’amore, o meglio un doloroso canto sull’emigrazione (una grande soul song) che abbraccia tutti gli irlandesi che hanno dovuto lasciare la loro terra per trovare un lavoro. Il brano scritto da Higgins risale al Novecento (anni venti o poco prima) e non è ben chiaro se sia una traduzione in inglese di un canto gaelico risalente alla “grande carestia“, che nella metà dell’Ottocento dimezzò la popolazione irlandese.

20214Come spesso nei canti che affrontano il tema dell’emigrazione è la donna rimasta a casa (madre, moglie o figlia) che incarna l’Irlanda a piangere per l’uomo lontano, in terra straniera.

La scrittura testuale oltre a dichiarare un grande amore per la propria terra d’origine, rivela anche una certa ricercatezza linguistica nella scelta delle rime alternate, senza fare ricorso all’anglo-irlandese colloquiale, giusto qualche parola in gaelico con significati legati agli affetti, punteggia le strofe quasi come una cifra stilistica.
Si tramandano comunque diverse versioni testuali con piccole modifiche sulle parole più che sulla struttura delle frasi e dei loro significati (vedi ad esempio).
A metà degli anni sessanta Sarah & Rita Keane hanno registrato (nell’album Claddagh) la versione diventata standard tra i gruppi e gli interpreti della musica tradizionale irlandese e più in generale della musica celtica.

Per l’ascolto ho selezionato quella che ritengo la migliore interpretazione, quella della statunitense Bonnie Raitt in collaborazione con The Chieftains.

ASCOLTA Bonny Raitt & The Chieftains in “Tears of Stones”, 1999

La venatura blues della splendida voce, l’intensa interpretazione, il sapiente uso del dobro e le poche note di basso, e tutto il discreto e delicato tappeto strumentale che i Chieftains sanno tessere, rendono questo brano fuori dal tempo!

ASCOLTA Dervish in “Harmony Hill” – 1993 (il gruppo irlandese ci lascia in una versione più tradizionale).

Stupenda questa versione strumentale dei Lunasa gruppo folk irlandese fondato nel 1997 e già così innovativi nel loro album d’esordio
ASCOLTA Lunasa in “Lunasa” 1998

A Stór Mo   Chroí, when you’re far away
Far from the home that you’ll soon be living
It’s many a time by night and by day
That your heart will be sorely grieving.
For the stranger’s land may be bright and fair,
And rich in its treasures golden.
You’ll pine, I know, for the long ago
And the love that is never olden.A Stór Mo Chroí, in the stranger’s land
There is plenty of wealth and wailing.
While gems adorn the rich and the grand
There are faces with hunger paling.
The road is weary, and hard to tread
And the lights of their cities blind you.
Won’t you turn a stór to Erin’s shore
And the love that you left behind you.A Stór Mo Chroí, when the evening sun
Over the mountain and meadow is falling,
Won’t you turn away from the throng and list
And maybe you’ll hear me calling.
For the sound of a voice that is sorely missed
For somebody’s speedy returning.
Aroon aroon, won’t you come back soon
To the one that will always love.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Tesoro del mio cuore, quando sarai lontano
dalla casa che tra poco lascerai,
più di una volta notte e giorno
il tuo cuore sarà in grande lutto.
Perché la terra straniera può essere luminosa e bella,
e ricca di promesse dorate.
Ti struggerai, lo so, per molto tempo
dell’amore per i vecchi tempi.Tesoro del mio cuore, in terra straniera
c’è un sacco di ricchezza e di lamenti.
Mentre gemme adornano i ricchi e i grandi
ci sono volti sbiancati dalla fame.
La strada è faticosa, ed è difficile da calcare,
e le luci della loro città   ti accecano. non ti volterai, tesoro mio, sulle rive dell’Irlanda, e verso l’amore che ti sei lasciato alle spalle.Tesoro del mio cuore, quando il sole della sera sulle montagne e i prati tramonta,
non ti allontanerai dalla folla e dai doveri
e forse mi sentirai mentre ti chiamo.
Per il suono di una voce che si è persa in gran parte
per il veloce ritorno di qualcuno.
Mio caro non vuoi tornare presto
da chi che ti amerà per sempre?
Stofa alternativa
A Stor Mo Chroi, when the evening’s mist
In the mountain and meadow is falling,
Oh turn, A Stor, from the throng and list
And maybe you’ll hear me calling.
For the sound of a voice that you seldom hear
For somebody’s speedy returning.
Aroon, aroon, Oh, won’t you come back soon
To the one who really loves you.