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READY FOR THE STORM

La prima registrazione della canzone risale al 1982, Dougie MacLean la scrive per il suo primo album da solista con la sua etichetta discografica, la Dunkeld record, appena fondata. L’album s’intitola “Craigie Dhu” in omaggio al cottage in cui vive con la moglie australiana agli inizi del loro trasferimento nel piccolo borgo di Butterstone, vicino a Dunkeld nel Perthshire. In copertina il dipinto del cottage realizzato da Jennifer.

Il nome mi richiama in mente il cerchio di pietra di Craigh na Dun ambientato nel romanzo storico “Outlander” di Diana Gabaldon nei pressi di Inverness: la traduzione dal gaelico è “collina (tumulo) su cui è costruito un cerchio di pietre”, essendo dun=tumulo e Craig, Craigie =roccia.

“Ready for the Storm” non è un brano tradizionale ma arriva con immediatezza allo spirito della gente e come spesso accade alle canzoni popolari si presta a molteplici letture; anche questo brano viene registrato da molti altri artisti della scena celtica e anche dai musicisti cristiani (a partire da Rich Mullins), sicuramente nel prossimo secolo scaduti i diritti d’autore sarà considerato a tutti gli effetti un traditional scozzese, se questa parola avrà ancora un significato.

Come dicevo moltissime le versioni e gli interpreti (molte le versioni al femminile tanto per citare Celtic Woman, Aoife Ni Fhearraigh) che hanno riprodotto il brano, ma la versione nel mio cuore è quella interpretata dall’angelica voce di Mary Dillon quando era nel gruppo irlandese dei Dèanta


I
The waves crash in and the tide tide pulls out
It’s an angry sea but there is no doubt
That the lighthouse will keep shining out
To warn the lonely sailor
And the lightning strikes and the wind cuts cold
Through the sailor’s bones to the sailor’s soul
Till there’s nothing left that he can hold
Except the rolling ocean
CHORUS
But I am ready for the storm, yes sir ready
I am ready for the storm, I’m ready for the storm
II
Oh give me mercy for my dreams (1)
Cause every confrontation (2)
Seems to tell me what it really means
To be this lonely sailor
But when the sky begins to clear
And the sun it melts away my fear
I’ll cry a silent weary tear
For those that need to love me (3)
III
Distance it is no real friend
And time will take its time
And you will find that in the end
It brings you me, the lonely sailor
And when you take me by your side
You love me warm, you love me
And I should have realized
I had no reason to be frightened
tradotto da Cattia Salto
I
Le onde si infrangono e la marea si ritira
è un mare infuriato, ma non c’è dubbio
che il faro continuerà con le segnalazioni
per allertare il marinaio solitario.
E il fulmine colpisce e il vento penetra freddo
nelle ossa del marinaio, fin nell’anima del marinaio, finchè non c’è più niente che possa sopportare tranne l’oceano in tempesta
CORO
Eppure io sono pronto per la tempesta sìssignore, pronto, sono pronto per la tempesta , sono pronto per la tempesta
II
Oh, dona la benedizione ai miei sogni
perchè ogni conflitto, sembra dirmi che cosa significhi davvero essere questo marinaio solitario.
Ma quando il cielo comincia a schiarirsi
e il sole discioglie la mia paura
piangerò una lacrima silenziosa e stanca per quelle che mi amano.
III
La distanza non è un vero amico
e il tempo richiede tempo
e si scopre che alla fine
ti porta a me, il marinaio solitario.
E quando mi prendi accanto
per amarmi e riscaldarmi e amarmi
avrei dovuto capire
che non avevo motivo di essere spaventato.

NOTE
1) invocazione è chiaramente rivolta a Dio
2) disputa, lotta ma anche ostilità, litigio
3) letteralmente “hanno bisogno d’amarmi”

Farewell To Craigie Dhu

Al cottage Dougie dedica ancora uno strumentale per violino pubblicato nell’album “Fiddle” del 1984, la famigliola si trasferisce nella ex-scuola del villaggio (dove Dougie aveva studiato da piccolo) e che diventerà il punto fermo della loro vita.
Così ricorda “When we bought the school in the 1980s, I was one of the first people in Scotland to set up my own independent record and publishing company. At that time, most musicians were encouraged to go to London or New York and I was determined to stay in this area. So my wife Jenny and I set up our own company, with a recording studio in the school building. We live in the former teachers’ house: an old, stone building. (tratto da qui)

ASCOLTA su Spotify la versione dei Radigun (qui)

ASCOLTA due melodie questa volta tradizionali  “Dunatholl” e “The Doo’s Nest”

FONTI
https://scotlandcorrespondent.com/celebrity/caledonia-heart-and-soul/
http://www.heraldscotland.com/news/11928750.Jennifer_gives_the_family_album_a_new_meaning/
http://www.heraldscotland.com/news/13411756.My_favourite_room__Musician_Dougie_MacLean_on_the_sitting_dining_room_of_the_old_Perthshire_school_house_where_he_lives_and_works/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=152726
https://thesession.org/tunes/13304
http://www.folktunefinder.com/tunes/32642

CULLODEN’S HARVEST

Non un brano tradizionale, ma d’autore con tanto di copyright registrato nel 1978 o 1986 (Coban Records) da Alastair McDonald, scozzese doc. La melodia è stata completamente riscritta sempre da Alastair McDonald da una fonte tradizionale.

CANNONI CONTRO SPADE

Un lament contemporaneo che commemora la sconfitta degli Highlanders nella loro ultima battaglia nei pressi di Inverness.
Ecco com’è andata: era una piovosa mattina del 16 aprile 1746..  continua
Per una versione “in diretta” dal libro-saga di Diana Gabaldon “La straniera” (in Italia nei volumi “Il ritorno” e “Il cerchio di pietre”) e prossimamente nella seri tv “The Outlander”.
battle-cockade

ASCOLTA  Deánta in “Ready for the Storm” 1995, in cui scrivono che la melodia è un”old Gealic sea song”. Le immagini del video sono per lo più le riprese del film documentario di Peter Watkins (1964) Sicuramente la versione più straziante e commovente.

ASCOLTA Richard Morrison


Chorus
Cold the winds on the moors blow.
Warm the enemy’s fires glow.
Black (1) the harvest of Culloden,
Pain and fear and death grow.
I
‘Twas love of our prince drove us to Drumossie,
But in scarcely the time that it takes me to tell
The flower of our country lay scorched by an army
As ruthless and red as the embers of hell.
II
The Campbell and McFall (7) did the work of the English.
McDonald in anger did no work at all.
‘Twas musket and cannon against honour (9) and courage.
Invaders men stood while our clansmen did fall.
III
None other than children are left to the women (10),
With only the memory of father and son
Turned out of their homes to make shelter for strangers.
The blackest of hours on this land has begun.
Traduzione Riccardo Venturi
CORO
Soffiano venti freddi sulle brughiere,
ardono caldi i fuochi del nemico.
[nera] (1) la
 Messe  di Culloden,
crescon la pena, la paura e la morte.
I
Fu l’amore per il nostro principe (2) a portarci a Drumossie, (3)
Ma nel tempo appena che mi ci vuole a narrare (4)
il fiore del nostro paese giacque straziato (5) da un’armata
spietata e rosso sangue (6) come i tizzoni infernali.
II
I Campbell e i McFall fecero il gioco degli inglesi
I McDonald, in preda all’ira, non fecero nessun gioco. (8)
Furon moschetti e cannoni contro onore e coraggio,
gli invasori rimasero in piedi mentre i nostri uomini dei clan caddero.
III
Nessuno altro che i bambini restano ormai alle donne,
con soltanto il ricordo di un padre e di un figlio.
Scacciati dalle loro case (11) per alloggiare gli stranieri.
L’ora più nera del nostro paese è cominciata. (12)

NOTE
1) in alcune versioni like. Il verso è ripreso nell’ultima strofa con la chiusura “The blackest of hours”
2) Il Bonny Prince Charlie. Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands! vedi
3) Drumossie ovvero Inverness
4) un ora tanto durò la battaglia
5) il generale Cumberland, comandante dell’esercito inglese [e figlio del re], ordinò che tutti i prigionieri e i feriti giacobiti fossero messi a morte, ma i capi clan e pochi altri vennero fatti prigionieri.
6) le giubbe rosse
7) Mary Dillon e Alastair  dicono “Red Campbell the fox” Il rosso Campbell la volpe trovato anche scritto come “Red Campbell, the false” inserire citazione di Gabaldon
8) nota di Riccardo: Nella canzone si accusano alcuni tra i principali clan scozzesi (e i due principali: i Campbell e i McDonald) di aver fatto poco o punto per la causa giacobita, e addirittura il gioco degli inglesi. La realtà storica è differente. Anche i Campbell e i McDonald condivisero il tragico destino di tutti i clan dopo la disfatta di Culloden.
9) Alastair dice “claymores” ovvero gli spadoni degli highlanders
10) Mary Dillon e Alastair dicono “Now mothers and children are left to their weeping” (Madri e figli sono lasciati nel pianto)
11) Nei mesi e anni successivi a Culloden fu caccia all’uomo per coloro che erano riusciti a fuggire dal campo della battaglia e per i loro sostenitori, anche le famiglie e i simpatizzanti vennero incarcerati e coloro che offrivano ospitalità ai fuggiaschi erano espropriati e processati per alto tradimento. Ancora Riccardo scrive  “I prigionieri incarcerati furono portati in Inghilterra per essere processati con accuse di alto tradimento; i processi si svolsero a Berwich, a York e a Londra. Fu stabilita una “percentuale fissa” di condanne a morte: un prigioniero su venti veniva messo al patibolo. In totale, 3470 scozzesi giacobiti vennero processati. 120 furono impiccati; 88 morirono in prigione; 936 furono deportati nelle colonie e 222 furono esiliati. Alcuni furono assolti e liberati, ma di altri 700 non si sa assolutamente niente” (tratto da qui)
12) Le Highlands furono militarizzate e tenute sotto stretto controllo inglese, senza parlare delle leggi volte a spezzare “l’highlander pride”

L’inquadramento storico della questione giacobita in http://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4518&lang=it
http://chrsouchon.free.fr/twaslove.htm
https://nelcuoredellascozia.com/2015/10/30/cullodens-harvest/
https://nelcuoredellascozia.com/category/storia/
http://www.celticlyricscorner.net/deanta/cullodens.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9007
http://outlanderworld.blogspot.it/2016/10/jamie-fraser-e-la-battaglia-di-culloden.html
http://soldatiniestoria.blog.tiscali.it/2015/01/15/culloden-l%E2%80%99ultima-battaglia-di-liberta-del-clan-scozzesi/?doing_wp_cron

THE EMIGRANT’S FAREWELL: FAREWELL TO OLD IRELAND & THE GREEN FIELDS OF AMERICAY

partenza-nave-emigrantiIl tema dell’emigrazione è un tema centrale nella storia del popolo irlandese a partire dall’esodo di metà ottocento noto come diaspora irlandese, causato dalla grande carestia che ha decimato la popolazione. (vedi)
Chi partiva per sfuggire alla miseria esprimeva il suo dolore nelle canzoni, il carico di rimpianti e l’addio alle persone care lasciate a casa, misto a volte all’eccitazione per l’avventura; cantavano mestamente o pieni di rancore, anche i condannati alla deportazione nelle colonie d’Australia o Nuova Zelanda (condannati dalla sommaria e severa legge inglese).

FAREWELL TO OLD IRELAND

ASCOLTA Andy Irvine
ASCOLTA De Danann
ASCOLTA Cara Dillon (che segue un ordine tutto suo nelle strofe: I, II, VI, III, VII, VIII, X) anche la melodia è diversa

Farewell to old Ireland the land of my childhood
That now and forever I am bound for to leave
Farewell to the shores where the shamrock is growing
It’s the bright spot of beauty in the home of the brave
II
I will think on its valleys with fond admiration
Though never again its green hills will I see
For I’m bound for to cross o’er the wild swelling ocean
In search of fame, fortune and sweet liberty
III
It’s hard to be forced from the lands that we live in
Our houses and farms we’re obliged for to sell
And to wander alone among Indians and strangers
To Find some sweet spot where our children may dwell
IV
O I have a wee lassie(1) I fain would take with me
Her dwelling at present lies in County Down
It would break my poor heart for to leave her behind me
We’ll both roam together this wide world around
V
So it’s come along Bessie my own blue-eyed lassie
Bid farewell to your mother and then come with me
And I’ll make my endeavour for to keep your mind easy
Till we reach the green fields of Amerikay
VI
Our ship at the present lies in lovely Derry
To bear us away o’er the wild swelling sea
May heaven be her pilot and grant her fond breezes
Till we reach the green fields of Amerikay
VII
Our artists our farmers our tradesmen are leaving
To seek for employment far over the sea
Where they will get riches with care and with industry
There is nothing but hardship at home if you stay
VIII
So it’s cheer up your hearts now you lads and gay lassies
There’s gold for the digging and lots of it too
Here’s health to the heart that has courage to venture
Bad luck to the lad or the lass that would rue
IX
There’s brandy in Quebec(2) at ten cents a quart boys
The ale in New Brunswick’s(2) a penny a glass
There is wine in that sweet town they call Montreal(3) boys
At inn after inn we will drink as we pass
X
And we’ll call for a bumper of ale wine and brandy
And we’ll drink to the health of those far far away
Our hearts will all warm at the thoughts of old Ireland
When we’re in the green fields of Amerikay

NOTE
1) più spesso l’emigrante è costretto a separarsi dalla fidanzata e anche in questo contesto non è chiaro se la fidanzata lo seguirà in America (vedi)
2) province del Canada
3) una delle più popolata città del Quebec

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Addio alla vecchia Irlanda, il paese della mia infanzia
che ora e per sempre sto per lasciare
Addio alle coste, dove cresce il trifoglio
è la macchia gioiosa della bellezza nella dimora dei valorosi
II
Penserò alle sue valli con amorevole ammirazione
anche se mai più le sue colline verdi vedrò
perchè devo attraversare il vasto oceano tumultuoso
in cerca di fama, fortuna e di dolce libertà
III
E ‘difficile essere sfollati dalla terra in cui viviamo
le nostre case e fattorie siamo obbligati a vendere
e a vagare soli tra gli indiani e gli stranieri
per trovare un posto piacevole in cui i nostri figli possano dimorare
IV
Ho una cara ragazza(1) che vorrei portare con me
i suoi parenti al momento vivono nella Contea di Down
mi si spezzerà il cuore a lasciarla indietro
andremo entrambi in giro insieme per questo vasto e selvaggio mondo.
V
Così vado con Bessie, la mia ragazza occhi-azzurri
dai l’addio a tua madre e poi vieni con me
e farò in modo di distrarti
finchè raggiungeremo i verdi campi d’America
VI
La nostra nave al momento si trova nella bella Derry
per portarci lontano attraverso il vasto mare
Il cielo sarà il suo pilota e concederà le sue amate brezze
Fino a raggiungere i campi verdi d’America
VII
I nostri artisti, i nostri agricoltori, i nostri commercianti stanno partendo
per cercare un lavoro lontano oltre il mare
dove diventeranno ricchi con la diligenza e la solerzia
ci sono solo stenti se si resta a casa.
VIII
Così rallegrate i cuori, voi ragazzi e ragazze
C’è un sacco d’oro da scavare per tutti,
qui è la salute per il cuore per chi ha il coraggio di cimentarsi,
sfortuna per il ragazzo o la ragazza che si affliggeranno
IX
C’è il brandy in Quebec(2) a dieci centesimi il litro, ragazzi
la birra a New Brunswick(2) è un centesimo al bicchiere
c’è vino in quel dolce paese che chiamano Montreal(3) ragazzi
e locanda dopo locanda lo berremo mentre passiamo
X
Ti chiameremo per il pieno di birra, vino e brandy
Beviamo alla salute di quelli lontani
I nostri cuori si scalderanno tutti ai ricordi della vecchia Irlanda
Quando saremo sui campi verdi dell’America

THE GREEN FIELDS OF AMERICAY (CANADA)

Nelle note copertina del LP “Cold Blow And The Rainy Night” dei Planxty è scritto “This beautiful song is from the great repertoire of Paddy Tunney of Belleek, Co. Fermanagh. Unlike most emigration songs the emigré in this song appears to believe he has done the right thing.”

ASCOLTA Planxty in Cold Blow And The Rainy Night 1974 A
SCOLTA
Paul Brady 1985
ASCOLTA Kevin Conneff in Music of the Celtic Harp The Chieftain 2008 (strofe da I a VII, + III e IV) in una superba versione “a cappella”
ASCOLTA Deanta, voce di Mary Dillon (strofe IV, I, II, V variante, VI, VII)

I
Farewell to the groves of shillelagh(4) and shamrock.
Farewell to the girls of old Ireland all round.
And may their hearts be as merry as ever they could wish for.
As far away o’er the ocean I’m bound.
II
Oh, my father is old and my mother quite feeble;
To leave their own country it would grieve their heart sore,
Oh the tears down their cheeks in great floods they are rolling
To think they must die upon some foreign shore.
III
But what matter to me where my bones they may lie buried
If in peace and contentment I can spend my life
The green fields of Amerikay they daily are calling
It’s there I’ll find an end to my miseries and strife.
IV
So pack up your seastores now consider it no longer
Ten dollars a week isn’t very bad pay
With no taxes or tithe to devour up your wages
Across on the green fields of Amerikay.
V(5)
The lint dams are gone and the looms are lying idle
Gone are the winders of baskets and creels,
And away o’er the ocean, go journeyman cowboy
And fiddlers that play out the old mountain reels(6)
VI
Ah and I mind the time when old Ireland was flourishing,
And most of her tradesmen did work for good pay
Ah, but since our manufacturers have crossed the Atlantic
It’s now we must follow on to Amerikay.
VII
And now to conclude and to finish my ditty
If e’er a friendless Irishman should happen my way
With the best in the house I will treat him, and welcome him
At home on the green fields of Amerikay.

NOTE
4) shillelah è un nodoso e corto bastone da passeggio utilizzato anche come arma di difesa, sebbene l’origine del nome sia controversa in questo contesto il termine sta a indicare il tipo di legno con cui è costruito ovvero di quercia. Il nome è diventato sinonimo di irlandesità
5) variante strofa nei Deanta:
The sheep run unsheared and the land’s gone to rushes; The handyman’s gone and the winder of creels. Away o’er the ocean go journeyman tailors And fiddlers who flaked out the old mountain reels.
(traduzione italiano: le pecore pascolano senza pastore e la terra è lasciata incolta, gli artigiani e i pescatori (letteralmente gli avvolgitori di nasse) se se sono andati via sull’oceano vanno i sarti a giornata e i violinisti che suonano le vecchie danze di montagna)
6) The Green Field of America è anche il titolo di una musica da danza arrangiata sia come reel che come jig (anche con il titolo di Crags Of The Burren, Jimmy O’Brien’s, Molly Brallaghan, O’Brien’s, The Stone In The Field)

ASCOLTA Stephen Ducke flauto irlandese
ASCOLTA Tim O’Brien, Gerry O’Connor, Arty McGlynn (in set con First Snow)
ASCOLTA John Carlos al mandolino

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Addio ai boschetti di quercia(4) e trifoglio,
addio alle ragazze irlandesi tutt’intorno
Possano i loro cuori essere felici come desiderano
mentre lontano sull’oceano vado.
II
Mio padre è vecchio e mia madre piuttosto debole
lasciare il loro paese potrebbe essere un colpo al cuore
le lacrime giù per le guance in grandi rivoli cadono
al pensiero che devono morire su di una terra straniera
III
Ma cosa mi importa dove le mie ossa possano essere sepolte
se in pace e contentezza posso trascorrere la mia vita
i campi verdi dell’America mi chiamano quotidianamente
è là che io troverò una fine alle mie miserie e lotte
IV
Così impacchettate le vostre mercanzie, senza stare a pensarci più a lungo
Dieci dollari alla settimana non è una brutta paga
senza tasse o decime a intaccare lo stipendio
per i campi verdi dell’America
V(5)
Gli argini sono finiti e i telai sono al ribasso
finiti i lavori dei cestai
e via sull’oceano per andare come un cowboy giornaliero
e i violinisti che suonano le vecchie danze di montagna(6)
VI
Ricordo i tempi in cui la vecchia Irlanda era fiorente
e la maggior parte dei suoi commercianti lavoravano per una buona paga
ma da quando i nostri produttori hanno attraversato l’Atlantico
dobbiamo ora seguirli per l’America
VII
E per concludere e finire la mia canzoncina
se mai un irlandese sconosciuto dovessi incontrare
lo accoglierò con il meglio che ho in casa e gli darò il benvenuto nei campi verdi dell’America

FONTI
http://mysongbook.de/msb/songs/e/emigrant.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=70704
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12454
http://fm-shabba.de/Songs_PDF/Farewell%20to%20old%20Ireland.pdf
http://comhaltasarchive.ie/compositions/17 http://mainlynorfolk.info/folk/songs/thegreenfieldsofamerica.html

http://thesession.org/tunes/695
http://thesession.org/tunes/942

WILLY TAYLOR: A MURDER BALLAD WITH HAPPY END

“Willy Taylor” è una murder ballad di cui esistono numerose varianti, essendo diventata molto popolare sia in Inghilterra che in America. La sua prima stampa risale al 1817. Il tema è quello della “fanciulla marinaio” che affronta la dura vita del mare per desiderio d’amore (o di vendetta come in questa versione in “giallo”)

LA TRAMA

anne-bonnyLa storia inizia con una donna abbandonata all’altare (che in alcuni testi è identificata come Sarah o Polly) dal bel Willy che si da alla fuga prendendo il mare (in alcune versioni perché arruolato – forzatamente- come soldato o come marinaio).
Lei non si da per vinta e decide di seguirlo travestendosi da marinaio: il suo travestimento tuttavia viene scoperto dal capitano della nave (durante una zuffa sul ponte parte un bottone e le si scopre un seno..). Alla richiesta di spiegazioni lei racconta la sua avventura: è alla ricerca dell’amato Willy (il cui vero nome è Fitzgerald) e ha accetto la dura vita da marinaio pur di ritrovarlo. Commosso il capitano le rivela il posto dove Willy e la sua nuova sposa (che in alcune versioni è dichiarata come ricca) sono soliti andare a passeggio: così l’amante abbandonata aspetta Willy con due pistole cariche e li uccide entrambi.

Qui la storia finisce ma in alcune versioni la donna si annega, in altre viene nominata comandante supremo dal capitano, ammirato dal suo sangue freddo, oppure si sposa con il capitano stesso che si innamora del suo spirito coraggioso.
La storia potrebbe essere letta come una raccomandazione: alle mamme di non dare il nome Willy ai figli, se non si vuole che facciano una brutta fine, e alle donne, se proprio non posso evitare di uscire con uno che si chiama Willy, di tenere una pistola a portata di mano per ogni evenienza; il nome Willy infatti è un topico per indicare il furfante, il bulletto del quartiere che piace alle donne, ma piuttosto opportunista e mascalzone.

willy-taylor
Illustrazione tratta da “Billy Taylor” broadside” The Tragedy of the Press-Gang: A True and Lamentable Ballad call’d Billy Taylor, shewing the fatal effects of Inconstancy.”

ASCOLTA Déanta con la voce di Mary Dillon.

I
Willy Taylor and his youthful lover
Full of mirth and loyalty
They were going to the church to be married
He was pressed(1) and sent to sea
II
She dressed herself up like a sailor
On her breast she wore a star(2)
Her beautiful fingers long and slender
She gave them all just a smear of tar
III
On this ship there being a skirmish(3)
She being one amongst the rest
A silver button flew  off her jacket
There appeared her snow white breast
IV
Says the captain to this fair maid
“What misfortune took you here?”
“I’m in search of my true lover
Whom you pressed on the other year”
V
“If you’re in search of your true lover
Pray, come tell to me his name”
“Willie Taylor they do call him
But Fitzgerald is his name”
VI
“Let you get up tomorrow morning
Early as the break of day
There you’ll find your Willie Taylor
Walking along with his lady gay”
VII
She got up the very next morning
Early as the break of day
There she spied her Willie Taylor
Walking along with his lady gay
VIII
She drew out a brace of pistols
That she had at her command
There she shot her Willie Taylor
With his bride at his right hand
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Willy Taylor e la sua giovane amante
piena di allegria e di fedeltà
stavano per andare a sposarsi in Chiesa ma lui fu arruolato(1) e mandato per mare.
II
Lei si vestì come un marinaio
e sul petto indossò una stelletta(2)
e sulle sue belle dita lunghe e affusolate
si spalmò una striscia di catrame.
III
Quando sulla nave si accese una zuffa(3), essendoci anche lei in mezzo,
un bottone d’argento volò via dalla giacca, così si rivelò il suo candido seno.
IV
Dice il capitano a questa bella fanciulla
“Che disgrazia vi ha portata qui?”
“Sono alla ricerca del mio innamorato
che voi imbarcaste l’anno scorso ”
V
“Se siete in ricerca del vostro vero amore vi prego, ditemi il suo nome ”
“Willy Taylor si fa chiamare,
ma Fitzgerald è il suo nome”
VI
“Alzatevi domani mattina presto
al sorgere dell’alba
e troverete Willy Taylor,
a passeggio con la sua donnina ”
VII
Lei si alzò il giorno dopo presto
al sorgere dell’alba,
si mise a spiare il suo Willy Taylor
a passeggio con la sua donnina
VIII
Lei tirò fuori un paio di pistole
che aveva a portata di mano
e sparò al suo Willy Taylor
con la sua sposa sottobraccio.

NOTE
1) la ballata non specifica l’antefatto, un tempo l’arruolamento era volontario, ma non erano infrequenti i casi di “impressment” ossia l’arruolamento forzato ad opera delle “press-gang” (continua)
2) le stellette sulle divise degli ufficiali di marina diventano regola dal 1873
3) in altre versioni più che una lite tra marinai si tratta di una battaglia

ASCOLTA Patrick Street

ASCOLTA Eitre


I
William Taylor
was a brisk young sailor
Full of heart and full of play,
Until his mind he did uncover
To a youthful lady gay.
Four and twenty British sailors
Met him on the King’s highway,
As he went for to be married
Pressed(1) he was and sent away.
chorus
Fall dereedle dum, a dare eye dither oh Fall dereedle dum, dum a dare eye day.
II
Sailor’s clothing she put on
And she went on board a man of war
Her pretty little fingers long and slender
They were smeared with pitch and tar.
On that ship there was a battle
She amongst the rest did fight
The wind blew off her silver buttons(2)
Breasts were bared all snowy white.
III
When the captain did discover
He says, “Fair maid
what brought you here?”
“Sir, I’m seeking William Taylor,
Pressed he was by you last year.”
“If you rise up in the morning,
Early at the break of day,
There you’ll spy young William Taylor
Walking with his lady gay.”
IV
She rose early in the morning,
Early at the break day,
There she spied young William Taylor
Walking with his lady gay.
She procured a pair of pistols,
On the ground where she did stand
There she shot poor William Taylor
And the lady at his right hand.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
William Taylor
era un giovane marinaio sveglio, coraggioso e divertente
finchè si innamorò di
una giovane donnina.
Ventiquattro soldati inglesi
lo incontrarono sulla strada del Re
mentre andava a sposarsi
fu arruolato e allontanato.
Coro
Fall dereedle dum, a dare eye dither oh Fall dereedle dum, dum a dare eye day.
II
Lei si vestì come un marinaio
e salì a bordo come un guerriero
le belle dita lunghe e affusolate
erano spalmate di pece e catrame.
Su quella nave ci fu una battaglia,
lei tra gli altri dovette combattere,
il vento strappò i suoi bottoni d’argento
il seno si mostrò tutto bianco-neve
III
Quando il capitano la scoprì
dice “Gentile signora,
che  disgrazia vi ha portata qui?”
“Signore, cerco William Taylor
che fu arruolato da voi l’anno scorso”
“Se vi alzerete presto al mattino
di buonora
troverete William Taylor
a passeggio con la sua donnina ”
IV
Lei si alzò presto al mattino
di buonora
si mise a spiare il giovane William Taylor
a passeggio con la sua donnina.
Lei tirò fuori un paio di pistole
sul posto dove stava
là sparò al povero William Taylor
e alla sua dama sottobraccio.

NOTE
2) vedere i bottoni sulle uniformi storiche della British Navy qui

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/maidens-the-sea/
http://mbmonday.blogspot.it/2012/09/bold-william-taylor.html
http://www.informatik.uni-hamburg.de/~zierke/joseph.taylor/songs/boldwilliamtaylor.html
http://supersearch.mudcat.org/thread.cfm?threadid=7920

THE MAID WHO SOLD HER BARLEY

“The Maid who sold her barley” è un po’ canto d’amore e un po’ canto di protesta (rebel song) tratto dalla poesia omonima pubblicata in “Ballads, Romances and Song” da Robert Dwyer Joyce nel 1861. Tra le tante melodie con cui è stata abbinata la canzone (reel, slow air, jig) in effetti c’è anche la melodia di “The Maid who sold her barley” continua
Il brano viene accolto in alcune collezioni del XVII secolo sulla scia della moda che bandiva le canzoni malinconiche (Pills to Purge Melancholy, Thomas D’Urfey 1699).
Così riporta A.L. Lloyd in merito “An old song and a widespread favourite. Tom D’Urfey included a version of it in the drollery collection: Pills to Purge Melancholy, first published in 1699. Some think he wrote it himself, but that seems doubtful. It has survived in many variants and with several tunes in England, Scotland and Ireland, and turns up in the repertory of semi-nomadic non-Romany travelling folk improperly called “tinkers”, in the relatively modern form heard here.”
The Maid who sold her barley” è conosciuta anche con il titolo di “Cold and Row” o “The Farmer”s Daughter,” ma anche come “The Northern Ditty,” o “The Scotchman Outwitted by the Country Damsel” ma non è da confondere con un titolo simile “The Wind That Shakes The Barley” 

BAWDY SONG

368px-Millais_farmers-daughterOltre alle belle lattaie, le strade di un tempo erano percorse da molte fanciulle che, con piccoli carretti o carriole portavano, prima dello spuntar del giorno, i prodotti della terra al mercato cittadino anche nel pieno dell’inverno. E altrettanti dovevano essere i signorotti oziosi pronti a ghermire le loro grazie; nel Medioevo non ci mettevano niente a violentarle, in epoche più civilizzate invece provano a corteggiarle con belle parole o promesse di matrimonio, disposti anche a pagare in cambio della verginità. Ma la contadinella della canzone non si lascia incantare da soldi e vane promesse!
Scarse sono le registrazioni in merito anche se la ballata doveva essere molto popolare nel seicento-settecento, ricca di doppi sensi se non proprio “bawdy”; a volte interpretata come slow air, è anche cantata come una jig più o meno veloce.

COLD AND RAW

Sulla melodia detta “Stingo” riportata nell'”English dancing master” di John Playford (1652) ecco la prima versione testuale.

ASCOLTA The Baltimore Consorte


I
Cold and raw the North did blow, bleak in a morning early;
All the trees were hid with snow, cover’d with winter fearly:
As I came riding o’er the slough, I met with a Farmer’s Daughter;
Rosie cheeks, and bonny brow, geud(1) faith, made my mouth to water(2).
II
Down I vail’d my bonnet low, meaning to show my breeding,
She return’d a graceful bow, her visage far exceeding(3):
I ask’d her where she went so soon, and long’d to begin a parley:
She told me to the next market town, a purpose to sell her Barley.
III
“In this purse, sweet soul!” said I, “twenty pound lies fairly,
Seek no farther one to buy, for I’se take all thy Barley:
Twenty more shall purchase delight, thy person I love so dearly,
If thou wilt lig by me all night, and gang home in the morning early.”
IV
“If forty pound would buy the Globe, this thing I’s not do, Sir;
Or were my friends as poor as Job, I’d never raise’em so, Sir: For shou’d you prove to-night my friend, we’se get a young kid together,
And you’d be gone e’r nine months end, & where shall I find the father?
V
“Pray what would my parents say, if I should be so silly,
To give my maidenhead away, and lose my true love Billy!
Oh this would bring me to disgrace, and therefore I say you nay, Sir;
And if that you would me embrace, first marry, & then you may, Sir!”
VI
I told her I had wedded been, fourteen years and longer,
Else I’d chuse her for my Queen, and tye the knot yet stronger.
She bid me then no farther roame, but manage my wedlock fairly,
And keep my purse for poor Spouse at home, for some other should have her barley.
VII
Then as swift as any roe, she rode away and left me;
After her I could not go, of joy she quite bereft me:
Thus I my self did disappoint, for she did leave me fairly,
My words knock’d all things out of joint, I lost both the maid & the barley.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Freddo e rude soffia il vento del Nord, tetro di mattina presto,
tutti gli alberi sono nascosti dalla neve, ricoperti dal temuto inverno.
Mentre andavo cavalcando per la palude, incontrai la figlia di un contadino: guance rosa e fronte bella, risoluta, mi ha fatto venire sete.
II
Mi levai il cappello per mostrare il mio lignaggio, lei mi rispose con un grazioso e profondo inchino: le domandai dove stesse andando così presto, e le dissi che desideravo fare conversazione, mi rispose che andava al mercato della prossima città per vendere il suo orzo.
III
“In questo borsello, anima mia – dissi- ci sono venti belle monete, non cercare altri per vendere, perchè prendo io tutto il tuo orzo, altre venti per acquistare la delizia della tua persona che amo così tanto, se tu giacerai con me tutta la notte e andrai a casa al mattino presto”
IV
“Se quaranta monete potrebbero comprare il Globe, questo affare non si farà, signore; se i miei amici fossero poveri come Giobbe, non li nutrirei mai così, signore; perchè se voi mi darete prova della vostra amicizia e facessimo un bambino insieme , e voi ve ne sarete andato alla fine dei nove mesi, dove potrei trovare il padre?
V
“Cosa penserebbero i miei genitori se fossi così sciocca da gettar via la mia verginità e perdere il mio amore vero, Billy! Ciò mi porterebbe in disgrazia e perciò vi dico di no signore; e se ciò che volete è abbracciarmi, prima sposatemi e poi lo potrete fare, signore”
VI
Le dissi che mi ero sposato più di quattordici anni fa, altrimenti l’avrei eletta a mia regina e legato il nodo ancora più stretto.
Lei mi disse di non girovagare ulteriormente, ma di occuparmi piuttosto del mio matrimonio
e di tenere il mio borsellino per la povera sposa a casa, perchè qualcun altro avrebbe avuto il suo orzo!
VII
Poi veloce come ogni capriolo, lei scappò via e mi lasciò;
dietro di lei non potevo andare che mi aveva privato della gioia;
così restai deluso per avermi lasciato così presto, le mie parole respinte,
persi sia la fanciulla che l’orzo

NOTE
1) good
2) espressione che sta per “far venire l’acquolina in bocca”?

THE MAID WHO SOLD HER BARLEY

Le seconda melodia con una versione testuale più moderna e con un bell’arrangiamento strumentale (in Irish  Street Ballads, Colm O’Lochlainn 1960)

ASCOLTA Deanta in “Ready for the Storm” 1994.


I
It’s cold and raw,
the north winds blow
black in the morning early.
When all the hills were
covered with snow
and it was winter fairly.
II
As I was riding
over the moor
I met a farmer’s daughter.
Her cherry cheeks
and sloe black eyes
they caused my heart to falter.
III
I bowed my bonnet very low
to let her know my meaning.
She answered with a courteous smile
her looks they were engaging.
“Where are you bound my pretty maid
It’s now in the morning early?”
The answer that she gave to me
“Kind sir, to sell my barley.”
IV
“Now twenty guineas I’ve in my purse
and twenty more that’s yearly.
You need not go to the market town
For I’ll buy all your barley.
If twenty guineas would gain the heart
of the maid I love so dearly
all for to tarry with me one night
and go home in the morning early.”
V
As I was riding over the moor
the very evening after
it was my fortune for to meet
The farmer’s only daughter.
Although the weather
be cold and raw
with her I thought to parlay.
The answer that she made to me:
“Kind sir, I’ve sold my barley.”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Freddo e rude
soffia il vento del Nord,
tetro di mattina presto,
quando tutte le colline erano
ricoperte di neve
ed era il temuto inverno.
II
Mentre andavo cavalcando
per la brughiera,
ho incontrato la figlia di un contadino: guance come ciliegia
e occhi neri come prugnoli,
mi hanno fatto vacillare il cuore.
III
Mi sono levato il cappello in un profondo inchino per mostrare il mio lignaggio, lei mi rispose con un cortese sorriso, con le sue grazie tutte in mostra: “Dove siete diretta, mia bella fanciulla, così di mattina presto?”
La risposta che mi diede “Signore ben gentile, a vendere il mio orzo”.
IV
“In questo borsello ci sono adesso venti ghinee, altre venti ce ne  saranno più tardi, non devi andare al mercato cittadino perchè prenderò io tutto il tuo orzo. Se venti ghinee potessero acquistare il cuore della fanciulla  che amo così tanto, il tutto per rimanere con me una notte e ritornare a casa al mattino presto”
V
Mentre andavo cavalcando per la brughiera, la sera più tardi,
ho avuto la fortuna di incontrare
l’unica figlia del contadino,
sebbene il tempo fosse freddo e rude,
con lei ho iniziato a discutere.
La risposta che mi ha dato “Gentile signore, ho venduto il mio orzo”

continua

FONTI
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/16719/transcript/1
http://books.google.it/books?id=-K0QAAAAYAAJ&pg=RA1-PA167&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false
http://books.google.it/books?id=8fzWAAAAMAAJ&pg=PA211&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/coldandraw.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8867
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=6664
http://www.folktunefinder.com/tune/49310/

THE LAKES OF PONTCHARTRAIN

Si ritiene che il testo abbia avuto origine nel sud degli Stati Uniti nel 19 ° secolo. Nelle note di copertina di DéantaReady for the Storm”, si descrive la canzone come “creola tradizionale d’amore, che viene comunemente scambiata come di origine irlandese”.

Note di copertina che accompagnano il brano nell’interpretazione dei Planxty lo ritengono portato dai soldati irlandesi che combattevano per gli eserciti inglese e francese in Louisiana e in Canada nella Guerra del 1812. Ma un’interessante indagine sulla linea ferroviaria che passa per New Orleans ci rivela che il nostro protagonista non avrebbe potuto prendere il treno prima del 1860, e un altro indizio nel testo che allude ai soldi in tasca, “che non vanno bene qui”, colloca la vicenda a poco dopo la Guerra di Secessione (1861-1865), con la nota svalutazione della moneta (o anche al periodo della guerra).

Il lago di Pontchartrain è un solo grande lago di acqua salata, ma è circondato sui tre lati da una serie dei laghi più piccoli, (per questo è scritto al plurale)  il protagonista si sta allontanando dalla città di New Orleans (che si affaccia proprio sul lago) quando incontra una bella ragazza creola che gli offre ospitalità. Il protagonista subito si innamora di lei e le chiede di sposarlo, ma lei rifiuta perchè sta aspettando il ritorno del suo innamorato al quale ha giurato fedeltà. Una rivisitazione della classica situazione dell’amore non corrisposto.

La bella ragazza creola è bruna però non tanto riferita alla pelle quanto ai capelli

The hair upon her shoulders in jet-black ringlets fell
To try and paint her beauty, I’m sure ‘twould be in vain

(I capelli cadevano sulle sue spalle in neri lucidi riccioli. Provare a descriverne la bellezza sarebbe inutile, ne sono sicuro)

ragazza-creolaIl termine “creolo” può essere inteso in due eccezioni: dallo spagnolo “crillo”, che originariamente si riferiva alla prima generazione nata nel “Nuovo Mondo”, figli di coloni dall’Europa (Spagna o Francia) e gli schiavi.

Gli Spagnoli in particolare erano molto cavillosi nell’attribuire nomi fantasiosi alle diverse gradazioni del sangue “puro” di hidalgo mescolato con gli amerindi (distinguevano persino i nati spagnoli in terra d’America e quelli in Terra di Spagna!).

In questa accezione diffusa nell’Ottocento ci si riferisce alla popolazione cittadina di New Orleans di pelle chiara i cui antenati però non erano mai stati schiavi e che mantengono la loro propria piccola società elitaria con matrimoni all’interno del gruppo etnico. (la nostra bella potrebbe quindi essere simile alla donna con ventaglio di Charles-Jean-Baptiste Colson- 1837)

Vallou de VilleneuveUn altro significato di “Creolo” identifica invece tutti i neri di lingua francese della Louisiana del sud-ovest, dal colore della pelle che passa dal marrone al nero-blu, che sono in genere gente di più umile condizione sociale o della campagna. (vedi la seconda illustrazione di Vallou de Villeneuve)

Un’altra popolazione diffusa nella zona è quella dei cajiun, quella parte di popolazione di origine francese che fuggì dalla Nova Scotia (ex Acadia ) quando gli inglesi sconfissero i francesi, e che trovò la sua nuova patria tra le paludi e le praterie del sud-ovest della Louisiana, conservando lingua e cultura originaria.

ASCOLTA Deanta
ASCOLTA The Coronas (la nuova generazione del rock irlandese, attivi dal 2003) con la voce di Danny O’Reilly (che guarda caso è il figlio di Mary Black) il loro sito

‘Twas on one bright March morning I bid New Orleans adieu
And I took the rode to Jackson town, me fortune to renew
I cursed all foreign money, no credit could I gain
Which filled me heart with longing for the lakes of Pontchartrain

I stepped on board of a railroad car beneath the morning sun
I rode the road ‘til evening and I laid me down again
All strangers there, no friends to me, ‘til a dark girl towards me came
And I fell in love with a Creole girl by the lakes of Pontchartrain

I said, “My pretty Creole girl, me money here’s no good
If it weren’t for the alligators, I’d sleep out in the wood”
“You’re welcome here, kind stranger, our house, it’s very plain
But we never turn a stranger out from the lakes of Pontchartrain”

She took me to her mammy’s house and treated me right well
The hair upon her shoulders in jet-black ringlets fell
To try and paint her beauty, I’m sure ‘twould be in vain
So handsome was my Creole girl by the lakes of Pontchartrain

And I asked her if she’d marry me, she’d said it could never be
For she had got another, and he was far at sea
She said that she would wait for him and true she would remain
‘Til he returned for his Creole girl by the lakes of Pontchartrain

So fare thee well, me bonny own girl, I never will see no more
But I’ll ne’er forget your kindness in the cottage by the shore
And at each social gathering a flowing glass I’ll raise And I’ll drink a health to me Creole girl and the lakes of Pontchartrain

TRADUZIONE ITALIANO
Era una luminosa mattina di Marzo e io dissi “Addio” a New Orleans.
Presi la strada per Jackson Town, per tentare la fortuna,
maledissi tutto il denaro straniero, non potevo comprare nulla,
il mio cuore desiderava ardentemente il lago di Pontchartrain.

Saltai a bordo di un vagone ferroviario, di primo mattino
Fra tutti quegli stranieri non avevo amici, finchè una ragazza bruna venne verso di me e mi innamorai di una ragazza creola, sul lago di Pontchartrain.

Dissi: “Graziosa creola, i miei soldi non vanno bene qui.
Se non fosse per gli alligatori dormirei nella foresta.”
“Sei il benvenuto qui straniero, la nostra casa è molto modesta.
Non mettiamo mai alla porta gli stranieri sul lago di Pontchartrain”

Mi accolse in casa della mamma e mi trattò davvero bene.
I capelli cadevano sulle sue spalle in neri lucidi riccioli.
Provare a descriverne la bellezza sarebbe inutile, ne sono sicuro.
Tanto era bella la mia ragazza creola sul Lago di Pontchartrain.

Le chiesi se voleva sposarmi e lei mi rispose che era impossibile
perchè aveva già un innamorato che ora era lontano sul mare.
Mi disse che lo avrebbe atteso e così doveva essere,
finchè egli fosse ritornato dalla sua ragazza creola sul Lago di Pontchartrain

Perciò addio mia ragazza bella, non ci vedremo mai più.
Ma non dimenticherò mai la tua gentilezza nella casa vicino alla spiaggia.
E ad ogni festa alzerò un bicchiere pieno,
e berrò alla salute di quella ragazza creola e al Lago di Pontchartrain

BRID OG NI MHAILLE

morte-Chatterton-dettaglioBríd Óg Ní Mháille  (in inglese Bridget O’Malley) è una dolente slow air diffusa nel Donegal in cui l’innamorato si dispera per essere stato abbandonato da una donna bellissima di nome Bridget.
Toccanti le immagini rivolte alla natura con la quale l’innamorato cerca di descrivere la bellezza di lei, dalle labbra di miele.
La sofferenza è profonda, il cuore desolato, il ricordo di lei straziante: la sua bella invece di sposarsi con lui, sta per convolare a nozze con un altro!

L’innamorato respinto chiede un ultimo appuntamento, eppure la attende invano, tormentandosi nell’attesa, con le immagini di lei che ha scelto di vivere con altro uomo. Il lamento è così cupo, con ripetute immagini di morte che inducono a credere in un imminente suicidio. Così ho inserito come immagine a commento, il dettaglio del dipinto di Henry Wallis – Death of Chatterton 1856.

ASCOLTA: Altan in Island Angel 1993

vi consiglio di guardare il video realizzato da Alessandro Tosi che si è ispirato alla nostra traduzione (versione interpretata da The Corrs)

GAELICO SCOZZESE
I
Is a Bhríd Óg Ní Mháille
‘S tú d’fhág mo chroí cráite
‘S chuir tú arraingeacha
An bháis trí cheartlár mo chroí
Tá na mílte fear i ngrá
Le d’éadan ciúin náireach
Is go dtug tú barr breáchtacht’
Ar Thír Oirghiall(1) más fíor
II
Níl ní ar bith is áille
Ná’n ghealach os cionn a’ tsáile
Ná bláth bán na n-airne
Bíos ag fás ar an droigheann
Ó siúd mar bíos mo ghrá-sa
Níos trilsí le breáchtacht
Béilín meala na háilleachta’
Nach ndearna riamh claon
III
Is buachaill deas óg mé
‘Tá triall chun mo phósta
‘S ní buan i bhfad beo mé
Mura bhfaighidh mé mo mhian
A chuisle is a stóirín
Déan réidh agus bí romhamsa
Cionn deireanach den Domhnach
Ar Bhóithrín Dhroim Sliabh
IV
Is tuirseach ‘s brónach
A chaithimse an Domhnach
Mo hata I’ mo dhorn
‘S mé ag osnaíl go trom
‘S mé ag amharc ar na bóithre
‘Mbíonn mo ghrá-sa ag gabhail ann
‘S í ag fear eile pósta
Is gan í bheith liom
‘S í ag fear eile pósta
Is gan í bheith liom
TRADUZIONE INGLESE (tratta da qui)
I
Oh Bríd Óg O’Malley
You have left my heart breaking
You’ve sent the death pangs
Of sorrow to pierce my heart sore
A hundred men are craving
For your breathtaking beauty
You’re the fairest of maidens
In Oriel for sure
II
No spectacle is fairer
Than moonbeams on the harbor
Or the sweet scented blossoms
Of the sloe on the thorn
But my love shines much brighter
In looks and in stature
That honey-lipped beauty
Who never said wrong
III
I’m a handsome young fellow
Who is thinking of wedlock
But my life will be shortened
If I don’t get my dear
My love and my darling
Prepare now to meet me
On next Sunday evening
On the road to Drum Slieve
IV
‘Tis sadly and lonely
I pass the time on Sunday
My head bowed in sorrow
My sights heavy with woe
As I gaze upon the byways
That my true love walks over
Now she’s wed to another
And left me forlorn
 tradotto da Cattia Salto
I
Oh Bridget O’ Malley
hai lasciato il mio cuore a pezzi
mi hai mandato la morte, spasmi
di dolore trafiggono il mio cuore desolato./A centinaia gli uomini desiderano/la tua bellezza mozzafiato/ tu sei per certo la più bella delle fanciulle di Orial!
II
Nessuno spettacolo è più bello
dei raggi di luna sul mare
o dei soavi boccioli profumati
del prugnolo spinoso,
ma il mio amore brilla più luminoso
nell’aspetto e nella forma,
della bellezza labbra di miele
che non ha mai mentito.
III
Sono un bel giovane ragazzo
che pensava al matrimonio
ma la mia vita finirà
se non otterrò che la mia cara,
il mio amore e tesoro,
si prepari ad incontrarmi adesso
la prossima domenica sera
sulla strada di Drumslieve.
IV
Così triste e solitario
trascorro le ore della domenica
la testa chinata dal dolore
i sospiri oppressi dal dolore
mentre fisso le nuove vie
che il mio vero amore percorre
adesso che è sposa di un altro
e mi ha abbandonato

NOTE
1) Airgialla (o Orial): antico regno nell’Irlanda del Nord, situato nell’odierno Ulster

BRIDGET O’MALLEY

Dall’antica melodia di Bhríd Óg Ní Mháille con testo in gaelico, Andy M. Stewart ha scritto una “traduzione” in inglese che riprende il doloroso lamento mantenendone la metrica. Nato nel 1952 a Alyth (Perthshire) Andy era un musicista scozzese, cantante e cantautore (da non confondere con l’altro Andy Stewart nato nel 1933 e morto nel 1993) che ha esordito nella formazione dei Silly Wizard (ahimè sciolti nel 1988)

Silly Wizard, in So Many Partings 1979 così scrivono nelle note di copertina “This beautiful Irish song was given to us by Ruth Morgan of Essex. It is basically her collation of several versions, translated from the Irish Gaelic, which we have slightly adapted“. (tratto da qui)

Versione Andy M. Stewart*
I
Oh Bridget O’Malley, you’ve left my heart shaken
With a hopeless desolation I’d have you to know
It’s the wonders of admiration your quiet face has taken
And your beauty will haunt me wherever I go.
II
The white moon above the pale sands, the pale stars above the thorn tree
Are cold beside my darling, but no purer than she
I gaze upon the cold moon till the stars drown in the warm seas
And the bright eyes of my darling are never on me.
III
My Sunday it is weary, my Sunday it is grey now
My heart is a cold thing, my heart is a stone
All joy is dead within me, my life has gone away now
For another has taken my love for his own.
IV
The day is approaching when we were to be married
And it’s rather I would die than live only to grieve
Oh, meet me, My Darling, e’er the sun sets o’er the barley.
And I’ll meet you there on the road to Drumslieve.
tradotto da Cattia Salto
I
Oh Bridget O’ Malley, mi hai trafitto il cuore
e vorrei che tu lo sapessi (lo hai lasciato) desolato e privo di speranza. Il tuo volto garbato ha colto le meraviglie da ammirare
e la tua bellezza mi perseguiterà ovunque io vada.
II
La bianca luna sopra le sabbie chiare,
le stelle pallide sopra il biancospino, sono freddi rispetto al mio amore, ma non più puri di lei,
guardo la gelida luna finchè le stelle tramontano nel caldo mare
e gli occhi lucenti della mia bella sono su di me.
III
La mia domenica è cupa, la mia domenica adesso è un giorno grigio,
il mio cure è cosa fredda, il mio cuore è di pietra.
Ogni gioia è morta dentro di me, la mia vita ora mi ha abbandonato,
perchè un altro si è preso il mio amore tutto per sè.
IV
Il giorno del nostro matrimonio (di quando avremmo dovuto sposarci)
è vicino e vorrei morire piuttosto che continuare a vivere solo per soffrire. Oh, incontriamoci, mia cara, prima che il sole tramonti sul campo d’orzo,
e ci vedremo lì sulla strada di Drumslieve.

NOTE
* (tratta da qui)

Appena ho sentito il brano mi è venuto in mente “Where are you tonight I wonder“, sempre scritto da Andy, non perché la melodia sia la stessa, ma per la stessa atmosfera di desolazione: anche qui l’uomo è stato abbandonato

ASCOLTA Dèanta con la voce di Mary Dillon in Whisper of a Secret, 1997

WHERE ARE YOU
CHORUS
Where are you tonight I wonder
Where will you be tonight when I cry
Will sleep to you come easy
Though alone I can’t slumber
Will you welcome the morning
to another man’s side?
I
How easy for you
the years slipped under,
and left me with a shadow
the sun can’t dispelled
I have builded for you a tower
of love and admiration
I set you so high
I could not reach, myself.
II
I look through my window
at a world filled with strangers
the face in my mirror
is the one face I know
you’ve taken all that’s in me
so my heart is in no danger
my heart is in no danger
but I’d still like to know
III
If there is a silence
then it can be broken
If there beats a pure heart
to her I will go
and time will work its healing
and my spirit will grow stronger
But in the meantime
I still like to know.
tradotto da Cattia Salto
Coro
M i chiedo dove sei stasera
e dove sarai quando mi lamenterò? Dormire a te viene facile
mentre io da solo non riesco a prendere sonno, darai il buongiorno al fianco di un altro uomo?
I
Come è facile per te,
che gli anni ti scivolano addosso, lasciarmi nell’ombra
che il sole non può dissolvere,
ti ho costruito una torre
con amore e ammirazione,
ma l’ho fatta così alta,
che da solo non riesco a raggiungerla. II
Vedo alla finestra
un mondo pieno di estranei,
la faccia nello specchio
è l’unica che conosco,
mi hai preso tutto,
così il mio cuore non è in pericolo,
il mio cuore non è in pericolo
ma mi piacerebbe ancora saperlo.
III
Se c’è un silenzio,
allora può essere infranto,
se là batte un cuore puro,
da lei andrò
e il tempo opererà la sua guarigione
e il mio spirito si rafforzerà
ma nel frattempo vorrei ancora saperlo

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33723
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/BridOgNiMhaille.html