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THE ASH GROVE

Dal gaelico “Llwyn Onn”, diventato nella versione in inglese “The Ash Grove” è un brano tradizionale gallese dalla popolarissima melodia. (prima parte)

VERSIONI IN GALLESE: LLWYN ONN

La versione tradizionale è attribuita a John Ceiriog Hughes (1832-1887) poeta gallese e collezionista di melodie gallesi talvolta citato come il Robert Burns del Galles. La storia in due strofe descrive la tragica sorte di una nobile fanciulla e del suo meno nobile corteggiatore, sorpresi dal padre ad amoreggiare: cadono entrambi sotto la furia paterna, anche se la figlia viene apparentemente colpita per sbaglio. La fanciulla morente esclama di preferire la morte piuttosto che vivere senza l’amore!

ASCOLTA Katherine Jenkins 2004

ASCOLTA David Keith Jones in ‘British and Irish Bouquet’ 2011.

I
Ym Mhalas Llwyn Onn gynt
Fe drigai pendefig,
Efe oedd ysgwier
Ac arglwydd y wlad.
Ac iddo un eneth
A anwyd yn unig,
A hi ‘n ôl yr hanes
Oedd aeres ei thad.
Aeth cariad i’w gweled,
Yn lân yn phur lencyn,
Ond codai’r ysgwier
Yn afar ac erch
I saethu’r bachgennyn,
Ond gwyrodd ei linyn
A’i ergyd yn wyrgam
I fynwes ei ferch.
II
Rhy hwyr ydoedd galw
I saeth at y llinyn,
A’r llances yn marw
Yn welw a gwan.
Bygythiodd ei gleddyf,
Trwy galon y llencyn,
Ond ni redai cariad
Un fodfedd o’r fan.
Roedd Golud, ei “darpar,”
Yn hên ac anynad,
A geiriau diweddaf
Yr aeres hardd hon
Oedd “Gwell gennyf farw
Trwy ergyd fy nghariad
Na byw gyda Golud
Ym Mhalas Llwyn Onn.”
Tradotto dai Richard B Gillion 2008
I
In Ash Grove Palace
there once lived a nobleman,
He was Squire
and Lord of the land;
And he had
an only daughter dear,
And she, according to the story,
was her father’s heiress.
A lover went to see her,
a pure and upright youth,
But the squire arose
slowly and frightfully,
To shoot the lad,
but the string twisted,
And his shot went awry
into his daughter’s breast.
II
It was too late to recall
the shot to the string
With the lass dying
in bed and weak;
His sword threatened
through the lad’s heart,
But the lad would not run
an inch from the spot.
Wealth, her ‘intended’,
was old and petulant,
And the last words
of this beautiful heiress,
Were, ‘Better that I die
through the blow of my love
That to live with wealth
in Ash Grove Palace.’
TRADUZIONE ITALIANO
I
Nel Palazzo di Ash Grove
viveva un gentiluomo
con il titolo di capo
e signore della terra
e aveva
una sola cara figlia
che secondo la storia
era l’erede del padre.
Un innamorato la corteggiava
un serio giovane puro di cuore
ma il cavaliere si presentò
facendo piano e spietatamente
per uccidere il ragazzo,
ma la corda deviò
il colpo verso
il seno della fanciulla.
II
Era troppo tardi per riportare
indietro la freccia
e con la ragazza morente
e debole nel letto,
la sua spada affondò
nel cuore del ragazzo
che non ebbe scampo.
La ricchezza è
un padrone vecchio e petulante
e le ultime parole
di quella bella ereditiera
furono ” Meglio morire
per il colpo del mio amore
che vivere ricca
nel palazzo di Ash Grove”

CERDD DANT

Qui c’è un’interessante interpretazione di un Cerdd Dant una ipotesi di come poteva essere il canto bardico galleseCerdd Dant singing is one of Wales’ most unique musical traditions. it is basically the singing of poetry to the accompaniment of the Harp, traditionally the Harpist plays a set tune and the singer joins in half way through making up the melody as he goes whilst making sure to end the verse the same time as the Harp tune ends. This is a classic Cerdd Dant Harp tune – Llwyn Onn (The Ash Grove). The words are those of the 18th Century poet and playwright Twm o’r Nant” (tratto da qui) Probabilmente il testo è tratto da Gwaith Twm o’r Nant (The Works of Twm o’r Nant) pubblicato in due volumi (peccato che sia stato solo digitalizzato il secondo qui)

ASCOLTA Parti Cut Lloi (qui)

Forse ciò che resta della grande tradizione bardica gallese quando il bardo era poeta- arpista (arpa tripla) e componeva melodie adattandole alle poesie o adattava le poesie alle melodie della tradizione. Ben lungi dall’essere una forma elitaria il canto con l’arpa in Galles era diffuso tra la gente del popolo e si svolgevano spesso delle gare canore basate sulla capacità di improvvisazione poetica e armonica su una melodia data. Nasce così quella che oggi è diventata una precisa tecnica consistente nel “cantare” la poesia su una melodia suonata da un arpista. Chi canta attende alcune battute per poi accordare i suoi versi sulla melodia. Nell’Ottocento ci fu una sorta di codificazione di questa tecnica che sfociò in una guida alla cerdd dant pubblicata nel 1911 da Telynor Mawddwy (Dafydd Roberts 1879 -1958 , l’arpista cieco): Y Tant Aur. L’interesse su tale tecnica fu tale e i pareri discordanti che si finì con l’istituire una Cerdd Dant Society nel 1934. L’ultima imponente evoluzione della tecnica si è impressa nel manuale di Aled Lloyd Davies dal titolo Llawlyfr Gosod pubblicato nel 1983. Così facendo con l’intento di arricchire l’espressività musicale si è finito per perdere l’aspetto più estemporaneo e improvvisato dell’esibizione! (vedi)

La seconda versione sempre scritta da Talhaiarn è quella in cui un uomo probabilmente emigrato in America rimpiange la sua terra natia

Talhaiarn (John Jones, 1810-1870)
I
T’wyned yr haul ar
Aneddle fy mebyd,
Llawon a disglair fo
Bwthyn “Llwyn Onn”;
Anwyl i nghalon
Yw ty fy rhieni,
Nythle dedwyddyd
A haulwen fy mron;
Pell y trafeilinis
Dros donau yr eigion,
Gan adail fy rhiaint,
Fy ngheraint, a’m gwlad;
O na fai genyf
Chwim edyn y wennol,
Ehedwn yn ol at
Fy mam a fy nhad.
II
Blin yw fy yspryd
Pan fyddo yn huno,
Hiraeth a’m leinw
Fel tôn ar al tôn —
Llais hen gyfeillion
A glywaf mewn breuddwyd,
Gwelaf hwy’n chwareu
Wrth fwthyn “Llwyn Onn”;
Gwlyb yw fy ngruddiau
Wrth ddeffro bob boreu,
O Trwm yw fy nghalon,
A mawr yw fy nghlwyf:
Gofid a galar sy’n
Ysu fy nwyfron,
A dychwel i’m cartref
Nis gallaf byth mwy.
TRADUZIONE INGLESE
I
Shine, blessed sun,
On the home of my boyhood,
Bright be thy rays
On the ancient “Ash Grove”;
Dear to my heart is
The home of my parents,
Home of my infancy,
Home of my love;
Far, far away I have
Sailed o’er the ocean,
Still guided by fate
On the wings of unrest;
Oh! that I had the swift
Wings of the swallow,
To fly to my home,
To return to my nest.
II
Here in the night when
I’m sleeping and dreaming,
Far, far away in
The Land of the West;
Innocent friends of
My childhood surround me,
Visions of happiness
Lull me to rest:
Ah! when I wake with
A start in the morning,
Bedewed are my cheeks
As I silently mourn;
Longing for home and my
Youthful companions, —
How hopeless the wish!
I shall never return.

LE VERSIONI IN INGLESE

Una versione abbastanza nota è quella di Thomas Oliphant sempre pubblicata in “Welsh Melodies, With Welsh And English Poetry”: Oliphant era un musicista scozzese dalle versatili doti di paroliere noto per le sue “traduzioni” da altre lingue tra le quali il tedesco, il francese e l’italiano. Sulla scia della moda vittoriana di tradurre testi stranieri in inglese Oliphant mascherò le sue lacune interpretando liberamente i testi originali.
In questa versione un innamorato sconsolato piange la morte della sua cara seppellita in un bosco. Solo nelle ultime battute apprendiamo la morte della fanciulla amata.

ASCOLTA Steve Davislim (voce)+ Simone Young (piano) arrangiamento Benjamin Britten (1913-1976)

THOMAS OLIPHANT
I
Down yonder green valley
Where streamlets meander
When twilight is fading
I pensively rove;
Or at the bright noontide
In solitude wander
Amid the dark shades of
The lonely Ash Grove.
‘Twas there while the blackbird
Was joyfully singing
I first met my dear one,
The joy of my heart.
Around us for gladness
The bluebells were ringing.
Ah! Little thought I then
How soon we should part.
II
Still glows the bright sunshine
O’er valley and mountain,
Still warbles the blackbird
Its note from the tree;
Still trembles the moonbeam
On streamlet and fountain,
But what are the beauties
Of Nature to me?
With sorrow, deep sorrow,
My bosom is laden,
All day I go mourning
In search of my love;
Ye echoes, o tell me,
Where is the sweet maiden?
“She sleeps ‘neath the green turf
Down by the Ash Grove.”
TRADUZIONE ITALIANO
I
Per quella valle verde
dove serpeggiano i ruscelli,
mentre il crepuscolo svanisce,
vago pensieroso
oppure nel mezzogiorno luminoso in solitudine vago
tra le scure ombre
del solitario boschetto di frassini.
Fu lì mentre il merlo
cantava allegramente
che conobbi colei la cara,
la gioia del mio cuore;
intorno a noi per la gioia tintinnavano le campanule.
Ah! Non pensavo che allora
in breve ci saremmo separati.
II
Ancora brilla il sole luminoso
sulla valle e la montagna,
ancora gorgheggia il merlo
la sua melodia sull’albero,
ancora trema il raggio della luna
sul ruscello e la fontana,
ma quali sono le bellezze
della Natura per me?
Di dolore, grande dolore
il mio cuore è carico,
tutto il giorno vado lamentandomi in cerca del mio amore;
“tu eco, oh dimmi, dov’è la dolce fanciulla? ”
“Dorme sotto la verde zolla giù nel boschetto dei frassini”

Ma la versione più famosa divenne quella di John Oxenford (pubblicata in “Songs of Wales 1873) che si ispirò ai versi di Thomas Oliphant: qui il boschetto di frassini sembra diventare un cimitero dove giacciono tutte le persone care al protagonista forse ritornato in patria dopo tanti anni.

Per l’ascolto propongo tre versioni con tre diverse interpretazioni

ASCOLTA Nana Mouskouri in “Songs of the British Isles” 2008

ASCOLTA Laura Wright 2011 dalla voce d’angelo

ASCOLTA Blackmore’s Night in Dancer and the Moon 2013

JOHN OXENFORD
I
The ash grove how graceful,
how plainly ‘tis speaking
The harp through its playing has language for me.
Whenever the light through
its branches is breaking,
A host of kind faces
is gazing on me.
The friends from my childhood
again are before me
Each step wakes a memory
as freely I roam.
With soft whispers
laden the leaves rustle o’er me
The ash grove, the ash grove
again is my home.
II
Down yonder green valley
where stream lets meander
When twilight is fading
I pensively rove
Or at the bright noon tide
in solitude wander
Amid the dark shades
of the lonely ash grove.
‘Twas there while the black bird
was cheerfully singing
I first met that dear one
the joy of my heart
Around us for gladness
the blue bells were springing
The ash grove, the ash grove again is my home.
III
My lips smile no more,
my heart loses its lightness;
No dream of the future
my spirit can cheer.
I only can brood on the past
and its brightness
The dear ones I long for
again gather here.
From ev’ry dark nook
they press forward to meet me;
I lift up my eyes
to the broad leafy dome,
And others are there,
looking downward to greet me
The ash grove, the ash grove, again is my home.
With soft whispers laden its leaves rustle o’er me
The ash grove, the ash grove alone is my home
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Il boschetto di frassini mi parla
in modo poetico e franco
con una lingua
arpeggiata del vento;
ogni volta che filtra la luce
attraverso i suoi rami
una moltitudine di volti gentili
mi guardano,
gli amici della mia fanciullezza
mi sono di nuovo innanzi,
ogni passo risveglia il ricordo
mentre vago a caso,
con leggiadri sussurri,
dolenti le foglie frusciano
il boschetto di frassino, il boschetto di frassino è di nuovo la mia casa.
II
Per quella valle verde
dove il ruscello serpeggia,
mentre il crepuscolo svanisce,
vago pensieroso
oppure nel mezzogiorno luminoso
in solitudine vago
tra le scure ombre
del solitario boschetto di frassini.
Fu lì mentre il merlo
cantava allegramente
che conobbi lei la cara,
la gioia del mio cuore;
intorno a noi per la gioia
spuntarono le campanule,
il boschetto di frassino, il boschetto di frassino è di nuovo la mia casa.
III
Le mie labbra non sorridono più,
il mio cuore ha perso la sua leggerezza, nessun sogno del futuro
il mio spirito può rallegrare.
Posso solo rimuginare sul passato
e la sua luminosità,
i miei cari vorrei
di nuovo incontrare qui,
da ogni angolo buio
essi avanzano per incontrarmi;
alzo gli occhi
all’ampia cupola delle fronde
e gli altri sono qui,
che guardano verso il basso per salutarmi,
il boschetto dei frassini è di nuovo la mia casa.
con leggiadri sussurri,
dolenti le foglie frusciano
il boschetto di frassino, il boschetto di frassino è di nuovo la mia casa.

FONTI
https://archive.org/details/welshpoetryoldne00graviala http://tunearch.org/wiki/Annotation:Cease_Your_Funning_(1) http://tunearch.org/wiki/Constant_Billy
https://thesession.org/tunes/997 http://cerdd-dant.org/eng-y-dechreuadau.html http://www.musicanet.org/robokopp/welsh/theashgr.htm http://secondhandsongs.com/work/130560/all http://ingeb.org/songs/allhailt.html http://www.poemhunter.com/poem/the-ash-grove/

LA CONTEA DI MORAY E LE LOTTE TRA I CLAN

Moray è una contea della Scozia dalla parte Nord-Est ai confini delle Highland, feudo del casato dei Moray, una contea a lungo contesa nel Medioevo tra le famiglie reali e i potenti clan della zona.

BonnieEarlofMorayIl dipinto a grandezza naturale raffigura James Stewart, Lord Doune, secondo conte di Moray, morto il 7 febbraio 1591 (o 1592) all’età di 24 anni. E’ stato commissionato dalla madre Margaret Campbell, che non intendeva seppellire il corpo fino a quando giustizia non sarà fatta ( e nel fumetto fa dire al cadavere “God revenge my caus“).
Sul corpo si riscontrano una serie di colpi di moschetto (o pistola) sul petto e il ventre e varie ferite di taglio al volto, collo e alla gamba (tutte le ferite sono state inferte su un solo lato del corpo e apparentemente ad un uomo che non indossava l’armatura).
La circostanza dell’uccisione del Conte è oggetto di una ballata scozzese “The Bonnie Earl of Moray” riportata anche come Child ballad #181, circostanza ben nota all’epoca dei fatti, che tuttavia ha lasciato degli interrogativi ancora oggi senza risposta.

LA FAIDA

La rivalità tra i Gordon e i Moray, due casate molto potenti nel Nord-Est della Scozia, risaliva alla generazione precedente (e il cattivo sangue c’era già dal secolo prima) e con l’ordine del re di arrestare i cospiratori (o presunti tali) capeggiati dal  conte di Bothwell, un’altra testa calda, George Gordon VI conte di Huntly ha colto l’occasione per vendicarsi.
E pensare che James Stewart aveva acquisito il titolo di Conte di Moray solo mediante il matrimonio! (vedi)

L’ANTEFATTO
Il titolo, in mancanza di eredi di un altro James Stewart già figlio naturale di Giacomo IV è stato dato al IV conte di Huntly e passato al suo successore. Ma alla morte nel 1462 del V conte di Huntly, caduto in disgrazia, il titolo venne incamerato dalla Corona e venne nominato primo conte di Moray James Stewart, figlio illegittimo di Giacomo V e reggente del re Giacomo VI che quando morì lo passò alla figlia Elizabeth che sposò il nostro James. (e già mi è venuto il mal di testa!)

L’INCENDIO DEL CASTELLO

Come sia la faida era aperta e il conte di Huntley con la scusa che il conte di Moray avrebbe dato ospitalità a Francis Stewart, conte di Bothwell, pensò bene di valersi dell’ordine del re per sistemare le sue questioni personali e devastare la contea.
Agli inizi di febbraio James, in viaggio per Edimburgo, si trovava nel castello della madre a Donibristle nel Fife quando venne probabilmente sorpreso e ucciso nel suo letto. La versione ufficiale è che Huntly, arrivato di notte alla porta del castello, abbia “bussato” e invitato Moray in nome del re ad andare con lui fino a Edimburgo, senonchè qualcuno ha sparato da una finestra ferendo gravemente uno dei suoi uomini e solo allora gli inviati del re hanno aperto il fuoco. Il castello viene dato alle fiamme (una cinquantina d’anni prima fu l’allora conte di Moray a bruciare il castello degli Huntly nell’Aberdeenshire e la storia ovviamente era già finita in una ballata vedi).
Il dipinto a grandezza naturale del cadavere sfigurato fu fatto sfilare in processione ad Edimburgo e il risentimento della gente fu tale che il Re dovette trasferirsi a Glasgow con tutta la corte nell’attesa che la bolla si sgonfiasse; ma Huntly venne “punito” con dei semplici arresi domiciliari!

La versione romanzata di Sir Walter Scott (in Tales of a Grandfather) è che James Stewart riesce a scappare e a raggiungere la scogliera nascondendosi nel buio della notte, ma la punta del suo cappello in fiamme viene notata dai suoi inseguitori e così è catturato e massacrato.

IL LAMENTO FUNEBRE

La ballata (in “The Tea-table Miscellany” di Allan Ramsay, X edizione Vol IV 1740, anche in XI edizione Vol V 1750, quella ripresa da Child) attribuita a Frank Sidgwick, richiama le lamentazioni funebri dette coronach in gaelico ovvero i lykewake dirges (letteralmente “lamentazioni per la veglia alla salma”) e si apre come un lamento in cui il narratore si rivolge a coloro che stanno afflitti per la morte del bel Conte.
Nella versione settecentesca, riportata come Child ballad #181 si legge tra le righe che il re poteva essere stato geloso del Conte (per la sua avvenenza che lo faceva ammirare dalla regina e per la sua fama che lo faceva godere del favore popolare): tale proposito non è subito rivelato, nella II strofa siamo al cospetto del re che rimprovera Huntly di aver mal inteso i suoi ordini, egli voleva che il Conte venisse condotto alla sua presenza, non ucciso, ma poi con la tecnica della ripetizione progressiva in cui si elogiano le qualità del morto (come non ricordare l’orazione funebre shakespeariana di Antonio?), ecco che si insinua che egli fosse nientemeno che  l’amante della regina.

Il finale si chiude con il dolore della vedova aggiungendo un ultimo tocco di pathos al lamento.

Jackie Leven in Say A Little Prayer 1994

ASCOLTA Old Blind Man Sequenza I, III, II, IV, VI, I, V, VI

ASCOLTA David Keith Jones nell’arrangiamento classico di Benjamin Britten


VERSIONE Child ballad #181
I
Ye Heilan’s and ye lowlands,
whaur hae ye been?
Ye hae slain the Earl o’ Moray
and laid him on the green
II
Now wae be to thee, Huntly!
And wherefore did you sae?
I bade you bring him wi’ you,
but forbade you him to slay.
III
He was a braw gallant,
he played at the ball(1)
The bonnie(2) Earl o’ Moray
was the floo’er amang them all
IV
He was a braw gallant,
And he rid at the ring(3);
And the bonny Earl of Murray,
Oh he might have been a king!
V
He was a braw gallant,
And he play’d at the glove(4);
And the bonny Earl of Murray
Oh he was the Queen’s love!(5)
VI
Oh lang will his lady(6)
Look o’er the castle Down (7),
Eer she see the Earl of Murray
Come sounding thro the town!
TRADUZIONE DI RICCARDO VENTURI
I
Voi, Highlands, voi  Lowlands,
Ma dov’eravate?
Hanno ucciso il Conte Moray
E l’hanno lasciato per terra.
II
Vergogna a te, Huntly!
perché hai fatto questo?
T’avevo detto d’arrestarlo,
Ma non d’ammazzarlo!
III
Era un gentiluomo valente
E giocava alla pallacorda;
E il bel Conte Moray
Era un fiore fra tutti.
IV
Era un gentiluomo valente,
E cavalcava ai tornei;
E il bel Conte Moray
Poteva certo essere un re!
V
Era un gentiluomo valente,
Si batteva nei duelli;
E il bel Conte Moray
Era l’amante della Regina!
VI
Oh, la sua signora a lungo
Scruterà giù dalle mura,
Mai più vedrà il Conte Moray
Entrare in città fra le grida!

NOTE
1) il gioco con la pallacorda è il tennis medievale, molto praticato alla corte francese dove il guanto con cui si riceveva e rilanciava la palla venne sostituito da una piccola racchetta proprio agli inizi del 1500. Fu Enrico VIII a rendere il gioco popolare anche in Inghilterra dove venne chiamato real (da royal) tennis
2) il conte era noto per la sua bellezza
3) il gioco dell’anello era una dimostrazione di abilità equestre nei tornei
4) il guanto di sfida era una pratica medievale in cui si lanciava ai piedi dello sfidato il proprio guanto; questi era obbligato a raccoglierlo e accettare il duello se non voleva perdere l’onore.
5) la regina Anna di Danimarca allora diciottenne
6) la moglie del conte Elizabeth Stewart che morirà qualche mese più tardi il 18 novembre 1591
7) down in minuscolo è inteso come sotto ma potrebbe trattarsi del riferimento più specifico a Doune Castle il possedimento del Re custodito dai conti di Moray

LA VERSIONE DI JAMES CARPENTER

Nel 1931 il collezionista americano James Carpenter ha raccolto dalla signora Watson Gray di Fochabers una versione più estesa della ballata che aggiunge dei dettagli sulle circostanze della morte del bel Conte, proditoriamente ucciso nel suo letto.
Nelle prime quattro strofe viene enunciata la morte del conte mentre giaceva addormentato nel suo letto per mano del rivale; le successive rimangono invariate rispetto alla versione di Child.


I
He’s ben an’ ben,
An ben tae his bed,
An wie a shairp rapier,
He stabbit him dead.
II
The ladye(8) cam’ doon the stairs
Wringin’ her hands,
He’s slain the Earl o Moray
The floor o’ Scotland.
III
But Huntly lap(s) on his horse
Rade tae the king;
“Ye’re welcome hame, Huntly
An’ Whare hae ye been?
IV
“Whare hae ye been,
An’ hoo hae ye sped?
“I’ve killed the Earl o’ moray,
Dead in his bed.”
V
“Noo wae be to ye, Huntly,
An wharefore did ye sae,
I bade ye bring him wie ye
But forbade ye him tae slay.”
VI
He was a braw gallant,
An’ he rade at the ring,
An the bonnie Earl o’ moray,
He micht hae been a king.”
VII
He was a braw gallant,
An he played at the glove,
An’ the bonnie Earl o’ moray
He was the Queen’s love.
VIII
He was a braw gallant,
He played at the ba,’
O the bonnie Earl o’ Moray
Was the floor o’ them a’.
IX
O lang will his ladye,
Look owre the castle doone (7),
Ere she see the Earl o’ Moray
Come soundin’ through the toon.

I
E’ stato come è stato,
mentre era a letto
è stata una lama affilata
che lo ha pugnalato a morte.
II
La signora scese dalle scale
Torcendosi le mani
“Ha ucciso il Conte Moray,
il fiore della Scozia”
III
E Huntly montò a cavallo
per correre dal Re
“Siate il benvenuto Huntly,
e dove siete stato?”
IV
“Dov’eravate?
e chi vi ci ha mandato?”
“Ho ucciso il Conte Moray
morto nel suo letto”.
V
“Vergogna a te, Huntly!
perché hai fatto questo?
T’avevo detto d’arrestarlo,
Ma non d’ammazzarlo!”
VI
Era un gentiluomo valente,
E cavalcava ai tornei;
E il bel Conte Moray
Poteva certo essere un re!
VII
Era un gentiluomo valente,
Si batteva nei duelli;
E il bel Conte Moray
Era l’amante della Regina!
VIII
Era un gentiluomo valente
E giocava alla palla;
E il bel Conte Moray
Era un fiore fra tutti.
IX
Oh, la sua signora a lungo
Scruterà dal castello di Doune,
Mai più vedrà il Conte Moray
Entrare in città fra le grida!

NOTE
8) potrebbe trattarsi sia della moglie ma anche della madre Margaret Campbell che lo ospitava nel suo castello di Donibristle

continua

FONTI
http://www.readbookonline.net/readOnLine/43749/
http://www.electricscotland.com/history/nation/moray.htm
http://www.hrionline.ac.uk/carpenter/ginit_id.jsp?id=p04413.0
http://iainthepict.blogspot.it/2011/02/james-stewart-2nd-earl-of-moray.html
http://en.wikipedia.org/wiki/James_Stewart,_2nd_Earl_of_Moray
http://thesession.org/tunes/2550