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RAMBLING SAILOR OR TRIM RIGGED DOXY?

Il galante soldato (o marinaio) che gira per mari e monti alla ricerca di fanciulle da corteggiare è un topico delle ballate del 700-800, questa in particolare ampiamente diffusa nei broadsides.
Durante il folk revival e la contestazione giovanile degli anni 60-70 questa tipologia di canti popolari era molto diffusa nei folk-club, ma in origine  il canto doveva trattarsi di una parodia ovvero erano le vanterie di un borioso sergente reclutatore convinto di essere un grande seduttore! (vedi prima parte)

La versione marinaresca della ballata prende una piega un po’ più esplicita e sboccata. Il testo si differenzia su due filoni principali uno più simile alla versione “rambling soldier” l’altro con il titolo di “Trim Rigged Doxy”

TRIM RIGGED DOXY

Si tratta di una forebitter song ammiccante e in chiave umoristica, la versione divulgata da Martin Carthy alla fine degli anni 60 racconta più nel dettaglio l’incontro amoroso tra l’ardito e bollente marinaio e una “trim-rigged doxy”; ma il finale non è per niente lieto: marinaio derubato e lasciato con il “bompresso” (per dirla come il marinaio) in fiamme!!

ASCOLTA Martin Carthy & Dave Swarbrick 1966


I
Oh, I am a sailor brisk and bold,
Long time I’ve sailed the ocean.
Oh, I’ve fought for king and the country too,
For honour and promotion.
So now, my brother shipmates, I bid you all adieu,
No more will I go to sea with you;
But I’ll ramble the country through and through
And I’ll be a rambling sailor.
II
Oh, it’s off to a village then I went
Where I saw lassies plenty;
Oh, I boldly stepped up to one of them
To court her for her beauty.
Oh, her cheeks, they were like the rubies red;
She’d a feathered bonnet a-covering her head.
Oh, I put the hard word on her(1) but she said she was a maid,
The saucy little trim-rigged doxy (2).
III
“Oh, I can’t and I won’t go along with you (3),
You saucy rambling sailor.
Oh, my parents, they would never agree
For I’m promised to a tailor.”
But I was hot shot eager to rifle her charms.
“A guinea,” says I, “for a roll in your arms.”
The deal was done and upstairs we went,
Myself and the trim-rigged doxy.
IV
Oh, it was haul on the bowline (4), let your stays’ls fall (5),
We was yardarm to yardarm (6) bumpin’.
My shot locker empty, asleep I fell
And then she fell into robbin’;
Oh, she robbed all my pockets of everything I had,
She even stole my new boots from underneath the bed,
And she even stole my gold watch from underneath my head,
The saucy little trim-rigged doxy.
V
And it’s when I awoke in the morning bright,
Oh, I started to roar like thunder.
My gold watch and my money too
She bore away for plunder.
But it wasn’t for my watch nor my money too,
For them I don’t value but I tell you true,
I think her little fire-bucket burned my bobstay(7), through
That saucy little trim-rigged doxy.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Sono un marinaio vispo e ardito
a lungo ho navigato per mare,
ho combattuto per il re e anche per il paese
per l’onore e la carriera.
Così adesso, miei fratelli di mare, dico a tutti addio,
non andrò più per mare con voi:
ma viaggerò per il paese
in lungo e in largo
e sarò un marinaio vagabondo
II
Oh così andai in un villaggio
dove vidi ragazze a volontà;
mi avvicinai con coraggio a una di loro,
a corteggiarla per la sua beltà.
Oh le sue guance erano come rossi rubini,
portava un cappellino con la piuma per ricoprirle il capo.
Oh cercai di sedurla (1) ma lei disse di essere una fanciulla
-la donnina navigata con un bell’armamentario! (2)
III
“Oh non posso e non voglio essere d’accordo (3) con te
tu impertinente marinaio vagabondo.
Oh i miei genitori non acconsentiranno mai
perché io sono promessa a un sarto
Ma io ero un pezzo grosso desideroso di darci dentro
Una ghinea – dissi – per un giro tra le tue braccia
L’accordo fu preso e di sopra andammo,
me stesso e la donnina ben equipaggiata
IV
E fu un alare la bolina (4), e un issare fiocchi e controfiocchi (5),
sbattemmo pennone contro pennone (6)
e diedi fuoco alle polveri, poi caddi addormentato e allora lei mi derubò:
oh mi ripulì le tasche
di ogni avere
rubò persino i miei nuovi stivali da sotto il letto,
e rubò anche il mio orologio d’oro da sotto il cuscino,
la donnina navigata ben equipaggiata
V
E quando mi svegliai alla luce
del sole
oh iniziai a gridare forte come il tuono
il mio orologio d’oro e anche i miei soldi
mi ha derubato
Ma non era per l’orologio e neanche per i soldi
che a loro non do peso, ma a dire il vero
temo mi abbia attaccato lo scolo (7)
quella donnina navigata ben equipaggiata!

NOTE
1) tipica espressione australiana “Chiedere un favore, fare una proposta (indecente)”
2) per il significato di doxy vedi mudcat , nella traduzione ho voluto mantenere un termine “nautico”
3) la ragazza prima si professa fanciulla (maid nel senso di vergine) dichiarando di non voler concludere nessun affare con il marinaio, mentre in realtà cerca di alzare il prezzo della sua prestazione
4) Alare è un termine nautico che si dice per tirare con forza una cima (per i terricoli un cavo) orizzontalmente o verticalmente “alare la bolina”   è quando si tira verso prora il lato verticale sopra vento delle vele quadre, in modo che prendano il vento il meglio possibile, così l’andatura di bolina, nella navigazione a vela, è la rotta di una nave che naviga stringendo al massimo possibile il vento.
5) Staysail sono un tipo di velatura di forma triangolare che si usano per sfruttare al meglio il vento ovvero i fiocchi e controfiocchi; equivalente all’espressione italiana coi fiocchi e controfiocchi, eccellente, di gran soddisfazione, ma anche nel senso di fatto alla perfezione, completo di ogni cosa.
6) yardarm to yardarm letteralmente “pennone contro pennone” significa gomito a gomito, nel senso di molto vicini, nel contesto potrebbe evocare un arrembaggio.
7) ho tradotto in modo più libero la frase che letteralmente dice “il suo piccolo braciere (secchio per il fuoco) bruciò tutto il mio bompresso”. bobstay qui ha il significato di bowsprit anche se tecnicamente è uno strallo. Un’altra malattia venerea diffusa e ben più letale era al tempo la sifilide, ed è più probabile che proprio quella si sia beccato il nostro audace marinaio!

continua terza parte

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/ramblingsailor.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=108324
https://afolksongaweek.wordpress.com/2012/03/24/week-31-the-rambling-sailor/
https://www.8notes.com/scores/6023.asp?ftype=gif
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=61414
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=44919
https://thesession.org/tunes/12050
https://thesession.org/tunes/2696

LOWLAND LOW (The Island Lass) SEA SHANTY

“Lowland Low” consciuto anche come “The Island Lass” è un halyard chantey cioè un canto marinaresco ai tempi dei grandi velieri utilizzato nei lavori per alare, orientare o serrare le vele; il canto è documentato solo da Stan Hugill nel suo “Shanties from the Seven Seas” in cui scrive di averlo imparato da uno chanteyman (o shantyman) detto Tobago Smith

ASCOLTA Ian Campbell & Dave Swarbrick in Farewell Nancy 1964

ASCOLTA Bryan Ferry & Antony Hegarty “Lowlands Low” in Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006


Our packet is The island lass,
Low lands lowlands lowlands low(1).
There’s a laddie(2) howlin’ at the main topmast,
Low lands lowlands lowlands low.
The old man hails from Barbados(3).
He’s got the name of Hammer Toes(4).
He gives is us bread as hard as brass.
Our junk’s as salt as Balaam(5)’s ass(6).
The monkey(7)’s rigged in a soldier’s clothes.
Now, where he got ’em from, no one knows.
We’ll haul ’em high and let ’em dry.
We’ll trice ’em up into the sky.
It’s up aloft that yard(8) must go.
Up aloft from down below.
Lowlands, me boys, and up she goes.
Get changed, me boys, to your shore-going clothes.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Il nostro postale è la Island Lass
Terre basse, terre basse(1), basse
c’è un ragazzo che ala all’albero di gabbia
Terre basse, terre basse, basse
Il capitano fa vela per le Barbados(3)
si chiama Hammer Toes(4)
ci da del pane duro come l’ottone
la nostra carne secca è salata come l’asino(6) di Balaam(5).
La scimmia(7) è travestita con gli abiti da soldato
dove li abbia presi non si sa!
Le issiamo in alto e le facciamo distendere,in un attimo saranno su nel cielo.
E’ su in alto che il pennone (8) deve andare, su in altro da giù in basso
terre basse ragazzi, e a posto lei va
andatevi a cambiare ragazzi, con i vestiti da libera uscita

NOTE
1) oppure nigger
2) nel Settecento-Ottocento con questo termine generico si indicavano le colonie olandesi, e più in generale molte terre e isole nelle Indie Occidentali, in questo caso le Antille
3) isoletta delle Piccole Antille, chiamata la “Piccola Inghilterra” dei Caraibi
4) letteralmente è “dita a martello“, è una patologia che colpisce il piede e a volte anche la mano. Si manifesta attraverso una deformità delle dita del piede che assume un aspetto curvo simile ad un martello o la forma di artiglio
5) profeta biblico famoso l’episodio che lo vede con la sua asina; in altre versioni il verso diventa “Our junk’s as salt as a Portland lass
6) ass (come dicono gli Americani/Canadesi) = asino o arse (come dicono gli Inglesi)= culo?
7) ovviamente si riferisce al capitano, brutto come una scimmia. Era prerogativa dello shantyman mettere in burla i difetti del capitano e degli altri ufficiali, lamentarsi per il pessimo vitto e tirare su il morale dell’equipaggio con qualche battuta
8) yard= pennone; è l’asta orizzontale messa in croce con l’albero che regge le vele e prende il nome dalla relativa vela, alzando il pennone si distende la relativa vela
FONTI
https://ismaels.wordpress.com/2009/05/12/rogue%E2%80%99s-gallery-the-art-of-the-siren-28/
http://www.exmouthshantymen.com/songbook.php?id=124
http://thejovialcrew.com/?page_id=434

GLASGERION (JACK ORION)

Ballata tradizionale inglese
Child Ballad #67
Musica: Andrew Lancaster Lloyd (1961)

Glasgerion, è il bardo gallese Keraint (Geraint the Blue Bard )-qualificato dall’aggettivo glas ossia Azzurro (erano infatti i Bardi -perlomeno quelli in cima alla gerarchia (ossia di nobili natali) – a vestirsi d’azzurro -come carattere distintivo del loro status sociale) “Keraint il Bardo Azzurro” è citato nei Mabinogion: Keraint figlio di Owain, Principe di Glamorgan visse probabilmente nell’VIII- IX secolo e 500 anni dopo Chaucher lo colloca nel suo “House of Fame” accanto ad Orfeo (o almeno così ritengono gli studiosi identificando il Glaskirion di Chaucer con il bardo gallese).

George Sheridan Knowles - Glasgerion 1892

NEL BLU TINTO DI BLU

Pare che i bardi vestissero tradizionalmente in blu o meglio un blu verde grigio ricavato dall’erba guada, un erba detta anche erba gialla per via del colore delle sue infiorescenze. Isatis tinctoria delle Brassicaceae (la famiglia dei cavoli per indenderci). Il colorante si trova nelle foglie le quali si raccolgono con frequenti tagli (4-5 all’anno) che per tradizione si concludevano con l’equinozio d’autunno (e nel Medioevo cristiano con il giorno di San Michele Arcangelo)
A parte i reperti tessili datati al V secolo a.C. anche Giulio Cesare e Plinio descrivono l’usanza dei celti di tingersi i corpi prima della battaglia con il guado. La pianta oltre che nel Nord europa fu coltivata anche in molte regioni italiane fino a quanto venne soppiantata dall’indaco indiano portato da Marco Polo dai suoi viaggi in Oriente, una pianta di maggior resa tintoria

La sua coltivazione è stata oggi ripresa e valorizzata sia in Francia che in Italia con ottimi risultati.

Glasten o glas ma un tempo woad ossia “erba selvatica” detta glastum da Plinio, indica una colorazione azzurro-verde; a causa delle caratteristiche chimiche della sostanza la colorazione della stoffa passa per due fasi di lavorazione: per dirla in modo semplice il bagno a caldo della stoffa (o lana) viene svolto tenendo coperto il recipiente dell’ammollo perchè non deve esserci contatto con l’aria, mentre nella fase successiva del lavaggio il coperchio viene levato; a contatto con l’ossigeno l’iniziale colorazione gialla della tinta vira velocemente al verde e diventa blu con un’intensità variabile in funzione della concentrazione della tintura madre.

Nel corso dell’800 gli storici notarono che nell’Atene di Omero e nella Roma imperiale il blu era un colore senza prestigio, spesso confuso con il verde ed il grigio, e che nella letteratura greca e romana non compare un aggettivo che qualifichi in modo preciso questo colore. Perché il blu diventasse un colore significativo, capace di trasmette idee e suscitare emozioni, furono necessarie nell'Europa cristiana almeno due cose: che le materie di base per la pittura e la tintura delle stoffe non fossero più un bene raro e difficile da distillare come nell'antichità; e che nuove abitudini si sedimentassero nell'inconscio collettivo trasformando la sensibilità ed il gusto degli individui.
 Lo storico francese Michel Pastoureau ha datato al 1100 il punto di svolta riguardo al colore blu. Grazie allo sviluppo del commercio e dei mezzi di produzione materiale nacque una nuova sensibilità religiosa e culturale, ed il colore blu si impose sulla scena europea per rimanerci fino ai giorni nostri.
 Il primo segnale che qualcosa stava cambiando lo diede, in pittura, il mantello della Vergine: precedentemente era stato quasi sempre dipinto di bruno, violetto o bianco in segno di lutto ed  afflizione. Poi, improvvisamente, diventò ovunque di un bel blu chiaro e luminoso, trasformandosi in un simbolo di purezza e misericordia. Vestirsi di blu ormai non era più una stravaganza. Ma nessun libro - scrive Pastoureau- nessuna opera d'arte e nessun avvenimento esercitò tale influenza sulla moda quanto il libro di Goethe “I dolori del giovane Werter”, pubblicato nel 1774. Per almeno 10 anni il capo più richiesto dai giovani di tutta Europa fu proprio “l’abito alla Werter” e cioè la marsina blu che l’eroe indossava quando conobbe Carlotta. Lo stesso Goethe vestiva spesso di blu, e nella sua Teoria dei Colori definì l'associazione del blu e del giallo come l'armonia cromatica assoluta. Ma non fu il solo: al pari del grande scrittore tedesco tutto il movimento romantico portò un culto assoluto al colore blu. Per i romantici il blu costellava la poesia, il sogno, la melanconia, il languore assetato di assoluto.  (tratto da qui)

LA BALLATA

La ballata in Reliques of Ancient English Poetry di Sir Thomas Percy risale sicuramente al medioevo e il nostro Bardo è coinvolto in una vicenda tragicomica: vezzeggiato ospite alla mensa del Re, riesce a sedurre con il suo canto la bella Principessa la quale lo invita a recarsi nella sua camera nel cuore della notte.
Il servitore del Bardo approfitta dell’occasione e gioca d’anticipo entrando per primo nella camera della principessa,  la prende così per terra, senza tante buone maniere. Poi torna negli alloggi del Bardo e lo sveglia per esortarlo ad andare all’appuntamento fissato. Nel vederlo ritornare la Principessa sulle prime si mostra sorpresa e poi scopre di essere stata violata dal servitore del Bardo e preferisce uccidesi. Glasgerion va dal  paggio e lo uccide e poi volge la lama su di sè. Una storia come piaceva a quei tempi con tanto spargimento di sangue e uccisioni di giovani vite e rigide regole di comportamento sociale da far rispettare.

Nelle versioni inglesi più tarde, Glasgerion diventa Jack Orion ovvero Jack O’Rian.  Ed è proprio la versione tardo settecentesca della ballata ad essere stata rimaneggiata e messa in musica da Andrew Lancaster Lloyd (1961)
È la versione interpretata e fatta conoscere da Bert Jansch nel 1966, nell’album omonimo. Probabilmente di origine tardosettecentesca, si tratta di una versione un po’ edulcorata nel linguaggio ma comunque che non si allontana da quella più antica tramandata dal Folio Percy. La storia di questa versione è comunque controversa e riflette interventi arbitrari moderni che non sono stati infrequenti nel Folk revival degli anni ’60. Fu infatti nel 1961 che, basandosi su una autentica versione stampata prima che la ballata scomparisse del tutto dalla tradizione orale, che lo studioso e folklorista Albert Lancaster Lloyd (1908-1982) compose una versione “modernizzata” e una melodia adatta (della versione più antica e anche di quelle più tarde non si è mai conosciuta la musica). Lloyd, che era anche cantante in proprio, la incise nel 1966 nell’album First Person con Dave Swarbrick (“Swarb”) al fiddle: fu questa versione che fu poi ripresa da Bert Jansch e dai Pentangle. Nel 1968 era stata interpretata anche da Martin Carthy, ancora con Dave Swarbrick al fiddle, nell’album But Two Came By. In una nota nel libretto dell’album, Martin Carthy osserva interessantemente: ‘The song in its traditional form was, according to evidence at our [his and A. L. Lloyd’s] disposal, not very widespread, which serves to highlight one of the curious features of the folk revival, that is, the many songs which were not at all common in tradition are very commonly sung in the revival and vice versa.’ Nel 1970, infine, la sua versione più famosa e nella quale viene generalmente ricordata: quella dei Pentangle in Cruel Sister, interpretata a tre voci da Bert Jansch, John Renbourn e Jacqui McShee. (tratto da qui)

ASCOLTA Dave Swarbrick · A.L. Lloyd in English & Scottish Folk Ballads 2006

ASCOLTA Pentangle Jack Orion in Cruel Sister, 1967. In una versione a tre voci Bert Jansch (il narratore), John Renbourn i(il bardo e lo scudiero), Jacqui McShee (la principessa)

ASCOLTA Trees – Glasgerion 1970

ASCOLTA Fairport Convention – Jack O’Rion 1978

ASCOLTA Laura Cortese

ASCOLTA  Galley Beggar in Silence & Tears 2015

Jack Orion was as good a fiddler(1)
As ever fiddled on a string
He could make young women mad
To the tune his fiddle would singHe could fiddle the fish out of salt water
Or water from a marble stone
Or milk from out of a maiden’s breast
Though baby she’d got none

He’s taken his fiddle into his hand
He’s fiddled and he’s sung
And oft he’s fiddled unto the King
Who never thought it long

And he sat fiddling in the castle hall
He’s played them all so sound asleep
All but for the young princess
And for love she stayed awake

And first he played at a slow grave tune
And then a gay one flew
And many’s the sigh and loving word
That passed between the two

Come to my bower, sweet Jack Orion
When all men are at rest
As I am a lady true to my word
Thou shalt be a welcome guest

He’s lapped his fiddle in a cloth of green
A glad man, Lord, was he
Then he’s run off to his own house
Says, Tom come hither unto me

When day has dawned and the cocks have crown
And flapped their wings so wide
I am bidden to that lady’s door
To stretch out by her side

Lie down in your bed, dear master
And sleep as long as you may
I’ll keep good watch and awaken you
Three hours before ‘tis day

But the rose up that worthless lad
His master’s clothes did don
A collar he’s cast about his neck
He seemed the gentleman

Well he didn’t take that lady gay
To bolster nor to bed
But down upon the bower floor
He quickly had her laid

And he neither kissed her when he came
Nor when from her he did go
And in and out of her window
The moon like a coal did glow

Ragged are your stockings love
Stubbly is your cheek and chin
And tangled is that yellow hair
That I saw yestereen

The stockings belong to my boy Tom
They’re the first come to my hand
The wind has tangled my yellow hair
As I rode o’er the land

Tom took his fiddle into his hand
So saucy there he sang
Then he’s off back to his master’s house
As fast as he could run

Wake up, wake up my good master
I fear ‘tis almost dawn
Wake up, wake up the cock has crowed
‘Tis time that you were gone

Then quickly rose up Jack Orion
Put on his cloak and shoon
And cast a collar about his neck
He was a lord’s true son

And when he came to the lady’s bower
He lightly rattled the pin
The lady was true to her word
She rose and let him in

Oh whether have you left with me
Your bracelet or your glove?
Or are you returned back again
To know more of my love?

Jack Orion swore a bloody oath
By oak and ash and bitter thorn(2)
Saying, lady I never was in your house
Since the day that I was born

Oh then it was your young footpage
That has so cruelly beguiled me
And woe that the blood of the ruffian lad
Should spring in my body

Then she pulled forth a little sharp knife
That hung down at her knee

O’er her white feet the red blood ran
Or ever a hand could stay
And dead she lay on her bower floor
At the dawning of the day

Jack Orion ran to his own house
Saying, Tom my boy come here to me
Come hither now and I’ll pay your fee
And well paid you shall be

If I had killed a man tonight
Tom I would tell it thee
But if I have taken no life tonight
Tom thou hast taken three

Then he pulled out his bright brown sword
And dried it on his sleeve
And he smote off that vile lad’s head
And asked for no man’s leave

He set the sword’s point to his breast
The pommel to a stone
Through the falseness of that lying lad
These three lives were all gone.

Traduzione italiano Riccardo Venturi (da qui)
Jack Orion era il miglior violinista(1)
Che mai avesse suonato su corda,
Faceva impazzire le giovani donne
Quando suonava una melodia sul suo violinoAvrebbe fatto uscire i pesci dall’acqua salata
O acqua da una lastra di marmo,
O latte dal petto di una vergine
Sebbene mai avesse avuto figliPrese il suo violino in mano
E si mise a suonare e a cantare;
E spesso suonava al cospetto del Re
Che mai se ne aveva a annoiare.

E continò a suonare nella sala del castello
Finché, suonando, non li fece addormentar tutti;
E tutto questo a causa della giovane principessa
Che per amore se ne stava sveglia.

E prima suonò una melodia solenne e lenta
E poi ne fece sgorgare una allegra;
E molti furono i sospiri e le parole d’amore
Che scorsero fra quei due.

Vieni in camera mi, dolce Jack Orion,
Quando tutti saranno a riposare;
Sono una donna fedele alla mia parola,
Sarai un ospite ben gradito.

Ripose il violino in una tela verde
E, com’è vero Iddio, era un uomo felice;
Poi corse via a casa sua
E disse, Tom, vieni qui da me

All’alba, quando i galli avranno cantato
E ben sbattuto le loro ali,
Sono stato invitato a entrare da quella dama
Per distendermi al suo fianco.

Giaci pure nel tuo letto, caro padrone,
E dormi quanto più puoi;
Farò buona guardia e ti sveglierò
Tre ore prima che faccia giorno.

Invece si alzò, quell’indegno ragazzo,
E indossò i vestiti del suo padrone;
Si mise pure un colletto al collo,
Sembrava proprio un gentiluomo.

Beh, non prese quella bella signora
Sul capezzale e neanche sul letto,
La rovesciò giù sul pavimento
E rapidamente la montò.

Non le diede un bacio né all’arrivo
E neppure quando andò via;
Splendeva la luna come brace
Guizzando dentro e fuori dalla finestra.

Le tue calze sono stracciate, amore,
Hai le guance ispide di barba,
Pieni di nodi sono i tuoi capelli biondi
Che ho visto solo ieri sera.

Le calze sono del mio paggio Tom,
Sono le prime che mi son capitate in mano,
I capelli me li ha annodati il vento
Mentre cavalcavo per la campagna.

Tom prese il violino in mano
E cantò in modo insolente,
Poi tornò alla casa del suo padrone
Il più veloce che poté.

Svegliati, svegliati, mio buon padrone,
Temo che sia quasi l’alba,
Svegliati, svegliati, il gallo ha cantato,
È ora che tu vada.

Allora si alzò veloce Jack Orion,
Si infilò il mantello e le scarpe,
E si mise un colletto al collo,
Era davvero figlio di un signore.

E quando giunse alla camera della signora
Toccò leggermente il battente;
La signora fu fedele alla sua parola,
Si alzò e lo fece entrare.

Oh, lai lasciato qui da me
Il tuo braccialetto o un guanto?
Oppure sei tornato
Per fare ancora l’amore con me?

Jack Orion tirò una bestemmia sanguinosa
Sulla quercia, le ceneri e le amare spine(2):
Disse, Signora, non sono mai stato in casa tua
Dal giorno che sono nato.

Oh, allora è stato il tuo paggetto
Che mi ha ingannata così crudelmente,
Che sventura che il sangue di quel furfante
Scorra dentro al mio corpo.

Allora sguainò un pugnaletto acuminato
Che teneva appeso al ginocchio.

Sui suoi candidi piedi scorse il sangue
Prima che mano la potesse fermare;
E morta giacque sul pavimento della camera
Mentre spuntava il giorno.

Jack Orion corse a casa,
Disse, Tom, ragazzo mio, vieni qua da me.
Vieni qua che ti devo pagare,
E ben pagato tu sarai.

Se io avessi ucciso un uomo stanotte
Tom, io te lo avrei detto;
Ma tu non hai preso una sola vita, stanotte,
Tom, tu stanotte ne hai prese tre.

E allora sguainò la sua spada brunita e lucente
E se la asciugò sulla manica;
Poi troncò la testa a quel ragazzo dappoco
E non chiese il permesso a nessuno.

Si appoggiò la punta della spada al petto
E l’impugnatura a una pietra;
Per la falsità di quel ragazzo bugiardo
Quelle tre vite se n’eran tutte andate.

NOTE
1) lo strumento in origine era l’arpa bardica
così recita la versione del foglio Percy
Glasgerion was a kings owne sonne,
And a harper he was good,
He harped in the kings chamber
Where cappe and candle yoode,
And soe did hee in the Queens chamber
Till ladies waxed wood.
[traduzione italiano tratta da qui]
Glasgerion era l’unico figlio d’un re,
Era un buon suonatore d’arpa;
Suonava l’arpa alla corte del re
Dove passavan calici e candelabri,
E così fece nelle stanze della regina
Facendo impazzire le dame.
2) Cioè sulla quercia con la quale era stata fabbricata la croce di Gesù, sulle sue ceneri e sulle spine della corona.  Per i puritani standard inglesi, anche moderni, si tratta di una bestemmia veramente sanguinosa (Riccardo Venturi)

Il racconto tragico diventa una storiella comica nella versione intitolata Do Me Ama, una fo’c’sle song  dalle origini settecentesche. continua 

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/arpa-celtica.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=48292&lang=it
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=48292&lang=it#agg229803
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/jackorion.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_67
http://mysongbook.de/msb/songs/j/jackorio.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=32313
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18386

http://www.dyeinghousegallery.com/tingere-lindaco-ecco-si-fa/
http://www.oikos-group.it/contenuti/colore/colore-e-societa/storia-archivio

SPANISH LADY OR DUBLIN CITY

Adrien Henri Tanoux (1865-1923) Spanish Lady
Adrien Henri Tanoux (1865-1923) Spanish Lady

“Spanish lady” è il titolo di una canzone popolare diffusa in Irlanda, Inghilterra, e Scozia riconducibile sicuramente al 1700.
Il titolo “La Dama Spagnuola” è da non confondere con “Spanish Ladies” al plurale, ovvero “Farewell and Adieu to You“.

Come sempre per le canzoni così popolari e antiche le versioni sono tantissime ma la melodia resta sostanzialmente la stessa:
ASCOLTA Dave Swarbrick con Martin Carthy & Diz Disley (in “Rags, Reels & Airs” 1967) in uno stupefacente arrangiamento in cui il violino sembra che parli e rida

PRIMA VERSIONE: DUBLIN CITY

La canzone è estremamente popolare a Dublino e per il suo tono scanzonato e allegro è una tipica canzone da pub anche se non si parla affatto di alcool!

LA TRAMA
Un irlandese, ormai vecchio, ricorda le poche occasioni che ebbe in gioventù di vedere una donna spagnola; così sensazionale fu l’incontro fortuito con la bella, che poche immagini di lei sbirciate da una finestra o dalle sbarre di una cancellata (lei che si lava i piedi, si pettina i capelli, che va a caccia di farfalle), furono così conturbanti da farlo ardere dalla passione; possiamo comprendere il suo turbamento se teniamo conto che, nell’immaginario maschile del tempo, la donna spagnola incarnava l’ideale di donna dalla bellezza esotica e passionale.

Una versione “standard” è quella dei Dubliners che la diffusero negli anni 60.

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA The Kilkennys (live)

ASCOLTA Gaelic Storm (strofe I, II, IV, V)

I tre momenti in cui il protagonista incontra la misteriosa donna spagnola corrispondono a tre fasi dell’età maschile ovvero a tre momenti del giorno: l’inizio del nuovo giorno, il mattino e il tramonto.

Chorus 
Whack for the toora loora laddy
Whack for the toora loora lay
I
As I went down through Dublin City
At the hour of twelve at night
Who should I see but the Spanish lady
Washing her feet by candlelight
First she washed them, then she dried them, over a fire of amber coal
In all my life I ne’er did see
A maid so sweet about the soul
II
As I went back through Dublin City
At the hour of half past eight
Who should I spy but the Spanish lady
Brushing her hair outside the gate
First she brushed it, then she combed it
On her hand was a silver comb
In all my life I ne’er did see
A maid so fair since I did roam
III
I stopped to look but the Watchman (3) passed,
He said “Young fellah, now the night is late
Along with ye home or I will wrestle you
Straight back through the Bridewell gate(2)”
I threw a kiss to the Spanish lady
Hot as a fire of angry coal
In all my life I ne’er did see
A maid so sweet about the soul.
IV
As I came back through Dublin City
As the sun began to set
Who should I spy but the Spanish lady
Catching a moth in a golden net
When she saw me, then she fled me
Lifting her petticoat over her knee
In all my life I ne’er did see
A maid so shy as the Spanish Lady.
V
I’ve wandered north and I’ve wandered south through Stonybatter(4) and Patrick’s Close(5), up and around the Gloucester Diamond (6)and back by Napper Tandy’s house(7).
Old age has laid her hand on me
Cold as a fire of ashy coals
But where o where is the Spanish Lady,
Neat and sweet about the soul?
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
senza senso
I
Mentre me ne andavo per Dublino,
alle dodici di notte, chi vidi mai, se non la Dama Spagnola, che si lavava i piedi a lume di candela? Prima li lavò e poi li asciugò su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai più
una donzella così piacevole per lo spirito
II
Quando ritornai a Dublino
alle otto e mezzo (di mattino)
chi vidi mai, se non la Dama Spagnola,
che si spazzolava i capelli fuori dal cancello? Prima li spazzolava, poi li pettinava, tenendo nella mano un   pettine d’argento, in tutta la mia vita non vidi mai una donzella così bella
per quanto abbia mai viaggiato.
III
Mi fermai ad ammirarla ma il guardiano (3) passò e disse: “Giovanotto, adesso è tardi
andatevene a casa oppure lotterò con voi
subito dietro a Bridewell gate(2)”.
Ho lanciato un bacio alla signora spagnola, caldo come un fuoco di  carbone rovente, in tutta la mia vita non vidi mai più una donzella così piacevole per lo spirito.
IV
Mentre andai di nuovo a Dublino
quando il sole incominciava a tramontare, chi vidi mai, se non la Dama Spagnola, che catturava una falena in un retino d’oro?
Quando mi vide allora veloce scappò sollevando la veste fino al ginocchio, in tutta la mia vita non vidi mai più, una donzella così timida come la Dama Spagnola
V
Ho vagato per il Nord e per il Sud per Stonybatter(4) e Patrick’s Close(5)
su e in giro per Gloucester Diamond(6)
e indietro per la casa di Napper Tandy(7)
La vecchiaia mi ha raggiunto
fredda come il fuoco delle braci spente
ma dove, oh dov’è la Dama Spagnola
fresca e dolce per lo spirito?

ASCOLTA Triona and Maighread ni Domhnaill in Idir An Dá Sholas, 2000 Il testo è abbastanza simile a quello standard, ma la melodia ha una cadenza diversa da quella con cui siamo soliti associare il brano


I
As I was walking through Dublin City
About the hour of twelve at night
It was there I saw a fair pretty female
Washing her feet by candlelight
First she washed them, then she dried them
Over a fire of ambery coals
And in all my life I never did see
A maid so neat about the soles
Chorus(1):
She had twenty eighteen sixteen fourteen
Twelve ten eight six four two none
She had nineteen seventeen fifteen thirteen
Eleven nine seven five three and one
II
I stopped to look but the watchman passed
Says he, “Young fellow, now the night is late
And along with you home or I will wrestle you
Straight away to the Bridewell gate(2)
I got a look from the Spanish lady(3)
Hot as a fire of ambery coals
And in all my life I never did see
A maid so neat about the soles
III
As I walked back through Dublin City
As the dawn of day was o’er
Oh whom should I spy but the Spanish lady
When I was weary and footsore
She had a heart so filled with loving
And her love she longed to share
And in all my life I never did meet
A maid who had so much to spare
IV
I have wandered north and I’ve wandered south
By Stoneybatter(4) and Patrick’s Close(5)
And up and around by the Gloucester Diamond(6)
Back by Napper Tandy’s house(7)
Old age has laid her hand upon me
Cold as a fire of ashey coals
And gone is the lovely Spanish lady
Neat and sweet about the soles
V
‘Round and around goes the wheel of fortune
Where it rests now wearies me
Oh fair young maids are so deceiving
Sad experience teaches me
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Mentre me ne andavo per Dublino,
alle dodici di notte,
fu là che vidi una della fanciulla
che si lavava i piedi a lume di candela. Prima li lavò e poi li asciugò
su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai più
una donzella così piacevole per lo spirito
Coro (1)
Aveva 20, 18, 16, 14
12, 10, 8, 4, 2 niente
aveva 19, 17, 15, 13
11, 9, 7, 5, 3 e 1
II
Mi fermai ad ammirarla ma il guardiano (3) passò
e disse: “Giovanotto, adesso è tardi
andatevene a casa oppure lotterò con voi
subito dietro a Bridewell gate(2)”.
Ho lanciato uno sguardo alla Dama Spagnola,
caldo come un fuoco di  carbone rovente,
in tutta la mia vita non vidi mai più una donzella così piacevole per lo spirito
III
Mentre andai di nuovo a Dublino
quando il sole incominciava a tramontare,
chi vidi mai, se non la Dama Spagnola,
quando ero stanco e con il male ai piedi
lei aveva un cuore pieno d’amore
e il suo amore desiderava condividerlo,
in tutta la mia vita non incontrai mai più, una donzella che aveva così tanto da prestare.
IV
Ho vagabondato per il Nord e per il Sud
per Stonybatter(4) e Patrick’s Close(5)
su e in giro per Gloucester Diamond(6)
e indietro per la casa di Napper Tandy(7)
La vecchiaia mi ha raggiunto
fredda come il fuoco delle braci spente
ma dove, oh dov’è la Dama Spagnola
fresca e dolce per lo spirito?
V
Gira e rigira la ruota della fortuna,
dove si ferma ora sono stanco,
oh le belle donzelle sono così ingannevoli,
come l’amara esperienza m’insegna

NOTE
1) nel ritornello la donna conta i soldi che ha guadagnato o è uno sciocco conto alla rovescia
2) “The Richmond Pen” o “Richmond Gaol” era la prigione in cui venivano detenuti gli irlandesi ribelli a partire dal 1835 originariamente detta Remand Prison o Bridewell. Nel 1893 venne trasformata nella Wellington Barracks (poi rinominata Griffith e oggi sede del Griffith College)
3) La Dama Spagnola potrebbe essere anche una prostituta d’alto bordo mantenuta da un ricco amante che la faceva vivere in un bell’appartamento. La Signora evidentemente non era molto discreta.. così era sorvegliata da qualche non meglio precisato Watchman
4) Stonybatter (Bohernaglogh) è un quartiere di Dublino sulla riva Nord del fiume Lieffey
5) stradina nei pressi della cattedrale di San Patrizio
6) Gloucester Place e Gloucester Street erano il cuore del Monto, il quartiere a luci rosse di Dublino which comprised the area enclosed by Summerhill in the north, Talbot Street in the South, Marlborough Street to the west and Buckingham Street/Portland Row to the east(tratto da qui)
7) Napper Tandy fu un rivoluzionario irlandese del Settecento, uno dei fondatori dei “United Irishmen”, paladino del libero commercio e personaggio turbolento morto nel 1803 

SPANISH LADY: LA VERSIONE MALANDRINA

Una versione da “uomo di mondo” è quella in cui il nostro corteggiatore si spinge ben più in là della semplice sbirciatina!
Oltre alla notte galante il nostro “spaccone” deve anche difendersi in duello e così ammonisce i visitatori di Dublino: “Fate attenzione a non perdere la testa per le bellezze che si pettinano stando alla finestra.. potreste perdere la vita!”

ASCOLTA Christy Moore


I
As I went out by Dublin City at the hour of 12 at night
Who should I see but a Spanish lady washing her feet by candlelight
First she washed them then she dried them all by the fire of amber coal
In all my life I ne’er did see a maid so sweet about the soul
II
I asked her would she come out walking and went on till “the Grey cocks crew”
A coach I stopped then to instate her and we rode on till the sky was blue
Combes of amber in her hair were and her eyes knew every spell
In all my life I ne’re did see a woman I could love so well
III
But when I came to where I found her and set her down from the halted coach
Who was there with his arms folded but the fearful swordsman Tiger Roche (8)
Blades were out ‘twas thrust and cut, never a man gave me more fright
Till I lay him dead on the floor where she stood holding the candlelight
IV
So if you go to Dublin City at the hour of twelve at night
Beware of the girls who sit in their windows combing their hair in the candlelight
I met one and we went walking, I thought that she would be my wife
When I came to where I found her, if it wasn’t for my sword I’d have lost my life.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre me ne andavo per Dublino
a mezzanotte
chi vidi mai se non la Dama Spagnola, che si lavava i piedi a lume di candela? Prima li lavò e poi li asciugò su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai una donzella così amabile per lo spirito.
II
Le chiesi se voleva uscire per una passeggiata e andare fino al ” Grey cocks crew”
fermai una carrozza davanti a lei e noi girammo finchè il cielo divenne chiaro, pettini d’ambra nei capelli e i suoi occhi conoscevano ogni incantesimo,
in tutta la mia vita non vidi mai più una donna che ho amato tanto.
III
Ma quando ritornammo nel punto in cui la trovai e la feci scendere dalla carrozza,
chi c’era con le braccia conserte se non Tiger Roche (8), il terribile spadaccino?
Le spade sguainate pronte e affilate, mai un uomo mi ha fatto più paura,
finchè lo lasciai morto sul pavimento dove lei stava in attesa con un candeliere.
IV
Così se andate a Dublino a mezzanotte, attenzione alle fanciulle che siedono alla finestra pettinandosi i capelli a lume di candela, ne incontrai una mentre stavo passeggiando e pensai che sarebbe stata mia moglie quando ritornai al punto in cui l’ebbi trovata, se non fosse stato per la mia spada, avrei perso la vita!

NOTE
tiger-roche8) Il dublinese David “Tiger” Roche era un affascinante avventuriero vissuto nel Settecento. Figlio di un gentiluomo, ufficiale a sedici anni, eroe delle Indian Wars, degradato con ignominia per furto, ripetutamente processato per omicidio, cronicamente indebitato, cacciatore di dote… Il prototipo di Barry Lyndon per intenderci.

La canzone è così popolare che la Dama Spagnola cambia  indirizzo a seconda della città da cui proviene la canzone, abbiamo così versioni da Galway, ma anche a Belfast, Chester continua

FONTI
http://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/thespanishlady.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=44796 http://thesession.org/tunes/1117
http://www.christymoore.com/lyrics/spanish-lady/