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THE CRUEL BROTHER

Child ballad #11

201111161900ALTRI TITOLI: The Bride’s Testament, Ther waur three ladies, The Three Knights and Fine Flowers in the Valley, Brother’s Revenge, The Rose and the Lily.

Una ballata di stampo cavalleresco in cui il fratello uccide, apparentemente per un futile motivo, la sorella che si è appena sposata. La ballata inizia sempre con un corteggiamento: un cavaliere o tre cavalieri venuti da lontano chiedono la mano alle figlie (o alla figlia) del re. La più giovane acconsente al matrimonio, ma solo dopo che il cavaliere avrà ottenuto il permesso da tutta la famiglia di lei; tuttavia al fratello non viene richiesto il consenso delle nozze (senza chiarire per quale motivo, fosse anche una fatale dimenticanza) e tanto basta per scatenarne l’ira.
Sembra la storia di Barbablù (vedi) alla rovescia in cui il predatore non è il cavaliere venuto da lontano, ma il fratello della vittima, così alcuni autori vedono nell’uccisione un gesto di gelosia frutto di un legame incestuoso fratello-sorella.
Altri studiosi vedono nella ballata le vestigia di una antica società matriarcale in cui la linea di sangue e l’eredità famigliare (non ultima la successione al trono) passavano attraverso le figlie: è interessante notare ad esempio che il diritto di maggiorasco (cioè il diritto del figlio primogenito ad ereditare tutto il patrimonio famigliare) in alcune zone dell’Europa centrale era riservato al “minorasco” cioè al figlio minore. Eppure della ballata non si riesce ad avere interpretazione né archetipe, né tantomeno rituali. In genere le ballate di questo tipo trovano riscontro nella tradizione scandinava così “Dr. Prior remarks that the offence given by not asking a brother’s assent to his sister’s marriage was in ballad: times regarded as unpardonable. Other cases which show the importance of this preliminary, and the some times fatal consequences of omitting it, are: ‘Hr. Peder og Mettelille,’ Grundtvig, No 78, II, 325, sts 4, 6; ‘Jomfruen i Skoven,’ Danske Viser, m, 99, st. 15; ‘Jomfru Ellensborg og Hr. Olof,’ ib., m, 316, st. 16; ‘Iver Lang og hans S0ster,’ ib., iv, 87, st. 116; ‘Herr Helmer Blaa,’ ib., iv, 251, st. 8; ‘Jomfru Giselmaar,’ ib., iv, 309, st. 13. See Prior’s Ancient Danish Ballads, m, 112, 232 f, 416.” (tratto da qui)

VERSIONE SCOZZESE

Child #11 Versione A

ASCOLTA The Batterfield Band in Open Moves 1995


There were three ladies played at ba’
Hey wi’ the rose and the linsey o(1)
But a knight came by, played o’er them a’(2)
Doon by the greenwood sidey o(3)
…(4)
This knight bowed low tae a’ the three
But tae the youngest he bent his knee
…(5)
O lady fair, gie me your hand
And I’ll mak ye lady o’er all my land
Sir knight ere you my favour win
Ye maun gain consent o’er all my kin
He gained consent fae her parents dear
And likewise fae her sisters fair
He’s gained consent o’er all her kin
He forgot tae speak tae her brother John.
When the wedding day was come
This knight would take his bonnie bride home
..(6)
Her mother led her through the close
And her brother John stood her on her horse
..(7)
He took a knife baith long and sharp
And he stabbed the bonnie bride tae her heart
…(8)
Lead me tae yon high high hill
And I’ll lie doon and I’ll mak my will
.. (9)
And what will you gie tae your brother John
The gallows tree for tae hang him on
And what will you gie to your brother John’s wife(10)
The wilderness tae end her life
..(11)
TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
C’eran tre dame che giocavano a palla
Hey, con la rosa e il bel giglio (1)
venne un cavaliere e le corteggiò tutte (2)
nel bosco più profondo (3)
(Versi stralciati) (4)
Il cavaliere s’inchinò davanti a tutte e tre, ma s’inginocchiò davanti alla minore” (Versi stralciati) (5)
“Bella signora, dammi la tua mano
e ti farò signora delle mie terre.”
“Signore, prima di avere la mia mano
Dovete aver l’assenso di tutta la mia famiglia.”
Ha avuto l’assenso dai suoi genitori cari,
L’ha avuto anche dalle belle sorelle.
Ha avuto l’assenso di ogni parente,
Ma s’è scordato di chiederlo a John, il di lei fratello.
Quando il giorno delle nozze fu giunto,
Il cavaliere voleva portarsi la sua bella sposa a casa. (Versi stralciati) (6)
La madre traversò con lei il giardino
E suo fratello John la fece montare a cavallo.
(Versi stralciati) (7)
Lui ha preso un coltello lungo e tagliente
E ha trafitto il cuore della bella sposa.
(Versi stralciati) (8)
“Portami piano su quella collina,
Mi stenderò giù e farò testamento.”
(Versi stralciati) (9)
“E che cosa lasci a tuo fratello John?”
“La forca, perché ci rimanga appeso.”
“E che cosa lasci alla moglie di tuo fratello?”
“Le oscure foreste, perché ci vada a morire.”
(Versi stralciati) (11)

NOTE
1) il refrain è lo stesso della ballata Cruel Mother (qui) ma non la melodia: linsey si traduce come lino; ma “linden” è anche il nome del tiglio. Un ulteriore significato del verso vede il temine lino come metafora per indicare i capelli biondi: “flaxen hair” o lint-white (in scozzese) è una sfumatura di giallo chiaro che tende al dorato, quindi il verso è come se descrivesse la fanciulla dal pallido incarnato e dai capelli biondi. Del resto la parola potrebbe essere la corruzione di lillie gay in quanto nella versione del Brown Manuscript il verso diventa” With a hey ho and a lillie gay
2) letteralmente= il migliore a giocare (o a suonare)
3) nella versione del Brown Manuscript il verso diventa: As the primrose spreads so sweetly [in italiano Quando la primula sboccia dolcemente.]
Il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti
4) i versi stralciati:
The eldest was baith tall and fair,
Bit the youngest was beyond compare.
The midmost had a graceful mien,
Bit the youngest look’d like beautie’s queen.
[In italiano: La maggiore era alta e bellissima, Ma la minore non aveva l’eguale. La mediana aveva un aspetto grazioso, Ma la minore pareva la regina delle belle.]
5) i versi stralciati:
The ladie turned her head aside,
The knicht he woo’d her to be his bride. The ladie blush’d a rosy red,
An’ sayd, Sir knicht, I’m too young to wed.
[in italiano: La donna voltò da una parte la testa, Il cavaliere voleva che fosse la sua sposa. La donna diventò d’un rosso rosato, E disse, “Signore, son troppo giovane per sposarmi”]
6) i versi stralciati:
An’ monie a lord an’ mony a knichte
Came to behold that ladie brichte.
An’ there was nae man that did her see,
Bit wishit himsell bridegroom to be.
Her father deir led her doun the stair,
An’ her sisters twain they kissit her there.
(in italiano: E molti signori, molti cavalieri, Vennero per vedere quella splendida dama. Non c’era uomo che la guardasse Che non dicesse, “Vorrei esser lo sposo.” Il suo caro padre scese con lei la scala, Le sue due sorelle le diedero un bacio)
7) i versi stralciati:
She lean’d her o’er the saddle-bow,
To gie him a kiss ere she did go.
[in italiano: Lei si sporse giù dalla sella montata Per dargli un bacio prima di partire.]
8) I versi stralciati:
She had noo ridden half thro’ the town,
Until her hart’s bluid stain’d her gown.
Ride saftly on, says the best young man,
For methinks our bonny bride looks pale and wan.
[in italiano: Non era che a mezza strada, in città, Che il sangue del cuore le macchiò la gonna. “Cavalca piano”, dice lo splendido giovane, “Credo che la mia sposa sia pallida e smorta.”]
9) nella versione estesa del testamento il dialogo diventa:
O what will ye leive to your father deir?
The siller-shod steed that brocht me here.
O what will ye leive to your mither deir?
My velvet pall an’ my silken geir.
O what will ye leive to your sister Anne?
My silken scarf an’ my gowden fan.
O what will ye leive to your sister Grace?
My bluidie cloathe to wash an’ dress
[“Che cosa lasci al tuo caro padre?” “Il cavallo ferrato d’argento che qui m’ha portato.” “E che cosa lasci alla tua cara madre?” “La mia veste di velluto e le robe di seta.” “E che cosa lasci a tua sorella Anne?” “La mia sciarpa di seta e il ventaglio d’oro.” “E che cosa lasci a tua sorella Grace?” “Le mie vesti insanguinate, le lavi e le indossi.”]
10) nella maledizione viene inclusa anche la moglie del fratello John
11) i versi finali:
This ladie fair in her grave was laid,
An’ mony a mass was o’er her said.
Bit it would hae made your hart richt sair
To see the bridegroom rive his hair.
[traduzione italiano: La bella dama fu deposta nella tomba E per lei furon dette tante e tante messe. Ma avrebbe proprio fatto male al cuore Veder lo sposo come si strappava i capelli]

Child #11 Versione C

ASCOLTA Archie Fisher in The Man with a Rhyme 1976

ASCOLTA Colleen Raney in Here this is Home 2013 (in una versione testuale sostanzialmente simile)


There were three sisters lived in a ha’(1)
Hech, hey, and the lily gay,
By cam a knicht and he woo’d them a’
And the rose is aye the redder aye(2).
And the first ane she was dressed in green.
“Would ye fancy me and be my queen?”
And the second ane she was dressed in yellow.
“Would ye fancy me and be my marrow(3)?”
And the first(4) ane she was dressed in red(5).
“Would ye fancy me and be my bride?”
“Ye may seek(6) me frae my faither dear,
And frae my mither wha’ did me bear.
Ye may seek me frae my sister Anne,
And dinna forget my brither John.”
And he socht her frae her faither, the king,
And he socht her frae her mither, the queen.
And he socht her frae her sister Anne,
But forgot tae speir(7) at her brither John.
And her mither dressed her in her gown,
And her sister tied the flounces ‘round.
Her faither mounted her on her horse,
And her brither led her doon the close(8).
And he’s ta’en a knife baith lang and sharp,

he’s pierced the bonnie bride through the heart.(9)
“Oh, lead me, lead me up yon hill,
And there I’ll sit and mak’ my will(10).”
“What will ye leave tae your faither dear?”
“The bonnie white steed that brocht me here.”
“What will ye leave tae your mither dear?”
“The bloody robes that I do wear.”
“What will ye leave tae your sister Anne?”
“The gowden ring frae off my hand.”
“What will ye leave tae your brither John?”
“The gallows tree for tae hang him on.”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
C’eran tre sorelle che vivevano in un castello (1)
Hey, ho, e il bel giglio,
venne un cavaliere e tutte le corteggiò
e la rosa è la più rossa.(2)
La maggiore era vestita
in verde
“Ti piacerebbe essere la mia
regina?”
E la seconda era vestita
in giallo
“Ti piacerebbe essere la mia compagna? (3)”
Ma la minore(4) era vestita
di rosso(5)
“Ti piacerebbe essere la mia sposa?”
“Devi chiederlo (6) al mio amato
padre
e a mia madre che mi generò,
devi chiederlo a mia sorella Anna
e non ti scordare mio fratello John”
Egli la domandò al padre,
il re,
la domandò alla madre,
la regina
e la chiese alla sorella Anna,
ma dimenticò di interrogare(7)
il fratello John.
La madre l’aiutò a indossare l’abito (da sposa)
e la sorella le sistemò bene
le balze
il padre la fece montare a cavallo
e il fratello traversò con lei
il giardino(8)
Lui ha preso un coltello lungo e tagliente
e ha trafitto il cuore della
bella sposa.(9)
“Portami piano su quella collina,
mi siederò e farò testamento.”(10)
“Che cosa lasci al tuo caro
padre?”
“Il bel cavallo bianco che qui m’ha portato.”
“E che cosa lasci alla tua cara
madre?”
“Le vesti insanguinate che indosso.”
“E che cosa lasci a tua sorella
Anne?”
“L’anello d’oro che ho tra le mani.”
“E che cosa lasci a tuo fratello
John?”
“La forca, per impiccarlo.”

NOTE
1) le fanciulle in altre versioni sono intente nel gioco della palla oppure stanno ballando, in effetti l’inglese “to play at ball” vuol dire entrambi le cose
2) The rose (primrose) it smells so sweetly
3) marrow= mate.
4) In questa versione il cavaliere chiede la mano a tutte e tre le sorelle così “the first” è certamente un refuso in quanto le sorelle sono tre e la richiesta di diventare la propria sposa viene rivolta anche alla terza presumibilmente le minore, la quale è l’unica ad acconsentire.
5) anticamente il rosso è il colore della sposa
6) il cavaliere chiede alla donna il suo parere in merito, ma il consenso al matrimonio passa attraverso la mediazione dei genitori, contrariamente alla consuetudini, risulta vincolante anche il consenso dei fratelli e delle sorelle della futura sposa.
7) inquire of
8) courtyard
9) sebbene la sposa sia stata pugnalata a morte dal proprio fratello in un primo momento cerca di nascondere l’accaduto e si allontana dalla propria famiglia, solo quando è allo stremo delle forze allora si lascia cadere a terra per fare testamento. La stilettata ricevuta furtivamente e rapidamente è simile al morso di un serpente ed è tutto sommato il cardine della ballata: la sposa riceve un colpo mortale subito dopo la sua festa di nozze mentre viene condotta nella sua nuova casa (bride bringing-home).
Il tema è centrale anche in una canzone popolare italiana “Rizzardo Bello” riportata in Volkslieder aus Venetien (Adolf Wolf 1864) numero 83
83. Rizzardo bello.
Rizzardo belo mena a casa sposa.
Per la stradela streta la menava,
II brazz’ il col’ e la boca le basava.
Il suo fratelo ha visto quest’onore,
Ciapa la spada e pungeli sul cuore.
“Sposeta mia, veni a pass’ a passo,
Davanti vado far la parechiada.
O mama mia! versime quà ste porte,
La sposa xe quà e mi son ferì a morte.
O mama mia ! versime i portoni.
La sposa e quà e mi son ferì dai tuoni.
Sposeta mia ! magnè quatro boconi,
Rizzardo belo è soto i spavegioni.”
“Non posso più bever e non magnar,
In leto corizzarlo voglio andar,
Non posso più magnar e più bevere,
In leto corizzato lo voglio vedere.
Sposeto mio! dormio o veglieo?
La morte sempiterna vu speteo?”
“Sposeta mia ! cavevi quel’ anelo,
Che vi dirano: La sposa verginela.
Sposeta mia ! cavevi quel anelo.
La morte mia è stà vostro fratelo.
Sposeta mia ! cavevi quei aneli
Che siè la moglier di du frateli.”
“Morir io voglio in mezzo a do corteli
Piutosto ch’esser moglier di do frateli.”
“Quale sarà quela, o cara sorela.
Che tien in casa vedova verginela?”
10) il lascito testamentario è tipico nelle ballate del genere la morte occultata

seconda parte: continua

FONTI http://mainlynorfolk.info/cyril.tawney/songs/thethreeknights.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33567 http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_11 http://www.contemplator.com/child/revenge.html http://mysongbook.de/msb/songs/c/cruelbro.html http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonChristmas/three_knights.htm http://www.middlebury.edu/academics/lib/libcollections/collections/special/flanders/node/107781 http://www.jstor.org/stable/534425?seq=1#page_scan_tab_contents

WEILA WAILE OR “THE IRISH CRUEL MOTHER”

Cruel Mother” è il titolo di una murder ballad, una oscura ballata probabilmente proveniente dalla tradizione norrena, che Child raccoglie al numero 20. Si presume sia di origine scozzese, ma è diffusa ampiamente in Inghilterra e Irlanda e anche nelle Americhe in una grande varietà di testi e melodie. (vedi inizio qui)

LA VERSIONE IRLANDESE: WEILA WAILE

380x285-cz5t-500-x-500La ballata “The Cruel Mother” si è conservata e tramandata come Nursery Rhyme ben nota ai bambini irlandesi e di Liverpool e in particolare ai travellers con il titolo di “Weila Waile” o “The River Saile”.

Non è insolito che delle truculente ballate di omicidio finiscano nelle canzoncine per bambini  hanno lo stesso ruolo delle “fiabe paurose” che aiutano il bambino  nella crescita.

La canzoncina è vista come una parodia e la donna che uccide il bambino con un coltello, non è più identificata come la madre bensì è una “old woman” che vive nel bosco. E’ l’uomo nero delle fiabe, la strega di Hansel e Gretel, l’orco che uccide i bambini “cattivi” per mangiarli. Ecco che la giustizia fa il suo corso e la donna viene catturata e fatta penzolare sulla forca.
Nella tradizione orale si tramanda la storia che la donna era disperata a causa della Grande carestia di metà ottocento e che piuttosto di vedere morire di stenti il figlio abbia preferito ucciderlo.

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem

ASCOLTA Dubliners nella storia illustrata da Francesco Guiotto


There was an old woman who lived in the wood,
Weela weela wallia(1);
There was an old woman who lived in the wood,
Down by the river Sallia(2).
She had a baby six (3) months old,
She had a penknife three foot long (4),
She stuck the knife in the baby’s head (5),
The more she stabbed it, the more it bled.
Three big knocks (6) came a-knocking at the door,
Two policeman and a man (7),
“Are you the woman what killed the child?”
“I am the woman what killed the child.”
(They took her away and they put her in the jail
They put a rope around her neck, -8)
The rope got chucked and she got hung (9)
The moral of this story is,
Don’t stick knives in baby’s heads
(And that was the end of the woman in the woods,
And that was the end of the baby too -10.)
Traduzione di Cattia Salto
C’era una vecchia che viveva nel bosco, weile weile waile(1).
C’era una vecchia che viveva nel bosco,  vicino al fiume Saile(2).
Aveva un bambino di 6 mesi
e aveva un coltello lungo tre piedi
e ficcò il coltello nella testa del bambino
e più lo affondava più si macchiava di sangue.
Con tre grandi colpi vennero a bussare alla porta due poliziotti e un uomo
“Siete voi la donna che uccise il bambino?”
“Sono io la donna che uccise il bambino”
(la portarono via e la gettarono in prigione,
le misero un cappio intorno al collo)
La corda calò e lei restò appesa
La morale della favola è:
non ficcate coltelli intesta ai bambini
(E questa fu la fine della donna del bosco
e anche la fine del bambino)

NOTE
1) “Weile Weile waile” podrebbe derivare dall’inglese antico “wailowai”, “weilewei”, per indicare un’esclamazione di dolore
2) alcuni identificano il Saile con il fiume Poddle che in irlandese è detto Salach “sporco”; altri che sia il “Sawyer”; altri credono che la parola derivi da “sallow” nel significato di “willow”; altri ancora che sia un passaggio da “river-side, la” a “river sigh-la” e quindi “River Saile”
3) oppure three
4) oppure long and sharp
5) oppure heart
6) oppure  three loud knocks
7)  modificato a volte  in “Special Branch man” per indicare la polizia irlandese istituita nel 1922 come Gardaí (i guardiani della pace) in cui lo Special Branch era utilizzato per questioni di sicurezza nazionale
8) versi aggiuntivi
9) oppure They pulled the rope and she got hung
10) finale alternativo cantato dai Dubliners

THE LADY DRESSED IN GREEN

Come ci racconta Al LLoyd “..folklorist saw the game being played in a Lancashire orphanage in 1915. The children called it The Lady Drest in Green. The song describes how the lady kills her baby with a pen-knife, tries to wash off the blood, goes home to lie down, is aroused by three “bobbies” at the door, who extract a confession from her and rush her off to prison, and “That was the end of Mrs. Green”. It is a ring game. Two children in the middle impersonate Mrs. Green and the baby, following the action of the song. The children in the ring dance round, singing the refrains, until the “bobbies” rush in and seize the mother, when the ring breaks up. In his “London Street Games” (1931 ed.), Norman Douglas prints a corrupt version current in East and South-East London during the First World War”.

ASCOLTA John Wesley Harding in “Songs of Misfortune”

There was a lady dressed in green, Fare a lair a lido
There was a lady dressed in green Down by the greenwood sideShe had a baby in her arms
She had a penknife long and sharp
She stuck it in the baby’s heart
She went to the well to wash it off
The more she washed, the more it bled
There came a knocking on the door
There came three bobbies rushing in
They asked her what she did last night
She said I killed my only son

La versione diffusa a Liverpool e interpretata dagli Spinners si intitola “Old Mother Lee”: “The girls of Kirkdale, Liverpool, whose brothers at Major Street school gave this to [Spinner] Tony Davis, had certainly not heard of Professor Child. However, their skipping is unmistakeably based on the [‘Cruel Mother] ballad substituting the grim realities of ‘forty police’, ‘the magistrate’ and capital punishment for the ghostly children and the ‘fires of hell’ of the older form of the story”. (note in ‘The Spinners at the London Palladium’)

ASCOLTA OLD MOTHER LEE

There was an old woman called old Mother Lee
Old Mother Lee, old Mother Lee
There was an old woman called old Mother Lee
Down by the walnut tree(1)She had a baby in her arms
She had a penknife long and sharp
She stabbed te baby through the heart
The next-door neighbours saw the blood
They rang up for the forty police
The forty police came running (skipping) out
They took her to the magistrate
The magistrate said she must die
They hung her to the walnut tree
And that was the end of old Mother Lee

NOTE
1) il noce è un tipico albero sotto cui le streghe si radunano per i loro sabba

ALL ROUND THE LONEY O

Per completezza si riporta anche questa versione “edulcorata” in cui la donna uccide il bambino e poi se stessa spinta dalla disperazione  (e dall’ottundimento della coscienza dovuta alle privazioni della fame e alla debilitazione causata dalle “febbri”)  durante la Grande Carestia.

ASCOLTA Clancy Brothers

There were two sisters going to school All round the Loney O
They spied a woman at a pool Down by the greenwood sidey O

She held a baby on her knee
A cruel penknife they could see
She held the baby to her heart
She cried “My Dear, we both must part”
She held the baby to her breast
She said “my dear we’ll both find rest”
There is a river running deep
It’s there both baby and mother sleep

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6876

LADY OF YORK OR THE ORIGINS OF CRUEL MOTHER?

childsNell’articolo riportato da The Yorkshire Garland Group si ipotizza che la versione originale della ballata “The Cruel Mother” sia proprio il già citato broadside diffuso a Londra con il titolo:”The Duke’s Daughter’s Cruelty: Or the Wonderful Apparition of two Infants whom she Murther’d and Buried in a Forrest, for to hide her Shame“. Nel broadside la dama vive a York (vedi).
There was a Duke’s Daughter lived in York Come bend and bear away the Bows of Yew, So secretly she loved her Father’s Clark, Gentle Hearts be to me true.
Il finale sconsiglia vivamente le ragazze “bene” nell’amoreggiare con la servitù. ‘Young ladies, all of beauty bright, Take warning by her last goodnight’.

ASCOLTA Jim Eldon (1983) come la sentì cantare dalla traveller Eliza Wharton (North Shropshire e Staffordshire) a suo tempo riportata da S Burne nel “Shropshire Folk-Lore“, 1883-86, p540.

ASCOLTA Rayna Gellert The Cruel Mother in Old Light [2012] cantante e violinista  del North Carolina un background nelle old-time string bands nel suo album-debutto (da ascoltare su Spotify)

ASCOLTA Edan Archer 


I
There was a lady, lived in York,
All alone and aloney
She fell in love with her father’s clerk,
Down by the greenwood sidy.
She loved him up, she loved him down,
She loved him till he filled her arms
She leaned her back against an oak,
First it bent and then it broke
She leaned her back against a thorn,
And there she had two fine babies born.
She pulled down her yellow hair,
She bound it around their feet and hands.
She pulled out a wee penknife,
Stabbed those two babes to the heart.
She laid them under a marble stone,
Then she turned as a fair maid home.
II
One day she was sitting in her father’s hall,
She saw two babes come playing at ball.
“Babes, oh babes, if you were mine,
I’d dress you up in scarlet fine.
“Mother, oh, mother, it’s we were yours,
Scarlet fine was Our Own heart’s blood.
You wiped your penknife on your shoe,
The more you wiped, more red it grew.
You laid us under a marble stone,
Now you sit as a fair maid home.”
“Babes, oh, babes, it’s Heaven for you,”
“Mother, oh, mother, it’s Hell for you”.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era una signora che viveva a York
tutta sola e così solitaria
e si innamorò del servitore di suo padre
ed era dentro al bosco più profondo(1)
Lo amava in tutti i modi e lo amò fino a quando lui le riempì il grembo.
Si appoggiò di schiena contro una quercia,
che prima si piegò e poi si ruppe, si appoggiò di schiena ad un biancospino(2)
e lì fece nascere due bei bambini.
Si strappò i biondi capelli
e legò loro mani e piedi.
poi estrasse un pugnale
e pugnalò quei due bambini al cuore
Li seppellì sotto una lastra di marmo
e poi ritornò a casa come una fanciulla.
II
Un giorno che se ne stava nella
casa paterna
vide due bei bambini
giocare alla palla
“O bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta scarlatta”
“Oh madre, madre
quando eravamo tuoi
la seta scarlatta era
il sangue del nostro cuore.
Hai pulito il pugnale sulla scarpa
e più lo pulivi più rosso diventava (3).
ci hai seppellito sotto una lastra di marmo
e ora stai come una bella fanciulla”.
“Bambini il cielo è per voi”
“Mamma l’inferno è per te”

NOTE
1) il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti
2) probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera.
E’ interessante questa variazione con l’albero della quercia che si spezza per le fatiche delle doglie
3) il pugnale insanguinato che non si riesce più a pulire è un simbolo nelle antiche ballate provenienti dalla Scandinavia della colpevolezza, le mani  si macchiano del sangue innocente e rivelano l’assassino, così nel Medioevo si toccava il cadavere esposto per mostrare la propria innocenza.

Ecco ancora altre versioni per lo più simili e con piccole differenze testuali contaminate con le versioni già analizzate nella prima e seconda parte.

ASCOLTA Cindy Mangsen. La versione è identica a quella di Joan Baez tranne per il fatto che la fanciulla adesso viene da York e anche la prima parte del refrain è cambiata in All alone and aloney

There was a lady lived in York
It was all alone and aloney
she fell in love wi’ her father’s clerk
Down by the Greenwood sidey

He courted her for a year and a day
‘Til he the young girl did betray
She leaned her back up against the thorn
And there she had two little babes born
She took her pen knife clean and sharp
And pierced those two babes to the heart
She washed the pen knife in the brook
but the more she washed the redder looked

As she was walking her father’s hall
She spied two babes a-playin’ ball
She said, “O babes if thou were’t mine
I’d dress you up in silk so fine”
“Ah, mother dear, when we were thine
You did not treat us then so fine”
“Ah babes, babes if you you can tell
What kind of death I’ll have to die”
“Seven years a fish in the flood
Seven years a bird in the wood
Seven years a tongue in the mourning bell
Seven years in the flames of hell”
“Welcome, welcome, fish in the flood
Welcome, welcome, bird in the wood
Welcome tongue in the mourning bell
God, spare me from the flames in hell”

ASCOLTA The Owl Service in “The view from the hill” 2010 (una versione interessante, dal sound molto vintage)

There was a lady lived in York
all alone and aloney
she was courted by her father’s clerk
Down by the Greenwood sidy

He courted her for seven years long
‘Til she proved be in child by him
She leaned her back against the tree
And there she found great misery

She leaned her back against the thorn
and there she had two pretty babes born
She had a pen-knife long and sharp
And she pressed it through their tender hearts.
She digged a grave both wide and long,
and she burried under a marble of stone
And she was set in her father’s hall
when she saw two babes a-playin’ ball
“O babes oh babes, if you were mine
I’d dress you up in the scarlet fine”
“Ah, mother mother, once we were thine
and You didn’t dress us in scarlet fine ”
“Ah babes, oh babes come tell to me
if you know what’s feature live to me”
“O mother mother you know wrigh well
‘tis we for heaven and you for hell”

ASCOLTA Ian & Sylvia Greenwood Sidie-O

There was a lady lived in yore
Comely and lonely 
Fell in love with her father’s clerk
Down by the Greenwood Sidie – o

She loved him up, she loved him down
Loved him ‘til he filled her arms
She leaned her back against an oak
First it bent and then it broke
She leaned her back against a board
There she had two fine babes born
She took out her reapin’ knife
There she took those sweet babes’ lives
She wiped the blade against her shoe
The more she rubbed the redder it grew
She went back to her father’s hall
Saw two babes a-playin’ at ball
Babes, oh babes, if you were mine
I’d dress you up in scarlet fine
Mother, oh mother, when we were yours
Scarlet was our own heart’s blood
Babes, oh babes, it’s Heaven for you
Mother, oh mother, it’s Hell for you!

THE SUN SHINES FAIR ON CARLISLE WALL

Sir Walter Scott nella sua poesia “The English Ladye and the Knight” scritta nel 1805 narrando di un amore sfortunato, introdusse l’intercalare “The sun shines fair on Carlisle wall” .. “For Love will still be lord of all“. (vedi la versione di Loreena McKennitt qui)
Il ritornello è ripreso in questa versione ottocentesca di The Cruel Mother dove però “Amore” si trasforma misteriosamente ovvero per assonanza in “Leone“!

La poesia è pubblicata in Poems of Places (1876-79) da Henry W. Longfellow (vedi). e riprende quasi pari-pari il testo di “Fine flowers in the valley” (vedi). Propongo per l’ascolto due versioni aventi la stessa melodia la prima dei Silly Wizard più aderente alla poesia dell’anonimo riportata da Longfellow, la seconda di Alasdair Roberts più descrittiva che è una specie di riassunto di “Down by the Greenwood side” (vedi)

ASCOLTA Silly Wizard  in Carlisle wall” 1976, un approccio molto gothic


I
She leaned her head against a thorn,
The sun shines fair on Carlisle wa’(15);
And there she has her young babe born,
And the lyon shall be lord of a’.
“Smile no sae sweet, my bonnie babe,
An ye smile sae sweet ye’ll smile me dead,”
She’s howket a grave by the light o’ the moon,
And there she’s buried her sweet babe in,
II
As she was going to the church,
She saw a sweet babe in the porch,
“O bonnie babe, an ye were mine,
I’d clead you in silk and sabelline,”–
“O mother mine, when I was thine,
To me ye were na half sae kind,
But now I’m in the heavens hie,
And ye have the pains of hell to dree”-
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Appoggiò la schiena ad uno spino
il sole splende bello sul castello di Carlisle(1)
e lì fece nascere due bei bambini
e il Leone è padrone di tutto
“Non sorridere così dolcemente, mio bel piccino,
se sorridi così dolcemente mi farai morire”
Scavò una fossa sotto la luce della luna
e ci seppellì il suo piccolino.
II
Mentre andava in chiesa
vide un dolce bambino nell’androne
“O piccolino se tu fossi mio
ti rivestirei di seta preziosa”
“O madre crudele, quando ero tuo
non ti sei comportata con me in modo così gentile
ma ora io sono in Paradiso
e tu devi sopportare le pene dell’Inferno”

NOTE
1) Carlisle castle si trova in Cumbia al confine tra Inghilterra e Scozia

ASCOLTA Alasdair Roberts in “No Earthly Man” 2005

She has leaned her back up against the thorn
The sun shines down on Carlisle Wall
Then she has a bonny babe born
And the lion shall be lord of all

She layed him beneath some marble stone
Thinking to go a maiden home
As she was going to the church,
She saw a sweet babe in the porch,
“Oh bonny babe if you were mine
I’d dress you in that silk so fine”
“Oh mother mine when I was thine
I didn’t see any of your silk so fine”

“Oh bonny babe pray tell to me
The sort of death I shall have to die”
“Seven years of fish, fish in the flood
Seven years of bird in the wood
Seven years of tongue to the warning bell
Seven years in the flames of hell”

“Welcome, welcome fish in the flood
Welcome, welcome bird in the wood
And welcome tongue to the warning bell
But God keep me from the flames of hell”

versione Irlandese: continua 

FONTI
http://www.yorkshirefolksong.net/song.cfm?songID=73
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_20 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=17087 http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thecruelmother.html http://www.educationscotland.gov.uk/ scotlandssongs/secondary/greenwoodside.asp
http://aperturaastrappo.blogspot.it/2014/05/ murder-ballads-greenwood-side-cruel.html http://www.darachweb.net/SongLyrics/CruelMother.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=64053 http://www.bluegrassmessengers.com/fair-flowers-of-helio–walsh-nl-1930-greenleaf-a.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6876 http://www.slate.com/articles/arts/poem/2010/03/ sex_violence_and_the_supernatural.html
http://www.yorkshirefolksong.net/song_database/ Supernatural/The_Lady_of_York.89.aspx
http://www.letras.com.br/john-wesley-harding/the-lady-dressed-in-green/print

CRUEL MOTHER parte seconda

Cruel Mother” è il titolo di una murder ballad, una oscura ballata probabilmente proveniente dalla tradizione norrena, che il professor Child raccoglie al numero 20. Si presume sia di origine scozzese, ma è diffusa ampiamente in Inghilterra e Irlanda e anche nelle Americhe in una grande varietà di testi e melodie. continua prima parte

Altra variante della versione ci viene da A.L. Lloyd (1964) che commenta: “The ballad seems to be old, for it is full of primitive folklore notions such as the knife from which blood can never be washed (the instance of Lady Macbeth comes to mind). Also primitive is the idea that the dead who have not undergone the ceremony that initiates them fully into the world of the living (in this case, christening) can never be properly received and incorporated into the world of the dead, but must return to plague the living. Some scholars think The Cruel Mother may have been brought to England by invading Norsemen, since practically the same story occurs in Danish balladry (…). Verse by verse, the Danish sets of the ballad so closely resemble the English that it seems unlikely that the importation took place so long ago. More probably, it is a case of an ancient folk tale being turned into a lyrical ballad, perhaps within the last four hundred years, and spreading in various parts of Europe, possibly with the help of printed versions all deriving from a single original (whether that original was English or Danish or in some other language, our present researchers do not tell us).

Così il finale che rimaneva sospeso in ‘Fine Flowers In The Valley’ con l’apparizione dello spirito- fantasma del bambino e quasi tronco, qui si conclude con una serie di maledizioni o punizioni rivolte alla madre, mutuate dalla ballata “The Maid and the Palmer” che Child colleziona al numero 21 (“The Well Below the Walley“). (vedi)
Si introduce anche il dettaglio del pugnale insanguinato che non si riesce più a pulire, simbolo della macchia indelebile che resterà impressa sulla coscienza della donna, un indice puntato che l’accusa!

ASCOLTA M.J. Harris & Martyn Bates in “Passages (Murder ballads)” 1998, la versione testuale è quella di A.L. Lloyd, e la melodia è un sussurro inquietante. La ridondanza delle ripetizioni appesantiscono la storia e fanno apparire il testo, a mio avviso, meno “bello” della precedente versione, una sorta di mixer tra la versione B (“Scots Musical Museum” vol IV, 1792) e la C (“Minstrelsy, Ancient and Modern” William Motherwell 1797)


I
She leaned herself against a thorn 
All alone and so lonely,

And there she had two pretty babies born,
– And it’s down by the greenwood side-o.
And she took off her ribbon belt,
And there she bound them hand and leg.
“Smile not so sweet, by bonny babes,
If you smile so sweet, you’ll smile me dead.”
She had a pen-knife long and sharp,
And she pressed it through their tender hearts.
She digged a grave beyond the sun,
And there she’s buried the sweet babes in.
She stuck her pen-knife on the green,
And the more she rubbed, more blood was seen.
She threw the pen-knife far away,
And the further the threw the nearer it came.
II
As she was going by the church,
She seen two pretty babies in the porch.
As she came to her father’s hall,
She seen two pretty babes playing at ball.
“Oh babes, oh babes, if you were mine,
I’d dress you up in the scarlet fine.”
“Oh mother, oh mother, we once were thine,
You didn’t dress us in scarlet fine.
You took a pen-knife long and sharp,
And pressed it through our tender heart.”
“You dug a grave beyond the sun,
And buried us under a marble stone.”
“Oh babes, oh babes, what have I to do,
For the cruel thing that I did to you?”
“Seven long years a bird in the wood,
And seven long years a fish in the flood.”
“Seven long years a warning bell,
And seven long years in the deeps of hell.”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Si appoggiò un biancospino(1)
tutta sola e così solitaria
e lì fece nascere due bei
bambini
ed era dentro al bosco più
profondo(1)
E si levò la sua cintura di seta
e li legò mani e piedi.
“Non sorridete così dolcemente piccolini,
o il vostro dolce sorriso mi farà morire”
Lei aveva un pugnale lungo e appuntito
e lo premette nei loro teneri cuori.
Scavò una fossa sotto il sole
e ci seppellì dentro i piccoli bambini.
Pulì il pugnale nell’erba
e più lo puliva più sangue si vedeva (3).
Gettò il pugnale lontano
e più lontano lo gettava più vicino ritornava.
II
Mentre camminava verso la chiesa
vide due bei bambini nell’androne
Mentre camminava verso il palazzo del padre
vide due bei ragazzi che giocavano alla palla
“O bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta scarlatta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai vestiti di bella seta scarlatta!
Hai preso un pugnale lungo e appuntito
e lo hai premuto nel nostro tenero cuore.
Hai scavato una fossa sotto il sole
e ci hai seppellito sotto una lastra di marmo”.
“Bambini cosa devo passare
a causa della crudeltà che vi ho fatto?”
“Sette lunghi anni(4) come uccello nel bosco
e sette lunghi anni come pesce nel fiume
sette anni come batacchio della campana(5)
e sette lunghi anni nelle oscurità dell’inferno.”

NOTE
1) probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera.
2) il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, vengono abbandonati i bambini piccoli o uccisi
3) il pugnale insanguinato che non si riesce più a pulire è un simbolo nelle antiche ballate provenienti dalla Scandinavia della colpevolezza, le mani  si macchiano del sangue innocente e rivelano l’assassino, così nel Medioevo si toccava il cadavere esposto per mostrare la propria innocenza.
4) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, un numero utilizzato spesso nelle ballate per indicare un lungo periodo di apprendistato. Il concetto di punizione e penitenza è proprio della religione cattolica che ha istituito il sacramento della confessione.
5) in ogni villaggio c’era una volta una campana preposta per essere suonata vigorosamente in caso di allerta (un attacco nemico, un incendio) o per chiamare la gente a raccolta

DOWN BY THE GREENWOOD SIDE

motherForse la versione più conosciuta della ballata. Alla storia si aggiunge una specie di introduzione per contestualizzarla: la fanciulla (a volte figlia di re o comunque di nobili origini) che vive nel nebbioso Nord è stata sedotta da un cortigiano o un servitore del padre (un false-lover che voleva solo divertirsi sessualmente con lei senza serie intenzioni matrimoniali).

ASCOLTA Joan Baez, 1967.
La melodia riprende quella registrata da Shirley Collins (1960) che scrive nelle note di copertina dell’album: ” This cautionary ballad has everything, including one of the greatest of tunes. Ewan MacColl taught it to me when I was twenty. A flat, documentary opening, reporting a private act by conscience-torn young girl. Then the confrontation of the young mother by the ghosts of her murdered twin babies, and her damnation. The refrain has the quality of an incantation, raising one wretched human being to an archetype of remorse.”


I
There was a fair maid lived in the north
O the rose and the lindsey
O
She fell in love with her father’s serf
Down by the Greenwood sidey O
He courted her for a year and a day
Till he, the young girl, did betray
She leaned her back up against the thorn
And there she had two little babes born
She took her pen knife clean and sharp
And pierced those two babes to the heart
II
As she was walking her father’s hall
She spied two boys a-playin’ ball
She said, “O babes if thou were’t mine
I’d dress you up in silk so fine”
“Ah, mother dear, when we were thine
You did not treat us then so fine”
She said, “Ah babes ‘tis you can tell
What kind of death I’ll have to die”
“Seven years a fish in the flood
Seven years a bird in the wood
Seven years a tongue in the mourning bell
Seven years in the flames of hell”
“Welcome, welcome, fish in the flood
Welcome, welcome, bird in the wood
Welcome tongue in the mourning bell
God, save me from the flames in hell”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era un bella fanciulla che viveva nel Nord (1)
evviva la rosa e il giglio (2)
che si innamorò di un servo di suo padre
laggiù nel bosco più verde(3)
Lui la corteggiò per un anno e un giorno(4)
finchè lui tradì la giovane ragazza(5)
Si appoggiò a un biancospino (6)
e lì fece nascere due bambini
e prese il suo stiletto ben affilato
e trafisse quei due bimbi al cuore.
II
Mentre camminava verso il palazzo del padre
vide due ragazzi che giocavano alla palla
“O bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai trattato così bene!”
“Bambini allora ditemi
di che morte devo morire”
“Sette anni(7) come pesce nel fiume
sette anni come uccello nel bosco
sette anni come batacchio nella campana del mattino (8),
sette anni nelle fiamme dell’inferno.”
“Benvenuto pesce nel fiume
benvenuto uccello nel bosco
benvenuto batacchio nella campana del mattino,
ma Dio mi salvi dalle fiamme dell’inferno”

NOTE
1) il Nord è più di un luogo geografico è una parola in codice che avvisa gli ascoltatori che sta per essere narrato qualcosa di triste e oscuro
2) Lindsay scritto in vari modi potrebbe stare per “linseed” cioè il seme del lino che in inglese si dice “flax”. O più precisamente una contrazione o storpiatura della parola Linsey-Woolsey (che però in scozzese si dice Wincey) lin è la parola arcaica per lino + lana ossia un tessuto grossolano misto lino indossato dai contadini. Su Mudcat (qui) qualcuno fa notare che il clan scozzese degli Ó Loinn (O’Lynn, Lynn, Lind, Linn, Lynd, Lindsay), ha come emblema la ruta e il tiglio, peccato però che il Crest del Clan sia un cigno che spunta da una corona; tuttavia leggendo nelle pagine del sito ufficiale del “Clan Lindsay Society” si legge che il Tiglio è un albero che simboleggia il clan come pure la Ruta, definita come plant badge del Clan. Ma se chi canta vuole dire al suo pubblico che l’amore libero porta a gravidanze indesiderate (e al rimpianto) avrebbe utilizzato tranquillamente il simbolismo della ruta. E del resto “linden” è il nome del tiglio (senza scomodare nessun emblema di clan) e molti sono propensi a seguire questa traduzione. Malcom Douglas così riporta “Annie G Gilchrist (Journal of the Folk-Song Society VII (22) 1919, 82) conjectured that the ballad might have been ‘brought to Britain by the Northmen’ and continued, ‘the “rose and the lindie” suggests a corruption of a Norse refrain in which the word “rosenlund” occurs – “rosenlund” (literally rose wood) according to Dr Prior (Ancient Danish Ballads, Introduction, p xxxvi) being the exact equivalent of our “greenwood,” and, like it, the scene of many ballad adventures.’ Of course, that pre-supposes that Danish forms of the story are older than British“.
Un ulteriore significato del verso vede il temine lino come metafora per indicare i capelli biondi: “flaxen hair” o lint-white (in scozzese) è una sfumatura di giallo chiaro che tende al dorato, quindi il verso è come se descrivesse la fanciulla dal pallido incarnato e dai capelli biondi. O potrebbe essere una storpiatura per lily: non dimentichiamo che nella ballate celtiche la rosa è un fiore infausto e il giglio è la prefigurazione della morte
3) il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti
4) un anno e un giorno è la durata dei matrimoni di “prova” presso i Celti e per scioglierli bastava che i due si dividessero andando in direzioni opposte nella notte di Beltane
5) qui si accenna ad un vago tradimento, in altre versioni si parla più esplicitamente della gravidanza in stato avanzato che ha fatto scappare il “corteggiatore”
6) probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera.
7) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, un numero utilizzato spesso nelle ballate per indicare un lungo periodo di apprendistato. Il concetto di punizione e penitenza è proprio della religione cattolica che ha istituito il sacramento della confessione.
8) in ogni villaggio c’era una campana preposta per essere suonata vigorosamente in caso di allerta (un attacco nemico, un incendio) o per chiamare la gente a raccolta

THE ROSE AND THE LINDSEY O

cruel-motherNegli archivi di Tobar an Dualchais sono registrate almeno 5 versioni della ballata raccolte nell’Aberdeenshire tra cui quella di Lucy Stewart (1952) e come questa versione ripresa dal trio scozzese di musica tradizionale “The Gaugers” in auge negli anni settanta ad Aberdeen. Stesso ritornello e testo quasi identico di “Down by the Greenwood side”, ma diversa melodia

ASCOLTA Old Blind Dogs in “Legacy” (1995). Nelle note di copertina si legge “Based on the version found in the Child collection of Ballads”, it may well be a collation of several of the Child versions, but it’s really quite close to, for example, the version that Gordeanna MacCulloch learned from Norman Buchan, which in turn (according to Ailie Munroe, “The Folk Music Revival in Scotland”, 1984) is very much like the version in “Last Leaves of the Traditional Ballads and Ballad Airs” (Alexander Keith, 1925); I do wish that people would be a bit less mysterious in their sleeve-notes: we might then have some sort of idea where they got their material, and how much of it they made up themselves…”


I
There was a woman lived in the north
Hey with the rose and the lindsey(10)
O
She fell in love with her father’s serf
Down by the Greenwood sidey(6) O
She’s coorted him for a year and a day
‘Til it’s her great belly did her betray
She’s leaned her back against a tree
Thinkin’ that she micht lichter be
she’s leaned her back against a thorn
bonnie’s the boys that she’ born
She’s ta’en oot her wee penknife
And she’s pit an end tae their sweet lives
She’s buried them ‘neath a marble stane
Thinkin’ tae gang a maiden hame
II
She’s lookit ower her faither’s wa’
She spied twa bonnie boys playin’ at the ba’
“Oh bonnie bairns gin ye were mine
I dress ye up in the silk sae fine
“Oh mither dear when we were thine
We nivver saw ocht o’ the silk sae fine”
“Oh bonnie bairns come tell tae me
Fit kind o’ a death I’ll hae tae dee”
“Seven years a bird in the wood
an’ seven years a fish in the flood
Seven years a turn tae the warnin’ bell
Aye but seven years in the caves o’ hell”
“Welcome welcome bird in the wood
Aye and welcome welcome fish in the flood
an’ welcome turn tae the warnin bell
God keep me oot o’ the flames o’ hell
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era un donna che viveva nel Nord(1)
evviva la rosa e il giglio(2)
che si innamorò di un servo di suo padre laggiù nel bosco più verde(3)
Lei fu corteggiata da lui per un anno e un giorno(4)
finchè la grande pancia di lei la tradì
Si appoggiò di schiena ad un albero
pensando di alleggerirsi un po’
si appoggiò ad un biancospino(6),
belli erano i bambini che fece nascere,
e tirò fuori il suo stiletto
e trafisse e mise fine alla loro piccole vite.
Li seppellì sotto a una pietra di marmo
pensando di ritornare a casa fanciulla.
II
Mentre guardava oltre alle mura del palazzo del padre, vide due bei ragazzi che giocavano alla palla
“O bei bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai trattato così bene!”
“Bambini allora ditemi
di che morte devo morire”
“Sette anni(7) uccello nel bosco
sette anni come pesce nel fiume
sette anni come batacchio della campana(8),
sette anni nelle fiamme dell’inferno.”
“Benvenuto uccello nel bosco
benvenuto pesce nel fiume
benvenuto batacchio della campana,
ma Dio mi salvi dalle fiamme dell’inferno”


terza parte continua

WHEN THE OGRE OF FAIRY TALES HAD THEIR PARENT

ALTRI TITOLI: Down by the Greenwood Side, (The Greenwood Siding) , The Greenwoodside, Fair Flowers In The Forest, The Rose And The Lindsey O (Hey with the Rose and Lindie), The Lady of York, The Lady Gay, Fine Flowers in the Valley, Fair Flowers of Helio, Edinbrie, Edinbrie, Bonny Saint Johnston stands fair upon Tay, Green Woods of Siboney-O.

Cruel Mother” è il titolo di una murder ballad, una oscura ballata probabilmente proveniente dalla tradizione norrena, che il professor Child raccoglie al numero 20. Si presume sia di origine scozzese, ma è diffusa ampiamente in Inghilterra e Irlanda e anche nelle Americhe in una grande varietà di testi e melodie.

La più antica versione in stampa risale alla fine del 1600 in un broadside diffuso a Londra con il titolo, che è tutto un programma, “The Duke’s Daughter’s Cruelty: Or the Wonderful Apparition of two Infants whom she Murther’d and Buried in a Forrest, for to hide her Shame” (vedi).
Nel broadside la dama vive a York e i due versi ricorrenti sono Come bend and bear away the Bows of Yew Gentle Hearts be to me true. Il finale sconsiglia vivamente le ragazze “bene” nell’amoreggiare con la servitù. ‘Young ladies, all of beauty bright, Take warning by her last goodnight’.

Pur nella grande varietà di titoli, la storia narra di un infanticidio nel bosco: una fanciulla partorisce da sola e poi uccide il figlio (a volte i neonati sono due) e lo seppellisce per ritornare a casa come se niente fosse successo. In un secondo tempo (con i salti temporali tipici delle ballate) la fanciulla, diventata donna, rivede in forma di fantasma (o forse in sogno) il figlio cresciuto il quale le prefigura i tormenti dell’inferno come punizione.

Si stralcia il saggio sull’infanzia scritto da A. Oliverio Ferraris pubblicato parzialmente on line dalla Zanichelli quanto mai illuminante (tratto da qui): “Il periodo più a rischio per un bambino del passato era quello successivo alla nascita, a partire cioè dalle prime ore di vita fin verso i due anni. A mettere a rischio la vita dei piccoli in questa fase concorrevano varie condizioni: l’infanticidio dei neonati non voluti o «in eccesso», l’abbandono, la mancanza d’igiene, i maltrattamenti e, per alcuni aspetti, anche il costume, assai diffuso, del baliatico. Il primo rischio che poteva correre un neonato era di essere soppresso appena nato o abbandonato in strada o all’orfanotrofio: lo correvano soprattutto gli illegittimi – le cui madri potevano essere punite pubblicamente o emarginate dalla comunità –, gli handicappati e i neonati di famiglie molto povere (Garden 1975). ..Nell’Europa premoderna l’infanticidio era talmente diffuso da essere considerato un reato meno grave dell’omicidio e da restare quasi sempre impunito, così come impunito restava l’abbandono. Gli adulti riuscivano e mettere in pratica l’infanticidio e l’abbandono (a vincere cioè gli impulsi contrari che portano a proteggere un neonato e a intenerirsi) sia perché ai bambini non veniva attribuita un’individualità autonoma, sia per le esigenze concrete della collettività o del gruppo familiare.
480px-poucet9Per una donna sola era difficile tenere con sé un figlio illegittimo: non solo era messa al bando la madre, ma anche il figlio avrebbe subìto un trattamento molto severo; a causa della sua origine sarebbe stato emarginato, spesso maltrattato e da adulto si sarebbe collocato tra le frange emarginate della società. I bambini handicappati o con un difetto fisico dal canto loro portavano spesso un duplice marchio: uno iscritto nel loro corpo e uno morale, forse più grave del primo. Essi erano considerati la prova vivente dei peccati sessuali dei loro genitori: questi erano accusati di avere avuto rapporti sessuali durante il ciclo mestruale o di avere concepito il figlio di domenica o durante un’altra festa religiosa. Essendo un’onta per chi li aveva messi al mondo non stupisce che nel XIII come nel XVIII secolo molti di loro venissero esposti o soppressi alla nascita, oppure trascurati e maltrattati.
Se sopravvivevano erano facilmente oggetto di scherno e, per la loro diversità, qualche volta erano accusati di stregoneria. I trovatelli, infine, come fa notare Capul (1990b), erano spesso sfruttati da chi li trovava e li allevava come schiavi o mendicanti e non di rado venivano avviati alla prostituzione. partire dal Cinquecento in varie parti d’Europa trovatelli e orfani vennero rinchiusi in ospedali e asili, e a volte anche in carcere dove vivevano in uno stato di abbandono.”

Per certi versi la condizione dell’infanzia di quel tempo è rimasta immutata presso molti popoli dell’epoca moderna!

LA VERSIONE SCOZZESE: FINE FLOWERS IN THE VALLEY

Testo e Melodia in “Scots Musical Museum” vol IV, 1792, anche Child#20 versione B.

La storia si dipana lentamente accentuando il senso di suspance tra il pubblico, eppure, in poche, essenziali, frasi viene delineata tutta la sua crudezza: una giovane partorisce da sola nel bosco, appoggiandosi ad un albero, probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera. E infatti le due linee del ritornello sono una celebrazione della vitalità di una natura che ritorna a rinverdire e a sbocciare “Fine flowers in the valley .. And the green leaves they grow rarely” Eppure la vita che nasce con un vagito e un tenero sorriso viene subito recisa dalla giovane madre e seppellita ai piedi dell’albero.
Forse un tempo la ballata portava traccia di pratiche antiche ampiamente diffuse (anche i civilissimi Romani consideravano diritto del pater familias decidere sulla sorte del neonato): il bambino era stato esposto e lasciato in dono alle fate (l’indizio ci viene dall’albero scelto per la sepoltura il biancospino l’albero delle fate per eccellenza, la porta tra i due mondi – vedi).
Dopo un salto temporale imprecisato la donna vede un bel bambino abbandonato vicino al portale della chiesa e commossa, gli mormora che se fosse suo figlio, lo farebbe vivere negli agi e nelle comodità; ma il bambino le risponde ricordandole di non aver avuto la stessa premura quando ne aveva avuto l’occasione: un finale drammatico nel quale la donna vede l’aspetto che avrebbe avuto il figlio che aveva ucciso nel bosco!

Non sappiamo il perchè, anche se possiamo immaginare che sia stato un gesto disperato, compiuto da una ragazzina spaventata da una gravidanza fuori dal matrimonio, da nascondere e far sparire, come se nulla fosse successo; la ragazza ha voluto negare la presenza di quella vita che cresceva dentro di lei, per cancellarla subito appena venuta alla luce, una vita che sarebbe vissuta emarginata dal resto della società, perchè concepita fuori dal matrimonio. Così in questa versione la parola “sweet” (nel senso di “piccolo, tenero”) ricorre in continuazione a suscitare sentimenti di compassione per queste due giovani vite (quella della madre e del figlio).
In questa versione manca il finale più ricorrente quello in cui il bambino dichiara di essere in Paradiso mentre per la madre sarà riservato il fuoco dell’Inferno, consumata dalle fiamme del tormento.

Anch’io come molti altri ascoltatori del passato e di oggi sono rimasta colpita dalla ballata e di questa versione in particolare, la più scarna di dettagli eppure così vivida..
ASCOLTA The Corrie Folk Trio & Paddie Bell 1965

ASCOLTA Barbara Dickson 1971

 

She sat down below a thorn
Fine flowers in the valley
And there she has her sweet babe borne
And the green leaves they grow rarely(1)
“Smile na sae sweet,
my bonnie babe
And ye smile so sweet,
you’ll smile me dead”(2)
She’s taken out her wee penknife
And twanged the sweet babe o’ its life
She’s dug a grave by the light of the moon(3)
And there she’s buried her sweet babe in
As she was going to the church
She saw a sweet babe in the porch
“O, sweet babe, and thou were mine
I would clothe ye in the silk so fine”
“O, cruel(4) mother,
when I was thine
Ye did na prove to me sae kind”


TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Si sedette sotto a un biancospino
bei fiori nella valle
e lì fece nascere il suo caro
bambino
e le foglie rinverdiscono
avidamente(1)
“Non sorridere così dolcemente,
mio bel piccino,
se sorridi così dolcemente
mi farai morire”(2)
Lei sguainò il suo stiletto
e recise la vita del dolce bambino
scavò una fossa sotto la luce della luna(3)
e ci seppellì il suo caro
piccolino.
Mentre andava in chiesa
vide un caro bambino nell’androne
“O piccolino se tu fossi mio
ti rivestirei di seta preziosa”
“O madre crudele(4),
quando ero tuo
non ti sei comportata con me in modo così gentile”

NOTE
1) è curiosa la scelta dell’avverbio “rarely” che è più propriamente da intendersi non tanto nel significato di “unusual” quanto in senso lato e più antico di “eagerly”, “avidly.” (vedi)
All’epoca le donne capivano di essere incinta solo quando il ventre iniziava a gonfiarsi, troppo tardi per intervenire con erbe o preparati abortivi.
2) se non ho mal compreso la frase, la madre è intenerita dal dolce sorriso del bambino, così chi narra vuole farci provare compassione per la ragazza
3) l’oscurità della notte accentua l’ottenebramento dell’animo
4) in originale “dear”

continua seconda parte