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THE TURKISH REVERIE

Una sea ballad molto popolare nel circuito folk anglo-americano conosciuta con vari titoli (“The Sweet Trinity”, “The Golden Vanity”, “The Golden Willow Tree”) appare in stampa in foglio volante (broadside) nel 1635 con il titolo di Sir Walter Raleigh Sailing In The Lowlands.  Il professor Child la riporta in tre versioni (Child ballad #286) collegandola storicamente al vascello di Sir Walter Raleigh “The Sweet Trinity”, un personaggio impopolare, di quella nuova nobiltà nata dal mondo degli avventurieri, spocchiosa ma anche infida.
Nella ballata  si narra un evento rocambolesco quanto improbabile: l’affondamento di una nave nemica bucandone lo scafo con un non ben precisato attrezzo! (vedere introduzione)

LA VERSIONE AMERICANA

Una versione sentimentale viene dalla Virginia, da una registrazione sul campo di Horton BarkerChilhowie / St. Clair’s Bottom risalente al 1932 ripresa da Paul Clayton nel suo album “Whaling and Sailing Songs from the Days of Moby Dick”.
Così si riporta nelle note “The ballad probably originated about the middle of the 17th century when the Barbary pirates (known as Turks) raided shipping in the English Channel and even looted coastal towns.” He transcribed and learned his version from a 1932 aluminum recording of one of the best American traditional singers, Horton Barker of Chilhowie / St. Clair’s Bottom, Virginia, in the collection of the Virginia Folklore Society.”

Il nome che viene dato alla nave berbera pirata è declinato in molte varianti che non sempre sono il titolo della ballata: “The Turkish Reveille,” “The Turkish Revelee,” “The Turkish Rebilee” and “The Turkish Revoloo,” “The Turkish Revelry,” “The Turkish Revelrie,” “The Kish Rebel Lee,” “The Turkish Revelee,” “The Turkish Shilveree,” e “The Turkish Travelee.”

ASCOLTA Paul Clayton in “Whaling and Sailing Songs from the Days of Moby Dick” 1957

ASCOLTA Loudon Wainwright III in Rogues Gallery, Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys 2006 (versione che riprende quella di Paul Clayton del 1957)


I
There was a little ship
and she sailed on the sea
and the name of the ship was the Turkish Revelry(1)
she sailed down in that lonely lonesome water, she sailed on the lonesome sea
II
Up stepped a little sailor
saying “What will you give to me(2)
to sink that ship to the bottom of the sea? If I sink her in the lonely lonesome water ..
III
“I have a house and I have some land
and I have a daughter that shall be at your command(3)
if you sink her in the lonely
IV
He bowed on his breast
and away swam he
and he swam till he came to the Turkish Revelry
she sailed down on that lonely …
V
He had a little awe
all made for to bore(4)
and he bored nine holes in the bottom of the floor
and he sink her in the lonely …
VI
He bowed on his breast
away swam he
and he swam till he cam to the Golden Willow Tree
as she sailed in the lonely …
VI
“Captian o’ captian
will you be good as your word
or either take me up on board
for I’ve sunk her
in that lonely …”
VII
“No I won’t be
as good as my word(5)
or neither will I take you up on board
though you’ve sunk her
in that lonely ..”
VIII
“If it were not for
the love I bear your men(6)
I would sink you the same just as I sank them
I’d sink you in that lonely …”
IX
He bowed on his breast
and downward sunk he
bidding a farewell to the Golden Willow Tree
he sunk in that lonely …
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’era una piccola nave
che navigava sul mare
e il nome della nave era “the Turkish Revelry”(1)
navigava in quelle acque solitarie
di un mare solitario.
II
Avanti si fece giovane marinaio,
dicendo “Cosa mi darete(2)
per mandare quella nave sul fondo dell’oceano?
Se l’affondassi nelle acque solitarie..”
III
“Ho una casa e delle terre
e ho una figlia che sarà al tuo comando(3),
se tu la affondassi nelle acque solitarie..”
IV
Il ragazzo si piegò in avanti
e via nuotò
e nuotò finchè raggiunse la “Turkish Revelry”
che navigava sulle acque solitarie
V
Ebbe una piccola indecisione
di dove bucare(4),
ma poi fece 9 buchi sul fondo della chiglia e l’affondò nelle acque solitarie..
VI
Si piegò in avanti e lontano nuotò
e nuotò finchè raggiunse la “Golden Willow Tree”
che navigava nelle acque solitarie..
VI
“Capitano o capitano,
mantenete fede alla vostra parola,
prendetemi a bordo
perchè ho affondato la nave
in quelle acque solitarie..”
VII
“No, non voglio
essere di parola(5)
e nemmeno prenderti a bordo
sebbene tu abbia affondato la nave
in quelle acque solitarie ..”
VIII
“Se non fosse per l’amore che porto ai vostri uomini(6)
vi affonderei come ho affondato l’altro equipaggio
vi affonderei in quelle acque solitarie.. 
IX
Si piegò in avanti
e verso il basso affondò
mandando un addio alla Golden Willow Tree
affogò in quelle acque solitarie..

NOTE
1)i pirati musulmani delle coste africane provenivano da quella che gli europei chiamavano Barberia (in inglese Barbary e in francese Côte des Barbaresques) ovvero Algeria Tunisia, Libia, Marocco (e più precisamente le città-stato di Algeri, Tunisi e Tripoli, ma anche i porti di Salè e Tetuan). La definizione più corretta è corsari barbareschi perchè assalivano solo le navi dell’Europa cristiana (compiendo inoltre razzie anche nei paesi cristiani della costa atlantica e del mediterraneo per procacciare schiavi o per ottenere lauti riscatti). Nel termine barbareschi si comprendevano arabi, berberi, turchi nonché i rinnegati europei. Per quanto le attività piratesche fossero endemiche nel Mar Mediterraneo il periodo di massima attività dei corsari barbareschi fu la prima metà del 1600. Le ballate sui pirati “turchi” riprendono popolarità negli anni tra il 1795 e il 1815 in concomitanza degli attacchi dei corsari barbareschi alle navi americane. continua
2) l’eroico mozzo non era poi così disinteressato a guadagnarci qualcosa oltre che la fama, e prima di prestare il suo aiuto chiede una contropartita
3) il capitano nell’immediatezza del pericolo promette non solo una ricompensa in denaro ma anche la mano della figlia, una promessa esorbitante data la differenza sociale tra i due, che ci si aspetterebbe più estorta dal giovane durante una trattativa che offerta spontaneamente dal capitano (a meno che non ci fosse già la malafede in partenza!)
4) il giovane mozzo dopo essersi diretto sotto lo scafo nemico lo buca in più punti facendolo affondare! Che fosse un’impresa realizzabile è del tutto opinabile, forse era passata per la testa di qualche “stratega dei mari” l’idea della formazione di un corpo di “sommozzatori” che si immergono sotto lo scafo per bucarlo! Poi sono arrivati i sottomarini…
5) il capitano, molto poco nobilmente, si rimangia la promessa e per nulla riconoscente, non intende riprendere a bordo il giovane mozzo
6) il giovane però non vuole rivalersi sulla nave e il suo equipaggio e si lascia annegare.

LA MELODIA CON PIU’ BRIO: THE GOLDEN VANITY

Ecco come diventa la stessa melodia velocizzata e in stile bluegrass!

ASCOLTA The Almanac Singers in “The Very Best Of American Folk titolo” The Golden Vanity

ASCOLTA Crooked Still in “Some Strange Country”, 2011 titolo “The Golden Vanity” nel video live 2009 , un arrangiamento molto personale in progressive bluegrass


I
There was a little ship
and she sailed on the sea
and the name of the ship was the Turkish Revelry(1)
she sailed upon the low, the lonesome low, she sailed upon the lonesome sea

II
She had not been out many more weeks than three
When she was overtaken by the Turkish Revelry
Sailing on the low..
III
Then up spoke a little cabin boy
saying “What will you give to me(2)
if I will them destroy?”
If I sink her in the low ..

IV
“The man who them destroys”,
the captain then replied
“It’s five thousand pounds
and my daughter for your bride”
If you sink them in the low..”
V
The boy smote his breast,
and down jumped he
He swam until he came to the Turkish Revelry
Sailing on the low…

VI
He had a little tool,
made for the use
He bored nine holes in her hull all at once
He sank her in the low …

VII
He swam back to the ship,
he beat upon the side
Crying “Captain pick me up,
I’m waving with the tide”
“I’m sinking in the low
VIII
“I will not pick you up”,
the Captain then replied
“I’ll shoot you, I’ll drown you,
I’ll sink you in the tide
I’ll sink you in the low…
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’era una piccola nave
che navigava sul mare
e il nome della nave era “the Turkish Revelry”(1)
navigava nelle acque solitarie
di un mare solitario.
II
Non erano passate che più di tre settimane
quando fu superata dalla Turkish Revelry
navigava nelle acque solitarie…
III
Avanti si fece giovane mozzo,
dicendo “Cosa mi darete(2)
se li distruggerò?
Se l’affondassi nelle acque solitarie..”
IV
“All’uomo che li distruggerà –
allora il capitano rispose –
andranno 5mila sterline
e mia figlia in sposa(3),
se tu li affondassi nelle acque solitarie..”
V
Il ragazzo si piegò in avanti
e giù si gettò
e nuotò finchè raggiunse la “Turkish Revelry”
che navigava sulle acque solitarie
VI
Aveva un piccolo attrezzo
fatto per lo scopo(4), e fece 9 buchi sul fondo della chiglia in un colpo solo
e l’affondò nelle acque solitarie..
VII
Nuotò di ritorno alla nave
e diede un colpo sulla fiancata
gridando “Capitano prendimi su
sto nuotando contro corrente
sto affondando nelle acque solitarie..
VIII
“Non ti tirerò su –
il capitano allora rispose-
ti sparerò e ti annegherò(5)
ti affonderò nella corrente
ti affonderò nelle acque solitarie..

NOTE
4) qui la fantasia popolare si dilunga nell’immaginare come si potesse far affondare una nave perforandone lo scafo: ecco un prodigioso attrezzo che con un colpo riesce a fare 9 buchi
5) il capitano, molto poco nobilmente, si rimangia la promessa e per nulla riconoscente, non intende riprendere a bordo il giovane mozzo, anzi per essere certo che muoia gli spara pure!!

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49885
http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/riddlegolden1260.html
http://www.harbourtownrecords.com/peterslyricsgoldenvanity.htm

COASTS OF HIGH BARBARY

The George Aloe and the Sweepstake o (The Coasts of) High Barbary è considerata sia una sea shanty che una ballata (Child ballad #285) e di certo la sua versione originale è molto antica e probabilmente cinquecentesca. Così’ nella commedia seicentesca  “The Two Noble Kinsmen” è trascritto
The George Alow came from the south, From the coast of Barbary-a; And there he met with brave gallants of war, By one, by two, by three-a.
Well hail’d, well hail’d, you jolly gallants! And whither now are you bound-a? O let me have your company

French_ship_under_atack_by_barbary_pirates

I pirati musulmani delle coste africane provenivano da quella che gli europei chiamavano Barberia (in inglese Barbary e in francese Côte des Barbaresques) ovvero Algeria Tunisia, Libia, Marocco (e più precisamente le città-stato di Algeri, Tunisi e Tripoli, ma anche i porti di Salè e Tetuan). La definizione più corretta è corsari barbareschi perchè assalivano solo le navi dell’Europa cristiana (compiendo inoltre razzie anche nei paesi cristiani della costa atlantica e del mediterraneo per procacciare schiavi o per ottenere lauti riscatti). Nel termine barbareschi si comprendevano arabi, berberi, turchi nonché i rinnegati europei. “I più attivi e organizzati corsari musulmani furono quelli con base nelle città costiere del Maghreb, soprattutto Algeri, Tunisi e Tripoli. Con i loro entroterra, queste città costituivano degli stati corsari pressoché indipendenti dal lontano potere dei sultani di Istanbul. La pirateria contro i cristiani era una lucrosa attività (da non dimenticare il commercio o il riscatto degli schiavi catturati) perfettamente legale, spesso incoraggiata dagli stessi sultani ottomani, specialmente quando questi erano in guerra contro paesi cristiani. Nonostante varie spedizioni punitive da parte di Stati europei e persino dei neonati Stati Uniti d’America (contro Tripoli), l’attività corsara delle reggenze maghrebine (talvolta con strane, ma non troppo, alleanze come ad esempio quella con la Francia) continuò per alcuni secoli”. (tratto da qui)
Nell’affare c’erano anche per buona misura i corsari cristiani, che compivano uguali razzie lungo le coste della Barberia (principalmente gli ordini cavallereschi e marinari dei Cavalieri di Malta e dei Cavalieri di Santo Stefano, ma ovviamente in questi casi si parlava di “crociata” e non di pirateria!!) “Se per le reggenze di Algeri, Tunisi e Tripoli il prigioniero valeva essenzialmente il riscatto per i cristiani, invece, i prigionieri diventavano “schiavi” maghrebini – che raramente venivano richiesti indietro – i quali diventavano oggetto di commercio interno e venivano impegnati nel servizio pubblico (ad esempio come rematori sulle galere) o in ambito domestico (specie le donne), e particolarmente rilevante è il fenomeno degli schiavi africani utilizzati in Sicilia tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento per il lavoro nei campi. Da qui il famoso detto “Cu pigghia un turcu, è sou” (Chi arraffa un turco ne diventa proprietario) che fa da controcanto al più famoso “Mamma li turchi!” (Aiuto, arrivano i turchi!)”. (tratto da qui)

Per quanto le attività piratesche fossero endemiche nel Mar Mediterraneo il periodo di massima attività dei corsari barbareschi fu la prima metà del 1600.

PRIMA VERSIONE
Stan Hugill nella bibbia “Shanties From The Seven Seas” riporta due melodie una più antica quando la canzone era una forebitter e una più veloce come canto marinaresco (capstan chantey).
La versione più antica della ballata racconta di due navi mercantili The George Aloe, e The Sweepstake con la George Aloe che vendica l’affondamento della seconda nave usando la stessa “cortesia” alla ciurma delle nave pirata francese la quale aveva gettato in mare l’equipaggio della Sweepstake.

ASCOLTA The Almanac Singers
ASCOLTA Hulton Clint versione forebitter
ASCOLTA Hulton Clint versione sea shanty

 

There were two lofty ships
From old England came
Blow high, blow low(1)
And so sail we
One was the Prince of Luther
The other Prince of Wales
All a-cruisin’ down the coast
Of High Barbary
“Aloft there, aloft there”
Our jolly bosun cried
“Look ahead, look astern,
Look to weather an’ a-lee”
“There’s naught upon the stern, sir
There’s naught upon our lee
But there’s a lofty ship to wind’ard
An’ she’s sailin’ fast and free”
“Oh hail her, oh hail her”
Our gallant captain cried
“Are you a man-o-war
Or a privateer?” cried he
“Oh, I’m not a man-o-war
Nor privateer,” said he
“But I am salt sea pirate
All a-looking for me fee”
For Broadside, for broadside
A long time we lay
‘Til at last the Prince of Luther
Shot the pirate’s mast away
“Oh quarter, oh quarter”
Those pirates they did cry
But the quarter that we gave them
Was we sank ‘em in the sea

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
C’erano due vascelli
provenienti dalla vecchia Inghilterra, (tira(1) forte, tira piano
che così salpiamo
)
Uno era il “Prince of Luther”
e l’altro il “Prince of Wales”,
entrambi a farsi un giretto per le coste della Barberia.
“A riva là
– il nostromo gridò –
guarda avanti, guarda a poppa,
guarda il tempo sottovento!”
“Non c’è niente a poppa, signore,
non c’è niente sottovento
ma c’è un vascello a sopravvento
e naviga veloce e spedito.”
“Maledizione
– il nostro capitano gridò –
siete un militare
o un corsaro?”
“Non sono un militare
e nemmeno un corsaro – disse lui –
ma sono un pirata del mare
in cerca del mio compenso”
Siamo stati a sparare bordate
per molto tempo

finchè alla fine la Prince od Luther
colpì l’albero maestro dei pirati “Mercede”
– gridarono quei pirati –
ma la grazia che gli demmo
fu di affondarli in mare

NOTE
1) il verbo to blow significa sia colpire che soffiare; ci si aspetterebbe un “pull” o “haul” ma il significato resta quello di “tira”

SECONDA VERSIONE
La ballata riprende popolarità negli anni tra il 1795 e il 1815 in concomitanza degli attacchi dei corsari barbareschi alle navi americane.

ASCOLTA Tom Kines in “Songs from Shakespeare´s Plays and Songs of His Time”.1960 come cantata in epoca elisabettiana

ASCOLTA Assassin’s Creed Black Flag in versione sea shanty
ASCOLTA in versione sea shanty più estesa

ASCOLTA Joseph Arthur in  Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006 (biografia e dischi qui) in versione rock

“Look ahead, look-astern
Look the weather in the lee!”
Blow high! Blow low!
And so sailed we.

“I see a wreck to windward,
And a lofty ship to lee!
A-sailing down along
The coast of High Barbary”
“O, are you a pirate
Or a man o’ war?” cried we.
“O no! I’m not a pirate
But a man-o-war,” cried he.
“We’ll back up our topsails
And heave vessel to.
For we have got some letters
To be carried home by you”. (2)
For broadside, for broadside
They fought all on the main;
Until at last the frigate
Shot the pirate’s mast away.
“For quarter, for quarter”,
the saucy pirates cried
But the quarter that we showed them
was to sink them in the tide
With cutlass and gun,
O we fought for hours three;
The ship it was their coffin
And their grave it was the sea
But O! ‘Twas a cruel sight,
and grieved us, full sore,
To see them all a drownin’
as they tried to swim to shore

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
“Guarda avanti, guarda a poppa,
guarda il tempo sottovento!”
(tira forte, tira piano
che così siamo salpati)
“Vedo un relitto a sopravvento
e un vascello a sottovento
che naviga lungo
la costa di Barberia.”
“Siete un militare
o un pirata?”
“Non sono un pirata
ma un soldato” – disse lui “Ammaineremo le vele
per l’abbordaggio
perchè abbiamo delle lettere d
a farvi portare a casa”(2)
A bordate
si combatterono tutti sul mare
finchè alla fine la fregata
colpì l’albero maestro dei pirati “Mercede”
– gridarono quei pirati –
ma la grazia che gli demmo
fu di affondarli in mare.
Con sciabola e pistola
ci siamo battuti per tre ore
e la nave divenne la loro bara
e il mare la loro tomba.
Fu uno spettacolo crudele
che ci addolorò tanto
vedere il loro annegamento
mentre cercavano di nuotare fino alla riva.

NOTE
2) I pirati usano l’inganno per l’abbordaggio

FONTI
http://www.contemplator.com/england/barbary.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=137331 https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/barbaree.html http://www.ilportaledelsud.org/barbareschi.htm http://www.ilportaledelsud.org/pirati.htm
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_285