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LOUGH ERNE SHORE

Con lo stesso titolo si identificano due diverse melodie, la prima è quella più comunemente nota come “Shamrock shore” (vedi) per il titolo del testo a cui è abbinata

ERIN SHORE O LOUGH ERIN SHORE

ASCOLTA The Corrs in Forgiven, Not Forgotten 1995)

ASCOLTA The Corrs in “Unplugged” 1999

oppure la versione live The Corrs & The Chieftains 2008

LOUGH ERNE SHORE

angelabetta3La seconda è una Irish pastoral love song probabilmente una “Ulster Hedge School ballad” del 1700 o 1800. Per il soggetto ricorda un’altra ballata dal titolo “The Pretty Girl Milking the Cow” (vedi). La melodia è una slow air tipica delle aisling song (rêverie song) ossia un genere letterario della poesia irlandese (per lo più in gaelico) proprio del 1600-1700 in cui il protagonista (spesso un poeta) ha la visione in sogno di una bella fanciulla che rappresenta l’Irlanda. Questa in particolare sebbene non sia pervenuta nella sua versione in gaelico si ritiene provenga dal un maestro di scuola (hedge-school) del Fermanagh

ASCOLTA Paddy Tunney (vedi scheda)
ASCOLTA Paul Brady & Andy Irvine  in “Andy Irvine and Paul Brady” (1976).
ASCOLTA La Lugh

Old Blind Dogs in Wherever Yet May Be 2010 (Jonny Hardie violino, Aaron Stone voce e chitarra, Ali Hutton  border pipes, Fraser Stone percussioni)

VERSIONE PADDY TUNNEY da “The Stone Fiddle”
I
One morning as I went a-fowlin’,
bright Phoebus(1) adorned the plain.
It was down by the shades of Lough Erne(2),
I met with this wonderful dame.
II
Her voice was so sweet and so pleasing;
these beautiful notes she did sing.
And the innocent fowl of the forest,
their love unto her they did bring.
III
Well, it being the first time I met her,
my heart, it did lep with surprise.
And I thought that she could be no mortal,
but an angel that fell from the skies.
IV
Her hair it resembled gold tresses;
her skin was as white as the snow.
And her lips were as red as the roses
that bloom around Lough Erne shore.
V
When I heard that my love was eloping,
these words unto her I did say:
“Oh, take me to your habitation,
for Cupid(1) has led me astray.”
VI
“For ever I’ll keep the commandments;
they say that it is the best plan.
Fair maids who do yield to men’s pleasures,
the scriptures do say they are wrong.”
VII
“Oh, Mary, don’t accuse me of weakness,
for treachery I do disown.
I will make you a lady of the splendour
if with me, this night, you’ll come home.”
VIII
Oh, had I the lamp of great Al-addin(3),
his rings and his genie that’s more,
I would part with them all for to gain you,
and live around Lough Erne shore.
tradotto da Cattia Salto
I
Una mattina mentre ero a passeggio, il luminoso Febo(1) soleggiava la pianura così mi addentrai nei boschetti del Lago Erne (2) e incontrai una bella dama.
II
La sua voce era così dolce e armoniosa,
le belle note che cantava gli innocenti uccelli del bosco (ri)portavano con l’amore a lei.
III
Essendo la prima volta che la incontravo il mio cuore fece un balzo per la sorpresa e pensai che lei non potesse essere una mortale, ma un angelo caduto dal cielo.
IV
I capelli sembravano trecce d’oro, la pelle bianca come la neve, e le labbra rosse come le rose
in fiore lungo le rive del Lago Erne.
V
Quando mi accorsi che mi ero innamorato,
le dissi queste parole
“Oh portatemi alla vostra dimora, che Cupido(1) mi ha colpito”.
VI
“Osserverò i comandamenti per sempre, dicono che sia il miglior proposito. Le scritture dicono che sono in errore le belle fanciulle che soggiacciono ai voleri degli uomini”
VII
“Oh Maria non accusarmi di debolezza
perchè io rinnego il tradimento,
ti farò una signora ricca se con me, questa notte, verrai!
VIII
Avessi la lampada del grande Aladino(3)
e in più i suoi anelli e il genio,
li condividerei tutti con te per vivere sulla riva del Lago Erne”

NOTE
1) l’autore da sfoggio delle sue conoscenze classiche citando a Febo (ovvero Apollo) il dio del sole  e Cupido il dio dell’amore
2) Il Lough Erne è un complesso di due laghi situati nelle Midlands d’Irlanda: Lower e Upper. “Senza alcuna fretta di raggiungere il mare, il fiume Erne serpeggia da una parte all’altra dell’acquosa e boscosa contea Fermanagh. Scorre fino a formare un lago composto di due bacini, Lower e Upper Lough Erne, nel cui centro si trova l’isoletta su cui sorge il capoluogo di contea, Enniskillen. Paradiso per uccelli, fiori e piante selvatiche e pescatori, Lough Erne è un corso d’acqua meraviglioso, ideale per crocere e gite in barca. ” (tratto da qui)
3) il verso si ritrova anche in una canzone dallo stesso tema “The Pretty Maid Milking her Cow

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19864
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11428
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=28342
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Lough_Erne’s_Shore

I KNOW MY LOVE

Un brano della tradizione popolare irlandese dalle probabili origini ottocentesche, pervenuto in varie versioni e largamente diffuso in Irlanda con un’atipica protagonista femminile che lamenta il suo amore non corrisposto.
Il riferimento nella II strofa ad una località detta Mardyke permette di collocare il racconto originario a Cork nel Munster, Irlanda del Sud.

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La protagonista dichiara il proprio amore nei confronti di un ragazzo del luogo, il quale, però, non ricambia il sentimento, anzi, frequenta altre donne dalla dubbia reputazione; così chi canta esprime gelosia ed infelicità, che culmina nel lamento nel ritornello, in cui lei piange disperata.

Come se non bastasse oltre a non essere particolarmente bella, lei non è nemmeno un “buon partito” che per un ragazzo così libertino e vagabondo potrebbe essere forse un’attrattiva per un matrimonio d’interesse; così l’umile condizione “socio-economica” non permette alla ragazza di mettere in luce le sue qualità di brava donna di casa e di donna dalle mani d’oro che sa come tessere e confezionare un buon vestito da uomo!

Nell’ultima strofa si deduce che il ragazzo lascerà l’Irlanda e, molto probabilmente, sposerà una straniera. Due sono le versioni nel merito: la sposa del ragazzo è una English damsel “donzella inglese”, nell’altra è una American girl “ragazza americana”

Sebbene la ragazza gelosa si lamenti e pianga, la melodia, allegra e veloce, ci fa propendere per una lettura in chiave umoristica e caricaturale della storia.

La prima versione pubblicata da Herbert Hughes, senza la IV strofa, si trova nel I volume di “Irish Country Songs” e risale al 1909.

ASCOLTA Jimmy Clowley in Uncorked 1998 (già membro dei Stokers Lodge di Cork con i quali aveva registrato il brano nel 1979 nell’album omonimo titolo peraltro presente in molte compilations di irish music) che lo aveva imparato da Luke Kelly dei Dubliners. La gente di Cork ha un suo accento e un suo slang

ASCOLTA Danny Carnahan in Journeys Of The Heart 1989 con un interessante arrangiamento al mandolino

The Chieftains e The Corrs in “Tears from Stone” 1999 La versione dei Chieftains eseguita con i Corrs è diventata la più imitata.


I
I know my love by his way of walking
And I know my love by his way of talking
And I know my love dressed in a suit of blue(1)
but if my love leaves me what will I do?[Refrain] :
And still she cried, “I love him the best
And a troubled mind sure can know no rest”
And still she cried, “Bonny(2) boys are few
And if my love leaves me what will I do”
II
There is a dance house in Maradyke(3)
And there my true love goes every night
He takes a strange(4) girl upon his knee
Well now don’t you think that that vexes me?(5)
III
If my love knew I can wash and wring(6)
If my love knew I can sew and spin
I’d make a coat of the finest kind
But the want of money sure leaves me behind
IV
I know my love is an arrant(7) rover
I know he’ll wander the wild world over(8)
In dear old Ireland he’ll no longer tarry(9)
An American girl he’s sure to marry(10)
traduzione italiano Cattia Salto
I
Conosco il mio amore dal modo di camminare,
conosco il mio amore dal modo di parlare
conosco il mio amore dal suo vestito blu, ma se lui mi lascia cosa farò?Ritornello
E lei grida ancora, “Lo amo sopra ogni cosa e una mente in affanno di certo non conosce pace” E lei grida ancora,
“I ragazzi belli sono   pochi e se il mio amore mi lascia cosa farò?”
II
C’è una sala da ballo in Maradyke
ed è lì che il mio caro amore va ogni notte
prende una donnina sulle ginocchia,
così allora non credete che questo mi infastidisca?
III
Se il mio amore sapesse che so fare il bucato, se il mio amore sapesse che so   tessere e filare, potrei fargli un vestito della migliore qualità, ma la   mancanza di denaro me lo impedisce.
IV
Il mio amore è un perfetto vagabondo
che gira per tutto il mondo, perchè nella cara vecchia Irlanda più a lungo non rimarrà e una ragazza americana sicuramente sposerà.

NOTE
1) oppure “And I know my love in the jacket blue
2) bonny: bello, termine tipico del dialetto scozzese
3) Maradyke o Mardyke era una strada Cork: Il Walk Mardyke era una strada della zona portuale, popolata da marinai, ubriachi e postitute poi ripulita e trasformta in passeggiata più borghese, oggi inglobata nella zona universitaria. C’era un St. Francis’ Hall nota sala da ballo agli inizi del 1900 e ritrovo preferito dai giovani fino agli anni ’20.
4) letteralmente : ragazza strana ma eufemismo per prostituta, in altre versioni l’aggettivo è “quare” decisamente più volgare per indicare una vecchia baldracca
5) oppure “And don’t you know how that troubles me
6) tradotto in italiano con fare il bucato al posto di “lavare e strizzare”
7) oppure ” handsome” oppure “errant
8 oppure “And I know he’ll roam the whole world over
9) to tarry: “rimanere” forma dialettale in disuso equivalente a to stay
10) oppure “And an English girl sure he’s sure to marry

UNA VISITA A CORK

CORK E DINTORNI: UN’ALTRA IRLANDA
Cork è la seconda città d’Irlanda per dimensione dopo Dublino e la terza se si considera l’intera Isola (nel qual caso va aggiunta Belfast) nonché il capoluogo della propria contea (la più grande del Paese sebbene non arrivi neppure a 500.000 abitanti in totale) e la città principale della regione del Munster. Oggi è una cittadina middle class che non ha molti ricordi del suo passato sanguinoso e negli ultimi sei anni sta vivendo una specie di “Rinascimento”. Da città grigia e spenta è stata trasformata archettonicamente (trasformazione che tutt’ora continua incessante e che proseguirà fino alla ristrutturazione dei dock e il trasferimento del porto commerciale totalmente a Ringaskiddy) ed è attualmente una città vibrante e giovane, grazie anche alla sua università principale, UCC, il suo politecnico, CIT, ed i vari istituti d’arte che costellano la zona urbana. continua

FONTI
http://mysongbook.de/msb/songs/i/iknowmyl.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20116
http://www.irishmusicdaily.com/i-know-my-love
http://mainlynorfolk.info/eliza.carthy/songs/iknowmylove.html
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/FSWB143.html
http://www.corkpastandpresent.ie

ILLUSTRAZIONI
http://www.vintage-views.com/antique_prints-of-ireland/index10.html

MY LAGAN LOVE

Con la stessa melodia, una slow air delicata e malinconica, e due titoli simili si identificano ben tre canzoni.

LA VERSIONE DELLA TRADIZIONE IRLANDESE

Il testo è stato scritto nel 1904 dal poeta di Belfast Joseph Campbell (1879-1944) su una melodia tradizionale irlandese del Donegal. La canzone è stata pubblicata in “Songs of Uladh” di Herbert Hughes e Joseph Campbell, scritta probabilmente nel 1903 durante una vacanza nel nord del Donegal e nella nota si spiega come il brano sia arrivato a lui dalla tradizione orale ottocentesca.

“I got this from Proinseas mac Suibhne who played it for me on the fidil. He had it from his father Seaghan mac Suibhne, who learned it from a sapper working on the Ordnance Survey in Tearmann about fifty years ago. It was sung to a ballad called the “Belfast Maid,” now forgotten in Cill-mac-nEnain”
[Traduzione italiano: Ho ricevuto questo da Proinseas mac Suibhne che lo ha suonato per me al violino. L’ha avuto da suo padre Seaghan mac Suibhne, che lo imparò da un lavoratore… circa 50 anni fa. Era cantata con una melodia detta Belfast Maid ormai dimenticata.]

E’ la storia di un innamorato e del suo “lily fair” (in italiano bel giglio) dai capelli neri e dagli occhi nocciola che vive lungo le rive del fiume Lagan. L’uomo sbircia dal buco della serratura la vita della donna, che vive da sola con il padre barcaiolo, e nella quarta strofa finalmente anche lei ricambia il suo amore.

Sono le parole, unite alla melodia, ad essere intense, espressione di un amore totalizzante, che rende l’uomo schiavo perchè “love is lord of all“!

Ma nella prima strofa il poeta, noto nazionalista irlandese, dichiara velatamente il suo amore per l’Irlanda! Seosamh MacCathmhaoil cosi come si faceva chiamare il poeta in uno pseudonimo in gaelico, infarcisce il brano di credenze tradizionali preveniente da un mondo rurale idealizzato.

My-Lagan-Love
Illustrazione relativa a My Lagan Love pubblicata in “Songs of Uladh”

In genere nelle registrazioni in commercio la II strofa è saltata. Ottime registrazioni anche da Anuna in Invocation, Jim McCann in Grace, ma sono tantissimi gli artisti e i gruppi che la propongono.

ASCOLTA Lisa Hannigan & The Chieftains in Voice of Ages, un’interpretazione crepuscolare da pelle d’oca (strofe I, III)

ASCOLTA Sinead O’Connor in Sean Nos Nua (strofe I, III, IV)

ASCOLTA The Corrs in Home (strofe I, III, IV)


I
Where Lagan(1) stream sings lullaby
There blows a lily fair
The twilight gleam is in her eyes
The night is on her hair
And, like a love sick lennan-shee(2)
She has my heart in thrall
No life have I, no liberty,
For love is lord of all
II
Her father sails a running-barge
‘Twixt Leamh-beag and The Druim(3);
And on the lonely river-marge
She clears his hearth for him.
When she was only fairy-high
Her gentle mother died;
But dew-Love keeps her memory
Green on the Lagan side
III
And sometimes when the beetle’s horn
Hath lulled the eve to sleep,
I steal unto her shieling(4) lorn
And through the door-ring peep,
There on the crickets’ singing-stone(5)
She spares the bogwood fire,
And hums in sad sweet and undertone,
The song of heart’s desire
IV
Her welcome, like her love for me,
Is from her heart within:
Her warm kiss is felicity
That knows no taint of sin.
And, when I stir my foot to go,
‘Tis leaving Love and light
To feel the wind of longing blow
From out the dark of night.
traduzione italiano di  Cattia Salto
I
Là dove il fiume Lagan(1) canta una nenia, cresce un bel giglio
il riflesso del crepuscolo brilla nei suoi occhi, la notte sui suoi capelli
e come una fata (2), malata d’amore,
lei tiene il mio cuore in schiavitù
non vivo più, non sono più libero
che Amore è padrone di ogni cosa
II
Suo padre spinge le vele della chiatta
tra Lamberg e il Drum(3)
e sulla sponda del fiume solitario
lei accudisce la sua casa per lui.
Quando era solo una piccola fata
la sua buona madre morì,
ma l’amore rinverdisce il ricordo di lei con le lacrime, sulla sponda del Lagan.
III
A volte quando il corno del coleottero
ha fatto addormentare la sera cullandola,
io mi avvicino alla sua dimora(4) solitaria
attraverso la soglia sbircio,
là sul focolare dove cantano i grilli(5),
lei che alimenta il fuoco con la legna di brughiera e mormora dolcemente sottovoce la canzone che il cuore desidera
IV
Il suo benvenuto, come l’amore per
me, giunge dal più profondo:
il suo bacio caloroso è la felicità
che non conosce la macchia del peccato
e, quando riesco ad andarmene
così lascio Amore e luce
per sentir soffiare il vento della nostalgia fuori nel buio della notte

NOTE
1) Lagan: fiume che attraversa Belfast, Altri però ritengono che il fiume sia un torrente che sfocia nel Lough Swilly nella contea di Donegal, non lontano da Letterkenny, dove Herbert Hughes raccolto la canzone nel 1903.
2) Lennan-shee – Shide Leannan (lett fata bambino) leman shee  è la fata che cerca l’amore tra gli umani. La fata, che è un essere sia di genere maschile che femminile, dopo aver sedotto un mortale lo abbandona per ritornare nel suo mondo. L’amante si tormenta per l’amore perduto fino alla morte.
Gli amanti delle fate hanno una vita breve, ma intensa. La fata che prende come amante un umano e anche la musa ispiratrice dell’artista che offre il talento in cambio di un amore devoto, portando l’amante alla follia o a una morte prematura.
3) Lambeg è un villaggio tra Lisburn e Belfast e the Drum è il sito di un canale parallelo al fiume in prossimità del ponte che lo attraversa
4) shieling: riparo stagionale di pastori tipo capanno
5) Crickets’ singing-stone: I grilli sono animali portafortuna e sentire il loro canto vicino al focolare era di buon auspicio. Era consuetudine per i novelli sposi portare nella nuova casa una coppia di grilli dalla casa dei genitori.

LA VARIANTE AL FEMMINILE

Con delle lievi modifiche al testo tradizionale Caroline Lavelle ricava una canzone romantica al femminile


I
Where Lagan streams sing lullabies
Through clouds of lilies fair
The half-light gleam is in his eyes
The night is on his hair
Like a love-sick lenashee
He has my heart to call
No life have I
No liberty
For his love is lord of all
II
And often when the late birdsong
Has lulled all the world to sleep
I will steal into my lover’s arms
Our secrets there to keep
And on the cricket’s singing stone
He’ll make a drywood fire
And tell me then, sweet undertones
The song of my heart’s desire.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Dove il Lagan(1) scorre e canta una ninnananna tra le nubi di bei gigli,
il riflesso del crepuscolo è nei suoi occhi, la notte sui suoi capelli
e come un usignolo (2) innamorato
prende il mio cuore da chiamare
non vivo più,
nessuna libertà, perchè il suo Amore è padrone di ogni cosa.
II
E spesso quando l’ultimo canto
ha fatto addormentare il mondo cullandolo, starò tra le braccia del mio amore, per custodire i nostri segreti
e sul focolare dove canta il grillo
lui farà un fuoco di legna secca
e mi canterà sommessamente
il canto che il mio cuore anela

NOTE
1) al plurare in inglese per indicare i rivoletti del fiume Lagan quando scende a valle
2) lenashee in questo contesto è un appellativo dell’usignolo, nel verso suggessivo dice infatti “birdsong”, il canto dell’usignolo, l’uccello che canta di notte.
L’usignolo è l’uccello che canta solo di notte e nella tradizione popolare è il simbolo degli amanti e dei loro convegni amorosi, immortalato da Shakespeare nel “Romeo e Giulietta” . Così il canto dell’usignolo ha assunto una caratteristica negativa, egli non è il cantore della gioia come l’allodola bensì della malinconia e della morte. continua

MY LAGAN LOVE BY CARDER BUSH

ASCOLTA Kate Bush (vedi Hounds of Love ristampa 1997 nelle bonus track) con l’incanto della sola voce

Il testo del fratello non tiene conto di quello di J. Campbell, ma, suggestionato della melodia, parla di Lagan come di una persona che muore ed è rimpianto dalla donna che lo amava.

TESTO DI JOHN CARDER BUSH
I
When rainy nights are soft with tears,
And Autumn leaves are falling,
I hear his voice on tumbling waves
And no one there to hold me.
At evening’s fall he watched me walk.
His heart was mine.
But my love was young, and felt
The world was not cruel, but kind.
II
Where Lagan’s light fell on the hour,
I saw him far below me-
Just as the morning calmed the storm-
With no one there to hold him.
My loves have come, my loves have gone,
And nothing’s left to warm me,
Save for a voice on the traveling wind,
And the glimpse of a face at morning.
traduzione italiano di  Cattia Salto
I
Quando le notti di pioggia piangono lacrime e le foglie d’autunno cadono,
sento la sua voce nelle onde agitate,
e non c’è nessuno ad abbracciarmi.
All’arrivo della sera mi guardava passeggiare, il suo cuore era il mio..
Il mio amore era giovane e credeva che il mondo non fosse crudele, ma buono.
II
Dove allo scoccare dell’ora la luce di Lagan mi apparve,
lo vidi lontano dietro di me –
proprio mentre il mattino calmava la tempesta –
e non c’è nessuno ad abbracciarlo.
I miei amanti sono venuti, i miei amanti sono andati
e niente è rimasto per riscaldarmi,
eccetto che una voce nel vento vagabondo e il lampo di un volto al mattino.

THE QUIET JOYS OF BROTHERHOOD

Canzone scritta sulla melodia popolare My Lagan Love da Richard Fariña e interpretata dalla sua compagna Mimi Baez, il brano compare nell’album “Memories” del 1968 pubblicato dopo la morte dello stesso autore in un incidente, subito ripreso dai Fairport Convention (in Liege and Lief -1969)

La poesia richiama una mitica terra dalla natura incontaminata contrapposta alla terra deturpata dalla mano dell’uomo ispirata dalla magica frase “For love is lord of all“.

ASCOLTA Mimi e Richard Fariña

ASCOLTA con la voce magica di Sandy Danny e un violino da brivido

TESTO DI RICHARD FARIÑA
I
Where gentle tides go rolling by
Along the salt-sea strand
The colours blend and roll as one
Together in the sand
And often do the winds entwine
To send their distant call
The quiet joys of brotherhood
When love is lord of all
II
Where oat and wheat together rise
Along the common ground
The mare and stallion light and dark
Have thunder in their sound
The rainbow sign, the blended flood
Still have my heart enthralled
The quiet joys of brotherhood
When love is lord of all
III
But men have come to plow the tides
The oat lies on the ground
I hear their fires in the field
They drive the stallion down
The roses bleed, both light and dark
The winds do seldom call
The running sands (1) recall the time
When love was lord of all
traduzione italiano di  Cattia Salto
I
Dove vanno e vengono liete le maree
lungo la battigia della spiaggia
i colori mescolati e confusi in uno, insieme alla sabbia
e spesso i venti si avvinghiano
per inviare il loro richiamo lontano:
la gioia e la pace della fratellanza
quando Amore è padrone di ogni cosa
II
Dove avena e grano crescono insieme,
nella stessa terra
la giumenta e lo stallone, bianco e nero,
hanno il tuono nei loro nitriti,
l’arcobaleno, il flusso delle acque, hanno sempre incantato il mio cuore.
La gioia e la pace della fratellanza
quando l’amore è padrone di ogni cosa
III
Ma uomini vennero a devastare le maree, l’avena è stesa a terra e
ho sentito i loro spari nel campo,
hanno domato lo stallone
la rose sanguinano giorno e notte,
i venti soffiano di rado
la sabbia scorre, ricorda il tempo
quando Amore era padrone di ogni cosa.

NOTE
1) la sabbia nella clessidra

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5808 http://mainlynorfolk.info/sandy.denny/songs/quietjoysofbrotherhood.html

PEGGY GORDON

peggy-gordonCollezionata in Nuova Scozia da Helen Creighton (1899-1989) “Peggy Gordon” è una love song pubblicata in “Maritime Folk Songs” (Ryerson Press, Toronto, Ontario, 1962) di probabile origine scozzese.

La canzone è diventata popolare anche in Irlanda a cavallo degli anni 60-70 tramite la versione dei Dubliners. La melodia richiama “The Banks of Sweet Primroses” anche detta “Sweet Primroses” con le prime edizioni stampate che risalgono al 1840.

VERSIONI IRLANDESI

Il protagonista si dichiara alla giovane Peggy e descrive le sue sofferenze d’amore amore, perchè lei sembra essere indifferente al suo corteggiamento; così vorrebbe emigrare in una terra d’oltremare o ritirarsi un una valle solitaria per ascoltare solo il canto degli uccelli, al fine di ritrovare un po’ di tranquillità.

The Dubliners con la voce di Luke Kelly, (strofe da I a V)

Nelle seguenti versioni si omette la IV strofa
Sinéad O’Connor in Sean-Nós Nua
The Chieftains & The Secret Sisters in Voice of Ages

The Corrs in Home 2005



Oh, Peggy Gordon you are my darling
Come sit you down upon my knee
and tell to me the very reason
Why I am slighted so by thee.(1)
II
I’m so in love that I can’t deny it
My heart lies smothered in my breast
It’s not for you to let the world know it
A troubled mind can know no rest.
III
I put my head to a glass of brandy(2)
It was my fancy I do declare
For when I’m drinking I’m always thinking
And wishing Peggy Gordon was here.
IV
I wish I was away in England,
Far across the briny sea,
Or sailing o’er the deepest ocean,
Where care and troubles can’t bother(3) me.
V
I wish I was in some lonesome valley
Where womankind could not be found
Where the little birds sing on the branches
And every moment a different sound.
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Oh Peggy Gordon, mia cara,
vieni a sederti sulle mie ginocchia,
e dimmi il vero motivo
per cui mi disprezzi. (1)
II
Sono così tanto innamorato che non posso negarlo, il cuore mi sta stretto in petto, ma non è da te far sapere a tutti che un’anima inquieta non conosce pace.
III
Mi sono attaccato al brandy (2)
posso solo dire che ne avevo voglia,
perché quando bevo penso e desidero sempre che Peggy Gordon sia qui.
IV
Vorrei essere lontano dall’Inghilterra,
oltre il mare salmastro,
o navigare sull’oceano più profondo
dove affanni e dolori  non possono assillarmi (3)
V
Vorrei essere in qualche valle solitaria
dove non ci sia traccia  del genere femminile
e dove gli uccellini cantano sui rami
in ogni momento una melodia diversa.

NOTE
Tutte le versioni ripetono la prima strofa anche in chiusura, in questo modo il rapporto tra i due si riduce ad un breve per quanto aspro litigio tra innamorati con finale riappacificazione.
1) letteralmente sono così insignificante per te
2) anche “cask of brandy”; letteralmente ho messo la testa in un barile di brandy
4) bother= preoccupare, termine anglo-irlandese del linguaggio colloquiale

SWEET MAGGIE GORDON

Nella raccolta americana “Music for Nation” presso la Biblioteca del Congresso (Library of Congress) il brano è intitolato Sweet Maggie Gordon (vedi), come pubblicato da Pauline Lieder (New York 1880) che aggiunge una strofa da Carrickfergus, con una melodia a tempo di valzer arrangiata per pianoforte diversa da quella attuale
Jesse Ferguson di Cornwall, Ontario,


I
Oh, Peggy Gordon you are my darling,
Come sit you down all on my knee,
And tell to me the very reason
Why I am slighted so by thee.
II
I’m deep in love but I dare not show it,
My heart lies smothered all in my breast,
It’s not for you to let the whole world know it,
A troubled mind that has no rest.
III
I laid my head on a cask of brandy
Which was my fancy I do declare,
For while I’m drinking, I’m always thinking
How I’m to gain that lady fair.
IV
I put my back against an oak tree,
Thinking it was a trusty tree,
But first it bent and then it broke,
And that’s the way my love served me.
V
I wish my love was one red rosy
A-planted down on yonder wall,
And I myself could be a dewdrop
That in her bosom I might fall.
VI
I wish I was in Cupid’s castle
And my true love along with me,
Oh, Peggy Gordon, you are my darling,
Oh, Peggy Gordon, I’d die for thee.
VII
The sea is deep, I cannot wade it,
Neither have I got wings to fly,
But I wish I had some jolly boatman
To ferry over my love and I.
VIII
I will go down to some lonesome valley,
Where no womankind is ever to be found,
Where the pretty little birds do change their voices,
And every moment a different sound.
IX
I wish I was as far as Ingo (1)
Way out across the briny sea,
A-sailing over the deep blue water
Where love nor care never trouble me.
X
I wish I was in Spencervania (2)
Where the marble stones are black as ink,
Where the pretty little girls they do adore me,
I’ll sing no more till I get a drink (3).
traduzione italiano Cattia Salto
I
Oh Peggy Gordon, mia cara,
vieni a sederti sulle mie ginocchia,
e dimmi il vero motivo
per cui sono così insignificante per te.
II
Sono così tanto innamorato che non posso negarlo, il cuore mi sta stretto in petto, ma non è da te far sapere a tutti che un’anima inquieta non conosce pace.
III
Mi sono attaccato al brandy
posso solo dire che ne avevo voglia,
perché quando bevo penso e desidero sempre che Peggy Gordon sia qui.
IV
Mi sono appoggiato a una quercia
pensando che fosse un albero solido, ma prima si è piegato e poi si è rotto
proprio come il mio amore
V
Vorrei che il mio amore fosse una rosa rossa, piantata ai piedi di quel muro, e io vorrei essere una goccia di rugiada, per cadere nel suo bocciolo
VI
Vorrei essere nel castello di Cupido, con il mio amore
Oh Peggy Gordon mia cara
Oh Peggy Gordon, morirei per te
VII
Ma il mare è vasto, non riesco ad attraversarlo e nemmeno ho ali per volare
vorrei trovare un abile barcaiolo, per traghettare oltre il mio amore e me.
VIII
Vorrei essere in qualche valle solitaria
dove non ci sia traccia  del genere femminile e dove gli uccellini cantano sui rami
in ogni momento una melodia diversa.
IX
Vorrei essere lontano dall’Inghilterra,
oltre il salatissimo mare,
o navigare sull’oceano più profondo
dove affanni e dolori  non possano assillarmi
X
Vorrei essere a Spencervania
dove le pietre di marmo sono nere come inchiostro, e dove le ragazzine mi  adorano
ma non canterò ancora finchè non avrò un altro bicchiere

NOTE
1) forse espressione dialettale “Engle” che sta per “England”
2) forse sta per Pennsylvania
3) strofa aggiunta dal cantante per chiedere al suo pubblico un altro bicchiere

FONTI
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/peggygordon.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=21179
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=21282