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OVER THE HILLS AND FAR AWAY: TOM THE PIPER

Un bellissima melodia riportata da Thomas D’Urfey nel suo “Pills to Purge Melancholy” ancora attualissima è ritornata alla popolarità con la serie tv Sharpe’s Rifles. Già all’epoca quella che era una melodia romantica per una storia d’amore, era diventata una melodia accattivante e pro arruolamento per le guerre napoleoniche. (vedi prima parte)

LA VERSIONE Jocky met with Jenny fair

La versione riportata da Thomas D’Urfey è una storia di corteggiamento un po’ tormentato; in verità tutto il canto segue un po’ il topos dell’amante tenuto sulle spine che si dispera e supplica mercede, per ottenere i favori della bella. Ma il nostro  Jock non doveva essere poi così disperato se alla fine conclude
Since she is false whom I adore
I’ll never trust a woman more
From all their charms I’ll flee away
And on my pipes I’ll sweetly play

VERSIONE INGLESE O SCOZZESE?

La questione dibattuta già nel Settecento, fin dalla pubblicazione di questa song nello “Scots Musical Museum”, sulla sua attribuzione, non si è ancora risolta
There was debate at the time of this song’s publication as to whether it was an English song composed about 1700 or whether it was an earlier Scots song which was adopted in England. Unfortunately, there is still no conclusive evidence to answer this question although Burns was very specific about only including Scots songs. There is an alternative melody for these verses which is called, ‘My plaid away’, composed about 1710.” (tratto da qui)

LA VERSIONE INGLESE

ASCOLTA Connie Dover  in “Somebody la quale riprende il testo antico (senza poi modificarlo troppo) e scrive una melodia sua.


I
Jocky met with Jenny fair
Between the dawning and the day
But Jocky now is full of care
Since Jenny stole his heart away
II
Although she promised to be true
She proven has, alack, unkind
The which does make poor Jocky rue
That e’er he loved a fickle mind
III
Jocky was a bonny lad
That e’er was born in Scotland fair
But now poor lad he does run mad
Since Jenny
IV
Young Jocky was a piper’s son
He fell in love when he was young
And all the tunes that he could play
Was O’er the Hills and Far Away
Chorus
And it’s o’er the hills and far away
It’s o’er the hills and far away
It’s o’er the hills and far
The wind has blown my plaid away
V
He sang when my first my Jenny’s face
I saw she seemed so full of grace
With mickle joy my heart was filled
That’s now alas with sorrow killed
VI
Oh were she but as true as fair
‘T would put an end to my despair
Instead of that she is unkind
And waivers like the winter wind
VII
Hard was my hap to fall in love
With one that does so faithless prove
Hard my fate to court a maid
Who has my constant heart betrayed
VIII
Since she is false whom I adore
I’ll never trust a woman more
From all their charms I’ll flee away
And on my pipes I’ll sweetly play
Traduzione Cattia Salto
I
Jock conobbe la bella Jenny
allo spuntar dell’alba
e ora Jock è preoccupato
da quanto Jenny gli ha rapito il cuore
II
Sebbene lei promise di essere sincera
si rivelò ahimè scortese
il che fece rimpiangere il povero Jock
di essersi innamorato di una mente volubile
III
Jock era un (il più) bel ragazzo
che mai sia nato nella Scozia bella,
ma ora povero ragazzo è impazzito
per colpa di Jenny
IV
Il giovane Jocky era figlio di un pifferaio (1)
e si innamorò quando era giovane
e l’unica melodia che sapeva suonare
era “Lontano sulle colline”
CORO
lontano oltre le colline
lontano oltre le colline
lontano oltre le colline
il vento ha soffiato via la mia coperta (2)
V
Cantava “Quando per la prima volta il viso della mia Jenny vidi, sembrava così piena di grazia,
di molta gioia il mio cuore si colmò
ma ora ahimè dal dolore è ucciso”
VI
Oh se solo lei fosse fedele quanto è bella
potrebbe mettere fine alla mia disperazione
invece di essere scortese
e gelida (3) come il vento d’inverno
VII
Amara sorte d’innamorarmi
di una che così infedele si mostra,
amaro il mio fato di corteggiare una fanciulla
che ha tradito il mio cuore fedele
VIII
Poichè è falsa colei che adoro
non mi fiderò più di un’altra donna,
dalla loro seduzione fuggirò via
e sul mio piffero suonerò allegramente.

NOTE
1) piper si traduce sia come pifferaio (colui che suona il piffero o flauto) ma anche come zampognaro (colui che suona la cornamusa)
2) il termine è un eufemismo, la coperta copre il pudore della donna e viene soffiata o gettata via = deflorazione
3)  ho tradotto il termine a senso anche se il verbo waiver ha altro significato

LA VERSIONE INGLESE: OWER THE HILLS AND FAUR AWA’

ASCOLTA Tannahill Weavers in Arnish Light 2006 su Spotify.
Esilarante come al solito il commento allegato “Here’s an old poem, which has been set to this nifty little melody by the extremely talented Connie Dover. A song about a piper who can play but one tune, “ower the hills and faur awa, and probably has the cheek to wonder why the girl left him. It is amazing how many pipers are actually asked if they can play “ower the hills and faur awa’”, but it is even more amazing how many of them take it as a request for the melody and not the more obvious request for them to take a hike.
It reminds us of the old story about the regimental piper going over the top with his colleagues at the Battle of the Somme. It has for many years been the tradition that Scottish regiments are piped into battle; a tradition that is still honoured. Picture the scene, there he is blowing away furiously, right there in the thick of the battle. Bullets and shells are flashing past him and his fellow soldiers, bombs are exploding all around him, things are whizzing and whooshing all over the place. Suddenly out of the confusion of the battle the unmistakable loud voice of his sergeant major rings out. “For @#%$+* sake Angus, play something they like!” (tratto da qui)

LA VERSIONE DI JOHN GRAY: WERE I LAID ON GREENLAND’S COAST

La versione riportata da John Gay per “The Beggar’s Opera” è un duetto tra i due protagonisti (Air XVI, cantato da Macheath e Polly) con musica adattata da Johann Christoph Pepusch (1728).
ASCOLTA

Ancora l’Air XVI interpretato da Laurence Olivier e Dorothy Tutin nella versione cinematografica del lavoro di Gay, diretta da Peter Brook nel 1953.


I
Were I laid on Greenland’s Coast,
And in my Arms embrac’d my Lass;
Warm amidst eternal Frost,
Too soon the Half Year’s Night would pass.
II
Were I sold on Indian Soil,
Soon as the burning Day was clos’d,
I could mock the sultry Toil
When on my Charmer’s Breast repos’d.
III
And I would love you all the Day,
Every Night would kiss and play,
If with me you’d fondly stray
Over the Hills and far away
Traduzione Cattia Salto
I (lui)
Se fossi sulle coste delle Groenlandia
e abbracciassi la mia ragazza,
al caldo tra il ghiaccio eterno
troppo presto la notte polare passerebbe(1)
III (lei)
Se fossi sul suolo indiano (2)
appena il giorno cocente fosse finito
irriderei la fatica amara(3)
per riposare sul petto del mio innamorato
III (alternati)
Ti amerei tutto il giorno
ogni notte a baciarci e amarci
se con me appassionatamente vorresti girovagare
lontano oltre le colline

NOTE
1) letteralmente la notte del mezzo anno
2) americano
3) si riferisce al lavoro di schiavitù dei deportati

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LA VERSIONE NURSERY RHYMES: Tom, Tom, the Piper’s Son

Nella versione lullaby Jock diventa Tom il figlio del piper che conosce una sola melodia “Lontano oltre le colline” ed è per l’appunto in questa versione a diventare una popolare canzone per bambini.
Ma Tom è il Matto nelle commedie dei Mummer, da qui l’idea che la storia sia una variante medievale del pifferaio magico.

Ma se proprio vogliamo chiudere il cerchio di questo susseguirsi di versioni possiamo incidentalmente notare che il protagonista della versione di George Farquard si chiamava sempre Tom e così è prorpio lui che è partito per la guerra e a suonare il suo piffero (o la sua cornamusa) nell’esercito britannico.

ASCOLTA Hilary James & Simon Mayer in: “Lullabies with Mandolins” il testo è quello di Tim Hart e presenta alcune variazioni rispetto alla filastrocca per bambini.


I
Tom, he was a piper’s son,
He learned to play when he was young,
the only tune that he could play
Was, “Over the hills and far away,”
CHORUS
Over the hills, and a long way off,
The wind shall blow my top-knot off.
II
Now Tom with his pipe made such a noise
That he pleased both the girls and boys,
And they did dance when he did play
“Over the hills and far away.”
III
Now Tom did play with such a skill
That those nearby could not stand still
And all who heard him they did dance
Down through England, Spain and France
Traduzione Cattia Salto
I
Tom era il figlio del pifferaio
imparò a suonare quando era giovane
e la sola melodia che sapeva suonare
era “Lontano oltre le colline”
CORO
Oltre le colline e lontano
il vento  scompiglierà il mio chignon  (1)
II
Ora Tom con il suo piffero faceva un tale baccano
che piaceva sia alle ragazze che ai ragazzi
e danzavano quando lui suonava
“Lontano oltre le colline”
III
Ora Tom suonava con tale abilità
che coloro che gli erano vicini non potevano stare fermi e tutti quelli che lo sentivano, danzavano
per l’Inghilterra, la Spagna e la Francia

NOTE
1) più propriamente nastro annodato a fiocco come fermaglio sulla cima dei capelli delle signore nel XVII e XVIII secolo

FONTI
http://www.contemplator.com/england/faraway.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-062,-pages-62-and-63-oer-the-hills,-and-far-away.aspx
http://sniff.numachi.com/pages/tiOVRHILL4;ttOVERHILL.html
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=95039
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1226lyr7.htm
https://en.wikipedia.org/wiki/Tom,_Tom,_the_Piper%27s_Son
https://clamarcap.com/tag/johann-christoph-pepusch/
http://www.mamalisa.com/?t=es&p=1524
http://www.anonymousmorris.co.uk/dances/valiant.html
http://etc.usf.edu/clipart/10900/10939/tom_10939.htm

HOLLAND HANDKERCHIEF OR THE SUFFOLK MIRACLE

La ballata così come diffusa in Irlanda racconta in forma corrotta una storia ben più complessa di origine medioevale (e forse originaria del sud-est europeo), collezionata dal professor Child al numero 272 con il titolo “The Suffolk Miracle” e della quale si trova una versione più simile in un racconto tipico della Cornovaglia.

TUTTA LA STORIA

La ballata pare sia stata dimenticata in Inghilterra mentre si ritrova ancora nella tradizione popolare d’Irlanda con il titolo “Holland Hankerchief” e dell’America (costa Orientale degli USA e Canada). La sintesi della storia, ottenuta dalla comparazione con le sue varianti presso i popoli tedeschi e slavi, è la seguente: due innamorati si giurano amore eterno sia in vita che nella morte, la coppia viene separata e l’uomo muore all’insaputa della donna. Disperata perchè il suo innamorato è ancora lontano, la donna decide di compiere un incantesimo per imporre all’amante il ritorno. Così l’uomo arriva di notte a cavallo e la porta con sé, all’inizio lei non ha paura ma poi inizia a preoccuparsi, giunti davanti alla tomba di un cimitero l’uomo le ordina di entrarci dentro, la donna prende tempo e riesce a fuggire, oppure entra anche lei nella tomba.

Nel racconto della Cornovaglia la donna si getta da cavallo, ma l’uomo la tiene per il vestito che si strappa, nella ballata “The Suffolk Miracle” l’uomo arriva sul cavallo del padre di lei, e cavalca con lei per tutto il paese, poco prima dell’alba riporta lei a casa e il cavallo nella stalla, e quindi ritorna nel mondo dei morti. Ma si tiene il fazzoletto che lei gli aveva legato intorno alla testa; il mal di testa che non si spiega nella ballata è giustificato nel racconto cornico dall’incantesimo.

LA PIANTA DELL’AMORE

Il rito da praticarsi nella notte di Samain (o nel Solstizio d’estate) consiste nel seppellire una manciata di semi di canapa (ovvero la cannabis) per scoprire chi sarà il proprio vero amore (colui o colei che si sposerà). Il rituale da compiersi nella mezzanotte dei “giorni magici” consiste nel seppellire i semi e recitare la formula

Hemp-seed, I sow thee,
Hemp-seed, grow thee!
And he who will my true-love be
Come after me
And shaw thee(1).
TRADUZIONE
Canapa io ti semino
canapa, io ti sarchio
e chi e più caro al mio cuore
mi venga dietro
e ti colga

NOTE
1) la formula diffusa in Scozia recita “and pou thee” cioè letteralmente “ti tirerà” (pulling) nel senso che raccoglierà. Oppure “shaw thee” ossia “show thyself”, “rivelarsi”. Come formula afrodisiaca-richiamo sessuale la formula recita “mi venga dietro
e mi colga”

L’incantesimo era praticato da colei o colui che voleva conoscere il volto del suo vero amore, perchè voltandosi avrebbe visto le sembianze della persona invocata nell’atto di raccogliere la canapa seminata. Nel racconto cornico si riporta un incantesimo simile come rituale per richiamare a sè l’amante lontano.

Un tempo la cannabis era una pianta seminativa utilizzata in agricoltura per la sua fibra (per i tessuti e la carta), come combustibile naturale (altro che il petrolio!) e come alimento (semi, olio e farina  vedi), oggi sono legali solo le varietà con un basso contenuto di THC.
Una pianta sacra tra le più antiche colture conosciute dall’umanità, che si coltiva a qualunque latitudine con svariate proprietà curative e molti pregi: cresce veloce ed è economica da mantenere. E’ la storia moderna (anni 20) che relega la cannabis a pianta del diavolo e la mette al bando : gli spinelli sono robaccia da afro-americani e messicani, l’erba dei suonatori di jazz (neri) degli anni Venti e Trenta, la droga del sesso..
Ovviamente la cannabis faceva parte dei rituali magici antichi, dell’estasi sacra e afrodisiaca, dispensatrice della gioia: più comunemente si fumavano i fiori della pianta femminile dopo averli fatti seccare e tutte le parti della pianta erano usate per preparare infusi e in cucina.

L’AMANTE VAMPIRO

La ballata è stata stampata in broadside a Londra nel 17° secolo ed è stata rinverdita da Gottfried August Bürger nel 1773 con la pubblicazione di “Lenore” una prefigurazione di un tema caro al romanticismo gotico: quello del vampiro. La tradizione folkloristica radicata nei Balcani colloca il vampiro tra i revenants, una creatura ritornata dalla morte, un non-morto. Nel Settecento il vampirismo venne analizzato dal punto di vista scientifico, ma fu la fascinazione romantica a trasformare i casi clinici in creature maledette, prefigurandole nella poesia, prima che il romanzo The Vampyr di Polidori (1819), ci consegnasse il primo vampiro letterario: un pallido, triste e perverso eroe byroniano.
Gustave Moreau, “La ballade” 1885Infatti l’uomo ritornato della ballata “Lenore” più che uno spettro era un amante demone, in Ungheria è soprannominato lidérc (un incubo) uno spirito richiamato dal dolore umano, che si nutre dell’amore e del dolore di un uomo o di una donna che piange la morte del proprio amante.
Lenore attendeva invano il ritorno del suo innamorato dalla guerra, ma lui era morto su un lontano campo di battaglia: passava le notti a piangere insonne a chiedere al suo amante di tornare, e invocava la morte come un sollievo! Ma in una notte di luna piena fu un cavaliere a cavallo ad andare a prenderla con la promessa di portarla nel loro letto nunziale: l’uomo aveva le sembianze del suo innamorato tuttavia ero lo spirito di un demone che la stava portando verso la tomba, il suo tempo era limitato alla notte e sarebbe scomparso all’alba al primo canto del gallo.

LA VERSIONE BRETONE: IL RACCONTO GOTICO

Nel 1879 M Paul Sébillot ha collezionato in Bretagna un racconto che è quasi identico alla ballata inglese (‘Les Deux Fiancés,’ in Littérature orale de la Haute-Bretagne). Due giovani innamorati si promettono amore eterno anche dopo la morte, ma il giovane che è un marinaio, durante una traversata muore in mare, all’insaputa della ragazza. Una notte lui esce dalla tomba, prende un cavallo dalla scuderia del padre di lei, e va a prendere la ragazza. Mentre cavalcano lui dice “La luna è piena e la morte sta cavalcando con te, non hai paura?” E lei gli risponde “Non ho paura finchè tu starai con me
Il ragazzo si lamenta del mal di testa e lei gli lega il suo fazzoletto intorno alla testa. Arrivati alla fattoria della ragazza lei bussa, il padre chiede “Chi è” e la ragazza risponde “Sono tua figlia che hai mandato a chiamare da colui che dovrebbe essere suo marito” E prosegue raccontando che lei gli aveva prestato il suo fazzoletto e lui era appena andato nella stalla per accudire al cavallo; ma il ragazzo è scomparso, e lei muore dal dolore per aver capito che lui era già morto. Quando aprono la bara per seppellire i due insieme trovano il fazzoletto di lei legato intorno alla testa di lui.

LA VERSIONE IRLANDESE

Nella ballata irlandese il racconto gotico si stempera più nella fiaba rimanendo sospesa tra il sogno e il mistero.

ASCOLTA Connie Dover in If Ever I Return 1997: Connie Dover ha imparato la ballata da Cathal McConnell della contea di Fermanagh

ASCOLTA Jim Moray in Sweet England 2010


I
A wealthy squire lived in our town,
He was a man of high renown,
And he had a daughter of beauty bright,
And the name he gave her was his ‘Heart’s Delight’.
II
Many young men to court her came,
But none of them could her favour gain,
Till there came one, of low degree,
And above them all, how she fancied he.
III
But when her father, he came to know,
That his lovely daughter loved this young man so,
Over fifty miles, he sent her away,
All to deprive her of her wedding day.
IV
One night as she lay in her bedroom,
Her love appeared from out the gloom,
He kissed her cheek, and this did say,
“Arise my darling and come away”.
V
It’s with this young man she got on behind,
And they rode faster than any wind,
They rode on for an hour or more,
Till he cries “my darling, my head feels sore”.
VI
A holland handkerchief she then pulled out,
And with it bound his aching head about,
She held him closer, and this did say,
“My love you’re colder than any clay”.
VII
When they came to her father’s gate,
He says “get down, love the hour is late,
Get down, get down love and go to bed,
And I’ll see this gallant horse is groomed and fed”.
VIII
And when she came to her father’s hall,
“Who’s that, who’s that”, her own father called,
“‘Tis I dear father, did you send for me,
By such a messenger, naming he.”
IX
“Oh no dear daughter, that cannot be,
Your words are false and you lie to me,
For on yon mountain your true love died,
And in the graveyard his body lies”.
X
So straight-ways there went this maiden brave,
and with her friends she exposed
the grave, and there his body,
though six weeks dead,
with a holland handkerchief around his head.
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Un ricco cavaliere viveva nella nostra città, era un uomo di grande fama
e aveva un figlia di rara
bellezza
che si chiamava
“Delizia del cuore”.
II
Vennero molti giovanotti a corteggiarla
ma nessuno di loro otteneva i suoi favori
finchè ne arrivò uno, di origini inferiori,
ma superiore a tutti loro, come lei si immaginava.
III
Ma quando il padre venne
a saperlo,
che la sua amata figlia amava questo giovane,
per 50 miglia la mandò lontana,
pur di impedirle di sposarsi.
IV
Una sera mentre stava nella camera da letto, il suo amore le apparve fuori dalla finestra,
le baciò la guancia e disse
“Alzati mia cara e vieni via”
V
Fu a questo giovane che lei si mise dietro ed essi cavalcarono
più veloci del vento,
corsero per un’ora o più
finchè lui gridò “Mia cara, la mia testa mi duole” (1)
VI
Un fazzoletto di tela olandese lei allora tirò fuori,
con cui fasciare la sua testa
dolente.
Lei lo tenne vicino e disse
“Amore mio, sei più freddo della terra”
VII
Quando giunsero alle porte del padre
lui disse “Scendi amore l’ora
è tarda,

scendi amore e vai a letto
e mi occuperò che questo intrepido cavallo sia accudito e nutrito”
VIII
E quando lei andò nella sala
padronale
“Che c’è, che c’è” –
gridava il padre-
“Sono io caro padre, mi hai mandato a chiamare da un messaggero”
IX
“Oh no cara figlia, non può essere
tu dici il falso e mi menti,
perchè sulla montagna lontana il tuo amore è morto
e nel cimitero il suo corpo è sepolto”
X
Là andò senza meno questa fanciulla coraggiosa
e con i suoi amici disseppellì
la bara e c’era il corpo,
morto da 6 settimane
con un fazzoletto di tela olandese intorno alla testa.

NOTE
1) il dolore alla testa è indice di un incantesimo in atto che ha richiamato il revenant, vedasi anche qui.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/suffolk-miracle.htm
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_272
http://www.litgothic.com/Texts/child272.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/17/suffolk.htm
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thehollandhandkerchief.html
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-HollandHand.html
http://chrsouchon.free.fr/chants/lenore.htm
http://www.letteraturaalfemminile.it/laballatadilenore.htm

http://www.nonsprecare.it/alla-scoperta-dei-semi-di-canapa-preziosa-risorsa-per-lalimentazione
http://www.toscanapa.com/sementi-e-semina-vademecum-coltivazioni-della-canapa-note-introduttive-per-meglio-orientarsi-alle-coltivazioni/
http://www.dolcevitaonline.it/le-10-varieta-di-cannabis-col-piu-alto-contenuto-di-thc/

ILLUSTRAZIONE
Gustave Moreau, “La ballade” 1885: ho preferito questa immagine rispetto alle altre più fosche e cupe dei pre-raffaelliti perchè mantiene un sapore più fiabesco seppure sempre inquietante. Moreau sembra voler inquadrare la raffigurazione del cavaliere nel solco della tradizione sui lidérc facendo sembrare il cimiero del cavaliere simile a una fiamma

 

ÉAMONN A’ CHNOIC

Una ballata irlandese del XVII secolo che prima di essere diffusa nella versione in inglese nel XIX secolo con il titolo “Ned of the Hill” era nota come canzone in gaelico irlandese “Éamonn an Chnoic” in onore di Éamonn Ó Riain (Edmund Ryan 1670 – 1724)

NEL DEL COLLE

rapparee001_0Edmond (ovvero Ned) era un giovane rampollo degli O’Ryans di Knockmeoll, Atshanbohy, vicino a Upperchurch Contea di Tipperary diventato fuorilegge sotto la regina Maria (affiancata al trono dal marito Guglielmo III): la sua vita riassume un po’ tutte le vicissitudini passate dai molti rapparees irlandesi  del XVII e XVIII secolo (considerati degli eroici ribelli invece che dei banditi prezzolati); la famiglia di origini cattoliche si vede privata dal possesso della terra dopo la conquista di Cromwell (Act for the Settlement 1652); in difesa della povera gente contro i soprusi dei conquistatori, Edmond si dà alla macchia e poi combatte nella “Williamite War” del 1689-1691; dopo il trattato di Limerick (1691) invece di fuggire come “Wild Geese” continua la sue scorrerie contro i proprietari terrieri protestanti e i militari inglesi; viene tradito per denaro da un suo amico che gli taglia la testa mentre dorme tranquillo ospite nella sua casa!

Di lui si dice fosse un gentiluomo sempre ben vestito, abile spadaccino e dalla ottima mira nello sparare con le pistole, amato non solo dalle donne, perchè era un Robin Hood, un giustiziere dei poveri contro i ricchi che lottava, a suo modo, per la libertà dell’Irlanda.

ÉAMONN Ó RIAIN: LA STORIA

Edmond O’Ryan nacque a Atshanbohy vicino Upperchurch intorno al 1670. I suoi antenati erano stati grandi proprietari terrieri, le cui terre furono confiscate dopo la ribellione di Desmond, cento anni prima. Ora, ricchi possidenti inglesi si impossessarono delle terre, e i Ryan rimasero come tenutari. La sua carriera doveva essere il sacerdozio [e andò in Francia a studiare perchè con le Penal Laws non era possibile per i cattolici accedere allo studio] ma non aveva abbastanza vocazione(*) così ritornò in Irlanda. Poco dopo il suo ritorno è stato coinvolto in una rissa con un esattore delle tasse che voleva prendersi l’unica vacca appartenente ad una povera vedova. Eamonn intervenne in favore della vedova cercando di convincere l’esattore a prendere l’equivalente delle tasse in mobili o altri oggetti a cui la vecchia signora poteva rinunciare. Ma nella rissa Eamonn finì per uccidere l’esattore delle tasse che si era intestardito nel volere la mucca.
Eamonn si diede alla macchia, nascondendosi nei boschi della sua regione nativa, mentre una grossa taglia fu offerta sulla sua testa.
Quando il deposto Giacomo II è arrivato in Irlanda nel 1689, Eamonn era tra i tanti che hanno prontamente aderito al suo esercito nella convinzione errata che la causa giacobita fosse la causa dell’Irlanda. Ma dopo il trattato di Limerick Eamonn tornò nel bosco e visse come fuorilegge, attaccando gli inglesi con la tattica della guerriglia, nel tentativo di mandarli via dalla terra irlandese.

Molte storie sono giunte fino a noi, raccontando come questi uomini siano sopravvissuti, come abbiano derubato e saccheggiato i nuovi proprietari terrieri, come siano riusciti a sfuggire ai soldati che li ricercavano e come abbiano aiutato i poveri e gli oppressi da novelli Robin Hood. La tradizione è particolarmente ricca nel caso di Eamonn …Sappiamo anche che era un poeta di notevole talento. La sua descrizione della vita di un fuorilegge è contenuto nella famosa poesia irlandese “Eamonn un Chnoic“. Un altro poema attribuito a lui e con uno stile simile a “Eamonn un Chnoic” è “Bean Dubh un Gleanna” (The Dark Woman of the Glen), una canzone d’amore forse scritta da sua moglie Mary Leahy. Si è anche pensato che Eamonn sia l’autore di “Scan O’Duibhir un Ghleanna” una poesia patriottica, che incoraggia i giovani a seguire le orme di John O’Dwyer di Kilnamanagh.
Parzialmente tratto e tradotto da http://www.doonbleisce.com/eamonn_a_chnoic.htm
[*altrove è riportato che Ned si trovava in Francia a studiare come sacerdote, quando il padre si ammalò e il giovane ragazzo decise di rientrare a casa; fu allora che difese la vedova e si diede alla macchia assumendosi la colpa dell’uccisione di uno degli esattori.]


LA MELODIA

Secondo il Fiddler’s Companion la melodia proviene dall’Irlanda alla fine del 1500 (sebbene la prima versione in stampa sia del 1729) ma si ritrova anche in Scozia (Scots Musical Museum, 1788 “I Dreamed I Lay” con le parole di Robert Burns)
Oggi eseguita per lo più in versione strumentale, un lament su un valzer lento o una slow air che si presta bene all’arrangiamento per arpa (su Spotify la versione di Patrick Ball)

Ilse de Ziah al violoncello live nel bosco con coro di uccelli e frusciar di fronde

ASCOLTA Tannahill Weavers in The Tannahill Weavers 1979
ASCOLTA Cherish the Ladies in Most Beautiful Melodies of Irish Music 

VERSIONE IN GAELICO: Éamonn an Chnoic

Ned bussa alla porta della sua innamorata, per chiedere rifugio, ma anche per vederla l’ultima volta e dirle addio. Il fuorilegge è ricercato con una grossa taglia sulla testa e non si fida nemmeno più degli amici, perciò medita di lasciare la sua terra. In seguito ospitato da un amico (o addirittura un parente trattandosi secondo alcune fonti di un cugino del lato materno), sarà tradito e ucciso nel sonno.
La sua testa si dice sia sepolta a Curraheen vicino Hollyford (quantomeno è lì che è stata eretta una lapide commemorativa).

Probabilmente la versione più popolare è quella di Liam Clancy che la canta mestamente accompagnato dall’arpa, con l’andamento di un lament

ASCOLTA Wolf Tones As Gaeilge 1980

VERSIONE IN GAELICO
I
“Cé hé sin amu
a bhfuil faobhar a ghuth,
a’ réabadh mo dhorais dhúnta?”
“Mise Éamonn a’ Chnoic,
atá báite fuar fliuch(1),
ó shíor-shiúl sléibhte is gleannta.”
II
“A lao ghil ‘s a chuid,
cad a dheánfainn-se dhuit
mura gcuirfinn ort binn de mo ghúna?
‘S go mbeidh púdar(2) dubh
‘á lámhach linn go tiubh,
‘s go mbeidh muid araon múchta!”
III
“Is fada mise amu
faoi shneachta is faoi shioc,
‘s gan dánacht agam ar éinne.
Mo bhranar gan cur,
mo sheisreach gan scor,
is gan iad agam ar aon chor!
IV
Níl cara agam—
is danaid liom sin—
a ghlacfadh mé moch ná déanach.
‘S go gcaithfe mé ghoil
thar fairraige soir,
ó’s ann nach bhfuil mo ghaolta.”
TRADUZIONE INGLESE
I
“Who’s that outside
whose voice is urgent,
pounding on my closed door?”
“I’m Edmond of the hill,
drowned, cold and wet,
from endlessly traveling mountains and glens.”
II
“Dearest love and treasure,
what can I do for you
but to put the hem of my gown over you?
And the snow would be falling on you
still, until we both would be covered!”
III
“I’ve long been outside
in snow and in frost,
not daring to approach anyone.
my grassland without seed
my ploughland without a mark,
and I don’t even have any
IV
I have no friend—
how that grieves me—
who’d take me in, early or late.
And so I must go
eastward across the sea,
for it’s there I have no kindred.”
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Chi è che là fuori
chiama con urgenza
e batte alla mia porta chiusa?”
“Sono Edmund Del Colle,
zuppo, gelido e bagnato (1)
e senza posa viaggio per montagne e valli!”
II
“Carissimo amore e tesoro
cosa posso fare per te
se non avvolgerti nel mio
mantello?
E la neve (2) cadrà su di noi
finchè entrambi ne saremo ricoperti”
III
“Sono stato a lungo un fuorilegge (3)
tra la neve e il gelo,
senza fidarmi di nessuno.
La mia terra a maggese,
i miei cavalli senza il giogo
-non ho più nulla!(4)
IV
Non avrò amico
-quale pena-
che mi accoglierà, sia presto o tardi.
Così devo andare
verso est per il mare,
perchè è dove non ho legami”(5)

NOTE
1) Il tema dell’isolamento del fuorilegge e della sua sofferenza alle intemperie è un classico nelle descrizioni dei disagi a cui vanno incontro coloro che vivono da braccati, ma è anche un modo per sottolineare il coraggio e lo spirito di sacrificio di Edmond; si mette in evidenza così la sua vulnerabilità per suscitare empatia e compassione.
2) il termine gaelico “pudar” non si traduce qui come polvere da sparo ma come neve
3) 
Le campagne irlandesi del Seicento-Settecento erano la terra degli highwaymen fuorilegge (outlow) dalle origini nobili che scelsero la strada per combattere la loro personale battaglia contro i ricchi possidenti inglesi o scozzesi venuti in Irlanda ad impossessarsi delle terre di famiglia!! Erano stati “Tories” (i confederati irlandesi del XVII secolo detti comunemente “conservatori”) o “Rapparees” e furono personaggi popolari e famosi la cui vita e imprese erano cantate nelle ballate. Nella tradizione popolare irlandese queste bande di briganti erano capeggiate di solito da una figura affascinante, amata dal popolo e non priva di un codice morale cavalleresco, perchè si ergeva in difesa dei deboli, dei poveri e degli oppressi. Così rubare al ricco non era considerato un furto o disonorevole, quando la ricchezza era stata accumulata con lo sfruttamento della povera gente o con il sopruso! (continua)
4) il senso della frase è “I haven’t finished the work of plowing and planting, but how could I, seeing as how I don’t have a team or land anyway!”
5) nella tradizione irlandese il fuorilegge può essere annientato solo con mezzi sleali o con il tradimento, ciò lo rende un martire da venerare. Spesso, ma non in questo caso, quando il fuorilegge viene meno al codice morale improntato alla difesa del più debole, viene punito con la sconfitta. In questo senso il codice morale è un imperativo categorico, quasi un gessa (divieto) in senso celtico.

LA VERSIONE IRLANDESE

ASCOLTA Connie Dover in If Ever I Return 1997; la melodia non è quella tradizionalmente abbinata, ma ‘Hector the Hero‘ composta dal violinista scozzese James Scott Skinner nel 1903


I (1)
“Cé hé sin amu
a bhfuil faobhar a ghuth,
a’ réabadh mo dhorais dhúnta?”
“Mise Éamonn a’ Chnoic,
atá báite fuar fliuch,
ó shíor-shiúl sléibhte is gleannta.”
II(2)
Oh who is without
That in anger they should
Keep beating my bolted door
I am Ned of the hill
Long weary and chilled
From long trudging
Over marsh and moor
III
My love fond and true
What else could I do
But shield you from wind and from weather
When the shot falls like hail
They us both shall assail
And mayhap we will die together
IV
Through frost and through snow
Tired and hunted I go
In fear of both friend and of neighbour
My horses run wild
My acres untilled
And all of it lost to my labour
V
What grieves me far more
Than the loss of my store
Is there’s noone would shield me from danger
So my fate it must be
To bid farewell to thee
And to languish amid strangers
VI(3)
A chumann ‘s a shearc,
ó rachaimid seal faoi choillte
na meas cumhra,
Mar a bhfaighimid an breac
is an lon ar a nead,
an fia ‘gus an poc ag búireach,
An fhia ‘gus an poc ag búireach
Na h-éiníní binne
Ar ghéigíní a’ seinm
Is an cuaichín ar bharr an úir ghlais
Is go brách, brách,
ní thiocfaidh an bás in ár ngáire i lár
na coille cumhra.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I (1)
“Chi è che là fuori
chiama con urgenza
e batte alla mia porta chiusa?”
“Sono Edmund Del Colle,
zuppo, gelido e bagnato e viaggio senza sosta per montagne e valli!”
II (2)
“Chi è fuori
che con rabbia continua
a battere alla mia porta chiusa?”
“Sono Ned Del Colle
stanco e congelato
dal lungo arrancare
per paludi e brughiere.”
III
“Amore mio
cos’altro potrei fare
se non proteggerti dal vento e dal cattivo tempo,
quando cade forte la grandine
su entrambi colpirà
e così moriremo insieme”
IV
“Con il gelo e la neve
stanco e braccato vado
temendo sia l’amico
che il vicino;
i miei cavalli corrono liberi
le mie terre stanno incolte
e ogni cosa perduta per il mio lavoro.
V
Ciò che mi addolora di più
della perdita dei miei affari
è che nessuno mi potrà proteggere dal pericolo,
così il mio destino è segnato
nel dirti addio
e languire tra gente straniera!”
VI (3)
Amore mio
andremo raminghi
per boschi odorosi
di alberi in fiore
dove troveremo la trota
e il merlo nel suo nido
il richiamo del cervo e del capro,
gli uccellini che cantano tra i rami
e il piccolo cuculo
in cima al  tasso sempreverde
e mai, mai
la morte ci coglierà tra i sorrisi
nel profondo del bosco odoroso

NOTE
1) (la traduzione in inglese:
Oh, who is that outside with anger in his voice
Beating on my closed door?
I am Eamann of the Hill, soaked through and wet
From constant walking of mountains and glens.)
2) in pratica la seconda strofa è la traduzione in inglese della prima strofa cantata in gaelico così per le restanti strofe in inglese secondo la traduzione di Donal O’Sullivan in “Songs of the Irish” (da qui)
3) l’ultima strofa ritorna in gaelico e la traduzione in inglese dice:
My friend and my love,
oh let’s go for a while
to the woods of the fragrant beeches,
Where we’ll find the trout
and the blackbird on her nest,
the deer and the goat(4) braying,
Sweet little birds singing on branches,
And the little cuckoo on top of the green yew tree;
And never, never will death come into our laughter in the midst of the fragrant woods

Seconda parte continua
FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/ned-hill.htm
http://livingthetradition.com/ned-of-the-hill/

http://www.doonbleisce.com/eamonn_a_chnoic.htm
http://lookingatdata.com/o/253-o-ruin-eamonn-an-chnoic.html
http://www.navan.org/lyrics/eamonn_an_chnoic.html
http://thesession.org/tunes/6508
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=72285
http://mysongbook.de/msb/songs/e/eamonna.html
http://socrates.berkeley.edu/~caforum/volume1/pdf/cashman.pdf
http://www.daltai.com/discus/messages/13510/17143.html?1150427281