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‘TWAS PRETTY TO BE IN BALLINDERRY

“‘Twas pretty to be in Ballinderry” o semplicemente “Ballinderry” è una canzone del Nord d’Irlanda poco conosciuta: la poesia scritta da Alfred Perceval Graves è un lament in cui una fanciulla piange la morte del suo Phelim che voleva emigrare in America ma la nave su cui si è imbarcato ha fatto naufragio. Il testo fu pubblicato con musica arrangiata da Charles Villiers Stanford nella raccolta “Sing of Old Ireland” sulla scia dell’Irish revival e il gusto antiquario delle antiche melodie “celtiche” : la melodia originale proviene dalle trascrizioni di Edward Bunting ed era popolare già nel Settecento nelle campagne delle contee di Down e Antrim.
Bunting scrive in “Ancient Music of Ireland” (1840):
(Ballinderry) has been a favorite performance from time immemorial with the peasantry of the counties of Down and Antrim, the words being sung by one person while the rest of the party chant the cronan (chorus) in consonance…..There are numerous other sets of words sung to Ballinderry; they are all of a very rustic character and uniformly refer to localities along the rivers Bann and Lagan such as
‘T is pretty to be in Ballinderry,
‘T is pretty to be in Magheralin etc
‘T is pretty to be in Ballinderry,
‘T is pretty to be at the Cash of Toome etc

Queste varie versioni testuali furono trascritte fin dagli inizi dell’Ottocento e una sorta di sequel alla poesia di Graves venne scritto nel 1880 con il titolo di “The return of Phelimy Hyland” da James N. Richardson .

IL KENNING

Alfred Perceval Graves traspone in inglese un tipico keening irlandese, un’antica arte del pianto e del canto funebre derivato dalle tradizioni gaeliche.
Ballinderry è un distretto della costa occidentale del Lough Neagh il cuore azzurro della provincia Nord d’Irlanda, l’Ulster (da Lennymore Bay e Sandy Bay si raggiunge l’isoletta di Ram).
Erano signori gli O’Neill di Ballinderry che risiedevano nel castello di Portmore costruito nel 1661 o 1664 da Lord Conway (sulle fondamenta di una antica fortezza) tra Lough Beg e Lough Neagh; la tenuta era ricca di alberi centenari e di bellissimi boschi (vedi Bonny Portmore)

L’ISOLA DI RAM

L’isoletta oggi disabitata,  fu sede nel Medioevo di un monastero per poi essere venduta ai Conti O’Neill; un grazioso cottage estivo con il tetto in paglia fu edificato dal primo conte Charles O’Neill agli inizi dell’Ottocento proprio nelle vicinanze dei ruderi del monastero, unitamente a una casetta per i custodi; sembra che con la bassa marea l’isola fosse raggiungibile via terra percorrendo una strada pavimentata rialzata (i cui resti sono ancora visibili).
L’isola è un luogo ameno in cui passeggiare rigoglioso di alberi (molti dei quali piantati proprio dal conte) e ricco di roseti, feconda e bella come un angolo di paradiso; sull’isola vivevano due custodi Jane e Robert Cardwell, una sorta di geni tutelari che conducevano una semplice ed eremitica vita in simbiosi con l’isola e le sue risorse: si trasferirono sull’isola nel 1883 e ci rimasero fino alla fine, Robert morì nel 1929 e Jane nel 1933 alla veneranda età di 102 anni.

Ecco come appariva il cottage a metà ottocento

e come appare oggi

ASCOLTA The Cottars in “Made In Cape Breton,” 2002 che tenerezza sentire cantare una voce così fresca e giovane! (all’epoca del loro primo cd erano tutti degli adolescenti)


I
‘Twas pretty to be in Ballinderry (1)
‘Twas pretty to be in Aghalee (2)
Still prettier to be on bonny Ram’s Island
Sitting forever beneath a tree (3)
Ochone, ochone! Ochone, ochone!(4)
II (5)
For often I sailed to bonny Ram’s Island
Arm in arm with Phelim, my diamond (6)
And he would whistle and I would sing
And we would make the whole island ring
III
“I’m going,” he said, “from bonny Ram’s Island
Out and across the deep blue sea
And if in your heart you love me, Mary
Open your arms at last to me”
IV
‘Twas happy to be in little Ballinderry
now ‘tis sad as sad can be;
For the ship that sailed with Phelimy Diamond
Is lost for ever beneath the sea.
Traduzione di Cattia Salto
I
Era bello stare a Ballinderry
era bello stare a Aghalee
e ancora meglio stare nella bella isola di Ram
seduti per sempre sotto ad un albero
Ahimè, ahimè, Ahimè, ahimè
II
Perchè spesso navigavo verso la bella isola di Ram
tra le braccia di Phelim, il mio gioiello
e lui avrebbe suonato il flauto e io avrei cantato
e noi avremmo fatto il giro di tutta l’isola
II
“Vado via- disse lui – dalla bella isola di Ram
per attraversare il mare profondo
e se nel tuo cuore mi ami Mary
abbracciami un’ultima volta”
IV
Era bello stare a Ballinderry
ora invece è molto triste
perchè la nave che salpò con Phelimy Diamond
è perduta per sempre nell’oceano

NOTE
1) dal gaelico Baile an Doire = ‘town of the oak wood’
2) i Clancy Brothers dicono Aucholee
3) il verso di Graves dice “Trysting under the ivy tree!”
4) lamento in gaelico equivalente ad Alas
5) la strofa nella versione di Graves dice
“For often I roved in little Ram’s Island,
Side by side with Phelimy Hyland,
And still he’d court me and I’d be coy,
Though at heart I loved him, my handsome boy!”
6) Phelimy Hyland probabilmente storpiato in “Phelimy Diamond.” invece di diamond i Clancy Brothers dicono demon; scritto anche come Phelim my love,
FONTI
http://www.culturenorthernireland.org/features/heritage/rams-island
http://www.kilwarlin.com/about10.html
http://www.ramsisland.org/
http://www.libraryireland.com/Irish-Folk-Songs/Twas-Pretty-To-Be-In-Ballinderry-1.php
http://poetrynook.com/poem/twas-pretty-be-ballinderry
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=13807
http://glenavyhistory.com/townlands/townlands-glenavy-parish/rams-island-townland-glenavy-parish/

CAISLEÁN UI NÉILL

La fonte principale per trovare testo, traduzioni e melodie di questa antica canzone dal titolo “Caisleán Uí Néill” (=O’Neil Castle), è la signora Eileen (Ellen) Costello (1870 – 1962) nata Drury, che nel 1919 pubblicò “Amhráin Muighe Seola: Traditional folk-songs from Galway and Mayo” una raccolta  di canti tradizionali  della Gaeltacht, principalmente per fini didattici a supporto dell’insegnamento del gaelico nelle scuole.

EILEEN COSTELLO

Insegnante, membro attivo della Liga Gaelica, senatrice della Repubblica d’Irlanda “Mrs Costello was born Edith Drury in 1870 in St Pancras workhouse in London, where her Limerick father worked as an attendant. Her mother was Welsh. She became a teacher, and was in the 1890s prominent in a number of the then many Irish cultural organisations in London. A highly active member of the Gaelic League from its London foundation in 1896, she learned Irish there. Her song collecting in the Irish language began in London (she first collected ‘Neillí Bhán’ on a train coming from Woolwich), but her collecting work really began in Ireland, in Tuam, where she came to live having in 1903 married a Dr Thomas Bodkin from the town. He was a medical doctor, historian, and fellow Gaelic Leaguer. Among her chief singers from 1904 was a Maggie Hession of Belclare, members of whose family are still involved in traditional music. Mrs Costello was active in the War of Independence and became a senator in the Irish Free State. (tratto da qui)

Nell’archivio digitale de “Amhráin Muighe Seola” sono riportate ben tre notazioni melodiche abbastanza simili come pure una serie di versioni testuali di “Caisleán Uí Néill”; ancora una versione testuale  con traduzione in inglese si trova  in “Poets and Poetry of Munster” di John O’Daly, 1860.

IL FALSO INNAMORATO?

La protagonista è una giovane ragazza che è stata abbandonata dal suo (falso) innamorato il quale si dirige a Nord verso il Castello degli “Ui Neil”; sono gli O’Neill i discendenti dello storico re di Tara Niall Noigiallach che morì verso il 405: questi in qualità di Conti mantennero il potere nell’Ulster fino agli inizi del Seicento quando dopo nove anni di guerra (1594-1603) vennero sconfitti dagli Inglesi (evento che portò al “Flight of the Earls” ovvero il “Volo dei Conti” i quali lasciarono l’Irlanda per poter continuare la loro battaglia al servizio delle monarchie straniere nemiche dell’Inghilterra.

ASCOLTA (mp3 ) -voce e chitarra barocca-  Irish Traditional Music EnsembleEarly Music Ensemble of the DIT Conservatory of Music and Drama in Flow My Tears 2006, (il titolo del cd è una citazione da John Dowland) (vedi)

ASCOLTA Máire Nic Dhonnchadha in Seoltaí Séidte. Setting Sail  2004 (“Ceolta Éireann 1957-1961. Forty-Three Historic Recordings.) vedi

ASCOLTA Na Casaidigh (The Cassidys) in Fead An Iolair 1984 con Caitríona Ní Chasaide voce e arpa (la traccia del brano ritorna nell’album The Cassidys-Na Casaidigh 2010 sebbene non più presente nella line up del gruppo)

ASCOLTA Máirín Uí Chéide live

Si confrontano le varie versioni testuali

I
Céad slán don oíche aréir,
Is é mo léan gan í anocht ina tús,
Leis an mbuachaillín spéiriúil
A bhréagadh mé seal ar a ghlúin,
(Cé gur) chuir tú orm d’éileamh (1)
A mhí(le) grá bán, ní leatsa mo rún,
Ach céad faraor géar
Tá na sléibhte (ag) dul idir mé is tú (1bis).
II
(‘S) tá an gairdín seo ina fhásach,
A mhíle grá bán(2), is tá mise liom féin (2bis),
(‘S) tá na pósaetha ag fás ann
Is breátha dá bhfaca tú riamh(3),
Ní chluinfeá ceol cláirsí
ag dul an tsráid seo
Ná ceol (3 bis) binn na n-éan,
Ó d’éalaigh mo ghrá uaim,
Cúl (3 ter) álainn go Caisleán Uí Néill.

NOTE
1) oppure scritto “Chuir tú orm an t-éileamh” oppure “Mar do chuir tu orm t’éaradh”,
1 bis) oppure il finale della quartina diventa
“D’aithriseoinn scéal duit, a mhile grá, dá ndéantá air rún
Ach Flaithis Mhic Dé ná fhaighe an té chuirfeadh idir mé is tú”
2) oppure scritto “a ghrá geal”
2bis) nó an miste leat é?
3) Nil toradh ar bith ag fás ann,
bláth na n-airni ná duilliúr na gcraobh
3 bis) oppure ceiliúr
3 ter) oppure an craoibh
4) III C
Is i gCaisleán Uí Neill tá an péarla bhain dhíomsa mo shnua
is gurb é binneas a bhéil a chuirfeadh éanlaith na coille chun suain
‘s é an tsamhail thug mé féin dá mhéin mhaith is do leagan a shúl
mar fhíoruisce an tsléibhe is é ag téaltó maidin lae ciúin
IV C
Níl cnócan dá aeraí, a mhíle grá, nach n-aithneoinn do shiúl
‘S níl maighdean dá chéillí, is é mo léan, nach dtéann uirthi an chluain
Tá mo mhuintir dom thréigean ‘s níl éinne tíocht chugam ar cuairt
agus mo ghrá dom shéanadh le céil fir eile is nach trua.
4bis) oppure scritto “Go dtug mé fhéin spéis dó go mór i ngan fhios do’n slua ”
5) oppure “ní mó ná go gcodaluim fein trá”
6) oppure il finale della quartina è invece
“Bliain ‘san oiche aréir, sea réab na capaill an fál
Agus chuaidh siad de léim, sé mo léan géar, amach ins a’ snamh”.

Variazioni nelle strofe

III A (4)
Is i gCaisleán Uí Néill
Atá an péarla a bhain díomsa mo ghrá
Cé go dtug mé féin spéis dó
Is é mo léan géar i ngan fhios don tslua (4 bis),
Ag teallach tigh Mhóir
Is ea chónaíonn is a chodlaíonn mo ghrá,
Agus a shamhail níl le fáil agam
Ach an réalt eolais atá ar an mbaile úd (taobh) thall.
IV A
Ba mhilse liom do phóigín
Ná an rós a thagann faoi bhláth,
’S le cumha (mór) i ndiaidh mo stóirín
Ní mó ná go gcodlaím go sámh (5),
Is é an tsamhail a bhéarfainn
Dá mhéin is de leagan a shúl,
Fíoruisce an tsléibhe
Is é ag éalú ar maidin sa drúcht. (6)
V
Bliain is an oíche aréir
Sea réab na capaill an fál,
Is naoi n-oíche ina dhiaidh sin
Sea d’éalaigh mo ghrá uaim sa snámh,
Níl tuile dá mhéid
Nach gcaitheann sé an fhad eile ag trá,
Is níl ann ach lucht bréaga
Agus b’fhéidir go bhfillfeadh mo ghrá.
VI
Agus d’aithneoinn mo stóirín
Is é ag gabháil trí shiopaí Bhaile Átha Cliath,
Agus d’aithneoinn aríst é
Is é gabháil tríd an mbaile úd taobh thiar.
Dá mba liomsa Tír Eoghain,
Cé gur mór í le tairiscint mar spré,
Ach nárbh fhearr liom bheith pósta
Le mo stóirín i gCaisleán Uí Néill.
III B
‘S i gCaisleán Uí Néill
‘tá an té úd ‘bhain díomsa mo chlú
Is a shamhail níl le fáil a’m
ach an réalt eolais thar an mbaile údan thall
Ba mhilse liom blas a phóigín
ná an rós ar a dtagann an bláth
Is le cumha i ndiaidh mo stóirín
ní beo mé ach tamaillín gearr.
IV B
‘S cén fáth, a mhíle grá bán,
i dtús an tsamhraidh
nach dtiocfása ar cuairt
Anuas ins na gleanntáin
nó ar oileán ina nglaonn an chuach
Ba, caoirigh ná gamhna
ní shantóinn féin leat iad mar spré
Ach mo láimh faoi do cheannsa
‘s cead comhrá go huair a dó dhéag.

Ed ecco il testo trascritto in “Poets and Poetry of Munster”
I M
A chumainn dhil a’s annsacht a d-tús an t-samhraidh dá d-tiocfádh liom féin
Amach faoi na gleannta nó mar a d-tígheadh an ghrian fae
Badh, caoire, ná gamhna ní íontóchuinn leatsa mar spréidh
Acht mo lámh bheith faoid’ chóm geal ‘s cead cómhrádh bheith eadrainn a raon!
II M
Atá mo gháirdín-sí an fhásach a dhian-ghrádh an misde leat é
Atá torthuighe ró ánd ann agus fásach go barraoi na g-craobh
Ní chluinim ceól cláirsíghe gabhail an t-sráid seo ná ceól binn na n-éan
O d’éalaigh mo ghrádh uaim, cúl fáingioch go Caisleán Uí Néill.
III M
Nár fhágbhadh mé an saoighealso, go léigfe mé dhíom an mí-ágh; –
Go m-beidh badh ‘gam ‘s caoire, ‘s mo mhaonach idir mo dhá lámha;
Trosgadh na h-aoine, an lá saoire ní chuirfinn a bh-fáth;
‘S níor bh-fada liomsa oidhche, sínte led’ bhrollach geal bán!
IV M
Céad slán do’n oidhche raoir, is é mo léan nach í nocht atá ann;
‘S do’n m-buachaillín spéireamhuil, do bhréagfadh mé seal ar a ghlúin,
Do ‘neósfainn féin sgéal duit, dá mb’fhéidir go g-coimeádfádh orm rún!
Go bh-fuil mo ghrádh bán am thréigion, a Dhia ghléigil ‘sa mhic Muire nach dúbhach!
IV M
Tá’n tuirse ‘san brón so, ró mhór timchioll mo chroidhe!
Tá lán mo dhá bhróigín, do dheóracha glasa liom síos;
Faoi ghrádh buachaill óig, do bhréodh ‘s do bhuain díom mo chiall,
‘S ní mhairfeadh mé beó, má phósan sé an bhean dubh ó’n t-sliabh!
V M
Tá siad dá rádh go bh-fuil grádh na bh-fear orm féin,
‘S dr n-dóith má tá, mo chrádh! ní misde liom é;
Go d-tugas naoi lá. Naoi d-tráth, naoi seachtmhuine déag,
Ag cúl tíghe mo ghrádh, buaint áirnídhe fá dhuilleabhar na g-craobh!
VI M
Do gheall tusa damhsa, go m-bréagfádh mo leanbh ar do ghlúin;
Do gheall tú na dhéig sin, go m-beidh’ aon-tígheas idir mé ‘gus tú,
Mo gheallamhuin ‘naghadh an lae dhuit, gur léigeasa leatsa mo rún!
Agus faraoir dúbhach géar! Tá’n saoghal ag gabhail ‘dir me ‘gus tú!

TRADUZIONE di John O’Daly
I
Oh Darling and true love
in early summer if you come with me
‘mong dim glenns of dew, love
or where the bright sun shineth free;
calves, kine, sheep and whitest
for your fortune I’d take not that day.
But my two arms ‘round your white waist and sweet lonely converse with you for aye!
II
My garden’s neglected;
dear love! Does that not cause you pain?
Fruits bloom uninspected,
and verdure grows high without gain.
I list not the clearest
soft harp, or the birds’ sweet low wail
since from me fled my dearest
curled cuilfionn to Caisleann O’Néill!
III
Yet I’ll leave not life’s battle
till down fall my mis’ry and pain;
till I’ve sheep and cattle
and my darling returned once again;
the spare meals of Lent-time
I’ll quit not on grand days of feast,
sweet, swift were the spent-time
I’d spend with my head on his breast.
IV
Farewell to last even!
I would it were back now to me,
with the fair youth of Heaven
who caressed me awhile on his knee!
I’ll say what bereft me
of joy – but let no one know,
my own white Love has left me,
O Mary! O Heaven! What a woe!
V
Sickness and sorrow
are much, much around my poor heart;
the wan tears each morrow
to my eyes ever – and ever start;
though love, and love only
of him, who has left grief’s black shade,
Ah! I cannot live lonely
if he wed with the dark mountain maid
V
The people say ever
that brave, handsome men love me dear,
but never – o never
could I love while he is not here,
I’d wander, far rather,
nine days, nine nights, nine weeks and ten,
and sloe-berrie gather
Near his house ‘neath sleet, snow, and rain!
VI
You promised me purely
you’d love me till came death’s decline:
you promised me, surely,
that your home should always be mine.
But woe to that even
when I gave my heart unto thee,
Faraor! O bitter grieving!
The world goes between thee and me!
Traduzione di Cattia Salto *
I
O caro amore mio
all’inizio dell’estate se vieni con me
tra le forre ombrose di rugiada, amore
o sotto alla luce del sole splendente;
mucche, pecore o vitelli per il tuo bene non governerei quel giorno
ma starei con le braccia strette alla tua bianca vita
a conversare con te per un po’
II
Il mio giardino è trascurato,
caro amore, come ciò non ti causa dolore?
La frutta matura senza essere colta e l’erba cresce alta senza essere falciata.
Nessun suono d’arpa si ode
né i dolci canti degli uccelli
da quando egli mi ha lasciato,
il mio caro bel ragazzo dai riccioli biondi, per il castello O’Neil
III
Eppure non mi darò per vinta
per quanto possa cadere in basso  nella tristezza e nel dolore;
finché ho ovini e bovini, il mio amore ritornerà ancora una volta; il modesto desinare del tempo di Quaresima non cesserò nei grandi giorni di festa, amore, rapido trascorrerebbe il tempo da passare con la mia testa sul suo petto.
IV
Addio per l’ultima volta!
Vorrei che quel tempo ritornasse,
con quel bel giovane angelo
che per un po’ mi baciava tenendomi sulle ginocchia. Dirò quello che mi priva
della gioia – ma che nessuno sappia,
il mio bell’amore mi ha lasciato,
O Maria! O cielo! Che guaio!
V
Malattia e dolore
avvolgono
il mio povero cuore;
e lacrime ogni domani
dai miei occhi esangui sempre –
e sempre riprenderanno;
eppure amo, e solo lui amo, colui che ha lasciato l’ombra nera del dispiacere.
Ah! Non posso vivere da sola
se si è sposato con la fanciulla della Montagna Nera.
V
La gente dice sempre
che bravi uomini e belli mi amano
ma mai – o mai
potrei io amare, mentre lui non è qui,
piuttosto vagherei, lontano ,
nove giorni, nove notti, novanta settimane ,
per raccogliere le bacche del prugnolo
vicino alla sua casa sotto
nevischio, neve e pioggia!
VI
Mi hai promesso semplicemente
che mi avresti amato fino alla morte:
mi hai promesso, sicuramente,
che la tua casa sarebbe stata sempre la mia.
Ma sia maledetta quella sera
in cui ti diedi il mio cuore
Che dolore! O amaro lutto!
Così va il mondo!

NOTE
* traduzione dall’inglese, una traduzione che non mi convince ancora ma per il momento la considero come una traccia da perfezionare.

FONTI
http://songsinirish.com/caislean-ui-neill-lyrics/
http://songsinirish.com/caislean-ui-neill-lyrics2/
https://archive.org/stream/poetspoetryofmun00sigerich#page/82/mode/2up/search/Caisle%C3%A1n+U%C3%AD+N%C3%A9ill
http://tunearch.org/wiki/O’Neill’s_Castle
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=159991
http://www.itma.ie/digitallibrary/score/AMS
http://www.culture24.org.uk/places+to+go/northern+ireland/art16597
http://folkmusicsocietyofireland.files.wordpress.com/2012/07/ct26.pdf

KISHMUL’S GALLEY OR THE STORY OF ‘UNA THE LONELY’

Beinn A’ Cheathaich,  canzone in gaelico scozzese delle isole Ebridi, è stata tradotta in inglese con due diversi titoli e qualche lieve differenza tra le due traduzioni. Nelle note a corollario dello spartito pubblicato nel suo “Songs of the HebridesMarjory Kennedy-Fraser favoleggia la storia di ‘Una the Lonely’ che dopo aver perso (come tante altre spose dei border reivers) padre, marito e figli, si reca sulla cima del Beann a’ Cheathaich con l’intento di buttarsi giù.
Ma mentre scruta il mare per l’ultima volta vede la galea di Kishmul che ritorna a Barra, lottando tra i flutti di un mare minaccioso e avverso, così dalla tenacia degli uomini, trova la forza per continuare a vivere.
Scrive Marjory Kennedy-Fraser “Una the lonely sat on a hill top on the isle of Barra, thinking of the queer things of life–the heath that is plucked ere it comes to bloom, the boat that goes down in the mouth of the harbour, the great sea that brings wealth to one and death to the other.
She had drunk her fill of the three sorrows of a woman, the sorrow of the orphan, the sorrow of a widow and the sorrow of the mother, and sure, having nothing now to work or hope for in this life, it would be no sorrow at all for her to sleep with the other tired women in the quiet kirkyard.
Una the lonely looked out to sea and looking forgot her thoughts. The waves were boiling with rage because the wind was laughing and mocking them; and far out, Kishmul’s Galley, with Macneill of Barra and the bravest of his lads on board, was turning her head towards the bay and the old castle of the clan. But Oh Great being of the graces, as soon as the waves and wind noticed the galley, they straightaway forgot their own quarrel and must need join hands to drown the pluckiest galley in the Isles. Let me swallow her said the sea, opening it, s great mouth–but like the mountain stag, Kishmul’s galley bounded to the top of the nearest wave. Let me topple her over said the wind, loud blowing with all its might, but like the seal of Lochlann, the galley darted down into a sea-glen. Wild with anger the waves sprang at her planks and the wind tattered her sails and snapped her rigging–but let them do their worst, Kishmul’s Galley was ever the darling to carry her dear ones safely home. And Macneill of Barra and his men began to sing a song of triumph–they could see the old castle now, where the good things in life were waiting for them; the red wine, the feasting, the harping, and the best of all, the love of women and the prattle of children. Don’t be so sure said the wind, drawing its whole breath into its lungs. But ere the great effort came, the galley suddenly darted into the quiet of the bay, leaving wind and wave taunting each other with defeat. And Una the lonely, watching from the hilltop, leapt to her feet and–O Mother of God cried she what if yon galley be me”

ASCOLTA Alistair Reese la versione più cadenzata che richiama quella dei Corries

ASCOLTA Muriel Brunskil nella versione d’antan con l’arrangiamento di Marjory Kennedy-Fraser

VERSIONE CORRIES
I
High on the Benachie(1)
On that day of days,
seaward I gaze
Watching Kishmul’s Galley(2) sailing
CHORUS
Ah-hee Ah-hoo-oh
Vall-eee Ah-hoo-oh
II
Bravely against wind and tide
They have brought us to ‘neath Kishmul’s walls
Kishmul’s castle(3) of ancient glory
III
Homeward she bravely battles,
‘Gainst the hurtling waves,
Nor hoop nor yards,
Anchor, cable nor tackle has she.
IV
Here’s red wine, a toast to heroes(4)
And harping too, and harping too
Watching Kishmul’s galley sailing
VERSIONE KENNEDY-FRASER
I
High from the Ben a Hayich
On a day of days
Seaward I gaz’d,
Watching Kishmul’s galley(2) sailing.
CHORUS
O hio huo faluo!
Vall-eee Ah-hoo-oh
II
Homeward she bravely battles
‘Gainst the hurtling waves
Nor hoop nor yards,
Anchor, cable, nor tackle has she.
III
Now at last ‘gainst wind and tide
They’ve brought her to
‘Neath Kishmul’s walls,
Kishmul Castle(3) our ancient glory.
IV
Here’s red wine(4) and feast for heroes(5)
And harping too, O hio hu!
Sweet harping too! O hio huo faluo!

NOTE
1) Kennedy-Fraser scrisse  “Ben a Hayich”, come fonetica dal gaelico ma fu storpiato in Benachie
2) una scottish galley ovvero una galea a vela costruita nel Medioevo dagli scozzesi delle isole  ma con le caratteristiche proprie della nave vichinga, lunga e bassa che si muoveva a remi e dotata di una vela quadrata, la quale poteva portare un equipaggio di una sessantina di guerrieri.
3) Kisimul’s Castle è un pittoresco castello medievale costruito su un isolotto al largo di Castlebay , sede del capo clan O’Neil di Barra
4) la prodigalità nell’elargire ospitalità e allestire banchetti era, nel periodo pre-medievale e non solo, requisito essenziale del capo clan.
5) Ovviamente siano festeggiati gli eroici guerrieri e cantate le loro imprese, anche se ribaltando la prospettiva, essi erano niente più che dei predoni del mare che non si facevano scrupolo a saccheggiare le altre navi (e non solo quelle degli odiati inglesi) o i villaggi delle coste dei clan rivali o dell’Irlanda

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO: Dall’alto del monte un giorno di quelli scrutavo il mare, per guardare la galea di Kishmul che navigava dritta verso casa, combatteva con ardimento, contro le onde minacciose, senza vedetta, pennone, ancora, cime, né traino. Poi alla infine contro vento e marea, l’hanno condotta sotto le mura di Kishmul, castello di Kishmul gloria dei nostri antenati. Ecco il vino rosso e il festino per gli eroi al dolce suono dell’arpa.

Una versione più estesa è raccolta in “Hebridean Folksongs“, volume I, (1969), di Dr. John Lorne Campbell (1909-1996) e Francis James Montgomery Collinson (1898-1984),
Nel testo la nave non sta ritornando a casa ma è rivolta verso il vasto oceano


One day on the misty mountain,
Rounding up the sheep to get them,
Not the pair of the two sisters,
Nor the small pair of the road’s end,
‘Twas I myself beheld the vision,
Seeing thy galley going past me,
Setting her head to the wide ocean,
From MacNeil of Barra’s country,
Out from Cíosamul’s joyful Castle,
Where we used to be a-feasting,
Drinking wine from dawn till nightfall,
Shouts of men their ale a-drinking,
With women wearing brown silk dresses;
‘Tis I am who am afflicted
If Clan Neil’s boat has passed me,
She broke the cable and left the anchor,
She broke the best rope that was on her;
I knew the men engaged upon her,
Great Gill’ Eoghanain(6) the hero,
Gloomy Neil(7), son of noisy Rory(8),
And the handsome heir, young Rory,
Fair Rory, apt for manly action,
Red Murdo from the end of the clachan,
Little Murdo, wed to Lachlan’s daughter,
And the two sons of John MacPherson,
Gun(9) and shield befit your handgrasps,
And dark blue bonnet on curling back-locks(10).
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Un giorno sul monte avvolto dalla nebbia
a radunare il gregge
non la coppia delle due sorelle
e nemmeno la biforcazione alla fine della strada
contemplai io stesso una visione
vidi la galea passarmi accanto
con la prora verso il vasto oceano
dalla terra dei MacNeil di Barra
dal ridente castello di Kisimul
dove siamo soliti banchettare
bevendo vino dall’alba al tramonto,
il grido degli uomini per bere la loro birra
le donne che indossano seta rosso scuro;
Sono io che sono rammaricato
se la barca del clan Neil mi è passata accanto,
ha spezzato la cima e lasciato l’ancora
ha spezzato la migliore cima che aveva;
conoscevo gli uomini imbarcati
Gilleonan(6), il grande eroe,
Neil(7) il taciturno, figlio di Rory(8) il chiaccherone
e il bell’erede, il giovane Rory
Rory il biondo versato nelle imprese virili,
Murdo il Rosso alla testa del villaggio
il piccolo Murdo, sposato alla figlia di Lachlan
e i due figli di John MacPherson,
pistola(9) e scudo si adattano alle vostre prese
e il berretto blu scuro sui riccioli raccolti indietro(10)

NOTE
6) Gilleonan fu capo clan dal 1655 to 1670
7) il giovane Rory era il figlio di Gilleonan
8) ‘Noisy Rory’ (‘the tartar’) il capo precedente risalente al c.1594-1620.
9) immersi in una visione mitica dei prodi guerrieri veniamo bruscamente riportati all’epoca in cui probabilmente è stato scritto il canto ovvero il 1700!
10) un’altra descrizione dei capelli portati con i dreadlocks (vedi)! Una moda che era antica se già nelle statue della Grecia arcaica possiamo ammirare i fluenti capelli in boccoli (e non solo) dei guerrieri. L’acconciatura descritta con due parole è quella dei capelli “intrecciati” (alcuni direbbero aggrovigliati) in lunghe ciocche e riuniti sul dietro in modo che restino aderenti alla nuca e lascino la fronte libera (non fosse mai che il guerriero ci lasciasse la pelle a causa di una ciocca caduta sugli occhi nella foga del duello )

kroisos-grrecia-attica
Kouros di Kroisos (da Anavyssos), 530-520 a.C. circa

la prima parte qui

FONTI
https://castlesintheworld.wordpress.com/2016/03/12/castello-kisimul/
https://anglofolksongs.wordpress.com/2015/10/22/beinn-a-cheathaich-the-misty-mountain/
http://ingeb.org/songs/highfrom.html
http://www.celticlyricscorner.net/oldblinddogs/gaelic.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20960
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/24097/8;jsessionid=C0743594FFFEB061E5D693912BB1BA55
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/22602/1;jsessionid=295446BC486F5AC49B5BCCD69074FFDB
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8189
http://scotsongs.blogspot.it/2005/10/kishmuls-galley-kishmul-was-legendary.html

KISHMUL’S GALLEY OR MISTY MOUNTAIN? A BARDIC CHANT FROM THE CELTIC PAST

La stessa canzone in gaelico scozzese originaria dalle isole Ebridi è stata tradotta in inglese con due diversi titoli e qualche lieve differenza tra le due traduzioni.
Inizio con il dire che la canzone era una waulking-song raccolta prima come melodia da Marjory Kennedy-Fraser da Mary Macdonald, Mingulay nel 1907 e integrata dal testo come appreso dalla signora Maclean, Barra l’anno seguente, Marjory la fa tradurre dal fidato reverendo e il titolo che viene data alla versione in inglese diventa Kishmul’s Galley. (in “Songs of the Hebrides” Vol I, 1909): Marjory utilizza il nome di un mitico condottiero dell’isola, per assonanza con il nome del castello Kisimul presso Castelbay roccaforte degli O’Neil di Barra.

Anche in gaelico la stessa canzone porta titoli diversi e i più diffusi sono:” a’ Bhirlinn Bharrach” [the Barra Galley], “Beinn a’ Cheathaich” o più estesamente “Latha dhomh ‘s mi beinn a ‘ cheathaich”.

LA GALEA SCOZZESE

Una Bhirlinn o birlinn è una scottish galley ovvero una galea a vela costruita nel Medioevo dagli scozzesi delle isole  ma con le caratteristiche proprie della nave vichinga, lunga e bassa che si muoveva a remi e dotata di una vela quadrata, la quale poteva portare un equipaggio di una sessantina di guerrieri.

scottish-galley-castleAt one time, these vessels were the principal mode of transportation around the western isles of Scotland. The terrain was too rugged with large forests. There were no roads. So the sea lochs and minches of the western isles were the equivalent of today’s motorways at that time.
The Birlinn is said to have been developed from the Norse Galley by Somerled, who led the Kingdom of the Isles in the 1100s. These were clinker-built wooden boats that could be rowed or sailed, with a single mast and square sail. These small but sturdy seagoing ships were an improvement on the Norse Longship.
They were used for everything from ferrying people and cargo to going to war. The design was more manouverable than that of the Norse boats and suited to both rough seas and shallow water. The boats were light, but could be weighted with ballast to make them more stable in rougher conditions and the shallow draught made them easy to haul out of the sea. (tratto da qui)

KISIMUL’S CASTLE

E’ un pittoresco castello medievale costruito su un isolotto al largo di Castlebay , Barra , nella Ebridi Esterne della Scozia. Abbandonato dal 1838 è stato riacquistato dal capo clan dei MacNeil nel 1937 per dare il via al restauro, nel 2001 è stato ceduto in comodato d’uso per mille anni alla società Historic Scotland per la somma annua di 1 cent e 1 bottiglia di whisky. “..prende il nome dal gaelico cìosamul che significa “castello isola” Kisimul si siede su un isolotto roccioso nella baia al largo della costa di Barra, completamente circondato dal mare, è raggiungibile solo in barca ed è quasi inespugnabile. Kisimul ha i suoi pozzi di acqua dolce, la leggenda vuole che questa è stata la roccaforte dei MacNeils dal II secolo“. (tratto da qui)

Kisimul’s Castle was built in the thirteenth century at the southern end of the Isle of Barra and was the stronghold of the MacNeills of Barra. The chiefs of the MacNeills were famous for their self-esteem and it is said that every evening after the chief had eaten the MacNeill piper was sent out onto the battlements to announce “The MacNeill has dined. The other potentates of the earth may now dine.” They even have their own version of the story ‘The Flood’, in which God is said to have told Noah to invite, as well as a pair of each species of animal, the MacNeill chief and his wife. A messenger was sent to Barra and returned with the chief’s thanks but the reply “The MacNeill has a boat of his own.” (Peter Hall, notes Norman Kennedy ‘Scots Songs and Ballads’)

VIDEO di Patricia Hovey

LA VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE: LATHA DHOMH ‘S MI BEINN A ‘ CHEATHAICH

La versione originale risale al XVIII secolo e fu composta da Nic Iain Fhinn (‘daughter of fair-haired John’), una poetessa del clan MacNeil. Il capo clan risiedeva a Kisimul Castle sull’isola di Barra ed era famoso per essere con i suoi uomini un sea raider, ovvero un predone del mare. Del testo esistono tuttavia molte versioni che si possono ascoltare negli archivi sonori di “Tobar an dualchais” con le registrazioni dalla viva voce degli Highlanders scozzesi.

The composer of this well-known waulking song tells how she went to the Misty Mountain to round up sheep. She sees MacNeil’s galley coming from the land of the MacLeans to Cìosamul castle. She goes on to describe life in the castle. Wine is drunk and there is feasting and piping. The women are dressed in brown silk. The composer lists some of the men on the galley. At this point, there is a change of subject. The composer states that if she happened to be a girl with flowing hair, she would not go with a peasant lad. She would prefer a handsome hunter of the roedeer, the antlered stag, and the moor-hen. (tratto da qui)

Prima di passare alle versioni cantate però mi voglio soffermare sulla melodia.
ASCOLTA Albannach, la versione strumentale in stile “barbaro” con cornamusa e tanti e vari tamburi

La melodia è interpretata a volte come una slow air, ma anche una march song più spesso come una waulking song, secondo Jim Carrol si trattava di un’antica rowing song, ossia il canto dei barcaioli o rematori per dare il ritmo alla voga. “It comes from the days when the Gaelic pirates of the Islands so controlled the stormy waters of the Minch, that Elizabeth I was forced to make a peace treaty with them. The castle of one of these Gaelic sea-rovers still stands on an island in the middle of the harbour of Barra, unassailable except by water. (Out of its dark archway and) past its grim walls sailed galleys manned by [brawny] Scottish sea fighters, pulling at the oars to the tune of songs like this [one – songs that celebrated the doughty fighters aboard and their leaders.]” (tratto da qui)

Il canto racconta del ritorno a Barra e l’approssimarsi al castello di Kisimul della galea del clan O’Neil ricca di bottino: sarà festa per il successo della razzia nel castello con fiumi di vino, suoni d’arpa e di cornamuse, belle donne fasciate di seta che danzano con i guerrieri.
Ovviamente siano festeggiati gli eroici guerrieri e cantate le loro imprese, anche se ribaltando la prospettiva, essi erano niente più che dei predoni del mare che non si facevano scrupolo a saccheggiare le altre navi (e non solo quelle degli odiati inglesi) o i villaggi delle coste dei clan rivali o dell’Irlanda; siamo in un epoca remota in cui la gloria era tributata ai guerrieri anche se combattevano non certo per nobili ideali, ma soprattutto per il bottino.

Se nella struttura del canto è una tipica waulking song, il contesto e il contenuto sono tipici dei canti bardici.

ASCOLTA Flora McNeil che la intitola BEINN A’ CHEATHAICH (THE MISTY MOUNTAIN)

Latha dhomh ’s mi ’m Beinn a’ cheathaich(1)
Air far al il leo
Ro hu bhi ho
Hoireann is o
Ho ro hi o ho
Hi ri ho ro hu bha
Ho hug o ro
Gun deach bata Chlann Nill seachad
Gun cheann cumaidh aig a h-astar
Le dá mhac lain’ ic a’ Phearsain
Murchadh Mor a ceann a ‘clachain
S’Ruaraidh og an t-oighne maiseach
S’teach a duthaich mhic Ill’eathain
S’teach gu Ciosmul(2) an aigheir
Far am faighte chuirm ri gabhail
Fíon a ‘dhoidche gu látha

TRADUZIONE INGLESE
One day as I was on the misty mountain(1),
MacNeill’s Galley was passing
At great speed.
On board were two sons of John MacPherson,
Big Murdo from the head of the hamlet
And fair young Roderick, the heir,
Coming from the Land of the MacLean(2)
Going to Kishmul(3) of the mirth.
Where there will be feasts
Wine from night till day(4).
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Un giorno mentre ero sulla montagna avvolta dalla nebbia
la galea di Mac Neill stava passando
muovendosi velocemente
a bordo c’erano i due figli di John MacPherson,
il grande Murdo alla testa del villaggio
e il giovane Roderick, il biondo erede
venuti dalla Terra dei MacLean
verso il ridente castello di Kisimul
dove saranno festeggiati
con vino notte e giorno

NOTE
1) pronunciata come Benachie, ‘Benniche’ ha dato origine a molte confusioni, essendo il nome delle montagne nel Aberdeenshire, più propriamente è Beinn Cheathaich che essendo una cima alta è avvolta nella nebbia. Marjory Kennedy-Fraser la traduce come “Ben A Heaval”. In altre versioni si aggiunge un verso Ruagbhal nan caorach ’s ga faighinn=Rounding up the sheep, gathering them (qui) chi canta è un pastore o una pastorella che dalla cima del monte vede in lontananza la barca di ritorno a Barra
2) così come scritto si lascia intendere che il clan MacLean sia un clan rivale
3)Kisimul’s Castle: un pittoresco castello medievale costruito su un isolotto al largo di Castlebay , isola di Barra (Ebridi)

4) la prodigalità nell’elargire ospitalità e allestire banchetti era, nel periodo pre-medievale e non solo, requisito essenziale del capo clan.

ASCOLTA Old Blind Dogs con il generico titolo di “Gaelic song” (come se non ci fosse già abbastanza confusione tra i titoli tradizionali!)

ASCOLTA The Selkie Girls che riprendono l’arrangiamento degli Old Blind Dogs

Latha dhomh’s mi ‘m Beinn a’ Cheathaich
CHORUS
farail ill eo, ro a bji ho
Hoirreann is o ho ro hi o ho
Hi ri ho ro a bha ho hug o ro
‘S ann agam ‘s a bha ‘n sealladh
Gun deach bata Chlann Nill seachad
Mach bho dhùthaich MhicGill-Eathain
Steach gu Cìosamul an aighir
Far am faighte chuirm ri gabhail
Fíon a ‘dhoidche gu látha
Pìobaireachd nam feadan àrd’ laghach
Clàrsach bhinn ga gleusadh mar ris
Sìoda donn ga chur air na mnathan
Gill’Eòghanain(5) mòr an gaisgeach
Ruairi òg(6) an t-oighre maiseach

TRADUZIONE INGLESE
One day as I was on the misty mountain
I saw a wonderful sight
The Clan MacNeill’s ship passed by
Away from MacLean country
Towards joyful Kisimul
Where the feasting takes place
Drinking wine from night to day
The piping of the tall, lovely drones
The sweet harp being tuned alongside
Russet silk being worn by the ladies
Gilleonan(5), the great hero
Young Rory(6), the handsome heir
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Un giorno mentre ero sulla montagna nebbiosa
vidi una meravigliosa nave
la galea di Mac Neill stava passando
dalla Terra dei MacLean
verso il ridente Kisimul
dove il banchetto si svolge
bevendo vino notte e giorno
l’acuto lamento delle amate cornamuse,
con l’accordo della dolce arpa accanto,
seta rossa indossata dalle dame
Gilleonan, il grande eroe,
il giovane Rory il bell’erede

NOTE
5) Gilleonan fu capo clan dal 1655 to 1670
6) il giovane Rory era il figlio di Gilleonan

Questa seconda versione cambia la struttura del canto: il coro è breve e riprende ogni verso con dei “vocablesin due gruppi di suoni sillabici ripetuti in sequenza.

ASCOLTA


Latha dhomh am Beinn a’ Cheathaich
Air fal-il-o ho-ri-o-hu
Gu’n deach bàta Chloinn Neill seachad
O-hi-o-hu-o fail-u-o

B’ait leam do bhàta ‘si gabhail
‘Mach ò dhùthaich Mhic ‘Illeathain
‘Steach gu Ciosmul an aigheir
Far am faighteadh cuirm ri gabhail
Fion ò oidhche ‘gus an latha
Is clarsach bhinn ‘ga gleusadh mar ris

TRADUZIONE INGLESE
One day I was on the misty mountain
Clann MacNeill’s boat went past
I loved to see your boat on its journey
Out from the MacLean Country
Into Kisimul of the mirth
Where there will be feasts to be had
wine from night to day
And the sweet harp serenading
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Un giorno mentre ero sulla montagna ricoperta dalla nebbia
la galea di Mac Neill stava passando
amavo vedere la vostra nave in viaggio
dalla Terra dei MacLean
verso il ridente Kisimul
ci saranno festeggiamenti e si avrà
vino notte e giorno
al suono della dolce arpa

seconda parte qui

FONTI
https://castlesintheworld.wordpress.com/2016/03/12/castello-kisimul/
http://scotsongs.blogspot.it/2005/10/kishmuls-galley-kishmul-was-legendary.html

https://anglofolksongs.wordpress.com/2015/10/22/beinn-a-cheathaich-the-misty-mountain/
http://ingeb.org/songs/highfrom.html
http://www.celticlyricscorner.net/oldblinddogs/gaelic.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20960
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/24097/8;jsessionid=C0743594FFFEB061E5D693912BB1BA55
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/22602/1;jsessionid=295446BC486F5AC49B5BCCD69074FFDB
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8189

COISICH A RÙIN

La waulking song dal titolo Coisich a rùin (in inglese “Come on, my love”) è ambientata nelle isole Ebridi e si riferisce a un passato mitico delle isole quando i sea raiders andavano per mare a prendersi il bottino e la gloria.

LA STRUTTURA DEL CANTO

Molto probabilmente era questa la forma più antica del canto di lavoro. Il coro riprende ogni verso con dei “vocables e il ritornello è molto breve costituito da 4 gruppi di suoni sillabici ripetuti in sequenza.  L’altra particolarità (anche questa tipica)  è la ripetizione degli ultimi due versi della strofa nei primi due della strofa successiva, il che rende il canto lunghissimo.
Per semplicità nel riportare il testo si omettono questi raddoppi dei versi.

L’ARGOMENTO DEL CANTO

Chi canta è una donna che piange la perdita del marito, un giovane guerriero imbarcato con i compagni del suo clan sulla galea dei sea raiders (i predoni del mare). Il canto si configura così come un lamento funebre, simile all’andamento tipico delle waulking songs utilizzate all’inizio della lavorazione d’infeltrimento del tweed, molto più faticosa e dai movimenti lenti.

ASCOLTA Catriona MacDonald (solo voce)
A metà del canto il richiamo va ad una popolare waulking song Ailein Duinn, le immagini sono simili: l’ultima strofa descrive un funerale del mare, con il letto di alghe, le stelle come candele, il mormorio delle onde e i cormorani come guardiani. La parte centrale ha il respiro dei poemi bardici, un inno alla natura di quelle terre incontaminate e selvagge che ancora oggi sono le Highlands scozzesi e le loro isole semi disabitate.

Coisich a rùin, hù ill ho-rò
Lùb nan geal-làmh o hì ibh ò
‘S minig a bha, hù ill horò
Mi fo t’earaddh, och hoireann ò
‘S mi fo chirb, hù ill horò
Do bhreacain bhallaich och hoireann ò
‘N lagan uaigneach, hù ill horò
Chluain a’ bharraich, och hoireann ò
Siaban nam beann hù ill horò
Sìor chuir tharainn och hoireann ò
Uisge fìor-ghlan, hù ill horò
Fuar-ghlan, fallainn, och hoireann ò
An cois an fhèidh hù ill horò
‘S àirde langan och hoireann ò
‘S mise a’ bhean bhochd hù ill horò
a th’ air mo bhuairead ho hì ibh ò
Ma thug Clan Nèill hù ill horò
Druim a’ chuain orr’ och hoireann ò
Luchd nan ròiseal hù ill horò
‘s nan long luatha o hì ibh ò
‘S nam brataichean hù ill horò
dearg’ is uaine och hoireann ò
‘S nan claimheannan hù ill horò
geura, cruadhach o hì ibh ò
Nach laigh smal orr’ hù ill horò
anns na truaillean och hoireann ò
‘S mise a’ bhean bhochd hù ill horò
a th’air mo sgaradh o hì ibh ò
Mur e Leòdhas hù ill horò
mhòr ur caladh och hoireann ò
Mas e ‘s boghstair hù ill horò
dhuibh a’ ghainneamh o hì ibh ò
Mas e ‘n t-slaodach hù ill horò
‘s aodach-tarraing och hoireann ò
Mas e na sgairbh hù ill horò
ur luchd-faire o hì ibh ò
Ur coinnlean àrd hù ill horò
na reultan geala och hoireann ò
‘S ur ceòl fìdhle hù ill horò
gaoir na mara, och hoireann ò


TRADUZIONE INGLESE
Walk my love,
Youth of the white arms(1)
Often I lay
Beneath your robe
Under the edge
Of your tartan plaid
In a remote hollow
In a birch bower
The mountain mist
Ever swirling round us
With clear fresh water
cold and healthy
Near the deer
calling loudly
I am the poor wife
Sorely troubled
If Clan Neil have taken
To the high seas
People of the surging waves
And the fast galleys(2)
And of the banners
Red and green
And of the swords
sharp, steely
That remain unblemished
In their scabbards
I am the poor wife
who’s been shattered
If great Lewis
Isn’t your haven
If your mattress
Is the sand
If the seaweed
is your winding sheet
If the cormorants
are your guards
If your tall candles
are the white stars
And your fiddle music
the roar of the sea
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
Vieni amore mio
gioventù delle spade(1)
spesso giacevo
tra la tua roba
sotto le falde
del tuo mantello tartan
in una conca solitaria
in un pergolato di betulle.
La nebbia della montagna
mai vorticante introno a noi
con la chiara acqua fresca
fredda e salutare.
Accanto al cervo
che chiama ad alta voce
io sono la povera moglie
amareggiata nel dolore,
se il Clan Neil ha preso il largo
verso il mare aperto
il popolo dei marosi
e le galee(2) veloci
e le insegne
rosse e verdi
e le spade
aguzze e taglienti
che restano senza macchia
nei loro foderi
sono la povera moglie
che si trova all’estremo delle forze.
Se la grande Lewis
non è il tuo rifugio
se il tuo materasso
è la spiaggia
se l’alga
è la tua coperta
se i cormorani
sono i tuoi guardiani
se le tue lunghe candele
sono le stelle luminose
e la musica del tuo violino
il rombo del mare

NOTE
1) di solito l’innamorato di questi antichi canti  è un guerriero-cacciatore e qui sono descritti i sui svaghi. L’influsso della poesia bardica è molto presente.
2) una scottish galley ovvero una galea a vela costruita nel Medioevo dagli scozzesi delle isole ma con le caratteristiche proprie della nave vichinga, lunga e bassa che si muoveva a remi e dotata di una vela quadrata, portava un equipaggio di una sessantina di guerrieri.
At one time, these vessels were the principal mode of transportation around the western isles of Scotland. The terrain was too rugged with large forests. There were no roads. So the sea lochs and minches of the western isles were the equivalent of today’s motorways at that time.
The Birlinn is said to have been developed from the Norse Galley by Somerled, who led the Kingdom of the Isles in the 1100s. These were clinker-built wooden boats that could be rowed or sailed, with a single mast and square sail. These small but sturdy seagoing ships were an improvement on the Norse Longship.
They were used for everything from ferrying people and cargo to going to war. The design was more manouverable than that of the Norse boats and suited to both rough seas and shallow water. The boats were light, but could be weighted with ballast to make them more stable in rougher conditions and the shallow draught made them easy to haul out of the sea. (tratto da qui)

immagine tratta da https://www.behance.net/gallery/West-Highland-(Hebridean)-Galley-Reconstruction/5296087
immagine tratta da https://www.behance.net/gallery/West-Highland-(Hebridean)-Galley-Reconstruction/5296087

Un’altra versione più ritmata e rivisitata in chiave moderna è quella dei Capercaille i quali uniscono una piccola parte del testo precedente con un altro brano che mantiene sempre la stessa melodia e che si intitola “‘S fliuch an oidhche” (in inglese “Wet the Night”)

ASCOLTA Capercaille in Delirium 1991 in una versione decisamente rock (e seguendo lo stile Clann Lir)

COISICH, A RÙIN
Coisich, a rùin, hù il oro
Cum do ghealdadh rium, o hi ibh o
Beir soraidh bhuam, hù il oro
Dha na Hearadh, boch orainn o
Gu Seon Caimbeul, hù il oro
Donn mo leannan, boch orainn o
Sealgair geòidh, hù il oro
Ròin is eala, boch orainn o
Bhric a ní leum, hù il oro
‘N fhèidh ri langan, boch orainn o

‘S FLIUCH AN OIDHCHE
‘S fliuch an oidhche, hù il oro
Nochd’s gur fuar i, o hi ibh o
Ma thug Clann Nìll, hù il oro
Druim a’ chuain orr’, boch orainn o
Luchd nan seòl àrd, hù il oro
‘S nan long luatha, boch orainn o
‘S nam brataichean, hù il oro
Gorm is uaine, boch orainn o
Cha b’fhear cearraig, hù il oro
Bheireadh bhuat i, boch orainn o

TRADUZIONE INGLESE
(tratto da qui)
Come on, my love,
Keep your promise to me
Take greetings from me
Over to Harris
To John Campbell
My brown-haired sweetheart
Hunter of goose
Seal and swan
Of leaping trout
Of bellowing deer
Wet is the night
Tonight is cold
If the MacNeills(3)
Have to put to sea
Men of high sails
And swift of ships
And of banners
Blue and green
No left-hander
Could take her rudder from you
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
Vieni amore mio,
mantieni la tua promessa,
porta i miei saluti,
fino a Harris
a John Campbell,
il mio fidanzato dai capelli scuri,
cacciatore di oche,
foche e cigni,
di trote guizzanti,
di cervi mugghianti.
Umida è la notte,
stasera è freddo,
se i MacNeills(2),
devono prendere il mare,
gli uomini delle vele alte,
e veloci delle navi,
e le insegne,
blu e verdi,
nessun mancino,
potrebbe prenderti il timone.

NOTE
3) Gli O’Neil di Barra erano dei famosi sea raiders (vedi Kishmul’s Galley)

seconda parte: ‘S FLIUCH AN OIDHCHE

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/coisich.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/23944/2;jsessionid=F145B861B6B3847D17817FB9801C52AF
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/79704/7;jsessionid=1CAD61939D305AAB15373EF4C72F3115
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/26791/8;jsessionid=B6892984CCBE1C66E77385DD3FD40382
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/43792/5;jsessionid=4FF2081BE34CD2B6C30E23314A0ECFE0
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/96976/5
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/79704/5
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/97035/2
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/2368/5
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/13132/5
https://www.behance.net/gallery/West-Highland-(Hebridean)-Galley-Reconstruction/5296087

BONNY PORTMORE

Quando fu abbattuta la grande quercia di Portmore nel 1760 qualcuno scrisse una canzone conosciuta con il nome di “The Highlander’s Farewell to Bonny Portmore“; nel 1796 Edward Bunting la raccolse dalla voce di Daniel Black un vecchio arpista di Glenoak (Antrim) e la pubblicò in “Ancient Music of Ireland” – 1840.

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La quercia secolare si trovava sulla proprietà del castello di Portmore sulle rive di Lugh Bege fu abbattuta da un grande vento, l’albero era già famoso per il suo portamento ed era soprannominato “the ornament tree”. La quercia venne tagliata e il legno venduto, dalle misurazioni fatte sappiamo che il tronco era largo 13 metri.

Loch un Phoirt Mhóir (lago dal grande approdo) ovvero  Lough Portmore è un laghetto quasi circolare nel Sud-Ovest della contea di Antrim, Irlanda del Nord, oggi riserva naturale per la protezione degli uccelli.

La proprietà anticamente apparteneva al clan O’Neill di Ballinderry, mentre il castello fu costruito nel 1661 o 1664 da Lord Conway (sulle fondamenta di una antica fortezza) tra Lough Beg e Lough Neagh; la tenuta era ricca di alberi centenari e di bellissimi boschi; il conte però cadde in rovina e perse la proprietà quando decise di prosciugare il lago Ber per mettere la terra a seminativo (il sistema di drenaggio detto “Tunny cut” è tutt’ora esistente); l’ambizioso progetto fallì e la terra passò in mano a dei nobili Inglesi.
In altre versioni più semplicemente la dinastia del Conte si estinse e i nuovi proprietari lasciarono la tenuta in stato di abbandono, non essendo intenzionati a risiedere in Irlanda. Quasi tutti gli alberi vennero abbattuti e venduti come legname per la costruzione navale e il castello cadde in rovina.

Il canto potrebbe essere inteso simbolicamente per indicare il declino dei signori gaelici irlandesi, dolore e nostalgia mescolati in un lamento di una bellezza crepuscolare.

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Nella foto la quercia detta Il Rugolon in Grandola ed Uniti (Co) la circonferenza del tronco è di “soli” 8 metri, età stimata circa 300 anni (dal sito http://www.patriarchinatura.it)

E qui apro una piccola parentesi ricordando un episodio personale di molto tempo fa in cui ho incontrato un albero secolare: all’epoca vivevo a Firenze e ho avuto l’occasione di girare un po’ per la Toscana, ora non ricordo più la località, ma so che mi trovavo nelle colline del senese ed era estate; qualcuno ci consigliò di andare a vedere un vecchio leccio spiegandoci grosso modo  la strada, arrivati in zona ovviamente ci siamo persi, ma un contadino ci fece la cortesia di accompagnarci nei paraggi; in lontananza sembrava ci stessimo avvicinando ad un boschetto, in realtà si trattava di un solo albero le cui chiome erano così frondose e vaste, i vecchi rami così piegati, che per avvicinarci al tronco dovettimo chinarci. Radici poderose rendevano ondulato il terreno e subito fatti pochi passi ci siamo trovati in un’ombra via via più fitta. Adesso non ricordo se si sentiva freddo o se faceva sempre caldo come pochi attimi prima sotto il sole estivo, ma ricordo ancora dopo tanti anni la sensazione di una presenza, di un respiro profondo e vitale, e il disagio che provavo a disturbare il luogo. Non esagero affatto parlando di timore, e credo che quel sentimento fosse lo stesso provato dall’uomo antico, che sentiva negli alberi centenari la presenza di uno spirito.

Veniamo all’ascolto del brano, di cui esistono molte versioni e interpretazioni, l’omaggio doveroso va a Loreena McKennitt che ha portato il brano alla ribalta internazionale.
ASCOLTA Loreena McKennitt in The Visit 1991

ASCOLTA Laura Marling

ASCOLTA Laura Creamer

ASCOLTA Lucinda Williams in Rouges Gallery 2006

ASCOLTA Dan Gibson e Michael Maxwell in Emerald Forest in versione strumentale con il canto degli uccelli


CHORUS
O bonny Portmore,
you shine where you stand
And the more I think on you the more I think long
If I had you now as I had once before
All the lords in Old England would not purchase Portmore.
I
O bonny Portmore, I am sorry to see
Such a woeful destruction of your ornament tree
For it stood on your shore for many’s the long day
Till the long boats from Antrim came to float it away.
II
All the birds in the forest they bitterly weep
Saying, “Where will we shelter or where will we sleep?”
For the Oak and the Ash, they are all cutten down
And the walls of bonny Portmore are all down to the ground.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Coro
O bella Portmore,
la risplendente
e più penso a te,
più ti penso intensamente.

Se tu fossi mia come lo fosti un tempo
nemmeno tutti i Lord nella vecchia Inghilterra potrebbero acquistare Portmore.
I
O bella Portmore, che pena vedere
una tale distruzione della tua quercia secolare
che rimase sulla spiaggia per molto tempo in quel lungo giorno
finché la barcaccia da Antrim venne per trasportarla lontano
II
Tutti gli uccelli nella foresta amaramente piangono
cantando “Dove ci ripareremo
o dove dormiremo?”
Poichè la Quercia e il Frassino, sono stati tutti abbattuti
e le mura della bella Portmore sono crollate a terra.