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Tha Mo Leabaidh ‘san Fhraoch

Stemma del clan Cameron di Lochiel, il motto originario era: Mo Righ ‘s Mo Dhuchaich (For King and Country)

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“Tha Mo Leabaidh ‘san Fhraoch” (In the Heather’s My Bed) è un canto giacobita risalente al 1747 attribuito ad un guerriero highlander sostenitore della causa giacobita tale Dougal Roy Cameron.
La storia legata alla canzone è oltremodo avvincente: Dougal Roy Cameron (MacGillonie/MacOllonie) (oppure Dughall Ruadh Camaran) era un soldato nel reggimento di Donald Cameron di Lochiel, preso prigioniero nella battaglia di Culloden (o in qualche conflitto appena precedente) e poi liberato il 15 luglio 1747.
Poco prima della cattura aveva appreso della morte del fratello, giustiziato per ordine di uno spietato ufficiale di nome Grant di Knockando, mentre era in procinto di arrendersi insieme ai suoi comagni. Alcuni Cameron, che avevano assistito da vicino all’esecuzione, assicurarono che il capo plotone era un ufficiale che indossava una redingote blu e cavalcava un cavallo bianco. Al suo rilascio Dougal andò alla ricerca di quell’ufficiale per ucciderlo e lo trovò nei pressi del Loch Arkaig, ma ci fu uno scambio di persona  e uccise Munro di Culchairn che indossava la stessa giubba. Ecco perchè il nostro fuorilegge trascorre le notti insonni, nascosto in qualche buio e umido anfratto tra le forre, pentendosi di non essere riuscito nell’intento di vendicare il sangue del fratello .
Alla storia personale del guerriero s’intreccia la delusione per l’amara sconfitta della causa giacobita (attribuita come da copione al volta faccia di alcuni tra i maggiori capi clan) e la speranza di un ritorno trionfale del Bel Carletto.

ASCOLTA The Lochies riassumono il testo in otto strofe, per la versione integrale qui

I
Tha mo leabaidh ‘san fhraoch
Fo shileadh nan craobh,
‘S ged tha mi ‘sa choille
Cha do thoill mi na taoid.
II
Tha mo leab’ air an làr
‘S tha mo bhreacan gun sgàil,
‘S cha d’fhuair mi lochd cadail
O’n a spaid mi Cùl Chàirn.
III
Tha mo dhùil ann an Dia
Ged a dhìobradh Loch Iall,
Fhaicinn fhathast na chòirneal
An Inbhir Lòchaidh seo shìos.
IV
Bha thu dìleas do’n Phrionns’
Is d’a shinnsre o thùs,
‘S ged nach tug thu dha t’fhacal
Bha thu ceart air a chùl.
V
Cha b’ionnan ‘s MacLeòid
A tha ‘n-dràsd’ aig Rìgh Deòrs’,
Na fhògarrach soilleir
Fo choibhreadh ‘n dà chleòc.
VI
Cha b’ionnan ‘s an laoch
O Cheapaich nan craobh
Chaidh e sìos le chuid ghaisgeach,
‘S nach robh tais air an raon.
VII
Ach nuair a thig am Prionns’ òg
Is na Frangaich ‘ga chòir,
Théid sgapadh gun taing
Ann an campa Rìgh Deòrs’.
VIII
‘S ged tha mis’ ann am fròig
Tha am botal ‘nam dhorn,
‘S gun òl mi ‘s chan àicheadh
Deoch-slàint a’ Phrionns’ òg.
Traduzione inglese*
I
In the heather ‘s my bed
‘Neath the dew-laden trees,
And though I’m in the green-wood
I deserved not the ropes.
II
My bed’s on the ground
And uncovered’s my plaid,
Sleep has not come upon me
Since I murdered Culchairn.
III
My hope rests in God,
Though Lochiel has gone,
I’ll yet see him a colonel
In Inverlochy down here.
IV
Thou wast true to the Prince
And his race, from the first,
Though thou hadst never promised
Thou didst give him true aid.
V
Not so did MacLeod,
Who is now for King George,
A manifest outcast
‘Neath the shade of two cloaks.
VI
Not so the warrior brave
From Keppoch of the trees,
Who charged down with his heroes,
Unafraid on the field.
VII
But when comes the young Prince
With the Frenchmen to aid,
Unthanked will be scattered
The camp of King George.
VIII
And though I’m in a den,
There’s a glass in my hand,
And I’ll drink, and refuse not,
A health to Prince Charles.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
L’edera è il mio giaciglio
sotto gli alberi carichi di rugiada
e sono (nascosto) nel folto del bosco
perchè non meritavo l’impiccagione
II
Il mio giaciglio è la terra
e mi corpo con il mantello (1)
ma il sonno non viene
da quando ho ucciso Culchairn (2)
III
La mia speranza affido a Dio
anche se Lochiel (3) è partito
lo vedrò ancora colonnello
laggiù a Fort William (4).
IV
Tu eri un seguace del Principe
e alla sua causa, dal principio
e senza aver prestato giuramento,
gli desti il tuo aiuto sincero
V
Non così fece MacLeod (5),
che ora parteggia per Re Giorgio
un palese reietto
colui che serve due padroni (6)
VI
Non così il guerriero coraggioso
da Keppoch degli alberi (7)
che andò all’assalto con i suoi eroi
senza paura sul campo di battaglia
VII
Ma quando ritornerà il giovane Principe
aiutato dai Francesi (8)
in un amen sarà disperso
l’esercito (9) di Re Giorgio
VII
Anche in questo nascondiglio (10)
alzo il bicchiere
e non mi rifiuterò di bere
alla salute del Principe Carlo

NOTE
* John Lorne Campbell in “Highland Songs of the ’45” (1932)
1) è il pratico kilt del montanaro scozzese: Il vero kilt (in gaelico philabeg) è in effetti una lunga coperta (plaid) cioè un unico, lunghissimo, pezzo di stoffa (il tartan) delle dimensioni di 65-75 cm di altezza per una lunghezza di 5 metri circa, pieghettato e drappeggiato intorno ai fianchi e poi riportato sulle spalle come un mantello (che funzionava bene anche come grande tasca dove infilare gli oggetti da trasportare o le armi).  Era indubbiamente un capo pratico, senza troppe pretese di eleganza che teneva al caldo e al riparo, e perciò prevalentemente un abito “rustico”abbinato per lo più allo stivale ad altezza ginocchio (cuaron) ma più spesso portato a piede nudo (e dovevano avere dei fisici ben temprati questi scozzesi che se ne stavano al vento, pioggia e neve così conciati!) Ai rudi scozzesi di montagna  serviva come coperta per coprirsi durante il giorno e come giaciglio in cui dormire durante le notti passate nella brughiera. (continua)
2) il capitano Murno di Culcairn che aveva preso in prestito il mantello (o la giubba) di Grant
3) Donald Cameron di Lochiel (c.1700 – Ottobre 1748) soprannonimato semplicemente “Gentle Lochiel” per i suoi atti di magnanimità nei confronti  dei prigioneri,  fu tra i più influenti capoclan tradizionalmente fedele alla Casa Stuart. Si unì al Principe Carlo nel 1745 e dopo Culloden fuggì in Francia dove morì in esilio. La sua famiglia fu riabilitata e reintegrata nel titolo con l’amnistia del 1748.
4) Fort William a Inverlochy: uno dei forti che faceva parte della catena di fortificazioni (insieme a Fort Augustus e Fort George) utilizzata per tenere sotto controllo le possibili rivolte giacobite. E’ rimasto come presidio militare fino al 1855. Fort William è il centro più importante della Scozia, snodo ferroviario e stradale (qui si dipartono la West Highland Way e la Great Glen Way).
5) McLeod di McLeod ha promesso il suo sostegno al Principe per rimangiarsi la parola quando l’ha visto arrivare senza soldi e senza uomini. La sua defezione ha pesato pesantemente nel fallimento della rivolta.
6) Nel Medioevo il servizio feudale al proprio sire era tributato simbolicamente mettendosi “sotto al suo mantello”, così anche alla sposa durante la celebrazione del Matrimonio veniva appoggiato il mantello del futuro marito sulle spalle, in segno di sottomissione
7) Alexander McDonald di Keppoch morì alla testa del suo clan a Culloden mentre il resto dei McDonalds ripiegava
8) il Bel Carletto non ritornerà più in Scozia vedi
9) letterlamente l’accampamento
10) dopo Culloden molti guerrieri cercarono rifugio in grotte e anfratti per sfuggire ai rastrellamenti delle truppe inglesi:  nei mesi e anni successivi a Culloden fu caccia all’uomo per coloro che erano riusciti a fuggire dal campo della battaglia e per i loro sostenitori, anche le famiglie e i simpatizzanti vennero incarcerati e coloro che offrivano ospitalità ai fuggiaschi erano espropriati e processati per alto tradimento. Le Highlands furono militarizzate e tenute sotto stretto controllo inglese, senza parlare delle leggi volte a spezzare “l’highlander pride”

continua

APPROFONDIMENTO
http://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/

http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/

FONTI
https://it.wikipedia.org/wiki/Clan_Cameron
http://chrsouchon.free.fr/hamoleab.htm

TRANENT MUIR

Adam Skirving (circa 1746) scrisse due canzoni sulla Battaglia di Prestonpans, la prima con una venatura comica è la ben più famosa “Johnnie Cope“; la seconda invece dal titolo “Tranent Muir” è quasi un reportage di guerra. Gli scozzesi la ricordano come la battaglia di Gladsmuir, per via di una vecchia profezia secondo la quale il pretendente al trono di Scozia, sarebbe stato vittorioso a Gladsmuir; la battaglia si svolse in effetti proprio nei pressi del villaggio,  nella piana semi-paludosa tra Tranent e Prestonpans, ma la proclamazione a Re del Bel Carletto sarà solo una effimera stagione che condurrà i fedeli highlanders alla disfatta di Culloden!

LA CARICA DEGLI HIGHLANDER

Gli scozzesi così andavano in battaglia: all’assalto!
La famigerata carica dei rudi montanari scozzesi consisteva nel correre precipitosamente verso la schiera dei nemici, slacciandosi il cinturone e liberandosi del plaid; procedevano con impeto, a grandi balzi, urlando come ossessi, (con i lembi della camicia che svolazzavano sul culo nudo) e brandendo minacciosamente la tipica spadona detta claymore.
Il vero kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia come nel più tardo little kilt, una pratica coperta-materasso in cui avvolgersi la notte dormendo all’aperto, sotto un cielo di stelle (ma anche sotto la pioggia) – così era la tempra con cui si forgiava il carattere.
Nelle rievocazioni storiche il particolare del kilt lasciato cadere a terra viene per lo più omesso, caso mai si esibiscono maschi petti villosi senza camicia .

Il 21 settembre 1745 truppe di ribelli scozzesi giacobite guidate  dal generale Lord George Murray,  affrontarono in battaglia l’esercito regolare inglese di stanza in Scozia  comandato da Sir John Cope
(vedere prima parte)


per il brano del video YE JACOBITES BY NAME

TRANENT MUIR

La canzone è quasi un reportage di guerra, dalle tredici strofe e più, il testo riportato da David Herd in “Ancient and Modern Scottish Songs”, Volume 1, page 109, 1776 è collezionato anche nello “Scots Musical Museum” Volume III N°102, 1790; opportunamente sforbiciato in quella che è diventata la versione standard da Archie Fisher e ridotto a sei strofe.

La melodia risale al 1694 (qui) anche con il nome di “The Battle of Killicrankie”, ‘Gillicrankie’ (Killikrankie) “Original Sett of Killiekrankie” (in Gow “First Repository”, 1799 ) ma Archie Fisher ne riporta una diversa forse proveniente dalla tradizione orale, e registra il brano nel 1969 con il titolo di “The Battle of Prestonpans”

ASCOLTA Archie Fisher in “The Fate O’Charlie”, 1969

ASCOLTA The Corriers

sono stati però i Tannies come affettuosamente vengono chiamati a rielaborare il brano e a presentarlo in modo nuovo e più scintillante
ASCOLTA Tannahill Weavers in “The best of the Tannahil Weavers”, 1979-1989

TRANENT MUIR
I
The chevalier being void o’ fear
did march doon Birsle Brae man (2)
Through Tranent e’er he did stent (3)
as fast as he could gae man
While General Cope did taunt and mock
wi’ many a loud hurrah man
E’er next morn proclaimed the cock
we heard another craw man
II
The brave Lochiel as I heard tell
led Cameron on in cloods (6) man
The morning fair and clear the air
they loosed wie devilish thuds man
Doon guns they threw and swords
they drew and soon did chase them aff man
On Seaton’s crafts (7) they burst their chafts(8)
and gart them run like daft man
III
The bluff dragoons swore blood and oons
they’d mak’ the rebels run man
And yet they flee when them they see
and winnae fire a gun man
They turned their backs the fit tae crack (9)
such terror siezed them a’ man
Some wet their cheeks some fyled their breeks
and some for fear did fa’ man
IV
Smith (10) made sic’ haste sae spurred his beast
‘twas little there he saw man
Tae Berwick rade and safely said
the Scots were rebels a’ man
O’er Soutra Hill ere he stood still
afore he tasted meat man
Lang may he brag on his swift nag
that bore him aff sae fleet man
V
But Gardner brave did still behave
like to a hero bright man
His courage true, like him were few,
that still despised flight man
For king and laws and country’s cause
in honours bed did fa’ man
His life but not his courage fled
while he had breath tae draw, man
VI
At yon thorn tree that you may see
beneath the Meadow mill, man
There’s many slain lie on the plain
the clans pursuing still man
Sic’ unco whacks and deadly hacks
I never saw the likes man
Lost hands and heids cost them their deeds
that fell near Preston dyke man
LA PIANURA DI TRANENT
(traduzione  di Cattia Salto)
I
Il Cavaliere (1) senza esitazione alcuna
attraversò in marcia le colline di Birsle
e superato Tranent si schierò,
più in fretta non poteva andare.
Mentre il Generale Cope insultava e scherniva con tanti veementi Evviva
prima del seguente mattino annunciato dal gallo (4), udimmo un altro grido (5)
II
Il prode Lochiel come sentii dire
portò i Cameron in battaglia
nell’aria limpida di un chiaro mattino
spararono dei colpi infernali,
poi gettarono le pistole,
le spade sguainarono e in breve li scacciarono,
sui poderi di Seton (7) spaccarono i grugni
e li fecero correre come pazzi
III
I dragono sbruffoni giurarono sangue e lacrime,
che avrebbero fatto scappare i ribelli,
eppure fuggirono quando li videro,
e senza colpo ferire
voltarono la schiena a gambe
levate
pieni di un tal terrore,
chi si bagnò le guance, chi se la fece nei pantaloni
e chi per la paura cadde
IV
Smith fece così in fretta a spronare la bestia che ben poco vide
per correre a Berwick in salvo disse
“Erano tutti gli Scozzesi in rivolta!”
e ancora a Soutra Hill se ne sta
piuttosto che assaggiare cibo,
a lungo potrà vantarsi del suo rapido ronzino che lo portò via così velocemente
V
Ma Gardner si comportò
come si conviene a un fulgido eroe
con vero coraggio e come lui furono pochi, che pure disdegnarono la fuga,
per il re e il governo e per la causa del paese, cadde nel letto dell’onore
la sua vita, ma non il coraggio venne meno, mentre esalava l’ultimo respiro
VI
Al biancospino che puoi vedere laggiù
sotto al il mulino di Meadow
ci sono molti cadaveri che stanno sul prato, i clan ancora incalzano
una batosta così colossale e una carneficina, mai ne vidi di tal fatta
mani mozzate e corpi
decapitati
caduti vicino agli argini di Preston

Note
1) Bonny Prince Charles Stuart
2) la parola uomo è usata come intercalare
3) to place something or someone, with the implication of being overstretched or overtaxed.
4) Lo scontro tra i due eserciti avvenne alle 6 del mattino e durò una decina di minuti
5) quello degli Highlander lanciati nella carica
6) clouds letteralmente “nuvole”
7) “”crafts” = “crofts” in modern Scots, i.e. smallholdings. The Seatons (or Setons) were the biggest landowners and industrialists of the Prestonpans area, and their tenants were one of the worst-hit groups of casualties of the invasion”.
8) termine desueto per jaw
9) the foot they brake
10) la strofa con i nomi dei codardi non è univoca in Herd ad esempio diventa
Menteith the great, when hersel shit,
Un’wares did ding him owre, man,
Yet wadna stand to bear a hand,
But aff fu fast did scour, man,
Si dice che il tenente Smith abbia sfidato a duello Skirving per aver menzionato espressamente la sua fuga dalla battaglia, così si riporta nello SMM “He [Burns] also heard a story about the Lieutenant Smith mentioned in the ninth stanza, in which Mr Smith demanded that Mr Skirvan present himself and explain his portrayal of Mr Smith. Mr Skirvan refused and further insulted Mr Smith by referring to his cowardice again“. (qui)

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/
http://lagazzettadioutlander.altervista.org/all-interno-dell-episodio-210-di-outlander/
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTtranmu.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-102,-pages-103-and-104-tranent-muir.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1114
http://alaguerre.luridoteca.net/?page_id=459
http://learningtowhistle.blogspot.it/2005/08/tunes-tranent-muir.html
http://sniff.numachi.com/~rickheit/dtrad/pages/tiTRANMUI2.html
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/4454lyL2.htm
http://www.theballadeers.com/scots/tw_c1989_bo.htm
http://chrsouchon.free.fr/tranentm.htm

ORAN EILE DON PHRIONNSA

Read the post in English

Il Bonny Prince (Carlo Edoardo Stuart) ritratto da Allan Ramsay subito dopo la marcia su Edimburgo

Oran Eile Don Phrionnsa,  “Canzone per il Principe” (= Song to the Prince) ma anche dal primo verso “Moch sa Mhadainn ‘s Mi Dùsgadh” (in italiano “Appena mi sveglio”) venne scritta nel 1745 da Alexander McDonald (Alasdair mac Mhaighstir Alasdair)  bardo delle Highlands e fervente giacobita, perché fosse indirizzata come missiva al Principe Charles Edward Louis John Casimir Sylvester Severino Maria Stuart, noto più semplicemente come il Bonnie Prince Charlie o The Young Pretender. All’epoca il Principe si trovava in Francia nella vana attesa di un cenno di favore da parte del Re Luigi XV affinchè lo aiutasse a riprendersi il trono d’Inghilterra e Scozia. Ma la questione si trascinava per le lunghe, Luigi non ricevette mai a Corte il suo parente povero, così il ragazzo venne snobbato anche dalla Nobiltà parigina e di certo le parole d’incoraggiamento dei sostenitori in Scozia non potevano che dargli conforto. continua
Il testo originale di Oran Eile Don Phrionnsa ( anche “Moch Sa Mhadainn”, “Hùg Ò Laithill Ò” “Hùg Ò Laithill O Horo”), è scritto in gaelico scozzese, lingua che il principe non capiva (essendo nato e cresciuto a Roma).

Ne “The Elizabeth Ross Manuscript Original Highland Airs Collected at Raasay in 1812 By Elizabeth Jane Ross” (qui) sono riportati testo e melodia (#113) così nelle note dell’edizione pubblicata per lo School of Scottish Studies Archives, Edimburgo 2011 leggiamo “Questa toccante canzone giacobita è stata attribuita a Alasdair mac Mhaighstir Alasdair (Alexander MacDonald, c.1698–c.1770). Il testo e la traduzione di  JLC [John Lorne CAMPBELL(1933, Rev.1984)], riporta 17 strofe più il ritornello. Il testo deriva dall’edizione del 1839  (p.85) dalla collezione di Mac Mhaighstir Alasdair (ASE); l’edizione del 1839 è identica a quella del 1834, ma il fatto che la canzone non appaia nella prima edizione (1751) solleva dubbi sull’attribuzione (vedi JLC 42, n.1): in effetti il testo è stato quasi certamente preso dall’edizione 1834 da PT, dov’è semplicemente intitolato ‘LUINNEAG’ senza alcuna attribuzione.

ASCOLTA Capercaillie in “Glenfinnan (Songs Of The ’45)” (1998) album interamente dedicato ai canti in gaelico che si sono conservati nelle Isole Ebridi sulla rovinosa parabola della ribellione giacobita capeggiata dal Bonnie Prince Charlie nel 1745

ASCOLTA Dàimh in Moidart to Mabou 2000, un gruppo di nuova generazione dalla West Coast della Scozia formato da musicisti  dall’Irlanda, Scozia, Capo Bretone e California.

Chi canta dopo aver impostato la prima strofa, prosegue riprendendo gli ultimi due versi come i primi della strofa successiva, e aggiunge altri due nuovi versi
Thug ho-o, laithill ho-o
Thug o-ho-ro an aill libh
Thug ho-o, laithill ho-o
Seinn o-ho-ro an aill libh
I
Och ‘sa mhaduinn’s mi dusgadh
‘S mor mo shunnd’s mo cheol-gaire
O’n a chuala mi ‘m Prionnsa
Thighinn do dhuthaich Chlann Ra’ill
II
O’n a chuala mi ‘m Prionnsa
Thighinn do dhuthaich Chlann Ra’ill
Grainne mullaich gach righ thu
Slan gum pill thusa, Thearlaich
III
Grainne mullaich gach righ thu
Slan gum pill thusa, Thearlaich
‘S ann th ‘n fhior-fhuil gun truailleadh
Anns a ghruadh is mor-naire
IV
‘S ann th ‘n fhior-fhuil gun truailleadh
Anns a ghruadh is mor-naire
Mar ri barrachd na h-uaisle
‘G eirigh suas le deagh-nadur
V
Mar ri barrachd na h-uaisle
‘G eirigh suas le deagh-nadur
Us nan tigeadh tu rithist
Bhiodh gach tighearn’ ‘n aite

The Elizabeth Ross Manuscript
I
Early as I awaken
Great my joy, loud my laughter
Since I heard that the Prince comes
To the land of Clanranald
II
Since I heard that the Prince comes
To the land of Clanranald
Thou art the choicest of all rulers
Here’s a health to thy returning
III
Thou art the choicest of all rulers
Here’s a health to thy returning
His the royal blood unmingled
Great the modesty in his visage
IV
His the royal blood unmingled
Great the modesty in his visage
With nobility overflowing
And endowed with all good nature
V
With nobility overflowing
And endowed with all good nature
And shouldst thou return ever
At his post would be each laird
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Appena mi sveglio
grande la gioia, forte il riso
da quando seppi che il Principe (1) verrà nella terra del Clanranald (2)
II
Da quando seppi che il Principe verrà nella terra del Clanranald
Voi che siete il migliore tra i re
bevo alla salute del vostro ritorno
III
Voi che siete il migliore tra i re
bevo alla salute del vostro ritorno!
Suo il sangue reale puro
grande la modestia nel suo viso
IV
Suo il sangue reale puro
grande la modestia nel suo viso
colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
V
Colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
Se voi ritornerete
ogni laird sarà al vostro servizio.

NOTE
1) Principe Charles Edward Louis John Casimir Sylvester Severino Maria Stuart
2) il Clan dei Macdonald di Clanranald (Clan RanaldClan Ronald) è uno dei rami più grandi dei clan scozzesi in cui si eleggeva il Re delle Isole e di Argyll. All’epoca delle ribellione del 1745 il vecchio capo clan non era favorevole agli Stuard, ma non impedì al figlio di allearsi con il Giovane Pretendente. I due si conobbero a Parigi. Ranald il giovane fu tra i primi ad aderire alla causa giacobita facendo proseliti presso gli altri clan.

LA SERIE OUTLANDER

Il brano è stato riportato alla popolarità con l’inserimento nella seconda stagione della serie televisiva Outlander (sulle orme del grandissimo successo editoriale dell’omonima serie scritta da Diana Gabaldon), come sottolinea lo stesso direttore artistico Bear McCreary questo è uno dei pochi canti scritti proprio nel farsi della ribellione scozzese.
“Quando Jamie apre la lettera nell’episodio  “The Fox’s Lair” e scopre di essere stato invischiato nella rivoluzione, questa canzone era contemporanea essendo stata composta da qualche parte in Scozia  proprio in quel preciso momento.” (qui).

ASCOLTA Griogair Labhruidh in Outlander: Season 2, (Original Television Soundtrack) il brano ha un andamento marziale  e Griogair racconta
“È sempre difficile mediare il divario tra tradizione e innovazione, ma è qualcosa a cui mi sto abituando sempre più spesso, ho eseguito la canzone ad un ritmo molto più lento di quello tradizionale, ma penso che abbia raggiunto un grande effetto con i ricchi cori dei violini e gli elementi percussivi. Sono stato anche molto contento di lavorare con il mio amico John Purser che ha contribuito a dirigere la mia esecuzione della canzone per adattarla all’arrangiamento.

Hùg hó ill a ill ó
Hùg hó o ró nàill i
Hùg hó ill a ill ó
Seinn oho ró nàill i.
I
Moch sa mhadainn is mi dùsgadh,
Is mòr mo shunnd is mo cheòl-gáire;
On a chuala mi am Prionnsa,
Thighinn do dhùthaich Chloinn Ràghnaill.
II
Gràinne-mullach gach rìgh thu,
Slàn gum pill thusa Theàrlaich;
Is ann tha an fhìor-fhuil gun truailleadh,
Anns a’ ghruaidh is mòr nàire.
III
Mar ri barrachd na h-uaisle,
Dh’ èireadh suas le deagh nàdar;
Is nan tigeadh tu rithist,
Bhiodh gach tighearna nan àite.
IV
Is nan càraicht an crùn ort
Bu mhùirneach do chàirdean;
Bhiodh Loch Iall mar bu chòir dha,
Cur an òrdugh nan Gàidheal.


I
Early as I awaken,
Great my joy, loud my laughter,
Since I heard that the Prince comes
To the land of Clanranald
II
Thou’rt the choicest of all rulers,
Here’s a health to thy returning,
His the royal blood unmingled,
Great the modesty in his visage.
III
With nobility overflowing,
And endowed with all good nature;
And shouldst thou return ever
At his post would be each laird.
IV
And thy friends would be joyful
If the crown were placed on thee,
And Lochiel, as he should be
Would be leading the Gaëls.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Appena mi sveglio
grande la gioia, forte il riso
da quando seppi che il Principe (1) verrà nella terra del Clanranald (2)
II
Voi che siete il migliore tra i re
bevo alla salute del vostro ritorno!
Suo il sangue reale puro
grande la modestia nel suo viso
III
Colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
Se voi ritornerete
ogni laird sarà al vostro servizio.
IV
I vostri amici saranno pieni di gioia
se sarete incoronato,
e Lochiel (3), come si conviene, farà arrivare i Gaeli per la battaglia

NOTE

Fedeli agli amici

3) Donald Cameron di Lochiel (c.1700 – Ottobre 1748) tra i più influenti capoclan tradizionalmente fedele alla Casa Stuart. Si unì al Principe Carlo nel 1745 e dopo Culloden fuggì in Francia dove morì in esilio.
La famiglia fu riabilitata e reintegrata nel titolo con l’amnistia del 1748.

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
http://www.ed.ac.uk/files/imports/fileManager/RossMS.pdf
http://chrsouchon.free.fr/bonnie1.htm
http://chrsouchon.free.fr/bonnie2.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/oraneile.htm
http://www.bearmccreary.com/#blog/blog/outlander-return-to-scotland/
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/63749/3
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/94215/5;jsessionid=40262AAD448EC6A5BD09862C091AD047