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OSSIAN’S LAMENT

Ossian’s Lament, anche conosciuta come “Cumhadh Fhinn“, “Ossian’s Lament for his Father“, “Oisin’s Lament” è una melodia antica con cui si dice Ossian abbia accompagnato i suoi canti.
Ossian è un bardo leggendario dell’antica Scozia o Irlanda, paragonato ad Omero e a Shakespeare, grazie al presunto ritrovamento dei suoi poemi in Scozia. Le sue leggende si rincorrono in Irlanda, Isola di Man e Scozia, ma la sua popolarità crebbe solo nella metà del 1700 quando James MacPherson scrisse “I Canti di Ossian” affermando di aver ritrovato suoi manoscritti e frammenti nelle Highlands scozzesi, tra i quali un poema epico su Fingal, il padre, che disse di aver “semplicemente” tradotto, in realtà inventando di sana pianta: la moda ossianica divampò per tutta Europa dando vita al Romanticismo.

Ossian Singing, Nicolai Abildgaard, 1787 (by Wiki)

OISIN DEI FIANNA

Gli studiosi identificano Ossian con l’Oisin (pronunciato Osciin) guerriero dei Fianna, che visse in Irlanda secondo alcuni nel VII secolo a.C. e secondo altri nel II o IV secolo, di cui si narrano molte leggende. Suo padre era Finn Mac Coll (Fionn Mac Cumhaill) il più famoso degli eroi irlandesi e sua madre nientemeno che la dea Sadb (Sava), i due si conobbero quando lei viveva nelle sembianze di una cerva (Oisin in gaelico significa piccolo cerbiatto).
Oisin Mac Finn fu un guerriero-poeta, amante delle belle donne. Dalla sua moglie terrena Eobhir dai capelli di lino ebbe Oscar, un prode guerriero, l’ultimo comandante dei Fianna o Feniani e dalla compagna divina Niamh una figlia, Plur na mBan (il fiore delle donne), la fanciulla di Beltane.

Oisin a caccia incontra Niamh sul suo bianco cavallo

La bella Niamh dai Capelli d’Oro figlia di Manannan ovvero il dio del Mare lo portò sulla sua Isola di Tír na nÓg (l’Altro Mondo, la Terra dell’Eterna Giovinezza), insieme vissero trecento anni che a Oisin parvero solo pochi giorni (vedi); quando ebbe il desiderio di ritornare a visitare la sua terra Niamh gli donò un cavallo, il quale magicamente lo avrebbe riportato sulla terra: ma il padre era morto da centinaia d’anni, le grandi fortezze dei Fianna erano in rovina e i luoghi che lui ricordava erano cambiati. Amareggiato, sulla via del ritorno, Oisin cadde di sella e divenne improvvisamente vecchio: i tre anni trascorsi nell’AltroMondo corrispondevano a trecento anni sulla terra!
Secondo una versione della storia Oisin non morì ma sopravvisse magicamente fino all’arrivo in Irlanda di San Patrizio, al quale ebbe modo di narrare le gesta dei Fianna, guerrieri e cacciatori della mitologia irlandese.

IL CICLO FENNIANO

Questi racconti mitologici dell’antica Irlanda vengono anche chiamati “Ciclo Ossianico” perchè si ritenne fossero stati in buona parte scritti da Ossian. Iniziano con l’ascesa di Fionn, il Biondo a capo dei Fianna e si concludono con la sua morte.
I fianna furono una milizia che conduceva incursioni guerresche per proprio conto, ma non necessariamente erano dei fuorilegge o predoni. Si trattava spesso di uomini espulsi dal clan di appartenenza, figli di re in contrasto con i padri, individui che volevano vendicare torti privati facendosi giustizia da soli, occasionalmente potevano diventare una milizia al servizio dei diversi re d’Irlanda, per i quali raccoglievano le imposte, ristabilivano l’ordine in caso di necessità, difendevano il regno dalle incursioni dei nemici.
Per essere ammesso nel gruppo ogni candidato doveva superare prove di resistenza e di agilità, ma doveva anche dimostrare di conoscere la poesia e quindi la magia e la sapienza.
I Fenniani vennero annientati dal re supremo Cairbre Mac Cormac “Lifechair” nella battaglia di Gabhra (Cat Gabhra) in cui Caibre venne ucciso da Oscar il quale morì anch’egli poco dopo per le ferite riportate.

Manifattura di Giovanni Volpato (Roma, 1785-1803) Galata morente, 1786-1789 biscuit, Collezione privata © Foto Giuseppe Schiavinotto
Manifattura di Giovanni Volpato (Roma, 1785-1803) Galata morente, 1786-1789 biscuit, Collezione privata © Foto Giuseppe Schiavinotto

L’intero ciclo presenta molte analogie con il ciclo britannico di re Artù e molto probabilmente le leggende di Finn e di Artù derivano entrambe dalla comune tradizione celtica insulare di una confraternita di cacciatori-guerrieri guidati da un formidabile capo che difendeva il reame contro le incursioni provenienti dall’esterno.

il mio amore è figlio della collina. Insegue il cervo che fugge
i suoi cani grigi ansimano intorno a lui; la corda del suo arco risuona nella foresta. (frammento Ossian)

La melodia è stata abbinata ad un testo in gaelico scozzese all’epoca delle “Highland clearances” (1750 -1880) con il titolo “Ó mo dhùthaich“: il brano contenuto nel “Folksongs and Folklore of South Uist”, 1955 è stato raccolto nell’isola di South Uist (isole Ebridi) da Margaret Fay Shawe scritto originariamente da un nativo isolano, Allan MacPhee di Loch Carnan.

Se avete un po’ di tempo per guardatevi questo reportage dall’isola..

LA MELODIA: Oran an Fheidh

“The air, according to Neil (1991), is thought to be the original melody popular in Lochaber and environs as “Oran an Fheidh” (Song of the Deer). It commemorates the legendary warrior Fingal, Ossian’s father, a brave and shrewd Highland warrior chieftain who was “a faithful friend but an awesome and unforgiving foe as was illustrated when he showed no mercy towards his nephew Diarmid, who had eloped with his beautiful Queen Grainne.” O’Neill (1913) is of the opinion that this ancient lament “makes no appeal to modern ears” and points out that old laments as a genre display much diversity in composition. Paul de Grae finds O’Neill’s air to be a near-duplicate of “Cumhadh Fion: Ossian’s Lament for his Father,” printed in The Scottish Gael, vol. 2 (London, 1831), by James Logan. ” (tratto da qui)
Secondo la leggenda Fionn non è morto realmente, ma dorme in una caverna in attesa di essere richiamato.

ASCOLTA David Tomlinson &Kate Liddell

ASCOLTA William Jackson

Ó MO DHÙTHAICH

Ascoltiamo tutto il brano nella versione del gruppo scozzese Capercaillie

I
Ó mo dhùthaich, ‘s tu th’air m’aire,
Uibhist chùmhraidh ùr nan gallan,
Far a faighte na daoin’ uaisle,
Far ‘m bu dual do Mhac ‘ic Ailein.
II
Tìr a’ mhurain, tìr an eòrna,
Tìr ‘s am pailt a h-uile seòrsa,
Far am bi na gillean òga
Gabhail òran ‘s ‘g òl an leanna.
III
Thig iad ugainn, carach, seòlta,
Gus ar mealladh far ar n-eòlais;
Molaidh iad dhuinn Manitòba,
Dùthaich fhuar gun ghual, gun mhòine.
IV
Cha ruig mi leas a bhith ‘ga innse,
Nuair a ruigear, ‘s ann a chìtear,
Samhradh goirid, foghar sìtheil,
Geamhradh fada na droch-shìde.
V
Nam biodh agam fhìn do stòras,
Dà dheis aodaich, paidhir bhrògan,
Agus m’fharadh bhith ‘nam phòca,
‘S ann air Uibhist dheanainn seòladh.

TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I
Oh my country, of thee I am thinking,
Fragrant fresh Uist of the handsome youths(1),
Where may be seen young noblemen,
Where once was the heritage of Clanranald(2).
II
Land of bent grass, land of barley,
Land of all things in plenty,
Where there are young men and youths,
A place of songs and drinking ale.
III
They come to us, cunning and deceitful,
From our homes they would entice us;
To us they praise Manitoba(3),
A cold country without coal or peat.
IV
To tell you of it I need not trouble,
For when one arrives it may be seen,
A short summer, a peaceful autumn,
And a long winter of bad weather.
V
If I was in possession of the wealth,
Of two suits of clothes and a pair of shoes,
And if the fare was in my pocket,
Then for Uist I would be sailing.(4)
tradotto da Cattia Salto
I
Paese mio a te penso
fragrante e fresco Uist della giovinezza(1)
dove si trova la giovane nobiltà
che un tempo fu fedele al Clanranald(2)
II
Terra di erba frusciante, terra d’orzo,
terra ricca di ogni cosa
dove ci sono uomini giovani
e nobili
un posto di canzoni e bevute.
III
Vennero da noi, con l’astuzia e l’inganno
dalle nostre case ci illusero
e ci lodarono Manitoba(3) un paese freddo, senza carbone o torba
IV
Per raccontarti di ciò, non ho bisogno di darmi tanta pena, perchè quando si arriva si può  vedere una breve estate, un autunno tranquillo e un lungo inverno di maltempo
V
Se fossi ricco e avessi due vestiti eleganti e un paio di scarpe
e cibo nelle mie tasche
allora per Uist vorrei salpare(4).

NOTE
1) nel ricordo l’isola diventa Tír na nÓg (l’Altro Mondo, la Terra dell’Eterna Giovinezza) continua
2) Clan Ranald è un ramo del Clan Donald, uno dei clan scozzesi più numeroso ed articolato in numerose suddivisioni.
3) Manitoba è una provincia del Canada occidentale, nelle Praterie canadesi.
4) evidentemente il signor Allan MacPhee riuscì a ritornare nella sua amata isola e morì a Loch Caman

FONTI
https://it.wikisource.org/wiki/Fingal_poema_epico_di_Ossian/Ossian_(Giacomo_Macpherson)
http://www.cima-asso.it/2009/10/i-canti-di-ossian/
http://www.timelessmyths.com/celtic/ossian.html
https://sites.google.com/site/finscealtanaheireann/home/introduction-oisin
http://guide.supereva.it/musica_celtica_/interventi/2003/12/146119.shtml
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Cumhadh_Fhinn
http://www.ceolsean.net/content/CeolMead/Book01/Book01%208.pdf
http://terreceltiche.altervista.org/farewell-to-fiunary/ http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/ohmodhuthaich.htm
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/secondary/omodhuthaich.asp
http://www.bbc.co.uk/alba/oran/orain/o_mo_dhuthaich_s_tu_th_air_m_aire/
http://www.springthyme.co.uk/1004/cd04_04.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/38295/1
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/person/4814