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Capercaillie, dalla new wave scozzese al folk crossover

In un post avevo già diffusamente parlato del volatile a cui il nome gaelico del gruppo fa riferimento (Capercaillie deriva da Capull coille letteralmente “cavallo della foresta”): non si tratta della comune pernice bianca di Scozia bensì del Gallo Cedrone che contrariamente alla prima è ridotto a pochi esemplari in Scozia.
E’ un grosso gallo dalle dimensioni, nel maschio, pari a quelle di un tacchino  (arrivato in Europa solo dopo la “scoperta” dell’America) la cui caratteristica è il canto spettacolare nel rito amoroso. Esprime così simbolicamente qualcosa di raro e prezioso, il canto in gaelico dal cuore (rocce e acqua) delle Highlands, le isole Ebridi.

CELTIC NEW WAVE

Il gruppo scozzese fondatosi agli inizi degli anni 80 ha diffuso con le sue registrazioni moltissimi canti in gaelico delle Highlands arrangiandoli in un alchemico equilibrio tra tradizione e sonorità contemporanee, accostando i più tipici strumenti acustici della tradizione musicale scozzese ai sintetizzatori e al basso elettrico.
Sono acclamati come la formazione più rappresentativa del moderno suono gaelico di Scozia diventati un’icona con l’album Beautiful Wasteland (1997).

Ma incomincio dalle origini, il trio sui banchi di scuola di Taynuilt vicino a Oban (a un centinaio di chilometri da Glasgow), Karen Matheson (voce), Donald Shaw (organetto e tastiere) e Marc Duff (flauto dolce, whistle) diventa un sestetto (violino, bouzouki-chitarra e basso elettrico) incide il primo album autoprodotto nel 1984 dal titolo Cascade. L’anno successivo vincono il Pan Celtic Festival in Irlanda e passano alla Green Linnet e al lancio in America: una frenetica attività concertistica li porta da un estremo all’altro del globo e al secondo disco Crosswinds  (1987 ) .  Ma è con l’album Sidewaulk che siglano il loro primo capolavoro (1989) -da ascoltare tutto nella playlist di Caledonian Music qui- nella formazione è entrato Mànus Lunny (chitarra e bouzouki), le atmosfere si fanno eteree ma mai stucchevoli, i set di dance tune sono incalzanti, i brani in gaelico si scolpiscono graniticamente nella memoria, basti citare la wauliking song Alasdair Mhic Cholla Ghasda riprodotta in un’infinità di celtic compilations.
Il successo viene bissato con il successivo album “Delirium” (1991) che ne celebra la popolarità internazionale, osannati dalla critica come i “Clannad scozzesi” (due gli hits “Coisich A’ Ruin‘ e “Breisleach” finiti in Tv, il secondo come spot ad una nota marca di whisky). Nell’album sono inclusi alcuni brani in inglese composti dai componenti del gruppo. Brani moderni o se vogliamo pop con batteria e percussioni suonate da Ronnie Goodman ma vecchi di 400 anni in un gaelico così arcaico e di ardua trascrizione fonetica.

Poi il gruppo occhieggia al pop e smarrisce un po’ la sua strada, o a seconda dei punti di vista diventa il massimo esponente della musica pop di origine celtica (vedasi “Secret People” e “To the Moon” l’ultimo prodotto da Donald Lunny), finchè nel 1997 esce “Beautiful Wasteland“: un pregevole equilibrio tra celtic e world music con rifiniture techno, subito assunto dalla critica come esempio perfetto di global celtic o world celtic music; alcuni ritocchi nella formazione, le percussioni sono ampliate con l’arrivo di David “Chimp” Robertson che supporta Wilf Taylor, Michael McGoldrick è al flauto, whistle e uillieann pipes.
Con “Nàdurra” (2000) il gruppo sembrano voler però ritornare sui propri passi

e poi esce “Choice Language” (2003) con una robusta sezione ritmica (Che Beresford batteria, David ‘Chimp’ Robertson percussioni e Ewen Vernal basso), con Karen e Donald , Mànus LunnyMichael McGoldrick e Charlie McKerron violino, che per me è il loro disco più maturo, la loro cifra stilistica sublimata.

IL CANTO DEL CIGNO

Passano cinque anni e registrano “Roses and Tears” all’apparenza il loro canto del cigno .. e poi  nel 2013  esce “At The Heart Of It All”, sono passati 30 anni dal loro primo cd e loro festeggiano invitando degli special guess dell’odierna scena scozzese e ritornando a dare concerti ospiti dei principali festivals internazionali: che classe!!

Karen Matheson

Una voce “sicuramente baciata da Dio” come ebbe a dire Sean Connery, Karen – classe ’63, è una cantante straordinaria che ha intrapreso anche la carriera solista seppur continuando ad essere l’anima dei Capercaille. Il talento arriva geneticamente dalla nonna materna Elisabeth Mac Neill cantante dell’isola di Barra. Nel 1996 pubblica il suo primo solo prodotto dal compagno Donal Shaw “The Dreaming Sea” (di sapore più new age con sax, armonica a bocca, archi, pianoforte) partecipa anche all’Heritage Des Celts di Dan Ar Braz (in cui canta “Ailein Duinn” per cui era comparsa l’anno prima in un cameo nel film Rob Roy); le collaborazioni continuano con grandi musicisti della scena musicale di tutto il mondo tant’è che ormai la sua musica e quella dei Capercaillie viene definita folk crossover.
Seguono un paio di altre incisioni e nel 2015 “Urram” interamente in gaelico da sfogliare come un album di sbiadite fotografie, un omaggio alle bardesse delle isole Ebridi, il rispetto (in gaelico  “urram”) da tributare alle voci della tradizione, a partire dai genitori e di chi è vissuto prima di loro: racconti di vite dure, storie di emigrazione e di guerra, scrive Karen (qui“Le vecchie fotografie di famiglia sono state l’ispirazione di questo album. La perdita recente dei miei genitori mi ha portato a un percorso di riscoperta e di guarigione . I racconti di vite dure, le perdite della guerra o dell’emigrazione sono ancora più coinvolgenti se si collega il volto a un nome.”
Canzoni che aveva imparato da bambina dalla nonna nativa di Barra o raccolti dagli archivi delle tante registrazioni etnografiche collezionate con i primi cilindri fonografici sul finire dell’Ottocento

tutto da ascoltare su https://karenmatheson.bandcamp.com/

li trovate nel blog seguendo il tag Capercaillie

FONTI
http://www.capercaillie.co.uk/
https://www.facebook.com/Sidetaulk-Capercaillie-Fanzine-1118615481514128/
http://www.karenmatheson.com

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Una canzone tradizionale scozzese (da “Bothy Songs and Ballads”  di John Ord, 1930) dal titolo “I Drew My Ship” sul fecondo tema delle night visiting songs, inizia con una nave che salpa per dirigersi verso un porto tranquillo. Il modello a cui si fa riferimento è la ballata ‘The Drowsy Sleeper‘ e le melodie che si accompagnano al testo sono diverse (Allan Moore ne ha contate otto).

ASCOLTA dagli archivi di Tobar an Dualchais una registrazione sul campo del 1952 dalla voce di Willie Mathieson (1879- 1958). Nato a Ellon, Aberdeenshire, fu un bracciante agricolo in diverse fattorie del Banffshire. Raccolse e trascrisse un grande numero di canti popolari scozzesi che si trovano ora depositati presso “the School of Scottish Studies” -Università di Edimburgo.

Così Shirley Collins la registrò nel 1958 e Alan Lomax scrisse nelle note “I Drew My Ship was collected by John Stokoe in Songs and Ballads of Northern England [1899] with no source mentioned. Though it is similar in form and content to many other aubades or dawn serenades, we have not been able to find another song to which this is precisely akin. The listener who cares to compare the recorded version with that published by Stokoe will see how Miss Collins has breathed life back into the print and made something lovely and alive out of an unimpressive folk fragment.” (tratto da qui)

Per l’ascolto ho però scelto la versione dell’irlandese  Fiona Kelleher (con bellissime scene portuali crepuscolari e notturne come la melodia della canzone)

Il testo è ripreso da June Tabor in I Will Put My Ship in Order dal  CD A Quiet Eye 1999, fermandosi però alla V strofa. In questa versione la ragazza indugia troppo ad aprire e il ragazzo credendosi rifiutato, ritorna alla sua nave.


I
Oh, I will set my ship in order,
And I will set it to the sea;
And I will sail to yonder harbour
To see if my love minds on me.
II
I drew my ship into the harbour,
I drew her up where my true love lay.
And I did listen all at the window
To hear what my true love did say.
III
“Who’s there, all on my window?
Who raps so loud and would be in?”
“Oh, it is I, your own true lover,
I pray you rise, love, and let me in.”
IV
Slowly, slowly rose she up
And slowly, slowly came she down,
But when she had the door unlocked
Her true love had both been and gone.
V
“Come back, come back, my own true lover,
Come back, come back, all to my side.
I never left you nor yet deceived you
And I will surely be your bride.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca
e la porterò in mare
navigherò fino a quel porto
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
Guidai la mia nave nel porto,
la guidai fin dove il mio amore stava.
E mi misi in ascolto alla finestra
per sentire ciò che il mio amore diceva.
III
“Chi è là, alla finestra
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, il tuo vero amore
ti prego alzati, cara e fammi entrare”
IV
Piano, piano lei si alzò
e piano, piano scese giù
ma quando aveva la porta sbloccato,
il suo vero amore se n’era già andato
V
“Ritorna, ritorna il mio solo vero
amore
ritorna, ritorna da me.
Non ti lascerò e nè t’ingannerò mai
e di certo sarò tua moglie”

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Un’altra melodia però accompagna la canzone ed è quella scritta da Tony Cuffe per il gruppo di musica folk scozzese Ossian. In questa versione testuale l’indifferenza della ragazza è dovuta al rifiuto dei genitori di accogliere il ragazzo come corteggiatore. Il finale è tragico, la ragazza si getta in mare per essere stata abbandonata.

ASCOLTA Ossian –in “Borders” 1984 formazione quintetto Tony Cuffe (voce e chitarra), George Jackson (cittern), Iain MacDonald (flauto), Billy Jackson (arpa bardica), John Martin (violino)

ASCOLTA Capercaillie in “Choice Language” 2003 con la coppia con Karen Matheson (voce) e Donald Shaw (organetto e tastiere), una robusta sezione ritmica (Che Beresford batteria, David ‘Chimp’ Robertson percussioni e Ewen Vernal basso),  Mànus Lunny (chitarra e bouzouki)Michael McGoldrick (flauto, whistle e uillieann pipes) e Charlie McKerron (violino), uno tra i migliori album del gruppo

ASCOLTA Catriona Evans


I
Oh, I will set my ship in order,
I will sail her on the sea;
I’ll go far over yonder border
To see if my love minds on me.
II
And he sailed East, and he sailed West,
He sailed far, far, seeking land,
Until he cam’ to his true love’s window
And he knocked loud and would be in.
III
“Oh, who is that at my bedroom window
Who knocks so loud and would be in?”
“‘Tis I, ‘Tis I, your ain true lover
and I am drenched untae my skin.”
IV
“So go and go, and ask your faither
See if he’ll let you marry me;
And if he says no, come back and tell me
And it’s the last time I’ll trouble thee.”
V
“My father’s in his chamber writing,
Setting down his merchandise;
And in his hand he holds a letter
And it speaks much in your dispraise.
VI
“My mother’s in her chamber sleeping
And words of love she will not hear;
So you may go and court another
And whisper softly in her ear.”
VII
Then she arose put on her clothing,
It was to let her true love in;
But e’er she had the door unlockit
His ship was sailing on the main.
VIII
“Come back, come back, my ain dear Johnnie,
Come back, come back, and marry me.”
“How can I come back and marry you, love?
Oor ship is sailing on the sea.”
IX
“The fish may fly, and the seas run dry,
The rocks may melt doon wi’ the sun,
And the working man may forget his labour
Before that my love returns again.”
X
She’s turned herself right roun’ about
She’s flung herself intae the sea;
“Farweel for aye, my ain dear Johnnie
Ye’ll ne’er hae tae come back to me.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca (1)
e la porterò in mare
andrò lontano verso l’orizzonte
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
E navigò a Est e navigò
a Ovest
Navigò alla ricerca di terre lontane
finchè ritornò alla finestra del suo vero amore
e bussò forte per poter entrare
III
“Oh chi è alla finestra della
mia camera
che bussa così forte e vuole
entrare?”
“Sono io, sono io il tuo vero amore
e sono inzuppato fino alle ossa (2).
IV
Allora vai, vai e chiedi a tuo padre
vedi se ti lascerà sposare con me;
e se dice no, ritorna da me a dirmelo
e sarà l’ultima volta che ti disturberò”
V
“Mio padre è nella sua stanza a scrivere
seduto accanto alla sua mercanzia
e in mano tiene una lettera
che è più di calunnie verso di te.
VI
Mia madre è nella sua stanza a dormire
e parole d’amore non sentirà;
così puoi andare e corteggiare un’altra
e sussurrare dolcemente nel suo orecchio”
VII
Allora lei si alzò e si vestì e stava per far entrare il suo vero amore,
ma non aveva la porta sbloccato,
che la nave salpò per il mare!
VIII
“Ritorna, ritorna mia caro
Johnny
ritorna ritorna e sposami”
“Come posso tornare indietro e sposarti amore?
La nostra nave è salpata in mare”
IX
“I pesci voleranno e i mari si prosciugheranno
Le rocce si fonderanno al sole
e l’uomo che lavora dimenticherà il suo lavoro
prima che il mio amore ritorni di nuovo”
X
Senza tanti indugi prese la decisione
e si gettò nel mare
“Addio per sempre, mio caro Johnny
non dovrai più ritornare da me”

NOTE
1) la frase è una metafora
2) un classico del genere: lo spasimante è infreddolito sotto la neve, il gelo o zuppo di pioggia!

FONTI
http://allanfmoore.org.uk/approcelt.pdf
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/idrewmyshipintotheharbour.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=120478

WAULKING THE TWEED: MILE MARBHAISG AIR A GHAOL

waulk1“Mile marbhaisg” (in inglese: A thousand curses on love) è una “waulking song” delle Isole Ebridi, esempio della forma più antica di questi canti di lavoro con il coro che riprende ogni verso con dei “vocables suddivisi in due gruppi di suoni sillabici ripetuti in sequenza. Un’altra particolarità tipica di questi canti più antichi è la ripetizione degli ultimi due versi di una strofa nei primi due della strofa successiva.

ASCOLTA Capercaillie in Choice Language 2003 con il loro inconfondibile sound: Karen Matheson, l’ha conosciuta nella versione dell’isola di Barra, isola della nonna materna, da Flora MacNeill, una delle più grandi cantanti gaeliche.

GAELICO SCOZZESE
Mile marbhaisg air a ghaol
O hi ri, ri ri ri u
Asam fhin a thug e chlaoidh
O hi u a, o hug o
Mile marbhaisg air a ghaol
O hi ri, ri ri ri u
Asam fhin a thug e chlaoidh
O hi u a, o hug o
O hi u a, o hi u
Haoiri u ha, ho hug o
Asam fhin a thug e chlaoidh
O hi ri, ri ri ri u
Sgoilt’ mo chridhe ‘nam chom
O hi u a, o hug o ..
Sgoilt’ mo chridhe ‘nam chom
O hi ri, ri ri ri u
Dh’ fhuasgail e falt far mo chinn
O hi u a, o hug o …
Dh’ fhuasgail e falt far mo chinn
O hi ri, ri ri ri u
Cha teid mi le fear ‘san tir
O hi u a, o hug o …
Cha teid mi le fear ‘san tir
O hi ri, ri ri ri u
Cha teid mi le Mac a Mhaoir
O hi u a, o hug o ..


TRADUZIONE INGLESE
A thousand curses on love
Which has wearied me
Which broke my heart within my body
Which caused my hair to fall away
I will not go to any man in the land
I will not go to the factor’s son

TRADUZIONE ITALIANO
Mille maledizioni all’amore
che mi ha prosciugato tutte le forze
che mi ha spezzato il cuore
in petto
che mi ha fatto perdere i capelli
non andrò in giro con nessun altro
non andrò dal figlio del fattore

ASCOLTA Eilean Mòr . La versione testuale è leggermente diversa pur mantenendo ovviamente la stessa struttura: l’andamento è sempre ipnotico e ricorda vagamente le sonorità della musica cinese tradizionale

GAELICO SCOZZESE
Mile marbhaisg air a’ ghaol
Ho hi ri ri ri ri u
Asam fhìn a thug e chlaoidh
Ho hi u a ho hug o
Ho i u a ho i u
Hao ri u a ho hu go
Sgoilt e mo chridhe ‘nam chom
Dh’fhuasgail e falt far mo chinn
Cha téid mi le Mac a’ Mhaoir
Na idir le Mac an t-Saoir
Cha téid mise cha téid mi
Cha téid mi do ghin ‘san tìr
Gus an till mo leannan fhìn.

TRADUZIONE INGLESE
A thousand curses now on love
That from me sapped all strength away
Within my body broke my heart
Loosed the hair from off my head
With the factor’s son I will not go
Nor will I with the joiner’s son
I will not go, I will not
Until my love returns.
TRADUZIONE ITALIANO
Mille maledizioni all’amore
che mi ha prosciugato tutte le forze
che mi ha spezzato il cuore
che mi ha fatto perdere i capelli
non andrò con il figlio del fattore
nè con il figlio del falegname
non andrò, non lo farò
finchè il mio amore non ritorna

FONTI
https://groups.google.com/forum/#!msg/soc.culture.celtic/ 4R1ibzXcXHw/qy4eI1yiF3wJ
Mile Marbhaisg” Capercaillie album Choice Language
Mile Marphaisg Air A Ghaol” Mairi MacInnes album This Feeling Inside
Mile Marbh-phaig Air A’ Ghaol” Flora MacNeil album Craobh Nan Ubhal