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TAM LIN & FAIRYLAND

La ballata tradizionale del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo. (prima parte introduzione)
prima versione qui
s
econda versione qui

TERZA VERSIONE

Una versione più ridotta rispetto ai testi riportati dal professor Child è quella raccolta nel 1956 dal ricercatore scozzese Hamish Henderson.
Le persone delle Highlands che ancora  cantavano la ballata di Tam Lin credevano nell’esistenza delle fate e  sottolineavano gli aspetti più magici della storia riducendo il testo all’essenzialità. Il nome della dama è diventato Margaret, ed è sempre intenta a ricamare (il passatempo più diffuso tra le giovanette nobili durante il Medioevo)  quando vede i boschi diventare più verdi ( ecco il richiamo sessuale che coincide con l’arrivo della primavera); si alludere ai riti della fertilità che si svolgevano a Maggio per la festa di Beltane.
L’elfo è al comando della regina delle fate rapito molto tempo prima e messo a guardia di un pozzo fatato. Solo ad Halloween, la notte che segna il passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, notte in cui umani e spiriti si incontrano, Margaret riuscirà a resistere agli incantesimi della regina e a liberare l’elfo, perché lui è il padre del bambino che lei porta in grembo e il suo coraggio unito all’amore potranno vincere la magia delle fate.

Peter Nevis

I
Lady Margaret, Lady Margaret
Been sewing at a seam,
She looked East, she looked West
And she saw those merry
green woods growing green,
She saw those merry green woods.
II
For she kilted up her petticoats
It’s up to them she ran;
And when she came to those
merry green woods
She pulled those branches down, my dear,/She pulled those branches down.
III
For it’s there she spied a gentleman
Coming through the wood to her side.
‘O it’s who gave you oh leave my dear
To pull those branches down, my dear,
It’s who gave you oh leave?’
IV
For it’s onst I could pull those trees,
those trees,
It’s onst I could pull those trees.
It’s onst I could pull those trees,
those trees,
All without the leave of you, my dear,
All without the leave of you.
V
For he catched her by the middle small
He gently laid her down;
‘It’s since you’ve got your will of me
Come tell to me your name, kind sir,
Come tell to me your name.’
VI
‘For tomorrow it is new Halloween,
And the quality’s going to ride;
you’ll pass them by at the old millbridge
as they go riding by, my dear,
as they go riding by.’
VII
For the first will be is a white-milk steed/And it’s then there’ll be a black;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.’
VIII
For the next will be
Is into a snake so large;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.’
IX
For the next will be
Is into a naked man;
You’ll throw your mantle all around
And cry, you’re won, my dear, you’re won,
You’re the father of my child.’
Tradotto da Giordano Dall’Armellina
I
Lady Margaret, Lady Margaret
era intenta a cucire
guardò a est guardò a ovest
e vide quei bei boschi verdi
diventare più verdi (1)
e vide quei bei boschi verdi.
II
E allora allacciò il suo corpetto
e corse verso di loro
e quando arrivò a quei
bei boschi verdi
strappò quei rami, mio caro
strappò quei rami.
III
Ed è là che vide un gentiluomo
che veniva per il bosco verso di lei
“Chi ti ha dato il permesso (2), mia cara
di strappare quei rami, mia cara
chi ti ha dato il permesso?”
IV
“Una volta io potevo strappare da quegli alberi
una volta io potevo strappare
una volta io potevo strappare
da quegli alberi
e tutto senza il tuo permesso, mio caro e tutto senza il tuo permesso.”
V
E allora lui la prese per i fianchi (3)
e si stesero a terra.
“Dal momento che hai disposto di me allora dimmi il tuo nome, gentile signore dimmi il tuo nome”
VI
“Domani è il nuovo anno (4)
e le fate cavalcheranno;
passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino
mentre loro cavalcano, mia cara mentre loro cavalcano”
VII
“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero,
lo terrai per la testa (5), non dovrai avere paura è il padre di tuo figlio, mia cara è il padre di tuo figlio.
VIII
Poi si trasformerà
in un grande serpente;
lo terrai per la testa, non aver paura,
è il padre di tuo figlio, mia cara
è il padre di tuo figlio.
IX
La successiva sarà
in un uomo nudo,
gli getterai intorno il tuo mantello (6)
e griderai ti ho vinto, mio caro, ti ho vinto
tu sei il padre di mio figlio”.

NOTE:
1) siamo in primavera quando gli alberi rinverdiscono e il sangue canta nelle vene
2) prima di entrare nel greenwood ossia nel bosco sacro è necessario chiedere il permesso delle fate che lo abitano
3) il riferimento all’accoppiamento sessuale è decisamente più esplicito rispetto al “prendere per la mano bianco latte” delle versioni settecentesche
4) il salto temporale ci porta a sei mesi dopo con la lady in dolce attesa (da Beltane a Samain), nella notte di Samain si possono vedere i cortei fatati attraversare i luoghi di confine per entrare nella nostra dimensione
5) si riferisce alla testa del cavaliere e non del cavallo
6) è il mantello verde di Margaret a proteggere l’uomo “rinato” dalla regina delle fate, che proprio per il suo colore magico lo coprirà nella fuga

ASCOLTA Alice Castle versione live 2003.  Un’ ulteriore elaborazione testuale della versione delle Highlands su melodia di Sal Russo

VERSIONE DI ALICE CASTLE
I
Lady Margaret, Lady Margaret
was sewing at a seam
she saw those marry green woods
it’s up to them she ran
For it’s there she spied a gentleman coming to her side
for he catched her by the middle small he gently laid her down.
II
“It’s since you’ve got your will of me
come out tell to me your name”
Tomorrow it’s new Halloween and the quality’s going to ride
you’ll pass them by at the old millbridge”
chorus
She was those marry greenwoods
it’s up to them she ran/she pulled those branches down, my dear
“Oh it’s who gave you leave,
it’s who gave you leave
to pull those branches down my dear”
III
“At first will be white milk-steed and then there’ll be a black
one you’ll hold his head, the next will be is a snake so large
you’ll fear no ill you’ll hold his head.
And next will be is into a naked man you’ll throw your mantle all around
and cry, you’re won, my dear, and cry you’re won you’ll be the father of my child”
tradotto da Cattia Salto
I
Lady Margaret,  Lady Margaret,
era intenta a ricamare,
vide quei bei boschi verdi
e corse verso di loro.
Laggiù incontrò un gentiluomo
che veniva verso di lei
che la prese per i fianchi e la stese dolcemente a terra.
II
“Poiché è stata fatta la tua volontà allora dimmi il tuo nome”
Domani è il nuovo anno e le fate sfileranno in corteo
passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino”.
Coro
E lei corse per quei boschi verdi
e corse verso di loro
strappò quei rami, mio caro
“Chi ti ha dato il permesso,
chi ti ha dato il permesso
di strappare quelle rose mia cara?”
III
“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero,
lo terrai per la testa poi si trasformerà in un grande serpente,
non aver paura, lo terrai per la testa.
La successiva sarà in un uomo nudo,
gli getterai addosso il tuo mantello
e griderai ti ho vinto, mio caro
e griderai ti ho vinto tu sarai il padre del mio bambino”


VARIANTI

Sono queste combinazioni tra le varianti di Child#39 e parziali riscritture moderne.

Anaïs Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballad 2013 sodalizio recente tra i due cantautori americani: cosa possono fare solo due chitarre e due voci, quella maschile appena più scura in secondo piano e quella femminile dal timbro fanciullesco, ma particolare, vibrante da superba narratrice. Un’interpretazione dolce e triste nello stesso tempo, un’atmosfera fuori dal tempo ma così attuale.


I
Janet sits in her lonely room
Sewing a silken seam
And looking out on Carterhaugh
Among the roses green
II
And Janet sits in her lonely bower/
Sewing a silken thread
And longed to be in Carterhaugh /
Among the roses red
III
She’s let  the seam fall at her heel /
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh/
As fast as she can go
IV
She hadn’t pulled a rose, a rose
A rose, but only one
When then appeared him, young Tamlin/Says, “Lady, let alone”
V
“What makes you pull the rose, the rose?
What makes you break the tree?
What makes you come to Carterhaugh
Without the leave of me?”
VI
“But Carterhaugh is not your own
Roses there are many
I’ll come and go all as I please
And not ask leave of any”
VII
And he has took her by the hand
Took her by the sleeve
And he has laid this lady down
Among the roses green
VIII
And he has took her by the arm/
Took her by the hem
And he has laid this lady down
Among the roses red
IX
There’s four and twenty ladies fair /
Sewing at the silk
And Janet goes among them all /
Her face as pale as milk
X
And four and twenty gentlemen /
Playing at the chess /
And Janet goes among them all /
As green as any gl(r)ass
XI
Then up and spoke her father
He’s spoken meek and mild
“Oh, alas, my daughter
I fear you go with child”
XII
“And is it to a man of might
Or to a man of means
Or who among my gentlemen
Shall give the babe his name?”
XIII
“Oh, father, if I go with child
This much to you I’ll tell
There’s none among your gentlemen
That I would treat so well”
XIV
“And, father, if I go with child
I must bear the blame
There’s none among   your gentlemen
Shall give the babe his name”
XV
She’s let the seam fall at her hell
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh
As fast as she could go
XVI
And she is down among the weeds
Down among the thorn
When then appeared Tamlin again
Says, “Lady, pull no more”
XVII
“What makes you pull the poison rose?
What makes you break the tree?
What makes you harm the little babe
That I have got with thee?”
XVIII
“Oh I will pull the rose, Tamlin
I will break the tree
But I’ll not bear the little babe
That you have got with me”
XIX
“If he were to a gentleman
And not a wild shade
I’d rock him all  the winter’s night
And all the summer’s day”
XX
“Then take me back into your arms
If you my love would win
And hold me tight and fear me not
I’ll be a gentleman”
XXI
“But first I’ll change all in your arms
Into a wild wolf
But hold me tight and fear me not
I am your own true love”
XXII
“And then I’ll change all in your arms
Into a wild bear
But hold me tight and fear me not
I am your husband dear”
XXIII
“And then I’ll change all in your arms
Into a lion bold
But hold me tight and fear me not
And you will love your child”
XXIV
At first he changed all in her arms
Into a wild wolf
She held him tight and feared him not
He was her own true love
XXV
And then he changed all in her arms
Into a wild bear
She held him tight and feared him not
He was her husband dear
XXVI
And then he changed all in her arms/
Into a lion bold
She held him tight and feared him not
The father of her child
XXVII
And then he changed all in her arms
Into a naked man
She’s wrapped him in her coat so warm
And she has brought him home
tradotto da Cattia Salto
I
Vanna solitaria sta nella sua stanza a ricamare con filo di seta
e guarda fuori a Carterhaugh (1)
tra le rose che rinverdiscono
II
Vanna solitaria sta nella sua stanza a ricamare con filo di seta
e vorrebbe essere a Carterhaugh
tra le rose rosse
III
Lascia cadere il ricamo a terra
e l’ago ai piedi ed è andata al (bosco di) Carterhaugh
più veloce che poteva
IV
Appena raccolta una rosa,
una rosa sola
che apparve il giovane Tamlin
“Signora, lascia stare!
V
Con che diritto raccogli la rosa, la rosa?
Con che diritto spezzi il ramo?
Con che diritto vieni al bosco di  Carterhaugh
senza il mio permesso?”
VI
“Ma Carterhaugh non è vostro
e di rose ce ne sono molte
vado e vengo a mio piacimento
senza chiedere il vostro permesso”
VII
E lui la prese per la mano
la prese per la manica
e fece stendere quella dama giù
tra le rose rigogliose
VIII
La prese per il braccio
e la prese per l’orlo
e fece stendere quella dama giù
tra le rose rosse
IX
C’erano 24 belle dame
che ricamavano
e Vanna tra di loro
con il viso pallido come latte
X
E 24 cavalieri
giocavano a scacchi
e Vanna tra di loro
verde come l’erba
XI
Allora parlò suo padre
calmo e gentile
“Oh ahimè figlia mia
temo che aspetti un bambino
XII
E’ di un uomo di valore
o di un uomo ricco
o chi tra i miei nobiluomini
darà a tuo figlio il suo nome?”
XIII
“Oh padre, se avrò un bambino
solo questo ti dirò
non c’è nessuno tra i tuoi nobili
che io vorrò sposare.
XIV
Padre, se avrò un bambino
io sola ne porto il biasimo
non c’è nessuno tra i tuoi nobili
che darà il suo nome al bambino”
XV
Lascia cadere il ricamo a terra
e l’ago ai piedi ed è andata al (bosco di) Carterhaugh
più veloce che poteva
XVI
E’ tra la malerba tra i rovi (2)
quando nuovamente appare Tamlin
“Signora non prenderne di più
XVII
Con che diritto raccogli la rosa avvelenata?
Con che diritto spezzi il ramo?
Con che diritto fai del male al bambino che ho fatto con te?”
XVIII
“Oh io raccoglierò la rosa Tamlin
e spezzerò il ramo
ma non terrò il bambino
che hai fatto con me!”
XIX
“Se tu fossi un gentiluomo
e non un’ombra oscura (3)
lo cullerei nelle notti d’inverno
e nei giorni d’estate”
XX
“Allora tienimi tra le tue braccia
se vorrai conquistare il mio amore
e tienimi stretto e non temere
sarò un gentiluomo
XXI
ma prima mi muterò tra le tue braccia in un lupo selvatico
tienimi stretto e non temere
sono il tuo vero amore
XXII
mi muterò tra le tue braccia in un orso selvatico
tienimi stretto e non temere
sono tuo marito amore
XXIII
mi muterò tra le tue braccia in un leone fiero
tienimi stretto e non temere
e tu amerai il tuo bambino”
XXIV
E prima si mutò tra le sue braccia in un lupo selvatico
lei lo tenne stretto e non ebbe paura di lui che era il suo vero amore
XXV
E poi si mutò tra le sue braccia in un orso selvatico
lei lo tenne stretto e non ebbe paura di lui che era il suo caro marito
XXVI
E poi si mutò tra le sue braccia in un fiero leone
lei lo tenne stretto e non ebbe paura del padre di suo figlio
XXVII
E poi si mutò tra le sue braccia in un uomo nudo
lei lo avvolse nel suo mantello così caldo (4) e lo riportò a casa

NOTE
1) La storia è ambientata in un luogo reale e ben identificato, il bosco di Carterhaugh tuttora esistente a Selkirk (nel Border scozzese) dove confluiscono i fiumi Ettrick e Yarrow (vedi)
2) oltre ad essere descritto il bosco invernale si pone l’accento sulle erbe abortive che Vanna è andata a cercare
3) Tam Lin è descritto come “wild shade” una creatura pericolosa, selvaggia ma anche folle, non umana o sotto un incantesimo; in questa versione non entra in scena la regina delle fate ma, come in Bella e la Bestia, la donna riconosce attraverso il mostro (lupo, orso e leone) il vero amore. Nell’abbraccio mostruoso (equivalente al bacio del vero amore) si rompe l’incantesimo, l’eroina supera la prova e conquista (nobilita) il suo uomo. A leggere tra le righe l’amore femminile doma la bestia selvaggia racchiusa nell’indole maschile..

Peter Nevis

4) l’uomo stremato dalle trasformazioni appare nudo e fragile ed è come rinato!

Mediaeval Baebes in Mirabilis (2005) Una variante più mistica e un po’ “creepy”


I
What gar’s ye pu’ the rose Janet
What gars ye break the tree
I’ll come and go by Carterhaugh
And ask me leave of thee.
II
He’s ta’en her by the milk white hand
And by the grass green sleeve
He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave
III
A word I winna lie Janet
The truth to thee I’ll tell
My father was a noble knight
And loved hunting well
V
And on a cold and frosty day
Down from my horse I fell
The queen of fairies she caught me
In yon green hill to dwell
VI
And at the end of seven years
We pay a tiend to hell
I am sae fair and fu’of flesh
I’m feared it be myself
VII
This night is Hallwe’en Janet
When fairy folk moun ride
And they that would their truelove win
At miles cross they must bide
VIII
So gloomy gloomy was the night
And eiry was the way
As Janet in her mantle green
To miles Cross she did gae
IX
And then upspke the Fairy Queen
Tam Lin if I had know
I would have pulled out both your eyes
To give you eyes of stone
Tradotto da Cattia Salto
I
“Con che diritto raccogli le rose Vanna
Con che diritto spezzi i rami?”
“Io vengo e vado da Carterhaugh
senza chiederti il permesso (1)!”
II
La prese per la mano bianca come giglio e per la manica verde-erba
e la appoggiò sulla terra delle fate senza chiederle il permesso.
III
“Non ti voglio mentire Vanna
ti dirò la verità
mio padre era un nobil cavaliere
ed amava la caccia.
V
E in un giorno freddo e gelato
giù da cavallo caddi
la regina delle fate mi catturò
per abitare nella collina verde
VI
Ma quando scadono sette anni (2)
si paga un tributo all’inferno
sono un uomo così piacevole e forte temo che io sarò quello.
VII
Questa è la Notte dei santi, Vanna
quando le fate cavalcano
e se vuoi che il vero amore vinca
devi aspettare alla croce (3).
VIII
Così tenebrosa era la notte (4)
e lugubre il cammino
mentre Vanna nel suo mantello verde (5) andava in cerca della croce.
IX
E allora la Fata Regina si volta “Se avessi saputo Tam Lin
ti avrei strappato i begli occhi grigi e messo al posto due occhi di legno.”

NOTE
1) in questa versione la fanciulla si comporta in modo insolente ed entra nel greenwood ossia nel bosco sacro senza chiedere il permesso delle fate; la sua imprudenza viene ripagata con la violenza di Tam lin che la prende senza il suo consenso.
2) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, il periodo sta per scadere con la notte di Halloween, una delle feste celtiche più importante con quella di Beltane: il giovane cavaliere è andato a cacciare impunemente nel bosco sacro, profanando il tabù dell’inviolabilità, così la regina delle fate lo tiene prigioniero. Qui è citato, molto cristianamente, il tributo che le fate devono versare al diavolo, probabilmente è un rferimento ai sacrifici umani che si credeva facessero i pagani alle divinità boschive!
3) Mile Cross o Old Mile sono luoghi nei pressi dell’Ettrick River nel bosco di Carterhaugh vicino a Selkirk
4) la notte di Samain coincide con la luna nuova quindi non c’è la luna a rischiarare il cammino
5) il mantello verde è una costante della storia perchè è uno strumento di potere, con il mantello l’uomo afferma il suo possesso sulla donna (e le viene messo sulle spalle nel matrimonio medievale) così cedendo il suo mantello la donna si sottomette all’uomo

(ASCOLTA la versione registrata in studio) Tricky Pixie in Mythcreant, 2009 interessante arrangiamento di questi tre stravaganti folletti burloni e molto stilosi steampunk di Washington (US) nati nel 2006.

refrain:
I forbid ye maidens all
who let fly your lovely hair
to go down to Carterhaugh
for young Tam Lin is there
I
Janet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s gone to Carterhaugh
just as fast as she can go
II
She’s come to the roses growing
wild she’s pulled a single one
when a wild young man appears
and cries ‘O, lady, let alone!’
III
How dare you pull my roses out,
How dare you break my tree
How dare you run in these green woods/Without asking leave of me?’
IV
Says Janet fair ‘this wood’s my own
My father gave it me
And I can pluck myself a rose
Without asking leave of thee.’
V
Bold as brass, he takes her hand
and color rises to her skin/She looks the young man in the eye and knows him now for young Tam Lin.
refrain
VI
Janet holds her petticoats
well above her dirty knee
and she’s gone to her father’s hall
just as fast as she can hie.
VII
All the ladies of the court
at their play turn red as rose
except for Janet, fainting fast,
green as growing grass she goes
VIII
Out then speaks her father dear,
doting, caring, meek and mild.
‘Janet, darling daughter mine,
I fear you go with child.”
IX
Father, if I be with child,
be sure myself shall bear the blame.
There’s not a knight within your hall
shall get the baby’s name.
X
Father, if I be with child,
‘twill prove a wondrous birth
for well I swear it’s not the get
of any mortal man on earth.’
refrain
XI
Janet’s tied her kirtle green
When near nine months are gone
And she’s away to Carterhaugh,
To speak with young Tam Lin.
XII
But young Tam Lin will not be found
and Janet’s in despair
to the forest floor she falls
and swift her lover catches her
XIII
Janet asks ‘Tam Lin, my love,
why is it in these woods you hide?’
‘The queen of faeries stole me hence,/alas, when I was but a child.’
XIV
My lordly sire was a skillful man
and hunting he loved well
but I was prey for the faerie Queen
when from my horse I fell.’
XV
Ever since, in yon green hill,
with the Queen I’m bound to dwell
I’d never tire of living there
for Faerie does me well’
XVI
But at the end of seven years,
the queen doth pay a tithe to hell
I am so fair and full of flesh,
I fear ‘twill be myself.’
refrain
XVII
Tonight’s the night of Halloween,
and the fairy court will ride;
And she that would her true love win
at Miles Cross must bide.”
XVIII
But how shall I thee ken, Tam-lin?
Or how shall I thee know?
Amang a troupe of faerie knights,
The like I never saw?’
XIX
‘First let pass the horses black
then let pass the brown
Run ye to the milk white steed
and pull that rider down.’
XX
They will change me in your arms
into a deadly adder
but hold me fast and fear me not
I am the baby’s father
XXI
‘They will change me in your arms
into a bear or lion bold
but hold me fast and fear me not
I am the father of your child
XXII
‘At last they’ll change me in your arms into a naked knight.
Then cast your mantle over me
and keep me out of sight.
refrain
XXIII
‘Gloomy, gloomy, was the night,
And eery was the way,
As Janet in her mantle green
To Miles Cross did hie.
XXIV
The heavens dressed in baleful black and all was silent as the grave,
But Janet waited in the dark
Her own true love to save.
XXV
Betwixt the hour of twelve and one,
the north wind blew and tore and rent/she heard the elfin bridles ring
upon the wind where e’er it went
XXVI
Janet stood, with mind unmoved,
The gloomy heath upon,
And louder, louder rang the bells,
As the fairy court came riding on.
XXVII
And first rode by the night black steeds and then went by the brown;
then up she ran to the charger pale
and pulled her lover down.
XXVIII
They changed him in her arms to all
the beasts and flames and hateful things,
but she did all that her lover bade
and young Tam Lin she won.
XXIX
Up then spoke the Faery Queen
An angry queen was she.
‘Woe betide the wretch who’s ta’en
the best knight of Our company.
XXX
Had I but known, Tam-Lin, she said
What defeat this night I’d see
I’d’ve stolen both thine eyes
and changed thee fast into a tree.
XXXI
Had I but known, Tam-lin, she said
before we left this night to roam,
I’d’ve et thy heart of flesh
and left thee with a heart of stone!’
refrain
XXXII
Janet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s off to Carterhaugh
as fast as love can go.
Tradotto da Cattia Salto
ritornello
Proibisco a tutte voi  fanciulle che lasciate sciolti i vostri bei capelli
di andare a Carterhaug
che dal giovane Tam Lin è abitato!
I
Vanna si annoda la veste verde
appena sopra al ginocchio
ed è andata a Carterhaugh
correndo più svelta che può.
II
Venne alle rose che crescevano selvatiche, colse una sola rosa
quando un giovane appare e grida: “Signora, lascia stare!
III
Come osi cogliere le mie rose,
come osi spezzare i miei rami.
Come osi correre nel bosco senza chiedermi il permesso?”
IV
La Bella Vanna risponde “Questo bosco mi appartiene, mio padre me lo diede e posso cogliere una rosa senza chiederti il permesso”
V
Pieno di spavalderia lui le prende la mano e le guance di lei si arrossano, guarda il giovanotto negli occhi
e ora riconosce il giovaneTam Lin.
ritornello
VI
Vanna si rimbocca la gonna
fino al ginocchio
al castello del padre corre
più svelta che può.
VII
Tutte le dame della corte giocano tra loro come tante roselline,
ma non Vanna che subito sviene verde come l’erba che cresce
VIII
Il padre le parla, la voce bassa,
vecchio, amorevole, mite e dolce
” Vanna mia cara figlia, credo che tu aspetti un figlio.”
IX
“Padre se aspetto un bambino
io sola e soltanto sono da biasimare,
nessuno dei tuoi cavalieri
può dare al bimbo il suo nome.
X
Padre se aspetto un bambino si mostrerà come una nascita prodigiosa perché ti giuro che non è il risultato di un mortale sulla terra.”
ritornello
XI
Vanna indossò il suo vestito verde quando erano passati nove mesi
e andò a Carterhaug a parlare con il giovane Tam Lin.
XII
Ma Tam Lin non si trova
e Vanna è disperata
sul tappeto della foresta si accascia
e rapido il suo amore la prende
XIII
Vanna chiede “Tam Lin, amor mio perché ti nascondi in questi boschi?” “La Fata Regina mi rapì
ahimè, quando ero ancora bambino
XIV
Il mio nobile padre era un uomo esperto e a caccia amava andare,
ma io fui la preda della Regina delle Fate quando caddi da cavallo
XV
Da allora in quella verde collina laggiù con la Regina devo abitare
non mi stanco mai di viverci perché le Fate mi trattano bene
XVI
Ma alla fine dei sette anni la regina deve pagare all’inferno un balzello,
un uomo piacevole e forte: temo che io sarò quello.
ritornello
XVII
Questa è la notte dei Santi
e la corte fatata cavalcherà,
colei che vuole conquistare il vero amore alla Croce del Mulino deve aspettare.”
XVIII
Ma come ti riconoscerò, Tam Lin? Come potrò riconoscerti
tra la schiera dei cavalieri fatati che non ho mai visto?”
XIX
“Tu lascia passare i cavalli che han pelo nero o poi quelli marrone,
corri verso quello bianco e tira giù il cavaliere
XX
Allora sarò trasformato tra le tue braccia in una orribile vipera
ma stringimi senza temere,  sono il padre del tuo bambino.
XXI
Allora sarò trasformato tra le tue braccia in orso o leone feroce
ma stringimi senza temere, sono il padre del tuo bambino.
XXII
Infine sarò trasformato tra le tue braccia in un cavaliere nudo
avvolgimi nel tuo mantello e tienimi ben nascosto”
ritornello
XXIII
Così tenebrosa era la notte e lugubre il cammino mentre Vanna nel suo mantello verde andava in cerca della croce.
XXIV
I cieli vestiti in un funereo velo e tutto era silenzioso come una tomba, ma Vanna attese al buio per salvare il suo vero amore.
XXV
Tra la mezzanotte e l’una il vento del nord soffiò, infuriò e se ne andò.
Lei sentì tintinnare le briglie delle fate tra il vento che se n’era andato
XXVI
Vanna ristette, inamovibile, nella fosca brughiera e più forte suonarono i sonagli mentre la corte fatata a cavallo arrivava
XXVII
E prima passò il cavallo nero e poi quello marrone poi lei corse verso quello chiaro e tirò giù il suo amante.
XXVIII
Lo trasformarono tra le sue braccia in bestie e  fiamme e cose paurose, ma lei fece tutto ciò che il suo amore le raccomandò e conquistò il giovane Tam Lin
XXIX
Allora parlò la Regina delle Fate e arrabbiata come può esserlo una regina. “Dolore sulla testa di chi ha preso il miglior cavaliere Corte
XXX
Ma se avessi saputo, Tam Lin, che sconfitta questa notte avrei visto
ti avrei strappato entrambi gli occhi e trasformato  in un albero
XXXI
Se avessi saputo, Tam Lin,
prima che questa notte finiva avrei strappato il cuore di carne e messo al posto un cuore di pietra”
ritornello
XXXII
Vanna si legò il mantello verde
sopra il ginocchio e non di più
e via da Carterhaugh
corre più svelta che può.
che mi ricorda un po’ nel ritmo l’arrangiamento degli Steeleye Span (molto bello il video)


I
oh,I forbid you maidens all
that wear gold in your hair.
to come or go by carterhaugh
for young tam lin is there.
II
If you go by carterhaugh
you must leave him a wad.
either your rings or green mantle
or else your maidenhead.
III
she’s away o’er gravel green
and o’er the gravel brown.
she’s away to carterhaugh
to flower herself a gown.
IV
she had not pulled a rosy rose
a rose but barely one.
when by came this brisk young man
says, lady let alone.
V
how dare you pull my rose, madam?
how dare you break my tree?
how dare you come to carterhaugh
without the leave of me?
VI
well may I pull the rose, she said
well may I break the tree.
for carterhaugh it my father’s
I’ll ask no leave of thee.
riff
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
VII
he’s taken her by the milk-white hand
and there he’s laid her down.
and there he asked no leave of her
as she lay on the ground.
VIII
oh tell me, tell me, then she said
oh tell me who art thee.
my name it is tam lin, he said
and this is my story.
IX
as it fell out upon a day
a-hunting I did ride.
there came a wind out of the north
and pulled me betide.
X
and drowsy, drowsy as I was
the sleep upon me fell.
the queen of fairies she was there
and took me to herself.
riff
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
XI
at the end of every seven years
they pay a tithe to hell.
and I’m so fair and full of flesh
I’m feared ‘twill be myself.
XII
tonight it is good halloween
the fairy court will ride.
and if you would your true love win
at miles cross, you must bide.
riff
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
oh, in carterhaugh, in carterhaugh
XIII
gloomy was the night
and eerie was the way.
this lady in her green mantle
to miles cross she did go.
XIV
with the holy water in her hand
she cast the compass round.
at twelve o’clock the fairy court
came riding o’er the mound.
XV
first came by the black steed
and then came by the brown.
then tam lin on the milk-white steed
with a gold star in his crown.
XVI
she’s pulled him down into her arms
and let the bridle fall.
the queen of fairies she cried out
young tam lin is away.
XVII
they’ve shaped him in her arms
an adder or a snake.
she’s held him fast and feared him not
to be her earthly mate.
XVIII
they’ve shaped him in her arms again
fire burning bold.
she’s held him fast and feared him not
till he was iron cold.
XIX
they’ve shaped him in her arms
to a wood black dog so wild.
she’s held him fast and feared him not
the father of her child.
XX
they’ve shaped him in her arms at last
into a naked man.
she’s wrapped him in the green mantle
and knew that she had him won.
riff
the queen of fairies she cried out
young tam lin is away.
XXI
had I known, had I known, tam lin
long before, long before you came from home.
had I known, I would have taken out your heart
and put in a heart of stone.
XXII
had I known, had I known, tam lin
that a lady, a lady would steal thee.
had I known, I would have taken out your eyes
and put in two from a tree.
XXIII
had I known, had I known, tam lin
that I would lose, that I would lose the day.
had I known, I would have paid my tithe to hell
before you’d been won away.
tradotto da Cattia Salto
I
Attente voi tutte fanciulle
che portate l’oro nei capelli (1)
di venire o andare a Carterhaugh
che il giovane Tam Lin vi dimora!
II
Se andate a Carterhaugh
un pegno dovete lasciare:
o l’anello o il verde mantello
o la vostra verginità.
III
Lei scappò sul sentiero verde
e sul sentiero di terra
scappò a Carterhaugh
per decorare di fiori il vestito
IV
Aveva appena colto una rosa
una rosa soltanto
quando questo bel giovane appare e dice: “Donna, lascia stare!
V
Come osi cogliere le mie rose, signora come osi spezzare i miei rami?
Come osi venire a Carterhaugh
senza il mio permesso?”
VI
“Io posso cogliere le rose
e posso spezzare i rami
perchè carterhaugh è di mio padre
e non ti chiederò il permesso”
riff
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
VII
Le prende per la bianca mano
e la stende a terra
e là non le chiede il permesso
mentre giace a terra
VIII
“Dimmi oh dimmi
dimmi il tuo nome”
“Il mio nome è Tam Lin
e questa è la mia storia
IX
Accadde un giorno
che cavalcavo per la caccia,
venne un vento dal nord
e mi trascinò
X
e intontito come ero
cadde su di me il sonno
la regina delle fate era là
e mi prese con se
riff
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
XI
Alla fine di ogni sette anni
si paga un tributo all’inferno
e io sono così bello e forte
che temo che toccherà a me
XII
Stanotte è la notte di Halloween
e la corte fatata cavalcherà
e se vuoi conquistare il tuo vero amore alla Croce devi aspettare
riff
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
oh, a carterhaugh, a carterhaugh
XIII
Tenebrosa era la notte
e scura era la strada
questa dama nel suo mantello verde
andò alla Croce
XIV
Con l’acqua santa in mano
posò la bussola
a mezzanotte in punto la corte fatata venne a cavallo dal tumulo
XV
Per primo passò il destriero nero
e poi quello baio e quindi Tam Lin sul destriero bianco
con una stella dorata sulla corona
XVI
Lei lo tirò giù tra le sue braccia
e fece cadere la briglia
gridò la regina delle Fate
“Il giovane Tam lin è scappato”
XVII
Si trasformò tra le sue braccia
in una vipera o un serpente
ma lei lo tenne stretto e senza temerlo era il suo compagno umano
XVIII
Si trasformò tra le sue braccia ancora in un feroce fuoco ardente
ma lei lo tenne stretto e senza temerlo finchè divenne freddo ferro
XIX
Si trasformò tra le sue braccia in un cane nero del bosco e selvaggio
ma lei lo tenne stretto e senza temerlo era il padre di suo figlio
XX
Si trasformò tra le sue braccia infine in un uomo nudo
e lei lo avvolse nel mantello verde e seppe di averlo conquistato
riff
gridò la regina delle Fate
“Il giovane Tam lin è scappato”
XXI
“Se avessi saputo, avessi saputo Tam Lin molto tempo prima quando arrivasti da casa
se avessi saputo ti avrei cavato il cuore
e messo un cuore di pietra
XXII
Se avessi saputo, avessi saputo Tam Lin che una dama, una dama ti avrebbe rubato, se avessi saputo ti avrei cavato gli occhi
e messi due di legno
XXIII
Se avessi saputo, avessi saputo Tam Lin che ti avrei perduto che ti avrei perduto un giorno, se avessi saputo avrei pagato il mio tributo all’inferno
prima che fu sia stato conquistato”
NOTE
1) era costume per le ragazze da marito portare dei fermagli d’oro (o retine dorate, cerchietti) nei capelli; il menestrello quindi si rivolge alle fanciulle vergini per avvertirle di non avventurarsi nel bosco di Carterhaugh perché è abitato da un elfo (è noto che gli elfi siano ottimi amanti nonché bramosi di conquistare la virtù di vergini fanciulle!)FONTI
http://tam-lin.org/versions/mitchell.html
http://tam-lin.org/versions/baebes.html

JANET & TAM LIN

Child Ballad #39

La ballata tradizionale del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo. (prima parte introduzione)

Vanna e Tam Lin, Jill Karla Schwarz

VERSIONE CHILD#39

Questa lunghissima versione è eseguita con l’ausilio della sola voce, proprio come probabilmente accadeva nell’antichità. Rispetto alla storia narrata nel post precedente (prima versione Fireport Convention qui) si aggiungono ulteriori dettagli in merito alle origini aristocratiche di Janet (in italiano Giovanna ma anche Vanna): lei è la proprietaria del Bosco, donatogli dal padre, e vive nel suo castello in dolci svaghi, attorniata dalla corte e dalle sue dame di compagnia. In Primavera però sente il richiamo del Bosco e inoltrandosi nella parte più nascosta e oscura incontra Tam Lin, il guardiano di un pozzo sacro. Janet non si limita a cogliere le rose e ritorna più volte al pozzo e al suo innamorato.
Quando la gravidanza risulta evidente dal gonfiore sotto alle vesti la fanciulla non vuole dire il nome del padre e rifiuta il matrimonio riparatore. In questa versione invece ritorna nel bosco per cercare piante abortive, perché di certo non può sposarsi con un elfo, senonchè Tam Lin le rivela di essere stato un uomo anche di un certo rango e di essere diventato Elfo per un capriccio della Regina delle Fate.

ASCOLTA Ewan MacColl Ascoltiamo la ballata così come doveva essere eseguita in epoca medievale, con la sola voce (forse accompagnata dall’arpa bardica). Nella sua lunghezza diventa quasi ipnotica, oggi non siamo abituati ad ascoltare narrare le storie mediante il canto, ma un tempo era consuetudine dei bardi.


I forbid ye, maidens a
That wear gold in your hair
Tae come or gae by Carterhaugh
For young Tam Lin is there.
There’s  nane that gaes tae Carterhaugh
But pays to him their fee,
Either their rings or green Mantlel
Or else their maidenheid.
Janet has kilted her green kirtle
A little abune her knee,
and she has gane to Carterhaugh
as fast as she could hie
She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Lady, ye’ll pu’ nae mair.”
‘Why pu’   ye the rose, lady,
And why break ye the wand?
And why come ye tae Carterhaugh
Withooten my command?”
“Carterhaugh is mine,” she said,
My daddy gie tae me,
And I will come tae Caterhaugh
Withoot the lief o’ thee.
He’s taen her by the milk-white haund
And by the grass-green sleeve,
and laid her doon upon a bank,
and didnae ask her leave.
Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she has gane tae her daddy’s hoose/As fast as she could hie.
There were fowre-and-twenty ladies fair/A-playing’ at the ba’,
And Janet gaed like ony queen,
A flowr amang them a’.
There were fowre-and-twenty ladies fair/A-playing’ at the chess,
And Janet gaed amang them a’
As green as ony grass.
Oot spak then an auld grey knicht,
Stood owre the castle wa’,
And said, “Alas, dear Janet
But I fear ye’ve gotten a fa’,
Your petticoat is gey shorter
and we’ll be blamed a’.”
“O Haud   yer tongue, ye old grey knicht/And an ill deith may ye dee
Faither my bairn on wha I will
I’ll faither nane on thee.”
Then oot spak her auld faither,
Says, “Janet, you’re beguiled.
Your petticoat is gey shorter
I fear ye gang wi’ child.”
“O if I gang wi’ bairn, faither,
It’s I will tak’ the blame.
There’s no’ a knicht aboot your ha’
Sha’ bear my bairnie’s name.
Janet as kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she’s has gane tae Carterhaugh
as fast as she could hie.
She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Janet, ye’ll pu’ nae mair.””Why pu’ ye the rose, Janet,
Amang the leaves sae green?
A’ for to kill the bonnie babe
That we gat us between.”
“Tell me, noo, Tam Lin,” she said,
“For’s His sake wha died on tree,
Gin ever ye were in holy kirk
or else in Christendee?”
“Roxburgh was my grandfaither
And wi’ him I did ride,
And it fell oot upon a day
That wae did me betide.
Ay, it fell oot upon a day,
A cauld day and a snell,
When we were fae the hunting come
That fae my horse I fell.
The Queen o’ Elfinland passed by,
Took me wi’ her to dwell,
E’en whaur there is a pleasant place
For them that in it dwell,
Though at the end o’ seiven year
They pay their soul to Hell.
The nicht it is auld Hallow E’en
When elfin folk do ride,
And them that would their true-loves win/At Miles Cross they maun bide.”
But tell me noo, Tam Lin,” she said,
“When ye’re amang the thrang,
Hoo should I ken my ain true-love
amang that unco band? ”
“Some will ride the black, the black,
And some will ride the broon,
But I’ll be on the milk-white horse
Shod wi’ the siller shoon.
The ae hand will be gloved, Janet
the other will be bare,
And by these tokens’ I’ll gie ye,
Ye’ll ken that I am there.
The first company that passes by,
say “na” and let them gae,
The second company that passes by,
Then let them gang their way,
But the third company that passes by
Then I’ll be yin o’ they.
Ye’ll hie ye tae my milk-white steed
and pu’ me quickly doon,
Throw your green kirtle owre me
To keep me fae the rain
They’ll turn me in your airms, lady
Tae an adder and a snake,
But haud me fast unto yer breist
Tae be your worldy mate.
They’ll turn me in your airms, lady
A spotted toad  to be,
But haud me fast unto your breist
T’enjoy your fair body.
They’ll turn me in your airms, lady
Tae a mither-naked man,
Cast your green kirtle owre me
To keep me frae the rain.
First put me in a stand o’ milk
Syne in a stand o’ water,
and haud me fast unto your breist
I am your bairn’s father.”
Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee
and she has gane tae Miles Cross
as fast as she could hie.The first company that passed her by
She said “na” and let them gae,
The second company that passed her by/ She let them gang their way
But the third company that passed her by/Then he was yin o’ they.
She’s heid her to his milk-white steed
And pu’d him quickly doon,
Cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.
They’ve turned him in his lady’s airms
Tae an adder and a snake,
She held him fast unto heir breist
He was her worldy mate.
They’ve turned him in his lady’s airms
A spotted toad to be,
She held him fast unto heir breist
T’enjoy her fair body.
They’ve turned him in his lady’s airms
Tae a mither-naked man,
She’s cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.
She’s put him in a stand o’ milk,
Syne in a stand o’ water,
She’s held him fast unto her breist,
He was her bairn’s faither.
Oot spak the Queen O’ Elfinland
Oot o’ a bush o broom,
“O, wha’ has gotten young Tam Lin
Has gotten a stately groom
Oot spak the Queen o’ Elfinland
Oot o’ a thorny tree,
“O’, wha has gotten young Tam Lin
Has taen my love fae me.
Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“A lady would borrow thee,
I would hae torn oot thy twa grey e’en
Put in twa e’en o’ a tree.
Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“When first we came tae home,
I would hae torn oot that hairt o’ flesh,
Put in a hairt o’ stane.”
Traduzione parzialmente presa da vedi
Attente voi tutte fanciulle
che portate l’oro nei capelli (1)
di venire o andare a Carterhaugh (2)
che il giovane Tam Lin vi dimora!
Tutte coloro che vanno
a Carterhaugh
un pegno devono lasciare:
o l’anello o il verde mantello
o la loro verginità.
Vanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
fino a Carterhaugh procede,
corre più svelta che può.
Aveva già colto una rosa
un’altra voleva staccare
ed ecco, le appare Tam Lin:
“Donna, non me le toccare!
Perché raccogli la rosa, signora,
e perché spezzi i rami?
e perché vieni a Carterhaugh,
senza il mio permesso? (3)”
Carterhaugh è mia”- disse lei
“mio padre a me la diede
e verrò a Carterhaugh
senza la tua volontà”
La prese per la mano bianca come giglio (4) e per la manica verde-erba
e la appoggiò a terra
senza chiederle il permesso
Vanna rimbocca la veste verde
un po’ sopra il ginocchio,
va al palazzo del padre
più veloce che può.
C’erano ventiquattro belle dame
che giocano a palla (5)
e Vanna procedeva come regina
un fiore tra le belle.
Ventiquattro belle dame
giocano agli scacchi;
ecco che viene la bella Vanna
più verde dell’erba.
Parlò un vecchio cavaliere grigio
appoggiato al muro del castello:
“Ahimè, cara Vanna,
ma temo che hai commesso uno sbaglio, la tua gonna è troppo corta
e il biasimo ricadrà su tutti noi!”.
“Sta’ zitto, cavaliere grinzoso,
che tu muoia di morte tremenda!
Accetta come padre chi voglio,
ché nessuno di voi lo e’ di mio figlio.”
Parlò allora il vecchio padre amato
e disse:” Vanna, sei stata sedotta
la tua gonna è troppo corta
temo che aspetti un bambino.”
“Se aspetto un bambino, padre,
io sola ne porto il biasimo:
non c’e’ signore nel tuo palazzo
che possa dargli il nome.
Vanna rimbocca la veste verde
che scopre le gambe di un po’,
e corre a Carterhaugh
più veloce che può.
Aveva colto due rose,
una sola rosa o due,
che comparve il giovane Tam Lin
dicendo di non coglierne più.
“Perché cogli le rose, Vanna,
nei boschi d’alberi verdi,
per uccidere il bimbo grazioso,
forse, che e’ nato fra noi?”
“Dimmi, dolce Tam Lin, – lei disse-
per amore di chi e’ morto in croce,
sei mai stato in una cappella,
o hai mai visto i cristiani?” (6)
“Mio nonno era di Roxbrugh
e cavalcavo con lui;
ma giunse un giorno l’ora
in cui male mi colse:
Si, giunse un giorno l’ora
un giorno freddo e pungente.
tornavamo da caccia
e caddi dal mio cavallo;
La regina delle Fate stava passando,
e mi prese a vivere con lei
bella è la terra delle fate
per coloro che vi dimorano
ma quando scadono i sette anni (7)
si paga un tributo all’Inferno.
Nella notte della vigilia d’Ognissanti,
cavalcherà il popolo delle Fate
e se vuoi conquistare l’amore
devi attendere alla croce. (8)”
“Come riconoscerti, Tam Lin, – lei disse-come trovare il mio vero amore
in mezzo a tanti cavalieri
fantastici e senza simili?”
“Lascia passare il cavallo nero,
poi lascia passare il morello,
corri al destriero biancolatte
e trascina in terra il cavaliere (9).
Nella destra avrò un guanto, Vanna,
e la sinistra sarà nuda,
questi sono i segni che ti do
e non temere non mancherò.
La prima schiera che passa
di “no” e lasciala andare
la seconda schiera che passa
lasciala andare per la sua strada
ma la terza schiera che passa
allora io sarò tra loro.
Allora ferma il mio cavallo bianco-latte
e tirami giù veloce,
getta il tuo mantello verde su di me
e nascondimi alla vista.
Mi muteranno nel tuo abbraccio
in una vipera e un serpente,
ma tienimi stretto, non temere,
sono il padre del tuo bambino.
Mi muteranno nel tuo abbraccio
in un rospo (10) pieno di macchie
ma tienimi stretto, non temere,
per godere del tuo bel corpo.
Mi muteranno nel tuo abbraccio
diventerò un nudo cavaliere
coprimi con il tuo manto verde
e nascondimi alla vista.
Prima mettimi in una tinozza di latte (11) poi in una d’acqua
e tienimi stretto tra le braccia
sono il padre del tuo bambino”
La bella Vanna col manto verde
un po’ alzato sulle ginocchia
va in cerca della croce
più veloce che può
La prima schiera che le passa vicino
dice “no” e la lascia andare
la seconda schiera che passa
la lascia andare per la sua strada
ma la terza schiera che le passa vicino,
allora egli sarà tra di loro.
Corre lesta verso il cavallo biancolatte
e trascina a terra il cavaliere
getta il suo mantello verde su di lui
e lo nasconde alla vista.
Lo mutarono nel suo abbraccio
in una vipera e un serpente,
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
era il padre del suo bambino.
Lo mutarono nel suo abbraccio
in un rospo pieno di macchie
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
per godere del suo bel corpo
Lo mutarono nel suo abbraccio
in un nudo cavaliere
lei lo coprì con il tuo manto verde (12)
e lo nascose alla vista.
Lo mise in una tinozza di latte
poi in una tinozza di acqua
e lo tenne stretto tra le braccia
egli era il padre del suo bambino
Parlò allora la Regina delle Fate
da un cespuglio di erica assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
si e’ preso un amante nobilissimo.”
Parlò ancora la Regina delle Fate
da un cespuglio spinoso assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
ha preso il mio amore. (13)
Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che una dama ti avrebbe liberato
ti avrei strappato i begli occhi grigi
e messo al posto due occhi di legno.
Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che alla fine saresti ritornato a casa
ti avrei strappato il tuo cuore di carne
e messo al posto un cuore di pietra”
Vanna e il serpente, Jill Karla Schwarz

NOTE
1) era costume per le ragazze da marito portare dei fermagli d’oro (o retine dorate, cerchietti) nei capelli; il menestrello quindi si rivolge alle fanciulle vergini per avvertirle di non avventurarsi nel bosco di Carterhaugh perché è abitato da un elfo (è noto che gli elfi siano ottimi amanti nonché bramosi di conquistare la virtù di vergini fanciulle!)
2) la storia è ambientata in un luogo reale e ben identificato, il bosco di Carterhaugh tuttora esistente a Selkirk (nel Border scozzese) dove confluiscono i fiumi Ettrick e Yarrow (vedi)
3) prima di entrare nel greenwood ossia nel bosco sacro è necessario chiedere il permesso delle fate che lo abitano, Lady Janet essendo la proprietaria del bosco si comporta in modo incauto.
4) prendere per la mano bianca come il giglio: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
5) il gioco con la palla è un commonplace delle ballate tradizionali. In questo contesto è un ulteriore rafforzamento della storia in codice narrata; i giocatori sono sempre 24 di numero
6) la donna vuole accertarsi sulla natura di Tam Lin è sempre stata una creatura fatata o prima era un essere umano (battezzato e quindi nella luce della vera fede)?
7) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, una volta era anche la durata di un apprendistato per imparare un mestiere, ma anche la durata giuridica per poter dichiarare legalmente morta una persona scomparsa. Viene così a delinearsi una posizione transitoria di Tam lin: un prigioniero, un apprendista mago o un uomo in attesa di passare definitivamente nel Mondo delle Fate?
Il periodo sta per scadere con la notte di Halloween, una delle feste celtiche più importante con quella di Beltane: ossia la festa dell’Inverno (detta Samhain). In effetti il giovane cavaliere è andato a cacciare impunemente nel bosco sacro, profanando il tabù dell’inviolabilità, così la regina delle fate lo tiene prigioniero. Qui è citato, molto cristianamente, il tributo che le fate devono versare al diavolo, un allusione ai sacrifici umani che si credeva facessero i pagani alle divinità boschive!
8) Mile Cross o Old Mile sono luoghi nei pressi dell’Ettrick River nel bosco di Carterhaugh vicino a Selkirk (vedi)
9) gli animali in cui viene trasformato l’elfo hanno una connotazione negativa e stregonesca sia il serpente che il rospo sono considerati nel Medioevo animali magici da utilizzare nelle pozioni e per gli incantesimi (soprattutto quelli d’amore o di malocchio). Questi animali sono evidenti riferimenti al culto della dea madre soprattutto per i loro poteri di “trasformazione” e di fecondità. Il rospo e la palla dorata sono i protagonisti della fiaba/ballata del Principe Ranocchio (vedi)
10) il cavallo bianco riservato a Tam Lin indica la particolare bellezza dell’elfo, della sua purezza in quanto umano non ancora trasformato completamente in elfo (e quindi visto in modo non ancora demoniaco come invece sono considerate le altre fate – sempre chiaramente dal punto di vista cristiano)
11) sempre senza citare il pozzo e la sua acqua questa strofa però lo richiama con quel “stand” che ho tradotto come tinozza (o vasca) e che comunque doveva essere un contenitore abbastanza grande da poter contenere un uomo. Un po’ elaborata come procedura (trascinare delle grosse tinozze piene di liquido per un bosco!) ma in alcune versioni più estese (e ancora più diffusamente nella versione fiabesca della storia) sappiamo che l’elfo oltre a subire delle trasformazioni in animali diventa alla fine una barra incandescente (o anche spada fiammeggiante), così bruciante da sfidare la capacità di sopportazione del dolore da parte della coraggiosa Janet. (così lo “stand” potrebbe essere un semplice, anche se più prosaico, secchio).
049
Come atto finale Janet deve gettare la barra nel pozzo sacro, dal quale riemergerà Tam Lin completamente nudo (e rinato). Alcune interpretazioni vogliono vedere una sorta di antica condivisione rituale del mistero della nascita: la fanciulla viene iniziata alla conoscenza sessuale a Beltane e successivamente al parto.
In effetti durante la sua prova iniziatica lei è non solo incinta, ma prossima a partorire!
12) Anche in questa versione non viene menzionato il pozzo ma è il mantello verde di Janet a proteggere l’uomo “rinato” dalla regina delle fate, che proprio per il suo colore magico lo coprirà nella fuga (ma anche un po’ di realismo ci vuole dopotutto siamo a novembre!)
E’ curioso come le versioni delle ballate non menzionino il pozzo (contrariamente a quelle della fiaba). Comunque c’è una leggenda nella località in cui si è svolta la storia che vuole vedere due o tre anelli nel bosco di Carterhaugh dove non cresce più l’erba e che stanno a indicare la posizione dei contenitori posti dalla nobildonna. A mio avviso una allusione al cerchio delle fate ovvero ai funghetti che crescono nei prati e nel sottobosco delimitando un cerchio
13) la fata attribuisce alla bellezza del giovane il motivo del suo rapimento, tuttavia Tam Lin non era uno schiavo ai voleri della fata, che gli aveva lasciato il suo cuore umano.

ASCOLTA Anne Briggs in Young Tambling – 1971 con la sola melodia della voce, così come era tramandata dai traveller. Qui il testo è assemblato con una tecnica tipicamente applicata nelle lunghe ballate per memorizzarle più facilmente: l’ultima frase della strofa è ripetuta due volte.

I.
Lady Margaret, Lady Margaret, was sewing at her seam
And she’s all dressed in black.
And the thought come in her head to run in the wood
to pull flowers to flower her hat, me boys, to pull flowers to flower her hat.
II.
So she hoisted up her petticoats a bit above the knee/And so nimbly she’d run o’er the ground./And when she come in the merry greenwood,
Well, she pulled them branches down..
III.
Suddenly she spied a fine young man,
He’s standing by a tree.
He says, “How dare you pull them branches down
Without the leave of me?”
IV.
“Well, -she says,-This little wood, oh, it is me very own,
Me father gave it to me.
I can pull these branches down
Without the leave of thee, young man”
V
And he took her by the milk-white hand
And by the grass-green sleeve,
He pulled her down at the foot of a bush,/And he never once asked her leave, me boys..
VI
And when it was done she twist about
To ask her true-love’s name.
But she nothing heard and she nothing saw/And all the woods grew dim…
VII
There’s four and twenty ladies all in the land/and they’re all playing at chess./Except it was the Lady Margaret/And she’s green as any glass..
VIII
And there’s four and twenty ladies all in the land
Grow as red as any rose.
Except it was the Lady Margaret,
She’s pale and wan, me boys..
IX
Up then spoke the little servant girl,
She lift her hand and smiled,
Says, “I think my lady has loved too long/And now she goes with child, me dears”
X
Up then spoke the second serving girl
“Oh, ever and alas-said she-But I think I know a herb in the merry greenwood/It’ll twine thy baby from thee, madam”
XI
So Lady Margaret she got her silver comb,
Made haste to comb her hair,/And then she’s away to the merry greenwood/As fast as she can tear, me boys..
XII
And she hadn’t pulled in the merry greenwood/A herb but barely one
When by her stood the young Tambling,
He says, “Margaret, leave it alone..
XIII
Why d’you pull that bitter little herb,
The herb that grows so grey,
For to destroy that fine young babe
That we got in our play, my dear..”
XIV
“Well, come tell me now, young Tambling,” she says,
“If an earthly man you be.”
“I’ll tell you no lies,” says young Tambling,
“I was christened as good as thee, me dear..
XV
But as I rode a-hunting on a bitter, bitter night,
It was from my horse I fell,
And the Queen of Elfland she caught me In yonder green hill to dwell, to dwell..
XVI
“But tonight is Halloween, lady,
The Elven Court will ride.
And if you would your true love win,
By the mill bridge you must hide, me dear..
XVII
And first will run the black horse and then will run the brown,
And then race by the white.
You hold him fast and you fear him not,
For he’s the father of your child, my love..
XVIII
They’ll turn me all in your arms, lady,
Into many’s the beasts so wild.
But you’ll hold on fast and you fear no ill,
For it’s the father of your child, my love..”
XIX
So Lady Margaret she got her silver comb,
She made haste to comb her hair.
Then she’s away to the old mill-bridge
As fast as she could tear, me boys..
XX
And about the dead hour of the night
She heard the bridles ring.
And oh, me boys, it chilled her heart
More than any earthly thing it did…
XXI
And first run the black horse and then run the brown
And then race by the white.
Well, she hold it fast and feared it not,
For it’s the father of her child,
XXII
The thunder rolled across the sky,
The stars blazed bright as day.
The Queen of Elven gave a thrilling cry,
“Young Tambling’s away, brave boys”
XXIII.
And the very first thing they turned him into/Was a lion that runs so wild.
But she held him fast, she feared him not,/For he’s the father of her child, me boys,
XXIV
And the very next thing they turned him into,
It was a loathsome snake.
He says, “Hold me fast and fear me not,
For I’m one of God’s own make, my love..”
XXV
And again they changed him all in her arms
To a red hot bar of iron.
But she held it fast, she feared it not,
And it did to her no harm, no harm…
XXVI
And the very last thing they changed him into/Was like any naked man.
She flung her mantle over him,
She cried, “Me love I’ve won, I’ve won,”
XXVII
And the Queen of Elven she called from a bush,
She’s red as any blood.
“I should have tore out your eyes, Tambling,
And put in two eyes of wood, of wood..”
I.
Lady Margaret, Lady Margaret era intenta a cucire
tutta vestita di nero
e le venne il pensiero di correre nel bosco per raccogliere i fiori e decorare il suo cappello, miei cari, di raccogliere i fiori e decorare il suo cappello
II.
E allora sollevò le sottane un po’ sopra al ginocchio
e corse più agilmente sul terreno
e quando arrivò a quei bei boschi verdi
strappò quei rami ..
III.
Ed è là che vide un gentiluomo
che stava in piedi accanto ad un albero
“Chi ti ha dato il permesso, mia cara
di strappare quei rami, mia cara
chi ti ha dato il permesso?”
IV
“Beh, – dice lei -Questo piccolo bosco mi appartiene
mio padre me lo ha lasciato.
Io posso strappare tutti i rami
senza il tuo permesso, mio caro!”
V
E allora lui la prese per la mano bianco-latte
e per la manica verde-erba
e si stesero ai piedi di un cespuglio
e lui nemmeno una volta le chiese il suo permesso, miei cari
VI
Una volta finito lei cercò
di sapere il nome del suo amante
ma nulla sentì e nulla vide
e tutto il bosco divenne buio..
VII
Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
e giocavano a scacchi
tranne Lady Margaret
che è verde come il vetro (l’erba) (1)
VIII
Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
arrossate come una rosa rossa tranne Lady Margaret
che è pallida e patita..
IX
Allora parlò la servetta
lei alzò la mano e sorrise
“Credo che la mia signora abbia amato troppo e adesso aspetta un bambino, miei cari”
X
Allora parlò la seconda serva
“Ahimè – disse
credo di conoscere un erba nel bosco più folto
che ti farà perdere il bambino, signora”
XI
Così Lady Margaret prese il suo pettine d’argento
e si affrettò a pettinarsi i capelli,
e poi andò per il bosco
più veloce che poteva, miei cari
XII
E lei aveva appena preso nel bosco
un erba ma proprio una
che accanto le stava il giovane Tambling
dice lui “Margaret, lascia stare..
XIII
Perché cogli quella piantina amara
l’erba che cresce così grigia?
Per uccidere quel bel bimbo
che abbiamo fatto insieme, mia cara?”
XIV
“Allora dimmi, giovane
Tambling – disse lei-
se sei un uomo terreno”
“Non ti mentirò” – dice il giovane Tambling -Sono stato battezzato come te, mia cara
XV
Ma mentre correvo per la caccia, o notte triste
caddi da cavallo
e la regina delle fate mi catturò
per farmi dimorare nella collina verde laggiù..
XVI
Stanotte è il nuovo anno, signora
e le fate cavalcheranno; e se vuoi che l’amore trionfi ti devi nascondere al ponte del Mulino, mia cara..
XVII
Il primo sarà un cavallo nero e poi ci sarà quello marrone
e poi ce ne sarà uno bianco latte,
lo (2) terrai per la testa, non dovrai avere paura
è il padre di tuo figlio, mia cara
XVIII
Mi trasformeranno tre le tue braccia, signora in molte bestie feroci, ma tieni stretto e non aver paura
perchè è il padre di tuo figlio, mia cara…
XIX
Così Lady Margaret prese il suo pettine d’argento
e si affrettò a pettinarsi i capelli
poi andò al Ponte del Vecchio Mulino più veloce che potè..
XX
Era all’incirca mezzanotte (3) che lei udì le briglie tintinnare e oh, miei ragazzi  le ghiacciò il sangue(4) più di ogni altro suono terreno
XXI
E per primo correva il cavallo nero e poi quello marrone
e poi correva il bianco,
beh lei lo tenne stretto e non ebbe paura perchè è il padre di suo figlio
XXII
Il tuono rimbombò nel cielo
le stelle lucevano come se fosse giorno la regina delle fate gridò forte”Il Giovane Tambling è fuggito”
XXIII
La prima cosa in cui lo trasformarono
fu in leone che corre selvaggio
ma lei lo tenne forte, senza temerlo
è il padre di suo figlio, miei cari…
XXIV
La successiva cosa in cui lo trasformarono
fu un serpente disgustoso;
“Afferrami forte e non temere
che io sono stato fatto dal volere di Dio, mio amore…”
XXV
E ancora si trasformò tra le sue braccia
in una barra di ferro incandescente
ma lei lo tenne forte, senza temerlo,
e non le ha fatto del male.
XXVI
E l’ultima trasformazione
fu in un uomo nudo,
lei gettò il mantello su di lui
e gridò:”amor mio ho vinto..”
XXVII
E la regina delle fate gridò da un cespuglio,
rossa come il sangue
“Avrei dovuto strapparti gli occhi, Tambling,
e metterci al posto due pezzi di legno..”

NOTE
1) evidentemente un refuso per grass= erba
2) con tutta evidenza si tratta del cavaliere e non del cavallo che la lady deve tenere stretto!!
3) l’ora dei morti
4) letteralmente “le si ghiacciò il cuore” ma in italiano si dice “ghiacciare il sangue”

GLASGOW REEL

E’ un brano strumentale chiamato anche Tam Lin, decisamente veloce e ossessivo: c’è chi ipotizza (con Sir Walter Scott in testa) che la storia di Tam Lin si sviluppasse in modo monocorde come ballata cantata dalla sola voce e si concludesse con la danza strumentale. Super popolare per la sua vivacità che ogni violinista prima o poi impara a suonare, nonché pezzo immancabile nell’irish dance, rielaborato in tutte le salse

ASCOLTA Rising Gaael un giovane gruppo del Wisconsin (US) nato nel 2004

Celtic Sands live
Un pezzo immancabile nelle esibizioni di danza

ASCOLTA Ilse de Ziah

continua
FONTI
http://tam-lin.org/versions/maccoll.html
http://tam-lin.org/versions/briggs.html

TAM LIN BY FIREPORT CONVENTION

Child Ballad # 39

La ballata tradizionale del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo. (prima parte introduzione)
Una melodia dal nome “Young Thomlin” è del 1600, ma gli storici riallacciano l’origine della ballata al XIII secolo. La ballata è stata trascritta da Robert Burns nel 1792 (in Johnson’sMuseum) e costituisce una delle varianti collezionate da Francis James Child in “The English and Scottish Popular Ballads“.
Una ballata che è anche una fiaba per bambini ricca di significati nascosti e simbolismi.

LA STAGIONE DELL’AMORE

Stephanie Law: Janet nel bosco sacro raccoglie una rosa. Anche se non è espressamente citato il mese di Maggio è del tutto evidente che la stagione in cui si incontrano la bella Janet e l’elfo è la primavera, essendo fiorite le rose: per la verità è un po’ insolito che in un bosco selvatico crescano dei cespugli di rose, ma qui siamo nel regno delle fate -che amano le rose- e quindi le fanno crescere dove vogliono (ce la possiamo però immaginare nella varietà di rosa canina).
Stephanie Law: dettaglio della schiera fatata, la regina delle fate

Tutta la prima parte della ballata è una chiara allusione alla prima esperienza sessuale, volontariamente ricercata dalla fanciulla che si addentra nel bosco sacro: la rosa è anche “la rosa delle rose” femminile e il mantello che copre il pudore della donna (e rappresenta la protezione paterna) deve essere lasciato in pegno e quindi perso, non concordo perciò con le interpretazioni che vedono il rapporto tra i due come una violenza da parte maschile, anzi ci sono tutti i segni di un antico rituale di iniziazione sessuale.
Il rapporto sessuale tra i due qui non è esplicitato, ma il padre dopo un po’ si accorge della gravidanza della figlia ed ella rivendica con orgoglio la paternità all’elfo non accettando nessun altro matrimonio riparatore.
La seconda parte si svolge nell’inverno durante la festa celtica di Samain, con le prove che la nostra eroina deve superare per liberare l’elfo: le illusioni della regina delle fate le faranno credere di assistere alla trasformazione di Tam Lin in drago (o serpente) e in orso; ma lei dovrà dare prova di coraggio e di grande amore e tenere stretto a sè il cavaliere fino a quando comparirà nudo tra le sue braccia; allora lo dovrà avvolgere nel suo mantello (o come in altre versioni lo dovrà gettare nelle acque del pozzo.)
Un tema simile di trasmutazione in animali è presente nella favola cretese di Thetis e Peleus ovvero i genitori di Achille, e in effetti i due racconti sono simili ma nel mito greco è la donna ad essere una nereide e a trasformarsi prima di poter diventare umana.
StephanieLawTamLin-TheFaeryHostLarge

Nella illustrazione (fiabesca, sognante) di Stephanie Law vediamo il passaggio della schiera fatata sul ponte, ove si distingue il cavallo bianco di Tam Lin. La luna è calante, ma il dettaglio è errato perché la notte di Samain coincide con la luna nuova (la data una volta non era fissa, ma era regolata sul calendario lunare)

La ballata non ha un lieto fine perché la regina delle fate lancia una maledizione mortale sulla donna.

ASCOLTA Fairport Convention in “Fairport’s Sense of Occasion” album (2007) ma la prima versione con Sandy Denny è in “Liege and Lief” del 1969. Non ci sono parole, semplicemente mitici!


I
“I forbid you maidens all
that wear gold in your hair (1)
To travel to Carter Hall (2)
for young Tam Lin is there
II
None that go by Carter Hall
but they leave him a pledge
Either their mantles of green
or else their maidenhead”.
III
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to Carter Hall
as fast as go can she.
IV
She’d not pulled a double rose,
a rose but only two
When up there came young Tam Lin
says “Lady, pull no more”.
V
“And why come you to Carter Hall
without command from me?” (3)
“I’ll come and go”, young Janet said,
“and ask no leave of thee”.
VI
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to her father
as fast as go can she
VII
Well, up then spoke her father dear
and he spoke meek and mild
“Oh, and alas, Janet,” he said,
“I think you go with child”
VIII
“Well, if that be so,” Janet said,
“myself shall bear the blame
There’s not a knight in all your hall
shall get the baby’s name
IX
For if my love were an earthly knight
as he is an elfin grey
I’d not change my own true love
for any knight you have”
X
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to Carter Hall
as fast as go can she
XI
“Oh, tell to me, Tam Lin,” she said,
“why came you here to dwell?”
“The Queen of Faeries caught me
when from my horse I fell
XII
And at the end of seven years (4)
she pays a tithe to hell
I so fair and full of flesh
and feared it be myself
XIII
But tonight is Hallowe’en
and the faery folk ride
Those that would their true love win
at Miles Cross they must buy.
XIV
So first let past the horses black
and then let past the brown
Quickly run to the white steed (5)
and pull the rider down
XV
For I’ll ride on the white steed,
the nearest to the town
For I was an earthly knight,
they give me that renown
XVI
Oh, they will turn me
in your arms to a newt or a snake
But hold me tight and fear not,
I am your baby’s father.
XVII
And they will turn me
in your arms into a lion bold
But hold me tight and fear not
and you will love your child.
XVIII
And they will turn me
in your arms into a naked knight
But cloak me in your mantle
and keep me out of sight.”
XIX
In the middle of the night
she heard the bridle ring
She heeded what he did say
and young Tam Lin did win
XX
Then up spoke the Faery Queen,
an angry queen was she
“Woe betide her ill-farred face,
an ill death may she die”
XXI
“Oh, had I known, Tam Lin,” she said,
“what this knight I did see
I have looked him in the eyes (6)
and turned him to a tree”
Tradotto in rima da Maurizio*
I
Attente voi tutte fanciulle
che avete il capello dorato (1)
all’Argine dei Biancospini (2)
che da Tamlino è abitato!
II
Chi passa per i Biancospini
un pegno lasciare dovrà:
Il verde mantello che porta
o la sua verginità.
III
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
all’Argine dei Biancospini
corre più svelta che può.
IV
Aveva già colto una rosa
un’altra voleva staccare
Ed ecco, le appare Tamlino:
“Donna, non me le toccare!
V
Perché vieni qui ai Biancospini
se non hai l’invito da me? (3)”
“Io vado dovunque mi pare,
non devo chiederlo a te!”
VI
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
a casa dai suoi genitori
corre più svelta che può.
VII
Il padre la guarda e le parla,
la voce è un sommesso bisbiglio
“Ahimè mia Giovanna” le dice
“Credo che tu aspetti un figlio.”
VIII
“Se è vero” risponde Giovanna
“Io sola e soltanto so come,
nessuno dei tuoi cavalieri
può dare al bimbo il suo nome.
IX
Se solo il mio amore
non fosse un elfo verdastro e fatato!
Perché non lo voglio cambiare
con chi è del nostro casato.”
X
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
All’Argine dei Biancospini
corre più svelta che può”Tamlino,
XI
raccontami” dice
“Perché vivi qui in questo stallo?”
“La Fata Regina mi prese
quando cascai dal cavallo.
XII
Al settimo anno (4) lei deve
pagare all’inferno un balzello,
un uomo piacevole e forte:
temo che io sarò quello.
XIII
Ma questa è la notte dei Santi
e tu mi puoi ancora salvare,
ché passa il corteo delle fate:
devi a un incrocio aspettare.
XIV
Tu lascia passare i cavalli
che han pelo nero o marrone,
Ma quando vedrai quello bianco (5)
tira giù chi è sull’arcione,
XV
perché io sarò il cavaliere
che ti troverai fra le mani:
Il bianco destriero è un onore
solo per gli esseri umani.
XVI
Allora sarò trasformato
in drago o serpente fischiante
ma stringimi senza temere,
pensa che sono il tuo amante.
XVII
Allora sarò trasformato
in orso o leone ferino
ma stringimi senza temere,
son il padre del tuo bambino.
XVIII
Infine sarò trasformato
in un cavaliere spogliato
avvolgimi nel tuo mantello,
tienimi bene celato.”
XIX
Giovanna nella notte fonda
ascolta il corteo scalpitare
fa come Tamlino le ha detto
e lo riesce a salvare.
XX
La Fata Regina si volta
le parla con voce furiosa:
“Tu sia maledetta,
tu muoia di morte assai dolorosa.
XXI
Se avessi saputo, Tamlino,
di avere da te questo sdegno
ti avrei trasformato con gli occhi
in un bel pezzo di legno!” (6)

NOTE
* tratto da vedi
1) wear gold in your hair: il traduttore italiano scrive “capello dorato”. In effetti è un po’ strano che il cantastorie si voglia rivolgere solo alle fanciulle dai capelli biondi (anche se nel Medioevo erano “di moda”) ma ricordando quanto già espresso da Giordano Dall’Armellina in merito, sappiamo che era costume per le ragazze da marito portare dei fermagli d’oro (o retine dorate, cerchietti) nei capelli; il menestrello quindi si rivolge alle fanciulle vergini per avvertirle di non avventurarsi nel bosco di Carterhaugh perché è abitato da un elfo (è noto che gli elfi siano ottimi amanti nonché bramosi di conquistare la virtù di vergini fanciulle!) infatti nella strofa successiva si annuncia proprio il rischio di perdere la verginità a causa dell’elfo.
2) Carterhaugh: è una località della Scozia e il pozzo dell’elfo è ancora esistente, qui tuttavia non è mai citato, forse nel tentativo di cristianizzare la storia
3) prima di entrare nel greenwood ossia nel bosco sacro è necessario chiedere il permesso delle fate che lo abitano, Lady Janet essendo la proprietaria del bosco si comporta in modo incauto.
4) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, una volta era anche la durata di un apprendistato per imparare un mestiere, ma anche la durata giuridica per poter dichiarare legalmente morta una persona scomparsa. Viene così a delinearsi una posizione transitoria di Tam lin: un prigioniero, un apprendista mago o un uomo in attesa di passare definitivamente nel Mondo delle Fate?
Il periodo sta per scadere con la notte di Halloween, una delle feste celtiche più importante con quella di Beltane: ossia la festa dell’Inverno (detta Samhain). In effetti il giovane cavaliere è andato a cacciare impunemente nel bosco sacro, profanando il tabù dell’inviolabilità, così la regina delle fate lo tiene prigioniero. Qui è citato, molto cristianamente, il tributo che le fate devono versare al diavolo, un allusione ai sacrifici umani che si credeva facessero i pagani alle divinità boschive!
5) il cavallo bianco riservato a Tam Lin indica la particolare bellezza dell’elfo, della sua purezza in quanto umano non ancora trasformato completamente in elfo (e quindi visto in modo non ancora demoniaco come invece sono considerate le altre fate – sempre chiaramente dal punto di vista cristiano)
6) l’uomo con gli occhi intatti ha mantenuto la conoscenza appresa nel mondo fatato o quantomeno la capacità di vedere ancora le fate (che notoriamente hanno il dono dell’invisibilità).

continua

FONTI
http://tam-lin.org/versions/fair.html
http://tam-lin.org/transformative/Italian.html