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MNÁ NA HÉIREANN

Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865

Versi del poeta nord irlandese Peadar Ó Doirnín (1704–1796), messi in musica 200 anni dopo circa da Seán Ó Riada, colui che contribuì alla rinascita della musica irlandese tradizionale proprio negli anni 60 con il gruppo Ceoltóirí Chualann (da cui si staccarono i Chieftains) -morì a soli 40 anni nel 1971.

La versione più famosa in assoluto di questo brano è proprio quella dei Chieftains del 1973, finita nella colonna sonora del film Barry Lyndon ( le cui musiche sono una più bella dell’altra) con la regia di Stanley Kubrick (1995)
Una Aislin song che è insieme canto d’amore e rebel song in cui la donna amata è la personificazione dell’Irlanda.

VERSIONE Sinead O’Connor & Chieftains
ASCOLTA Alan Stivell
ASCOLTA Kate Bush


I
Tá bean in Éirinn a phronnfadh séad domh is mo sháith le n-ól
Is tá bean in Éirinn is ba bhinne léithe mo ráfla ceoil
Ná seinm théad; atá bean in éirinn is níorbh fhearr léi beo
Mise ag léimnigh nó leagtha i gcré is mo thárr faoi fhód
II
Tá bean in Éirinn a bheadh ag éad liom mur’ bhfaighfinn ach póg
Ó bhean ar aonach, nach ait an scéala, is mo dháimh féin leo;
Tá bean ab fhearr liom nó cath is céad dhíobh nach bhfagham go deo
Is tá cailín spéiriúil ag fear gan Bhéarla, dubhghránna cróin.
III
Tá bean a déarfadh dá siulfainn léi go bhfaighinn an t-ór,
Is tá bean ‘na léine is is fearr a méin ná na táinte bó
Le bean a bhuairfeadh Baile an Mhaoir is clár Thír Eoghain,
Is ní fheicim leigheas ar mo ghalar féin ach scaird a dh’ól


VERSIONE DI KATE BUSH
I
There’s a woman in Ireland who’d give me a gem and my fill to drink,
There’s a woman in Ireland to whom my singing is sweeter than the music of strings
There’s a woman in Ireland who would much prefer me leaping
Than laid in the clay and my belly under the sod.
II
There’s a woman in Ireland who’d envy me if I got naught but a kiss
From a woman at a fair, isn’t it strange, and the love I have for them
There’s a woman I’d prefer to a battalion, and a hundred of them whom I will never get
And an ugly, swarthy man with no English has a beautiful girl
III
There’s a woman who would say that if I walked with her I’d get the gold
And there’s the woman of the shirt whose mien is better than herds of cows
With a woman who would deafen Baile an Mhaoir and the plain of Tyrone
And I see no cure for my disease but to give up the drink.

tradotto da Cattia Salto
I
C’è una donna in Irlanda che mi avrebbe dato una pietra preziosa e da bere a volontà, c’è una donna in Irlanda per la quale i miei canti sono più dolci delle corde dell’arpa
c’è una donna in Irlanda che preferirebbe vedermi vivo e vegeto
che sepolto nella terra ricoperto dalle zolle.
II
C’è una donna in Irlanda che sarebbe gelosa se ricevessi un bacio da un’altra alla festa, sono strane, ma le amo tutte
ce né una su mille (1) e un centinaio di loro che non avrò mai
ma un uomo malvagio che non parla nemmeno inglese (2) si è preso questa bella figliola
III
C’è una donna che mi disse che se fossi andato con lei avrei trovato un tesoro
C’è una donna in camiciola il cui aspetto vale più di una mandria di mucche (3)
di una donna che avrebbe assalito (4) Bllymoyer e la piana di Tyrone
e non vedo cura per le mie pene che smettere di bere. (5)

NOTE
1) Letteralmente “una che preferirei a un battaglione”
2) re d’Inghilterra Giorgio I o II che erano sassoni di Hannover
3) nel 700 doveva essere un bel complimento, ma non è semplicemente un paragone: il poeta dice è meglio essere povero nella propria terra (con la propria donna) che ricco con la regina Maeve del Connacht .
4)il riferimento è alla regina Maeve e alla razzia del bestiame di Cooley: Maeve assalì Tyrone nell’Ulster per rendersi un toro.
Bllmoyer è pure una cittadina dell’Ulster (Irlanda del Nord) Ballymoyer nella contea di Armag (Irlanda del Nord)
5) è la donna a chiedere ragioni agli uomini irlandesi del perchè non l’abbiano difesa dagli usurpatori, preferendo ubriacarsi al pub. Gli anni sono quelli dei “Troubles” quando i cattolici nordirlandesi iniziano una campagna per ottenere i diritti civili loro negati dalla maggioranza protestante (1969-1998)

LA VERSIONE STRUMENTALE

THE CHIEFTAINS soundtrack del film Barry Lindon


ASCOLTA
arrangiamento di Jeff Beck (chitarra elettrica) in duetto con il violino di Lizzie Ball

Celtic Woman (ovvero Máiréad Nesbitt)

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=46077&lang=it

AN INNIS AIGH

L'”happy island” di questo canto in gaelico scozzese che arriva dall’isola di Capo Bretone è Margaree Island ossia la Sea Wolf Island National Wildlife Area, un isolotto dalla curiosa forma di balena, abitato solo da uccelli (vedi) che si trova nel Golfo di San Lorenzo al largo della costa di Capo Bretone, Nuova scozia.

La foto dell’ultimo abitante dell’isola, Alasdair Fheachair MacLellan scattata da Joanne MacPherson and Gil MacLeod, 1950

L’autore del brano è Angus Y. MacLellan che per una trentina d’anni è stato guardiano del faro su Margaree Island. Angus Y. MacLellan was a Gaelic scholar and bard, born at Southwest Margaree in 1878. Most of his poetry was written during the period 1912-1946 when he operated the Margaree Island (Sea Wolf Island) lighthouse. MacLellan lived on the island for 50 years and had a large family The family raised a large number of sheep to supplement their income. MacLellan retired as light keeper on 10 July 1946. He was patronymically known as Aonghas Iain ‘ic Iain ‘ic Chaluim. His grandfather came from Morar, Scotland. (tratto da qui)

Un genere non insolito tra i canti del popolo, è il canto scritto da chi è arrivato alla sua vecchiaia e chiede di poter riposare in pace in quel pezzo di paradiso isolato e incontaminato in cui ha avuto la sorte di nascere. Sono canti pieni di nostalgia ma tutto sommato sereni come sono di solito gli occhi degli anziani. (vedi anche aignish on the machair)

ASCOLTA  The Chieftains con The Rankins in Fire in the Kitchen 1998 registrato in Canada con vari artisti folk della Nuova Scozia

La versione cantata da Raylene Rankin quando aveva 16 anni qui

ORIGINALE GAELICO SCOZZESE
I
Seinn an duan seo dhan Innis Àigh,
An innis uaine as gile tràigh;
Bidh sian air uairean a’ bagairt cruaidh ris
Ach ‘s e mo luaidh-sa bhith ann a’ tàmh.
II
Càit’ as tràith’ an tig samhradh caomh
Càit’ as tràith’ an tig blàth air craoibh
Càit’ as bòidhche an seinn an smeòrach
Air bhàrr nan ògan? ‘S an Innis Àigh!
III
An t-iasg as fiachaile dlùth don tràigh
Is ann m’a chrìochan is miann leis tàmh;
Bidh gillean èasgaidh le dorgh is lìontan
Moch, moch ga iarraidh mun Innis Àigh.
IV
Tiugainn leam-sa chun na tràigh
‘S an fheasgar chìuin-ghil aig àm an làin,
‘S chì thu ‘m bòidhchead ‘s an liuthad seòrsa
De dh’eòin tha còmhnaidh ‘s an Innis Àigh.
V
‘S ged thèid mi cuairt chun an taoibh ud thall,
‘S mi ‘n dùil air uairibh gu fan mi ann,
Tha tàladh uaigneach le teas nach fuaraich
Gam tharraing buan don Innis Àigh.
VI
O ‘s geàrr an ùine gu ‘n teirig là;
Thig an oidhche ‘s gun iarr mi tàmh.
Mo chadal buan-sa bidh e cho suaimhneach
Ma bhios mo chluasag ‘s an Innis Àigh.


I
Sing this song to the Happy Island,
The green isle with the whitest beach;
Storms sometimes attack it severely,
But I love to live there.
II
Where does gentle summer arrive earlier/Where does blossom appear on trees earlier
Where does the thrush sing more beautifully
On the young branches? In the Happy Island.
III
The most valuable fish close to shore/Prefers to live near your boundaries;/Active lads with handlines and nets/Fish very early around the Happy Island.
IV
Come with me to the beach
On a calm evening at high tide,
And you will see the beauty and many species
Of birds that live in the Happy Island.
V
And although I go to visit yonder country-side,/Sometimes thinking that I may stay there,/A mysterious attraction with heat that will not cool
Draws me relentlessly to the Happy Island.
VI
Oh, the time is short till the day ends;
Night will come and I will seek rest;
My eternal slumber will be so tranquil
If my pillow is in the Happy Island.
tradotto da Cattia Salto
I
Canta questa canzone all’isola felice
l’isola verde con le spiagge più bianche,
le tempeste a volte la colpiscono duramente, ma io amo viverci
II
Dove la dolce estate arriva prima,
dove i boccioli spuntano presto sugli alberi,
dove il tordo canta più melodiosamente
sui nuovi rami?
Sull’isola felice
III
Il più pregiato pesce vicino alla costa
preferisce vivere dalle nostre parti,
operosi ragazzi con lenze e reti,
pescano molto presto intorno all’isola felice
IV
Vieni con me alla spiaggia
in una tranquilla sera con l’alta marea e tu vedrai la bellezza di molte specie di uccelli
che vivono sull’isola felice
V
E anche se vado a visitare altri paesi
e penso a volte che potrei restarci,
un fascino misterioso, un ardore che non si raffredda,
mi attira inesorabilmente verso l’isola felice
VI
Oh il tempo è breve al finir del giorno
la notte verrà e io cercherò riposo,
il mio sonno eterno sarà così quieto
se il mio cuscino sarà l’isola felice.

FONTI
http://mapcarta.com/24477976
https://www.ec.gc.ca/ap-pa/default.asp?lang=En&n=1EA4347A-1
http://www.beatoninstitutemusic.ca/gaelic/an-innis-aigh.html
http://beatoninstitute.com/maclellan-angus-y
http://charrette.strathlorne.com/archives/781
http://www.nslps.com/dir_AboutLights/LighthouseSingle.aspx?LID=232
https://thesession.org/recordings/420

THE GALWAY RACES IN SONGS

Le Corse di Galway si svolgono nell’ultima settimana di Luglio presso l’ippodromo di Galway, Irlanda. La tradizione risale al 1764 anche se il primo grande festival è stato organizzato nell’agosto del 1869 da Lord St Lawrence; un grande evento che richiamò un gran numero di gente da tutto l’ovest dell’Irlanda e divenne così popolare da essere celebrato anche nelle canzoni.
“The Galway Races” è una canzone irlandese che sembra descrivere il grande festival del 1869, si ritrova in broadsides risalenti proprio a questo periodo con il titolo di “The Sporting Races of Galway“.

Donnybrook Fair 1859 by Erskine Nicol 1825-1904Alle corse arrivava gente da vicino e da lontano e non solo per scommettere sui cavalli ma anche per divertirsi proprio come nelle grandi fiere, così si trovavano bancarelle e venditori di dolciumi e cibo da asporto (tra cui i tradizionali e succulenti zampetti di maiale), imbonitori e imbroglioni, suonatori ambulanti per le danze sul prato, allibratori per le scommesse, ragazze da marito da corteggiare (sotto l’occhio benevolo dei rispettivi padri).. e ovviamente i cavalli più veloci e i fantini più abili del paese!
L’atmosfera è cambiata poco da allora e oggi le corse sono diventate occasione di glamour in cui le donne irlandesi sfoggiano originali e arditi cappellini che nulla hanno da invidiare ai cappellini dell'”Ascot Ladies Day”.


Un brano reso popolare dai principali gruppi di musica irlandese a partire dai Dubliners fin dagli anni 60. La melodia richiama l’altrettanto popolare “the rocky road to Dublin!

ASCOLTA The Dubliners 1967

ASCOLTA The Pogues in If I Should Fall From Grace With God 1988. La versione testuale è leggermente diversa rispetto al testo riportato

ASCOLTA The Chieftains in An Irish Evening 1992 (il canto inizia dopo 4:13)

Chorus: With your whack-fa-the-da-for-the-diddle-ee-iddle-day.
I
As I rode down to Galway town to seek for recreation
On the seventeenth of August me mind being elevated
There were multitudes assembled with their tickets at the station
Me eyes began to dazzle and I’m goin’ to see the races.
II
There were passengers from Limerick and passengers from Nenagh
And passengers from Dublin and sportsmen from Tipperary
There were passengers from Kerry, and all quarters of our nation
And our member, Mr. Hearst, for to join the Galway Blazers(1).
III
There were multitudes from Aran, and members from New Quay Shore
the Boys from Connemara and the Claire unmarried maidens
There were people from Cork city who were loyal, true and faithful;
Who brought home the Fenian prisoners from diverse(2) foreign nations.
IV
It’s there you’ll see confectioners with sugarsticks and dainties
The lozenges and oranges, the lemonade and raisins!
The gingerbread and spices to accomodate the ladies
And a big crubeen(3) for thruppence to be pickin’ while you’re able.
V
It’s there you’ll see the gamblers, the thimbles(4) and the garters(5)
And the spotting Wheel of Fortune(6) with the four and twenty quarters
There was others without scruple pelting wattles at poor Maggy(7)
And her father well-contented and he lookin’ at his daughter.
VI
It’s there you’ll see the pipers and the fiddlers competing
The nimble footed dancers a-tripping over the daisies
There were others crying cigars and lights and bills for all the races
With the colors of the jockeys and the prize and horses’ ages.
VII
It’s there you’ll see the jockeys and they’re mounted out so stately
The pink, the blue, the orange, and green, the emblem of our nation
When the bell was rung for starting, all the horses seemed impatient
I thought they never stood on ground their speed was so amazing.
VIII
There was half a million people there from all denominations
The Catholic, the Protestant, the Jew, and Presbyterian
There was yet no animosity, no matter what persuasion
But “failte” and hospitality inducin’ fresh acquaintance.(8)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre ho fatto la strada fino alla città di Galway per cercare di svagarmi
il 17 agosto mi ha sorpreso una grande moltitudine assemblata con i biglietti presso la stazione
ai miei occhi stupiti, così sono andato a vedere le gare.
II
C’erano passeggeri da Limerick e passeggeri da Nenagh
e passeggeri da Dublino e gli amanti dello sport di Tipperary,
c’erano passeggeri da Kerry e tutte le contrade della nazione
e il nostro socio, Mr. Hasset per unirsi ai “Galway Blazers”(1).
III
C’era gente di Aran e membri provenienti da New Quay Shore,
i ragazzi di Connemara e le fanciulle non sposate di Clare. C’erano persone provenienti da Cork,che furono leali, sinceri e fedeli, e portarono a casa i prigionieri feniani da varie nazioni straniere(2).
IV
C’erano venditori di dolci con bastoncini di zucchero e dolcetti,
le pastiglie a rombetti e le arance, la limonata e l’uvetta
il pan di zenzero e spezie per le comodità delle signore e un grande zampetto di maiale(3) da 3 penny da essere spolpato se ci riesci.
V
C’erano da vedere i giocatori d’azzardo, del “tira e molla”(4) e delle “tre carte”(5) e la “ruota della fortuna”(6) con i 24 quarti
altri che senza scrupoli gettavano ramoscelli sulla povera Maggy(7)
con il padre ben contento che guardava la figlia.
VI
C’erano da vedere gli zampognari e i violinisti che gareggiavano
i danzatori dal passo svelto saltellare sulle margherite,
altri che gridavano “Sigari e fiammiferi” e biglietti per tutte le gare con i colori dei fantini e i premi e le età dei cavalli.
VII
C’erano da vedere fantini che montavano in modo maestoso
il rosa, il blu, l’arancio e il verde, l’emblema della nostra nazione; quando la campana suonava l’avvio, tutti i cavalli erano impazienti credo che mai posassero le zampe con una velocità così sorprendente.
VIII
C’era mezzo milione di gente là di tutte le confessioni
il cattolico, il protestante, l’ebreo e il presbiteriano
e tuttavia non c’era animosità non importa quale fede, ma “salute” e ospitalità per indurre alla conoscenza diretta.(8)

NOTE
1) il primo club di caccia (alla volpe)Castle Boy Hunt ” fu fondato nel 1803 da Robert Parsons Persse di Moyode Castle; venne soprannominato Galway Blazer nel 1840 perchè durante i festeggimenti di fine battuta nell’ Dooley’s Hotel scoppiò un incendio.(vedi). Nei broadsides il nome è scritto come Mr Hassett
2) in alcune versioni è scritto “from dying in foreign nations“. La Fenian Brotherwood fu creata dopo la fondazione della Irish Republican Brotherwood a Dublino (1858) i cui membri si chiamavano Feniani. Un importante ramo si sviluppò presso la comunità irlandese negli Stati Uniti che procurava appoggio e fondi per l’insurrezione (la Fratellanza si mosse verso la ribellione armata). La frase forse si riferisce al tentativo di liberare due capi della Fratellanza dalla prigione di Manchester nel 1867. Durante la liberazione ci scappò il morto (un poliziotto inglese) e i partecipanti all’azione vennero quasi tutti catturati: tre di loro furono riconosciuti colpevoli per la morte del poliziotto e impiccati. Come sia la Fratellanza era particolarmente attiva nella città di Cork.
3) Crubeens sono le zampette di maiale bollite per circa tre ore e poi fritte, è un piatto tradizionale irlandese che si mangia con le mani e si vendeva un tempo durante le fiere. Si abbinano con i cavoli fritti e la birra scura
4) thimblerig: detto anche “pea and thimbles” è un gioco di destrezza in cui si deve indovinare sotto quale dei tre ditali viene nascosta una piccola pallina (o un piccolo seme); una variante più diffusa è il gioco delle tre carte in cui si deve indovinare dove stà la regina dopo che lo smazzatore l’ha spostata con destrezza.
5) gartering: One gambling game required a leather belt, garter or string tied into an endless loop. The man in charge twisted it into a figure-of-eight formation and asked someone to put a finger into one of the loops thus made. If the string snagged on his finger when the string was pulled away, he won. The trick was that there were two ways to make the figure-of-eight. In one, the game was genuine, with one loop snagging and the other not; in the other, neither did, and the victim always lost. It has been known under many names: pin and girdle, prick the garter, trick of the loop and strap game, but it has been commonly known from the sixteenth century and after as fast and loose, using fast in its sense of something fixed or immovable. The expression to play fast and loose had become an idiom before 1557, the date of its first recorded use. It was an obvious progression from the nature of the game to a sense of dishonestly or irresponsibly trifling with another’s affections. (tratto da qui)
6) Another gambling game was spin-em-rounds, usually played in the street; it was mentioned by Henry Mayhew in his London Labour and the London Poor of 1851. Another name for it was wheel-of-fortune, in earlier times the name for the drum in which lottery tickets were spun before drawing. A slang dictionary of 1859 described it as “a street game consisting of a piece of brass, wood, or iron, balanced on a pin and turned quickly around on a board, when the point, arrow shaped, stops at a number and decides the bet one way or the other. The contrivance very much resembles a sea compass, and was formerly the gambling accompaniment of London piemen. The apparatus was then erected on the tin lids of their pie cans, and the bets were ostensibly for pies, but more frequently for “coppers,” when no policeman frowned upon the scene, and when two or three apprentices or porters happened to meet.” (tratto da qui)
7) i ragazzini un po’ impertinenti dimostravano di apprezzare le grazie della bella Maggie richiamando la sua attenzione così il padre era contento perchè poteva scegliere tra molti corteggiatori
8) una bella chiusura che auspica la fratellanza tra gli uomini, divisi troppo spesso dall’intolleranza verso le dichiarazioni di fede degli “altri” perchè convinti di essere gli unici detentori della “verità”.

UNA VISITA

I HEART MY CITY: DEARBHAILL’S GALWAY Summer and autumn are the best times to visit my city because the artistic, creative, and fun qualities for which my city is renowned come to life in a blaze of festivals ranging from the arts and food to film and horse racing. continua

FONTI
http://www.loc.gov/resource/amss.as113080.0 http://middarchive.middlebury.edu/cdm/ref/collection/flanders/id/11 http://www.galwayraces.com/general-info/history-of-galway-races/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=76843 http://thesession.org/tunes/8927 http://blog.patrickclifford.com/2011/04/whats-that-song-the-galway-races.html http://www.storiainpoltrona.com/la-rivoluzione-irlandese-nel-xix-secolo/

GIVE ME YOUR HAND/TABHAIR DOM DO LAMH

Melodia composta secondo Edward Bunting (in “The Ancient Music of Ireland”) dall’arpista cieco irlandese “Ruairi Dall” O Cathain (c. 1570-c.1650) nel 1603 mentre era in visita presso la nobiltà scozzese. Alcuni tuttavia ma erroneamente, attribuiscono la melodia al bardo Turlough O’Carolan.

Francis O’Neill un altro grande collezionista di antiche melodie celtiche scrisse di “Ruairi Dall”Proud and spirited, he resented anything in the nature of trespass on his dignity. Among his visits to the houses of Scottish nobility, he is said to have called at Eglinton Castle, Ayrshire. Knowing he was a harper, but being unaware of his rank, Lady Eglinton commanded him to play a tune. Taking oftence at her peremptory manner, Ó Catháin refused and left the castle. When she found out who her guest was her ladyship sought and effected a speedy reconciliation. This incident furnished a theme for one of the harper’s best compositions. “Tabhair Damh do Lámh,” or “Give Me Your Hand!” The name has been latinized into “Da Mihi Manum.” The fame of the composition and the occasion which gave birth to it reaching the ear of King James the Sixth, induced him to send for the composer. Ó Catháin accordingly attended at the Scottish court, and created a sensation. His performance so delighted the royal circle that King James I familiarly laid his royal hand on the harper’s shoulder. When asked by one of the courtiers if he realized the honour thus conferred on him, to their consternation Rory replied: ‘A greater than King James has laid his hand on my shoulder.’ Who was that man?’ cried the King. ‘O’Neill, Sire,’ proudly answered Rory standing up

Jeremy Main scrive invece “One of the blind harpers Rory Dall was dumped in the ditch while travelling between gigs in Scotland by his hostess for the evening, who took him for a blind beggar. The said hostess (a Lady Eglington) was told what she had done when she got home, so she fetched the harper home in style cleaned him up and apologised most fulsomely. To show he had no ill-will, he produced one of the finest harp airs “Da Mihi Manum” – Give Me Your Hand. The Latin text has been lost, and there’ll be fame in the harp world for any archivist who finds it.

maclise-harperRuaidhrí Dall (Rory Dall ovvero Rory il cieco) era probabilmente di nobili natali (del clan O’Neil) originario dell’attuale Londonderry (Nord Irlanda); trascorse molta parte della sua vita in Scozia dove morì proprio nella casa di Lady Eglinton, evidentemente diventata sua mecenate. Secondo gli studiosi è l’autore della melodia The Derry Air, (Londonderry Air) diventata la nota Danny Boy.

Tutti questi aneddoti e altre storie circolate confondono spesso i due arpisti Rory Dall O’Caghan (c1570-c1650) e Rory Dall Morrison (1660-1714), che vissero per lo più in Scozia, in un’unica persona. Da alcuni studiosi Rory Dall Morrison ovvero Roderick Morison è considerato di origini scozzesi, e fu l’ultimo bardo che compose in gaelico scozzese suonando con la clarsach, la tipica piccola arpa scozzese. E qui si riapre la discussione su tante controverse attribuzioni di belle melodie al di qua o aldilà del “the channel”

Nel tempo è sopravvissuta solo la melodia peraltro riportata in molte raccolte settecentesche “The melody’s popularity was long-lived, as attested by its appearance in many collections throughout the 18th century, including Wright’s Aria di Camera (1730), Neal’s Celebrated Irish Tunes (c. 1742—a revised date from the oft-given 1721 or 1726, this based on watermark research—see the appendix to the 2001 edition of O’Sullivan’s Carolan), Burk Thumoth’s Twelve English and Irish Airs (c. 1745-50), Thompson’s Hibernian Muse (c. 1786), Brysson’s Curious Selection of Favourite Tunes (c. 1790, and Mulholland’s Ancient Irish Airs (1810).”(secondo Fiddler’s Companion)

GUIDA ALL’ASCOLTO

La melodia è spesso suonata nei matrimoni irlandesi (con l’immancabile battuta: da non confondere con il brano “give me your house” più adatto per un divorzio irlandese)

ASCOLTA Chieftains
ASCOLTA Planxty
ASCOLTA con hammer dulcimer e violino
ASCOLTA Vicente La Camera Mariño sull’arpa bardica piccola

L’unica versione con il testo (al giorno d’oggi) è dei Wolfe Tones con testo scritto in inglese da Brian Warfield.

ASCOLTA Wolfe Tones in Till Ireland a Nation 1974 “Brian’s words are directed at the disagreements between the two peoples in Ireland today.” (Note Wolfe Tones, ‘Till Ireland A Nation’) Un semplice gesto di pace e fratellanza come quello di prendersi per mano

I
Will you give me your hand, is tabhair dom do lámh(1) Just give me your hand and I’ll walk with you Through the streets of our land, through the mountains so grand If you give me your hand Just give me your hand and come along with me Will you give me your hand and the world it can see That we can be free in peace and harmony From the north to the south, from the east to the west Every mountain, every valley, every bush and bird’s nest

CHORUS By day and night throughout struggle and strife I’m beside you to guide you forever my love For love’s not for one but for both of us to share For this country so fair for our world and what’s there

II
Just give me your hand, is tabhair dom do lámh Will you give me your hand, for the world it is ours All the sea and the land to destroy or command If you give me your hand. Just give me your hand in a gesture of peace Just give me your hand and all troubles will cease The strong and the weak, both the rich and the poor All peoples and creeds let’s meet their needs With a passion we can fashion a new world of love

NOTE 1) foneticamente “taur dum do law”.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTA SALTO
Mi darai la mano? Dammi solo la mano e camminerò con te, per le strade della nostra terra, tra le montagne così grandi, se tu mi darai la mano. Dammi solo la mano e vieni con me, mi darai la mano e potremo vedere il mondo per poter stare liberi in pace e armonia, da nord a sud da est a ovest, ogni montagna, in ogni valle ogni cespuglio e nido d’uccello
(CORO Di giorno e di notte, durante la lotta e il conflitto io ti sono accanto a guidarti per sempre, amore mio. Perchè l’amore non è per uno ma per entrambi da condividere, per questo paese così bello, per il nostro mondo e quello che è.) Dammi solo la tua mano, mi darai la tua mano perchè il mondo è nostro, tutto il mare e la terra da distruggere o comandare se tu mi darai la mano, dammi solo la tua mano in un gesto di pace dammi solo la tua mano e tutti i guai cesseranno. I forti e i deboli i ricchi e i poveri, tutti i popoli e le fedi soddisferanno i loro bisogni, con passione possiamo plasmare un nuovo mondo d’amore.

FONTI http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2678 http://thesession.org/tunes/454 http://mysongbook.de/msb/songs/g/givemeyo.html http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/ secondary/genericcontent_tcm4556878.asp

PUCK FAIR: A REBELLIOUS BILLY-GOAT

Nel paesello irlandese di Killorglin, contea di Kerry (Irlanda Sud-Ovest) nel mese di agosto si tiene la festa più curiosa: un caprone selvatico viene condotto in paese e incoronato re per tre giorni e tre notti (10, 11 e 12 agosto). Messo ahimè in una gabbia, è issato su una apposita impalcatura che troneggia sulle case del paese, e lì resta per tutta la durata della festa, a guardare incuriosito le attività a cui si dedicano i suoi sudditi: lassù sebbene imprigionato il becco è rifocillato abbondantemente di cibo e acqua, e alla fine della festa viene restituito alla sua montagna!

VIDEO

VIDEO

KILLORGLIN FAIR

La fiera è ricca di eventi: fiera del cavallo, del bestiame, bancarelle dell’artigianato, artisti di strada, musica, parate con la banda, danza e i fuochi d’artificio. Come accade per queste feste tradizionali le origini sono remote e si perdono nel Medioevo così non mancano mai le leggende in merito: le origini si riconducono presumibilmente alla religione celtica quando per celebrare un buon raccolto si intercedava presso il dio Lugh, Lugh ha dato il suo nome al mese di agosto in irlandese, Lughnasa ( Lúnasa ), il mese di Lugh (vedi); la leggenda che va per la maggiore racconta di due clan rivali, e di un becco di montagna che ha avuto la prontezza di spirito di avvisare il paese dall’attacco armato; così i guerrieri del paese si sono a loro volta armati e hanno preparato la loro difesa, riuscendo a sconfiggere il clan nemico. Il becco invece di finire arrosto è stata incoronato re Puck e portato in parata. Altri racconti riportano la vicenda ai tempi di Oliver Cromwell e gli “invasori” diventano gli Inglesi andati in Irlanda per sottometterla alla Corona. I soldati importunarono un gruppo di capre, ma il capo-branco il “puck” invece di fuggire verso le colline si precipitò verso la cittadina di Killorglin per “avvisare” gli abitanti

Altre leggende riportano l’origine dell’elezione di re Puck agli inizi dell’Ottocento: la fiera era già fiorente e come da consuetudini si pagava un balzello al signore locale per potervi partecipare; quando il governo inglese rese illegale imporre pedaggi alle fiere del bestiame, cavalli e pecore, l’avvocato Daniel O’Connell, da talentuoso azzeccagarbugli qual’era, suggerì di dedicarla esclusivamente alle capre, visto che non erano menzionate nel documento (10 agosto 1808); e per dimostrare la bontà della cosa una capra venne issata su un palco in alto a vessillo della fiera. Storicamente la fiera ha ottenuto status giuridico da re Giacomo I d’Inghilterra e Irlanda (e Giacomo VI di Scozia) nel 1603.

re capro
“Kings may come and Kings may go. But King Puck goes on forever.” La scultura è stata inaugurata il 5 agosto 2001, in commemorazione della tradizione del “Puck Fair”

LE CAPRE NELLA MITOLOGIA

Heidrun

La capra non è un animale insolito nella tradizione celtica e rappresenta in genere la fertilità. La capra Amaltea nutrì Zeus bambino e la capra norrena Heidrun dispensa idromele dalle sue mammelle ai guerrieri del Valalla.
Fauni e satiri nella mitologia greca e latina personificano il desiderio sessuale e la libidine, il dio cornuto con palchi di cervo o corna di capra-ariete è diventato il dio sincretico delle religioni pre-cristiane e ha prestato la sua immagine al Diavolo.

Nell’iconografia cristiana il caprone raffigura il diavolo e nel Giudizio Universale i condannati. Così nella mitologia e nelle religioni, la femmina di capra è stata rappresentata con un immagine positiva, simbolo di nutrimento, fertilità ed abbondanza, mentre il maschio di capra ha avuto connotazioni negative.

Nel folklore irlandese il bocánach (un folletto-capra) infesta i campi di battaglia mentre nelle Highlands scozzesi la Glaistig (metà donna e metà capra) è una fata delle acque custode del bestiame. Dai lunghi capelli biondi e bellissima nasconde la sua parte inferiore animale sotto una lunga veste verde e attira l’uomo con un canto o una danza per berne il sangue. In molti luoghi della Scozia, le glaistig sono considerate protettrici del bestiame e dei pastori, oltre che dei bambini lasciati soli dalle madri per sorvegliare gli animali al pascolo.

gruagach

An Poc ar Buile – The Mad Billy Goat

La canzone è stata composta da Dónal Ó Mulláin (1880-1965) nel 1940, resa famosa negli anni 60 da Seán Ó Sé: cantante-contadino di Scrahans, suonatore di violino e organetto, nonché ballerino provetto, compose poesie e canzoni in gaelico premiate e diventate subito popolari.
Ar buile = bulling vuol dire “essere arrabbiato” che il termine in gaelico irlandese si traduce come “pazzia, frenesia” qualcuno furioso.
Il becco diventa così il simbolo del combattivo e indomabile spirito irlandese

ASCOLTA Chieftains in Water from the Well 2000

ASCOLTA Liam Devally 1966 (che voce!)

ASCOLTA Gaelic Storm

I
Ag gabháil dom sior chun Droichead Uí Mhóradha
Píce im dhóid ‘s mé ag dul i meithil
Cé casfaí orm i gcuma ceoidh
Ach pocán crón is é ar buile…
[curfá] Ailliliú, puilliliú, ailliliú tá an puc ar buile!
Ailliliú, puilliliú, ailliliú tá an puc ar buile!
II
Do ritheamar trasna trí ruillógach,
Is do ghluais an comhrac ar fud na muinge,
Is treascairt do bhfuair sé sna turtóga
Chuas ina ainneoin ina dhrom le fuinneamh…
III
Níor fhág sé carraig go raibh scót ann
Ná gur rith le fórsa chun mé a mhilleadh,
S’Ansan sea do cháith sé an léim ba mhó.
Le fána mhór na Faille Bríce…
IV
Bhí garda mór i mBaile an Róistigh
Is bhailigh fórsa chun sinn a chlipeadh
Do bhuail sé rop dá adhairc sa tóin ann
S’dá bhríste nua do dhein sé giobail…
V
I nDaingean Uí Chúis le haghaidh an tráthnóna
Bhí an sagart paróiste amach ‘nár gcoinnibh
Is é dúirt gurbh é an diabhal ba Dhóigh leis
A ghaibh an treo ar phocán buile…


TRADUZIONE INGLESE
I
As I set out with me pike in hand To Dromore(1) town to join a meithil (2) Who should I meet but a tan puck goat(3)
And he’s roaring mad in ferocious mettle.
Chorus
Aill-il-lu puill-il-iu – Aill-il-lu it’s the mad puck goat.
II
He chased me over bush and weed And thru the bog the running proceeded,
‘Til he caught his horns in a clump of gorse
And on his back I jumped unheeded.
III
He did not leave a rock that had a passage through
Which he did not run with force to destroy me
And then he gave the greatest leap
To the big slope of Faille Bríce…
IV
When the sergeant stood in Rochestown(4)
With a force of guards to apprehend us
The goat he tore his trousers down And made rags of his breeches and new suspenders
V
In Dingle(5) Town the next afternoon The parish priest addressed the meeting
And swore it was The Devil himself He’d seen ridin’ on the poc ar buile
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre andavo con la picca in mano nella città di Dromore(1) per unirmi al gruppo di lavoro, chi ti incontro se non un caprone selvatico(3) e scuro che grida da pazzo come una furia?
Coro
Aill-il-lu puill-il-iu – Aill-il-lu
è il caprone pazzo
II
Mi inseguiva per i cespugli e l’erba
e per la palude di corsa andava
finchè restò imprigionato con le corna in un cespuglio di ginestra
e gli son saltato in groppa nonostante la sua resistenza.
III
Non c’era roccia sulla quale non andasse di corsa
e con forza per distruggermi
e allora prese il più grande balzo dall’alta rupe di Faill Breach
IV
Quando il sergente stava a Rochestown(4)
con un manipolo per catturarci
il becco gli tirò giù i pantaloni
e fece stracci di calzoni e nuove bretelle
V
Nella città di Dinge(5) il pomeriggio successivo
il parroco tenne la messa
e giurò che era il diavolo in persona che aveva visto correre

NOTE
1) Dromore (contea di Tyrone, Irlanda del Nord) nel 1798 era un famigerato covo di ribelli perciò chi imbracciava la picca lo faceva per combattere contro gli inglesi
2) Meithil (pronuncia MEH-hill) = work gang ovvero un gruppo di contadini che vanno ad aiutare per un lavoro “straordinario” nella vicina fattoria. In America la tradizione è ancora radicata e viene chiamata “barn raising”
3) ovvero una capra pazza!! Si dice capra ma in realtà ci si riferisce all’animale maschio, il caprone (detto anche becco).
4) Cork contea di Munster
5) Dingle (contea di Kerry) e il suo territorio furono la scena della “Second Desmond Rebellion” (1579-80)

FONTI
http://www.waymarking.com/waymarks/WMANF6_King_Puck_Killorglin_County_Kerry_Ireland
http://www.irishpage.com/songs/pocbuile.htm
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/AnPocArBuile.html
http://celtana.ie/tag/daniel-oconnell/http://puckfair.ie/historyorigins
http://amayodruid.blogspot.it/2011_06_01_archive.html
http://stancarey.wordpress.com/2013/07/16/bulling-ar-buile-in-irish-english/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=43534 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27881

CARRICKFERGUS

cathal buiAnche su questo brano sono stati versati fiumi d’inchiostro dicendo di tutto e anche l’opposto di tutto, ci sono però due punti fermi: il primo è il testo in gaelico “Do Bhí Bean Uasal” composto dal poeta irlandese Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna, (c1680-c1756). Curioso personaggio soprannominato “Builil giallo, un bardo vagabondo di cui non si ha notizia suonasse uno strumento particolare, ma sicuramente cantastorie e compositore di poesie, che si sono diffuse per tutto il paese e ancora oggi cantate.
Lo studioso Breandán Ó Buachalla ha pubblicato una raccolta nel libro “Cathal Bui: Amhráin” nel 1975. A Blacklion contea di Cavan c’è anche una piccola stele in sua memoria e si celebra il Cathal Bui Festival (mese di Giugno).
Sacerdote mancato ci sapeva fare con le parole e con le donne, era inoltre dotato di molto “irish humour” ed era ovviamente un forte bevitore, girava per il Breifne, il nome irlandese della zona che comprende Cavan, Leitrim, e a sud di Fermanagh (uno dei tanti traveller con i il suo carrozzone o anche meno).

DA THE SICK YOUNG LOVER A PETER O’TOOLE

Il brano dal titolo Do Bhí Bean Uasal (vedi) ovvero “There Was a Noblewoman” è conosciuto anche con il nome di “The Sick Young Lover” comparso in un broadside distribuito a Cork e datato 1840 e anche nella raccolta di George Petrie “Ancient Music of Ireland” 1855 con il nome di The Young Lady. Testo e melodia passati attraverso la tradizione orale si sono diffusi e modificati, senza però lasciare una traccia consistente nelle raccolte stampate nell’Ottocento.

E arriviamo alla versione conosciuta da Peter O’Toole che è stata l’origine della versione di Dominic Behan registrata a metà degli anni 1960 con il titolo di “The Kerry Boatman”, ma anche alla versione registrata da Sean o’Shea sempre negli stessi anni con il titolo Do Bhí Bean Uasal. Anche i Clancy Brothers con Tommy Makem fecero una loro versione con il titolo “Carrickfergus” nell’LP “The First Hurrah” del 1964.

E qui è doveroso aprire una parentesi sugli anni 60: in America il presidente è John F. Kennedy, un discendete di emigranti irlandesi, gli irlandesi Clancy Brothers diventano delle star; in Irlanda e Inghilterra scoppia il “Ballad boom” e si affermano i Dubliners e i Wolfe Tones. Ma a questo successo riscosso dalla musica irlandese sulla scena internazionale per gran parte contribuì il lavoro dei Ceoltóirí Chualann.

ceoltoiri-chualann

THE CHIEFTAINS

E qui è meglio lasciar parlare Erick Falc’her-Poyroux nella traduzione di Alfredo De Pietra (tratto da vedi per la sua lettura integrale)

Fu un musicista di estrazione classica, Seán Ó Riada ad avere l’idea di riunire alcuni musicisti tradizionali con il nome di Ceoltóirí Chualann (“I musicisti di Chualann”). Nel 1959 Ó Riada, all’epoca direttore musicale dell’Abbey Theatre di Dublino, era in cerca di musicisti per eseguire un brano di Bryan MacMahon: Paddy Moloney, all’epoca ventenne, fu chiamato a partecipare al progetto, insieme al suo amico Seán Potts al tin whistle, a Sonny Brogan all’accordion ed a John Kelly al flauto. Grazie al successo ottenuto, Seán Ó Riada decide di formare, secondo le sue stesse parole, “una piccola orchestra da camera che suoni folk irlandese”, aggiungendo ai musicisti sopra citati un violinista di formazione classica, Martin Fay. Nel 1960 Ó Riada ottenne per i suoi protetti il contratto per una serie di trasmissioni radiofoniche presso Raidió Éireann, denominate Reacaireacht an Riadaigh, trasmissioni che li fecero conoscere in tutta l’Irlanda. La musica irlandese all’epoca non era di certo sufficiente a dare un sostentamento decoroso a questi musicisti, per cui tutti i membri del Ceoltóirí Chualann avevano un’altra occupazione stabile: Paddy Moloney faceva il contabile, Martin Fay l’agente di cambio e Seán Potts era impiegato alle Poste. Tutti i membri dei Chieftains rimarranno “dilettanti” fino al 1975!

Il vero esordio dei Chieftains si avrà con la proposta, fatta nel 1962 a Paddy Moloney dal suo amico Garech Browne, di registrare per la propria etichetta Claddagh Records. Venne invitato un altro amico di Paddy, il flautista Michael Tubridy, ed un vecchio fabbro della Contea di Westmeath, Dave Fallon, rispolverò per l’occasione il suo vecchio bodhrán. Paddy Moloney non era tipo da accontentarsi di una registrazione fatta alla buona da musicisti messi insieme per una sera, e così le prove per l’album durarono ben sei mesi. Il primo disco del gruppo, che nelle intenzioni sarebbe dovuta rimanere un’opera unica, vide la luce nel 1963. I dischi di musica strumentale erano molto rari agli inizi degli anni ’60, ed anche per questo motivo bisognerà attendere ben sei anni per vedere un secondo album dei Chieftains.

L’approccio di Paddy Moloney privilegiava arrangiamenti (senza alcun dubbio sotto l’influenza di Seán Ó Riada) che si posizionavano a metà strada tra due tendenze considerate sino allora incompatibili: i musicisti classici suonavano in orchestre la cui musica era ovviamente basata sulle armonizzazioni, mentre i musicisti tradizionali irlandesi suonavano in modo solistico una musica basata su ornamentazioni. I primi gruppi di musica irlandese, le Céilí Bands degli inizi del XX secolo, suonavano a loro volta praticamente sempre all’unisono. Sebbene non sapesse leggere né scrivere la musica, Paddy Moloney riuscì a creare una sintesi tra questi due mondi musicali, senza dimenticare anche una delle caratteristiche del jazz, musica i cui interpreti si esprimono solisticamente quasi sempre in sequenza: quest’ultima tendenza si accentuerà in seguito all’interno dei dischi e dei concerti dei Chieftains, e sarà ripresa più tardi da altri gruppi, come ad esempio i Clannad.

Oltre ad essere considerato rivoluzionario dalla gran parte dei musicisti tradizionali irlandesi, il primo album dei Chieftains costituì l’occasione, per la critica, di scoprire il talento dei musicisti che costituivano il gruppo. Curiosamente una delle rare voci critiche fu proprio quella di Seán Ó Riada che, nel giornale Hibernia, giudicò il disco nel complesso buono, facendo però uso di parole come “maldestro” e “sgradevole”, con un tono generalmente spocchioso. Sebbene culturalmente molto vicini, Paddy Moloney e Seán Ó Riada vissero infatti spesso lunghi periodi di incomprensione artistica.

Anche grazie a questo disco dei Chieftains, il Ceoltóirí Chualann di Seán Ó Riada ottenne nel 1964 dalla Raidió Éireann la commissione di una nuova serie di 22 trasmissioni intitolate Fleadh Cheoil an Raidió (“Il festival musicale della radio”), con chiaro riferimento al grande festival annuale dell’associazione Comhaltas Ceoltóirí Éireann, il Fleadh Cheoil na Éireann. Le competizioni organizzate in occasione delle trasmissioni fecero scoprire il talento di un giovane fiddler di 17 anni chiamato Seán Keane, che fu “arruolato” nel gruppo di Seán Ó Riada alla fine dei suoi studi di elettronica. Nel frattempo Paddy era stato nominato, nel 1968, direttore della Claddagh Records.

In questo periodo si stabilisce un confine abbastanza fluido tra il Ceoltóirí Chualann, gruppo che si esibisce essenzialmente in trasmissioni radio, ed i Chieftains, il cui numero di concerti aumenta molto lentamente, perché anche per quel che riguarda la qualità delle sale da concerto, l’esigenza di Paddy Moloney si rivela assoluta, ai limiti del maniacale. La prima apparizione televisiva dei Chieftains risale al 1965, anno in cui fu registrato un loro concerto a Belfast, concerto che venne poi diffuso dal canale britannico Ulster TV.

Anche l’album Chieftains 2 fu un successo commerciale, ed i giornali americani iniziarono ad interessarsi in modo serio ai Chieftains. Ancora una volta la sorpresa negativa venne da Seán Ó Riada, che nel marzo 1970 annunziò che poneva fine al progetto Ceoltóirí Chualann dichiarando inoltre che non vedeva alcun futuro per i Chieftains, di cui notava grossi limiti nell’ambito della produzione. Il gruppo giudicò queste critiche come dettate dalla gelosia, e incurante proseguì per la sua strada.

Alla fine del 1975 i Chieftains furono consacrati “gruppo dell’anno” dal Melody Maker, davanti a bands storiche come i Rolling Stones ed i Led Zeppelin! A questo punto una decisione doveva essere presa, e nonostante alcune reticenze, rimarcate da alcuni membri del gruppo, Paddy Moloney, Seán Potts, Michael Tubridy, Martin Fay, Peadar Mercier, Seán Keane e Derek Bell accettarono l’idea di tentare l’esperienza professionistica

Nel giro di un anno i Chieftains erano diventati delle vere e proprie star. Grazie a Jo Lustig essi avevano ottenuto non solo contatti personali e professionali con un mondo sino allora ad essi sconosciuto, quello dello show business e delle rock star, ma erano anche riusciti a raggiungere mercati finora impermeabili alla musica tradizionale. Paddy aveva comunque raggiunto il suo scopo: dare un riconoscimento internazionale alla vera musica irlandese, troppo spesso confusa con la musica country o con ballate nostalgiche dei crooners americani.

Era nel frattempo divenuto evidente che Peadar Mercier, che aveva già superato i sessanta anni, non riusciva più a reggere questi ritmi. Egli decise di ritirarsi, lasciando a Paddy il compito di trovare un altro suonatore di bodhrán: un certo Kevin Conneff era arrivato alla musica tradizionale irlandese solo tardivamente, ma era diventato un assiduo frequentatore delle sessions dublinesi, come quelle organizzate dal Tradition Club, di cui era stato uno dei membri fondatori. Conneff aveva tra l’altro contribuito al primo album di Christy Moore, Prosperous, nel 1972

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All’inizio del 1979 Seán Potts e Michael Tubridy lasciarono il gruppo e in quell’occasione il colpo di genio di Paddy fu riuscire a convincere un vecchio amico, Matt Molloy, già flautista dei Planxty e della Bothy Band, ad entrare a far parte dei Chieftains. Formata ora da sei elementi, la band non cambierà più dopo questo ingresso, ed il primo album di questa versione definitiva del gruppo, Boil the Breakfast Early, fu registrato a Dublino nell’estate del 1979.

Il nono album fu pubblicato all’inizio del 1980 e, oltre al debutto di Matt Molloy, comprendeva per la prima volta la presenza di una vera e propria canzone. Inizialmente Kevin Conneff era infatti stato reclutato solo per suonare il bodhrán, cosa che del resto aveva già fatto all’interno della band nel corso degli ultimi quattro anni. Ma le sue capacità di cantante non erano sfuggite a Paddy Moloney. Sulla base della logica dominante nell’ambito della musica tradizionale irlandese fu stabilito un limite netto tra brani strumentali da una parte e canti non accompagnati dall’altra, limitatamente ai successivi album di musica “esclusivamente” irlandese.

Paddy e Dereck si conobbero nel 1972 ma solo nel 1974 Dereck si decide a diventare il settimo elemento del gruppo scegliendo tra la sua carriera di musicista classico e l’allora “piccolo, miserevole gruppo folk“.

Carrickfergus nella versione strumentale dei Chieftains in “The Chieftains Live” 1977 quando c’era ancora l’arpa di Dereck Bell (1935-2002).

DO BHÍ BEAN UASAL

Questa versione è stata attribuita musicalmente a Seán Ó Riada (ovvero John Reidy 1931-1971) non è chiaro se si tratti solo di un arrangiamento o di una vera e propria scrittura della melodia. Di certo il testo è preso dalla poesia di Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna.

ASCOLTA Sean o’Shea in “Ò Riada Sa Gaiety” live in Dublino con i Ceoltóirí Chualann nel 1969.

VERSIONE IN GAELICO

I
Do bhí bean uasal seal dá lua liom,
‘s do chuir sí suas díomsa faraoir géar;
Do ghabhas lastuas di sna bailte móra Ach d’fhag sí ann é os comhair an tsaoil.
Dá bhfaighinnse a ceannsa faoi áirsí an
teampaill,
Do bheinnse gan amhras im ‘ábhar féin;
Ach anois táim tinn lag is gan fáil ar leigheas agam.
Is beidh mo mhuintir ag gol im’ dhéidh.

II
I wish I had you in Carrickfergus
Ní fada ón áit sin go Baile Uí Chuain(2)
Sailing over the deep blue waters
I ndiaidh mo ghrá geal is í ag ealó uaim.
For the seas are deep, love, and I can’t swim over
And neither have I wings to fly,
I wish I met with a handy boatman,
Who would ferry over my love and I.

III

Tá an fuacht ag teacht is an teas ag tréigint
An tart ní féidir liom féin é do chlaoi,
Is go bhfuil an leabhar orm ó Shamhain go Fébur
Is ní bheidh sí reidh liom go Féil’ Mhichíl;
I’m seldom drunk though I’m never sober!
A handsome rover from town to town.
But now I am dead and my days are over
Come Molly, a stóirín, now lay me down!

TRADUZIONE INGLESE

I
A lady was betrothed to me for a while/ And she refused me, oh my hundred woes/ I went to towns with her/
And she made a cuckold (or
a fool ) of   me before the world,/ If I had got that head of hers into the church,/ And if I were again  n command of myself/ But now I’ weak and sore, and there’s no getting of a  cure for me/ And my people will be weeping after me

II
I wish I had you in   Carrickfergus
not far from that place ‘Quiet Town” Sailing over the deep blue waters
my bright love from a northern sky
For the seas are deep, love, and I can’t swim over
And neither have I wings to fly,
I wish I met with a handy boatman,
Who would ferry over my love and I

III
The cold and the heat are going together [in me]
and I can’t quench my thirst
And if I took my oath from November to February
I wouldn’t be ready until Michaelmas
I’m seldom drunk though I’m never sober!
A handsome rover from town to town.
But now I am dead and my days are over
Come Molly, my little darling, now   lay me down!

NOTE
2) “baile cuain” letteralmente significa “quiet town” tradotta anche come Harbour Town

TRADUZIONE ITALIANO (in senso letterale)

I
Una Lady mi fu promessa sposa per un certo tempo,
e lei mi rifiutò, oh i miei cento affanni
andai in città con lei
e lei mi ha reso pazzo (o cornuto) di fronte a tutti
se avessi avuto lei al fianco in quella chiesa
e se fossi ancora padrone di me stesso
ma ora sono debole e malato e nessuno si prende cura di me
e la mia gente mi piangerà
II
Vorrei essere a Carrickfergus
non lontano da quella città portuale
a navigare sul vasto oceano
il mio amore che brilla nel cielo del Nord
perché il mare è profondo, amore, e non riesco restare a galla
e nemmeno ho ali per volare,
vorrei incontrare un abile barcaiolo
che possa trasportare il mio amore e me.
III
Caldo e freddo dentro di me
e non riesco a placare la mia sete
e se ho fatto il giuramento da Novembre a Febbraio
non sarà pronto che al giorno di San Michele
Sono raramente ubriaco, senza mai essere completamente sobrio
un bel vagabondo da città in città.
Vieni Molly, mia cara, e fammi distendere ora.

LA VERSIONE DEGLI ANNI 60 E SIGNIFICATO

E veniamo a ciò che resta del brano ai nostri giorni, ovvero della versione di Carrickfergus diffusa dai maggiori interpreti della musica celtica.

La dolce malinconia della melodia e la sua incerta interpretazione testuale hanno reso il brano molto popolare, alcuni ne colgono il lato romantico e lo suonano anche ai matrimoni, altri ai funerali (ad esempio quello di John F. Kennedy Jr -1999).
Di certo ha un che di magico, triste e nostalgico, l’uomo annega nell’alcool il dolore per la separazione dalla sua amata (o più probabilmente beve perché ha una particolare predilezione per l’alcool): un vasto oceano li divide (o un tratto di mare) e lui vorrebbe essere in Irlanda, a Carrickfergus: vorrebbe avere le ali o poter attraversare la distesa d’acqua a nuoto o più realisticamente trovare un barcaiolo che lo porti da lei, e finalmente potrà morire tra le sue braccia (o presso la di lei lapide) adesso che è vecchio e stanco.

Il senso generale del testo resta quindi a mio avviso abbastanza chiaro, ma se si va nel dettaglio allora nascono molte perplessità, che ho cercato di riassumere nelle note.

Carrighfergus (Music Video) versione di Loreena McKennitt e Cedric Smith  in Elemental, 1985

VERSIONE DI LOREENA MCKENNITT
I
I wish I was in Carrighfergus (1)
Only for nights in Ballygrant (2)
I would swim over the deepest ocean
Only for nights in Ballygrant.
But the sea is wide, and I can’t swim over
Neither have I wings to fly
If I could find me a handsome boatman
To ferry me over to my love and die.(3)

II
Now in Kilkenny (4), it is reported
They’ve marble stones there as black as ink,
With gold and silver I would  transport her (5)
But I’ll sing no more now, till I get a drink
I’m drunk today, but I’m seldom sober
A handsome rover from town to town
Ah, but I am sick now, my days are over
Come all you young lads and lay me down.(6)

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Vorrei essere a Carrighfergus
solo per le notti a Ballygrant
avrei nuotato nell’oceano più profondo
solo per le notti a Ballygrant.
Ma il mare è vasto e non posso rimanere a galla e nemmeno ho ali per volare
se potessi trovare un abile barcaiolo
per traghettarmi fino al mio amore e morire.
II
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
su marmo nero come l’inchiostro,
con oro e argento che vorrei confortarla
ma non canterò più ora, se non prendo da bere. Adesso sono ubriaco, e   raramente sono sobrio
un bel vagabondo da città in città
Ah, sono malato i miei giorni stanno finendo, venite tutti ragazzi e fatemi   distendere.

NOTE
1) Carrickfergus (dal gaelico Carraig Fhearghais, ‘Rocca di Fergus’) è una città costiera nella Contea di Antrim , Irlanda del Nord, uno dei più antichi insediamenti in Irlanda del Nord. Qui il protagonista dice di voler essere a Carrickfergus (ma evidentemente è da qualche altra parte) mentre in altre versioni troviamo I wish I had you in Carrickfergus: il significato della canzone cambia completamente.
Alcuni vogliono ambientare la storia nel Sud dell’Irlanda ed ecco che allora vedono il nome del Fergus, il fiume che attraversa Ennis contea di Clare.

2) Ballygran – Ballygrant – Ballygrand. Ci sono ameno tre interpretazioni: la prima che Ballygrant sia in Scozia sulle Isole Ebridi (l’isola di Islay), la seconda che sia il villaggio di Ballygrot (dal gaelico Baile gCrot significa “insediamento di collinette”), vicino a Helen’s Bay che si trova in pratica di fronte a Carrickfergus oltre il tratto di mare che si insinua a frastagliare la costa Nord-est dell’Irlanda (il Belfast Lough). Pare che gli abitanti del posto lo chiamino “Ballygrat” o Ballygrant” e che sia un antico insediamento e che un tempo si tenevano delle gare con le barche da Carrickfergus a Ballygrat. La terza che sia una traduzione corrotta dal gaelico “baile cuain” della versione settecentesca e quindi sia una generica località tranquilla, un piccolo paesello.

Ma tra le due frasi c’è già un incongruenza o meglio c’è bisogno di un’interpretazione, appurato che Ballygrant non sia un posto particolare di Carrickfergus per il quale il protagonista prova nostalgia per qualche collegamento specifico con la sua storia d’amore passata in gioventù, allora si tratta del posto in cui invece si trova al momento. Quindi il protagonista potrebbe essere un irlandese che si è ritrovato nelle Isole Ebridi, ma che vorrebbe ritornare a Carrickfergus dal suo vecchio amore o che è uno scozzese (che quando era giovane faceva il soldato in Irlanda) e ricorda con rimpianto la donna irlandese amata in gioventù; oppure che il protagonista si trova a Helen’s Bay dalla parte opposta dell’insenatura che lo divide da Carrickfergus. Ma qui il ragionamento fa un po’ acqua (tanto per restare in tema), però solo fino a un certo punto: se fosse infatti sano e giovane niente gli impedirebbe di andare a Carrickfergus anche a piedi, ma lui è stanco e morente e quindi nella sua fantasia o delirio guardando il mare in direzione di Carrickfergus sogna di volare verso il suo amore del passato o desidera essere traghettato da un barcaiolo per poter morire accanto a lei.

3) “and die” ci dice che il protagonista che si trova a Ballygrant (ovunque esso sia) vorrebbe andare a Carrickfergus per morire tra le braccia del suo amore di gioventù.
In altre versioni la frase è scritta come “To ferry me over my love and I” e questo a parte la sgrammaticatura vorrebbe significare che il protagonista vorrebbe essere trasportato dal barcaiolo, insieme con la sua donna, a Carrickfergus. Quindi la nostalgia si condensa sulla località in cui si presume il protagonista abbia trascorso la gioventù e che vorrebbe rivedere prima di morire.

4) e 5) io per dare un senso compiuto alla frase ho tradotto come:
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
su marmo nero come l’inchiostro,
con oro e argento che vorrei confortarla

Sostituendo il verbo “to transport” utilizzato da Loreena con “to support” più utilizzato nelle altre versioni. Ossia: sulla pietra nera di Kilkenny (nel senso che si da in genere ad una tipologia di pietra ad esempio marmo di Carrara, quindi la pietra nera estratta a Kilkenny ma utilizzata anche a Ballygrant, ovunque esso sia) che sarà la mia pietra tombale dove ho inciso il mio epitaffio, ho scritto anche una frase di conforto per il mio amore

4) Kilkenny = Kilmeny alcuni vedono un refuso e notano che Kilmeny è la chiesa parrocchiale di Ballygrant (Isola di Islay) già località di una chiesa d’epoca medievale, anche qui c’è una cava di pietre, che era l’industria principale di Ballygrant nei secoli XVIII e XIX. Ora io mi domando: ma con tutte questi riscontri nell’Isola di Islay, (dove come minimo dovrebbe esserci la tomba del protagonista) com’è che il brano non è noto nella tradizione locale delle Isole Ebridi e invece lo è a Belfast?

6) il protagonista esorta gli amici a seppellirlo

Ho selezionata per l’ascolto anche questa versione che mi piace molto per la sua raffinata sobrietà nell’arrangiamento strumentale e l’interpretazione vocale di Jim McCann. Nella versione live aggiunge anche la strofa intermedia che è stata scritta da Dominic Behan per la sua versione registrata a metà degli anni 1960 con il titolo di “The Kerry Boatman”.

ASCOLTA The Dubliners (voce Jim McCann) in Dubliners Now 1975 dove canta la I e la III strofa
ASCOLTA live Jim McCann con tutte e tre le strofe

VERSIONE DI JIM MCCANN
I
I wish I was in Carrickfergus
Only for nights in Ballygrand(2)
I would swim over the deepest ocean
Only for nights in Ballygrand.
But the sea is wide and I cannot swim over
And neither have I the wings to fly
I wish I had a handsome boatman
To ferry me over my love and I(3)

II
My childhood days bring back sad reflections
Of happy time there spent so long ago
My boyhood friends and my own relations
Have all passed on now like the melting snow And I’ll spend my days in this endless roving
Soft is the grass and my bed is free
How to be back now in Carrickfergus
On the long road down to the sea

III
And in Kilkenny it is reported
On marble stone there as black as ink
With gold and silver I would support her (5)
But I’ll sing no more now till I get a drink
‘cause I’m drunk today and I’m seldom sober
A handsome rover from town to town
Ah but I am sick now my days are numbered
Come all me young men and lay me down

TRADUZIONE ITALIANO
I
Vorrei essere a Carrighfergus
solo per le notti a Ballygrand
vorrei nuotare sull’oceano profondo
solo per le notti a Ballygrant.
Ma il mare è vasto e non posso nuotare
e nemmeno ho ali per volare
se potessi trovare un abile barcaiolo
per traghettare il mio amore e me.

II
La gioventù mi riporta
a tristi pensieri
di momenti felici orami trascorsi
gli amici di gioventù e le storie
sono svaniti come neve al sole
e trascorro i giorni in vagabondaggi senza fine
soffice è l’erba e il giaciglio è gratis
Essere di nuovo a Carrickfergus
sulla lunga strada verso il mare

III
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
su marmo nero come l’inchiostro,
con oro e argento che vorrei confortarla
ma non canto più, se non prendo da bere
perché oggi sono ubriaco, e raramente sono sobrio
un bel vagabondo da città in città
Ah, sono malato i miei giorni alla fine
venite tutti ragazzi e mettetemi giù.

FONTI
Su Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna
http://www.eofeasa.ie/cathalbui/public_html/danta_CB/who_was_CB.html
http://lookingatdata.com/m/204-mac-giolla-ghunna-cathal-bui.html
http://www.munster-express.ie/opinion/views-from-the-brasscock/the-yellow-bitternan-bonnan-bui/

http://jungle-bar.blogspot.it/2009/03/carrickfergus-ballad-of-peter-otoole.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16707
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=90070

MORNING DEW

Con questo titolo generico “My Morning Dew”, “The May Morning Dew” o anche solo “Morning Dew” si indicano diverse canzoni e anche brani strumentali della tradizione celtica

Morning_Dew_III_by_Nitrok

Inizio come sempre dalla melodia

MAY MORNING DEW: SLOW AIR O REEL?

“The May Morning Dew” è il titolo di una slow air (vedi)

ASCOLTA Davy Spillane in “The Storm”, 1985 in una travolgente versione strumentale

ASCOLTA Patrick Ball e la sua magica arpa dalle corde di metallo (la seconda melodia è The Butterfly jig)

ASCOLTA Mick O’Brien all’uilleann pipes

“Morning Dew” è anche un popolarissimo reel, generalmente in tre parti conosciuto anche con il nome di Giorria Sa BhFraoch, Hare Among The Heather o Hare In The Heather

“Morning Dew [1]” has been one of the more popular reels in recent decades, although the title seems a relatively modern appellation. It was printed by James Kerr in Scotland as “Hare Among the Heather (The)” in the 1880’s, and it was recorded under that title by Margret Barry and County Sligo fiddler Michael Gorman in 1956. A portion of the tune was used by Chieftains piper Paddy Moloney for his first film score, Ireland Moving. Accordion player Luke O’Malley’s version starts with the part that usually appears as the 3rd part in most other versions (Kerr’s version also starts on another part). (tratto da qui)

ASCOLTA il violino di Martin Hayes & Dennis Cahill

ASCOLTA gli inossidabili The Chieftains, live

MAY MORNING DEW AIR

La May Morning Dew (air) è una melodia tradizionale irlandese dalla tristezza infinita, che accompagna il canto di una persona molto anziana la quale, alla vista della vallata natia, richiama i ricordi dei tempi passati: e con essi la tristezza per il vuoto lasciato dalla perdita degli affetti.
La stagione della primavera è ricordata con rimpianto come la stagione della giovinezza ormai sfiorita e le lacrime cadono come rugiada del mattino.

La melodia è molto popolare nella zona Ovest della contea di Clare (Munster, costa occidentale) raccolta in “Around the Hills of Clare” , 2004 (vedi): This song, evoking old age and the passing of time, while being very popular in West Clare, does not seem to have been recorded from traditional singers very often elsewhere; the only other two versions listed by Roud being from Ann Jane Kelly of Keady, Armagh in 1952 and Paddy Tunney of Beleek, Fermanagh in 1965. (tratto da qui)

ASCOLTA The Chieftains in “Water from the Well”, 2000


I
How pleasant in winter
To sit by the hob(1)
Just listening to the barks
And the howls of the dog
Or to walk through the green fields
Where wild daisies grew
To pluck the wild flowers
In the may morning dew
II
When summer is coming
When summer is near
With the trees oh so green
And the sky bright and clear
And the wee birds all singing
Their loved ones to woo
And young flowers all springing
In the may morning dew(2)
III
I remember the old folk
All now dead and gone
And likewise my two brothers
Young Dennis and John
How we ran o’er the heather
The wild hare to pursue
And the proud deer we hunted
In the may morning dew
IV
Of the house I was born in
There’s but a stone on the stone
And now all ‘round the garden
Wild thistles have grown
And gone are the neighbours(3)
That I once knew
No more will we wander
Through the may morning dew
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Com’è piacevole in Inverno
sedersi al focolare
e ascoltare il cane
che abbia e ulula
o camminare per i verdi campi
dove crescono le margherite selvatiche, a raccogliere i fiori
nella rugiada del mattino di Maggio
II
Quando l’estate è in arrivo
quando l’estate è vicina
con gli alberi così verdi
e il cielo luminoso e chiaro
e tutti gli uccellini cantano
per corteggiare le innamorate
e tutti i fiori sbocciano
nella rugiada del mattino di Maggio
III
Mi ricordo i vecchi
che sono morti e andati
così come i miei due fratelli,
il giovane Dennis e John
come correvamo sull’erica
per catturare la lepre
e cacciare il cervo fiero
nella rugiada del mattino di Maggio
IV
La casa dove sono nato
non è che pietra su pietra
e in tutto il giardino
sono cresciuti i cardi selvatici
e se ne sono andati tutti i vicini
che conoscevo un tempo
non potremo più andare in giro
nella rugiada del mattino di Maggio

NOTE
1) hob piano di cottura dei camini di un tempo
2) tutta la strofa è tipica dei canti del Maggio, quando le allegre brigate dei giovani andavano nei boschi a raccogliere fiori e ramoscelli da portare in paese per far entrare il Maggio nelle case. continua
3) qui si accenna allo spopolamento del paese e il senso di abbandono del luogo si riverbera sulla condizione della vecchiaia

ASCOLTA Dolores Keane


I
How pleasant in winter
to sit by the hearth
Listening to the barks
and the howls of the dog
Or in summer to wander
the wide valleys through
And to pluck the wild flowers
in the May morning dew.
II
Summer is coming,
oh summer is here
With leaves on the trees
and the sky blue and clear
And the birds they are singing
their fond notes so true
And the flowers they are springing
in the May morning dew(2)
III
The house I was reared in
is but a stone on a stone
And all round the garden
the weeds they have grown
And all the kind neighbours
that ever I knew
Like the red rose they’ve withered
in the May morning dew
IV
God be with the old folks
who are now dead and gone
And likewise my brothers,
young Dennis and John
As they tripped through the heather
the wild hare to pursue
As their joys they were mingled
in the May morning dew
TRADUZIONE ITALIANO
I
Com’è piacevole in Inverno
sedersi al focolare
e ascoltare il cane
che abbia e ulula
o in Estate camminare
per le ampie valli
a raccogliere i fiori
nella rugiada del mattino di Maggio
II
L’estate è in arrivo
l’estate è qui
con le foglie sugli alberi
e il cielo luminoso e chiaro
e tutti gli uccelli cantano
le loro melodie appassionate e sincere
e tutti i fiori sbocciano
nella rugiada del mattino di Maggio
III
Ma la casa dove sono cresciuto
non è che pietra su pietra
e in tutto il giardino
sono cresciute le erbacce
e tutti i vicini cordiali
che ho mai conosciuto
come la rosa rossa sono appassiti
nella rugiada del mattino di Maggio
IV
Dio sia con i vecchi
che sono morti e andati
così come i miei fratelli,
il giovane Dennis e John
mentre corrono sull’erica
per catturare la lepre
quando le loro gioie si univano
nella rugiada del mattino di Maggio

FONTI
https://thesession.org/tunes/8547
https://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/themaymorningdew.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=31905
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Morning_Dew_(1)_(The)
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/may_morning_dew_oconway.htm
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/may_morning_dew_khayes.htm
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/may_morning_dew_jlyons.htm
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/may_morning_dew_pegmcmahon.htm