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WE BE THREE POOR MARINERS

Un brano da danza di Epoca Tudor che arriva dalla moda francese di danzare i branles a corte e che è stato adattato a canzone dei marinai, risalente probabilmente al regno di Enrico VIII: trascritta da Thomas Ravenscroft nel suo Deuteromelia (1609), è chiaramente abbinata a una melodia da danza riportata anche con il titolo di “The Brangill of Poictu” (ovvero il Branle di Poitou) nello Skene Manuscript (16010-20)

I
We be three poor mariners
Newly come from the seas.
We spend our lives in jeopardy
While others live at ease.
CHORUS:
Shall we go dance the round, the round, the round;
And shall we go dance the round, the round, the round?
And he that is a bully(1) boy
Come pledge me on the ground, the ground, the ground.
II
We care not for those martial men
That do our states disdain,
But we care for those merchantmen
Which do our states maintain.

NOTE
1) in antico il termina aveva un significato positivo

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Siamo tre poveri marinai appena arrivati dal mare; mettiamo le nostre vite in pericolo, mentre gli altri vivono comodamente. Andiamo a ballare il branle? E colui che è un gaudente venga a terra a brindare con me. Non ci interessano gli uomini marziali che disprezzano le nostre abilità, ma ci interessano gli uomini sui mercantili che preservano le nostre abilità.

three-mariners

FONTI
http://www.pbm.com/~lindahl/ravenscroft/deuteromelia/deut_15.pdf
http://www.pbm.com/~lindahl/ravenscroft/deuteromelia/deut_14.pdf
http://ingeb.org/songs/webethre.html
http://www.goodbagpipes.com/pipetunes/daydawes.htm
http://ontanomagico.altervista.org/branles-gervaise.htm