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THE CHIEFTAINS e la musica irlandese

I Chieftains hanno portato la musica irlandese  in tutto il mondo, sono loro che hanno creato uno stile “cameristico” della musica tradizionale irlandese aprendola via via alle sperimentazioni  e alle contaminazioni musicali della “world music”, senza mai allontanarsi dalle radici irlandesi, anzi andando ad analizzare gli apporti della musica irlandese nel resto del mondo.
La popolarità è cresciuta piano piano dalla loro prima registrazione del lontano 1963: allora solo musica strumentale, ne fanno parte il fondatore Paddy Moloney (uillean pipe e whistle), il violinista Martin Fay, il suonatore di tin whistles Seàn Potts, il flautista Mìcheàl Tubridy (anche concertina e tin whistle), e al bodhran David Fallon. Stesso stile nel secondo album chiamato molto semplicemente “Chieftain 2” con l’aggiunta del giovane talento Seán Keane (violino)

Paddy e il maestro Dereck Bell si conobbero nel 1972 ma solo nel 1974 Dereck si decise a diventare il settimo elemento del gruppo scegliendo tra la sua carriera di musicista classico e l’allora “piccolo, miserevole gruppo folk“. Si avvicendarono nel gruppo degli esordi solo un paio di nuovo elementi definendosi una line-up che resterà stabile per gli anni a venire: Paddy Moloney (uillean pipe e whistle), Kevin Conneff (voce bodhran), Matt Molloy (flauto), Seán Keane (violino), Martin Fay (violino) , Dereck Bell (arpa celtica)

Con la loro piccola (o grande a seconda dei punti di vista) rivoluzione nel mondo della musica tradizionale irlandese hanno portato la musica irlandese al pubblico dei giovani di tutto il mondo (basta citare l’interesse straordinario dei giovani giapponesi che vanno in Irlanda a studiare la cornamusa, l’organetto e il tin whistle e finanche il gaelico).
Grazie alle sperimentazioni di Paddy Moloney nascono le colonne sonore per i film (cito tra tutti Barry Lindon), le “contaminazioni”, l’album “Another Country” 1992 nella ricerca delle connessioni tra musica country americana e musica irlandese, il disco di musica galiziana (Santiago 1996) e di musica bretone (Celtic Wedding 1998 con Polig Monjarret ), (sperimentazioni di world music  che proseguono con l’album Fire in the Kitchen 1998 registrato in Canada con vari artisti folk della Nuova Scozia)

L’ALBUM DEL VIAGGIO

I loro album sono spesso un viaggio esplorativo di altri territori, un giro del mondo attraverso la musica, si prenda ad esempio Santiago, si parte dalla Galizia e si arriva nei Caraibi, toccando i luoghi in cui i galiziani sono emigrati, seguendone il cammino per i Paesi Baschi, Portogallo, Messico, Guadalupe, Stati Uniti e Cuba; i Chieftains si affiancano così ai grandi musicisti portatori della musica galiziana, il giovane gaitero Carlos Nunez, i californiani di origine messicana Los Lobos, Linda Ronstadt e Ry Cooder..

Il mondo rock è presto abbracciato con la collaborazione di Van Morrison (Irish Heartbeat 1988)  e nel 1995 arriva lo strepitoso successo di “The Long Black Veil” in cui suonano con Sting, gli Stones, Sinead O’Connor e Mark Knopfler

E qui è meglio lasciar parlare Erick Falc’her-Poyroux nella traduzione di Alfredo De Pietra (tratto da vedi per la sua lettura integrale più estesa)

Fu un musicista di estrazione classica, Seán Ó Riada ad avere l’idea di riunire alcuni musicisti tradizionali con il nome di Ceoltóirí Chualann (“I musicisti di Chualann”). Nel 1959 Ó Riada, all’epoca direttore musicale dell’Abbey Theatre di Dublino, era in cerca di musicisti per eseguire un brano di Bryan MacMahon: Paddy Moloney, all’epoca ventenne, fu chiamato a partecipare al progetto, insieme al suo amico Seán Potts al tin whistle, a Sonny Brogan all’accordion ed a John Kelly al flauto. Grazie al successo ottenuto, Seán Ó Riada decide di formare, secondo le sue stesse parole, “una piccola orchestra da camera che suoni folk irlandese”, aggiungendo ai musicisti sopra citati un violinista di formazione classica, Martin Fay.

ceoltoiri-chualannNel 1960 Ó Riada ottenne per i suoi protetti il contratto per una serie di trasmissioni radiofoniche presso Raidió Éireann, denominate Reacaireacht an Riadaigh, trasmissioni che li fecero conoscere in tutta l’Irlanda. La musica irlandese all’epoca non era di certo sufficiente a dare un sostentamento decoroso a questi musicisti, per cui tutti i membri del Ceoltóirí Chualann avevano un’altra occupazione stabile: Paddy Moloney faceva il contabile, Martin Fay l’agente di cambio e Seán Potts era impiegato alle Poste. Tutti i membri dei Chieftains rimarranno “dilettanti” fino al 1975!
Il vero esordio dei Chieftains si avrà con la proposta, fatta nel 1962 a Paddy Moloney dal suo amico Garech Browne, di registrare per la propria etichetta Claddagh Records. Venne invitato un altro amico di Paddy, il flautista Michael Tubridy, ed un vecchio fabbro della Contea di Westmeath, Dave Fallon, rispolverò per l’occasione il suo vecchio bodhrán. Paddy Moloney non era tipo da accontentarsi di una registrazione fatta alla buona da musicisti messi insieme per una sera, e così le prove per l’album durarono ben sei mesi. Il primo disco del gruppo, che nelle intenzioni sarebbe dovuta rimanere un’opera unica, vide la luce nel 1963. I dischi di musica strumentale erano molto rari agli inizi degli anni ’60, ed anche per questo motivo bisognerà attendere ben sei anni per vedere un secondo album dei Chieftains.

IL DISCO D’ESORDIO

L’approccio di Paddy Moloney privilegiava arrangiamenti (senza alcun dubbio sotto l’influenza di Seán Ó Riada) che si posizionavano a metà strada tra due tendenze considerate sino allora incompatibili: i musicisti classici suonavano in orchestre la cui musica era ovviamente basata sulle armonizzazioni, mentre i musicisti tradizionali irlandesi suonavano in modo solistico una musica basata su ornamentazioni. I primi gruppi di musica irlandese, le Céilí Bands degli inizi del XX secolo, suonavano a loro volta praticamente sempre all’unisono. Sebbene non sapesse leggere né scrivere la musica, Paddy Moloney riuscì a creare una sintesi tra questi due mondi musicali, senza dimenticare anche una delle caratteristiche del jazz, musica i cui interpreti si esprimono solisticamente quasi sempre in sequenza: quest’ultima tendenza si accentuerà in seguito all’interno dei dischi e dei concerti dei Chieftains, e sarà ripresa più tardi da altri gruppi, come ad esempio i Clannad.

Oltre ad essere considerato rivoluzionario dalla gran parte dei musicisti tradizionali irlandesi, il primo album dei Chieftains costituì l’occasione, per la critica, di scoprire il talento dei musicisti che costituivano il gruppo. Anche grazie a questo disco dei Chieftains, il Ceoltóirí Chualann di Seán Ó Riada ottenne nel 1964 dalla Raidió Éireann la commissione di una nuova serie di 22 trasmissioni intitolate Fleadh Cheoil an Raidió (“Il festival musicale della radio”), con chiaro riferimento al grande festival annuale dell’associazione Comhaltas Ceoltóirí Éireann, il Fleadh Cheoil na Éireann. Le competizioni organizzate in occasione delle trasmissioni fecero scoprire il talento di un giovane fiddler di 17 anni chiamato Seán Keane, che fu “arruolato” nel gruppo di Seán Ó Riada alla fine dei suoi studi di elettronica. Nel frattempo Paddy era stato nominato, nel 1968, direttore della Claddagh Records.

SCIOGLIMENTO DEI CEOLTÓIRÍ CHUALANN

Anche l’album Chieftains 2 fu un successo commerciale, ed i giornali americani iniziarono ad interessarsi in modo serio ai Chieftains. Ancora una volta la sorpresa negativa venne da Seán Ó Riada, che nel marzo 1970 annunziò che poneva fine al progetto Ceoltóirí Chualann dichiarando inoltre che non vedeva alcun futuro per i Chieftains, di cui notava grossi limiti nell’ambito della produzione. Il gruppo giudicò queste critiche come dettate dalla gelosia, e incurante proseguì per la sua strada.
Alla fine del 1975 i Chieftains furono consacrati “gruppo dell’anno” dal Melody Maker, davanti a bands storiche come i Rolling Stones ed i Led Zeppelin! A questo punto una decisione doveva essere presa, e nonostante alcune reticenze, rimarcate da alcuni membri del gruppo, Paddy Moloney, Seán Potts, Michael Tubridy, Martin Fay, Peadar Mercier, Seán Keane e Derek Bell accettarono l’idea di tentare l’esperienza professionistica

LA CARRIERA PROFESSIONISTICA

Nel giro di un anno i Chieftains erano diventati delle vere e proprie star. Grazie a Jo Lustig essi avevano ottenuto non solo contatti personali e professionali con un mondo sino allora ad essi sconosciuto, quello dello show business e delle rock star, ma erano anche riusciti a raggiungere mercati finora impermeabili alla musica tradizionale. Paddy aveva comunque raggiunto il suo scopo: dare un riconoscimento internazionale alla vera musica irlandese, troppo spesso confusa con la musica country o con ballate nostalgiche dei crooners americani.

Era nel frattempo divenuto evidente che Peadar Mercier, che aveva già superato i sessanta anni, non riusciva più a reggere questi ritmi. Egli decise di ritirarsi, lasciando a Paddy il compito di trovare un altro suonatore di bodhrán: un certo Kevin Conneff era arrivato alla musica tradizionale irlandese solo tardivamente, ma era diventato un assiduo frequentatore delle sessions dublinesi, come quelle organizzate dal Tradition Club, di cui era stato uno dei membri fondatori. Conneff aveva tra l’altro contribuito al primo album di Christy Moore, Prosperous, nel 1972

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All’inizio del 1979 Seán Potts e Michael Tubridy lasciarono il gruppo e in quell’occasione il colpo di genio di Paddy fu riuscire a convincere un vecchio amico, Matt Molloy, già flautista dei Planxty e della Bothy Band, ad entrare a far parte dei Chieftains. Formata ora da sei elementi, la band non cambierà più dopo questo ingresso, ed il primo album di questa versione definitiva del gruppo, Boil the Breakfast Early, fu registrato a Dublino nell’estate del 1979.

Il nono album fu pubblicato all’inizio del 1980 e, oltre al debutto di Matt Molloy, comprendeva per la prima volta la presenza di una vera e propria canzone. Inizialmente Kevin Conneff era infatti stato reclutato solo per suonare il bodhrán, cosa che del resto aveva già fatto all’interno della band nel corso degli ultimi quattro anni. Ma le sue capacità di cantante non erano sfuggite a Paddy Moloney. Sulla base della logica dominante nell’ambito della musica tradizionale irlandese fu stabilito un limite netto tra brani strumentali da una parte e canti non accompagnati dall’altra, limitatamente ai successivi album di musica “esclusivamente” irlandese.

L’ultima parte della carriera dei Chieftains, corrispondente agli ultimi venti anni, è un’incredibile successione di progetti, in apparenza sempre più folli, giocati sostanzialmente lungo due grandi direttrici: la musica da film e la sperimentazione musicale. Il primo (e più celebre) di tali “viaggi musicali” fu la visita di due settimane in Cina nell’aprile del 1983, visita che confermava la volontà del gruppo di allargare il proprio orizzonte, sia da un punto di vista musicale che commerciale. Da sempre abituati a suonare con gruppi locali nel corso delle loro tournée, i Chieftains collaborarono in ogni città cinese con una orchestra locale: gli scambi musicali in questione si rivelarono tanto ricchi che due anni dopo venne pubblicato l’album “The Chieftains in China”, mélange di melodie irlandesi e cinesi suonate dai Chieftains e da un ensemble strumentale cinese.

Nell’ambito di una logica molto simile, un disco di musica bretone venne registrato nel 1986 grazie alla forte amicizia che lega da sempre Paddy Moloney e Polig Montjarret, e nel maggio 1987 fu organizzata una tournée in Bretagna. Dal 1983 al 1986 la sponsorizzazione dei Chieftains da parte della Guinness li spinse al rango di ambasciatori turistici dell’Irlanda. Ma nel 1989 essi furono nominati ambasciatori musicali dell’Irlanda anche direttamente dal governo irlandese, con l’incarico di rappresentare l’isola di smeraldo in tutto il mondo con i loro concerti e la loro musica. Un riconoscimento forse un po’ tardivo, ma ampiamente meritato.

Le musiche da film composte da Paddy Moloney, che prevedevano sempre più spesso l’impiego di orchestre sinfoniche, erano diventate una delle principali attività del gruppo: oltre al lavoro per Barry Lyndon (1975), i Chieftains possono essere ascoltati in produzioni di vario genere, come Un Taxi Color Malva di Yves Boisset (1977), il film Tristano e Isotta (1991), la serie storica franco-irlandese The Year of the French (1982), il film canadese The Grey Fox (1983), il documentario Ballad of the Irish Horse (1985), il cartone animato Tailor of Gloucester (1988) ed il film americano Treasure Island nel 1989. Per quest’ultimo progetto Paddy chiamò un giovane artista galiziano incontrato qualche anno prima al Festival Interceltico di Lorient, Carlos Nuñez, artista con il quale la collaborazione prosegue tuttora.

Dopo ben tre dischi di contaminazioni musicali, un album di vera musica tradizionale irlandese vide la luce: il suo nome era The Celtic Harp, registrato con la Belfast Harp Orchestra di Janet Harbison. Pubblicato nel 1992, esso rendeva omaggio al lavoro di raccolta svolto da Edward Bunting duecento anni prima, all’epoca dei grandi incontri fra arpisti a Belfast. Anche questo album otterrà l’anno successivo il Grammy Award nella categoria “miglior album tradizionale”. Sull’onda di questi riconoscimenti, i Chieftains si tuffano immediatamente in un nuovo album “sperimentale” pubblicato nel gennaio del 1995, The Long Black Veil, CD cui partecipano i Rolling Stones, Sting, Sinéad O’Connor, Van Morrison, Mark Knopfler, Ry Cooder, Marianne Faithfull e Tom Jones. Il successo di questo album fu senza precedenti, rendendo noto, anche grazie alle partecipazione di cotanti ospiti, il nome dei Chieftains a livello planetario. The Long Black Veil fu anche il primo disco d’oro dei Chieftains negli Stati Uniti, venne giudicato uno degli “album dell’anno” dal famosissimo Time, e fu premiato con un ennesimo Grammy Award (categoria “migliore collaborazione della musica pop”) grazie al contributo di Van Morrison. Durante la cerimonia un Paddy Moloney visibilmente emozionato disse, alzando in alto il suo trofeo: “Vengo da una piccola isola chiamata Irlanda, e questo è per gli irlandesi!”. 

Un ultima nota, i Chieftains sono stati i primi a portare i ballerini in scena, i ballerini della scuola Lord of the Dance di Michael Flatley e tanti altri giovani talenti.

Tra i miei album preferiti Tears of StoneWater From the Well,  Down the Old Plank Road, Voice of Ages.

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FONTI
http://xoomer.virgilio.it/alfstone/i_chieftains.htm
http://www.thechieftains.com/main/

TO BE A SPALPEEN

Spailpin (in inglese “spalpeen“) letteralmente ‘little scythe’ è “un bracciante assunto alla giornata o stagionale“, una figura molto comune nell’Irlanda rurale dal 17 al 20° secolo. A quei tempi la maggior parte dei contadini erano “tenant farmers” ossia mezzadri; avevano in uso una piccola e miserabile casetta di pietra, fango e paglia con un altrettanto piccolo pezzo di terra, appena grande abbastanza da sfamare una famiglia, in cambio dell’affitto pagato al proprietario, in genere latifondista. Quando sopraggiungevano le annate cattive (o quando arrivò la Grande Carestia dal 1840-1879) la maggior parte di questa gente non riusciva a pagare l’affitto e così o veniva buttata in mezzo alla strada, oppure mentre la moglie restava a casa e cercava di sopravvivere con i figli, il marito andava a lavorare come bracciante stagionale.
L’alternativa alla fame era andare per mare, arruolarsi come soldato, emigrare!

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LA DIASPORA IRLANDESE

Già nel 1845 con il primo calo della produzione di patate si verificò un picco dell’emigrazione, ma a partire dal 1846 l’esodo fu senza precedenti: una massa enorme di persone denutrite e ammalate cercava una qualsiasi imbarcazione per andare in Canada (nelle colonie inglesi) e nei porti dell’est degli Stati Uniti o in Australia.
Le chiamavano “coffin-boats” (in italiano: navi-bara) per l’alto tasso di mortalità a bordo! Partivano i giovani, lasciando a casa i vecchi genitori o le giovani fidanzate e a volte anche le giovani spose che restavano in attesa del loro ritorno o di potersi imbarcare a loro volta!
La maggior parte degli “spalpeen” proveniva dalle contee di Cork, Connemara e Kerry: alcuni si spingevano fino in Inghilterra ma i più si spostavano per l’Irlanda nelle contee di Limerick, Waterford, Galway e Leinster.
A seconda di quale era il punto di vista, il bracciante poteva essere considerato uno sfaticato, che conosceva tutti i trucchi per lavorare il più lentamente possibile, e un bellimbusto che cercava di sedurre l’ereditiera di turno. Oppure un lavoratore forte e robusto che veniva spremuto dal datore di lavoro e circondato dalle attenzioni affettuose delle donne della fattoria.

THE SPAILPIN FANACH

“The Spailpin Fanach” (in Inglese “The Rambling Laborer” o “The Roving Worker“) pubblicata a Dublino nel 1791 (*), e però antecedente alla Grande Carestia e risale probabilmente alla fine del 1600 all’epoca del “flight of the Wild Geese“(3). L’origine della melodia secondo William Chappel risale al 1758 con il titolo “The Girl I left behind me” (vedi) Si conoscono molte e diverse versioni testuali diffuse anche in America che variano nel significato, andando dal lamento per una misera vita fatta di fatica e stenti, alla canzone comica condita con caustico irish-humour.

PRIMA VERSIONE
Il protagonista, probabilmente un mezzadro sfrattato originario di Coolagh o Coolock, e tutto sommato datato di una certa cultura (molti contadini irlandesi sapevano leggere ed erano poeti e musicisti), per sfamare la sua famiglia deve andare a mendicare il lavoro come bracciante giornaliero (poteva trovare lavoro come scavatore o nella raccolta dell’orzo o delle patate, o più in generale come uomo di fatica). Preferisce scegliere la strada dell’arruolamento in terra straniera invece di vagare senza meta e senza fine, perchè privato del suo contesto originario e trattato con disprezzo nella propria patria. Mentre in altre canzoni si accoglie la strada come una forma di liberazione dai vincoli e dai condizionamenti del consorzio civile, qui si sottolinea il disagio e il peso, l’amarezza dell’emarginazione sociale; emarginazione che è anche un profondo disagio esistenziale, il vuoto nel cuore di chi non ha o non ha trovato uno scopo nel mondo e che è il grande male di vivere (in ogni epoca), disagio che a volte comprende un intero popolo (il popolo degli sconfitti dai bianchi, dai ricchi, dai più forti), il protagonista esprime con il suo lamento il dolore di tutta la gente sradicata e allontanata dal posto in cui viveva, privata del proprio “centro” e condannata alla strada (o all’emigrazione) e alla vita vagabonda.
ASCOLTA Seán Ó Sé & Ceoltóirí Chualann in An Poc ar Buile (ristampa 2010 della prima registrazione risalente agli anni 1960)

ASCOLTA Dervish in Live In Palma 2002

GAELICO IRLANDESE
I
Go deo deo arís ní raghad go Caiseal,
Ag díol ná ag reic mo shláinte,
Ná ar mharagadh na saoire im shuí cois balla,
Im scaoinse ar leataoibh sráide,
Bodairí na tíre ag teacht ar a gcapaill,
Dá fhiafraí an bhfuilim hírálta,
“Ó téanam chun siúil tá an cúrsa fada”
Seo ar siúl an Spailpín Fánach.
II
Im Spailpín Fánach fágadh mise,
Ag seasadh ar mo shláinte,
Ag siúl an drúchta go moch ar maidin,
‘S ag bailiú galair ráithe,
Ní fheicfear corrán im’ láimh chun bainte,
Súiste ná feac beag rainne,
Ach bratacha na bhFranncach os cionn mo leapan,
Is píce agam chun sáite.
III
Mó chúig céad slán chun dúiche m’athar,
‘Gus chun an oileáin ghrámhair,
Is chun buachaill na Cúlach os díobh nár mhiste,
In aimsir chasta an ghárda,
Ach anois ó táimse im chadhan bhocht dhealbh,
Imeasc na ndúichí fáin seo,
‘Sé mo chumha croí mar fuair mé an ghairm,
Bheith riamh im Spailpín Fánach.
IV
Is ró-bhreá is cuimhin liom mo dhaoine bheith sealad,
Thiar ag droichead Gháile,
Fé bhuaí, fé chaoraí, fé laoi bheaga gheala,
Agus capaill ann le h-áireamh,
Acht b’é toil Chríost é gur cuireadh sinn asta,
‘S go ndeaghamhar i leath ár sláinte,
‘S gurbh é bhris mo chroí i ngach tír dá rachainn,
“Call here, you Spailpín Fánach.”

TRADUZIONE INGLESE
I
I’ll never go again to Cashel(1),
Selling myself in hire,
selling my freedom by the Wall(2)
Sitting by the roadside.
Rude Boorish men from everywhere
Coming with their horses,
“come away with me the road is long”
the road of the wandering worker.
II
I will quit this itinerant laboring
Hiring myself out
Walking over night to early morning
Weary of endless journeying
I would not see a sickle in my hand for reaping
A flail for threshing nor a small spade handle/But rather, the colors of the French(3) flying over my head
And a pike(4) in my hand to thrust forth
III
Five hundred farewells to the land of my father
And to my beloved island
And to the boys of Coolagh(5), sure there was no harm in them
During the times we tangled with the Garda(6)
But now, since I am in my poor destitute cell
In the midst of my own native land, outcast
My heart is full of woe, that I ever go the calling
To be a wandering laborer
IV
I well remember my people were at one time,
Over at the bridge at Gáil(7)
With cattle, with sheep, with little white calves
And plenty of horses
But it was the will of God(8) that we were evicted
And we were left with only our health
And what broke my heart everywhere I went
“Call here, you Spailpín Fánach(9)”
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Non andrò mai più a Cashel(1)
a vendermi per un lavoro,
a vendere la mia libertà al Muro(2), seduto sul ciglio della strada,
con rudi e rozzi uomini dappertutto che vengono con i loro cavalli “vieni via con me, lungo è il cammino”, il cammino del bracciante itinerante.
II
Non mi resta che questo lavoro itinerante per darmi al lavoro stagionale, per camminare tutta la notte fino al mattino presto, stanco di un viaggio senza fine. Eppure non vedrò una falce in mano per il raccolto, una frusta per la trebbiatura né una vanga corta
ma piuttosto la bandiera della Francia(3) sventolare sulla mia testa e una picca(4) in mano per sventrare.
III
Cinquecento addii alla terra di mio padre
e alla mia amata isola
e ai ragazzi di Coolagh (5) di certo non c’era niente di male in loro ai tempi in cui ci scontravamo con la polizia(6),
ma ora che sono nella mia povera e miserabile solitudine,
reietto dal centro della mia terra natia,
con il cuore pieno di dolore, sempre sono alla ricerca di essere richiesto come bracciante itinerante.
IV
Mi ricordo bene come era la mia gente un tempo,
oltre il ponte di Galway(7),
con il bestiame, le pecore, i piccoli vitelli bianchi e un mucchio di cavalli di cui prendersi cura.
Ma è per volontà di Dio(8) che siamo stati sfrattati
e ci hanno lasciato solo con la nostra salute,
e ciò che spezzava il cuore ovunque andassi “chiama qui, Spailpín Fánach(9) ”


NOTE
*) in History of Ireland di Geoffrey Keating, Michael C. O’Laughlin
1) Cashel si trova nelle midlands meridionali d’Irlanda
2) luogo deputato al mercato per le contrattazioni
3) molti irlandesi piuttosto che servire sotto le armi degli Inglesi preferivano andare ad arruolarsi presso gli eserciti stranieri, dal 1691 al 1793 era inoltre precluso per legge l’arruolamento dei cattolici irlandesi nell’esercito inglese. Nel 1690 il trattato di Limerick permise agli Irlandesi della fazione giacobita di seguire il deposto re Giacomo II in Francia, e si stima che tra il 1690 e il 1730, 120.000 irlandesi salpassero per il continente europeo per prestare servizio militare in Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Russia. (the flighy of wild geese)
4) con le picche si armavano i soldati a piedi per arginare gli assalti della cavalleria creando una barriera di lance più elaborate nella punta. La picca venne sostituita più efficacemente dalla baionetta sul finire del 1600 e rimase nel Settecento l’arma dei ribelli o delle milizie perché richiedeva un addestramento più ridotto e semplificato rispetto al fucile e alla baionetta oltre che ad essere di più facile reperimento.
5) “buachaill na Cúlach”: la maggior parte delle traduzioni lascia il nome in Gaelico, in un sito ho trovato il termine Coolock (un sobborgo a Nord di Dublino): andando a indagare è emerso il nominativo di Coolagh (contea Galway) (qui)
6) probabile riferimento alla Ribellione Irlandese del 1641-1642. Nel 1641 il raccolto fu scarso e a causa della recessione vennero aumentati gli affitti della terra, la rivolta contro i coloni protestanti scoppiò nell’Ulster ma divampò con la formazione di un governo autonomo l’Irlanda confederata. Quando Oliver Cromwell invase l’Irlanda l’annientamento fu totale (1649)
7) Gáil, Gaillimh è il nome in gaelico di Galway, trova riscontro quindi anche il riferimento a Coolagh come paese originario del protagonista che si trova a poca distanza
8) anche in Irlanda a fine Ottocento sono scoppiate le lotte per la terra (Land War), configurate come un movimento di protesta contro il latifondo e la mezzadria. Solo nel 1879 esplose la cosiddetta questione agraria, sostenuta da una figura carismatica e illuminata, Charles Stewart Parnell (vedi).
9) l’uso del termine è in questo contesto chiaramente spregiativo: “spalpeen” è l’equivalente di “sfaticato”, “perdigiorno”, “mascalzone”.

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SECONDA VERSIONE
Questa versione è un po’ più confusa testualmente il bracciante si lamente per la sua condizione precaria, ma anche si vanta delle sue prodezze amorose. Il tono generale del racconto è più umoristico rispetto alla prima versione.

ASCOLTA Boys of the Lough in “Farewell and remember me” 1987

ASCOLTA Liadan in Traditional Music and Song 2007

I
Is Spailpin aerach tréitheach mise is bígí soláthar mná dhom,
Mar a scaipfinn an síol faoi dhó san Earrach in éadan na dtaltaí bána,
Mar a scaipfinn an síol faoi dhó san Earrach in éadan na dtaltaí bána,
Mo lámha ar an gcéachta a’m i ndiaidh na gcapall
agus réapfainnse cnoic le fána.
II
Is an chéad lá in Éirinn dár liostáil mise, ó bhí mé súgach sásta,
Is an dara lá dár liostáil mise ó bhí mé buartha cráite,
Ach an tríú lá dár liostáil mise, thabharfainn cúig céad punt ar fhágáil,
Ach dtá dtugainn sin is ar oiread eile ní raibh mo phas le fáil agam.
III
Is mo chúig céad slán leat, a dhúthai m’athar, is leis an oileán grámhar,
Is leis an scata fear óg atá ‘mo dhiaidh ag baile
a dhéanfadh cabhair orm in am an ghátair,
Tá Bleá Cliath dóite is tógfar Gaillimh, beidh lasair a’ainn ar thinte cnámha,
Beidh fíon agus beoir ar bord ag m’athair, sin cabhair ag an Spailpín Fánach.
IV
Agus bhí mise lá breá thíos i nGaillimh is chuaigh an abhainn le fána,
Bhi an breac is an eascainn is an beairtín slat ann is chuile ní dá bhreátha,
Bhí na mná óga ann muinte mánla is iad a bhí tanaí tláithdheas,
Ach dheamhan bean óg dár shuigh mise léi nach gcuirfinn an dubh ar a mbán di.
V
Agus b’fhaide liomsa lá a mbeinn i dteach gan charaid
ná dhá bhliain déag is ráithe,
Mar is buachaillín aerach meanmach mise a
gus’ bhréagfainn an bhruinneall mhánla,
Is dhá bhean déag a bhí ag éad is ag iomaí liom,
ag súil le tairfe mo láidhe,
B’é paidir na caillí nuair a théinn thar a’ táirseach,
‘Now behave your self, a Spailpín Fánach’.

TRADUZIONE INGLESE
I
I am an airy, talented spalpeen – provide me with a woman!
For I would sow the seed twice in the autumn over the fallow fields,
Oh I would sow the seed twice in the autumn over the fallow fields,
My hand on the plough, following the horses, ploughing the slope of the hillside.
II
The first day in Ireland that I was enlisted,
I was happy and well satisfied.
And the second day that I was enlisted, I was worried shaken.
But the third day that I was enlisted, I would have given five hundred pounds to leave,
And I would have gived that and anything else, but I was not able to get my pass.
III
And my five hundred farewells to you, my father’s district,
and to the beloved island,
And to the crowd of young men behind me at home who’d help me in time of need,
Dublin is burnt away and Galway will be taken, we’ll have flames on bonfires,
My father will have wine and ale on his table, such a help to the Wandering Man.
IV
And one fine day I was down in Galway and the river was flowing down, The trout and the eel and the pack of sticks were there
and all such fine things,
The young women there were polite and gentle and they were slender, amiable and nice,
But any woman I’d spend the night with, I’d have her convinced that black was white!
V
A week in house without a sweetheart would seem to me longer than a long year and a season,
For I am a lively spirited young fellow and I’d woo the gentle beauty,
And it was twelve women who were envying and contending for me,
all hoping to benefit from my spade,
It was the prayer of the old woman as I crossed the threshold,
‘Now behave your self, you Wandering Man’.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sono un allegro e abile bracciante stagionale -datemi una donna
perchè spargerei il seme due volte  in autunno nella terra a maggese
perchè spargerei il seme due volte  in autunno nella terra a maggese
con le mani sull’aratro, mentre seguo i cavalli e spacco la terra sul pendio delle collina.
II
Il primo giorno che ero arruolato in Irlanda
ero felice e soddisfatto,
il secondo giorno che ero arruolato ero tormentato,
ma il terzo giorno che ero arruolato avrei dato 500 sterline per andarmene,
avrei dato questo e quello, ma non riuscivo a prendere il mio permesso per andarmene.
III
Cinquecento volte addio alla contea di mio padre
e alla mia amata isola,
alla folla di giovani uomini che ho lasciato dietro in città e che mi avrebbero aiutato nel momento del bisogno. Dublino è in fiamme, Galway è sorta in ribellione,
accenderemo i falò
e ci sarà vino e birra alla tavola di mio padre con l’aiuto del bracciante senza meta
IV
Un bel giorno ero a Galway
il fiume correva per il pendio,
c’erano trote e anguille e un sacco di pesci
e c’erano un sacco di belle cose,
le giovani fanciulle erano educate e gentili ed erano sinuose,
amabili e graziose
ma non c’era donna con cui trascorrere la notte che non avrei convinto dell’incontrario
V
E’ più lunga una settimana in una casa senza una innamorata, che un anno e una stagione,
perchè io sono un vivace giovanotto abile a corteggiare le belle fanciulle. C’erano 12 donne gelose che erano in competizione per me tutte nella speranza del servizio della mia vanga;  la raccomandazione della vecchia mentre varcavo la soglia era “Ora comportati bene, tu bracciante senza meta.”

FONTI
http://history1800s.about.com/od/irelandinthe1800s/ig/19th-Century-Ireland/Ireland-Farming.
htm
http://theseoservices.info/?p=188
http://songoftheisles.com/2014/01/13/an-spailpin-fanach/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2623
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52685 http://www.daltai.com/discus/messages/12465/13095.html?1100019164 http://thesession.org/discussions/26313
http://thesession.org/tunes/5760

https://www.joeheaney.org/en/spailpin-fanach-an-seosamh-o-clochartaigh/

CARRICKFERGUS

cathal buiIl brano “Carrickfergus” proviene da un canto in gaelico dal titolo Do Bhí Bean Uasal (vedi) ovvero “There Was a Noblewoman” ed è conosciuto anche con il nome di “The Sick Young Lover“, comparso in un broadside distribuito a Cork e datato 1840 e anche nella raccolta di George Petrie “Ancient Music of Ireland” 1855 con il nome di “The Young Lady”. Testo e melodia passati attraverso la tradizione orale si sono diffusi e modificati, senza però lasciare una traccia consistente nelle raccolte stampate nell’Ottocento. E’ stato attribuito al bardo itlandese Cathal “Buí”

BREIFNE
Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna (c1680-c1756).
Curioso personaggio soprannominato “Builil giallo, un bardo vagabondo di cui non si ha notizia suonasse uno strumento particolare, ma sicuramente cantastorie e compositore di poesie, che si sono diffuse per tutta l’Irlanda e ancora oggi cantate.
Lo studioso Breandán Ó Buachalla ha pubblicato una raccolta nel libro “Cathal Bui: Amhráin” nel 1975. A Blacklion contea di Cavan c’è anche una piccola stele in sua memoria e si celebra il Cathal Bui Festival (mese di Giugno).
Sacerdote mancato ci sapeva fare con le parole e con le donne, era inoltre dotato di molto “irish humour” ed era ovviamente un forte bevitore, girava per il Breifne, il nome irlandese della zona che comprende Cavan, Leitrim, e a sud di Fermanagh (uno dei tanti traveller con il suo carrozzone o anche meno).

PETER O’TOOLE

Ma è la versione conosciuta da Peter O’Toole ad essere stata l’origine della versione di Dominic Behan registrata a metà degli anni 1960 con il titolo di “The Kerry Boatman”, e anche della versione registrata da Sean o’Shea sempre negli stessi anni con il titolo Do Bhí Bean Uasal. Anche i Clancy Brothers con Tommy Makem fecero una loro versione con il titolo “Carrickfergus” nell’LP “The First Hurrah” del 1964.

E qui è doveroso aprire una parentesi sugli anni 60: in America il presidente è John F. Kennedy, un discendete di emigranti irlandesi, gli irlandesi Clancy Brothers diventano delle star; in Irlanda e Inghilterra scoppia il “Ballad boom” e si affermano i Dubliners e i Wolfe Tones. Ma a questo successo riscosso dalla musica irlandese sulla scena internazionale per gran parte contribuì il lavoro dei Ceoltóirí Chualann, da cui si formerà il gruppo più rappresentativo della musica irlandese: i Chieftains.

Carrickfergus nella versione strumentale dei Chieftains in “The Chieftains Live” 1977 quando c’era ancora l’arpa di Dereck Bell (1935-2002).

DO BHÍ BEAN UASAL

Questa versione è stata attribuita musicalmente a Seán Ó Riada (ovvero John Reidy 1931-1971) non è chiaro se si tratti solo di un arrangiamento o di una vera e propria scrittura della melodia. Di certo il testo è preso dalla poesia di Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna.

Sean o’Shea in “Ò Riada Sa Gaiety” live in Dublino con i Ceoltóirí Chualann nel 1969.

I
Do bhí bean uasal seal dá lua liom,
‘s do chuir sí suas díomsa faraoir géar;
Do ghabhas lastuas di sna bailte móra
Ach d’fhag sí ann é os comhair an tsaoil.
Dá bhfaighinnse a ceannsa faoi áirsí an
teampaill,
Do bheinnse gan amhras im ‘ábhar féin;
Ach anois táim tinn lag is gan fáil ar leigheas agam.
Is beidh mo mhuintir ag gol im’ dhéidh.
II
I wish I had you in Carrickfergus
Ní fada ón áit sin go Baile Uí Chuain(1)
Sailing over the deep blue waters
I ndiaidh mo ghrá geal is í ag ealó uaim.
For the seas are deep, love, and I can’t swim over
And neither have I wings to fly,
I wish I met with a handy boatman,
Who would ferry over my love and I.
III
Tá an fuacht ag teacht is an teas ag tréigint
An tart ní féidir liom féin é do chlaoi,
Is go bhfuil an leabhar orm ó Shamhain go Fébur
Is ní bheidh sí reidh liom go Féil’ Mhichíl;
I’m seldom drunk though I’m never sober!
A handsome rover from town to town.
But now I am dead and my days are over
Come Molly, a stóirín, now lay me down!

TRADUZIONE INGLESE
I
A lady was betrothed to me for a while
And she refused me, oh my hundred woes
I went to towns with her
And she made a cuckold (or a fool ) of  me before the world,
If I had got that head of hers into the church
And if I were again  n command of myself, But now I’ weak and sore,  and there’s no getting of a  cure for me, And my people will be weeping after me
II
I wish I had you in   Carrickfergus
not far from that place ‘Quiet Town”
Sailing over the deep blue waters
my bright love from a northern sky
For the seas are deep, love, and I can’t swim over
And neither have I wings to fly,
I wish I met with a handy boatman,
Who would ferry over my love and I
III
The cold and the heat are going together [in me]
and I can’t quench my thirst
And if I took my oath from November to February
I wouldn’t be ready until Michaelmas
I’m seldom drunk though I’m never sober!
A handsome rover from town to town.
But now I am dead and my days are over
Come Molly, my little darling, now   lay me down!
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Una Lady mi fu promessa sposa per un certo tempo,
e lei mi rifiutò,
oh i miei cento affanni
andai in città con lei
e lei mi ha reso pazzo (o cornuto) di fronte a tutti
se avessi avuto lei al fianco in quella chiesa
e se fossi ancora padrone di me stesso
ma ora sono debole e malato e nessuno si prende cura di me
e la mia gente mi piangerà
II
Vorrei essere a Carrickfergus
non lontano da quella città portuale
a navigare sul vasto oceano
il mio amore che brilla nel cielo del Nord
perché il mare è profondo, amore, e non riesco restare a galla
e nemmeno ho ali per volare,
vorrei incontrare un abile barcaiolo
che possa trasportare il mio amore e me.
III
Caldo e freddo dentro di me
e non riesco a placare la mia sete
e se ho fatto il giuramento da Novembre a Febbraio
non sarà pronto che al giorno di San Michele
Sono raramente ubriaco, senza mai essere completamente sobrio
un bel vagabondo da città in città.
Vieni Molly, mia cara, e fammi distendere ora.

NOTE
1) “baile cuain” letteralmente significa “quiet town” tradotta anche come Harbour Town

LA VERSIONE DEGLI ANNI 60 E SIGNIFICATO

E veniamo a ciò che resta del brano ai nostri giorni, ovvero della versione di Carrickfergus diffusa dai maggiori interpreti della musica celtica.
La dolce malinconia della melodia e la sua incerta interpretazione testuale hanno reso il brano molto popolare, alcuni ne colgono il lato romantico e lo suonano anche ai matrimoni, altri ai funerali (ad esempio quello di John F. Kennedy Jr -1999).
Di certo ha un che di magico, triste e nostalgico, l’uomo annega nell’alcool il dolore per la separazione dalla sua amata (o più probabilmente beve perché ha una particolare predilezione per l’alcool): un vasto oceano li divide (o un tratto di mare) e lui vorrebbe essere in Irlanda, a Carrickfergus: vorrebbe avere le ali o poter attraversare la distesa d’acqua a nuoto o più realisticamente trovare un barcaiolo che lo porti da lei, e finalmente potrà morire tra le sue braccia (o presso la di lei lapide) adesso che è vecchio e stanco.

Il senso generale del testo resta quindi a mio avviso abbastanza chiaro, ma se si va nel dettaglio allora nascono molte perplessità, che ho cercato di riassumere nelle note.

Carrighfergus (Music Video) versione di Loreena McKennitt e Cedric Smith  in Elemental, 1985


VERSIONE DI LOREENA MCKENNITT
I
I wish I was
in Carrighfergus (1)
Only for nights
in Ballygrant (2)
I would swim over
the deepest ocean
Only for nights in Ballygrant.
But the sea is wide,
and I can’t swim over
Neither have I wings to fly
If I could find me a handsome boatman
To ferry me over
to my love and die(3)
II
Now in Kilkenny (4), it is reported
They’ve marble stones there as black as ink,
With gold and silver
I would  transport her (5)
But I’ll sing no more now,
till I get a drink
I’m drunk today,
but I’m seldom sober
A handsome rover
from town to town
Ah, but I am sick now,
my days are over
Come all you young lads
and lay me down.(6)

traduzione italiano  Cattia Salto
I
Vorrei essere
a Carrighfergus
solo per le notti
a Ballygrant
avrei nuotato
nell’oceano più profondo
solo per le notti a Ballygrant.
Ma il mare è vasto
e non posso rimanere a galla
e nemmeno ho ali per volare
se potessi trovare un abile barcaiolo
per traghettarmi fino
al mio amore e morire.
II
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
un marmo nero
come l’inchiostro,
con oro e argento
che vorrei confortarla
ma non canterò più ora,
se non prendo da bere.
Adesso sono ubriaco,
ma raramente sono sobrio
un bel vagabondo
da città in città
Ah, eppure adesso sono malato
i miei giorni stanno finendo,
venite tutti ragazzi
e fatemi distendere.

NOTE
1) Carrickfergus (dal gaelico Carraig Fhearghais, ‘Rocca di Fergus’) è una città costiera nella Contea di Antrim , Irlanda del Nord, uno dei più antichi insediamenti in Irlanda del Nord. Qui il protagonista dice di voler essere a Carrickfergus (ma evidentemente è da qualche altra parte) mentre in altre versioni troviamo I wish I had you in Carrickfergus: il significato della canzone cambia completamente.
Alcuni vogliono ambientare la storia nel Sud dell’Irlanda ed ecco che allora vedono il nome del Fergus, il fiume che attraversa Ennis contea di Clare.
2) Ballygran – Ballygrant – Ballygrand. Ci sono ameno tre interpretazioni: la prima che Ballygrant sia in Scozia sulle Isole Ebridi (l’isola di Islay), la seconda che sia il villaggio di Ballygrot (dal gaelico Baile gCrot significa “insediamento di collinette”), vicino a Helen’s Bay che si trova in pratica di fronte a Carrickfergus oltre il tratto di mare che si insinua a frastagliare la costa Nord-est dell’Irlanda (il Belfast Lough). Pare che gli abitanti del posto lo chiamino “Ballygrat” o Ballygrant” e che sia un antico insediamento e che un tempo si tenevano delle gare con le barche da Carrickfergus a Ballygrat. La terza che sia una traduzione corrotta dal gaelico “baile cuain” della versione settecentesca e quindi sia una generica località tranquilla, un piccolo paesello.
Ma tra le due frasi c’è già un incongruenza o meglio c’è bisogno di un’interpretazione, appurato che Ballygrant non sia un posto particolare di Carrickfergus per il quale il protagonista prova nostalgia per qualche collegamento specifico con la sua storia d’amore passata in gioventù, allora si tratta del posto in cui invece si trova al momento. Quindi il protagonista potrebbe essere un irlandese che si è ritrovato nelle Isole Ebridi, ma che vorrebbe ritornare a Carrickfergus dal suo vecchio amore o che è uno scozzese (che quando era giovane faceva il soldato in Irlanda) e ricorda con rimpianto la donna irlandese amata in gioventù; oppure che il protagonista si trova a Helen’s Bay dalla parte opposta dell’insenatura che lo divide da Carrickfergus. Ma qui il ragionamento fa un po’ acqua (tanto per restare in tema), però solo fino a un certo punto: se fosse infatti sano e giovane niente gli impedirebbe di andare a Carrickfergus anche a piedi, ma lui è stanco e morente e quindi nella sua fantasia o delirio guardando il mare in direzione di Carrickfergus sogna di volare verso il suo amore del passato o desidera essere traghettato da un barcaiolo per poter morire accanto a lei.
3) “and die” ci dice che il protagonista che si trova a Ballygrant (ovunque esso sia) vorrebbe andare a Carrickfergus per morire tra le braccia del suo amore di gioventù.
In altre versioni la frase è scritta come “To ferry me over my love and I” e questo a parte la sgrammaticatura vorrebbe significare che il protagonista vorrebbe essere trasportato dal barcaiolo, insieme con la sua donna, a Carrickfergus. Quindi la nostalgia si condensa sulla località in cui si presume il protagonista abbia trascorso la gioventù e che vorrebbe rivedere prima di morire.
4) e 5) io per dare un senso compiuto alla frase ho tradotto come:
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
su marmo nero come l’inchiostro,
con oro e argento che vorrei confortarla

Sostituendo il verbo “to transport” utilizzato da Loreena con “to support” più utilizzato nelle altre versioni. Ossia: sulla pietra nera di Kilkenny (nel senso che si da in genere ad una tipologia di pietra ad esempio marmo di Carrara, quindi la pietra nera estratta a Kilkenny ma utilizzata anche a Ballygrant, ovunque esso sia) che sarà la mia pietra tombale dove ho inciso il mio epitaffio, ho scritto anche una frase di conforto per il mio amore
4) Kilkenny = Kilmeny alcuni vedono un refuso e notano che Kilmeny è la chiesa parrocchiale di Ballygrant (Isola di Islay) già località di una chiesa d’epoca medievale, anche qui c’è una cava di pietre, che era l’industria principale di Ballygrant nei secoli XVIII e XIX. Ora io mi domando: ma con tutte questi riscontri nell’Isola di Islay, (dove come minimo dovrebbe esserci la tomba del protagonista) com’è che il brano non è noto nella tradizione locale delle Isole Ebridi e invece lo è a Belfast?
6) il protagonista esorta gli amici a seppellirlo

Ho selezionata per l’ascolto anche questa versione che mi piace molto per la sua raffinata sobrietà nell’arrangiamento strumentale e l’interpretazione vocale di Jim McCann. Nella versione live aggiunge anche la strofa intermedia che è stata scritta da Dominic Behan per la sua versione registrata a metà degli anni 1960 con il titolo di “The Kerry Boatman”.

ASCOLTA The Dubliners (voce Jim McCann) in Dubliners Now 1975 dove canta la I e la III strofa

live Jim McCann con tutte e tre le strofe


VERSIONE DI JIM MCCANN
I
I wish I was
in Carrickfergus
Only for nights
in Ballygrand(2)
I would swim
over the deepest ocean
Only for nights in Ballygrand.
But the sea is wide
and I cannot swim over
And neither have I the wings to fly
I wish I had a handsome boatman
To ferry me over my love and I(3)
II
My childhood days
bring back sad reflections
Of happy time there spent so long ago
My boyhood friends
and my own relations
Have all passed on now
like the melting snow
And I’ll spend my days
in this endless roving
Soft is the grass and my bed is free
How to be back now
in Carrickfergus
On the long road down to the sea
III
And in Kilkenny
it is reported
On marble stone
there as black as ink
With gold and silver
I would support her (5)
But I’ll sing no more now
till I get a drink
‘cause I’m drunk today
and I’m seldom sober
A handsome rover
from town to town
Ah but I am sick now
my days are numbered
Come all me young men
and lay me down

Traduzione italiano Cattia Salto
I
Vorrei essere
a Carrighfergus
solo per le notti
a Ballygrand
avrei nuotato
nell’oceano più profondo
solo per le notti a Ballygrant.
Ma il mare è vasto
e non posso rimanere a galla
e nemmeno ho ali per volare
se potessi trovare un abile barcaiolo
per traghettare il mio amore e me.
II
I giorni della gioventù
richiamano tristi pensieri
di momenti felici orami trascorsi
gli amici di gioventù
e le mie storie d’amore
sono svaniti adesso
come neve al sole
e trascorrerò i giorni
in questo eterno girovagare.
Soffice è l’erba e il giaciglio è gratis
come vorrei ssere di nuovo
a Carrickfergus
sulla lunga strada verso il mare
III
Ora sulla pietra di Kilkenny
è scritto,
marmo nero
come l’inchiostro,
con oro e argento
che vorrei confortarla
ma non canterò più,
se non prendo da bere,
perché oggi sono ubriaco,
e raramente sono sobrio
un bel vagabondo
da città in città
Ah,eppure adesso sono malato
i miei giorni stanno finendo,
venite tutti ragazzi
e fatemi distendere.

FONTI
Su Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna
http://www.eofeasa.ie/cathalbui/public_html/danta_CB/who_was_CB.html
http://lookingatdata.com/m/204-mac-giolla-ghunna-cathal-bui.html
http://www.munster-express.ie/opinion/views-from-the-brasscock/the-yellow-bitternan-bonnan-bui/

http://jungle-bar.blogspot.it/2009/03/carrickfergus-ballad-of-peter-otoole.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16707
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=90070