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Don Oíche Úd I MBeithil o Do You Hear What I Hear?

Il canto di natale in gaelico irlandese dal titolo ” Don Oíche Úd I MBeithil”  (That Night in Bethlehem = quella notte a Betlemme) è una poesia scritta da Aodh Mac Cathmhaoil (1571-1626); la melodia è considerata tradizionale anche se talvolta viene attribuita a Sean Óg Ó Tuama il quale la pubblicò negli anni 1950 in un raccolta di canti in irlandese dal titolo “An Cóisir Cheoil”

Hugh MacCaghwell o dal latino Ugo Cavellus era un teologo francescano nonchè arcivescovo di Armagh al cui patronimico venne aggiunto il nome di “Mac Aingil” (figlio di un Angelo) per le sue opere maggiori sulla dottrina cristiana particolarmente ispirate. Scrisse anche quattro Carol natalizi in gaelico, tra cui ” Don Oíche Úd I MBeithil”

ASCOLTA The Chieftains

ASCOLTA Altan live
ASCOLTA Celtic Woman

Gaelico irlandese
I
Don oíche úd i mBeithil
beidh tagairt faoi ghréin go brách,
Don oíche úd i mBeithil
gur tháinig an Briathar slán;
Tá gríosghrua ar spéartha
‘s an talamh ‘na chlúdach bán;
Féach Íosagán sa chléibhín,
‘s an Mhaighdean ‘Á dhiúl le grá (1)
II
Ar leacain lom an tsléibhe
go nglacann na haoirí scáth
Nuair in oscailt gheal na spéire
tá teachtaire Dé ar fáil;
Céad glóir anois don Athair
sa bhFlaitheasa thuas go hard!
Is feasta fós ar sa thalamh
d’fheara dea-mhéin’ siocháin!

Traduzione inglese *
I
I sing of a night in Bethlehem
A night as bright as dawn
I sing of that night in Bethlehem
The night the Word was born
The skies are glowing gaily
The earth in white is dressed
See Jesus in the cradle
Drink deep in His mother’s breast (1)
II
And there on a lonely hillside
The shepherds bow down in fear
When the heavens open brightly
And God’s message rings out so clear
“Glory now to the Father
In all the heavens high
And peace to His friends on earth below (2) ” Is all the angels cry
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Canto di quella notte a Betlemme,
notte luminosa come l’alba,
canto di quella notte a Betlemme
la notte in cui il Verbo è nato;
i cieli risplendevano di gioia
la terra di bianco era ricoperta
per vedere Gesù nella culla, mentre succhiava dal seno della mamma
II
E c’erano sulla collina brulla
i pastori che si accasciarono dalla paura, quando i Cieli s’illuminarono
e il messaggio di Dio risuonò forte
“Gloria al Padre
nell’alto dei Cieli
e pace agli uomini di buona volontà”
gridarono gli angeli

NOTE
* tratta da qui
1) And the Virgin nursing him with love
2) citazione dal vangelo di Luca

 

Natività, Giotto, Basilica di Assisi

Do You Hear What I Hear?

La canzone natalizia fu scritta nel 1962 da Gloria Shayne Baker (per la musica) e Noël Regney (per il testo) come un inno alla pace durante la crisi missilistica cubana. Una lunga lista d’interpreti l’hanno resa celebre  in tutto il mondo. Unisco i due brani perchè così ha fatto Moya Brennan nel suo album “An Irish Christmas”
ASCOLTA Moya Brennan in “An Irish Christmas” 2005 unisce due canti Do You Hear e Don Oíche Úd I MBeithil (Do you hear what I hear strofe II, III + Don oíche úd i mBeithil strofa I + Do you hear what I hear  strofa IV)

ASCOLTA Orla Fallon in “Celtic Christmas” 2010


I
Said the night wind
to the little lamb,
“Do you see what I see?
Way up in the sky,
little lamb,
Do you see what I see?
A star, a star, dancing in the night
With a tail as big as a kite.”
II
“Do you hear what I hear?”
Said the little lamb
to the shepherd boy
“Do you hear what I hear?
Ringing through the sky,
shepherd boy?
Do you hear what I hear?
A song, a song high above the trees
With a voice as big as the sea”
III
Said the shepherd boy
to the mighty king
“Do you know what I know
In your palace warm,
mighty king?
Do you know what I know?
A Child, a Child shivers in the cold
Let us bring Him silver and gold”
IV
Said the king
to the people everywhere
“Listen to what I say
Pray for peace,
people everywhere
Listen to what I say
The Child, the Child sleeping in the night
He will bring us goodness and light”
(1)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Disse la notte
all’angellino
“Vedi quello che vedo?
In alto nel cielo
o angellino, vedi quello che vedo?
Una stella, una stella che danza nella notte, con una coda lunga come un aquilone”
II
“Senti quello che sento?”
Disse l’agnellino
al pastorello
“Senti quello che sento?
Che risuna in cielo
o pastorello? Senti quello che sento?
Un canto, un canto che si leva alto tra gli alberi,
con una voce profonda come il mare”
III
Disse il pastorello
al  Re magnifico
“Sai quello che so
(tu che stai) nel tuo palazzo al caldo,
o magnifico Re?
Sai quello che so? Un bambino, un bambino rabbrividisce al freddo,
gli porteremo argento e oro”
IV
Disse il re
alla gente di tutto il mondo
“Ascoltate quello che dico
pregate per la pace,
o gente di tutto il mondo.
Ascoltate quello che dico
il Bambino, il Bambino che dorme nella notte
ci porterà la bontà e la luce”

NOTE
1) Moya conclude con
Listen to what I say
Do you know what I know?
Do you hear what I hear?”

FONTI
http://anglandicus.blogspot.it/2013/12/when-word-safely-came.html
http://songsinirish.com/don-oiche-ud-i-mbeithil-lyrics/
https://thegatheringfire.wordpress.com/2014/12/29/that-night-in-bethlehem-an-irish-christmas-carol/
http://www.celticlyricscorner.net/brennan/doyou.htm

Hark! The herald angels sing

Hark! The herald angels sing: il testo è stato scritto nel 1739 dal pastore metodista e poeta inglese  Charles Wesley con il titolo “For Christmas Day“, una poesia successivamente abbinata a molte melodie, con varie revisioni e aggiunte testuali, finchè il musicista inglese William Hayman Cummings ebbe la felice idea di adattarlo alla melodia “Mendelssohn” del secondo movimento della cantata  “Festgesang an die Künstler” che Felix Mendelssohn aveva composto nel 1840 (in omaggio all’invenzione della stampa a caratteri mobili), accoppiata diventò subito la versione standard. Uno dei pochi canti natalizi ad essere ammesso nelle liturgie della Chiesa Inglese.
Le prime modifiche al testo furono apportate da George Whitefield (1740-1770) predicatore e amico dei fratelli Wesley (ma su posizioni più calviniste) a cominciare dalla prima strofa, fu proprio la sua versione riveduta ad essere presa come modello per la melodia di Mendelssohn, aggiungendo un ritornello ed unendo le strofe a due a due per formare un ottava.
ASCOLTA Celtic Woman live (strofe I, II, III, IV, V, VI, I)

ASCOLTA  – Amy Grant (strofe I, II, V, IV, V, VII)

ASCOLTA  Blackmore’s Night in “Winter Carols” ne fanno un medley strofe I, II, III-V, VI +”Come All Ye Faithful” (la versione inglese di Adeste fidelis)

Hark the herald angels sing*
I
Hark! The herald (1) angels sing,
“Glory to the new born King; (2)
Peace on earth, and mercy mild,
God and sinners reconciled!”
II
Joyful, all ye nations (3) rise,
Join the triumph of the skies;
With angelic host  proclaim,
“Christ is born in Bethlehem!”
III
Christ, by highest heaven adored.
Christ, the everlasting Lord,
(Late in time behold Him come,
Offspring of a virgin’s womb (4).
IV
Veiled in flesh the Godhead see,
Hail the incarnate Deity!
Pleased as Man with man to dwell;
Jesus, our Immanuel (5)!
V
Hail the heav’nly Prince of Peace!
Hail the Sun of Righteousness!)
Light and life to all He brings,
Ris’n with healing in His wings (6).
VI (7)
Mild He lays His glory by,
Born that man no more may die .
Born to raise the sons of earth,
Born to give them second Birth (8).
VII
Christ, by highest heav’n adored;
Christ the everlasting Lord;
Come desire of nations come,
fix in us thy humble home


Come All Ye Faithful

I
Come All Ye Faithful
Joyful and triumphant
Come ye oh come ye to Bethlehem
Come and behold him
Born the king of angels
CHORUS
Come let us adore him
Come let us adore him
Oh come let us adore him
He is the Lord!
II
Sing choirs of angels
Sing in exultation
Sing all ye citizens of heaven above
Glory to God
Glory in the highes
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Udite! Gli angeli araldi cantano,
“Gloria al Re appena nato!
Pace in terra, agli uomini di buona volontà, Dio e i peccatori riconciliati!”
II
Pieno di gioia popolo sorgi,
unisciti al trionfo dei cieli
con le schiere angeliche proclama,
“Cristo è nato a Betlemme”.
III
Cristo adorato nell’Alto dei CIeli
Cristo, l’Eterno
Tempo prima predissero la sua venuta,
germoglio del grembo di una vergine
IV
Mirate il Dio Supremo fatto carne, salutate la divinità incarnata,
felice, come uomo, di stare tra gli uomini, Gesù, il nostro Emmanuele!
V
Ave! Al Principe della pace celeste!
Ave! Al Sole della Giustizia! La luce
e la vita a tutti porta, promettendo
la salvezza tra le sue braccia
VI
Mite Egli lascia da parte la sua Gloria,
nato affinché l’uomo non possa più morire, nato per risollevare i figli della terra,  per dar loro una seconda vita.
VII
Cristo, adorato nell’alto dei Cieli, Cristo, l’Eterno, vieni,
Desiderio delle Nazioni, veni
fissa in noi la tua umile dimora
 

Venite tutti voi fedeli
I
Venite tutti voi fedeli
gioiosi e trionfanti
Venite, venite a Betlemme
Venite a vedere lui,
è nato il re degli Angeli
CORO
Venite adoriamolo,
Venite adoriamolo,
Venite adoriamolo,
Lui è il Signore
II
Canta il coro degli angeli,
canta ed esulta
cantate tutti voi cittadini del Paradiso Gloria a Dio
nell’alto dei Cieli

NOTE
* per comodità ho suddiviso il testo in quartine, (così com’era in origine la poseia pubblicata in Hymns and Sacred Poems (1739) per  il testo nella sua interezza qui
1) i messaggeri, gli angeli che portano un messaggio di buone novelle; in origine Wesley scrisse  “Hark how all the welkin rings!” con welkin, un termine arcaico per indicare la sfera del cielo più vicina a Dio, quella popolata dagli Angeli “Udite come la sfera celeste risuona!” Una citazione molto colta che richiama i concetti pitagorici sull’armonia . La musica delle sfere, detta anche musica universale, è un antico concetto filosofico che considerava l’universo come un enorme sistema regolato dalle proporzioni numeriche. Il movimento dei corpi celesti (che ruotano intorno alla Terra in orbite circolari) produce un suono variando tra toni acuti e gravi.
Il Cristianesimo approfondì il concetto della musica delle sfere traslandola agli Angeli musicanti suddivisi in Cori angelici gerarchicamente ordinati, identificati con le orbite celesti di astri e pianeti.
2) Il Vangelo di Luca dice “Gloria a Dio nell’Alto dei celi e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Il versetto diventa un ritornello.
3) Ad Abraamo fu profetizzato che sarebbe divenuto “padre di una moltitudine di nazioni” (Gn 17:4). Da Abraamo discesero non solo gli israeliti, ma anche ismaeliti, edomiti, medaniti, madianiti, e altri (Gn 25:1,2; 1Cron 1:28,32,34). L’Islam considera Abraamo (ابراهيم, Ibrāhīm) antenato del popolo arabo, attraverso Ismaele (Gn 16:3,15,16). Ma era da Isacco che doveva venire la discendenza che Dio avrebbe eletta suo popolo. – Gn 18:16–21:7;21:8-21;15:13. (tratto da qui)
Il termine “nazioni” è usato spesso dagli scrittori biblici per indicare i non ebrei (i “Gentili”) in questo contesto ho preferito tradurre con popolo: il significato ribadito anche nell’appellativo biblico “Desire of Nations” (nella VII strofa) è che Gesù risorga per tutti i popoli, tutte le nazioni senza distinzione di razza
4) il profeta Isaia e l’albero di Jesse
5) ancora Isaia profetizzò l’Emmanuele (Dio è con noi)
6) citazione biblica da Malachia 4:2 “But unto you that fear my name shall the Sun of righteousness arise with healing in his wings”  (Ma per voi che temete il mio nome si leverà il sole della giustizia, e la guarigione sarà nelle sue ali)
7) nella versione dei  Blackmore’s Night la strofa V diventa:
Mild He lays His glory by
Born that man no more may die
Bringing hope through all the land
His to every child and man
8) la rinascita in Cristo

continua

FONTI
https://www.umcdiscipleship.org/resources/history-of-hymns-hark-the-herald-angels-sing
http://www.lutheran-hymnal.com/lyrics/tlh094.htm

O Holy Night

“Minuit, chrétiens”, nella versione inglese “O Holy Night”, è un canto natalizio nato da una poesia scritta  da Placide Cappeau (e musica di Adolphe-Charles Adam) per la messa del Natale del 1847 nella parrocchia di Roquemaure (Occitania). (prima parte)
Nel 1858 il ministro unitario John Sullivan Dwight pubblicò la traduzione in inglese del Noel con il titolo “O Holy Night”, forse per quel piglio di illuminismo massonico, la cui lettura in chiave abolizionista accendeva gli animi durante la guerra civile americana.

E’ la versione inglese ad essere entrata nei canti natalizi di tutto il mondo quella che ha fatto da modello alle versificazioni anche per le altre lingue, come ad esempio la versione in italiano dal titolo “Oh Santa Notte”

Van Gogh, Notte stellata

Come per la versione in francese anche la versione in inglese è oggi riportata omettendo la strofa centrale

ASCOLTA The Revere (Sean e Patrick Kelly chitarra e percussioni, Michael Pearson basso) (strofa I)

ASCOLTA Dream Theater (strofe I e II) voce James LaBrie 

ASCOLTA The Chieftains & Rickie Lee Jones in “The Bells of Dublin”

ASCOLTA Celtic Woman (strofe I e II)

ASCOLTA Anúna


I
Oh holy night (1)!
The stars are brightly shining,
It is the night of the dear Savior’s birth.
Long lay the world
in sin and error pining,
Till he appear’d and the soul felt its worth.
A thrill(2) of hope the weary world rejoices,
For yonder breaks a new and glorious morn.
Fall on your knees! (3)
Oh, hear the angel voices!
Oh night divine,
Oh night when Christ was born;
Oh night divine,
Oh night oh night divine.
II
(Truly He taught
us to love one another
His law is love
and His gospel is peace) (4)
Chains shall He break (5)
for the slave is our brother;
And in His name
all oppression shall cease.
Sweet hymns of joy
in grateful chorus raise we,
Let all within us
praise His holy name.
Christ is the Lord!
And ever, ever praise we
Noel, Noel.
Oh night divine,
Noel, Noel.
Oh night oh night divine
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
O notte santa
le stelle brillano radiose
è la notte della nascita del caro Salvatore. A lungo giacque il mondo
nel peccato e nell’errore
finchè egli apparve e l’anima ne sentì la forza.
Un brivido di speranza rallegra il mondo affannato,
per quello sprazzo di un nuovo e glorioso giono.
Inginocchiatevi
e ascoltate le voci angeliche
O notte divina
O notte in cui Cristo è nato
O notte divina
O notte in cui Cristo è nato
II
In verità ci insegnò
ad amarci l’un l’altro
il suo messaggio è amore
e il suo Vangelo la pace.
Le catene si spezzeranno
poichè lo schiavo è nostro fratello;
e nel Suo nome
cesserà ogni oppressione.
Dolci inni di gioia
in coro riconoscente innalziamo
tutti noi
lodiamo il suo santo nome.
Cristo è il Signore
e sempre, sempre lo loderemo
Evviva, Evviva
o notte divina
Evviva Evviva
o notte divina

NOTE
1) la notte stellata di Placide Cappeau (una notte come tante altre) diventa nella versione inglese “Santa e divina”
2) anche prayer
3) il significato in inglese è completamente stravolto rispetto alla versione francese: là erano le genti prostrate in ginocchio dalla schiavitù e dall’oppressione che si risollevavano grazie al Messia, qui invece sono esortate a inghinocchiarsi per rendere omaggio al nuovo Credo.
4) versi omessi nella versione Celtic Woman
5) si confronti la versione originale in francese, Dwight traduce dando un significato abolizionista al versetto: è lo schiavo nero ad essere in catene e ad essere liberato dalla fede in Cristo, ma nella versione di Cappeau era in nome della fratellanza  -atea- degli uomini (solidarietà, empatia e uguaglianza) qui è in nome di Cristo

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_holy_night.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_holy_night1.htm
http://www.ecoantroposophia.it/2014/12/arte/savitri/il-cantico-di-natale-o-holy-night/
http://tavernolaincanto.it/oh-holy-night-adam/2/

CAILLEACH AN AIRGID

Una sean-nós song in gaelico irlandese proveniente dal Connemara dal titolo “Cailleach An Airgid” (in inglese “the hag with the money”-in italiano la strega con i soldi) diffusa anche con il titolo di “Sí Do Mhaimeó Í” (in inglese “She’s your granny!”)

E’ una canzone umoristica che dice alle arzille vecchiette di fare attenzione ai bei giovanotti interessati al matrimonio più per i loro soldi che per il sentimento. Nella canzone ci si riferisce a un personaggio reale Máire Ní Chathasaigh (Mary Casey) che fece fortuna in America e ritornò in Irlanda per avviare un traffico di autobus lungo le strade di Connemara.

cailleachmarriage
by Cartoon Saloon

Una vasta playlist qui tra cui segnalo in particolare:

ASCOLTA Niamh Ní Charra in Súgach Sámh / Happy Out”, 2010.

ASCOLTA Altan in Harvest Storm 1992
ASCOLTA Celtic woman voce Meav Ni Mhaolchatha

ASCOLTA Anuna

Nell’esilarante VIDEO Sónta & Cartoon Saloon si aggiungono ulteriori tre strofe, credo provengano dalla versione di Dara Bán Mac Donnchadha e che riguardano la pesca, ma al momento non ho ancora trovato il testo


Curfá
‘Sí do mhaimeo í, ‘sí do mhaimeo í
‘Sí do mhaimeo í, ‘sí cailleach an airgid
‘Sí do mhaimeo í, ó Bhaile Iorrais Mhóir í
‘S chuirfeadh sí cóistí
Ar bhóithre Cois Fharraige
I
Dá bhfeicfeá’ an “steam”
‘Ghabhail siar Tóin Uí Loin’
‘S na rothaí ‘ghabhail timpeall siar ó na ceathrúnaí
Chaithfeadh sí ‘n stiúir naoi n-uair’ ar a cúl
‘S ní choinneodh sí siúl
Le cailleach an airgid
II
Measann tú, ‘bpósfa’, measann tú ‘bpósfa’
Measann tú, ‘bpósfa’, cailleach an airgid?
Tá’s a’m nach ‘bpósfa’, tá’s a’m nach ‘bpósfa’
Mar tá sé ró-óg ‘gus d’ólfadh sé’n t-airgead
III
‘S gairid go ‘bpósfaidh, ‘s gairid go ‘bpósfaidh
‘S gairid go ‘bpósfaidh, beirt ar a’ mbaile seo
‘S gairid go ‘bpósfaidh, ‘s gairid go ‘bpósfaidh
Séan Shéamais Mhóir is Máire Ní Chathasaigh


Chorus
She is your granny(x3)
the hag with the money
She’s your granny, from Iorras Mhór(1) she’d ride in coaches on the roads of Cois Fharraige (2)
I
If you saw the steam going west to Flynn’s Point
And the wheels churning around her hindquarters,
You could turn the steering wheel nine times at her stern
And she wouldn’t keep up(3) with the hag with the money
II
Do you think you’ll marry?  (x3)
the hag with the money?
I know you won’t marry (x2)
‘Cause he’s too young and he’ll squander the money
III
We’ll soon have a wedding (x3)
by two in the village
We’ll soon have a wedding (x2)
Between Sean Seamais Mhoir and Maire Ni Chathasaigh
tradotto da Cattia Salto
CORO
E’ tua nonna,
la strega con il grano
è tua nonna da Errismore (1)
che corre in autobus
per le strade di Cois Fharraige(2)
I
Se vedevi il fumo (del battello) andare verso Ovest a Flynn’s Point
e le ruote che sbattevano sul suo deretano
potresti girare il timone nove volte a poppa
e non avrebbe tenuto il passo(3)
alla strega con i soldi
II
Credi che ti sposerai
la strega con i soldi?
Credo che non si sposerà
perché è troppo giovane e sperpererà il danaro
III
Presto ci sarà un matrimonio
con due del villaggio
presto ci sarà un matrimonio
tra Sean Seamais Mhoir e Maire Ni Chathasaigh

NOTE
1) Iorruis Mhóir (Errismore)
2) Cois Fharraige= “beside the sea”. è quella parte ragionevolmente dritto della costa del Connemara “is that reasonably straight part of the Connemara coastline that stretches from Salthill on the east to Ros a’ Mhíl on the west. Beyond Ros a’Mhíl it’s nothing but inlets and islands and huge rocks.”
3) la frase è un po’ contorta ma si descrive una gara di abilità tra un battello a vapore (in inglese è di genere femminile) e la “nonnina” la quale secondo Joe Heaney “she was reputed to be so strong, that even at that time – that’s when the first boats came out with the…steamboats – they reckoned that if she went into a rowing-boat and started rowing against the steamboat she’d have beaten the steamboat, she was that strong” (tratto da qui).

IL CONNEMARA

Non una contea ma un’area peninsulare geograficamente delimitata nella contea di Galway (Irlanda Ovest)
Il Connemara rappresenta per l’ Irlanda un po’ quello che la Toscana e’ per l’Italia o la Valle della Loira o la Borgogna sono per la Francia: la regione che in un certo senso ne riassume lo spirito, dove si trovano concentrati gli aspetti del paesaggio e della cultura che piu’ di frequente vengono associati all’ intera nazione: qui si trova una delle piu’ vaste aree dove ancora sopravvive la lingua celtica, qui si possono ammirare le verdissime vallate e le colline spazzate dal vento rese famose da film come The Quiet Man di John Ford, e piu’ di recente, The Field, entrambi girati da queste parti.” (tratto da qui)

FONTI
http://www.verdeirlanda.info/index.php/i-luoghi/97-il-connemara
http://www.guide-europe.info/connemara-guida-turistica/
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/SiDoMhamoI.html
http://ronanbrowne.com/dally-and-stray-sleeve-notes/20-2/
http://www.celticlyricscorner.net/cliar/cailleach.htm
http://www.celticlyricscorner.net/altan/sido.htm
http://www.celticlyricscorner.net/soundtracks/sido.htm
http://www.celticlyricscorner.net/meav/sido.htm
http://songsinirish.com/p/cailleach-an-airgid-lyrics.html
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=734
http://saturdaychorale.com/2011/07/16/saturday-chorale-the-hag-with-the-money-anuna/
https://thesession.org/tunes/351

TÉIR ABHAILE RIÚ

La versione irlandese della popolarissima melodia comunemente conosciuta come “Behind the bush in the garden” ha un testo in gaelico che le dà il nome di TÉIR ABHAILE RIÚ.
Si potrebbe intendere come un battibecco tra il padre (o  la madre) e la figlia di nome Mary in merito alla combinazione di un matrimonio, quello della ragazza con il piper. La scena presumibilmente si svolge durante una veglia popolare con tanto di danze e canti nel cuore delle notte. Io mi immagino l’alterco madre e figlia, con la madre che rimprovera la figlia di essere una sfacciata per come si sta mangiando con gli occhi il piper e le dice di andarsene a casa, che tanto ormai il suo matrimonio è già stato combinato: “Tu sposerai il piper – le dice, e maliziosamente aggiunge- se  vuoi che resti con te anche il mattino dopo..”.
Ma la figlia non vuole ammettere che il ragazzo le piace (probabilmente sta pensando solo a una notte d’amore con lui) e le risponde “Cosa? Non è la mia scelta, sei tu che hai deciso di combinare il matrimonio..
Un’interpretazione della storia decisamente moderna, del resto il tono allegro e vivace della canzone ci guida nella comprensione della scenetta: Mary molto probabilmente finirà per accettare di buon grado la scelta matrimoniale dei genitori.

irish dancing

ASCOLTA  Clannad in Clannad 2 1974

GAELICO IRLANDESE
Curfá:
Téir(1) abhaile arù téir abhaile arù
Téir abhaile arù(2), a Mhéirí!
Téir abhaile is fan sa bhaile(3)
Mar tá do mhargadh(4) déanta
I
Is cuma cé dhein é nó nár dhein
Is cuma cé dhein é Mhary
Is cuma cé dhein é nó nár dhein
Mar tá do mhargadh déanta
II
Pós an piobaire(5), pós an piobaire
Pós an piobaire Mhary
Pós an piobaire dtús na hoíche
Is beidh sé agat ar maidin
III
Tá do mhargadh, níl mo mhargadh
Tá do mhargadh déanta
Níl mo mhargadh, tá do mhargadh
Níl mo mhargadh déanta
IV
Níl mo mhargadh, tá do mhargadh
Níl mo mhargadh déanta
Tá do mhargadh, níl mo mhargadh
Tá do mhargadh déanta
TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
Go you home (with them) , go you home
Go you home, Mary
Go home with you and stay at home
Because your bargain is made
I
It doesn’t matter who made it or who didn’t
It doesn’t matter who made it, Mary
It doesn’t matter who made it or who didn’t
Because your bargain is made
II
Marry the piper, marry the piper
Marry the piper, Mary
Marry the piper early at night
And you’ll have him in the morning
III
Your bargain is, my bargain isn’t
Your bargain is made
My bargain isn’t, your bargain is
My bargain isn’t made
IV
My bargain isn’t, your bargain is
My bargain isn’t made
Your bargain is, my bargain isn’t
Your bargain is made

NOTE
1) Téir – téigh (= “go!”) in senso imperativo. In italiano l’ho tradotto con “Fila di corsa a casa” proprio perchè nel gaelico è implicito un senso di urgenza
2) sebbene sia stato tradotto in molti siti con “with you” la traduzione non è esatta; si propende piuttosto per il significato di intercalare: “aroo, arú, airiú (expressing affirmation, or indicating that something should not be taken too seriously) indeed, certainly  Ir. airiú. ‘Arú an t’amadán!’: Ah, the fool!, ‘Aroo, bad as I like ye, it’s worse without ye’“. (tratto da qui). Altri traducono riú = ré = leo (in inglese “with them”)
3) anche scritto come Téir abhaile is cóirigh do leaba= Off home with you and ready your bed
4) l’affare è concluso ovvero si è formata la coppia dei promessi sposi
5) trattandosi di una canzone tradizionale irlandese più che un suonatore di cornamusa si potrebbe intendere un suonatore di flauto

TRADUZIONE ITALIANO
Fila di corsa a casa Mary e restaci, perchè il tuo patto è fatto. Non importa chi l’abbia fatto o non l’abbia fatto perchè ormai il tuo contratto è fatto. Sposa il piper, sposa il piper Mary, sposa il piper subito stanotte e te lo terrai al mattino. E’ il tuo contratto non il mio, tu hai preso l’accordo, non io, è il tuo patto, non il mio. Non è il mio patto, è il tuo, io non sono d’accordo, è il tuo contratto non il mio, tu hai preso l’accordo.

Più recentemente le Celtic Woman hanno fatto una particolare versione di questa canzone, mantenendo solo il ritornello dell’originale in gaelico irlandese e aggiungendo un testo in inglese (in Believe, 2012)

ASCOLTA Celtic Woman. Nel live il brano è preceduto da un gustoso siparietto vocale in cui tre donne (presumibilmente tre sorelle)  litigano tra loro utilizzando dei semplici vocalizzi. Chi canta gira per la città di Galway, alla ricerca dell’amore di un marinaio (più in senso fisico che sentimentale si direbbe), mentre le altre due sorelle non vorrebbero che lei uscisse di casa (alla fine però tutte e tre ballano con i marinai fino all’alba). Il testo è accreditato a David Downes (produttore e direttore musicale – e direi l’anima- delle Celtic Woman)


I
Look how the light of the town
the lights of the town are shining now
Tonight I’ll be dancing around
I’m off on the road to Galway now
Look how she’s off on the town
She’s off on a search for sailors though
There’s fine fellas here to be found
She’s never been one to stay at home
Home you’ll go and it’s there you’ll stay
And you’ve work to do in the morning
Give up your dream of going away
Forget your sailors in Galway
CHORUS
Téir abhaile riú, téir abhaile riú
Téir abhaile riú Mhary
Téir abhaile riú ‘s fan sa bhaile
Mar tá do mhargadh déanta
II
Come now and follow me down
Down to the lights of Galway where
There’s fine sailors walking the town
And waiting to meet the ladies there
Watch now he’ll soon be along
He’s finer than any sailor so
Come on now pick up your spoons(1)
He’s waiting to hear you play them WHOOO!
Here today and she’s gone tomorrow
And next she’s going to Galway
Jiggin’ around and off to town
And won’t be back until morning
CHORUS
III
Off with a spring in my step
The sailors are searching Galway for
A young lady such as myself
For reels and jigs and maybe more
Stay here and never you mind
The lights of the town are blinding you
The sailors they come and they go
But listen to what’s reminding you
Handsome men surrounding you
Dancing a reel around you
Home you’ll go and it’s there you’ll stay
And you’ve work to do in the morning
Give up your dream of going away
Forget your sailors in Galway
CHORUS
Listen to the music flow
I’m falling for the flow of home
I’m home to dance till dawning
CHORUS
Stay a while and we’ll dance together now
As the light is falling
We’ll reel away till the break of day
And dance together till morning
CHORUS x 2
do Mhargadh de – do mhargadh danta

TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
I
Guarda come le luci della città
le luci della città brillano ora
stanotte danzerò in giro
sono uscita per le strade di Galway.
Guardate mentre lei è uscita per la città
è fuori alla ricerca dei marinai, però
ci sono dei bei compagni qui da trovare,
lei non è mai stata una da starsene a casa!
A casa andai ed è là che devi stare
hai del lavoro da fare al mattino,
scordati i tuoi sogni di uscire
dimentica i tuoi marinai di Galway
CORO:
Vai a casa
vai a casa Mary
vai a casa e restaci
perchè la coppia è fatta.
II
Vieni ora e seguimi
verso le luci di Galway dove
ci sono dei bei marinai che camminano per la città
e aspettano di incontrare le signore lì;
vedi che lui sarà qui tra poco
è più elegante di un qualsiasi marinaio così
vai adesso a prendere i tuoi cucchiai
lui sta aspettando di sentirti mentre li suoni.
Qui oggi e lei e andata, domani
e dopo lei andrà a Galway
ballando in giro per la città
e non sarà di ritorno fino al mattino
CORO
III
Fuori sprizzando la mia gioia,
i marinai sono in cerca a Galway
di una giovane signora proprio come me
per ballare reel e jig e forse di più.
Resta qui e non badare
alle luci della città che ti accecano
i marinai vanno e vengono
ma ascolta ciò che ti ricordi
uomini belli che ti circondano
e ballano un reel attorno a te.
A casa andai ed è là che devi stare
hai del lavoro da fare al mattino,
scordati i tuoi sogni di uscire
dimentica i tuoi marinai a Galway
CORO
Ascoltando la musica che nasce
mi lascio trasportare a casa
per ballare fino all’alba
CORO
Resta un poco e balleremo insieme ora
mentre la luce svanisce
danzeremo in giro fino allo spuntar del giorno
e balleremo insieme fino al mattino
COROX2
perchè la coppia è fatta

NOTE
1) suonare i cucchiai per accompagnare una melodia da danza richiede una particolare abilità

LA VERSIONE CANADESE (NUOVA SCOZIA): Cha dean mi’n obair

Sempre in gaelico ma questa volta scozzese “Cha dean mi’n obair” (I won’t do the work) vediamo anche l’ennesimo abbinamento con la melodia “Behind the bush in the garden“. Nell’archivio di Tobar an Dualchais si legge che la canzone , fu composta dagli scozzesi dell’isola di South Uist (Ebridi Esterne) quando emigrarono in Canada.

ASCOLTA Anne Morrison 1964 (South Uist)

GAELICO SCOZZESE
Cha dean mi obair, cha dean mi obair,
Chan urrainn mi obair a dheanamh.
Chan ith mi biadh ‘s chan ol mi deoch,
Tha an gaol an deighinn mo lionadh.
TRADUZIONE INGLESE
I cannot work, I cannot work,
I am unable to work
I cannot eat, I cannot drink
Love has consumed me.

seconda parte continua 

FONTI
http://www.irishpage.com/songs/abhaile.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=136153
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66851
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/teidhir.htm
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic57495.html
http://www.daltai.com/discus/messages/13510/44617.html?1248965275
http://www.debisimons.com/behind-the-music/why-is-mary-treated-so-badly-in-teir-abhaile-riu

http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/85911/3;jsessionid=9F2EC16F1FD71AF4A4EE4D5DBADD011C
http://tunearch.org/wiki/Annotation:I_Won’t_Do_the_Work

DULAMAN, THE SEAWEED-GATHERER IN IRISH BALLADRY

seaweed-guillouLe popolazioni che vivono lungo le coste hanno imparato a raccogliere, per il consumo abituale, diverse qualità di alghe,
In particolare in Scozia e Irlanda le alghe dulse e il muschio irlandese hanno sempre fatto parte della dieta degli abitanti costieri.

Dúlamán all’apparenza un nome esotico, che in gaelico significa “seaweed-gatherer” (in italiano “raccoglitore d’alga“): da millenni gli Irlandesi hanno fatto della raccolta delle alghe un mestiere, c’era il “dúlamán Gaelach” che selezionava le alghe per tingere i panni e il “dúlamán maorach” che raccoglieva le alghe commestibili.
Le alghe vengono raccolte come fertilizzanti per i campi altrimenti sabbiosi e aridi delle isole (vedasi Ascophyllum nodosum, dette in Irlanda knotted wrack qui)

ALGHE NEL PIATTO

Tipico ingrediente della cucina giapponese l’alga del mare è anche onnipresente nella cucina irlandese: l’Irish moss (in italiano muschio d’Irlanda) per le sue proprietà addensanti è utilizzata ancora oggi nel settore alimentare, come ingrediente di zuppe e stufati e in particolare nella preparazione della birra, che non necessita di essere filtrata e alla quale conferisce una schiuma molto “spessa”. Molte sono poi le proprietà medicamentose delle alghe, non solo come integratori alimentari (antiossidanti e ricche di iodio), ma anche cosmetico (benefici alla pelle e ai capelli); anche in agricoltura possono essere utilizzate come fertilizzanti con alto potere battericida o come integratore alimentare per il bestiame..
Ci sono vari tipi di alga rossa che si trovano lungo le coste di Irlanda – Gran Bretagna: l’alga dulse (Palmaria palmata)  e l’irish moss (Chondrus crispus detta anche Carragheen) che distesa e fatta asciugare sotto il sole vira al bianco in una caratteristica tinta “bionda”! Ovviamente si possono già mangiare “al naturale” e crude come gli amanti del sushi ben sanno!

irish-mossPer diventare esperti raccoglitori di alghe e cimentarsi in sfiziose nonché salutari ricette ecco l’ Irish Seaweed Kitchen Cookbook, non solo un libro ma anche un sito web (qui)

Nella mia ignoranza italica (certamente fugata se leggessi il libro su indicato!) non saprei dire se le alghe dalle quali si ottengono le tinture per lana e filati in genere o stoffe siano le stesse edibili, ovviamente il processo di lavorazione per ottenere la tintura sarà diverso dal processo di essiccazione, perchè l’obiettivo è quello di ottenere un colorante (non tossico!!) nella gamma del verde-blu e arancione-rosso.

Dúlamán è anche una popolare e antica ballata irlandese, apparentemente una “nonsense song”, è in realtà il racconto del corteggiamento della figlia di un “dúlamán gaelach” che ha almeno due pretendenti un “dúlamán gaelach” che le vuole comprare un bel paio di scarpe e un “dúlamán maorach” che la tenta con l’acquisto di un pettine. Il padre non è contento d’imparentarsi con un semplice “dúlamán maorach”, così la ragazza, che ha fatto la sua scelta, viene “rapita” per una “fuitina” a scopo matrimoniale.

ASCOLTA Clannad in Dulaman 1976

ASCOLTA Omnia, 2009 (che sembra più un canto di guerra che un canto di lavoro)

ASCOLTA Altan in Island Angel 1993

ASCOLTA Celtic Woman live 2006

VERSIONE Clannad
CurfáX2:
Dúlamán na binne buí
Dúlamán Gaelach
I
A’níon mhín ó
Sin anall na fir shúirí
A mháithair mhín ó
Cuir na roithléan go dtí mé(1)
II
Tá ceann buí óir(2)
Ar an dúlamán gaelach
Tá dhá chluais mhaol
Ar an dúlamán gaelach
III
Rachaimid ‘un an Iúr(4)
Leis an dúlamán gaelach
Ceannóimid bróga daora
Ar an dúlamán gaelach
IV
Bróga breaca dubha
Ar an dúlamán gaelach
Tá bearéad agus triús
Ar an dúlamán gaelach
V
Ó chuir mé scéala chuici
Go gceannóinn cíor dí
‘Sé an scéal a chuir sí chugam
Go raibh a ceann cíortha(6)
VI
Caidé thug tú ‘na tíre?
Arsa an dúlamán gaelach
Ag súirí le do níon
Arsa an dúlamán maorach
VII
Chan fhaigheann tú mo ‘níon
Arsa an dúlamán gaelach
Bheul, fuadóidh mé liom í
Arsa an dúlamán maorach
VIII
Dúlamán na binne buí
Dúlamán a’ tsleibhe
Dúlamán na farraige
Is dúlamán a’ deididh
VERSIONE Altan
Curfá: Dúlamán na binne buí,
dúlamán Gaelach
Dúlamán na farraige,
‘s é b’fhearr a bhí in Éirinn
I
A ‘níon mhín ó,
sin anall na fir shúirí
A mháithair mhín ó,
cuir na roithléan go dtí mé(1)
II
Tá cosa dubha dubailte (2)
ar an dúlamán gaelach
Tá dhá chluais mhaol
ar an dúlamán gaelach
III
Rachaimid go Doire(4)
leis an dúlamán gaelach
Is ceannóimid bróga daora
ar an dúlamán gaelach
IV
Bróga breaca dubha
ar an dúlamán gaelach
Tá bearéad agus triús
ar an dúlamán gaelach
V
Ó chuir mé scéala chuici,
go gceannóinn cíor dí
‘S é’n scéal a chuir sí chugam,
go raibh a ceann cíortha(6)
VI
Góide a thug na tíre thú?
Arsa an dúlamán gaelach
Ag súirí le do níon,
arsa an dúlamán maorach
VII
Ó cha bhfaigheann tú mo ‘níon,
arsa an dúlamán gaelach
Bheul, fuadóidh mé liom í,
arsa an dúlamán maorach

NOTE
1) la ragazza si mette a filare per mostrare al corteggiatore che è laboriosa e modesta
2) nella versione Altan “Tá cosa dubha dubailte“= there are two black thick feet (in italiano ci sono due grossi piedi neri)
3) narrow
4) oppure Derry
5) un tempo possedere un paio di scarpe era un lusso tra la gente del popolo, l’unico paio veniva indossato solo nelle occasioni speciali, per andare a messa o per ballare!
6) Go raibh a ceann cíortha tradotto anche come ” that it was a fine one“.
7) il raccoglitore d’alghe per mangiare che è quello scelto dalla ragazza ma non benvisto dal padre.


TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
Seaweed from the yellow cliff,
Irish seaweed
Seaweed from the ocean,
the best in all of Ireland
I
Oh gentle daughter
Here come the wooing men
Oh gentle mother
oh bring me my spinning wheel (1)
II
There is a yellow-gold head(2)
On the Irish seaweed
There are two blunt(3) ears
On the Irish seaweed
III
We’ll go to Newry(4)
With the Irish seaweed
I would buy expensive shoes
Said the Irish seaweed
IV
Beautiful black shoes(5)
The Irish seaweed has
A beret and trousers
The Irish seaweed has
V
I spent time telling her the story
That I would buy a comb for her
The story she told back to me
That she is well-groomed(6)
VI
“What did you bring from the land?”
Says the Irish seaweed
“Courting with your daughter”
Says the stately seaweed(7)
VII
“You’re not taking my daughter”
Says the Irish seaweed
“Well, I’d take her with me”
Says the stately seaweed
VIII
Seaweed of the yellow cliff
Seaweed of the mountain
Seaweed from the sea
Seaweed..

TRADUZIONE ITALIANO (da qui)
(ritornello)
Alga dalla scogliera gialla,
alga irlandese,
Alga dall’oceano,
la migliore in tutta l’Irlanda.
I
“Oh cara figliola,
ecco che arrivano i corteggiatori”
“Oh cara madre,
portami l’arcolaio”(1).
II
C’è una testa giallo-oro(2)
sul raccoglitore d’alghe irlandese,
ci sono due piccole(3) orecchie
sul raccoglitore d’alghe irlandese.
III
“Andremo a Newry (Derry) (4)
con il raccoglitore d’alghe irlandese “Vorrei comprarti delle scarpe costose” ha detto il raccoglitore d’alghe irlandese,
IV
Scarpe nere bellissime(5)
ha il raccoglitore d’alghe irlandese
ha un berretto e i pantaloni.
V
Ho passato del tempo a raccontarle la storia, di come le avrei comprato un pettine. La storia che mi ha raccontato di rimando, è che era una buona idea (6).
VI
“Che cosa sei venuto a fare?”
dice il raccoglitore d’alghe irlandese.
“A corteggiare tua figlia”
dice il raccoglitore d’alghe(7).
VII
“Oh, dove stai portando mia figlia?” dice il raccoglitore d’alghe irlandese. “Beh, la porterei con me” dice il raccoglitore d’alghe .
VIII
Alga dalla scogliera gialla,
alga della montagna, alga dall’oceano, la migliore, la migliore di tutta l’Irlanda

FONTI
http://connemara.verdeirlanda.info/it/30-le-news/la-vita/44-alghe-la-ricchezza-dal-mare
http://testitradotti.wikitesti.com/2011/03/13/dulaman-testo-traduzione-e-video-dei-celtic-woman/ http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/Dulaman.html http://www.celticlyricscorner.net/clannad/dulaman_song.htm http://thesession.org/tunes/10313 http://songoftheisles.com/2013/06/25/dulaman/ http://www.mondobirra.org/alga.htm http://vre2.upei.ca/cap/node/456 http://irishseaweedkitchen.ie/

CHRIST CHILD’S LULLABY

Tra le musiche natalizie non possono mancare le ninne-nanne:  “Christ Child’s Lullaby” è un brano tradizionale scozzese dalle Isole Ebridi nota con il titolo Taladh Chriosda 

CHRIST CHILD’S LULLABY

Tàladh Chrìosda (in italiano La Ninna nanna di Cristo) è il nome popolare con cui viene chiamata la carol in gaelico scozzese Tàladh ar Slànaigheir (in italiano La Ninna nanna del nostro Salvatore). Una melodia che arriva dalle isole Ebridi (Isola di Barra) all’estremo Nord della Scozia: una melodia che si perde nella notte dei tempi e che ancora oggi le donne del posto cantano come spell di protezione agli uomini del villaggio usciti per mare: questa ninna-nanna serve quindi ad addormentare il mare perché resti calmo e il suo andamento ricorda proprio il movimento ritmico e placido delle onde.

Il testo in gaelico è stato scritto nel 1855 da Padre Ranald Rankin di Fort William per i bambini di Moidart (prima di partire per l’Australia) sulla melodia Cumha Mhic Àrois (in italiano “il Lamento per Mac Àrois”) e nella sua versione originale ha 29 versi; viene cantato durante la messa di mezzanotte della vigilia di Natale. Il brano è stato diffuso dalla trascrizione di Marjory Kennedy Freser con il titolo Christ Child’s Lullaby. Come tutte le canzoni radicate nella tradizione popolare ha molte varianti testuali.

VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE: TALADH CHRIOSDA

ASCOLTA Fiona J Mackenzie in Duan Nollaig 2007

ASCOLTA Crimson Ensemble in “Celtic Christmas” Mairi MacInnes (gaelico scozzese) & Mae McKenna (inglese) con prima la strofa in gaelico e poi ripetuta in inglese

VERSIONE GAELICO SCOZZESE
[Rann 1]
Mo ghaol, mo ghràdh is m’ eudail Thu!
M’ ionntas ùr is m’ èibhneas Thu!
Mo mhacan àlainn, ceutach Thu!
Chan   fhiù mi fhèin a bhith ad dhàil.
[Sèist]
A-le-lùia, A-le-lùia
A-le-lùia, A-le-lùia.
[Rann 2]
Ged as Rìgh na Glòrach Thu,
Dhiùlt iad an taigh-òsda dhut,
Ach chualas ainglean sòlasach
Toirt glòir don Tì as àird’.
[Rann 3]
Mo ghaol an t-sùil a sheallas tlath!
Mo ghaol an chridhe tha liont’ le gràdh!
Ged as leanabh Thu gun chàil,
Is lìonmhor buaidh tha ort a’ fàs.

VERSIONE IN INGLESE: CHRIST CHILD’S LULLABY

ASCOLTA Kathy Mattea

ASCOLTA Kindred Voices in “I Heard a Bird Sing in the Dark of December” 2006
ASCOLTA Stacy Hilton, Christina Zaenker, Daniel Lindenberger in “West Coast Christmas“, 2004


I
My love, my treasured one are you
My sweet and lovely son are you
You are my love, my darling new
Unworthy I, of you
Coro
Alleluia, Alleluia,
Alleluia, Alleluia
II
Your mild and gentle eyes proclaim
The loving heart with which you came
A tender, helpless tiny babe
With boundless gifts of grace
III
King of Kings, Most Holy One
God the son, and only one
You are my God and helpless son
High ruler of mankind
tradotto da Cattia Salto
I
Mio amore tu sei il mio unico tesoro,
tu sei il mio dolce e amato figlio
il mio amore e il mio nuovo prediletto, non sono degna di te
Coro
Alleluia
Alleluia
II
I tuoi occhi miti e dolci proclamano
il cuore amoroso con il quale
sei venuto
un tenero, indifeso bambinello
con doni infiniti di grazia.
III
Re dei Re, il Santissimo Unico,
Figlio di Dio in eterno,
sei il mio Dio e figlio indifeso
Sovrano dell’umanità.

VERSIONE IN GAELICO IRLANDESE: SUANTRAÍ

Il testo è attribuito a Séan Óg O’Tuama, questa ninna-nanna è conosciuta anche con il titolo di Christmas Lullaby. La melodia è la stessa della versione in gaelico scozzese.
ASCOLTA Orla Fallon

ASCOLTA Celtic Woman

Seothó seothú ló Seothó seothú ló
Seothú ló, seothú ló
Mo ghaol, mo ghrá ‘gus m’eadúil thú
Mo stoirín úr is m’fhéirín thú
Mo mhacán álainn scéimheach thú
Chan fiú mé féin bheith ‘d dháil
Alleluia
Seothó seothú ló

Traduzione in inglese
My close one, my love and my idol are you
My darling treasure and my little present are you
My little beautiful son are you
How wonderful it is to be with you
Tradotto da Cattia Salto
Mio prediletto, mio amore tu sei il mio idolo,
tu sei il mio caro tesoro e il mio piccolo dono
tu sei il mio bel figlioletto
com’è meraviglioso essere con te

We three kings of Orient are

magiNella tradizione cristiana, i Magi fanno visita a Gesù bambino poco dopo la sua nascita, portando in dono oro, incenso e mirra. Nel Vangelo di San Matteo i Magi vengono “da oriente” per adorare Cristo, “il re dei Giudei“. La festa che celebra il loro arrivo a Betlemme cade, come tutti sanno, il 6 gennaio (La dodicesima notte diventata anche festa della Befana) e, in alcuni paesi è la data in cui i bambini ricevono i loro regali di Natale.
Sono lì per adempiere ad una profezia fatta da Balaam chiamato da Balak il re di Moab per maledire gli Ebrei nell’esodo dall’Egitto, in modo da frenare la marcia delle tribù ebraiche verso la terra promessa. Il mago giunto su un picco roccioso del deserto transgiordanico (nonostante i capricci della sua asina che per ben tre volte s’era impuntata e rifiutata di proseguire oltre), dopo aver celebrato il sacrificio consueto, apre la bocca per recitare la maledizione su Israele, e invece ne profetizza il destino glorioso: «Io lo vedo, ma non ora, io lo contemplo, ma non da vicino: una stella spunta da Giacobbe, uno scettro sorge da Israele» (libro dei Numeri 24,17). Di per sé il testo allude alla futura dinastia davidica; ma nella traduzione della Bibbia dall’ebraico in aramaico, la nuova lingua parlata dagli Ebrei, la frase diventa «Un re spunta da Giacobbe; un Messia sorge da Israele». E la frase diventa un’attesa messianica.
(per restare in tema di profezie Isaia 7:14 continua)

I Magi seguono la stella che brilla da Oriente verso Occidente, chiedono informazioni nei pressi di Gerusalemme e alla fine trovano Gesù a Betlemme “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (Matteo 2,11)
Fu la vox-populi a farli diventare tre come i doni offerti a Gesù:
1) Kaspar, Caspar, Gaspar, Gathaspa, Jaspar o Jaspas.
2) Melchior, Melichior o Melchyor
3) Balthasar, Bithisareuna o Balthassar.
Nelle chiese orientali diventano Hor, Karsudan e Basanater, una tradizione armena (il Vangelo armeno dell’Infanzia) identifica i Magi come Balthasar proveniente dall’Arabia, Mechior proveniente dalla Persia e Gasper proveniente dall’India.

Nell’antichità venivano chiamati “magi” gli studiosi delle scienze occulte, che un tempo si dedicavano anche allo studio dell’astronomia, della matematica, della fisica, della chimica, e nel contesto della nascita sono preferibilmente ricordati come i Saggi (termine meno scomodo di quello di mago) sebbene non giudei, che riconoscono la venuta del Messia. I Magi “che vengono da Oriente” (da qualche parte dell’Impero Persiano) rappresentano tutti gli altri popoli che tramite la conversione accolgono la salvezza di Dio. Non sono mai stati Re anche se Isaia aveva profetizzato che “Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere” e nel Salmo 72  si legge “I re di Tarsis e delle isole gli pagheranno il tributo, il re di Seba e di Saba gli offriranno doni. A lui tutti i re si prostreranno, lo serviranno tutte le nazioni”.

Adorazione Magi, Giotto – Cappella degli Scrovegni

WE THREE KINGS

Il titolo originale del brano è “Three Kings of Orient” scritto dal reverendo John Henry Hopkins Jr pubblicato per la prima volta nel 1863 (New York). Il brano era stato scritto per una recita teatrale, forse nel 1857 ma venne incluso solo nel 1863 nella raccolta curata dallo stesso autore “Carols, Hymns and Songs”. I tre Re sono guidati da una stella mistica e descrivono in prima persona i loro doni, svelandone il significato. Brano molto popolare non solo in America è interpretato da solisti di ogni genere musicale, dai Beach Boys ai Jethro Tull!

La versione strumentale di Jethro Tull in “The Jethro Tull Christmas Album” 2003 (un cd da collezionare per l’Inverno) tra il folk, il jazz e la musica classica. Nel Cd inoltre c’è anche l’ottima “A Christmas Song” che prende l’avvio da “Once in a Royal David’s CIty” (vedi)

ASCOLTA Blackmore’s Night in “Winter Carols”  (strofe I, III, II, I)

ASCOLTA Celtic Woman (strofe I, II, V)


I
We three kings of Orient are
Bearing gifts we traverse afar
Field and fountain, moor (1) and mountain
Following yonder star (2)
II
Born a King on Bethlehem’s plain
Gold I bring to crown Him again
King forever, ceasing never
Over us all to rein
O Star of wonder, star of night
Star with royal beauty bright
Westward leading,
still proceeding
Guide us to thy Perfect Light
III
Frankincense to offer have I
Incense owns a Deity nigh (3)
Pray’r and praising, all men raising
Worship Him, God most high
IV
Myrrh is mine, its bitter perfume
Breathes of life of gathering gloom
Sorrowing, sighing, bleeding, dying
Sealed in the stone-cold tomb
V
Glorious now behold Him arise
King and God and Sacrifice (4)
Alleluia, Alleluia
Earth to heav’n replies
Traduzione italiano di Cattia Salto
I INSIEME:
Siamo i  tre Re d’Oriente
e portiamo doni da terre lontane
per campi e fiumi,
colline e montagne
inseguendo una stella  lontana.
II GASPARE:
E’ nato un re nella piana di Betlemme, io porto l’Oro per incoronarlo ancora Re per sempre, perché non smetta mai di regnare su tutti noi
O Stella meravigliosa, stella della Notte
stella rilucente d’oro zecchino
Nel dirigerti verso Occidente
c’indichi il cammino
e ci guidi verso la Luce di Dio

III MELCHIORRE:
Io ho incenso per le offerte,
incenso che è vicino a Dio
chi lo prega e loda, tutti gli uomini ad adorare, Dio l’Altissimo
IV BALDASSARRE:
La Mirra è il mio dono, dall’aspro profumo, per i suoi ultimi respiri  di dolore, di lacrime, di sangue, di morte sigillati nella tomba di fredda pietra.
V INSIEME:
E lui risorgerà nella Gloria
Re e Dio e l’Agnello
“Alleluia, Alleluia”
la Terra replica al Cielo


NOTE
1) moor è la brughiera che in questo caso indica le terre collinose
2) Gli studiosi della Bibbia hanno cercato di capire che cosa voleva indicare Matteo nel suo Vangelo con la “stella” che guidava i Magi. Tre sono le ipotesi: 1. La stella cometa era un fenomeno miracoloso che potevano vedere solo i Magi; 2. La stella cometa era un vero fenomeno astronomico verificatosi nel cielo; 3. La stella cometa del testo era solo un simbolo della venuta nel mondo di Gesù… il testo non parla mai di stella “cometa”, ma solo di “stella” (astron in greco). Sembra che la tradizione della stella “cometa” sia nata da Giotto nel 1303-1305 quando egli dipinse a Padova nella cappella degli Scrovegni una raffigurazione della natività con sopra la capanna una stella con la scia, appunto una stella “cometa”. Inoltre questa “stella” ha un comportamento anormale per essere un vero fenomeno astronomico: prima guida i Magi che provengono dall’Oriente verso Gerusalemme (quindi segue un percorso da est verso ovest), poi scompare quando i Magi arrivano a Gerusalemme. Infatti Erode e tutti gli abitanti della città non ne sapevano niente. Poi la “stella” ricompare quando i Magi lasciano Gerusalemme e li guida verso Betlemme (viaggia quindi questa volta da nord verso sud) e poi si ferma sopra la grotta dove nasce Gesù.
Tutte queste perplessità fanno pensare alla maggioranza dei biblisti che la “stella” della natività deve essere interpretata in senso simbolico: la “stella” rappresenta il Messia cioè Gesù stesso che viene nel mondo. Qui si fa riferimento ad una simbologia usata spesso nel testo biblico: Gesù è la luce che viene nel mondo a vincere le tenebre. (tratto da vedi)
3) nigh non è un refuso per night, ma una parola desueta per “near”, letteralmente “vicino a Dio”: l’incenso (come le piante aromatiche) fa parte dei riti sacrificali agli dei da gettare nel fuoco per purificare l’aria e far salire le preghiere verso l’alto
4) agnello sacrificale

continua

FONTI
http://matteomiele.wordpress.com/2011/09/18/santi-magi-doriente/

NIL SE NA LA

Il brano è una drinking songs in gaelico irlandese: richiama il tema del gran bevitore come in “The Wild Rover” in cui il protagonista cerca di bere a credito presso una birreria ed è respinto in malo modo dalla locandiera, poi ritorna con i soldi in tasca e riceve tutte le attenzioni del caso.

Il ritornello tratteggia un romantico quadretto di una notte di luna piena in cui il rover è in giro per pubs. Ma nello stesso tempo il titolo è anche un messaggio in codice Níl Sé ina Lá (Níl Sé’n Lá)
in inglese “It’s Not Yet Day” significa “non è ancora il giorno” da intendersi come “non è ancora arrivato il momento” come spiega Riccardo Venturi “Il termine gaelico irlandese per giorno, lá, ha una valenza del tutto particolare in Irlanda per entrare nel famosissimo slogan Tiocfaidh ár lá “Verrà il nostro giorno”, quello dell’indipendenza e della libertà. Fu creato da tale Bobby Sands ed è stato il motto del Provisional Irish Republican Army. Lá dev’essere una delle tre o quattro parole gaeliche che si pronunciano come si scrivono; però i Provisionals venivano detti “Chucky”, che è più o meno l’esatta pronuncia di “Tiocfaidh”, tanto per dare un esempio di quanto poco la pronuncia sia legata alla grafia nella lingua gaelica. Lá (genitivo: lae, irlandese antico lathe da un protoceltico *lasio- “il luminoso”), è comunque antichissima parola indoeuropea: è la radice LAS- “risplendere” che ha dato, ad esempio, il sanscrito lásati “risplende” e il greco λάω “guardo il sole che splende” (< *λά-σ-ω).” (da qui)
bosphorus-by-moonlight-1874

ASCOLTA Clannad, in Clannd -1972 superbo arrangiamento in stile anni 70

Un brano che nella sua struttura essenziale è cantato dalla stessa Kay McCarthy (irlandese trapiantata nel Lazio) in uno dei suoi primi progetti discografici realizzati in Italia, riascoltiamolo nella versione di Anna Cefalo ovvero Arpaincanto per voce e bodhran

ASCOLTA Da Anaan


Cúrfa:
Níl sé ‘na lá, níl a ghrá,

níl sé ‘na lá, ná baoil go maidin,
Níl sé ‘na lá, ní bheidh go fóill,
solas ard atá sa ghealaigh
I
Chuaigh mé isteach i dteach aréir,
‘s d’iarr mé cáirt ar bhean a’ leanna,
‘Sé dúirt sí liom, “Ní bhfaighfidh tú deor, buail an bóthair a’s gabh abhaile!”
II
Chuir mé féin mo lámh ‘mo phóc’,
is d’iarr mé briseadh coróin’ uirthi,
‘S é dúirt sí liom “Buail a’ bord,
A’s bí ag ól anseo go maidin”
III
“Éirigh ‘do shuí, a fhir a’ tí,
cuir ort do bhríste a’s do hata,
Go gcoinní tú ceol leis a’ duine chóir,
‘ bheas ag ól anseo go maidin”.
IV
Nach mise féin an fear gan chéill,
a d’fhág mo chíos i mo scórnaigh?
D’fhág me léan orm féin,
is d’fhág mé séan ar dhaoine eile?
tradotto da Kay McCarthy (*)
Ritornello
Non è ancora giorno,
l’alba è ancora lontana,
quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
I
Entrai in una taverna e chiesi un goccio alla locandiera,
E lei mi disse ” Non avrai neanche una lacrima, cammina, va
a casa!”
II
Misi la mano nella tasca e le chiesi il resto di una corona
E lei mi disse “Vieni al tavolo, bevi fino all’alba”.
III
“Alzati, padrone di casa, mettiti pantaloni e cappello,
Vieni giù e suona per questo signore, che resterà a bere fino all’alba”
IV
Che sciocco sono stato a tracannare i soldi dell’affitto,
Ad imparare una dura lezione, a lasciare la mia ricchezza ad altri (1).

NOTE
* Traduzione dal gaelico irlandese di Kay McCarthy, la traduzione in inglese qui
1) il pentimento del “rover” arriva alla fine quando si rende conto di aver speso tutti i soldi per il bere: qui però non è esplicitamente dichiarato il proposito di cambiare stile di vita

Le Celtic Woman partendo dallo stesso brano hanno realizzato una patinata performance per i loro “romantici” spettacoli, trasformano così il testo in una “notte brava” al femminile.


I
Chuaigh mé isteach i dteach aréir,
‘s d’iarr mé cáirt ar bhean a’ leanna,
‘Sé dúirt sí liom, “Ní bhfaighfidh tú deor, buail an bóthair a’s gabh abhaile!”
II
I came by the house last night and told the woman I am stayin’.
I said to her the moon is bright and me fiddle’s tuned for playin’.
III
Tell me that the night is young!
Tell me that the moon is glowin’.
Fill me glass, I’ll sing a song,
And we’ll start the music flowin’.
IV
Never mind the risin’ light!
There’s no sign of day nor Dawnin’.
In me heart, ‘tis still the night!
And we’ll stay ‘ere ‘til the mornin’.
V
Níl sé ‘na lá, níl a ghrá,
níl sé ‘na lá, ná baoil go maidin,
Níl sé ‘na lá, ní bheidh go fóill,
solas ard atá sa ghealaigh
VI
‘Tis not day nor yet awhile!
I can see the starlight shinin’.
Nil Se ina la is ni bheidh go foill.
Solas ard ata sa ghealaigh.
VII
Fill the glasses one more time and ne’er heed the empty bottle,
Turn the water into wine and turn the party up full throttle!
VIII
Don’t go out into the cold where the wind and rain are blowin’.
For the fire’s flamin’ gold,
And in ‘ere the music’s flowin’.
IX
Tell me that the night is long
Tell me that the moon is gleaming
Fill my glass, I’ll sing a song
And we’ll keep the music streaming
Until all the songs are sung
tradotto da Cattia Salto
I*
Entrai in una taverna e chiesi un goccio alla locandiera,
E lei mi disse ” Non avrai neanche una lacrima, cammina, va a casa!”
II
Uscii da casa la notte scorsa e dissi alla donna che mi ospita,
le dissi che la luna era luminosa e io e il mio violino eravamo intonati per suonare
III
Dimmi che la notte è giovane
dimmi che la luna è splendente
riempimi il bicchiere e canterò una canzone e faremo scorrere la musica
IV
Non preoccuparti che sorga il giorno
non c’è segno del giorno o dell’alba!
Nel mio cuore è ancora notte
e noi resteremo qui fino al mattino
V*
Non è ancora giorno, l’alba è ancora lontana, quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
VI
Non è ancora giorno, neanche un po’.
Posso vedere la luce delle stelle brillare
quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
VII
Riempi i bicchieri ancora una volta e bada alla bottiglia vuota
trasforma l’acqua in vino
e fai girare la festa a tutto gas
VIII
Non uscire fuori al freddo dove vento e pioggia si stanno accanendo
perchè il fuoco scoppietta
e dentro c’è la musica che scorre
IX
Dimmi che la notte è lunga
dimmi che la luna è scintillante
riempimi il bicchiere e canterò una canzone e faremo continuare la musica
finchè saranno cantate tutte le canzoni.

(Cattia Salto prima pubblicazione marzo 2013, integrazione gennaio 2017)

FONTI
http://ceolas.org/artists/Clannad/lyrics/Nil.html
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/nil.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=50550
https://thesession.org/tunes/9567
http://kurberraas-hessian13.deviantart.com/journal/Nil-Se-n-La-The-Fiddler-Woman-s-Dance-Irish-Ballad-274667497

Adeste fideles e la tregua di Natale

Nella Prima Guerra Mondiale nei giorni di Natale del Dicembre 1914 nelle trincee accadde un evento straordinario, nato dalla spontaneità dei soldati: britannici, francesi e tedeschi fraternizzarono tra di loro, scambiandosi gli auguri e dei piccoli doni; così il film Joyeux Noël – Una verità dimenticata dalla storia (2005) scritto e diretto da Christian Carion è il racconto romanzato di un episodio realmente accaduto al fronte nel dicembre 1914. (vedi seconda parte)

Ecco la scena tratta dal film in cui il famoso cantante tedesco Nikolaus Sprink  canta “Adeste fidelis” in latino, il linguaggio comune alla Cristianità,  accompagnato dalla cornamusa scozzese di Griogair Lawrie. E’ notte e dalla parte tedesca del fronte spuntano gli abeti decorati con luminarie e candele. Sprink s’inoltra a piedi nella terra di nessuno tra le due trincee tenendo in mano un alberello di Natale e canta a piena voce per invitare, con un linguaggio comprensibile a tutti, alla tregua.

(sorvogliamo sulla scelta della versione distribuita in Italia di tradurre tutte le diverse lingue – francese, inglese e tedesco- in italiano…)
ASCOLTA  Adeste fideles (I strofa) l’attore che impersona Nikolaus Sprink è Benno Fürmann, ma la voce che canta è del tenore Rolando Villazón.

ASCOLTA Enya in Amarantine 2005 (le prime due strofe di John Francis Wade)


TESTO John Francis Wade
I
Adeste fideles læti triumphantes,
venite, venite in Bethlehem.
Natum videte Regem angelorum.
Venite adoremus, venite adoremus
Venite adoremus Dominum.
II
Deum de Deo, lumen de lumine, Gestant puellae viscera;
Deum verum, genitum non factum
TESTO Jean Francois Borderies
II
En grege relicto, humiles ad cunas,
vocatis pastores approperant.
Et nos ovanti gradu festinemus.
III
Aeterni Parentis
splendorem aeternum,
Velatum sub carne (1) videbimus
Deum Infantem, pannis involutum.
IV
Pro nobis egenum
et foeno cubamtem,
Piis foveamus amplexibus:
Sic nos amantem
quis nos redamaret?

Traduzione italiano *
I
Accorrete fedeli, lieti e festosi!
Venite, venite a Betlemme, Ammirate
il Re degli Angeli appena nato.
Venite adoriamo, Venite adoriamo
Venite adoriamo il Signore.
II
Dio degli Dei, Luce della luce,
che non rifiuta il ventre della Vergine Vero Dio, generato e non creato.
Strofe aggiuntive
II
Abbandonato il gregge per l’umile culla
si avvicinano i pastori chiamati (così) noi, pregando, ci affrettiamo volentieri.
III
Vedremo l’eterno splendore
dell’Eterno Genitore
fatto carne
Dio, bambino, avvolto in fasce.
IV
Scaldiamo con devoti abbracci
(il bambino), che per noi è stato fatto
povero e adagiato nel fieno.
Chi non ricambierà l’amore
di chi ci ama così tanto?

NOTE
*tratta da qui
1) nascosto in (un corpo di) carne.

Adeste Fideles dal manoscritto Jabobite di John Francis Wade

Adeste fideles“, entrato a far parte della tradizione italiana del presepe è un canto di natale attribuito a San Bonaventura. ma la sua origine è incerta, si può solo affermare che il copista che trascrisse sia  testo (in latino) che melodia, è John Francis Wade  (c. 1711/2-1786).
Egli copiò un tema popolare irlandese a metà del 1700, mentre si trovava a Douai – Francia del Nord, noto centro di rifermento per i cattolici esuli per motivi politici e perseguitati dai protestanti inglesi; Wade era un giacobita, musicista e maestro del coro, nonchè copista di canti e inni religiosi; secondo lo studioso Dom Jean Stéphan (in The Adeste Fideles: A Study On Its Origin and Development, 1947) Wade non si limitò alla copia di un canto più antico, ma fu autore sia del testo che della musica di “Adeste fideles” ; egli scrisse solo quattro strofe, altre se ne aggiunsero alla fine del 1700 per mano dell’Abate Jean Francois Borderies (1764-1832).

COME ALL YE FAITHFUL

La versione in inglese di “Adeste fideles” s’intitola “”O Come All Ye Faithful” fu scritta, nelle prime 4 strofe, a metà del 1800 da un pastore della Chiesa d’Inghilterra Frederick Oakeley, poi convertitosi al Cristianesimo. Altri versi vennero aggiunti da William Thomas Brooke nel tradurre quelli scritti poco prima da Jean Francois Borderies.
ASCOLTA  Celtic Woman


I
O come, all ye faithful,
Joyful and triumphant,
O come ye, O come ye to Bethlehem;
Come and behold him,
Born the King of angels
(CHORUS)
O come, let us adore him,
O come, let us adore him,
O Come, let us adore him,
Christ the Lord.
II
God of gods,
light of light Lo,
He abhors not the Virgin’s womb
Very God, Begotten not created.
III
Sing, choirs of angels,
Sing in exultation,
Sing, all ye citizens of heaven above;
Glory to God in the highest.
IV
Yea, Lord, we greet Thee
Born this happy morning
Jesus, to Thee be glory given
Word of the Father
now in flesh appearing
Traduzione italiano
I
Venite tutti voi fedeli,
gioiosi e trionfanti,
Venite, venite a Betlemme,
Venite a vederlo,
è nato il re degli Angeli
(Ritornello)
Venite adoriamolo,
Venite adoriamolo,
Venite adoriamolo,
Cristo il Signore.
II
Dio degli Dei,
Luce della luce,
che non rifiuta il ventre della Vergine Vero Dio, generato e non creato.
III
Cantano i cori degli angeli,
cantano ed esultano
cantate tutti voi cittadini del Paradiso, Gloria a Dio nell’alto dei Cieli.
IV
Si, Signore, ti salutiamo
nato questa lieta mattina
Gesù tua sia la gloria
Verbo del Padre
fatto ora carne

continua

FONTI
https://www.blogdellamusica.eu/adeste-fideles-canto-natalizio-tradizionale/
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/Notes_On_Carols/adeste_fideles.htm