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BRIAN BORU’S MARCH

Intorno all’anno Mille in Irlanda un capo si proclamava re per ogni altura su cui era costruita la sua fortezza, accanto ai Gaeli giunti sull’isola in un epoca imprecisata del VII sec a. C., si ammassavano i Vichinghi  insediati stabilmente sulla costa nel IX sec. fondando colonie nelle città di Dublino, Waterford, Wexford e Limerick, Cork, Youghal e Arklow. C’era si un Alto Re dell’Isola il cui potere era però poco più di un titolo. Poi venne Brian Boru che per un decennio riuscì a unificare tutti i regni d’Irlanda sotto il suo comando supremo (1002-1014).

L’Ard-Ri Brian Boru viene ricordato per la sua arpa che è diventata l’emblema d’Irlanda, eppure, per estendere il dominio del suo clan dal Munster alle province confinanti e infine all’Ulster, passò quasi tutta la sua vita in battaglia.
L’unione del Regno ebbe vita breve che già i clan sottomessi si ribellarono capeggiati dal re di Leinster e la battaglia nei pressi di Dublino sulle colline di Clontarf, fu una strage di guerrieri e di capi: era il 23 aprile del 1014, dalle prime luci dell’alba fino alla fine del giorno i due eserciti lottarono con alterna fortuna finchè la vittoria fu dell’Alto Re, morto nel frattempo. All’epoca aveva superato la settantina e probabilmente non prese parte alla battaglia, una versione pseudo storica lo vede caduto nella sua tenda per mano di un vichingo.
Secondo la leggenda la Brian Boru March fu suonata al funerale del Re seppellito nella Cattedrale di San Patrizio ad Armagh, allora capitale religiosa  del Regno per volere dello stesso Brian Boru.

IL CLAN O’BRIEN

Brian Boru fu il fondatore del Clan Ui Briain (tradotto in inglese come O’Brien) ed è passato alla storia come il liberatore dagli invasori vichinghi. In realtà gli “invasori” (che si dicevano Ostani perchè Uomini dell’Est) avevano già colonizzato nel secolo precedente parecchie cittadine lungo la costa irlandese e si erano mescolati con i gaeli (gli iberno-norreni), lo stesso Brian Boru aveva dato in moglie una delle figlie al signore della Dublino vichinga (chiamata dai Danesi Dyflin)  e a sua volta ne aveva sposato la madre (il re ebbe quattro mogli e undici  figli). Ma il regno spartito tra i figli superstiti del grande vecchio ritornò disunito.
I discendenti dei suoi nipoti, gli O’Brien, si sarebbero guadagnati grande fama, ma i suoi diretti successori non seppero unire e tenere in pugno l’intera Irlanda, come per un breve decennio, aveva fatto il vecchio. Vent’anni dopo l’alta regalità sarebbe tornata ai re O’Neill di Tara; ma essa mantenne solo la parvenza di ciò che era stata la monarchia di Brian Boru, L’Irlanda divisa, al pari della frammentaria isola celta dei tempi antichi, sarebbe rimasta sempre vulnerabile. (tratto da I Principi d’Irlanda di Edward Rutherfurd)
La  figura storica di Brian Boru fu strumentalizzata già nel secolo successivo per incoronare il Sovrano Supremo quale il prode condottiero irlandese (nonchè di fede cattolica) che scacciò gli invasori vichinghi pagani (Cogadh Gaedhil re Gallaibh –Guerra degli Irlandesi contro gli Stranieri).

Brian Boru exhibition (Trinity College – Dublino) animazione di Cartoon Saloon

BRIAN BORU MARCH

Da suonare rigorosamente con l’arpa anche se non mancano virtuosistiche versioni per violino, flauto o whistle e mandolino/chitarra. Mi limito però a tre esempi, tre pilastri della musica celtica

ASCOLTA Clannad in Clannad 1973

ASCOLTA The Chieftains in The Chieftains 2, 1969

ASCOLTA Loreena McKennitt in  “The Wind That Shakes The Barley” (2010).

BRIAN BORU BY ALAN STIVELL

L’arpista bretone Alan Stivell nel 1995 aggiunge un testo misto in gaelico irlandese e bretone, perorando l’unità dei popoli celti (ovviamente nella loro indipendenza di Nazioni). Il testo è composto da una strofa prima cantata in gaelico irlandese e poi ripetuta in bretone, seguita da un coro con due frasi in bretone e due in gaelico irlandese in cui si innesta un secondo coro femminile, un omaggio alla poesia di  Caitlín Maude scritta nel 1962 e musicata nel 1975 dal titolo “Amhrán Grá Vietnam” (VIETNAM LOVE SONG)

Gaelico Irlandese
I
Maraíodh Brian Boru chun beatha na hÉireann
Síochain in gCuige Uladh agus i mBaile ‘Cliath
Aontacht an teaghlaigh, aontacht na dtuath
Aontacht an domhain is na gCeilteach
(Coro) Bretone
Diouzh nerzh ar c’hadou da nerzh an ehan
Diouzh ‘bed doueek bennozh ar c’haroud
Gaelico Irlandese
O neart an chatha go neart na síochana

On bhith dhiaga beannacht an ghrá
(Coro femminile) Gaelico Irlandese
Duirt siad gurbh é seo sochraide ar muintire
Gur choir duine bheinn sollunta féin
Bíodh nach raibh brónach
ripete strofa I in Bretone
Marv Brian Boru ‘reiñ buhez ‘n Iwerzhon
Dihan e Bro-Ulad ha ba kêr Dulenn
Unded an tiegezh, unded an dud-mañ
Unded ar Gelted hag an douar
e poi in gaelico Irlandese
Coro
(Secondo coro femminile)  Gaelico Irlandese
Tá muid ‘nos na haimsire
Go h-airid an ghrían
Agus thogh muid áit bhóg cois abhann

Traduzione inglese*
I
Brian Boru will die for the life of Ireland
Peace in the province of Ulster and in Dublin
Family unity, tribal unity
Unity in the world of the Celts
CHORUS
From so much battle to so much peace
From a world of divine blessings,
love
Female Chorus (1)
They said that this was a (funeral) procession
That people would be solemn
But we were not sorrowful
Second female Chorus (2)
We are like the weather
Especially the sun
And we chose a soft place by the river
tradotto da Cattia Salto
I
Brian Boru morirà per la vita d’Irlanda
pace nella provincia dell’Ulster e a Dublino
unità famigliare e unità tribale
unità nel mondo dei Celti
CORO
Da così tanta guerra a altrettanta pace
per un mondo di benedizioni divine e amore
Coro Femminile
Dissero che questo era un corteo funebre
da celebrare con solennità,
anche se non eravamo addolorati
Secondo Coro Femminile
Siamo come il tempo
specialmente il sole
e abbiamo preferito un luogo tranquillo accanto al fiume

NOTE
* da http://lyricstranslate.com/it/brian-boru-brian-boru.html
1) Caitlín Maude scrive
dúirt síad gurb íad seo ár muintír féin
gurb í seo sochraide ár muintíre.
gur chóir dúinn bheith sollúnta féin
bíodh nach raibh brónach.
(they said these were our own people
this, the funeral of our people.
that we should at least be solemn,
even if we were not sorrowful.)
2) Caitlín Maude  scrive
tá muid ‘nós na haimsire
go háirid an ghrían.
che chiude nel finale
agus thogh muid áit bhog cois abhainn.
(we’re much like the weather,
especially the sun…
and we took a soft place by the river.)

 

e la versione di Cécile Corbel


I
Comme le chant des pierres
Qui résonnent en silence
Comme l’eau qui serpente
Et qui gronde sous moi
Tu sais je reviendrai
Dans ma terre d’enfance
Au pays de rêves
Des fées et des rois
CHORUS
La bas mon amour
Loin de la ville
Il fait plus froid
Et les jours sont fragiles
Brumes d’été
Les cloches et les îles
Tu verras
J’irai la bas
II
Comme Brian Boru
Roi de l’Irlande
Je prendrai la mer
Et je rendrai les armes
Brian Boru
Bientôt je serai de retour
E keltia
Tradotto da Cattia Salto
I
Come il canto delle pietre che risuonano nel silenzio
come l’acqua che sinuosa
scroscia su di me,
lo sai che ritornerò
nella mia terra d’infanzia,
un paese di sogni
di fate e di re.
CORO
là mio amore
lontano dalla città
è più freddo
e i giorni sono brevi
brume d’estate
campane e isole
vedrai
andrò là
II
Come Brian Boru
Re d’Irlanda
prenderò il mare
e mi arrenderò
Brian Boru
sarò presto di ritorno
a Keltia.

FONTI
http://houseofbrianboru.blogspot.it/p/brian-boru.html
http://www.irlandare.com/brian-boru-e-la-battaglia-di-clontarf/
http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2014/4/23/IRLANDA-Quando-la-fede-va-in-guerra-Brian-Boru-e-la-battaglia-di-Clontarf/2/493550/
https://dh.tcd.ie/clontarf/the_battle
http://blogarpa-harpo.blogspot.it/2011/03/brian-borus-march.html
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic27600.html
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=5678&lang=it

THREE RAVENS

Child ballad #26, versione A
musica di Thomas Ravenscroft (1611).

Nella ballata tradizionale di autore anonimo, tre o due corvi osservano il cadavere di un cavaliere e decidono che potrebbe essere la loro colazione: nella versione scozzese il corpo giace nell’erba incustodito (Twa Corbies).

LA VERSIONE INGLESE: THREE RAVENS

Qui i corvi sono tre e il testo è in inglese, accanto al cadavere del cavaliere giacciono i suoi fedeli cani e falchi, e una donna-cerva lo seppellisce. Vernon Chatman in “The three ravens explicated“, 1963 ipotizza che la donna-cervo sia una sorta di donna-centauro e che l’origine della ballata sia irlandese (o quanto meno che la ballata sia derivata da una versione irlandese) (vedi anche in htm): egli ipotizza che il cavaliere appartenga al Clan del Cervo Rosso e che la donna-cervo sia lo spirito-guardiano in forma animale ma anche di fanciulla. Il riferimento però va anche alla corrigan del folklore bretone, la fata-cerva del Greenwood ovvero il bosco sacro che si pettina i capelli d’oro accanto ad una fonte in attesa del cacciatore che la sposerà (e per certi aspetti simile alle sirene) continua
Così i tre corvi sono il simbolo della dea Morrigan la triplice dea della morte che aleggia sui campi di battaglia. continua

Henry Matthew Brock ‘The Three Ravens’

Versione A – Child #26

in “Melismata Mvsicall Phansies. Fitting the Covrt, Citie, and Covntrey Hvmovrs. To 3, 4, and 5 Voyces” musica di Thomas Ravenscroft (1611).
Da ascoltare nella sua probabile esecuzione originale in epoca Tudor nelle splendide esecuzioni dei contro-tenori
ASCOLTA Henry de Rouville

ASCOLTA  Alfred Deller
ASCOLTA Andreas Scholl


I
There were three ravens sat on a tree,
downe a downe, hay downe, a downe,
They were as black as they might be.
with a downe, (downe, downe)
Then one of them said to his mate,
Where shall we now our breakfast take? With a downe, derrie, derrie, downe, downe
II
Down in yonder dear green field,
There lies a Knight slain under his shield,
His hounds they lie down at his feet,
So well do they their Master keep,
III
His hawks they fly so eagerly,
There’s no fowl dare him come nie
Down there comes a fallow doe,
As great with young as she might go
IV
She lifted up his bloody head,
And kissed his wounds that were so red,
She got him up upon her back,
And carried him to earthen lake,
V
She buried him before the prime,
She was dead herself ere even-song time.
God send every gentleman,
Such hawks, such hounds, and such a Leman
Tradotto da Cattia Salto
I
C’erano tre corvi appollaiati sull’albero
sconsolato e depresso (1)
erano neri come devono essere
assolutamente sconsolato
allora uno di loro disse ai compagni,
“Dove andremo per colazione?”
With a downe, derrie, derrie, downe, downe
II
Laggiù in quel bel campo verde
sotto allo scudo giace un cavaliere ucciso
i suoi cani gli giacciono ai piedi
e vegliano il loro padrone
III
I suoi falchi volano con foga
nessun alto uccello osa avvicinarsi
giunge là una cerva maculata (2) in stato avanzato di gravidanza
IV
Gli alzò la testa insanguinata
e baciò le sue ferite che erano così rosse
poi lo prese sulla sua schiena
e lo portò nella fossa (3)
V
Lo seppellì avanti l’ora prima (4),
ed era morta anche lei all’ora di compieta
che Dio mandi a ogni gentiluomo
tali falchi, cani e amante (5)

NOTE
1)  Vernon Chatman (nella sua opera già citata) propende come traduzione per una frase in senso compiuto: We find in the Oxford Universal Dictionary (1955) that ‘down’ can be used as an adverb either attributively or by ellipsis of some participial word in the sense of “dejected.”” Also, we find that ‘a’ can be used as a preposition as in ‘a live’ or as an adjective in the sense of “all.” Further, we find that ‘hay’ can be used as an interjection in the sense of “thou hast (it)” and that it occurs in the phrase ‘to make hay’ this phrase meaning “to make confusion.” Thus, the sense of line two is something like the following: 1) Dejected all dejected, thou hast dejection [thou art dejected?], thou hast dejection; or 2) Dejected all dejected, confused and dejected, confused and dejected.
Relative to line four we find in the Oxford Universal Dictionary that ‘with’ can be used to form adverb phrases denoting “to the fullest extent.” Thus, the sense of the fourth line is something like the following: Utterly (completely) dejected. Line seven presents the gravest difficulty; however, it can be surmounted. The problem here centers upon ‘derrie.’ Checking this time with Encyclopaedia Britannica (1956) we find that Londonderry was once named ‘Derry.’ Derry is an appropriate locale for the scene depicted in “The Three Ravens:” the Scandinavians plundered the city, and it is said to have been burned down at least seven times before 1200; it thus is a site of many battles. Line seven now “means” something like the following: Utterly dejected in Derry, in Derry, dejected, dejected.
2) letteralmente cerbiatta a maggese ma anche daino dal manto maculato.
3) lago di creta o lago asciutto o terra molle ossia un corpo d’acqua alimentato solo dalla pioggia, richiama la pozzanghera sta per indicare la fossa in cui il cavaliere sarà seppellito
4) suddivisione del tempo secondo le ore canoniche stabilite dalla chiesa cristiana per la preghiera comune (liturgia delle ore)
Mattutino: prima dell’alba
Lodi: all’alba
Prima: ore 6:00
Terza: ore 9:00
Sesta: ore 12:00
Nona: ore 15:00
Vespri: tramonto
Compieta: prima di coricarsi
5) termine arcaico per amante

32

ASCOLTA Loreena McKennitt live arpa e voce nei suoi primi concerti (con il testo standard)

ASCOLTA Cecile Corbel in Songbook Volume 1 che ha invece (come suo solito) modificato la struttura della ballata introducendo un ritornello


chorus
Down-a-down, hey! down
They were as black as they might be
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry
Down-a-down, hey!   down
There were three ravens sat on a tree,
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry down
I
The one of them said to his mate,
“Where shall we our breakefast take?”/”Down in a yonder green field,/There lies a knight slain under his shield.
II
His hounds they lie down at his feet,/So well they can their master keep./His hawks they fly so eagerly,/There’s no fowl dare him to come nigh.”
III
Down there comes a fallow doe
As great with young as she might goe.
She buried him before the prime,
She was dead herself ere even-song time.
traduzione italiano
Ritornello
Down-a-down, hey! down
Erano neri come devono essere
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry
Down-a-down, hey!   down
C’erano tre corvi appollaiati sull’albero
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry down
I
Uno di loro disse ai compagni,
“Dove andremo per colazione?”
“Laggiù in quel bel campo verde
sotto allo scudo giace un cavaliere ucciso
II
I suoi segugi gli stanno ai piedi
e vegliano il loro padrone
I suoi falchi con foga
nessun alto uccello osa avvicinarsi
III
Giunge là una cerva maculata in stato avanzato di gravidanza.
Lo seppellì avanti l’ora prima
ed era morta anche lei nel tempo di una canzone

ASCOLTA Malinky in 3 Ravens, 2002


I
Three ravens sat upon a tree
Hey doun hey derrie day
Three ravens sat upon a tree
Hey doun
Three ravens sat upon a tree
And they were black as black could be
And sing la do an la do a day
II
The middle ane said tae his mate
“Oh where shall we our dinner get?”
III
“Well, it’s doun intae yon grass green field/There lies a knight that’s newly killed”
IV
And his horse is standing at his side
And thinks he might get up and ride
V
And his hounds are lying at his feet
And they lick his wounds sae sore and deep
VI
There came a lady full of woe
As big wi’ child as she could go
VII
And she’s stretched hersel’ doon at his side
And for the love of him she’s died
Tradotto da Cattia Salto
I
Tre corvi appollaiati sull’albero
Hey doun hey derrie day
Tre corvi appollaiati sull’albero
Hey doun
Tre corvi appollaiati sull’albero
neri proprio come devono essere
e canta la do an la do a day
II
quello in mezzo disse ai suoi compagni,
“Dove andremo per colazione?”
III
“Beh laggiù in quel bel campo verde
giace un cavaliere che è stato appena ucciso”
IV
Il suo cavallo gli sta al fianco
e pensa che dovrebbe alzarsi e correre
V
I suoi cani gli giacciono ai piedi
e gli leccano le ferite terribili e così profonde
VI
Giunge là una dama addolorata
in stato avanzato di gravidanza
VII
Si è distesa al suo fianco e per amor suo è morta

ASCOLTA Sonne Hagal (neo folk germanico)

BURNING OF AUCHINDOON

Child Ballad #183
Musica: Ewan Mac Coll

La ballata è nota anche come Auchindoun o The Burning of Auchindoon, Willie Macintosh, ma anche come Ferrickside (the Tannahill Weavers)

macintoshWilliam McIntosh e gli uomini del suo clan per vendicare l’uccisione del Conte Moray si misero a razziare le terre di Huntly, finchè vennero sorpresi e sconfitti presso un colle chiamato Staplegate. Questo specifico episodio è narrato nella versione A della ballata di Child, ultima strofa.
La ballata confonde Willie McIntosh (del Clan Chattan) con un omonimo capoclan anteriore, che circa quarant’anni prima (1550) aveva assaltato il castello di Auchindown e lo aveva dato alle fiamme.

James Stewart, son of Sir James Stewart of Doune, became the Earl of Murray when he married the daughter of the Regent Murray. […] He was rumoured to have been one of Bothwell’s party in the assault on the King’s palace at Holyrood in December 1591. When the King gave orders for his apprehension, he took flight, pursued by a party of the King’s supporters, led by Huntly, who (taking advantage of the situation) killed him. [Cf. The Bonnie Earl of Murray, Child 181] Following the killing […] in February, 1592, the MacIntoshes of Clan Chattan, intent on revenge, pillaged a castle and killed four men on an estate belonging to the Earl of Huntly, whom they held responsible for Murray’s death. Huntly retaliated by laying waste the lands of Clan Chattan. Returning home from this engagement, he surprised the MacIntoshes spoiling his land at Cabrach and in the ensuing fight killed sixty of them. (Peggy Seeger, notes ‘Blood and Roses’ vol. 4)

Un’altra storia dietro alla ballata è raccontata in “Tales of the Scottish Clans” (Chambers 1989)
William, the sixth chief of Clan Mackintosh became involved in the renewal of an old family feud with the Marquis of Huntly, and burned down his castle of Auchindown. Mackintosh was taken prisoner by Huntly and condemned to death – by a Court that Huntly himself had selected. The injustice of this led the Provost of Aberdeen to threaten to report it to Parliament, and the sentence was not carried out.
But Huntly sent Mackintosh for safe-keeping to Lady Huntly at Strathbogie Castle, where he appealed to her for justice. According to Sir Walter Scott, she told him “Mackintosh, you have offended Huntly so deeply that he has sworn that he will never pardon you until he has brought your neck to the block.”
“This interview took place in the kitchen of Strathbogie and William loosened his collar, and laid his head on the wooden block on which cattle and sheep were broken up, saying, as he did so, ‘Even to that humiliation will I stoop, to secure the safety of my father’s house!’” Taking advantage of this situation, Lady Huntly signed to the cook who was standing nearby with a meat chopper in his hand, and he struck off the young man’s head. (tratto da qui)

Il terzo conte di Moray sposò una delle figlie di Huntly e pose fine alla faida.

La  versione A della ballata così come collezionata dal professor Child è presa da The Thistle of Scotland di Alexander Laing (1823) e da A Book of Scottish Ballads di Alexander Whitelaw, (1845);

VERSIONE CHILD 183 A
I
Turn, Willie McIntosh,
Turn, I bid you;
Gin ye burn Auchindown
Huntly will heed you.
II
Head me or hang me,
That canna fley me;
I’ll burn Auchindown
Ere the life lea me.
III
Coming down Deeside (1),
In a clear morning,
Auchindown was in flame
Ere the cock-crawing.
IV
But coming o’er Cairngorm (1)
And looking down, man,
I saw Willie McIntosh
Burn Auchindown, man.
V
Bonny Willie McIntosh,
Whare left ye your men?
I left them in the Stapler
But they’ll never come hame.
VI
Bonny Willie McIntosh,
Whare now is your men?
I left them in the Stapler
Sleeping in their sheen(2).
TRADUZIONE di RICCARDO VENTURI
I
“Voltati, Willie   McIntosh,
Voltati, per favore;
Ché, se bruci Auchindown
Huntly ti taglia la testa.”
II
“Me la tagli o m’impicchi,
Non me ne frega niente;
Io brucerò Auchindown
Prima di morire.”
III
Scese giù dal Deeside
Una mattina chiara;
Auchindown era in fiamme.
Prima del canto del gallo
IV
Venendo giù dal Cairngorm
Ho guardato giù, gente;
Ho visto Willie McIntosh
Che dava fuoco a Auchindown.
V
“Bel Willie McIntosh,
Dove hai lasciato i tuoi?”
“Li ho lasciati a Staplegate,
Ma a casa non torneranno.”
VI
“Bel Willie McIntosh,
Dove son ora i tuoi?”
“Li ho lasciati a Staplegate
A dormire con le scarpe.”

NOTE
1) fiumi nei pressi del castello
2) un eufemismo per dire che sono stati uccisi

E tuttavia la versione diventata standard è la Child 183B tratta  da Scottish Historical and Romantic Ballads di John Finlay’s Vol II (1808) “as recollected by a lady and communicated by Sir Walter Scott“. La musica è stata arrangiata (o composta) da Ewan MacColl nel 1953 sebbene egli sostenga di averla imparata dal padre: ASCOLTA dalla raccolta School of Scottish Studies di Tobar an Dualchais

ASCOLTA Ed&Will live 2013 (di A walk around britain)

ASCOLTA Iron Horse in Folk ‘n’ Hell 1997

ASCOLTA Michael Richard Plowman in A Lonely Place To Die 2011 con la giovane voce di Sophie Ramsay (per conoscere questa cantautrice del Perthshire continua)

VERSIONE CHILD 183 B
I
As I came in by Fiddich(1) side
on a May morning,
I spied Willie Macintosh
an hour before the dawning.
II
“Turn again, turn again,
turn again I bid ye.
If ye burn Auchindoon,
Huntly he will head ye.
III
“Head me or hang me
that will never fear(2) me.
I will burn Auchindoon
ere the life leaves me.”
IV
As I came in by Fiddich side  (3)
on a May morning,
Auchindoon was in a blaze
an hour before the dawning.
V
Crawing(4), crawing,
for all your crowse(5) crawing,
You’ve burnt your crop(6)
and tint(7) your wings
An hour before the dawning.
TRADUZIONE  di Cattia Salto
(tratta da Riccardo Venturi)
I
Mentre venivo dalla parte del Fiddich (1), una mattina di Maggio
ho visto Willy Macintosh
un’ora prima dell’alba
II
“Voltati, voltati,
Voltati, per favore;
Ché, se bruci Auchindown
Huntly ti taglierà la testa.”
III
“Me la tagli o m’impicchi,
Non me ne frega niente;
Io brucerò Auchindown
Prima di morire.”
IV
Mentre venivo dalla parte del Fiddich,
una mattina di Maggio
Auchindoon era in fiamme
un’ora prima dell’alba
V
Canta, gallo canta
con tutto il tuo canto arrogante
Hai bruciato il tuo gozzo (6)
e hai perso le ali
un’ora prima dell’alba

NOTE
1) fiume nei pressi del castello
2) Fear: frighten
3) alcuni dicono “Auchindoon”
4) Crawin: crowing like a cock, boasting
5) Crouse: arrogant, bold
6) Crop: il termine ha un doppio significato sia di raccolto che di gozzo, molti interpreti lo cantano come crops al plurale intendendo i raccolti bruciati
7) Tint: lost

ASCOLTA Cécile Corbel Songbook vol.1, 2006 in un arrangiamento decisamente pop in cui aggiunge un ritornello non-sense
Oh decko decko dandy
Halamachadoo hoo-ra-bhi
Oh hoo-rabha-hi-na, hoo-rabha hin
Halamachadoo hoo-ra-bhi
Oh decko decko dandy”

 

FONTI
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch183.htm
http://www.electricscotland.com/webclans/m/mackint2.html
http://mysongbook.de/msb/songs/w/williema.html
http://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/burningofauchindoon.html
http://sangstories.webs.com/auchindoon.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=47963
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=64202
http://sniff.numachi.com/~rickheit/dtrad/pages/tiBURNAUCH;ttBURNAUCH.html
https://thesession.org/tunes/11217

IF I WAS A BLACKBIRD

Una canzone piuttosto recente sebbene di autore anonimo risalente forse alla fine dell’ottocento o più probabilmente ai primi del novecento, “If I was a Blackbird” è stata resa molto popolare in Gran Bretagna e America negli anni 30 e 40 da Delia Murphy e negli anni 50 da Ronnie Ronalde. La melodia tradizionale è un valzer, rallentato spesso come slow air.
Molti studiosi ritengono il brano un lavoro di ricucitura  ottenuto mettendo insieme dei ‘floating verses’ presi da varie canzoni popolari (un mash-up si direbbe oggi) .

LA VERSIONE IRLANDESE

E’ quella che va per la maggiore sulla falsariga di Delia Murphy, la versione testuale riportata è ripresa  in Colm O Lochlainn, “Irish Street Ballads” (Dublino, 1939)
Il tema è quello tipico dell’amore abbandonato qui unito con la disapprovazione del matrimonio da parte dei genitori a causa della bassa estrazione sociale del ragazzo.

ASCOLTA Joe Heaney

ASCOLTA Siobhan Owen live

ASCOLTA Cécile Corbel in Songbook Vol 1, 2006


I
I am young maiden, my story is sad
For once I was courted by a brave sailor lad (1);
He courted me truly by night and by day,
And now he has left me and gone far away.
CHORUS
If I were a blackbird I’d whistle and sing
I’d follow the ship (2) that my true love sails in
On the top rigging I’d there build my nest
And I’d pillow my head on his lily-white breast (3).
II
He sailed o’er the ocean, his fortune to seek
I miss(ed) his caresses, his kiss on my cheek
He courted my truly, his friendship was warm
And I long for the sight of his brave manly form (4)
III
He promised to take me to Donnybrook Fair (5)
And he’d buy me a red ribbon to tie up my hair
He then left me with a turn of the tide
And he promised to make me his own darling bride (6)
IV
His parents they chided me, I would not agree
That me and my bonnie (7) boy married should be
But let them deride me, or say what they will
While I’ve blood (8) in my body, he’s the lad I love still.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Sono una giovane fanciulla e la mia è una storia triste
una volta ero corteggiata da un coraggioso marinaio (1)
che mi corteggiava sinceramente notte e giorno
ma oggi mi ha lasciato ed è andato via.
RITORNELLO
Se fossi un merlo, potrei fischiettare e cantare,
seguirei la nave (2) su cui naviga il mio amore
e sulla crocetta potrei costruire il mio nido
e accoccolarmi sul suo candido petto (3)
II
Navigava sull’oceano, in cerca di fortuna
mi mancavano le sue carezze e i suoi baci sulle mie guance,
mi corteggiava con sincerità e la sua amicizia mi scaldava
e io desideravo la vista del suo corpo virile (4)
III
Mi promise di portarmi alla Fiera di Donnybrook (5)
e di comprarmi un nastro rosso da legare ai capelli,
poi mi lasciò al mutare della marea
e mi promise che mi avrebbe fatta la sua amata moglie (6)
IV
I suoi genitori mi rimproveravano e non erano d’accordo,
che io e il mio bel ragazzo (7) ci sposassimo,
ma lasciate che mi deridano e che dicano quello che vogliono,
finchè avrò sangue (8) nelle mie vene, lui è il ragazzo che amerò.

NOTE
1) oppure “For once I was carefree and in love with a lad”
2) oppure “vessel”
3) oppure “And I’d flutter my wings o’er his broad golden chest” (= dispiegare le ali sul suo ampio petto biondo)
4) oppure “He returned and I told him my love was still warm, He turned away lightly and great was his scorn” (= ritornava e io gli dicevo che il mio amore era ancora acceso, ma lui si voltava velocemente con grande sdegno)
5) Donnybrook Fair  era una grande fiera che si teneva a Dublino dal Medioevo e fino al 1850 e durava una quindicina di giorni: nell’Ottocento la fiera era incentrata principalmente sui divertimenti e gli spettacoli pubblici e sul gran consumo di bevande alcoliche. Una testimonianza di Charles William Grant (nato a Dublino nel 1881) ce la descrive: “I also remember Donnybrook Fair, which in olden days had provided revel for the Dublin populace. The crowds gathered on a Bank Holiday from all parts of Dublin to Irishtown Green, which was not far from my home in Sandymount. Outside cars, long cars, and every type of conveyance brought them to Irishtown during the Easter and Whit holidays (continua)
6) gli ultimi due versi nella versione di Delia Murphy dicono:
“And I know that some day he’ll come back o’er the tide,
And surely he’ll make me his own loving bride.”
oppure diventano “He offered to marry and to stay by my side
But then in the morning he sailed with the tide (= si offrì di sposarmi e di starmi accanto, ma al mattino salpò con la marea)
7) Delia dice “sailor”
8) Delia dice “While there’s breath in my body”

 LA VERSIONE SCOZZESE

La versione più conosciuta è però oggi quella di Andy M. Stewart, per i Silly Wizard, il quale l’aveva imparata dalla madre; Andy riarrangiò il testo trasponendolo dal punto di vista maschile, forse per questo alcuni sono portati a credere che la melodia sia un tradizionale scozzese.

Silly Wizard in Wild & Beautiful, 1981

I
I am a young sailor, my story is sad
Though once I was carefree and a brave sailor lad
I courted a lassie by night and by day
Ah, but now she has left me and sailed far away
CHORUS
Oh, if I was a blackbird, could whistle and sing
I’d follow the vessel my true love sails in
And in the top rigging, I would there build my nest
And I’d flutter my wings over her lily-white breast
II
Or if I was a scholar and could handle a pen
One secret love letter to my true love I’d send
And I’d tell of my sorrow, my grief and my pain
Since she’s gone and left me in yon flowery glen
III
I sailed over the ocean, my fortune to seek
And though I missed her caress and her kiss on my cheek
I returned and I told her my love was still warm
But she turned away lightly and great was her scorn
IV
I offered to take her to Donnybrook Fair
And to buy her fine ribbons to tie up her hair
I offered to marry and to stay by her side
But she says in the morning she sailed with the tide
V
My parents they chide me and will not agree
Saying that me and my false love, married should never be
Ah, but let them deprive me or let them do what they will
While there’s breath in my body, she’s the one that I love still
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Sono un giovane marinaio e la mia storia è triste
eppure un tempo ero un bravo marinaio spensierato
che corteggiava una ragazza notte e giorno, ma oggi mi ha lasciato ed è salpata lontano.
RITORNELLO
Se fossi un merlo, potrei fischiettare e cantare, seguirei la nave su cui naviga il mio amore
e sulla crocetta potrei costruire il mio nido
e dispiegare le ali sul suo seno bianco come giglio
II
Se fossi uno studente e sapessi scrivere con la penna
manderei una lettera d’amore in segreto al mio vero amore
e le direi del mio dispiacere, rimpianto e piena
da quando se n’è andata e mi ha lasciato in questa valle fiorita
III
Navigavo sull’oceano, in cerca di fortuna
e sebbene mi mancassero le sue carezze e i suoi baci sulle mie guance,
ritornavo e le dicevo che il mio amore  era ancora acceso,
ma lei si voltava velocemente con grande sdegno.
IV
Mi offrii di portarla alla Fiera di Donnybrook
per comprarle dei bei nastri da legare ai capelli,
le promisi di sposarla e di starle accanto
ma al mattino lei salpò con la marea
V
I miei genitori mi rimproveravano e non erano d’accordo,
dicevano che io e il mio falso amore
non avremmo dovuto sposarci,
ma lasciate che mi deridano e che dicano quello che vogliono,
finchè avrò fiato in corpo, lei sarà quella che amerò sempre.

LA VERSIONE GALLESE continua
FONTI
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/FSC38.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=8648
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=74827
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/ifiwereablackbird.html
http://thesession.org/tunes/2618
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/25/blackbird.htm

THE GREAT SELKIE OF SULE SKERRY

5494853578_b8a653b169Selkie / silkie / Selchie sono i termini dialettali con cui in Scozia e Irlanda sono chiamate le creature del mare mutaforma; derivano da selich, vocabolo arcaico scozzese per la foca grigia degli oceani e i mari atlantici: sono i guardiani del mare, foca nel mare e uomo sulla terra.

LA SCHEDA continua

Di sesso sia maschile che femminile sono descritti nella loro forma umana come creature bellissime (capelli e occhi scuri, agili membra), docili ma al contempo dotate di potere seduttivo. La leggenda dice che per riprodursi il selkie-maschio deve essere in forma umana e trasmetterà alla sua discendenza il suo potere: solo dopo che il bambino sarà svezzato sulla terra ferma, il selkie tornerà dal mare per portarlo con sé. Un tempo quando la mortalità infantile era molto alta, solo i bambini che superavano il settimo anno di età potevano essere considerati fuori pericolo ed è proprio allo scadere del settimo anno che il selkie ritorna a prendere il figlio.
Selkie maschi erano invocati dalle fanciulle in cerca di amanti versando sette lacrime nella marea e i marinai erano attratti dalle selkie femmina che cercavano di prendere come spose.

Selkie by Maryanne Gobble

THE GREAT SELKIE OF SULE SKERRY

La più nota delle ballate delle isole Orcadi, anche come The Grey Silkie of Sule Skerry, narra di un selkie che vive sulla scogliera rocciosa di Sule. Skerry deriva dal norreno sker che significa roccia nel mare e in italiano si traduce con scoglio.
La ballata è stata collezionata anche dal professor Child nella sua opera ( # 113).

tumblr_loialeB04U1r04h5zo1_500Una giovane fanciulla ha un figlio da un uomo sconosciuto che si rivela essere un selkie: uomo sulla terra, foca nel mare la cui dimora sono gli scogli di Sule. Dopo sette anni la creatura del mare ritorna per reclamare a sè il figlio, donandogli una catena d’oro, e la madre lo lascia andare.
La donna dopo qualche tempo si sposa con un cacciatore che commercia con le pelli di foca. Un giorno ritorna a casa con le pelli di due foche che aveva ucciso per donarle alla moglie: una era di una foca vecchia e grigia, l’altra di una giovane foca con al collo una catena d’oro! La donna sopraffatta dal dolore di tale visione muore: le si spezza il cuore oppure decide di gettarsi in mare con il bambino per vivere come silkie.

LA PROFEZIA DEL SELKIE

L’incanto della vicenda però risiede nella scelta narrativa: la storia è spesso descritta come in un sogno notturno in cui un uomo che si dichiara essere silkie e padre del bambino, appare quasi magicamente e, accanto alla culla del neonato come nelle fate madrine delle fiabe, ne traccia il destino.

LE MELODIE

La melodia abbinata e che è stata ripresa nel folk revival degli anni 70 è stata scritta da James Waters nel 1954 (la versione di Joan Baez per intenderci); un’altra melodia è invece tradizionale ed è stata raccolta nel 1938 da Otto Anderson dalla voce di John Sinclair dell’isola di Flotta e trascritta in notazione (vedi)

LA VERSIONE DI JOAN BAEZ

La melodia è stata composta da James Waters negli anni 1950 e resa popolare da Joan Baez, quasi un lamento funebre in forma di ninnananna.

ASCOLTA Castelbar che hanno realizzato anche un mini-filmato,   molto evocativo. La sequenza delle strofe è: I, II, IV, V, III, VI, VII, I

oppure la versione più pop di Cécile Corbel (strofe I, II, IV usata come ritornello, III, V, VI)

ed ecco la versione live dei Seriouskitchen (Nick Hennessey, Vicki Swan and Jonny Dyer )  magia degli strumenti, belle voci, intensità espressiva


I
An earthly nurse sits and sings,
And aye, she sings by lily wean,
“And little ken I my bairn’s father,
Far less the land where he dwells in.
II
For he came one night to her bed feet,/And a grumbly guest, I’m sure was he,/Saying, “Here am I, thy bairn’s father,/Although I be not comely.”
III
He had ta’en a purse of gold/And he had placed it upon her knee/ Saying, “Give to me my little young son,/And take thee up thy nurse’s fee.”
IV
“I am a man upon the land,
I am a silkie on the sea,
And when I’m far and far frae land,
My home it is in Sule Skerrie.”
V
“And it shall come to pass on a summer’s day,/When the sun shines bright on every stane,/I’ll come and fetch my little young son,/And teach him how to swim the faem.”
VI
“ye shall marry a gunner good/And a right fine gunner I’m sure he’ll be,/And the very first shot that e’er he shoots/Will kill both my young son and me.”
VII
“Alas! Alas! this woeful fate!
This weary fate that’s been laid for me!”/And once or twice she sobbed and sighed/and she joint to a sun and grey silkie
Tradotto da Cattia Salto
I
Una madre (1) mortale seduta, canta
e si, canta vicino al bambino pallido
E ben poco so (2) del padre di mio figlio (3) 
tanto meno della terra dove vive
II
che venne una notte ai piedi del letto (4) ed era un ospite ben strano (5)  e disse “eccomi qua, il padre di tuo figlio
anche se non sono bello da vedersi“.
III
Aveva preso una borsa d’oro
e gliela aveva posata sulle ginocchia
dicendo “Dà a me il mio figlioletto,
e prendi la ricompensa per averlo allevato
IV
Io sono un uomo sulla terra,
e un silkie in mare
e quando sono lontano dalla terra
la mia dimora è lo scoglio di Sule.
V
Ed avverrà in un giorno
d’estate, quando il sole splenderà lucente su ogni pietra, che verrò a prendere il mio
figlioletto e gli insegnerò a nuotare
nelle onde.
VI
E tu sposerai un buon cacciatore,
e sarà di certo un cacciatore dalla buona mira e al primo colpo che mai sparerà
ucciderà sia mio figlio che me”
VII
Ahime! Ahime! Che destino doloroso
che tristo destino è stato predisposto per me!
Una o due volte si lamenta
e piange poi si unisce al figlio e alla foca grigia (6).

NOTE
1) nourris = nurse qui tradotto nel senso della maternità
2) ken = know
3) bairn = child termine scozzese per bambino
4) bed fit = foot of the bed
5) grumly = strange significa strano, spaventoso ma anche triste
6) il verso più comunemente adottatto è invece: And her tender heart did break in three

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/sule-skerry.htm
http://www.orkneyjar.com/folklore/selkiefolk/sulesk.htm
http://thawinedarksea.blogspot.it/2010/04/selkie-pallawah-skin.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31375
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch113.htm
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-113-great-silkie-of-sule-skerry.aspx
http://bestoflegends.org/fairy/selchies.html
http://fiabesca.blogspot.it/2013/06/acque-settentrionali-le-storie-della.html