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GENTLY JOHNNY

Gently Johnny” è una ballata tradizionale inglese che descrive gli approcci sessuali di una coppia; è stata trascritta da Cecil Sharp nel 1907 in due versioni: in questa versione l’uomo parte dal basso (i piedi) per salire verso l’alto (la testa)
‘I put my hand all on her toe,
Fair maid is a lily O,
I put my hand all on her toe,
She says to me, “Do you want to go?”
Come to me quietly,
Do not do me injury,
Gently Johnny my jingalo.’
nell’altra dal titolo “Fair Maid of Wickham” manca invece il ritornello (vedi)
L’approccio sessuale così diretto è piuttosto insolito nella tradizione popolare che si esprime più spesso con eufemismi o sottintesi.

Paul Giovanni per il film “The Wicker Man, riprende le parole della prima versione con gli accordi riportati da Sharp, ma la rallenta un po’ dandole un tocco esoterico e malinconico.

“Greenwood Marriage” Ian Daniels

La scena nel film è ispirata al rito primaverile dei Greenwood Marriages, durante il quale le coppie si appartano nei boschi. (vedi)

ASCOLTA Paul Giovanni in The Wicker Man

ASCOLTA The Arkham Rebellion, 2012 un rifacimento della versione di Paul Giovanni

ASCOLTA Damien Youth

ASCOLTA Caroline Lavelle


I put my hand o-on her knee
And she says, “do you want to see?”
I put my hand o-on her breast
And she says, do you want a kiss?
I put my hand o-on her thigh
And she says, “do you want to try?”
I put my hand o-on her belly
And she says, “do you want to fill me?”
(Chorus)
Gently, gently,
Gently Johnny,
Gently Johnny,
My jingalo(1).
TRADUZIONE ITALIANO
Metto la mano sulle sue ginocchia
e lei dice “Vuoi vedere?”
Metto la mano sul suo seno
e lei dice “Vuoi un bacio?”
Metto la mano sulla sua coscia
e lei dice “Vuoi provare?”
Metto la mano sul suo ventre
e lei dice “Mi vuoi prendere?”

NOTE
1) jingalo forse da “zingaro” per gypsy; in alternativa ” Won’t you lie with me”

Nella versione integrale del film The Wicker Man 1973 vediamo Paul Giovanni e il suo gruppo i Magnet, mentre la suonano nel Pub del paese, alla figlia dell’oste Willow—l’ “Afrodite” della comunità — viene presentato un giovinetto perché venga iniziato al sesso nel mentre due lumache si accoppiano.

Lord Summerisle mormora, recitando Walt Whitman:


I think I could turn
and live with animals.
They are so placid
and self-contained.
They do not lie awake in the dark
and weep for their sins.
They do not make me sick
discussing their duty to God.
Not one of them kneels to another
or to his own kind
that lived thousands of years ago.
Not one of them is… respectable
– or unhappy
all over the earth.
TRADUZIONE ITALIANO
Credo che potrei andarmene
a vivere con gli animali.
Sono così placidi
e contenti.
Non restano svegli nel buio
a piangere per i loro peccati.
Non mi fanno venire la nausea
per discutere dei loro doveri verso Dio.
Nessuno s’inginocchia ad altri
nè ad un suo simile
vissuto migliaia di anni fa.
Nessuno di loro è .. rispettabile
– o infelice
sopra l’intero mondo.

Il canto in versione integrale dice: VIVERE CON GLI ANIMALI
Credo che potrei vivere con gli animali, sono così placidi e pieni di decoro.
Rimango ad osservarli per ore e ore.
Non si affannano e non si lamentano della loro condizione,
Non stanno svegli nel buio piangendo per i loro peccati,
Non m’infastidiscono discutendo dei loro doveri verso Dio,
Nessuno è insoddisfatto, nessuno impazzisce per la mania di possedere cose,(1)
Nessuno s’inginocchia davanti all’altro, o a un suo simile(2) vissuto migliaia di anni fa,
Nessuno è rispettabile o infelice su tutta la terra.
Così mi palesano i loro rapporti con me e io li accetto,
Portano segni di me, e chiaramente ne dimostrano il possesso(3).
Mi chiedo dove presero quei segni,
Ho forse percorso quella strada tanto tempo fa e li ho lasciati sbadatamente cadere?
(Walt Whitman, da Canto di me stesso, in Foglie d’erba)

NOTE
1) ovviamente non si riferisce alla lotta per la sopravvivenza ma alla lotta per il possesso, l’accumulo di beni e ricchezze, che sembra invece contraddistinguere il genere umano. Diciamo che a Whitman non interessa l’approccio scientifico -etologico – sul comportamento animale
2) Gesù Cristo
3) Molti ricercatori del nostro secolo, specialmente biologi dell’evoluzione, non vedono più un’enorme differenza tra le capacità cognitive dell’uomo e quelle degli animali: i cervelli di molti animali hanno qualità e abilità simili proprio perché svolgono gli stessi compiti e hanno antenati comuni. Ai tempi di Whitman  gli intellettuali e i salotti si infervoravano sui discorsi del “buon selvaggio” di Rousseau “ogni animale ha idee, in quanto possiede dei sensi” e “l’uomo differisce dalle bestie soltanto di grado.”
Rousseau imparenta gli animali all’uomo per quanto riguarda il pensiero mettendo però l’uomo ad un livello più elevato.
Whitman invece ritiene gli animali superiori agli uomini. L’uomo gerarchicamente inferiore all’animale è costretto quindi a rivedere tutte le sue gerarchie o priorità: dove stanno le differenze, le diseguaglianze?

FONTI
http://noisey.vice.com/it/blog/colonne-sonore-bellissime-the-wicker-man
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/847.html
http://www.mustrad.org.uk/articles/dung14.htm
http://www.traditionalmusic.co.uk/bawdy-songs/003807.HTM
http://www.nilalienum.it/Sezioni/Bibliografia/Filosofia/RoussDOD.html
http://www.aforismario.net/2015/03/frasi-animali.html
http://phil8nieri.tumblr.com/post/115751158359/animalit%C3%A0-in-david-hume-e-jean-jacques-rousseau

THE BANKS OF THE NILE

Il tema della separazione tra i due innamorati è molto diffuso tra le ballate popolari e quella tra soldato o marinaio che parte per la guerra e giovane fidanzatina che resta ad aspettarlo è un classico delle Guerre Napoleoniche.

Di “The Bakns of the Nile” s’individuano due versioni di cui quella più diffusa è quella simile al broadside Harding B 11(158) risalente al 1855-1858 (Bodleian Library Manchester).
Nancy dice al fidanzato tutto preso dalla mobilitazione delle truppe in partenza per radunarsi a Porsmouth, “non lasciarmi qui a piangere triste“.. e prosegue
“For the parting of our love would be like parting with my life.
So stay at home, my dearest love, and I will be your wife.”
Ma il giovanotto si è ormai arruolato, convinto da qualche sergente reclutatore a prendere “lo schellino del Re” e restare a casa non è più possibile perchè ora è un soldato che deve obbedire al Governo. Allora lei gli risponde “prendimi con te”
“I’ll march beneath your banner while fortune it do smile
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile”

RESTA A CASA, DONNA

Ma la guerra un tempo era una faccenda tra uomini, le donne dovevano stare a casa a dare la vita, non a toglierla; Willy si è reso conto di essere “carne da cannone” che almeno lei resti a casa al sicuro!
Where the cannons they do rattle, when the bullets they do fly,
And the silver trumpets sound so loud to hide the dismal cries
Così la donna conclude maledicendo tutte le guerre che si portano via la gioventù di un paese.

MA QUALE GUERRA D’EGITTO?

ASIASIAlexandriaLa Battaglia del Nilo si svolse nel 1798, fu uno scontro navale tra la flotta britannica e quella francese che restò impresso nelle memoria degli inglesi a causa della sorprendente e schiacciante vittoria conseguita grazie alla strategia di Orazio Nelson (che si fregiò da allora del titolo di “Baron Nelson of the Nile“).

Di fatto il controllo inglese restò sempre sui mari, e solo nel 1801 in quella che venne definita la seconda battaglia di Abukir, vennero inviate truppe a terra in appoggio all’esercito ottomano per dare il colpo di grazia ai francesi e alla loro campagna d’Egitto!
Altre truppe inglesi sbarcarono in Egitto nell’invasione coloniale del 1882 (per il controllo del canale di Suez, iniziato a costruire nel 1869 da una compagnia francese diretta da Ferdinand de Lesseps su progetto di un italiano Luigi Negrelli, e completato nel 1869 per il quale anche l’Inghilterra aveva investito grosse somme di danaro ) Più in generale si fa iniziare al 1870 il cosiddetto Terzo Colonialismo Inglese che coinvolse principalmente l’Africa e la Polinesia.

Come sempre nelle canzoni popolari, la rielaborazione attraverso le generazioni si appropria della contestualità così è “la Regina a dare gli ordini” e il nemico sono i “blacks and heathens” oppure in senso ancora più dispregiativo i “blacks and Negroes”.

Tel-el-Kebir

PRIMA VERSIONE

L’autore anonimo di questa canzone ha scritto un pezzo memorabile, la melodia è simile a “The Flower of Sweet Strabanevedi
ASCOLTA Fotheringay (voce Sandy Denny) 1970. Che dire? (qui) Sublime interpretazione, modello insuperabile per i posteri

ASCOLTA Piers Faccini + Camille & Dom la Nena (“A take away show” girato a Parigi nel 2009: il making-of qui) un dichiarato rifacimento di Sandy Danny. La struttura musicale impostata sulla chitarra acustica, con il violoncello a prolungare il lamento delle voci: il canto di Camille è molto intenso semplice, diretto, vero, pieno di lacrime e quasi sussurrato nell’ultimo verso, con l’ultimo fiato che resta in gola…

ASCOLTA Caroline Lavelle in “A Distant Bell” 2004 indubbiamente un’interpretazione intensa, che si appoggia a una struttura musicale raffinata e ipnotica a tratti marziale

ASCOLTA Muireann Nic Amhlaoibh in “Daybreak” 2006 che interpreta la canzone con accenti molto irish

TESTO FOTHERINGAY
I
“Oh hark! the drums do beat, my love, no longer can we stay.
The bugle-horns are sounding clear, and we must march away.
We’re ordered down to Portsmouth(1),
and it’s many is the weary mile
To join the British Army on the banks of the Nile.”
II
“Oh Willie(2), dearest Willie, don’t leave me here to mourn,
Don’t make me curse and rue the day that ever I was born.
For the parting of our love would be like parting with my life.
So stay at home(3), my dearest love, and I will be your wife.”
III(4)
“Oh my Nancy, dearest Nancy, sure that will never do.
The government has ordered, and we are bound to go.
The government has ordered, and the Queen(5) she gives command.
And I am bound on oath, my love, to serve in a foreign land.”
IV
“Oh, but I’ll cut off my yellow hair, and I’ll go along with you.
I’ll dress myself in uniform(6), and I’ll see Egypt too.
I’ll march beneath your banner while fortune it do smile,
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile.”
V(7)
“But your waist it is too slender, and your fingers they are too small.
In the sultry suns of Egypt your rosy cheeks would spoil.
Where the cannons they do rattle, when the bullets they do fly,
And the silver trumpets sound so loud to hide the dismal cries.”
VI(8)
“Oh, cursed be those cruel wars, that ever they began,
For they have robbed our country(9) of many handsome men.
They’ve robbed us of our sweethearts while their bodies they feed the lions(10),
On the dry and sandy deserts which are the banks of the Nile.”

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
I
Ascolta! Rullano i tamburi, amore mio, restare non possiam più.
Le trombe squillan chiare e dobbiamo partire in marcia.
Comandati siamo a Portsmouth(1), tante miglia faticose
Per raggiunger l’Armata Britannica sulle rive del Nilo.
II
Oh, Willie(2), amore mio, non lasciarmi qui a pianger triste,
Non farmi maledire e pentirmi del giorno in cui son nata,
Ché separarmi dal mio amore sarebbe come separarmi dalla vita,
Quindi stattene a casa, amore mio, è io sarò tua moglie.
III
Oh, mia Nancy, amata Nancy, non potrei mai fare questo,
Ché il governo me l’ha ordinato e dobbiamo partire via.
Il governo me l’ha ordinato, e la Regina(5) ha dato il comando:
E io son sotto giuramento, amore mio, per servire in terra straniera.
IV
E allora mi taglierò i capelli biondi e verrò via con te,
Mi metterò un’uniforme e anch’io vedrò l’Egitto.
Marcerò sotto la tua bandiera e la fortuna ci arriderà,
E ci conforteremo l’un l’altro sulle rive del Nilo.
V
Però hai i fianchi troppo snelli, e le dita troppo piccole,
Sotto il sole atroce d’Egitto le tue guance rosee si guasterebbero
Là dove rombano i cannoni, quando volano le pallottole,
E risuonan forte le trombe argentine per celare le grida di disperazione.
VI
Maledette siano queste crudeli guerre e quando son cominciate
Ché hanno privato il nostro paese(9) di così tanti bei ragazzi.
Ci hanno rubato i nostri innamorati, e dei loro corpi si nutrono i leoni(10)
Negli aridi deserti di sabbia sulle rive del Nilo.

NOTE
1) Portsmouth importante città portuale e porto militare sulla costa meridionale dell’Inghilterra
2) talvolta Johnny
3) oppure I’ll go with you
4) la strofa in Harding B 11(158) (in corsivo) riprese anche da Muireann dice: Nancy, dearest Nancy, with me you cannot stay (that’s a thing that can’t be so). Our colonel he gives order (The colonel, he has ordered) no woman there shall go. We must forget (forsake) our own sweethearts, besides (likewise) our native soil, And go fight the blacks and heathens on the banks of the Nile. mentre Muireann dice: To fight the German soldiers on the banks of the Nile presumo si riferisca alle truppe tedesche durante la II guerra Mondiale
5) al tempo delle guerra napoleoniche sul trono d’Inghilterra sedeva re Giorgio III, mentre Vittoria divenne regina nel 1837. Evidentemente questo verso è stato aggiunto in occasione (o poco prima) della battaglia di Tell al-Kebir in cui combatterono vari reggimenti delle Highlands e molti soldati irlandesi
6) Ai tempi in cui alla donna era vietato vestire in panni maschili…
7) la strofa in Harding B 11(158) è diversa: Your waist it is too slender, love; your waist it is too small. I’d be afraid you would not answer me when on you I would call. Your delicate constitution would not bear the unwholesome clime, Nor the cold sandy deserts on the banks of the Nile.
8) la strofa in Harding B 11(158) è diversa: My curse attend the war and the day it first began. It has robbed old Ireland of many a clever man. It took from us our true loves, the protectors of our soil, To fight the blacks and Negroes [sic] on the banks of the Nile.
9) a seconda delle versioni il paese è l’Irlanda o la Scozia Muireann dice:”For they have robbed old Ireland of many’s the gallant man ”
10) in molte versioni è scritto “worms” intendendo che i corpi sono sepolti e diventano cibo per i vermi, ma con la parola “leoni” si acuisce il senso di desolazione e di abbandono in cui vengono lasciati i cadaveri, insepolti, dilaniati dalle fiere.

ASCOLTA Ewan MacColl in “Classic Scots Ballads“, Tradition, TCD 1051, 1959. Il testo presenta lievi differenze con il precedente e il tempo è terzinato come un valzer

I
Hark hark, the drums do beat, my love, and I must haste away, The bugles sweetly sound and no longer can I stay, We are called up to Portsmouth and it’s many a weary mile, All for to be embarked for the banks of the Nile.
II
O Willie, dearest Willie, don’t leave me here to mourn, Don’t leave me here to curse the day that ever I was born, For parting with me Willie is like parting with me life, O stay at home, dear Willie, and make me your lawful wife.
III
I’ll put on me velveteens and go along with you, I’ll volunteer me services and go to Egypt too, I’ll fight beneath your banner, love, and fortune it may smile, And I’ll be your loyal comrade on the banks o’ the Nile.
IV
O Nancy, dearest Nancy, O that would never do, The government has ordered no women there tae go, The government has ordered, the King(5) he doth command, And I am bound on oath, my love, to serve on a foreign land.
V
Your waist is rather slender, your complexion is too fine, Your constitution is too weak to stand a hard campaign, The sultry suns of Egypt your precious health would spoil, In the sandy desert places on the banks of the Nile.
VI
O cursed, cursed be the day that ever wars began, For they’ve ta’en oot of Scotland(9) mony a bonny man, They’ve ta’en frae us oor lifeguards, praetectors o’ oor isle, And their bodies feed the worms(10) on the banks o’ the Nile.

SECONDA VERSIONE

ASCOLTA Young Tradition 1968

ASCOLTA Andy Turner che scrive ” version from Betsy Henry, of Auchterarder in Pethshire – actually, MacColl’s mother. I have anglicised it slightly, although that didn’t amount to much more than substituting “England” for “Scotland” in the last verse.”

VERSIONE B

ASCOLTA Old Blind Dogs in Wherever Yet May Be 2010 (su Spotify)

I
Farewell, my dearest Nancy, farewell I must away.
I hear the drums a-beating and no longer I can stay.
we’re ordered down to Portsmouth and as many a weary mile
For to fight for british army on the banks of the Nile.
II
Oh, I’ll cut off my yellow hair and along with you I’ll go
I’ll dress meself in uniform and I’ll see Egypt, too.
I’ll fight and bear thy banners well, kind fortune upon a smile.
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile.
III
Let a hundred days be darkened and let maidens give a sigh
It would melt the very elements to hear the wounded cry
Let a hundred days be brightened and let the maidens give a smile
But remember Abercrombie(11) on the banks of the Nile
IV
Oh, cursed upon the cruel war and the hour it begun,
For it has robbed our country of many a gallant man;
It took from us our old sweethearts, protectors of our soil
And their blood does steep the grass that’s deep on the banks of the Nile
V
O now the war is over and back I’ll then return
Until my wife and family I’ve left behind to mourn.
We’ll call them in around, my boys, and there’s no end of toil.
And no more we’ll go a’roving on the banks of the Nile.
TRADUZIONE DI RICCARDO VENTURI
I
Addio, mio amata Nancy, addio, devo partire.
Sento già rullare i tamburi e non posso stare più,
Ci hanno comandato a Portsmouth ed è un lungo cammino,
A combattere per la British Army sulle rive del Nilo.
II
Oh, mi taglierò i capelli biondi e verrò via con te,
Mi metterò l’uniforme e (verrò) anch’io a veder l’Egitto.
Combatterò e ti farò da brava portabandiera, e che la fortuna ti arrida,
E ci conforteremo l’un l’altro sulle rive del Nilo.
III
Cento giorni si faccian scuri, e sospirin le ragazze,
Fonderebbe gli elementi sentire i feriti che urlano.
Cento giorni si faccian chiari, e sorridan le ragazze:
Ma ricordate Abercrombie sulle rive del Nilo.
IV
Maledico la guerra e l’ora in cui è cominciata,
Ché ha privato il nostro paese di tanti ragazzi valorosi.
Ci ha rubato i nostri innamorati, protettori della nostra terra,
E il loro sangue innaffia l’erba alta sulle rive del Nilo.
V
Ma ora la guerra è finita e tornerò presto a casa,
Da mia moglie e dalla mia famiglia che ho lasciato a disperarsi.
Li chiameremo tutti qua, ragazzi, e la pena non avrà mai fine,
E non ce ne andremo mai più a vagare per le rive del Nilo.

NOTE INTEGRATIVE
11) probabilmente si riferisce a Sir Ralph Abercromby (1734-1801) il generale scozzese che guidò le truppe ad Abukir nel 1801; durante la battaglia nei pressi di Alessandria venne colpito da un proiettile e morì poco dopo.

DURA LEX SED LEX

2415_1“La donna non indosserà abiti da uomo, né l’uomo indosserà abiti da donna, perché chiunque fa tali cose è in abominio all’Eterno” (Deu 22:5)

Per trovare donne guerriere nella storia bisogna andare molto indietro nel passato oppure risalire fino al XX secolo (in Europa e USA); la battaglia per l’emancipazione della donna passa anche dall’appropriazione della “libertà di movimento” anche in senso letterale; fu l’americana Amelia Jenks Bloomer (1818-1894) a inventare l’abito-pantalone che in suo onore venne chiamato bloomer. Dalla foggia orientale il pantalone era ampio e stretto alla caviglia e rigorosamente da portare sotto ad un abito al ginocchio. Niente di particolarmente osè e sostanzialemtne la donna restava infagottata come prima, eppure nelle sue prime apparizioni il bloomer fu considerato scandaloso!
Solo negli anni venti del 900 fecero la comparsa nel guardaroba delle signore sportive e alla moda i pantaloni di foggia maschile (e Coco Chanel diede il suo innovativo contributo con i pantaloni da barca di linea larga da indossare per il tempo libero). E tutto perchè durante la Grande Guerra (in cui le forze più giovani del paese venivano mandati a morire non solo sotto le cannonate ma anche sotto i colpi micidiali delle mitragliatrici) furono le donne a sostituire gli uomini nei lavori pesanti in fabbrica o nei campi; indossavano i pantaloni del marito o del fratello tenuti su dalle bretelle. Così il pantalone era riservato alle due classi sociali più opposte: l’aristocrazia o l’alta borghesia e le donne operaie e contadine!

FRANCIA

La legge risale al 17 novembre 1800 ed è stata abrogata solo nel 2013.
Tutte le donne che, dopo la pubblicazione della presente ordinanza, si travestiranno da uomo senza aver sbrigato le formalità prescritte- lasceranno intendere di avere colpevole intenzione di abusare del loro travestimento“. La pena? L’arresto.
Nel 1892 e nel 1909 vennero introdotte due eccezioni alla regola che impediva alle signore di portare i pantaloni, il cui uso era consentito “quando impugnassero il manubrio di una bicicletta” o “le redini di un cavallo“. Nel 1972, una deputata del Parlamento francese, Michèle Alliot-Marie, venne bloccata al suo ingresso perchè indossava i pantaloni.

ITALIA

Negli anni 40 una legge di Mussolini proibiva alle donne di portare i pantaloni. Era vietato andare in chiesa, negli uffici pubblici e a scuola con i pantaloni ritenuti una “trovata demenziale di donne perverse
I pantaloni erano permessi solo alle donne per sciare, fare alpinismo e andare in bici, ma appena si smetteva l’attività sportiva, si doveva immediatamente indossare la gonna.
E così ai giorni nostri “mutatis mutandis”:
2014 (tratto da qui) VIETATO INDOSSARE PANTALONCINI: UOMO VA A LAVORO IN GONNA
Il comune di Rio de Janeiro ha deciso, a partire da questi mesi estivi, di vietare ai dipendenti pubblici di recarsi a lavoro in pantaloncini. Poco importa se fa caldo. Ancor meno se nella maggior parte dei luoghi di lavoro non c’è l’aria condizionata. Il decoro prima di tutto. Ma la cosa non è andata giù ai lavoratori che in vari modi hanno protestato contro la decisione.
Ma il vincitore della protesta più “virale” è stato sicuramente André Amaral Silva che ha pensato bene di andare a lavoro in gonna. La foto dell’uomo che sfoggia l’indumento femminile è andata nel frattempo a finire su Facebook ed è stata condivisa da migliaia di utenti in poche ore. “Non si tratta di una burla, ma di una cosa seria: ho voluto sollevare il problema nel rispetto della legge”, ha spiegato Andrè. All’inizio, il portiere non voleva farlo entrare, ma è stato poi convinto dalla logica: la gonna è un capo autorizzato, non importa chi la indossa.

FONTI
http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/thebanksofthenile.html http://afolksongaweek.wordpress.com/2012/11/11/week-64-the-banks-of-the-nile/ http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=12883&lang=it http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=17699
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/258.html http://www.loc.gov/resource/amss.as100630/seq-1 http://celticlyricscorner.net/amhlaoibh/banks.htm

LA TRADIZIONE ORALE
http://sounds.bl.uk/World-and-traditional-music/Ethnographic-wax-cylinders/025M-C0037X1592XX-0100V0#_ http://www.itma.ie/inishowen/song/banks_of_the_nile_dan_mcgonigle http://history.wiltshire.gov.uk/community/getfolk.php?id=550 http://www.evergreentrad.com/banks-of-the-nile/

THE BONNY SWANS BY LOREENA MCKENNIT

Bonny_Swan_by_SarachmetLa ballata “The two sisters” è originaria dalla Svezia o più in generale  dai paesi scandinavi, ma si è diffusa largamente  anche in alcuni paesi dell’Est e nelle isole britanniche.
Nella prima parte ho analizzato il plot della ballata descritta nella fiaba scozzese “The singing breastbone” e la sua messa in musica nella versione scozzese di “Binnorie”. (vedi prima parte). La seconda parte è dedicata alla versione “Cruel Sister” riportata in auge dai Pentangle negli anni del folk revival (vedi seconda parte).

Una parte a sè merita la versione dell’artista canadese Loreena McKennit e del suo collage a partire da “The Swan Swims Bonnie ” indicato come Child #10 in cui compare  l’intercalare “Hi ho and sae   bonnie-O” al primo verso e “And the swans they swim   sae bonnie-O”. La musica invece non è un tradizionale, ma è composta  dall’artista stessa.

The Bonny Swans (1994 US 2-track promotional) stessa copertina per il Cd Live in San Francisco del 1995

TERZA VERSIONE THE BONNY SWANS

La varie frasi che raccontano la storia sono prese da  molte altre versioni, qui il padre è indicato come un farmer  che potrebbe essere inteso come un Laird scozzese  anche se poi nel finale diventa un King, le figlie femmine sono  tre ma poi la storia continua solo tra le due (la più grande e la piccola).
Loreena salta la parte iniziale del triangolo amoroso eliminando il corteggiamento ambiguo del giovane pretendente, che si fidanza con la sorella più grande ma è palesemente attratto dalla più giovane, così facendo stringe come dire l’obiettivo, sulla rivalità tra le due sorelle.

ASCOLTA Loreena McKennitt in The Mask and Mirror 1994 un perfetto mix tra strumenti acustici  cari all’artista quali l’arpa e il violoncello e le sonorità elettroniche, una musica circolare tipica delle ballate più antiche con il crescendo affidato al riff della chitarra elettrica (Brian Hughes ). Un brano eseguito spesso in concerto e che ritroviamo nel cofanetto “Nights From The Alhambra”  registrato nella meraviglia di una notte indimenticabile del Settembre 2006.

Ecco quindi la versione video-promo rilasciata dalla Quinlan Road (che è tagliata nella parte finale)

(Live in Paris and Toronto 1999)

e il live dai giardini dell’Alhambra: ancora violino (Hugh Marsh) e chitarra elettrica che duettano.. con una mini orchestra di validissimi musicisti

e infine la performance più recente in cui l’artista ha privilegiato la formazione in trio con  Brian Hughes (chitarra) e Caroline Lavelle (violoncello)
Troubadours on the Rhine, 2010

Un brano in tutta evidenza caro all’artista, che ne incarna il potere di trasmutazione (legato anche a una parte dolorosa della sua vita, la morte del fidanzato annegato durante una traversata in barca nel lago Huron in prossimità delle nozze)


A farmer there lived in the north country a hey ho bonny o
And he had daughters one, two, three
The swans swim so bonny
These daughters they walked by the river’s  brim
The eldest pushed the youngest in
“Oh sister, oh sister, pray lend me your hand
And I will give you house and land”
“I’ll give you neither hand nor glove
Unless you give me your own true love”
Sometimes she sank, sometimes she swam
Until she came to a miller’s dam
The miller’s daughter, dressed in red
She went for some water to make some bread
“Oh father, oh daddy, here swims a swan”
It’s very like a gentle woman
They placed her on the bank to dry
There came a harper passing by
He made harp pins of her fingers fair
He made harp strings of her golden hair
He made a harp of her breast bone
And straight it began to play alone
He brought it to her father’s hall
And there was the court, assembled all
He laid the harp upon a stone
And straight it began to play lone
“And there does sit my father the King
And yonder sits my mother the Queen
And there does sit my brother Hugh
And by him William, sweet and true
And there does sit my false sister, Anne
Who drowned me for the sake of a man”
TRADUZIONE ITALIANO
Un proprietario terriero (1) che viveva nel Nord del paese, un saluto alla bella
aveva una, due, tre figlie
i cigni nuotano così graziosi
Queste figlie camminavano sul ciglio del fiume
la più grande vi spinse la più piccola.
“Oh sorella, per favore dammi una mano,
e io ti darò casa e terra.”
“Non ti darò nè mano nè  guanto,
a meno che non mi darai il tuo innamorato (2).”
A volte affondava,
a volte nuotava (3),
finchè giunse alla diga di un mulino.
La figlia del mugnaio vestita di rosso,
andava a prendere l’acqua per fare il pane.
“Papà, papino, c’è qui un cigno che nuota,
somiglia ad una bella ragazza.”
La posero ad asciugare sulla riva,
passò un suonatore di arpa (4),
che con le sue belle dita fece i piroli dell’arpa,
coi capelli biondi  fece le corde dell’arpa,
e con la gabbia toracica fece l’arpa,
e l’arpa  iniziò subito  a suonare da sola.
Portò l’arpa alla casa del padre di lei,
vi era la corte tutta riunita in assemblea (5),
appoggiò l’arpa ad una pietra
ed l’arpa  iniziò subito  a suonare da sola
” E lì siede mio padre il Re
con vicino mia madre, la Regina,
e lì siede mio fratello Hugh,
con vicino William dolce e sincero.
E lì siede Anne,  la mia falsa sorella
che mi gettò in acqua per amore di un uomo.”

NOTE
1) il farmer diventa alla fine della ballata
nientemeno che un King,  mi sembra più corretto elevarlo al rango di possidente  terriero invece di tradurre con agricoltore
2) mancando la parte iniziale del corteggiamento non possiamo sapere del triangolo amoroso, il movente è sempre la gelosia inserita in un rapporto di competizione/rivalità tra sorelle
3) la fanciulla portata dalla corrente non muore subito affogata e un po’ nuota come un candido cigno. Il paragone sottolinea la purezza e l’innocenza della fanciulla che si presume non abbia incoraggiato le avance del pretendente. L’immagine della trasmutazione in cigno è l’elemento portante della ballata e richiama tutta la simbologia celtica ad esso connesso. L’eleganza e il portamento l’hanno reso simbolo di amore sincero, innocenza e purezza. Il cigno rappresenta la sintesi fra gli elementi della vita: è legato all’ acqua (dove nuota), all’ aria (dove vola) e alla terra (dove si posa), ma rappresenta soprattutto il fuoco (del sole) da cui trae il suo potere; era, come tutti gli animali bianchi, sacro alla Dea, considerato un simbolo solare e un tramite degli Dei.
Il cigno diviene perciò un simbolo benefico e sacro, possessore di poteri magici legati alla musica, uniti ai poteri terapeutici del sole e dell’ acqua.
A questo proposito si sa che in Irlanda i Bardi portavano dei mantelli fatti con piume di cigno per la relazione che l’uccello aveva con la musica e il canto.
A livello simbolico il cigno incarna la luce interiore dello spirito umano. Il suo volo è paragonato al ritorno dello spirito verso la propria sorgente e il cigno rappresenta la parte dell’uomo che tende al bene, al meglio di sé, alla perfezione, alla spiritualità.
4) il menestrello costruisce un’arpa con le ossa della fanciulla e dai lunghi capelli biondi ricava le corde, si tratta ovviamente di un’arpa magica, infatti non appena posata su una pietra si mette a cantare da sola. Qui si fa riferimento alla credenza vichinga secondo la quale l’anima risiede nelle ossa (le ossa dei morti accusano i loro assassini). La sorella assassina che stava per andare in sposa viene smascherata dal fantasma della sorella bionda e sicuramente sarà punita come merita.
5) non è specificato che si tratta della festa di nozze tra la sorella assassina e il bel cavaliere

continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/swan-maiden.htm