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GREEN GROWS THE LAUREL

Violets-by-Pre-Raphaelite-painter-James-Dromgole-LintonNessuno sa di preciso a quale epoca risalga questa canzone, alcuni riferimenti “di bandiera” la spostano all’epoca delle guerre giacobite, di certo si può affermare che la canzone, in molteplici versioni testuali e con diverse melodie, si è tramandata tra la comunità gypsies d’Inghilterra, Scozia e Irlanda e si è poi diffusa anche in Canada e America.

Anche il tema presenta molteplici sfaccettature per cui è difficile distinguere un nucleo originario che si sia “contaminato” con i cosiddetti “versi fluttuanti” ossia versi e strofe mutuate da altre ballate (e comunque tipici delle ballate tramandate dalla tradizione orale).
La storia ha un mood malinconico, in cui una donna innamorata (ma ingenua per la sua giovane età) dona la propria fedeltà ad un uomo che non la merita perchè la seduce (con l’inganno) e poi l’abbandona per un’altra. Alcune versioni (quelle Irlandesi) hanno una viratura patriottica: l’uomo sembra essere stato coinvolto in qualche operazione militare e alla fine la donna si ritrova sola e abbandonata, con la sua giovinezza ormai appassita; la donna potrebbe essere in realtà l’Irlanda e la canzone essere una canzone di protesta “mascherata”.

“QUEEN CAROLINE”

La registrazione risale agli anni del 1960 dalla voce di “Queen” Caroline Hughes la gypsy romany inglese nata nel 1900 e morta nel 1971. In rete ho trovato la versione di Norma Waterson che riprendeva testo e melodia da quell’ascolto (in Sheep-Crook and Black Dog qui).

La storia è amara e triste e parla di una donna rimasta incinta e respinta dal suo innamorato e buttata fuori casa dai suoi genitori. Lei prenderà la strada da sola con il bambino e tenterà di dimenticare l’uomo che l’ha abbandonata (anche se ancora lo ama)

ASCOLTA Norma Waterson (in versione integrale su Spotify)


I
Now once I was a schoolgirl all in my pencil and slate
Can’t you see what I’ve come to from staying out late
And it’s once I had a colour(1)
that is as red as any rose
Ah but now I’m as pale as the lily that grows
CHORUS
And it’s green grows the laurel
and so cold now blows the dew(2)

And how sorry was I
when I parted from you

Just like the rose in the garden
when her bloom is all gone

Can’t you see what I’ve come to
for loving that man

II
Now my parents dislikes me they’ve turned me away from their door
So I told them that I’d ramble
like I used to before
And I picked up my baby
and I’ve walked out the door
And I told them that I’d ramble like I used to before
III
So it’s me and my baby
and contented we will be
And I’ll try to forget him
like he forgot me
And while there’s love on the ocean and there’s dry land
While there’s breath into my body
I will still love that man
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Un tempo era una studentella con la mia matita e la lavagna,
non vedi che cosa ho ottenuto a restare fuori fino a tardi;
una volta avevo un colorito
rosso come una rosa,
ma ora sono pallida come il giglio che germoglia
CORO
Verde cresce l’alloro,
e come il freddo disperde la rugiada (2),

così mi è dispiaciuto
separarmi da te!
Proprio come le rose nel giardino
quando sono sfiorite,

non vedi che cosa ho ottenuto
nell’amare quell’uomo?

II
Ora i miei genitori mi disprezzano
e mi hanno buttata fuori dalla porta
così ho detto loro che avrei vagabondato come facevo prima.
Ho preso il mio bambino
e ho varcato la soglia,
ho detto loro che avrei vagabondato come facevo prima.
III
Siamo io e il mio bambino
e staremo bene
e cercherò di dimenticarlo
come lui ha dimenticato me,
(ma) finchè c’è amore sull’oceano
e sulla terra ferma,
finchè c’è respiro nel mio corpo,
io continuerò ad amare quell’uomo

NOTE
1) scritto anche come collar (colletto)
2) scritto anche come “soft as the dew”

LA VERSIONE DI SANDY DENNY

A quegli anni della pubblicazione della registrazione sul campo effettuata da Ewan MacColl, Peggy Seeger e Charles Parker presso la comunità traveller di Queen Caroline risale la versione di Sandy Denny (1947-1978): appena diciannovenne quando cantava canzoni folk nei club di Londra con la sua chitarra. La canzone è ridotta a pochi versi che insieme al tono triste e desolato ci parlano di una separazione tra due persone che un tempo si erano date amore; chi canta spera che quell’amore possa rinascere, ma lui l’ha lasciata per un’altra. La situazione con le lettere che i due si scrivono mi richiama un’altra canzone The Blacksmith in un contesto di separazione a causa dell’emigrazione, in cui il fabbro dimentica le promesse fatte alla sua fidanzatina del paese e sposa un’altra.

ASCOLTA Sandy Denny live 1966 (capisco che molti oggi possono considerare queste registrazioni “vintage”, probabilmente sentono l’effetto che a me fanno le registrazioni degli anni 20-30, ma per la mia generazione è la musica della gioventù)


Chorus:
Green grow the laurels,
soft as the dew
Sad I was, darling, on parting from you
Perhaps in the future our love will renew
We’ll love one another
and promise to be true (3)
I
I wrote my love a letter
and he wrote me mine
I wrote my love a letter,
he wrote me mine,
Said: “Keep your love letter
and I will keep mine,
You write to your love
and I’ll write to mine.”
II
I passed my love’s window
both night time and day,
I passed my love’s window both night time and day.
And the looks that he gave me a thousand would slay,
And the looks that he gave me a thousand would slay.

TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Verde cresce l’alloro
soave come la rugiada,
ero triste, amore, nel separarmi da te, forse in futuro il nostro amore si rinnoverà
e ci ameremo l’un l’altro
e scambieremo le promesse (3).
I
Ho scritto una lettera al mio amore
e lui ne ha scritta una a me
Ho scritto una lettera al mio amore
e lui ne ha scritta una a me
diceva “Tienti la tua lettera d’amore
e io mi terrò la mia,
tu scrivi al tuo amore
che io scriverò al mio”.
II
Sono passata davanti alla finestra del mio amore notte e giorno,
sono passata davanti alla finestra del mio amore notte e giorno,
e le occhiate che mi ha lanciato mille volte mi avrebbero ucciso,
e le occhiate che mi ha lanciato mille volte mi avrebbero ucciso.

NOTE
3) ovvero ci saranno vere promesse matrimoniali

LA VERSIONE IRLANDESE DI DOLORES KEANE

Questa versione prende parte delle prime due strofe cantate da Norma Waterson e le aggiunge a quei pochi versi cantati da Sandy Denny con una viratura patriottica assente in quelle: l’uomo sembra essere stato coinvolto in qualche operazione militare, ma alla fine la donna si ritrova sola e abbandonata, con la sua giovinezza ormai appassita. La versione si presta a una duplice lettura in cui la donna è in realtà l’Irlanda e la canzone è una canzone di protesta “mascherata”. Il testo proviene dal Galway dai dintorni di Tuam: “Dolores learned this setting from Mary Conway, a traditional singer from Dolores’ home village. Most of Mary Conway’s songs were in Gaelic and this was one of the exceptions. It has a fine traditional tune to it and the chorus has an allegorical reference in it not unusually [sic!] found in the Music Hall versions: ‘Never change …’ We take this to mean, ‘Never desert the green flag of Ireland for the British Union Jack’. (Notes ‘Folk Friends II’) (tratto da qui)

ASCOLTA Dolores Keane & John Faulkner in Sail Og Rua 2010 (Dolores aveva già rilasciato una versione del brano nel 1998 per la compilation Magic Irish Romances)


CHORUS
Green grows the laurel
and soft falls the dew
Sad was my heart
when I parted from you
And in our next meeting
I hope you’ll prove true (3)
Never change the green laurel
for the red white and blue(4)
I
I once had a sweetheart
but now he is gone
He’s gone and he’s left me
I’m here all alone
And since he has left me
content I must be
I know he loves someone
far better than me
II
I wrote him a letter
so loving and kind
He wrote me another
with sharp bitter lines
Saying, “Keep your love letters
and I will keep mine
And you write to your love
and I’ll write to mine”
III
He passed by my window
both early and late
And the looks that he gave me
would make your heart ache
The looks that he gave me ten thousand would kill
Wherever he wanders
he’ll be my love still
IV
I once was as happy as the red blushing rose(5)
But now I’m as pale as the lily(6) that grows
Like the tree in the garden with its beauty all gone
Can’t you see what I have come to from the loving of one
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
Verde cresce l’alloro
e soave cade la rugiada,
triste era il mio cuore
nel separarmi da te,
e nel nostro prossimo incontro
spero che tu mantenga le tue promesse (3), non cambiare il verde alloro
per il rosso, bianco e blu (4).
I
Una volta avevo un fidanzato
ma adesso non c’è più,
se n’è andato e mi ha lasciata,
sono qui tutta sola
e da quando mi ha lasciato,
devo accontentarmi
di sapere che lui ama un’altra
molto più di me.
II
Gli ho scritto una lettera
piena d’amore e dolcezze,
lui me ne ha scritta una
con righe dure e brusche
diceva “Tienti le tue lettere d’amore
e io mi terrò le mie,
tu scrivi al tuo amore
che io scriverò al mio”.
III
Passeggiava davanti alla mia finestra
da mane e sera,
e le occhiate che mi lanciava,
erano da spezzare il cuore,
le occhiate che mi lanciava
diecimila volte ucciderebbero,
ma dovunque lui vada sarà
ancora il mio amore.
IV
Una volta ero felice come la rosa rossa in sboccio (5)
ma ora sono pallida come il giglio (6) che germoglia,
come l’albero in giardino con la sua bellezza sfiorita,
non vedi che cosa ho ottenuto nell’amare quell’uomo?

NOTE
4) la frase è da leggersi in chiave politica, un’incitazione a non cambiare la bandiera irlandese (green laurel) per quella inglese.
5) nelle ballate la rosa non è solo “una rosa” ma è il simbolo della passione amorosa; le rose nelle canzoni celtiche sono spesso associate alla sfortuna e stanno a indicare una gravidanza in atto: “cogliere la rosa” è un eufemismo per l’atto sessuale che spesso un tempo aveva tristi conseguenze, ovvero le spine, dovute all’educazione allora più ingenua delle fanciulle, che amaramente scoprivano di aver dato il loro fiore a un uomo non degno della loro fiducia, il quale dopo essersi divertito, le lasciava spesso con una gravidanza inopportuna (perché non ricondotta nell’alveo del matrimonio)! La rosa simboleggiava quindi la perdita della verginità e con essa l’innocenza e la fiducia verso un mondo (maschile) che non è quello che sembra!
6) in questo contesto il pallore del giglio è quello cadaverico della morte

LA VERSIONE DI CARA DILLON

L’ultima versione  è quella di Cara Dillon, privata dalla lettura in chiave politica, lo stesso testo  è altrettanto popolare anche in Scozia.

ASCOLTA Cara Dillon in Cara Dillon 2001, il suo album-debutto: voce esile e angelica, eppure così accattivante.. in pratica il cd è stato registrato nella casa della famiglia Lakeman tra amici e parenti di Cara e Sam (i due si sono sposati nel 2002)


I
Green grows the laurel
and soft falls the dew
Sorry was our love
when parting from you
But at our next meeting
I hope you’ll prove true
And we’ll join the green laurel
and the violet so blue(7)
II
I once had a sweetheart but now I have none
He’s gone and he’s left me to weep and to mourn
He’s gone and he’s left me for others to see I’ll soon find another far better than he
III
He passes my window both early and late
And the looks that he gives me would make my heart break
The looks that he gives me a thousand would kill
Though hates and detests me I love that lad still
IV
I wrote him a letter in red rosy lines
He wrote back an answer all twisted and twined
Saying keep your love letters
and I’ll keep mine
You write to your love
and I’ll write to mine
V
Now often I wonder why maidens love men
And often I wonder why young men love them
But from my own knowledge
I will have you know
The men are deceivers
wherever they go
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Verde cresce l’alloro
e soave cade la rugiada,
ero triste, amore,
nel separarmi da te,
ma nel nostro prossimo incontro
spero che tu mantenga le tue promesse,
e noi uniremo il verde alloro
con la violetta così blu (7)
II
Una volta avevo un fidanzato ma adesso non c’è più,
se n’è andato e mi ha lasciata a piangere e a disperarmi,
se n’è andato e mi ha lasciato per vedere le altre
e presto ne troverò uno migliore di lui.
III
Passeggia davanti alla mia finestra mattina e sera,
e le occhiate che mi lancia, mi spezzano il cuore,
le occhiate che mi lancia diecimila volte ucciderebbero,
sebbene mi odi e detesti, io amo ancora quel ragazzo.
IV
Gli ho scritto una lettera con rosei pensieri, lui mi ha spedito una risposta tutta contorta e ritorta
diceva “Tienti le tue lettere d’amore
e io mi terrò le mie,
tu scrivi al tuo amore
che io scriverò al mio”.
V
Ora spesso mi chiedo perchè le ragazze amino gli uomini
e altrettanto mi chiedo perchè i ragazzi le amino,
ma per mia esperienza
dovrei saperlo
gli uomini sono ingannevoli
ovunque vadano

NOTE
7) nel linguaggio vittoriano dei fiori l’alloro sta per “perfidia” la violetta è sinonimo di fedeltà: così l’uomo inganna l’ingenua fanciulla e la seduce; unire l’alloro alla viola ha un che più sensuale nello stile delle canzoni alla The Gardiner

FONTI
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/R061.html http://www.mustrad.org.uk/reviews/c_hughe2.htm http://www.mustrad.org.uk/reviews/c_hughes.htm
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=872 http://mainlynorfolk.info/sandy.denny/songs/greengrowthelaurels.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11139 http://sangstories.webs.com/greengrowsthelaurel.htm http://mysongbook.de/msb/songs/g/grngrola.html http://sandydenny.org.uk/introduction/

MOORLOUGH MARY

La ballata proviene dall’Irlanda del Nord e si ritiene sia stata scritta nel 1876 da James Devine di Loughash (Donemana, Contea di Tyrone). Moorlough in questo contesto non è un cognome ma una località.  Moorlough Mary si svolge come dialogo tra l’uomo innamorato (un pastorello o un contadinello) e la ritrosa Mary che lo respinge, così egli si allontana (forse emigra) affranto dal dolore; il contesto è bucolico e i personaggi coinvolti sono certamente di umile estrazione. Le rive del Moorlough erano tristemente famose nelle ballate per infrangere i cuori! vedi

Il testo con alcune varianti è stato abbinato a molte e diverse melodie, si riportano le due versioni più accreditate, che i cantanti mescolano o accorciano tranquillamente

ASCOLTA John Doherty 1965
ASCOLTA Paddy Tunney
ASCOLTA Cara Dillon che riprende la melodia di Paddy Tunney velocizzando un po’ il tempo

VERSIONE TESTO SAM HENRY “SONGS OF THE PEOPLE”, 1928
I
When first I saw you, sweet Moorlough Mary,
‘twas on the fair day of sweet Strabane(1),
Your smiling countenance was so engaging,
the hearts of young men you did trepan(3).
Your killing glances bereaved my senses
of peace and comfort by night and day,
In my silent slumber I start with wonder –
och, Moorlough Mary, will you come away?
II
To see you, darling, on a summer’s morning
when Flora’s fragrance(4) bedecks the lawn,
Your neat deportment and manners courteous,
around you sporting the lambs and fawn,
On you I ponder where’er I wander
and will grow fonder, sweet maid, of thee,
By thy matchless charms I am enamoured –
och, Moorlough Mary, will you come away?
III
Were I a man of great education,(5)
or Erin’s isle at my commands
I’d lay my head on your snowy bosom,
in wedlock’s bands(8), love, we’d join our hands,
I’d entertain(9) you both night and morning,
with robes I’d deck you both night and day,
With jewels rare, love, I would adorn you –
och, Moorlough Mary, will you come away?
IV
Now I’ll away to my situation,
for recreation is all in vain,
On the river Mourne I’ll sing your praises
till the rocks re-echo my plaintive strain,
I’ll press my cheese while my wool it’s a-teasing(10),
my ewes I’ll milk by the peep o’ day,
When the whirrying moorcock and lark alarm me –
och, Moorlough Mary, will you come away?
V
On Moorlough banks I will never wander
where heifers graze on a pleasant soil,
Where lambkins sporting, fair maids resorting,
the timorous hare and blue heather bell,
The thrush and blackbird all sing harmonious
their notes melodious on Ruskey braes
And pretty small birds all join in chorus –
och, Moorlough Mary, will you come away?
VI
Farewell, my charming Moorlough Mary,
ten thousand times I bid you adieu,
While life remains in my glowing bosom
I’ll never cease, love, to to think of you.
Now I’ll away to some lonesome valley,
with tears lamenting both night and day,
To some silent arbour where none can hear me –
och, Moorlough Mary, will you come away?

ASCOLTA Peta Webb in I Have Wandered in Exile 1973
ASCOLTA Maggie Boyle in Won’t you come away 2012

Le strofe sono state numerate secondo l’ordine della versione di Sam Henry

I
The first time I saw young Moorlough Mary
‘Twas in a market of Sweet Strabane(1);
Her smiling countenance were so engaging,
All other fair ones(2) she did trapan(3).
Her killing glances bereave my senses;
(No rest can I find either) (of peace and comfort both) night or day;
In my silent slumber I start with wonder,
“o Moorluogh Mary, will you come away?’
II
To see my darling, on a summer’s morning
when Flora’s fragrance(4) bedecks the lawn,
her neat deportment and manners courteous,
around her sporting the lambs and fawn,
On you I ponder where’er I wander
and still grow fonder, sweet maid, of thee,
By thy matchless charms, love, I am enamoured –
o, Moorlough Mary, will you come away?
V
“From Moorlough banks I will never wander,
Where heifers gaze on yon pleasant soil;
Where lambkins sporting, fair maids resorting,
The timorous hare, and blue heather bell.
I’ll press my cheese, and my wool I’ll tease(10),
And my ewes I’ll milk by the eve of day;
The hurling moor-cock and lark alarms me;
From Bonnie Moorlough I’ll never stray.”
IV
I’ll go down to yon woodland to my situation,
Where recreation is all in view,
On the river Mourne(6) where salmons sporting,
And sounding echoes bring something new.
The thrush and blackbird will join in chorus
With notes melodious on Liskea brae,
And the sweet Lough stream I would restore you,
Saying ‘Moorlough Mary, will you come away?’
III
Were I a man of great education,
As I heard the wild ochone(7).
I’d lean my head on her snowy bosom,
In wedlock’s band(8), love, give me your hand.
I’d entertain(9) her both eve and morning;
With robes I’d dress her both rich and gay;
(With kisses sweet I would embrace her)
(with jewels rare, love, I would adorn you),
Saying ‘Moorlough Mary, will you come away?’
VI
Fare thee well, then, young Moorlough Mary,
Ten thousand times I’ve bid you adieu;
While life remains in my glowing bosom.
I’ll never cease, love, but to think of you.
I’ll build my house upon yon high mountain,
I’ll deck it round with the berry tree,
Since I have gained you, young Moorlough Mary,
Though often times you have strayed from me(11)

NOTE
1) Strabane è una città a Ovest della contea di Tyrone, Irlanda del Nord e si trova sul confine con la Repubblica d’Irlanda, prorpio dall’altra parte del fiume Foyle. La città è stata devastata per tutti gli anni 70 e 80 dal conflitto nordirlandese.
2) one= boy; più comunemente “The hearts of young men”
3) dal francese antico trepan= trapanare. Si riferisce all’operazione chirurgica già praticata nel Medioevo in cui si forava il cranio umano per curare le malattie mentali (la pratica era probabilmente eseguita fin dai tempi preistorici per far uscire gli spiriti maligni)
4) Flora’s fragrance, letteralmente il profumo di Flora= i fiori
5) a man of great education= un uomo della gentry, ben nato che può permettersi un’educazione culturale
6) il fiume Mourne attraversa il centro della città di Strabane e con il Finn formare il Foyle 7) ochane, oh hone, O hoan, O hone, ohon, ochone, och hone, ohone: del gaelico sia irlandese che scozzese esclamazione di lamento. La frase si traduce come: nel sentire l’impetuoso lamento; più comunemente sostituita con “And Erin’s Nation at my own command ”
8) la cerimonia dell’handfasting spunta spesso nelle ballate popolari: di solito i due innamorati si trovano in un bosco e si scambiano le promesse senza testimoni (e poi ovviamente consumano il matrimonio tra le verdi frasche o la ginestra in fiore). Ovviamente dell’antico rituale celtico nulla possiamo conoscere, e l’handfasting (il legame delle mani) è di origine medievale: i polsi degli sposi vengono legati insieme con un lungo nastro (o l’intreccio di due nastri a simboleggiare rispettivamente il principio maschile e quello femminile o a riprendere i colori del clan di appartenenza). Il matrimonio nella sua essenza è suggellato da una stretta di mano ed è un unione consensuale tra due adulti, senza bisogno di sacerdote, notaio o testimoni e nemmeno del consenso delle famiglie. (continua)
9) nel senso di consumazione dell’atto sessuale
10) il lavoro di cardatura della lana è propriamente femminile per questo ritengo che la frese sia pronunciata dalla donna piuttosto che dall’uomo come risposta e motivazione del rifiuto
11) letteralmente “ti sia allontanata da me”.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (ho preso come testo base i versi di Sam Henry, mettendo tra parentesi l’altra versione se discordante)
La prima volta che vidi Mary di Moorlough fu al mercato della bella Strabane , il suo volto sorridente era così seducente, i cuori dei giovanotti trapanavi (che tutti gli altri ragazzi trapanava). I suoi sguardi assassini mi lasciarono privo di sensi, notte e giorno non potevo trovare pace; mi sorpresi a dire durante il dormiveglia ” Mary di Moorlough, vieni via con me?”. Per vederti in una mattina d’estate quando il profumo di Flora adorna i prati, con il tuo portamento e i tuoi modi educati, intorno a te giocano gli agnelli e i cerbiatti; a te sempre penso ovunque io vada, e di te sarò sempre più innamorato, bella fanciulla, per il tuo fascino ineguagliabile ti amo “Mary di Moorlough, vieni via con me?”. Se fossi un uomo ben nato o con l’Irlanda al mio comando appoggerei la testa sul suo petto niveo: nel nastro degli sposi, amore, legherei le nostre mani (dammi la mano), ti (la) farei divertire dalla sera al mattino, ti farei vestire con abiti lussuosi e vivaci, ti ricoprirei di gioielli preziosi (l’abbraccerei con dolci baci dicendo) “Mary di Moorlough, vieni via con me?” Allontanarsi a causa della situazione e cercare una distrazione è vano, sul fiume Mourne  – canterò le tue lodi fino a quando le rocce riecheggeranno il mio lamento; metterò sotto pressione il formaggio mentre la lana sarà da dipanare e le pecore mungerò allo spuntar del giorno, fino a quando la pernice e l’allodola mi allertano, “Mary di Moorlough, vieni via con me?”
L’altra versione – dove i salmoni nuotano e il suono dell’eco porta qualcosa di nuovo. Il tordo e il merlo si uniranno nel coro con note melodiose sulle rive del Liskea e al bel torrente del Lough ti rimetterò in salute dicendo “Mary di Moorlough, vieni via con me?” “Dalle rive di Moorlough non potrò mai separarmi, dove le giovenche fissano lo sguardo su quella terra dilettevole, dove gli agnellini giocano, le belle fanciulle rincorrono la timida lepre e le campanelle blu dell’erica. il tordo e il merlo cantano tutti in armonia le loro note melodiose sulle sponde del Ruskey e gli uccellini si uniranno in coro “Mary di Moorlough, vieni via con me?” (Metterò sotto pressione il formaggio e dipanerò la lana e le pecore mungerò a sera; la pernice e l’allodola mi allertano) Addio, allora Mary di Moorlough mille volte addio, finchè avrò vita nel mio petto non smetterò mai di pensare a te. Fuggirà in una valle solitaria per piangere lacrime notte e giorno presso un bosco silenzioso dove nessuno mi potrà vedere “Mary di Moorlough, vieni via con me?” (Costruirò la casa in alto sulla montagna, la decorerò con l’agrifoglio fino a quando non ti avrò convinta -a raggiungermi- giovane Mary di Moorloug, sebbene tu spesso mi abbia respinto)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/matrimonio-celtico-storia.htm
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/moorloughmary.html http://comhaltasarchive.ie/compositions/10

CRAIGIE HILL, IRISH SONG OF EMIGRATION

Emigrants_leave_Ireland“Craigie Hill” è una canzone tradizionale irlandese collezionata dalla madre di Paddy Tunney il quale riteneva che la canzone fosse originaria di Larne, Contea di Antrim, il porto da cui partivano gli emigranti nord-irlandesi. Come è scritto su Wikipedia (qui) “Un monumento di Curran Park commemora i Friends Goodwill, la prima nave di emigranti a salpare da Larne nel maggio 1717, per raggiungere Boston negli Stati Uniti. Le radici irlandesi di Boston derivano infatti da Larne. Anche Larne è stata investita dalla grande carestia irlandese della metà dell’Ottocento.” Ma per dirla come Paddy stesso “every Irish port had an emigrant ship” (vedi emigration songs)

ASCOLTA Dick Gaughan 1981
ASCOLTA Dolores Keane 1982
ASCOLTA Susan McKeown 1998
ASCOLTA Cara Dillon in Cara Dillon 2003

ASCOLTA Caladh Nua in Happy Days 2009


I
It being the spring time,
and the small birds were singing,
Down by yon shady arbour
I carelessly did stray;
The thrushes they were warbling,
The violets they were charming:
To view fond lovers talking,
a while I did delay.
II
She said, “My dear don’t leave me all for another season,
Though fortune does be pleasing
I ‘ll go along with you.
I ‘ll forsake friends and relations and bid this holy nation,
And to the bonny Bann banks(1) forever I ‘ll bid adieu.”
III
He said, “My dear, don’t grieve or yet annoy my patience.
You know I love you dearly the more I’m going away,
I’m going to a foreign nation to purchase a plantation,
To comfort(2) us hereafter all in Amerikay.
IV
Then after a short while a fortune does be pleasing,
It’ll cause them for smile at our late going away,
We’ll be happy as Queen Victoria, all in her greatest glory,
We’ll be drinking wine and porter all in Amerikay.
V
The landlords(3) and their agents, their bailiffs and their beagles
The land of our forefathers we’re forced for to give o’er
And we’re sailing on the ocean for honor and promotion
And we’re parting with our sweethearts, it’s them we do adore
VI
If you were in your bed lying and thinking on dying,
The sight of the lovely Bann banks, your sorrow you’d give o’er,
Or if were down one hour, down in the shady bower,
Pleasure would surround you, you’d think on death no more.
VII
Then fare you well, sweet Cragie Hill(4), where often times I’ve roved,
I never thought my childhood days I ‘d part you ever more,
Now we’re sailing on the ocean for honour and promotion,
And the bonny boats are sailing, way down by Doorin shore(5).”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Era primavera
e gli uccellini cantavano,
per quell’ombreggiato boschetto sbadatamente camminavo;
i tordi gorgheggiavano e le violette erano incantevoli; a guardare gli amanti appassionati che chiacchieravano mi sono un po’ attardato.
II
Disse lei “Non lasciarmi tutta sola
per un’altra stagione,
se la fortuna ci arriderà,
io verrò via con te.
Abbandonerò amici e parenti e a questa santa nazione
e alle belle rive del Bann (1)
per sempre dirò addio.”
III
Disse lui “Non rattristare e mettere alla prova la mia pazienza,
lo sai che ti amo teneramente anche se sto andando via,
andrò in una nazione straniera per acquistare una piantagione
per dare conforto (2) a tutti noi d’ora in poi in America.
IV
Dopo un po’ la fortuna
ci arriderà
e loro saranno contenti della nostra partenza;
saremo felici come la Regina Vittoria in pompa magna,
berremo vino e porter
in America.
V
Ai proprietari terrieri (3) e i loro agenti, gli ufficiali giudiziari con i loro cani,
la terra dei nostri padri siamo stati costretti a cedere
e solcheremo l’oceano per l’onore e la carriera
e ci separeremo dalle nostre fidanzate,
le sole e uniche che amiamo.”
VI
“Se tu fossi steso nel letto in procinto di morire
la vista delle belle rive del Bann ti avrebbero allevato il dolore,
o se andassi per un ora fino al pergolato ombroso,
il piacere ti circonderebbe e non penseresti più alla morte.”
VII
“Addio amata Craigie Hill (4) dove spesso sono andato in giro,
mai pensavo nei giorni della mia fanciullezza che ti avrei lasciato,
ora stiamo navigando sul mare per l’onore e la carriera
e le belle navi navigano via dalla spiaggia di Doorin (5)”

NOTE
1) The Banks Of The Bann è il titolo di un’altra canzone irlandese sulla separazione. il fiume Bann scorre nel Nord-Est dell’Irlanda ed è il fiume che ha portato lo sviluppo economico nell’Ulster con l’industria del lino. Il fiume fa un po’ da spartiacque tra cattolici e repubblicani a ovest e protestanti e unionisti a est.
2) se ho capito il senso della frase
3) Ai primi del XVII secolo inglesi e scozzesi andarono alla “conquista” dell’Irlanda: la terra fu per lo più confiscata agli irlandesi e la parte cattolica degli Irlandesi venne emarginata; la maggioranza queste “colonie” si concentrò nella parte nord dell’Irlanda
4) Craggy è la roccia scoscesa a più livelli, Craige o Craig si dice anche per il sito di una fortezza preistorica, in inglese “hillfort” o “ring-fort”, in italiano “forte ad anello” ovvero fortificazioni a forma circolare risalenti all’età del ferro (o secondo le ultime datazioni, all’età del primo Medioevo). Le fortezze sono state assorbire dalla campagna ma la memoria storica è rimasta nella credenza che il luogo fosse la dimora delle fate.
5) Doorin Point e un promontorio su Inver Bay, vicino a Mountcharles, nel Donegal

FONTI
http://comhaltasarchive.ie/compositions/5
https://thesession.org/discussions/23580
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=155019 http://songoftheisles.com/2013/04/29/craigie-hills/ http://filstoria.hypotheses.org/tag/irlanda-del-nord

SWEET WILLIAM’S GHOST

swgIl tema base declinato in una infinità di ballate è quello dei due amanti che per una serie di impedimenti non possono congiungersi in matrimonio e finiscono per morire di crepacuore. Alcune varianti contemplano anche la visita notturna del fantasma dell’uno o dell’altra. Come ad esempio in “Fair Margaret and Sweet William” (Child #74) è la bella Margaret che appare a William (presumibilmente in sogno) e lo “tormenta” (vedi).

Nella ballata dal titolo “Sweet William’s Ghost” è invece William il fantasma, che legato a Margaret da una promessa matrimoniale e sebbene morto, non può riposare in pace fino a quando lei non lo scioglierà dal vincolo. La ballata ha origini scandinave ed è riportata dal professor Child al numero 77 in 7 versioni di cui la più antica risalente al 1740 (“Tea Table Miscellany” di Ramsay IV volume).

VERSIONE IRLANDESE

La versione più accreditata della ballata è quella della tradizione irlandese, insuperabile l’interpretazione di Cara
ASCOLTA Cara Dillon in Long Distance Love, 2010
La versione testuale è quella trascritta nel “Folksongs Sung in Ulster” di Robin Morton (Mercier Press, Cork, 1970), come raccolta da Sandy McConnell di Bellanaleek County Fermanagh. La versione di Cara Dillon è molto simile a quella riportata da Len Graham come trascritto nella Library of Congress in Washington D.C. (qui) “1964, there was an All Ireland Fleadh Cheoil in Clones, County Monaghan. There were two All Irelands in Clones, County Monaghan, 1964 and 1968, and I was at both of them. But ’64 was a good year because that was the year I met Cathal McConnell for the very first time.  Cathal McConnell, of course, of the Boys of the Lough for those of you that maybe would be [unintelligible].  And Cathal asked me to come and visit him.  He was most anxious that I would meet his mother and father.  Particularly his father who was a singer and a folklorist and he knew that I would be interested to meet Sandy McConnell.  So Sandy sang me on one of the early meetings a wonderful version of a Child Ballad.  And it’s Child #77 for those of you that want to look it up.  In Child it’s known as “Sweet William’s Ghost.”  And this is Sandy McConnell’s version of it. Interestingly he learned it from a Royal Irish Constabulary man from Lough Neagh, County Antrim who was stationed in Cannoli [spelled phonetically], County Fermanagh sometime in the pre to partition in Ireland, and this was the song that Sandy sang, so “

Cara modifica giusto qualche parola e inserisce un “bridge” e una chiusura

I
Lady Margaret she lay in her fine feather bed,
The midnight hour drew near,
When the ghostly form came to her room,
And to her it did appear..
II
“Oh are you my father, the king?” she cried,
“Are you my brother John?
Or are you my sweet William,
Coming home from Scotland along,
Coming home from Scotland along?”
III
“No, I’m not your father, the king,” he cried,
“Nor am I your brother John,
But I am your own sweet William,”
Coming home from Scotland along,
Coming home from Scotland along.”
IV
“Oh Margaret, oh Lady Margaret,” he cried,
“For love or for charity,
Would you give back to me the plighted troth(1)
That once, love, I gave to thee,
That once, love, I gave to thee?”
V
“No, I won’t give you back your plighted troth
Nor any such a thing,
Until you take me to my father’s hall
Where ofttimes we have been,
Where ofttimes we have been.”

(Bridge by Cara)
Farewell my own true love
cold the wind ..
VI
So he took her to her father’s hall,
And as they entered in
Oh the gates flew open of their own free will
For to let young William in,
For to let young William in.

VII
“Oh Margaret, oh Lady Margaret,” he cried,
“For love or for charity,
Would you give back to me the plighted troth
That once, love, I gave to thee,
That once, love, I gave to thee?”
VIII
“No, I won’t give you back your plighted troth
Nor any such a thing,
Until you take me to yon high churchyard
And marry me with a ring,
And marry me with a ring.”

(Bridge by Cara)

IX
he took her then to yon high churchyard,
And as they entered in
The gates flew open of their own free will
For to let young William in,
For to let young William in.
X
“Oh Margaret, oh Lady Margaret,” he cried,
“For love or for charity,
Would you give back to me the plighted troth
That once, I gave to thee,
That once, I gave to thee?”
XI
So she took the troth from her breast
And she’s placed it on her chest(2)
Saying, “here is back your plighted troth
and in heaven my soul, find rest,
And in heaven my soul, find rest.”
XII
“The winds do blow and the moorcocks crow(3)
And it’s almost break of day,
And it’s time that the living should depart
from the dead,
So my darling, I must away,
my darling, I must away.”

William William my true love
Are you coming home?
Margaret Margaret my true love
I’m not coming home

NOTE
AP2Luck1) letteralmente “pegno di fedeltà” sono le promesse nunziali. Era ed è tradizione che in vista delle nozze i fidanzati si scambino degli oggetti in segno di reciproco impegno, come ad esempio anelli o spille. In Scozia il fidanzato regala una spilla in argento con due cuori intrecciati (spilla luckenbooth vedi)
2) qui Cara modifica il testo che dice “Then out of her pocket she drew a cross, and she laid it on his breast” rendendogli la spilla ricevuta in dono e che teneva accanto al cuore
3) che il gallo canti per indicare l’alba è un classico delle ghost story

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Lady Margaret era nel suo bel letto di piume e la mezzanotte si avvicinava quando il fantasma entrò nella sua stanza e davanti a lei comparve. “Sei mio padre il re- gemette lei- sei mio fratello John o sei il mio amato William che ritorna infine a casa dalla Scozia?” “No non sono tuo padre il re, e nemmeno tuo fratello John ma sono proprio il tuo amato William di ritorno dalla Scozia. Oh Margaret per amore o per pietà, mi sciogli dalle promesse nunziali(1) che un tempo ti diedi?” “No non voglio renderti indietro le tue promesse né nient’altro finchè tu mi porterai nella sala di mio padre dove siamo stati molte volte” Così lui la portò nella sala e nel mentre entravano le porte si spalancarono di loro spontanea volontà per far entrare il giovane William. ” Oh Margaret per amore o per pietà, mi sciogli dalle promesse nunziali che un tempo ti diedi?” “No non voglio renderti indietro le tue promesse né nient’altro finchè tu mi porterai in quella chiesa e mi sposerai con un anello” lui la portò nella chiesa e nel mentre entravano le porte si spalancarono di loro spontanea volontà per far entrare il giovane William. ” Oh Margaret per amore o per pietà, mi sciogli dalle promesse nunziali che un tempo ti diedi?” Così lei prese il pegno dal seno e se lo mise sul petto(2) dicendo “Eccoti indietro il tuo pegno di fedeltà e in cielo la mia anima troverà riposo” “I venti soffiano e il gallo della brughiera(3) canta perchè è quasi l’alba ed è l’ora che i vivi si separino dai morti così mia cara devo andare via”

VERSIONE SCOZZESE
E’ la versione tramandata in Scozia più simile alle versioni D ed E in Child#77. L’amore perdura anche nel sepolcro e in questa dimostrazione del suo potere ne vediamo gli effetti più morbosi.

ASCOLTA Kate Rusby in Underneath the Stars 2003

I
There came a ghost to Margaret’s door
With many a grievous groan
And aye he’s turled long at the pin(1)
answer she gave none
Is it my father Phillip?
Or yet my brother John?
Or yet my own dear William
From Scotland now come home?
II
Thy faith, I troth, you’ll never get
And me you’ll never win
Til you take me to yon churchyard
And wed me with the ring.
Oh I do dwell in a churchyard
But far beyond the sea
And it is but my Ghost, Margaret
That speaks now unto thee
III
So she’s put on her robes of green
With a piece below the knee
And o’er the live-lang winter’s night(2)
The sweet ghost followed she
Is there room at your head, Willie
Or room here at your feet?
Or room here at your side, Willie,
wherein that I may sleep?
IV
There’s no room at my head, Margaret
There’s no room at my feet
There’s no room at my side Margaret
My coffin is so neat(3).
Then up and spoke the red robin
And up spoke the grey
‘tis time, ‘tis time, my dear Margaret
That I was gone away
V
No more the ghost to Margaret came
With many a grievous groan
He’s vanished out into the mist
And left her there alone
Oh stay, my only true love, stay
My heart you do divide
Pale grew her cheeks, she closed her eyes
Stretched out her limbs and cried

NOTE
1) Turling on the pin = ringing the doorbell (“gently rang the door bell”) sono espressioni idiomatiche
2) si riferisce alla notte del Solstizio d’Inverno
3) fatta sulle misure precise del cadavere

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Un fantasma andò alla porta di Margaret con molti cupi lamenti e mentre lui suonava il campanello(1) a lei non dava risposta. E’ mio padre Philip? O piuttosto mio fratello John? O invece proprio il mio amato William dalla Scozia ora di ritorno? “La tua fede, in verità, tu non l’otterrai mai e non la spunterai mai con me finchè non mi porterai alla chiesa laggiù  e mi sposerai con l’anello.” “Oh io vivo in un cimitero, ma lontano sul mare e non è che il mio fantasma, Margaret, che ti parla adesso” Così lei si mise il vestito verde con una balza sotto il ginocchio e per tutta la (più) lunga notte d’inverno(2), lei seguì l’amato fantasma “C’è posto accanto alla tua testa, Willie o ai tuoi piedi? C’è posto al tuo fianco, Willie dove io possa dormire?” “Non c’è posto in cima, Margaret né ai miei piedi  e neppure al mio fianco Margaret la mia bara è così proporzionata(3)” Allora cantò il pettirosso e poi cantò l’allodola “E’ tempo mia cara Margaret che io vada via” Mai più andò il fantasma da Margaret con molti cupi lamenti è svanito nella nebbia e la lasciò lì da sola “Oh resta, mio solo vero amore, resta il mio cuore si spezza”. Pallide divennero le sue guance e lei chiuse gli occhi distese le membra e spirò

FONTI
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_77 http://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/sweetwilliamsghost.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=47135

THE EMIGRANT’S FAREWELL: FAREWELL TO OLD IRELAND & THE GREEN FIELDS OF AMERICAY

partenza-nave-emigrantiIl tema dell’emigrazione è un tema centrale nella storia del popolo irlandese a partire dall’esodo di metà ottocento noto come diaspora irlandese, causato dalla grande carestia che ha decimato la popolazione. (vedi)
Chi partiva per sfuggire alla miseria esprimeva il suo dolore nelle canzoni, il carico di rimpianti e l’addio alle persone care lasciate a casa, misto a volte all’eccitazione per l’avventura; cantavano mestamente o pieni di rancore, anche i condannati alla deportazione nelle colonie d’Australia o Nuova Zelanda (condannati dalla sommaria e severa legge inglese).

FAREWELL TO OLD IRELAND

ASCOLTA Andy Irvine
ASCOLTA De Danann
ASCOLTA Cara Dillon (che segue un ordine tutto suo nelle strofe: I, II, VI, III, VII, VIII, X) anche la melodia è diversa

Farewell to old Ireland the land of my childhood
That now and forever I am bound for to leave
Farewell to the shores where the shamrock is growing
It’s the bright spot of beauty in the home of the brave
II
I will think on its valleys with fond admiration
Though never again its green hills will I see
For I’m bound for to cross o’er the wild swelling ocean
In search of fame, fortune and sweet liberty
III
It’s hard to be forced from the lands that we live in
Our houses and farms we’re obliged for to sell
And to wander alone among Indians and strangers
To Find some sweet spot where our children may dwell
IV
O I have a wee lassie(1) I fain would take with me
Her dwelling at present lies in County Down
It would break my poor heart for to leave her behind me
We’ll both roam together this wide world around
V
So it’s come along Bessie my own blue-eyed lassie
Bid farewell to your mother and then come with me
And I’ll make my endeavour for to keep your mind easy
Till we reach the green fields of Amerikay
VI
Our ship at the present lies in lovely Derry
To bear us away o’er the wild swelling sea
May heaven be her pilot and grant her fond breezes
Till we reach the green fields of Amerikay
VII
Our artists our farmers our tradesmen are leaving
To seek for employment far over the sea
Where they will get riches with care and with industry
There is nothing but hardship at home if you stay
VIII
So it’s cheer up your hearts now you lads and gay lassies
There’s gold for the digging and lots of it too
Here’s health to the heart that has courage to venture
Bad luck to the lad or the lass that would rue
IX
There’s brandy in Quebec(2) at ten cents a quart boys
The ale in New Brunswick’s(2) a penny a glass
There is wine in that sweet town they call Montreal(3) boys
At inn after inn we will drink as we pass
X
And we’ll call for a bumper of ale wine and brandy
And we’ll drink to the health of those far far away
Our hearts will all warm at the thoughts of old Ireland
When we’re in the green fields of Amerikay

NOTE
1) più spesso l’emigrante è costretto a separarsi dalla fidanzata e anche in questo contesto non è chiaro se la fidanzata lo seguirà in America (vedi)
2) province del Canada
3) una delle più popolata città del Quebec

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Addio alla vecchia Irlanda, il paese della mia infanzia
che ora e per sempre sto per lasciare
Addio alle coste, dove cresce il trifoglio
è la macchia gioiosa della bellezza nella dimora dei valorosi
II
Penserò alle sue valli con amorevole ammirazione
anche se mai più le sue colline verdi vedrò
perchè devo attraversare il vasto oceano tumultuoso
in cerca di fama, fortuna e di dolce libertà
III
E ‘difficile essere sfollati dalla terra in cui viviamo
le nostre case e fattorie siamo obbligati a vendere
e a vagare soli tra gli indiani e gli stranieri
per trovare un posto piacevole in cui i nostri figli possano dimorare
IV
Ho una cara ragazza(1) che vorrei portare con me
i suoi parenti al momento vivono nella Contea di Down
mi si spezzerà il cuore a lasciarla indietro
andremo entrambi in giro insieme per questo vasto e selvaggio mondo.
V
Così vado con Bessie, la mia ragazza occhi-azzurri
dai l’addio a tua madre e poi vieni con me
e farò in modo di distrarti
finchè raggiungeremo i verdi campi d’America
VI
La nostra nave al momento si trova nella bella Derry
per portarci lontano attraverso il vasto mare
Il cielo sarà il suo pilota e concederà le sue amate brezze
Fino a raggiungere i campi verdi d’America
VII
I nostri artisti, i nostri agricoltori, i nostri commercianti stanno partendo
per cercare un lavoro lontano oltre il mare
dove diventeranno ricchi con la diligenza e la solerzia
ci sono solo stenti se si resta a casa.
VIII
Così rallegrate i cuori, voi ragazzi e ragazze
C’è un sacco d’oro da scavare per tutti,
qui è la salute per il cuore per chi ha il coraggio di cimentarsi,
sfortuna per il ragazzo o la ragazza che si affliggeranno
IX
C’è il brandy in Quebec(2) a dieci centesimi il litro, ragazzi
la birra a New Brunswick(2) è un centesimo al bicchiere
c’è vino in quel dolce paese che chiamano Montreal(3) ragazzi
e locanda dopo locanda lo berremo mentre passiamo
X
Ti chiameremo per il pieno di birra, vino e brandy
Beviamo alla salute di quelli lontani
I nostri cuori si scalderanno tutti ai ricordi della vecchia Irlanda
Quando saremo sui campi verdi dell’America

THE GREEN FIELDS OF AMERICAY (CANADA)

Nelle note copertina del LP “Cold Blow And The Rainy Night” dei Planxty è scritto “This beautiful song is from the great repertoire of Paddy Tunney of Belleek, Co. Fermanagh. Unlike most emigration songs the emigré in this song appears to believe he has done the right thing.”

ASCOLTA Planxty in Cold Blow And The Rainy Night 1974 A
SCOLTA
Paul Brady 1985
ASCOLTA Kevin Conneff in Music of the Celtic Harp The Chieftain 2008 (strofe da I a VII, + III e IV) in una superba versione “a cappella”
ASCOLTA Deanta, voce di Mary Dillon (strofe IV, I, II, V variante, VI, VII)

I
Farewell to the groves of shillelagh(4) and shamrock.
Farewell to the girls of old Ireland all round.
And may their hearts be as merry as ever they could wish for.
As far away o’er the ocean I’m bound.
II
Oh, my father is old and my mother quite feeble;
To leave their own country it would grieve their heart sore,
Oh the tears down their cheeks in great floods they are rolling
To think they must die upon some foreign shore.
III
But what matter to me where my bones they may lie buried
If in peace and contentment I can spend my life
The green fields of Amerikay they daily are calling
It’s there I’ll find an end to my miseries and strife.
IV
So pack up your seastores now consider it no longer
Ten dollars a week isn’t very bad pay
With no taxes or tithe to devour up your wages
Across on the green fields of Amerikay.
V(5)
The lint dams are gone and the looms are lying idle
Gone are the winders of baskets and creels,
And away o’er the ocean, go journeyman cowboy
And fiddlers that play out the old mountain reels(6)
VI
Ah and I mind the time when old Ireland was flourishing,
And most of her tradesmen did work for good pay
Ah, but since our manufacturers have crossed the Atlantic
It’s now we must follow on to Amerikay.
VII
And now to conclude and to finish my ditty
If e’er a friendless Irishman should happen my way
With the best in the house I will treat him, and welcome him
At home on the green fields of Amerikay.

NOTE
4) shillelah è un nodoso e corto bastone da passeggio utilizzato anche come arma di difesa, sebbene l’origine del nome sia controversa in questo contesto il termine sta a indicare il tipo di legno con cui è costruito ovvero di quercia. Il nome è diventato sinonimo di irlandesità
5) variante strofa nei Deanta:
The sheep run unsheared and the land’s gone to rushes; The handyman’s gone and the winder of creels. Away o’er the ocean go journeyman tailors And fiddlers who flaked out the old mountain reels.
(traduzione italiano: le pecore pascolano senza pastore e la terra è lasciata incolta, gli artigiani e i pescatori (letteralmente gli avvolgitori di nasse) se se sono andati via sull’oceano vanno i sarti a giornata e i violinisti che suonano le vecchie danze di montagna)
6) The Green Field of America è anche il titolo di una musica da danza arrangiata sia come reel che come jig (anche con il titolo di Crags Of The Burren, Jimmy O’Brien’s, Molly Brallaghan, O’Brien’s, The Stone In The Field)

ASCOLTA Stephen Ducke flauto irlandese
ASCOLTA Tim O’Brien, Gerry O’Connor, Arty McGlynn (in set con First Snow)
ASCOLTA John Carlos al mandolino

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Addio ai boschetti di quercia(4) e trifoglio,
addio alle ragazze irlandesi tutt’intorno
Possano i loro cuori essere felici come desiderano
mentre lontano sull’oceano vado.
II
Mio padre è vecchio e mia madre piuttosto debole
lasciare il loro paese potrebbe essere un colpo al cuore
le lacrime giù per le guance in grandi rivoli cadono
al pensiero che devono morire su di una terra straniera
III
Ma cosa mi importa dove le mie ossa possano essere sepolte
se in pace e contentezza posso trascorrere la mia vita
i campi verdi dell’America mi chiamano quotidianamente
è là che io troverò una fine alle mie miserie e lotte
IV
Così impacchettate le vostre mercanzie, senza stare a pensarci più a lungo
Dieci dollari alla settimana non è una brutta paga
senza tasse o decime a intaccare lo stipendio
per i campi verdi dell’America
V(5)
Gli argini sono finiti e i telai sono al ribasso
finiti i lavori dei cestai
e via sull’oceano per andare come un cowboy giornaliero
e i violinisti che suonano le vecchie danze di montagna(6)
VI
Ricordo i tempi in cui la vecchia Irlanda era fiorente
e la maggior parte dei suoi commercianti lavoravano per una buona paga
ma da quando i nostri produttori hanno attraversato l’Atlantico
dobbiamo ora seguirli per l’America
VII
E per concludere e finire la mia canzoncina
se mai un irlandese sconosciuto dovessi incontrare
lo accoglierò con il meglio che ho in casa e gli darò il benvenuto nei campi verdi dell’America

FONTI
http://mysongbook.de/msb/songs/e/emigrant.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=70704
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12454
http://fm-shabba.de/Songs_PDF/Farewell%20to%20old%20Ireland.pdf
http://comhaltasarchive.ie/compositions/17 http://mainlynorfolk.info/folk/songs/thegreenfieldsofamerica.html

http://thesession.org/tunes/695
http://thesession.org/tunes/942

THE VERDANT BRAES OF SCREEN

240px-Amselnest_lokilechAlcuni accomunano il tema della canzone a quello di “In the month of January“, canzone sempre del Nord Irlanda, in cui nell’ultimo verso si ammonisce le fanciulle a non cercare di costruire un nido sulla cima di un albero molto alto (vedi). Anche in “The verdant braes of Screen” (come pure in “P stands for Paddy“) il tema è quello dell’amore tradito o falsamente corrisposto.

GUIDA ALL’ASCOLTO
La ragazza declina le richieste amorose del falso innamorato perchè ha saputo che lui frequenta un’altra; così simbolicamente lei donerà il nido dell’amore ad un altro uomo, più degno di essere amato.

ASCOLTA Cara Dillon
ASCOLTA Altan in Another Sky 2003 (versione integrale su Spotify)

I
As I went out one May morning to take a pleasant walk
Well, I sat m’self down by an old faill wall just to hear two lovers talk
To hear two lovers talk, my dear, to hear what they might say
That I might know a little more about love before I went away
Chorus (after each verse):
P stands for Paddy, I suppose, J for my love, John
W stands for false Willie(1), oh but Johnny is the fairest man
Johnny is the fairest man, my dear, aye, Johnny’s the fairest man
I don’t care what anybody says, Johnny is the fairest man
II
Won’t you come and sit beside me, beside me on the green
It’s a long three quarters of a year or more since together we have been
Together we have been, my dear, together we have been
It’s a long three quarters of a year or more since together we have been
III
No, I’ll not sit beside you, not now nor at any other time
For I hear you have another little girl, and your heart’s no longer mine
Your heart’s no longer mine, my dear, your heart’s no longer mine
For I hear you have another little girl, and your heart’s no longer mine
IV
So I’ll go climb the tall, tall tree, I’ll rob the wild bird’s nest
When I come down, I’ll go straight home to the girl that I love best
To the girl that I love best, my dear, the girl that I love best
When I come down, I’ll go straight home to the girl that I love best

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA   SALTO
I
Mentre camminavo una bella sera per i verdi colli di Screen mi sono seduto accanto a un biancospino per guardare il sole dell’Ovest e la rugiada nella verde foresta.
II
Un ragazzo vidi vicino al ruscello con una fanciulla sulle ginocchia ed era scuro come l’ebano e lei triste e pallida a vedersi e lei era triste e pallida.
III
“Stenditi sull’erba – disse lui- sull’erba umida così verde che gli uccellini sono venuti e andati da quando ho visto la mia innamorata”
IV
“Non mi stenderò sull’erba – disse lei- e nemmeno sarò una delle tue amanti perchè ho saputo che tu ami una fanciulla del Connaught, e il tuo cuore non mi appartiene più!”
V
“Mi arrampicherò su di un albero alto, alto e ruberò il nido di un uccello selvatico e riporterò tutto ciò che troverò tra le braccia di chi amo di più” – disse lei

NOTE
1) i più ritengono che Skreen o Screen sia un diminutivo di Ballinascreen, il nome irlandese di Draperstown in Londonderry (Irlanda del Nord) perchè la canzone ha avuto origine nella contea di Derry, ma in Irlanda si trovano anche altre località con lo stesso nome.
2) Abhainn è una parola geltica per fiume, ruscello; anche scritto come “yon burn side(a small creek = brook)
3) anche scritto come wae (waeful = woeful)
4) uno degli antichi regni d’Irlanda

P. STANDS FOR PADDY

In questa versione la donna dichiara di aver donato il suo amore a Johnny ed è l’uomo ad arrampicarsi sull’albero più alto per prendere il nido e portarlo alla donna che ama. Così il commento di A.L. Lloyd alla versione dei Waterson “T stands for Thomas” “These B for Barney, P for Paddy, J for Jack songs are usually Irish in origin though common enough in the English countryside. Often the verses are just a string of floaters drifting in from other lyrical songs. So it is with this piece, which derives partly from a version collected by Cecil Sharp from a Gloucestershire gipsy, Kathleen Williams. Some of the verses are familiar from an As I walked out song sung to Vaughan Williams by an Essex woodcutter, Mr Broomfield (Folk Song Journal No. 8). The verses about robbing the bird’s nest recall The Verdant Braes of Skreen.”

ASCOLTA Planxty in Cold Blow and the Rainy Night , 1974, i quali hanno divulgato la canzone al grande pubblico (per il testo vedi)
ASCOLTA Old Blind Dogs in Tall Tails 1994
ASCOLTA Cara Dillon

I
As I went out one May morning to take a pleasant walk Well, I sat m’self down by an old faill wall just to hear two lovers talk To hear two lovers talk, my dear, to hear what they might say That I might know a little more about love before I went away
Chorus (after each verse):
P stands for Paddy, I suppose, J for my love, John W stands for false Willie(1), oh but Johnny is the fairest man Johnny is the fairest man, my dear, aye, Johnny’s the fairest man I don’t care what anybody says, Johnny is the fairest man
II
Won’t you come and sit beside me, beside me on the green It’s a long three quarters of a year or more since together we have been Together we have been, my dear, together we have been It’s a long three quarters of a year or more since together we have been
III
No, I’ll not sit beside you, not now nor at any other time For I hear you have another little girl, and your heart’s no longer mine Your heart’s no longer mine, my dear, your heart’s no longer mine For I hear you have another little girl, and your heart’s no longer mine
IV
So I’ll go climb the tall, tall tree, I’ll rob the wild bird’s nest When I come down, I’ll go straight home to the girl that I love best To the girl that I love best, my dear, the girl that I love best When I come down, I’ll go straight home to the girl that I love best

NOTE
1) Willie è il tipico nome del falso innamorato vedi in Willy Taylor

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre andavo una mattina di maggio a fare una bella passeggiata mi sono seduto accanto a un vecchio muro diroccato per ascoltare la conversazione di due innamorati, per ascoltare quello che si dicevano per poter conoscere un po’ di più sull’amore prima di andare via.
CORO P sta per Paddy, credo, J per il mio amore John W sta per il bugiardo Willie, ma Johnny è l’uomo più bello Johnny è l’uomo più bello, il mio caro Johnny è l’uomo più bello Non mi interessa quello che gli altri dicono, Johnny è l’uomo più bello
II
Non vorresti venire a sederti accanto a me sull’erba sono nove mesi fa o più da quando siamo stati insieme da quando siamo stati insieme, mia cara sono nove mesi fa o più da quando siamo stati insieme
III
“No non mi stenderò sull’erba accanto a te, ne adesso ne mai perchè ho saputo che tu hai un’altra fanciulla e il tuo cuore non appartiene più al mio, e il tuo cuore non appartiene più al mio, mio caro, il tuo cuore non appartiene più al mio.”
IV
“Mi arrampicherò su di un albero alto e ruberò il nido di un uccello selvatico e quando ritornerò giù, andrò dritto alla casa della ragazza che amo di più tra le braccia della ragazza che amo di più, mia cara, tra le braccia di chi amo di più”

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=43164 http://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/ theverdantbraesofskreen.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=5037 http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/05/paddy.htm http://thesession.org/tunes/10172

THE SNOWS THEY MELT THE SOONEST

“The snow they melt the soonest” è una canzone popolare del Border (diffusa sia in Inghilterra che in Scozia), è stata pubblicata nel Northumbrian Minstrelsy (Bruce&Stokoe 1882) e in origine nel Blackwood’s Magazine, (Edimburgo 1821) così come collezionata da Thomas Doubleday (1790-1870) che la sentì da un cantore di strada di Newcastle. vedi

Così si legge nelle note di Anne Briggs nel suo album “Anne Briggs” 1971
“We owe this to a good pioneer collector of North-Eastern song, the soap-boiler and lively Radical agitator Thomas Doubleday, who contributed it to Blackwood’s magazine [under the pseudonym of Mr Shufflebotham] as long ago as 1821. He got the melody from a Newcastle street singer. In Northumbrian Minstrelsy (1882, repr. 1965) the tune is given as My Love Is Newly Listed.”  (A.L. Lloyd)
Siccome nessuno ha trovato traccia della canzone nella tradizione popolare precedentemente a questa data, alcuni presumono che il testo sia stato scritto nientemeno che da Thomas Doubleday sulla melodia nota come “My love has listed/The White cockade“. Anne Briggs fu la prima a diffonderlo nel circuito dei folk-club negli anni 60 e per questo alcuni le attribuiscono la paternità del testo.

Meravigliosa la versione strumentale dei Lunasa risolta come una low air dal titolo “January Snows” in Otherworld 1999 (melodia seguita dal reel Laura Lynn Cunningham)

Il tema è quello della separazione tra due innamorati: le immagini evocate legano il rapporto amoroso allo scorrere delle stagioni così dopo il riposo della terra sotto la coperta dell’inverno anche l’orgoglio è pronto a sciogliersi come la neve. La coppia sta per separarsi ma chi canta è certo che la separazione non sarà definitiva e al ritorno del disgelo anche l’innamorato ritornerà da lei (lui)

VERSIONE DAL PUNTO DI VISTA MASCHILE

ASCOLTA Pentangle in “Solomon’s Seal” 1972, titolo THE SNOW sonorità decisamente psichedeliche

ASCOLTA Horslips in “Drive The Cold Winter Away” 1975

ASCOLTA Dick Gaughan in “Handful of Earth” (1981) lenta, malinconica, lacerante (sequenza strofe I, III, II, IV)

ASCOLTA Sting in “If on a Winter’s Night” 2009

La versione che preferisco ( a pari merito con gli Horslip) è però quella degli Old Blind Dogs che si trova in versione integrale su Spotify
ASCOLTA Old blind dogs in “Legacy”, 1995


I
The snows they melt the soonest when the wind begins to sing
And the corn it ripens faster when the frosts are settlin’ in(1)
And when a woman tells me that my face she’ll soon forget
Before we part I’ll wage a corn(2) she’s fain to follow it yet
II
For the snows they melt(3) the soonest when the winds begin to sing
And the swallow flies(4) without a thought as long as it is spring
But when spring goes and winter blows my love she will be fain(5)
For all her pride to follow me across the stormy main (6)
III
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the bee that flew when summer shone in winter cannot sting(7)
And I’ve seen a woman’s anger melt between the night and morn
So it’s surely not a harder thing to melt(8) a woman’s scorn
IV
So dont’ you bid me farewell now no farewell I’ll receive(9)
But you must lie with my lass then kiss and take your leave(10)
And I’ll wait(11) here till the woodcock(12) calls(13) and the martin(14) takes the wing (15)
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
TRADUZIONE  (da vedi)
I
Le nevi si sciolgono prima quando i venti iniziano a cantare
e il grano matura più velocemente quando il gelo si è depositato (1)
E quando una donna mi dice che dimenticherà presto il mio volto
Prima di dividerci scommetterò un chicco di grano (2) e lei sarà pronta a seguirmi
II
Perché le nevi si sciolgono (3) prima quando i venti iniziano a cantare
E la rondine vola (4) senza pensieri finché è primavera
Ma quando la primavera se ne va e soffia l´inverno il mio amore sarà pronto (5)
Per tutto il suo orgoglio di seguirmi attraverso il mare (6) in burrasca
III
Perché le nevi si sciolgono prima quando i venti iniziano a cantare
e l’ape che volava quando l’estate splendeva, in inverno non può pungere (7)
e ho visto la rabbia di una donna sciogliersi tra la notte e il mattino
Così non è sicuramente una cosa più difficile sciogliere (8) il disprezzo di una donna
IV
Quindi non dirmi addio, ora non riceverò il tuo addio (9)
ma devi rimanere, sdraiarti accanto a me, mia amata, baciarmi e poi partire (10)
Ed io aspetterò (11) qui fino al canto della beccaccia (12)
E fino a che il balestruccio (14) prende il volo (15)
Perché le nevi si sciolgono prima quando i venti iniziano a cantare

NOTE
1) anche al singolare “the frost is settling in”
2) nella versione degli Horslips “I want to croon” e nella versione di Anne Briggs: “I’d bet a crown”. Quindi è probabile che “wage a corn” sia una espressione antica per “scommettere una moneta” essendo crun, croon o croun = corona, vecchia moneta che valeva 5 scellini, una somma principesca in passato
3) anche al singolare come nella versione Horslips “the snow it melts”
4) oppure skims (versione Anne Briggs e Horslips)
5) my loss and you’ll be fain (versione Horslips)
6) For all your pride you’ll follow my across the stormy main (versione Horslips) oppure “raging main” (versione Dick Gaughan)
7) anche scritto come “sing” il verso prosegue diversamente in Anne Briggs ” And all the flowers in all the land so brightly there they be and the snow it melts the soonest when my true love’s for me”
8) oppure tame (versione Horslips e Sting)
9) Altra versione del verso: “So whoever says to me farewell here, no farewell I receive” oppure “Oh never say me farewell here, no farewell I’ll receive” (versione Horslips)
10) “For you shall take me to the stile, I’ll kiss and take your leave” (versione Horslips)
11) oppure stay (versione Horslips)
12) Oppure moorcock o curlew
13) oppure comes (versione Horslips)
14) oppure matler (versione Horslips) marten (versione Dick Gaughan)
15) Ann Briggs dice “And I’ll wait it till the woodcock crows or the martin takes its leave”

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VERSIONE AL FEMMINILE

ASCOLTA Anne Briggs Anne Briggs” 1971

ASCOLTA Cara Dillon live


I
The snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the corn it ripens fastest when the frosts are settling in
And when the young man tells me that my face he’ll soon forget
Before we part I’ll wage a crown, he’s fain to follow yet
II
And the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
The swallow flies without a thought as long as it is spring
But when spring goes and winter blows my love then you’ll be free
For all your pride to follow me across the raging main
III
And the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the bee that flew when summer shone in winter cannot sting
And I’ve seen a young man’s anger melt between the night and morn
So it’s surely not a harder thing to melt a young man’s scorn
IV
So don’t you bid me farewell here, no farewell I receive,
For you will lie with me my love then kiss and take your leave
And I’ll wait here ‘til the moorcock calls and the martin takes the wind
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing

FONTI
http://thesession.org/tunes/11049
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/thesnowitmeltsthesoonest.html
http://mp3juices.com/search/snow-melts-the-soonest
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2857
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16979

SHE MOVED THROUGH THE FAIR

Il testo originale risale ad una antica ballata irlandese del Donegal, mentre la melodia potrebbe essere di epoca medievale (per la scala musicale utilizzata che richiama quella araba). Del testo esistono molte versioni (strofe aggiuntive, riscrittura dei versi), anche in gaelico, a testimonianza della grande popolarità del brano: Padraic Colum (Padraic Columb 1881-1972) nel 1909 riscrisse le tre strofe iniziali prendendo l’ultimo verso e la melodia da una canzone tradizionale, la canzone venne pubblicata in Irish Country Songs di Herbert Hughes, nella prima stampa però manca la terza strofa aggiunta in un secondo momento.

Il tema è identico alla canzone “Our Wedding Day” cantata con la stessa melodia, qui però la storia si sviluppa con la fuga della ragazza di nome Molly che nonostante prometta al protagonista eterno amore, fugge con un altro. In generale la canzone è conosciuta anche come “The Wedding Song” (vedi testo)

Nella sua essenza la storia narra di una fanciulla promessa in sposa che appare in sogno al suo innamorato. Ma i versi sono criptici, forse perchè sono mancanti quelli che ne avrebbero chiarito il significato; è quello che succede alla tradizione orale (chi canta non ricorda i versi o li cambia a suo piacimento) e la ballata si presta ad almeno due possibili interpretazioni.

LA MORTE

Nelle prime strofe la donna, speranzosa, rassicura l’innamorato che la sua famiglia, nonostante lui non sia ricco, approverà la sua proposta di matrimonio, e loro presto si sposeranno; i due si sono incontrati nel giorno di mercato, e lui la guarda mentre si allontana e, in un’immagine crepuscolare, la paragona ad un cigno che si muove sulle placide acque.

La terza strofa è spesso omessa, ed è a prima lettura di non facile interpretazione: “La gente diceva / “Non si sposeranno mai” / ma uno era il dolore / che non fu mai detto”
il dolore inespresso potrebbe essere la malattia della ragazza (che ne causerà la morte) -data l’epoca probabilmente la tisi, ossia la morte per consunzione– per questo la gente era convinta che il matrimonio non si sarebbe celebrato.
E arriviamo all’ultima strofa, quella rarefatta e sognante in cui il fantasma di lei appare di notte (immagine rafforzata dalla aggiunta della parola dead accanto ad amore) : una figura evanescente che si muove piano senza alcun rumore e che lo chiama presto alla morte (anche lui si deve essere ammalato!).

L’ABBANDONO

L’altra interpretazione del testo (condivisa dai più) vede l’uomo abbandonato dalla donna, perchè fuggita con un altro (o più probabilmente la sua famiglia le ha combinato un matrimonio più vantaggioso, non essendo il pretendente amato da lei abbastanza ricco). Ma il suo amore per lei è così grande che, anche se lui proseguirà la sua vita sposandosi con un’altra, continuerà a sentirne la mancanza.
I versi relativi al dolore inespresso vengono quindi interpretati come la mancata confidenza alla moglie di essere ancora, e per sempre, innamorato della sua prima fidanzata.
La strofa finale diventa l’epilogo della sua vita, quando vecchio e in punto di morte, vede il suo amore apparirgli accanto, il suo vero amore, che lo consola e lo chiama perchè presto si ricongiungeranno nella morte (un’ipotesi più prosaica è che sogni di loro due da giovani, ancora promessi sposi).

Come si vede entrambi le ricostruzioni sono adattabili ai versi, ammirevoli e affascinanti proprio per la loro scarna essenzialità (un ermetismo ante litteram?): nessuna autocommiserazione, nessun dolore sbandierato, ma la semplicità di un amore così grande, che pochi ricordi passati insieme possono bastare per riempire una vita.

Un’unica, forte, immagine elegiaca, di lei candido cigno che incede nel crepuscolo, anticipazione del suo passaggio fugace sulla terra. Il brano è un lament dalla tristezza infinita e sono moltissimi i musicisti che lo hanno interpretato, ricreando quell’atmosfera rarefatta, spesso delineata con il delicato suono dell’arpa.

Del testo esistono molte versioni Loreena McKennitt
ad esempio ne canta una leggermente diversa (vedi) da quella standard

Moya Brennan (ossia Máire che si è decisa a inglesizzare il suo nome, visto che tutti lo pronunciavano non tenendo conto dell’accentazione gaelica) con Cormac De Barra all’arpa in Against the wind

Cara Dillon in Hills of Thieves, 2009 (nel video live con Solas)

In queste versioni la III strofa è mancante
ASCOLTA Fairport Convention 1969
ASCOLTA Irish Roses
Una giovanissima Sinead O’Connor che ha così intensamente espresso la strofa finale, quasi sussurrata (lei cambia il soggetto in chiave femminile)

  VERSIONE DI MOYA BRENNAN
I

My young love said to me,
“My mother(1) won’t mind
And my father won’t slight you
for your lack of kind(2)”
she stepped away from me(3)
and this she did say:
“It will not be long, love,
till our wedding day”
II
She stepped away from me
and she moved through the fair
And fondly I watched her
move here and move there
And then she turned homeward
with one star awake(4)
like the swan in the evening(5)
moves over the lake
III
The people were saying
“No two e’er were wed”
for one has the sorrow
that never was said(6)
And she smiled as she passed me
with her goods and her gear
And that was the last
that I saw of my dear.
IV
Last night she came to me,
my dead(7) love came
so softly she came
that her feet made no din
and she laid her hand on me
and this she did say
“It will not be long, love,
‘til our wedding day”
TRADUZIONE ITALIANO
I
Il mio giovane amore mi disse:
“A mia madre non importerà,
e mio padre non ti disdegnerà
per la tua mancanza di proprietà”,
e si allontanò da me
ed ecco cosa mi disse,
“Non manca molto, amore
al nostro matrimonio”.
II
Si allontanò da me,
attraverso il mercato
e con amore la seguii con gli occhi   mentre si spostava di qua e di là.
Poi si diresse verso casa,
c’era una sola stella nel cielo,
e lei mi parve un cigno
che si muove sulle acque del lago.
III
La gente diceva
“Non si sposeranno mai”
ma uno era il dolore
che non fu mai detto
e lei mi sorrise mentre passava
con le sue merci e la sua andatura
che fu l’ultima cosa
che vidi del mio amore
IV
Stanotte venne da me,
il mio amore defunto,
venne da me così piano
che i suoi piedi non fecero alcun rumore,   e pose la mano su di me
ed ecco cosa mi disse,
“Non manca molto, amore
al giorno del nostro matrimonio”.

NOTE
1) nella poesia di Padraic Colum sono i fratelli al posto della madre e i genitori al posto del padre
2) kind – kine: termine di difficile definizione, si può intendere come “ricchezza” o “proprietà” nel senso di beni in natura, per il tempo in questione poteva trattarsi di bestiame (kine che si scrive in modo simile) perciò the lack of kind potrebbe essere un termine colloquiale nel linguaggio anglo-irlandese per indicare “la mancanza di sostanza”. Altri interpretano la parola come “parenti” ovvero il protagonista è orfano o dalle origini oscure
3) in altre versioni she laid her hand on me
4) la stella della sera che compare prima di tutte le altre è il pianeta Venere
5) in the evening è riferito al momento in cui i due si separano
6) the sorrow that never was said: la donna era malata o è una mancata confidenza?
7) alcuni interpreti omettono la parola propendendo per la versione del sogno, oppure dicono “my dear love” o “my own love” o anche “my young love”

IL CIGNO E IL SUO SIMBOLISMO
Il cigno è uno degli animali maggiormente rappresentati nella cultura celtica, effigiato su diversi oggetti e protagonista di numerosi racconti mitologici. continua

FONTI
http://thesession.org/tunes/4735
http://knifeandforkfactory.wordpress.com/2010/09/29/she-moves-through-the-fair-meaning-and-interpretation-part-1/
http://knifeandforkfactory.wordpress.com/2010/09/29/she-moves-through-the-fair-modern-lyrics-and-variations/
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/shemovesthroughthefair.html

THE FLOWER OF MAGHERALLY

Eva Hollier Gli amanti
Eva Hollier Gli amanti

Una canzone diffusa nel Nord Irlanda e anche molto popolare in Scozia, la cui origine non è ben determinata, ma probabilmente risalente al 1800.

La storia è il classico colpo-di-fulmine: è primavera (stagione in cui gli spiriti giovanili ribollono) il ragazzo vede la bella Sally, occhi azzurri e capelli biondi e si innamora.
La vuole sposare presto e che la gente sparli pure! Però il tono della canzone non è scanzonato, bensì tenero e sognante.

Il luogo dove i due si incontrano a Magherally, vicino alla città di Banbridge i cui dintorni dovevano pullulare di belle ragazze, visto che oltre a Sally, la Queen of the County Down, ci viveva anche Rosie, la Star of the County Down

ASCOLTA Altan (voce Mairéad Ní Mhaonaigh) 

ASCOLTA Cara Dillon 1992 una voce dolce  e lieve come una piuma

ASCOLTA Eitre (voce Dag Westling) in “The Coming of Spring”, 2005. Il gruppo svedese si è formato nel 2003 e qui da prova di un intrigante arrangiamento con  flauto e chitarra. Anche la cadenza della voce è molto “poetica” senza essere stucchevole (vedi sito)

ASCOLTA Irish Roses


I
One pleasant summer’s morning
when all the flowers were springing O
Nature was adorning
and the wee birds sweetly singing O
I met my love near Banbridge Town, my charming blue-eyed Sally O
She’s the queen of the County Down, the flower of Magherally O
II
With admiration I did gaze
upon this blue-eyed maiden O
Adam wasn’t half so much pleased when he met Eve in Eden O
Her skin was like the lily white
that grows in yonder valley O
She’s my queen and my heart’s delight, the flower of Magherally O
III
Her yellow hair in ringlets clung,
her shoes were Spanish leather O
Her bonnet with blue ribbons strung, her scarlet cap and feather O
Like Venus bright she did appear,
my charming blue-eyed Sally O
She’s the girl that I love dear,
the flower of Magherally O
IV
I hope the day will surely come
when we’ll join hands together
 O
‘Tis then I’ll bring my darling home
in spite of wind or weather O
And let them all say what they will
and let them reel and rally O
For I shall wed the girl I love,
the flower of Magherally O
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
In una bella mattina d’estate
quando tutti i fiori erano spuntati
la Natura si era fatta bella
e gli uccellini cantavano dolcemente
incontrai il mio amore vicino alla città di Banbridge, la mia affascinate Sally dagli occhi azzurri, la regina della Contea di Down, il fiore di Margherally.
II
Con ammirazione contemplai
questa fanciulla dagli occhi azzurri
Adamo non fu altrettanto contento quando incontrò la sua Eva in Paradiso
la sua pelle era bianca come il giglio che cresce nella valle laggiù
lei, la regina e delizia del mio cuore, il fiore di Magherally.
III
I capelli dorati arricciati in boccoli,
le scarpe erano di cuoio spagnolo
la cuffietta decorata con nastri azzurri e il cappello scarlatto con la piuma
come Venere luminosa lei apparve,
la mia affascinante Sally dagli occhi azzurri, la cara ragazza che amo, il fiore di Magherally.
IV
Spero che verrà sicuramente il giorno in cui ci sposeremo
allora porterò il mio tesoro a casa
con il bello o il cattivo tempo (2)
che la gente dica quello che le pare (3),
che spettegolino pure
perchè io mi sposerò con la ragazza che amo, il fiore di Magherally.

NOTE
1) letteralmente “uniremo le mani insieme” il matrimonio con l’hanfasting prevede che le mani unite dei due sposi vengano legate con un nastro continua
2) letteralmente “nonostante il vento o il tempo”
3) forse la fanciulla non è così immacolata come dovrebbe essere una fanciulla rispettabile, e la descrizione di come si veste la bella Sally è forse allusiva (quantomeno a una certa civetteria)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=51331
https://anglofolksongs.wordpress.com/2015/03/10/the-flower-of-magherally/
http://www.itma.ie/digitallibrary/sound/flower-of-magherally-flynn

THE LARK IN THE CLEAR AIR

Una breve poesia dal titolo “Lark in the clear air” fu scritta in un momento imprecisato della sua giovinezza da Sir Samuel Ferguson (1810-1886) poeta ed erudito irlandese di Belfast. In cerca di una melodia che potesse adattarsi al testo la trovò quando si trasferì a Dublino e prese moglie sposandosi nel 1848 con Mary Guiness.

LA DICHIARAZIONE D’AMORE

img-178Il dolce canto dell’allodola richiama nel cuore del poeta l’aspettativa in merito alla dichiarazione d’amore che egli ha in animo di fare l’indomani, poiché la sua bella gli ha sorriso e quindi egli nutre buone speranze che la sua proposta (di matrimonio) sarà accolta favorevolmente. Oh ardori romantici dal sapore ottocentesco, quando l’uomo fremeva di passione ad un timido sorriso muliebre e precipitava nell’abisso dei sentimenti!!

LA MUSA ISPIRATRICE

Come scrisse nelle sue memorie  fu la moglie prendersi il merito di musa ispiratrice della canzone: tutto ebbe inizio in una notte del 1879 quando Adolf Sjöden, l’arpista svedese in visita in Irlanda, capitò nel salotto dei Ferguson e sentì la padrona di casa canticchiare una vecchia melodia irlandese, la melodia piacque all’arpista che subito la imparò e lady Mary chiese al marito di comporre una poesia che si adattasse al sentimento infuso dalla musica.
Lady Ferguson aveva imparato la melodia da una vecchia signora irlandese che la chiamava “The Taylor’s son” e  Sjöden nella sua esibizione prima di lasciare Dublino la eseguì in pubblico così scrisse in una lettera per i Ferguson
With my best thanks for your most kind letter and en-
closure, I beg much to apologise for my delaying the answer
so long. Shortly after my concert I went down to have some
days’ rest at this beautiful old country place, and could not
find time to call upon you and Lady Ferguson before I left.
I need not tell you about the complete success of “The
Tailor’s Son,” or rather ” The Lark in clear air.” You know
about it before this, I am sure. I am indeed proud of the
result of my attempting to bring out the Irish airs on their
own instrument, and I am fully aware how much I owe the
success to yourself and Lady Ferguson. I have not yet been
able to find any Irish melody fully suitable to your beautiful
poetry, but I trust I shall be successful before long. When
back in Dublin, I will take an early opportunity of calling on
yourself and Lady Ferguson, and remain, dear Sir Samuel,
with my best compliments, your very sincerely and obliged” (tratto da qui)

In realtà la melodia a cui la poesia venne indissolubilmente legata è Kathleen Nowlan (Caitilin Ni Uallachain) di cui la versione conosciuta da Lady  Ferguson è da considerarsi una variazione.

ASCOLTA la voce fatata di Cara Dillon in “Cara Dillon” 2002, la quale inverte i ruoli (è la donna a dichiarare il suo amore)

TESTO di Sir Samuel Ferguson
Dear thoughts are in my mind
And my soul soars enchanted,
As I hear the sweet lark sing(1)
In the clear air of the day.
For a tender beaming smile
To my hope has been granted,
And tomorrow she shall hear
All my fond heart longs to say.
I will tell her all my love,
All my soul’s pure adoration,
And I know she will hear my voice
And she will not answer me nay.
It is this that gives my soul
All its joyous elation,
As I hear the sweet lark sing
In the clear air of the day.
TRADUZIONE  di Cattia Salto
Cari pensieri ho in mente
e l’anima mia s’invola incantata,
mentre ascolto cantare la dolce allodola
nell’aria tersa del giorno.
Perchè un tenero sorriso raggiante
alla mia speranza è stato concesso,
e domani lei ascolterà, ciò che il mio cuore appassionato anela dire.
Le dirò tutto il mio amore,
tutta l’adorazione pura dell’anima mia
e credo che lei ascolterà la mia voce
e non mi dirà di no.
E’ ciò che dà all’anima mia
tutta la sua euforica gioia,
quando sento la dolce allodola cantare
nell’aria tersa del giorno.

NOTE
1) L’allodola è un passerotto dal canto melodioso che risuona nell’aria fin dai primi giorni della primavera e già alle prime luci dell’alba continua

Una versione romantica per pianoforte e violino

spesso una melodia per arpa Loreena Mckennitt– nel Cd Elemental 1985 ascolta

Ma tutta la storia dietro la canzone viene raccontata in questo video di Eugene Dunphy

continua

FONTI
https://thesession.org/discussions/31434
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=108881
http://www.ulsterscotsacademy.com/ullans/13/ulster-scots-writings-of-sir-samuel-ferguson.php
https://archive.org/details/sirsamuelferguso02fergiala