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PADDY LAY BACK

Una sea shanty kilometrica con una ventina di strofe e zeppa di varianti, era cantata sia come canzone ricreativa che come canzone all’argano per sollevare l’ancora. Stan Hugill la dice molto conosciuta sulle navi a vela della tratta Liverpool-New York e la fa risalire agli anni 1830.
Giocoforza per quel Paddy del titolo la canzone è diventata un traditional irlandese!

ASCOLTA The Wolfe Tones in “Let The People Sing” 1972 ne fanno una versione folk

ASCOLTA Assassin’s Creed Rogue questa è invece la versione più shanty

E questa come doveva essere la canzone cantata nei momenti di ricreazione sulla nave, introdotta dalla “Irish washer woman” e mixata melodicamente con  la jig

I
‘Twas a cold an’ dreary mornin’ in December,
An’ all of me money it was spent
Where it went to Lord I can’t remember
So down to the shippin’ office went,
CHORUS
Paddy, lay back (Paddy, lay back)!
Take in yer slack (take in yer slack)!
Take a turn around the capstan – heave a pawl (1) – (heave a pawl)
‘Bout ship, stations, boys, be handy (be handy)! (2)
For we’re bound for Valaparaiser ‘round the Horn! 

II
That day there wuz a great demand for sailors
For the Colonies and for ‘Frisco and for France
So I shipped aboard a Limey barque (3) the Hotspur
An’ got paralytic drunk on my advance (4)
III
Now I joined her on a cold December mornin’,
A-frappin’ o’ me flippers to keep me warm.
With the south cone a-hoisted as a warnin’ (5),
To stand by the comin’ of a storm.
III strofa Wolf Tones
There were Frenchmen, there were Germans, there were Russians
And there was Jolly Jacques came just across from France
And not one of them could speak a word of English
But they’d answer to the name of Bill or Dan
IV (6)
I woke up in the mornin’ sick an’ sore (7),
An’ knew I wuz outward bound again;
When I heard a voice a-bawlin’ at the door,
‘Lay aft, men, an’ answer to yer names!’
V
‘Twas on the quarterdeck where first I saw you,
Such an ugly bunch I’d niver seen afore;
For there wuz a bum an’ stiff from every quarter,
An’ it made me poor ol’ heart feel sick an’ sore.
V strofa Wolf Tones
I wish that I was in the Jolly Sailor
With Molly or with Kitty on me knee
Now I see most any men are sailors
And with me flipper I wipe away my tears
Tradotto da Cattia Salto
I
Era una fredda e triste mattina di Dicembre
e avevo speso tutti i soldi
dove andai per Dio non mi riesce di ricordare, ma alla fine mi sono trovato davanti all’ufficio per l’arruolamento
CORO
Paddy rilassati
finisci il lavoro
fai un giro intorno all’argano-
passa la castagna 
sulla nave, ai posti,
ragazzi datevi da fare
 perchè siamo in partenza per Valparaiso a doppiare capo Horn
II
Quel giorno c’era una grande richiesta di marinai
per le Colonie e Frisco e per
la Francia
così mi sono imbarcato su una barca di limoncini la “Hotspur”
ed ero ubriaco fradicio con il mio anticipo
III
L’ho raggiunta in una fredda mattina di Dicembre
sfregandomi le pinne per tenermi al caldo
con un cono verso sud innalzato come avvertimento
che stava per l’arrivo di una tempesta
III (Wolf Tones)
C’erano Francesi e Tedeschi, c’erano Russi
e c’era un Jolly Jacques appena arrivato dalla Francia
e nessuno di loro sapeva parlare una parola d’Inglese
ma rispondevano al nome di
Bill o Dan
IV
Mi svegliai al mattino con
un malanno
e sapevo di essere di nuovo
in partenza
quando sentìì una voce abbaiare alla porta
“Alzatevi, uomini, e rispondete al vostro nome”
V
Fu sul ponte dove vi vidi la prima
volta
dei così brutti ceffi non li avevo mai visti prima
perchè c’era un barbone e un cadavere per ogni direzione
da far venire un infarto
V (Wolf Tones)
Vorrei essere il Marinaio Allegro
con Molly o con  Killy sulle mie ginocchia
adesso vedo solo marinai attorno
e con le mie pinne mi asciugo le lacrime

NOTE
1) pawl – short bar of metal at the foot of a capstan or close to the barrel of a windlass which engage a serrated base so as to prevent the capstan or windlass ‘walking back’. […] The clanking of the pawls as the anchor cable was hove in was the only musical accompaniment a shanty ever had! (Hugill, Shanties 414)
Pawl ( castagna): specie di arpione mobile che impediva all’argano di girare in senso inverso inserendosi in una serie di fori alla sua base. Per consentire la rotazione in senso contrario c’era una seconda castagna con forma diversa.
2) I Wolf Tones dicono “About ships for England boys be handy”
“Be handy” è un espressione tipica nelle canzoni marinaresche : letteralmente si traduce in italiano come “essere a portata di mano” C’è anche una lieve di allusione sessuale. Possibili significati: rendersi utile ma anche trovarsi a portata di mano (come in handy),
3) limey – The origin of the Yanks calling English sailors ‘Limejuicers’ […] was the daily issuing of limejuice to British crews when they had been a certain number of days at sea, to prevent scurvy, according to the 1894 Merchant Shipping Act (Hugill, Shanties 54)
4) cioè ha speso tutti i soldi dell’anticipo sulla paga in bevute ad alto grado alcolico
5) “Storm cones”  (coni tempesta) erano delle segnalazioni approntate lungo le coste irlandesi e britanniche per segnalare l’arrivo di una tempesta alle navi . Il sistema era stato messo a punto dal capitano Robert FitzRoy nel 1860 e consisteva in un collegamento telegrafico tra le stazioni meteo di terra e tutti i porti delle isole britanniche, di modo che venissero esibiti degli appositi segnali (coni neri o luci) lungo le coste non appena era segnalata una tempesta. I segnali di avvertimento  indicavano la direzione in cui infuriava il maltempo in modo che le navi di passaggio potessero prendere gli opportuni provvedimenti.
“In 1860 he devised a system of of issuing gale warnings by telegraph to the ports likely to be affected. The message contained of a list of places with the words:
‘North Cone’ or ‘South Cone’ – for northerly or southerly gales respectively
‘Drum’  – for when further gales were expected,
Drum and North/South Cone’ – for particularly heavy gales or storms. ” (tratto da qui) (continua)
6) I Wolf Tones dicono
I woke up in the morning sick and sore
I wished I’d never sailed away again
Then a voice it came thundering thru’ the floor
Get up and pay attention to your name
7) un eufemismo per descrivere i postumi della sbornia

ASCOLTA Sons Of Erin

FONTI
http://www.folkways.si.edu/the-focsle-singers/paddy-lay-back/american-folk-celtic/music/track/smithsonian
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/paddy-lay-back.html
http://www.jsward.com/shanty/PaddyLayBack/hugill.html
https://maritime.org/chanteys/paddy-lay-back.htm
http://aliverpoolfolksongaweek.blogspot.it/2011/12/36-paddy-lay-back.html
http://mysongbook.de/msb/songs/p/paddylay.html

SALLY BROWN I ROLLED ALL NIGHT..

Nei sea shanties Sally Brown è lo stereotipo della donnina dei mari caraibici, mulatta o creola con la quale il nostro marinaio cerca di spassarsela. Di probabile origine giamaicana secondo Stan Hugill, era un canto popolare nei porti delle Indie Occidentali negli anni 1830. Le varianti testuali e melodiche sono molte. (vedi prima parte)

shallow-brawn-shore

SECONDA VERSIONE: I ROLLED ALL NIGHT

In questa versione il coro si sviluppa su più versi e la canzone è classificata, anche con il titolo di “Roll and Go”(1), nelle capstan shanty cioè i canti eseguiti durante il sollevamento dell’ancora per mezzo dell’argano (o verricello). Gli shanty di questa categoria hanno ritmi regolari e di solito raccontano una storia perchè per salpare l’ancora si impiegava un bel po’.

ASCOLTA Planxty live (che non a caso ridacchiano, dato la nomea della canzoncina)

ASCOLTA Irish Descendants

Shipped on board a Liverpool liner,
CHORUS
Way hey roll(1) on board;
Well, I rolled all night
and I rolled all day,
I’m gonna spend my money with
Sally Brown.
Miss Sally Brown is a fine young lady,
She’s tall and she’s dark(2) and she’s not too shady
Her mother doesn’t like the tarry(3) sailor,
She wants her to marry the one-legged captain
Sally wouldn’t marry me so I shipped across the water
And now I am courting Sally’s daughter
I shipped off board a Liverpool liner
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
Imbarcato sulla tratta Liverpool-Caraibi
CORO Salpa(1) e vai,
ho lavorato(1) tutta la notte
e ho lavorato tutto il giorno,
e spenderò i miei soldi
con Sally Brown.
La signorina Sally Brown è una bella ragazza, è alta e scura(2) e non è troppo equivoca
ma a sua madre non piacciono i marinai(3), vorrebbe che sposasse un capitano con la gamba di legno,
Sally non mi vuole sposare, così ho preso il mare
e ora faccio la corte alla figlia di Sally e mi sono imbarcato sulla tratta Liverpool-Caraibi

NOTE
1) non è un termine propriamente nautico, ma è genericamente utilizzato dai marinai per dire molte cose
2) si potrebbe riferire al colore dei capelli più che della pelle, anche se in altre versioni è identificata come creola o mulatta. Il termine “creolo” può essere inteso in due eccezioni: dallo spagnolo “crillo”, che originariamente si riferiva alla prima generazione nata nel “Nuovo Mondo”, figli di coloni dall’Europa (Spagna o Francia) e gli schiavi neri. Il significato più comune è quello che si riferisce a  tutti i neri mezzosangue della Giamaica dal colore della pelle che passa dal marrone al nero-blu. Nell’Ottocento con questo termine si indicava anche una piccola società urbana elitaria di pelle chiara nella Louisiana  (residente per lo più a New Orleans) risultato degli incroci tra le belle schiave nere e i proprietari terrieri bianchi che le prendevano come amanti
3) tarry è un termine dispregiativo per contraddistinguere il tipico marinaio. Più in generale Jack Tar è il termine comunemente usato per indicare un marinaio delle navi mercantili o della Royal Navy. Probabilmente il termine è stato coniato nel 1600 alludendo al catrame con il quale i marinai impermeabilizzavano i loro abiti da lavoro.

ASCOLTA Teddy Thompson in Rogues Gallery: Pirate   Ballads, Sea Songs, and Chanteys, 2006 in una versione più meditativa e malinconica

Sally Brown she’s a nice young lady,
CHORUS
Way, hay, we roll an’ go (1).
We roll all night
And we roll all day
Spend my money on Sally Brown.
Shipped on board off a Liverpool liner
Mother doesn’t like a tarry sailor(3)
She wants her to marry a one legged captain
Sally Brown she’s a bright lady(2)
She drinks stock rum
And she chews tobacco
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
CORO
Salpa e vai,
ho lavorato tutta la notte
e ho lavorato tutto il giorno,
spenderò i miei soldi con Sally Brown.
imbarcato sulla tratta Liverpool-Caraibi, a sua madre non piacciono i marinai, vorrebbe che sposasse un capitano con la gamba di legno,
Sally Brown è una bella ragazza(2)
beve la riserva di rum
e mastica tabacco

NOTE
2) la “fine young lady” si beve la riserva di rum (ovvero grandi quantità di rum) e mastica tabacco – non proprio quello che si dice “una lady”!!!

continua terza parte

FONTI
http://www.jsward.com/shanty/sally_brown/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=148935
http://pancocojams.blogspot.it/2012/04/sally-brown-sally-sue-brown-sea-shanty.html
http://www.contemplator.com/sea/sallyb.html
http://www.brethrencoast.com/shanty/Roll_Boys.html

ROLLER BOWLER SEA SHANTY

Questa ulteriore versione dello sea shanty contenente nel chorus la frase “good morning ladies all” deriva invece dallo spettacolo di uno show man, Thomas Dartmouth Rice, molto popolare negli anni 1830, che aveva inventato il personaggio di Jim Crow, dipingendosi la faccia di nero.

capstan_shanty

E’ una capstan shanty in cui si racconta delle prodezze amorose di un marinaio


As I rolled out (roved out) one mornin’
Away (Hooray),  you roller bowler (rowler bowler)(1)
As I rolled out one mornin’
I met a lady (Dou Dou)(2) fair
(Chorus)
Timme (To my)(3), hey-rig-a-jig
an’ a ha-ha

Good mornin’, ladies all
Away (Hooray), you roller bowler!
Timme, hey-rig-a-jig(4) an’ a ha-ha
Good mornin’, ladies all
The first time that I saw(met) her
that saucy gal of mine:
But when she found that I was skint
She left me standing there
I squared me yards an’ sailed away
An’ to the ship I went
She winked & flipped a flipper(5)
She thought I was a mate (6)
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Mentre andavo in giro una mattina
Via roller bowler(1)
mentre andavo in giro una mattina
ho incontrato una bella fanciulla(2). (RITORNELLO
A me (3)! Balla una giga(4)
a-ha. 

Buon giorno a tutte voi signore!
Via roller bowler(1)
A me (3)! Balla una giga(4)
Buon giorno a tutte voi signore!
La prima volta che l’ho vista
(ho pensato) fosse il mio peperino!
Ma quando lei ha scoperto che ero al verde,
mi ha piantato là ;
ho preso e me ne sono andato per mare.
Salito sulla nave,
lei mi fece l’occhiolino(5) e mi salutò pensando fossi un compagno(6)

NOTE
1) roller bowler, rowler bowler, un modo simpatico per apostrofare un marinaio, non ho ancora capito bene cosa significhi e quindi non riesco a tradurlo in italiano! Il termine proprio si riferisce ad un giocatore di cricket, ma è anche il nome dato ad un cappello ovvero la bombetta che tuttavia è stata inventata solo negli anni 60 e non è certo parte dell’abbigliamento tipico di un marinaio. “Nata nel 1860 a Southwark (Londra) dalle mani di Thomas William Bowler (da cui il nome bowler con cui è nota nel mondo anglosassone), la bombetta divenne in breve tempo il cappello formale maschile per eccellenza nella moda occidentale, raggiungendo la massima popolarità tra il 1890 e il 1920.” (tratto da Wikipedia)
2) come già sottolineato da più parti per quanto il lavoro svolto dai creatori del gioco Assassin Creed abbia portato le canzoni marinaresche in auge tra i giovani è stata operata una sorta di “sforbiciatura” riguardo a tutti i riferimenti possibili alla cultura afro americana e all’epoca del 1800 (proprio per inquadrare tali canti nell’ambito dell’epoca della pirateria e della cultura inglese del 1600-1700). Così il termine caraibico Dou Dou viene sostituito da quello più “british”. DouDuo, DuoDuo deriva dal francese “ma cherie”; in francese si dice “douce”
3) probabilmente l’escalamazione “Timmes!” è stata inventata dai Clancy Brothers negli anni 1960!
4) balla una giga
5) to flip a flipper o anche to tip one’s flipper= to wave one’s hand
6) evidentemente la “signora” lo ha scambiato per uno dei suoi “clienti” ancora con i soldi da spendere!
sailor drinking

JIM CROW

Thomas Dartmouth Rice (1808-1860) was a white actor and playwright who specialised in playing black-faced characters on stage, and is credited with the creation  of the Jim Crow character. He was a worldwide sensation in the 1830s, and popularised blackface in London in 1836 when he appeared in his own opera “Oh, Hush”, featuring the song “Good Morning Ladies All”,which is pretty clearly the progenitor  of the shanty versions.” (tratto da qui)

La versione di Thomas Dartmouth Rice da “Negro singer’s own book” ca.1843, pg 334-335: da “Oh, Hush.”

Down in ole Wurginny,
Oh, Roley, Boley,
A gun dat massa gib me,
To go an shoot de koon.
Wid a hida ka dink, ah, ah!
Oh, Roley, Boley,
Wid a hida ka dink, who dare?
Good morning ladies all

Den I take my ole rifle,
Get powder for a trifle,
And’s gwan to an shoot de koon.
Den I saw de koon a swingin,
Den I cocked my gun an bring him,
And down cum Mister Coon.
He lodged upon a bramble,
Den I begin to scrample,
To get him down de tree.
He dead or very nearly,
I tink I love him dearly,
Cause he make such damn good soup.
After dat I leabe Wurginny,
An go to ole Kentucky,
On my way to New Orleans.
Den I got a wife on Sunday
My son cum down a Monday,
An I neber seed a finer.
Den I sen my son to college,
Whar he got his sense an knowledge,
An growed up to a man.
His learning cost me a dollar,
An now he is a lawyer,
An soon will be a judge.
So I gwan away to morrow,
Oh, people aint you sorry,
As I leabe Louisiany.

ulteriori strofe (versione Stan Hugill)
The last time that I saw her
Was down the waterside
Oh you ladies short & ladies tall
I love you one & all

La versione di John Short raccolta da Cecil Sharp nel 1914

O the first time that I saw her
Twas down in playhouse square
As I walked out one morning
Down by the riverside
She winked and tipped her flipper
I thought she was my girl
But when she found that I was skint
She left me standing there
O ladies short and ladies tall
O I have had them all

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=23215
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49421
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/roller-bowler.html
http://www.capstanbars.com/time_ashore/taio_lyrics/roller_bowler.htm

ROLLER BOWLER pumping shanty qui
ROLLER BOWLER halyard shanty qui

LEAVE HER, JOHNNY.. TIME FOR US TO LEAVE HER

“Leave her Johnny” è una capstan shanty o più propriamente una pumping shanty per il lavoro alle pompe. Una canzone marinaresca tradizionalmente cantata al termine del viaggio, quando i marinai si preparavano a sbarcare, ma prima azionavano le pompe per esaurire l’acqua in sentina, e ovviamente la “lei” del canto è la nave, non una donna.
pumping-hugill

This was, traditionally, the last chantey the crew would sing before disem-barking. It was used when warping (pulling) the ship into the pier, or when pumping the bilges for the last time. Although it at first sounds like the crew is sentimental about leaving the ship, the lyrics describe the horrible conditions that they suffered through during the voyage. Since it was the 1ast song of the journey, the sailors took the opportunity to vent their feelings about how they were treated without fear of reprisal. (tratto da qui)

Anche per questa sea shanty le versioni testuali sono numerose ma l’argomento resta sempre lo stesso: il duro lavoro sulla nave, il mare in tempesta, le lamentele verso gli ufficiali, il vitto e la misera paga!

ASCOLTA Sean Dagher per Assassin’s Creed in Black Flag

ASCOLTA la versione live con La Nef


Oh I thougth I heard the old man say
Leave her, johnny, leave her
Tomorrow ye will get your pay
An’ it’s time for us to leave her
CHORUS
Leave her, Johnny, leave her
Oh leave her, Johnny, leave her
For the voyage is long and the winds don’t blow
An’ its time for us to leave her
Oh the wind was foul and the sea ran high
She shipped it green an’ none went by
I hate to sail on this rotten tub
No grog allowed and rotten grub
We swear by rote for want o’ more
Oh now we’re through so we’ll go on shore
tradotto da Cattia Salto
Se non sbaglio il capitano ha detto
lasciala, Johnny, lasciala
‘Domani ritirerai la paga’.
ed è il momento per noi di lasciarla.
CORO
lasciala, Johnny, lasciala
lasciala, Johnny, lasciala

che il viaggio è finito
e il vento non soffia

ed è il momento per noi di lasciarla.
Il vento impazzava e il mare si sollevava in alto,
lei fendeva il verde e mai affondava.
Detesto navigare su questa bagnarola marcia,
niente grog e la sbobba marcia, giuriamo e ripetiamo che vogliamo di più
ora abbiamo finito così andremo a riva

ASCOLTA Lou Reed in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys 2006. Sulla scia della moda piratesca dopo i film sui Pirati dei Caraibi con il capitan Jack Sparrow interpretato da Johnny Deep, anche le grandi star del rock si sono lasciate trascinare dall’idea di comparire in una “galleria di ritratti dei brutti ceffi” (“Rogue’s Gallery” nel mondo anglosassone indica gli schedari fotografici dei criminali); per citare Gino Castaldo “Lou Reed sembra il filosofo del mondo piratesco. Canta Leave her Johnny come fosse una canzone di Brecht e Weill.”


O the times are hard and the wages low
Leave her, Johnny, leave her
I guess it’s time for us to go
And it’s time for us to leave her
O I thought I heard the old man say,
Tomorrow you will get your pay
Liverpool Pat with his tarpaulin hat,
It’s Yankee John the packet rat
It’s rotten beef and weev’ly bread,
It’s pump or drown the old man said
We’d be better off in a nice clean jail,
With all night and plenty of ale
The mate was a bucko(1) and the old man a turk,
The bosun was a beggar with the middle name of work(2)
The cook’s a drunk, he likes to booze,
‘tween him and the mate there’s a little to choose
I hate to sail on this rotten tub,
No grog allowed and rotten grub
No Liverpool bread, nor rotten cracker hash,
No dandy funk, nor cold and sloppy hash(3).
The old man shouts, the pumps stand by,
Oh, we can never suck her dry
Now I thought I heard the old man say,
Just one more pull and then belay.
It’s time for us to leave her
It’s time for us to leave her
For the voyage is done and the winds don’t blow(4)
And it’s time for us to leave her
tradotto da Cattia Salto
oh i tempi sono duri e le paghe sono basse
lasciala, Johnny, lasciala
dico che è il tempo per noi di andare
ed è il momento per noi di lasciarla.
Se non sbaglio il capitano ha detto che domani prenderai la paga
Liverpool Pat con il suo cappello cerato
e c’è Yankee John il topo del postale
la carne è guasta e nel pane i vermi
‘Pompa o annega’ ha detto il capitano
si starebbe meglio via, in una bella prigione pulita
con tanta birra  tutta la notte
Il primo ufficiale era un duro(1) e il capitano un turco,
il nostromo uno scansafatiche(2)
il cuoco un ubriacone che gli piace sbevazzare
tra lui e il “primo” c’è poco da scegliere;
detesto navigare su questa bagnarola marcia,
niente grog e sbobba marcia,
niente pane di Liverpool nessuna fetente galletta e biscotti,
nessuno spezzatino freddo e brodoso(3)
Il capitano urla, le pompe si fermano
“Non riusciremo mai a pompare e lasciarla asciutta”
Se non sbaglio il capitano ha detto “Ancora un altro giro e poi basta”
ed è il momento per noi di lasciarla.
è il momento per noi di lasciarla
perchè il viaggio è finito e i venti non soffiano più(4)

ed è il momento per noi di lasciarla

NOTE
1) bucko nello slang marinaresco è l’appellativo con il quale si indicava un comandante brutale che portava la ciurma allo sfinimento pur di far andare veloce la nave
2) se ho capito bene il senso della frase
3) tra le principali lamentele dei marinai c’era il vitto che sia per problemi di approvvigionamento che di conservazione era molto monotono e “sufficiente”. Un detto molto in voga ai tempi diceva ” God provides the food, the Devil provides the cook” e nelle canzoni il cuoco è sempre preso di mira. Per il significato dei termini vedi
4) qui la barca è la metafora della vita 

FONTI
http://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/leaveherjohnny.html http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/08/leaveher.htm http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/canzoni-pirati/canzoni-pirati/canzoni-pirati.html http://blueloulogan.wordpress.com/2012/10/12/songs-of-logan-3-leave-her-johnny/ https://monkbarns.wordpress.com/tag/dandy-funk/

SANTY ANNA O SANTY ANO

Santy Anna o Santy Ano è una canzone marinaresca (sea shanty) riservata per lo più ai lavori di pompaggio dell’acqua di sentina.
Ha due filoni testuali, uno sulla figura del generale messicano Antonio Lòpez de Santa Anna da cui deriva il titolo, l’altro sulla corsa dell’oro in California. Il brano conosce una vasta diffusione oltre i circuiti della tradizione anglofila per diventare popolare soprattutto in Francia e Germania e più in generale nei paesi del Nord Europa con riscritture varie e adattamenti anche in lingua.

IL NAPOLEONE DEL WEST

Antonio López de Santa Anna, il “Napoleone del West” presidente del Messico nel 1833 (e rinominato a più riprese per ben sei volte) è quello che nel 1836 ha ordinato ai suoi soldati di uccidere David Crockett e tutti quelli rinserrati nel Forte Alamo per impedire la secessione del Texas; ritiratosi dalla vita politica fu richiamato a difendere la patria durante la guerra contro gli Stati Uniti quando il Messico perse la California.

Se si può comprendere gli Inglesi, ancora scornati per la perdita delle colonie americane, che fanno il tifo per Santa Anna, meno evidente è lo schierarsi dei marinai americani (se non per sbeffeggiare il generale ringraziandolo per aver perso). Ecco perchè  nelle versioni americane prevalgono testi più “pecorecci” o la versione da “cercatore d’oro”.  In realtà furono gli irlandesi-americani a disertare e a schierarsi con i messicani: ecco come andò
” Nel  1846 allo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Messico migliaia di irlandesi si arruolarono per combattere con l’esercito americano. Immigrati appena sbarcati nelle cittá della East Coast venivano convinti ad arruolarsi con promesse di una paga sostanziosa e fantastici bonus alla fine della ferma . Una volta ritrovatisi all’altra estremitá del paese la realtá che trovarono era di discriminazioni contro i cattolici e condizioni di vita miserevoli. In molti disertarono, ma un gruppo di uomini guidati dal capitano John Riley si unirono nel Saint Patrick’s battalion e si misero al servizio della repubblica messicana combattendo fino alla fine contro l’invasione statunitense e passando alla storia come eroi nazionali messicani.” (tratto da qui)

Lo stendardo del battaglione San Patrizio

I Chieftains hanno inciso un doppio cd sulle musiche di questi irlandesi trapiantati in Messico (ma l’approfondimento ad un prossimo post)

LA VERSIONE MESSICO

I marinai abbandonano la nave per servire nella guerra Messicano-americana a fianco di Santa Anna. Il tema è stato poi infarcito con tutte altre ben più “eroiche” battaglie e del generale e del Messico sono rimasti solo la prima strofa e il coro!

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem in Sing of the Sea 1968

ASCOLTA Forebitter in Victory Sings at Sea (qui)


O! Santy Anna gained the day(1)
Away Santy Anno!
And Santy Anna gained the day
All on the plains of Mexico!
CHORUS
Mexico, Mexico,
Away Santianno!
Mexico is a place I know!
All on the plains of Mexico!
Them Liverpool girls don’t use no combs
They combs their hair with a kipper backbone
Them yaller(2) girls I do adore
With their shinin’ eyes and their cold black hair
Why do them yaller girls love me so
Because I don’t tell them all I know
When I was a young man in me prime
I knocked them scouse(3) girls two at a time
Skipper likes whiskey,
the maid likes run
the crew likes both, but we can’t have none
Times is hard and the wages low
It’s time for us to roll and go
TRADUZIONE CATTIA SALTO
Santa Anna ha vinto il giorno(1)
Lontano da Santa Anna!
Santa Anna ha vinto il giorno
Tutti nelle pianure del Messico
CORO
Messico, Messico, 
Lontano da Santa Anna
il Messico è un posto che conosco!
Tutti nelle pianure del Messico
Le ragazze di Liverpool non usano pettini
pettinano i capelli con una lisca d’aringa
Adoro le ragazze mulatte(2)
dagli occhi scintillanti e i capelli neri.
Perchè le ragazze mulatte mi amano tanto?
Perchè non dirò loro tutto quello che so.
Quando ero un giovanotto di primo pelo
di quelle ragazze (3) me ne facevo due alla volta.
Al comandante piace il whiskey, alle ragazze il rum,
alla ciurma piacciono entrambi, ma non ne possiamo avere altro.
Il tempo è duro e la paga bassa
è tempo per noi di prendere e andare

NOTE
1) in realtà il generale Antonio Lòpez de Santa Anna fu sconfitto dal generale Taylor (guerra messicana 1847-48)
2) yaller è la versione dialettale di yellow nel senso di “avere la pelle scura” quindi traducibile con mulatto
3) scouse è un dialetto inglese parlato nella città di Liverpool in questo contesto significa ragazza di Liverpool

E dire che la versione iniziale era questa (Songs of American Sailormen, Joanna Colcord) -si sa che davanti a una donna i marinai non cantano mai le versioni oscene o più ammiccanti!-
O Santy Anna gained the day,
Hooray, Santy Anna!
He lost it once but gained it twice,
All on the plains of Mexico!
And Gen’ral Taylor ran away,
He ran away at Monterey.
Oh, Santy Anna fought for fame,
And there’s where Santy gained his name.
Oh, Santy Anna fought for gold,
And the deeds he done have oft been told.
And Santy Anna fought for his life,
But he gained his way in the terrible strife.
Ah, Santy Anna’s day is o’er.
And Santy Anna will fight no more.
I thought I heard the Old Man say
He’d give us grog this very day.

ASCOLTA Moni Ovadia & il Gruppo Folk Internazionale (1975-1979) in una versione ulteriormente rielaborata e più aderente alla storia. Il testo riprende una vecchia registrazione di Paul Clayton & the Foc’sle Singers del 1959 ripubblicata dal Smithsonian Folkways nel 2007: Foc’sle Songs And Shanties


Oh, shellbacks(4) have you heard the news?
Away Santy Anno!
The Yankees at Vera Cruz
All on the plains of Mexico!
Brave General Taylor saved the day,
and chased those Mexicans away.
Oh, Santy Anno fought for fame,
And that is why we sing his name
Old Santy Anna had a wooden leg(5),
He wore it for a wooden peg
I thought I heard the Old Man say
He’d give us grog this very day.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
O figli di Nettuno (4) conoscete le novità?
Lontano da Santa Anna!
Gli americani a Vera Cruz!
Tutti nelle pianure del Messico.
Il coraggioso generale Taylor ha vinto il giorno
e ha scacciato via i Messicani.
Santa Anna ha combattuto per la gloria ed è per questo che cantiamo il suo nome.
Il vecchio Santa Anna aveva una gamba di legno (5),
la portava come stampella.
Credo di aver sentito il vecchio dire
che ci darà grog questo giorno.

NOTE
4) il passaggio dell’equatore era celebrato sulle navi con una sorta di battesimo dei novellini; coloro che avevano già superato la prova erano soprannominati Shellbacks ovvero i figli di Nettuno; la prova forse iniziata come un momento di divertimento per il morale degli uomini, è degenerata in atti violenti di nonnismo con pratiche degradanti e violente
5) Santa Anna perse la gamba per un colpo di cannone francese nel 1838. La sua gamba di legno venne presa come trofeo dai soldati del IV fanteria dell’Illinois nel 1847 e ora si trova nell’Illinois State Military Museum a Sprinfield (il diorama al museo qui)
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CALIFORNIO

Nel 1848 venivano scoperti i ricchi giacimenti auriferi della California, il che favoriva un nutrito movimento migratorio, senza precedenti, di gente che partiva dalle coste orientali degli Stati Uniti via Capo Horn verso l’immaginato eldorado californiano dando molto lavoro agli agenti marittimi che pubblicavano manifesti reclamizzanti questo o quel veliero. Ne approfittavano gli armatori americani attrezzandosi per il trasporto dei passeggeri in cerca di ventura, mettendo in linea navi di buona capacità e ricettività, che si videro navigare tra il 1850 e il 1870. Esiste una ricca documentazione iconografica di questi velieri in centinaia di quadri ad olio ed acquerelli raccolti dal Peabody Museum di Salem (non pochi dei quali recano la firma di artisti italiani, forse emigrati). (tratto da La marineria velica di lungo corso di Aldo E Corrado Cherini qui)

ASCOLTA Highwaymen

ASCOLTA The Kingston Trio

ASCOLTA Dublin Fair (tanto per sentire il brano in tutte le salse, anche quella pop)

From Boston Town we’re bound away,
heave aweigh (heave aweigh!)
Santy ano
(1).
around Cape Horn to Frisco Bay,
We’re bound for Californi-o.
CHORUS
So heave her up and away we’ll go,
heave aweigh (heave aweigh!)
Santy ano.

heave her up and away we’ll go,
We’re bound for Californi-o.
She’s a fast clipper(2) ship and a bully crew,
a down-east(3) Yankee for her captain, too.
Back in the days of Forty-nine(4),
Those were the days of the good old times,
Way out in Californi-o.
When I leave ship I’ll settle down
I’ll marry a girl named Sally Brown
There’s plenty of gold, so I’ve been told,
Plenty of gold so I’ve been told
TRADUZIONE DI ITALO OTTONELLO
Dalla città di Boston siamo diretti lontano
vira a lasciare (vira a lasciare!)
Santy ano(1).

doppiando Capo Horn fino alla baia di Frisco,
Siamo diretti in California.
CORO
Quindi salpala, e andremo lontano
vira a lasciare (vira a lasciare!)
Santy ano

Salpala, e andremo lontano
Siamo diretti in California.
È un clipper(2) veloce con uno splendido equipaggio.
il capitano è pure uno Yankee del down-east. (3),
Tornando ai giorni del Quarantanove, (4).
Quelli eran giorni del buon tempo antico
laggiù in California.
Quando sarò sbarcato mi sistemerò
Sposerò una ragazza di nome Sally Brown
C’è oro in abbondanza, m’hanno detto,
oro in abbondanza, m’hanno detto

NOTE
1) in questo contesto il nome potrebbe essere riferito a Sant’Anna in veste di protettrice dei marinai bretoni (secondo Stan Hugill)
2) Clipper: trattavasi di una nave ancora piccola, a due alberi, detta BALTIMORE CLIPPER perché nata a Baltimora, caratterizzata da forme di scafo molto stellate e molta vela, agile, manovriera e sopra tutto veloce. Buona pertanto al contrabbando e al trasporto di schiavi, perfino pirata. Secondo fonti più credibili, il primo vero clipper , quanto­meno a farsi notare, sarebbe stato l’ “Ann Mac Kim” del 1832, stazzante 493 tonn., con carena rivestita di rame. Nel 1840 ed anni successivi si trovavano in esercizio non pochi velieri di questo tipo, più grandi, progettati da architetti assai reputati quali Donald Mac Kay, George Thomas e John Griffits. Basti citare il “Great Republic”, il “Dreadnought”, il “Lightning”. Sulla scia degli Americani si mettevano gli Inglesi, o meglio Scozzesi, col capostipite “Scottish Maid” seguito da molte unità eccellenti tanto da declassare quelle americane. Alla fine degli anni cinquanta John Jordan introduceva la costruzione degli scafi composita, con ordinate in metallo, irrobustendo e nello stesso alleggerendo una struttura nata alquanto debole. Col “Richard Cobden” veniva sperimentato nel 1844 il primo veliero di ferro. Prendeva piede, così, il tipo generico del CLIPPER (nome derivante, forse, dal cavallo da corsa degli stati americani sudisti) che, acquistando maggiore stazza tra il 1830 e il 1860, si divideva in più sottotipi sia americani che inglesi. (tratto da La marineria velica di lungo corso di Aldo E Corrado Cherini qui)
3) il termine down-east indica la parte settentrionale atlantica degli Stati Uniti, in particolare il Maine. Gli abitanti, come pure i velieri costruiti in quella zona, erano chiamati down-easter.
4) anno d’inizio della corsa all’oro in California.

Tanto per gradire anche altre versioni, dal Francese
ASCOLTA Gérard Jaffrès (la versione in francese fu scritta da Jacques Plante e Hugues Aufray per primo la registrò nel 1961)

al tedesco
ASCOLTA Santiano

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/santyanna.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46588

HEAVE AWAY MY JOHNNY

HEAVE AWAY MY JOHNNY (JOHNNIES) – WE’RE ALL BOUND TO GO

Il secondo sea shanty cantato da A.L. Lloyd nel film Moby Dick, girato da John Huston nel 1956 , è un windlass shanty o un capstan shanty. Come si vede bene nella sequenza è intonato dallo shantyman al verricello dell’ancora. (vedi parte prima)

Kenneth S. Goldstein ha commentato nelle note di copertina dell’album Thar She Blows di Ewan MacColl and A.L. Lloyd (1957) “A favourite shanty for windlass work, when the ship was being warped out of harbour at the start of a trip. A log rope would be made fast to a ring at the quayside and run round a bollard at the pierhead and back to the ship’s windlass. The shantyman would sit on the windlass head and sing while the spokesters strained to turn the windlass. As they turned, the rope would round the drum and the ship nosed seaward amid the tears of the women and the cheers of the men. This version was sung by the Indian Ocean whalers of the 1840s“.

E tuttavia il brano presenta una grande varietà di testi anche con storie diverse, così a volte è una canzone delle baleniere altre volte un canto d’emigrazione. (una raccolta di varie versioni testuali qui).

VERSIONE WHALE SHIP SONG

Doppiare Capo Horn era un’impresa temuta dai marinai, essendo un tratto di mare quasi perennemente sconvolto dalle tempeste, cimitero di numerose navi sfortunate.
Il vento dominava di prua, così la nave veniva spinta indietro per giorni e giorni con l’equipaggio stremato dallo sforzo e dall’acqua gelida che rompeva da tutte le parti.

ASCOLTA Louis Killen in Farewell Nancy 1964 che scrive nelle note: “capstan stands upright and is pushed round by trudging men. A windlass, serving much the same function, lies horizontally and is revolved by means of bars pulled from up to down. So windlass songs are generally more rhythmical than capstan shanties. Heave Away is usually considered a windlass song. Originally, it had words concerning a voyage of Irish migrants to America. Later, this text fell away. The version sung here was “devised” by A. L. Lloyd for the film of Mody Dick” (vedi prima parte)

ASCOLTA Roger McGuinn

There’s some that’s bound for New York town,
And some that’s bound for France;
Heave away, my Johnny
heave away.

And some that’s bound for the Bengal Bay,
To teach them whales a dance;
Heave away, my Johnny boy
we’re all bound to go.

The pilot he is awaiting for,
The turnin’ of the tide;
And then, me girls, we’ll be gone again,
With a good and a westerly wind.
And farewell to you, you Kingston girls,
Farewell, St. Andrews dock;
If ever we return again,
We’ll make your cradles rock.
Come all you hard workin’ sailor men,
Who round the cape of storm;
Be sure you’ve boots and oilskins,
Or you’ll wish you never was born.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Ecco che alcuni partono per la città di New York
e altri per la Francia
vira a lasciare, mio Johnny,
vira a lasciare
E altri partono per
il Golfo del Bengala
ad insegnare la danza alle balene
vira a lasciare, mio Johnny,
siamo in partenza.
Il pilota è in attesa
che cambi la marea
e poi mie ragazze, la faremo
andare ancora
con una buona brezza da ovest.
E addio a voi,
ragazze di Kingston (1)
addio moli di St Andrews
se mai ritorneremo ancora,
faremo dondolare le vostre culle.
Venite tutti marinai, uomini che
che lavorano sodo
che doppiano il capo delle tempeste (2),
accertatevi di avere stivali e cerate
o non vorrete essere mai nati

NOTE
1) Kingston upon Hull (o, più semplicemente, Hull) è un rinomato porto di pescatori da cui fin dal medioevo partivano le flottiglie per la pesca nel Mare del Nord. Nella canzone le navi in partenza si dirigono anche nell’oceano indiano (vedi rotte)
2) il temuto Capo Horn spesso menzionato negli shanties

La variante pubblicata da Genevieve Lehr (Come And I Will Sing You: A Newfoundland Songbook #49) è stata raccolta da Pius Power, Southeast Bight, (Terranova) nel 1979 Genevieve Lehr scrive “this is a song which was often used to establish a rhythm for hauling up the anchors aboard the fishing schooners. Many of these ‘heave-up shanties’ were old ballads or contemporary ones, and very often topical verses were made up on the spur of the moment and added to the song to make the song last as long as the task itself.”

ASCOLTA The Fables in Tear The House Down, 1998 un’allegra versione da Terranova con un arrangiamento decisamente country

Come get your duds(1) in order ‘cause we’re bound to cross the water.
Heave away, me jollies,
heave away.
Come get your duds in order ‘cause we’re bound to leave tomorrow.
Heave away me jolly boys,
we’re all bound away
.
Sometimes we’re bound for Liverpool,
sometimes we’re bound for Spain.
But now we’re bound for old St. John’s where all the girls are dancing.
I wrote me love a letter,
I was on the Jenny Lind.
I wrote me love a letter and I signed it with a ring.
Now it’s farewell Nancy darling, ‘cause it’s now I’m going to leave you.
“You promised that me you’d marry me, but how you did deceive me.(3)”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
Venite e mettete la vostra sacca (1) in ordine
perchè stiamo per attraversare il mare
virate a lasciare, compagni,
virate a lasciare
Venite e mettete la vostra sacca in ordine, perchè partiremo domani
virate a lasciare, allegri compagni,
siamo in partenza.
a volte partiamo per
Liverpool
a volte partiamo per la Spagna
ma ora siamo in partenza per il vecchio St. John (2), dove tutte le ragazze ballano.
Ho scritto al mio amore una lettera, mentre ero sulla Jenny Lind.
Ho scritto al mio amore una lettera e l’ho firmata con un anello
e ora addio mia cara Nancy
perchè ti devo lasciare
adesso
“mi hai promesso che mi avresti sposato, ma ora mi lasci(3)”

NOTE
1) duds  in questo contesto significa “vestiti” ma più genericamente la grossa sacca di tela contenente il bagaglio del marinaio
2) Saint John’s, conosciuta in italiano come San Giovanni di Terranova per l’esperimento di Marconi, è una città del Canada, capitale della provincia di Terranova e Labrador, situata nella penisola di Avalon, che fa parte dell’isola di Terranova.
3) chiaramente un verso “volante” preso dai tanti farewell qui è Nancy che risponde

continua versione emigration song

FONTI
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/heave-away,-my-johnnies—kingston.html
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/heaveawaymyjohnny.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/05/heave.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/36/heave.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/24/heave.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/02/heave.htm http://aliverpoolfolksongaweek.blogspot.it/2011/07/13-were-all-bound-to-go.html