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ORAN EILE DON PHRIONNSA

Il Bonny Prince (Carlo Edoardo Stuart) ritratto da Allan Ramsay subito dopo la marcia su Edimburgo

Una “Canzone per il Principe” (= Song to the Prince) venne scritta nel 1745 da Alexander McDonald  bardo delle Highlands e fervente giacobita, perché fosse indirizzata come missiva al Principe Charles Edward Louis John Casimir Sylvester Severino Maria Stuart, noto più semplicemente come il Bonnie Prince Charlie o The Young Pretender. All’epoca il Principe si trovava in Francia nella vana attesa di un cenno di favore da parte del Re Luigi XV affinchè lo aiutasse a riprendersi il trono d’Inghilterra e Scozia. Ma la questione si trascinava per le lunghe Luigi non ricevette mai a Corte il suo parente povero, così il ragazzo venne snobbato anche dalla Nobiltà parigina e di certo le parole d’incoraggiamento dei sostenitori in Scozia non potevano che dargli conforto. continua
Il testo originale di Oran Eile Don Phrionnsa ( anche “Moch Sa Mhadainn”, “Hùg Ò Laithill Ò” “Hùg Ò Laithill O Horo”), è scritto in gaelico scozzese, lingua che il principe non capiva (essendo nato e cresciuto a Roma).

Ne “The Elizabeth Ross Manuscript Original Highland Airs Collected at Raasay in 1812 By Elizabeth Jane Ross” (qui) sono riportati testo e melodia (#113) così nelle note dell’edizione pubblicata per the School of Scottish Studies Archives, Edimburgo 2011 leggiamo “This stirring Jacobite song has been attributed to Alasdair mac Mhaighstir Alasdair (Alexander MacDonald, c.1698–c.1770). The text and translation here are adapted from JLC, which has 17 couplets plus refrain. That text is derived from the 1839 edition (p.85) of Mac Mhaighstir Alasdair’s collection (ASE); the 1839 edition is identical with the 1834 edition, but the fact that the song does not appear in the first edition (1751) raises doubts as to the ascription (see JLC 42, n.1): in fact the text was almost certainly lifted into the 1834 edition from PT, where it is headed simply ‘LUINNEAG’ and is not ascribed. The 1834 or 1839 text of the Ais-Eiridh is doubtless the source of that in AO 102, which ascribes the song to Mac Mhaighstir Alasdair. Campbell prints the tune in 3/4 time (JLC 301).
JLC = CAMPBELL, John Lorne, ed.(1933, Rev.1984) Highland Songs of the Forty-Five … [With thirteen melodies] (Edinburgh: John Grant, 2nd ed. Edinburgh: Scottish Academic Press for the Scottish Gaelic Texts Society).

ASCOLTA Capercaillie in Glenfinnan (Songs Of The ’45) (1998)
Il gruppo scozzese fondatosi agli inizi degli anni 80 ha diffuso con le sue registrazioni moltissimi canti in gaelico delle Isole Ebridi e delle Highlands arrangiandoli a metà tra tradizione e modernità, aggiungendo sintetizzatori e basso elettrico accanto ai più tipici strumenti acustici della tradizione musicale scozzese.

In questa versione il brano è quasi una waulking song

ASCOLTA Dàimh in Moidart to Mabou 2000, un gruppo di nuova generazione dalla West Coast della Scozia formato da musicisti  dall’Irlanda, Scozia, Capo Bretone e California.
I
Och ‘sa mhaduinn’s mi dusgadh
‘S mor mo shunnd’s mo cheol-gaire
O’n a chuala mi ‘m Prionnsa
Thighinn do dhuthaich Chlann Ra’ill
II
O’n a chuala mi ‘m Prionnsa
Thighinn do dhuthaich Chlann Ra’ill
Grainne mullaich gach righ thu
Slan gum pill thusa, Thearlaich
III
Grainne mullaich gach righ thu
Slan gum pill thusa, Thearlaich
‘S ann th ‘n fhior-fhuil gun truailleadh
Anns a ghruadh is mor-naire
IV
‘S ann th ‘n fhior-fhuil gun truailleadh
Anns a ghruadh is mor-naire
Mar ri barrachd na h-uaisle
‘G eirigh suas le deagh-nadur
V
Mar ri barrachd na h-uaisle
‘G eirigh suas le deagh-nadur
Us nan tigeadh tu rithist
Bhiodh gach tighearn’ ‘n aite

The Elizabeth Ross Manuscript
Early as I awaken
Great my joy, loud my laughter
Since I heard that the Prince comes
To the land of Clanranald
Thou art the choicest of all rulers
Here’s a health to thy returning
His the royal blood unmingled
Great the modesty in his visage
With nobility overflowing
And endowed with all good nature
And shouldst thou return ever
At his post would be each laird
Traduzione di Cattia Salto
Appena mi sveglio
grande la mia gioia, forte il mio riso
da quando udii che il Principe verrà
nella terra del Clanranald (1)
Voi che siete il migliore di tutti i sovrani
un augurio per il vostro ritorno!
Suo il sangue reale puro
grande la modestia nel suo viso
colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
Se voi ritornerete
ogni laird sarà al vostro servizio.

NOTE
1) il Clanranald Clan RanaldClan Ronald dei Macdonald di Clanranald è uno dei rami più grandi dei clan scozzesi in cui si eleggeva il Re delle Isole e di Argyll. All’epoca delle ribellione del 1745 il vecchio capo clan non era favorevole agli Stuard, ma non impedì al figlio di allearsi con il Giovane Pretendente. I due si conobbero a Parigi. Ranald il giovane fu tra i primi ad aderire alla causa giacobita facendo proseliti presso gli altri clan.

Il brano è stato riportato alla popolarità con l’inserimento nella seconda stagione della serie televisiva Outlander (sulle orme del grandissimo successo editoriale dell’omonima serie scritta da Diana Gabaldon), come sottolinea lo stesso direttore artistico Bear McCreary questo è uno dei pochi canti scritti proprio nel farsi della ribellione scozzese.
When Jamie opens the letter in “The Fox’s Lair” and learns he has been roped into the revolution, this song was actually being composed somewhere in Scotland at that very moment.” (qui).

ASCOLTA Griogair Labhruidh in Outlander II stagione 2016 il brano ha un andamento marziale  e Griogair racconta
“It is always difficult negotiating the gap between tradition and innovation but it is something I am becoming increasingly used to, “I performed the song at a much slower tempo than it would normally be performed traditionally but I think it worked to great effect with the rich string voicings and the percussive elements of the piece. I was also very pleased to work with my friend John Purser who helped direct my performance of the song to suit the arrangement.’

Hùg hó ill a ill ó
Hùg hó o ró nàill i
Hùg hó ill a ill ó
Seinn oho ró nàill i.
Moch sa mhadainn is mi dùsgadh,
Is mòr mo shunnd is mo cheòl-gáire;
On a chuala mi am Prionnsa,
Thighinn do dhùthaich Chloinn Ràghnaill.
Gràinne-mullach gach rìgh thu,
Slàn gum pill thusa Theàrlaich;
Is ann tha an fhìor-fhuil gun truailleadh,
Anns a’ ghruaidh is mòr nàire.
Mar ri barrachd na h-uaisle,
Dh’ èireadh suas le deagh nàdar;
Is nan tigeadh tu rithist,
Bhiodh gach tighearna nan àite.
Is nan càraicht an crùn ort
Bu mhùirneach do chàirdean;
Bhiodh Loch Iall mar bu chòir dha,
Cur an òrdugh nan Gàidheal.


Early in the morning as I awaken
Great is my joy and hearty laughter
Since I’ve heard of the Prince’s coming
To the land of Clanranald (1)
You are the choicest of rulers
May you return unhurt, Charles.
In that most modest cheek
Runs blood that is pure and undefiled.
Along with overflowing nobility
That ever rises up along with good nature
And if you came again
Each laird would be at his post.
And if the crown were placed upon you
Joyful would your friends be
And Lochiel (2), as he ought,
Would be drawing up the Gaels for battle.
Traduzione di Cattia Salto
Appena mi sveglio al mattino
grande la mia gioia, forte il mio riso
da quando ho sentito che il Principe è in arrivo
nella terra del Clanranald (1)
Voi che siete il migliore di tutti i sovrani
che possiate ritornare illeso, Carlo
In quel viso di grande modestia
scorre un sangue puro e immacolato
colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
Se voi ritornerete
ogni laird sarà al vostro servizio.
e se la corona vi sarà posta sul capo
i vostri amici saranno pieni di gioia
e Lochiel (2), come si conviene,
farà arrivare i Gaeli per la battaglia

NOTE
2) Donald Cameron di Lochiel (c.1700 – Ottobre 1748) tra i più influenti capoclan e tradizionalmente fedele alla Casa Stuart

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
http://www.ed.ac.uk/files/imports/fileManager/RossMS.pdf
http://chrsouchon.free.fr/bonnie2.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/oraneile.htm
http://www.bearmccreary.com/#blog/blog/outlander-return-to-scotland/
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/63749/3
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/94215/5;jsessionid=40262AAD448EC6A5BD09862C091AD047

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Una canzone tradizionale scozzese (da “Bothy Songs and Ballads”  di John Ord, 1930) dal titolo “I Drew My Ship” sul fecondo tema delle night visiting songs, inizia con una nave che salpa per dirigersi verso un porto tranquillo. Il modello a cui si fa riferimento è la ballata ‘The Drowsy Sleeper‘ e le melodie che si accompagnano al testo sono diverse (Allan Moore ne ha contate otto).

ASCOLTA dagli archivi di Tobar an Dualchais una registrazione sul campo del 1952 dalla voce di Willie Mathieson (1879- 1958). Nato a Ellon, Aberdeenshire, fu un bracciante agricolo in diverse fattorie del Banffshire. Raccolse e trascrisse un grande numero di canti popolari scozzesi che si trovano ora depositati presso “the School of Scottish Studies”.

Così Shirley Collins la registrò nel 1958 e Alan Lomax scrisse nelle note “I Drew My Ship was collected by John Stokoe in Songs and Ballads of Northern England [1899] with no source mentioned. Though it is similar in form and content to many other aubades or dawn serenades, we have not been able to find another song to which this is precisely akin. The listener who cares to compare the recorded version with that published by Stokoe will see how Miss Collins has breathed life back into the print and made something lovely and alive out of an unimpressive folk fragment.” (tratto da qui)

Per l’ascolto ho però scelto la versione dell’irlandese  Fiona Kelleher (con bellissime scene portuali crepuscolari e notturne come la melodia della canzone)

Il testo è ripreso da June Tabor in I Will Put My Ship in Order dal  CD A Quiet Eye 1999, fermandosi però alla V strofa. In questa versione la ragazza indugia troppo ad aprire e il ragazzo credendosi rifiutato, ritorna alla sua nave.


I
Oh, I will set my ship in order,
And I will set it to the sea;
And I will sail to yonder harbour
To see if my love minds on me.
II
I drew my ship into the harbour,
I drew her up where my true love lay.
And I did listen all at the window
To hear what my true love did say.
III
“Who’s there, all on my window?
Who raps so loud and would be in?”
“Oh, it is I, your own true lover,
I pray you rise, love, and let me in.”
IV
Slowly, slowly rose she up
And slowly, slowly came she down,
But when she had the door unlocked
Her true love had both been and gone.
V
“Come back, come back, my own true lover,
Come back, come back, all to my side.
I never left you nor yet deceived you
And I will surely be your bride.”
(repeat first verse)
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca
e la porterò in mare
navigherò fino a quel porto
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
Guidai la mia nave nel porto,
la guidai fin dove il mio amore stava.
E mi misi in ascolto alla finestra
per sentire ciò che il mio amore diceva.
III
“Chi è alla finestra della mia finestra
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, il tuo vero amore
ti prego alzati, cara e fammi entrare”
IV
Piano, piano lei si alzò
e piano, piano scese giù
ma quando aveva la porta sbloccato,
il suo vero amore se n’era già andato
V
“Ritorna, ritorna amore mio
ritorna, ritorna da me.
Non ti lascerò e nè t’ingannerò mai
e di certo sarò tua moglie”

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Un’altra melodia però accompagna la canzone ed è quella scritta da Tony Cuffe per il gruppo di musica folk scozzese Ossian. In questa versione testuale l’indifferenza della ragazza è dovuta al rifiuto dei genitori di accogliere il ragazzo come corteggiatore. Il finale è tragico, la ragazza si getta in mare per essere stata abbandonata.

ASCOLTA Ossian –in Borders 1984

ASCOLTA Capercaillie in Choice Language 2003

ASCOLTA Catriona Evans


I
Oh, I will set my ship in order,
I will sail her on the sea;
I’ll go far over yonder border
To see if my love minds on me.
II
And he sailed East, and he sailed West,
He sailed far, far, seeking land,
Until he cam’ to his true love’s window
And he knocked loud and would be in.
III
“Oh, who is that at my bedroom window
Who knocks so loud and would be in?”
“‘Tis I, ‘Tis I, your ain true lover
and I am drenched untae my skin.”
IV
“So go and go, and ask your faither
See if he’ll let you marry me;
And if he says no, come back and tell me
And it’s the last time I’ll trouble thee.”
V
“My father’s in his chamber writing,
Setting down his merchandise;
And in his hand he holds a letter
And it speaks much in your dispraise.
VI
“My mother’s in her chamber sleeping
And words of love she will not hear;
So you may go and court another
And whisper softly in her ear.”
VII
Then she arose put on her clothing,
It was to let her true love in;
But e’er she had the door unlockit
His ship was sailing on the main.
VIII
“Come back, come back, my ain dear Johnnie,
Come back, come back, and marry me.”
“How can I come back and marry you, love?
Oor ship is sailing on the sea.”
IX
“The fish may fly, and the seas run dry,
The rocks may melt doon wi’ the sun,
And the working man may forget his labour
Before that my love returns again.”
X
She’s turned herself right roun’ about
She’s flung herself intae the sea;
“Farweel for aye, my ain dear Johnnie
Ye’ll ne’er hae tae come back to me.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca (1)
e la porterò in mare
andrò lontano verso l’orizzonte
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
E navigò a Est e navigò a Ovest
Navigò alla ricerca di terre lontane
finchè ritornò alla finestra del suo vero amore
e bussò forte per poter entrare
III
“Oh chi è alla finestra della mia camera
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, sono io il tuo vero amore
e sono inzuppato fino alle ossa (2).
IV
Allora vai, vai e chiedi a tuo padre
vedi se ti lascerà sposare con me;
e se dice no, ritorna da me a dirmelo
e sarà l’ultima volta che ti disturberò”
V
“Mio padre è nella sua stanza a scrivere
seduto accanto alla sua mercanzia
e in mano tiene una lettera
che è più di calunnie verso di te.
VI
Mia madre è nella sua stanza a dormire
e parole d’amore non sentirà;
così puoi andare e corteggiare un’altra
e sussurrare dolcemente nel suo orecchio”
VII
Allora lei si alzò e si vestì
e stava per far entrare il suo vero amore,
ma non aveva la porta sbloccato,
che la nave salpò per il mare!
VIII
“Ritorna, ritorna mia caro Johnny
ritorna ritorna e sposami”
“Come posso tornare indietro e sposarti amore?
La nostra nave è salpata in mare”
IX
“I pesci voleranno e i mari si prosciugheranno
Le rocce si fonderanno al sole
e l’uomo che lavora dimenticherà il suo lavoro
prima che il mio amore ritorni di nuovo”
X
Senza tanti indugi prese la decisione
e si gettò nel mare
“Addio per sempre, mio caro Johnny
non dovrai più ritornare da me”

NOTE
1) la frase è una metafora
2) un classico del genere: lo spasimante è infreddolito sotto la neve, il gelo o zuppo di pioggia!

FONTI
http://allanfmoore.org.uk/approcelt.pdf
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/idrewmyshipintotheharbour.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=120478

OSSIAN’S LAMENT

Ossian’s Lament, anche conosciuta come “Cumhadh Fhinn“, “Ossian’s Lament for his Father“, “Oisin’s Lament” è una melodia antica con cui si dice Ossian abbia accompagnato i suoi canti.
Ossian è un bardo leggendario dell’antica Scozia o Irlanda, paragonato ad Omero e a Shakespeare, grazie al presunto ritrovamento dei suoi poemi in Scozia. Le sue leggende si rincorrono in Irlanda, Isola di Man e Scozia, ma la sua popolarità crebbe solo nella metà del 1700 quando James MacPherson scrisse “I Canti di Ossian” affermando di aver ritrovato suoi manoscritti e frammenti nelle Highlands scozzesi, tra i quali un poema epico su Fingal, il padre, che disse di aver “semplicemente” tradotto, in realtà inventando di sana pianta: la moda ossianica divampò per tutta Europa dando vita al Romanticismo.

Ossian Singing, Nicolai Abildgaard, 1787 (by Wiki)

OISIN DEI FIANNA

Gli studiosi identificano Ossian con l’Oisin (pronunciato Osciin) guerriero dei Fianna, che visse in Irlanda secondo alcuni nel VII secolo a.C. e secondo altri nel II o IV secolo, di cui si narrano molte leggende. Suo padre era Finn Mac Coll (Fionn Mac Cumhaill) il più famoso degli eroi irlandesi e sua madre nientemeno che la dea Sadb (Sava), i due si conobbero quando lei viveva nelle sembianze di una cerva (Oisin in gaelico significa piccolo cerbiatto).
Oisin Mac Finn fu un guerriero-poeta, amante delle belle donne. Dalla sua moglie terrena Eobhir dai capelli di lino ebbe Oscar, un prode guerriero, l’ultimo comandante dei Fianna o Feniani e dalla compagna divina Niamh una figlia, Plur na mBan (il fiore delle donne), la fanciulla di Beltane.
La bella Niamh dai Capelli d’Oro figlia di Manannan ovvero il dio del Mare lo portò sulla sua Isola di Tír na nÓg (l’Altro Mondo, la Terra dell’Eterna Giovinezza), insieme vissero trecento anni che a Oisin parvero solo pochi giorni (vedi); quando ebbe il desiderio di ritornare a visitare la sua terra Niamh gli donò un cavallo, il quale magicamente lo avrebbe riportato sulla terra: ma il padre era morto da centinaia d’anni, le grandi fortezze dei Fianna erano in rovina e i luoghi che lui ricordava erano cambiati. Amareggiato, sulla via del ritorno, Oisin cadde di sella e divenne improvvisamente vecchio: i tre anni trascorsi nell’AltroMondo corrispondevano a trecento anni sulla terra!
Secondo una versione della storia Oisin non morì ma sopravvisse magicamente fino all’arrivo in Irlanda di San Patrizio, al quale ebbe modo di narrare le gesta dei Fianna, guerrieri e cacciatori della mitologia irlandese.

IL CICLO FENNIANO

Questi racconti mitologici dell’antica Irlanda vengono anche chiamati “Ciclo Ossianico” perchè si ritenne fossero stati in buona parte scritti da Ossian. Iniziano con l’ascesa di Fionn, il Biondo a capo dei Fianna e si concludono con la sua morte.
I fianna furono una milizia che conduceva incursioni guerresche per proprio conto, ma non necessariamente erano dei fuorilegge o predoni. Si trattava spesso di uomini espulsi dal clan di appartenenza, figli di re in contrasto con i padri, individui che volevano vendicare torti privati facendosi giustizia da soli, occasionalmente potevano diventare una milizia al servizio dei diversi re d’Irlanda, per i quali raccoglievano le imposte, ristabilivano l’ordine in caso di necessità, difendevano il regno dalle incursioni dei nemici.
Per essere ammesso nel gruppo ogni candidato doveva superare prove di resistenza e di agilità, ma doveva anche dimostrare di conoscere la poesia e quindi la magia e la sapienza.
I Fenniani vennero annientati dal re supremo Cairbre Mac Cormac “Lifechair” nella battaglia di Gabhra (Cat Gabhra) in cui Caibre venne ucciso da Oscar il quale morì anch’egli poco dopo per le ferite riportate.

Manifattura di Giovanni Volpato (Roma, 1785-1803) Galata morente, 1786-1789 biscuit, Collezione privata © Foto Giuseppe Schiavinotto
Manifattura di Giovanni Volpato (Roma, 1785-1803) Galata morente, 1786-1789 biscuit, Collezione privata © Foto Giuseppe Schiavinotto

L’intero ciclo presenta molte analogie con il ciclo britannico di re Artù e molto probabilmente le leggende di Finn e di Artù derivano entrambe dalla comune tradizione celtica insulare di una confraternita di cacciatori-guerrieri guidati da un formidabile capo che difendeva il reame contro le incursioni provenienti dall’esterno.

il mio amore è figlio della collina. Insegue il cervo che fugge
i suoi cani grigi ansimano intorno a lui; la corda del suo arco risuona nella foresta. (frammento Ossian)

La melodia è stata abbinata ad un testo in gaelico scozzese all’epoca delle “Highland clearances” (1750 -1880) con il titolo “Ó mo dhùthaich“: il brano contenuto nel “Folksongs and Folklore of South Uist”, 1955 è stato raccolto nell’isola di South Uist (isole Ebridi) da Margaret Fay Shawe scritto originariamente da un nativo isolano, Allan MacPhee di Loch Carnan.

Se avete un po’ di tempo per guardatevi questo reportage dall’isola..

LA MELODIA: Oran an Fheidh

“The air, according to Neil (1991), is thought to be the original melody popular in Lochaber and environs as “Oran an Fheidh” (Song of the Deer). It commemorates the legendary warrior Fingal, Ossian’s father, a brave and shrewd Highland warrior chieftain who was “a faithful friend but an awesome and unforgiving foe as was illustrated when he showed no mercy towards his nephew Diarmid, who had eloped with his beautiful Queen Grainne.” O’Neill (1913) is of the opinion that this ancient lament “makes no appeal to modern ears” and points out that old laments as a genre display much diversity in composition. Paul de Grae finds O’Neill’s air to be a near-duplicate of “Cumhadh Fion: Ossian’s Lament for his Father,” printed in The Scottish Gael, vol. 2 (London, 1831), by James Logan. ” (tratto da qui)
Secondo la leggenda Fionn non è morto realmente, ma dorme in una caverna in attesa di essere richiamato.

ASCOLTA David Tomlinson &Kate Liddell

ASCOLTA William Jackson

Ó MO DHÙTHAICH

Ascoltiamo tutto il brano nella versione del gruppo scozzese Capercaillie


I
Ó mo dhùthaich, ‘s tu th’air m’aire,
Uibhist chùmhraidh ùr nan gallan,
Far a faighte na daoin’ uaisle,
Far ‘m bu dual do Mhac ‘ic Ailein.
II
Tìr a’ mhurain, tìr an eòrna,
Tìr ‘s am pailt a h-uile seòrsa,
Far am bi na gillean òga
Gabhail òran ‘s ‘g òl an leanna.
III
Thig iad ugainn, carach, seòlta,
Gus ar mealladh far ar n-eòlais;
Molaidh iad dhuinn Manitòba,
Dùthaich fhuar gun ghual, gun mhòine.
IV
Cha ruig mi leas a bhith ‘ga innse,
Nuair a ruigear, ‘s ann a chìtear,
Samhradh goirid, foghar sìtheil,
Geamhradh fada na droch-shìde.
V
Nam biodh agam fhìn do stòras,
Dà dheis aodaich, paidhir bhrògan,
Agus m’fharadh bhith ‘nam phòca,
‘S ann air Uibhist dheanainn seòladh.


TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I
Oh my country, of thee I am thinking,
Fragrant fresh Uist of the handsome youths(1),
Where may be seen young noblemen,
Where once was the heritage of Clanranald(2).
II
Land of bent grass, land of barley,
Land of all things in plenty,
Where there are young men and youths,
A place of songs and drinking ale.
III
They come to us, cunning and deceitful,
From our homes they would entice us;
To us they praise Manitoba(3),
A cold country without coal or peat.
IV
To tell you of it I need not trouble,
For when one arrives it may be seen,
A short summer, a peaceful autumn,
And a long winter of bad weather.
V
If I was in possession of the wealth,
Of two suits of clothes and a pair of shoes,
And if the fare was in my pocket,
Then for Uist I would be sailing.(4)
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Paese mio a te penso
fragrante e fresca Uist della giovinezza(1)
dove si trova la giovane nobiltà
che un tempo fu fedele al Clanranald(2)
II
Terra di erba frusciante, terra d’orzo
terra ricca di ogni cosa
dove ci sono giovani e nobili uomini
un posto di canzoni e bevute.
III
Essi vennero da noi, con l’astuzia e l’inganno
dalle nostre case ci illusero
e ci lodarono Manitoba(3)
un paese freddo, senza carbone o torba
IV
Per raccontarti di esso, non ho bisogno di darmi tanta pena, perchè quando si arriva si può  vedere
una breve estate, un autunno tranquillo
e un lungo inverno di maltempo
V
Se fossi ricco
e avessi due vestiti eleganti e un paio di scarpe
e cibo nelle mie tasche
allora per Uist vorrei salpare(4).

NOTE
1) nel ricordo l’isola diventa Tír na nÓg (l’Altro Mondo, la Terra dell’Eterna Giovinezza) continua
2) Clan Ranald è un ramo del Clan Donald, uno dei clan scozzesi più numeroso ed articolato in numerose suddivisioni.
3) Manitoba è una provincia del Canada occidentale, nelle Praterie canadesi.
4) evidentemente il signor Allan MacPhee riuscì a ritornare nella sua amata isola e morì a Loch Caman

FONTI
https://it.wikisource.org/wiki/Fingal_poema_epico_di_Ossian/Ossian_(Giacomo_Macpherson)
http://www.cima-asso.it/2009/10/i-canti-di-ossian/
http://www.timelessmyths.com/celtic/ossian.html
https://sites.google.com/site/finscealtanaheireann/home/introduction-oisin
http://guide.supereva.it/musica_celtica_/interventi/2003/12/146119.shtml
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Cumhadh_Fhinn
http://www.ceolsean.net/content/CeolMead/Book01/Book01%208.pdf
http://terreceltiche.altervista.org/farewell-to-fiunary/ http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/ohmodhuthaich.htm
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/secondary/omodhuthaich.asp
http://www.bbc.co.uk/alba/oran/orain/o_mo_dhuthaich_s_tu_th_air_m_aire/
http://www.springthyme.co.uk/1004/cd04_04.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/38295/1
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/person/4814

AN GILLE BAN – AN T IARLA DIURACH

The Earl of Jura” (in italiano “Il Conte di Jura”) è una slow air delle isole Ebridi che ben si adatta al lament di una ragazza tradita (o non corrisposta) la quale, affranta dal dolore, invoca il riposo della tomba. Ella paragona l’indifferenza del suo innamorato ai freddi monti dell’isola di Jura  (soprannominati Paps of Jura perchè richiamano la forma dei seni femminili)

Nelle note di Fiddler’s Companion leggiamo: “Scottish, Canadian; Slow Air. Canada, Cape Breton. D Minor. Standard. One part. Angus Grant identifies the tune as the air to an old song said to have been composed by a lass who was in love with the Earl, a Campbell, although her love was unrequited. Atlantica Music 02 77657 50222 26, Lloyd MacDonald – “Atlantic Fiddles” (1994)”

On the Isle of Jura null William Daniell 1769-1837 Presented by Tate Gallery Publications 1979 http://www.tate.org.uk/art/work/T02789
On the Isle of Jura – William Daniell 1769-1837

ASCOLTA  Justyna Jablonska (violoncello) &  Simon Thacker (chitarra acustica) polacca lei scozzese lui  – in “Karmana”, 2016 (e (quando suona il violoncello cala il silenzio)

Il gruppo dei Capercaillie ha realizzato due diverse versioni dello stesso brano la prima nel 1984 con il titolo di AN T-IARLA DIURACH e la seconda nel 1995 con il titolo di AN GILLE BAN

ASCOLTA Capercaillie in Cascade 1984, (strofe I, II, III, IV) con una voce piena di pianto

ASCOLTA Capercaillie in The blood is strong 1995 (strofe I, II, IV) più arrangiata strumentalmente ma non altrettanto intensa come nella prima versione

GAELICO SCOZZESE
I
Ma’s ann ‘gam mhealladh, a ghaoil, a bha thu
Ma’s ann ‘gam mhealladh as deigh do gheallaidh
‘Se luaidh do mholaidh ni mi gu brath
Ma’s ann ‘gam mhealladh, a ghaoil, a bha thu
II
Righ, gur mise tha gu tursach
Gaol an iarla ‘ga mo chiurradh
Tha na deoir a’sior-ruith o m’ shuilean
‘S mo chridhe bruite le guin do ghraidh
Ma’s ann ‘gam mhealladh, a ghaoil, a bha thu
III
Bha mi raoir leat ‘na mo bhruadar
Thall an Diura nam beann fuara
Bha do phogan mar bhiolair uaine
Ach dh’fhalbh am bruadar is dh’fhan an cradh
Ma’s ann ‘gam mhealladh, a ghaoil, a bha thu
IV
Thig, a ghaoil agus duin mo shuilean
‘S a’ chiste-chaoil far nach dean mi dusgadh
Cuir a sios mi an duslach Diurach
Oir ‘s ann ‘s an uir a ni mise tamh
Ma’s ann ‘gam mhealladh, a ghaoil, a bha thu
TRADUZIONE INGLESE
I
If deceiving me, oh love, thou wert
If deceiving me despite thy vow(1)
Yet chant thy praise I ever will
If deceiving me, oh love, thou wert
II
Oh King, I am the sorrowful one
And the love of the Earl a-hurting me
The tears are ever running from mine eyes/And my heart is bruised with the sting of thy love
If deceiving me, oh love, thou wert
III
Last night I was with thee in my dream/Across in Jura of the cold bens(2)/Thy kisses were like the green water-cresses(3)
Fled the dream, remained the pain
If deceiving me, oh love, thou wert
IV
Come, oh love, and close my eyes
In the narrow kirst where I shall never awake
Lay me down under earth from Jura
In the grave alone is there rest for me
If deceiving me, oh love, thou wert

tradotto da Cattia Salto
I
Anche se tu, amore, mi avessi tradito
se tu m’avessi tradito nonostante i voti non smetterò mai di tessere le tue lodi, Anche se tu, amore, mi avessi tradito
II
O Re io sono colei che è addolorata
e l’amore del Conte mi ferisce
sgorgano lacrime copiose dai miei occhi
e il mio cuore è ferito dalla freccia del tuo amore
Anche se tu, amore, mi avessi tradito
III
L’altra notte ero con te in sogno
sui freddi monti di Jura
i tuoi baci erano come il fresco crescione,
svanito il sonno è rimasto il dolore
Anche se tu, amore, mi avessi tradito
IV
Vieni, amore a chiudermi gli occhi
nella piccola chiesa dove non mi sveglierò più
affidami alla terra di Jura
solo là nella tomba c’è il mio riposo
Anche se tu, amore, mi avessi tradito

NOTE
1) con vow si intendono promesse o voti tra una coppia uniti con il rito dell’handfasting
2) the Bens of Jura  ovvero Paps of Jura, sono tre montagnole raggruppate sui 2400-2500 metri nell’isola di Jura. Come riporta Saverio Sepe nel suo blog ” Una meta che vi farà immergere in questa ancestrale selvaticità della Scozia è l’isola di Jura: 200 persone, 5000 cervi, un numero variabile ma imponente di specie di uccelli.. Per chi ama il vento, per chi lo insegue in giro per il mondo, per chi si sente in armonia con questo elemento sa perché venire in questa isola. Per vedere le tre cime del Paps of Jura, un paradiso per escursionisti ad esempio.  Salendo verso le cime e guardandosi intorno si ha la sensazione di essere soli al mondo. Qui la parola panorama si trasfigura diventa qualcosa che si tocca, che si sente fisicamente. ” (qui)
3) come scrive  Kenneth MacLeod “Traditionally, watercress is regarded as both food and drink; it is said to have been the food of the pilgrims on their way to Iona” Secondo una fantasiosa credenza inglese, il crescione può rivelare il futuro a una ragazza in cerca di marito: si deve seminare una fila di crescione e una di lattuga il 24 di marzo, e stare ad aspettare, se spunta prima la lattuga, il marito sarà dolce e comprensivo, se nasce prima il crescione, l’amato sarà severo, puntiglioso, forse violento.

LA VERISIONE DI MARJORY KENNEDY-FRASER: THE BENS OF JURA

Ed ecco la versione versificata in inglese adattata musicalmente al gusto “romantico” dei tempi da Marjory Kennedy-Fraser. La traduzione dal gaelico è dell’amico e collaboratore rev. Kenneth Macleod

ASCOLTA Kenneth McKellar

Versione Kenneth Macleod
I
Like watercress(3) gathered fresh from cool streams
Thy kiss, dear love, by the Bens of Jura(1)
Cold the Bens, cold thy love as they.
Like watercress gathered fresh from cool streams.
II
Gold the morn at dawn up wingeth,
Dreams the night deep drowned in dew-mist,
And my heart reft of its own sun,
Deep lies sunk in death torpor cold and gray.
III
Like watercress gathered fresh from cool streams,
Thy kiss dear love, by the Bens of Jura
Cold the Bens, cold the mist and gray
Like watercress gathered fresh from cool streams.

tradotto da Cattia Salto
I
Come il crescione raccolto fresco dai freddi rivi
è il tuo bacio, amore mio, sui Monti di Jura, freddi i monti, così freddo il tuo amore.
Come il crescione raccolto fresco dai freddi rivi
II
Dorato il mattino sulle ali dell’alba
i sogni notturni svaniti nell’umida foschia
e il mio cuore privato del suo sole
sprofonda nel torpore della morte, freddo e grigio
III
Come il crescione raccolto fresco dai freddi rivi
è il tuo bacio, amore mio, sui Monti del Jura
freddi i monti, fredda e grigia la bruma, come il crescione raccolto fresco dai freddi rivi

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/matrimonio-celtico-storia.html
http://www.southernhebrides.com/isle-of-jura/
https://europatoursaveriopepe.wordpress.com/2015/02/24/lisola-di-jura-pura-scozia/
http://isleofjura.scot/isle-of-jura-history/
http://www.tate.org.uk/art/artworks/daniell-on-the-isle-of-jura-t02789
https://thesession.org/tunes/6096
http://tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/86670/3
http://tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/91874/3
http://tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/91355/3;jsessionid=D7F351E518D9416F6836E4C548855550

M’IONAM AIR

The Spinning Wheel, c.1855 (oil on panel)Una madre delle Highland scozzesi canta al suo bambino per tenerlo buono, mentre lei è affacendata nei lavori domestici, una ninna-nanna-canzoncina (vedi pagina dell’ARCHIVIO) : si raccomanda che cresca forte e che da grande provveda al benessere della madre.
La canzone proviene dall’immenso patrimonio dei canti in gaelico delle Isole Ebridi

ASCOLTA Capercaillie in Beautiful Wasteland 1998 (il video è molto bello)

IN GAELICO
M’ionam air a ghille bheag

Sèist:
M’ionam air a ghille bheag
Cuin a bheir e gùn dhomh?
Cuin a bheir e còt’
Agus cleoc as a’ bhùth dhomh?
M’ionam air a ghille bheag
Cuin a bheir e gùn dhomh?

Nuair dh’fhàsas e làidir
‘S a dh’fhàgas e’n dùthaich (Sèist 2x)
Bidh siùil ri croinn àrda
‘S mo ghràdhsa ga stiùireadh (Sèist)

Nuair ruigeas i na h-Innsean
Thig sìoda ‘gam ionnsaigh (Sèist)

M’ionam air a ghille bheag…

B’fhearr leam fhin gum beireadh an teile
‘N teile dhe na heireagan
B’fhearr leam fhin gum beireadh an teile
Dh’eireagan Shleit am maireach
B’fhearr leam fhin gum beireadh an teile
‘N teile dhe na heireagan
B’fhearr leam fhin gum beireadh an teile
Dh’eireagan Shleit am maireach

Gheibheadh tu fhein, a ghaoil an t-ugh
Gheibheadh tu fhein, a ghraidh an t-ugh
Gheibheadh tu fhein, a ghaoil an t-ugh
Nam beireadh na heireagan bana
Gheibheadh tu fhein, a ghaoil an t-ugh
Gheibheadh tu fhein, a ghraidh an t-ugh
Gheibheadh tu fhein, a ghaoil an t-ugh
Nam beireadh na heireagan bana

B’fhearr leam fhin gum beireadh an teile
‘N teile dhe na heireagan
B’fhearr leam fhin gum beireadh an teile
Dh’eireagan Shleit am maireach
B’fhearr leam fhin gum beireadh an teile
‘N teile dhe na heireagan
B’fhearr leam fhin gum beireadh an teile
Dh’eireagan Shleit am maireach

Gheibheadh tu fhein, a ghaoil an t-ugh
Gheibheadh tu fhein, a ghraidh an t-ugh
Gheibheadh tu fhein, a ghaoil an t-ugh
Nam beireadh na heireagan bana
Gheibheadh tu fhein, a ghaoil an t-ugh
Gheibheadh tu fhein, a ghraidh an t-ugh
Gheibheadh tu fhein, a ghaoil an t-ugh
Nam beireadh na heireagan bana


TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
My thoughts are on the little boy
Wondering when he’ll bring me a gown?
When will he bring me a coat
Or a cloak from the store?
I
When he grows strong
And leaves the country
(Chorus 2x)
II
The sails will be on the tall masts
And my love will be at the helm
III
When the ship reaches the Indies
Then silk will come back in my direction
(Chorus)
My thoughts are on the little boy…
IV
I would prefer if the other(1) would bear
The other of the pullet hens
I would prefer if the other would bear
The hens of Sleat(2) tomorrow
V
You, love, would get the egg(3)
If the fair hen would lay

TRADUZIONE ITALIANO
CORO
I pensieri vanno al mio bambino
chiedendomi quando mi porterà un vestito
quando mi porterà una giacchetta
o un mantello dal negozio?
I
Quando diventerà forte
e lascerà il paese
II
Le vele saranno sull’albero maestro
e il mio amore sarà al timone
III
Quando la nave raggiungerà le Indie
allora mi porterà la seta
(CORO)
I pensieri vanno al mio bambino
IV
Avrei preferito che l’altro portasse
l’altro portasse delle pollastrelle
vorrei che l’altro portasse
le galline di Sleat domani
V
Tu amore avrai l’uovo
se la bella gallina lo deporrà

NOTE
1) evidentemente si riferisce all’altro suo amore, il marito oppure all’altro figlio più grande che già lavora
2) Sleat è rinomata come “the garden of Skye”.
3) oh l’ovetto sbattuto con lo zucchero che un tempo le madri premurose preparavano per i loro bambini!

Loch Coruisk, isola di Skye dipinto di Sidney Richard Percy 1874

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/mionam.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/25281/1;jsessionid=7A5B417BDD8B85383D3A23837B2D3716

TAKE A LOOK AT LOCH QUOICH

Un paio di canti in gaelico scozzese conservati dalla tradizione popolare delle Highlands (dalla costa est ad ovest), Il Laird o il John di cui si parla doveva essere ben conosciuto nei pressi del Loch Quoich (nel distretto di Lochaber): un territorio collocato nel Great Glen, lungo la strada per Kinloc hourn, oggi per la buona parte disabitato adatto per i puri di cuore. Ma tanto per fare un po’ di confusione Glen Quoich è una delle principali valli del Mar Lodge Estate l’antica contea di Mar nell’Aberdeenshire; negli archivi di Tobar an Dualchais sono riportare alcune registrazioni di un canto in gaelico dal titolo “O Iain Ghlinne Cuaich” provenienti da Midlothian, o Lothian centrale.

LE ESCURSIONI
Lochaber: http://www.undiscoveredscotland.co.uk/knoydart/kinlochhourn/
Mar Lodge: http://mountaincoastriver.blogspot.it/2015/06/midsummer-snow-glen-etive-loch-quoich.html
http://www.walkscotland.com/walk21.htm

ORAN FEAR GHLINNE-CUAICH

maclise-harperUn canto bardico o come dovevano essere i canti dei bardi quando i clan erano ancora potenti o meglio quando le Highlands erano il territorio dei clan: tra i compiti del bardo c’era quello di celebrare le imprese degli eroi (e dei capi-clan) e di cantare la loro elegia funebre. Un tempo un guerriero poteva considerare la sua vita non vissuta invano, solo se un bardo narrava della sua storia, perciò preferiva una vita breve ma gloriosa, tale da meritare di essere tramandata (della serie anche i celti  avevano il loro Achille ). Per un guerriero, l’onore rappresentava tutto; un uomo si valutava in base ad esso, e, difatti, uno degli strumenti più pericolosi nella società celtica era la satira, un particolare canto dei poeti che, deridendo un uomo, ne causava l’allontanamento dalla società. Ogni guerriero era tenuto a difendere, a prezzo della vita, il suo onore, insieme a quello del suo clan.

IL GUERRIERO CELTA

Ecco come li descrive il greco-siciliano Diodoro Siculo, vissuto nell’ultimo secolo prima della nascita di Cristo ,  che presumibilmente deve aver incontrati i Celti in uno dei suo viaggi  (ma forse era solo un bibliotecario che si è limitato a riscrivere quanto già scritto in altri libri)
I Galli sono di taglia grande, la loro carne è molle e bianca; i capelli sono biondi non solo di natura, ma si industriano ancora a schiarire la tonalità naturale di questo colore lavandoli continuamente all’acqua di calce. Li rialzano dalla fronte verso la sommità del capo e verso la nuca… con queste operazioni i loro capelli si ispessiscono al punto da somigliare a criniere di cavalli. Alcuni si radono la barba, altri la lasciano crescere con moderazione; i nobili conservano nude le guance ma portano dei baffi lunghi e pendenti al punto che coprono loro la bocca… Si vestono con abiti stravaganti, delle tuniche colorate dove si manifestano tutti i colori e dei pantaloni che chiamano braghe. Vi agganciano sopra dei sai rigati di stoffa, a pelo lungo di inverno, e lisci d’estate, a fitti quadrettino colorati di tutte le gradazioni. (Biblioteca Storica, V, 28-30)

Una buona fonte di informazioni ci viene dai ritrovamenti archeologici delle tombe cosiddette dei Principi (ricchi tumuli funerari dell’età del Ferro disseminati un po’ in tutti i territori abitati dai Celti) e anche da Giulio Cesare al tempo della conquista romana della Gallia. I guerrieri dei Galli (o Celti continentali stanziati nell’attuale Francia) indossavano tunica di cuoio o di stoffa tinta con vari colori, pantaloni (anche questi operati), mantello in tartan (il plaide scozzese) fermato da una fibula (una grossa spilla) e stivali. I cavalieri  al tempo di Cesare potevano fare uso di corazze di cuoio bollito a spessi quadrotti e presumibilmente furono i Celti a realizzare  le prime cotte di maglia (armature formate da anelli di ferro intrecciati), che ebbero così tanta fortuna per tutto il medioevo europeo.

ASCOLTA Margaret Stewart & Allan MacDonald in Colla Mo Rùn 2001

Faigh an t-searrag-sa mun cuairt
Lìon an àird gu bàrr a’ chuach
Deoch slàinte fear Ghlinne-Cuaich
‘S gun éireadh buaidh gach latha leis
Latha dhomh ‘s mi muigh air chuairt
Thachair orm fear Ghlinne-Cuaich
Làmh a dhiòladh dhòmhs’ an duais
‘S gun d’fhuair sin rud an latha sin
Ceist nam ban o thìr nam bó
Far Strath Chluainidh ghorm an fheòir
Far an d’fhuair thu d’àrach òg
‘S gun cùnnte móran aighean dhut
Bu tu ceann-uidhe nam bàrd
Na fìdhlearan ‘s luchd nan dàn
Nuair a shìneadh tu do làmh
Gum b’àilteachadh leam crathadh dhith
Nuair a dheidheadh tu bheinn a’ cheo
Dh’iarraidh fàth air damh na cròic
Air do shùil cha laigheadh sgleò
‘S bu sheòlta dol ‘s an amharc thu
‘S tric a leag thu màthair laoigh
‘S a choille ghuirm air a taobh
Eilid bhinneach nan cas caol
Is coileach fraoich ‘s a chamhanaich
Nuair a dheidheadh tu bheinn na stùc
Le do ghunna ‘s le do chù
Nuair a lùbadh tu do ghlùin
Gun ùmhlaicheadh na h-aighean dhut
‘S truagh nach d’ thachair dhomh bhi ‘m bhàrd
A thogadh do chliù an àird
Dheanainn innse dhuibh nam dhàn
Gur mac a dh’fhàs mar d’athair thu
‘S dé dheanadh do mhàthair chòir
An fhuil uasal dh’fhàs gun phròis
Mura tachradh ort té mhór
Aig am biodh stòr nach caitheadh i
‘S faigh an t-searrag-sa mun cuairt
Lìon an àird gu bàrr a’ chuach
Deoch slàinte fear Ghlinne-Cuaich
‘S gun éireadh buaidh gach latha leis
TRADUZIONE INGLESE (tratto da qui)
Get this bottle ‘round
And fill the cup up to its brim
A health to the laird of Glen Quoich (1)
And may his be the victory every day
One day as I walked out
I met the laird of Glen Quoich
His, the hand to dispense rewards to me(2)
And we got something(3) that day
Darling of the women from the land of the cattle
From green Strath Cluaine(4) of the grass
Where you were brought up
And you owned many heifers
To you the bards traveled
And fiddlers and singers
When you stretched out your hand
A shake of it gave me delight
When you went to the misty mountain
To try for a shot at the antlered stag
Your eye would not lose its keenness
And you were cunning at watching them
Often you felled a fawn’s mother
In the green wood on her side
The delicate slender-legged hind
As well as the grouse at twilight
When you went to the steep mountain
With your gun and your dog
When you bent your knee(5)
The hinds would yield to you
It’s a pity I didn’t happen to be a bard
Who could sing your praises
And I’d tell you all in my song
That you are a son like your father
And what would your mother do
She of the noble blood without conceit
If you didn’t chance on a high-born girl(6)
With unlimited wealth
Get this bottle ‘round
And fill it to its brim
A health to the laird of Glen Quoich
And may his be the victory every day

NOTE
1) ci sono tre alternative per collocare la località
2) letteralmente: la mano che mi elargiva ricompense
3) presumo si riferisca alla caccia, letteralmente: e noi prendemmo qualcosa
4)Tomdoun is a small hamlet found along a former drove road which branches off the A87 at Loch Garry. Strath Cluanie can be found to the north of Tomdoun.
5) per prendere la mira con l’arco
6) vien da presumere da questa strofa che il bardo stia tessendo le lodi del Laird durante il banchetto nunziale

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (dall’Inglese)
Prendi questa bottiglia e riempi la coppa fino all’orlo alla salute del signore del Glen Quoich che la vittoria gli arrida ogni giorno. Un giorno ero fuori e incontrai il Signore del Glen Quoich, il mio mecenate(4), e facemmo una buona caccia. Amato dalle donne dalla terra del bestiame dal Strath Cluaine verde d’erba dove sei cresciuto e possedevi molte giovenche. Pronti al tuo cenno i bardi erranti e i violinisti e cantanti, che delizia! Quando andavi alla montagna delle nebbie per cacciare il cervo dai palchi il tuo occhio non perdeva la sua perspicacia e tu eri lesto nel vederli. Spesso hai abbattuto la madre di un cerbiatto nel bosco più profondo, come pure la cerva dal piè veloce e anche , al crepuscolo, il gallo cedrone . Quando andavi sulla ripida montagna con le armi e i cani, ti mettevi in ginocchio(4) e le cerve cadevano ai tuoi piedi. Peccato che non mi sia capitato di essere un bardo per cantare le tue lodi, avrei narrato le tua gesta nelle mie canzoni dicendo che tu sei il degno figlio di tuo padre. Cosa farebbe tua madre dal nobile lignaggio, se non ti sposassi con una fanciulla d’alto lignaggio e dalla ricchezza illimitata? Prendi questa bottiglia e riempi la coppa fino all’orlo alla salute del signore del Glen Quoich che la vittoria gli arrida ogni giorno.

IAIN GHLINN ‘CUAICH

(tanto per fare un esempio)

In questa versione è una donna a cantare il suo amore per il bellissimo John di Glen Quoich (ovunque Quoich si trovi), ma il canto non è di gioia perchè la donna è stata appena lasciata (il bello ha troncato la relazione senza darle spiegazioni o conforto); eppure la donna è certa di essere lei in torto poiché egli è perfetto sotto ogni punto di vista, così gli augura ogni bene e di trovare presto un’altra donna migliore; immagino ci sia una punta di malizia nell’espressione finale, come se lei lo mandasse a ..  prendersi la donna che si merita (invece che a prendersi la donna che se lo merita)!! (o almeno questa sfumatura è quella più appropriata per le donne di oggi)

ASCOLTA Capercaillie in Sidewaulk 1993 l’interpretazione di Karen Matheson rispecchia in pieno il sentimento della donna abbandonata è soprattutto un sussurro che viene dall’anima

O Iain Ghlinn’ Cuaich, fear do choltais cha dual da fas,
Cul bachlach nan dual ‘s e gu camlubach suas gu bharr,
‘S i do phearsa dheas ghrinn a dh’fhag mi cho tinn le gradh,
‘S nach’ eil cron ort ri inns’ o mhullach do chinn gu d’sail.

Ach an trian dhe do chliu cha chuir mise, a ruin an ceill,
‘S caoimh’ faiteal dhe d’ghnuis na ur choille fo dhruchd ri grein,
Gum b’ e miann mo dha shuil a bhith sealltainn gu dluth ad dheidh,
‘S math a b’airidh mo run-s’ air ban-oighre a’ chruin fo sgeith.

Iain, Iain, a ghaoil, cuim’ a leig thu me faoin air chul,
Gun ghuth cuimhn’ air a’ ghaol a bh’againn araon air tus?
Cha tug mise mo speis do dh’fhear eile fo’n ghrein ach thu,
Is cha toir as do dheidh gus an cairear mo chre ‘san uir.

Ged a chinn thu rium fuar, bheil thu, Iain, gun truas ‘s mi ‘m chas,
‘S a liuthad la agus uair chuir thu ‘n ceill gum bu bhuan do ghradh?
Ach ma chaochail mi buaidh, ‘s gun do choisinn mi t’fhuath na t-fhearg,
Tha mo bheannachd ad dheidh, ‘s feuch an tagh thu dhuit fhein nas fhearr.

TRADUZIONE  INGLESE (tratta da qui)
Oh John of Glencuaich it does not seem right that you should be so beautiful,
Your tresses, in ringlets, are tightly curled to the tips(1),
Your upright handsome appearance has left me love-sick, And you are faultless from head to heel.
But, my love, I cannot relate one third of your merits
Your presence is more refreshing than the sun-kissed dew-bedecked young trees,
I long to have you always within my sight,
My beloved is well worthy of defending a royal heiress.
John,

John my love, why did you abandon me so completely,
Without any reminder of the mutual love we once shared,
I have never loved any other man on earth but you,
Nor will I ever love anyone else ‘til my body is interred in the soil.

Although your feelings towards me have turned cold,
Are you, John, without pity for me in my plight,
When you so often declared your undying love for me
But if I have so changed in character that I have earned your hatred and anger.
My blessings still go with you, and if you can, try to choose someone better.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Oh John of Glen Quoich non mi sembra giusto che tu possa essere così bello
i tuoi capelli, in boccoli, sono un rigido intreccio(1)
la tua postura bella dritta mi ha lasciato il mal di cuore, tu sei perfetto dalla testa ai piedi.Ma amore mio non posso che descrivere una misera parte dei tuoi meriti
sei più rinfrescante della rugiada baciata dal sole che ingioiella gli arbusti(2)
voglio averti sempre sotto gli occhi
il mio diletto è ben degno di difendere una principessa

John amore mio, perchè mi hai  lasciata in tronco
senza alcun ricordo del reciproco amore un tempo condiviso,
non ho mai amato un altro uomo sulla terra, te solo
ne mai amerò un altro finchè il mio corpo sarà sepolto nella terra.

Sebbene i tuoi sentimenti verso di me si siano raffreddati
sei tu, John, senza compassione per me nella mia condizione,
quando così spesso mi dichiaravi il tuo eterno amore,
ma se io non sono così mutata nel carattere da aver meritato il tuo odio e la tua collera,
le mie benedizioni siano ancora su di te, e se ci riesci, cerca di scegliere un’altra migliore.

NOTE
1) la descrizione dei dreads celtici!! I dreadlocks o dreads (Jata in Hindi, o erroneamente chiamati rasta) sono formati aggrovigliando i capelli su se stessi, e si possono ottenere in diversi modi, uno dei quali sta nel non pettinarsi per lungo tempo: in questo modo si formeranno dei locks (nodi) che con il tempo sarà impossibile sciogliere. La parola dreadlock non possiede una traduzione precisa. Sappiamo che dread, in inglese, è un sostantivo che significa “paura”,”timore”, mentre lock significa “bloccare” o, più precisamente, “intrecciare”, poiché i dredlocks sono delle vere e proprie trecce di capelli. Il termine, pertanto, potrebbe voler dire “intrecciare con timore” (sottinteso “di dio”, in quanto nata come pratica religiosa) o, più liberamente, “rigido intreccio”. (grazie wikipedia)
2) sembra di leggere un sonetto di Shakespeare

Ascoltiamola anche in questa versione strumentale di Gavin Whelan

FONTI
“I celti” per la Mostra I celti a Palazzo Grassi – Venezia 1991
http://www.celticlyricscorner.net/stewart/oran.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/iain.htm
http://www.margaretstewart.com/about-margaret.html

THA SEATHAN AN-DIUGH NA MHARBHAN

‘Seathan Mac Rìgh Eireann’ (John il figlio del Re d’Irlanda) è un canto molto antico, in origine un lamento funebre (Cumha Sheathain = Lament For Shehan) poi diventato una waulking song (vedi), largamente diffuso per le Highlands e le Isole della Scozia è ancora cantato anche se solo parzialmente nelle Isole Ebridi. Sebbene nel titolo ci si riferisca ad un figlio del re d’Irlanda il gaelico utilizzato è quello scozzese e non irlandese, gran parte del testo è stato trascritto nell’imponente opera di Alexander Carmicheal e occupa alcune pagine richiedendo un’ora intera  per arrivare fino alla fine.

GAELIC LAMENT

compiantoUna slow air particolarmente triste e malinconica  è la melodia di una commemorazione funebre, officiata nella tradizione celtica dalle donne, e cantata da dalle “prefiche” professioniste durante i riti di sepoltura. Tale ruolo era svolto in epoca Alto-Medievale dal bardo celtico ovvero  l’erede delle tecniche del canto proprie della tradizione sciamanica paleo-mesolitica, che secondo alcuni studiosi di antropologia era ampiamente praticata dalle popolazioni “europee”.
Tali lamenti sono spesso attribuiti alla moglie del guerriero morto eroicamente in battaglia e seguono un andamento tutto sommato già codificato e tradizionale, ad esempio nel mondo classico greco la donna esprime la preoccupazione per sé e soprattutto per il figlio unitamente al desiderio di morire, i ricordi del passato ma anche visioni del futuro.
Nella tradizione irlandese del caoineadh, la lamentazione funebre ritualizzata, rimasta praticamente immutata fino alla prima metà del secolo scorso, domina ” l’amarezza per la perdita, la celebrazione del valore del defunto, il desiderio di rivincita se la morte è ritenuta ingiusta o peggio causata ingiustamente. Ed è anche per questo che la Chiesa vedeva nel caoineadh una pericolosa forma di allontanamento dai precetti cristiani, tanto che, nel corso del XIX sec. la ricusa della Chiesa cattolica si avvicina a quella della Chiesa protestante.
La prefica è tanto il simbolo che l’agente attivo della transizione del defunto nell’Aldilà e della sua integrazione fra gli antenati. Lo fa attraverso la recitazione ritualizzata  della lamentazione. Si tratta di un rito di riconciliazione tra il defunto e la sua famiglia, ma anche tra il defunto e la comunità. Questa riconciliazione avviene attraverso l’espressione, in forma poetica, delle lodi per il defunto e del dolore per la sua perdita, ma anche del riconoscimento delle ingiustizie da lui subite e, quando le circostanze lo richiedono, della sua genealogia. Egli è in grado di sentirla e questo è un aspetto di non poca importanza poiché, nella tradizione irlandese, il defunto possiede la capacità di sentire fino al momento in cui il sacerdote non abbia gettato tre palate di terra sulla sua bara…
Il caoineadh, recitato come s’è detto da prefiche professionali, è spesso improvvisato nell’atto di recitarlo, ma l’improvvisazione avviene secondo una complessa tecnica codificata. Questa modalità non è dissimile dall’improvvisazione codificata nella musica classica indiana. In genere la lamentazione viene dedicata a un membro maschio della famiglia. Tuttavia, accanto alla parte improvvisata, v’è una consistente parte che viene memorizzata e tramandata oralmente. Questo richiede alla prefica, che molto spesso è illetterata e in genere appartiene ai ceti più bassi, eccezionali doti di improvvisazione poetica, ma anche di eccezionale memoria.
In occasioni più solenni, o di personaggi particolarmente importanti, le prefiche possono essere più d’una, ma una sola conduce e controlla l’esperienza della lamentazione, mentre le altre fanno da coro alla fine di ogni strofa, emettendo un suono gutturale: och, ochòn o ul-lu-lu, simile quindi al greco eleleu. Il metro rosc usato nel caoineadh è, come s’è detto, antichissimo ed è certo da ricollegarsi alla tradizione dell’eulogia propria dei filìd, i druidi poeti, o bardi, poiché, nella sua forma più nobile ed elevata, la poesia bardica e l’esercizio della parola erano strettamente interconnessi nel tipo di metro usato, al contenuto e alla circostanza. In antico infatti, era compito dei bardi di corte levare il compianto per il nobile capo, mentre successivamente a questa pratica si unisce e poi si sostituisce la figura della prefica. (tratto da qui)

Il canto, accompagnato dall’oscillazione ritmica del busto, ha un andamento quasi ipnotico che porta il cantore in uno stato di trance. Come già detto all’inizio del brano si conoscono molte versioni, più che altro sono frammenti tramandati tradizionalmente di un più ampio lamento funebre (di cui anticamente si contavano un centinaio di strofe o più).
Lo schema è quello tipico delle waulking song con il primo coro ripetuto seguito da un verso chiuso dal secondo coro. Il verso è ripreso nella seconda strofa in cui si introduce il secondo verso sempre intercalato ai due cori.

Molte sono le registrazioni sul campo raccolte nelle Isole Ebridi
Tha Seathan An-diugh na Mharbhan: http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/25880/1
Cumha Sheathain:
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/94370/1
Seathan Mac Rìgh Èireann:
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/21240/1
come pure le registrazioni da parte di musicisti professionisti o semi-professionisti

ASCOLTA su Spotify Catherine-Ann MacPhee: Seathan


Seisd 1: Hù rù o na hi òro
Tha Seathan an-diugh na mharbhan
Seisd 2: Na hi hò hùg òro
Sgeul as olc le luchd a leanmhainn
Sgeul is ait le luchd a shealga
Naidheachd a bha dhomhsa searbh dhe
‘S mairg thuirt riamh rium gum b’e bhean dhubhach mi
Bean bhochd chianail chràiteach dhubhach mi
Bean bhochd a thug spèis dha buidheann mi
Piuthar do Fhionn ‘s do Niall Buidhe mi
‘S minig a chuala ‘s nach do dh’innis e
Gu robh mo leannan-sa am Minginis
Nam bitheadh e sin, ‘s fhad o thigeadh e


ASCOLTA
su Spotify Maggie MacInnes
ASCOLTA Flora Mac Neil
in “Orain Floraidh”: Seathan Mac Rìgh Eireann
In her sleeve note Floraidh states that she acquired this song from the singing of a cousin of her mother’s, Mary Johnstone, and that Mary sang this as a lament. Floraidh also informs us that in Carmichael’s “Carmina Gadelica”, this song is listed as a waulking song. Floraidh sings it as a lament. Tender, intimate, it is a giant of a song that recollects the life joys of one who now mourns. (tratto da  qui)

Hu ru o na hi ho ro
Tha Seathan an diugh na mharabhan
Na hi ho, ho ro hug o ro o
Sgeul ’s olc le fearaibh Alba
Sgeul ’s aite le luchd an t-sealga
Bannsa Seathan a falbh Slèibhte
Mise lag ’s easan treubhach
Cota ruadh mu leth mo shlèisne
’S iomadh beinn is gleann a shuibhal sinn
Bha mi ’n Ile, bha mi ’n Uibhist leat
Bha mi ’n i na cailleacha dubha leat
Bha mi’n Sleibhte nam ban buidhe leat
Bha mi ’n Eirinn an Coig Mhumha leat
Dh’èist mi n’ Aifrionn ’s a Chill Chumha leat
Mac mo righ o Thir Chonaill thu
Seathan, Seathan mo ghille grèine,
Och dham dheòin gun do ghlachd an t-eug thu
Dh’fhàg siud mise dubhach deurach
Cha toirinn do lagh na Rìgh thu
Cha toirinn dhan chro naoimh thu
Cha gheitinn do Mhoire Mhìnn thu
Air eagal ’s an cailinn fhìnn thu

TRADUZIONE INGLESE
Seathan(1) today is dead
A sad tale to the men of Scotland
A sad tale to his followers
A joyous tale to his pursuer
I and Seathan crossing  mountain
I was weak but Seathan was strong
A russet coat around my thigh
Many a glen and ben we travelled
I was in Islay and in Uist with you
I was in Iona of the nuns(2) with you
I was in Sleat (3)of the yellow haired women with you
I was in Ireland in the Province of Munster with you
I heard Mass in Cill Chumha with you/You were son of the King of Tir Chonail(4)
Seathan my brightness of the sun
Woe is me that death has caught you
And that has left me sad and tearful
I would not give you to law or king
I would not give you to the Holy Rood (5)
I would not give you to the gentle Mary
For fear that I would lose you myself.
tradotto da Cattia Salto
John stanotte è morto
una triste notizia per gli scozzesi
una triste notizia per i suoi compagni, un’allegra notizia per il suo inseguitore. Io e John attraverso le montagne, ero stanca ma John era forte, una giubba rossa fino alla coscia, superammo più di una valle,
ero a Islay e Uist con te,
ero a Iona delle monache con te;
ero a Sleat delle donne bionde
con te
ero in Irlanda nella provincia del Munster con te,
ho sentito la messa a Cill Chumha con te;
eri il figlio del re di Tir Chonail,
John mio sole luminoso,
mio è il dolore da quanto la morte ti ha catturato, e mi ha lasciato triste e piangente, non vorrei darti al giudice o al re,
non vorrei darti alla Santa Croce
non vorrei darti alla dolce Maria,
perché temo di perderti

NOTE
1) Seathan (Eòin, Iain, Seon) nome proprio maschile equivalente a John, Ian
2) nell’isola di Iona si stabilì nel 1200 non solo un monastero maschile ma anche una comunità di suore agostiniane, le suore indossavano abiti neri che vennero chiamate in gaelico “cailleach Dhubh
3) isola di Skye
4) Tír Ċonaill = la Terra di Conall inglesizzato in Tyrconnell era un regno d’Irlanda (Nord-Ovest) rimasto indipendente fino al 1601 equivalente grosso modo alla contea del Donegal (anche se ben più vasto); il regno venne istituito nel V secolo da un figlio di Nial dei Nove Ostaggi (in inglese Niall of the Nine Hostages) e governato dal clan O’Donnell fino alla Fuga dei Conti
5) Holyrood Palace, fondato come monastero da Davide I nel 1128, è stato adibito a residenza principale dei sovrani di Scozia a far data dal XVI secolo. Il palazzo è ubicato ad Edimburgo alla fine del Royal Mile. (da Wikipedia)

 

Chuir M’athair Mise Dhan Taigh Charraideach (Skye Waulking Song)

Questo secondo titolo, una waulking song dell’Isola di Skye, si può considerare una parte del Cumha Sheathain, anche se il testo parla di una fuga d’amore..

ASCOLTA Joan Mackenzie

ASCOLTA ben tre versioni con Karen Matheson


Seisd 1 Hi ri huraibhi o ho
Chuir m’athair mise dha’n taigh charraideach
Seisd 2: O hi a bho ro hu o ho
‘N oidhche sin a rinn e bhanais dhomh
Gur truagh a Righ nach b’e m’fhalairidh
M’an do bhrist mo lamh an t-aran dhomh
M’an d’rinn mo sgian biadh a ghearradh dhomh
Sheathain chridhe nan sul socair
Tha do bhata nochd ‘s na portaibh
Och, ma tha, chaneil i socair
O nach roch(2) thu, ghaoil, na toiseach.


TRADUZIONE INGLESE
My father sent me to the house of sorrow(1)
that night he held my wedding for me
what a pity, O king, that it wasn’t my funeral party,
before my hand broke the bread for me
before the knife cut my food for me
beloved Seathen of my calm eyes
your boat tonight is in port
oh if it is it won’t be calm
Oh that you weren’t, my love, in her bow.

tradotto da Cattia Salto
Mio padre mi ha dato un grande dolore
quella notte che ha combinato il mio matrimonio per me. Che peccato o Re che non fosse la festa del mio funerale, prima che la mia mano spezzi il pane
e il coltello tagli il cibo per me,
amato John dagli occhi dolci,
la tua barca stanotte è nel porto,
se così è, non ci sarà calma,
se non ci sarai tu amore mio a prora

NOTE
1) house of sorrow è a volte l’eufemismo per indicare un bordello, in questo contesto il significato è: My father caused me great distress
2) Should be ‘robh’ not ‘roch’= Oh, weren’t you, love, the first and foremost

FONTI
Journal of the Folk-Song Society, 16 (1911) [The Frances Tolmie Collection], 207-208.
Songs of the Hebrides pubblicato da Marjory Kennedy-Fraser e Kenneth MacLeod.  Vol. 2.  London: Boosey and Co., 1917, pp. 73-79.
Carmina Gadelica.  Vol. 5.  pubblicato da Angus Matheson.  Edinburgh: Oliver and Boyd, 1954, pp. 60-83.
http://ontanomagico.altervista.org/sciamani.html#
http://www.continuitas.org/texts/benozzo_lachrymae.pdf http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/chuirmathairmisedhantaighcharraideach.asp http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/seathan.asp http://www.celticlyricscorner.net/macneil/seathan.htm http://carmichaelwatson.blogspot.it/2011/08/song-narrative-of-seathan-mac-righ.html http://www.folkmusic.net/htmfiles/inart592.htm http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/anon6.htm
http://www.parametermagazine.org/seathan.htm

DOMHNALL (BLACK DONALD)

Black Donald, Domnall Dubh, Donal Dubh, Mor A’Cheannaich sono titoli simili per un antica melodia scozzese proveniente dalle Isole Ebridi: la stessa melodia è anche interpretata come mouth music (puirt a beul) con un testo simile pur nelle varie versioni: il matrimonio di Donald e Morag.  Ho già trovato parte della storia in una canzone famosa su Rathlin Island (Donal agus Morag vedi) in cui si celebrava un matrimonio in terra irlandese (o meglio su  un isoletta a metà strada tra la costa settentrionale irlandese e la Scozia) e anche in questa versione scozzese sembra si parli sempre degli stessi due sposi: Donald MacDonald dai capelli neri che chiede in sposa Morag la figlia di un mercante (di certo molto facoltoso).
Resta il dubbio su chi sia Donald, non certo il diavolo anche se in Scozia Black Donald (in gaelico scozzese: Domhnall Dubh o Domnuill-dhu) è appunto un eufemismo per il diavolo, più probabilmente  un personaggio importante del Clan MacDonald.

highland-wedding

STRATHSPEY MELODIA E DANZA DELLA SCOZIA

Si tratta di uno Strathspey ossia una melodia per danza tipicamente scozzese che sembra sia originaria dalle valli del fiume Spey. Si tratta di un reel molto più lento (per semplificare si potrebbe dire che lo strathspey sta al reel come il valzer lento sta al valzer)

ASCOLTA La Lugh in “Senex Puer” – 1998

“La strathspey è una danza in 4/4, piuttosto vivace e caratterizzata dal ripetersi di una nota breve seguita da una nota puntata : questo viene chiamato Scotch snap (curiosamente è detto anche ritmo lombardo!) e tradizionalmente viene suonato esagerando il ritmo per enfatizzare l’espressione musicale. L’esempio più famoso è nella melodia Auld Lang Syne che spesso si sente cantare in occasione del Capodanno o in molte manifestazioni musicali scozzesi.
Di solito questa danza è molto veloce, anche se è più solenne di altre danze scozzesi come le hornpipes o le gighe, ed è quasi sempre abbinata ad un reel, che è in 2/2 e rilascia la tensione ritmica creata durante la strathspey.
Secondo un’ipotesi affascinante il ritmo di questa danza riproduce il ritmo della lingua Gaelica scozzese. Quando alla melodia era abbinato il testo si tramandava anche lo stile del canto: anche qui il ritmo ha la precedenza e costringe ad un alternarsi di sillabe corte seguite da sillabe lunghe che è quasi innaturale, ma deve essere esattamente così perchè la danza funzioni.
Queste danze furono originariamente composte per essere suonate col violino, che con una tecnica particolare dell’archetto può riprodurre lo “Scotch snap”; in seguito molte strathspey piu’ recenti furono composte nel XVIII e nel XIX secolo da William Marshall e James Scott Skinner” (tratto da qui)

COS’È LO SCOTCH SNAP?

Tutto chiaro no?

ASCOLTA Capercailliein “The Blood is Strong” 1988

GAELICO SCOZZESE
I (x2)
Domhnall dubh an Domnallaich
A nochd an tòir air Mór a’ Cheannaich
Domhnall dubh an Domnallaich
A nochd an tòir air Móraig
CHORUS
bhi à bhi
Sìn do làmh a Mhór a’Cheannaich
I bhi a bhi ù bhi à bhi
Sìn do làmh a Mhórag
I bhi a bhi ù bhi à bhi
Sìn do làmh a Mhór a’Cheannaich
Domhnall dubh an Domnallaich
A nochd an tòir air Móraig
II (x2)
Tha ru’bheag u dhìth orm
A dh’fheumainn fhìn mun dèanainn banais
Tha ru’bheag u dhìth orm
A dh’fheumainn fhìn mu’m pòsainn
III (x2)
Dhannsainn is ruidhleadh mi
Air oidhche banais Mór a’Cheannaich
Dhannsainn is ruidhleadh mi
Air oidhche banais Mórag

TRADUZIONE INGLESE
I
Black-haired Donald MacDonald
Is tonight chasing after
the merchant’s daughter
CHORUS
I bhi a bhi ù bhi à bhi
Give me your hand,
daughter of the merchant
II
Black-haired Donald MacDonald
Is tonight chasing after Morag
There are many things which I need
Before I can have a wedding feast
There are many things which I need
Before I can get married
III
I danced and reeled
On the night of the merchant’s daughter’s wedding
I danced and reeled
On the night of Morag’s wedding
tradotto da Cattia Salto
I
Donald MacDonald dai capelli neri stasera corteggia
la figlia del mercante,
CORO
Vocaboli non-sense
Sposami
figlia del mercante!
II
Donald MacDonald dai capelli neri stasera corteggia Morag
Ci sono molte cose di cui ho bisogno prima che ci possa essere la festa di nozze, ci sono molte cose di cui ho bisogno prima che io possa sposarmi.
III
Ho ballato gighe e reel
nella notte del matrimonio della figlia del mercante,
ho ballato gige e reel
nella notte delle nozze di Morag

continua seconda parte

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/domhnall.htm https://thesession.org/tunes/2679

“BOTH SIDES THE TWEED” WITH HONOUR

Nel 1817 James Hogg (1770 – 1835) ebbe l’incarico dalla “Highland Society of London” di raccogliere i canti giacobiti a cavallo del Settecento, uno scorcio della storia della Scozia tra il 1689 e il 1746. Hogg trascrisse quelli che si tramandavano nelle campagne, e probabilmente molti li “riscrisse” o li compose ex-novo; così  per “Both sides the tweed“: il testo è centrato sullo sdegno verso i politicanti corrotti che hanno ceduto la sovranità della Scozia al Parlamento Inglese (Act of Union più comunemente l’Union Jack del 1707) nonostante lo scontento popolare: i 45 deputati e una manciata di pari scozzesi dovettero recarsi a Londra per unirsi ai 516 deputati e 90 pari inglesi (ma del resto la popolazione inglese è di circa 5 volte quella scozzese). Gli affari scozzesi vennero affidati ad un Segretario di Stato che operava nel Gabinetto di Governo britannico. Solo la chiesa presbiteriana scozzese (la kirk) restò autonoma e distinta da quella anglicana.

UNION JACK

Già Robert Burns aveva denunciato l’Unione come un accordo commerciale e i parlamentari scozzesi “comprati e venduti in cambio dell’oro inglese” (vedi) ma la questione più spinosa fu anche la successone alla Corona affinchè fosse sempre il ramo protestante della dinastia Stuart a regnare. Alla fine l’ultimo cattolico degli Stuart a rivendicare la corona fu il “Bonnie Prince Charlie” che trovò la sconfitta a Culloden e con lui i clan Highlanders che lo sostenevano: la ritorsione fu dura e drastica con l’interdizione alla Scozia di manifestare la propria identità culturale. (vedi)

LA DEVOLUTION

Nel 1979 l‘SNP (lo Scottish National Party) riuscì ad organizzare un referendum per la formazione di un parlamento scozzese che non raggiunse il quorum. In quell’occasione Dick Gaughan riscopre il brano di Hogg, lo riscrive in minima parte e ci mette la sua melodia, per rivendicare ancora una volta il diritto all’autonomia come l’unico modo per riportare rispetto reciproco tra i popoli d’Inghilterra e della Scozia.

Finalmente nel 1997 con un secondo referendum sulla devolution viene restaurato il Parlamento Scozzese, dotato di autonomia legislativa in merito alla sanità, l’educazione e, in modo parziale, al welfare. Il referendum secessionista del settembre 2014 ha visto invece  poco più della metà degli Scozzesi votare per il “No”, e sebbene il si abbia stravinto nelle città di Dundee, Aberdeen e Glasgow e nel Border, Edimburgo e le Highland sono state “unioniste” (la media ha portato al no il 55,3% dei voti). Anche dietro a questo referendum c’erano forti interessi economici come nel 1707 (riguardanti lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio nel Mare del Nord), ma le promesse strappate al primo ministro britannico David Cameron sono state viste dai più come una parziale vittoria (ma sono veramente finiti i tempi delle promesse inglesi puntualmente disattese?): devolution, maggiore autonomia fiscale e politica sui temi di carattere nazionale stanno attendendo un’attuazione.

GUIDA ALL’ASCOLTO
Andrew Kuntz nel suo Fiddler’s Companion scrive “this tune appears in nearly all old collections of British songs and ballads, beginning with Allan Ramsay’s “Gentle Shepherd” (1725) and its popularity continued through the latter part of the 18th century. As an instrumental piece, it also appears in numerous publications in England and Scotland, for instance, to name the earliest appearance, in Adam Craig’s “Collection of the Choicest Scots Tunes (1730)“.

Dick Gaughan nel suo album d’esordio “Handful of Earth” (1979) inserì questo brano e siccome non gli piaceva la melodia originale ne scrisse un’altra facendo delle lievi modifiche di alcuni versi per renderli più attuali. Così scrive nel suo sito: ‘The tune has been the subject of some speculation and argument. So far as I am aware, I actually composed it and am highly flattered by the presumption that it is traditional, with people claiming to have known it for several decades, if not centuries.
‘For one writing songs in a ‘traditional’ genre, this is the highest compliment imaginable. Like all tunes composed within any aesthetic, it is inevitable that it has similarities to and contains phrases and quotes from earlier tunes. However, if someone can provide a printed or recorded source to prove the existence of this tune prior to 1979 then I’d be delighted to acknowledge that I unconsciously used a traditional tune.’

ASCOLTA Dick Gaughan per Transatlantic Sessions (1995/6)

Mary Black in Collected 1984

Capercaillie in Sidewaulk 1989

VERSIONE DI DICK GAUGHAN
I
What’s the spring breathing jasmin and rose
What’s the summer with all its gay train(1)
What’s the splendour of autumn to those
Who’ve bartered their freedom for gain?
II (Chorus)
Let the love of our land’s sacred rights(2)
To the love of our people(3) succeed
Let friendship and honour unite
And flourish on both sides the Tweed(4).
III
No sweetness the senses can cheer
Which corruption and bribery bind
Nor brightness that gloom(5) can e’er clear
For honour’s the sum of the mind(6).
IV
Let virtue distinguish the brave
Place riches in lowest degree
Think them poorest who can be a slave
Them richest who dare to be free.

VERSIONE The Jacobite Reliques 1819
I
What’s the spring-breathing
jess’mine and rose,
What’s the summer,
with all its gay train(1),
Or the plenty of autumn,
to those who’ve bartered
their freedom for gain?
II
Let the love of our king’s sacred right(2)
To the love of our country(3) succeed;
Let friendship and honour unite,
And flourish on both sides the Tweed(4).
III
No sweetness the senses can cheer,
Which corruption and bribery blind;
No brightness that gloom(5) e’er can clear,
For honour’s the sum of the mind(6).
IV
Let virtue distinguish the brave,
Place riches in lowest degree;
Think him poorest who can be a slave,
Him richest who dares to be free.
V
Let us think how our ancestors rose,
Let us think how our ancestors fell,
The rights they defended, and those
They bought with their blood we’ll ne’er sell.
TRADUZIONE ITALIANO (in parte da qui)
I
Cos’è la primavera odorosa
di gelsomino e rosa?
Cos’è l’estate
con il suo manto fiorito(1)?
Cos’è lo splendore dell’autunno
per coloro che hanno barattato
la propria libertà per profitto?
II
Che l’amore dei sacri diritti del nostro Re
vada insieme con l’amore per il nostro paese,
e si uniscano l’amicizia e l’onore
per fiorire sulle due sponde del Tweed.
III
Nessuna bellezza può rallegrare i sensi
che corruzione e concussione avvincono;
né luminosità può mai rischiarare quell’oscurità perchè l’onore è l’idea somma.
IV
Chi ha coraggio possa distinguersi per il valore perché ha stimato nulla le ricchezze,
considerando più ricco chi osa essere libero
e più povero colui che diventa schiavo.
V
Lasciateci ricordare come i nostri antenati si siano sollevati, e siano caduti per difendere i diritti e ciò che essi comprarono con il loro sangue, noi non dovremo mai vendere!

NOTE
1) letteralmente “allegro corteo” ma anche, riferito ad un abito: strascico, coda. In senso figurato quindi “manto di fiori”
2) i sacri diritti della nostra terra invece dei diritti della monarchia
3) in origine è country
4) il Tweed è il fiume che segna il confine tra Inghilterra e Scozia, che ha dato anche il nome al tessuto del tweed
5) Karen dice”No brightness the sun can e’er clear” che non ha molto senso: né luminosità può mai rischiarare il sole
6) honour is the sum of the mind: il concetto di onore si presta a molte manipolazioni e fraintendimenti. In questo contesto Hoggs lo usa nel suo significato più antico dal latino honor “carica pubblica” ossia quel percorso (o se vogliamo carriera) che il politico romano poteva svolgere di carica in carica man mano più alta, quale servitore dello Stato, facendo appello alla sua capacità personale e alla stima. L’onore era quindi sinonimo di dedizione votata al sacrificio per la Patria, rispettabilità della persona e premio, cioè riconoscimento del valore. L’onore si merita e si guadagna e si costruisce sul senso di responsabilità che è nello stesso tempo personale ma anche pubblica.

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/2sidestw.htm
http://www.dickgaughan.co.uk/songs/texts/tweed.html http://sangstories.webs.com/bothsidesthetweed.htm http://redflag.org.uk/wp/?p=186 https://thesession.org/tunes/12935

WAULKING THE TWEED: MILE MARBHAISG AIR A GHAOL

waulk1Qui il coro riprende ogni verso con dei “vocables e il ritornello è relativamente lungo costituito dai due gruppi di suoni sillabici ripetuti in sequenza. Molto probabilmente era questa la forma più antica del coro. Un’altra particolarità tipica di questi canti più antichi è la ripetizione degli ultimi due versi di una strofa nei primi due della strofa successiva. Questa “waulking song” (titolo inglese: A thousand curses on love) è stata suonata e registrata da molti grandi cantanti negli anni. Karen Matheson, voce dei Capercaillie, l’ha conosciuta nella versione dell’isola di Barra, isola della nonna materna, da Flora MacNeill, una delle più grandi cantanti gaeliche.

Capercaillie in Choice Language 2003 con il loro inconfondibile sound

ORIGINALE GAELICO SCOZZESE
Mile marbhaisg air a ghaol
O hi ri, ri ri ri u
Asam fhin a thug e chlaoidh
O hi u a, o hug oMile marbhaisg air a ghaol
O hi ri, ri ri ri u
Asam fhin a thug e chlaoidh
O hi u a, o hug o
O hi u a, o hi u
Haoiri u ha, ho hug oAsam fhin a thug e chlaoidh
O hi ri, ri ri ri u
Sgoilt’ mo chridhe ‘nam chom
O hi u a, o hug o ..Sgoilt’ mo chridhe ‘nam chom
O hi ri, ri ri ri u
Dh’ fhuasgail e falt far mo chinn
O hi u a, o hug o …Dh’ fhuasgail e falt far mo chinn
O hi ri, ri ri ri u
Cha teid mi le fear ‘san tir
O hi u a, o hug o …Cha teid mi le fear ‘san tir
O hi ri, ri ri ri u
Cha teid mi le Mac a Mhaoir
O hi u a, o hug o ..
TRADUZIONE INGLESE
A thousand curses on love
O hi ri, ri ri ri u
Which has wearied me
O hi u a, o hug oA thousand curses on love
O hi ri, ri ri ri u
Which has wearied me
O hi u a, o hug o
O hi u a, o hi u
Haoiri u ha, ho hug oWhich has wearied me
O hi ri, ri ri ri u
Which broke my heart within my body
O hi u a, o hug o …Which broke my heart within my body
O hi ri, ri ri ri u
Which caused my hair to fall away
O hi u a, o hug o …Which caused my hair to fall away
O hi ri, ri ri ri u
I will not go to any man in the land
O hi u a, o hug o …I will not go to any man in the land
O hi ri, ri ri ri u
I will not go to the factor’s son
O hi u a, o hug o …

TRADUZIONE ITALIANO
Mille maledizioni all’amore
che mi ha prosciugato tutte le forze
che mi ha spezzato il cuore in petto
che mi ha fatto strappare i capelli
non andrò in giro con nessun altro
non andrò dal figlio del fattore

ASCOLTA Eilean Mòr . La versione testuale è leggermente diversa pur mantenendo ovviamente la stessa struttura: l’andamento è sempre ipnotico e ricorda vagamente le sonorità della musica cinese tradizionale

Mile marbhaisg air a’ ghaol (A thousand curses now on love)
Ho hi ri ri ri ri u
Asam fhìn a thug e chlaoidh (That from me sapped all strength away)
Ho hi u a ho hug o
Ho i u a ho i u
Hao ri u a ho hu go

Sgoilt e mo chridhe ‘nam chom (Within my body broke my heart)
Dh’fhuasgail e falt far mo chinn (Loosed the hair from off my head)
Cha téid mi le Mac a’ Mhaoir (With the factor’s son I will not go)
Na idir le Mac an t-Saoir (Nor will I with the joiner’s son)
Cha téid mise cha téid mi (I will not go, I will not)
Cha téid mi do ghin ‘san tìr (I will not go with anyone in the land)
Gus an till mo leannan fhìn. (Until my love returns.)

FONTI
https://groups.google.com/forum/#!msg/soc.culture.celtic/ 4R1ibzXcXHw/qy4eI1yiF3wJ
Mile Marbhaisg” Capercaillie album Choice Language
Mile Marphaisg Air A Ghaol” Mairi MacInnes album This Feeling Inside
Mile Marbh-phaig Air A’ Ghaol” Flora MacNeil album Craobh Nan Ubhal