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Capercaillie, dalla new wave scozzese al folk crossover

In un post avevo già diffusamente parlato del volatile a cui il nome gaelico del gruppo fa riferimento (Capercaillie deriva da Capull coille letteralmente “cavallo della foresta”): non si tratta della comune pernice bianca di Scozia bensì del Gallo Cedrone che contrariamente alla prima è ridotto a pochi esemplari in Scozia.
E’ un grosso gallo dalle dimensioni, nel maschio, pari a quelle di un tacchino  (arrivato in Europa solo dopo la “scoperta” dell’America) la cui caratteristica è il canto spettacolare nel rito amoroso. Esprime così simbolicamente qualcosa di raro e prezioso, il canto in gaelico dal cuore (rocce e acqua) delle Highlands, le isole Ebridi.

CELTIC NEW WAVE

Il gruppo scozzese fondatosi agli inizi degli anni 80 ha diffuso con le sue registrazioni moltissimi canti in gaelico delle Highlands arrangiandoli in un alchemico equilibrio tra tradizione e sonorità contemporanee, accostando i più tipici strumenti acustici della tradizione musicale scozzese ai sintetizzatori e al basso elettrico.
Sono acclamati come la formazione più rappresentativa del moderno suono gaelico di Scozia diventati un’icona con l’album Beautiful Wasteland (1997).

Ma incomincio dalle origini, il trio sui banchi di scuola di Taynuilt vicino a Oban (a un centinaio di chilometri da Glasgow), Karen Matherson (voce), Donald Shaw (organetto e tastiere) e Marc Duff (flauto dolce, whistle) diventa un sestetto (violino, bouzouki-chitarra e basso elettrico) incide il primo album autoprodotto nel 1984 dal titolo Cascade. L’anno successivo vincono il Pan Celtic Festival in Irlanda e passano alla Green Linnet e al lancio in America: una frenetica attività concertistica li porta da un estremo all’altro del globo e al secondo disco Crosswinds  (1987 ) .  Ma è con l’album Sidewaulk che siglano il loro primo capolavoro (1989) -da ascoltare tutto nella playlist di Caledonian Music qui- nella formazione è entrato Mànus Lunny (chitarra e bouzouki), le atmosfere si fanno eteree ma mai stucchevoli, i set di dance tune sono incalzanti, i brani in gaelico si scolpiscono graniticamente nella memoria, basti citare la wauliking song Alasdair Mhic Cholla Ghasda riprodotta in un’infinità di celtic compilations.
Il successo viene bissato con il successivo album “Delirium” (1991) che ne celebra la popolarità internazionale, osannati dalla critica come i “Clannad scozzesi” (due gli hits “Coisich A’ Ruin‘ e “Breisleach” finiti in Tv, il secondo come spot ad una nota marca di whisky). Nell’album sono inclusi alcuni brani in inglese composti dai componenti del gruppo. Brani moderni o se vogliamo pop con batteria e percussioni suonate da Ronnie Goodman ma vecchi di 400 anni in un gaelico così arcaico e di ardua trascrizione fonetica.

Poi il gruppo occhieggia al pop e smarrisce un po’ la sua strada, o a seconda dei punti di vista diventa il massimo esponente della musica pop di origine celtica (vedasi “Secret People” e “To the Moon” l’ultimo prodotto da Donald Lunny), finchè nel 1997 esce “Beautiful Wasteland“: un pregevole equilibrio tra celtic e world music con rifiniture techno, subito assunto dalla critica come esempio perfetto di global celtic o world celtic music; alcuni ritocchi nella formazione, le percussioni sono ampliate con l’arrivo di David “Chimp” Robertson che supporta Wilf Taylor, Michael McGoldrick è al flauto, whistle e uillieann pipes.
Con “Nàdurra” (2000) il gruppo sembrano voler però ritornare sui propri passi

e poi esce “Choice Language” (2003) con una robusta sezione ritmica (Che Beresford batteria, David ‘Chimp’ Robertson percussioni e Ewen Vernal basso), con Karen e Donald , Mànus LunnyMichael McGoldrick e Charlie McKerron violino, che per me è il loro disco più maturo, la loro cifra stilistica sublimata.

IL CANTO DEL CIGNO

Passano cinque anni e registrano “Roses and Tears” all’apparenza il loro canto del cigno .. e poi  nel 2013  esce “At The Heart Of It All”, sono passati 30 anni dal loro primo cd e loro festeggiano invitando degli special guess dell’odierna scena scozzese e ritornando a dare concerti ospiti dei principali festivals internazionali: che classe!!

Karen Matheson

Una voce “sicuramente baciata da Dio” come ebbe a dire Sean Connery, Karen – classe ’63, è una cantante straordinaria che ha intrapreso anche la carriera solista seppur continuando ad essere l’anima dei Capercaille. Il talento arriva geneticamente dalla nonna materna Elisabeth Mac Neill cantante dell’isola di Barra. Nel 1996 pubblica il suo primo solo prodotto dal compagno Donal Shaw “The Dreaming Sea” (di sapore più new age con sax, armonica a bocca, archi, pianoforte) partecipa anche all’Heritage Des Celts di Dan Ar Braz (in cui canta “Ailein Duinn” per cui era comparsa l’anno prima in un cameo nel film Rob Roy); le collaborazioni continuano con grandi musicisti della scena musicale di tutto il mondo tant’è che ormai la sua musica e quella dei Capercaillie viene definita folk crossover.
Seguono un paio di altre incisioni e nel 2015 “Urram” interamente in gaelico da sfogliare come un album di sbiadite fotografie, un omaggio alle bardesse delle isole Ebridi, il rispetto (in gaelico  “urram”) da tributare alle voci della tradizione, a partire dai genitori e di chi è vissuto prima di loro: racconti di vite dure, storie di emigrazione e di guerra, scrive Karen (qui“Le vecchie fotografie di famiglia sono state l’ispirazione di questo album. La perdita recente dei miei genitori mi ha portato a un percorso di riscoperta e di guarigione . I racconti di vite dure, le perdite della guerra o dell’emigrazione sono ancora più coinvolgenti se si collega il volto a un nome.”
Canzoni che aveva imparato da bambina dalla nonna nativa di Barra o raccolti dagli archivi delle tante registrazioni etnografiche collezionate con i primi cilindri fonografici sul finire dell’Ottocento

tutto da ascoltare su https://karenmatheson.bandcamp.com/

li trovate nel blog seguendo il tag Capercaillie

FONTI
http://www.capercaillie.co.uk/
https://www.facebook.com/Sidetaulk-Capercaillie-Fanzine-1118615481514128/
http://www.karenmatheson.com

ORAN EILE DON PHRIONNSA

Il Bonny Prince (Carlo Edoardo Stuart) ritratto da Allan Ramsay subito dopo la marcia su Edimburgo

Una “Canzone per il Principe” (= Song to the Prince) venne scritta nel 1745 da Alexander McDonald  bardo delle Highlands e fervente giacobita, perché fosse indirizzata come missiva al Principe Charles Edward Louis John Casimir Sylvester Severino Maria Stuart, noto più semplicemente come il Bonnie Prince Charlie o The Young Pretender. All’epoca il Principe si trovava in Francia nella vana attesa di un cenno di favore da parte del Re Luigi XV affinchè lo aiutasse a riprendersi il trono d’Inghilterra e Scozia. Ma la questione si trascinava per le lunghe, Luigi non ricevette mai a Corte il suo parente povero, così il ragazzo venne snobbato anche dalla Nobiltà parigina e di certo le parole d’incoraggiamento dei sostenitori in Scozia non potevano che dargli conforto. continua
Il testo originale di Oran Eile Don Phrionnsa ( anche “Moch Sa Mhadainn”, “Hùg Ò Laithill Ò” “Hùg Ò Laithill O Horo”), è scritto in gaelico scozzese, lingua che il principe non capiva (essendo nato e cresciuto a Roma).

Ne “The Elizabeth Ross Manuscript Original Highland Airs Collected at Raasay in 1812 By Elizabeth Jane Ross” (qui) sono riportati testo e melodia (#113) così nelle note dell’edizione pubblicata per the School of Scottish Studies Archives, Edimburgo 2011 leggiamo “This stirring Jacobite song has been attributed to Alasdair mac Mhaighstir Alasdair (Alexander MacDonald, c.1698–c.1770). The text and translation here are adapted from JLC, which has 17 couplets plus refrain. That text is derived from the 1839 edition (p.85) of Mac Mhaighstir Alasdair’s collection (ASE); the 1839 edition is identical with the 1834 edition, but the fact that the song does not appear in the first edition (1751) raises doubts as to the ascription (see JLC 42, n.1): in fact the text was almost certainly lifted into the 1834 edition from PT, where it is headed simply ‘LUINNEAG’ and is not ascribed. The 1834 or 1839 text of the Ais-Eiridh is doubtless the source of that in AO 102, which ascribes the song to Mac Mhaighstir Alasdair. Campbell prints the tune in 3/4 time (JLC 301).
JLC = CAMPBELL, John Lorne, ed.(1933, Rev.1984) Highland Songs of the Forty-Five … [With thirteen melodies] (Edinburgh: John Grant, 2nd ed. Edinburgh: Scottish Academic Press for the Scottish Gaelic Texts Society).

ASCOLTA Capercaillie in “Glenfinnan (Songs Of The ’45)” (1998) album interamente dedicato ai canti in gaelico che si sono conservati nelle Isole Ebridi sulla rovinosa parabola della ribellione giacobita capeggiata dal Bonnie Prince Charlie nel 1745

ASCOLTA Dàimh in Moidart to Mabou 2000, un gruppo di nuova generazione dalla West Coast della Scozia formato da musicisti  dall’Irlanda, Scozia, Capo Bretone e California.

Thug ho-o, laithill ho-o
Thug o-ho-ro an aill libh
Thug ho-o, laithill ho-o
Seinn o-ho-ro an aill libh
I
Och ‘sa mhaduinn’s mi dusgadh
‘S mor mo shunnd’s mo cheol-gaire
O’n a chuala mi ‘m Prionnsa
Thighinn do dhuthaich Chlann Ra’ill
II
O’n a chuala mi ‘m Prionnsa
Thighinn do dhuthaich Chlann Ra’ill
Grainne mullaich gach righ thu
Slan gum pill thusa, Thearlaich
III
Grainne mullaich gach righ thu
Slan gum pill thusa, Thearlaich
‘S ann th ‘n fhior-fhuil gun truailleadh
Anns a ghruadh is mor-naire
IV
‘S ann th ‘n fhior-fhuil gun truailleadh
Anns a ghruadh is mor-naire
Mar ri barrachd na h-uaisle
‘G eirigh suas le deagh-nadur
V
Mar ri barrachd na h-uaisle
‘G eirigh suas le deagh-nadur
Us nan tigeadh tu rithist
Bhiodh gach tighearn’ ‘n aite

The Elizabeth Ross Manuscript
Early as I awaken
Great my joy, loud my laughter
Since I heard that the Prince comes
To the land of Clanranald
Thou art the choicest of all rulers
Here’s a health to thy returning
His the royal blood unmingled
Great the modesty in his visage
With nobility overflowing
And endowed with all good nature
And shouldst thou return ever
At his post would be each laird
Traduzione di Cattia Salto
Appena mi sveglio
grande la mia gioia, forte il mio riso
da quando udii che il Principe verrà
nella terra del Clanranald (1)
Voi che siete il migliore di tutti i sovrani
un augurio per il vostro ritorno!
Suo il sangue reale puro
grande la modestia nel suo viso
colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
Se voi ritornerete
ogni laird sarà al vostro servizio.

NOTE
1) il Clanranald Clan RanaldClan Ronald dei Macdonald di Clanranald è uno dei rami più grandi dei clan scozzesi in cui si eleggeva il Re delle Isole e di Argyll. All’epoca delle ribellione del 1745 il vecchio capo clan non era favorevole agli Stuard, ma non impedì al figlio di allearsi con il Giovane Pretendente. I due si conobbero a Parigi. Ranald il giovane fu tra i primi ad aderire alla causa giacobita facendo proseliti presso gli altri clan.

LA SERIE OUTLANDER

Il brano è stato riportato alla popolarità con l’inserimento nella seconda stagione della serie televisiva Outlander (sulle orme del grandissimo successo editoriale dell’omonima serie scritta da Diana Gabaldon), come sottolinea lo stesso direttore artistico Bear McCreary questo è uno dei pochi canti scritti proprio nel farsi della ribellione scozzese.
When Jamie opens the letter in “The Fox’s Lair” and learns he has been roped into the revolution, this song was actually being composed somewhere in Scotland at that very moment.” (qui).

ASCOLTA Griogair Labhruidh in Outlander II stagione 2016 il brano ha un andamento marziale  e Griogair racconta
“It is always difficult negotiating the gap between tradition and innovation but it is something I am becoming increasingly used to, “I performed the song at a much slower tempo than it would normally be performed traditionally but I think it worked to great effect with the rich string voicings and the percussive elements of the piece. I was also very pleased to work with my friend John Purser who helped direct my performance of the song to suit the arrangement.’

Hùg hó ill a ill ó
Hùg hó o ró nàill i
Hùg hó ill a ill ó
Seinn oho ró nàill i.
I
Moch sa mhadainn is mi dùsgadh,
Is mòr mo shunnd is mo cheòl-gáire;
On a chuala mi am Prionnsa,
Thighinn do dhùthaich Chloinn Ràghnaill.
II
Gràinne-mullach gach rìgh thu,
Slàn gum pill thusa Theàrlaich;
Is ann tha an fhìor-fhuil gun truailleadh,
Anns a’ ghruaidh is mòr nàire.
III
Mar ri barrachd na h-uaisle,
Dh’ èireadh suas le deagh nàdar;
Is nan tigeadh tu rithist,
Bhiodh gach tighearna nan àite.
IV
Is nan càraicht an crùn ort
Bu mhùirneach do chàirdean;
Bhiodh Loch Iall mar bu chòir dha,
Cur an òrdugh nan Gàidheal.


Early in the morning as I awaken
Great is my joy and hearty laughter
Since I’ve heard of the Prince’s coming
To the land of Clanranald (1)
You are the choicest of rulers
May you return unhurt, Charles.
In that most modest cheek
Runs blood that is pure and undefiled.
Along with overflowing nobility
That ever rises up along with good nature
And if you came again
Each laird would be at his post.
And if the crown were placed upon you
Joyful would your friends be
And Lochiel (2), as he ought,
Would be drawing up the Gaels for battle.
Traduzione di Cattia Salto
Appena mi sveglio al mattino
grande la mia gioia, forte il mio riso
da quando ho sentito che il Principe è in arrivo
nella terra del Clanranald (1)
Voi che siete il migliore di tutti i sovrani
che possiate ritornare illeso, Carlo
In quel viso di grande modestia
scorre un sangue puro e immacolato
colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
Se voi ritornerete
ogni laird sarà al vostro servizio.
e se la corona vi sarà posta sul capo
i vostri amici saranno pieni di gioia
e Lochiel (2), come si conviene,
farà arrivare i Gaeli per la battaglia

NOTE

 Fedeli agli amici

2) Donald Cameron di Lochiel (c.1700 – Ottobre 1748) tra i più influenti capoclan tradizionalmente fedele alla Casa Stuart.
Si unì al Principe Carlo nel 1745 e dopo Culloden fuggì in Francia dove morì in esilio.
La famiglia fu riabilitata e reintegrata nel titolo con l’amnistia del 1748.

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
http://www.ed.ac.uk/files/imports/fileManager/RossMS.pdf
http://chrsouchon.free.fr/bonnie2.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/oraneile.htm
http://www.bearmccreary.com/#blog/blog/outlander-return-to-scotland/
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/63749/3
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/94215/5;jsessionid=40262AAD448EC6A5BD09862C091AD047

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Una canzone tradizionale scozzese (da “Bothy Songs and Ballads”  di John Ord, 1930) dal titolo “I Drew My Ship” sul fecondo tema delle night visiting songs, inizia con una nave che salpa per dirigersi verso un porto tranquillo. Il modello a cui si fa riferimento è la ballata ‘The Drowsy Sleeper‘ e le melodie che si accompagnano al testo sono diverse (Allan Moore ne ha contate otto).

ASCOLTA dagli archivi di Tobar an Dualchais una registrazione sul campo del 1952 dalla voce di Willie Mathieson (1879- 1958). Nato a Ellon, Aberdeenshire, fu un bracciante agricolo in diverse fattorie del Banffshire. Raccolse e trascrisse un grande numero di canti popolari scozzesi che si trovano ora depositati presso “the School of Scottish Studies” -Università di Edimburgo.

Così Shirley Collins la registrò nel 1958 e Alan Lomax scrisse nelle note “I Drew My Ship was collected by John Stokoe in Songs and Ballads of Northern England [1899] with no source mentioned. Though it is similar in form and content to many other aubades or dawn serenades, we have not been able to find another song to which this is precisely akin. The listener who cares to compare the recorded version with that published by Stokoe will see how Miss Collins has breathed life back into the print and made something lovely and alive out of an unimpressive folk fragment.” (tratto da qui)

Per l’ascolto ho però scelto la versione dell’irlandese  Fiona Kelleher (con bellissime scene portuali crepuscolari e notturne come la melodia della canzone)

Il testo è ripreso da June Tabor in I Will Put My Ship in Order dal  CD A Quiet Eye 1999, fermandosi però alla V strofa. In questa versione la ragazza indugia troppo ad aprire e il ragazzo credendosi rifiutato, ritorna alla sua nave.


I
Oh, I will set my ship in order,
And I will set it to the sea;
And I will sail to yonder harbour
To see if my love minds on me.
II
I drew my ship into the harbour,
I drew her up where my true love lay.
And I did listen all at the window
To hear what my true love did say.
III
“Who’s there, all on my window?
Who raps so loud and would be in?”
“Oh, it is I, your own true lover,
I pray you rise, love, and let me in.”
IV
Slowly, slowly rose she up
And slowly, slowly came she down,
But when she had the door unlocked
Her true love had both been and gone.
V
“Come back, come back, my own true lover,
Come back, come back, all to my side.
I never left you nor yet deceived you
And I will surely be your bride.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca
e la porterò in mare
navigherò fino a quel porto
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
Guidai la mia nave nel porto,
la guidai fin dove il mio amore stava.
E mi misi in ascolto alla finestra
per sentire ciò che il mio amore diceva.
III
“Chi è là, alla finestra
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, il tuo vero amore
ti prego alzati, cara e fammi entrare”
IV
Piano, piano lei si alzò
e piano, piano scese giù
ma quando aveva la porta sbloccato,
il suo vero amore se n’era già andato
V
“Ritorna, ritorna il mio solo vero
amore
ritorna, ritorna da me.
Non ti lascerò e nè t’ingannerò mai
e di certo sarò tua moglie”

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Un’altra melodia però accompagna la canzone ed è quella scritta da Tony Cuffe per il gruppo di musica folk scozzese Ossian. In questa versione testuale l’indifferenza della ragazza è dovuta al rifiuto dei genitori di accogliere il ragazzo come corteggiatore. Il finale è tragico, la ragazza si getta in mare per essere stata abbandonata.

ASCOLTA Ossian –in “Borders” 1984 formazione quintetto Tony Cuffe (voce e chitarra), George Jackson (cittern), Iain MacDonald (flauto), Billy Jackson (arpa bardica), John Martin (violino)

ASCOLTA Capercaillie in “Choice Language” 2003 con la coppia con Karen Matherson (voce) e Donald Shaw (organetto e tastiere), una robusta sezione ritmica (Che Beresford batteria, David ‘Chimp’ Robertson percussioni e Ewen Vernal basso),  Mànus Lunny (chitarra e bouzouki)Michael McGoldrick (flauto, whistle e uillieann pipes) e Charlie McKerron (violino), uno tra i migliori album del gruppo

ASCOLTA Catriona Evans


I
Oh, I will set my ship in order,
I will sail her on the sea;
I’ll go far over yonder border
To see if my love minds on me.
II
And he sailed East, and he sailed West,
He sailed far, far, seeking land,
Until he cam’ to his true love’s window
And he knocked loud and would be in.
III
“Oh, who is that at my bedroom window
Who knocks so loud and would be in?”
“‘Tis I, ‘Tis I, your ain true lover
and I am drenched untae my skin.”
IV
“So go and go, and ask your faither
See if he’ll let you marry me;
And if he says no, come back and tell me
And it’s the last time I’ll trouble thee.”
V
“My father’s in his chamber writing,
Setting down his merchandise;
And in his hand he holds a letter
And it speaks much in your dispraise.
VI
“My mother’s in her chamber sleeping
And words of love she will not hear;
So you may go and court another
And whisper softly in her ear.”
VII
Then she arose put on her clothing,
It was to let her true love in;
But e’er she had the door unlockit
His ship was sailing on the main.
VIII
“Come back, come back, my ain dear Johnnie,
Come back, come back, and marry me.”
“How can I come back and marry you, love?
Oor ship is sailing on the sea.”
IX
“The fish may fly, and the seas run dry,
The rocks may melt doon wi’ the sun,
And the working man may forget his labour
Before that my love returns again.”
X
She’s turned herself right roun’ about
She’s flung herself intae the sea;
“Farweel for aye, my ain dear Johnnie
Ye’ll ne’er hae tae come back to me.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca (1)
e la porterò in mare
andrò lontano verso l’orizzonte
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
E navigò a Est e navigò
a Ovest
Navigò alla ricerca di terre lontane
finchè ritornò alla finestra del suo vero amore
e bussò forte per poter entrare
III
“Oh chi è alla finestra della
mia camera
che bussa così forte e vuole
entrare?”
“Sono io, sono io il tuo vero amore
e sono inzuppato fino alle ossa (2).
IV
Allora vai, vai e chiedi a tuo padre
vedi se ti lascerà sposare con me;
e se dice no, ritorna da me a dirmelo
e sarà l’ultima volta che ti disturberò”
V
“Mio padre è nella sua stanza a scrivere
seduto accanto alla sua mercanzia
e in mano tiene una lettera
che è più di calunnie verso di te.
VI
Mia madre è nella sua stanza a dormire
e parole d’amore non sentirà;
così puoi andare e corteggiare un’altra
e sussurrare dolcemente nel suo orecchio”
VII
Allora lei si alzò e si vestì e stava per far entrare il suo vero amore,
ma non aveva la porta sbloccato,
che la nave salpò per il mare!
VIII
“Ritorna, ritorna mia caro
Johnny
ritorna ritorna e sposami”
“Come posso tornare indietro e sposarti amore?
La nostra nave è salpata in mare”
IX
“I pesci voleranno e i mari si prosciugheranno
Le rocce si fonderanno al sole
e l’uomo che lavora dimenticherà il suo lavoro
prima che il mio amore ritorni di nuovo”
X
Senza tanti indugi prese la decisione
e si gettò nel mare
“Addio per sempre, mio caro Johnny
non dovrai più ritornare da me”

NOTE
1) la frase è una metafora
2) un classico del genere: lo spasimante è infreddolito sotto la neve, il gelo o zuppo di pioggia!

FONTI
http://allanfmoore.org.uk/approcelt.pdf
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/idrewmyshipintotheharbour.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=120478

OSSIAN’S LAMENT

Ossian’s Lament, anche conosciuta come “Cumhadh Fhinn“, “Ossian’s Lament for his Father“, “Oisin’s Lament” è una melodia antica con cui si dice Ossian abbia accompagnato i suoi canti.
Ossian è un bardo leggendario dell’antica Scozia o Irlanda, paragonato ad Omero e a Shakespeare, grazie al presunto ritrovamento dei suoi poemi in Scozia. Le sue leggende si rincorrono in Irlanda, Isola di Man e Scozia, ma la sua popolarità crebbe solo nella metà del 1700 quando James MacPherson scrisse “I Canti di Ossian” affermando di aver ritrovato suoi manoscritti e frammenti nelle Highlands scozzesi, tra i quali un poema epico su Fingal, il padre, che disse di aver “semplicemente” tradotto, in realtà inventando di sana pianta: la moda ossianica divampò per tutta Europa dando vita al Romanticismo.

Ossian Singing, Nicolai Abildgaard, 1787 (by Wiki)

OISIN DEI FIANNA

Gli studiosi identificano Ossian con l’Oisin (pronunciato Osciin) guerriero dei Fianna, che visse in Irlanda secondo alcuni nel VII secolo a.C. e secondo altri nel II o IV secolo, di cui si narrano molte leggende. Suo padre era Finn Mac Coll (Fionn Mac Cumhaill) il più famoso degli eroi irlandesi e sua madre nientemeno che la dea Sadb (Sava), i due si conobbero quando lei viveva nelle sembianze di una cerva (Oisin in gaelico significa piccolo cerbiatto).
Oisin Mac Finn fu un guerriero-poeta, amante delle belle donne. Dalla sua moglie terrena Eobhir dai capelli di lino ebbe Oscar, un prode guerriero, l’ultimo comandante dei Fianna o Feniani e dalla compagna divina Niamh una figlia, Plur na mBan (il fiore delle donne), la fanciulla di Beltane.

Oisin a caccia incontra Niamh sul suo bianco cavallo

La bella Niamh dai Capelli d’Oro figlia di Manannan ovvero il dio del Mare lo portò sulla sua Isola di Tír na nÓg (l’Altro Mondo, la Terra dell’Eterna Giovinezza), insieme vissero trecento anni che a Oisin parvero solo pochi giorni (vedi); quando ebbe il desiderio di ritornare a visitare la sua terra Niamh gli donò un cavallo, il quale magicamente lo avrebbe riportato sulla terra: ma il padre era morto da centinaia d’anni, le grandi fortezze dei Fianna erano in rovina e i luoghi che lui ricordava erano cambiati. Amareggiato, sulla via del ritorno, Oisin cadde di sella e divenne improvvisamente vecchio: i tre anni trascorsi nell’AltroMondo corrispondevano a trecento anni sulla terra!
Secondo una versione della storia Oisin non morì ma sopravvisse magicamente fino all’arrivo in Irlanda di San Patrizio, al quale ebbe modo di narrare le gesta dei Fianna, guerrieri e cacciatori della mitologia irlandese.

IL CICLO FENNIANO

Questi racconti mitologici dell’antica Irlanda vengono anche chiamati “Ciclo Ossianico” perchè si ritenne fossero stati in buona parte scritti da Ossian. Iniziano con l’ascesa di Fionn, il Biondo a capo dei Fianna e si concludono con la sua morte.
I fianna furono una milizia che conduceva incursioni guerresche per proprio conto, ma non necessariamente erano dei fuorilegge o predoni. Si trattava spesso di uomini espulsi dal clan di appartenenza, figli di re in contrasto con i padri, individui che volevano vendicare torti privati facendosi giustizia da soli, occasionalmente potevano diventare una milizia al servizio dei diversi re d’Irlanda, per i quali raccoglievano le imposte, ristabilivano l’ordine in caso di necessità, difendevano il regno dalle incursioni dei nemici.
Per essere ammesso nel gruppo ogni candidato doveva superare prove di resistenza e di agilità, ma doveva anche dimostrare di conoscere la poesia e quindi la magia e la sapienza.
I Fenniani vennero annientati dal re supremo Cairbre Mac Cormac “Lifechair” nella battaglia di Gabhra (Cat Gabhra) in cui Caibre venne ucciso da Oscar il quale morì anch’egli poco dopo per le ferite riportate.

Manifattura di Giovanni Volpato (Roma, 1785-1803) Galata morente, 1786-1789 biscuit, Collezione privata © Foto Giuseppe Schiavinotto
Manifattura di Giovanni Volpato (Roma, 1785-1803) Galata morente, 1786-1789 biscuit, Collezione privata © Foto Giuseppe Schiavinotto

L’intero ciclo presenta molte analogie con il ciclo britannico di re Artù e molto probabilmente le leggende di Finn e di Artù derivano entrambe dalla comune tradizione celtica insulare di una confraternita di cacciatori-guerrieri guidati da un formidabile capo che difendeva il reame contro le incursioni provenienti dall’esterno.

il mio amore è figlio della collina. Insegue il cervo che fugge
i suoi cani grigi ansimano intorno a lui; la corda del suo arco risuona nella foresta. (frammento Ossian)

La melodia è stata abbinata ad un testo in gaelico scozzese all’epoca delle “Highland clearances” (1750 -1880) con il titolo “Ó mo dhùthaich“: il brano contenuto nel “Folksongs and Folklore of South Uist”, 1955 è stato raccolto nell’isola di South Uist (isole Ebridi) da Margaret Fay Shawe scritto originariamente da un nativo isolano, Allan MacPhee di Loch Carnan.

Se avete un po’ di tempo per guardatevi questo reportage dall’isola..

LA MELODIA: Oran an Fheidh

“The air, according to Neil (1991), is thought to be the original melody popular in Lochaber and environs as “Oran an Fheidh” (Song of the Deer). It commemorates the legendary warrior Fingal, Ossian’s father, a brave and shrewd Highland warrior chieftain who was “a faithful friend but an awesome and unforgiving foe as was illustrated when he showed no mercy towards his nephew Diarmid, who had eloped with his beautiful Queen Grainne.” O’Neill (1913) is of the opinion that this ancient lament “makes no appeal to modern ears” and points out that old laments as a genre display much diversity in composition. Paul de Grae finds O’Neill’s air to be a near-duplicate of “Cumhadh Fion: Ossian’s Lament for his Father,” printed in The Scottish Gael, vol. 2 (London, 1831), by James Logan. ” (tratto da qui)
Secondo la leggenda Fionn non è morto realmente, ma dorme in una caverna in attesa di essere richiamato.

ASCOLTA David Tomlinson &Kate Liddell

ASCOLTA William Jackson

Ó MO DHÙTHAICH

Ascoltiamo tutto il brano nella versione del gruppo scozzese Capercaillie (registrato in

I
Ó mo dhùthaich, ‘s tu th’air m’aire,
Uibhist chùmhraidh ùr nan gallan,
Far a faighte na daoin’ uaisle,
Far ‘m bu dual do Mhac ‘ic Ailein.
II
Tìr a’ mhurain, tìr an eòrna,
Tìr ‘s am pailt a h-uile seòrsa,
Far am bi na gillean òga
Gabhail òran ‘s ‘g òl an leanna.
III
Thig iad ugainn, carach, seòlta,
Gus ar mealladh far ar n-eòlais;
Molaidh iad dhuinn Manitòba,
Dùthaich fhuar gun ghual, gun mhòine.
IV
Cha ruig mi leas a bhith ‘ga innse,
Nuair a ruigear, ‘s ann a chìtear,
Samhradh goirid, foghar sìtheil,
Geamhradh fada na droch-shìde.
V
Nam biodh agam fhìn do stòras,
Dà dheis aodaich, paidhir bhrògan,
Agus m’fharadh bhith ‘nam phòca,
‘S ann air Uibhist dheanainn seòladh.

TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I
Oh my country, of thee I am thinking,
Fragrant fresh Uist of the handsome youths(1),
Where may be seen young noblemen,
Where once was the heritage of Clanranald(2).
II
Land of bent grass, land of barley,
Land of all things in plenty,
Where there are young men and youths,
A place of songs and drinking ale.
III
They come to us, cunning and deceitful,
From our homes they would entice us;
To us they praise Manitoba(3),
A cold country without coal or peat.
IV
To tell you of it I need not trouble,
For when one arrives it may be seen,
A short summer, a peaceful autumn,
And a long winter of bad weather.
V
If I was in possession of the wealth,
Of two suits of clothes and a pair of shoes,
And if the fare was in my pocket,
Then for Uist I would be sailing.(4)
tradotto da Cattia Salto
I
Isola mia a te penso
fragrante e fresca Uist della giovinezza(1)
dove si trova la giovane nobiltà
che un tempo fu fedele al Clanranald(2)
II
Terra di erba frusciante, terra d’orzo,
terra ricca di ogni cosa
dove ci sono uomini giovani
e nobili
un posto di canzoni e bevute.
III
Vennero da noi, con l’astuzia e l’inganno
dalle nostre case ci illusero
e ci lodarono Manitoba(3) un paese freddo, senza carbone o torba
IV
Per raccontarti di ciò, non ho bisogno di darmi tanta pena, perchè quando si arriva si può  vedere una breve estate, un autunno tranquillo e un lungo inverno di maltempo
V
Se fossi ricco e avessi due vestiti eleganti e un paio di scarpe
e cibo nelle mie tasche
allora per Uist vorrei salpare(4).

NOTE
1) nel ricordo l’isola diventa Tír na nÓg (l’Altro Mondo, la Terra dell’Eterna Giovinezza) continua
2) Clan Ranald è un ramo del Clan Donald, uno dei clan scozzesi più numeroso ed articolato in numerose suddivisioni.
3) Manitoba è una provincia del Canada occidentale, nelle Praterie canadesi.
4) evidentemente il signor Allan MacPhee riuscì a ritornare nella sua amata isola e morì a Loch Caman

FONTI
https://it.wikisource.org/wiki/Fingal_poema_epico_di_Ossian/Ossian_(Giacomo_Macpherson)
http://www.cima-asso.it/2009/10/i-canti-di-ossian/
http://www.timelessmyths.com/celtic/ossian.html
https://sites.google.com/site/finscealtanaheireann/home/introduction-oisin
http://guide.supereva.it/musica_celtica_/interventi/2003/12/146119.shtml
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Cumhadh_Fhinn
http://www.ceolsean.net/content/CeolMead/Book01/Book01%208.pdf
http://terreceltiche.altervista.org/farewell-to-fiunary/ http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/ohmodhuthaich.htm
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/secondary/omodhuthaich.asp
http://www.bbc.co.uk/alba/oran/orain/o_mo_dhuthaich_s_tu_th_air_m_aire/
http://www.springthyme.co.uk/1004/cd04_04.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/38295/1
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/person/4814

AN GILLE BAN – AN T IARLA DIURACH

The Earl of Jura” (in italiano “Il Conte di Jura”) è una slow air delle isole Ebridi che ben si adatta al lament di una ragazza tradita (o non corrisposta) la quale, affranta dal dolore, invoca il riposo della tomba. Ella paragona l’indifferenza del suo innamorato ai freddi monti dell’isola di Jura  (soprannominati Paps of Jura perchè richiamano la forma dei seni femminili)

Nelle note di Fiddler’s Companion leggiamo: “Scottish, Canadian; Slow Air. Canada, Cape Breton. D Minor. Standard. One part. Angus Grant identifies the tune as the air to an old song said to have been composed by a lass who was in love with the Earl, a Campbell, although her love was unrequited. Atlantica Music 02 77657 50222 26, Lloyd MacDonald – “Atlantic Fiddles” (1994)”

On the Isle of Jura null William Daniell 1769-1837 Presented by Tate Gallery Publications 1979 http://www.tate.org.uk/art/work/T02789
On the Isle of Jura – William Daniell 1769-1837

ASCOLTA  Justyna Jablonska (violoncello) &  Simon Thacker (chitarra acustica) polacca lei scozzese lui  – in “Karmana”, 2016 (e (quando suona il violoncello cala il silenzio)

Il gruppo dei Capercaillie ha realizzato due diverse versioni dello stesso brano la prima nel 1984 con il titolo di AN T-IARLA DIURACH e la seconda nel 1995 con il titolo di AN GILLE BAN

ASCOLTA Capercaillie in Cascade 1984, -il primo album del gruppo, un canto secondo il vecchio stile, con la voce di Karen piena di pianto appena sottolineato dalle tastiere di Donald Shaw e un etereo sviluppo strumentale di Mac Duff (flauto dolce) (strofe I, II, III, IV)

ASCOLTA Capercaillie in The blood is strong 1995 (strofe I, II, IV) più arrangiata strumentalmente

GAELICO SCOZZESE
I
Ma’s ann ‘gam mhealladh, a ghaoil, a bha thu
Ma’s ann ‘gam mhealladh as deigh do gheallaidh
‘Se luaidh do mholaidh ni mi gu brath
Ma’s ann ‘gam mhealladh, a ghaoil, a bha thu
II
Righ, gur mise tha gu tursach
Gaol an iarla ‘ga mo chiurradh
Tha na deoir a’sior-ruith o m’ shuilean
‘S mo chridhe bruite le guin do ghraidh
Ma’s ann ‘gam mhealladh, a ghaoil, a bha thu
III
Bha mi raoir leat ‘na mo bhruadar
Thall an Diura nam beann fuara
Bha do phogan mar bhiolair uaine
Ach dh’fhalbh am bruadar is dh’fhan an cradh
Ma’s ann ‘gam mhealladh, a ghaoil, a bha thu
IV
Thig, a ghaoil agus duin mo shuilean
‘S a’ chiste-chaoil far nach dean mi dusgadh
Cuir a sios mi an duslach Diurach
Oir ‘s ann ‘s an uir a ni mise tamh
Ma’s ann ‘gam mhealladh, a ghaoil, a bha thu

TRADUZIONE INGLESE
I
If deceiving me, oh love, thou wert
If deceiving me despite thy vow(1)
Yet chant thy praise I ever will
If deceiving me, oh love, thou wert
II
Oh King, I am the sorrowful one
And the love of the Earl a-hurting me
The tears are ever running from mine eyes/And my heart is bruised with the sting of thy love
If deceiving me, oh love, thou wert
III
Last night I was with thee in my dream/Across in Jura of the cold bens(2)/Thy kisses were like the green water-cresses(3)
Fled the dream, remained the pain
If deceiving me, oh love, thou wert
IV
Come, oh love, and close my eyes
In the narrow kirst where I shall never awake
Lay me down under earth from Jura
In the grave alone is there rest for me
If deceiving me, oh love, thou wert

tradotto da Cattia Salto
I
Anche se tu, amore, mi avessi tradito
se tu m’avessi tradito nonostante i voti non smetterò mai di tessere le tue lodi, Anche se tu, amore, mi avessi tradito
II
O Re io sono colei che è addolorata
e l’amore del Conte mi ferisce
sgorgano lacrime copiose dai miei occhi
e il mio cuore è ferito dalla freccia del tuo amore
Anche se tu, amore, mi avessi tradito
III
L’altra notte ero con te in sogno
sui freddi monti di Jura
i tuoi baci erano come il fresco crescione,
svanito il sonno è rimasto il dolore
Anche se tu, amore, mi avessi tradito
IV
Vieni, amore a chiudermi gli occhi
nella piccola chiesa dove non mi sveglierò più
affidami alla terra di Jura
solo là nella tomba c’è il mio riposo
Anche se tu, amore, mi avessi tradito

NOTE
1) con vow si intendono promesse o voti tra una coppia uniti con il rito dell’handfasting
2) the Bens of Jura  ovvero Paps of Jura, sono tre montagnole raggruppate sui 2400-2500 metri nell’isola di Jura. Come riporta Saverio Sepe nel suo blog ” Una meta che vi farà immergere in questa ancestrale selvaticità della Scozia è l’isola di Jura: 200 persone, 5000 cervi, un numero variabile ma imponente di specie di uccelli.. Per chi ama il vento, per chi lo insegue in giro per il mondo, per chi si sente in armonia con questo elemento sa perché venire in questa isola. Per vedere le tre cime del Paps of Jura, un paradiso per escursionisti ad esempio.  Salendo verso le cime e guardandosi intorno si ha la sensazione di essere soli al mondo. Qui la parola panorama si trasfigura diventa qualcosa che si tocca, che si sente fisicamente. ” (qui)
3) come scrive  Kenneth MacLeod “Traditionally, watercress is regarded as both food and drink; it is said to have been the food of the pilgrims on their way to Iona” Secondo una fantasiosa credenza inglese, il crescione può rivelare il futuro a una ragazza in cerca di marito: si deve seminare una fila di crescione e una di lattuga il 24 di marzo, e stare ad aspettare, se spunta prima la lattuga, il marito sarà dolce e comprensivo, se nasce prima il crescione, l’amato sarà severo, puntiglioso, forse violento.

LA VERISIONE DI MARJORY KENNEDY-FRASER: THE BENS OF JURA

Ed ecco la versione versificata in inglese adattata musicalmente al gusto “romantico” dei tempi da Marjory Kennedy-Fraser. La traduzione dal gaelico è dell’amico e collaboratore rev. Kenneth Macleod

ASCOLTA Kenneth McKellar

Versione Kenneth Macleod
I
Like watercress(3) gathered fresh from cool streams
Thy kiss, dear love, by the Bens of Jura(1)
Cold the Bens, cold thy love as they.
Like watercress gathered fresh from cool streams.
II
Gold the morn at dawn up wingeth,
Dreams the night deep drowned in dew-mist,
And my heart reft of its own sun,
Deep lies sunk in death torpor cold and gray.
III
Like watercress gathered fresh from cool streams,
Thy kiss dear love, by the Bens of Jura
Cold the Bens, cold the mist and gray
Like watercress gathered fresh from cool streams.

tradotto da Cattia Salto
I
Come il crescione raccolto fresco dai freddi rivi
è il tuo bacio, amore mio, sui Monti di Jura, freddi i monti, così freddo il tuo amore.
Come il crescione raccolto fresco dai freddi rivi
II
Dorato il mattino sulle ali dell’alba
i sogni notturni svaniti nell’umida foschia
e il mio cuore privato del suo sole
sprofonda nel torpore della morte, freddo e grigio
III
Come il crescione raccolto fresco dai freddi rivi
è il tuo bacio, amore mio, sui Monti del Jura
freddi i monti, fredda e grigia la bruma, come il crescione raccolto fresco dai freddi rivi

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/matrimonio-celtico-storia.html
http://www.southernhebrides.com/isle-of-jura/
https://europatoursaveriopepe.wordpress.com/2015/02/24/lisola-di-jura-pura-scozia/
http://isleofjura.scot/isle-of-jura-history/
http://www.tate.org.uk/art/artworks/daniell-on-the-isle-of-jura-t02789
https://thesession.org/tunes/6096
http://tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/86670/3
http://tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/91874/3
http://tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/91355/3;jsessionid=D7F351E518D9416F6836E4C548855550

M’IONAM AIR

The Spinning Wheel, c.1855 (oil on panel)Una madre delle Highland scozzesi canta al suo bambino per tenerlo buono, mentre lei è affaccendata nei lavori domestici, (continua) : si raccomanda che cresca forte affinchè da grande possa provvedere al benessere della madre.
La canzone proviene dall’immenso patrimonio dei canti in gaelico delle Isole Ebridi

ASCOLTA Capercaillie in Beautiful Wasteland 1997 la voce di Karen sembra quasi un sospiro, morbida come la coperta di lana, soffice come le piume del cuscino, e a tratti si leva come onda del mare..

GAELICO SCOZZESE
Sèist:
M’ionam air a ghille bheag
Cuin a bheir e gùn dhomh?
Cuin a bheir e còt’
Agus cleoc as a’ bhùth dhomh?
M’ionam air a ghille bheag
Cuin a bheir e gùn dhomh?
I
Nuair dh’fhàsas e làidir
‘S a dh’fhàgas e’n dùthaich
II
Bidh siùil ri croinn àrda
‘S mo ghràdhsa ga stiùireadh
III
Nuair ruigeas i na h-Innsean
Thig sìoda ‘gam ionnsaigh
IV
B’fhearr leam fhin gum beireadh an teile
‘N teile dhe na heireagan
B’fhearr leam fhin gum beireadh an teile
Dh’eireagan Shleit am maireach
V
Gheibheadh tu fhein, a ghaoil an t-ugh (x3)
Nam beireadh na heireagan bana


TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
My thoughts are on the little boy
Wondering when he’ll bring me a gown?
When will he bring me a coat
Or a cloak from the store?
I
When he grows strong
And leaves the country
II
The sails will be on the tall masts
And my love will be at the helm
III
When the ship reaches the Indies
Then silk will come back in my direction
IV
I would prefer if the other(1) would bear the pullet hens
I would prefer if the other would bear
The hens of Sleat(2) tomorrow
V
You, love, would get the egg(3)
If the fair hen would lay

tradotto da Cattia Salto
CORO
I pensieri vanno al mio bambino
chiedendomi quando mi porterà un vestito
quando mi porterà una giacchetta
o una mantella dal negozio?
I
Quando diventerà forte
e lascerà il paese
II
Le vele saranno sull’albero maestro e il mio amore al timone
III
Quando la nave raggiungerà le Indie
allora mi porterà la seta
IV
Vorrei che l’altro portasse delle pollastrelle
vorrei che l’altro portasse
le galline di Sleat domani
V
Tu amore avrai l’uovo
se la bella gallina lo deporrà

NOTE
1) evidentemente si riferisce all’altro suo amore, il marito oppure all’altro figlio più grande che già lavora
2) Sleat è rinomata come “the garden of Skye”.
3) oh l’ovetto sbattuto con lo zucchero che un tempo le madri premurose preparavano per i loro bambini!

Loch Coruisk, isola di Skye dipinto di Sidney Richard Percy 1874

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/mionam.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/25281/1;jsessionid=7A5B417BDD8B85383D3A23837B2D3716

THE MOUNTAIN STREAMS WHERE THE MOORCOCKS CROW

The mountain streams where the moorcocks crow”  è una canzone d’amore che richiama la primavera. La canzone viene dal repertorio di Paddy Tunney ovvero dalla madre Brigid che amava particolarmente le slow airs dalle complesse melodie. Anche sul versante scozzese si tramanda una versione simile dal titolo “Wi’ my dog and gun

CHE UCCELLO È IL MOORCOCKS?

Due sono gli uccelli che si contendono la traduzione: il gallo cedrone ma anche la pernice di Scozia, entrambi della famiglia dei fagiani.

IL GALLO CEDRONE

Il gallo cedrone o urogallo (Tetrao urogallus, Linnaeus, 1758) detto più comunemente capercaillie: è un gallo di montagna, ardente amatore, tra i primi uccelli a fine inverno a preparare il terreno per l’accoppiamento che si protrarrà da marzo fino a maggio. E’ una specie in via d’estinzione sia nei boschi della Scozia che in quelli del Nord Italia, ma assente in Irlanda: mentre il maschio sembra un piccolo tacchino, la femmina ha l’aspetto di un fagiano.
Si stralcia da Wikipedia “Il gallo cedrone è senza dubbio fra i gallinacei quello che si mostra più eccitato nel periodo amoroso: comincia quando il bosco è ancora silenzioso, e per gli altri uccelli la primavera non è ancora comparsa, e i suoi giochi singolari principiano non appena sull’orizzonte sono comparsi i primi albori. Secondo le parole di Alfred Edmund Brehm, per prima cosa l’uccello sporge il capo obliquamente, rizza le piume del capo e della gola ed emette uno scoppiettio di crescente rapidità fino al momento in cui risuona la battuta principale e incomincia il cosiddetto arrotare. Si tratta di una serie di suoni fischianti che ricordano lo stridere di una lama sulla ruota di un arrotino, accompagnati da movimenti della coda, delle ali e del corpo, da saltelli sui rami e dal drizzarsi di tutte le piume. Si tentò più volte, ma con scarsi risultati, di riprodurre con parole queste voci che i maschi emettono tenendo il becco spalancato, e forzando i muscoli della laringespecialmente quando suona la battuta principale. In questi giochi, gli uccelli sembrano aver perduto completamente l’udito, probabilmente per la forte pressione esercitata sull’atmosfera circostante e per la straordinaria eccitazione da cui sono dominati. È una sorta di follia che arriva alle manifestazioni più singolari: l’uccello si spinge fino ad affrontare gravi pericoli, certi esemplari non temono di collocarsi nelle zone frequentate dall’uomo e di accostarlo, inseguirlo, beccarlo, rinnegando completamente la propria timida natura. Certe superstizioni parlano addirittura di uno spirito maligno che si introduce nel corpo dell’animale. Non sempre il gallo cedrone arriva a questi eccessi, ma è certo, tuttavia, che sfoggia in ogni caso un’indole fortemente bellicosa. Gli adulti non tollerano che i giovani si stabiliscano nei loro paraggi, e combattono da veri cavalieri, ove occorra, fino all’ultimo sangue: i giovani diventano timidi e cantano sommessi quando sanno che nelle vicinanze c’è qualche vecchio campione.
In quest’epoca è pure più facile udire il verso di questi uccelli, vivacissimo allorché spunta il giorno e sensibile anche nelle ore notturne. All’alba i maschi si chetano e si recano presso le femmine che si trastullano a qualche distanza: dopo averle raggiunte, rinnovano le grida, girano loro intorno e alla fine le costringono a cedere ai loro voleri. A volte le femmine mostrano delle predilezioni per questo o quel maschio, e da ciò nascono accanite lotte; certi maschi non riescono a raggiungere il loro scopo e gridano per amore ancora nel maggio, nel giugno e perfino nelluglio. Dopo qualche settimana, i galli cedroni ritornano soddisfatti alle loro sedi, e le femmine si mettono ad edificare il nido.”

Per vedere in azione gallo cedrone nel suo canto d’amore  questi bellissimi video:

Capercaillie from The RSPB on Vimeo.

LA PERNICE ROSSA

In realtà il moorcock (moorfowl o moorbird) in questione è il Lagopus lagopus scoticus detto più comunemente red grouse ovvero la pernice bianca di Scozia, una sottospecie della pernice bianca nordica, endemica nelle Isole Britanniche che si distingue dalla sua parente per essere rossastra di piume anche d’inverno. E’ un uccello che dimora nelle brughiere e il suo piumaggio ben si camuffa nell’erica.

ASCOLTA

Nella canzone si descrive l’incontro tra un giovanotto che si diletta nella caccia (alle pernici) e una bella fanciulla che vive “By the mountain streams where the moorcocks crow“, lui le chiede di sposarlo, ma lei è ancora troppo giovane, ed è sicura che i suoi genitori non darebbero mai il loro consenso alle nozze, perchè il bel Johnny non ha abbastanza terra da essere un buon partito. Così gli dice di aspettare fino all’anno seguente, quando presumibilmente lei sarà maggiorenne, ovvero che lei lo aspetterà restandogli fedele e rifiutando nel frattempo gli altri pretendenti. Ma basta cambiare qualche verso e la ballata muta di significato: la ragazza seppur giovane preferisce stare alla larga dai seducenti vagabondi che sanno solo parlar bene ma non hanno sostanze. Da sfondo all’incontro una natura selvaggia e incontaminata..

This song has come down to the Tunneys from John’s Great-great-grandmother Biddy Travers, who lived on the shores of Lough Erne in the decades before the great Famine. It is a classic hero roves out with his dog and gun tale, meets and falls for a beautiful girl but she is not really available. It is one of the really big songs in the Tunney family repertoire and is most closely associated with John’s father Paddy who moulded into the wonderful song it is today. ” (tratto da qui)

Reginald Grange Brundrit: The Wooded Vale, 1933

La versione registrata da “Boys Of the Lough” in  Lochaber No More (1975) ASCOLTA , nelle note scrivono “Learned by Cathal from Paddy and Jimmy Halpin from Co. Fermanagh”, Dolores Keane quando era con i De Dannan ASCOLTA (in versione integrale su Spotify) con il titolo di The Mountain Streams

ma il mio best of va a Jarlath Henderson

ASCOLTA Paddy Tunney live 1970

VERSIONE Paddy Tunney
I
With my dog and gun through the blooming heather
To seek for pastime I took my way,
Where I espied a loveling fair one
Whose charms invited me a while to stay.
II
I said, “My darling, you will find I love you,
Tell me your dwelling and your name also.”
“Excuse my name and you’ll find my dwelling near
The mountain streams where the moorcocks crow.”
III
I said, “My darling, if you’ll wed a rover
My former raking I will leave aside.
Here is my hand and I pledge you my honour,
If you prove constant I’ll make you my bride.”
IV
“If my parents knew that I loved a rover
Then a grave affliction I would undergo.
I will stop at home for another season near
The mountain streams where the moorcocks crow.”
V
“So farewell, darling, for another season;
I hope we’ll meet in some moorland vale.
There we will kiss and embrace each other,
I’ll pay attention to your lovesick tale.
VI
Then it’s arm in arm we will join together
And I’ll escort you to yon valley low,
Where the linnet sings his note so pleasing near
The mountain streams where the moorcocks crow.”

ASCOLTA Brigid Delaney

ASCOLTA Steve Tilston con arrangiamento chitarra

ASCOLTA Francy Devine

Silly Wizard  con il titolo “Wi’ my dog and gun” in So Many Partings, 1979 così scrivono nelle note di copertina dell’album “This used to be a favourite of the older members of Andy’s family and was regularly sung at ceilidhs and when everybody met at the New Year. The young lass in this song shows great common sense when she refuses to be enticed away by a persuasive and reckless young man. The song is widely known in Ireland to a different air, and although the words are typically Scottish both countries claim it for their own.” (tratto da qui)

VERSIONE Andy M. Stewart
I
With my dog and gun through the blooming heather
For game and pleasure I took my way
I met a maid she was tall and slender
Her eyes enticed me some time to stay
II
I said ‘fair maid, do you know I love you?
Tell me your name and your dwelling also?’
‘Excuse my name, but you’ll find my dwelling by
the mountain streams where the moorcocks crow.’
III
I said ‘Fair maid, if you wed a farmer
You’ll be tied for life to one plot of land.
I’m a roving Johnnie if you gang with me
You will have no ties so give me your hand.’(1)
IV
‘But if my parents knew I loved a rover
it is that I am sure would be my overthrow (2)
So I’ll stay at home for another season by
the mountain streams where the moorcocks crow.’
V
‘So its fare thee well, love, another season
We will meet again by yon wooded vale
And I’ll set you down all upon my knew love,
And I’ll listen to your lovesick tale.’
VI
And it’s arm in arm we will go together
through the lofty trees to the valley below
Where the linnets(3) sing their song so sweetly by
the mountain streams where the moorcocks crow.
tradotto da Cattia Salto
I
Con il mio cane e il fucile, attraverso l’erica in fiore, per divertirmi con la caccia mi incamminai
e incontrai una fanciulla, era alta e snella, i suoi occhi mi invitarono a fermarmi un poco.
II
Ho detto “Bella fanciulla, sai che ti amo? Mi dici come ti chiami e anche dove abiti?”
“Oh, non le dico il nome, ma troverete la mia dimora
sui torrenti di montagna dove canta la pernice. ”
III
Ho detto “Bella fanciulla, se sposi un agricoltore, sarai legata per la vita a un pezzo di terra.
Io sono Johnny il vagabondo, e se verrai con me  non avrai alcun legame, così sposami. “(1)
IV
“Ma proprio per questo sono certa che sarei bandita (2) se i miei genitori sapessero che amavo un vagabondo, così resterò a casa per un’altra stagione
sui torrenti di montagna dove canta la pernice. ”
V
“Allora addio, amore, ad un’altra stagione,
ci ritroveremo su per quei boschi della valle,
e ti metterò sulle mie ginocchia, amore,
per ascoltare le tue pene d’amore.
VI
E a braccetto ce ne andremo insieme
per gli alberi alti, nella vallata sottostante,
dove i fanelli(3) cantano la loro canzone così dolcemente
per i torrenti di montagna dove canta la pernice.”

NOTE
1) letteralmente “dammi la tua mano”
2) la ragazza rifiuta la proposta di matrimonio perchè non si lascia sedurre dalle belle parole del “rover”, sposarlo sarebbe la sua rovina, preferisce quindi dare retta agli insegnamenti impartiti dalla famiglia
3) lenties= linnets Linaria cannabina (Linnaeus, 1758) è un passerotto della famiglia dei fanelli apprezzato per il suo canto melodioso. In genere nidifica sui cespugli nei pressi di corsi d’acqua

FONTI
http://www.agraria.org/faunaselvatica/gallocedrone.htm
http://www.uccellidaproteggere.it/Le-specie/Gli-uccelli-in-Italia/Le-specie-protette/GALLO-CEDRONE
http://www.forestry.gov.uk/forestry/capercaille
http://www.arkive.org/red-grouse/lagopus-lagopus/video-sc09a.html
http://www.uccellidaproteggere.it/Le-specie/Gli-uccelli-in-Italia/Le-specie-protette/FANELLO
https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/themountainstreamswherethemoorcockscrow.html http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=954
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46396
https://thesession.org/tunes/13895

TAKE A LOOK AT LOCH QUOICH

Un paio di canti in gaelico scozzese conservati dalla tradizione popolare delle Highlands (dalla costa est ad ovest), Il Laird o il John di cui si parla doveva essere ben conosciuto nei pressi del Loch Quoich (nel distretto di Lochaber): un territorio collocato nel Great Glen, lungo la strada per Kinloc hourn, oggi per la buona parte disabitato adatto per i puri di cuore. Ma tanto per fare un po’ di confusione Glen Quoich è una delle principali valli del Mar Lodge Estate l’antica contea di Mar nell’Aberdeenshire; negli archivi di Tobar an Dualchais sono riportare alcune registrazioni di un canto in gaelico dal titolo “O Iain Ghlinne Cuaich” provenienti da Midlothian, o Lothian centrale.

LE ESCURSIONI
Lochaber: http://www.undiscoveredscotland.co.uk/knoydart/kinlochhourn/
Mar Lodge: http://mountaincoastriver.blogspot.it/2015/06/midsummer-snow-glen-etive-loch-quoich.html
http://www.walkscotland.com/walk21.htm

ORAN FEAR GHLINNE-CUAICH

maclise-harperUn canto bardico o come dovevano essere i canti dei bardi quando i clan erano ancora potenti o meglio quando le Highlands erano il territorio dei clan: tra i compiti del bardo c’era quello di celebrare le imprese degli eroi (e dei capi-clan) e di cantare la loro elegia funebre. Un tempo un guerriero poteva considerare la sua vita non vissuta invano, solo se un bardo narrava della sua storia, perciò preferiva una vita breve ma gloriosa, tale da meritare di essere tramandata (della serie anche i celti  avevano il loro Achille ). Per un guerriero, l’onore rappresentava tutto; un uomo si valutava in base ad esso, e, difatti, uno degli strumenti più pericolosi nella società celtica era la satira, un particolare canto dei poeti che, deridendo un uomo, ne causava l’allontanamento dalla società. Ogni guerriero era tenuto a difendere, a prezzo della vita, il suo onore, insieme a quello del suo clan.

IL GUERRIERO CELTA

Ecco come li descrive il greco-siciliano Diodoro Siculo, vissuto nell’ultimo secolo prima della nascita di Cristo ,  che presumibilmente deve aver incontrati i Celti in uno dei suo viaggi  (ma forse era solo un bibliotecario che si è limitato a riscrivere quanto già scritto in altri libri)
I Galli sono di taglia grande, la loro carne è molle e bianca; i capelli sono biondi non solo di natura, ma si industriano ancora a schiarire la tonalità naturale di questo colore lavandoli continuamente all’acqua di calce. Li rialzano dalla fronte verso la sommità del capo e verso la nuca… con queste operazioni i loro capelli si ispessiscono al punto da somigliare a criniere di cavalli. Alcuni si radono la barba, altri la lasciano crescere con moderazione; i nobili conservano nude le guance ma portano dei baffi lunghi e pendenti al punto che coprono loro la bocca… Si vestono con abiti stravaganti, delle tuniche colorate dove si manifestano tutti i colori e dei pantaloni che chiamano braghe. Vi agganciano sopra dei sai rigati di stoffa, a pelo lungo di inverno, e lisci d’estate, a fitti quadrettino colorati di tutte le gradazioni. (Biblioteca Storica, V, 28-30)

Una buona fonte di informazioni ci viene dai ritrovamenti archeologici delle tombe cosiddette dei Principi (ricchi tumuli funerari dell’età del Ferro disseminati un po’ in tutti i territori abitati dai Celti) e anche da Giulio Cesare al tempo della conquista romana della Gallia. I guerrieri dei Galli (o Celti continentali stanziati nell’attuale Francia) indossavano tunica di cuoio o di stoffa tinta con vari colori, pantaloni (anche questi operati), mantello in tartan (il plaide scozzese) fermato da una fibula (una grossa spilla) e stivali. I cavalieri  al tempo di Cesare potevano fare uso di corazze di cuoio bollito a spessi quadrotti e presumibilmente furono i Celti a realizzare  le prime cotte di maglia (armature formate da anelli di ferro intrecciati), che ebbero così tanta fortuna per tutto il medioevo europeo.

ASCOLTA su Spotify Margaret Stewart & Allan MacDonald in Colla Mo Rùn 2001

I
Faigh an t-searrag-sa mun cuairt
Lìon an àird gu bàrr a’ chuach
Deoch slàinte fear Ghlinne-Cuaich
‘S gun éireadh buaidh gach latha leis
II
Latha dhomh ‘s mi muigh air chuairt
Thachair orm fear Ghlinne-Cuaich
Làmh a dhiòladh dhòmhs’ an duais
‘S gun d’fhuair sin rud an latha sin
III
Ceist nam ban o thìr nam bó
Far Strath Chluainidh ghorm an fheòir
Far an d’fhuair thu d’àrach òg
‘S gun cùnnte móran aighean dhut
IV
Bu tu ceann-uidhe nam bàrd
Na fìdhlearan ‘s luchd nan dàn
Nuair a shìneadh tu do làmh
Gum b’àilteachadh leam crathadh dhith
V
Nuair a dheidheadh tu bheinn a’ cheo
Dh’iarraidh fàth air damh na cròic
Air do shùil cha laigheadh sgleò
‘S bu sheòlta dol ‘s an amharc thu
VI
‘S tric a leag thu màthair laoigh
‘S a choille ghuirm air a taobh
Eilid bhinneach nan cas caol
Is coileach fraoich ‘s a chamhanaich
VII
Nuair a dheidheadh tu bheinn na stùc
Le do ghunna ‘s le do chù
Nuair a lùbadh tu do ghlùin
Gun ùmhlaicheadh na h-aighean dhut
VIII
‘S truagh nach d’ thachair dhomh bhi ‘m bhàrd
A thogadh do chliù an àird
Dheanainn innse dhuibh nam dhàn
Gur mac a dh’fhàs mar d’athair thu
IX
‘S dé dheanadh do mhàthair chòir
An fhuil uasal dh’fhàs gun phròis
Mura tachradh ort té mhór
Aig am biodh stòr nach caitheadh i
X
‘S faigh an t-searrag-sa mun cuairt
Lìon an àird gu bàrr a’ chuach
Deoch slàinte fear Ghlinne-Cuaich
‘S gun éireadh buaidh gach latha leis

TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I
Get this bottle ‘round/ And fill the cup up to its brim/A health to the laird of Glen Quoich (1) /And may his be the victory every day
II
One day as I walked out
I met the laird of Glen Quoich
His, the hand to dispense rewards to me(2)
And we got something(3) that day
III
Darling of the women from the land of the cattle/From green Strath Cluaine(4) of the grass
Where you were brought up
And you owned many heifers
IV
To you the bards traveled
And fiddlers and singers
When you stretched out your hand
A shake of it gave me delight
V
When you went to the misty mountain/To try for a shot at the antlered stag/Your eye would not lose its keenness/And you were cunning at watching them
VI
Often you felled a fawn’s mother
In the green wood on her side
The delicate slender-legged hind
As well as the grouse at twilight
V
When you went to the steep mountain
With your gun and your dog
When you bent your knee(5)
The hinds would yield to you
VI
It’s a pity I didn’t happen to be a bard
Who could sing your praises
And I’d tell you all in my song
That you are a son like your father
VII
And what would your mother do
She of the noble blood without conceit/If you didn’t chance on a high-born girl(6)/With unlimited wealth
VIII
Get this bottle ‘round
And fill it to its brim
A health to the laird of Glen Quoich
And may his be the victory every day
Tradotto da Cattia Salto
I
Prendi questa bottiglia e riempi la coppa fino all’orlo alla salute del signore del Glen Quoich (1)
che la vittoria gli arrida ogni giorno.
II
Un giorno ero fuori
e incontrai il Signore del Glen Quoich, il mio mecenate(2), e facemmo una buona caccia (3) quel giorno.
III
Amato dalle donne dalla terra del bestiame
da Strath Cluaine (4)verde d’erba
dove sei cresciuto e possedevi molte giovenche.
IV
I bardi erranti
e i violinisti e cantanti,
pronti al tuo cenno
che delizia!
V
Quando andavi alla montagna delle nebbie
per cacciare il cervo dai palchi
il tuo occhio non perdeva la sua perspicacia e tu eri lesto nel vederli.
VI
Spesso hai abbattuto la madre di un cerbiatto nel bosco più profondo, come pure la cerva dal piè veloce e anche , al crepuscolo, il gallo cedrone
V
Quando andavi sulla ripida montagna
con le armi e i cani, ti mettevi in ginocchio(5)
e le cerve cadevano ai tuoi piedi.
VI
Peccato non aver avuto in sorte di essere bardo per cantare le tue lodi, avrei narrato di te nei canti dicendo che sei il degno figlio di tuo padre.
VII
Cosa farebbe tua madre dal nobile lignaggio,
se non ti sposassi con una fanciulla d’alto lignaggio (6)e dalla ricchezza illimitata?
VIII
Prendi questa bottiglia
e riempi la coppa fino all’orlo
alla salute del signore del Glen Quoich che la vittoria gli arrida ogni giorno.

NOTE
1) ci sono tre alternative per collocare la località
2) letteralmente: “la mano che mi elargiva ricompense”
3) presumo si riferisca alla caccia, letteralmente: “e noi prendemmo qualcosa”
4)Tomdoun is a small hamlet found along a former drove road which branches off the A87 at Loch Garry. Strath Cluanie can be found to the north of Tomdoun.
5) per prendere la mira con l’arco
6) vien da presumere da questa strofa che il bardo stia tessendo le lodi del Laird durante il banchetto nunziale

IAIN GHLINN ‘CUAICH

(tanto per fare un esempio)

In questa versione è una donna a cantare il suo amore per il bellissimo John di Glen Quoich (ovunque Quoich si trovi), ma il canto non è di gioia perchè la donna è stata appena lasciata (il bello ha troncato la relazione senza darle spiegazioni o conforto); eppure la donna è certa di essere lei in torto poiché egli è perfetto sotto ogni punto di vista, così gli augura ogni bene e di trovare presto un’altra donna migliore; immagino ci sia una punta di malizia nell’espressione finale, come se lei lo mandasse a ..  prendersi la donna che si merita (invece che a prendersi la donna che se lo merita)!! (o almeno questa sfumatura è quella più appropriata per le donne di oggi)

ASCOLTA Capercaillie in Sidewaulk 1989 l’interpretazione di Karen Matheson rispecchia in pieno il sentimento della donna abbandonata è soprattutto un sussurro che viene dall’anima


I
O Iain Ghlinn’ Cuaich, fear do choltais cha dual da fas,
Cul bachlach nan dual ‘s e gu camlubach suas gu bharr,
‘S i do phearsa dheas ghrinn a dh’fhag mi cho tinn le gradh,
‘S nach’ eil cron ort ri inns’ o mhullach do chinn gu d’sail.
II
Ach an trian dhe do chliu cha chuir mise, a ruin an ceill,
‘S caoimh’ faiteal dhe d’ghnuis na ur choille fo dhruchd ri grein,
Gum b’ e miann mo dha shuil a bhith sealltainn gu dluth ad dheidh,
‘S math a b’airidh mo run-s’ air ban-oighre a’ chruin fo sgeith.
III
Iain, Iain, a ghaoil, cuim’ a leig thu me faoin air chul,
Gun ghuth cuimhn’ air a’ ghaol a bh’againn araon air tus?
Cha tug mise mo speis do dh’fhear eile fo’n ghrein ach thu,
Is cha toir as do dheidh gus an cairear mo chre ‘san uir.
IV
Ged a chinn thu rium fuar, bheil thu, Iain, gun truas ‘s mi ‘m chas,
‘S a liuthad la agus uair chuir thu ‘n ceill gum bu bhuan do ghradh?
Ach ma chaochail mi buaidh, ‘s gun do choisinn mi t’fhuath na t-fhearg,
Tha mo bheannachd ad dheidh, ‘s feuch an tagh thu dhuit fhein nas fhearr.


TRADUZIONE  INGLESE ( da qui)
I
Oh John of Glencuaich it does not seem right that you should be so beautiful,
Your tresses, in ringlets, are tightly curled to the tips,
Your upright handsome appearance has left me love-sick, /And you are faultless from head to heel.
II
But, my love, I cannot relate one third of your merits
Your presence is more refreshing than the sun-kissed dew-bedecked young trees,
I long to have you always within my sight,
My beloved is well worthy of defending a royal heiress.
III
John, John my love, why did you abandon me so completely,
Without any reminder of the mutual love we once shared,
I have never loved any other man on earth but you,
Nor will I ever love anyone else ‘til my body is interred in the soil.
IV
Although your feelings towards me have turned cold,
Are you, John, without pity for me in my plight,
When you so often declared your undying love for me
But if I have so changed in character that I have earned your hatred and anger.
My blessings still go with you, and if you can, try to choose someone better.

Tradotto da Cattia Salto
I
Oh John of Glen Quoich non mi sembra giusto che tu possa essere così bello
i tuoi capelli, in boccoli, sono un rigido intreccio(1)
la tua postura bella dritta mi ha lasciato il mal di cuore,
tu sei perfetto dalla testa ai piedi.
II
Ma amore mio non posso che descrivere una misera parte dei tuoi meriti
sei più rinfrescante della rugiada baciata dal sole che ingioiella gli arbusti(2)
voglio averti sempre sotto gli occhi
il mio diletto è ben degno di difendere una principessa
III
John, John amore mio, perchè mi hai  lasciata in tronco
senza alcun ricordo del reciproco amore un tempo condiviso,
non ho mai amato un altro uomo sulla terra, te solo
ne mai amerò un altro finchè il mio corpo sarà sepolto nella terra.
IV
Sebbene i tuoi sentimenti verso di me si siano raffreddati
sei tu, John, senza compassione per me nella mia condizione,
quando così spesso mi dichiaravi il tuo eterno amore,
ma se io non sono così mutata nel carattere da aver meritato il tuo odio e la tua collera,
le mie benedizioni siano ancora su di te, e se ci riesci, cerca di scegliere un’altra migliore.

NOTE
1) la descrizione dei dreads celtici!! I dreadlocks o dreads (Jata in Hindi, o erroneamente chiamati rasta) sono formati aggrovigliando i capelli su se stessi, e si possono ottenere in diversi modi, uno dei quali sta nel non pettinarsi per lungo tempo: in questo modo si formeranno dei locks (nodi) che con il tempo sarà impossibile sciogliere. La parola dreadlock non possiede una traduzione precisa. Sappiamo che dread, in inglese, è un sostantivo che significa “paura”,”timore”, mentre lock significa “bloccare” o, più precisamente, “intrecciare”, poiché i dredlocks sono delle vere e proprie trecce di capelli. Il termine, pertanto, potrebbe voler dire “intrecciare con timore” (sottinteso “di dio”, in quanto nata come pratica religiosa) o, più liberamente, “rigido intreccio”. (grazie wikipedia)
2) sembra di leggere un sonetto di Shakespeare

Ascoltiamola anche in questa dolcissima versione strumentale della Battlefield Band nella sua ultimissima formazione battezzata nel 2011 con il nuovo cd dal titolo “Line-up”: Ewen Henderson accarezza il piano e Alasdair White fa piangere il violino doppiato dal low whistle di Mike Katz ..

FONTI
“I celti” per la Mostra I celti a Palazzo Grassi – Venezia 1991
http://www.celticlyricscorner.net/stewart/oran.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/iain.htm
http://www.margaretstewart.com/about-margaret.html

COISICH A RÙIN

La waulking song dal titolo Coisich a rùin (in inglese “Come on, my love”) è ambientata nelle isole Ebridi e si riferisce a un passato mitico delle isole quando i sea raiders andavano per mare a prendersi il bottino e la gloria.

LA STRUTTURA DEL CANTO

Molto probabilmente era questa la forma più antica dei canti di lavoro durante la follatura del tweed. Il coro riprende ogni verso con dei “vocables e il ritornello è molto breve costituito da 4 gruppi di suoni sillabici ripetuti in sequenza.  L’altra particolarità (anche questa tipica)  è la ripetizione degli ultimi due versi della strofa nei primi due della strofa successiva, il che rende il canto lunghissimo.
Per semplicità nel riportare il testo si omettono questi raddoppi dei versi.

L’ARGOMENTO DEL CANTO

Chi canta è una donna che piange la perdita del marito, un giovane guerriero imbarcato con i compagni del suo clan sulla galea dei sea raiders (i predoni del mare). Il canto si configura così come un lamento funebre, simile all’andamento tipico delle waulking songs utilizzate all’inizio della lavorazione d’infeltrimento del tweed, molto più faticosa e dai movimenti lenti.

ASCOLTA Catriona MacDonald (solo voce)

A metà del canto il richiamo va ad una popolare waulking song Ailein Duinn, le immagini sono simili: l’ultima strofa descrive un funerale del mare, con il letto di alghe, le stelle come candele, il mormorio delle onde e i cormorani come guardiani. La parte centrale ha il respiro dei poemi bardici, un inno alla natura di quelle terre incontaminate e selvagge che ancora oggi sono le Highlands scozzesi e le loro isole semi disabitate.

Coisich a rùin, hù ill ho-rò
Lùb nan geal-làmh o hì ibh ò
‘S minig a bha, hù ill horò
Mi fo t’earaddh, och hoireann ò
‘S mi fo chirb, hù ill horò
Do bhreacain bhallaich och hoireann ò
‘N lagan uaigneach, hù ill horò
Chluain a’ bharraich, och hoireann ò
Siaban nam beann hù ill horò
Sìor chuir tharainn och hoireann ò
Uisge fìor-ghlan, hù ill horò
Fuar-ghlan, fallainn, och hoireann ò
An cois an fhèidh hù ill horò
‘S àirde langan och hoireann ò
‘S mise a’ bhean bhochd hù ill horò
a th’ air mo bhuairead ho hì ibh ò
Ma thug Clan Nèill hù ill horò
Druim a’ chuain orr’ och hoireann ò
Luchd nan ròiseal hù ill horò
‘s nan long luatha o hì ibh ò
‘S nam brataichean hù ill horò
dearg’ is uaine och hoireann ò
‘S nan claimheannan hù ill horò
geura, cruadhach o hì ibh ò
Nach laigh smal orr’ hù ill horò
anns na truaillean och hoireann ò
‘S mise a’ bhean bhochd hù ill horò
a th’air mo sgaradh o hì ibh ò
Mur e Leòdhas hù ill horò
mhòr ur caladh och hoireann ò
Mas e ‘s boghstair hù ill horò
dhuibh a’ ghainneamh o hì ibh ò
Mas e ‘n t-slaodach hù ill horò
‘s aodach-tarraing och hoireann ò
Mas e na sgairbh hù ill horò
ur luchd-faire o hì ibh ò
Ur coinnlean àrd hù ill horò
na reultan geala och hoireann ò
‘S ur ceòl fìdhle hù ill horò
gaoir na mara, och hoireann ò

TRADUZIONE INGLESE
Walk my love,
Youth of the white arms(1)
Often I lay
Beneath your robe
Under the edge
Of your tartan plaid
In a remote hollow
In a birch bower
The mountain mist
Ever swirling round us
With clear fresh water
cold and healthy
Near the deer
calling loudly
I am the poor wife
Sorely troubled
If Clan Neil have taken
To the high seas
People of the surging waves
And the fast galleys(2)
And of the banners
Red and green
And of the swords
sharp, steely
That remain unblemished
In their scabbards
I am the poor wife
who’s been shattered
If great Lewis
Isn’t your haven
If your mattress
Is the sand
If the seaweed
is your winding sheet
If the cormorants
are your guards
If your tall candles
are the white stars
And your fiddle music
the roar of the sea
Tradotto da Cattia Salto
Vieni amore mio
gioventù delle spade(1)
spesso giacevo
tra la tua roba
sotto le falde
del tuo mantello tartan
in una conca solitaria
in un pergolato di betulle.
La nebbia della montagna
mai vorticante introno a noi
con la chiara acqua fresca
fredda e salutare.
Accanto al cervo
che chiama ad alta voce
io sono la povera moglie
amareggiata nel dolore,
se il Clan Neil ha preso il largo
verso il mare aperto
il popolo dei marosi
e le galee(2) veloci
e le insegne
rosse e verdi
e le spade
aguzze e taglienti
che restano senza macchia
nei loro foderi
sono la povera moglie
che si trova all’estremo delle forze.
Se la grande Lewis
non è il tuo rifugio
se il tuo materasso
è la spiaggia
se l’alga
è la tua coperta
se i cormorani
sono i tuoi guardiani
se le tue lunghe candele
sono le stelle luminose
e la musica del tuo violino
il rombo del mare

NOTE
1) di solito l’innamorato di questi antichi canti  è un guerriero-cacciatore e qui sono descritti i sui svaghi. L’influsso della poesia bardica è molto presente.
2) una scottish galley ovvero una galea a vela costruita nel Medioevo dagli scozzesi delle isole ma con le caratteristiche proprie della nave vichinga, lunga e bassa che si muoveva a remi e dotata di una vela quadrata, portava un equipaggio di una sessantina di guerrieri.
At one time, these vessels were the principal mode of transportation around the western isles of Scotland. The terrain was too rugged with large forests. There were no roads. So the sea lochs and minches of the western isles were the equivalent of today’s motorways at that time.
The Birlinn is said to have been developed from the Norse Galley by Somerled, who led the Kingdom of the Isles in the 1100s. These were clinker-built wooden boats that could be rowed or sailed, with a single mast and square sail. These small but sturdy seagoing ships were an improvement on the Norse Longship.
They were used for everything from ferrying people and cargo to going to war. The design was more manouverable than that of the Norse boats and suited to both rough seas and shallow water. The boats were light, but could be weighted with ballast to make them more stable in rougher conditions and the shallow draught made them easy to haul out of the sea. (tratto da qui)

immagine tratta da https://www.behance.net/gallery/West-Highland-(Hebridean)-Galley-Reconstruction/5296087
immagine tratta da https://www.behance.net/gallery/West-Highland-(Hebridean)-Galley-Reconstruction/5296087

Un’altra versione più ritmata e rivisitata in chiave moderna è quella dei Capercaille i quali uniscono una piccola parte del testo precedente con un altro brano che mantiene sempre la stessa melodia e che si intitola “‘S fliuch an oidhche” (in inglese “Wet the Night”)

ASCOLTA Capercaille in Delirium 1991 in una versione decisamente rock


COISICH, A RÙIN
Coisich, a rùin, hù il oro
Cum do ghealdadh rium, o hi ibh o
Beir soraidh bhuam, hù il oro
Dha na Hearadh, boch orainn o
Gu Seon Caimbeul, hù il oro
Donn mo leannan, boch orainn o
Sealgair geòidh, hù il oro
Ròin is eala, boch orainn o
Bhric a ní leum, hù il oro
‘N fhèidh ri langan, boch orainn o
‘S FLIUCH AN OIDHCHE
‘S fliuch an oidhche, hù il oro
Nochd’s gur fuar i, o hi ibh o
Ma thug Clann Nìll, hù il oro
Druim a’ chuain orr’, boch orainn o
Luchd nan seòl àrd, hù il oro
‘S nan long luatha, boch orainn o
‘S nam brataichean, hù il oro
Gorm is uaine, boch orainn o
Cha b’fhear cearraig, hù il oro
Bheireadh bhuat i, boch orainn o

TRADUZIONE INGLESE (da qui)
Come on, my love,
Keep your promise to me
Take greetings from me
Over to Harris
To John Campbell
My brown-haired sweetheart
Hunter of goose
Seal and swan
Of leaping trout
Of bellowing deer
Wet is the night
Tonight is cold
If the MacNeills(3)
Have to put to sea
Men of high sails
And swift of ships
And of banners
Blue and green
No left-hander
Could take her rudder from you
tradotto da Cattia Salto
Vieni amore mio,
mantieni la tua promessa,
porta i miei saluti,
fino a Harris
a John Campbell,
il mio fidanzato dai capelli scuri,
cacciatore di oche,
foche e cigni,
di trote guizzanti,
di cervi mugghianti.
Umida è la notte,
stasera è freddo,
se i MacNeills(2)
devono prendere il mare,
gli uomini delle vele alte,
e veloci delle navi,
e le insegne,
blu e verdi,
nessun mancino,
potrebbe prenderti il timone.
,

NOTE
3) Gli O’Neil di Barra erano dei famosi sea raiders (vedi Kishmul’s Galley)

seconda parte: ‘S FLIUCH AN OIDHCHE

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/coisich.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/23944/2;jsessionid=F145B861B6B3847D17817FB9801C52AF
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/79704/7;jsessionid=1CAD61939D305AAB15373EF4C72F3115
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/26791/8;jsessionid=B6892984CCBE1C66E77385DD3FD40382
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/43792/5;jsessionid=4FF2081BE34CD2B6C30E23314A0ECFE0
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/96976/5
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/79704/5
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/97035/2
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/2368/5
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/13132/5
https://www.behance.net/gallery/West-Highland-(Hebridean)-Galley-Reconstruction/5296087

AIGNISH ON THE MACHAIR

Una canzone dalle Isole Ebridi per commemorare la fine di una vita, colta dalla vecchiaia, così come dovrebbe essere una morte serena. La canzone esprime la nostalgia per la propria terra e il desiderio di giacere anche in morte, nel grembo della comunità di appartenenza.

aignish-cimitero
Il testo è stato composto da Agnes Mure Mackenzie di Stornoway, isola di Lewis (Ebridi esterne) su di una vecchia melodia scozzese. Nel canto si cita il cimitero di Aignish, un borgo poco distante da Stornoway già luogo di insediamenti monastici medievali. I ruderi di una piccola chiesa dedicata a S Columba sono il fulcro di un cimitero (per il clan dei Macleod) proprio a ridosso del mare. (vedi)

ASCOLTA Capercaillie in The blood is strong 1988 e ristampa 1995
Nell’album il brano è accreditato sia a John Archie Morrison che a Marjory Kennedy Fraser, che con il suo lavoro ha più arrangiato il materiale tradizionale delle isole Ebridi, che composto qualcosa di suo.

I
An ciaradh m”fheasgairs mo b`heath `air claiodh
Mo rosg air dunad`s a`bhas gun chli
Stuir curs` an lar leam gu Eilean ciatach
Gu Aignish sgiamhach far an d`araich mi
II
An sin gun cairich sibh mi` san fhod
A mheasg mo chairdean `smo shinnsrean coir
Ri toonan barr-gheal a` bualadh traghad
`Sri machair(2) Aignish nan laoighs nam bo.
III(3)
Bi eoin an aite gach la ri seinn
‘S an iarmailt ghorm sin gu h-ard os cionn
Is machair Aignis ri taobh na traghad
Gu tosdach samhach ‘s mi sint’ ‘s a’ chill
TRADUZIONE INGLESE*
I
When day is over and life is done
My eyes have closed and my strength has gone
Steer my course westwards(1) to the beautiful island
To lovely Aignish where I was raised
II
There please leave me by kith and kin
By parents kindly and all my friends
By white waves pounding on beaches sounding/And the plains of Aignish of the calves and cattle.
III
The birds of the place will sing every day
In those blue skies high above me
And the plains of Aignish beside the beach
Peaceful and still as I rest in the grave
tradotto da Cattia Salto
I
Quando il tempo è finito e la vita trascorsa, ho chiuso gli occhi e  le forze sono andate,
accoglimi allora nella Terra dell’Ovest(1) nella splendida isola
della bella Aignish dove sono cresciuta.
II
Là lasciatemi tra antenati e parenti con i genitori amati e tutti i miei amici,
tra il suono delle onde chiare che si frangono sulla spiaggia,
sulla piana (2) di Aignish delle mandrie
III
Gli uccelli del luogo canteranno tutto il dì
in quei cieli azzurri stesi su di me
sulla piana di di Aignish accanto al mare in pace e quiete così riposerò nella tomba

NOTE
* una traduzione più letterale qui
1) è l’Avalon, la terra delle fate, l’altromondo celtico
2) machair è una fertile pianura d’erba, come se ne trovano sulle isole Ebridi proprio a ridosso della spiaggia

La traduzione di Agnes Mure Mackenzie (in Lyra Celtica)

When day and night are over,
And the world is done with me,
Oh carry me west and lay me
In Aignish by the sea.

And never heed me lying
Among the ancient dead,
Beside the white sea breakers
And sand-drift overhead

The grey gulls are wheeling ever,
And the wide arch of sky,
Oh Aignish on the Machair(2),
And quiet, quiet there to lie.

FONTI
http://www.visitouterhebrides.co.uk/see-and-do/st-columbus-church-eaglais-na-h-aoidhe-p524161 http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/aignish.htm http://www.celticlyricscorner.net/macaskill/aignis.htm http://www.elvendale.de/songs/aignish.html
http://www.albumtrad.com/en/ishbel-macaskill/00392-sioda.xhtml http://www.alansim.com/scohtml/sco262.html http://www.cdandlp.com/kennedy-fraser-traditional/land-of-heart-s-desire-lisa-milne-sioned-williams/cd/r116587407/