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DRIVE THE COLD WINTER AWAY

Per salutare i 12 giorni del Natale (e soprattutto le notti) e per scacciare fuori il freddo inverno, un canto natalizio della tradizione inglese risalente all’epoca elisabettiana noto anche con i titoli “In Praise of Christmas” o “All Hail to the Days” è un invito a trascorrere il periodo natalizio (che nel Medioevo era fissato in 12 giorni) in modo festoso e spensierato, tra lauti banchetti e divertimenti in buona compagnia.
Il testo è tratto dalla Collezione Roxburghe (sono 5 libri in 4 volumi con 1500 ballate pubblicate in inglese dal 1567 al 1790, oggi al British Library). L’autore è anonimo e il testo viene datato intorno al 1625. A volte è erroneamente attribuito a Tom Durfey (1653-1723). Riportato anche in A Christmas Garland A.H. Bullen – Londra 1885 e in All Hail to the Days, Broadside del XVII sec.

La melodia è riportata da John Playford (1623-1686) nel suo “The English Dancing Master“, 1650 con il titolo “Drive the cold winter away” in cui sono elencati i passi della danza. vedi

brindisi-natale

DODICI GIORNI DEL NATALE

Anticamente era la notte del Solstizio d’Inverno in cui si iniziava a contare i 12 giorni del Natale: dal 21 dicembre al primo di gennaio, oggi il conto parte dal 26 dicembre ovvero il “Giorno Santo” (includendo la notte della vigilia) e si conclude il 6 gennaio, con l’Epifaniache tutte le feste spazza via“.

ASCOLTA The Rose Ensemble: un arrangiamento barocco pregevole

ASCOLTA Owain Phyfe grande interprete di musica antica

LE VERSIONI CELTIC FOLK

ASCOLTA Irish Descendants in The Gift 2002. Il gruppo canadese la propone in una versione moderna più da Celtic ballad.

ASCOLTA Horslips in Drive the cold winter away, 1975; il gruppo celtic rock di Dublino propone il brano in un bell’arrangiamento strumentale: la chitarra per la struttura ritmica del brano, con flauto e poi  violino per la parte melodica

ASCOLTA Gian Castello (ormai felicemente trasferitosi in Irlanda) in “To Drive the Cold Winter Away” 2011

ASCOLTA Loreena McKennitt con il titolo di Praise of Christmas nel suo secondo album “To drive the cold winter away” 1987 (registrato direttamente in una chiesa in Ontario e in un monastero in Irlanda). Essenziale e scarno incentrato su una vocalità angelica, il Cd come scrive la stessa autrice “As a child my most vivid impression of music for the winter season came from songs and carols recorded in churches or great halls, rich with their own unique ambience and tradition. In that spirit, I have ventured into several similar locations that I have come to cherish in my travels.”

La ballata “Drive the cold winter away” è composta da 12 strofe, (il testo è riportato integralmente in vedi) le strofe di “In Praise of Christmas” sono invece solo 4, ovvero quelle riportate.


I
All hail to the days that merit more praise
Than all the rest of the year,
And welcome the nights that double delights
As well for the poor as the peer!
Good fortune attend each merry man’s friend,
That doth but the best that he may;
Forgetting old wrongs, with carols and songs,
To drive the cold winter away.
II
‘Tis ill for a mind to anger inclined
To think of small injuries now;
If wrath be to seek do not lend her thy cheek
Nor let her inhabit thy brow.
Cross out of thy books malevolent looks,
Both beauty and youth’s decay,
And wholly consort with mirth and with sport
To drive the cold winter away.
III
This time of the year is spent in good cheer,
And neighbours together do meet
To sit by the fire, with friendly desire,
Each other in love to greet;
Old grudges forgot are put in the pot (2),
All sorrows aside they lay;
The old and the young doth carol this song
To drive the cold winter away.
IV
When Christmas’s tide come in like a bride
With holly and ivy (3) clad,
Twelve days (4) in the year much mirth and good cheer
In every household is had;
The country guise is then to devise
Some gambols of Christmas play,
Whereat the young men do best that they can
To drive the cold winter away.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un saluto ai giorni che meritano più lode
di tutto il resto dell’anno
e benvenute le notti che raddoppiano i piaceri
ai poveri come ai ricchi!
Buona fortuna accompagni l’amico di ogni uomo felice
che fa soltanto del suo meglio;
dimentichiamo i vecchi torti, con inni e canti
per scacciare via il freddo inverno.
II
E’ sbagliato per uno spirito incline alla collera pensare ora ai piccoli torti;
se l’ira ti cerca non porgerle la guancia,
non lasciarla dimorare nella testa;
cancella dai tuoi libri le espressioni malevoli
e anche lo svanire della bellezza e della gioventù:
unisciti completamente alla gioia e al divertimento
per scacciare via il freddo inverno.
III
Questa stagione dell’anno si trascorre nel buon umore e in compagnia dei vicini per sedersi accanto al fuoco, con cordiale amicizia,
e salutarsi l’un l’altro con amore;
i vecchi rancori dimenticati sono mandati in soffitta,
ogni dolore messo da parte
i vecchi e i giovani cantano questa canzone
per scacciare via il freddo inverno..
IV
Quando il tempo di Natale arriva come una sposa
agghindata con agrifoglio ed edera
i 12 giorni dell’anno più in allegria e buon umore
si trascorrono in ogni famiglia;
l’usanza campagnola è quindi di inventare
delle capriole per divertirsi a Natale,
così anche i fanciulli fanno del loro meglio
per scacciare via il freddo inverno.

NOTE
1) si presume sia riferito ai piaceri matrimoniali che si trascorrono nel letto
2) “to put in the pot” letteralmente mettere nel boccale o anche mettere nella pentola
3) sulle piante magiche del Natale qui
4) La festa di Yule (dal norreno jól e dal germanico jiuleis) durava 12 giorni a partire dal solstizio d’inverno ( i giorni di Yule diventati successivamente Christmastide)

continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/drive-cold-winter.htm
http://www.pbm.com/~lindahl/playford_1651/046small.html
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/drive_the_cold_winter_away.htm

LA RICETTA DEL FIGGY PUDDING: WE WISH YOU A MERRY CHRISTMAS

Il più popolare dei dolci natalizi inglesi è il budino di Natale (Plum o Figgy  Pudding): di forma tondeggiante a base di mandorle, uvetta e altra frutta secca, rum e varie spezie, si portava in tavola il 25 dicembre decorato con un ramo di agrifoglio. Anche le ricette del Budino all’uvetta (figgy è l’uva sultanina e non il fico) risalgono al XVI sec e pur variando negli ingredienti tutte richiedono la cottura a bagnomaria.
E qui veniamo al bello: di ricette ce ne sono tantissime, ma fondamentalmente c’è una parte di grasso (una volta sugna o strutto adesso si usa il burro), mollica di pane, uva passa e cedro candito (in alternativa anche prugne, mirtilli, fichi o datteri secchi oppure albicocche secche e noci oppure mandorle) spezie varie, scorza di limone e/o arancia per dare il profumo, uova, brandy o rum e/o latte. Il tutto mescolato bene, versato in uno stampo da budino e cotto a bagnomaria per molte ore.

Ingredients for Plum Pudding. Eliot Hodgkin 1961

Nella mistura di spezie oltre allo zucchero si comprende chiodi di garofano e cannella, zenzero o macis, e anche il classico pizzico di sale o l’estratto di vaniglia. Alcune ricette aggiungono anche lievito in polvere e la marmellata da mettere sul fondo dello stampo. Insomma questo è il tipico dolce che mi piace fare perchè viene bene con quello che si trova a disposizione nella dispensa anche quando manca l’ingrediente indicato!
L’importante è trovare la giusta miscelazione tra parte secca e liquida in modo che l’impasto risulti morbido e ben amalgamato, c’è da tenere presente che si tratta proprio del budino di pane come quelli che facevano le nostre nonne, solo un po’ più ricco ed elaborato! In America si prepara una torta di frutta secca altrettanto tradizionale
Anche il modo di servire il dolce ovvero l’accompagnamento con le salse varia da ricetta a ricetta: ho trovato salse al vino, al rum, con crema pasticcera e panna montata. Ma quello più d’effetto è il flambè!


Il dolce era molto amato dai bambini e veniva servito ai Carolers di Natale così come apprendiamo da un canto  natalizio molto popolare: We wish you a Merry  Christmas 

LA PALLA DI CANNONE VITTORIANA

E’ stato Charles Dickens nel suo “A Christmas Carol” a consacrare  il Figgy Pudding quale elemento immancabile sulla  tavola inglese di Natale, con un operazione mirata ad esaltare i valori della  tradizione risalente ai tempi dei Tudors.

victorian-puddingIn half a minute Mrs. Cratchit entered- flushed, but smiling proudly- with the pudding like a speckled cannon-ball so hard and firm blazing in half of a half-a-quartern of ignited brandy, and bedight with Christmas holly stuck into the top.
(A Christmas Carol ~ Charles Dickens, 1843) 

(riassumendo in italiano: la signora Cratchit porta in tavola un budino come una palla di cannone a chiazze, così dura e ferma, ardente di brandy acceso e decorata con un rametto di agrifoglio sulla cima)
Ma come faceva la signora Cratchit a preparare il figgy o plum (a seconda se composto da fichi o da prugne secche) pudding a forma di palla di cannone? Ma lo cuoceva in un canovaccio!

Preparare il Christmas pudding era una festa per tutti i bambini della casa! A cominciare dalla preparazione dell’impasto in cui ogni componente della famiglia dava un giro di mestolo per esprimere un desiderio.

cooking-the-christmas-pudding-1848

Hallo! A great deal of steam! The pudding was out of the copper. A smell like a washing-day! That was the cloth. A smell like an eating-house and a pastrycook’s next door to each other, with a laundress’s next door to that! That was the pudding!
(A Christmas Carol ~ Charles Dickens, 1843) 

Il budino avvolto in un panno era immerso in un grande calderone di rame, lo stesso che veniva utilizzato per lavare i vestiti e riscaldare grandi quantità di acqua. Ecco perché Dickens parla di odore di pasticceria e di lavanderia mischiati!

Per rendere più digeribile il christmas pudding occorre cuocerlo a lungo, usando la mollica di pane più che la farina (ovvero metà e metà); il budino si lascia sempre nel suo involto per conservarlo in un luogo asciutto. In genere si prepara cinque settimane prima di Natale. Al momento di servire si cuoce ancora per un’altra ora!

The secret of making plum pudding light and digestible lies in properly preparing the suet, mincing the currants, and boiling a sufficient time. Puddings made with breadcrumbs are lighter than those made wholly of flour; and a mixture of the two makes the best pudding. Plum puddings may be made some time before Christmas, and, having been boiled, the cloth must be opened out, but not taken off the pudding, and dried. Wrapped in paper, and stored in a dry place, puddings will keep good for several months, and only require to be boiled for an hour at the time of serving. Household Words, A weekly journal, vol 2, 1882. Charles Dickens 

Cibo ghiotto per i Carolers, ma  non per tutti i palati (o meglio gli stomaci), così gli effetti indigesti del  Christmas pudding sono ironizzati in questa canzone ottocentesca “Miss Fogarty’s  Christmas cake

Il colore del budino dopo tutti questi procedimenti è molto scuro, quasi nero in alcune ricette è saturo di brandy o di birra scura. Si mettevano all’interno dei piccoli oggetti come monetine o anelli come portafortuna. Si accompagna con crema al burro insaporita con brandy o rum o una salsa con burro e miele, panna o crema pasticcera.

UN DOLCE NATALE

Tra le pietanze del periodo natalizio spiccano le mince pie medievali, delle crostare ripiene di carne macinata insaporita dalle spezie provenienti dall’Oriente: noce moscata, chiodi di garofano, cannella e pepe. Già il mincemeat (il ripieno) era mescolato in alcune varianti con  la  frutta di stagione o secca. In epoca regency il ripieno diventa tutto di frutta: uva passa, ribes, mele, canditi.
La Twelfh Cake ha invece la forma di una torta ed è diventata il tipico dolce in tavola per la festa dell’Epifania, ma è anche il dolce nunziale dei matrimoni tradizionali. E’ una torta di frutta che per cuocere bene in forno necessita di una lunga cottura a bassa temperatura e che si presta ad elaborate decorazioni con ghiaccia reale, pasta di mandorle o pasta di zucchero.

RICETTA D’EPOCA DEL BAG PUDDING

Insomma sia come sia ecco la ricetta di Eliza Actone datata 1845
Ingredienti per 6-8, il peso è indicato in once facendo una conversione “occhiometrica” per cui 1 oncia equivale a poco meno di 30 grammi (per l’esattezza sono 28,35 gr) ho riportato anche il peso in grammi

3 once farina = 90 gr farina – 3 once briciole di pane grattugiato fine= stesso peso farina – 6 once sugna grattugiato (oggi usiamo il burro)= 180 gr burro – 6 once uvetta (che ormai ha sostituito le prugne usate in epoca rinascimentale) = 180 gr uvetta – 6 once ribes = 180 gr ribes – 2 once canditi = 180 gr canditi – 4 once mela grattugiata = 120 gr mela – 5 once di zucchero di canna = 150 gr zucchero – ½ cucchiaino di noce moscata grattugiata – ½ cucchiaino di cannella grattugiata – Piccolo bicchiere di brandy – 3 uova medie – Pizzico di sale

Da notare che la signora Actone non si dilunga nel modo di mescolare gli ingredienti: dice solo “mescolate e impastate tutti gli ingredienti insieme“, piuttosto descrive bene la tecnica di cottura

pudding-teloPRIMA TECNICA di COTTURA il fagotto con il panno.
Il budino diventa molto più leggero quando bollito in un panno: deve essere ben impastato e messo in acqua immediatamente dopo averlo legato bene. Il panno deve essere umido (cioè scottato in acqua) e ben infarinato.
Mescolare e impastare tutti gli ingredienti insieme, legarli nel panno trattato come sopra, spingere con un cucchiaio di legno attraverso le anse del panno e sospendere in fagotto su una pentola piena di acqua bollente. Appena l’acqua torna a bollire, abbassate il fuoco un po’, e chiudere con un coperchio. Far bollire il budino per 3 ore e mezza. Il fagotto si lascia sospeso ad un gancio per qualche settimana per migliorare il sapore. Prima di servirlo bisogna riscaldarlo per un paio d’ore sempre rimettendolo a bollire nell’acqua. Scartare il budino su un piatto caldo e infornare a temperatura media per 10 minuti in modo da formare una pellicina scura.

SECONDA TECNICA di COTTURA lo stampo.
Imburrare bene lo stampo. Versare l’impasto a riempire quasi fino in cima. Chiudere con un cerchio di carta da cucina imburrata. Legare un panno pulito sopra, con una piega in modo che il budino possa espandersi. Cuocere a bagnomaria per 3 ore e mezza in una pentola con l’acqua che arriva a tre quarti del bordo dello stampo. Ogni tanto aggiungere altra acqua calda in modo che il livello resti costante. Dopo 3 ore e mezza, quando è pronto, lasciate riposare il budino nel suo stampo per cinque minuti prima di sformarlo (il riposo serve per evitare che si rompa).Il budino si può conservare per molti giorni sotto un panno pulito. Prima del servizio in tavola riscaldarlo per altre 2 ore. Per il flambè, scaldare il brandy prima di versarlo sopra il budino e dargli fuoco

A guardare le immagini d’epoca (e a sentire le richieste dei carollers) grandi e piccini erano ghiotti di Christmas Pudding! La ricetta per le famiglie doveva essere solo blandamente alcolica visto le grandi quantità mangiate dai bambini!

Christmas-Pudding-children

LA RICETTA CON L’UVETTA
200 g burro- 350 g uvetta secca di Corinto- 200 g uva sultanina- 200 g uva passa – 50 g di canditi misti- 25 g di mandorle tritate- 175 g farina – 175 g di briciole di pane fresco (pane al latte, senza crosta) – 2 cucchiaini di spezie miste in polvere (chiodi di garofano, cannella, zenzero) – 1 cucchiaino di noce moscata in polvere- 700 g di zucchero di canna- 2 uova grosse, sbattute- la buccia ed il succo di 1 limone- 1 cucchiaio di melassa- 4 cucchiai di latte- 2 cucchiai di brandy- 1 stampo da budino dalla capacità di 1 litro- carta oleata- agrifoglio per decorare- 1 cucchiaio di brandy per flambare.

PlumPudding Imburrate lo stampo da budino con abbondante burro ed a parte anche un foglio doppio di carta oleata che vi servirà poi da coperchio per il pudding. In una ciotola grande mescolate tutti gli ingredienti con un cucchiaio di legno per circa 5 minuti fino ad ottenere un composto omogeneo e riempite con questo la forma imburrata. Pareggiate la superficie che deve rimanere al disotto del bordo per circa 2,5 cm e coprite con il doppio foglio di carta oleata (la parte imburrata rivolta verso l’interno) ben ripiegato tutt’intorno al bordo e legato con dello spago da cucina. Mettete il Pudding in una pentola e aggiungete dell’acqua calda in modo che ricopra la forma per 1/3. Coprite col coperchio e fate cuocere a fuoco bassa per circa 6 ore non dimenticando di aggiungere sempre l’acqua calda che mano a mano evapora. Trascorso questo tempo, togliete il pudding dall’acqua e fate raffreddare. Sostituite poi il coperchio di carta oleata con un altro che legherete come il precedente. Conservate il pudding in un luogo fresco e arieggiato. La mattina di Natale riscaldate il pudding per circa 2 ore con lo stesso metodo che avete usato per la prima cottura, ricordandovi di sostituire di tanto in tanto l’acqua che evapora. Quando è ben caldo, rovesciatelo sul piatto di portata, decorate con l’agrifoglio, versate sulla cima un cucchiaio di brandy riscaldato in un pentolino e flambate (infiammate) a tavola. Servite accompagnato dal Burro al Brandy.

Ricetta dal Blog Londra solo Andata

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LA RICETTA CON I FICHI (da non servire con bambini o astemi perché altamente alcolica!)

Circa 15 fichi secchi, tagliati in piccoli pezzi triangolari (circa 1 1/2 a 2 tazze) 1/2 tazza di acqua 1/2 tazza di rum scuro Brandy 1/3 di tazza 1/2 tazza di uva passa 1 e 1/3 tazze di farina integrale (o bianca) 2 cucchiaini di lievito in polvere 1 e 1/2 cucchiaini di cannella 1 cucchiaino di zenzero 1/2 cucchiaino di noce moscata grattugiato fresco 1/4 cucchiaino di chiodi di garofano 1/4 cucchiaino di sale marino 3 grandi uova 1 tazza di zucchero di canna 2 tazze di briciole di pane fresco, bianco, 150 gr burro 1 tazza di albicocche secche tritate 1 tazza di mirtilli secchi tazza di 1/3 di brandy per fiammare

Imburrate lo stampo da budino con abbondante burro (si deve riuscire a sformare il budino dallo stampo senza romperlo). Mettere i fichi nell’acqua in una casseruola e portare l’acqua ad ebollizione. Fate bollire fino a quando l’acqua è quasi completamente evaporata. Aggiungere il rum, il brandy e l’uva passa, e portare ad ebollizione. Togliere la padella dal fuoco mettere in una zona al sicuro con il coperchio della pentola sottomano, date fuoco con un fiammifero e lasciate bruciare lentamente per due minuti. Estinguere le fiamme mettendo il coperchio sulla pentola. Dopo pochi secondi, togliere il coperchio. Frullare insieme gli ingredienti secchi in una ciotola e mettere da parte. Poi, in una seconda ciotola, sbattere le uova e lo zucchero di canna fino a farli diventare spumosi. Incorporate le briciole di pane, il burro e la frutta secca preparata prima. Mescolare delicatamente gli ingredienti secchi nei vostri ingredienti umidi, e poi unisci le albicocche e mirtilli. Si ottiene una pastella densa da versare nello stampo da sigillare ermeticamente con un foglio di alluminio. Mettere lo stampo nella pentola e poi aggiungere acqua calda fino a quando è circa 1/2 a 2/3 i lati dello stampo. Portare l’acqua ad ebollizione e poi abbassate la fiamma cuocendo a fuoco lento. Coprire la pentola con un foglio di alluminio, e quindi sigillare ermeticamente con un coperchio. Fate bollire per due ore, aggiungendo altra acqua se necessario, fino a quando il budino è fatto. Per verificare il grado di cottura, rimuovere con cautela il coperchio e vari strati di fogli di alluminio. Inserire coltello nel centro della torta, se il coltello esce pulito, è fatta. Togliere la padella dal fuoco e lasciate riposare per 5 minuti. Per sformare: passare un coltello lungo tutto il bordo e capovolgere. Quindi sollevare lo stampo lentamente, agitando leggermente per allentare il budino. Lasciare raffreddare il budino per 30 minuti.

Per fiammare: scaldare il brandy a fuoco medio. Versare sopra la torta tiepida, e velocemente accendere un fiammifero dare fuoco. Si può servire con panna montata.

continua

FONTI
http://blog.oxforddictionaries.com/2012/12/the-christmas-table/
http://janeaustensworld.wordpress.com/category/regency-christmas-traditions/
http://austenprose.com/2010/12/24/regency-era-english-christmas-pudding-american-fruitcake%e2%80%99s-kissin%e2%80%99-cousin/

http://www.earlymodernengland.com/2013/12/georgian-christmas-an-eighteenth-century-celebration/
http://www.historicfood.com/John%20Mollard’s%20Twelfth%20Cake.html

HERE WE COME A-WASSAILING

Wassail_BowlLe wassail songs sono canti di questua di natura non religiosa che risalgono sia al solstizio d’inverno che ai riti di primavera dalla remota origine. Gruppi di giovani questuanti cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro  per augurare una buona festa di Natale e un felice Anno Nuovo.
(introduzione  e indice wassail songs qui)

GOODING CAROLS: la versione tradizionale dello Yorkshire

children-wasselingDa mump= mendicare il Mumping Day (oppure ‘Doleing Day’) cadeva il 21 dicembre e un tempo era il giorno in cui i poveri andavano a chiedere l’elemosina in vista del Natale per potersi procurare tante cose buone (good things).

Nello Staffordshire il termine utilizzato era semplicemente “a-gooding.” “In some parts of the country the day is marked by a custom, among poor persons, of going a gooding, as it is termed—that is to say, making the round of the parish in calling at the houses of their richer neighbours, and begging a supply either of money or provisions to procure good things, or the means of enjoying themselves at the approaching festival of Christmas. …By a correspondent of Notes and Queries, in 1857, we are informed that the custom of ‘Gooding’ exists in full force in Staffordshire, where not only the old women and widows, but representatives from every poor family in the parish, make their rounds in quest of alms. The clergyman is expected to give a shilling to each person, and at all houses a subsidy is looked for either in money or kind. In some parts of the same county a sum of money is collected from the wealthier inhabitants of the parish, and placed in the hands of the clergyman and churchwardens, who on the Sunday nearest to St. Thomas’s Day, distribute it in the vestry under the name of ‘ St. Thomas’s Dole.’ We learn also from an-other communication of the writer just quoted, that at Harrington, in Worcestershire, it is customary for children on St. Thomas’s Day to go round the village begging for apples” (tratto da qui)

ASCOLTA registrazione sul campo nel 1973


I
Oh, here we come a wassailing (1)
among the leaves so green (2),
Oh, here we come a wassailing
so fairer to be seen
Chorus
God send a happy,
God send a happy,
Pray God send you all
a happy New Year.
II
We are not daily beggars
that beg from door to door,
But we are neighbours’ children
who you have seen before (3).
III
God bless the master of this house,
God bless the mistress too,
God bless its dwellers one and all
with peace and plenty too
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Qui veniam per la questua, (1)
tra le foglie dei sempreverdi (2)
Qui veniam per la questua,
così belli a vedersi
CORO
Che Dio mandi,
Dio mandi un felice
che Dio vi mandi
un felice Nuovo Anno
II
Non siamo mendicanti abituali
che girano di porta in porta,
ma siamo i figli dei vicini di casa
che già conoscete.(3)
III
Dio benedica il padrone di questa casa e anche la padrona
Dio benedica i suoi abitanti uno ad uno, con pace e prosperità

NOTE
1) wassailing si traduce con brindisi benaugurale, ma qui ha significato di questua
2) non solo rametti di agrifoglio, i questuanti potavano dei bastoni decorati in cima con rametti e fronde di sempreverde decorati con nastri
3) chi canta specifica la propria appartenenza alla comunità del villaggio, non sono dei vagabondi (tinkers o minstrels)

YORKSHIRE WASSAIL: HERE WE COME A-WASSAILING

Yorkshire - carolingAnche se ogni villaggio dello Yorkshire  aveva una sua versione per il canto di questua invernale, c’è una sorta di modello standard testuale (mentre le melodie erano più diversificate tra di loro), che deve la sua notorietà al fatto di essere andato in stampa nella più popolare raccolta ottocentesca di canti natalizi “Christmas Carols New and Old” di Henry Ramsden Bramley e John Stainer (1871): i bambini chiedono qualche soldino, un po’ di pane e formaggio e potersi sedere un momento accanto al fuoco.
In genere mentre le strofe sono abbastanza simili e ricorrenti è il ritornello a presentare una certa varietà nella scelta delle frasi.
Nelle illustrazioni allegate a questo canto riportato nelle principali raccolte ottocentesche e d’inizi Novecento, sono raffigurati come questuanti dei gruppo di bambini senza la presenza di un adulto. Così nell’immagine in “Carols Old and Carols New” (1916) che accompagna “The Wassail Song” altro nome di “Here we come a-wassailing” vediamo un gruppetto di fanciulli che portano un bastone decorato con dei rametti di sempreverde, uno di loro tiene in mano una piccola borsa per le offerte e sulla soglia della casa vediamo arrivare il maggiordomo con il vassoio delle libagioni. Non sono più i bambini a portare la bevanda del brindisi gower-wassail

ASCOLTA Carlyle Fraser in versione strumentale

ASCOLTA Kate Rusty in Sweet Bells- 2008 (strofe I, II,III, VI)


I
Here we come a-wassailing
among the leaves so green,
Here we come a-wassailing
so fairly to be seen.
CHORUS
Love and joy come to you,
and to you our wassail too,
And God bless you and send you,
a Happy New Year,
God send you a Happy New Year.
II
We’re not daily beggars,
that beg from door to door,
But we are neighbor’s children,
that you’ve seen before.
III
We have a little purse,
it’s made of leather skin,
we need a silver sixpence,
to line it well within.
IV
Good master and good mistress,
As you sit beside the fire,
Pray think of us poor children
Who wander in the mire
V
Bring us out a table
And spread it with a cloth;
Bring us out a cheese,
And of your Christmas loaf
VI
God bless the master of this house,
and then the mistress too,
And all the little children,
that ‘round the table grew.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Qui veniam per la questua (1)
tra le foglie dei sempreverdi (2),
qui veniam per la questua
così belli a vedersi.
RITORNELLO
Perchè amore e gioia siano vostri
e a voi i nostri auguri
che Dio vi benedica e vi porti
un felice anno Nuovo
che Dio vi porti un felice anno Nuovo.
II
Non siamo mendicanti abituali
che girano di porta in porta,
ma siamo i figli dei vicini di casa.
che già conoscete.(3)
III
Abbiamo un borsellino
fatto di cuoio e vi chiediamo di darci qualche monetina d’argento (4),
per riempirlo bene.
IV
Buon padrone e padrona,
seduti accanto al fuoco del camino, pregate pensando a noi poveri bambini, che camminiamo nel fango
V
Portateci fuori un tavolo
e copritelo con una tovaglia,
portateci del formaggio
e la vostra pagnotta di Natale (5)
VI
Dio benedica il padrone di questa casa
e anche la padrona
e tutti i bambini piccoli
seduti intorno al tavolo.

NOTE
4) sei penny, moneta pre-decimale coniata fin dal 1551. IN epoca elisabettiana il sixpence equivaleva ad un giorno di paga per il bracciante agricolo
5) Una specie di pane dolce dalla forma allungata  fatto nello stampo del pane a cassetta, pieno di uva passa e canditi: per preparare il Pane di Natale secondo la ricetta irlandese continua)

Una variante inizia con “We’ve been a-while a-wandering”


I
We’ve been a-while a-wandering
Amongst the leaves so green.
But now we come a wassailing
So plainly to be seen,
CHORUS
For it’s Christmas time,
when we travel far and near;

May God bless you and send you
a happy New Year.
II
We are not daily beggars
That beg from door to door;
We are your neighbors children,
For we’ve been here before;
III
We’ve got a little purse;
Made of leathern ratchin skin;
We want a little of your money
To line it well within;
IV
Call up the butler of this house,
Likewise the mistress too,
And all the little children
That round the table go;
V
Bring us out a table
And spread it with a cloth,
Bring us out a mouldy cheese
And some of your Christmas loaf;
VI
Good master and good mistress,
While you’re sitting by the fire,
Pray think of us poor children
That’s wandered in the mire
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Siamo stati per un po’ in giro
tra le foglie dei sempreverdi (2),
ma ora veniamo per una questua (1),
così belli a vedersi.
CORO
Perchè è il periodo di Natale
quando viaggiamo in lungo e in largo

che Dio vi benedica e vi porti un felice Anno Nuovo
II
Non siamo mendicanti abituali
che girano di porta in porta,
ma siamo i figli dei vicini di casa.
che (ben) conoscete.(3)
III
Abbiamo un borsellino
fatto di cuoio
vogliamo qualche spicciolo (4),
per riempirlo bene.
IV
Che venga il maggiordomo (5) della casa e anche la signora
e tutti i bambini piccoli
seduti intorno al tavolo
V
Portateci fuori un tavolo (6)
e metteteci una tovaglia
portateci fuori del formaggio erborinato (7) e delle pagnotte di Natale
VI
Buon Signore e Buona Signora
mentre viete seduti accanto al caminetto, vi preghiamo di pensare a noi poveri bambini che stiamo in giro nel fango

NOTE
4) le richieste sono per modeste elemosine
5) il maggiordomo della casa è un tratto distintivo della signorilità e del benessere dei padroni di casa (della gentry) in contrasto con la povertà dei questuanti
6) mentre in alcune versioni i bambini chiedono di poter entrare per riscaldarsi accanto al fuoco è più probabile che venissero accolti all’esterno
7) ovvero un formaggio con la muffa; l’equivalente al nostro gorgonzola è in Inghilterra detto Stilton (blue cheese)

WESSEL CUP CAROL

E’ una variante di “Here we come a-wassailing”
ASCOLTA The Children’s Wait in  A Victorian Christmas Revels 2000, che uniscono Gooding Carol/Wessel Cup Carol (su Spotify)


GOODING CAROL
Well-a-day! Well-a-day!
Christmas too soon goes away!
Then your gooding (1) we will pray
For the good-time (2) will not stay.
We are not beggars that beg from door to door,
But neighbors’ children (3) you have known before.
So gooding pray, we cannot stay,
we cannot stay, but must away.
For the Christmas will not stay,
Well-a-day! Well-a-day!

Traduzione italiano di Cattia Salto
Un buon giorno, un buon giorno!
Il Natale passa troppo in fretta!
Allora l’elemosina(1) chiederemo,
che il buon delle feste (2) non durerà!
Non siamo mendicanti che chiedono l’elemosina porta a porta,
ma i figli dei vicini (3) che già
conoscete.
Così vi preghiamo di darci delle cose buone, che non possiamo restare, e dobbiamo andare via.
Perchè il Natale non durerà,
un buon giorno, un buon giorno!

NOTE
1) gooding è l’elemosina deriva da: tante cose buone (good things).
2)  good-time: letteralmente il buon tempo anche nel senso di tempo della bontà, generosità ovvero il tempo delle cose buone (da mangiare)
3) chi canta specifica la propria appartenenza alla comunità del villaggio

WESSEL CUP CAROL
I
Here we come a-wassailing
Among the leaves so green,
Here we come a-wand’ring
So fair to be seen.
CHORUS
Cheer cheer wessel and the jolly wassel
Bring cheer wealth and joy
Cheer cheer wessel
II
Call up the butler of this house
to put on his golden ring
let him bring us a glass of beer
and the better we shall sing
III
We have a little purse
Made of stretching leather skin;
We want some little money
To line it well within.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Qui veniamo per un brindisi,
tra le foglie dei sempreverdi
qui veniamo facendo il giro
così belli da vedere
CORO
Un prospero e felice wassail
portiamo auguri, salute e gioia
un prospero wassail
II
Che venga il maggiordomo  della casa con addosso il suo anello d’oro (4)
che ci porti un bicchiere di birra (5)
e meglio canteremo
III
Abbiamo un borsellino
fatto di cuoio
vogliamo qualche spicciolo,
per riempirlo bene.

NOTE
4) nelle case signorili era il maggiordomo a servire i questuanti
5) la birra era la bevanda del popolo e consumata anche dai bambini

ulteriori varianti continua

FONTI
http://www.yorkshirefolksong.net/song.cfm?songID=22
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/yorkshire_wassail.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54221 http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/herewecomeawassailing.html http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/wassail_song-1.htm

WASSAILING: GOWER WASSAIL

Per Natale e Capodanno nei paesi nordici è ancora viva  l’usanza del Wassailing,  il brindisi per festeggiare l’anno nuovo! In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute” ed è il nome dato alla coppa che contiene la bevanda del  brindisi. (prima parte introduttiva qui)

Gower è una penisola nel Sud del Galles, molto rinomata per la sua bellezza naturale, con le sue coste ricce di piccole baie rocciose o sabbiose e sentieri pedonali, e piccoli villaggi ancora prettamente rurali. Così ancora forti sono le tradizioni legate ai riti stagionali come il wassailing

Struttura delle wassail songs:
Strofa I: reclame bevanda con la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti
Strofa IV: richiesta di far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro
Strofa V: si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti.
Strofa VI: i questuanti devono andare, ma ritorneranno il prossimo anno!

Il canto presenta molte affinità testuali con il “Gloucester(shire) wassail” anche se preserva un nucleo più antico.

ASCOLTA il duo pagan-folk Venereum Arvum: un canto ancestrale ed evocativo, la voce di Rachel è accompagnata dalla crotta di Sean, un tipico strumento gallese (in inglese crowd ovvero crwth in gallese) e per vedere com’è fatta e come si suona ecco il VIDEO

ASCOLTA Manya Sadouski, Jean Brouard & Jane Arny


I
A-wassail, a-wassail,
throughout all this town.
Our cup it is white
and our ale it is brown.
Our wassail is made
of the good ale and cake,
Some nutmeg and ginger,
the best we could get.(1)
Chorus 
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
Sing too rel I do
II
Our wassail is made of
an elderberry bough.
Although my good neighbour(2),
we’ll drink unto thou..
Besides all on earth,
we’ll have apples in store (3),
Pray let us come in
for it’s cold by the door.
III
We know by the moon (4)
that we are not too soon,
And we know by the sky
that we are not too high,
We know by the star
that we are not too far,.
And we know by the ground
that we are within sound.
IV
Now master and mistress
if you are within
Pray send out your maid(5)
with her lily-white skin
For to open the door
without more delay
Our time it is precious
and we cannot stay
V
Here’s a health to our Colley (6)
and her crooked horn
May God send her Master
a good crop of corn
Of barley and wheat
and all sorts of grain
May God send her Mistress
a long life to reign
VI
Now master and mistress –
thanks to you we’ll give
And for our jolly wassail
as long as we live
And if we should live
till another new year
Perhaps we may call
and see who do live here
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un brindisi, un brindisi
per tutta questa città,
la nostra tazza è bianca
e la nostra birra è scura
il nostro brindisi è fatto
con birra buona e torta
con noce moscata e zenzero,
il meglio sulla piazza
CORO
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
canta too rel I do
II
La nostra coppa è fatta
con legno di sambuco
e allora mio buon vicino,
berremo alla tua salute,
dopotutto sulla terra,
avremo mele da immagazzinare,
vi preghiamo di lasciarci entrare
perchè fa freddo sulla soglia.
III
Sappiamo dalla luna
che non è troppo presto,
sappiamo dal cielo
che non siamo troppo alti
sappiamo dalla stella
che non siamo troppo lontani
e sappiamo dalla terra
che siamo intonati.
IV
Ora signore e signora
se voi siete d’accordo, vi preghiamo di mandarci la vostra cameriera
dalla pelle bianca come il giglio
perchè apra la porta
senza tanti altri indugi,
il nostro tempo è prezioso
e non possiamo restare.
V
Questo alla salute della nostra Colley
e il suo corno ricurvo
possa Dio mandare al suo Padrone
un buon raccolto di mais
d’orzo e di frumento
e ogni genere di semi,
possa Dio mandare alla sua Padrona
una lunga vita per comandare.
VI
Ora signore e signora –
vi renderemo grazie
e alla nostra allegra questua
finchè abbiamo vita,
e se potessimo vivere
ancora un altro nuovo anno,
forse potremmo fare un salto
e vedere chi vivrà qui. 

NOTE
ART1223521) gli ingredienti del brindisi: birra scura (probabilmente calda) aromatizzata con zenzero e noce moscata (e forse anche zucchero), una bevanda costosa in epoca medievale, essendo le spezie importate dal lontano oriente (vedi). Si accompagnava con delle fette di pane bianco, (nel testo è indicato un generico dolce più presumibilmente fatto con frutta secca ) il tutto presentato in una coppa, qui di sambuco (l’albero delle fate) ma in altri canti d’acero. (per la ricetta qui)
2) tutti i canti sottolineano l’appartenenza dei questuanti alla comunità del villaggio, non sono mendicanti itineranti o tinkers, sono i poveri del villaggio, le vedove e i bambini piccoli che vanno a chiedere l’elemosina in vista del Natale per potersi procurare tante cose buone per Natale
3) il brindisi ai frutteti (in particolare al meleto) ricorda la forma più antica della celebrazione Wassail che prevedeva la benedizione degli alberi e delle api, così importanti per l’impollinazione, al fine di garantire un raccolto sano per il prossimo anno. (continua)
4) 
la strofa richiama lontanamente le invocazioni celtiche agli elementi e agli spiriti
5) maid traduce sia fanciulla che servetta, cameriera; potrebbe quindi trattarsi per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento (o un anello d’oro)
6) è il tradizionale brindisi al bestiame, per augurare abbondanza e prosperità, gli animali della stalla sono chiamati con nomignoli o vezzeggiativi, Colley è la pecora con le corna ricurve

wassailing2

Interessante anche la versione dei Quadriga Consort (con cadenze rinascimetali) che si può ascoltare in versione integrale su Spotify

ASCOLTASteeleye Span dall’album Ten Man Mop, 1971: gruppo folk-rock inglese fondato nel 1969 che ha visto molti cambi di formazione, qui la voce è di Martin Carthy a tappeto l’accordo ripetuto e ossessivo del basso.

Le prime due strofe sono identiche alla precedente versione


I
A-wassail, a-wassail,
throughout all this town.
Our cup it is white
and our ale it is brown.
Our wassail is made
of the good ale and cake,
Some nutmeg and ginger,
the best we could get.(1)
Chorus
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
Sing too rel I do
II
Our wassail is made of
an elderberry bough.
Although my good neighbour(2),
we’ll drink unto thou
Besides all on earth,
we’ll have apples in store,
Pray let us come in
for it’s cold by the door.
III
We hope that your apple trees (3)
prosper and bear,
So that we may have cider
when we call next year,
And where you have one barrel
we hope you’ll have ten,
So that we may have cider
when we call again
IV
There’s a master and a mistress
sitting down by the fire,
While we poor wassail boys
stand here in the mire
Come you pretty maid (5)
with your silver headed pin ,
Pray open the door and let us come in
V
It’s we poor wassail boys
so weary and cold
Please drop some small silver
into our bowl
And if we survive for
another new year
Perhaps we may call
and see who does live here
VI
We know by the moon (3)
that we are not too soon
And we know by the sky
that we are not too high
And we know by the star
that we are not too far
And we know by the ground
that we are within sound
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un brindisi, un brindisi
per tutta questa città,
la nostra tazza è chiara
e la nostra birra è scura
il nostro brindisi è fatto
con birra buona e torta
con noce moscata e zenzero,
il meglio sulla piazza
CORO
Al di dal – al di dal di dal
Al di dal di dal – al di dal di dee
Al de deral – al de derry
canta too rel I do
II
La nostra coppa è fatta
con legno di sambuco
e allora mio buon vicino,
berremo alla tua salute,
dopotutto sulla terra,
avremo mele da immagazzinare,
vi preghiamo di lasciarci entrare
perchè fa freddo sulla soglia.
III
Ci auguriamo che i vostri alberi di melo siano forti e fecondi,
così possiamo avere del sidro
quando ritorneremo il prossimo anno
e dove avete un barilotto
speriamo ce ne saranno dieci, affinchè possiamo avere del sidro quando torneremo di nuovo.
IV
Ci sono un padrone e una padrona seduti accanto al fuoco,
mentre noi poveri questuanti
stiamo qui nel fango,
vieni bella domestica
con la tua spilla d’argento,
apri la porta e facci entrare.
V
Siamo poveri questuanti
così stanchi e infreddoliti,
per favore fai cadere delle monete d’argento nella nostra coppa
e se sopravvivremo
per un altro anno,
forse potremmo fare un salto
e vedere chi vivrà qui.
VI
Sappiamo dalla luna
che non è troppo presto,
sappiamo dal cielo
che non siamo troppo alti
sappiamo dalla stella
che non siamo troppo lontani
e sappiamo dalla terra
che siamo intonati.

FONTI
http://www.folk.wales/gower-wassail.html
https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/wassailsong.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=125833

WASSAILING! THE GLOUCHESTERSHIRE WASSAIL

Wassail_BowlPer Natale e Capodanno nei paesi nordici è ancora viva  l’usanza del Wassailing,  il brindisi per festeggiare l’anno nuovo! In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute” ed è il nome dato alla coppa che contiene la bevanda del  brindisi. (prima parte introduttiva qui)

Gloucestershire è una contea dell’Inghilterra sud-occidentale

THE  GLOUCHESTERSHIRE WASSAIL

Del brano scritto come “Gloucester(shire) wassail” si conoscono una decina di versioni (qui ho riportato quella “standard”) in cui la prima strofa diventa il ritornello; interpretato da molti artisti di ambito per lo più folk, e molte corali. Il canto è diffuso anche presso le comunità celtiche in America e presenta molte affinità testuali con il Gower wassail.

LA MELODIA
Le versioni strumentali sono molto interessanti a cominciare da John McGaha (americano di famiglie provenienti da emigranti inglesi e scozzesi): la melodia è suonata con il bouzouki, ma anche Ed Sweeney (sempre americano) con banjo, hammer dulcimer e concertina!

ASCOLTA John McGaha in The Longest Night

ASCOLTA Ed Sweeney in A Dickens’ Christmas

ASCOLTA Patrick Ball (insuperabile versione con l’arpa celtica)


Struttura brano:
CHORUS: reclame della bevanda con la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti
Prima Parte: si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti. Seconda Parte: richiesta di far venire la cameriera (o il maggiordomo)
per portare del cibo o un’offerta in denaro con la strofa delle maledizioni se l’offerta non è generosa!

 

IL CANTO
La prima versione è del duo Traveler’s Dream (sono americani ma riprendono la tradizione celtica), un vivace arrangiamento con le chitarre e le due voci sul ritornello; la seconda è quella di Loreena McKennitt anche lei dall’America più precisamente canadese, il brano è “semplicemente” cantato a più voci.

ASCOLTA Chanticleer in “Old Fashioned Christmas” 1995

ASCOLTA Traveler’s Dream in “Cold Blows the Day”

Loreena McKennitt in “A Midwinter Night`s Dream” 2008


CHORUS
Wassail! wassail! all over the town,
Our toast it is white
and our ale it is brown;
Our bowl it is made
of the white maple tree;
With the wassailing bowl (1),
we’ll drink to thee.
I
Here’s to our horse,
and to his right ear,
God send our master
a happy new year:
A happy new year
as e’er he did see,
With my wassailing bowl
I drink to thee.
II
So here is to Cherry (2)
and to his right cheek
Pray God send our master
a good piece of beef
And a good piece of beef
that we may all see
With the wassailing bowl,
we’ll drink to thee.
III
Here’s to our mare,
and to her right eye,
God send our mistress
a good Christmas pie (3);
A good Christmas pie
as e’er I did see,
With my wassailing bowl
I drink to thee.
IV
So here is to Broad Mary (4)
and to her broad horn
May God send our master
a good crop of corn
And a good crop of corn
that may we all see
With the wassailing bowl,
we’ll drink to thee.
V
And here is to Fillpail (5)
and to her left ear
Pray God send our master
a happy New Year
And a happy New Year
as e’er he did see
With the wassailing bowl,
we’ll drink to thee.
VI
Here’s to our cow,
and to her long tail,
God send our master
us never may fail
of a cup of good beer:
I pray you draw near,
And our jolly wassail
it’s then you shall hear.
VII
Come butler (6),
come fill us a bowl of the best
Then we hope that your soul
in heaven may rest
But if you do draw us
a bowl of the small
Then down shall go butler,
bowl and all (7).
VIII
Be here any maids (8)?
I suppose here be some;
Sure they will not let young men stand on the cold stone!
Sing hey O, maids!
come trole back the pin,
And the fairest maid
in the house let us all in.
IX
Then here’s to the maid
in the lily white smock
Who tripped to the door
and slipped back the lock
Who tripped to the door
and pulled back the pin
For to let these jolly wassailers in.
Traduzione italiano di Cattia Salto
CORO
Brindiamo! Brindiamo per tutta la città,
il nostro pane è bianco
e la nostra birra è scura,
la nostra coppa
è di acero bianco
e con la coppa della salute
berremo alla tua.

I
Ecco al nostro cavallo
e al suo orecchio destro,
preghiamo che Dio mandi al padrone
un felice anno nuovo,
un felice anno nuovo
come mai visto
e con la mia coppa della salute
berrò alla tua.
II
Ecco a (alla salute di) Cherry
e alla sua guancia destra,
preghiamo che Dio mandi al padrone
un bel pezzo di manzo,
un bel pezzo di manzo
che noi tutti vedere possiamo,
con la mia coppa della salute
berremo alla tua.
III
Ecco alla nostra giumenta,
e al suo occhio destro,
che Dio mandi alla padrona
una buona torta di Natale;
una buona torta di Natale
come mai vista,
con la mia coppa della salute
berrò alla tua.
IV
Ecco a Maria Broad
e al suo grosso corno
che Dio mandi al padrone
un buon raccolto di grano,
un buon raccolto di grano
che noi tutti vedere possiamo,
con la mia coppa della salute
berremo alla tua.
V
Ed ecco a Fillpail
e al suo orecchio sinistro,
preghiamo che Dio mandi al padrone
un felice anno nuovo,
un felice anno nuovo
come mai visto
e con la mia coppa della salute
berremo alla tua.
VI
Ecco alla nostra mucca
e alla sua lunga coda
Dio mandi al padrone,
che non possa mai negarci
una tazza di buona birra
vi prego di avvicinarvi
e  il nostro brindisi allegro
allora potrete sentire
VII
Vieni maggiordomo,
vieni a riempici la tazza più grande,
ti auguriamo che la tua anima
possa riposare in cielo,
ma se ci porti la tazza
più piccola
allora andate all’inferno,
tu e la tazza.
VIII
Ci sono delle fanciulle?
Di certo ve ne sono,
che non lascino dei giovanotti
davanti al gelido uscio!
Cantiamo ehi fanciulle!
Venite a sbloccare la serratura
e che la fanciulla più graziosa
ci faccia entrare in casa.
IX
Allora ecco la fanciulla
con il camice immacolato
che è corsa alla porta
e ha aperto il chiavistello,
che è corsa alla porta
e ha sbloccato la serratura
per far entrare questi gioiosi questuanti.

NOTE
1) La strofa suggerisce parte degli ingredienti della bevanda del Wassailing: birra scura, probabilmente aromatizzata con zucchero, zenzero, noce moscata e cannella e accompagnata da fette di pane bianco, il tutto presentato in una coppa di acero (proprio come la grolla dell’amicizia valdostana – che però ha come ingrediente principale il vino). per le ricette qui
2) il nome del cavallo preferito, in alcune versioni è sempre Cherry ad aprire le strofe successive: Here is to Cherry and to his right eye..  Here is to Cherry and to his right arm.. Here is to Cherry and to his left ear; sembrerebbe quasi un’invocazione alla fortuna e prosperità della dea giumenta continua
3) il dolce di Natale tipico delle Isole Britanniche è la torta di frutta secca (per le ricette qui)
4) si tratta della tipica pecora con le corna ricurve
5) anche in questo caso è il nome di un animale della stalla, forse una mucca
6) nelle case signorili e nelle fattorie per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento (o un anello d’oro)
7) ecco la minaccia delle maledizioni nel caso l’offerta non fosse abbastanza generosa!
8) maid traduce sia fanciulla che servetta, cameriera; ho preferito il significato di giovane fanciulla da maritare visto che nel verso successivo si mette l’accento sulla brigata di “young men”

ritorna

FONTI
https://en.wikisource.org/wiki/English_Folk-Carols/Wassail_Song
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/wassail_wassail_all_over_1.htm

IL NATALE VITTORIANO: la carola al tempo di Dickens

figgy-puddingIn half a minute Mrs. Cratchit entered- flushed, but smiling proudly- with the pudding like a speckled cannon-ball so hard and firm blazing in half of a half-a-quartern of ignited brandy, and bedight with Christmas holly stuck into the top.
(A Christmas Carol ~ Charles Dickens, 1843)

Il dolce che sta portando sulla Tavola di Natale la signora Cratchit è il tradizionale pudding natalizio a forma tondeggiante, presentato ancora fiammeggiante per l’abbondante innaffiatura di brandy e decorato sulla cima con un rametto di agrifoglio! Anche un celebre canto di Natale reclama la bontà del figgy pudding è “We wish you a Merry Christmas” in cambio degli auguri i carolers chiedono una fetta di figgy pudding continua

CELEBRARE IL NATALE IN FAMIGLIA

Nel 1800 il giorno di Natale in Inghilterra, era un giorno lavorativo come tanti, ma alla fine del secolo prende piede in tutti i paesi anglosassoni la tradizione del Natale così come la conosciamo oggi. Si iniziò a fare l’albero di Natale da quando nel 1848 l’Illustrated London News pubblicò il disegno della regina Vittoria e famiglia intorno all’albero decorato secondo l’usanza germanica del marito principe Alberto (di origine tedesca). Anche le tradizionali cartoline di auguri prendono il via in questo periodo come l’usanza di vendere un pacchettino pieno di dolci nella forma di grossa caramella arrotolata con carta velina (detti crackers)
Le decorazioni della casa con rami di sempreverdi, già radicate in epoca medievale, si fanno più elaborate, mentre l’usanza di scambiarsi i regali passò da Capodanno al giorno di Natale: i regali erano piccoli e modesti, frutta, dolcetti e piccoli ornamenti fatti a mano che si appendevano sull’albero; ma man mano che i regali diventavano sempre più grandi ed erano comprati in un negozio, pacchi e pacchetti finirono ai piedi dell’albero!

victorian1Risale a questo periodo l’idea del Natale come celebrazione incentrata sulla famiglia, ma soprattutto è in questo periodo che i canti di Natale vengono ripresi e diventano popolari con l’usanza del caroling. Nuove carols vengono scritte e nuovi testi su vecchie musiche o viceversa con la pubblicazione della prima poderosa collezione di carols “Christmas Carols, Ancient and Modern” nel 1833.

GLI INNI DI NATALE

Si stralcia dall’ottimo articolo di Ariella Uliano “La carola inglese nella storia e nella tradizione – tra il sacro e il profano”
In epoca Vittoriana il fervore dei movimenti revivalisti e riformisti religiosi nelle città portò ad una ulteriore rivisitazione dei carols religiosi. In alcuni casi nuovi testi rivestiti di un eccessivo sentimentalismo rimpiazzarono quelli vecchi e nel caso invece dei carols creati ex-novo si trattava spesso di materiale musicalmente povero. Tuttavia nel clima rigido, impersonale e alienante instaurato dalla Rivoluzione Industriale, i divertimenti e le celebrazioni stagionali erano un distante ricordo legato ai vecchi ritmi di vita e di lavoro della campagna. Nei nuovi centri industriali, dove il successo di un uomo era valutato in base alla quantità di ricchezza che riusciva ad accumulare, vigeva la logica del profitto e le fabbriche rimanevano aperte anche il 25 Dicembre. Fu quindi soprattutto grazie al lavoro paziente e ispirato degli studiosi Davies Gilbert e William Sandys che molte delle carole antiche e moderne rimaste ancora vive nella tradizione orale delle aree rurali del nord e dell’ovest dell’Inghilterra non andarono perdute; i due collezionisti raccolsero e pubblicarono il prezioso materiale in due volumi intitolati Some Ancient Christmas Carols (1822) e Christmas Carols, Ancient and Modern (1833).
Infine con Charles Dickens la carola si riveste di nuovi significati divenendo ‘Racconto di Natale’ e contribuendo a riportare in auge lo spirito dei festeggiamenti legati alla stagione dell’oscurità – compreso il cantare i carols e il ballare danze di campagna – e a rinnovare e adattare ad un nuovo contesto sociale gli aspetti più profondi di queste celebrazioni. Il senso di comunità, ospitalità e condivisione caratteristico delle antiche cerimonie invernali e identificabile con bontà e carità cristiane doveva, secondo Dickens, ritrovare il suo spazio nella società. Questi valori umani universali potevano essere il punto di partenza verso una più radicale presa di coscienza e responsabilizzazione da parte delle nuove classi ricche nei confronti delle gravi problematiche legate alle trasformazioni tecnologiche ed economiche che pesavano su una larghissima fascia di popolazione e soprattutto sui bambini.

carolsingers
Tradizione inglese per eccellenza subito ripresa in America: i carolers passeggiavano per le vie cittadine più affollate di solito in gruppi di tre, uno a suonare il violino, un altro a cantare e il terzo a vendere gli spartiti, i passanti si fermavano per acquistare la musica unendosi al coro per alcune strofe; oppure i calorers si fermavano davanti alle case a cantare, sperando di essere invitati per bere qualcosa di caldo e per ricevere piccole offerte.

GOD REST YE MERRY GENTLEMEN

E’ questa la canzone cui allude nel titolo il Canto di Natale (A Christmas Carol) di Charles Dickens. Il libro è una vivida descrizione delle tradizioni natalizie inglesi  alla metà dell’Ottocento con l’avaro senza cuore Ebenezer Scrooge che fa un esame della sua vita accompagnato da tre Spiriti del Natale.
Dickens descrive le strade di Londra avvolte nel freddo e gelido Inverno, con i negozi decorati con rami di agrifoglio, i carolers che cantano per le strade nel giorno delle Vigilia e quello del Natale.

La carol pubblicata da William Sandys nel 1823, resta di autore anonimo: si riesce a risalire al 1700 per quanto concerne le sue prime pubblicazioni, nelle quali compare con la dicitura “New Christmas carol” che potrebbe far pensare alle sue origini più recenti, con l’aggiunta nel testo di qualche arcaismo per farlo sembrare più antico, come quel ye del titolo che sta al posto di You. Tuttavia molti studiosi ritengono che il brano abbia origini nel 1500 e che il primo testo simile sia Sit You, Merry Gentlemen (Bodleian Library – ca 1650)

La prima e l’ultima strofa sono rivolti all’uditorio moderno come delle esortazioni, la prima a comportarsi rettamente e l’ultima a scambiarsi un segno di pace; la storia nel mezzo è quella dell’annuncio della lieta novella ai pastori e del loro omaggio a Gesù Bambino. Come per tutti i canti molto popolari tuttavia esistono molte varianti testuali.
La melodia abbinata al brano, anch’essa dalle remote origini, non è univoca anche se una sola è diventata quella standard: il cosiddetto London Tune derivato probabilmente da Chestnut o Doves Figary contenuto in The English Dancing Master di J. Playford (1651). Altre melodie fanno riferimento a dei tradizionali della Cornovaglia.

Per l’ascolto ho selezionato alcune versioni che non possono essere più diverse tra loro, ma ugualmente interessanti. Inizio con la versione di Moya Brennan nel suo già citato Cd An Irish Christmas, ma ascoltate anche la versione orientaleggiante di Loreena McKennitt (dal Cd A Winter Garden -1995). Ecco poi le versioni strumentali un po’ jazz e ballabile (ma anche rock) di Jan Anderson con i Jethro Tull e quella decisamente metal dei August Burns Red.


I
God rest ye merry (1), gentlemen,
let nothing you dismay
Remember Christ, our Savior,
was born on Christmas day
To save our souls from Satan’s power when we had gone astray
CHORUS:
Oh tidings of comfort and joy
Comfort and joy
Oh tidings of comfort and joy
II
In Bethlehem, in Jewry,
this blessed Babe was born
And laid within a manger upon this blessed morn
The which His mother Mary did nothing take in scorn
III
From God our Heavenly Father
a blessed angel came
And unto certain shepherds brought tidings of the same
How that in Bethlehem was born the Son of God by name
IV
Now when they came to Bethlehem whereat the Infant lay
They found Him in a manger where oxen fed on hay
His mother Mary kneeling down unto the Lord did pray
V
Now to the Lord sing praises,
all you within this place
And with true love and brotherhood each other now embrace
This holy tide of Christmas all others doth deface
TRADUZIONE ITALIANO
I
Buona Fortuna a voi, gentiluomini (1)
non lasciate che nulla vi sgomenti, ricordate Cristo nostro Salvatore
nato il giorno di Natale
per salvare noi tutti dal potere di Satana quando eravamo fuorviati.
CORO
O, novella di conforto e gioia,
Conforto e gioia;
O, novella di conforto e gioia!
II
A Betlemme, in Giudea,
questo Bambino Santo  nacque
e in questo Mattino Santo giacque in una mangiatoia
la quale sua madre Mary non ebbe a disprezzare (2).
III
Da Dio nostro Padre Celeste
un angelo benedetto venne
e ad alcuni pastori portò
novella simile di come in questa Betlemme fosse nato Colui che è chiamato figlio di Dio.
IV
Ma quando giunsero a Betlemme dove giaceva questo infante
lo trovarono in una mangiatoia dove i buoi si nutrivano di fieno
Sua madre Maria inginocchiata stava pregando il Signore.
V
Ora cantate lodi al Signore
voi tutti in questo posto
e in vero segno di amore e fratellanza abbracciatevi ora gli uni agli altri, questo santo periodo del Natale fa sfigurare tutti gli altri

NOTA
1) il significato della frase equivale a May God keep you merry, forma colloquiale di saluto equivalente a “Stai bene” o “Buona fortuna a te”
2) il tema è sviluppato in un’antica carols “This Endris Night

FONTI
http://www.bbc.co.uk/victorianchristmas/history.shtml http://www.italiamedievale.org/sito_acim/contributi/carola_inglese.html
http://alt-usage-english.org/excerpts/fxgodres.html
Hymns and carols of Christmas

CAROL OF THE BELLS

ShchedrykLa melodia deriva  dall’ucraino Shchedryk cantato tradizionalmente  la notte di Capodanno e alla festa dell’Epifania.

Il testo tuttavia parla di una rondine che augura al padrone di casa  un prospero anno nuovo e si riferisce al capodanno calcolato secondo il calendario  dell’antica Roma, che si celebrava all’arrivo della primavera: probabilmente rientrava nei canti rituali di questua, cantati da gruppi di  giovani che a fine anno, portavano auguri benaugurali di casa in casa.

Nel 1916 il compositore russo Mykola Leontovych ne fece una arrangiamento musicale per coro,  ma solo nel 1921 il Coro Nazionale Ucraino lo fece conoscere in America e in  Europa. Il motivo si basa sul ripetersi di sole 4 note (il termine tecnico è  detto ostinato) secondo un metodo compositivo cosiddetto primitivo.

Poco dopo negli anni ’30 il compositore americano Peter Wilhousky scrisse il testo in inglese Carol of the Bells ispirandosi al  rintocco delle campane e più tardi nel 1947, anche Minna  Louise Holman scrisse un testo alternativo in  inglese dal titolo Ring, Christmas Bell.

Oltre ai titoli già menzionati il brano è anche conosciuto  come “Ukrainian Carol” o “The Ukrainian Bell Carol” ma anche “Shtchedrik (A Christmas Carol).”

Un canto di Natale diventato in breve famoso nel mondo  anglosassone e americano, interpretato con vari stili musicali da moltissimi artisti eseguito da tutte le  corali, inserito in colonne sonore e parodie, così alla fine ho deciso di consigliarvi  l’ascolto di un bel po’ di versioni!
Iniziamo con la versione “celtica” di Moya Brennan dal  suo Cd “An Irish Christmas”  2005

ASCOLTA – Moya Brennan

l’apertura sussurrata dall’arpa nel  vento dell’inverno ripetuta dall’eco elettronico della tastiera, subito si sviluppa  in crescendo con il canto ossessivo che ripete la stessa strofa con pochi ribaditi  versi e il violino che sembra invitare alla danza con un’aria di giga;  bellissimo lo strumentale tra cornamusa e chitarra che fraseggiano tra loro…

TESTO (semplificato tratto da versione di Peter Wilhousky) strofe I, II, I

CHORUS: Merry, merry, merry, merry Christmas
I
Hark how the bells, how the bells
All seem to say, seem to say
“Christmas is here, Christmas is here, is here
Songs of good cheer”
II
Hark how the bells, how the bells
All seem to say, seem to say
Christmas is here, Christmas is here, is here
While people sing
TRADUZIONE ITALIANO
I
Ascolta! Come le  campane,
sembrano tutte dire:
” E’ arrivato il Natale,
Natale è qui
canti di buon augurio”
II
Ascolta! Come le  campane,
sembrano tutte dire:
” E’ arrivato il Natale,
Natale è qui
e la gente canta”

Tutt’altro arrangiamento quello delle Celtic Woman e il violino di Mairead Nesbitt accompagnate da un orchestra di una ventina  di elementi: la formazione tutta al femminile, dal 2004 ha visto  l’alternarsi di varie voci (che si sono dedicate poi alla carriera solista)  ma tutte mezzo-soprano, soavi e melodiose!

VERSIONE DI CELTIC WOMAN (testo di Peter Wilhousky) strofe I, II, III, I, II, IV, V

I
Hark! how the bells
Sweet silver bells
All seem to say,
“Throw cares away.”
Christmas is here
Bringing good cheer
To young and old
Meek and the bold
II
Ding, dong, ding, dong
That is their song
With joyful ring
All caroling
One seems to hear
Words of good cheer
From ev’rywhere
Filling the air
III
Oh how they pound
raising the sound
O’er hill and dale’
telling their tale
gaily they ring
while people sing
songs of good cheer
Christmas is here
CHORUS
Merry, merry, merry, merry
Christmas
Merry, merry, merry, merry
Christmas
IV
On, on they send
On without end
Their joyful tone
To ev’ry home
Ding, dong, ding, dong.
V
Christmas is here
Bringing good cheer
To young and old
Meek and the bold
Ding, dong, ding, dong
That is their song
With joyful ring
Ding, dong, ding, dong.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Ascolta! Come le  campane,
le dolci campane dal suono argentino,
sembrano tutte dire:
“Getta via gli affanni.
Natale è arrivato,
per portare allegria
a piccoli e grandi,
ai mansueti e ai temerari ”
II
Ding dong ding dong
questa è la loro canzone
con un suono gioioso
tutte inneggiano canti,
crediamo di sentire
parole di buon augurio
da tutte le parti
che riempiono l’aria.
III
Oh, come rintoccano
elevando il suono
per colli e valli,
raccontando la loro storia
risuonano allegramente
mentre la gente canta
canzoni di buon augurio
il Natale è arrivato
CORO
Buon, buon, buon, buon Natale   Buon, buon, buon, buon Natale. Buon, buon, buon, buon  Natale   Buon, buon, buon, buon Natale
IV
Inviano ancora
e senza fine
il loro suono gioioso
ad ogni casa
Ding dong ding ding… dong!
V
E’ arrivato il Natale,
e porta allegria
a piccoli e grandi,
ai mansueti e ai temerari
Ding dong ding ding… dong!
questa è la loro canzone
con un suono gioioso
Ding dong ding ding… dong!

ASCOLTA Pentatonix

inst_guitar_faerieE  per finire due versioni strumentali che non possono essere più diverse:

la versione strumentale di Al di Meola –  Cd Winter Nights,  1999con il suo inconfondibile stile  virtuosistico, morbido ed elegante (la cosiddetta fusion  tra jazz e musica latina)

e la versione strumentale  di August Burns  Red –  Cd Sleddin ‘Hill, 2012Metal  rock o progressive metal! Stupefacenti!

O COME EMMANUEL

Veni, veni Emmanuel” è un antifonario del XII secolo (ma molto più probabilmente di epoca Alto-Medievale) . La musica proviene forse da un inno processionale di monache francesi, tuttavia le tracce sono così labili, da non poter stabilire nessuna origine certa.
E’ un inno dell’avvento cioè il tempo liturgico che “attende” il Natale che inizia, secondo il rito romano, con la prima delle quattro domeniche che precedono il Natale.
Ricco di riferimenti ai testi dei profetici biblici deriva dal noto versetto del profeta Isaia: “Ecco, una vergine concepirà e partorirà un figlio, e il suo nome sarà Emmanuele“. I versi sono stati arrangiati in molte varianti, specialmente per quanto concerne l’ordine delle antifone.
La melodia è bellissima! Ieratica e nello stesso tempo mestamente gioiosa.

Così scrive Ace Collins in “Behind the Best-Loved Songs of Christmas” (Zondervan, 2001): For the people of the Dark Ages–few of whom read or had access to the Bible–the song was one of the few examples of the full story of how the New and Old Testament views of the Messiah came together in the birth and life of Jesus. Because it brought the story of Christ the Savior to life during hundreds of years of ignorance and darkness, “O Come, O Come, Emmanuel” ranks as one of the most important songs in the history of the Christian faith. 

O VENI, VENI EMMANUEL

Le antifone maggiori dell’Avvento (antifone O) sono dei versetti brevi  cantati ai Vespri nei sette giorni precedenti il Natale (prima del Magnificat).
La chiesa cristiana medievale credeva fortemente nel potere della preghiera e un folto numero di monaci, erano disseminati nei vari angoli del mondo allora conosciuto, per dedicare la loro vita esclusivamente alla preghiera e al canto. L’antifona è in pratica un breve inno cantato in modo alterno da un coro diviso in due ali, così  l'”Antifona O” iniziava con O veni e aggiungeva ogni sera uno dei nomi del Messia citati dai profeti nelle Sacre Scritture
Molto probabilmente l’origine delle Antifone Maggiori è la Gallia del VII secolo.
Ecco lo schema:
17 dicembre  “O Sapientia, quae ex ore altissimi prodisti (Isaia 11:2-3)
18 dicembre  “O Adonai et dux domus Israel (Isaia 33:22)
19 dicembre  “O Radix Jesse qui stas in signum populorum (Isaia 11:1, 10)
20 dicembre  “O Clavis David et sceptrum domus Israel (Isaia 22:22)
21 dicembre  “O Oriens, splendor lucis aeternae (Isaia 9:1)
22 dicembre  “O Rex gentium et desideratus earum (Isaia 2:4)
23 dicembre  “O Emmanuel, rex et legiter noster (Isaia 7:14)

Leggendo alla rovescia la prima lettera dei nomi del Messia si ottiene “ero cras” (domani sarò qui)

La melodia è stata ricondotta ad un inno processionale del XV secolo nel monastero francescano di Lisbona (Portogallo) condotto da suore francesi. 

Iniziamo con il testo in latino interpretato da Loreena McKennitt (con le lettere pronunciate all’inglese, un latino un po’ diverso da quello imparato sui banchi della scuola italiana!) La linea melodica, qui molto lenta e crepuscolare, è sostenuta dal violoncello, uno strumento con tipiche note “di pancia” e si raddoppia nel violino che sostituisce la voce negli strumentali.
(strofa I, II, IV, V)

ASCOLTA Mychael Danna per The Nativity Story 2006, il sommesso lamento di Israele (strofa I)


I
Veni, veni Emmanuel (1)
Captivum solve Israel
Qui gemit in exilio
Privatus Dei Filio
Gaude, gaude, Emmanuel
Nascetur pro te, Israel.
II
Veni, veni, O Oriens (2)
Solare nos adveniens
Noctis depelle nebulas
Dirasque noctis tenebras (3)
III
Veni o Jesse Virgula (4),
ex hostis (5) tuos úngula,
de specu tuos tártari (6),
educ (7) et antro bárathri (8)
IV
Veni, Clavis Davidica
Regna reclude caelica
Fac iter tutum superum
Et claude vias inferum
V
Veni, veni, Adonaï
Qui populo in Sinaï (9)
Legem dedisti vertice
In maiestate gloriae
Traduzione italiano *
I
O vieni, O vieni, Emmanuele
libera dalla prigionia Israele,
che si addolora in esilio,
privata dal figlio di Dio.
Rallegrati! Rallegrati! L’Emmanuele nascerà per te o Israele.
II
O vieni, vieni Sole
illuminaci con la tua venuta;
allontana le ombre della notte,
e disperdi le tenebre.
III
O Vieni Ramo di Jesse
dallo zoccolo del tuo nemico,
dalla caverna dell’Averno
liberaci e dalla morte
IV
O vieni, Chiave di Davide,
spalanca (le porte) del Regno;
rendi sicura la via del Cielo,
e chiudi l’accesso agli Inferi.
IV
O vieni, vieni, Signore ,
che dall’alto del Sinai
donasti la legge al popolo
nella maestà  della Gloria

NOTE
*tratta in parte da qui
1)  Emmanuel in ebraico significa “Dio con noi”, fu il profeta Isaia a preannuncuare la nascita del Messia: “Ecco, una vergine concepirà e partorirà un figlio, e il suo nome sarà Emmanuele“. Peccato che, se proprio vogliamo cavillare, al Figlio di Dio venne dato il nome di Salvatore (Yesu’ o Yeshua)!
2) letteralmente “che sorgi ad Est”: è Gesù il sole ches podesta il Sole Invitto celebrato dagli Imperatori romani, è il Nuovo Sole. Più prudentemente si preferisce tradurre con Primavera
3) noctis tenebras: letteralmente le tenebre della notte. La II e la III strofa si soffermano sul concetto di oscurità,  Male, Inferno e Morte. Gesù invece è la Luce, il Bene, il Paradiso e la Vita eterna.
4) Radix Jesse:  l’albero di Jesse è l’albero genealogico di Gesù a partire da Jesse il padre del re Davide; la discendenza davidica è stata profetizzata da Isaia 11:1-2 “Un germoglio spunterà dal tronco di ,esse, un virgulto germoglierà dalle sue radici.”  Gesù diventa spesso negli inni la rosa che sboccia da Maria
5) il nemico con il piede caprino non può che essere Satana
6) il Tartarus è l’Inferno degli antichi Romani, in origine nella mitologia greca era il luogo più abissale dell’Inferno (l’Ade) dove Zeus rinchiuse i Titani
7) educo= tirare fuori, sollevare
8) antrum (antro, cavità, grotta) e barathrum (baratro, abisso, voragine) sono due termini simili che rendono l’idea di una fossa profonda e oscura come la tomba, in senso lato antrum è il luogo del terrore, l’orrido. Sembra ripetersi l’immagine del verso precedente della grotta (specus)  infernale e in effetti antrum e specus sono sinonimi, lettaralmente “dall’antro del baratro” .
9) Anche per il monte Sinai-Oreb, come per molte delle località descritte nell’Esodo, si è persa la memoria toponomastica (vedi)

COME EMMANUEL

Nel 1851 il reverendo britannico John Mason Neale tradusse solo cinque delle Antifone e le pubblicò nel suo “Mediaeval Hymns and Sequences”, ulteriori traduttori e poeti misero mano al testo di “O come Emmanuel” e in particolare il reverendo Thomas A. Lacey (1853-1931) –qui la sua revisione) e il ministro presbiteriano Henry Sloane Coffin  (1877-1954). La melodia è stata arrangiata dal pastore anglicano Thomas Helmore e venne pubblicata nel 1854 nell’ The Hymnal Noted con il testo tradotto dal rev. Neale
Il brano è interpretato da moltissimi artisti ed è un brano spesso contenuto nelle raccolte dei Celtic Christmas songs anche in versione strumentale.

La versione di Enya (in And Winter Came.. 2008)  ricrea proprio l’atmosfera monastica da cui è scaturito il brano, recuperando una parte del testo in latino

O come, O come, Emmanuel,
to bring your captive Israel,
That mourns in lonely exile here
Until the Son of God appear.
Rejoice! Rejoice! for
Israele to you shall come, Emmanuel.
Veni, veni Emmanuel
Captivum solve Israel
Qui gemit in exilio
Privatus Dei Filio
Gaude, gaude,
Emmanuel Nascetur pro te Israel.

Ben più inquietante il video di Tarja Turunen, un angelo nero, più angelo caduto che serafino dei cieli

Nella versione dei Blackmore’s Night sono riprese solo due strofe (I, V, I). Con la melodia arrangiata dalla chitarra di Ritchie appena sottolineata dal basso e il flauto di Candice nello strumentale.(live a Minstrel Hall, da “Winter Carols” 2017 )
Gli studenti della scuola di musica della Sierra University
(strofe I, V, VII)

ASCOLTA Mike Masse & Wendy Jernigan 2001 che aggiungono una base ritmica e elettronica (come già aveva fatto Sting con Gabriel’s Message) (strofe I, V, II)
ASCOLTA Anna Hawkins in Divine 2015 cantata in parte in israeliano (strofe I, VI, VII)

ASCOLTA Pentatonix (strofe I, II)


I
O come, O come, Emmanuel,
And ransom captive Israel,
That mourns in lonely exile here
Until the Son of God appear.
Rejoice! Rejoice! Emmanuel
shall come to thee, O Israel.
II
O come, O come, great Lord of might,
Who to Thy tribes on Sinai’s height
In ancient times once gave the law
In majesty  on cloud and awe
III
O come,  strong branch of Jesse(1), free Thine own from Satan’s tyranny;
From depths of hell Thy people save,
And give them victory over the grave.
IV
O come, Thou Key of David, come,
And open wide our heavenly home;
Make safe the way that leads on high,
And close the path to misery.
V
O come, Thou Day-spring, come and cheer/Thy spirit by thine advent here
Disperse the gloomy clouds of night
And death’s dark shadows put to flight (2)
VI (3)
O come, Thou Wisdom from on high,
And order all things, far and nigh;
To us the path of knowledge show,
And cause us in her ways to go.
VII
O come, Desire of nations, bind
All peoples in one heart and mind;
Bid envy, strife, and quarrels cease;
Fill the whole world with heaven’s peace.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
O vieni, O vieni, Emmanuele
a riscattare la prigionia di Israele,
che si addolora nell’esilio solitario,
fino a che il figlio di Dio non apparirà.
Rallegrati! Rallegrati! Emmanuele
verrà, O Israele.

II
O vieni, vieni Signore Potentissimo, che per le tue tribù dall’alto del Sinai, nei tempi antichi, una volta desti la legge in una nube di maestà e di timore
III
O vieni, virgulto di Jesse, libera i tuoi dalla tirannia di Satana; salva il tuo popolo dall’abisso dell’inferno e dà loro la vittoria sulla tomba.
IV
O vieni, tu, chiave di Davide, vieni,
e spalanca la nostra patria celeste;
rendi sicura la via che conduce a te,
e chiudi il sentiero dell’Inferno
V
O vieni, tu, Giornata di primavera, vieni e rallegra lo spirito per la tua venuta;
disperdi le triste nuvole della notte,
e metti in fuga le tenebrose ombre della morte
VI
O vieni, tu, Sapienza dell’Altissimo,
e comanda su tutte le cose, vicine e lontane; mostraci la via della conoscenza e mettici sulla sua strada
VII
O veni, Desiderio delle nazioni, unisci i popoli in un cuore e in una mente sola;
fai cessare l’invidia, le lotte e i litigi
riempi il mondo intero con la Pace celeste

NOTE
1) anche scritto come “Thou Rod of Jesse”: la discendenza davidica è stata profetizzata da Isaia 11:1-2 “Un germoglio spunterà dal tronco di ,esse, un virgulto germoglierà dalle sue radici.” Non è chiaro se Isaia si voglia riferire a Ros (rosa) o Reis (radice) così nell’iconografia medievale l’albero è raffigurato come una pianta di rose.vedi
2) I Blackmore’s Night dicono invece
“And drive away the shades of night
And pierce the clouds and bring us light”
3) Un’altra versione dice:
O come, Thou Wisdom from on high,
Who orderest all things mightily;
To us the path of knowledge show,
And teach us in her ways to go light

E per finire “last but not least” la versione metal dei August Burns Red nel Cd Sledding’ Hill, A Holiday Album (2012)
O Come, O Come, Emanuel – inizia a 33:16

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/veni_veni_emanuel.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/veni_veni_emmanuel_neale.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/Notes_On_Carols/O_Antiphons/notes_on_veni_veni_emmanuel.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_come_o_come_emmanuel-1.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_come_o_come_emmanuel-2.htm
http://www.preces-latinae.org/thesaurus/Hymni/VeniEmm.html
http://www.musicanet.org/robokopp/hymn/ocomeoco.html
http://songsofpraises.blogspot.it/2013/12/o-come-o-come-emmanuel.html

DING DONG MERRILY ON HIGH

Nel medioevo la carola era una danza diffusa in tutta Europa sia in ambito popolare che aristocratico: il solista-conduttore (in genere al centro del cerchio dei convenuti) cantava le strofe -talvolta accompagnandosi con l’arpa- e sul ritornello, intonato da tutti i partecipanti, avveniva la vera e propria danza. La lingua utilizzata era il volgare e non aveva propriamente carattere religioso cristiano, anzi la Chiesa considerava la carola uno strumento diabolico che ancorava la gente del popolo alle antiche tradizioni e ai vecchi dei. continua

LA CAROLA RELIGIOSA

Solo a partire dal XIV secolo venne creata la carola religiosa, perlopiù utilizzando le melodie delle carole profane con testi rielaborati o anche totalmente riscritti. Le carols cristriane, senza più l’accompagnamento con la danza, conobbero una vasta diffusione in Inghilterra nel XV secolo, (con relative pubblicazioni) ma con i protestanti al potere queste ripresero il carattere profano delle origini mentre quelle a carattere religioso rimasero nella tradizione per essere tramandate oralmente.
L’Inghilterra sotto l’onda del Puritanesimo arrivò persino a cancellare le feste dal calendario, finchè in epoca Vittoriana con i movimenti riformisti religiosi e il rinato interesse verso il Medioevo, si ricominciò a scrivere nuovi testi per le carols.

Ding Dong! Merrily On High

Christmas Carol scritta in Inglese arcaico da George Ratcliffe Woodward e pubblicata nel 1924 in “The Cambridge Carol-Book” ; la melodia è un branle come trascritto nel trattato di danza di Thoinot Arbeau “Orchésographie” dal titolo “Bransle l’Officiel”. 

ASCOLTA Joglaresa in una versione “folletti di Natale”

ASCOLTA Jenny Oaks Baker in una versione per violino con un allegro video di irish dance

ASCOLTA Celtic Woman in una versione “popolare e patinata”

The Chieftains  in “Bells of Dublin” 1991 uno dei grandi successi commerciali nell’ambito della tradizione anglosassone con la partecipazione di vari artisti quali Marianne Faithfull, Elvis Costello, Jackson Browne, Nanci Griffith e Ricky Lee Jones, premiato come “disco d’oro” nel 1995


I
Ding dong! merrily on high
in heav’n the bells are ringing:
Ding dong! Verily the sky is riv’n with Angel singing.
Gloria, Hosanna in excelsis!
Gloria, Hosanna in excelsis!
II
E’en so here below, below, let steeple bells be swungen,
And “Io, io, io!(1)” by priest and people sungen.
Gloria, Hosanna in excelsis!
Gloria, Hosanna in excelsis!
III
Pray you, dutifully prime your Matin chime, ye ringers;
May you, beautifully rime your Evetime Song, ye singers.
Gloria, Hosanna in excelsis!
Gloria, Hosanna in excelsis!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Din Don allegramente nell’alto
dei cieli le campane suonano,
Din don in vero il cielo è lacerato da angeli che cantano.
Gloria , Osanna nei Cieli
Gloria , Osanna nei Cieli
II
Ecco anche qui sotto, le campane del campanile sono suonate
e “Ahio, Ahio Ahio” da preti e gente cantato.
Gloria , Osanna nei Cieli
Gloria , Osanna nei Cieli
III
Vi prego, doverosamente preparate il vostro carillon del mattino e suonate; vi prego, meravigliosamente mettete in rima la vostra canzone della vigilia e cantate.
Gloria , Osanna nei Cieli
Gloria , Osanna nei Cieli

NOTE
* Il testo, ricco di termini arcaici e desueti, non è di facile comprensione, quindi spero di non averlo tradotto troppo liberamente
1) io deriva dal greco ed è un’esclamazione rituale utilizzata per festeggiare una divinità. Probabilmente l’autore si vuole riallacciare al saluto “Io Saturnalia” con cui si brindava durante le feste a Saturno nella settimana del solstizio d’inverno.(vedi)

ASCOLTA Blackmore’s Night il gruppo ha interpretato il brano con parole più “moderne”


I
Ding dong merrily on high the christmas bells are ringing
Ding dong joyously reply he angels all a’singing
Gloria, Hosana In Excelsis
II
Ding dong carol all the bells Ring out the christmas story
Ding dong sound the good noels God’s son has come in glory
Gloria, Hosana In Excelsis
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Din Don allegramente nei cieli le campane di Natale suonano
din don con gioia rispondono gli Angeli tutti in coro:
“Gloria e osanna nei cieli”
II
Din Don cantano tutte le campane risuonano la storia di Natale
Din Don suonano la lieta novella, il figlio di Dio è venuto in tutto il suo splendore: Gloria..

LA MELODIA: IL BRANLE

Le danze in forma di catena o di circolo non svaniscono con l’esaurirsi della tradizione della carola, ma continuano nei brando o branles, che si ritrovano ancora quasi invariate nelle danze popolari di area francese, tutt’ora ballate.
Nel Rinascimento il Branle (dal francese Bransle cioè ballare in cerchio oscillando -come le onde del mare) era la danza più diffusa: in origine danza popolare e presto danza di corte presso il re di Francia Francesco I ma anche di moda alla corte inglese di Enrico VIII e poi di sua figlia Elisabetta I

ASCOLTA Ernst Stolz (la prima parte suonata dalle campane) quindi inizia  l’arrangiamento per viola, violino e violoncello

ASCOLTA Allan Alexander viola, liuto e chitarra

ASCOLTA Peter Bloesch arrangiamento più barocco per flauto, viola e chitarra

La danza da cui proviene la melodia è molto semplice e sebbene sia tradotta come “Branle dell’Ufficiale” essa era rivolta ai servitori ossia i lacchè e le servette delle dimore patrizie, ballata solo talvolta da giovanetti e fanciulle dell’aristocrazia mascherati da contadinelli e pastorelle.

(continua seconda parte con descrizione e schema della danza qui)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/danza-medioevo.htm

L’ANNUNCIAZIONE: ANGELUS AD VIRGINEM

angel_burne-jonesL’Annunciazione a Maria non avendo una data certa nei Vangeli è stata fissata dalla Chiesa cattolica il 25 marzo (9 mesi prima del Natale di Gesù) Dal IV sec d.C. e fino all’Alto Medioevo, tale data segnò l’inizio dell’anno nuovo (che guarda caso coincideva con l’equinozio di primavera anche nel calendario dell’Antica Roma).

LA MELODIA: la carola medievale

Carola medievale ancora popolare al giorno d’oggi: compare scritta per la prima volta nel Tropario di Dublino (1360 circa) anche se come composizione potrebbe essere di origini duecentesche

ASCOLTA Andrew Lawrence-King la versione della carola suonata con un salterio a doppia ala che riporta in video il testo dei Racconti di Canterbury in cui Chaucer descrive il giovane Nicola intento a suonare proprio la carola in questione (the Miller’s Tale), il racconto del mugnaio è una parodia dell’amor cortese

ASCOLTA Sarah Deere-Jones all’arpa gotica (dal caratteristico suono cristallino) che esegue una danza saltellata proprio come lo erano le carole nel Medioevo (vedi)

ANGELUS AD VIRGINEM

Il testo è una versione poetica dell’Ave Maria e dell’Annunciazione alla Vergine secondo il Vangelo di Luca: il concepimento di Gesù avviene solo dopo il consenso di Maria e dal quel momento Dio si fa carne in lei.
Si ritiene che le origini del brano siano nell’ambito dell’ordine francescano, e da esso è scaturita anche una versione tradizionale in lingua basca “Birjina gaztettobat zegoen” tradotta in inglese con il titolo Gabriel’s Message: oggi è un canto del periodo natalizio interpretato da numerosi gruppi corali e di musica antica.

Per lo più il brano viene eseguito nei modi del contrappunto e del discanto prendendo la solennità del canto gregoriano, ma la versione che propongo per l’ascolto è quella del gruppo irlandese Anuna,
ASCOLTA Anuna in “Christmas with Anuna” una versione più ritmata e briosa, (secondo la struttura propria della carol medievale che è essenzialmente una danza.) La pronuncia in latino è abbastanza dolce (in genere inglesi e tedeschi mantengono una certa asprezza nella dizione), la melodia è sottolineata dall’arpa: le strofe sono cantate dal solista e il coro si unisce nel ritornello (ripresa) insieme al ritmo del tamburo, quasi a invitare alla danza. Rispetto alla versione standard manca l’ultima strofa che non fa parte del colloquio tra Angelo e Maria ma è piuttosto una preghiera degli uomini rivolta alla Madonna perché interceda presso il Figlio, per la remissione dei loro peccati.

Interessante la versione del coro Quinta Voce


I)
Angelus ad virginem
subintrans in conclave,
Virginis formidinem de mulces
inquit, “Ave!
Ave, regina virginum;
coeli terraeque Dominum
Concipies et paries inctacta
salutem hominum;
Tu porta coeli facta,
medela criminum”
II)
“Quomodo conciperem quae virum non cognovi?
Qualiter infringerem quod firmamente vovi?”
“Spiritus Sancti gratia perfici et haec omnia;
Ne timeas, sed gaudeas, secura
Quod castimonia manebit inter pura Dei potentia.”
III)
Ad haec virgo nobilis
respondet inquit ei:
“Ancilla sum humilis omnipotentis Dei.
Tibi coelesti nuntio, tanti secreti conscio,
Consentiens, et cupiens videre
Factum quod audio; parata sum parere, Dei consilio.”
IV)
Eia mater Domini, quae pacem redidisti
Angelis et homini, cum Christum genuisti;
Tuum ex ora filium ut se nobis propitium
Exhibeat, et deleat, peccata:
Prestans auxilium vita frui beata Post hoc exilium.
Traduzione Italiano
I
L’angelo alla vergine,
entrando nella stanza
suscitando in lei il timore,
disse: “Ave!
Ave regina delle vergini;
concepirai il Signore del cielo e della terra e darai alla luce, rimanendo casta,
la salvezza degli uomini,
tu divenuta porta del cielo,
guaritrice dei peccati.

II
“Come posso concepire, io che non conosco uomo?
come posso infrangere ciò che promisi con fermezza?”
“La grazia dello Spirito Santo compierà questi prodigi;
non temere, ma rallegrati, sicura
che la castità rimarrà pura in te grazie alla potenza di Dio.”
III
Rispondendo a queste parole la Vergine nobile gli disse:
“Sono l’umile ancella di Dio onnipotente con te, messaggero celeste, che partecipi di che partecipi di tale mistero, sono d’accordo, e sono desiderosa di vedere realizzato ciò che ho sentito da te;
per obbedire alla volontà di Dio.”
IV
Oh Madre del Signore, che hai riportato la pace agli angeli e all’uomo, quando hai dato alla luce Cristo;
prega  tuo Figlio che si mostri benevolo con noi,
e ci perdoni i peccati:
ci offra il suo aiuto a godere della vita eterna dopo questo esilio.

Gabriel from Heaven’s King

E’ la versione in inglese medievale della carola latina (XIII secolo), la troviamo nel  manoscritto BL Arundel 248 con il rigo musicale seguito dal testo prima in latino e poi in Inglese.
La traduzione non è letterale si sofferma piuttosto su una visione più umanizzata di Maria sottolineando le gioie della maternità.

ASCOLTA The Hilliard Ensemble (nel video compare anche la schermata del testo) a 3 voci con molti melismi e fioriture propri del canto gregoriano.
ASCOLTA molto delicata la versione Early Music Consort of Central Piedmont Community College, Charlotte, NC con Jeanine Dovell

Inglese medievale
I
Gabriel, fram evene king
Sent to the maide swete,
Broute hire blisful tiding,
And faire he gan hire greten:
“Heil be thu, ful of grace arith,
For Godes Sone, this evene lith,
For mannes loven
Wile man bicomen
And taken
Fles of thee, maiden brith,
Manken fre for to maken
Of senne and devles mith.”
II
Mildeliche im gan andsweren
The milde maiden thanne:
“Wichewise sold ichs beren
Child withhuten manne?”
Thangle seide, “Ne dred te nout;
Thurw tholigast sal ben iwrout
This ilche thing
Warof tiding
Ichs bringe.
Al manken wrth ibout
Thur thi swete chiltinge,
And hut of pine ibrout.”
III
Wan the maiden understud
And thangles wordes herde,
Mildeliche with milde mud
To thangle hie andswerde:
“Hur Lordes theumaiden iwis
Ics am, that her aboven is.
Anenttis me
Fulfurthed be
Thi sawe,
That ics, sithen his wil is,
Maiden withhuten lawe
Of moder have the blis.”
IV
Thangle wente awei mid than
Al hut of hire sithte;
Hire wombe arise gan
Thurw tholigastes mithe.
In hire was Crist biloken anon:
Suth God, soth man ine fleas and bon,
And of hir fleas
Iboren was
At time,
Warthurw us kam God won.
He bout us hut of pine
And let im for us slon.
V
Maiden moder makeles,
Of milche ful ibunden,
Bid for hus im that thee ches,
At wam thu grace funde,
That he forgive hus senne and wrake,
And clene of evri gelt us make;
And evne blis
Wan hure time is
To sterven
Hus give for thine sake
Him so her for to serven
That he us to him take.
Trascrizione moderna
I
Gabriel, from heaven’s king
Sent to the maid sweet,
Brought her blissful tidings,
And fair he did her greet:
“Hail be thou, full of grace aright,
For God’s Son, this heaven’s light,
For man’s love
Will man become
And take
Flesh of thee, maiden bright,
Mankind free for to make
From sin and devil’s might.”
II
Gently him did answer
The gentle maiden then:
“In what way can I bear
A child without a man?”
The angel said, “Fear thee naught;
Through the Holy Ghost shall be wrought
This same thing
Of which tiding
I bring.
All mankind will be bought [redeemed]
Through thy sweet childing,
And out of torment brought.”
III
When the maiden understood
And the angel’s words heard,
Gently with a gentle mind
To the angel she answered:
“Our Lord’s serving maiden iwis [indeed]
I am, who here above is.
Concerning me
Fulfilled shall be
Thy saw, [your words]
That I, since his will it is,
A maiden, without law, [i.e. outside the law of nature]
Of mother will have the bliss.”
IV
The angel went away with than [that] All out of her sight;
Her womb to arise began
Through the Holy Ghost’s might.
In her was Christ enclosed anon:
True God, true man in flesh and bone,
And of her flesh
Born he was
In time,
Whereby to us came God wone. [to dwell]
He bought us out of pain
And was for us slain.
V
Maiden mother makeless, [matchless]
Of mercy full abounding,
Pray for us to him who thee ches, [chose]
With whom thou grace found,
That he forgive us sin and wrake, [injury]
And clean of every guilt us make;
And heaven’s bliss
When our time is
To sterve [die];
Grant us for thy sake
Him so here for to serve
That he us to him take.
Annunciazione - J. W. Waterhouse - 1914
Annunciazione – J. W. Waterhouse – 1914

IL DIPINTO OSSERVAZIONI
Quest’annunciazione presenta la caratteristica di essere ambientata in un giardino, quello privato annesso all’abitazione di Maria, è un giardino recintato, un hortus conclusus in senso medievale, con un pozzo o una fontana sullo sfondo. Il dettaglio è significativo anche se posto in secondo piano (sottolineato anche dalla presenza di un paio di giare appoggiate accanto): nel Protovangelo di Giacomo Maria incontra l’angelo dopo che è uscita dal suo alloggio con una brocca per attingere l’acqua.
In primo piano una pianta di rose in boccio ci parla della primavera e l’angelo, una sinfonia di blu-viola dall’indaco al lilla, è raffigurato come se avesse appena appoggiato i piedi sull’erba, con ancora la chioma mossa dall’aria e le ali semiaperte. Maria è caduta sulle ginocchia davanti alla soglia di casa e indossa la veste blu, che la contraddistingue nell’iconografia tradizionale, ma con le maniche rivestite di rosso e una fusciacca pure rossa, così è inevitabile pensare che i due colori primari fusi insieme e variamente miscelati siano il contraltare della cromia angelica.

Pure significativi sono gli altri oggetti raffigurati accanto a Maria quali il leggio e il fuso.
La Vergine non solo guarda verso l’angelo, ma appare pronta a dialogare con lui nonostante un gesto di meraviglia. .. un leggìo, altro elemento della tradizione iconografica, attesta l’educazione sacra della Madonna, su cui insistevano non solo i vangeli apocrifi: esiste una fantasiosa iconografia popolare, su Sant’Anna che le insegna la lettura. Perfino il fuso per filare, lasciato cadere a terra, si ricollega a una tradizione non canonica (altre volte, nelle raffigurazioni dell’evento, si era trattato di un arcolaio o di una matassa). Infatti nei testi qui sopra citati si narra di una Maria impegnata, insieme ad altre vergini prescelte, a filare e a tessere veli o stoffe per ornare il “Tempio del Signore”. Più importante è il riferimento a una Madonna letterata, condizione femminile eccezionale per l’ambiente, la mentalità e l’epoca dell’evento. Il particolare comincia a essere valorizzato dall’iconografia sacra italiana nel Trecento, nella forma di un libro poggiato su un leggìo o su un cuscino. L’Annunziata non è intenta a filare né ad attingere acqua, bensì a leggere o a pregare. La lettura del testo sacro viene interrotta, o piuttosto integrata, dalla visione del sacro stesso. (Pino Blasone tratto da vedi)

L’ANNUNCIAZIONE NELLA PITTURA
Il tema molto popolare nella pittura trecentesca si arricchisce di dettagli e particolari dal significato simbolico. vedi

continua

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/NonEnglish/angelus_ad_virginem.htm

http://www.preces-latinae.org/thesaurus/BVM/AngelusAdVirg.html
http://www.digitalmedievalist.com/2016/11/27/angelus-ad-virginem/

http://aclerkofoxford.blogspot.it/2014/03/angelus-ad-virginem-gabriel-from-evene.html