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I’M A MAN YOU DON’T MEET EVERY DAY

ALTRI TITOLI: Jock Stuart – Jock Stewart

Irlandesi e scozzesi rivendicano la paternità della canzone che alcuni ritengono non sia di tradizione popolare ma risalente ai repertori dei music-halls in voga nell’Ottocento. Il music-hall inglese è il precursore del teatro di varietà trattandosi di un locale in cui la gente del popolino mangiava e beveva seduta al tavolo e assisteva a degli spettacoli che si alternavano sul palco, un misto di numeri comici, circensi e canzoni popolari. Questa forma di intrattenimento ha preso piede tra il 1830 e il 1850 periodo in cui si iniziarono a costruire degli appositi music hall al posto delle “public houses” che già offrivano spettacoli.

La versione diventata standard è quella della traveller scozzese Jeannie Robertson di Aberdeen, che la registrò nel 1960. Sembra sia stata lei ad aggiungere il nome “Jock Stewart” (in riferimento ai suoi nonni) poi nel 1976 un altro artista scozzese Archie Fisher riprese quasi integralmente il testo. Così scrive nelle note di copertina del suo album “The Man with a Rhyme“: An Irish narrative ballad that has been shortened to an Aberdeenshire drinking song. Though I’ve searched the map of Eire in vain for a “River Kildare”, and changed verse three so that the dog doesn’t get shot, the song is essentially still Jeannie Robertson’s version heard many years ago and re-inspired by the singing of her daughter, Lizzie Higgins.

GUIDA ALL’ASCOLTO:  Jock Stewart

Il protagonista invita gli amici a bere con lui: egli è prodigo non sono ad aiutare economicamente chi ha bisogno di un prestito, ma è anche generoso di spirito e riesce a mettere a proprio agio sia il gentiluomo che il vagabondo. E’ una drinking song che si presta come canto dell’addio a fine concerto.

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ASCOLTA Archie Fischer 1976 (I, IIA, IIIA, IV)
ASCOLTA The Tannahill Weavers 1979 (I, IIB, IIIB, IV)
ASCOLTA The Dubliners 1987 (I, IIC, IIA, IIIC, IV)
ASCOLTA Dougie MacLean in The Plant life Years 2009 (I, IIA, IIIA, IIID, IV)
ASCOLTA Rapalje 2010 in una versione live molto maschia e teutonica (strofe I, IV, III, IV)
ASCOLTA Jesse Ferguson live 2011 (strofe I, II, IV, III, IV)
ASCOLTA Ewan McLennan & Tim O’Brien per Transatlantic Session 2013 (I, IIC, IIB, IIIB, IV, I)

I
Now, my name is Jock Stewart,
I’m a canny gaun man,(1)
And a roving young fellow I’ve been.

CHORUS
So be easy and free
When you’re drinkin(2) wi’ me.
I’m a man you don’t meet every day.

IIA
I have acres of land, I have men at command; I have always a shilling to spare(3).
IIB
And its oft have I sat with both bottle and friend Is there ae man could e’er ask for more?
IIC
I’m a piper to trade(4), I’m a roving young blade(5), And manys the tunes I can play
IIIB
Let us catch well the hours and the minutes that fly Let us share them sae weel while we may(7)
IIIA
Now, I took out my gun,
With my dog I did shoot(6)
All down by the River Kildare.
IIID
I took out my gun
And with my dog i did go(6)
All down by the banks of the Tay
 IIC
With my dog and my gun I go out for to shoot(6)
All along the green banks o’ the Spey

IV
So, come fill up your glasses
Of brandy and wine(8),
And whatever the price (cost), I will pay.

NOTE
1) canny =warily gaun=going; canny gaun man=an easy going or cautious man, who in his younger days wasn’t quite so cautious (but a roving young fellow).
2) Dougie MacLean dice “courting ”
3) Dougie MacLean dice “But my money I foolishly spend”che è quasi la stessa cosa ma con una magnanimità che rasenta lo sperpero
4) questo verso è stato aggiunto da Sheila Stewart nella registrazione del 1999 effettuata da Doc Rowe che così scrive nelle note (And Time goes on: song and stories): Popular on the folk scene, this song was found by the Stewarts in their letterbox when they returned from shopping one day! An anonymous writer simply stated that it was written for [Sheila’s father] Alec, a fine piper and storyteller. Versions are found in Ireland.
5) ) letteralmente “spada, lama itinerante”, si riferisce all’atteggiamento macho degli uomini traveller sempre pronti ad attaccar briga pur di difendere il loro onore
6) il verso controverso (e scusate il bisticcio) è quello in merito all’uccisione del cane: in alcune versioni (ad es. Pogues) si dice proprio che l’uomo esce armato di pistola e con il cane per ucciderlo, ma Archie Fischer le trasforma in modo che i due stiano andando a una battuta di caccia. Ora perchè l’uomo volesse o dovesse uccidere il cane è spiegato dai più come se si trattasse di un atto dovuto perchè il cane era malato e quindi un gesto pietoso per alleviare le sue sofferenze. Così la canzone assume un carattere di “lamento” la celebrazione di un funerale di un caro amico (il cane) con tanto di bevute. Ovviamente questa versione è più vicina al tono comico-sarcastico tipico delle canzoni del music-halls ottocenteschi
6) And we’ll share them together this day
7) whisky and beer

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mi chiamo Jock Stewart, e sono ora un uomo prudente(1), ma sono stato da giovane un compagno vagabondo.
RITORNELLO
Mettiti comodo e a tuo agio quando bevi(2) con me, sono un uomo che non si trova tutti i giorni.
IIA
Ho acri di terra e uomini al mio comando, e ho sempre uno scellino da prestare.
IIB
E spesso mi sono seduto con una bottiglia e un amico; cosa vorrebbe di più un uomo?
IIC
Sono un piper ambulante(4), un giovanotto spericolato(5) e so’ suonare molte melodie
IIIB
Afferiamo bene le ore e i minuti e passiamoli in compagnia finchè possiamo(7)
IIIA/C/D
A: Prendevo la pistola e con il cane andavo a caccia(6) lungo il fiume Kildare
C: Con il mio cane e la pistola esco per sparare lungo le verdi rive dello Spey
D: Prendevo la pistola e con il cane andavo a caccia lungo le rive del Tay
IV
Così venite a riempire i bicchieri di brandy e vino(8) e qualunque sia il prezzo pagherò

FONTI
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/imamanyoudontmeeteveryday.html
http://mysongbook.de/msb/songs/j/jockstew.htmlhttp://mudcat.org/thread.cfm?threadid=35897http://wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/10/meeteveryday.htmhttp://wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/20/meet.htm

WILL YE NO’ COME BACK AGAIN?

attesa- Edmund-Blair-LeightonLa poesia, originariamente scritta dalla irriducibilmente filo-giacobita Carolina Oliphant (Lady Nairne 1766-1845), ma a volte erroneamente attribuita a Robert Burns, è una nostalgica evocazione di un tempo che non sarà più e, spogliata dalle sue aspirazioni politiche, è spesso utilizzata come canto dell’addio (come l’altrettanto famosa Auld Lang Shine vedi).

Il “Bonnie Charlie” della canzone è il Bel Carletto ovvero il “giovane” e ultimo pretendente Stuart al trono di Scozia, così in chiave politica la canzone è diventata sinonimo di desiderio d’indipendenza e “inno” del movimento nazionalista scozzese. Tutte queste versioni sono state scritte quando Charles Stuart era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi.
La canzone è molto più tarda rispetto agli avvenimenti descritti, e di solito oggi vengono cantate solo tre strofe rispetto alle sette originarie.

GUIDA ALL’ASCOLTO: WILL YE NO’ COME BACK AGAIN

Su di un’aria tradizionale (attribuita a Niel Gow junior -1795-1823), la melodia è famosa come marcia suonata ovviamente dalle cornamuse scozzesi. E’ anche una scottish country dance (vedi)
ASCOLTA cornamuse e tamburi
ma può essere un lament

ASCOLTA Ewan MacColl & Peggy Seeger (strofe I, IIA, IIIA )
ASCOLTA North Sea Gas in un delicato arrangiamento (strofe I, IIB, IIIB )

ASCOLTA Gaberlunzie (strofe I, IIB, IV, IIIB )
ASCOLTA Real McKenzies in una versione rock alla Pouges (strofe I, IV) – non proprio nelle mie corde
I
Bonnie Charlie’s now awa’(1),
Safely o’er the friendly main,
Mony a heart will brak in twa’
Should he no’ cam back again.
Refrain:
Will ye no’ cam back again?(2)
Will ye no cam back again?
Better lov’d ye canna be,
Will ye no cam back again?

IIA
Mony a traitor ‘mang the isles
Brak the band o’ nature’s laws; Mony a traitor wi’ his wiles
Sought to gi’ his life awa’
IIIA
Mony a gallant sodger faught,
Mony a gallant chief did fa’,
Death itself was dearly bought
A’ for scotland’s king and law.
IIB
English bribes were a’ in vain
An’ e’en tho puirer we may be
Siller canna buy the heart
That beats aye for thine and thee.
IIIB
Sweet’s the laverock’s note and lang,
Liltin’ wildly up the glen,
But aye to me he sings ane sang,
Will ye no come back again?

IV
Ye trusted in your Hielan men,
They trusted you dear Charlie!
They kent your hiding in the glen,
Death and exile braving.

NOTE
1) dopo la sconfitta di Culloden (1746) il Bonnie Prince, allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa. Il bel Carletto fuggì dalla Scozia in modo rocambolesco e si rifugiò in Francia continua
2) il Bonny Prince è diventato nell’immaginario giacobita un re dormiente novello Artù pronto a ritornare al momento del bisogno per combattere nella battaglia a fianco degli Scozzesi contro i “Nemici”..

TRADUZIONE ITALIANO a cura di Cattia Salto
I
Il Bel Carlo se n’è andato, (1)
al sicuro, al di là dello Stretto amico;
molti cuori si infrangeranno
se tu non dovessi tornare mai più.
RITORNELLO
Tornerai o non tornerai?(2)
Più amato non potresti essere,
un giorno tornerai ancora?

IIA
Molti traditori fra le isole,
infransero la legge della natura,
molti traditori con l’inganno,
cercarono di vendere la sua vita.
IIIA
Molti soldati coraggiosi si sono battuti, molti prìncipi valenti sono caduti,
anche la morte è stata comprata a caro prezzo, tutto per il re e la giustizia della Scozia.
IIB
La corruzione degli inglesi fu del tutto inutile e noi possiamo essere più puri,
i più sciocchi non possono comprare
il cuore che batte forte per i tuoi e te
IIIB
Dolce è il canto dell’allodola
che si innalza libero sulla valle
e canta per me una canzone:
un giorno tornerai ancora?”

IV
Contavi sui tuoi uomini delle Highland,
loro si fidavano di te caro Carlo,
essi conoscevano il tuo nascondiglio nella valle,
morte e esilio ai coraggiosi

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/willyeno.htm
http://ontanomagico.altervista.org/charlie.htm
http://www.musicanet.org/robokopp/bio/nairnela.html http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/ primary/genericcontent_tcm4554478.asp
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/175.html http://bardbook.flame.org/songs/739

AULD LANG SYNE: UN TESTO PER DUE MELODIE

A Capodanno il canto più diffuso nelle case scozzesi è Auld Lagn Syne, una canzone cantata in tutto il mondo nelle più svariate occasioni.
La canzone è accompagnata da un rituale collettivo: in cerchio ci si tiene per mano durante il primo verso. Poi le braccia vanno incrociate afferrando le mani del vicino durante l’ultimo verso (continua).

auldIl titolo è composto da tre termini in scozzese che significano old, long, since tre parole per indicare il tempo passato, e che si traducono in inglese come “the good old days“, in italiano “i bei tempi andati” (Addio bei tempi passati..). Si tratta di una vecchia canzone che Robert Burns dice di aver ascoltato da un anziano cantore, Burns dichiara inoltre che la canzone era stata tramandata solo oralmente in ambito popolare.

Ecco il carteggio tra Burns e l’editore George Thomson (1793 ): “The following song, an old song, of the olden times, and which has never been in print, nor even in manuscript until I took it down from an old man’s singing, is enough to recommend any air”
[in italiano: la canzone che segue, una vecchia canzone, dei vecchi tempi, e che non è mai stata stampata e nemmeno manoscritta finchè la presi da un vecchio cantore, è sufficiente da raccomandare ogni melodia.]

In realtà rime e melodie simili si fanno risalire al 1500: in particolare due, la ballata Auld Kyndnes Foryett -nel Bannatyne Manuscript 1568- e la ballata attribuita al poeta di corte Sir Robert Ayton (1570-1638) pubblicata nel 1711 da James Watson nella raccolta “Choice Collection of Scots Poems“; per quest’ultima alcuni versi sono gli stessi che si ritrovano nella stesura di Burns.
Should auld Acquaintance be forgot,
a
nd never thought upon,
The Flames of Love extinguished,
And freely past and gone?
I
s thy kind Heart now grown so cold
I
n that Loving Breast of thine,
That thou canst never once reflect
On Old-long-syne?
Nel 1724 Allan Ramsay ha scritto nel suo “A Collection of Songs” il brano dal titolo “Should auld acquaintance be forgot” (forse tratto dalla ballata cinquecentesca Auld Kyndnes Foryett) e la canzone venne poi pubblicata nel Vol 1 dello “Scots Musical Museum” 1787, con il titolo “Auld Lang Syne” ma i versi sono lontani anni luce da quelli di Burns!

LE MELODIE
Prima Melodia: "O Can Ye Labor Lea"
ASCOLTA 

Seconda Melodia: "For old long Gine my jo" trascritta da Playford in "Original Scotch Tunes" 1700
ASCOLTA

Johnson pubblica “Auld Lang Syne” dalla prima versione di Burns nel Scots Musical Museum, vol 5, 1796; ma Robert Burns inviò i suoi scritti in merito a questa canzone anche all’editore George Thomson e in particolare la sua terza versione. Più tardi Thomson viene a sapere da Stephen Clarke che Johnson aveva già una copia della canzone di Burns e che la melodia era trascritta sempre da Johnson nella versione di Ramsay. Burns, così gli risponde: ‘The two songs you saw in Clarke’s are neither of them worth your attention. The words of ‘Auld lang syne are good, but the music is an old air, the rudiments of the modern tune of that name. The other tune you may hear as a common Scots country dance.’ Burns 1794.
Quindi la prima melodia che Robbie definisce “an old air” è quella pubblicata da Johnson “O Can Ye Labor Lea”, mentre la seconda melodia è “For old long Gine my jo” è quella in Playford.

L’IMPRONTA DEL GENIO

Il merito di Burns fu quello di scrivere un paio di strofe e di modificare e arrangiare le altre, se non proprio di aver riscritto il testo in modo integrale. Un frammento scritto da Robert Burns nel 1793 è conservato presso il Robert Burns Birthplace Museum (vedi)

IL MERITO DELL’EDITORE

George Thomson quando pubblicò “Auld Lang Syne” nel “Select Collection of Original Scottish Airs”, 1799 sostituì la prima melodia con quella molto più popolare nel Settecento chiamata “The Miller’s Wedding” (già in “Scots Reels”, Bremner 1759) e comunemente chiamata ‘Sir Alexander Don’s Strathspey’ perchè interpretata anche dal famoso violinista Niel Gow: una melodia da danza tipicamente scozzese la strathspey!
LA MELODIA DELL’EDITORE CON I VERSI DEL BARDO: ASCOLTA
George Thomson ripubblicò “Auld Lang Syne” nel 1817 con un nuovo arrangiamento a cura del compositore ceco Leopold Kozeluch
ASCOLTA
Burns del resto aveva già riutilizzato la stessa melodia in due canzoni: “O can ye labour lea” (la versione ripulita è diventata “I fee’d a man at Martinmas”) e “Coming thro’ the rye.

LA LEGGENDA SU DAVID RICCIO

Ultimamente in rete (ovviamente solo nei siti italiani) sulla scia del romanzo di Jesse Blackadder “The Raven’s Heart” , 2011 si è diffusa l’attribuzione della melodia “Il valzer delle candele” a Davide Rizzo (o David Riccio come lo chiamavano in Scozia). Il giornalista e scrittore Renzo Rossotti (in “Assassinio in Scozia” da “Piemonte magico e misterioso”, Newton Compton Editori, 1994 vedi) nel suo “Assassinio in Scozia” riportata una leggenda torinese secondo cui Davide Rizzio sarebbe l’autore del Valzer delle candele, ma si tratta appunto di una leggenda. Come già evidenziato ci sono almeno tre melodie associate al brano “Auld Lang Syne” e quella più antica cinquecentesca, non è quella finale del Valzer delle Candele! Ben altre paternità possono essere più documentatamente attribuite al compositore Davide Rizzio, vedi lo studio del suo già citato omonimo continua

Due vecchi amici incontrandosi dopo molti anni di separazione, ricordano la gioventù e brindano ai tempi andati! Per l'ascolto una selezione dei migliori artisti scozzesi.

MELODIA AULD LANG SYNE seconda versione di Robert Burns 1799 (George Thomson editore)

ASCOLTA Dougie MacLean dal Cd Tribute– 1996 Voce vellutata, pronuncia seducentemente scozzese, sottofondo di chitarra, un delicato arrangiamento

MELODIA AULD LANG SYNE prima versione di Robert Burns in SMM vol 5 1796 (James Johnson editore)

ASCOLTA Jim Malcom (ex voce dei Old Blind Dogs) dal Cd Acquaintance dedicato a Robert Burns. Voce vellutata, pronuncia seducentemente scozzese, una spruzzata di note al piano, sottofondo con chitarra e violino. La melodia è leggermente diversa come la sequenza delle strofe I, IV, II, III, V e il tema del Valzer è ripreso nel finale suonato dalla sola chitarra

ASCOLTA Paolo Nutini: live una versione intima e raccolta sulle note di una chitarra

ASCOLTA Eddi Reader una melodia tutta alla Eddi Reader


I
Should auld acquaintance be forgot,
And never brought to mind?
Should auld acquaintance be forgot,
And days auld lang syne?
CHORUS:
For auld lang syne, my dear(1),
For days auld lang syne,
We’ll tak a cup of kindness yet,
For days auld lang syne!
II
We twa hae run about the braes(3)
And pou’d the gowans(4) fine,
But we’ve wander’d monie a weary fit(5),
Sin days auld lang syne.
III
We twa hae paidl’d in the burn
Frae morning sun till dine,
But seas between us braid(6) hae roar’d,
Sin days auld lang syne.
IV
And surely ye’ll be your pint-stowp(2)
And surely I’ll be mine,
And we’ll tak a cup o kindness(8) yet,
For days auld lang syne!
V
And there’s a hand my trusty fiere(7),
And gie’s a hand o thine,
And we’ll tak a right guid-willie waught(8),
For days auld lang syne
TRADUZIONE ITALIANO (tratta da vedi)
I
Credi davvero che i vecchi amici
si debbano dimenticare e mai ricordare?
Credi davvero che i giorni trascorsi insieme
si debbano dimenticare?
Ritornello:
Perchè i giorni sono ormai trascorsi,
amico mio, perchè i giorni sono andati,
faremo un brindisi per ricordare con affetto
i giorni ormai trascorsi!
II
Noi due abbiamo corso per le colline
e strappato margherite selvatiche
ma ora siamo lontani l’uno dall’altro
perchè i giorni sono ormai trascorsi
III
Noi due abbiamo navigato nel fiume
da mattina a sera
ma ora vasti oceani si frappongono tra noi,
perchè i giorni sono ormai trascorsi
IV
Tu puoi pagare il tuo boccale di birra
e io pagherò il mio,
faremo un brindisi per ricordare con affetto
i giorni ormai trascorsi
V
Perciò prendi la mia mano, amico mio fidato,
e dammi la tua
faremo un brindisi pieno d’affetto insieme,
in ricordo di quei giorni trascorsi

NOTE
1) nella seconda versione di Burns era “jo” (=amico)
2) stowp= vessel, boccale
3) braes= hills, colline
4) gowans= daisies, margherite
5) monie a weary fit= many a weary foot, molti passi stanchi
6) braid= ampio, vasto
7) fiere= friend, amico
8) right guid-willie waught= “cup of kindness” good toast, friendly draught, brindisi

Questa traduzione poetica, raccolta da un programma di Raiuno da Bartolomeo Di Monaco, tratta da http://www.la-poesia.it/stranieri/inglesi/inglesi-index.htm, rende omaggio alla commovente espressività del testo scozzese! La sequenza delle strofe è quella riportata da George Thomson

VECCHI TEMPI ANDATI
  I
 Si dovrebbero dimenticare le vecchie
 amicizie e non ricordarle più?
 Si dovrebbero dimenticare le vecchie
 amicizie e i giorni lontani e passati?
 Per i vecchi tempi, amico mio,
 per i vecchi tempi
 berremo una coppa di tenerezza,
 ancora per i vecchi tempi.
  II
 Noi due abbiamo corso sui sereni
 pendii e raccolto bei fiori,
 ma abbiamo camminato stancamente
 molte volte da quei tempi lontani.
  V
 Abbiamo camminato a piedi nudi sulle
 rive dal sole del mattino fino alla sera,
 ma ora gli oceani hanno ruggito
 da quei vecchi giorni lontani.
  IV
 Eccoti la mano, mio fedele amico
 e tu dammi la tua
 e faremo un'abbondante bevuta
 ancora per i vecchi tempi.
  III
 E sarò per te come un sorso
 di birra, e tu lo sarai per me.
 E berremo una tazza di tenerezza,
 ancora per i vecchi tempi andati.
 Per i vecchi tempi, amico mio,
 per i vecchi tempi
 berremo una coppa di tenerezza,
 ancora per i vecchi tempi.
 brindisi

LA POPOLARITA’ NEL MONDO

La canzone è stata tradotta in tutto il mondo (in almeno una quarantina di lingue). La popolarità di “Auld Lang Syne” deriva molto probabilmente dal suo inserimento nel film “Waterloo bridge” (in italiano “Il ponte di Waterloo”) del 1940 diretto da Mervyn LeRoy, con Vivien Leigh e Robert Taylor con il titolo di Farewell Waltz Il film è stato il prototipo del tipico melodramma hollywoodiano con la famosa scena del valzer.

La versione Farewell Waltz è stata arrangiata da Cedric Dumont (1916-2007) compositore -autore svizzero e direttore d’orchestra e tradotta/arrangiata in italiano dagli autori Larici&Mauri nel 1943 (che riprendono il tema della scena del film con la separazione dei due amanti) come ballabile. All’epoca
Una curiosità, le melodie anglo-sassoni erano vietate dalla censura di guerra ma bastava cambiare titolo e arrangiamento ed ecco che nasce “Il valzer delle candele”!

ASCOLTA Tati Casoni IL VALZER DELLE CANDELE

I
Domani tu mi lascerai
e più non tornerai,
domani tutti i sogni miei
li porterai con te.
II
La fiamma del tuo amor
che sol per me sognai invan
è luce di candela che
già si spegne piano pian.
III
Una parola ancor
e dopo svanirà
un breve istante di
felicità.

IV
Ma come è triste il cuor
se nel pensare a te
ricorda i baci tuoi
che non son più per me.
V
Domani tu mi lascerai
e più non tornerai,
domani tutti i sogni miei
li porterai con te.
VI
La fiamma del tuo amor
che sol per me sognai invan
è luce di candela che
già si spegne piano pian.

ASCOLTA Nini Rosso alla sua mitica tromba.

La melodia infine è diventata una nuova canzone con il testo “Il Canto dell’Addio” che ben conoscono tutti coloro che sono stati scout, o hanno trascorso la loro estate nelle colonie, o presso i rifugi gestiti da sacerdoti e affini (sob!).

I
È l’ora dell’addio, fratelli,
è l’ora di partir;
e il canto si fa triste; è ver:
partire è un po’ morir.
RITORNELLO
Ma noi ci rivedremo ancor
ci rivedremo un dì
arrivederci allor, fratelli,
arrivederci sì.
II
Formiamo una catena
con le mani nelle man,
stringiamoci l’un l’altro
prima di tornar lontan.
III
Perché lasciarci e non sperar
di rivederci ancor?
Perché lasciarci e non serbar
questa speranza in cuor?

IV
Se attorno a questo fuoco qui,
l’addio ci dobbiam dar;
attorno ad un sol fuoco un dì
sapremo ritornar.
V
Iddio che tutto vede e sa
la speme di ogni cuor;
se un giorno ci ha riuniti qui,
saprà riunirci ancor.
VI
Ma non addio diciamo allor
che ancor ci rivedrem:
arrivederci allor, fratelli,
arrivederci insiem!
VII
Fratello non dolerti se
la fiamma langue già:
doman la stessa fiamma ancor
fra noi risplenderà.

FONTI
http://sarahannelawless.com/2009/12/31/happy-hogmanay/ http://www.electricscotland.com/HISTORY/articles/langsyne.htm http://www.electricscotland.com/history/articles/langsyne.htm http://www.robertburns.org/encyclopedia/AuldLangSyne.5.shtml http://www.themorgan.org/exhibitions/ online/AuldLangSyne/default.asp?id=4 http://burnsc21.glasgow.ac.uk/online-exhibitions/auld-lang-syne/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16346 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=29124 http://www.kultunderground.org/art/305 http://www.kultunderground.org/art/395 http://www.renzorossotti.it/notetorinesi.htm#menestrello http://www.eddireader.net/tracks/erALS.htm