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APPLES IN WINTER

Il melo è un albero che è nato sui monti dell’Asia centrale e si è diffuso lungo la rotta commerciale detta “via della seta”, spostandosi così verso ovest. Si ritiene comunemente che furono gli antichi romani a portare il melo in Gran Bretagna, eppure i più recenti scavi archeologici ad Armagh (Irlanda del Nord) hanno trovato semi di mela risalenti al X secolo a.C.  Il melo compare infatti in molti insegnamenti druidici e nella poesia e mitologia celtica.
Fruttifica a settembre e le mele si conservano per lungo tempo in un luogo fresco e asciutto come le soffitte, diventando uno dei pochi frutti che si possono mangiare in inverno.

AILLIN E BAILE

La principale associazione con il melo è l’amore, essondo l’incarnazione del principio femminile; una narrazione medievale ci racconta la storia di Aillin e Baile, due fanciulli innamorati ai quali i druidi avevano profetizzato che non si sarebbero mai incontrati in vita, ma solo dopo la morte per non separarsi mai più: la macabra (o romantica) profezia si avverò magicamente con l’unione del legno di due alberi, il melo e il tasso cresciuti sulle loro tombe!
La leggenda è ambientata ai tempi dell’Irlanda celtica di re Cormac mac Airt (II-IV secolo), ma  è un po’  incoerente rispetto alle fonti archeologiche in nostro possesso, si racconta infatti della “taball filidh” (la tavoletta del poeta) -poteva trattarsi di una tavoletta di legno su cui si scriveva con il pennello o di una più elaborata tavoletta cerata in uso presso gli antichi greci e romani- una ricavata dal legno del melo di Aillin e l’altra dal legno del tasso di Baile che si saldarono indissolubilmente l’una all’altra non appena si trovarono entrabe vicine (a Samain durante la festa presieduta da Art, figlio di Conn delle Cento Battaglie, re di Erinn). Apprendiamo che, se il racconto fosse veritiero, i bardi d’Irlanda compilavano i loro certami su delle tavolette di legno, presumibilmente “usa e getta” perchè ci si scriveva sopra una volta sola; queste due tavolette provenivavo una dal Leinster (melo), l’altra dall’Ulster (tasso) e per la loro magica aderenza furono conservate come rarità nel tesoro di Tara.
La storia sembra essere una variante del nodo d’amore tra rovo e spina richiamato nelle ballate medievali che, cresciuti dalle rispettive tombe degli amanti sfortunati, si congiungono e intrecciano tra loro.

Ma l’associazione principale del melo con il mondo celtico è l’Isola delle mele, Avalon, la terra delle Fate. Così scrive Geoffrey of Monmouth nell’Historia Regum Britanniae (1136) “L’ isola delle mele è chiamata dagli uomini isola della fortuna (Insula Pomorum quae Fortunata vocatur), perchè essa gli regala i suoi generosi doni sotto forma di mele (Sua enim aptae natura pretiosarum poma silvarum parturiunt), uva, bacche ed altre erbe che permettono all’uomo di vivere oltre i cent’anni. Gli antichi poeti la descrissero come un Paradiso, per la fecondità delle sue terre”.

Cibo delle fate che può rendere immortali o rimettere in salute i malati la mela è alla base della preparazione del sidro, una bevanda poco alcolica ottenuta dalla fermentazione di frutti come mele, pere o le dimenticate nespole, tipica del Regno Unito, dei Paesi Baschi e della Normandia. continua

Mela + Inverno = Natale ovvero due rituali con le mele nella stagione invernale. Il primo viene dalle isole britanniche ed è la benedizione dei frutteti : durante il rito si canta e si recitano delle formule magiche, si fa un gran baccano battendo pentole e tegami (o sparando in aria) per allontanare gli spiriti cattivi, si versa del sidro intorno alle radici dell’albero più vecchio, si beve alla salute dei meli e del futuro raccolto, si mangiano focacce dolci, e si donano allo spirito dell’albero delle focacce inzuppate di sidro (per nutrire i pettirossi), posate sui rami della pianta in segno di ringraziamento.

Il secondo rito viene dal Galles detto  “il regalo del nuovo anno” basato sull’antica tradizione di scambiarsi un regalo per il primo di gennaio, alcuni studiosi ritengono che il rituale derivi dalle usanze praticate nell’Impero Romano per il capodanno. (vedi Strenia)

APPLE WASSAIL

by Hedingham Fair

La forma più antica della celebrazione invernale del Wassail prevede la benedizione degli alberi e delle api, così importanti per l’impollinazione, al fine di garantire un raccolto sano per il prossimo anno.
Questa pratica di benedizione degli alberi del frutteto si svolgeva d’Inverno ma la data è incerta, alcuni studiosi la riportano alla vigilia di Natale, altri alla notte di Capodanno, altri ancora a gennaio per la dodicesima notte (6 gennaio) e più in generale ai giorni nostri è gennaio il mese del wassailing nei frutteti. (continua)

HEL CALENNIG (GALLES) 

Letteralmente “la caccia delle Calende” si riferisce alla tradizione gallese del primo giorno dell’anno nuovo: una mela infilzata su tre bastoncini a mo’ di trepiedi, steccata con dei semini (oggi più comunemente dei chiodi di garofano) è decorata con un rametto sempreverde.

Questo “trofeo” è portato in regalo (o mostrato) nella casa dei vicini dai bambini che cantano una canzoncina benaugurale.
In cambio ricevono pane e formaggio o qualche monetina.
Più recentemente la questua rituale si è limitata al canto benaugurale.

Blwyddyn newydd dda i chwi,
Gwyliau llawen i chwi,
Meistr a meistres bob un trwy’r ty,
Gwyliau llawen i chwi,
Codwch yn foreu, a rheswch y tan,
A cherddwch i’r ffynon i ymofyn dwr glan.


A happy new year to you,
May your holidays be merry,
Master and mistress – everyone in the house;
May your holidays be merry,
Arise in the morning; bestir the fire,
And go to the well to fetch fresh water
Traduzione italiano di Cattia Salto
Un felice anno nuovo a voi
che le vostre feste sano liete
signore e signora – e tutti gli altri della casa;
che le vostre feste siano liete.
Alzatevi al mattino e accendete il fuoco e andate al pozzo a prendere dell’acqua fresca.

Il Capodanno è anche giorno di Hoodening in Galles quando Mari Lwyd, o anche “Y Fari Lwyd” (in inglese “Grey Mare“= cavalla grigia) viene portata di casa in casa.

MARI LWYD

AdventCalendar-22Dec-lores
Paul Bommer: Calendario dell’Avvento

Mari Lwyd, o anche “Y Fari Lwyd” (in inglese “Grey Mare“= cavalla grigia) è la versione gallese dell’hooden horse. Tradizione ancora praticata nel Galles centrale e meridionale, in particolare a Llantrisant e Pontyclun a Capodanno. La maschera consiste in una testa di cavallo (un teschio vero) con la mascella movibile e degli inquietanti occhi ricavati da due pezzi di bottiglia verde, addobbata con nastri colorati e portata su un palo da una persona celata sotto un ampio mantello bianco. I questuanti si fermano a cantare davanti all’uscio delle case e chiamano la padrona e la sfidano in un pwnco una sorta di botta e risposta in versi spesso insolente. La vittoria della sfida canora consente ai questuanti di entrare in casa per mangiare i dolci e bere birra.
Come si vede nell’illustrazione la padrona di casa tiene in mano una scopa e non vuole far entrare il gruppo perchè portatore di disordine. La pratica come un po’ tutte le questue rituali del mondo contadino sott’intende un certo grado di ubriachezza e comportamenti molesti. Infatti non appena entrata la cavalla girerà per la stanza cercando di prendere le donne, è chiaramente una creatura mostruosa e ultraterrena che deve essere rabbonita con offerte. Talvolta un bambini piccolo si frappone con un dolcetto e riesce a calmare la bestia. continua



Gaelico gallese
I
Wel dyma ni’n dwad
Gyfeillion diniwad
I ofyn am gennod i ganu
II
Os na chawn ni gennad
Rhowch wybod ar ganiad
Pa fodd mae’r ‘madawiad, nos heno
III
‘Does genni ddim cinio
Nac arian iw gwario
I wneud i chwi roeso, nos heno


I
Here we come
Dear friends
To ask permissions to sing
II
If we don’t have permission,
Let us know in song
How we should go away tonight
III
I have no dinner
Or money to spend
To give you welcome tonight
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Siamo qui
cari amici
a chiedervi il permesso di cantare
II
Se non abbiamo il permesso
ditecelo con il canto
che dobbiamo andarcene stasera
III
Non ho cena (1)
o soldi da spendere
per darvi il benvenuto stasera

NOTE
1) se la gente della casa restava sconfitta nella tenzone poetica, la Mari Lwyd rivendicava il diritto di restare a cena con tutto il suo seguito. In alternativa era offerto un glennig, (una piccola mancia), un bicchiere di glaster, (acqua e latte) o di birra.

A Cwm Gwaun (Gwaun Valley), sopra Abergwaun (Fishguard), la comunità celebra lo Yr Hen Galan (il vecchio capodanno) il 13 gennaio, secondo il calendario precedente al 1752.
Anche in Galles come in Scozia è ancora radicata l’usanza del Firstfoot: qui deve essere un uomo dal nome fortunato (Dafydd, Sion, Ifan o Siencyn), o in mancanza anche una donna dal nome fortunato (Sian, Sioned, Mair o Marged);  al Capodanno era praticata anche la caccia allo scricciolo.

APPLES IN WINTER JIG

La melodia “Apples in winter” è una jig irlandese conosciuta anche con molti altri titoli (vedi)

ASCOLTA David Power uillean pipe & Willie Kelly violino in “Apples in winter” (un godibile cd di jigs e reel + qualche air della tradizione irlandese)
ASCOLTA Dervish

ASCOLTA Anglo concertina, Cittern, & Guitar

ASCOLTA Ardan

continua

FONTI
http://bifrost.it/CELTI/4.Eriuiltempoelospazio/05-Soprannaturale.html
http://www.unamelaalgiorno.com/la-mela-nella-cultura-celtica.html
http://icoloridelvento-mirial.blogspot.it/2015/10/il-melo-e-il-frutto-della-conoscenza.html
http://www.laltrafacciadellamela.altervista.org/
https://isimbolinellacomunicazione.wordpress.com/2013/02/21/la-mela/
http://www.amando.it/ricette/alimenti/mela.html
http://ontanomagico.altervista.org/johnny-jump.htm
https://museum.wales/articles/2014-06-14/Christmas-customs-Hel-Calennig/
https://lilydewaruile.wordpress.com/tag/calennig/

SPARTITI
https://thesession.org/tunes/299
http://tunearch.org/wiki/Apples_in_Winter_(1)
http://spokanesessions.com/tune.php?tune=1
http://www.celticguitarmusic.com/tbj_apples_winter.htm

CAROL OF THE BELLS

ShchedrykLa melodia deriva  dall’ucraino Shchedryk cantato tradizionalmente  la notte di Capodanno e alla festa dell’Epifania.

Il testo tuttavia parla di una rondine che augura al padrone di casa  un prospero anno nuovo e si riferisce al capodanno calcolato secondo il calendario  dell’antica Roma, che si celebrava all’arrivo della primavera: probabilmente rientrava nei canti rituali di questua, cantati da gruppi di  giovani che a fine anno, portavano auguri benaugurali di casa in casa.

Nel 1916 il compositore russo Mykola Leontovych ne fece una arrangiamento musicale per coro,  ma solo nel 1921 il Coro Nazionale Ucraino lo fece conoscere in America e in  Europa. Il motivo si basa sul ripetersi di sole 4 note (il termine tecnico è  detto ostinato) secondo un metodo compositivo cosiddetto primitivo.

Poco dopo negli anni ’30 il compositore americano Peter Wilhousky scrisse il testo in inglese Carol of the Bells ispirandosi al  rintocco delle campane e più tardi nel 1947, anche Minna  Louise Holman scrisse un testo alternativo in  inglese dal titolo Ring, Christmas Bell.

Oltre ai titoli già menzionati il brano è anche conosciuto  come “Ukrainian Carol” o “The Ukrainian Bell Carol” ma anche “Shtchedrik (A Christmas Carol).”

Un canto di Natale diventato in breve famoso nel mondo  anglosassone e americano, interpretato con vari stili musicali da moltissimi artisti eseguito da tutte le  corali, inserito in colonne sonore e parodie, così alla fine ho deciso di consigliarvi  l’ascolto di un bel po’ di versioni!
Iniziamo con la versione “celtica” di Moya Brennan dal  suo Cd “An Irish Christmas”  2005

ASCOLTA – Moya Brennan

l’apertura sussurrata dall’arpa nel  vento dell’inverno ripetuta dall’eco elettronico della tastiera, subito si sviluppa  in crescendo con il canto ossessivo che ripete la stessa strofa con pochi ribaditi  versi e il violino che sembra invitare alla danza con un’aria di giga;  bellissimo lo strumentale tra cornamusa e chitarra che fraseggiano tra loro…

TESTO (semplificato tratto da versione di Peter Wilhousky) strofe I, II, I

CHORUS: Merry, merry, merry, merry Christmas
I
Hark how the bells, how the bells
All seem to say, seem to say
“Christmas is here, Christmas is here, is here
Songs of good cheer”
II
Hark how the bells, how the bells
All seem to say, seem to say
Christmas is here, Christmas is here, is here
While people sing
TRADUZIONE ITALIANO
I
Ascolta! Come le  campane,
sembrano tutte dire:
” E’ arrivato il Natale,
Natale è qui
canti di buon augurio”
II
Ascolta! Come le  campane,
sembrano tutte dire:
” E’ arrivato il Natale,
Natale è qui
e la gente canta”

Tutt’altro arrangiamento quello delle Celtic Woman e il violino di Mairead Nesbitt accompagnate da un orchestra di una ventina  di elementi: la formazione tutta al femminile, dal 2004 ha visto  l’alternarsi di varie voci (che si sono dedicate poi alla carriera solista)  ma tutte mezzo-soprano, soavi e melodiose!

VERSIONE DI CELTIC WOMAN (testo di Peter Wilhousky) strofe I, II, III, I, II, IV, V

I
Hark! how the bells
Sweet silver bells
All seem to say,
“Throw cares away.”
Christmas is here
Bringing good cheer
To young and old
Meek and the bold
II
Ding, dong, ding, dong
That is their song
With joyful ring
All caroling
One seems to hear
Words of good cheer
From ev’rywhere
Filling the air
III
Oh how they pound
raising the sound
O’er hill and dale’
telling their tale
gaily they ring
while people sing
songs of good cheer
Christmas is here
CHORUS
Merry, merry, merry, merry
Christmas
Merry, merry, merry, merry
Christmas
IV
On, on they send
On without end
Their joyful tone
To ev’ry home
Ding, dong, ding, dong.
V
Christmas is here
Bringing good cheer
To young and old
Meek and the bold
Ding, dong, ding, dong
That is their song
With joyful ring
Ding, dong, ding, dong.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Ascolta! Come le  campane,
le dolci campane dal suono argentino,
sembrano tutte dire:
“Getta via gli affanni.
Natale è arrivato,
per portare allegria
a piccoli e grandi,
ai mansueti e ai temerari ”
II
Ding dong ding dong
questa è la loro canzone
con un suono gioioso
tutte inneggiano canti,
crediamo di sentire
parole di buon augurio
da tutte le parti
che riempiono l’aria.
III
Oh, come rintoccano
elevando il suono
per colli e valli,
raccontando la loro storia
risuonano allegramente
mentre la gente canta
canzoni di buon augurio
il Natale è arrivato
CORO
Buon, buon, buon, buon Natale   Buon, buon, buon, buon Natale. Buon, buon, buon, buon  Natale   Buon, buon, buon, buon Natale
IV
Inviano ancora
e senza fine
il loro suono gioioso
ad ogni casa
Ding dong ding ding… dong!
V
E’ arrivato il Natale,
e porta allegria
a piccoli e grandi,
ai mansueti e ai temerari
Ding dong ding ding… dong!
questa è la loro canzone
con un suono gioioso
Ding dong ding ding… dong!

ASCOLTA Pentatonix

inst_guitar_faerieE  per finire due versioni strumentali che non possono essere più diverse:

la versione strumentale di Al di Meola –  Cd Winter Nights,  1999con il suo inconfondibile stile  virtuosistico, morbido ed elegante (la cosiddetta fusion  tra jazz e musica latina)

e la versione strumentale  di August Burns  Red –  Cd Sleddin ‘Hill, 2012Metal  rock o progressive metal! Stupefacenti!