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BRIAN BORU’S MARCH

Intorno all’anno Mille in Irlanda un capo si proclamava re per ogni altura su cui era costruita la sua fortezza, accanto ai Gaeli giunti sull’isola in un epoca imprecisata del VII sec a. C., si ammassavano i Vichinghi  insediati stabilmente sulla costa nel IX sec. fondando colonie nelle città di Dublino, Waterford, Wexford e Limerick, Cork, Youghal e Arklow. C’era si un Alto Re dell’Isola il cui potere era però poco più di un titolo. Poi venne Brian Boru che per un decennio riuscì a unificare tutti i regni d’Irlanda sotto il suo comando supremo (1002-1014).

L’Ard-Ri Brian Boru viene ricordato per la sua arpa che è diventata l’emblema d’Irlanda, eppure, per estendere il dominio del suo clan dal Munster alle province confinanti e infine all’Ulster, passò quasi tutta la sua vita in battaglia.
L’unione del Regno ebbe vita breve che già i clan sottomessi si ribellarono capeggiati dal re di Leinster e la battaglia nei pressi di Dublino sulle colline di Clontarf, fu una strage di guerrieri e di capi: era il 23 aprile del 1014, dalle prime luci dell’alba fino alla fine del giorno i due eserciti lottarono con alterna fortuna finchè la vittoria fu dell’Alto Re, morto nel frattempo. All’epoca aveva superato la settantina e probabilmente non prese parte alla battaglia, una versione pseudo storica lo vede caduto nella sua tenda per mano di un vichingo.
Secondo la leggenda la Brian Boru March fu suonata al funerale del Re seppellito nella Cattedrale di San Patrizio ad Armagh, allora capitale religiosa  del Regno per volere dello stesso Brian Boru.

IL CLAN O’BRIEN

Brian Boru fu il fondatore del Clan Ui Briain (tradotto in inglese come O’Brien) ed è passato alla storia come il liberatore dagli invasori vichinghi. In realtà gli “invasori” (che si dicevano Ostani perchè Uomini dell’Est) avevano già colonizzato nel secolo precedente parecchie cittadine lungo la costa irlandese e si erano mescolati con i gaeli (gli iberno-norreni), lo stesso Brian Boru aveva dato in moglie una delle figlie al signore della Dublino vichinga (chiamata dai Danesi Dyflin)  e a sua volta ne aveva sposato la madre (il re ebbe quattro mogli e undici  figli). Ma il regno spartito tra i figli superstiti del grande vecchio ritornò disunito.
I discendenti dei suoi nipoti, gli O’Brien, si sarebbero guadagnati grande fama, ma i suoi diretti successori non seppero unire e tenere in pugno l’intera Irlanda, come per un breve decennio, aveva fatto il vecchio. Vent’anni dopo l’alta regalità sarebbe tornata ai re O’Neill di Tara; ma essa mantenne solo la parvenza di ciò che era stata la monarchia di Brian Boru, L’Irlanda divisa, al pari della frammentaria isola celta dei tempi antichi, sarebbe rimasta sempre vulnerabile. (tratto da I Principi d’Irlanda di Edward Rutherfurd)
La  figura storica di Brian Boru fu strumentalizzata già nel secolo successivo per incoronare il Sovrano Supremo quale il prode condottiero irlandese (nonchè di fede cattolica) che scacciò gli invasori vichinghi pagani (Cogadh Gaedhil re Gallaibh –Guerra degli Irlandesi contro gli Stranieri).

Brian Boru exhibition (Trinity College – Dublino) animazione di Cartoon Saloon

BRIAN BORU MARCH

Da suonare rigorosamente con l’arpa anche se non mancano virtuosistiche versioni per violino, flauto o whistle e mandolino/chitarra. Mi limito però a tre esempi, tre pilastri della musica celtica

ASCOLTA Clannad in Clannad 1973

ASCOLTA The Chieftains in The Chieftains 2, 1969

ASCOLTA Loreena McKennitt in  “The Wind That Shakes The Barley” (2010).

BRIAN BORU BY ALAN STIVELL

L’arpista bretone Alan Stivell nel 1995 aggiunge un testo misto in gaelico irlandese e bretone, perorando l’unità dei popoli celti (ovviamente nella loro indipendenza di Nazioni). Il testo è composto da una strofa prima cantata in gaelico irlandese e poi ripetuta in bretone, seguita da un coro con due frasi in bretone e due in gaelico irlandese in cui si innesta un secondo coro femminile, un omaggio alla poesia di  Caitlín Maude scritta nel 1962 e musicata nel 1975 dal titolo “Amhrán Grá Vietnam” (VIETNAM LOVE SONG)

Gaelico Irlandese
I
Maraíodh Brian Boru chun beatha na hÉireann
Síochain in gCuige Uladh agus i mBaile ‘Cliath
Aontacht an teaghlaigh, aontacht na dtuath
Aontacht an domhain is na gCeilteach
(Coro) Bretone
Diouzh nerzh ar c’hadou da nerzh an ehan
Diouzh ‘bed doueek bennozh ar c’haroud
Gaelico Irlandese
O neart an chatha go neart na síochana

On bhith dhiaga beannacht an ghrá
(Coro femminile) Gaelico Irlandese
Duirt siad gurbh é seo sochraide ar muintire
Gur choir duine bheinn sollunta féin
Bíodh nach raibh brónach
ripete strofa I in Bretone
Marv Brian Boru ‘reiñ buhez ‘n Iwerzhon
Dihan e Bro-Ulad ha ba kêr Dulenn
Unded an tiegezh, unded an dud-mañ
Unded ar Gelted hag an douar
e poi in gaelico Irlandese
Coro
(Secondo coro femminile)  Gaelico Irlandese
Tá muid ‘nos na haimsire
Go h-airid an ghrían
Agus thogh muid áit bhóg cois abhann

Traduzione inglese*
I
Brian Boru will die for the life of Ireland
Peace in the province of Ulster and in Dublin
Family unity, tribal unity
Unity in the world of the Celts
CHORUS
From so much battle to so much peace
From a world of divine blessings,
love
Female Chorus (1)
They said that this was a (funeral) procession
That people would be solemn
But we were not sorrowful
Second female Chorus (2)
We are like the weather
Especially the sun
And we chose a soft place by the river
tradotto da Cattia Salto
I
Brian Boru morirà per la vita d’Irlanda
pace nella provincia dell’Ulster e a Dublino
unità famigliare e unità tribale
unità nel mondo dei Celti
CORO
Da così tanta guerra a altrettanta pace
per un mondo di benedizioni divine e amore
Coro Femminile
Dissero che questo era un corteo funebre
da celebrare con solennità,
anche se non eravamo addolorati
Secondo Coro Femminile
Siamo come il tempo
specialmente il sole
e abbiamo preferito un luogo tranquillo accanto al fiume

NOTE
* da http://lyricstranslate.com/it/brian-boru-brian-boru.html
1) Caitlín Maude scrive
dúirt síad gurb íad seo ár muintír féin
gurb í seo sochraide ár muintíre.
gur chóir dúinn bheith sollúnta féin
bíodh nach raibh brónach.
(they said these were our own people
this, the funeral of our people.
that we should at least be solemn,
even if we were not sorrowful.)
2) Caitlín Maude  scrive
tá muid ‘nós na haimsire
go háirid an ghrían.
che chiude nel finale
agus thogh muid áit bhog cois abhainn.
(we’re much like the weather,
especially the sun…
and we took a soft place by the river.)

 

e la versione di Cécile Corbel


I
Comme le chant des pierres
Qui résonnent en silence
Comme l’eau qui serpente
Et qui gronde sous moi
Tu sais je reviendrai
Dans ma terre d’enfance
Au pays de rêves
Des fées et des rois
CHORUS
La bas mon amour
Loin de la ville
Il fait plus froid
Et les jours sont fragiles
Brumes d’été
Les cloches et les îles
Tu verras
J’irai la bas
II
Comme Brian Boru
Roi de l’Irlande
Je prendrai la mer
Et je rendrai les armes
Brian Boru
Bientôt je serai de retour
E keltia
Tradotto da Cattia Salto
I
Come il canto delle pietre che risuonano nel silenzio
come l’acqua che sinuosa
scroscia su di me,
lo sai che ritornerò
nella mia terra d’infanzia,
un paese di sogni
di fate e di re.
CORO
là mio amore
lontano dalla città
è più freddo
e i giorni sono brevi
brume d’estate
campane e isole
vedrai
andrò là
II
Come Brian Boru
Re d’Irlanda
prenderò il mare
e mi arrenderò
Brian Boru
sarò presto di ritorno
a Keltia.

FONTI
http://houseofbrianboru.blogspot.it/p/brian-boru.html
http://www.irlandare.com/brian-boru-e-la-battaglia-di-clontarf/
http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2014/4/23/IRLANDA-Quando-la-fede-va-in-guerra-Brian-Boru-e-la-battaglia-di-Clontarf/2/493550/
https://dh.tcd.ie/clontarf/the_battle
http://blogarpa-harpo.blogspot.it/2011/03/brian-borus-march.html
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic27600.html
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=5678&lang=it

RÓISÍN DUBH

Róisín Dubh (= little black rose) è  Rosalinda, una fanciulla dal nome di Piccola Rosa, l’allegoria dell’Irlanda, una parola in codice coniata alla fine del Cinquecento/inizi Seicento per identificare l’Irlanda con una Rosa Nera,  contrapposta idealmente alla Rosa Rossa della Casata Tudor (la rosa dei Lancaster).
Così s’intitola una canzone di protesta politica in gaelico irlandese molto popolare nell’Irlanda del Settecento anche se di origine cinquecentesca, attribuita talvolta a Hugh Roe O’Donnell (1587-1602) – Hug il Rosso ovvero Aodh Ruadh O’Domnhaill- Principe (ovvero Ri) di Tyrconnell oggi contea del Donegal, che condusse la resistenza dell’aristocrazia gaelica contro la conquista inglese dell’Irlanda.
Róisín Dubh è stata scritta forse sotto il regno di Elisabetta I, poco prima del “Volo dei Conti” (in inglese “the Flight of the Earls” ), la fuga degli ultimi capi irlandesi rimasti in Irlanda dopo il fallimento della Guerra dei Nove anni -ricordata come la Rivolta di Tyrone, combattuta dal 1594 al 1603 dal “Gran Conte” Hugh O’Neil alleato con gli O’Donnell. Nel primi di settembre del 1607 i principali capi della rivolta lasciarono l’Irlanda e il territorio del Nord dell’Isola passò in mano ai nuovi coloni inglesi e scozzesi di fede protestante.

dark-roseen

Il protagonista si lamenta di non poter vivere con la sua amata Rosa Nera anche se ha cercato di fare il possibile per stare con lei. Rosalinda è l’Irlanda ma l’allusione non è mai esplicita, per evitare la denuncia di tradimento e con essa la condanna a morte.
Il canto è un Sean Nós ossia un canto per sola voce con i tipici abbellimenti del vecchio stile, la melodia è qualcosa di meraviglioso.

ASCOLTA Matt Cunningham versione strumentale con il Tin Whistle, semplicemente sublime.

 

LA VERSIONE DEL MUNSTER

Forse originaria dal Munster questa versione è stata pubblicata dal rev. Padraig Breathnach nella raccolta Ceol Ár Sínsear del 1923, per diventare il brano insegnato nelle scuole d’Irlanda.

ASCOLTA Mike O’Laughlin by Irish Roots Cafe

VERSIONE GAELICO
I
A Róisín ná bíodh brón ort
ná cás anois
Tá do phardún ón bPápa
ón Róimh uile
Tá na bráithrí thar sáile
le cabhrú linn
Ná ceiligí fíon Spáinneach
ar mo Róisín Dubh.
II
Beidh an Éirne na tonna tréana
s beidh an spéir ina fuil
Beidh na bráithrí thar sáile
le cabhrú linn
Beidh gach gleann sliabh ar fud Éireann
is móin ar crith
Lá éigin sula n-éaga
mo Róisín Dubh.
TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I
Róisín, don’t be sorrowful
or worried;
your pardon is coming from the Pope
and from all of Rome,
the Brothers from overseas
to help us.
The Spanish wine won’t be hidden
from my Róisín Dubh (1).
II
Lough Erne (2) will be stormy,
the sky will be blood-red;
the White Brothers (3) will come overseas
to help us;
in every valley and hillside in Ireland
the bogs will be trembling (4)
someday before
my Róisín Dubh dies.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Piccola Rosa, non essere triste o preoccupata
dal Papa arriverà il vostro perdono e da Roma tutta,
i Fratelli sono sull’oceano
per aiutarci.
Ci sarà del vino spagnolo
per la mia piccola Rosa Nera (1)
II
Il Lago Erne (2) si farà turbolento,
il cielo si farà rosso di sangue;
i Bianchi Fratelli(3) attraverseranno l’oceano per aiutarci,
in tutte le valli e le montagne in Irlanda le paludi tremeranno (4)
un giorno, prima che,
la mia piccola Rosa Nera, muoia

NOTE
1) La rosa nera era un tempo una rosa di un colore rosso cupo, molto scuro, la rosa gotica per eccellenza associa alla morte. E tuttavia nel linguaggio dei fiori ottocentesco presenta molteplici significati: è sia la fine che l’inizio di un drastico cambiamento, una rinascita. Rose rosso cupo sono il dolore di una tragica storia d’amore. E così l’amore per la propria terra è profondo e tenace; è un amore che richiede il sacrificio
2)  L’Erne è il nome dei due Laghi – Il Lough Erne (Loch Éirne in gaelico irlandese)  situati lungo il corso del fiume Erne. Il fiume traccia in buona parte il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda. E’ il territorio della “Plantation” cioè delle terre in cui si insediarono i coloni inglesi e scozzesi: le contee di Tyrone, Donegal, Derry, Armagh, Cavan e Fermanagh a discapito degli irlandesi gaelici e dei vecchi inglesi di origine cattolica. La sistematica colonizzazione dell’Ulster prese il via con il successore di Elisabetta, Giacomo I per sfociare nella spedizione di Cromwell.
3) si spera negli aiuti del Papa e del Re di Spagna
4) la chiamata alle armi è paragonata alla fine del mondo

LA VERSIONE DEL CONNEMARA

Di questa versione esistono ulteriori varianti ed è quella più diffusa a Connemara, qui le strofe sono state riportate per intero anche se nella selezione per l’ascolto vengono cantate solo parzialmente.

ASCOLTA Caitlín Maude strofe I, II, IV, VI

ASCOLTA Cherish The Ladies in Out and About
ASCOLTA  Sinead O’Connor una versione molto drammatica (strofe I, IV)

VERSIONE GAELICO
I
A Róisín ná bíodh brón ort
fé’r éirigh dhuit:
Tá na bráithre ‘teacht thar sáile
‘gus ag triall ar muir,
Tiocfaidh do phárdún ón   bPápa
is ón Róimh anoir
‘S ní spárálfar fíon Spáinneach
ar mo Róisín Dubh.
II
Is fada an réim a léig mé léi
ó inné ‘dtí inniu,
Trasna sléibhte go ndeachas léi,
fé sheolta ar muir;
Is an éirne chaith mé ‘léim í,
cé gur mór é an sruth;
‘S bhí ceol téad ar gach taobh díom
is mo Róisín Dubh.
III
Mhairbh tú mé, a bhrídeach,
is nárbh fhearrde dhuit,
Is go bhfuil m’anam istigh i ngean ort
‘s ní inné ná inniu;
D’fhág tú lag anbhfann mé i ngné
is i gcruth-
Ná feall orm is mé i gnean ort,
a Róisín Dubh.
IV
Shiúbhalfainn féin an drúcht leat
is fásaigh ghuirt,
Mar shúil go bhfaighinn rún uait
nó páirt dem thoil.
A chraoibhín chumhra, gheallais domhsa
go raibh grá agat dom
‘S gurab í fíor-scoth na Mumhan í,
mo Róisín Dubh.
V
Dá mbeadh seisreach agam
threabhfainn in aghaidh na gcnoc, is dhéanfainn soiscéal i lár an aifrinn
do mo Róisín Dubh,
bhéarfainn póg don chailín
óg a bhéarfadh a hóighe dhom,
is dhéanfainn cleas ar chúl an leasa
le mo Róisín Dubh.
VI
Beidh an Éirne ‘na tuiltibh tréana
gus réabfar cnoic,
Beidh an fharraige ‘na tonntaibh dearga
agus doirtfear fuil,
Beidh gach gleann sléibhe ar fud éireann agus móinte ar crith,
Lá éigin sul a néagfaidh
mo Róisín Dubh.

TRADUZIONE di Padraic Pearse
I
Little Rose, be not sad
for all that hath behapped thee:
The friars are coming across the sea,
they march on the main.
From the Pope shall come thy pardon,
and from Rome, from the East-
And stint not Spanish wine
to my Little Dark Rose.
II
Long the journey that I made with her
from yesterday till today,
Over mountains did I go with her,
under the sails upon the sea,
The Erne I passed by leaping,
though wide the flood,
And there was string music(1) on each side
of me and my Little Dark Rose!
III
Thou hast slain me, O my bride,
and may it serve thee no whit,
For the soul within me loveth thee,
not since yesterday nor today,
Thou has left me weak and broken
in mien and in shape,
Betray me not who love thee,
my Little Dark Rose!
IV
I would walk the dew with thee
and the meadowy wastes,
In hope of getting love from thee,
or part of my will,
Frangrant branch, thou didst promise me
that thou hadst for me love-
And sure the flower of all Munster
is Little Dark Rose!
V
Had I a yoke of horses
I would plough against the hills,
In middle-Mass I’d make a gospel
of my Little Dark Rose,
I’d give a kiss to the young girl
that would give her mouth to me,
And behind the liss would lie embracing my Little Dark Rose!
VI
The Erne shall rise in rude torrents,
hills shall be rent,
The sea shall roll in red waves,
and blood be poured out,
Every mountain glen in Ireland,
and the bogs shall quake
Some day ere shall perish
my Little Dark Rose!”

TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO*
I
Piccola Rosa, non essere triste per tutto quello che ti è accaduto
i frati sono sull’oceano, essi marciano sul mare
dal Papa arriverà il tuo
perdono,
e da Roma e dall’Oriente-
e non si risparmierà il vino spagnolo per la mia piccola Rosa Nera
II
Un lungo cammino abbiamo percorso
insieme,
dai tempi passati fino a oggi,
per i monti andai con lei,
con i vascelli sul mare
(il fiume) Erne attraversai a guado sebbene fosse in piena,
e c’era musica d’arpa (1)
da ogni parte
tra me e la mia piccola Rosa Nera.
III
Mi hai reso folle, moglie mia,
e possa io servirti con coraggio
che l’anima in me ti ama
non da ieri nè oggi
tu mi hai lasciato debole e malato nel corpo e nell’anima,
non tradire chi ti ama,
mia piccola Rosa Nera.
IV
Vorrei camminare nella rugiada con te, o nelle terre desolate
nella speranza di poter avere il tuo affetto, o una parte del tuo amore,
ramo odoroso, hai dato
la tua parola
che mi ami,
il più sublime dei fiori di Munster
è la piccola Rosa Nera
V
Se avessi un giogo di cavalli vorrei arare le colline
a metà Messa canterei un coro (2) per la mia piccola Rosa Nera,
darei un bacio alla giovane donna che mi darà la sua bocca
e con sollievo giacerei abbracciando la mia piccola Rosa Nera.
VI
L’Erne si gonfierà in un violento torrente, le colline saranno libere
il mare rotolerà con onde rossastre, e il sangue sarà versato
tutte le valli di montagna in Irlanda, e le paludi tremeranno
un giorno, prima che muoia, la mia piccola Rosa Nera.

NOTE
* traduzione dall’inglese
1) string sono le corde di metallo che si usavano un tempo sull’arpa bardica
2) due versi che alludono al lavoro dei campi e alla preghiera, la causa nazionale si sposa con la questione agraria (il possesso della terra ai contadini) e con la questione religiosa (il conflitto tra anglicani e cattolici)

LA VERSIONE INGLESE

Con il titolo “Dark Rosaleeen” è la versione tradotta (un po’ liberamente) nel 1846 da James Clarence Mangan (vediad essere messa in musica attorno al 1890 da Alicia Adélaïde Needham. Curiosamente  il traduttore poco conosce la lingua gaelica e a ben vedere il testo è più una sua composizione poetica che una traduzione in senso stretto (e pertanto molti preferiscono usare il termine pseudotraduzione e altri la classificano come una forma di scrittura minoritaria).

ASCOLTA John McCormack (strofe I, III, IV)

ASCOLTA Tommy MakeT (strofe I, II, IV)


I
O my Dark Rosaleen,
Do not sigh, do not weep!
The priests are on the ocean green,
They march along the deep.
There ‘s wine from the royal Pope,
Upon the ocean green;
And Spanish ale shall give you hope,
My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
Shall glad your heart, shall give you hope,
Shall give you health, and help, and hope,
My Dark Rosaleen!
II
Over hills, and thro’ dales,
Have I roam’d for your sake;
All yesterday I sail’d with sails
On river and on lake.
The Erne, at its highest flood,
I dash’d across unseen,
For there was lightning in my blood (2), My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
O, there was lightning in my blood,
Red lightning lighten’d thro’ my blood.
My Dark Rosaleen!
III
Woe and pain, pain and woe,
Are my lot, night and noon,
To see your bright face clouded so,
Like to the mournful moon.
But yet will I rear your throne
Again in golden sheen;
‘Tis you shall reign, shall reign alone,
My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
‘Tis you shall have the golden throne,
‘Tis you shall reign, and reign alone,
My Dark Rosaleen!
IV
O, the Erne shall run red,
With redundance of blood,
The earth shall rock beneath our tread,
And flames wrap hill and wood,
And gun-peal and slogan-cry (£)
Wake many a glen serene,
Ere you shall fade, ere you shall die,
My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
The Judgement Hour must first be nigh,
Ere you can fade, ere you can die,
My Dark Rosaleen!
Traduzione di Cattia Salto
I
O mia piccola rosa nera
non singhiozzare e non piangere!
I frati sono sull’oceano profondo,
in marcia (1) sul mare
c’è il vino dal Papa
in arrivo dal mare,
la birra dalla Spagna che ti darà la speranza, mia piccola Rosa Nera!
oh la mia Rosalinda!
Ti rallegreranno il cuore e ti daranno
la speranza,
ti daranno forza e sostegno
e speranza
mia piccola Rosa Nera!
II
Per valli e colline
ho viaggiato per amor tuo,
fino a ieri sono andato per mare,
fiumi e laghi.
L’Erne in piena
ho attraversato di nascosto
perchè avevo il sangue in fiamme (2)
mia piccola rosa nera
oh la mia Rosalinda!
Un fulmine scarlatto m’infiammava il sangue
mia piccola rosa nera!
III
Disgrazia e pena, pena e disgrazia
sono il mio destino, notte e giorno
nel vedere il tuo volto bello così rattristato, come una luna funerea.
Tuttavia innalzerò il tuo trono
di nuovo nello splendore dorato
e tu regnerai, regnerai in pace,
mia piccola rosa nera!
La mia Rosalinda!
Ecco avrai il trono dorato
e regnerai, regnerai in pace,
mia piccola rosa nera!
IV
L’Erne scorrerà rosso
rigonfio di sangue,
la terra tremerà sotto i nostri passi
e le fiamme avvolgeranno colline e boschi
e i colpi di fucile e grida di guerra (3)
risveglieranno più di una valle
prima che tu debba cadere, prima che tu debba morire
mia piccola rosa nera!
La mia Rosalinda!
L’ora del giudizio si avvicina
prima che tu possa cadere; prima che tu possa morire
mia piccola rosa nera!

NOTE
1) il termine richiama un esercito in marcia
2) l’immagine ha un che di mitico, richiama divinità del passato che irraggiano un sacro fuoco, rifulgono d’intensa luce spirituale
3) la “traduzione” rispecchia il clima ottocentesco e il fervore del romanticismo

FONTI
https://goldenbridgeinmate39.wordpress.com/2012/11/12/11719/
https://thesession.org/tunes/4184
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=21343
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=13339
http://www.irishpage.com/songs/roisdubh.htm
http://www.joeheaney.org/en/roisin-dubh-1/

http://www.joeheaney.org/en/roisin-dubh-2/
http://www.sacred-texts.com/neu/celt/tdp/tdp07.htm