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BROSE AND BUTTER A BOTHY BALLAD

ATTENZIONE: QUESTO POST POTREBBE CONTENERE UN LINGUAGGIO OFFENSIVO

“Brose and Butter” è tra le più famose vecchie “bothy ballads“ dell’Ayrshire (Scozia del Sud) che Robert Burns scrisse nell’autunno del 1785: il testo è a doppio senso sia culinario che sessuale, infatti si parla di una cena che in realtà  è un rapporto sessuale. Non è acclarato se il testo sia solo una trascrizione di un vecchio brano tradizionale. Nella raccolta di David Herd Ancient and modern Scottish songs” (1776) la canzone è di due strofe oltre al coro, è lecito presumere quindi che le restanti strofe siano state scritte da Robert Burns.

MELODIA Peacock Follow(ed) the Hen (slip jig) (vedi)
ALTRI TITOLI: Cuddle Me Cuddy, Here We Go Up, Up, Up, Mad Moll, Up And Down Again, Yellow Stockings.

Versione in David Herd
I
JENNY sits up in the laft,
JOCKY wad fain hae been at her,
There cam a wind oot o the wast,
Made a’ the windaes to clatter.
II
A goose is nae guid meat,
A hen is boss within,
In a pie there’s muckle deceit,
A puddin it is a guid thing.

Ossian in Ossian 1977 seguono due jigs: Monaghan Jig/Jackson’s Bottle of Brandy

ASCOLTA Eddi Reader (strofe I, II, III, IV, V, I, II, I, II, I)
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CHORUS
O gie my love brose, brose;
O gie my love brose and butter(1);
An’ gie my Love brose, brose,
Yestreen(2) he wanted his supper.
I
Jenny sits up the laft(3)
Johnny was glad to be at her (4)
there came a wind came out o’ the west made all the windows to clatter
II
A dow(5) is a dainty dish
goose is hollow within
the sight would make you blush
but aw the fun is to finishing
III
my daddie sent me to the hill
to pull my minnie(6) some heather
and drive it intae yur fill
yur welcome tae the leather(7)
IV
a mouse is a merry wee beast
the moodiewark(8) wants the een
and oh for the touch o’ the thing
I had in my nieve(9) yestreen
V
The lark(10) she loves the grass
the hen she loves the stubble(11)
and hey for the gardner lad
tae gully away(12) wi’ his dibble(13)
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
CORO
“Dammi la farinata amore mio
la farinata con il burro;
si, dammi amore mio la farinata”
ieri sera lui voleva la sua cena!
I
Jenny si siede in soffitta
Johnny era contento di starle vicino
poi venne il vento da occidente
a sbattere tutte le finestre
II
Il piccione è un piatto raffinato
l’oca è cava all’interno,
alla vista ti farebbe arrossire
ma tutto il piacere è nel venire.
III
Il mio paparino mi ha mandato in collina a cogliere per la mammina dell’erica, e guidalo dentro il tuo ripieno, sei il benvenuto nella pelle
IV
Un topo è una bestiola felice
la talpa vuole gli occhi
e oh con un semplice tocco del “coso”
lo avevo in pugno ieri sera
V
L’allodola ama l’erba
la pernice ama le stoppie
e un evviva per il giardiniere
che pianta il suo bastone

NOTE
1) PORRIDGE O BROSE? Gli Scozzesi preferiscono il BROSE ossia il “vero e unico” modo di preparare la farinata d’avena: la differenza rispetto al porridge è che l’avena non subisce cottura ma è solo mescolata vigorosamente in una ciotola con acqua bollente e lasciata riposare per 5 minuti circa, avendo cura di metterci un coperchio in modo che il calore agisca sull’avena. Si mangia con l’aggiunta di sale e latte o latticello e ovviamente si aggiunge anche del burro fresco. C’è anche una versione “rinforzata” della ricetta che prevede l’aggiunta di miele (ovviamente d’erica), panna e whisky.
Oggi si preferisce la versione bevanda detta Atholl brose (una specie di whisky cream) di cui esistono diverse ricette con l’aggiunta di uova, lamponi, erbe aromatiche .. (per la ricetta vedi)
2) Yestreen= last night
3) laft= loft
4) nella versione di Burn dice: Jockie wad fain a been at her; letteralmente Johnny era contento di essere con lei (in senso traslato farsela)
5) inizia tutta una serie di riferimenti a uccelli ed animali che in realtà sono ben altro
6) minnie= mother
7) pelle ma in senso figurato “vagina”
8) moodiewark= mole
9) nieve= mano stretta a pugno
10) laverock= lark
11) stibble= stubble, in senso figurato peli pubici
12) gully =dig in senso figurato fottere. Lunga è la lista delle canzoni celtiche sui giardinieri, ricche di doppi sensi
13) dibble= bastone appuntito e in senso figurato pene maschile

La versione pubblicata nel The Merry muses of Caledonia (1799-1800), è parzialmente rivista e contiene un’ulteriore strofa:
We a’ were fou yestreen,
The night shall be its brither;
And hey, for a roaring pin
To nail twa wames thegither!

FONTI
http://www.eddireader.net/tracks/erBB.htm http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/brose_and_butter/ http://tunearch.org/wiki/Brose_and_Butter http://thesession.org/tunes/1145

THE PLOUGHMAN BY ROBERT BURNS

ploughman-evenLe canzoni sugli aratori nella tradizione anglosassone sono per lo più canti di lavoro e rituali (per propiziare un buon raccolto). C’è inoltre in Scozia tutto un filone etichettabile come bothy ballads ossia i canti dei mandriani, aratori e cavallanti che trovavano lavoro stagionalmente nelle grandi fattorie dell’Aberdeenshire.

Anche il bardo di Scozia Robert Burns soprannominato il poeta-aratore per le sue origini contadine, non poteva esimersi dal genere, così nel 1788 scrive la canzone umoristica “The Ploughman” rielaborata a partire da un vecchio brano tradizionale riportato da Herd nel suo secondo volume (Scots Songs, 1769).
Nello “Scots Musical Museum” è così annotato: “The tune, however, is thought to have evolved from the melody ‘Sleepy Body’, which was published in 1733. It first appeared as ‘The Ploughman’ in the fourth book of James Oswald’s ‘Caledonian Pocket Companion’ (1752), and was entitled the ‘Jolly Plowman’ in Robert Bremner’s ‘Scots Reels or Country Dances’ (1761).
La versione revisionata successivamente alla pubblicazione nello SMM elimina le strofe II e III.
Una fanciulla elogia il mestiere bell’aratore e si dichiara soddisfatta per il suo lavoro!

ASCOLTA Dervish (inizia a 0,52)


I
The ploughman, he’s a bonie lad,
His mind is ever true, jo!
His garters knit(1) below his knee,
His bonnet it is blue, jo.
Chorus.
Then up wi’t a’(2), my ploughman lad,
And hey, my merry ploughman!
Of a’ the trades that I do ken(3),
Commend me to the ploughman!
II
My ploughman he comes hame at e’en,
He’s aften wat and weary:
Cast aff the wat, put on the dry,
And gae to bed, my dearie.(4)
III
I will wash my ploughman’s hose,
And I will dress his o’erlay(5);
I will mak my ploughman’s bed,
And cheer him late and early.
IV
I hae been east, I hae been west,
I hae been at St. Johnston(6);
The boniest sight that e’er I saw
Was the ploughman laddie dancin.
V
Snaw-white stockings on his legs
And siller buckles glancin,
A guid blue bonnet on his head,
And O, but he was handsome!
VI
Commend me to the barn-yard
And the corn mou, man!
I never get my coggie fou(7)
Till I met wi’ the ploughman.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Il contadino, è un bel ragazzo,
il suo amore è vero, amico!
le sue reggi-calze sotto il ginocchio,
il suo berretto blu.!
RITORNELLO
Allora “su con la vita”, mio contadino ragazzo,
un evviva per il mio allegro contadino!
Di tutti i mestieri che conosco
un elogio a quello del contadino.
II
Il mio contadino viene a casa a sera
ed è spesso sudato e affaticato,
levati il bagnato e mettiti l’asciutto
e vieni a letto mio caro.
III
Laverò i pantaloni del mio contadino,
e stirerò il suo cravattino;
farò il letto al mio contadino
e lo renderò felice per benino
IV
Sono stata ad est, sona stata ad ovest,
sono stata a Perth;
la più bella immagine che io vidi,
fu il contadino che danzava.
V
Calze bianche come la neve sulle gambe
e fibbie d’argento scintillante,
un bel berretto blu in testa,
com’era bello!
VI
Elogia il fienile
e il mucchio di grano, amico!
Non ho mai avuto il mio piccolo piatto pieno(7)
fino a quando non ho incontrato il contadino

NOTE
1) la traduzione letterale è giarrettiere di maglia, e si riferisce al sistema utilizzato un tempo per reggere le calze. Evidentemente calze e reggicalze erano considerati degli accessori erotici
2) up wi’t è un’espressione poetica e desueta per indicare una grande gioia
3) i Dervish dicono “that I love best”
4) nella versione pubblicata sullo “Scot Musical Museum” (volume II) sono state aggiunte due strofe(qui)
5) owerlay= fascicola cioè quello che usava nel settecento attorno al collo come cravatta ossia una larga striscia di lino: all’inizio (introno al 1600) era una specie di pegno che le fidanzatine donavano al proprio innamorato  che partiva per la guerra, e veniva indossata un po’ per ripararsi dal freddo e un po’ come segno d’affetto. I nobili preferivano al collo il Jabot cioè una pettorina di pizzo arricciato con il collo alto. La cravatta più simile alla nostra risale invece all’800.
6) Perth, Robert Burns ebbe occasione di visitare la cittadina nel suo tour per le Highlands del 1787
7) evidente doppio senso; per la versione “sporca” riportata ne “The Merry Muses of Caledonia” (qui)

TRADUZIONE INGLESE
I
The ploughman, he is a handsome lad,
His mind is ever true, jo!
His garters knit(1) below his knee,
His bonnet it is blue, jo.
Chorus
Then up with it(2) all, my ploughman lad,
And hey, my merry ploughman!
Of all the trades that I do know,
Commend me to the ploughman!
II
My ploughman he comes home at even,
He’s often wet and weary:
Cast off the wet, put on the dry,
And go to bed, my darling.
IV
I will wash my ploughman’s hose,
And I will dress his owerlay(5);
I will mak my ploughman’s bed,
And cheer him late and early.
III
I have been east, I have been west,
I have been at St. Johnston(6);
The loveliest sight that ever I saw
Was the ploughman lad dancing.
IV
Snow-white stockings on his legs
And silver buckles glinting,
A good blue bonnet on his head,
And O, but he was handsome!
V
Commend me to the barn-yard
And the corn heap, man!
I never get my little dish full(7)
Till I met with the ploughman

FONTI
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/503.htm http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/the_ploughman_merry_muses/
http://burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-165,-page-173-the-ploughman

THE BARNYARDS OF DELGATY

The Barnyards o’ Delgaty è tra le più famose vecchie “bothy ballads

horsemanpairUn giovane bracciante (molto probabilmente un aratore o più genericamente un cavallante) si reca al mercato di Turra per cercare lavoro, e un ricco fattore di Delgaty lo convince ad andare a lavorare per lui, in cambio di una buona paga e di un buon trattamento; in realtà il trattamento è pessimo e i cavalli sono dei ronzini.

La canzone è ammiccante con letture a doppio senso
Probabilmente risalente a fine Ottocento è stata registrata solo nel 1930. Interpretata negli anni 60 dai migliori gruppi di musica irlandese come i Clancy Brothers e i Dubliners, per il suo tono allegro e “macho” è una canzone che spopola ancora oggi  come drinking song.

Melodia “Linton Lowrie” ‘Lilten Lowren’, ‘Linten Lowrin’.

Prima due versioni più “moderne”
ASCOLTA Gaelic Storm in Hearding Cats 1999

Old Blind Dogs live: Ian F. Benzie – voce e chitarra, Jonny Hardie – violino, Davy Cattanach – percussioni, Buzzby McMillan – basso


I
As I came in by Turra Market
Turra Market for tae fee(1)
I met up wi’ a famer child
The Barnyards o’ Delgaty(2)
Chorus:
Lin-tin-addy, too-rin-addy
Lin-tin-addy, too-rin-ee
Lin-tin-lowrin-lowrin-lowrin
The Barnyards of Delgaty
II
He promised me the ae best pair,
that ever I laid my eyes upon,
when I got to the barnyards,
there was nothin’ there but skin and bone!
III
Well, the old grey horse sat on his rump,
the old white mare sat on her whine(3)
when it came to the “Whup” and crack they shouldn’t rise at yokin’ time.
IV
When I go to the kirk on Sunday
many’s the bonny lass I see
sittin’ by her father’s side
and winkin’ o’er the pews at me!
V
And I can drink and not get drunk,
I can fight and not be slain
I can sleep with another man’s wife
and still be welcome to my ayn.
VI
Now my candle(4) is burnt out
my snotter’s(5) fairly on the wane
fare the well ye Barnyards,
you’ll never catch me here again!

tradotto da Cattia Salto
I
Quando sono andato al mercato di Turra
al mercato di Turra per il lavoro
ho incontrato un agricoltore benestante
della fattoria di Delgaty
Chorus:
Lin-Tin-Addy, Too-Rin-Addy
Lin-Tin-Addy, Too-Rin-Ee
Lin-Tin-Lowrin-Lowrin-Lowrin
Le aie di Delgaty
II
Mi ha promesso il miglior paio
che io avessi mai visto,
ma quando sono arrivato alla fattoria,
non erano altro che pelle e ossa!
III
Il vecchio cavallo grigio coricato sulla groppa,
la vecchia cavalla bianca coricata sul  ventre
per quanto avessi potuto gridare “Hup” non si sarebbero mai potuti alzare per metterli al giogo
IV
Quando vado in chiesa di Domenica
sono molte le belle ragazze che vedo
sedute al fianco del padre
che mi fanno l’occhiolino da sopra i banchi!
V
Posso bere e non ubriacarmi,
posso lottare e non essere ucciso
posso dormire con la ragazza di un altro uomo
ed essere ancora il benvenuto.
VI
Ora la mia candela è bruciata
il mio stoppino è agli sgoccioli
addio all’aia di Delgaty
non mi prenderai di nuovo!.

NOTE
1) il lavoro dell’aratore era stagionale e durava dai tre ai sei mesi. La fiere e i grandi mercati dove si assumevano i braccianti si svolgevano in Scozia ogni 3 mesi (i cosiddetti Old Scottish term days): Candelora (2 febbraio), Whitsunday (domenica di Pentecoste legislativamente fissato a questo scopo il 15 maggio), Lammas (1 agosto) San Martino (11 novembre).
2) la tenuta Delgaty è a nord-est di Turriff, nel Nord-Est della Scozia
3) grime, wime= ventre
4) la candela arrivata alla fine è un eufemismo per indicare l’impotenza della tarda età
5) Snotter, snodder: the burnt wick of a candle, the drip on the end of the nose (stoppino)

E poi due versioni più datate
ASCOLTA Andy Stewart nella versione più tradizionale

ASCOLTA The Dubliners (voce Luke Kelly)

I
As ah gaed doon tae Turra Merket,
Turra Merket fur tae fee(1),
Ah met in wi a wealthy fairmer,
The Barnyards o Delgaty(2).
II
He promised me the twa best horse
I ever set my een upon.
When ah gaed hame tae the Barnyards
There was nothin there but skin and bone.
Chorus
Linten adie, tooren adie, linten adie, tooren ay,
inten lowerin lowerin lowerin, the Barnyards o Delgaty
III
The auld grey mare sat on her hunkers,
The auld dun horse lay in the grime (3).
For aa that I would ‘hup’ and cry,
They wouldna rise at yokin time.
IV
Meg McPherson maks my brose(6) (Makes my brose)
An her an me we canna gree (We simply don’t get along)
First a mote and syne a knot (First a small piece and then a lump)
An aye the ither jilp o’ bree (and always another spoonful of the liquid)
V
When I gang tae the kirk on Sunday,
Mony’s the bonny lass I see,
Sittin by her faither’s side,
Winkin ower the pews at me.
VI
Some can drink and no be drunk,
And some can fecht and no be slain.
I can coort anither man’s lass,
And aye be welcome tae my ain.
VII
Ma candle(4) noo is fair brunt oot,
The snotter’s(5) fairly on the wane,
Fare ye weel, ye Barnyards,
Ye’ll never catch me here again.

NOTE
6) il brose è una farinata d’avena e acqua calda. A volte si aggiunge il latte o un pezzo di burro, ma fondamentalmente è un piatto ancora più povero del porridge (per gli scozzesi è il modo “giusto” di preparare il porridge! Ai braccianti veniva servito come colazione e anche come cena! Evidentemente Meg la servetta, non doveva avere in simpatia il protagonista perchè gli porge solo la parte più liquida del brose piuttosto che un bel cucchiaio di pappa. Oppure l’osservazione va ad aggiungersi alle lamentele che il lavorante ha da fare nei confronti del proprietario anche nei riguardi del vitto. Inevitabile pensare alla canzoncina dal titolo”Brose&Butter” di Robert Burns (vedi)
[Traduzione italiano: Med McPherson mi fa la farinata, ma non andiamo d’accordo, prima mi da un piccolo pezzo e poi un grumo e sempre un altro cucchiaio di liquido]
4) il verso è interpretato vocalmente da Andy Stewart caricandolo proprio del suo doppio senso

C’è ancora un’altra strofa di lamentele che però non è mai riportata nelle versioni selezionate per l’ascolto che riguarda le condizioni dei pagliericci (paglia tritata):
Its lang Jean Scott that maks ma bed (Tall Jean Scott makes my bed)
You can see the marks upon my shins
For she’s the coorse ill-trickit Jaud (She’s a bad and very naughty and worthless woman)
That fills my bed wi Prickly whins (She fills my bed with sprigs of gorse bushes)
[traduzione italiano: Jean Scott la lunga mi fa il letto, e si possono ancora vedere i segni sulla mia pelle, lei è una donna cattiva, pettegola e inutile, lei riempie il mio letto con rametti di ginestra.]
Sui rametti di ginestra ho già ampiamente parlato qui

FONTI
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/about/songs/ballads/bothyballads/index.asp http://www.nefa.net/archive/songmusicdance/bothy/ http://www.nefa.net/nefajnr/archive/peopleandlife/land/bothylife.htm http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/genericcontent_tcm4554484.asp
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9515

THE SHOEMAKER’S KISS

Zasche-Theodor-The-ShoemakerCi sono professioni nelle ballate popolari che richiamano di per sé una certa promiscuità sessuale: così il soldato e il marinaio per la loro condizione girovaga, ma anche l’aratore, il fabbro, o il calzolaio o ancora il mugnaio (un po’ come per le professioni odierne dell’idraulico o il postino!) . Così le canzoni su calzolai e mugnai hanno spesso un che di boccaccesco come questa “The Shoemaker’s kiss” che racconta di una fanciulla ignara del sesso mandata dal calzolaio per farsi fare un paio di scarpe; il calzolaio in realtà le mostra anche “altro” e così dopo nove mesi nasce un bambino!
Nelle ballate popolari parlare di scarpe con la fibbia e chiudere la fibbia di una scarpa vuol dire alludere all’atto sessuale, così la canzone è una perfetta drinking song anche per la sua struttura con il semplice ritornello (a doppio senso) alla fine di ogni verso, ideale per essere cantato da tutta la platea.

Il Bacio del calzolaio” di probabile origine scozzese è però una famiglia di canzoni, generate da una matrice comune e poi frammentate con titoli diversi e anche diverse melodie, e diffuse per tutta l’Inghilterra.

PRIMA MELODIA: SO GREEN AS THE LEAVES

Questa versione anche con il titolo di “The shoemaker’s kiss” è stata raccolta dalla tradizione orale (William Barlett – Dorset, 1906 “The Hammond And Gardiner Manuscript“), già uscita in stampa come broadside ballad a metà dell’Ottocento.
Il termine “So green as the leaves” sta a significare l’innocenza della creatura, un modo di dire risalente all’epoca elisabettiana; anche nell’Amleto Polonio dice di Ofelia “She is a green girl“. Se oggi essere al verde significa non avere soldi un tempo era sinonimo di ignoranza sulle cose del mondo! Ovviamente all’epoca la canzone era considerata oscena.

ASCOLTA John Roberts & Tony Barrand in “Spencer the Rover is alive and well” 1971, in versione integrale su Spotify.

Testo in “Marrow Bones” di Frank Purslow 1965 (vedi)

There was an old lady who lived in the West
So green as the leaves they are green, green, green, green
So green as the leaves they are green
And she had a fine daughter that never was kissed
And you know very well what I mean, mean, mean, mean,
You know very well what I mean.
Now one morn she rose and she put on her clothes
And away to the shoemaker’s shop she did go:
Shoemaker, shoemaker, have you got any shoes?
Oh yes, my fair creature, I think I’ll fit you.
So into the shoemaker’s shop she did trip
My God! How he caught her and he kissed her sweet lips:
When forty long weeks they was over and done
This pretty fair maid had a fine, bonny son.
Oh daughter, oh daughter, how came you by this?
Oh mother, dear mother, ‘twas the shoemaker’s kiss.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
C’era una vecchia che viveva nell’Ovest,
così verde come sono le foglie,
così verde come sono le foglie,
e aveva una bella figlia che non era mai stata baciata,
sapete bene cosa intendo dire,
sapete bene cosa intendo dire.
Un mattino lei si alzò e si mise i vestiti e andò di corsa al negozio del calzolaio “Calzolaio hai delle scarpe?”
“Si mia bella bambina, credo siano della tua misura”
Così nella bottega del calzolaio lei si fece un giro
Mio Dio! Lui l’afferrò e baciò le sue dolci labbra.
Quanto quaranta lunghe settimane furono passate quella bella fanciulla ebbe un bel figlioletto.
“O figlia cosa ti è capitato?”
“O madre, è stato il bacio del calzolaio”

SECONDA MELODIA: A KISS IN THE MORNING EARLY

melodia .”Arthur McBride
La prima registrazione è di Mick Hanly nel 1967 il quale ha apportato alcune modifiche alla versione collezionata nel “More Irish Street Ballads” di Colm O’Lochlainn’, 1965. E’ la versione della quale ho trovato più registrazioni

ASCOLTA Mick Hanly in “A kiss in the morning early” 1967 con una versione testuale modificata rispetto al testo in “More Irish Street Ballads” Il testo riprende il titolo come un refrain seguendo il modello di “Arthur McBride” (vedi)

ASCOLTA Celtic passion

ASCOLTA Tempest 1999, interessante arrangiamento folk-rock
ASCOLTA McGinty 2007 (invece del secondo verso si ripete il refrain A fal a falladdie failee)

VERSIONE Mick Hanly
I
‘Twas early one morning a fair maid arose
And dressed herself up in the finest of clothes
And off to the shoemaker’s shop sure she goes
For a kiss in the morning early
II
The cobbler arose and he soon let her in.
His arm and his hammer were neat as a pin
And he had the will for to greet her so slim
With a kiss in the morning early
III
O cobbler, O cobbler ‘tis soon we’ll be wed
And nestling together in a fine feather bed
So give me two shoes with two buckles of red
And a kiss in the morning early
IV
The maid hid the shoes in the back of her waist
She praised his good cobbling and shoemaker’s taste
And home to her father she mournfully faced
For it was in the morning early
V
O Father, O Father, I’ve got me a man
And he is the one I would wed if I can
As handsome as ever in leather did stand
For me kiss in the morning early
VI
The father was thinking and thinking again
For to wed her to riches and have them for him
Who knows but it might be a prince or a king
That she met in the morning early
VII
Who knows but it might be a jobber from town
Or a wealthy sea captain who’s sailed the world ‘round
A man with some thousands and thousands of pounds
That she met in the morning early
VIII
So the father was smiling his daughter embraced
And touching the buckles he drew back in haste
He spied the red shoes that were tied round her waist
For it was in the morning early
IX
O daughter, O daughter he started to shout
When he did discover what she was about
God knows ‘twas none but that old cobbling clout
That she met in the morning early
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Una bella fanciulla si alzò di mattina preso
e si vestì con abiti eleganti
e andò al negozio del calzolaio,
per un bacio di mattina presto.
II
Il ciabattino si alzò e la fece entrare subito,
il suo braccio e il martelletto erano ordinati e puliti
e volle salutarla come minimo
con un bacio di mattina presto
III
O ciabattino, preso saremo sposati
e riposeremo insieme in un bel letto di piume,
così dammi due scarpe con due fibbie rosse
e un bacio di mattina presto
IV
La fanciulla nascose le scarpe dietro la schiena
elogiò il buon ciabattino e il suo gusto
e a casa il padre tristemente affrontò, perchè era di mattina presto
V
“O padre ho avuto un uomo
e lui è quello che vorrei sposare se posso,
così bello tutto vestito di pelle,
perchè mi bacia di mattina presto
VI
Il padre pensò e ripensò
che l’avrebbe sposata con un ricco,
e lui avrebbe potuto esserlo, chissà poteva essere un principe o un re che lei incontrò di mattina presto:
VII
Forse era un grossista dalla città
o un ricco capitano del mare che navigava introno al mondo,
un uomo con migliaia di sterline
che lei incontrò di mattina presto.
VIII
Così il padre sorrise e abbracciò la figlia
e toccando le fibbie si ritrasse in fretta perchè vide le scarpe rosse che erano legate intorno alla vita,
perchè era di mattina presto.
IX
“O figlia” – si mise a gridare
quando scoprì cosa aveva fatto
Dio sapendo che non era altri che il vecchio ciabattino,
che lei incontrò di mattina presto.

LA VARIANTE DEL MUGNAIO: MAID GAED TAE THE MILL

Qui basta scambiare il calzolaio con il mugnaio e il mattino presto con la sera che il succo della storia è lo stesso. Tuttavia la fanciulla è questa volta tutt’altro che ingenua, anzi viene definita “wanton” che tra i vari significati in riferimento alla sessualità indica un comportamento voglioso e lascivo.
Per il suo approccio gioioso a una sessualità “spensierata” è classificabile tra le bothy ballads.

La canzone è comparsa in stampa verso la fine del 1700 (Ancient And Modern Scottish Songs, David Herd 1776 e “The Scots Musical Museum” Vol.5 no. 481, 1796 con la melodia “I Am A Miller To my Trade” – che a sua volta è suonata come “Johnny I hardly knew ye”).

ASCOLTA Ewan MacColl & Peggy Seeger

The maid gaed tae the mill ae nicht
Hech hey(1) sae wanton(2),
The maid gaed tae the mill ae night
And hey sae wanton she
She swore by a’ the stars sae bricht
That she’ld hae her corn grun'(3)
She’ld hae her corn grun’
Mill and multure(4) free

Then oot an’ cam’ the miller’s man (2x)
He swore he’ll dae the best he can
For tae get her ..
He put his haund upon her neck (2x)
He dang her doon(5) upon a sack
And there she got her…
When a’ the rest gaed tae their play (2x)
She sighed and said and wuldna stay
Because she’d got her…
When forty weeks were passed an’ gane (2x)
This lassie had a braw lad bairn
For gettin’ a’ her…
Her mither bade cast it oot (2x)
It was the miller’s dusty clout
For gettin’ a’ her…
Her faither bade her keep it in (2x)
It was the chief o’ all her kin
Because he has her ..


TRADUZIONE di CATTIA SALTO
La fanciulla andò al mulino la scorsa notte
ahimè così sfrenata (1)
La fanciulla andò al mulino la scorsa notte
così sfrenata
giurò sotto le stelle così luminose
che avrebbe avuto il suo campo di grano
avrebbe avuto il suo campo di grano
macinato gratis

Allora uscì il mugnaio
e giurò che avrebbe fatto del suo meglio,
le mise la mano intorno al collo
e la buttò giù su di un sacco
Quando finirono di fare i loro comodi
lei sospirò e disse che non poteva rimanere
Quando nove mesi furono passati e andati
questa fanciulla ha avuto un bel bambino
sua madre le ordinò di mandarlo via
era il marchio polveroso del mugnaio
suo padre le ordinò di tenerlo
fu il capo di tutto il clan


NOTE
1) Hech hey: traducibile con ahimè
2) Wanton: sessualmente immodesto
3) Grund: ground
4) Multure: parte lasciata al mugnaio per il pagamento della macinatura
5) Dang her doon: pushed her down with force

TRADUZIONE INGLESE
The maid went to the mill last night
Hey-hey, so wanton!
The maid went to the mill last night
Hey, so wanton she!
She swore below the stars so bright
That she should have her corn ground,
She should have her corn ground
The miller grinds so free!

Then out come miller’s man
He swore he’d do the best he can
For to get her …
He put his hand about her neck
He flung her down upon a sack
And there she got her …
When all the rest went to their play
She sighed and said she would not stay
Because she got her …
When nine months were passed and gone
This lassie had a brawling child
For getting of her …
Her mother bade her cast it out
It was the miller’s dusty clout
For getting of her …
Her father bade her keep it in
It was the chief of all her clan
For getting of her

FONTI
http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/SOGREEN.html
http://www.8notes.com/scores/6302.asp?ftype=gif
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=22294
http://gdaebouzouki.blogspot.it/2011/07/kiss-in-morning-early.html

http://sangstories.webs.com/maidgaedtaethemill.htm
http://sniff.numachi.com/pages/tiMAIDMILL;ttMAIDMILL.html
https://groups.google.com/forum/#!topic/rec.music.folk/he5wXYSUW34
http://www.penultimateharn.com/music/millmaid.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=3815