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TRANENT MUIR

Adam Skirving (circa 1746) scrisse due canzoni sulla Battaglia di Prestonpans, la prima con una venatura comica è la ben più famosa “Johnnie Cope“; la seconda invece dal titolo “Tranent Muir” è quasi un reportage di guerra. Gli scozzesi la ricordano come la battaglia di Gladsmuir, per via di una vecchia profezia secondo la quale il pretendente al trono di Scozia, sarebbe stato vittorioso a Gladsmuir; la battaglia si svolse in effetti proprio nei pressi del villaggio,  nella piana semi-paludosa tra Tranent e Prestonpans, ma la proclamazione a Re del Bel Carletto sarà solo una effimera stagione che condurrà i fedeli highlanders alla disfatta di Culloden!

LA CARICA DEGLI HIGHLANDER

Gli scozzesi così andavano in battaglia: all’assalto!
La famigerata carica dei rudi montanari scozzesi consisteva nel correre precipitosamente verso la schiera dei nemici, slacciandosi il cinturone e liberandosi del plaid; procedevano con impeto, a grandi balzi, urlando come ossessi, (con i lembi della camicia che svolazzavano sul culo nudo) e brandendo minacciosamente la tipica spadona detta claymore.
Il vero kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia come nel più tardo little kilt, una pratica coperta-materasso in cui avvolgersi la notte dormendo all’aperto, sotto un cielo di stelle (ma anche sotto la pioggia) – così era la tempra con cui si forgiava il carattere.
Nelle rievocazioni storiche il particolare del kilt lasciato cadere a terra viene per lo più omesso, caso mai si esibiscono maschi petti villosi senza camicia .

Il 21 settembre 1745 truppe di ribelli scozzesi giacobite guidate  dal generale Lord George Murray,  affrontarono in battaglia l’esercito regolare inglese di stanza in Scozia  comandato da Sir John Cope
(vedere prima parte)


per il brano del video YE JACOBITES BY NAME

TRANENT MUIR

La canzone è quasi un reportage di guerra, dalle tredici strofe e più, il testo riportato da David Herd in “Ancient and Modern Scottish Songs”, Volume 1, page 109, 1776 è collezionato anche nello “Scots Musical Museum” Volume III N°102, 1790; opportunamente sforbiciato in quella che è diventata la versione standard da Archie Fisher e ridotto a sei strofe.

La melodia risale al 1694 (qui) anche con il nome di “The Battle of Killicrankie”, ‘Gillicrankie’ (Killikrankie) “Original Sett of Killiekrankie” (in Gow “First Repository”, 1799 ) ma Archie Fisher ne riporta una diversa forse proveniente dalla tradizione orale, e registra il brano nel 1969 con il titolo di “The Battle of Prestonpans”

ASCOLTA Archie Fisher in “The Fate O’Charlie”, 1969

ASCOLTA The Corriers

sono stati però i Tannies come affettuosamente vengono chiamati a rielaborare il brano e a presentarlo in modo nuovo e più scintillante
ASCOLTA Tannahill Weavers in “The best of the Tannahil Weavers”, 1979-1989

TRANENT MUIR
I
The chevalier being void o’ fear
did march doon Birsle Brae man (2)
Through Tranent e’er he did stent (3)
as fast as he could gae man
While General Cope did taunt and mock
wi’ many a loud hurrah man
E’er next morn proclaimed the cock
we heard another craw man
II
The brave Lochiel as I heard tell
led Cameron on in cloods (6) man
The morning fair and clear the air
they loosed wie devilish thuds man
Doon guns they threw and swords
they drew and soon did chase them aff man
On Seaton’s crafts (7) they burst their chafts(8)
and gart them run like daft man
III
The bluff dragoons swore blood and oons
they’d mak’ the rebels run man
And yet they flee when them they see
and winnae fire a gun man
They turned their backs the fit tae crack (9)
such terror siezed them a’ man
Some wet their cheeks some fyled their breeks
and some for fear did fa’ man
IV
Smith (10) made sic’ haste sae spurred his beast
‘twas little there he saw man
Tae Berwick rade and safely said
the Scots were rebels a’ man
O’er Soutra Hill ere he stood still
afore he tasted meat man
Lang may he brag on his swift nag
that bore him aff sae fleet man
V
But Gardner brave did still behave
like to a hero bright man
His courage true, like him were few,
that still despised flight man
For king and laws and country’s cause
in honours bed did fa’ man
His life but not his courage fled
while he had breath tae draw, man
VI
At yon thorn tree that you may see
beneath the Meadow mill, man
There’s many slain lie on the plain
the clans pursuing still man
Sic’ unco whacks and deadly hacks
I never saw the likes man
Lost hands and heids cost them their deeds
that fell near Preston dyke man
LA PIANURA DI TRANENT
(traduzione  di Cattia Salto)
I
Il Cavaliere (1) senza esitazione alcuna
attraversò in marcia le colline di Birsle
e superato Tranent si schierò,
più in fretta non poteva andare.
Mentre il Generale Cope insultava e scherniva con tanti veementi Evviva
prima del seguente mattino annunciato dal gallo (4), udimmo un altro grido (5)
II
Il prode Lochiel come sentii dire
portò i Cameron in battaglia
nell’aria limpida di un chiaro mattino
spararono dei colpi infernali,
poi gettarono le pistole,
le spade sguainarono e in breve li scacciarono,
sui poderi di Seton (7) spaccarono i grugni
e li fecero correre come pazzi
III
I dragono sbruffoni giurarono sangue e lacrime,
che avrebbero fatto scappare i ribelli,
eppure fuggirono quando li videro,
e senza colpo ferire
voltarono la schiena a gambe
levate
pieni di un tal terrore,
chi si bagnò le guance, chi se la fece nei pantaloni
e chi per la paura cadde
IV
Smith fece così in fretta a spronare la bestia che ben poco vide
per correre a Berwick in salvo disse
“Erano tutti gli Scozzesi in rivolta!”
e ancora a Soutra Hill se ne sta
piuttosto che assaggiare cibo,
a lungo potrà vantarsi del suo rapido ronzino che lo portò via così velocemente
V
Ma Gardner si comportò
come si conviene a un fulgido eroe
con vero coraggio e come lui furono pochi, che pure disdegnarono la fuga,
per il re e il governo e per la causa del paese, cadde nel letto dell’onore
la sua vita, ma non il coraggio venne meno, mentre esalava l’ultimo respiro
VI
Al biancospino che puoi vedere laggiù
sotto al il mulino di Meadow
ci sono molti cadaveri che stanno sul prato, i clan ancora incalzano
una batosta così colossale e una carneficina, mai ne vidi di tal fatta
mani mozzate e corpi
decapitati
caduti vicino agli argini di Preston

Note
1) Bonny Prince Charles Stuart
2) la parola uomo è usata come intercalare
3) to place something or someone, with the implication of being overstretched or overtaxed.
4) Lo scontro tra i due eserciti avvenne alle 6 del mattino e durò una decina di minuti
5) quello degli Highlander lanciati nella carica
6) clouds letteralmente “nuvole”
7) “”crafts” = “crofts” in modern Scots, i.e. smallholdings. The Seatons (or Setons) were the biggest landowners and industrialists of the Prestonpans area, and their tenants were one of the worst-hit groups of casualties of the invasion”.
8) termine desueto per jaw
9) the foot they brake
10) la strofa con i nomi dei codardi non è univoca in Herd ad esempio diventa
Menteith the great, when hersel shit,
Un’wares did ding him owre, man,
Yet wadna stand to bear a hand,
But aff fu fast did scour, man,
Si dice che il tenente Smith abbia sfidato a duello Skirving per aver menzionato espressamente la sua fuga dalla battaglia, così si riporta nello SMM “He [Burns] also heard a story about the Lieutenant Smith mentioned in the ninth stanza, in which Mr Smith demanded that Mr Skirvan present himself and explain his portrayal of Mr Smith. Mr Skirvan refused and further insulted Mr Smith by referring to his cowardice again“. (qui)

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/
http://lagazzettadioutlander.altervista.org/all-interno-dell-episodio-210-di-outlander/
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTtranmu.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-102,-pages-103-and-104-tranent-muir.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1114
http://alaguerre.luridoteca.net/?page_id=459
http://learningtowhistle.blogspot.it/2005/08/tunes-tranent-muir.html
http://sniff.numachi.com/~rickheit/dtrad/pages/tiTRANMUI2.html
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/4454lyL2.htm
http://www.theballadeers.com/scots/tw_c1989_bo.htm
http://chrsouchon.free.fr/tranentm.htm

WILL YE NO’ COME BACK AGAIN?

attesa- Edmund-Blair-LeightonLa poesia, originariamente scritta dalla irriducibilmente filo-giacobita Carolina Oliphant (Lady Nairne 1766-1845), ma a volte erroneamente attribuita a Robert Burns, è una nostalgica evocazione di un tempo che non sarà più e, spogliata dalle sue aspirazioni politiche, è spesso utilizzata come canto dell’addio (come l’altrettanto famosa Auld Lang Shine vedi).

Il “Bonnie Charlie” della canzone è il Bel Carletto ovvero il “giovane” e ultimo pretendente Stuart al trono di Scozia, così in chiave politica la canzone è diventata sinonimo di desiderio d’indipendenza e “inno” del movimento nazionalista scozzese. Tutte queste versioni sono state scritte quando Charles Stuart era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi.

WILL YE NO’ COME BACK AGAIN

Su di un’aria tradizionale (attribuita a Niel Gow junior -1795-1823), la melodia è famosa come marcia (o lament) suonata ovviamente dalle cornamuse scozzesi. E’ anche una scottish country dance (vedi)


ASCOLTA Jean Redpath nel Cd “Will Ye No Come Back Again? (The Songs Of Lady Nairne)” 1986 che nella sua opera discografica dedicata alla baronessa Carolina Oliphant ne riporta la fede politica. L’accompagnamento è costituito dal violoncello di Abby Newton e dal violino di David Gusakov.

ASCOLTA North Sea Gas in un delicato arrangiamento (strofe I, II, III)
ASCOLTA Gaberlunzie (strofe I, III, II, V )

ASCOLTA Real McKenzies in una versione rock alla Pouges (strofe I, IV) – non proprio nelle mie corde

I
Bonnie Charlie’s now awa’(1),
Safely o’er the friendly main ,
He’rts will a’most break in twa 
Should he no’ cam back again.
Refrain:
Will ye no’ cam back again?(2)
Will ye no cam back again?
Better lov’d ye canna be (3),
Will ye no cam back again?
II
Ye trusted in your Hielan men,
They trusted you dear Charlie!
They kent your hiding in the glen,
Your cleadin’ was but barely (4)
III (5)
English bribes were a’ in vain;
An’ e’en though puirer we may be,
Siller canna buy the heart
That beats aye for thine and thee.
IV
We watched thee in the gloamin’ hour,
We watched thee in the mornin’ grey
Though thirty thousand pounds they gie,
There is nane that would betray.
V
Sweet’s the laverock (6) ‘s note and lang,
Liltin’ wildly up the glen,
But aye to me he sings ane sang,
Will ye no come back again?
Traduzione di Cattia Salto
I
Il Bel Carlo se n’è andato,
al sicuro, al di là dello Stretto amico;
molti cuori si spezzeranno
se tu non dovessi tornare mai più.
RITORNELLO
Tornerai o non tornerai?
Più amato non potresti essere,
un giorno tornerai ancora?
II
Contavi sui tuoi montanari,
loro si fidavano di te caro Carlo, conoscevano il tuo nascondiglio nella valle, mentre stavi a stento vestito
III
La corruzione degli inglesi fu del tutto inutile e anche se fossimo più poveri, i più sciocchi non possono comprare il cuore che batte per i tuoi e te
IV
Guardammo a te nell’ora del crepuscolo;
guardammo a te nel grigio mattino
anche se 30 mila sterline ci danno
non c’è nessuno che ti tradirà
V
Dolce è il canto dell’allodola
che si innalza libero sopra la valle
e canta per me una canzone:
un giorno tornerai ancora?”

NOTE
1) dopo la sconfitta di Culloden (1746) il Bonnie Prince, allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa. Il bel Carletto fuggì dalla Scozia in modo rocambolesco e si rifugiò in Francia continua
2) la domanda è pleonastica, il bel Carletto è morto da più di trent’anni (1788) solo e devastato dall’alcol nel suo esilio romano: il Bonny Prince è diventato però nell’immaginario giacobita un re dormiente novello Artù pronto a ritornare al momento del bisogno per combattere nella battaglia a fianco degli Scozzesi contro i “Nemici”
3) proprio come fecero il padre e il nonno di Carolina ferventi sostenitori del ramo Stuart. Essi combatterono al fianco del Principe fino alla fine, perdendo terre e fortuna, per trovare scampo in esilio. Anche la madre apparteneva ad una famiglia filo-giacobita così tutti i figli restarono nel cuore leali alla causa
“Laurence Oliphant, the laird, descendant of an old family as proud as it was ancient, a Jacobite of the Jacobites, who loved the Stuarts with all the adoration of his absurd old soul. To win his undying favour it was only necessary for a neighbour to present him with a relic of the Royal house, a garter, a brogue, or spurs worn by His Royal Highness. To look at but for heaven’s sake not to touch, the sacred memorials, a lock of Prince Charlie’s red hair, his bonnet, his cockade or crucifix, was with him almost a religious service.” (tratto da qui)
She was baptized Carolina in honour of the then exiled Prince Charles Stuart. Her parents were cousins and grandchildren of William Murray, the Lord Nairne who narrowly escaped execution after the 1715 rising, and were married at Versailles on 9 June 1755 during nineteen years of political exile following the failure of the Jacobite rising of 1745. Her mother was also descended from a famous Jacobite Clan, the Robertsons of Struan. Robertsons, Oliphants and Nairnes alike had been been attainted for high treason and lost their estates. A part of their Gask domain was bought back from the government and her parents were able to return two years before Carolina’s birth. Her father Laurence Oliphant was active in Jacobite politics throughout his life and his children were carefully reared to ‘keep them loyal’. (tratto da qui)
4) poichè il verso è un po’ oscuro viene spesso sostituito con “Death and exile braving” (in italiano: morte e esilio ai coraggiosi)
5) Jean Redpath salta questa strofa
6) per i Celti l’allodola era un animale sacro simbolo di buona fortuna e protezione, messaggero tra l’umano e il divino

Ma le versioni testuali si moltiplicarono attraverso la tradizione orale e le riscritture di altri autori filo-giacobiti si prenda ad esempio i versi riscritti (o collezionati) da James Hogg in cui si mantiene solo la prima e ultima strofa di Lady Nairne

ASCOLTA Ewan MacColl & Peggy Seeger


I

Bonnie Charlie’s now awa’,
Safely o’er the friendly main,
Mony a heart will brak in twa’
Should he no’ cam back again.
II
Mony a traitor ‘mang the isles
Brak the band o’ nature’s laws;
Mony a traitor wi’ his wiles
Sought to gi’ his life awa’
III
Whene’er I hear the blackbird sing,
Unto the evening sinking down,
Or merl (7) that makes the wood to ring,
To me they hae nae other sound.
IV
Mony a gallant sodger faught,
Mony a gallant chief did fa’,
Death itself was dearly bought
A’ for scotland’s king and law.
V
Sweet the lav’rock’s note and lang,
Lilting wildly up the glen;
and aye the o’erworld o’ he sang,
‘Will he no’ come back again?”
Traduzione di Cattia Salto
I
Il Bel Carlo se n’è andato,
al sicuro, al di là dello Stretto amico;
molti cuori si spezzeranno
se tu non dovessi tornare mai più.
II
Molti traditori fra le isole,
infransero la legge della natura,
molti traditori con l’inganno,
cercarono di vendere la sua vita.
III
Ogni volta che sento il tordo cantare
verso la sera che tramonta
o il merlo mentre fa vibrare il bosco
per me non ci sono altri suoni
IV
Molti soldati coraggiosi si sono battuti, molti principi valenti sono caduti, anche la morte è stata comprata a caro prezzo, tutto per il re e la giustizia della Scozia.
V
Dolce è il canto dell’allodola
che si innalza libero sopra la valle
e canta per me una canzone:
un giorno tornerai ancora?”

NOTE
7) merl è il nome in dialetto scozzese del merlo (Turdus merula); blackbird è anche il nome inglese dato al merlo ma qui tradotto con tordo essendo l’intento dell’autore di descrivere due diversi uccelli dal piumaggio bruno-scuro, seppure imparentati e che si assomigliano molto (le femmine). Il merlo è più rumoroso del Tordo bottaccio, il suo canto è costituito da un fischio puro e melodioso, assai vario, allegro e canta molto prima del levar del sole
FONTI
http://chrsouchon.free.fr/willyeno.htm
http://ontanomagico.altervista.org/charlie.htm
http://www.musicanet.org/robokopp/bio/nairnela.html http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/ primary/genericcontent_tcm4554478.asp
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/175.html http://bardbook.flame.org/songs/739