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Gli Ossian e la scottishness

Il gruppo scozzese (dalle parti di Glasgow) degli Ossian prende il nome dal leggendario bardo di Scozia, si fonda nel 1976 per dare vita a una miscela acustica raffinata ma piena di grinta (il cosiddetto drive tanto osannato nella musica rock): eppure rimarrà sempre una formazione acustica di musica tradizionale scozzese; la formazione è capitanata dai fratelli William e George Jackson (Billy arpa bardica, uillean pipes, whistle – George chitarra, cittern, violino, whistle, flauto) affiancati dal violino, mandolino, violoncello di  John Martin (che fu anche membro dei Tannahill Weavers)  e dalla voce solista, chitarra, whistle, dulcimer di Billy Ross. Quando Ross se ne andò subentrò Tony Cuffe (1981) e qualche anno più tardi il quartetto divenne un quintetto con l’aggiunta del pipaiolo Iain MacDonald (cornamuse, flauto, whistle).
Gli Ossian hanno sempre eseguito dell’ottima musica tradizionale scozzese anche se negli anni 70 era la musica tradizionale irlandese ad andare di moda! Il primo tour negli Stati Uniti (e sono finiti anche in Alaska) arriva nel 1983, ma cinque anni più tardi il gruppo si scioglie e i componenti  prendono altre strade.

Nella foto sopra da sin in alto : Tony Cuffe, George Jackson, da destra: Iain MacDonald, Billy Jackson, John Martin; nella foto sotto da sinistra: Billy Ross, Billy Jackson, George Jackson, John Martin

Tutti eccellenti polistrumentisti e cantanti, abili tessitori di trame sonore ricche e preziose sulle melodie della tradizione con un approccio quasi cameristico: canti in gaelico e in dialetto scozzese (in specie di Robert Burns), set da danza e slow air.
La loro musica ha influenzato una generazione di musicisti.

The Sound of Sleat / Aandowin’ a prua / The Old Reel in “Seal Song” 1981 nella formazione quartetto

Troy’s Wedding Biddy from Sligo in “Borders” 1986 nella formazione quintetto

LA RIFONDAZIONE

Ci fu una rifondazione nel 1997 con Billy Jackson e Billy Ross che si portò dietro Iain MacInnes (smallpipes, whistle) e Stuart Morison (violino, cittern) con i quali aveva formato un trio pochi anni prima, sigillata dall’uscita dall’album “The Carrying Stream” e anche se il nuovo gruppo non è mai stato ufficialmente sciolto non è più -al momento- in attività.

ST. KILDA WEDDING

Saint Kilda è un minuscolo arcipelago a occidente delle Ebridi Esterne e abitato fin dai tempi antichi. Di fatto isolato dalla terra ferma per buona parte dell’anno è stato abbandonato nel 1930.
Per comunicare con la terraferma gli isolani mettevano la posta in piccole sacche di cuoio impermeabile e le affidavano alla corrente marina.
Scrive Wikipedia “L’intero arcipelago è di proprietà del National Trust for Scotland, e, nel 1986, è diventato uno dei quattro Patrimoni dell’umanità scozzesi. Si tratta uno dei pochi patrimoni al mondo a essere considerati contemporaneamente ‘naturale’, ‘marino’ e ‘culturale’.
Gruppi di volontari lavorano sull’isola nei mesi estivi per recuperare gli edifici originari che gli antichi Kildani hanno lasciato. Condividono l’isola con una piccola base militare creata nel 1957
.”


La prima parte del filmato qui

La testimonianza degli antichi rituali matrimoniali praticati sull’isola ci viene da un album pubblicato dal gruppo scozzese Ossian “St. Kilda wedding”: la prima traccia è un set di musica da danza trascritto nella collezione del capitano Simon Fraser (The Airs and Melodies Peculiar to the Highlands of Scotland and the Isle, 1816 – l’archivio digitale qui)

WILLIAM JACKSON

La formazione classica di Billy lo porta a un progetto ambizioso quello di comporre musica per una “folk orchestra”  composta cioè da musicisti tradizionali e classici. Pubblica una ventina di album di cui ben tre album per orchestra: The Wellpark Suite (1985), A Scottish Island (1998) e Duan Albanach (2003).
Nella sua lunga carriera come arpista gira in tour per l’Europa (è venuto diverse volta anche in Italia) e il Nord America. Ha rispolverato anche le sue origini irlandesi (i nonni venivano dal Donegal) spaziando così tra le musiche tradizionali di Scozia e Irlanda.

TONY CUFFE

Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1988 si dedica all’insegnamento e alla carriera solistica, nel 1994 esce l’album “When first I went to Caledonia”, – la Caledonia non è la Scozia bensì la Nuova Scozia (Canada)- in cui sfodera tutte le sue doti d’interprete, compositore e polistrumentista; Tony è rinomato per il suo tocco chitarristico, suona l’arpa con le corde di metallo che si è costruito da solo e una decina circa di strumenti. E’ stato anche coinvolto nel progetto di Fred Freeman “The Complete Song of Robert Burns” (vol I )Muore nel 2001 vinto dal cancro. Un altro cd esce postumo dal titolo “Sae Will We Yet” (2003)

Nel Blog il tag Ossian e il tag Tony Cuffe

FONTI
https://projects.handsupfortrad.scot/hall-of-fame/ossian/
http://standinatthecrossroads-blackcatbone.blogspot.it/2008/05/ossian-st-kilda-wedding-scottish-celtic.html

http://www.wjharp.com/
http://www.independent.co.uk/news/obituaries/tony-cuffe-9257148.html
http://www.scotsman.com/news/obituaries/tony-cuffe-1-590567
https://raretunes.org/tony-cuffe/

LET ME IN THIS AE NICHT

Nella tradizione popolare sono assai numerose le ballate dette “night-visiting song” in cui l’amante (un vagabondo, un soldato o un marinaio, ma anche un bracciante agricolo o un giovane apprendista) bussa di notte alla finestra (porta) della fidanzata e viene fatto entrare nella camera da letto. (vedi prima parte)
Anche Robert Burns ha scritto la sua versione della storia nel 1759 (pure se l’attribuzione è controversa) e la canzone compare in stampa nel ‘Scots Musical Museum’, Volume IV al numero 311.
La melodia abbinata al testo è detta ‘I would have my gowne made‘ oppure ‘The newe Goune made‘ (“The New Made Gowne”) trovata in un manoscritto per flauto del 1694 (vedi). Un’altra melodia a cui la ballata è stata più spesso abbinata è ‘Lend me your Loom Lass‘ (vedi)

ASCOLTA Ossian in “Ossian” 1977 (anche su Spotify tutto l’album qui) live 1976 qui

ASCOLTA Billy Ross

VERSIONE Robert Burns 1759
I
“Oh lassie are ye sleepin yet?
Or are thou wauken, I wad wait?
For love has bound me hand and foot,
An I wad fain be in Jo.”
Chorus:
“Oh let me in this ae nicht
This ae, ae, ae nicht,
For pity’s sake this ae nicht,
Oh rise an let me in Jo.”
II
“Thou hear’st the winter wind an weet,
Nae star blinks through the drivin sleet,
Oh tak pity on my weary feet,
An shield me frae the rain Jo.”
III
“Oh the bitter blast that round me blaws,
Unheeded howls, unheeded faas,
Oh the coldness o thy hert’s the cause,
Of aa my grief an pain Jo.”
IV
“Oh tell na me o wind an rain,
Upbraid na me wi cauld disdain;
Ah gae back the gait ye cam again,
I winna let ye in Jo.”
V
“Oh the bird that charmed the summer’s day,
Is now the cruel fowler’s prey,
Ah let witless, trusting woman say,
How aft her fate’s the same Jo.”
SECOND CHORUS
“For I tell ye noo this ae nicht,
This ae, ae, ae nicht,
For aince an aa this ae nicht,
I winna let ye in Jo.

TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Ragazza stai ancora dormendo?
Devo aspettare che ti svegli?
Perchè l’amore mi ha preso al laccio (1) e io vorrei stare dentro con te, amore (2)
Ritornello:
O fammi entrare questa notte
per tutta questa notte (3)
per carità questa notte
alzati e fammi entrare amore
II
Non senti il vento invernale e il nevischio,
nessuna stella brilla a guidare il cammino,
abbi pietà dei miei piedi stanchi,
e dammi riparo dalla pioggia, cara
III
Oh la tempesta che soffia intorno a me
urla e si abbatte invano,
oh la freddezza del tuo cuore è la causa di tutto il mio dolore e della mia pena, amore”
IV
“Oh non dirmi del vento e della pioggia, non disprezzarmi con la tua freddezza, voltati indietro e vieni ancora, voglio farti entrare amore.
V
L’uccello che affascina il giorno dell’estate, è ora preda del crudele cacciatore. Così dico che per la donna fiduciosa e sciocca ,
il destino è spesso uguale, amore
Secondo coro
Perchè  ti dico questa notte
proprio questa notte
per una volta proprio questa notte
voglio farti entrare amore”

NOTE
1) letteralmente : mi ha legato mani e piedi
2) jo è una vecchia parola scozzese che indica una persona amata
3) ae = a, an nel senso di una notte intera

Si confronti con la versione sullo SMM 1792
I
O lassie, art thou   sleeping yet
Or are you waking, I wou’d wit?
For love has bound me hand and foot,
And I wou’d fain be in, jo.
Chorus:
O let me in this ae night, this ae, ae, ae night,
O let me in this ae night, and I’ll ne’er come back again, jo.
II
The morn it is the term-day,
I maun away, I canna stay :
O pity me, before I gay,
And rise and let me in, jo.
III
The night it is baith cauld and weet,
The morn it will be snaw   and sleet,
My shoen are frozen to   my feet
Wi’ standing on the   plain, jo.
IV
I am the laird of windy-was,
I come na here without a cause,
And I hae gotten mony   fa’s
Upon a naked wame o!
V
My father’s wa’king on the street,
My mither the chamber-keys does keep,
My chamber-door does chirp and cheep,
And I dare nae let you in, jo!
Chorus variation
O gae your way this ae night, this ae, ae, ae night
O gae your way this ae night, for I dare nae let you in, jo!

VI
But I’ll come stealingsaftly in
And cannily make little dinn,
And then the gate to you I’ll find,
If you’l but direct me in, jo!
VII
Cast aff the shoen frae aff your feet.
Cast back the door up   to the weet,
Syne into my bed you may creep And do the thing you  en, jo.
Chorus variation
O well’s on me this ae night, this ae, ae, ae night,
O well’s on me this ae night, that ere I let you in, jo!
VIII
She let him in saecannily,
She let him in sae privily,
She let him in sae cannily,
To do the thing ye ken, jo.
Chorus variation
O well’s on me this ae night, this ae, ae, ae night,
O well’s on me this ae   night, that ere I let you in, jo!
IX
But ere a’ was done and   a’ was said,
Out fell the bottom of   the bed,
The lassie lost her   maidenhead,
And her mither heard the din, jo.
Chorus variation
O the devil take this ae night, this ae, ae, ae night,
O the devil take this   ae night, that ere I let ye in, jo!

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-311,-pages-320-and-321-let-me-in-this-ae-night.aspx

LADY MARY ANN: THE TREES THEY DO GROW HIGH

daily-growingNella sua versione standard la ballata ha come protagonista Lady Mary Ann la quale è stata data in sposa ad un ragazzino essendo la pratica del matrimonio tra fanciulli e adulti una prassi dei tempi antichi. Più diffusa la casistica di uomini maturi, per non dire vecchi, con spose-bambine, ma non insoliti anche gli abbinamenti all’inverso (con donne comunque ancora in età fertile)
La ballata risale quantomeno al 1600 ed è conosciuta con vari titoli come “Lady Mary Ann“, “The College Boy” oppure “Long-A-Growing“, “Daily Growing” e anche “Bonny Boy is Young (But Growing)“. Forse di origine scozzese potrebbe riferirsi ad una storia vera quella del matrimonio tra il figlio (o il nipote) di Lord John Urquhart di Craighton, Craigston o Craiginstray (morto pochi anni dopo il matrimonio nel novembre del 1634) e Elizabeth Innes.

La bellezza e la complessità della storia narrata risiede nei continui “flash-back” tra una strofa e l’altra in cui la protagonista davanti alla tomba del marito, mentre anno dopo anno osserva crescere gli alberi, ricorda di come un tempo si fosse opposta al loro matrimonio spaventata dalla troppo giovane età di lui, ma avesse ceduto all’amore per il suo sposo fanciullo. L’amarezza del ricordo e la solitudine della donna si stemperano nella visione del nuovo bambino che sta crescendo al posto del padre!
Così scrive A.L. Lloyd: “A ballad common all over the British Isles. Scottish, Irish and English versions resemble each other in text but not always in tune. In Irish sets, the young lovers are of more respectable age. There is a story that the ballad was made after the death in 1634 of the juvenile laird of Craigton who married a girl some years older than himself, and died within a short time. In fact, the song is probably older, and may have originated in the Middle Ages when the joining of two family fortunes by child-marriage was not ununsual. Our tune was notated by Bertha Bidder from a woman in Stoke Fleming, Devon, some time before 1905.”

LA VERSIONE SCOZZESE: LADY MARY ANN

Robert Burns prese dalla collezione di ballate scozzesi di David Herd le prime due strofe e ci scrisse una canzone intitolandola “Lady Mary Ann” (SMM 1792). Per l’ascolto ho selezionato la melodia abbinata da Robert Burns nello “Scots Music Museum” e quella dalla tradizione orale raccolta sul campo

ASCOLTA Billy Ross

ASCOLTA Lizzie Ann Higgins. Lizzie spiega nella registrazione che ha imparato il testo dalla zia di suo padre, ma la melodia è stata abbinata su suggerimento del padre Donald Higgins suonatore di cornamusa, con un brano dal titolo ‘Mrs MacDonald of Dunacht’ composto un centinaio d’anni prima da J.R. McColl di Oban


I
O, Lady Mary Ann looks o’er the Castle wa’,/She saw three bonie boys playing at the ba’,/The youngest he was the flower amang them a’
My bonie laddie’s young, but he’s growin yet!
II
‘ O father, O father, an ye think it fit,
We’ll send him a year to the college yet;
We’ll sew a green ribbon round about his hat,
And that will let them ken he’s to marry yet!’
III
Lady Mary Ann was a flower in the dew,/Sweet was its smell and bonie was its hue,
And the longer it blossom’d the sweeter it grew,/For the lily in the bud will be bonier yet.
IV
Young Charlie Cochran was the sprout of an aik;
Bonie and bloomin and straucht was its make;
The sun took delight to shine for its sake,/And it will be the brag o’ the forest yet.
V
The simmer is gane when the leaves they were green,
And the days are awa that we hae seen;
But far better days I trust will come again./For my bonie laddie’s young, but he’s growin yet.
tradotto da Cattia Salto
I
Lady Mary Ann guarda dalle mura del castello (1)
e vede tre bei fanciulli giocare a palla,
il più giovane era il più bel fiore
“Il mio bel ragazzo è giovane, ma crescerà
II
O padre, padre, se credi che vada bene
lo manderemo un anno all’Università(2)
cuciremo un nastro verde sul suo cappello(3)
per far sapere a tutti che sta per sposarsi”
III
Lady Mary Ann era un fiore turgido,
dolce era il suo profumo e bello era il suo colorito
e più sbocciava più bella diventava
come un giglio in boccio sarà più bello in fiore.
IV
Il giovane Charlie Cochran era il germoglio di una quercia,
b
ello, florido e dritto si faceva
il sole si compiaceva di brillare per il suo bene
e sarebbe stato il vanto di tutta la foresta
V
“L’estate è passata da quando le foglie erano verdi
e i giorni che sono stati sono lontani
ma giorni di gran lunga migliori sono certa verranno
perchè il mio bel ragazzo (4) è giovane, ma crescerà”

NOTE
1) La tenuta di Craystoun o Craigston è stata acquisita da John Urquhart di Craigston Castle, Turriff, Aberdeenshire che costruì il castello nel 1604-1607
2) il college poteva essere il King’s College di Aberdeen, università fondata nel 1495 (la terza di Scozia dopo Glasgow e St Andrews, Fife)
3) un’usanza prematrimoniale tipica in Gran Bretagna: il colori dei nastri variano a seconda delle versioni in blu, verdi e bianchi
4) in questa versione di Burns non è esplicitamente menzionata la morte del giovane marito. Lady Mary Ann potrà vedere il marito diventare l’uomo atteso e sognato nel figlio che cresce giorno dopo giorno.

LA VERSIONE INGLESE: THE TREES THEY DO GROW HIGH

La versione è stata ripresa nel folk revival degli anni 60 da molti artisti tra cui Joan Baez che ha fatto scuola per le versioni successive. Per l’ascolto ho selezionato interpretazioni che girano sostanzialmente sulla stessa melodia. Ma le versioni melodiche e testuali della ballata sono molteplici, così come tantissimi gli artisti di grosso calibro che l’hanno registrata!

ASCOLTA Pentangle in Sweet Child, 1968 altra versione diventata standard

ASCOLTA Donovan live “Young but growing” la stessa melodia cantata con un pizzico di swing: la trovo una interpretazione molto intensa per nella sua essenzialità

ASCOLTA Alan Stivell in “A L’Olympia” 1971

ASCOLTA John Renbourn Group in ‘The John Renbourn Group Live In America‘ 2005

ASCOLTA Altan Daily Growing in “The Blue Idol” 2002

ASCOLTA Shannon 2013 interessante arrangiamento vocale che riprende la versione di Donovan


ASCOLTA Simon Fowler in Merrymouth 2012 con una seconda melodia più “moderna” (strofe I, II, VII con lievi variazioni nei versi)


I
The trees they grow high,and the leaves they do grow green
Many is the time my true love I’ve seen
Many an hour I have watched him all alone
He’s young, but he’s daily growing
II
Father, dear father, you’ve done me great wrong
You have married me to a boy who is too young
I’m twice twelve and he is but fourteen
III
Daughter, dear daughter, I’ve done you no wrong
I have married you to a great lord’s son
He’ll be a man for you when I am dead and gone
IV
Father, dear father, if you see fit
We’ll send my love to college for another year yet
I’ll tie blue ribbons all around his head
To let the ladies know that he’s married
V
One day I was looking o’er my father’s castle wall
I spied all the boys playing at the ball
My own true love was the flower of them all
[VI
And so early in the morning at the dawning of the day
They went into a hayfield for to have some sport and play
And what they did there she never would declare/But she never more complained of his growing]
VII
At the age of fourteen, he was a married man
At the age of fifteen, the father of a son
At the age of sixteen, on his grave the grass was green
Cruel death had put an end to his growing
VIII
I’ll make my love a shroud of holland so fine
Every stitch I put in it the tears come trickling down
Once I had a true love but now I’ve ne’er one
But I’ll watch o’er his son while he’s growing..
Traduzione Alberto Musica&Memoria*
I
Gli alberi sono alti e le foglie crescono verdi, molto tempo da quando ho visto il mio vero amore, molte le ore da quando sono stata da sola con lui (1)
è giovane, ma sta crescendo giorno dopo giorno
II
“Padre, caro padre mi hai fatto un grande torto
mi hai fatto sposare un ragazzo troppo giovane, io ho ventiquattro anni e lui ne ha appena quattordici (2)”
III
“Figlia, mia cara figlia non ti ho fatto alcun torto
ti ho fatto sposare il figlio di un gran signore, lui sarà per te è un uomo quando io sarò morto e sepolto”
IV
“Padre, caro padre, se lo ritieni giusto
manderemo il mio amore a scuola un altro anno ancora, io legherò nastri blu attorno al suo capo per far sapere alle signore che lui è sposato (3)”
V
Un giorno stavo guardando oltre
il muro di cinta del castello di mio padre, spiavo i ragazzi che giocavano alla palla(4), il mio vero amore era un fiore (che spiccava) tra tutti
[VI (Strofa solo in Altan)
E così all’alba e al tramonto del giorno
andavano in un campo di fieno per divertirsi e giocare
e ciò che facevano là lei non volle mai dirlo
ma non si lamentò più della sua crescita]
VII
All’età di quattordici anni, era un uomo sposato
all’età di quindici anni, il padre di un bambino, all’età di sedici anni, l’erba era verde sulla sua tomba
Una morte crudele aveva posto fine alla sua vita
VIII
Farò per il mio amore un velo di tessuto di fiandra così bello (5)
Ad ogni punto che cucio mi scendono le lacrime
Un tempo avevo un vero amore, ma ora non ne ho nessuno
Ma io guarderò (lui) in suo figlio, mentre crescerà ..

NOTE
* tratto da qui, tranne la VI strofa
1) Letteralmente “ho guardato lui da solo
giovane-16002) Letteralmente “due volte dodici“, il numero dodici è alla base del sistema numerico inglese tradizionale. L’età da marito del ragazzo in alcune versioni è di 13 anni, in altre (quelle irlandesi) di 17.
3) In altre versioni invece di “ladies”, è scritto “maiden”, termine che sta a indicare le ragazze da sposa.
4) probabilmente si riferisce al gioco del calcio che fin dal medioevo veniva genericamente detto “ball play” o “playing at ball”; importato dai Romani nella loro conquista della Gran Bretagna (che a loro volta lo avevano appreso dai Greci) il gioco si radica a tal punto sull’isola da diventare estremamente popolare nel Medioevo. Già nel 1400 si utilizzava la parola fote-ball (o fute-ball in Scozia) per indicare il gioco della palla praticato con i piedi per distinguerlo dalla pallamano; i numerosi divieti della pratica di questo sport (a causa della sua violenza) in tutte le epoche ne attestano il successo e la diffusione! Per tutto il Seicento fu il gioco più diffuso nelle università d’Inghilterra e Scozia.
5) Quest’ultima strofa, omessa nella versione della Baez, è quella che varia maggiormente nelle varie trascrizioni. Qui è riportata come cantata da Jacqui McShee. la versione di Altan dice “I’ll buy my love some flannel, I’ll make my love a shroud”

ASCOLTA Steeleye Span in “Now we are six” 1974. La melodia è sempre di tradizione popolare


I
As I was walking by yonder church wall/ I saw four and twenty young men a-playing at the ball/I asked for my own true love but they wouldn’t let him come/ for they said the boy was young but a-growing.
II
Father dear father you’ve done me much wrong.
you’ve tied me to a boy when you know he is too young.
but he will make a lord for you to wait upon.
and a lady you will be while he’s growing.
III
We’ll send him to college for one year or two./and maybe in time the boy will do for you.
I’ll buy you white ribbons to tie around his waist.
for to let the ladies know that he’s married.
IV
The trees they do grow high and the leaves they do grow green.
the day is passed and gone my love that you and I have seen.
it’s on a cold winter’s night that I must lie alone.
for the bonny boy is young but a-growing.
V
At the age of sixteen he was a married man./and at the age of seventeen the father to a son.
and at the age of eighteen his grave it did grow green./cruel dead had put an end to his growing.
tradotto da Cattia Salto
I
Mentre camminavo verso quella chiesa
vidi 24 giovani giocare al pallone
domandai del mio vero amore, ma non lo lasciarono venire
perchè dissero che il ragazzo era giovane ma sarebbe cresciuto
II
“Padre, caro padre mi hai fatto un grande torto
mi hai fatto sposare un ragazzo anche se sapevi che era troppo giovane”
“Ma diventerà un Signore per te che lo aspetterai
e una Donna tu diventerai mentre lui cresce.
III
Lo manderemo  all’Università per un anno o due
e per dargli il tempo di crescere,
ti comprerò dei nastri bianchi da
legare ai suoi fianchi
per far sapere alle signore che è sposato”
IV
Gli alberi sono cresciuti e le foglie sono diventate verdi,
tu ed io abbiamo visto passare molti giorni,
è in una fredda notte d’inverno che devo stare da sola
perchè il bel fanciullo è giovane ma crescerà.
V
All’età di 16 anni era un uomo sposato
e all’età di 17 il padre di un bambino,
all’età di 18 l’erba era verde sulla sua tomba
la morte crudele ha messo fine alla sua crescita

LA VERSIONE ITALIANA: GLI ALBERI SONO ALTI

La versione di Angelo Branduardi parte dal 1975 con il suo album d’esordio dal titolo “La luna“, ben presto andato esaurito e “rifatto” con un’altra etichetta cinque anni più tardi:  riprende l’arrangiamento di Joan Baez, ampliandolo con interessanti abbellimenti sia con la chitarra che con l’armonica; anche in questa versione la canzone gioca sul ricordo evocativo della donna che nel giovane figlio che cresce rivede il giovane sposo morto prematuramente: Branduardi ci dice che la donna rivede il suo amore in estate, ma non ci dice il motivo dell’allontanamento (IV strofa), così nella II strofa inizia il primo flash back della donna che ricorda il dialogo avuto con il padre l’anno prima, quando si era dovuta sposare con un tipico matrimonio d’interesse, eppure in lei era sbocciato l’amore per quel giovane ragazzo (in vero in pochissimo tempo, forse un colpo di fulmine) e in una brevissima notte d’amore concepisce un bambino. Ma come apprendiamo appunto nella IV strofa il marito quindicenne (mentre lei era ventenne) viene allontanato per un anno. Nell’ultima strofa è sempre evocato il marito diventato padre e morto poco dopo.

Il testo nella sua vaghezza si presta ad una interpretazione ambigua, di un tempo circolare e ciclico in cui il figlio ricalca le orme del padre; nel ricordo della madre-moglie le due figure si fondono così il ragazzo della I strofa potrebbe benissimo essere sia il figlio che il marito della donna.

ASCOLTA Angelo Branduardi in Gulliver la luna e altri disegni 1980

I
Gli alberi sono alti, le foglie crescon verdi
Da quanto tempo non vedevi il tuo amore,
da tanto, ed oggi è tornato tutto solo:
è giovane ma crescerà.
II
Padre, o padre, mi hai fatto un grave torto
mi hai dato in moglie a chi è poco più di un bimbo,
ha quindici anni ed io già quasi venti:
è giovane ma crescerà.
III
Figlia, o figlia, non ti ho mai fatto torto,
ti ho dato in moglie al figlio di un signore,
il tuo bambino sarà ricco e rispettato:
è giovane ma crescerà.
IV
Padre, o padre, domani sarò sola,
lo manderanno lontano un anno ancora,
e al suo ritorno avrà un figlio a lui straniero:
è giovane ma crescerà.
V
Ieri al mattino seduta al tuo balcone
spiavi i ragazzi giocare per la strada,
il tuo vero amore di loro era il più bello:
è giovane ma crescerà.
VI
Un anno dopo aveva preso moglie,
il tempo passa ed è padre di un bambino,
il tempo corre ed il tuo fior sulla sua tomba:
è giovane ma crescerà.

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thetreestheygrowsohigh.html
http://www.musicaememoria.com/pentangle_sweet_child.htm
http://www.folksongsyouneversang.com/essays/170-2/
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/lady_mary_ann.htm
http://sangstories.webs.com/ladymaryann.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/66005/1
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LO35.html
http://www.golftoday.co.uk/history/golf_the_true_history_1.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/92.html