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LA MUSICA DEI CELTI INTORNO AI FUOCHI DI BELTANE

LA MUSICA DEGLI DEI

I festeggiamenti intorno al fuoco di Beltane avevano caratteristiche rituali comunitarie a sfondo orgiastico e il parallelo corre ai riti dionisiaci cadenzati da aulos doppi e tamburi. vedigreci

ASCOLTA Synaulia

ASCOLTA Wardruna  (per il versante germano-scandinavo)

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FIRE LEAP

Dal film-cult The Wicker man (1973): il canto-danza è una sorta di lezione-studio di partenogenesi in cui delle giovani fanciulle per essere rese fertili dal Fuoco, saltano sulla fiamma .

dal film The Wicker Man Lezione di partenogenesi

Lord Summerisle: Well I’m confident your suspicions are wrong, Sergeant. We don’t commit murder here. We’re a deeply religious people.
Sergeant Howie: Religious? With ruined churches, no ministers, no priests… and children dancing naked!
Lord Summerisle: They do love their divinity lessons.
Sergeant Howie: [outraged] But they are… are *naked*!
Lord Summerisle: Naturally! It’s much too dangerous to jump through the fire with your clothes on!
Sergeant Howie: What religion can they possibly be learning jumping over bonfires?
Lord Summerisle: Parthenogenesis.
Sergeant Howie: What?
Lord Summerisle: Literally, as Miss Rose would doubtless say in her assiduous way, reproduction without sexual union.
Sergeant Howie: Oh, what is all this? I mean, you’ve got fake biology, fake religion… Sir, have these children never heard of Jesus?
Lord Summerisle: Himself the son of a virgin, impregnated, I believe, by a ghost…
Sergeant Howie: And what of the TRUE God? Whose glory, churches and monasteries have been built on these islands for generations past? Now sir, what of him?
Lord Summerisle: He’s dead. Can’t complain, had his chance and in modern parlance, blew it.

ASCOLTA la traccia nel CD incluso nella edizione blu-ray The Final Cut del film The Wicker man. Per “Fire Leap” ovvero “Take the flame within you” Paul Giovanni ha composto una melodia medioevale, di flauti e zufoli, cadenzata ma non frenetica, non proprio una musica dionisiaca.
Secondo la versione ufficiale la maggior parte dei testi scritti per l’occasione provengono dalle raccolte di musica tradizionale di Cecil Sharpe, e riscritti dallo sceneggiatore Anthony Shaffer (ma al momento per questo canto in particolare non ho ancora trovato riscontro)


I
Take the flame inside you
Burn and burn below
Fire seed and fire feed
To make the baby grow
II
Take the flame inside you
Burn and burn belay(1)
Fire seed and fire feed
To make the baby stay
III
Take the flame inside you
Burn and burn belong
Fire seed and fire feed
And make the baby strong
IV
Take the flame inside you
Burn and burn belie(2)
Fire seed and fire feed
To make the baby cry(3)
V
Take the flame inside you
Burn and burn begin
Fire seed and fire feed
To make the baby King
TRADUZIONE ITALIANO
I
Prendi la fiamma dentro di te
brucia e brucia da sotto
il fuoco è seme e nutrimento
per far nascere il bambino
II
Prendi la fiamma dentro di te
brucia e brucia il legame
il fuoco è seme e nutrimento
per accogliere il bambino
III
Prendi la fiamma dentro di te
brucia e brucia da tanto
il fuoco è seme e nutrimento
per far diventare il bambino forte
IV
Prendi la fiamma dentro di te
brucia e brucia le impurità
il fuoco è seme e nutrimento
per far piangere il bambino
V
Prendi la fiamma dentro di te
brucia e brucia dall’inizio
il fuoco è seme e nutrimento
per fare il bambino Re

NOTE
1) nelle strofe si ripetono parole assonanti composte con il verdo be: below, belay, belong, belie, begin che creano un’allitterazione
2) belie è una contrazione di belied, belying, io l’ho tradotto un po’ liberamente
3) credo si riferisca al vagito del bambino al momento della nascita

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/strumenti-antichi-celti.html
http://www.simonescuola.it/lebaccanti/strumenti_dionisiaci.html
http://powderroom.kinja.com/our-more-dreadful-sacrifice-an-appointment-with-the-w-1672309330

A L’ENTRADA DE TENS CLAR

LA BALADA TROBADORICA
“A l’entrada del temps clar” è una ballata (balada) trovadorica (o trabadorica) anonima del XI o XII secolo in cui si canta e si balla per festeggiare l’arrivo della primavera. La primavera è allegoricamente raffigurata da una regina d’Aprile che invita i giovani al ballo, ma il vecchio re (l’inverno) è lasciato alle porte. Come non pensare ai riti di Beltane?
Una “Regina d’Aprile” che fu la “Regina dei Giochi” o “Donna dei giochi”, era il nome dietro cui si celavano culti agrari pre-cristiani con tanto di canti e danze che ovviamente la Chiesa bollava come turpitudini.

entrada-danza
L’aggettivo turpis ed i suoi derivati sono un topos della condanna ecclesiastica delle manifestazioni popolari. Il III Concilio di Toledo (589) proibì che i partecipanti alle vigilie sacre «saltationibus et turpibus invigilet canticis» cioè che vegliassero alle danze e alle turpi canzoni. Il corrispondente editto reale prescrisse «quod belematiae et turpes cantici prohibendi sunt» dove le belematiae sono delle canzoni definite dalla chiesa «oscene». Nel 636 il Concilio di Châlons deplora che nelle feste si cantino «obscina et turpea cantica cum choris foemineis». Il vescovo di Tours in un decreto dell’858 vietò che di domenica si facessero «illas ballationes et saltationes canticaque turpia ac luxuriosa nec in plateis nec in domibus, neque il ullo loco, quia haec de paganorum consuetudine remanserunt» Ballationes e cantiones, sono termini sconosciuti al Latino classico, evidentemente calchi di voci volgari come i provenzali balada e canso.” (tratto da qui)
Secondo Gaston Paris la lirica romanza medievale deriverebbe dalle canzoni di danza eseguite dalle donne durante le feste di primavera, eppure come non ravvisare la sorprendente somiglianza della lirica romanza cortese con i componimenti dei poeti arabi (le khargiat arabo andaluse sono databili al 1042)? (vedi)
Tuttavia non è mia intenzione discutere su chi abbia inventato l’amor cortese, e nemmeno di quanto possa considerarsi popolare oppure filtrato e colto il testo di questa balada, di sicuro però c’erano le consuetudini popolari di ritualizzare certi momenti particolari dell’anno, come lo era l’arrivo della Primavera, il risveglio della Natura: una forza vitale si rinnova e riproduce, e fa scorrere il sangue più veloce nelle vene e palpitare i cuori.

La balada “A l’entrada del temps clar” è contenuta nel canzoniere di Saint-Germain-des-Prés, conservato a Parigi presso la Bibliothèque Nationale de France, un piccolo codice datato nel suo nucleo originario al XIII secolo , (1201-1300) con riportata una, seppur pre-modale, notazione delle melodie. (qui) Il manoscritto, una delle rare fonti per la ricostruzione del patrimonio musicale trobadorico, comprende i componimenti dei più importanti trovieri del XII secolo, come Blondel de Nesles, lo Châtelain de Coucy, Chrétien de Troyes, Conon de Béthune, Gace Brulé, e di poeti contemporanei al periodo di redazione del manoscritto, come Chardon de Croisilles, Colin Muset, Gautier d’Espinal, provenienti per la maggior parte dalla Francia nord-orientale, oltre a due brevi sezioni provenzali in cui prevalgono autori come Gaucelm Faidit, Bernart de Ventadorn e Rigaut de Berbezilh.

LA MUSICA
Sappiamo molto poco sulla balada occitana del 1100 ovvero più sulla sua forma poetica che sulla coreografia della danza: il testo è allegro con una musica vivace fatta per ballare, probabilmente con passi saltellati o saltati come si evince dai codici miniati coevi. Le poche melodie di dansas (altro nome occitano dato alla balada) richiamano le virelais sul versante Nord della Francia delle quali sono le antenate,

passo-saltellato

In genere la canzone inizia con il ritornello (cantato dal coro) ripetuto dopo ogni strofa (cantata dal solista), ma non in questo caso; il ritornello (detto respos, ripresa =A) è composto da tre versi (qui quattro) con uno schema metrico diverso dalle strofe (dette cobla, stanza =b). seguite dal congedo (in occitano vuelta, volta =a).
Una danza senza vuelta era detta danseta.
Il testo è in dialetto pittavino una regione intermedia tra Nord e Sud della Francia in cui si mescolano oc e oil  e che nel Medioevo era molto più vicino al provenzale.
La struttura formale della poesia è quindi
A l’entrada del temps clar (b)
Per jòia recomençar (b)
E per jelós irritar (b)
Vòl la regina mostrar (b)
Qu’el’es si amorosa (a)
A la vi’, a la via, jelós! (A)
Laissatz nos, laissatz nos (A)
Balar entre nos, entre nos (A)

Per l’ascolto musicale trovo sia molto interessante questa versione di Martin Best anche per la briosità e la giocosità con cui è cantata
ASCOLTA The Martin Best Consort

IPOTESI DI RICOSTRUZIONE DELLA DANZA
Visto la sua datazione si potrebbe ipotizzare una danza a catena chiusa e aperta più simile alla farandola che al virelai trecentesco. Ma alcuni autori interpretano la musica come se fosse una carola che sappiamo essere per quei tempi una forma di canto senza gli strumenti, in cui nella parte cantata dal solista i danzatori restavano fermi e ballavano invece solo sul ritornello che cantavano coralmente.

Probabilmente la danza era come quella proposta dal gruppo musicale La Mandragore

VIDEO La Mandragore (sono del Quèbec) della serie Raggle taggle gipsy (la loro pagina https://lamandragore.bandcamp.com/) alla melodia principale è stato innestato un saltarello (per essere precisi il Saltarello III, manoscritto Londra vedi)


I
A l’entrada del temps clar(1) — eya
Per jòia recomençar — eya
E per jelós irritar — eya
Vòl la regina mostrar
Qu’el’es si amorosa
A la vi’, a la via, jelós!(2)
Laissatz nos, laissatz nos
Balar entre nos, entre nos(3).
II
El’ a fait pertot mandar — eya
Non sia jusqu’à la mar — eya
Piucela ni bachalar — eya
Que tuit non vengan dançar
En la dansa joiosa.
III
Lo reis i ven d’autra part — eya
Per la dança destorbar — eya
Que el es en cremetar — eya
Que òm no li vòlh emblar
La regin’ aurilhosa.
IV
Mais per nïent lo vòl far — eya
Qu’ela n’a sonh de vielhart — eya
Mais d’un leugièr bachalar — eya
Qui ben sapcha solaçar(4)
La dòmna saborosa.
V
Qui donc la vezés dançar — eya
E son gent còrs deportar — eya
Ben pògra dir de vertat — eya
Qu’el mont non aja sa par
La regina joiosa.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Quando arrivano i giorni chiari(1), eya
Per rinnovare la gioia, eya
E far arrabbiare i gelosi, eya
La regina vuole mostrare
che lei è così amorosa.
Andate via, andate via, gelosi(2),
lasciateci, lasciateci,
ballare tra di noi, tra di noi.
II
Ha fatto mandare messaggi ovunque, eya
Che fino al mare, eya
Non ci sia ragazzo o ragazza, eya
Che non venga a ballare
la danza gioiosa
III
Il re viene, eya
Per disturbare la danza, eya
Perché è preoccupato, eya
Che qualcuno gli voglia rubare
la regina d’aprile.
IV
Ma lei non glielo permetterà, eya
Perché non ha bisogno d’un vecchio, eya
Ma di un grazioso giovane, eya
Che sappia ben sollazzare(4)
la donna squisita.
V
Chi la vedrà danzare, eya
E muovere i suoi armoniosi fianchi, eya
Potrà ben dire in verità, eya
Che il mondo non ha eguali
alla regina gioiosa.

la traduzione in spagnolo A l’entrada del temps clar | * Sendas de Oku

NOTE
1) un tempo l’anno era diviso in due metà la parte chiara quella in cui il sole diventava via via più forte procedendo dall’equinozio di primavera al solstizio d’estate e la parte scura quando il sole perdeva vigore per essere sconfitto dalle tenebre nel solstizio d’inverno. All’arrivo della bella stagione, la regina, per irritare l’amato geloso, vuol mostrare a tutti quanto sappia essere “amorosa”.
2) il tema dei gelosi o degli invidiosi è un topico della poesia trobadorica (o trovadorica) cantata nel Medioevo
3) il ritornello è chiaramente cantato dalle donne in coro
4) le tematiche sessuali non sono neanche troppo allusive bensì esplicite

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/danza-medioevo.htm
http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b60009580 https://archive.org/details/lechansonnierfra01bibluoft http://www.academia.edu/2080490/ Lug_Robert_The_Premodal_Sign_System_of_the_Chansonnier_de_Saint-Germain-des-Pr%C3%A9s
http://trobadors.iec.cat/veure_d.asp?id_obra=468
https://lacriptadeicappuccini.wordpress.com/2008/03/22/ballata-per-una-primavera-vecchia-di-nove-secoli/
http://www.trobar.org/troubadours/misc/intrada.php http://kappi.altervista.org/ITA/universita/filologiaromanza2/roncaglia-zone.html
http://ontanomagico.altervista.org/saltarello-medioevo.htm

BARBABLU’ NELLA BALLADRY ANGLO-AMERICANA

TITOLI: Lady Isobel and the Elf Knight, May Colvin, Wearie’s Well, An Outlandish Rover, The Highway Robber, The Old Beau.
Child ballad # 4

Lady Isabel and the Elf Knight è diventato il titolo con cui per convenzione si definisce un tema ben preciso della narrazione popolare attraverso il canto, il tema del predatore. La ballata richiama per certi versi The Elfin Knight (Child ballad #2 vedi), anche qui ci sono l’elfo e il corno, ma la storia è decisamente un racconto alla Barbablù, l’archetipo del predatore innato della psiche femminile per dirla con Clarissa Pinkola Estès (Donne che corrono con i lupi): nella fiaba di Barbablù la fanciulla acconsente di sposarsi con un uomo un po’ inquietante dalla lunga barba blù (non è proprio convinta, ma a forza di guardarlo bene -in realtà offuscata dalla sua inesperienza – le sembra che la sua barba non sia poi così tanto blù) nella ballata il cavaliere-elfo è invitato, chiamato dalla fanciulla stessa che lo segue spontaneamente, purtroppo ingannata dai suoi modi seducenti e gentili. Appena giungono nel bosco la maschera della galanteria cade e l’elfo le dichiara la sua intenzione di ucciderla (presumibilmente dopo averla violentata).Ma la ragazza non si lascia sopraffare dal terrore e con l’inganno riesce a uccidere il predatore, riservandogli la medesima sorte a cui lei era destinata.

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IL PREDATORE NELLE FIABE

L’ossessione ricorrente per il predatore in ballate e fiabe era un modo per allertare le giovani fanciulle dei pericoli del mondo (inganni e stupri) e nel metterle in guardia dai mariti violenti e prevaricatori che avrebbero cercato di dominarle, erano pillole di saggezza, insegnamenti di vita trasmesse dalle madri alle figlie.

La ballata si è diffusa in tutta Europa sia in forma di canto che di fiaba, forse la versione più antica arriva dai paesi scandinavi (Den falske Riddaren o Brun sono i titoli di alcune versioni in lingua svedese), e un testo dal titolo Heer Halewijn risalente al XIV secolo, proviene dalle Fiandre.

ASCOLTA Garmana, Brun

Così il professor Child suppone che la storia potrebbe essere originaria dei Paesi Bassi, essendo le versioni fiamminghe e olandesi a riportare meglio di tutte le altre gli elementi fondamentali. Ma si sa che le storie archetipe non hanno un punto d’origine ben preciso, perchè nascono dallo stesso immaginario collettivo. Nell’evolversi della storia si verificano due soluzioni finali: la prima quella ritenuta più antica è quella in cui la ragazza si salva da sola; la seconda, come in Barbablù, quella in cui chiama in aiuto il fratello (o un altro parente) il quale riesce a impedire la violenza (oppure arriva troppo tardi ma compie comunque la vendetta)

VERSIONE A: THE GOWANS SAE GAY (AYE AS THE GOWANS GROW GAY)

Dal refrain che intervalla i singoli versi, la ballata ha come protagonista Lady Isabel (o Isobel) intenta a cucire, sorpresa dal suono del corno dell’Elfo.
Come per la Ballata di Tam Lin (vedi) siamo a Maggio e la giovanetta viene presa da un languore, da un desiderio sessuale malizioso, ed ecco che per magia il cavaliere compare alla sua finestra e la invita a cavalcare assieme nel bosco.
Giunti nel folto del bosco, il cavaliere ordina a Lady Isabel di scendere e di prepararsi, perché già sette principesse avevano trovato la morte per sua mano e lei sarebbe stata l’ottava. La fanciulla riesce a convincerlo ad aspettare un poco, e con parole suadenti e carezze lo culla fino a farlo addormentare: così lo uccide prendendogli la spada.

IL SACRIFICIO DI BELTANE

Una lettura antropologica vede nella storia la metafora di un rituale magico arcaico per propiziare il raccolto: il sacrificio del re del Maggio; entrambi i protagonisti seguono di loro volontà il rito, la fanciulla pronuncia una formula magica e lo lega come un agnello sacrificale, così le sette regine del Maggio si congiungono in matrimonio con il re sacrificale e la terra sarà fecondata per portare prosperità a tutta la comunità. Non possiamo non intravedere la demonizzazione dei riti pre-cristiani in cui esseri luminosi e divini vengono assimilati a creature magiche che si nascondono e rifugiano nei tumuli sacri, nel folto dei boschi o nelle profondità delle acque con caratteristiche più malefiche che benefiche.

ASCOLTA Lisa Theriot 

Lady Isabel
sat at her window a-sewing
Aye as the gowans grow gay
When she heard an elf-knight
on his bright horn(1) a-blowing
On the first morning in May(2).
“Oh, I wish I’d that horn
that I hear blow so clearly
And yonder elf-knight
for to love me so dearly.”
This maiden had scarcely
the fatal words spoken
When in at her window
the elf-knight has broken.
“It is a strange matter,
fair maiden,” said he
“I canna blaw horn
but ye call out to me.”
“But will ye go on down
unto yon greenwood(3) side?
Come take a fair horse,
and together we’ll ride.”
And he’s leapt on a horse,
and she on another
And they have gone down
to the greenwood together.
“Light down ye, light down ye,
fair maiden,” said he
“We are come to the place
where ye are to die.”
“Hae mercy, hae mercy,
Sir elf-knight, on me
Till aince more my father
and mother I see.”
“Well, seven king’s daughters here have I slain
And ye’ll be the eighth
will forever remain.”
“Oh, sit down awhile,
lay your head on my knee
That we may take rest
here before that I die.”
She’s stroked his dark head
and she’s whispered sae sweet
That the elf-knight
was soon lulled fast(4), fast asleep.
And she’s ta’en his ain sword belt
and bound him around
And wi’ his ain dirk struck
the fiend his death wound.
“If seven king’s daughters(5)
were slain here by ye
Then lie here
and keep them all good company.”

TRADUZIONE ITALIANO a cura di Cattia Salto
Lady Isabella
è seduta alla finestra a cucire
Sì, mentre le margherite crescono belle
Quando udì il cavaliere degli elfi
che soffiava nel suo corno lucente(1)
Il primo mattino di maggio(2)
«Se avessi quel corno,
che sento suonare distintamente,
e quel cavaliere degli elfi
ad amarmi teneramente!»
La giovane non aveva neppure finito
di dire le fatali parole,
che alla finestra
il cavaliere degli elfi era balzato:
«È una cosa ben strana,
bella dama», disse lui,
«Non appena suono il corno,
tu mi chiami.
Ma vuoi venire laggiù
verso quel bosco magico(3)?
Vieni a prendere un bel cavallo
e insieme cavalcheremo.»
Lui montò su un cavallo
e lei su un altro
e cavalcarono fino
al bosco magico insieme
«Scendi, scendi,
bella fanciulla», disse lui,
«Siamo arrivati nel luogo
dove devi morire.»
«Abbiate pietà, abbiate pietà
Sir cavaliere degli elfi, di me
fino a quando un’ultima volta mio padre
e mia madre vedrò .»
«Sette figlie di re qui ho ucciso
e tu sarai l’ottava
che per sempre resterai»
«Oh siediti qui un momento,
poni il tuo capo sulle mie ginocchia,
così che ci riposiamo qui
prima che io muoia.»
Gli carezzò i neri capelli
e gli cantò così soavemente
che il cavaliere degli elfi
fu bel presto incantato (4) e addormentato.
Con la cintola della sua spada
lo legò stretto
e con il suo pugnale crudele
il demone ferì a morte.
«Se sette figlie di re(5),
sono state uccise qui da te
allora giaci qui,
e tieni buona compagnia a tutte loro.»

NOTE
1) il corno è uno strumento per lo più ad uso “bellico” ma anche un valido richiamo- allerta, essendo il suo suono udibile sulle lunghe distanze. Qui è anche un corno magico che suscita il desiderio in chi lo sente. L’elfo che suona nel suo corno per richiamare le sue prede è un classico della ballate già visto qui
2) è il primo di maggio e come per la ballata di Tam Lin gli spettatori sono avvisati che il risveglio della natura veicola qualcosa di erotico e forse oscuro, così come il corno dell’elfo è un simbolo fallico evidente. Per i Celti è l’inizio della Stagione chiara dell’anno governata da Bel e festeggiata con Beltane quando i giovinetti vestiti di verde e camuffati da cavalieri-elfi invogliavano le ragazze ad accoppiarsi. Il rituale prevedeva che i ragazzi si disperdessero nel bosco e suonassero il corno come richiamo mentre le ragazze sarebbero andate presto a cercarli.
3) il greenwood è il bosco più profondo quello più verde e sacro dove anticamente si eseguivano i riti di passaggio e quelli della fertilità. Non sappiamo quali fossero le cerimonie che ai tempi dei Celti si svolgevano nel Nemeton ma certamente era un luogo in cui si compivano sacrifici agli dei. Ora una domanda si pone inevitabilmente: i Druidi offrivano sacrifici umani alle loro divinità? continua
4) La fanciulla non è poi così disarmata davanti al predatore come poteva sembrare, anzi possiede una forza selvaggia che le fa cantare parole di magia.
5) apparentemente il cavaliere ha una sessualità malata intrisa di sadismo, la sua eccitazione si appaga con l’uccisione della fanciulla, eppure la storia sembra seguire
un rituale: il sacrificio di sette vergini di sangue reale in offerta agli dei deve essere seguito da quello di un principe per garantire i frutti della natura. Così è la fanciulla che uccide il cavaliere per chiudere il cerchio

La storia per il suo fascino oscuro è interpretata anche con arrangiamenti un po’ dark (il testo è abbastanza simile al precedente che non si ritiene necessaria una traduzione)
ASCOLTA Steeleye Span Lady Isobel And The Elf Knight
ASCOLTA Angus Mohr

The elf-knight sits on yonder hill
Fine flowers in the valley
He blows his horn both loud and shrill
As the rose is blown.

He blows it East, he blows it West
He blows it where he liketh best
Lady Isabel sits a-sewing
When she heard the elf-knight’s horn a-blowing
Would I had that horn a-blowing
And yon elf-knight for to sleep in my bosom
Scarcely had she these words spoken
When in at the window the elf-knight’s broken
It’s a very strange matter, fair maid, said he
I cannot blow my horn, but you call on me
But will you go to the greenwood side
If you will not go, I’ll cause you to ride
He leapt on his horse and she on another
And they rode on to the greenwood together
Light down, light down, Isabel, said he
For we’re come to the place where you are to die
It’s seven kings daughters, here have I slain
And you shall be the eighth of them
Sit down a-while, lay your head on my knee
That we may rest before I die
She stroked him so fast the nearer he did creep
And with a small charm, she’s lulled him to sleep
With his own sword-belt so fast she’s bound him
With his own dagger so sore she’s stabbed him
If seven kings daughters here have you slain
Then lie you here, a husband to them all

continua versione B (vedi)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/nemeton.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Lady_Isabel_and_the_Elf_Knight http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_4 http://isoladiman.altervista.org/herrhal/herrhal.htm http://www.nspeak.com/allende/comenius/bamepec/multimedia/essay5.htm
http://www.contemplator.com/child/variant4.html http://betterknowachildballad.wordpress.com/2012/07/24/child-4-lady-isabel-and-the-elf-knight-part-1/ http://mysongbook.de/msb/songs/e/elfknigh.html http://www.jigheads.com/recordings/this%20thin%20place.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=22848

TAM LIN

a sidheLa ballata del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo , ci sono molte varianti del nome Tom Line, Tom Linn, Tamlin, Tomaline Tam-line e Tam Lane come moltissime sono le varianti testuali. Una melodia dal nome “Young Thomlin” è del 1600, ma gli storici riallacciano l’origine della ballata al XIII secolo. La ballata è stata trascritta da Robert Burns nel 1792 (in Johnson’sMuseum) e costituisce una delle varianti collezionate da Francis James Child in “The English and Scottish Popular Ballads

La storia è narrata anche come fiaba e ha mantenuto molti riferimenti alle leggende celtiche più antiche, la versione attualmente accreditata è quella per bambini, ma la storia di Tam Lin è molto più complessa e oscura.

janetI protagonisti della storia sono due: la giovane nobildonna di nome Janet o Margaret, che all’arrivo della Primavera decide di andare nel bosco a raccogliere i fiori e resta incinta dell’elfo; Tam Lin il giovane cavaliere prigioniero delle fate che desidera fuggire per ritornare al mondo degli uomini.
A leggere tra le righe sembra che l’uomo sia stato sottoposto a una specie di apprendistato magico e che si trovi a vivere come dire “in prova” nel bosco sacro: solo dopo sette anni apparterrà definitivamente al mondo delle fate e perderà la sua umanità (storicamente Tamlane è stato identificato come figlio di Randolph conte di Moray o Murray)

C’è anche un terzo personaggio della storia, la Regina delle Fate, che compare nella seconda parte: per lo più considerata in modo neutro e in alcune versione vista in chiave negativa.

Nella tradizione popolare celtica le fate vivono raggruppate per regni ognuno con il suo tumulo o collina fatata come “castello” in cui vivono allegramente tra feste, musica e balli. La loro dimensione spaziale e temporale è diversa dalla nostra e possono camminare tra di noi senza essere visti. Si muovono velocemente nell’aria e mutano forma a piacimento, non è chiaro però se siano immortali. E’ importante non offendere queste creature fatate con comportamenti azzardati o sciocchi perché possono essere molto vendicative.
A volte sono considerati spiriti della natura e guardiani di alcuni luoghi, alberi o sorgenti e laghetti incontaminati. (continua)

I LUOGHI
La storia è ambientata in un luogo reale e ben identificato, il bosco di Carterhaugh tuttora esistente a Selkirk (nel Border scozzese) dove confluiscono i fiumi Ettrick e Yarrow

borders

1 bosco di Carterhaugh
2 pozzo di Tam Lin (oggi contrassegnato da una targhetta): le sorgenti spontanee sono delle entrate nel mondo delle fate e principalmente un dono della madre terra. Oltre alle proprietà curative si riteneva che queste acque magiche portassero fertilità alle donne sterili. Anticamente si gettavano monete, amuleti ed oggetti vari in questi pozzi sacri (il pozzo dei desideri delle fiabe). Tam Lin vive proprio nel pozzo e compare solo quando si colgono le rose che presumibilmente vi crescono accanto (l’elfo delle Rose).
Attualmente la sorgente naturale è incanalata in un tubo ed è raccolta da una piccola vasca di pietra, ma è documentata dalla Commissione Reale sui monumenti storici e antichi della Scozia che un tempo qui doveva esserci un avvallamento con il pozzo (vedi). La leggenda locale narra che il giovane Tamlane era a caccia, ma cadde da cavallo e venne rapito dalla Regina delle Fate per essere trasformato in elfo custode del pozzo.
3 ponte dove la donna si apposta per vedere il passaggio della schiera fatata. E’ noto che solo in periodi particolari dell’anno è possibile vedere le fate e solo in posti particolari che sono una via di mezzo o un confine come ad esempio i ponti
4 Vecchio Mulino (altro alternativo luogo dell’incontro)
5 Newark Castle: secondo Sir Walter Scott il castello di Janet è quello di Newark già all’epoca un “rudere romantico” che sovrasta il fiume Yarrow.
6 Aikwood (altra possibile alternativa del castello di Janet)

PRIMA VERSIONE
Anche se non è espressamente citato il mese di Maggio è del tutto evidente che il periodo in cui si incontrano la bella Janet e l’elfo è quello primaverile, essendo fiorite le rose: per la verità è un po’ insolito che in un bosco selvatico crescano dei cespugli di rose, ma qui siamo nel regno delle fate -che amano le rose- e quindi le fanno crescere dove vogliono (ce la possiamo però immaginare nella varietà di rosa canina).
Tutta la prima parte della ballata è una chiara allusione alla prima esperienza sessuale, volontariamente ricercata dalla fanciulla che si addentra nel bosco sacro: la rosa è anche “la rosa delle rose” femminile e il mantello che copre il pudore della donna (e rappresenta la protezione paterna) deve essere lasciato in pegno e quindi perso, non concordo perciò con le interpretazioni che vedono il rapporto tra i due come una violenza da parte maschile, anzi ci sono tutti i segni di un antico rituale di iniziazione sessuale.
Il rapporto sessuale tra i due qui non è esplicitato, ma il padre dopo un po’ si accorge della gravidanza della figlia ed ella rivendica con orgoglio la paternità all’elfo non accettando nessun altro matrimonio riparatore.
Nella seconda parte è arrivata la stagione dell’Inverno, durante la festa celtica di Samain, e ci sono le prove che Janet deve superare per liberare l’elfo, le illusioni della regina delle fate che le faranno credere di assistere alla trasformazione di Tam Lin in drago (o serpente) e in orso; ma lei dovrà dare prova di coraggio e di grande amore e tenere stretto a sè il cavaliere finchè comparirà nudo tra le sue braccia; allora lo dovrà avvolgere nel suo mantello. In altre versioni lo dovrà gettare nelle acque del pozzo, che qui però non è mai citato.
Un tema simile di trasmutazione in animali è presente nella favola cretese di Thetis e Peleus ovvero i genitori di Achille, e in effetti i due racconti sono simili ma nel mito greco è la donna ad essere una nereide e a trasformarsi prima di poter diventare umana.

StephanieLawTamLin-TheFaeryHostLarge

Nella illustrazione (fiabesca, sognante) di Stephanie Law vediamo il passaggio della schiera fatata sul ponte, ove si distingue il cavallo bianco di Tam Lin. La luna è calante, ma il dettaglio è errato perché la notte di Samain coincide con la luna nuova (la data una volta non era fissa, ma era regolata sul calendario lunare)

La ballata non ha un lieto fine perché la regina delle fate lancia una maledizione mortale sulla donna.

ASCOLTA Fairport Convention in “Fairport’s Sense of Occasion” album (2007) ma la prima versione con Sandy Denny è in “Liege and Lief” del 1969.
Non ci sono parole, semplicemente mitici!

“I forbid you maidens all
that wear gold in your hair (1)
To travel to Carter Hall (2)
for young Tam Lin is there
None that go by Carter Hall
but they leave him a pledge
Either their mantles of green
or else their maidenhead”.
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to Carter Hall
as fast as go can she.
She’d not pulled a double rose,
a rose but only two
When up there came young Tam Lin
says “Lady, pull no more”.
“And why come you to Carter Hall
without command from me?” (3)
“I’ll come and go”, young Janet said,
“and ask no leave of thee”.
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to her father
as fast as go can she
Well, up then spoke her father dear
and he spoke meek and mild
“Oh, and alas, Janet,” he said,
“I think you go with child”
“Well, if that be so,” Janet said,
“myself shall bear the blame
There’s not a knight in all your hall
shall get the baby’s nameFor if my love were an earthly knight
as he is an elfin grey
I’d not change my own true love
for any knight you have”Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to Carter Hall
as fast as go can she

“Oh, tell to me, Tam Lin,” she said,
“why came you here to dwell?”
“The Queen of Faeries caught me
when from my horse I fell

And at the end of seven years (4)
she pays a tithe to hell
I so fair and full of flesh
and feared it be myself

But tonight is Hallowe’en
and the faery folk ride
Those that would their true love win
at Miles Cross they must buy.
So first let past the horses black
and then let past the brown
Quickly run to the white steed (5)
and pull the rider down
For I’ll ride on the white steed,
the nearest to the town
For I was an earthly knight,
they give me that renown
Oh, they will turn me
in your arms to a newt or a snake
But hold me tight and fear not,
I am your baby’s father.
And they will turn me
in your arms into a lion bold
But hold me tight and fear not
and you will love your child.
And they will turn me
in your arms into a naked knight
But cloak me in your mantle
and keep me out of sight.”
In the middle of the night
she heard the bridle ring
She heeded what he did say
and young Tam Lin did win
Then up spoke the Faery Queen,
an angry queen was she
“Woe betide her ill-farred face,
an ill death may she die”Oh, had I known, Tam Lin,” she said,
“what this knight I did see
I have looked him in the eyes (6)
and turned him to a tree” 

TRADUZIONE ITALIANO IN RIMA tratto da vedi

Attente voi tutte fanciulle
che avete il capello dorato (1)
all’Argine dei Biancospini (2)
che da Tamlino è abitato
!Chi passa per i Biancospini
un pegno lasciare dovrà:
Il verde mantello che porta
o la sua verginità.
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
all’Argine dei Biancospini
corre più svelta che può.
Aveva già colto una rosa
un’altra voleva staccare
Ed ecco, le appare Tamlino:
“Donna, non me le toccare!
Perché vieni qui ai Biancospini
se non hai l’invito da me? (3)”
“Io vado dovunque mi pare,
non devo chiederlo a te!”
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
a casa dai suoi genitori
corre più svelta che può.
Il padre la guarda e le parla,
la voce è un sommesso bisbiglio
“Ahimè mia Giovanna” le dice
“Credo che tu aspetti un figlio.”
“Se è vero” risponde Giovanna
“Io sola e soltanto so come,
nessuno dei tuoi cavalieri
può dare al bimbo il suo nome.
Se solo il mio amore
non fosse un elfo verdastro e fatato!
Perché non lo voglio cambiare
con chi è del nostro casato.”Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
All’Argine dei Biancospini
corre più svelta che può”Tamlino, raccontami” dice
“Perché vivi qui in questo stallo?”
“La Fata Regina mi prese
quando cascai dal cavallo.

Al settimo anno (4) lei deve
pagare all’inferno un balzello,
un uomo piacevole e forte:
temo che io sarò quello.

Ma questa è la notte dei Santi
e tu mi puoi ancora salvare,
ché passa il corteo delle fate:
devi a un incrocio aspettare.
Tu lascia passare i cavalli
che han pelo nero o marrone,
Ma quando vedrai quello bianco (5)
tira giù chi è sull’arcione,
perché io sarò il cavaliere
che ti troverai fra le mani:
Il bianco destriero è un onore
solo per gli esseri umani.
Allora sarò trasformato
in drago o serpente fischiante
ma stringimi senza temere,
pensa che sono il tuo amante.
Allora sarò trasformato
in orso o leone ferino
ma stringimi senza temere,
son il padre del tuo bambino.
Infine sarò trasformato
in un cavaliere spogliato
avvolgimi nel tuo mantello,
tienimi bene celato.”
Giovanna nella notte fonda
ascolta il corteo scalpitare
fa come Tamlino le ha detto
e lo riesce a salvare.
La Fata Regina si volta
le parla con voce furiosa:
“Tu sia maledetta,
tu muoia di morte assai dolorosa.
Se avessi saputo, Tamlino,
di avere da te questo sdegno
ti avrei trasformato con gli occhi
in un bel pezzo di legno!” (6)

NOTE
1) wear gold in your hair: il traduttore italiano scrive “capello dorato”. In effetti è un po’ strano che il cantastorie si voglia rivolgere solo alle fanciulle dai capelli biondi (anche se nel Medioevo erano “di moda”) ma ricordando quanto già espresso da Giordano Dall’Armellina in merito, sappiamo che era costume per le ragazze da marito portare dei fermagli d’oro (o retine dorate, cerchietti) nei capelli; il menestrello quindi si rivolge alle fanciulle vergini per avvertirle di non avventurarsi nel bosco di Carterhaugh perché è abitato da un elfo (è noto che gli elfi siano ottimi amanti nonché bramosi di conquistare la virtù di vergini fanciulle!) infatti nella strofa successiva si annuncia proprio il rischio di perdere la verginità a causa dell’elfo.
2) Carterhaugh: è una località della Scozia e il pozzo dell’elfo è ancora esistente, qui tuttavia non è mai citato, forse nel tentativo di cristianizzare la storia
3) prima di entrare nel greenwood ossia nel bosco sacro è necessario chiedere il permesso delle fate che lo abitano, Lady Janet essendo la proprietaria del bosco si comporta in modo incauto.
4) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, una volta era anche la durata di un apprendistato per imparare un mestiere, ma anche la durata giuridica per poter dichiarare legalmente morta una persona scomparsa. Viene così a delinearsi una posizione transitoria di Tam lin: un prigioniero, un apprendista mago o un uomo in attesa di passare definitivamente nel Mondo delle Fate?
Il periodo sta per scadere con la notte di Halloween, una delle feste celtiche più importante con quella di Beltane: ossia la festa dell’Inverno (detta Samhain). In effetti il giovane cavaliere è andato a cacciare impunemente nel bosco sacro, profanando il tabù dell’inviolabilità, così la regina delle fate lo tiene prigioniero. Qui è citato, molto cristianamente, il tributo che le fate devono versare al diavolo, un allusione ai sacrifici umani che si credeva facessero i pagani alle divinità boschive!
5) il cavallo bianco riservato a Tam Lin indica la particolare bellezza dell’elfo, della sua purezza in quanto umano non ancora trasformato completamente in elfo (e quindi visto in modo non ancora demoniaco come invece sono considerate le altre fate – sempre chiaramente dal punto di vista cristiano)
6) l’uomo con gli occhi intatti ha mantenuto la conoscenza appresa nel mondo fatato o quantomeno la capacità di vedere ancora le fate (che notoriamente hanno il dono dell’invisibilità).

SECONDA VERSIONE
Questa lunghissima versione è eseguita con l’ausilio della sola voce, proprio come probabilmente la ballata era eseguita nell’antichità. Rispetto alla prima versione si aggiungono ulteriori dettagli in merito alle origini aristocratiche di Janet: lei è la proprietaria del Bosco, donatogli dal padre, e vive nei pressi in dolci svaghi, attorniata dalla corte e dalle sue dame di compagnia.

newark
I ruderi di Newark Castle

Quando la gravidanza risulta evidente dal gonfiore sotto alle vesti la donna non vuole dire il nome del padre e rifiuta di essere data in sposa a qualcuno della corte.
In questa versione ritorna nel bosco per cercare piante abortive, perché di certo non può sposarsi con un elfo, ma quando coglie le rose Tam Lin riappare e le rivela di essere stato un uomo anche di un certo rango. Anche in questa versione non viene menzionato il pozzo ma è il mantello verde di Janet a proteggere l’uomo “rinato” dalla regina delle fate, che proprio per il suo colore magico lo coprirà nella fuga (ma anche un po’ di realismo ci vuole dopotutto siamo a novembre!)

ASCOLTA Ewan MacColl VERSIONE CHILD#39. Ascoltiamo la ballata così come doveva essere eseguita in epoca medievale, con la sola voce (forse accompagnata dall’arpa bardica) qui in un seducente accento scozzese! Nella sua lunghezza diventa quasi ipnotica, oggi non siamo abituati ad ascoltare narrare le storie mediante il canto, ma un tempo era consuetudine dei bardi.

I forbid ye, maidens a
That wear gold in your hair
Tae come or gae by Carterhaugh
For young Tam Lin is there.
There’s  nane that gaes tae Carterhaugh
But pays to him their fee,
Either their rings or green Mantlel
Or else their maidenheid.
Janet has kilted her green kirtle
A little abune her knee,
and she has gane to Carterhaugh
as fast as she could hie
She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Lady, ye’ll pu’ nae mair.”
‘Why pu’   ye the rose, lady,
And why break ye the wand?
And why come ye tae Carterhaugh
Withooten my command?”
“Carterhaugh is mine,” she said,
My daddy gie tae me,
And I will come tae Caterhaugh
Withoot the lief o’ thee.
He’s taen her by the milk-white haund (8)
And by the grass-green sleeve,
and laid her doon upon a bank,
and didnae ask her leave.
Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she has gane tae her daddy’s hoose
As fast as she could hie.
There were fowre-and-twenty ladies fair
A-playing’ at the ba’,
And Janet gaed like ony queen,
A flowr amang them a’.There were fowre-and-twenty ladies fair
A-playing’ at the chess,
And Janet gaed amang them a’
As green as ony grass.Oot spak then an auld grey knicht,
Stood owre the castle wa’,
And said, “Alas, dear Janet
But I fear ye’ve gotten a fa’,
Your petticoat is gey shorter
and we’ll be blamed a’.”

O Haud   yer tongue, ye old grey knicht
And an ill deith may ye dee
Faither my bairn on wha I will
I’ll faither nane on thee.

Then oot spak her auld faither,
Says, “Janet, you’re beguiled.
Your petticoat is gey shorter
I fear ye gang wi’ child.”

“O if I gang wi’ bairn, faither,
It’s I will tak’ the blame.
There’s no’ a knicht aboot your ha’
Sha’ bear my bairnie’s name.

Janet as kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she’s has gane tae Carterhaugh
as fast as she could hie

She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Janet, ye’ll pu’ nae mair.”

“Why pu’ ye the rose, Janet,
Amang the leaves sae green?
A’ for to kill the bonnie babe
That we gat us between.”

“Tell me, noo, Tam Lin,” she said,
“For’s His sake wha died on tree,
Gin ever ye were in holy kirk
or else in Christendee.(9)

“Roxburgh was my grandfaither
And wi’ him I did ride,
And it fell oot upon a day
That wae did me betide.

Ay, it fell oot upon a day,
A cauld day and a snell,
When we were fae the hunting come
That fae my horse I fell.

The Queen o’ Elfinland passed by,
Took me wi’ her to dwell,
E’en whaur there is a pleasant place
For them that in it dwell,
Though at the end o’ seiven year
They pay their soul to Hell.

The nicht it is auld Hallow E’en
When elfin folk do ride,
And them that would their true-loves win
At Miles Cross they maun bide.”
But tell me noo, Tam Lin,” she said,
“When ye’re amang the thrang,
Hoo should I ken my ain true-love
amang that unco band? (10)”
“Some will ride the black, the black,
And some will ride the broon,
But I’ll be on the milk-white horse
Shod wi’ the siller shoon.”
The ae hand will be gloved, Janet
the other will be bare,
And by these tokens’ I’ll gie ye,
Ye’ll ken that I am there.”
The first company that passes by,
say “na” and let them gae,
The second company that passes by,
Then let them gang their way,
But the third company that passes by
Then I’ll be yin o’ they.
Ye’ll hie ye tae my milk-white steed
and pu’ me quickly doon,
Throw your green kirtle owre me
To keep me fae the rain
They’ll turn me in your airms, lady
Tae an adder and a snake,
But haud me fast unto yer breist
Tae be your worldy mate.
They’ll turn me in your airms, lady
A spotted toad (11) to be,
But haud me fast unto your breist
T’enjoy your fair body.
They’ll turn me in your airms, lady
Tae a mither-naked man,
Cast your green kirtle owre me
To keep me frae the rain.First put me in a stand o’ milk (12)
Syne in a stand o’ water,
and haud me fast unto your breist
I am your bairn’s father.Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee
and she has gane tae Miles Cross
as fast as she could hie.

The first company that passed her by
She said “na” and let them gae,
The second company that passed her by
She let them gang their way
But the third company that passed her by
Then he was yin o’ they.

She’s heid her to his milk-white steed
And pu’d him quickly doon,
Cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.

They’ve turned him in his lady’s airms
Tae an adder and a snake,
She held him fast unto heir breist
He was her worldy mate.

They’ve turned him in his lady’s airms
A spotted toad to be,
She held him fast unto heir breist
T’enjoy her fair body.

They’ve turned him in his lady’s airms
Tae a mither-naked man,
She’s cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.

She’s put him in a stand o’ milk,
Syne in a stand o’ water,
She’s held him fast unto her breist,
He was her bairn’s faither.

Oot spak the Queen O’ Elfinland
Oot o’ a bush o broom,
“O, wha’ has gotten young Tam Lin
Has gotten a stately groom

Oot spak the Queen o’ Elfinland
Oot o’ a thorny tree,
O’, wha has gotten young Tam Lin
Has taen my love fae me. (13)

“Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“A lady would borrow thee,
I would hae torn oot thy twa grey e’en
Put in twa e’en o’ a tree.

“Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“When first we came tae home,
I would hae torn oot that hairt o’ flesh,
Put in a hairt o’ stane.”

TRADUZIONE ITALIANO parzialmente presa da vedi

Attente voi tutte fanciulle
che portate l’oro nei capelli
di venire o andare a Carterhaugh
che il giovane Tam Lin vi dimora!Tutte coloro che vanno a Carterhaugh
un pegno devono lasciare:
o l’anello o il verde mantello
o la loro verginità.

Vanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
fino a Carterhaugh procede,
corre più svelta che può.

Aveva già colto una rosa
un’altra voleva staccare
ed ecco, le appare Tam Lin:
“Donna, non me le toccare!

Perché raccogli la rosa, signora,
e perché spezzi i rami?
e perché vieni a Carterhaugh,
senza il mio permesso?”

Carterhaugh è mia”- disse lei
“mio padre a me la diede
e verrò a Carterhaugh
senza la tua volontà”

La prese per la mano bianca come giglio (8)
e per la manica verde-erba
e la appoggiò a terra
senza chiederle il permesso

Vanna rimbocca la veste verde
un po’ sopra il ginocchio,
va al palazzo del padre
più veloce che può.
C’erano ventiquattro belle dame
che giocano a palla
e Vanna procedeva come regina
un fiore tra le belle

Ventiquattro belle dame
giocano agli scacchi;
ecco che viene la bella Vanna
più verde dell’erba.

Parlò un vecchio cavaliere grigio
appoggiato al muro del castello:
“Ahimè, cara Vanna,
ma temo che hai commesso uno sbaglio,
la tua gonna è troppo corta
e il biasimo ricadrà su tutti noi!”.

“Sta’ zitto, cavaliere grinzoso,
che tu muoia di morte tremenda!
accetta come padre chi voglio,
ché nessuno di voi lo e’ di mio figlio.”

Parlò allora il vecchio padre amato
e disse:” Vanna, sei stata sedotta
la tua gonna è troppo corta
temo che dovrai andare via con il tuo bambino.”

“Se con lui devo andarmene, padre,
io sola ne porto il biasimo:
non c’e’ signore nel tuo palazzo
che possa dargli il nome.

Vanna rimbocca la veste verde
che scopre le gambe di un po’,
e corre a Carterhaugh
più veloce che può.

Aveva colto due rose,
una sola rosa o due,
che comparve il giovane Tam Lin
dicendo di non coglierne più.

“Perché cogli le rose, Vanna,
nei boschi d’alberi verdi,
per uccidere il bimbo grazioso,
forse, che e’ nato fra noi?”

“Dimmi, dolce Tam Lin, – lei disse-
per amore di chi e’ morto in croce,
sei mai stato in una cappella,
o hai mai visto i cristiani?” (9)

“Mio nonno era di Roxbrugh
e cavalcavo con lui;
ma giunse un giorno l’ora
in cui male mi colse:

Si, giunse un giorno l’ora
un giorno freddo e pungente.
tornavamo da caccia
e caddi dal mio cavallo;

La regina delle Fate stava passando,
e mi prese a vivere con lei
bella è la terra delle fate
per coloro che vi dimorano
ma quando scadono i sette anni
si paga un tributo all’Inferno.

Nella notte della vigilia d’Ognissanti,
cavalcherà il popolo delle Fate
e se vuoi conquistare l’amore
devi attendere alla croce.””Come riconoscerti, Tam Lin, – lei disse-
come trovare il mio vero amore
in mezzo a tanti cavalieri
fantastici e senza simili?” (10)

“Lascia passare il cavallo nero,
poi lascia passare il morello,
corri al destriero biancolatte
e trascina in terra il cavaliere.

Nella destra avrò un guanto, Vanna,
e la sinistra sarà nuda,
questi sono i segni che ti do
e non temere non mancherò.

La prima schiera che passa
di “no” e lasciala andare
la seconda schiera che passa
lasciala andare per la sua strada
ma la terza schiera che passa
allora io sarò tra loro.

Allora ferma il mio cavallo bianco-latte
e tirami giù veloce,
getta il tuo mantello verde su di me
e nascondimi alla vista.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
in una vipera e un serpente, (11)
ma tienimi stretto, non temere,
sono il padre del tuo bambino.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
in un rospo pieno di macchie
ma tienimi stretto, non temere,
per godere del tuo bel corpo.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
diventerò un nudo cavaliere
coprimi con il tuo manto verde
e nascondimi alla vista.”

Prima mettimi in una tinozza di latte (12)
poi in una d’acqua
e tienimi stretto tra le braccia
sono il padre del tuo bambino

La bella Vanna col manto verde
un po’ alzato sulle ginocchia
va in cerca della croce
più veloce che può

La prima schiera che le passa vicino
dice “no” e la lascia andare
la seconda schiera che passa
la lascia andare per la sua strada
ma la terza schiera che le passa vicino,
allora egli sarà tra di loro.

Corre lesta verso il cavallo biancolatte
e trascina a terra il cavaliere
getta il suo mantello verde su di lui
e lo nasconde alla vista.

Lo mutarono nel suo abbraccio (11)
in una vipera e un serpente,
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
era il padre del suo bambino.

Lo mutarono nel suo abbraccio
in un rospo pieno di macchie
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
per godere del suo bel corpo

Lo mutarono nel suo abbraccio
in un nudo cavaliere
lei lo coprì con il tuo manto verde
e lo nascose alla vista.

Lo mise in una tinozza di latte (12)
poi in una tinozza di acqua
e lo tenne stretto tra le braccia
egli era il padre del suo bambino

Parlò allora la Regina delle Fate
da un cespuglio di erica assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
si e’ preso un amante nobilissimo.”

Parlò ancora la Regina delle Fate
da un cespuglio spinoso assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
ha preso il mio amore. (13)

Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che una dama ti avrebbe liberato
ti avrei strappato i begli occhi grigi
e messo al posto due occhi di legno.

Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che alla fine saresti ritornato a casa
ti avrei strappato il tuo cuore di carne
e messo al posto un cuore di pietra”

NOTE
8) prendere per la mano bianca come il giglio: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
9) lungo giro di parole per sapere se Tam Lin appartenesse al mondo degli uomini
10) il corteo delle fate è descritto in termini di ammirazione.
11) gli animali in cui viene trasformato l’elfo hanno una connotazione negativa e stregonesca sia il serpente che il rospo sono considerati nel Medioevo animali magici da utilizzare nelle pozioni e per gli incantesimi (soprattutto quelli d’amore o di malocchio). Questi animali sono evidenti riferimenti al culto della dea madre soprattutto per i loro poteri di “trasformazione” e di fecondità.
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12) sempre senza citare il pozzo e la sua acqua questa strofa però lo richiama con quel “stand” che ho tradotto come tinozza (o vasca) e che comunque doveva essere un contenitore abbastanza grande da poter contenere un uomo. Un po’ elaborata come procedura (trascinare delle grosse tinozze piene di liquido per un bosco!) ma in alcune versioni più estese (e ancora più diffusamente nella versione fiabesca della storia) sappiamo che l’elfo oltre a subire delle trasformazioni in animali diventa alla fine una barra incandescente (o anche spada fiammeggiante), così bruciante da sfidare la capacità di sopportazione del dolore da parte della coraggiosa Janet. (così lo “stand” potrebbe essere un semplice, anche se più prosaico, secchio).
049
Come atto finale Janet deve gettare la barra nel pozzo sacro, dal quale riemergerà Tam Lin completamente nudo (e rinato). Alcune interpretazioni vogliono vedere una sorta di antica condivisione rituale del mistero della nascita: la fanciulla viene iniziata alla conoscenza sessuale a Beltane e successivamente al parto.
In effetti durante la sua prova iniziatica lei è non solo incinta, ma prossima a partorire!
E’ curioso come le versioni delle ballate non menzionino il pozzo (contrariamente a quelle della fiaba). Comunque c’è una leggenda nella località in cui si è svolta la storia che vuole vedere due o tre anelli nel bosco di Carterhaugh dove non cresce più l’erba e che stanno a indicare la posizione dei contenitori posti dalla nobildonna. A mio avviso una allusione al cerchio delle fate ovvero ai funghetti che crescono nei prati e nel sottobosco delimitando un cerchio
13) la fata attribuisce alla bellezza del giovane il motivo del suo rapimento, tuttavia Tam Lin non era uno schiavo ai voleri della fata, che gli aveva lasciato il suo cuore umano.

TERZA VERSIONE
margaretQuesto testo è stato raccolto nel 1956 dal ricercatore scozzese Hamish Henderson quando incontrò persone nelle Highlands che cantavano questa ballata perché credevano ancora nell’esistenza di fate ed elfi.
In questa versione non ci sono aggiunte significative, ma tutte le strofe acquistano il loro significato compiuto alla luce delle considerazioni già analizzate in precedenza. E’ evidente che si tratta di una versione molto ridotta, rispetto alle settecentesche, che sottolinea gli aspetti più magici.
Margaret è intenta a ricamare (tipica occupazione femminile medievale anche tra le nobildonne ), ma vede i boschi diventare sempre più verdi (she saw those merry green woods growing green), ecco il richiamo sessuale che si risveglia con il risveglio della natura e l’arrivo della primavera; per la donna il richiamo è irresistibile ma solo dopo aver colto le rose delle fate compare l’elfo e l’incontro amoroso sembra alludere ai riti della fertilità che si svolgevano a Maggio per la festa di Beltan.
L’elfo è al comando della regina delle fate rapito molto tempo prima e messo a guardia di un pozzo fatato. Solo ad Halloween, la notte che segna il passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, notte in cui umani e spiriti si incontrano, Margaret riuscirà a resistere agli incantesimi della regina e a liberare l’elfo, perché lui è il padre del bambino che lei porta in grembo e solo il coraggio di lei e il suo amore potranno vincere la magia delle fate.

Lady Margaret, Lady Margaret
Been sewing at a seam,
She looked East, she looked West
And she saw those merry
green woods growing green,
She saw those merry green woods.For she kilted up her petticoats
It’s up to them she ran;
And when she came to those
merry green woods
She pulled those branches down, my dear,
She pulled those branches down.

For it’s there she spied a gentleman
Coming through the wood to her side.
‘O it’s who gave you oh leave my dear
To pull those branches down, my dear,
It’s who gave you oh leave?’

For it’s onst I could pull those trees,
those trees,
It’s onst I could pull those trees.
It’s onst I could pull those trees,
those trees,
All without the leave of you, my dear,
All without the leave of you.

For he catched her by the middle small
He gently laid her down (8);
‘It’s since you’ve got your will of me
Come tell to me your name, kind sir,
Come tell to me your name.’

‘For tomorrow it is new Halloween,
And the quality’s going to ride;
you’ll pass them by at the old millbridge
as they go riding by, my dear,
as they go riding by.’For the first will be is a white-milk steed
And it’s then there’ll be a black;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.

‘For the next will be
Is into a snake so large;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.

‘For the next will be
Is into a naked man;
You’ll throw your mantle all around
And cry, you’re won, my dear, you’re won,
You’re the father of my child.’

TRADUZIONE ITALIANO di Giordano Dall’Armellina

Lady Margaret era intenta a cucire guardò a est guardò a ovest e vide quei bei boschi verdi diventare più verdi e vide quei bei boschi verdi.

E allora allacciò il suo corpetto e corse verso di loro e quando arrivò a quei bei boschi verdi strappò quei rami, mio caro strappò quei rami.

Ed è là che vide un gentiluomo che veniva per il bosco verso di lei “Chi ti ha dato il permesso, mia cara di strappare quei rami, mia cara chi ti ha dato il permesso?”

“Una volta io potevo strappare da quegli alberi una volta io potevo strappare una volta io potevo strappare da quegli alberi e tutto senza il tuo permesso, mio caro e tutto senza il tuo permesso.”

E allora lui la prese per i fianchi (8) e si stesero a terra. “Dal momento che hai disposto di me allora dimmi il tuo nome, gentile signore dimmi il tuo nome”

“Domani è il nuovo anno e le fate cavalcheranno; passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino mentre loro cavalcano, mia cara mentre loro cavalcano”

“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero, lo terrai per la testa, non dovrai avere paura è il padre di tuo figlio, mia cara è il padre di tuo figlio.

Poi si trasformerà  in un grande serpente; lo terrai per la testa, non aver paura, è il padre di tuo figlio, mia cara è il padre di tuo figlio.

La successiva sarà in un uomo nudo, gli getterai intorno il tuo mantello e griderai ti ho vinto, mio caro, ti ho vinto tu sei il padre di mio figlio”.

NOTE:
8) lui la prese per i fianchi e si stesero a terra : l’accoppiamento sessuale è decisamente più esplicito rispetto al “prendere per la mano bianco latte”, ma sempre in codice
ASCOLTA Alice Castle versione live 2003. Gruppo italiano di musica celtica vedi sito e anche in questa versione live del 2007 ASCOLTA

VERSIONE DI ALICE CASTLE (melodia di Sal Russo)
Lady Margaret, Lady Margaret was sewing at a seam
she saw those marry green woods it’s up to them she ran
For it’s there she spied a gentleman coming to her side
for he catched her by the middle small he gently laid her down. (8)

“It’s since you’ve got your will of me
come out tell to me your name”
Tomorrow it’s new Halloween and the quality’s going to ride
you’ll pass them by at the old millbridge”

chorus: She was those marry green Woods it’s up to them she ran
she pulled those branches down, my dear
“Oh it’s who gave you leave, it’s who gave you leave
to pull those branches down my dear”

“At first will be white milk-steed and then there’ll be a black
one you’ll hold his head, the next will be is a snake so large
you’ll fear no ill you’ll hold his head.
And next will be is into a naked man you’ll throw your mantle all around
and cry, you’re won, my dear, and cry you’re won you’ll be the father of my child”

chorus
For it’s once I could I could pull those trees.
All without the leave of you, my dear

TRADUZIONE ITALIANO
Lady Margareth era intenta a ricamare e vide quei bei boschi verdi e corse verso di loro. Laggiù vide un gentiluomo che veniva verso di lei e la prese per i fianchi e si stesero a terra. “Poiché è stata fatta la tua volontà allora dimmi il tuo nome” Domani è il nuovo anno e le fate sfileranno in corteo passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino”.E lei corse per quei boschi verdi e corse verso di loro strappò quei rami, mio caro “Chi ti ha dato il permesso di strappare quelle rose mia cara?”“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero, lo terrai per la testa poi si trasformerà in un grande serpente, non aver paura, lo terrai per la testa. La successiva sarà in un uomo nudo, gli getterai intorno il tuo mantello e griderai ti ho vinto, mio caro tu sarai il padre del mio bambino”

ASCOLTA Anne Briggs in Young Tambling – 1971 con la sola melodia della voce, così come era tramandata dai traveller. Qui il testo è assemblato con una tecnica tipicamente applicata nelle lunghe ballate per memorizzarle più facilmente: l’ultima frase della strofa è ripetuta due volte.

Anne Briggs – Young Tambling

1.
Lady Margaret, Lady Margaret,was sewing at her seam
And she’s all dressed in black.
And the thought come in her head to run in the wood
to pull flowers to flower her hat, me boys,
to pull flowers to flower her hat.
2.
So she hoisted up her petticoats a bit above the knee
And so nimbly she’d run o’er the ground.
And when she come in the merry greenwood,
Well, she pulled them branches down, me boys,
Well, she pulled them branches down.
3.
Suddenly she spied a fine young man,
He’s standing by a tree.
He says, “How dare you pull them branches down
Without the leave of me, my dear,
Without the leave of me?”
4.
Well, she says, “This little wood, oh, it is me very own,
Me father gave it to me.
I can pull these branches down
Without the leave of thee, young man,
Oh, without the leave of thee.”
5.
And he took her by the milk-white hand
And by the grass-green sleeve,
He pulled her down at the foot of a bush,
And he never once asked her leave, me boys,
No, he never once asked her leave.
6.
And when it was done she twist about
To ask her true-love’s name.
But she nothing heard and she nothing saw
And all the woods grew dim, grew dim,
And all the woods grew dim.
7.
There’s four and twenty ladies all in the land
and they’re all playing at chess.
Except it was the Lady Margaret
And she’s green as any glass, me boys,
Oh, she’s green as any glass.
8.
And there’s four and twenty ladies all in the land
Grow as red as any rose.
Except it was the Lady Margaret,
She’s pale and wan, me boys,
Oh, pale and wan she goes.
9.
Up then spoke the little servant girl,
She lift her hand and smiled,
Says, “I think my lady has loved too long
And now she goes with child, me dears,
Oh, and now she goes with child.”
10.
Up then spoke the second serving girl
“Oh, ever and alas,” said she,
“But I think I know a herb in the merry greenwood,
It’ll twine thy baby from thee, madam,
It’ll twine thy baby from thee.”
11.
So Lady Margaret she got her silver comb,
Made haste to comb her hair,
And then she’s away to the merry greenwood
As fast as she can tear, me boys,
Oh, as fast as she can tear.
12.
And she hadn’t pulled in the merry greenwood
A herb but barely one
When by her stood the young Tambling,
He says, “Margaret, leave it alone,
Oh Margaret, leave it alone.”
13.
“Why d’you pull that bitter little herb,
The herb that grows so grey,
For to destroy that fine young babe
That we got in our play, my dear,
That we got in our play?”
14.
“Well, come tell me now, young Tambling,” she says,
“If an earthly man you be.”
“I’ll tell you no lies,” says young Tambling,
“I was christened as good as thee, me dear,
I was christened as good as thee.”
15.
“But as I rode a-hunting on a bitter, bitter night,
It was from my horse I fell,
And the Queen of Elfland she caught me
In yonder green hill to dwell, to dwell,
Oh, in yonder green hill to dwell.”

16.
“But tonight is Halloween, lady,
The Elven Court will ride.
And if you would your true love win,
By the mill bridge you must hide, me dear,
By the mill bridge you must hide.”
17.
“And first will run the black horse and then will run the brown,
And then race by the white.
You hold him fast and you fear him not,
For he’s the father of your child, my love,
Oh, he’s the father of your child.”
18.
“They’ll turn me all in your arms, lady,
Into many’s the beasts so wild.
But you’ll hold on fast and you fear no ill,
For it’s the father of your child, my love,
It’s the father of your child.”
19.
So Lady Margaret she got her silver comb,
She made haste to comb her hair.
Then she’s away to the old mill-bridge
As fast as she could tear, me boys,
Oh, as fast as she could tear.
20.
And about the dead hour of the night
She heard the bridles ring.
And oh, me boys, it chilled her heart
More than any earthly thing it did,
More than any earthly thing.
21.
And first run the black horse and then run the brown
And then race by the white.
Well, she hold it fast and feared it not,
For it’s the father of her child,
Oh, it’s the father of her child.
22.
The thunder rolled across the sky,
The stars blazed bright as day.
The Queen of Elven gave a thrilling cry,
“Young Tambling’s away, brave boys,
Young Tambling’s away.”
23.
And the very first thing they turned him into
Was a lion that runs so wild.
But she held him fast, she feared him not,
For he’s the father of her child, me boys,
Oh, he’s father of her child.
24.
And the very next thing they turned him into,
It was a loathsome snake.
He says, “Hold me fast and fear me not,
For I’m one of God’s own make, my love,
Oh, I’m one of God’s own make.”
25.
And again they changed him all in her arms
To a red hot bar of iron.
But she held it fast, she feared it not,
And it did to her no harm, no harm,
And it did to her no harm.
26.
And the very last thing they changed him into
Was like any naked man.
She flung her mantle over him,
She cried, “Me love I’ve won, I’ve won,”
Oh, she cried, “Me love I’ve won.”
27.
And the Queen of Elven she called from a bush,
She’s red as any blood.
“I should have tore out your eyes, Tambling,
And put in two eyes of wood, of wood,
And put in two eyes of wood.”

TRADUZIONE ITALIANO

Lady Margaret era intenta a cucire
tutta vestita di nero
e le venne il pensiero di correre nel bosco
di raccogliere i fiori e di decorare il cappello, miei cari,
di raccogliere i fiori e di decorare il cappelloE allora sollevò le sottane un po’ sopra il ginocchio
e corse più agilmente sul terreno
e quando arrivò a quei bei boschi verdi
strappò quei rami, miei cari
strappò quei rami

Ed è là che vide un gentiluomo
che stava in piedi accanto ad un albero
“Chi ti ha dato il permesso, mia cara
di strappare quei rami, mia cara
chi ti ha dato il permesso?”

Beh, dice “Questo piccolo bosco mi appartiene
mio padre me lo ha lasciato.
Io posso strappare i rami
e tutto senza il tuo permesso, mio caro
e tutto senza il tuo permesso.

E allora lui la prese per la mano bianco-latte
e per la manica verde-erba
e si stesero ai piedi di un cespuglio
e lui nemmeno una volta chiese il suo permesso, miei cari
no, nemmeno una volta chiese il suo permesso

Una volta finito lei cercò
di chiedere il nome del suo amante
ma nulla sentì e nulla vide
e tutto il bosco si offuscò
e tutto il bosco si offuscò

Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
e giocavano a scacchi
tranne Lady Margaret
e lei è verde come il vetro, miei cari
verde come il vetro.

Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
arrossate come una rosa rossa tranne Lady Margaret
e lei è pallida e patita, miei cari
pallida e patita.

Allora parlò la servetta
lei alzò la mano e sorrise
“Credo che la mia signora abbia amato troppo
e adesso aspetta un bambino, miei cari
adesso aspetta un bambino”

Allora parlò la seconda serva
“Ahimè – disse
credo di conoscere un erba nel bosco
per perdere il bambino, signora
per perdere il bambino”

Così Lady Margaret prese il suo pettine d’argento
e si affrettò a pettinarsi i capelli,
e poi andò per il bosco
più veloce che poteva, miei cari

E lei aveva appena preso nel bosco
un erba ma proprio una
che accanto a lai stava il giovane Tambling
“Margaret, lascia stare
oh Margaret lascia stare”

“Perché cogli quella piantina amara
l’erba che cresce così grigia
per uccidere quel bel bimbo
che abbiamo fatto insieme, mia cara
che abbiamo fatto insieme

“Allora dimmi, giovane Tambling
se sei un uomo terreno”
“non ti mentirò” – dice il giovane Tambling
“Sono stato battezzato come te, mia cara
Sono stato battezzato come te”

“Ma mentre correvo per la caccia, o notte triste
caddi da cavallo
e la regina delle fate mi catturò
per farmi dimorare nella collina verde laggiù
per farmi dimorare nella collina verde laggiù”

“Stanotte è il nuovo anno, signora
e le fate cavalcheranno; e se vuoi che l’amore trionfi ti devi nascondere al ponte del Mulino, mia cara ti devi nascondere al ponte del Mulino

“Il primo sarà un cavallo nero e poi ci sarà quello marrone
e poi ce ne sarà uno bianco latte,
lo terrai per la testa, non dovrai avere paura
è il padre di tuo figlio, mia cara
è il padre di tuo figlio.

Il tuono rimbombò nel cielo
le stelle lucevano come se fosse giorno
la regina delle fate gridò forte
“Il Giovane Tambling c’è, cari,
Il Giovane Tambling c’è”

La prima trasformazione
fu in leone che corre selvaggio
ma lei lo tesse forte, senza temerlo
è il padre di suo figlio, miei cari
è il padre di suo figlio.

Poi si trasformò
in un serpente disgustoso;
“Afferrami forte e non temere
che io sono stato fatto dal volere di Dio, mio amore
io sono stato fatto dal volere di Dio.

E ancora si trasformò tra le sue braccia
in una barra di ferro incandescente
ma lei lo tenne forte, senza temerlo,
e non le ha fatto del male
e non le ha fatto del male.

E l’ultima trasformazione
fu in un uomo nudo,
lei gettò il mantello su di lui
e gridò:” Il mio amore ha vinto, mio caro,
e gridò:” Il mio amore ha vinto”

E la regina delle fate gridò da un cespuglio,
rossa come il sangue
“Avrei dovuto strapparti gli occhi, Tambling,
e metterci due pezzi di legno
e metterci due pezzi di legno”

VARIANTI

4PP_DVF_1POCKET_STRAIGHTEDGE3Sono queste combinazioni tra le varianti di Child#39 e parziali riscritture moderne.

Incomincio con l’interpretazione che mi piace di più, la trovo strepitosa, dolce e triste nello stesso tempo, un atmosfera fuori dal tempo ma così attuale. Un folk elegante!

ASCOLTA Anaïs Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballad 2013 sodalizio recente tra i due cantautori americani e speriamo duraturo per la fecondità creativa: cosa possono fare solo due chitarre e due voci, quella maschile appena più scura in secondo piano e quella femminile dal timbro fanciullesco, ma particolare, vibrante da superba narratrice (anche live qui)

I
Janet sits in her lonely room
Sewing a silken seam
And looking out on Carterhaugh
Among the roses green
II
And Janet sits in her lonely bower/
Sewing a silken thread
And longed to be in Carterhaugh /
Among the roses red
III
She’s let  the seam fall at her heel /
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh/
As fast as she can go
IV
She hadn’t pulled a rose, a rose
A rose, but only one
When then appeared him, young Tamlin
Says, “Lady, let alone”
V
“What makes you pull the rose, the rose?
What makes you break the tree?
What makes you come to Carterhaugh
Without the leave of me?”
VI
“But Carterhaugh is not your own
Roses there are many
I’ll come and go all as I please
And not ask leave of any”
VII
And he has took her by the hand
Took her by the sleeve
And he has laid this lady down
Among the roses green
VIII
And he has took her by the arm/
Took her by the hem
And he has laid this lady down
Among the roses red
IX
There’s four and twenty ladies fair /
Sewing at the silk
And Janet goes among them all /
Her face as pale as milk
X
And four and twenty gentlemen /
Playing at the chess /
And Janet goes among them all /
As green as any glass
XII
Then up and spoke her father
He’s spoken meek and mild
“Oh, alas, my daughter
I fear you go with child”
XIII
“And is it to a man of might
Or to a man of means
Or who among my gentlemen
Shall give the babe his name?”
XIV
“Oh, father, if I go with child
This much to you I’ll tell
There’s none among your gentlemen
That I would treat so well”
XV
“And, father, if I go with child
I must bear the blame
There’s none among   your gentlemen
Shall give the babe his name”
XIV
She’s let the seam fall at her hell
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh
As fast as she could go
XV
And she is down among the weeds
Down among the thorn
When then appeared Tamlin again
Says, “Lady, pull no more”
XVI
“What makes you pull the poison rose?
What makes you break the tree?
What makes you harm the little babe
That I have got with thee?”
XVII
“Oh I will pull the rose, Tamlin
I will break the tree
But I’ll not bear the little babe
That you have got with me”
XVIII
“If he were to a gentleman
And not a wild shade
I’d rock him all  the winter’s night
And all the summer’s day”
XIX
“Then take me back into your arms
If you my love would win
And hold me tight and fear me not
I’ll be a gentleman”
XX
“But first I’ll change all in your arms
Into a wild wolf
But hold me tight and fear me not
I am your own true love”
XXI
“And then I’ll change all in your arms
Into a wild bear
But hold me tight and fear me not
I am your husband dear”
XXII
“And then I’ll change all in your arms
Into a lion bold
But hold me tight and fear me not
And you will love your child”
XXIII
At first he changed all in her arms
Into a wild wolf
She held him tight and feared him not
He was her own true love
XXIV
And then he changed all in her arms
Into a wild bear
She held him tight and feared him not
He was her husband dear
XXV
And then he changed all in her arms/
Into a lion bold
She held him tight and feared him not
The father of her child
XXVI
And then he changed all in her arms
Into a naked man
She’s wrapped him in her coat so warm
And she has brought him home

Una variante più mistica quella delle Mediaeval Baebes che si avvalgono di una struttura musicale appoggiata al solo pizzicare sul violino (lo stesso ritmo come gocce d’acqua che cadono) e di qualche effetto “creepy” ma le voci tessono tutta la bellezza della malia

ASCOLTA Mediaeval Baebes in Mirabilis (2005)

What gar’s ye pu’ the rose Janet
What gars ye break the tree
I’ll come and go by Carterhaugh
And ask me leave of thee.

He’s ta’en her by the milk white hand
And by the grass green sleeve
He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave

He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave
He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave

A word I winna lie Janet
The truth to thee I’ll tell
My father was a noble knight
And loved hunting well

And on a cold and frosty day
Down from my horse I fell
The queen of fairies she caught me
In yon green hill to dwell

And at the end of seven years
We pay a tiend to hell
I am sae fair and fu’of flesh
I’m feared it be myself

This night is Hallwe’en Janet
When fairy folk moun ride
And they that would their truelove win
At miles cross they must bide

So gloomy gloomy was the night (14)
And eiry was the way
As Janet in her mantle green
To miles Cross she did gae

And then upspke the Fairy Queen
Tam Lin if I had know
I would have pulled out both your eyes
To give you eyes of stone

TRADUZIONE ITALIANO
“Perché raccogli le rose Janet Perché spezzi i rami?”
“Io vengo e vado da Carterhaugh senza chiederti il permesso!”
La prese per la mano bianca come giglio e per la manica verde-erba
e la appoggiò sulla terra delle fate senza chiederle il permesso

Non ti voglio mentire Janet ti dirò la verità
mio padre era un nobil cavaliere ed amava la caccia.
E in un giorno freddo e gelato giù da cavallo caddi
la regina delle fate mi catturò per abitare nella collina verde
ma quando scadono sette anni si paga un tributo all’inferno
sono un uomo così piacevole e forte temo che io sarò quello.

Questa è la notte dei santi(14), Janet quando le fate cavalcano
e se vuoi che il vero amore vinca devi aspettare alla croce.
Così cupa era la notte e lugubre il cammino
mentre Janet nel suo mantello verde andava in cerca della croce.
E allora la Fata Regina si volta “Se avessi saputo Tam Lin
ti avrei strappato i begli occhi grigi e messo al posto due occhi di legno.”

NOTE
14) la notte di Samain coincide con la luna nuova quindi non c’è la luna a rischiarare il cammino

ASCOLTA Giordano Dall’Armellina

NB al momento non riesco a trovare la versione testuale, ho solo dei frammenti ricostruiti dalla versione più antica di Child, ma alcune strofe sono sostanzialmente diverse, e qui finalmente si parla del pozzo fatato.

ASCOLTA Tricky Pixie in Mythcreant, 2009 interessante arrangiamento di questi tre stravaganti folletti burloni e molto stilosi steampunk di Washington (US) nati nel 2006. Devo dire che io ho una particolare predilezione per il violoncello e quindi non faccio testo! Belle anche le voci (dalle timbriche molto adatte al genere) e l’interpretazione.

refrain:
I forbid ye maidens all
who let fly your lovely hair
to go down to Carterhaugh
for young Tam Lin is thereJanet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s gone to carterhaugh
just as fast as she can go

She’s come to the roses growing
wild she’s pulled a single one
when a wild young man appears
and cries ‘O, lady, let alone!

‘How dare you pull my roses out,
How dare you break my tree
How dare you run in these green woods
Without asking leave of me?’

Says Janet fair ‘this wood’s my own
My father gave it me
And I can pluck myself a rose
Without asking leave of thee.’

Bold as brass, he takes her hand
and color rises to her skin
She looks the young man in the eye
and knows him now for young Tam Lin.

Janet holds her petticoats
well above her dirty knee
and she’s gone to her father’s hall
just as fast as she can hie.

All the ladies of the court
at their play turn red as rose
except for Janet, fainting fast,
green as growing grass she goes

Out then speaks her father dear,
doting, caring, meek and mild.
‘Janet, darling daughter mine,
I fear you go with child.’

‘Father, if I be with child,
be sure myself shall bear the blame.
There’s not a knight within your hall
shall get the baby’s name.

Father, if I be with child,
‘twill prove a wondrous birth
for well I swear it’s not the get
of any mortal man on earth.’

Janet’s tied her kirtle green
When near nine months are gone
And she’s away to Carterhaugh,
To speak with young Tam Lin.

But young Tam Lin will not be found
and Janet’s in despair
to the forest floor she falls
and swift her lover catches her

Janet asks ‘Tam Lin, my love,
why is it in these woods you hide?’
‘The queen of faeries stole me hence,
alas, when I was but a child.

‘My lordly sire was a skillful man
and hunting he loved well
but I was prey for the faerie Queen
when from my horse I fell.

‘Ever since, in yon green hill,
with the Queen I’m bound to dwell
I’d never tire of living there
for Faerie does me well

‘But at the end of seven years,
the queen doth pay a tithe to hell
I am so fair and full of flesh,
I fear ‘twill be myself.’

Tonight’s the night of Halloween,
and the fairy court will ride;
And she that would her true love win
at Miles Cross must bide.”But how shall I thee ken, Tam-lin?
Or how shall I thee know?
Amang a troupe of faerie knights,
The like I never saw?”

First let pass the horses black
then let pass the brown
Run ye to the milk white steed
and pull that rider down.

‘They will change me in your arms
into a deadly adder
but hold me fast and fear me not
I am the baby’s father

‘They will change me in your arms
into a bear or lion bold
but hold me fast and fear me not
I am the father of your child

‘At last they’ll change me in your arms
into a naked knight.
Then cast your mantle over me
and keep me out of sight.’

Gloomy, gloomy, was the night,
And eery was the way,
As Janet in her mantle green
To Miles Cross did hie.

The heavens dressed in baleful black
and all was silent as the grave,
But Janet waited in the dark
Her own true love to save.

Betwixt the hour of twelve and one,
the north wind blew and tore and rent
she heard the elfin bridles ring
upon the wind where e’er it went

Janet stood, with mind unmoved,
The gloomy heath upon,
And louder, louder rang the bells,
As the fairy court came riding on.

And first rode by the night black steeds
and then went by the brown;
then up she ran to the charger pale
and pulled her lover down.

They changed him in her arms to all
the beasts and flames and hateful things,
but she did all that her lover bade
and young Tam Lin she won.

Up then spoke the Faery Queen
An angry queen was she.
‘Woe betide the wretch who’s ta’en
the best knight of Our company.

‘Had I but known, Tam-Lin, she said
What defeat this night I’d see
I’d’ve stolen both thine eyes
and changed thee fast into a tree.

‘Had I but known, Tam-lin, she said
before we left this night to roam,
I’d’ve et thy heart of flesh
and left thee with a heart of stone!’

Janet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s off to Carterhaugh
as fast as love can go.

TRADUZIONE ITALIANO

ritornello
Attente voi tutte fanciulle che lasciate sciolti i vostri bei capelli di andare a Carterhaug che dal giovane Tam Lin è abitato!

Giovanna con la veste verde che scopre le gambe un po’ al bosco di Carterhaug corre più svelta che può.

Venne alle rose che crescevano e colse una rosa ed ecco, un giovane appare e grida: “Donna, lascia stare!”

Come osi cogliere le mie rose, come osi spezzare i miei rami. Come osi correre nel bosco senza chiedermi il permesso?”

Giovanna risponde” Questo bosco mi appartiene, mio padre me lo diede e posso cogliere una rosa senza chiederti il permesso”

Scuro come l’ottone lui le prende la mano e il colore arrossa la pelle di lei ella guarda il giovanotto negli occhi e ora sa che lui è il giovane Tam Lin.

Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
a casa dai suoi genitori corre più svelta che può.

Tutte le dame della corte giocano tra loro arrossate come rose, ma non Giovanna che subito sviene verde come l’erba che cresce

Il padre le parla, la voce bassa,
vecchio, amorevole, mite e dolce
” Giovanna mia cara figlia,
credo che tu aspetti un figlio.”

“Padre se aspetto un bambino
io sola e soltanto so come,
nessuno dei tuoi cavalieri
può dare al bimbo il suo nome.

Padre se aspetto un bambino si mostrerà come una nascita meravigliosa perché ti giuro che non è il risultato di un uomo mortale sulla terra.”

Giovanna indossò il suo verde mantello quando era prossima al nono mese e andò a Carterhaug a parlare con il giovane Tam Lin.

Giovanna chiede “Tam Lin, amor mio perché ti nascondi in questi boschi?” “La Fata Regina mi prese, ahimè, quando ero ancora bambino”

Il mio nobile padre era un uomo esperto e a caccia amava andare,
ma io fui la preda della Fata Regina quando caddi da cavallo”

“Da allora in quella verde collina laggiù con la Regina devo abitare
non mi stanco mai di viverci perché le Fate mi trattano bene

Ma alla fine dei sette anni la regina deve pagare all’inferno un balzello,
un uomo piacevole e forte: temo che io sarò quello.

Questa è la notte dei Santi e la corte fatata cavalcherà,
e se vuoi che il vero amore trionfi all’incrocio devi aspettare.

Ma come ti riconoscerò, Tam Lin? Come potrò riconoscerti?
Tra la schiera dei cavalieri fatati che non ho mai visto?”

“Tu lascia passare i cavalli che han pelo nero o poi quelli marrone,
corri verso quello bianco e tira giù chi è sull’arcione.

Allora sarò trasformato tra le tue braccia in una vipera mortale
ma stringimi senza temere, pensa che sono il padre del tuo bambino.

Allora sarò trasformato tra le tue braccia in orso o leone ferino
ma stringimi senza temere, son padre del tuo bambino.

Infine sarò trasformato tra le tue braccia in un cavaliere spogliato
avvolgimi nel tuo mantello e tienimi bene celato.”

Così cupa era la notte e lugubre il cammino mentre Janet nel suo mantello verde andava in cerca della croce.

I cieli vestiti in un funereo velo e tutto era silenzioso come un cimitero, ma Giovanna attese nell’oscurità per salvare il suo amante.

Tra la mezzanotte e l’una il vento del nord soffiò e strappò e se ne andò.
Lei sentì tintinnare le briglie delle fate tra il vento che se n’era andato

Giovanna stette, con la mente fissa, nella fosca brughiera e più forte suonarono le campane mentre la corte fatata a cavallo arrivava

E prima passò il cavallo nero e poi quello marrone poi lei corse verso quello chiaro e tirò giù il suo amante.

Lo trasformarono tra le sue braccia in ogni cosa, le bestie e le fiamme e cose paurose, ma lei fece tutto ciò che era in suo potere e vinse il giovane Tam Lin

Forte allora parlò la Fata Regina e arrabbiata come può esserlo una regina. “Dolore sulla testa di chi a preso il miglior cavaliere della nostra schiera”

Ma se avessi saputo, Tam Lin, che sconfitta questa notte avrei visto
ti avrei strappato entrambi gli occhi e messo al posto due legni.

Ma se avessi saputo, Tam Lin, prima che questa notte finisse
ti avrei strappato il tuo cuore di carne e messo al posto un cuore di pietra”

Giovanna con la veste verde che scopre le gambe un po’ via dal bosco di Carterhaug corre più svelta che può.

GLASGOW REEL

E’ un brano strumentale chiamato anche Tam Lin, decisamente veloce e ossessivo: c’è chi ipotizza (con Sir Walter Scott in testa) che la storia di Tam Lin si sviluppasse in modo monocorde come ballata cantata dalla sola voce e si concludesse con la danza strumentale. Superpopolare per la sua vivacità che ogni violinista prima o poi impara a suonare, nonché pezzo immancabile nell’irish dance, rielaborato in tutte le salse

ASCOLTA Rising Gaael (sublime) un giovane gruppo del Wisconsin (US) nato nel 2004
ASCOLTA Fiddler Green (in una versione rock)
VIDEO

FONTI E APPROFONDIMENTO
Giordano Dell’Armellina:  “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.

http://tam-lin.org/intro.html

http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-39-tam-lin.aspx
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/meft/meft33.htm
http://celticanamcara.blogspot.it/2010/03/aos-si-kings-and-queens-of-fairies.html
http://www.howarddavidjohnson.com/fairies.htm
http://faeryfolklorist.blogspot.it/2011/06/tam-lin-carterhaugh.html
http://thesession.org/tunes/248

LA TRADIZIONE DEL MAGGIO IN IRLANDA

Il giorno del Maggio è chiamato in Irlanda la na Beal tina ossia “il giorno del fuoco di Beal consacrato quindi a Bel o Belenos. Alla vigilia si accendono grandi fuochi e si fa passare il bestiame tra di essi – come era l’antica usanza dei Celti – usanza conservata ancora nelle campagne irlandesi con la convinzione che ciò preservi le mucche dalle malattie e dall’essere derubate del latte dal Piccolo Popolo.
Era usanza che i focolari venissero spenti al tramonto e riaccesi con la brace del falò collettivo solo il giorno successivo (e ancora oggi a Ballymenone contea di Fermanagh).
Il bestiame veniva poi portato ai pascoli estivi, dove rimaneva fino a Samahin sorvegliato da un buachaill o mandriano professionista (o dai giovanetti di famiglia) -transumanza ancora praticata nel XX secolo.

IL MONDO FATATO

Fee74aBeltane è un giorno cruciale di cesura e di passaggio (finisce l’Inverno e inizia l’Estate) e le fate più facilmente possono entrare in contatto con il mondo degli umani. Il giorno di vigilia è quello in cui dover prestare la maggiore attenzione, perché il popolo delle fate (il piccolo popolo o Good People per gli irlandesi) può essere molto dispettoso e anche i malefici risultano essere più efficaci. Quindi nessuna donna irlandese si sognerebbe mai di portare il proprio neonato a spasso per non rischiare di ritrovare un challenger in cambio. In particolare gioventù e bellezza possono destare l’invidia delle fate e quindi anche le belle ragazze se ne stanno al chiuso.
In generale è convinzione popolare che le malattie o gli infortuni occorsi alla vigilia o nel giorno del maggio siano i più difficili da curare. Quindi buona norma è quella di uscire di casa sempre con un amuleto di ferro al collo o in tasca e lasciare un’offerta di cibo alle fate!

MAY MUMMERS

Mummers questuanti erano tipici durante l’Ottocento, personaggi in maschera equivalenti ai Morris dance inglesi. Thomas Crofton Croker in “The Fairy Legends and Traditions of the South of Ireland “(pubblicato nel 1825) riporta molte tradizioni irlandesi del Maggio e descrive proprio i Mummers del Maggio; in sintesi Croker ci dice di aver assistito nel suo viaggio per il Sud dell’Irlanda alla festa del maggio che è quella preferita dai Mummers: un gruppo di ragazze e ragazzi del villaggio o del quartiere (di bell’aspetto e aitanti) che marciano in processione in fila per due, gli uomini sono vestiti di bianco con giacche o panciotti dai vivaci colori e portano nastri colorati sui cappelli e sulle maniche e anche le donne sono vestite di bianco o con colori chiari.
Una coppia di ragazze porta un cespuglio di agrifoglio per ciascuna, decorato con molti nastri colorati con appese molte palle nuove da hurling (sport molto diffuso e popolare che inizia proprio di Maggio) ossia un regalo di Maggio per i giovani del paese. La processione è preceduta dai musicisti, cornamuse o pifferi e tamburi. C’è un clown che indossa una maschera spaventosa e porta una lunga pertica con brandelli di stoffa sulla cima (come una scopa) che immerge nell’acqua e la scuote addosso alla folla facendo divertire i più piccoli.
Le maschere sfilano per i villaggi o vanno di casa in casa ballando in una questua per ricevere del denaro da spendere la sera con una allegra e colossale bevuta.

Nella processione non mancava mai la Regina del Maggio, in alcune parti dell’Ulster era eletto anche un re del Maggio, a volte una bambolina era portata su un palo decorato con una ghirlanda fiorita (zona di Monaghan). Un canto tradizionale nella parte sud-est dell’Ulster (Irlanda del Nord), cantato da gruppi di giovani che vanno di casa in casa mentre portano il ramo di Maggio è conosciuto con molti nomi: Amhran Na Bealtaine, Samhradh, Summertime, Thugamur Fein An Samhrad Linn (vedi)

IL PALO DEL MAGGIO

Il Palo del Maggio e le danze intorno al Palo sono abbastanza diffuse in Irlanda, tradizione per la quale valgono le considerazioni generali già viste per la Gran Bretagna. La cittadina di Holywood nell’Irlanda del Nord è famosa per il suo albero del Maggio eretto nel centro: secondo la tradizione locale risalirebbe al 1700 (ricavato dall’albero di una nave) ed è ancora luogo delle danze per la festa e fiera annuale del Maggio.
Ma l’usanza più tipica è quella di tagliare un ramo di biancospino (o di sorbo) e piantarlo accanto alla porta di casa o metterlo sopra l’uscio o alla finestra, confezionandolo come una ghirlanda addobbata con fiori gialli (primule, calendule e ranuncoli)  e nastri colorati. Da questa tradizione è nata l’usanza del May basket ovvero il cestino del Maggio da lasciare accanto alla porta dei vicini o della persona amata. Con questo gesto benaugurale si proteggono gli abitanti dalle fate. Era convinzione che le fate non potessero superare tali barriere fiorite.

ERBE E RIMEDI

Le erbe raccolte prima del sorgere del sole nel giorno del Maggio hanno migliori proprietà curative specialmente per curare le verruche. Quando la produzione del burro era un procedimento casalingo effettuato con la zangola, il primo burro prodotto con il latte del 1° maggio era considerato il migliore per preparare unguenti e pomate.

ortica1Un’altra usanza della vigilia era quella di sferzarsi con le ortiche e i bambini potevano andare in giro correndo con un mazzo di ortiche per colpire i compagni o i malcapitati passanti; il loro compito era quello di raccogliere i germogli delle ortiche da riportare a casa per la dispensa della cucina. Nota erba depurativa e disintossicante fin dall’antichità, l’ortica era infatti utilizzata nella preparazione delle zuppe e la tradizione contadina irlandese raccomandava di mangiare ortiche nel mese di Maggio per curare o prevenire i reumatismi. Anche nell’antica Roma si raccomandava a chi soffriva di reumatismi o di artrite reumatoide di rotolarsi nell’ortica. continua

 

FONTI
http://www.applewarrior.com/celticwell/ejournal/beltane/
http://www.honearchive.org/etexts/edb/day-pages/121-may01.html
http://www.museum.ie/en/list/topic-may-day.aspx?article=d0037204-0e46-481e-920d-f6ccb13a13aa
http://www.irishcultureandcustoms.com/ACalend/Beltane.html

BELTANE LOVE CHASE: THE TWO MAGICIANS

63_rackham_siegfried_grimhildeLa Caccia d’Amore è un tema tipico dei canti popolari, secondo modi propri della canzone d’amore cortese o di “genere” ovvero i contrasti tra due innamorati, in questi lui cerca di conquistare e lei respinge o dileggia e spesso il contesto è comico o anche scurrile.
Così la ballata “The Twa Magicians” è una Caccia d’Amore in cui la naturale ritrosia della virginale fanciulla ringalluzzisce l’uomo, perchè il di lei diniego è in realtà un invito alla conquista.

IL FABBRO

L’uomo cacciatore qui è però una figura “soprannaturale”, il fabbro considerato nei tempi antichi una creatura dotata di poteri magici, i primi fabbri furono infatti i nani (gli elfi neri o oscuri) capaci di creare armi e gioielli incantati. L’arte della forgia era una conoscenza antica che si tramandava tra iniziati.
La prima tappa nella lunga storia dell’alchimia risale quindi ai primi tempi dell’età del ferro, nel corso della quale l’uomo riesce ad estrarre, con l’aiuto del fuoco, i metalli dai minerali grazie a metodi di fusione perfettamente padroneggiati. Il minatore prima ed il fabbro poi aiutano in qualche modo la Terra Madre a partorire delle creature metalliche che essa cela nel suo seno. La comunione con il fuoco, l’estrazione dei minerali dalla galleria della miniera, considerata come un utero, hanno creato un universo magico-religioso che ha reso il fabbro, antenato dell’alchimista, il gran sacerdote di una religione arcaica nella quale le forze della natura erano le principali divinità. Alcuni residui di queste convinzioni ancora sopravvivono oggi in certe pratiche sciamaniche. Un parallelo simbolico, inoltre, può essere stabilito tra il fuoco ed il ferro, poiché, se colpito violentemente, questo metallo sprigiona dei fasci di scintille. Mircea Eliade, fra l’altro, fa notare come: “il simbolismo della ‘pietra del fulmine’, che assimilava al fulmine i proiettili, armi da lancio litiche, abbia avuto grande sviluppo nelle mitologie metallurgiche. Le armi che gli dèi fabbri o i fabbri divini forgiano per gli dèi celesti sono il fulmine e la saetta […]. È evidente il rapporto che lega tra loro le immagini: fulmine, ‘pietra di fulmine’ (ricordo mitologico dell’età della pietra), arma magica che colpisce a grande distanza e che, talvolta, ritorna come un boomerang nella mano del suo padrone, come il martello di Thor'”. L’arma, strumento di morte, non fa che accrescere il carattere sacro del metallo, che l’alchimista ritiene dotato di vita propria.  (tratto da “La via dell’alchimia cristiana” qui)
Così nel Medioevo la figura del fabbro assunse delle connotazioni negative basti pensare alle tante “fucine del diavolo” o “del pagano” che davano il nome a località un tempo sede di forgia.

Vulcano, Andrea Mantegna

In forza del suo mestiere il fabbro è uomo possente con muscoli ben sviluppati, eppure proprio a causa della sua conoscenza e del suo potere il fabbro è spesso zoppo o orbo: se comune mortale la sua menomazione è un segno che egli ha visto (si è impadronito) di un qualche segreto divino, ossia ha visto un aspetto nascosto della divinità dal quale viene punito per sempre: è la conoscenza del segreto del fuoco e dei metalli, che si tramutano da solido a liquido e si mescolano in leghe. In molte mitologie sono gli stessi dei ad essere fabbri (Varuna, Odino) sono dei maghi e anche loro hanno pagato un prezzo.

La zoppia inoltre nasconde un’ulteriore metafora: quello della prova che è alla base della ricerca sia essa una conquista spirituale oppure un’atto risanatore o di vendetta (un tema fondamentale nel ciclo del Graal).

Ma i maghi della ballata sono due dunque anche la fanciulla è una mutaforma o forse una sciamana.

MUTAFORMA

Cerridwen_EmpowermentIl tema della trasformazione è alla base delle Metamorfosi di Ovidio: un susseguirsi di divinità dell’Olimpo che per la propria lussuria si trasformano in animali (ma anche in pioggia dorata) e seducono belle mortali o ninfe dei boschi (le quali a loro volta si trasformano nel loro antagonista).
Del resto l’inseguimento attraverso la mutazione delle forme ricorda quello tra Cerridwen e il suo apprendista alla base della storia gallese della nascita del bardo Taliesin. A fuggire è qui un ragazzo, avendo bevuto la pozione magica dell’Ispirazione dal calderone che stava sorvegliando, si sottrae all’ira della dea trasformandosi in vari animali (lepre, pesce, uccello). Alla fine diventa chicco di grano per nascondersi come il classico ago nel pagliaio, ma la dea mutata in gallina se lo mangia. Da questo insolito accoppiamento nasce   Taliesin (534-599) alias Merlino..

Sono stato una goccia di pioggia nei cieli,
sono stato la più lontana delle stelle.
Sono stato cibo al festino,
sono stato corda di un’arpa.
Sono stato una lancia aguzza
scudo nella battaglia
spada nella stretta delle mani.
Nell’acqua e nella schiuma
Sono stato temprato nel fuoco.

Ovvero, per divenire Saggezza, per Comprendere, si devono sperimentare gli elementi…
Questo poema di Taliesin potrebbe condensare il mistero del viaggio iniziatico, in cui la Saggezza viene conquistata con la conoscenza degli elementi, che è esperienza profonda, immedesimazione, attraverso la penetrazione della loro propria essenza, divenendo il viandante stesso essenza degli elementi.
Se rapportiamo tutto questo al ciclo di guarigione di Avalon, il senso delle trasformazioni potrebbe risiedere nel fatto che Gwion arriva, mutando se stesso, a comprendere – nel senso mentale di capire, ma anche nel senso più fisico dell’avere dentro di sé – il Tutto: l’intero ciclo, l’intera ruota, Ceridwen, Blodeuwedd e Rhiannon, racchiudendo dentro di sé anche la circonferenza, Arianrhod, e giungendo contemporaneamente al Centro, Branwen.
Cambiare forma significa sperimentare tutto, sperimentare se stessi in ogni cosa in continuo cambiamento e sperimentare l’incontro tra il sé e l’altro, preda e predatore, non separati ma inscindibilmente legati, come in una danza. (tratto da qui)

VOLO SCIAMANICO

La caratteristica principale dello sciamano è quella di “viaggiare” in condizioni di estasi nel mondo degli spiriti e di utilizzarne i poteri per il singolo o per l’intera comunità. Le tecniche per far questo sono essenzialmente il sonno estatico (trance mistica) e la trasformazione del proprio spirito in animale. Mutare forma come pratica magica comporta una trasformazione di una parte dell’anima nello spirito di un animale per lasciare il corpo e viaggiare sia nel mondo sensibile che in quello sovrasensibile. Un’altra tecnica consiste nel lasciare il proprio corpo e prendere possesso del corpo di un animale vivente (o per viaggiare nell’oltretomba prendendo possesso dello spirito di un animale).

In questo modo lo sciamano “cavalca”, cioè prende come mezzo per spostarsi, i corpi degli animali che sono anche suoi spiriti-guida. In alcuni rituali si utilizzano piante psicoattive oppure il   battito del tamburo, oppure si indossano le pelli o la maschera dell’animale che si desidera “cavalcare”. Tale pratica non è indenne da rischi: può accadere che lo sciamano non possa più ritornare al suo corpo perché si dimentica di sé, del suo essere umano, oppure viaggia troppo lontano dal corpo e cade in coma o il corpo fisico muore perché troppo debilitato dalla separazione.
Lo spirito può essere catturato nell’aldilà o l’animale   può essere ferito o ucciso sul piano terreno e quindi, come l’anima dello sciamano è catturata o ferita o uccisa, così il suo corpo ne riporta le conseguenze.

THE TWA MAGICIANS

La ballata è originaria del Nord della Scozia e la prima fonte scritta si trova in “Ancient Ballads and Song of the North of Scotland” di Peter Buchan – 1828, successivamente anche in Child #44 (The English and Scottish Popular Ballads di Francis James Child). Si ritiene che provenga dalla tradizione norrena. Le versioni giunte fino a noi sono numerose, come accade in genere per le ballate popolari diffuse nella tradizione orale, e anche con finali diversi tra loro. Nella sua forma “base” si tratta della storia di un fabbro che intende conquistare una vergine; la fanciulla però fugge, trasformandosi in vari animali ed anche oggetti o elementi della Natura; l’uomo la insegue mutando forma egli stesso.
Si trova traccia scritta del tema già nel 1630 in una ballata dal titolo  The two kinde Lovers (The Maydens resolution and will, To be like her true Lover still) – vedi testo in cui però è la donna a inseguire l’uomo.
La ballata inizia con la donna che dice


if thou wilt goe, Love,
let me goe with thee
Because I cannot live,
without thy company

Se tu andrai, Amore
lasciami venite con te
perché non posso vivere
senza la tua compagnia

e prosegue dicendo:
se tu sei il sole io sarò la luna,
se tu sarai l’aurora io sarò la rugiada,
se tu sarai la rosa io sarò il profumo  
..

si tratta quindi di coppie complementari e non opposte, una sorta di resa totale all’amore da parte della donna che dichiara la sua fedeltà all’uomo. Non dimentichiamoci che le antiche ballate erano anche una forma d’insegnamento o se si vuole di educazione dei giovani.
E tuttavia troviamo sepolte nel testo tracce di rituali d’iniziazione, perle di saggezza o insegnamenti druidici, così i due maghi si trasformano in animali associati ai tre regni, Nem (cielo), Talam (Terra) Muir (mare) o se vogliamo mondo di sopra, di mezzo e di sotto e il mistero è quello della rinascita spirituale.
Altre analogie si riscontrano con la ballata “Hares on the Mountain” (vedi)

VERSIONE BUCHAN

In genere la Caccia d’Amore si conclude con l’accoppiamento consensuale.
La versione diffusa oggi di “The two magicians” è basata sulla riscrittura del testo e l’arrangiamento musicale di Albert Lancaster Lloyd   (1908-1982) per l’album “The Bird in the   Bush” (1966 );

ASCOLTA (tutte le strofe tranne XV e XVI)

ASCOLTA  Celtic stone in Celtic Stone, 1983: (gruppo americano folk-rock attivo negli   anni 80 e 90), un’ironica interpretazione vocale da consumati menestrelli, un brioso arrangiamento musicale che accosta felicemente chitarra acustica con l’hammer dulcimer
l’ordine delle strofe è alterato rispetto alla versione”standard” e si inseriscono due strofe aggiuntive (strofe da I a VII, XI, IX, XIV, X, XV, XVI, XVII)

ASCOLTA Damh the Bard in Tales from the Crow Man, 2009. Altro menestrello del mondo magico in una versione più rock (strofe da I a VII, XI, IX, XII, X, XIV, XV, XVI,XVII, XVIII)

ASCOLTA Jean-Luc Lenoir in “Old Celtic & Nordica Ballads” 2013 (voce Joanne McIver) con un arrangiamento brioso e accattivante tratto da un traditional (è un mixer tra le due melodie)


VERSIONE A.L. Lloyd
I
The lady stood at her own front door
As straight as a willow wand
And along come a lusty smith(1)
With his hammer in his hand
CHORUS
Saying “bide lady bide
there’s a nowhere you can hide
the lusty smith will be your love
And he will lay your pride”.
II
“Well may you dress, you lady fair,
All in your robes of red(2)
Before tomorrow at this same time
I’ll have your maidenhead.”
III
“Away away you coal blacksmith
Would you do me this wrong?
To have me maidenhead
That I have kept so long”
IV
I’d rather I was dead and cold
And me body in the grave
Than a lusty, dusty, coal black smith
Me maide head should have”
V
Then the lady she held up her hand
And swore upon the spul
She never would be the blacksmith’s love
For all of a box(3) of gold
VI
And the blacksmith he held up his hand
And he swore upon the mass,
“I’ll have you for my love, my girl,
For the half of that or less.”
VII
Then she became a turtle dove
And flew up in the air
But he became an old cock pigeon
And they flew pair and pair
VIII
And she became a little duck,
A-floating in the pond,
And he became a pink-necked drake
And chased her round and round.
IX
She turned herself into a hare(4)
And ran all upon the plain
But he became a greyhound dog
And fetched her back again
X
And she became a little ewe sheep
and lay upon the common
But he became a shaggy old ram
And swiftly fell upon her.
XI
She changed herself to a swift young mare, As dark as the night was black,
And he became a golden saddle
And clung unto her back.
XII
And she became a little green fly,
A-flew up in the air,
And he became a hairy spider
And fetched her in his lair.
XIII
Then she became a hot griddle
And he became a cake,
And every change that poor girl made
The blacksmith was her mate.
XIV
So she turned into a full-dressed ship
A-sailing on the sea
But he became a captain bold
And aboard of her went he
XV 
So the lady she turned into a cloud
Floating in the air
But he became a lightning flash
And zipped right into her
XVI
So she turned into a mulberry tree
A mulberry tree in the wood
But he came forth as the morning dew
And sprinkled her where she stood.
XVII
So the lady ran in her own bedroom
And changed into a bed,
But he became a green coverlet
And he gained her maidenhead
XVIII
And was she woke, he held her so,
And still he bad her bide,
And the husky smith became her love
And that pulled down her pride.
TRADUZIONE  ITALIANO di CATTIA SALTO
I
La dama si sedette alla porta di casa, dritta come una bacchetta di salice
e un gagliardo fabbro viene
con il martello in mano
CORO:
Dicendo “Aspetta, fanciulla, aspetta, perché non c’è posto dove tu possa nasconderti, il fabbro gagliardo sarà il tuo amante, e vincerà il tuo orgoglio!
II
“Stai pure vestita, bella dama,
con tutti i tuoi abiti in rosso
prima che venga domani alla stessa ora
avrò la tua verginità”.
III
“Via, via fabbro nero carbone,
mi faresti così torto
a  prendere la mia verginità
che ho serbato così a lungo
IV
preferirei essere morta e fredda seppellita nella tomba
che un fabbro così nero-carbone e grosso, abbia la mia verginità.”
IV
Così la dama alzò la mano
e giurò sulla terra
che non sarebbe mai stata l’amante del fabbro
nemmeno per un sacco d’oro.
VI
Ma il fabbro alzò la mano
e giurò sulla lancia
“Ti avrò come amante, ragazza mia
per la metà o molto meno”.
VII
Così lei si trasformò in colomba
e volò alto in cielo,
ma lui divenne un vecchio piccione e volavano appaiati,
VIII
Così lei si trasformò in una paperella
che nuotava nello stagno
ma lui divenne un papero dal collo rosa
che le girava in tondo
IX
Così lei si trasformò in lepre
e corse per tutta la piana
e lui si trasformò in un levriero
e la raggiunse di nuovo
X
Così lei si trasformò in pecorella che pascolava per la brughiera,
ma lui divenne un vecchio montone
e presto fu su di lei.
XI
Così lei si trasformò in un’agile cavalla nera come la notte,
ma lui divenne sella dorata
e le montò sulla schiena.
XII
Così lei divenne una piccola verde mosca per svolazzare nell’aria,
ma lui divenne un ragno peloso
e la trascinò nella sua tana.
XIII
Allora lei divenne un testo rovente
e lui una torta
e a ogni giro che la ragazza faceva,
il fabbro le stava attaccato
XIV
Così lei si trasformò in una nave tutta impavesata e salpò per il mare,
ma lui divenne un intrepido capitano e salì a bordo.
XV
Così la dama si trasformò in nuvola che fluttuava nell’aria,
ma lui divenne un fulmine luminoso e zigzagò verso di lei.
XVI
Così lei si trasformò in un albero di gelso, un gelso nella foresta,
ma lui divenne rugiada di mattino
e si sparpagliò su di lei.
XVII
Così lei corse nella propria stanza
e si trasformò nel letto,
ma lui diventò una coperta verde e  prese la sua verginità
XVIII
e quando lei si svegliò la prese ancora, finchè lei capitolò,
così il fabbro divenne il suo amante, e ciò fece capitolare l’orgoglio di lei.

NOTE
1) da sempre nelle canzoni popolari il maniscalco è considerato sinonimo di virilità, amante molto dotato e dalla forza portentosa. Qui egli è anche mago armato di martello mentre la fanciulla sua antagonista (o complementare) impugna una bacchetta di salice.
Viene da pensare a una sorta di duello o sfida tra due praticanti maghi
2) come sempre nelle antiche ballate alcune parole sono dei codici che fanno risuonare dei campanelli d’allarme in chi ascolta: il rosso è il colore delle fate ossia delle creature dotate di poteri magici. Rosso era anche il colore della sposa nell’antichità ed è un colore propizio per la fertilità
3) anche scritto come “pot of gold” e subito vengono in mente le pentole piene d’oro del leprecauno
4) la coppia lepre-segugio è la prima delle trasformazioni nel mito gallese della nascita di Taliesin. Gwion è l’inseguito che si muta in un animale lunare, prende in sè il principio femminile simbolo di abbondanza-fertilità, ma anche creatività-intuizione, diventa puro istinto, frenesia.
E’ il cane non solo predatore, ma anche guardiano e psicopompo  ‘Il cane riveste presso moltissime popolazioni la funzione di guardiano dei luoghi sacri, guida dell’uomo nella notte della morte, difensore del regno dei morti, sorvegliante in tutti i casi del regno spirituale.
In particolare presso i Celti era associato al mondo dei Guerrieri. Il cane, infatti, era presente nelle iniziazioni dei Guerrieri. La caccia, come la guerra, era un atto sacro che si poteva compiere solo dopo un’iniziazione e una preparazione rituale di protezione divina’.
(Riccardo Taraglio in  Il Vischio e la Quercia) continua

VERSIONE SHARP

Il brano è riportato da Cecil Sharp in One Hundred English Folksongs  (1916) nelle note dice di averlo ascoltato  dal signor Sparks (di mestiere fabbro), Minehead, Somerset, nel 1904.

ASCOLTA Steeleye Span nell’album “Now we are six”, 1974

VERSIONE STEELEYE SPAN
I
She looked out of the window
as white as any milk
And he looked in at  the window
as black as any silk
CHORUS
Hello, hello, hello, hello,
you coal blacksmith

You have done me no harm
You never shall  have my maidenhead
That I have kept so long
I’d rather die a maid
Ah, but then she said
and be buried all in my grave

Than to have such a nasty,
husky, dusky, fusky, musky

Coal blacksmith,
a maiden, I will die

II
She became a duck,
a duck all on the stream
And he became a water dog(5)
and fetched her back again.
She became a star,
a star all in the night
And he became a thundercloud
And muffled her out of sight.
III
She became a rose,
a rose all in the wood
And he became a bumble bee(6)
And kissed her where she stood.
She became a nun,
a nun all dressed in white
And he became a canting priest
And prayed for her by night.
IV
She became a trout,
a trout all in the brook
And he became a feathered fly
And caught her with his hook.
She became a corpse,
a corpse all in the ground
And he became the cold clay
and smothered her all around(7)
TRADUZIONE  ITALIANO
I
Lei guarda fuori dalla finestra,
bianca come il latte
Lui guarda dentro dalla finestra,
nero come una calza di seta
Coro
Ciao, ciao, ciao
fabbro ferraio come carbone

non mi hai fatto del male,
ma mai avrai la mia verginità
che ho custodito così a lungo,
preferisco piuttosto morire da fanciulla – allora lei disse –
e essere sepolta nella mia tomba,
che avere un fabbro ferraio così brutto, grosso, scuro e puzzolente,
nero come carbone,
come vergine voglio morire

II
Lei diventò un anatra,
un anatra nel fiume
e lui si trasformò in un cane
per darle la caccia.
Lei diventò una stella,
una stella nella notte
e lui diventò una nuvola di temporale
e la nascose alla vista.
III
Lei  diventò una rosa,
una rosa del bosco
e lui in un bombo
e la baciò dove stava.
Lei diventò una monaca,
una monaca vestita di bianco
e lui diventò un prete  ipocrita, per pregare con lei tutta la notte.
IV
Lei diventò una trota,
una trota nel ruscello
e lui diventò un amo con l’esca
e la prese con il suo uncino.
Lei diventò un cadavere,
steso sul terreno
e lui diventò fredda argilla
e l’avvolse tutta

NOTE
5) water dog è una cane di riporto grande nuotatore ossia un cane addestrato per la caccia di palude, insomma una parola troppo lunga da utilizzare per la traduzione in italiano
6) il bombo è imparentato con le api, ma non produce il miele ed è molto più grosso e tozzo dell’ape
7) Qui la storia si potrebbe tradurre come “Quale parte della parola NO non capisci?” ossia il categorico e virginale rifiuto della donna all’atto sessuale ripetutamente tentato da un fabbro brutto, scuro e anche un po’ puteolente   (oggi si direbbe puzzone). Per sfuggire alla bramosia dell’uomo lei si trasforma in anatra, stella, rosa, monaca e trota (e lui nei suoi persecutori, ossia cane da palude, nuvola, bombo, prete, amo da pesca); apparentemente la fanciulla preferisce la morte piuttosto che subire uno stupro: questo è un modo distorto d’interpretare la storia, è la mentalità “maschilista” convinta che la donna sia sempre complice della violenza e quindi da condannare, non una vittima.
A mio avviso invece è  il ritorno alla terra nella fusione del principio femminile con quello maschile; i due, ormai persi nel vortice delle trasformazioni, si fondono in un unico abbraccio di polvere e la loro morte è una morte-rinascita .

continua seconda parte 

(Cattia Salto revisionato aprile 2016)

FONTI
http://web.tiscali.it/artigianidaltritempi/fabbro.htm
http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=252
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thetwomagicians.html
http://ontanomagico.altervista.org/sciamani.html
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch044.htm
http://www.contemplator.com/child/2magics.html
http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=247
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=40723
http://www.yourultimateresource.com/the-two-magicians/

LE DANZE INTORNO AL PALO DEL MAGGIO

Il palo del Maggio nel XVI-XVII secolo era molto alto e decorato con ghirlande verdi, nastri o dipinto a strisce bicolori: la tradizione è radicata in Inghilterra, Germania e Francia alla corte di Luigi XIV. Come ci confortano i dipinti dell’epoca le danze intorno al palo si svolgevano senza l’intreccio dei nastri, comparsi (o ricomparsi) piuttosto in epoca vittoriana.

(c) Paintings Collection; Supplied by The Public Catalogue Foundation

Danza intorno al Palo di Maggio – Francis Hayman (1708-1776)

Una illustrazione del 1751 per il Ballo in Maschera tenutosi a Londra nei giardini della Rotonda di Chelsea nel mese di maggio, riproduce curiosamente, proprio un piccolo albero del Maggio con 8 danzatori in maschera che al suono di una nutrita orchestrina stanno ballando intrecciando i nastri intorno ad esso.

L’ipotesi dei ricercatori è quella che si trattasse di una compagnia di guitti italiana (si distinguono infatti le maschere di arlecchino e altre maschere della tradizione italiana) che mostravano le danze introno al palo così come si svolgevano nel loro paese.

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Il Palo del Maggio era festeggiato con canti e danze e più in generale era presente fin dall’epoca medievale come albero della cuccagna in tutti i paesi d’Europa (compresi i paesi scandinavi – che spostano la festa alle celebrazioni al solstizio d’estate – e molti paesi dell’Est), quale retaggio di ancestrali riti arborei e divinità della terra.

Nell’Inghilterra del protestantesimo la tradizione è stata quasi sradicata, ma mai sconfitta e ha ripreso vigore con il ritorno della monarchia. Tuttavia per effetto dell’Industrialesimo, la tradizione della danza intorno al palo di maggio stava progressivamente cadendo nell’oblio -prima nelle grandi città e poi man mano nelle campagne con lo sfaldarsi dei legami delle comunità contadine; sul finire del secolo fu John Ruskin a rivitalizzare questa tradizione introducendo la danza con i nastri in una scuola di formazione per maestre (Whitelands a Chelsea) perché la divulgassero presso i fanciulli, era il 1881 e da allora la danza del palo di maggio con l’intreccio di nastri colorati è dilagata in tutta l’Inghilterra!

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-danza-palo.htm

IL MAGGIO IN IRLANDA: AMHRAN NA BEALTAINE

Il canto ha molti titoli: Amhran Na Bealtaine, Samhradh, Summertime, Thugamur Fein An Samhrad Linn (We Brought The Summer With Us, We Have Brought The Summer In). Oggi viene comunemente chiamata Beltane Song

Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905

AMHRAN NA BEALTAINE

Il brano potrebbe risalire al tardo Medioevo e la sua prima traccia si trova nei festeggiamenti  popolari per lo sbarco di James Butler Duca di Ormonde nel 1662, nominato Lord Luogotenente d’Irlanda. E’ un canto tradizionale nella parte sud-est dell’Ulster (Irlanda del Nord) ed era cantato da gruppi di giovani che andavano di casa in casa a portare il ramo di Maggio (mummers, mayers vedi).
Molto probabilmente questo era un canto di questua per ottenere   del cibo o bevande in cambio del ramo di biancospino. Il brano è ancora molto popolare in Irlanda  ed è eseguito sia in versione strumentale che con il canto.
Edward Bunting afferma che il brano era suonata nell’area di Dublino fin dal 1633, ma lo ritroviamo solo nelle collezioni settecentesche.

LA MELODIA
ASCOLTA
 The Chieftains , questa versione strumentale è un inno alla gioia, un canto di uccelli che si risvegliano al richiamo della primavera: inizia il flauto irlandese appoggiandosi all’arpa, che trilla nel crescendo (a imitazione del canto dell’allodola) ripreso in canone dai vari strumenti a fiato (il flauto irlandese, il whistle e la uillean pipes) e dal violino, grandioso!

ASCOLTA  Gloaming  2012 con il titolo di Samhradh Samhradh (al violino Martin Hayes)

VERSIONE IN GAELICO IRLANDESE
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tSamhraidh,
Suas gach cnoc is síos gach gleann,
Cailíní maiseacha bán-gheala gléasta,
Thugamar féin an samhradh linn
Samhradh, samhradh, bainne na ngamhna,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí na nóinín glégeal,
Thugamar féin an samhradh linn.

Thugamar linn é ón gcoill chraobhaigh,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí ó luí na gréine,
Thugamar féin an samhradh linn
Tá an fhuiseog ag seinm ‘sag luascadh sna spéartha,
Áthas do lá is bláth ar chrann.
Tá an chuach is an fhuiseog ag seinm le pléisiúr,
Thugamar féin an samhradh linn.

TRADUZIONE INGLESE
I
Mayday doll(1),
maiden of Summer
Up every hill
and down every glen,
Beautiful girls,
radiant and shining,
We have brought the Summer in.
CHORUS
Summer, Summer,
milk of the calves(2),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) summer
of clear bright daisies,
We have brought the Summer in.
II
We brought it in
from the leafy woods(4),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) Summer
from the time of the sunset(5),
We have brought the Summer in.
III
The lark(6) is singing
and swinging around in the skies,
Joy for the day
and the flower on the trees.
The cuckoo and the lark
are singing with pleasure,
We have brought the Summer in.
TRADUZIONE ITALIANO
I
La Fanciulla del Maggio(1),
fanciulla dell’Estate
su per ogni collina
e giù per ogni valle
(noi) Belle Ragazze,
solari e splendenti
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate, estate,
il latte dei vitelli(2)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla(3) estate
di chiare e luminose margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
II
L’abbiamo portata
dai boschi frondosi(4),
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla estate
a partire dal tramonto(5)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola(6) canta
e sfreccia nel cielo
Gioia per il giorno
e gli alberi in fiore
Il cuculo e l’allodola
cantano con gioia
Abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
garlan-may-day1) la Bábóg è la bambola (fanciulla) di Primavera. Brídeóg era la “piccola Bride“, (Brigit, o Brigantia in Britannia, una dea trina -Vergine, Madre, Crona) tra le più importanti del pantheon celtico, la fanciulla del grano confezionata dalle donne a Imbolc (il primo febbraio) con il grano avanzato dall’ultimo covone della mietitura dell’anno passato, ossia la giovane Dea della Primavera, un forte simbolo di rinascita nel ciclo di morte-vita in cui si perpetua la Natura: nella bambolina si era trasferito lo spirito del grano che non moriva con la mietitura. Le bamboline di Brigid venivano anche vestite con un abito bianco o decorate con pietre, nastri e fiori e portate in processione per tutto il paese affinchè ciascuno lasciasse un dono alla piccola Bride.
La bambolina ricomparirà nelle celebrazioni vittoriane del Maggio, questa volta come vera a propria bambola biancovestita posta tra una corona di fiori e nastri appesa ad un asta e portata in giro per il paese dai Mayers (i maggiolanti). continua
2) il latte delle mucche per i vitellini. Il giorno del Maggio è chiamato  na Beal tina ossia il giorno del fuoco di Beal, consacrato quindi al dio Bel o Belenos. Alla vigilia si accendevano grandi fuochi e si faceva passare il bestiame tra di essi – come era l’antica usanza dei Celti – usanza conservata ancora nelle campagne irlandesi con la convinzione che ciò impedisse al Piccolo Popolo- in particolare ai folletti molto ghiotti di latte – di fare brutti scherzi come intrecciare le code delle mucche o rubare il latte
3 ) i fiori che venivano raccolti erano per lo più gialli per richiamare il colore e il calore del sole. Fiori e rami fioriti erano posti sulla soglia di casa e ai davanzali delle finestre per proteggere gli abitanti dalle fate e come auspicio di buona sorte. Era convinzione che le fate non potessero superare tali barriere fiorite. Tale tradizione era tipica dell’Irlanda del Nord. I bambini soprattutto andavano a raccogliere i fiori selvatici per preparare delle ghirlande, specialmente con fiori dal colore giallo.
4) il greenwood, il bosco più inviolato e sacro sede degli antichi rituali celtici dal quale le ragazze hanno tagliato i rami del Maggio (in altre versioni testuali indicati come branches of the forest) ossia i rami di biancospino o di prugnolo

Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson
Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson

5) i giovani si recano nel bosco nella notte della vigilia del 1 Maggio al tramonto del sole e quindi sul far del giorno iniziano la loro questua processionale per far entrare il Maggio nel paese
6) l’allodola è un uccello sacro dal simbolismo solare vedi simbolismo
In un’altra versione testuale  (vedi)
Cuileann is coll is trom is cárthain,
Thugamar féin an samhradh linn
Is fuinseog ghléigeal Bhéal an Átha,
Thugamar féin an samhradh linn.


TRADUZIONE INGLESE
Holly and hazel
and elder and rowan,(7)
We have brought the Summer in.
And brightly shining ash
from Bhéal an Átha,(8)
We have brought the Summer in)

TRADUZIONE ITALIANO
L’agrifoglio, il nocciolo,
il sambuco e il sorbo,(7)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate
e il bianco frassino
dalla Bocca del Guado,(8)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate

7) Il biancospino è una pianta delle fate come l’agrifoglio, il nocciolo, il sambuco e il sorbo   protettiva e benaugurale (probabilmente a causa delle spine molto acuminate). La tradizione del Maggio vuole in particolare che il ramo  di biancospino sia posto fuori dalla casa (appeso alle finestre e accanto all’ingresso) perché se portato in casa, soprattutto quando è fiorito, porta sfortuna. Questa accezione negativa risale al Medioevo quando i rami di biancospino erano usati come amuleti contro il malocchio, le streghe e i demoni e forse si può far risalire al vago odore putrescente dei rami, ma sicuramente è legata al tentativo della Chiesa di assimilare i riti precristiani a pratiche sataniche.  vedi
8) Bhéal an Átha letteralmente la bocca del guado è anche una località oggi nota come Ballina una città sul fiume Moy nella conta di Mayo. L’insediamento è però relativamente recente (fine XV secolo)

ASCOLTA La Lugh (Eithne Ní Uallacháin & Gerry O’Connor) in Brighid’s Kiss 1995. Questa versione con il titolo Bábóg na Bealtaine mantiene il testo originale, ma la melodia è composta da Eithne Ní Uallacháin

Samhradh buí na nóiníní gléigeal,
thugamar fhéin an thugamar fhéin an samhradh linn,
Ó bhaile go baile is chun ár mbaile ’na dhiaidh sin,
’s thugamar fhéin an samhradh linn

Bábóg na Bealtaine, maighdean an tsamhraidh
suas gach cnoc is síos gach gleann
cailíní maiseacha, bángheala gléasta,
’s thugamar fhéin an samhradh linn

Tá an fhuiseog ag seinm is ag luasadh sna spéartha,
beacha is cuileoga is bláth ar na crainn,
tá’n chuach’s na héanlaith ag seinm le pléisiúr,
’s thugamar fhéin an samhradh linn

Tá nead ag an ghiorria ar imeall na haille,
is nead ag an chorr éisc i ngéaga an chrainn,
tá mil ar na cuiseoga is na coilm ag béiceadh,
’s thugamar fhéin an samhradh linn.

Tá an ghrian ag loinnriú`s ag lasadh na dtabhartas,
tá an fharraige mar scathán ag gháirí don ghlinn,
tá na madaí ag peithreadh is an t-eallach ag géimni
’s thugamar fhéin an samhradh linn.

traduzione in inglese tratta da qui)

TRADUZIONE INGLESE
I
Beltaine dolls,
Summer maidens
Up hill and down glens
Girls adorned in pure white,
and we bring the Summer with us.
CHORUS
Golden Summer of the white daisies,
we bring the Summer with us,
from village to village
and home again,
and we bring the Summer with us.
II
The lark making music
and sky dancing
the blossomed trees laden with bees
the cuckoo and the birds
singing with joy
and we bring the Summer with us.
III
The hare nests on the edge of the cliff
the heron nests in the branches
the doves are cooing, honey on stems
and we bring the Summer with us.
IV
The shining sun is lighting the darkness
the silvery sea shines like a mirror
the dogs are barking, the cattle lowing
and we bring the Summer with us.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Le Fanciulle di Beltane
fanciulle dell’Estate
su per ogni collina e giù per ogni valle
ragazze vestite di candido bianco,
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate dorata delle bianche margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
di villaggio in villaggio
e in ogni casa
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola canta
e sfreccia nel cielo
gli alberi in fiore carichi di api
Il cuculo e gli uccelli
cantano con gioia
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
La lepre fa il nido sul limitare della scogliera, l’airone nei cespugli
le colombe tubano, miele sui rami
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
IV
Il sole splendente illumina l’oscurità
il mare argentato brilla come uno specchio
i cani abbaiano, il bestiame muggisce
abbiamo portato l’arrivo dell’estate

APPROFONDIMENTO
LO SPINO DI MAGGIO: continua
LA TRADIZIONE DEL MAGGIO IN IRLANDA
: continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-la-festa-celtica-del-maggio.html
http://www.gaolnaofa.com/library/music/thugamar/
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/ThugamarFeinAnSamhradhLinn.html

http://guineveere.wordpress.com/tag/imbolc/
https://thesession.org/tunes/10447

LO SPINO DI MAGGIO: AMHRÁN NA CRAOIBHE

Il biancospino è l’albero della festa di Beltane caro a Belisama, la splendente, cresce come arbusto o come albero di dimensioni ridotte (arriva solo ai 7 mt di altezza) allargando la chioma in tutte le direzioni possibili, per i molti rametti che si formano intrecciandosi sulle strutture più vecchie, alla ricerca della luce verso l’alto.
Il ramo di biancospino e i suoi fiori si utilizzavano nei rituali nunziali celtici e dell’antica Grecia e anche per gli antichi Romani era il fiore del matrimonio, augurio di felicità e prosperità.
Le virtù curative del biancospino erano conosciute fin dal Medioevo: è chiamato la “valeriana del cuore” perché agisce sul flusso sanguineo migliorandone la circolazione ed è inoltre utilizzato per contrastare l’insonnia e gli stati di angoscia. continua7005638-albero-di-biancospino-sulla-strada-rurale-contro-il-cielo-blu

BIANCOSPINO O PRUGNOLO?

fiori sono piccoli, bianchi e con delle delicate sfumature rosacee, dolcemente profumati e fioriscono a Maggio. In zone dalle fioriture tardive per la festa di Beltane o per le questue rituali dei maggianti (i “mayers”),  si utilizza però il ramo di prugnolo (stessa famiglia delle Rosaceae  ma con fioritura già a marzo-aprile) o il maggiociondolo dai caratteristici fiori gialli penduli. Bisogna infatti considerare che con l’introduzione del calendario  gregoriano,  il tempo è “tornato indietro” di 11 giorni, ma natura era ancora ferma al 21 aprile!

LA SPOSA DI MAGGIO

Il ramo di biancospino e i suoi fiori si utilizzavano nei  rituali nunziali celtici e dell’antica Grecia e  anche per gli antichi Romani era il fiore del matrimonio, augurio di felicità  e prosperità.
A Roma il  biancospino era consacrato a diverse divinità femminili, come Flora, Dea  della primavera e della vegetazione rigogliosa e lussureggiante, Cardea, Dea del parto e protettrice dei neonati, e Maia,  che regnava nel mese di maggio, considerato il mese delle purificazioni, e  quindi, della castità. In questo caso l’albero rappresentava la purezza.   La ninfa Carna, inoltre, veniva raffigurata con in  mano un ramo di biancospino, ed era la protettrice dei cardini delle porte.  Con il ramo spinoso ella scacciava gli spiriti maligni e le influenze  negative che volevano penetrare nelle case attraverso gli usci.” (tratto da “Il tempio della Ninfa” qui)

John Collier: Queen Guinevere's Maying - 1900
John Collier: Queen Guinevere’s Maying – 1900

AMHRÁN  NA CRAOIBHE

Canto diffuso  nella parte sud-est dell’Ulster (Irlanda del Nord), è il canto processionale  delle donne che portano il ramo del Maggio nelle celebrazioni rituali per la  festa di Beltane e forse si accompagnava ad una  danza, la cui coreografia è andata perduta.

La canzone è  stata riportata dalla signora Sarah Humphreys  che viveva nella contea di Armagh: ogni frase è intonata dal solista è seguita dal coro benaugurale verso gli sposi di Maggio.
The song is unique to the south-east Ulster area and was collected from Sarah Humphreys who lived in Lislea in the vacinity of Mullaghban in Co. Armagh. The air of the song from Cooley in Co. Louth survived in the oral tradition from my father Pádraig. It was mistakenly called ‘Lá Fhéile Blinne’ (The Feast of St Blinne) by one collector. Though it was sung as part of the celebrations of Killeavy Pattern it had no connection with Blinne or Moninne, a native saint of South Armagh, but rather the old surviving pre-Christian traditions had been incorporated into Christian celebrations. The district of ‘Bealtaine’ is to be found within a few miles of Killeavy where this song was traditionally sung, though the placename has been forgotten since Irish ceased to be the vernacular of the community within this last century. Other place names nearby associated with May festivities are: Gróbh na Carraibhe; The Grove of the Branch/Garland (now Carrive Grove) Cnoc a’ Damhsa; The Hill of Dancing (now Crockadownsa).” (Pádraigín Ní Uallacháin, 2002, A Hidden Ulster)

ASCOLTA Páidraigín Ní Uallacháin in “An Dealg  Óir”

GAELICO IRLANDESE
‘S í mo chraobhsa craobh na mban uasal
Haigh dó a bheir i’ bhaile í ‘s a haigh di
Craobh na gcailín is craobh na mbuachaill;
Craobh na ngirseach a rinneadh le huabhar,
Maise hóigh, a chaillíní, cá bhfaigh’ muinn di nuachar?
Gheobh’ muinn buachaill sa mbaile don bhanóig;
Buachaill urrúnta , lúdasach, láidir

TRADUZIONE INGLESE
My branch is the branch
of the noble women,
Hey to him who takes her home,
hey to her;

The branch of the lasses
and the branch of the lads;
The branch of the maidens
made with pride;
Hey, young girls,
where will we get her a spouse?
We will get a lad
in the town for the bride,
A dauntless, swift, strong lad,
TRADUZIONE IN ITALIANO
Il mio ramo è il ramo
delle nobildonne.
Salute a colui che la sposa,
salute a lei;

il ramo delle ragazze
e  il ramo dei ragazzi;
il ramo delle fanciulle
fatto con orgoglio.
Salute, giovanette,
dove le prenderemo uno sposo? Prenderemo un ragazzo
di città per la sposa,
un ragazzo intrepido,  svelto e forte

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/amhran.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59221

I RITI DEL MAGGIO: CANTARMAGGIO IN INGHILTERRA

Molte tradizioni del Maggio si sono conservate in varie parti d’Europa fino alle soglie del Novecento. Così anche in Inghilterra (come in Italia) la tradizione dei “Mayers” non è scomparsa; anche se si è drasticamente interrotta allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, è stata ripresa sporadicamente e mantenuta viva dai molti Mummers e Morris Dancers, fino ai nostri giorni.
In genere come da antica tradizione erano i giovanotti del paese ad andare nei boschi a raccogliere i rami del maggio, “going a-Maying“, e a portare il Maggio nel paese “the bringing home the May“, per lo più travestiti o con costumi stravaganti: c’erano una coppia di sposini e altre figure ancora più pittoresche dai nomi particolari a seconda del luogo e della tradizione, c’erano i bambini portavano la ghirlanda del maggio cantando in processione e facendo la questua e c’erano i musicisti che iniziavano a girare per le strade a metà aprile e fino alla sera del 30 aprile.

In Italia ad esempio le cronache del tempo riferibili alla Romagna (citato in)
…nella notte d’ingresso di tale mese, elettrizzandosi la gioventù, accorrono i giovani a cantare il maggio sotto le finestre delle loro favorite. Contemporaneamente si sentono torme di giovinette cantare canzoni ponendo sulle finestre ed alle loro porte rami di albero con fiori, come dire di avere piantato Maggio” (Placucci – 1818).
il primo giorno di maggio gli amanti prendono un ramo di acacia in fiore e vanno la mattina per tempo a piantarlo o presso l’uscio, o vicino ad una finestra dell’amata: alcune volte attaccano a questo ramo doni come spille, fazzoletti o altro. Poi cantano” (Bagli – 1885).

In Inghilterra la tradizione dei “mayers” non è scomparsa, anche se è oggi sporadicamente praticata, tuttavia per tutto l’Ottocento, sono documentati vari canti di questua primaverili risalenti alla tradizione popolare. Così nell’Ottocento i Mayers iniziavano a metà Aprile la loro questua primaverile cantando il Maggio di casa in casa, e terminavano la sera del 30 Aprile. Si trattava di un gruppetto di cinque o sei uomini che si accompagnavano nel canto con il violino o il flauto.

rasing_maypoleErano anche i bambini a girare per le strade, come per il Wassaling e il caroling natalizio anche in primavera i bambini andavano di casa in casa per la questua, cantando una serie di versi (imparati dalla mamma): portavano in processione la ghirlanda del maggio, una bambolina posta tra una corona di fiori e nastri appesa ad un’asta (vedi).

Nella questua primaverile non è espressamente indicato il wassail, perché quello che portavano i carollers erano rami del Maggio o aste decorate con ghirlande fiorite, di certo ricevevano monete e un po’ di cibo-bevande in cambio delle strofe benaugurali.
La cerimonia era detta “the bringing home the May” e l’andare nei boschi a raccogliere i rami “going a-Maying“. Nei secoli precedenti veniva eletta una “regina del Maggio” tra le fanciulle più belle del paese e i giovani si incontravano per danzare e cantare insieme intorno al Palo del Maggio.

Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson
Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson

Questi carollers erano l’eco delle allegre brigate che fin dal Medioevo facevano entrare il Maggio nelle case: prima dello spuntare del giorno di Calendimaggio i giovani del villaggio raccoglievano fiori di campo e rami di biancospino, entravano in paese: cantando e danzando, appendevano alle finestre i rami raccolti e donavano i fiori alle fanciulle più graziose. (continua).

I Mayers giravano sia durante la notte che durante il giorno ed avevano canzoni per la notte e canzoni per il giorno spesso sulla stessa melodia. Le Night songs erano cantate il 30 aprile per lasciare i rami di biancospino o più in generali i rami fioriti detti Maggio alle porte dei loro vicini con la richiesta di cibo e bevande. Le Day songs erano le canzoni del 1° Maggio quelle più propriamente di questua in cui si chiedevano delle monete in cambio delle canzoni benaugurali.

Martin Carthy così scrive nel 2006 sull’album “Holy Heathens and the Old Green Man”:There must be dozens of May Day songs from all over the country and the collector Fred Hamer had his own extensive collection, a selection of which was printed in the EFDSS journal* of 1961 along with an article on the subject. He says that a part of the ritual saw Mayers making their feelings known about particular individuals while they were doing their rounds. It was important for people to have the branch of May placed at their doors because a lack of it would certainly be seen as more than just a slight: but indeed it went further. A briar might be left to indicate a liar, and either elder or hemlock and stinging nettles for people of bad moral character; in all probability there were other examples as well. (* Journal of The English Folk Dance & Song Society)

C’erano soprattutto le canzoni, dette genericamente “May Day Song” o “May Day Carol” che prendono in prestito i versi le une dalle altre (e dalla tradizione del wassailing).

ARCHIVIO MAY DAY SONGS

Prima parte vedi
Seconda parte vedi
Terza parte vedi