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LA MUSICA DEI CELTI INTORNO AI FUOCHI DI BELTANE

LA MUSICA DEGLI DEI

I festeggiamenti intorno al fuoco di Beltane avevano caratteristiche rituali comunitarie a sfondo orgiastico e il parallelo corre ai riti dionisiaci cadenzati da aulos doppi e tamburi. vedigreci

ASCOLTA Synaulia

ASCOLTA Wardruna  (per il versante germano-scandinavo)

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FIRE LEAP

Dal film-cult The Wicker man (1973): il canto-danza è una sorta di lezione-studio di partenogenesi in cui delle giovani fanciulle per essere rese fertili dal Fuoco, saltano sulla fiamma .

dal film The Wicker Man Lezione di partenogenesi

Lord Summerisle: Well I’m confident your suspicions are wrong, Sergeant. We don’t commit murder here. We’re a deeply religious people.
Sergeant Howie: Religious? With ruined churches, no ministers, no priests… and children dancing naked!
Lord Summerisle: They do love their divinity lessons.
Sergeant Howie: [outraged] But they are… are *naked*!
Lord Summerisle: Naturally! It’s much too dangerous to jump through the fire with your clothes on!
Sergeant Howie: What religion can they possibly be learning jumping over bonfires?
Lord Summerisle: Parthenogenesis.
Sergeant Howie: What?
Lord Summerisle: Literally, as Miss Rose would doubtless say in her assiduous way, reproduction without sexual union.
Sergeant Howie: Oh, what is all this? I mean, you’ve got fake biology, fake religion… Sir, have these children never heard of Jesus?
Lord Summerisle: Himself the son of a virgin, impregnated, I believe, by a ghost…
Sergeant Howie: And what of the TRUE God? Whose glory, churches and monasteries have been built on these islands for generations past? Now sir, what of him?
Lord Summerisle: He’s dead. Can’t complain, had his chance and in modern parlance, blew it.

ASCOLTA Per “Fire Leap” ovvero “Take the flame within you” Paul Giovanni ha composto una melodia medioevale, di flauti e zufoli, cadenzata ma non frenetica, non proprio una musica dionisiaca.
Secondo la versione ufficiale la maggior parte dei testi scritti per l’occasione provengono dalle raccolte di musica tradizionale di Cecil Sharpe, e riscritti dallo sceneggiatore Anthony Shaffer (ma al momento per questo canto in particolare non ho ancora trovato riscontro)


I
Take the flame inside you
Burn and burn below
Fire seed and fire feed
To make the baby grow
II
Take the flame inside you
Burn and burn belay(1)
Fire seed and fire feed
To make the baby stay
III
Take the flame inside you
Burn and burn belong
Fire seed and fire feed
And make the baby strong
IV
Take the flame inside you
Burn and burn belie(2)
Fire seed and fire feed
To make the baby cry(3)
V
Take the flame inside you
Burn and burn begin
Fire seed and fire feed
To make the baby King
TRADUZIONE ITALIANO
I
Prendi la fiamma dentro di te
brucia e brucia da sotto
il fuoco è seme e nutrimento
per far nascere il bambino
II
Prendi la fiamma dentro di te
brucia e brucia il legame
il fuoco è seme e nutrimento
per accogliere il bambino
III
Prendi la fiamma dentro di te
brucia e brucia da tanto
il fuoco è seme e nutrimento
per far diventare il bambino forte
IV
Prendi la fiamma dentro di te
brucia e brucia le impurità
il fuoco è seme e nutrimento
per far piangere il bambino
V
Prendi la fiamma dentro di te
brucia e brucia dall’inizio
il fuoco è seme e nutrimento
per fare il bambino Re

NOTE
1) nelle strofe si ripetono parole assonanti composte con il verdo be: below, belay, belong, belie, begin che creano un’allitterazione
2) belie è una contrazione di belied, belying, io l’ho tradotto un po’ liberamente
3) credo si riferisca al vagito del bambino al momento della nascita

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/strumenti-antichi-celti.html
http://www.simonescuola.it/lebaccanti/strumenti_dionisiaci.html
http://powderroom.kinja.com/our-more-dreadful-sacrifice-an-appointment-with-the-w-1672309330

A L’ENTRADA DE TENS CLAR

LA BALADA TROBADORICA
“A l’entrada del temps clar” è una ballata (balada) trovadorica (o trabadorica) anonima del XI o XII secolo in cui si canta e si balla per festeggiare l’arrivo della primavera. La primavera è allegoricamente raffigurata da una regina d’Aprile che invita i giovani al ballo, ma il vecchio re (l’inverno) è lasciato alle porte. Come non pensare ai riti di Beltane?
Una “Regina d’Aprile” che fu la “Regina dei Giochi” o “Donna dei giochi”, era il nome dietro cui si celavano culti agrari pre-cristiani con tanto di canti e danze che ovviamente la Chiesa bollava come turpitudini.

entrada-danza
L’aggettivo turpis ed i suoi derivati sono un topos della condanna ecclesiastica delle manifestazioni popolari. Il III Concilio di Toledo (589) proibì che i partecipanti alle vigilie sacre «saltationibus et turpibus invigilet canticis» cioè che vegliassero alle danze e alle turpi canzoni. Il corrispondente editto reale prescrisse «quod belematiae et turpes cantici prohibendi sunt» dove le belematiae sono delle canzoni definite dalla chiesa «oscene». Nel 636 il Concilio di Châlons deplora che nelle feste si cantino «obscina et turpea cantica cum choris foemineis». Il vescovo di Tours in un decreto dell’858 vietò che di domenica si facessero «illas ballationes et saltationes canticaque turpia ac luxuriosa nec in plateis nec in domibus, neque il ullo loco, quia haec de paganorum consuetudine remanserunt» Ballationes e cantiones, sono termini sconosciuti al Latino classico, evidentemente calchi di voci volgari come i provenzali balada e canso.” (tratto da qui)
Secondo Gaston Paris la lirica romanza medievale deriverebbe dalle canzoni di danza eseguite dalle donne durante le feste di primavera, eppure come non ravvisare la sorprendente somiglianza della lirica romanza cortese con i componimenti dei poeti arabi (le khargiat arabo andaluse sono databili al 1042)? (vedi)
Tuttavia non è mia intenzione discutere su chi abbia inventato l’amor cortese, e nemmeno di quanto possa considerarsi popolare oppure filtrato e colto il testo di questa balada, di sicuro però c’erano le consuetudini popolari di ritualizzare certi momenti particolari dell’anno, come lo era l’arrivo della Primavera, il risveglio della Natura: una forza vitale si rinnova e riproduce, e fa scorrere il sangue più veloce nelle vene e palpitare i cuori.

La balada “A l’entrada del temps clar” è contenuta nel canzoniere di Saint-Germain-des-Prés, conservato a Parigi presso la Bibliothèque Nationale de France, un piccolo codice datato nel suo nucleo originario al XIII secolo , (1201-1300) con riportata una, seppur pre-modale, notazione delle melodie. (qui) Il manoscritto, una delle rare fonti per la ricostruzione del patrimonio musicale trobadorico, comprende i componimenti dei più importanti trovieri del XII secolo, come Blondel de Nesles, lo Châtelain de Coucy, Chrétien de Troyes, Conon de Béthune, Gace Brulé, e di poeti contemporanei al periodo di redazione del manoscritto, come Chardon de Croisilles, Colin Muset, Gautier d’Espinal, provenienti per la maggior parte dalla Francia nord-orientale, oltre a due brevi sezioni provenzali in cui prevalgono autori come Gaucelm Faidit, Bernart de Ventadorn e Rigaut de Berbezilh.

LA MUSICA
Sappiamo molto poco sulla balada occitana del 1100 ovvero più sulla sua forma poetica che sulla coreografia della danza: il testo è allegro con una musica vivace fatta per ballare, probabilmente con passi saltellati o saltati come si evince dai codici miniati coevi. Le poche melodie di dansas (altro nome occitano dato alla balada) richiamano le virelais sul versante Nord della Francia delle quali sono le antenate,

passo-saltellato

In genere la canzone inizia con il ritornello (cantato dal coro) ripetuto dopo ogni strofa (cantata dal solista), ma non in questo caso; il ritornello (detto respos, ripresa =A) è composto da tre versi (qui quattro) con uno schema metrico diverso dalle strofe (dette cobla, stanza =b). seguite dal congedo (in occitano vuelta, volta =a).
Una danza senza vuelta era detta danseta.
Il testo è in dialetto pittavino una regione intermedia tra Nord e Sud della Francia in cui si mescolano oc e oil  e che nel Medioevo era molto più vicino al provenzale.
La struttura formale della poesia è quindi
A l’entrada del temps clar (b)
Per jòia recomençar (b)
E per jelós irritar (b)
Vòl la regina mostrar (b)
Qu’el’es si amorosa (a)
A la vi’, a la via, jelós! (A)
Laissatz nos, laissatz nos (A)
Balar entre nos, entre nos (A)

Per l’ascolto musicale trovo sia molto interessante questa versione di Martin Best anche per la briosità e la giocosità con cui è cantata
ASCOLTA The Martin Best Consort

IPOTESI DI RICOSTRUZIONE DELLA DANZA
Visto la sua datazione si potrebbe ipotizzare una danza a catena chiusa e aperta più simile alla farandola che al virelai trecentesco. Ma alcuni autori interpretano la musica come se fosse una carola che sappiamo essere per quei tempi una forma di canto senza gli strumenti, in cui nella parte cantata dal solista i danzatori restavano fermi e ballavano invece solo sul ritornello che cantavano coralmente.

Probabilmente la danza era come quella proposta dal gruppo musicale La Mandragore

VIDEO La Mandragore (sono del Quèbec) della serie Raggle taggle gipsy (la loro pagina https://lamandragore.bandcamp.com/) alla melodia principale è stato innestato un saltarello (per essere precisi il Saltarello III, manoscritto Londra vedi)


I
A l’entrada del temps clar(1) — eya
Per jòia recomençar — eya
E per jelós irritar — eya
Vòl la regina mostrar
Qu’el’es si amorosa
A la vi’, a la via, jelós!(2)
Laissatz nos, laissatz nos
Balar entre nos, entre nos(3).
II
El’ a fait pertot mandar — eya
Non sia jusqu’à la mar — eya
Piucela ni bachalar — eya
Que tuit non vengan dançar
En la dansa joiosa.
III
Lo reis i ven d’autra part — eya
Per la dança destorbar — eya
Que el es en cremetar — eya
Que òm no li vòlh emblar
La regin’ aurilhosa.
IV
Mais per nïent lo vòl far — eya
Qu’ela n’a sonh de vielhart — eya
Mais d’un leugièr bachalar — eya
Qui ben sapcha solaçar(4)
La dòmna saborosa.
V
Qui donc la vezés dançar — eya
E son gent còrs deportar — eya
Ben pògra dir de vertat — eya
Qu’el mont non aja sa par
La regina joiosa.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Quando arrivano i giorni chiari(1), eya
Per rinnovare la gioia, eya
E far arrabbiare i gelosi, eya
La regina vuole mostrare
che lei è così amorosa.
Andate via, andate via, gelosi(2),
lasciateci, lasciateci,
ballare tra di noi, tra di noi.
II
Ha fatto mandare messaggi ovunque, eya
Che fino al mare, eya
Non ci sia ragazzo o ragazza, eya
Che non venga a ballare
la danza gioiosa
III
Il re viene, eya
Per disturbare la danza, eya
Perché è preoccupato, eya
Che qualcuno gli voglia rubare
la regina d’aprile.
IV
Ma lei non glielo permetterà, eya
Perché non ha bisogno d’un vecchio, eya
Ma di un grazioso giovane, eya
Che sappia ben sollazzare(4)
la donna squisita.
V
Chi la vedrà danzare, eya
E muovere i suoi armoniosi fianchi, eya
Potrà ben dire in verità, eya
Che il mondo non ha eguali
alla regina gioiosa.

la traduzione in spagnolo A l’entrada del temps clar | * Sendas de Oku

NOTE
1) un tempo l’anno era diviso in due metà la parte chiara quella in cui il sole diventava via via più forte procedendo dall’equinozio di primavera al solstizio d’estate e la parte scura quando il sole perdeva vigore per essere sconfitto dalle tenebre nel solstizio d’inverno. All’arrivo della bella stagione, la regina, per irritare l’amato geloso, vuol mostrare a tutti quanto sappia essere “amorosa”.
2) il tema dei gelosi o degli invidiosi è un topico della poesia trobadorica (o trovadorica) cantata nel Medioevo
3) il ritornello è chiaramente cantato dalle donne in coro
4) le tematiche sessuali non sono neanche troppo allusive bensì esplicite

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/danza-medioevo.htm
http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b60009580 https://archive.org/details/lechansonnierfra01bibluoft http://www.academia.edu/2080490/ Lug_Robert_The_Premodal_Sign_System_of_the_Chansonnier_de_Saint-Germain-des-Pr%C3%A9s
http://trobadors.iec.cat/veure_d.asp?id_obra=468
https://lacriptadeicappuccini.wordpress.com/2008/03/22/ballata-per-una-primavera-vecchia-di-nove-secoli/
http://www.trobar.org/troubadours/misc/intrada.php http://kappi.altervista.org/ITA/universita/filologiaromanza2/roncaglia-zone.html
http://ontanomagico.altervista.org/saltarello-medioevo.htm

BLOW AWAY THE MORNING DEW

Nella versione più antica della ballata nota come The Baffled Knight, un giovane e inesperto cavaliere incontra una fanciulla per i campi e le chiede di fare sesso, ma la fanciulla si prende gioco della sua inesperienza amorosa e lo raggira con uno stratagemma. Attraversando i secoli e la trasmissione orale il contesto della ballata diventa più prosaico e la fanciulla non sta più giocando con il fuoco, ma è tutta intenta a preservare la propria virtù da uno stupro.

VERSIONE D: BLOW AWAY THE MORNING DEW

Child ballad #112
Variante The Baffled Knight

La ballata è riportata in moltissime versioni testuali sia nelle raccolte settecentesche che nei Broadsides, oltrechè trasmessa oralmente in Gran Bretagna e America con i titoli di ” Blow (Clear)(Stroll) Away The Morning Dew”; il protagonista maschile di volta in volta è un gentleman, o un pastorello / contadinello. La novità rispetto alle versioni A e B già viste (qui e qui) è il ritornello che, declinato in un paio di varianti, richiama un allusivo venticello mattutino che spazza via la rugiada della notte.
La ballata cortese d’epoca rinascimentale del “Cavaliere Beffato” viene ora trasposta in un ambito popolare, allacciandolo ad un antico rituale celtico benaugurale e salutistico, ancora praticato dai contadini, quello del bagno nella rugiada di Beltane. (vedi).

LA VERSIONE RACCOLTA DA CECIL SHARP

Così scrive Geoff Woolfe “Cecil Sharp noted several versions of this song in his travels around Somerset in the early 1900s, and in 1916 published what became the ‘standard’ version later sung by many schoolchildren and choirs. Vaughan Williams used the tune for his folk song suite for military band in the 1920s. The text in Mrs Nation*’s version is similar to most others; its meaning may have been lost on collectors and schoolchildren in more innocent times” (tratto da qui) * Elisabeth Nation da Bathpool, Somerset.

NB
Nella prima stesura della trattazione erano disponibili per l’ascolto molti video su YouTube, che poi sono stati cancellati o non più disponibili, pertanto per seguite il testo e ascoltare le melodie ho inserito il rimando a Spotify, l’ascolto nella forma base è gratuito basca iscriversi alla piattaforma e scaricare l’app.

ASCOLTA
Oscar Brand & Joni Mitchell 1965: una ancora sconosciuta Joni Anderson, ma già rifulgente. Il video fa parte della serie televisiva “Let’s Sing Out” condotta da Oscar Brand  che fu registrata in vari campus universitari del Canada e mandata in onda dalla televisione canadese dal 1963 al 1966. La versione testuale della ballata è stata un po’ ritoccata e ridotta nella forma di canzoncina umoristica.


I
There was a young farmer(1)
Kept sheep all on the hill;
And he walk’d out one May morning(2)
To see what he could kill.(3)
Chorus
And sing blow away the morning dew
The dew, and the dew.
Blow away the morning dew,
How sweet the birds they sing(4)
II
He looked high, he looked low,
He cast an under look;
And there he saw a pretty maid
that swimming in a brook.
VI
“If you take to my father’s castle(6)
Which is walled all around,
And, you may have a kiss from me
And twenty thousand pound”(7).
VII
When they got to her father’s gate,
quicly she ride in:
There is a fool without
And here’s a maid within.
VIII
There is a flower in the garden,
they call it Marigold(8):
And if you do not
when you’re young(9),
then you may not when you’re olde.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era un contadinello (1)
che governava le pecore sulla collina
e uscì un mattin di maggio(2)
per vedere di cacciare qualcosa (3).
RITORNELLO
Spazza via la rugiada del mattino
la rugiada, la rugiada
Spazza via la rugiada del mattino,
e che soavi uccelli canterini! (4)
II
Guardò in su e guardò in giù
e gettò uno sguardo di lato;
e vide una graziosa fanciulla
che nuotava nel torrente. (5)
VI
“Se mi porterai al castello avito (6)
tutto cinto dalle mura
potrai avere un mio bacio
e 20.000 sterline(7)”
VII
Quando arrivarono al portone
svelta lei corse dentro
“C’è uno stupido all’esterno
e una vergine all’interno”.
VIII
C’è un fiore nel giardino
che chiamano calendula(8),
se non la cogli
quando sei giovane(9),
poi non potrai quando sarai vecchio!

NOTE
1) oppure “shepherd boy” in  Phyllis Marshall (che raccolse 26 canzoni popolari tra il 1916 e il 1917 da Bathpool e West Monkton, Somerset). Nel Somerset Scrapbook, Bob e Jackie Patten scrivono: “in 1916 and 1917 Miss Phyllis Marshall was collecting songs around West Monkton. Although only a small collection, her note books contain some choice material. This collection only came to light in the 1970s when it was found in a second-hand book shop and bought for a few pence“. Sia la versione di Oscar Brand che di Phyllis Marshall sono riconducibili a quella”standard” pubblicata da Cecil Sharp nel 1916.
2) il verso è significativo e chiarisce il ritornello: non si tratta di un una mattina qualunque di maggio, ma di calendimaggio nella notte  propizia per il bagno nella rugiada: è il sole di Beltane a dare maggiore potere all’acqua (vedi).
3) qui il giovanotto va a caccia per necessità, ma inizialmente era un gentiluomo a caccia per diletto: è evidente l’allusione alla donna come preda
4) la strofa è stata variata per renderla più “ammiccante”, Il ritornello riportato da Cecil Sharp dice:
And sing blow away the morning dew,
The dew, and the dew.
Blow away the morning dew,
How sweet the winds do blow.
5) in questa versione mancano un paio di strofe così riportate da Phyllis Marshall
“The dew’s all on the grass, it’ll spoil my wedding gown
Which cost my father out of his purse as many pounds as crowns”
“I’ll take off my riding coat and wrap it round and round
There is a wind come from the west which soon will blow it down”
La donna cerca di dissuadere l’uomo con un pretesto (e chi canta non sembra avere perplessità sull’incongruenza dei due appena usciti da torrente in cui nuotavano presumibilmente nudi), quello del vestito che si stropiccia (è qui è addirittura un abito da sposa, una Sposa di Maggio?) è un punto fermo della storia che già nelle sue versioni seicentesche ammoniva i giovanotti inesperti (in amore) “Spare not for her gay clothing, But lay her body flat on the ground”
6) più comunemente è un gate, presumo che Oscar Brand abbia utilizzato la parola “castello” per avvalorare l’origine “antica” della ballata, (facendo un po’ fatica a farla stare nella metrica)
7) La fanciulla millanta una ricca dote che potrebbe allettare l’uomo a non passare subito allo stupro, ma a puntare ad ottenere il consenso dei genitori (è sotto inteso che potrà avere i soldi solo in cambio del matrimonio) la strofa raccolta da Phyllis Marshall, che si potrebbe equivocare se non inserita nel contesto, dice “And you shall see what I can do for fifty thousand pounds”
8) marigold= con lo stesso termine si indica sia la calendula che il tagete. Io propendo per la calendula che già nella seconda metà del 1600 è stata portata in America dai primi coloni. Il fiore riprende il simbolismo solare ed era considerata una pianta protettiva. In questo contesto simboleggia la virtù della fanciulla
9) anche l’aver trasformato la massima “se non la cogli quando puoi, non la coglierai quando vorrai” in “se non lo fai quando sei giovane, allora non potrai farlo quando sarai vecchio” indica la volontà di rendere meno brutale la storia.

ASCOLTA Ian Robb in “Ian Robb and hang the Piper” 1979 Nelle note Ian scrive ” the bulk of the text and the tune coming from ‘This Singing Island’, MacColl and Seeger”  da ascoltare su Spotify


I
As I walked out one morning fair,
To see what I could shoot(1),
I there espied a pretty fair maid
Come a-tripping by the road.
CHORUS
And sing, Hail the dewy morning’
Blow all the winds high-O.
Clear away the morning dew,
How sweet the winds do blow.
II
We both jogged on together
‘Till we came to some pooks of hay.
She said’ “Young man, there is a place,
Where you and I can lay”.
III
I put me arms around her waist
And I tried to throw her down.
She said “Young man, the dewy grass
Will rumple my silk gown. ”
IV
“But if you come to me father ‘s house
There you can lay me down.
You can take away me maidenhead,
Likewise a thousand pounds(3).”
V
So I took her to her father’s house,
But there she locked me out.
She said’ “Young man, I’m a maid within,
And you’re a fool without! ”
VI
So it’s if you come to a pretty maid,
A mile outside of town,
Don’t you take no heed
of the dewy grass
Or the rumpling of her gown.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre andavo in un bel mattino
a cercare di impallinare qualcosa (1),
scorsi una giovane e bella fanciulla
che andava a passeggio per la strada.
RITORNELLO
Evviva la rugiada del mattino,
che tutti i venti portano via,
scompare la rugiada mattutina
non appena i venti dolcemente soffiano.
II
Camminammo affiancati
finchè arrivammo a dei covoni di fieno
e lei disse “Giovanotto questo è il posto dove ci possiamo riposare”
III
La strinsi tra le braccia
e cercai di metterla distesa
“Giovanotto, l’erba umida
mi stropiccerà l’abito di seta.
IV
Ma se verrete fino alla mia dimora (2)
allora vi coricherete con me
e prenderete la mia verginità,
insieme a un migliaio di sterline (3)”
V
Così l’accompagnai a casa,
ma lei mi chiuse fuori
dicendo “Giovanotto io sono una vergine all’interno
e voi uno sciocco all’esterno”
VI
Perciò se incontrate una bella fanciulla
ad un miglio dalla città,
non abbiate riguardo
a che l’erba umida
le stropicci il vestito!

NOTE
1) presumibilmente il protagonista è un gentleman che si diletta nella caccia come passatempo
2) la dimora paterna
3) ovviamente si sta riferendo alla dote

Quarta parte continua

FONTI
https://mainlynorfolk.info/eliza.carthy/songs/thebaffledknight.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=Child_d11204
http://www.mustrad.org.uk/articles/phyllism.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=64609
https://afolksongaweek.wordpress.com/2012/05/20/week-39-stroll-away-the-morning-dew/ http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=717 http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=1207 http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5962 http://www.rosaleengregory.ca/the-baffled-knight.html http://www.readbookonline.net/readOnLine/43791/

BARBABLU’ NELLA BALLADRY ANGLO-AMERICANA

TITOLI: Lady Isobel and the Elf Knight, May Colvin, Wearie’s Well, An Outlandish Rover, The Highway Robber, The Old Beau.
Child ballad # 4

Lady Isabel and the Elf Knight è diventato il titolo con cui per convenzione si definisce un tema ben preciso della narrazione popolare attraverso il canto, il tema del predatore. La ballata richiama per certi versi The Elfin Knight (Child ballad #2 vedi), anche qui ci sono l’elfo e il corno, ma la storia è decisamente un racconto alla Barbablù, l’archetipo del predatore innato della psiche femminile per dirla con Clarissa Pinkola Estès (Donne che corrono con i lupi): nella fiaba di Barbablù la fanciulla acconsente di sposarsi con un uomo un po’ inquietante dalla lunga barba blù (non è proprio convinta, ma a forza di guardarlo bene -in realtà offuscata dalla sua inesperienza – le sembra che la sua barba non sia poi così tanto blù) nella ballata il cavaliere-elfo è invitato, chiamato dalla fanciulla stessa che lo segue spontaneamente, purtroppo ingannata dai suoi modi seducenti e gentili. Appena giungono nel bosco la maschera della galanteria cade e l’elfo le dichiara la sua intenzione di ucciderla (presumibilmente dopo averla violentata).Ma la ragazza non si lascia sopraffare dal terrore e con l’inganno riesce a uccidere il predatore, riservandogli la medesima sorte a cui lei era destinata.

201111161900

IL PREDATORE NELLE FIABE

L’ossessione ricorrente per il predatore in ballate e fiabe era un modo per allertare le giovani fanciulle dei pericoli del mondo (inganni e stupri) e nel metterle in guardia dai mariti violenti e prevaricatori che avrebbero cercato di dominarle, erano pillole di saggezza, insegnamenti di vita trasmesse dalle madri alle figlie.

La ballata si è diffusa in tutta Europa sia in forma di canto che di fiaba, forse la versione più antica arriva dai paesi scandinavi (Den falske Riddaren o Brun sono i titoli di alcune versioni in lingua svedese), e un testo dal titolo Heer Halewijn risalente al XIV secolo, proviene dalle Fiandre.

ASCOLTA Garmana, Brun

Così il professor Child suppone che la storia potrebbe essere originaria dei Paesi Bassi, essendo le versioni fiamminghe e olandesi a riportare meglio di tutte le altre gli elementi fondamentali. Ma si sa che le storie archetipe non hanno un punto d’origine ben preciso, perchè nascono dallo stesso immaginario collettivo. Nell’evolversi della storia si verificano due soluzioni finali: la prima quella ritenuta più antica è quella in cui la ragazza si salva da sola; la seconda, come in Barbablù, quella in cui chiama in aiuto il fratello (o un altro parente) il quale riesce a impedire la violenza (oppure arriva troppo tardi ma compie comunque la vendetta)

VERSIONE A: THE GOWANS SAE GAY (AYE AS THE GOWANS GROW GAY)

Dal refrain che intervalla i singoli versi, la ballata ha come protagonista Lady Isabel (o Isobel) intenta a cucire, sorpresa dal suono del corno dell’Elfo.
Come per la Ballata di Tam Lin (vedi) siamo a Maggio e la giovanetta viene presa da un languore, da un desiderio sessuale malizioso, ed ecco che per magia il cavaliere compare alla sua finestra e la invita a cavalcare assieme nel bosco.
Giunti nel folto del bosco, il cavaliere ordina a Lady Isabel di scendere e di prepararsi, perché già sette principesse avevano trovato la morte per sua mano e lei sarebbe stata l’ottava. La fanciulla riesce a convincerlo ad aspettare un poco, e con parole suadenti e carezze lo culla fino a farlo addormentare: così lo uccide prendendogli la spada.

IL SACRIFICIO DI BELTANE

Una lettura antropologica vede nella storia la metafora di un rituale magico arcaico per propiziare il raccolto: il sacrificio del re del Maggio; entrambi i protagonisti seguono di loro volontà il rito, la fanciulla pronuncia una formula magica e lo lega come un agnello sacrificale, così le sette regine del Maggio si congiungono in matrimonio con il re sacrificale e la terra sarà fecondata per portare prosperità a tutta la comunità. Non possiamo non intravedere la demonizzazione dei riti pre-cristiani in cui esseri luminosi e divini vengono assimilati a creature magiche che si nascondono e rifugiano nei tumuli sacri, nel folto dei boschi o nelle profondità delle acque con caratteristiche più malefiche che benefiche.

ASCOLTA Lisa Theriot 

Lady Isabel
sat at her window a-sewing
Aye as the gowans grow gay
When she heard an elf-knight
on his bright horn(1) a-blowing
On the first morning in May(2).
“Oh, I wish I’d that horn
that I hear blow so clearly
And yonder elf-knight
for to love me so dearly.”
This maiden had scarcely
the fatal words spoken
When in at her window
the elf-knight has broken.
“It is a strange matter,
fair maiden,” said he
“I canna blaw horn
but ye call out to me.”
“But will ye go on down
unto yon greenwood(3) side?
Come take a fair horse,
and together we’ll ride.”
And he’s leapt on a horse,
and she on another
And they have gone down
to the greenwood together.
“Light down ye, light down ye,
fair maiden,” said he
“We are come to the place
where ye are to die.”
“Hae mercy, hae mercy,
Sir elf-knight, on me
Till aince more my father
and mother I see.”
“Well, seven king’s daughters here have I slain
And ye’ll be the eighth
will forever remain.”
“Oh, sit down awhile,
lay your head on my knee
That we may take rest
here before that I die.”
She’s stroked his dark head
and she’s whispered sae sweet
That the elf-knight
was soon lulled fast(4), fast asleep.
And she’s ta’en his ain sword belt
and bound him around
And wi’ his ain dirk struck
the fiend his death wound.
“If seven king’s daughters(5)
were slain here by ye
Then lie here
and keep them all good company.”

TRADUZIONE ITALIANO a cura di Cattia Salto
Lady Isabella
è seduta alla finestra a cucire
Sì, mentre le margherite crescono belle
Quando udì il cavaliere degli elfi
che soffiava nel suo corno lucente(1)
Il primo mattino di maggio(2)
«Se avessi quel corno,
che sento suonare distintamente,
e quel cavaliere degli elfi
ad amarmi teneramente!»
La giovane non aveva neppure finito
di dire le fatali parole,
che alla finestra
il cavaliere degli elfi era balzato:
«È una cosa ben strana,
bella dama», disse lui,
«Non appena suono il corno,
tu mi chiami.
Ma vuoi venire laggiù
verso quel bosco magico(3)?
Vieni a prendere un bel cavallo
e insieme cavalcheremo.»
Lui montò su un cavallo
e lei su un altro
e cavalcarono fino
al bosco magico insieme
«Scendi, scendi,
bella fanciulla», disse lui,
«Siamo arrivati nel luogo
dove devi morire.»
«Abbiate pietà, abbiate pietà
Sir cavaliere degli elfi, di me
fino a quando un’ultima volta mio padre
e mia madre vedrò .»
«Sette figlie di re qui ho ucciso
e tu sarai l’ottava
che per sempre resterai»
«Oh siediti qui un momento,
poni il tuo capo sulle mie ginocchia,
così che ci riposiamo qui
prima che io muoia.»
Gli carezzò i neri capelli
e gli cantò così soavemente
che il cavaliere degli elfi
fu bel presto incantato (4) e addormentato.
Con la cintola della sua spada
lo legò stretto
e con il suo pugnale crudele
il demone ferì a morte.
«Se sette figlie di re(5),
sono state uccise qui da te
allora giaci qui,
e tieni buona compagnia a tutte loro.»

NOTE
1) il corno è uno strumento per lo più ad uso “bellico” ma anche un valido richiamo- allerta, essendo il suo suono udibile sulle lunghe distanze. Qui è anche un corno magico che suscita il desiderio in chi lo sente. L’elfo che suona nel suo corno per richiamare le sue prede è un classico della ballate già visto qui
2) è il primo di maggio e come per la ballata di Tam Lin gli spettatori sono avvisati che il risveglio della natura veicola qualcosa di erotico e forse oscuro, così come il corno dell’elfo è un simbolo fallico evidente. Per i Celti è l’inizio della Stagione chiara dell’anno governata da Bel e festeggiata con Beltane quando i giovinetti vestiti di verde e camuffati da cavalieri-elfi invogliavano le ragazze ad accoppiarsi. Il rituale prevedeva che i ragazzi si disperdessero nel bosco e suonassero il corno come richiamo mentre le ragazze sarebbero andate presto a cercarli.
3) il greenwood è il bosco più profondo quello più verde e sacro dove anticamente si eseguivano i riti di passaggio e quelli della fertilità. Non sappiamo quali fossero le cerimonie che ai tempi dei Celti si svolgevano nel Nemeton ma certamente era un luogo in cui si compivano sacrifici agli dei. Ora una domanda si pone inevitabilmente: i Druidi offrivano sacrifici umani alle loro divinità? continua
4) La fanciulla non è poi così disarmata davanti al predatore come poteva sembrare, anzi possiede una forza selvaggia che le fa cantare parole di magia.
5) apparentemente il cavaliere ha una sessualità malata intrisa di sadismo, la sua eccitazione si appaga con l’uccisione della fanciulla, eppure la storia sembra seguire
un rituale: il sacrificio di sette vergini di sangue reale in offerta agli dei deve essere seguito da quello di un principe per garantire i frutti della natura. Così è la fanciulla che uccide il cavaliere per chiudere il cerchio

La storia per il suo fascino oscuro è interpretata anche con arrangiamenti un po’ dark (il testo è abbastanza simile al precedente che non si ritiene necessaria una traduzione)
ASCOLTA Steeleye Span Lady Isobel And The Elf Knight
ASCOLTA Angus Mohr

The elf-knight sits on yonder hill
Fine flowers in the valley
He blows his horn both loud and shrill
As the rose is blown.

He blows it East, he blows it West
He blows it where he liketh best
Lady Isabel sits a-sewing
When she heard the elf-knight’s horn a-blowing
Would I had that horn a-blowing
And yon elf-knight for to sleep in my bosom
Scarcely had she these words spoken
When in at the window the elf-knight’s broken
It’s a very strange matter, fair maid, said he
I cannot blow my horn, but you call on me
But will you go to the greenwood side
If you will not go, I’ll cause you to ride
He leapt on his horse and she on another
And they rode on to the greenwood together
Light down, light down, Isabel, said he
For we’re come to the place where you are to die
It’s seven kings daughters, here have I slain
And you shall be the eighth of them
Sit down a-while, lay your head on my knee
That we may rest before I die
She stroked him so fast the nearer he did creep
And with a small charm, she’s lulled him to sleep
With his own sword-belt so fast she’s bound him
With his own dagger so sore she’s stabbed him
If seven kings daughters here have you slain
Then lie you here, a husband to them all

continua versione B (vedi)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/nemeton.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Lady_Isabel_and_the_Elf_Knight http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_4 http://isoladiman.altervista.org/herrhal/herrhal.htm http://www.nspeak.com/allende/comenius/bamepec/multimedia/essay5.htm
http://www.contemplator.com/child/variant4.html http://betterknowachildballad.wordpress.com/2012/07/24/child-4-lady-isabel-and-the-elf-knight-part-1/ http://mysongbook.de/msb/songs/e/elfknigh.html http://www.jigheads.com/recordings/this%20thin%20place.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=22848

TAM LIN

a sidheLa ballata tradizionale del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo, ci sono molte varianti del nome Tom Line, Tom Linn, Tamlin, Tomaline Tam-line e Tam Lane come moltissime sono le varianti testuali.

GLI INCONTRI FATATI NEL BOSCO SACRO

La storia è narrata anche come fiaba e ha mantenuto molti riferimenti alle leggende celtiche più antiche, la versione attualmente accreditata è quella per bambini, ma la storia di Tam Lin è molto più complessa e oscura.

janetI protagonisti della storia sono due: la giovane nobildonna di nome Janet o Margaret, che all’arrivo della Primavera decide di andare nel bosco a raccogliere i fiori e resta incinta dell’elfo; Tam Lin il giovane cavaliere prigioniero delle fate che desidera fuggire per ritornare al mondo degli uomini.
A leggere tra le righe sembra che l’uomo sia stato sottoposto a una specie di apprendistato magico e che si trovi a vivere come dire “in prova” nel bosco sacro: solo dopo sette anni apparterrà definitivamente al mondo delle fate e perderà la sua umanità (storicamente Tamlane è stato identificato come figlio di Randolph conte di Moray o Murray)

C’è anche un terzo personaggio della storia, la Regina delle Fate, che compare nella seconda parte: per lo più considerata in modo neutro e in alcune versione vista in chiave negativa.

Nella tradizione popolare celtica le fate vivono raggruppate per regni ognuno con il suo tumulo o collina fatata come “castello” in cui vivono allegramente tra feste, musica e balli. La loro dimensione spaziale e temporale è diversa dalla nostra e possono camminare tra di noi senza essere visti. Si muovono velocemente nell’aria e mutano forma a piacimento, non è chiaro però se siano immortali. E’ importante non offendere queste creature fatate con comportamenti azzardati o sciocchi perché possono essere molto vendicative.
A volte sono considerati spiriti della natura e guardiani di alcuni luoghi, alberi o sorgenti e laghetti incontaminati. (continua)


I LUOGHI
La storia è ambientata in un luogo reale e ben identificato, il bosco di Carterhaugh tuttora esistente a Selkirk (nel Border scozzese) dove confluiscono i fiumi Ettrick e Yarrow

borders

I ruderi di Newark Castle

1 bosco di Carterhaugh
2 pozzo di Tam Lin (oggi contrassegnato da una targhetta): le sorgenti spontanee sono delle entrate nel mondo delle fate e principalmente un dono della madre terra. Oltre alle proprietà curative si riteneva che queste acque magiche portassero fertilità alle donne sterili. Anticamente si gettavano monete, amuleti ed oggetti vari in questi pozzi sacri (il pozzo dei desideri delle fiabe). Tam Lin vive proprio nel pozzo e compare solo quando si colgono le rose che presumibilmente vi crescono accanto (l’elfo delle Rose).
Attualmente la sorgente naturale è incanalata in un tubo ed è raccolta da una piccola vasca di pietra, ma è documentata dalla Commissione Reale sui monumenti storici e antichi della Scozia che un tempo qui doveva esserci un avvallamento con il pozzo (vedi). La leggenda locale narra che il giovane Tamlane era a caccia, ma cadde da cavallo e venne rapito dalla Regina delle Fate per essere trasformato in elfo custode del pozzo.
3 ponte dove la donna si apposta per vedere il passaggio della schiera fatata. E’ noto che solo in periodi particolari dell’anno è possibile vedere le fate e solo in posti particolari che sono una via di mezzo o un confine come ad esempio i ponti
4 Vecchio Mulino (altro alternativo luogo dell’incontro)
5 Newark Castle: secondo Sir Walter Scott il castello di Janet è quello di Newark già all’epoca un “rudere romantico” che sovrasta il fiume Yarrow.
6 Aikwood (altra possibile alternativa del castello di Janet)

continua

FONTI E APPROFONDIMENTO
Giordano Dell’Armellina:  “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
http://tam-lin.org/intro.html
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-39-tam-lin.aspx
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/meft/meft33.htm
http://celticanamcara.blogspot.it/2010/03/aos-si-kings-and-queens-of-fairies.html
http://www.howarddavidjohnson.com/fairies.htm
http://faeryfolklorist.blogspot.it/2011/06/tam-lin-carterhaugh.html
http://thesession.org/tunes/248

LA TRADIZIONE DEL MAGGIO IN IRLANDA

Il giorno del Maggio è chiamato in Irlanda la na Beal tina ossia “il giorno del fuoco di Beal consacrato quindi a Bel o Belenos. Alla vigilia si accendono grandi fuochi e si fa passare il bestiame tra di essi – come era l’antica usanza dei Celti – usanza conservata ancora nelle campagne irlandesi con la convinzione che ciò preservi le mucche dalle malattie e dall’essere derubate del latte dal Piccolo Popolo.
Era usanza che i focolari venissero spenti al tramonto e riaccesi con la brace del falò collettivo solo il giorno successivo (e ancora oggi a Ballymenone contea di Fermanagh).
Il bestiame veniva poi portato ai pascoli estivi, dove rimaneva fino a Samahin sorvegliato da un buachaill o mandriano professionista (o dai giovanetti di famiglia) -transumanza ancora praticata nel XX secolo.

IL MONDO FATATO

Fee74aBeltane è un giorno cruciale di cesura e di passaggio (finisce l’Inverno e inizia l’Estate) e le fate più facilmente possono entrare in contatto con il mondo degli umani. Il giorno di vigilia è quello in cui dover prestare la maggiore attenzione, perché il popolo delle fate (il piccolo popolo o Good People per gli irlandesi) può essere molto dispettoso e anche i malefici risultano essere più efficaci. Quindi nessuna donna irlandese si sognerebbe mai di portare il proprio neonato a spasso per non rischiare di ritrovare un challenger in cambio. In particolare gioventù e bellezza possono destare l’invidia delle fate e quindi anche le belle ragazze se ne stanno al chiuso.
In generale è convinzione popolare che le malattie o gli infortuni occorsi alla vigilia o nel giorno del maggio siano i più difficili da curare. Quindi buona norma è quella di uscire di casa sempre con un amuleto di ferro al collo o in tasca e lasciare un’offerta di cibo alle fate!

MAY MUMMERS

Mummers questuanti erano tipici durante l’Ottocento, personaggi in maschera equivalenti ai Morris dance inglesi. Thomas Crofton Croker in “The Fairy Legends and Traditions of the South of Ireland “(pubblicato nel 1825) riporta molte tradizioni irlandesi del Maggio e descrive proprio i Mummers del Maggio; in sintesi Croker ci dice di aver assistito nel suo viaggio per il Sud dell’Irlanda alla festa del maggio che è quella preferita dai Mummers: un gruppo di ragazze e ragazzi del villaggio o del quartiere (di bell’aspetto e aitanti) che marciano in processione in fila per due, gli uomini sono vestiti di bianco con giacche o panciotti dai vivaci colori e portano nastri colorati sui cappelli e sulle maniche e anche le donne sono vestite di bianco o con colori chiari.
Una coppia di ragazze porta un cespuglio di agrifoglio per ciascuna, decorato con molti nastri colorati con appese molte palle nuove da hurling (sport molto diffuso e popolare che inizia proprio di Maggio) ossia un regalo di Maggio per i giovani del paese. La processione è preceduta dai musicisti, cornamuse o pifferi e tamburi. C’è un clown che indossa una maschera spaventosa e porta una lunga pertica con brandelli di stoffa sulla cima (come una scopa) che immerge nell’acqua e la scuote addosso alla folla facendo divertire i più piccoli.
Le maschere sfilano per i villaggi o vanno di casa in casa ballando in una questua per ricevere del denaro da spendere la sera con una allegra e colossale bevuta.

Nella processione non mancava mai la Regina del Maggio, in alcune parti dell’Ulster era eletto anche un re del Maggio, a volte una bambolina era portata su un palo decorato con una ghirlanda fiorita (zona di Monaghan). Un canto tradizionale nella parte sud-est dell’Ulster (Irlanda del Nord), cantato da gruppi di giovani che vanno di casa in casa mentre portano il ramo di Maggio è conosciuto con molti nomi: Amhran Na Bealtaine, Samhradh, Summertime, Thugamur Fein An Samhrad Linn (vedi)

IL PALO DEL MAGGIO

Il Palo del Maggio e le danze intorno al Palo sono abbastanza diffuse in Irlanda, tradizione per la quale valgono le considerazioni generali già viste per la Gran Bretagna. La cittadina di Holywood nell’Irlanda del Nord è famosa per il suo albero del Maggio eretto nel centro: secondo la tradizione locale risalirebbe al 1700 (ricavato dall’albero di una nave) ed è ancora luogo delle danze per la festa e fiera annuale del Maggio.
Ma l’usanza più tipica è quella di tagliare un ramo di biancospino (o di sorbo) e piantarlo accanto alla porta di casa o metterlo sopra l’uscio o alla finestra, confezionandolo come una ghirlanda addobbata con fiori gialli (primule, calendule e ranuncoli)  e nastri colorati. Da questa tradizione è nata l’usanza del May basket ovvero il cestino del Maggio da lasciare accanto alla porta dei vicini o della persona amata. Con questo gesto benaugurale si proteggono gli abitanti dalle fate. Era convinzione che le fate non potessero superare tali barriere fiorite.

ERBE E RIMEDI

Le erbe raccolte prima del sorgere del sole nel giorno del Maggio hanno migliori proprietà curative specialmente per curare le verruche. Quando la produzione del burro era un procedimento casalingo effettuato con la zangola, il primo burro prodotto con il latte del 1° maggio era considerato il migliore per preparare unguenti e pomate.

ortica1Un’altra usanza della vigilia era quella di sferzarsi con le ortiche e i bambini potevano andare in giro correndo con un mazzo di ortiche per colpire i compagni o i malcapitati passanti; il loro compito era quello di raccogliere i germogli delle ortiche da riportare a casa per la dispensa della cucina. Nota erba depurativa e disintossicante fin dall’antichità, l’ortica era infatti utilizzata nella preparazione delle zuppe e la tradizione contadina irlandese raccomandava di mangiare ortiche nel mese di Maggio per curare o prevenire i reumatismi. Anche nell’antica Roma si raccomandava a chi soffriva di reumatismi o di artrite reumatoide di rotolarsi nell’ortica. continua

 

FONTI
http://www.applewarrior.com/celticwell/ejournal/beltane/
http://www.honearchive.org/etexts/edb/day-pages/121-may01.html
http://www.museum.ie/en/list/topic-may-day.aspx?article=d0037204-0e46-481e-920d-f6ccb13a13aa
http://www.irishcultureandcustoms.com/ACalend/Beltane.html

BELTANE LOVE CHASE: THE TWO MAGICIANS

63_rackham_siegfried_grimhildeLa Caccia d’Amore è un tema tipico dei canti popolari, secondo modi propri della canzone d’amore cortese o di “genere” ovvero i contrasti tra due innamorati, in questi lui cerca di conquistare e lei respinge o dileggia e spesso il contesto è comico o anche scurrile.
Così la ballata “The Twa Magicians” è una Caccia d’Amore in cui la naturale ritrosia della virginale fanciulla ringalluzzisce l’uomo, perchè il di lei diniego è in realtà un invito alla conquista.

IL FABBRO

L’uomo cacciatore qui è però una figura “soprannaturale”, il fabbro considerato nei tempi antichi una creatura dotata di poteri magici, i primi fabbri furono infatti i nani (gli elfi neri o oscuri) capaci di creare armi e gioielli incantati. L’arte della forgia era una conoscenza antica che si tramandava tra iniziati.
La prima tappa nella lunga storia dell’alchimia risale quindi ai primi tempi dell’età del ferro, nel corso della quale l’uomo riesce ad estrarre, con l’aiuto del fuoco, i metalli dai minerali grazie a metodi di fusione perfettamente padroneggiati. Il minatore prima ed il fabbro poi aiutano in qualche modo la Terra Madre a partorire delle creature metalliche che essa cela nel suo seno. La comunione con il fuoco, l’estrazione dei minerali dalla galleria della miniera, considerata come un utero, hanno creato un universo magico-religioso che ha reso il fabbro, antenato dell’alchimista, il gran sacerdote di una religione arcaica nella quale le forze della natura erano le principali divinità. Alcuni residui di queste convinzioni ancora sopravvivono oggi in certe pratiche sciamaniche. Un parallelo simbolico, inoltre, può essere stabilito tra il fuoco ed il ferro, poiché, se colpito violentemente, questo metallo sprigiona dei fasci di scintille. Mircea Eliade, fra l’altro, fa notare come: “il simbolismo della ‘pietra del fulmine’, che assimilava al fulmine i proiettili, armi da lancio litiche, abbia avuto grande sviluppo nelle mitologie metallurgiche. Le armi che gli dèi fabbri o i fabbri divini forgiano per gli dèi celesti sono il fulmine e la saetta […]. È evidente il rapporto che lega tra loro le immagini: fulmine, ‘pietra di fulmine’ (ricordo mitologico dell’età della pietra), arma magica che colpisce a grande distanza e che, talvolta, ritorna come un boomerang nella mano del suo padrone, come il martello di Thor'”. L’arma, strumento di morte, non fa che accrescere il carattere sacro del metallo, che l’alchimista ritiene dotato di vita propria.  (tratto da “La via dell’alchimia cristiana” qui)
Così nel Medioevo la figura del fabbro assunse delle connotazioni negative basti pensare alle tante “fucine del diavolo” o “del pagano” che davano il nome a località un tempo sede di forgia.

Vulcano, Andrea Mantegna

In forza del suo mestiere il fabbro è uomo possente con muscoli ben sviluppati, eppure proprio a causa della sua conoscenza e del suo potere il fabbro è spesso zoppo o orbo: se comune mortale la sua menomazione è un segno che egli ha visto (si è impadronito) di un qualche segreto divino, ossia ha visto un aspetto nascosto della divinità dal quale viene punito per sempre; è la conoscenza del segreto del fuoco e dei metalli, che si tramutano da solido a liquido e si mescolano in leghe. In molte mitologie sono gli stessi dei ad essere fabbri (Varuna, Odino) sono dei maghi e anche loro hanno pagato un prezzo per la loro magia.
La zoppia inoltre nasconde un’ulteriore metafora: quello della prova che è alla base della ricerca, sia essa una conquista spirituale oppure un’atto risanatore o di vendetta (un tema fondamentale nel ciclo del Graal).

Ma i maghi della ballata sono due dunque anche la fanciulla è una mutaforma o forse una sciamana.

MUTAFORMA

Cerridwen_EmpowermentIl tema della trasformazione è l’ispirazione delle Metamorfosi di Ovidio: un susseguirsi di divinità dell’Olimpo che per la propria lussuria si trasformano in animali (ma anche in pioggia dorata) e seducono belle mortali o ninfe dei boschi (le quali a loro volta si trasformano nel loro antagonista).
Del resto l’inseguimento attraverso la mutazione delle forme ricorda quello tra Cerridwen e il suo apprendista nella storia gallese della nascita del bardo Taliesin. A fuggire è qui un ragazzo, avendo bevuto la pozione magica dell’Ispirazione dal calderone che stava sorvegliando, si sottrae all’ira della dea trasformandosi in vari animali (lepre, pesce, uccello). Alla fine diventa chicco di grano per nascondersi come il classico ago nel pagliaio, ma la dea mutata in gallina se lo mangia. Da questo insolito accoppiamento nasce   Taliesin (534-599) alias Merlino..

Sono stato una goccia di pioggia nei cieli,
sono stato la più lontana delle stelle.
Sono stato cibo al festino,
sono stato corda di un’arpa.
Sono stato una lancia aguzza
scudo nella battaglia
spada nella stretta delle mani.
Nell’acqua e nella schiuma
Sono stato temprato nel fuoco.


Ovvero, per divenire Saggezza, per Comprendere, si devono sperimentare gli elementi…

Questo poema di Taliesin potrebbe condensare il mistero del viaggio iniziatico, in cui la Saggezza viene conquistata con la conoscenza degli elementi, che è esperienza profonda, immedesimazione, attraverso la penetrazione della loro propria essenza, divenendo il viandante stesso essenza degli elementi.
Se rapportiamo tutto questo al ciclo di guarigione di Avalon, il senso delle trasformazioni potrebbe risiedere nel fatto che Gwion arriva, mutando se stesso, a comprendere – nel senso mentale di capire, ma anche nel senso più fisico dell’avere dentro di sé – il Tutto: l’intero ciclo, l’intera ruota, Ceridwen, Blodeuwedd e Rhiannon, racchiudendo dentro di sé anche la circonferenza, Arianrhod, e giungendo contemporaneamente al Centro, Branwen.
Cambiare forma significa sperimentare tutto, sperimentare se stessi in ogni cosa in continuo cambiamento e sperimentare l’incontro tra il sé e l’altro, preda e predatore, non separati ma inscindibilmente legati, come in una danza. (tratto da qui)

VOLO SCIAMANICO

La caratteristica principale dello sciamano è quella di “viaggiare” in condizioni di estasi nel mondo degli spiriti e di utilizzarne i poteri per il singolo o per l’intera comunità. Le tecniche per far questo sono essenzialmente il sonno estatico (trance mistica) e la trasformazione del proprio spirito in animale. Mutare forma come pratica magica comporta una trasformazione di una parte dell’anima nello spirito di un animale per lasciare il corpo e viaggiare sia nel mondo sensibile che in quello sovrasensibile. Un’altra tecnica consiste nel lasciare il proprio corpo e prendere possesso del corpo di un animale vivente (o per viaggiare nell’oltretomba prendendo possesso dello spirito di un animale).

In questo modo lo sciamano “cavalca”, cioè prende come mezzo per spostarsi, i corpi degli animali che sono anche suoi spiriti-guida. In alcuni rituali si utilizzano piante psicoattive oppure il   battito del tamburo, oppure si indossano le pelli o la maschera dell’animale che si desidera “cavalcare”. Tale pratica non è indenne da rischi: può accadere che lo sciamano non possa più ritornare al suo corpo perché si dimentica di sé, del suo essere umano, oppure viaggia troppo lontano dal corpo e cade in coma o il corpo fisico muore perché troppo debilitato dalla separazione.
Lo spirito può essere catturato nell’aldilà o l’animale   può essere ferito o ucciso sul piano terreno e quindi, come l’anima dello sciamano è catturata o ferita o uccisa, così il suo corpo ne riporta le conseguenze.

THE TWA MAGICIANS

La ballata è originaria del Nord della Scozia e la prima fonte scritta si trova in “Ancient Ballads and Song of the North of Scotland” di Peter Buchan – 1828, successivamente anche in Child #44 (The English and Scottish Popular Ballads di Francis James Child). Si ritiene che provenga dalla tradizione norrena. Le versioni giunte fino a noi sono numerose, come accade in genere per le ballate popolari diffuse nella tradizione orale, e anche con finali diversi tra loro. Nella sua forma “base” si tratta della storia di un fabbro che intende conquistare una vergine; la fanciulla però fugge, trasformandosi in vari animali ed anche oggetti o elementi della Natura; l’uomo la insegue mutando forma egli stesso.
Si trova traccia scritta del tema già nel 1630 in una ballata dal titolo  The two kinde Lovers (The Maydens resolution and will, To be like her true Lover still) – vedi testo in cui però è la donna a inseguire l’uomo.
La ballata inizia con la donna che dice


if thou wilt goe, Love,
let me goe with thee
Because I cannot live,
without thy company

Se tu andrai, Amore
lasciami venite con te
perché non posso vivere
senza la tua compagnia

e prosegue dicendo:
se tu sei il sole io sarò la luna,
se tu sarai l’aurora io sarò la rugiada,
se tu sarai la rosa io sarò il profumo  
..

si tratta quindi di coppie complementari e non opposte, una sorta di resa totale all’amore da parte della donna che dichiara la sua fedeltà all’uomo. Non dimentichiamoci che le antiche ballate erano anche una forma d’insegnamento o se si vuole di educazione dei giovani.
E tuttavia troviamo sepolte nel testo tracce di rituali d’iniziazione, perle di saggezza o insegnamenti druidici, così i due maghi si trasformano in animali associati ai tre regni, Nem (cielo), Talam (Terra) Muir (mare) o se vogliamo mondo di sopra, di mezzo e di sotto e il mistero è quello della rinascita spirituale.
Altre analogie si riscontrano con la ballata “Hares on the Mountain” (vedi)

VERSIONE BUCHAN

In genere la Caccia d’Amore si conclude con l’accoppiamento consensuale.
La versione diffusa oggi di “The two magicians” è basata sulla riscrittura del testo e l’arrangiamento musicale di Albert Lancaster Lloyd   (1908-1982) per l’album “The Bird in the   Bush” (1966 );

ASCOLTA (tutte le strofe tranne XV e XVI)

ASCOLTA  Celtic stone in Celtic Stone, 1983: (gruppo americano folk-rock attivo negli   anni 80 e 90), un’ironica interpretazione vocale da consumati menestrelli, un brioso arrangiamento musicale che accosta felicemente chitarra acustica con l’hammer dulcimer
l’ordine delle strofe è alterato rispetto alla versione”standard” e si inseriscono due strofe aggiuntive (strofe da I a VII, XI, IX, XIV, X, XV, XVI, XVII)

ASCOLTA Damh the Bard in Tales from the Crow Man, 2009. Altro menestrello del mondo magico in una versione più rock (strofe da I a VII, XI, IX, XII, X, XIV, XV, XVI,XVII, XVIII)

ASCOLTA Jean-Luc Lenoir in “Old Celtic & Nordica Ballads” 2013 (voce Joanne McIver) con un arrangiamento brioso e accattivante tratto da un traditional (è un mixer tra le due melodie)

VERSIONE A.L. Lloyd
I
The lady stood at her own front door
As straight as a willow wand
And along come a lusty smith
With his hammer in his hand
CHORUS
Saying “bide lady bide
there’s a nowhere you can hide
the lusty smith will be your love
And he will lay your pride”.
II
“Well may you dress, you lady fair,
All in your robes of red
Before tomorrow at this same time
I’ll have your maidenhead.”
III
“Away away you coal blacksmith
Would you do me this wrong?
To have me maidenhead
That I have kept so long”
IV
I’d rather I was dead and cold
And me body in the grave
Than a lusty, dusty, coal black smith
Me maide head should have”
V
Then the lady she held up her hand
And swore upon the spul
She never would be the blacksmith’s love
For all of a box of gold
VI
And the blacksmith he held up his hand/And he swore upon the mass,
“I’ll have you for my love, my girl,
For the half of that or less.”
VII
Then she became a turtle dove
And flew up in the air
But he became an old cock pigeon
And they flew pair and pair
VIII
And she became a little duck,
A-floating in the pond,
And he became a pink-necked drake
And chased her round and round.
IX
She turned herself into a hare
And ran all upon the plain
But he became a greyhound dog
And fetched her back again
X
And she became a little ewe sheep
and lay upon the common
But he became a shaggy old ram
And swiftly fell upon her.
XI
She changed herself to a swift young mare, As dark as the night was black,
And he became a golden saddle
And clung unto her back.
XII
And she became a little green fly,
A-flew up in the air,
And he became a hairy spider
And fetched her in his lair.
XIII
Then she became a hot griddle
And he became a cake,
And every change that poor girl made
The blacksmith was her mate.
XIV
So she turned into a full-dressed ship
A-sailing on the sea
But he became a captain bold
And aboard of her went he
XV 
So the lady she turned into a cloud
Floating in the air
But he became a lightning flash
And zipped right into her
XVI
So she turned into a mulberry tree
A mulberry tree in the wood
But he came forth as the morning dew
And sprinkled her where she stood.
XVII
So the lady ran in her own bedroom
And changed into a bed,
But he became a green coverlet
And he gained her maidenhead
XVIII
And was she woke, he held her so,
And still he bad her bide,
And the husky smith became her love
And that pulled down her pride.
tradotto da Cattia Salto
I
La dama si sedette alla porta di casa, dritta come una bacchetta di salice
e un gagliardo fabbro (1) viene
con il martello in mano
CORO:
Dicendo “Aspetta, fanciulla, aspetta, perché non c’è posto dove tu possa nasconderti, il fabbro gagliardo sarà il tuo amante, e vincerà il tuo orgoglio!
II
Ti credi al sicuro, bella dama,
con tutti i tuoi abiti in rosso (2)
ma prima che venga domani a questa stessa ora avrò la tua verginità“.
III
Via, via fabbro nero carbone,
perchè mi farai questo torto?
Prendere la verginità
che ho serbato così a lungo!
IV
Preferirei essere morta stecchita
seppellita nella tomba

piuttosto che un fabbro così nero-carbone e grosso, abbia la mia verginità.”
IV
Così la dama alzò la mano
e giurò sulla terra
che non sarebbe mai stata l’amante del fabbro
nemmeno per un sacco d’oro (3).
VI
Ma il fabbro alzò la mano
e giurò sulla lancia
Ti avrò come amante, ragazza mia
per la metà o molto meno“.
VII
Così lei si trasformò in colomba
e volò alto in cielo,
ma lui divenne un vecchio piccione e volavano appaiati,
VIII
Così lei si trasformò in una paperella
che nuotava nello stagno
ma lui divenne un papero dal collo rosa
che le girava in tondo
IX
Così lei si trasformò in lepre (4)
e corse per tutta la piana
e lui si trasformò in un levriero
e la raggiunse di nuovo
X
Così lei si trasformò in pecorella che pascolava per la brughiera,
ma lui divenne un vecchio montone
e presto fu su di lei.
XI
Così lei si trasformò in un’agile cavalla nera come la notte,
ma lui divenne sella dorata
e le montò sulla schiena.
XII
Così lei divenne una piccola verde mosca per svolazzare nell’aria,
ma lui divenne un ragno peloso
e la trascinò nella sua tana.
XIII
Allora lei divenne un testo rovente
e lui una torta
e a ogni giro (5) che la ragazza faceva,
il fabbro le stava attaccato
XIV
Così lei si trasformò in una nave tutta impavesata e salpò per il mare,
ma lui divenne un intrepido capitano e salì a bordo.
XV
Così la dama si trasformò in nuvola che fluttuava nell’aria,
ma lui divenne un fulmine luminoso e zigzagò verso di lei.
XVI
Così lei si trasformò in un albero di gelso, un gelso nella foresta,
ma lui divenne rugiada di mattino
e si sparpagliò su di lei.
XVII
Così lei corse nella propria stanza
e si trasformò nel letto,
ma lui diventò una coperta verde e  prese la sua verginità
XVIII
e quando lei si svegliò la prese ancora, finchè lei capitolò,
così il fabbro divenne il suo amante, e ciò fece capitolare l’orgoglio di lei.
NOTE

1) da sempre nelle canzoni popolari il maniscalco è considerato sinonimo di virilità, amante molto dotato e dalla forza portentosa. Qui egli è anche mago armato di martello mentre la fanciulla sua antagonista (o complementare) impugna una bacchetta di salice.
Viene da pensare a una sorta di duello o sfida tra due praticanti maghi
2) come sempre nelle antiche ballate alcune parole sono dei codici che fanno risuonare dei campanelli d’allarme in chi ascolta: il rosso è il colore delle fate ossia delle creature dotate di poteri magici. Rosso era anche il colore della sposa nell’antichità ed è un colore propizio per la fertilità
3) anche scritto come “pot of gold” e subito vengono in mente le pentole piene d’oro del leprecauno
4) la coppia lepre-segugio è la prima delle trasformazioni nel mito gallese della nascita di Taliesin. Gwion è l’inseguito che si muta in un animale lunare, prende in sè il principio femminile simbolo di abbondanza-fertilità, ma anche creatività-intuizione, diventa puro istinto, frenesia.
E’ il cane non solo predatore, ma anche guardiano e psicopompo  ‘Il cane riveste presso moltissime popolazioni la funzione di guardiano dei luoghi sacri, guida dell’uomo nella notte della morte, difensore del regno dei morti, sorvegliante in tutti i casi del regno spirituale.
In particolare presso i Celti era associato al mondo dei Guerrieri. Il cane, infatti, era presente nelle iniziazioni dei Guerrieri. La caccia, come la guerra, era un atto sacro che si poteva compiere solo dopo un’iniziazione e una preparazione rituale di protezione divina’.
(Riccardo Taraglio in  Il Vischio e la Quercia) continua
5) ferri da cialda: il testo è un speciale attrezzo per cucinare il pane o le cialde di Beltane detto anche ferro o meglio al plurale ferri con cui venivano schiacciati e cotti dei piccoli pezzi di pasta all’interno di piatti metallici arroventati sul fuoco. Le due piastre che potevano essere lisce o variamente decorate a nido d’ape o a intagli floreali, scritte o disegni geometrici, erano incernierate da una parte e dotate li un lungo manico: poste sul fuoco man mano che si arroventavano da un lato venivano rigirate per la cottura dall’altro lato. Nel Medioevo erano diventati dei capolavori di forgiatura realizzati da mastri ferrai o raffinati argentieri, ed erano un tradizionale dono di fidanzamento.

Ferro da cialde, Umbria, sec. XVI

VERSIONE SHARP

Il brano è riportato da Cecil Sharp in One Hundred English Folksongs  (1916) nelle note dice di averlo ascoltato  dal signor Sparks (di mestiere fabbro), Minehead, Somerset, nel 1904.

ASCOLTA Steeleye Span nell’album “Now we are six”, 1974

VERSIONE STEELEYE SPAN
I
She looked out of the window
as white as any milk
And he looked in at  the window
as black as any silk
CHORUS
Hello, hello, hello, hello,
you coal blacksmith

You have done me no harm
You never shall  have my maidenhead
That I have kept so long
I’d rather die a maid
Ah, but then she said
and be buried all in my grave

Than to have such a nasty,
husky, dusky, fusky, musky

Coal blacksmith,
a maiden, I will die

II
She became a duck,
a duck all on the stream
And he became a water dog
and fetched her back again.
She became a star,
a star all in the night
And he became a thundercloud
And muffled her out of sight.
III
She became a rose,
a rose all in the wood
And he became a bumble bee
And kissed her where she stood.
She became a nun,
a nun all dressed in white
And he became a canting priest
And prayed for her by night.
IV
She became a trout,
a trout all in the brook
And he became a feathered fly
And caught her with his hook.
She became a corpse,
a corpse all in the ground
And he became the cold clay
and smothered her all around
tradotto da Cattia Salto
I
Dalla finestra lei guardava fuori ,
pallida come latte
Dalla finestra lui guardava dentro,
scuro come una calza di seta
Coro
Ciao, ciao, ciao
nero fabbro ferraio 

sei innocuo,
e mai avrai la mia verginità
che ho custodito così a lungo,
preferisco  morire da fanciulla
allora lei disse
e essere sepolta nella mia tomba,
piuttosto che avere un fabbro ferraio così brutto, grosso, scuro e puzzolente,
nero come carbone.
Morirò vergine”

II
Lei diventò un anatra,
un anatra nel fiume
e lui si trasformò in un cane (1)
per darle la caccia.
Lei diventò una stella,
una stella nella notte
e lui diventò una nuvola di temporale e la nascose alla vista.
III
Lei  diventò una rosa,
una rosa del bosco
e lui in un bombo (2)
e la baciò sul posto.
Lei diventò una monaca,
una monaca vestita di bianco
e lui diventò un prete  ipocrita, per pregare con lei tutta la notte.
IV
Lei diventò una trota,
una trota nel ruscello
e lui diventò un amo con l’esca
e la prese con il suo uncino.
Lei diventò un cadavere,
steso sul terreno
e lui diventò fredda terra
e l’avvolse tutta (3)

NOTE
1) water dog è una cane di riporto grande nuotatore ossia un cane addestrato per la caccia di palude, insomma una parola troppo lunga da utilizzare per la traduzione in italiano
2) il bombo è imparentato con le api, ma non produce il miele ed è molto più grosso e tozzo dell’ape
3) Qui la storia si potrebbe tradurre come “Quale parte della parola NO non capisci?” ossia il categorico e virginale rifiuto della donna all’atto sessuale ripetutamente tentato da un fabbro brutto, scuro e anche un po’ puteolente   (oggi si direbbe puzzone). Per sfuggire alla bramosia dell’uomo lei si trasforma in anatra, stella, rosa, monaca e trota (e lui nei suoi persecutori, ossia cane da palude, nuvola, bombo, prete, amo da pesca); apparentemente la fanciulla preferisce la morte piuttosto che subire uno stupro: questo è un modo distorto d’interpretare la storia, è la mentalità “maschilista” convinta che la donna sia sempre complice della violenza e quindi da condannare, non una vittima.
A mio avviso invece è  il ritorno alla terra nella fusione del principio femminile con quello maschile; i due, ormai persi nel vortice delle trasformazioni, si fondono in un unico abbraccio di polvere e la loro morte è una morte-rinascita .

continua seconda parte 

(Cattia Salto revisionato aprile 2016)

FONTI
http://web.tiscali.it/artigianidaltritempi/fabbro.htm
http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=252
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thetwomagicians.html
http://ontanomagico.altervista.org/sciamani.html
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch044.htm
http://www.contemplator.com/child/2magics.html
http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=247
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=40723
http://www.yourultimateresource.com/the-two-magicians/

LE DANZE INTORNO AL PALO DEL MAGGIO

Il palo del Maggio nel XVI-XVII secolo era molto alto e decorato con ghirlande verdi, nastri o dipinto a strisce bicolori: la tradizione è radicata in Inghilterra, Germania e Francia alla corte di Luigi XIV. Come ci confortano i dipinti dell’epoca le danze intorno al palo si svolgevano senza l’intreccio dei nastri, comparsi (o ricomparsi) piuttosto in epoca vittoriana.

(c) Paintings Collection; Supplied by The Public Catalogue Foundation

Danza intorno al Palo di Maggio – Francis Hayman (1708-1776)

Una illustrazione del 1751 per il Ballo in Maschera tenutosi a Londra nei giardini della Rotonda di Chelsea nel mese di maggio, riproduce curiosamente, proprio un piccolo albero del Maggio con 8 danzatori in maschera che al suono di una nutrita orchestrina stanno ballando intrecciando i nastri intorno ad esso.

L’ipotesi dei ricercatori è quella che si trattasse di una compagnia di guitti italiana (si distinguono infatti le maschere di arlecchino e altre maschere della tradizione italiana) che mostravano le danze introno al palo così come si svolgevano nel loro paese.

ranelagh-jubilee-ball-may-1759-dettaglio

Il Palo del Maggio era festeggiato con canti e danze e più in generale era presente fin dall’epoca medievale come albero della cuccagna in tutti i paesi d’Europa (compresi i paesi scandinavi – che spostano la festa alle celebrazioni al solstizio d’estate – e molti paesi dell’Est), quale retaggio di ancestrali riti arborei e divinità della terra.

Nell’Inghilterra del protestantesimo la tradizione è stata quasi sradicata, ma mai sconfitta e ha ripreso vigore con il ritorno della monarchia. Tuttavia per effetto dell’Industrialesimo, la tradizione della danza intorno al palo di maggio stava progressivamente cadendo nell’oblio -prima nelle grandi città e poi man mano nelle campagne con lo sfaldarsi dei legami delle comunità contadine; sul finire del secolo fu John Ruskin a rivitalizzare questa tradizione introducendo la danza con i nastri in una scuola di formazione per maestre (Whitelands a Chelsea) perché la divulgassero presso i fanciulli, era il 1881 e da allora la danza del palo di maggio con l’intreccio di nastri colorati è dilagata in tutta l’Inghilterra!

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-danza-palo.htm

IL MAGGIO IN IRLANDA: AMHRAN NA BEALTAINE

Il canto ha molti titoli: Amhran Na Bealtaine, Samhradh, Summertime, Thugamur Fein An Samhrad Linn (We Brought The Summer With Us, We Have Brought The Summer In). Oggi viene comunemente chiamata Beltane Song

Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905

AMHRAN NA BEALTAINE

Il brano potrebbe risalire al tardo Medioevo e la sua prima traccia si trova nei festeggiamenti  popolari per lo sbarco di James Butler Duca di Ormonde nel 1662, nominato Lord Luogotenente d’Irlanda. E’ un canto tradizionale nella parte sud-est dell’Ulster (Irlanda del Nord) ed era cantato da gruppi di giovani che andavano di casa in casa a portare il ramo di Maggio (mummers, mayers- vedi).
Molto probabilmente questo era un canto di questua per ottenere   del cibo o bevande in cambio del ramo di biancospino. Il brano è ancora molto popolare in Irlanda  ed è eseguito sia in versione strumentale che cantato.
Edward Bunting afferma che il brano era suonata nell’area di Dublino fin dal 1633.

The Chieftains , questa versione strumentale è un inno alla gioia, un canto di uccelli che si risvegliano al richiamo della primavera: inizia il flauto irlandese appoggiandosi all’arpa, che trilla nel crescendo (a imitazione del canto dell’allodola) ripreso in canone dai vari strumenti a fiato (il flauto irlandese, il whistle e la uillean pipes) e dal violino, grandioso!

ASCOLTA  Gloaming  2012 con il titolo di Samhradh Samhradh (al violino Martin Hayes)

GAELICO IRLANDESE
I
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tSamhraidh,
Suas gach cnoc is síos gach gleann,
Cailíní maiseacha bán-gheala gléasta,
Thugamar féin an samhradh linn
Sèist
Samhradh, samhradh, bainne na ngamhna,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí na nóinín glégeal,
Thugamar féin an samhradh linn.

II
Thugamar linn é ón gcoill chraobhaigh,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí ó luí na gréine,
Thugamar féin an samhradh linn
III
Tá an fhuiseog ag seinm ‘sag luascadh sna spéartha,
Áthas do lá is bláth ar chrann.
Tá an chuach is an fhuiseog ag seinm le pléisiúr,
Thugamar féin an samhradh linn.
TRADUZIONE INGLESE
I
Mayday doll(1),
maiden of Summer
Up every hill
and down every glen,
Beautiful girls,
radiant and shining,
We have brought the Summer in.
CHORUS
Summer, Summer,
milk of the calves(2),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) summer
of clear bright daisies,
We have brought the Summer in.
II
We brought it in
from the leafy woods(4),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) Summer
from the time of the sunset(5),
We have brought the Summer in.
III
The lark(6) is singing
and swinging around in the skies,
Joy for the day
and the flower on the trees.
The cuckoo and the lark
are singing with pleasure,
We have brought the Summer in.
TRADUZIONE ITALIANO
I
La Fanciulla del Maggio(1),
fanciulla dell’Estate
su per ogni collina
e giù per ogni valle
(noi) Belle Ragazze,
solari e splendenti
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate, estate,
il latte dei vitelli(2)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla(3) estate
di chiare e luminose margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
II
L’abbiamo portata
dai boschi frondosi(4),
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla estate
a partire dal tramonto(5)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola(6) canta
e sfreccia nel cielo
Gioia per il giorno
e gli alberi in fiore
Il cuculo (7) e l’allodola
cantano con gioia
Abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
garlan-may-day1) la Bábóg è la bambola (fanciulla) di Primavera. Brídeóg era la “piccola Bride“, (Brigit, o Brigantia in Britannia, una dea trina -Vergine, Madre, Crona) tra le più importanti del pantheon celtico, la fanciulla del grano confezionata dalle donne a Imbolc (il primo febbraio) con il grano avanzato dall’ultimo covone della mietitura dell’anno passato, ossia la giovane Dea della Primavera, un forte simbolo di rinascita nel ciclo di morte-vita in cui si perpetua la Natura: nella bambolina si era trasferito lo spirito del grano che non moriva con la mietitura. Le bamboline di Brigid venivano anche vestite con un abito bianco o decorate con pietre, nastri e fiori e portate in processione per tutto il paese affinchè ciascuno lasciasse un dono alla piccola Bride.
La bambolina ricomparirà nelle celebrazioni vittoriane del Maggio, questa volta come vera a propria bambola biancovestita posta tra una corona di fiori e nastri appesa ad un asta e portata in giro per il paese dai Mayers (i maggiolanti). continua
2) il latte delle mucche per i vitellini. Il giorno del Maggio è chiamato  na Beal tina ossia il giorno del fuoco di Beal, consacrato quindi al dio Bel o Belenos. Alla vigilia si accendevano grandi fuochi e si faceva passare il bestiame tra di essi – come era l’antica usanza dei Celti – usanza conservata ancora nelle campagne irlandesi con la convinzione che ciò impedisse al Piccolo Popolo- in particolare ai folletti molto ghiotti di latte – di fare brutti scherzi come intrecciare le code delle mucche o rubare il latte
3 ) i fiori che venivano raccolti erano per lo più gialli per richiamare il colore e il calore del sole. Fiori e rami fioriti erano posti sulla soglia di casa e ai davanzali delle finestre per proteggere gli abitanti dalle fate e come auspicio di buona sorte. Era convinzione che le fate non potessero superare tali barriere fiorite. Tale tradizione era tipica dell’Irlanda del Nord. I bambini soprattutto andavano a raccogliere i fiori selvatici per preparare delle ghirlande, specialmente con fiori dal colore giallo.
4) il greenwood, il bosco più inviolato e sacro sede degli antichi rituali celtici dal quale le ragazze hanno tagliato i rami del Maggio (in altre versioni testuali indicati come branches of the forest) ossia i rami di biancospino o di prugnolo

Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson
Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson

5) i giovani si recano nel bosco nella notte della vigilia del 1 Maggio al tramonto del sole e quindi sul far del giorno iniziano la loro questua processionale per far entrare il Maggio nel paese (continua)
6) l’allodola è un uccello sacro dal simbolismo solare (vedi simbolismo)
7) il canto del cuculo è foriero di Primavera, anche perchè una volta terminata la stagione dell’amore (fine maggio), il cuculo (maschio) non canta più (continua)

In un’altra versione testuale (vedi)

Cuileann is coll is trom is cárthain,
Thugamar féin an samhradh linn
Is fuinseog ghléigeal Bhéal an Átha,
Thugamar féin an samhradh linn.

TRADUZIONE INGLESE
Holly and hazel
and elder and rowan,(7)
We have brought the Summer in.
And brightly shining ash
from Bhéal an Átha,(8)
We have brought the Summer in)

TRADUZIONE ITALIANO
L’agrifoglio, il nocciolo,
il sambuco e il sorbo,(7)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate
e il bianco frassino
dalla Bocca del Guado,(8)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate

7) Il biancospino è una pianta delle fate come l’agrifoglio, il nocciolo, il sambuco e il sorbo, protettiva e benaugurale (probabilmente a causa delle spine molto acuminate). La tradizione del Maggio vuole in particolare che il ramo  di biancospino sia posto fuori dalla casa (appeso alle finestre e accanto all’ingresso) perché se portato in casa, soprattutto quando è fiorito, porta sfortuna. Questa accezione negativa risale al Medioevo quando i rami di biancospino erano usati come amuleti contro il malocchio, le streghe e i demoni e forse si può far risalire al vago odore putrescente dei rami, ma sicuramente è legata al tentativo della Chiesa di assimilare i riti precristiani a pratiche sataniche.  vedi
8) Bhéal an Átha letteralmente la bocca del guado è anche una località oggi nota come Ballina una città sul fiume Moy nella conta di Mayo. L’insediamento è però relativamente recente (fine XV secolo)

ASCOLTA La Lugh (Eithne Ní Uallacháin & Gerry O’Connor) in Brighid’s Kiss 1995. Questa versione con il titolo Bábóg na Bealtaine mantiene il testo originale, ma la melodia è composta da Eithne Ní Uallacháin


I
Samhradh buí na nóiníní gléigeal,
thugamar fhéin an thugamar fhéin an samhradh linn,
Ó bhaile go baile is chun ár mbaile ’na dhiaidh sin,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
Sèist
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tsamhraidh
suas gach cnoc is síos gach gleann
cailíní maiseacha, bángheala gléasta,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
II
Tá an fhuiseog ag seinm is ag luasadh sna spéartha,
beacha is cuileoga is bláth ar na crainn,
tá’n chuach’s na héanlaith ag seinm le pléisiúr,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
III
Tá nead ag an ghiorria ar imeall na haille,
is nead ag an chorr éisc i ngéaga an chrainn,
tá mil ar na cuiseoga is na coilm ag béiceadh,
’s thugamar fhéin an samhradh linn.
IV
Tá an ghrian ag loinnriú`s ag lasadh na dtabhartas,
tá an fharraige mar scathán ag gháirí don ghlinn,
tá na madaí ag peithreadh is an t-eallach ag géimni
’s thugamar fhéin an samhradh linn.
TRADUZIONE INGLESE*
I
Beltaine dolls,
Summer maidens
Up hill and down glens
Girls adorned in pure white,
and we bring the Summer with us.
CHORUS
Golden Summer of the white daisies,
we bring the Summer with us,
from village to village
and home again,
and we bring the Summer with us.
II
The lark making music
and sky dancing
the blossomed trees laden with bees
the cuckoo and the birds
singing with joy
and we bring the Summer with us.
III
The hare nests on the edge of the cliff
the heron nests in the branches
the doves are cooing, honey on stems
and we bring the Summer with us.
IV
The shining sun is lighting the darkness
the silvery sea shines like a mirror
the dogs are barking, the cattle lowing
and we bring the Summer with us.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Le Fanciulle di Beltane
fanciulle dell’Estate
su per ogni collina e giù per ogni valle
ragazze vestite di candido bianco,
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate dorata delle bianche margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
di villaggio in villaggio
e in ogni casa
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola canta
e sfreccia nel cielo
gli alberi in fiore carichi di api
Il cuculo e gli uccelli
cantano con gioia
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
La lepre fa il nido sul limitare della scogliera, l’airone nei cespugli
le colombe tubano, miele sui rami
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
IV
Il sole splendente illumina l’oscurità
il mare argentato brilla come uno specchio
i cani abbaiano, il bestiame muggisce
abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
* tratta da qui

APPROFONDIMENTO
LO SPINO DI MAGGIO: continua
LA TRADIZIONE DEL MAGGIO IN IRLANDA
: continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-la-festa-celtica-del-maggio.html
http://www.gaolnaofa.com/library/music/thugamar/
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/ThugamarFeinAnSamhradhLinn.html

http://guineveere.wordpress.com/tag/imbolc/
https://thesession.org/tunes/10447

LO SPINO DI MAGGIO: AMHRÁN NA CRAOIBHE

7005638-albero-di-biancospino-sulla-strada-rurale-contro-il-cielo-bluIl biancospino è l’albero della festa di Beltane caro a Belisama, la splendente, cresce come arbusto o come albero di dimensioni ridotte (arriva solo ai 7 mt di altezza) allargando la chioma in tutte le direzioni possibili, per i molti rametti che si formano intrecciandosi sulle strutture più vecchie, alla ricerca della luce verso l’alto.
Il ramo di biancospino e i suoi fiori si utilizzavano nei rituali nunziali celtici e dell’antica Grecia e anche per gli antichi Romani era il fiore del matrimonio, augurio di felicità e prosperità.
Le virtù curative del biancospino erano conosciute fin dal Medioevo: è chiamato la “valeriana del cuore” perché agisce sul flusso sanguineo migliorandone la circolazione ed è inoltre utilizzato per contrastare l’insonnia e gli stati di angoscia. continua

BIANCOSPINO O PRUGNOLO?

fiori sono piccoli, bianchi e con delle delicate sfumature rosacee, dolcemente profumati. In zone dalle fioriture tardive per la festa di Beltane o per le questue rituali dei maggianti (i “mayers”),  si utilizza però il ramo di prugnolo (stessa famiglia delle Rosaceae  ma con fioritura già a marzo-aprile)

LA SPOSA DI MAGGIO

John Collier: Queen Guinevere's Maying - 1900
John Collier: Queen Guinevere’s Maying – 1900

AMHRÁN NA CRAOIBHE (in inglese The Garland Song) ,è il canto processionale  delle donne che portano il ramo del Maggio nelle celebrazioni rituali per la  festa di Beltane, diffuso ancora nell’Irlanda del Nord (Armagh) e forse si accompagnava ad una  danza, la cui coreografia è andata perduta.

La canzone è  stata riportata dalla signora Sarah Humphreys  che viveva nella contea di Armagh: ogni frase è intonata dal solista è seguita dal coro benaugurale verso gli sposi di Maggio.
The song is unique to the south-east Ulster area and was collected from Sarah Humphreys who lived in Lislea in the vacinity of Mullaghban in Co. Armagh. The air of the song from Cooley in Co. Louth survived in the oral tradition from my father Pádraig. It was mistakenly called ‘Lá Fhéile Blinne’ (The Feast of St Blinne) by one collector. Though it was sung as part of the celebrations of Killeavy Pattern it had no connection with Blinne or Moninne, a native saint of South Armagh, but rather the old surviving pre-Christian traditions had been incorporated into Christian celebrations. The district of ‘Bealtaine’ is to be found within a few miles of Killeavy where this song was traditionally sung, though the placename has been forgotten since Irish ceased to be the vernacular of the community within this last century. Other place names nearby associated with May festivities are: Gróbh na Carraibhe; The Grove of the Branch/Garland (now Carrive Grove) Cnoc a’ Damhsa; The Hill of Dancing (now Crockadownsa).” (Pádraigín Ní Uallacháin, 2002, A Hidden Ulster)

ASCOLTA Páidraigín Ní Uallacháin in “An Dealg  Óir” 2010

GAELICO IRLANDESE
‘S í mo chraobhsa craobh na mban uasal
Haigh dó a bheir i’ bhaile í ‘s a haigh di
Craobh na gcailín is craobh na mbuachaill;
Craobh na ngirseach a rinneadh le huabhar,
Maise hóigh, a chaillíní, cá bhfaigh’ muinn di nuachar?
Gheobh’ muinn buachaill sa mbaile don bhanóig;
Buachaill urrúnta , lúdasach, láidir
TRADUZIONE INGLESE
My branch is the branch
of the noble women,
Hey to him who takes her home,
hey to her;

The branch of the lasses
and the branch of the lads;
The branch of the maidens
made with pride;
Hey, young girls,
where will we get her a spouse?
We will get a lad
in the town for the bride,
A dauntless, swift, strong lad,
TRADUZIONE IN ITALIANO
Il mio ramo è il ramo
delle nobildonne.
Salute a colui che la sposa,
salute a lei;

il ramo delle ragazze
e  il ramo dei ragazzi;
il ramo delle fanciulle
fatto con orgoglio.
Salute, giovanette,
dove le prenderemo uno sposo? Prenderemo un ragazzo
di città per la sposa,
un ragazzo intrepido,  svelto e forte

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/amhran.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59221