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VENTICELLI E PECORE NELLA BALLADRY INGLESE

Nella versione più antica della ballata nota come The Baffled Knight, un giovane e inesperto cavaliere incontra una fanciulla per i campi e le chiede di fare sesso, ma la fanciulla si prende gioco della sua inesperienza amorosa e lo raggira con uno stratagemma. Attraversando i secoli e la trasmissione orale, il contesto della ballata diventa più prosaico, e la fanciulla non sta più giocando con il fuoco, ma è tutta intenta a preservare la propria virtù da uno stupro.

La ballata è riportata in moltissime versioni testuali sia nelle raccolte settecentesche che nei Broadsides, oltrechè trasmessa oralmente in Gran Bretagna e America con i titoli di ” Blow (Clear)(Stroll) Away The Morning Dew”; il protagonista maschile di volta in volta è un gentleman, o un pastorello / contadinello.
La novità rispetto alle versioni A e B già viste (qui e qui) è il ritornello che, declinato in un paio di varianti, richiama un allusivo venticello mattutino che spazza via la rugiada della notte.

VERSIONE D: BLOW AWAY THE MORNING DEW


Il protagonista è diventato ora un pastorello che mentre si reca al ruscello per dissetarsi, vede una fanciulla fare il bagno. Invece di saltarle subito addosso si lascia convincere dall’astuta ragazza ad andare nella più vicina locanda per stare più comodi, ma  finisce gabbato e lasciato fuori dalla porta ben sprangata.

La melodia è la stessa già raccolta sul campo da Cecil Sharp nel Somerset nei primi del ‘900,  ed è diventata la versione standard (prima parte qui)

ASCOLTA Emily Bishop registrata da Peter Kennedy mentre canta The Baffled Knight negli anni  del 1950 per la BBC inclusa nell’antologia The Child Ballads 2 (The Folk Songs of Britain Volume 5; Caedmon 1961; Topic 1968)

ASCOLTA Lucy Ward in “The Liberty to Choose” 2013″ un arrangiamento molto “inglese con concertina e violino, il testo è ripreso dal “The New Penguin Book of English Folk Songs”, con il titolo The Baffled Knight (da ascoltare su Spotify qui)


I
There was a shepherd
and he kept sheep upon a hill,
and he would go each May morning
all for to drink his fill
Chorus
So it’s blow the windy morning
Blow the winds i-o,
Clear away the morning dew
And sweet the winds shall blow
II
He look-ed high and he look-ed down,
and he gave a downward look
and there he spied a pretty maid,
a-washing at the brook.(1)
III
And then they rode along the road
till they came unto the inn
and ready was the waiting maid
to let the lady in.
IV
She’s jump-ed off her milk white steed,
and stepped within the inn
crying “You’re a beggar without
and I’m a maid witin”
V
“You may pull off your shoes and hose
anf let your feet go bare
and if you meet a pretty girl
you touch her if you dare”
VI
“I won’t pull off my shoes and hose
or let my feet go bare
but if I meet with thee again
be hanged if I despair”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era un pastore  che
governava le pecore sulla collina
e andava come ogni mattino di maggio
a riempirsi la bottiglia (d’acqua)
CORO
Soffia il vento del mattino
soffia il vento
scompare la rugiada mattutina
non appena i venti dolcemente soffiano.

II
Guardò in su e guardò in giù
e gettò uno sguardo per traverso
e là vide una graziosa fanciulla
che si lavava nel ruscello (1).
III
Poi  cavalcarono lungo la strada
finchè arrivarono a una locanda
e svelta fu la domestica di guardia
a far entrare la fanciulla.
IV
Lei smontò dal suo destriero bianco
e entrò nella locanda
gridando ” Tu sei un pezzente fuori,
e io sono una vergine dentro.
V
Puoi toglierti scarpe e calzini
e andare a piedi nudi
ma se incontri una bella ragazza
abbi il coraggio di toccarla”
VI
“Non voglio togliermi scarpe e calzini
e andare a piedi nudi
ma se ti incontro ancora
che sia impiccato se mi dispererò”

NOTE
1) qui si salta tutta la parte di schermaglia amorosa tra pastorello e dama per passare direttamente alla cavalcata verso un comodo letto. Così facendo non riusciamo a cogliere il senso della battuta finale. In The Baffled Knight spesso il cavaliere si preoccupa di sgualcire il bell’abito della dama e per riguardo delle vesti si lascia convincere a “posticipare” per un luogo più comodo, salvo poi essere sbeffeggiato. La morale della favola diventa “Quando hai la tua femmina a un miglio o due dalla città, non risparmiare le sue gaie vesti, ma stendi il suo corpo a terra”

MILADY E IL PASTORELLO

Child # 112 versione D
(già in “Ancient and Modern Scots” di Herd, 1769)

Ma già nelle versioni più antiche della ballata  si poteva assistere ad un piccante e bucolico siparietto tra un ingenuo pastorello e una più procace e disinvolta Lady. Si confronti la precedente versione con “Blow the winds, I-ho!” che nell’area di confine tra Scozia e Inghilterra (vedi) si presenta con il coro sul venticello  burlone
And blow the winds, I-ho!
Sing, blow the winds, I-ho!
Clear away the morning dew,
And blow the winds, I-ho!

This Northumbrian ballad is of great antiquity, and bears considerable resemblance to The Baffled Knight; or, Lady’s Policy, inserted in Percy’s Reliques. It is not in any popular collection. In the broadside from which it is here printed, the title and chorus are given, Blow the WInds, I-o, a form common to many ballads and songs, but only to those of great antiquity. Chappell, in his Popular Music, has an example in a song as old as 1698:-
‘Here’s a health to jolly Bacchus,
I-ho! I-ho! I-ho!’ (tratto da qui)

La Ballata del Northumberland condivide una buona metà delle strofe con questa versione scozzese dal titolo “The Shepherd Lad” priva però di ritornello.
ASCOLTA  Battlefield Band in Happy Daze, 2001 la melodia è diversa da quelle fin ora esaminate e il coretto tralasciato, si tratta di un adattamento della Band della ballata scozzese “The Shepherd’s son” (qui)


I
Once there was a shepherd lad
kept sheep upon the hill
An he’s laid his pipe and crook aside
and there he’s slept his fill.
II
He woke up on a riverbank
on a fine May mornin,
And there he spied a lady swimming in the clothes that she was born in(1).
III
So he raised his head from his green bed and he approached the maid.
“Put on yer claithes, my dear,” he says,
“and do not be afraid.
IV
It’s fitter for a lady fair
to sew a silken seam
Than to rise on a fine May morning
and swim against the stream.”
V
“Well, if you’ll not touch my mantle
and you’ll leave my claithes alane,
Then I’ll give you all the money, sir,
that you can carry hame.”
VI
“I’ll not touch your mantle
and I’ll leave yer claithes alane,
But I’ll tak you out of the clear water,
my dear, to be my ane.”
VII
So he’s taen her oot o the clear water
and he’s rowed her in his arms.
“Put on yer claithes, my dear,” he says,
“and hide your bounteous charms.”
VIII
He put her on a milk white steed
and himself upon another,
And it’s all along the way they rode
like sister and like brother.
IX
They rode intae her faither’s gate
and she’s tirled at the pin(2),
And ready stood a porter there
to let the fair maid in.
X
When the gates were opened,
it’s so nimbly she stepped in.
She said, “Kind sir, you are a fool without and I’m a maid within.
XI
“So fare thee weel, my modest boy.
I thank you for your care,
But if you had done as you desired,
I’d never have left you there.
XII
I will sew no silken seam on a fine May morning.
You can bide your time
till your time runs out,
so take this as fair warning.”
TRADUZIONE di Cattia Saltro
I
C’era una volta un pastorello che governava le pecore sulla collina;
mise da parte cornamusa e bastone per mettersi a dormire.
II
Si svegliò sulla sponda di un fiume
in un mattin di maggio
e lì vide una dama che nuotava con indosso solo la nuda pelle (1)
III
Così alzò la testa dal suo verde giaciglio e si avvicinò alla fanciulla
“Mettetevi i vestiti mia cara” dice,
“e non abbiate timore.
IV
E ‘più facile per una bella dama
cucire un ricamo con filo di seta
che alzarsi in un bel mattin di maggio
e nuotare contro corrente. ”
V
“Beh, se non toccate  il mio mantello
e lasciate stare i miei vestiti
vi darò tanto denaro, signore,
se mi riporterete a casa”.
VI
“Io non toccherò il vostro mantello
e lascerò stare i vostri vestiti
ma vi porterò fuori dall’acqua chiara,
mia cara, affinchè siate al sicuro ”
VII
E la portò fuori dall’acqua chiara
portandola a nuoto tra le braccia
“Indossate i vostri abiti, mia cara e nascondete le vostre generose grazie”.
VIII
La mise su un destriero bianco-latte e lui montò sull’altro
e per tutta la strada cavalcavano
come sorella e come fratello.
IX
Cavalcarono fino al cancello del padre e lei suonò il campanello(2),
pronto stava un maggiordomo lì
per lasciare entrare la bella dama.
X
Appena si aprirono le porte,
in un lampo lei entrò
“Gentile signore, voi siete uno sciocco fuori e io sono una fanciulla dentro.
XI
Così addio, mio povero ragazzo,
vi ringrazio per il vostro aiuto,
ma se aveste fatto quello che volevate, non vi avrei mai lasciato là.
XII
Io non cucirò un ricamo con filo di seta in un bel mattin di maggio,
ma ad aspettare tempo
si rischia che diventi troppo tardi, accettate il mio consiglio”

NOTE
1) un giro di parole per dire che la dama faceva il bagno nuda
2) il dettaglio non è anacronistico:  “Twirl” oppure “tirl”= to make a rattling sound. Le vecchie dimore scozzesi conservano ancora un apparato proprio all’esterno della porta di casa formato da un pezzo di metallo spiraliforme (a twisted “pin”) che sporge un poco. All’estremità libera è appeso un campanello che si muove su e giù producendo un “rattling sound”  che annuncia i visitatori.
Ecco perchè troviamo nelle vecchie ballate “twirling” o “tirling” the ring (pin)

FONTI
http://www.kateri.name/docs/Shepherd.pdf
http://tunearch.org/wiki/Blow_the_Winds_I-Ho!
http://www.musicanet.org/robokopp/english/blowwind.htm
http://ingeb.org/songs/blowaway.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=Child_d11204
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=64609
https://mainlynorfolk.info/eliza.carthy/songs/thebaffledknight.html

TAKE A LOOK AT LOCH QUOICH

Un paio di canti in gaelico scozzese conservati dalla tradizione popolare delle Highlands (dalla costa est ad ovest), Il Laird o il John di cui si parla doveva essere ben conosciuto nei pressi del Loch Quoich (nel distretto di Lochaber): un territorio collocato nel Great Glen, lungo la strada per Kinloc hourn, oggi per la buona parte disabitato adatto per i puri di cuore. Ma tanto per fare un po’ di confusione Glen Quoich è una delle principali valli del Mar Lodge Estate l’antica contea di Mar nell’Aberdeenshire; negli archivi di Tobar an Dualchais sono riportare alcune registrazioni di un canto in gaelico dal titolo “O Iain Ghlinne Cuaich” provenienti da Midlothian, o Lothian centrale.

LE ESCURSIONI
Lochaber: http://www.undiscoveredscotland.co.uk/knoydart/kinlochhourn/
Mar Lodge: http://mountaincoastriver.blogspot.it/2015/06/midsummer-snow-glen-etive-loch-quoich.html
http://www.walkscotland.com/walk21.htm

ORAN FEAR GHLINNE-CUAICH

maclise-harperUn canto bardico o come dovevano essere i canti dei bardi quando i clan erano ancora potenti o meglio quando le Highlands erano il territorio dei clan: tra i compiti del bardo c’era quello di celebrare le imprese degli eroi (e dei capi-clan) e di cantare la loro elegia funebre. Un tempo un guerriero poteva considerare la sua vita non vissuta invano, solo se un bardo narrava della sua storia, perciò preferiva una vita breve ma gloriosa, tale da meritare di essere tramandata (della serie anche i celti  avevano il loro Achille ). Per un guerriero, l’onore rappresentava tutto; un uomo si valutava in base ad esso, e, difatti, uno degli strumenti più pericolosi nella società celtica era la satira, un particolare canto dei poeti che, deridendo un uomo, ne causava l’allontanamento dalla società. Ogni guerriero era tenuto a difendere, a prezzo della vita, il suo onore, insieme a quello del suo clan.

IL GUERRIERO CELTA

Ecco come li descrive il greco-siciliano Diodoro Siculo, vissuto nell’ultimo secolo prima della nascita di Cristo ,  che presumibilmente deve aver incontrati i Celti in uno dei suo viaggi  (ma forse era solo un bibliotecario che si è limitato a riscrivere quanto già scritto in altri libri)
I Galli sono di taglia grande, la loro carne è molle e bianca; i capelli sono biondi non solo di natura, ma si industriano ancora a schiarire la tonalità naturale di questo colore lavandoli continuamente all’acqua di calce. Li rialzano dalla fronte verso la sommità del capo e verso la nuca… con queste operazioni i loro capelli si ispessiscono al punto da somigliare a criniere di cavalli. Alcuni si radono la barba, altri la lasciano crescere con moderazione; i nobili conservano nude le guance ma portano dei baffi lunghi e pendenti al punto che coprono loro la bocca… Si vestono con abiti stravaganti, delle tuniche colorate dove si manifestano tutti i colori e dei pantaloni che chiamano braghe. Vi agganciano sopra dei sai rigati di stoffa, a pelo lungo di inverno, e lisci d’estate, a fitti quadrettino colorati di tutte le gradazioni. (Biblioteca Storica, V, 28-30)

Una buona fonte di informazioni ci viene dai ritrovamenti archeologici delle tombe cosiddette dei Principi (ricchi tumuli funerari dell’età del Ferro disseminati un po’ in tutti i territori abitati dai Celti) e anche da Giulio Cesare al tempo della conquista romana della Gallia. I guerrieri dei Galli (o Celti continentali stanziati nell’attuale Francia) indossavano tunica di cuoio o di stoffa tinta con vari colori, pantaloni (anche questi operati), mantello in tartan (il plaide scozzese) fermato da una fibula (una grossa spilla) e stivali. I cavalieri  al tempo di Cesare potevano fare uso di corazze di cuoio bollito a spessi quadrotti e presumibilmente furono i Celti a realizzare  le prime cotte di maglia (armature formate da anelli di ferro intrecciati), che ebbero così tanta fortuna per tutto il medioevo europeo.

ASCOLTA su Spotify Margaret Stewart & Allan MacDonald in Colla Mo Rùn 2001

I
Faigh an t-searrag-sa mun cuairt
Lìon an àird gu bàrr a’ chuach
Deoch slàinte fear Ghlinne-Cuaich
‘S gun éireadh buaidh gach latha leis
II
Latha dhomh ‘s mi muigh air chuairt
Thachair orm fear Ghlinne-Cuaich
Làmh a dhiòladh dhòmhs’ an duais
‘S gun d’fhuair sin rud an latha sin
III
Ceist nam ban o thìr nam bó
Far Strath Chluainidh ghorm an fheòir
Far an d’fhuair thu d’àrach òg
‘S gun cùnnte móran aighean dhut
IV
Bu tu ceann-uidhe nam bàrd
Na fìdhlearan ‘s luchd nan dàn
Nuair a shìneadh tu do làmh
Gum b’àilteachadh leam crathadh dhith
V
Nuair a dheidheadh tu bheinn a’ cheo
Dh’iarraidh fàth air damh na cròic
Air do shùil cha laigheadh sgleò
‘S bu sheòlta dol ‘s an amharc thu
VI
‘S tric a leag thu màthair laoigh
‘S a choille ghuirm air a taobh
Eilid bhinneach nan cas caol
Is coileach fraoich ‘s a chamhanaich
VII
Nuair a dheidheadh tu bheinn na stùc
Le do ghunna ‘s le do chù
Nuair a lùbadh tu do ghlùin
Gun ùmhlaicheadh na h-aighean dhut
VIII
‘S truagh nach d’ thachair dhomh bhi ‘m bhàrd
A thogadh do chliù an àird
Dheanainn innse dhuibh nam dhàn
Gur mac a dh’fhàs mar d’athair thu
IX
‘S dé dheanadh do mhàthair chòir
An fhuil uasal dh’fhàs gun phròis
Mura tachradh ort té mhór
Aig am biodh stòr nach caitheadh i
X
‘S faigh an t-searrag-sa mun cuairt
Lìon an àird gu bàrr a’ chuach
Deoch slàinte fear Ghlinne-Cuaich
‘S gun éireadh buaidh gach latha leis

TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I
Get this bottle ‘round/ And fill the cup up to its brim/A health to the laird of Glen Quoich (1) /And may his be the victory every day
II
One day as I walked out
I met the laird of Glen Quoich
His, the hand to dispense rewards to me(2)
And we got something(3) that day
III
Darling of the women from the land of the cattle/From green Strath Cluaine(4) of the grass
Where you were brought up
And you owned many heifers
IV
To you the bards traveled
And fiddlers and singers
When you stretched out your hand
A shake of it gave me delight
V
When you went to the misty mountain/To try for a shot at the antlered stag/Your eye would not lose its keenness/And you were cunning at watching them
VI
Often you felled a fawn’s mother
In the green wood on her side
The delicate slender-legged hind
As well as the grouse at twilight
V
When you went to the steep mountain
With your gun and your dog
When you bent your knee(5)
The hinds would yield to you
VI
It’s a pity I didn’t happen to be a bard
Who could sing your praises
And I’d tell you all in my song
That you are a son like your father
VII
And what would your mother do
She of the noble blood without conceit/If you didn’t chance on a high-born girl(6)/With unlimited wealth
VIII
Get this bottle ‘round
And fill it to its brim
A health to the laird of Glen Quoich
And may his be the victory every day
Tradotto da Cattia Salto
I
Prendi questa bottiglia e riempi la coppa fino all’orlo alla salute del signore del Glen Quoich (1)
che la vittoria gli arrida ogni giorno.
II
Un giorno ero fuori
e incontrai il Signore del Glen Quoich, il mio mecenate(2), e facemmo una buona caccia (3) quel giorno.
III
Amato dalle donne dalla terra del bestiame
da Strath Cluaine (4)verde d’erba
dove sei cresciuto e possedevi molte giovenche.
IV
I bardi erranti
e i violinisti e cantanti,
pronti al tuo cenno
che delizia!
V
Quando andavi alla montagna delle nebbie
per cacciare il cervo dai palchi
il tuo occhio non perdeva la sua perspicacia e tu eri lesto nel vederli.
VI
Spesso hai abbattuto la madre di un cerbiatto nel bosco più profondo, come pure la cerva dal piè veloce e anche , al crepuscolo, il gallo cedrone
V
Quando andavi sulla ripida montagna
con le armi e i cani, ti mettevi in ginocchio(5)
e le cerve cadevano ai tuoi piedi.
VI
Peccato non aver avuto in sorte di essere bardo per cantare le tue lodi, avrei narrato di te nei canti dicendo che sei il degno figlio di tuo padre.
VII
Cosa farebbe tua madre dal nobile lignaggio,
se non ti sposassi con una fanciulla d’alto lignaggio (6)e dalla ricchezza illimitata?
VIII
Prendi questa bottiglia
e riempi la coppa fino all’orlo
alla salute del signore del Glen Quoich che la vittoria gli arrida ogni giorno.

NOTE
1) ci sono tre alternative per collocare la località
2) letteralmente: “la mano che mi elargiva ricompense”
3) presumo si riferisca alla caccia, letteralmente: “e noi prendemmo qualcosa”
4)Tomdoun is a small hamlet found along a former drove road which branches off the A87 at Loch Garry. Strath Cluanie can be found to the north of Tomdoun.
5) per prendere la mira con l’arco
6) vien da presumere da questa strofa che il bardo stia tessendo le lodi del Laird durante il banchetto nunziale

IAIN GHLINN ‘CUAICH

(tanto per fare un esempio)

In questa versione è una donna a cantare il suo amore per il bellissimo John di Glen Quoich (ovunque Quoich si trovi), ma il canto non è di gioia perchè la donna è stata appena lasciata (il bello ha troncato la relazione senza darle spiegazioni o conforto); eppure la donna è certa di essere lei in torto poiché egli è perfetto sotto ogni punto di vista, così gli augura ogni bene e di trovare presto un’altra donna migliore; immagino ci sia una punta di malizia nell’espressione finale, come se lei lo mandasse a ..  prendersi la donna che si merita (invece che a prendersi la donna che se lo merita)!! (o almeno questa sfumatura è quella più appropriata per le donne di oggi)

ASCOLTA Capercaillie in Sidewaulk 1993 l’interpretazione di Karen Matheson rispecchia in pieno il sentimento della donna abbandonata è soprattutto un sussurro che viene dall’anima


I
O Iain Ghlinn’ Cuaich, fear do choltais cha dual da fas,
Cul bachlach nan dual ‘s e gu camlubach suas gu bharr,
‘S i do phearsa dheas ghrinn a dh’fhag mi cho tinn le gradh,
‘S nach’ eil cron ort ri inns’ o mhullach do chinn gu d’sail.
II
Ach an trian dhe do chliu cha chuir mise, a ruin an ceill,
‘S caoimh’ faiteal dhe d’ghnuis na ur choille fo dhruchd ri grein,
Gum b’ e miann mo dha shuil a bhith sealltainn gu dluth ad dheidh,
‘S math a b’airidh mo run-s’ air ban-oighre a’ chruin fo sgeith.
III
Iain, Iain, a ghaoil, cuim’ a leig thu me faoin air chul,
Gun ghuth cuimhn’ air a’ ghaol a bh’againn araon air tus?
Cha tug mise mo speis do dh’fhear eile fo’n ghrein ach thu,
Is cha toir as do dheidh gus an cairear mo chre ‘san uir.
IV
Ged a chinn thu rium fuar, bheil thu, Iain, gun truas ‘s mi ‘m chas,
‘S a liuthad la agus uair chuir thu ‘n ceill gum bu bhuan do ghradh?
Ach ma chaochail mi buaidh, ‘s gun do choisinn mi t’fhuath na t-fhearg,
Tha mo bheannachd ad dheidh, ‘s feuch an tagh thu dhuit fhein nas fhearr.


TRADUZIONE  INGLESE ( da qui)
I
Oh John of Glencuaich it does not seem right that you should be so beautiful,
Your tresses, in ringlets, are tightly curled to the tips,
Your upright handsome appearance has left me love-sick, /And you are faultless from head to heel.
II
But, my love, I cannot relate one third of your merits
Your presence is more refreshing than the sun-kissed dew-bedecked young trees,
I long to have you always within my sight,
My beloved is well worthy of defending a royal heiress.
III
John, John my love, why did you abandon me so completely,
Without any reminder of the mutual love we once shared,
I have never loved any other man on earth but you,
Nor will I ever love anyone else ‘til my body is interred in the soil.
IV
Although your feelings towards me have turned cold,
Are you, John, without pity for me in my plight,
When you so often declared your undying love for me
But if I have so changed in character that I have earned your hatred and anger.
My blessings still go with you, and if you can, try to choose someone better.

Tradotto da Cattia Salto
I
Oh John of Glen Quoich non mi sembra giusto che tu possa essere così bello
i tuoi capelli, in boccoli, sono un rigido intreccio(1)
la tua postura bella dritta mi ha lasciato il mal di cuore,
tu sei perfetto dalla testa ai piedi.
II
Ma amore mio non posso che descrivere una misera parte dei tuoi meriti
sei più rinfrescante della rugiada baciata dal sole che ingioiella gli arbusti(2)
voglio averti sempre sotto gli occhi
il mio diletto è ben degno di difendere una principessa
III
John, John amore mio, perchè mi hai  lasciata in tronco
senza alcun ricordo del reciproco amore un tempo condiviso,
non ho mai amato un altro uomo sulla terra, te solo
ne mai amerò un altro finchè il mio corpo sarà sepolto nella terra.
IV
Sebbene i tuoi sentimenti verso di me si siano raffreddati
sei tu, John, senza compassione per me nella mia condizione,
quando così spesso mi dichiaravi il tuo eterno amore,
ma se io non sono così mutata nel carattere da aver meritato il tuo odio e la tua collera,
le mie benedizioni siano ancora su di te, e se ci riesci, cerca di scegliere un’altra migliore.

NOTE
1) la descrizione dei dreads celtici!! I dreadlocks o dreads (Jata in Hindi, o erroneamente chiamati rasta) sono formati aggrovigliando i capelli su se stessi, e si possono ottenere in diversi modi, uno dei quali sta nel non pettinarsi per lungo tempo: in questo modo si formeranno dei locks (nodi) che con il tempo sarà impossibile sciogliere. La parola dreadlock non possiede una traduzione precisa. Sappiamo che dread, in inglese, è un sostantivo che significa “paura”,”timore”, mentre lock significa “bloccare” o, più precisamente, “intrecciare”, poiché i dredlocks sono delle vere e proprie trecce di capelli. Il termine, pertanto, potrebbe voler dire “intrecciare con timore” (sottinteso “di dio”, in quanto nata come pratica religiosa) o, più liberamente, “rigido intreccio”. (grazie wikipedia)
2) sembra di leggere un sonetto di Shakespeare

Ascoltiamola anche in questa versione strumentale della Battlefield Band

FONTI
“I celti” per la Mostra I celti a Palazzo Grassi – Venezia 1991
http://www.celticlyricscorner.net/stewart/oran.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/iain.htm
http://www.margaretstewart.com/about-margaret.html

THE BANKS OF THE RED ROSES

La ballata popolare “The Banks of the (Red) Roses” di fine Ottocento, è nota in due versioni, diametralmente opposte, quella irlandese come love song ricca di irish humour e quella scozzese come murder ballad. Come sempre quando ci sono versioni simili tra le due sponde si apre la querelle di quale sia venuto prima.. ma come sia accaduto che i testi vadano a raccontare una storia diversa è un mistero!
Distinguere le due versioni è semplice, quella scozzese ha una melodia triste e malinconica quella irlandese è invece allegra.

CURIOSITA’
‘Rosa banksiae
è la ” Lady Banks Rose” una rosa antica di tipo rampicante, arrivata dalla Cina solo nel 1807, dal nome di Lady Dorothea Banks moglie del botanico inglese Sir Joseph Banks (1743-1820) curatore dei Kew Gardens di Londra, dalla fioritura precoce già ad aprile con piccoli fiori, ma abbondanti e non molto profumati riuniti a mazzetti, però di colore.. giallo!

LA VERSIONE MURDER BALLAD

Questa versione appartiene al genere delle murder ballads (le ballate degli omicidi) o come si direbbe oggi i fatti della cronaca nera.

murderQui la storia tra i due innamorati vira sul “gotico” e diventa una storia di seduzione e omicidio. Il giovanotto prima si diverte con la fanciulla (in alcune versione di nome Mary o Molly) e dopo averla messa incinta, invece di limitarsi a lasciarla (secondo il tipico comportamento dei mascalzoni) decide di ucciderla: l’omicidio però non segue l’impulso del momento, ma è premeditato e ciò getta sulla storia una luce sinistra e perversa.

Chi narra la storia sembra voler dare un avvertimento alla ragazze: quelle “facili” che invece di pensare al lavoro onesto preferiscono divertirsi nei boschi, finiscono immancabilmente per incontrare il lupo cattivo e fare una brutta fine!!
Sembra inoltre che la ragazza della storia sia anche una di quelle “nagging” che borbottano in continuazione, perché devono sempre dire la loro, o che non sono mai contente! E quindi si meritano doppiamente di fare una brutta fine!!
Di certo il “lovely” Johnny era un gran mascalzone e pur di non essere coinvolto nella scandalo di una gravidanza non desiderata, ha preferito “metterci una pietra sopra” (scavando prima una buca bella profonda). Anche la versione murder ballad della storia è relativamente popolare in Irlanda, così nella proposta d’ascolto si mescolano artisti della scena scozzese e irlandese

Battlefield Band in Happy Daze 2001; qui in sole tre strofe di cui una utilizzata come ritornello, si condensa tutta la storia: i due che si sollazzano  tra le canne in riva al fiume, lei che si lamenta perchè vuole essere sposata, lui che la pugnala al cuore e la lascia sulla riva a colorare di rosso sangue le rose.


CHORUS
On the banks of red roses
my love and I sat down
he  took out his charmed box
to play his love a tune.
In the middle of the tune
she sighed and she said,
“Oh my Johnny, lovely Johnny
(it’s) dinna leave me?”
I
Oh, when I was with him
and easy led astray.
afore I would work,
I would rather sport and play
afore I would work
I would rather sport and play
With my Johnny
on the banks of red roses.
II
Johnny met his true love
they went for a walk
he pulled (3) out his penknife,
it was  long and sharp,
he has percing through and through
the bonny lassie’s heart.
And he left her there among the roses.
Traduzione di Cattia Salto
Coro
Sulle rive delle rose rosse
il mio amore ed io ci sedevamo
e lui prendeva il suo organetto incantato (1) e suonava per l’amata. Nel mezzo della melodia
sospirò e disse:
“Johnny, mio caro Johnny non mi mollare!”
I
Quando ero con lui,
finita sulla cattiva strada,
invece di lavorare
preferivo divertirmi e cantare
e invece di lavorare
preferivo divertirmi e cantare
con il mio Johnny
sulle rive delle rose rosse (2)
II
Johnny incontrò la sua innamorata
e andarono a passeggiare,
tirò fuori il pugnale,
che era  lungo e affilato,
e trafisse da parte a parte
il cuore della bella ragazza
e la lasciò là,  distesa tra le rose (4)

NOTE
1) lo strumento musicale varia tra la gamma degli strumenti popolari del tempo: è un organetto o un flauto o un violino, ma chiaramente si tratta di un “piffero” ben più in carne; è sottinteso il doppio senso “to play his love a tune” equivale alla perdita della verginità della fanciulla
2) Il motivo della gravidanza non è esplicito, le rose nelle canzoni celtiche sono spesso associate alla sfortuna e stanno a indicare una gravidanza in atto. (ad esempio in Ye Banks and Breas)
3) non usa proprio lo stesso verbo , ma non capisco la parola
4) niente fossa e occultamento del cadavere come invece apprendiamo dalle versioni più estese.

Sarah Makem in Ulster Ballad Singer- 1968 (salta la III strofa) “In contrast to the light and airy theme of The Banks of Red Roses (Irish Street Ballads, No.8), Mrs. Makem’s song is a dark story of seduction and premeditated murder, on the lines of The Cruel Ship Carpenter, with which it should be compared. (English Folk Songs from the Southern Appalachians. Vol. 1, pp 317-327). See also E.F.S. Journal Vol. II, p 254. The tune is Doh Mode Hexatonic.”(tratto da qui)

ASCOLTA De Danann 1977 (inizia con la II strofa e poi passa alla I)

ASCOLTA June Tabor in Aqaba 1988: una melodia tristissima, il canto un lamento nel “vecchio stile”


I
Oh, when I was a young girl
I heard my mother say
That I was a foolish lass
and easy led astray.
And before I would work,
I would rather sport and play
With my Johnny on the banks of red roses.
II
On the banks of red roses
my love and I sat down
And he pulled out his charm flute
and played his lass a tune.
In the middle of the tune
well the bonny lassie cried,
“Oh Johnny, lovely Johnny would you leave me?”
III
So he took her to his cabin
where he treated her to tea
Saying “Drink my dearest Mary
and come along with me”
Saying “Drink my dearest Mary
and come along with me
To the bonny bonny banks of Red Roses”
IV
Well, they walked and they talked
till they came unto a cave
Where Johnny all the day
had been digging up a grave,
Where Johnny all the day
had been digging up a grave
For to leave his lassie low among the roses.
V
Then he pulled out a penknife,
it was both long and sharp,
And he plunged it right into
his own dear Mary’s heart.
And he plunged it right into
his own dear Mary’s heart
And he left her lying low among the roses.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane
mia madre mi diceva
che ero una ragazza sciocca
e facilmente condotta all’errore;
e invece di lavorare
preferivo  divertirmi e cantare
con il mio Johnny sulle rive delle rose rosse
II
Sulle rive delle rose rosse
il mio amore ed io ci sedevamo
e lui prendeva il suo flauto incantato
e suonava per la sua ragazza (1).
Nel mezzo della melodia
la bella ragazza gridò:
“Johnny, amato Johnny mi vuoi mollare?”
III
Così la portò nella sua stanza
dove le preparò del te
dicendo “Bevi mia cara Mary
e vieni con me”
dicendo “Bevi mia cara Mary
e vieni con me
alle belle, belle rive delle rose rosse”
IV
Allora s’incamminarono e parlarono
fino a quando arrivarono a una grotta
dove Johnny tutto il giorno
aveva scavato una fossa,
dove Johnny tutto il giorno
aveva scavato una fossa,
per lasciare la sua piccola ragazza giù tra le rose.
V
Poi tirò fuori uno stiletto,
era tanto lungo e affilato
e lo piantò dritto nel cuore
della sua cara Mary.
e lo piantò dritto nel cuore
della sua cara Mary.
e la lasciò distesa tra le rose

In quest’altra versione testuale si aggiunge una nota “spooky” con lo spettro della fidanzata che lo tormenta (ovvero il rimorso della coscienza) !!

ASCOLTA Alasdair Roberts in  “No Earthly Man” (2005)


I
When I was a wee thing,
I heard my mother say
That I was a rambler
and easy led astray
before that I would work,
I would rather sport and play
With my Johnny on the banks of red roses
II
On the banks of red roses,
my love and I sat down
He took out his tuning box
to play his love a tune
In the middle of the tune,
his love got up and cried
saying “Oh Johnny, Johnny,
will you go on and leave me?”
III
And they walked and they talked
till they came up to a cave
Where the night before her Johnny he had been digging at her grave
Where the night before her Johnny he had been digging at her grave
On the bonnie, bonnie banks of red roses
IV
“Oh Johnny, dearest Johnny,
that grave’s not meant for me.”
“Oh yes, my dearest Molly,
that your bridal bed shall be.
Oh yes, my dearest Molly,
that your bridal bed shall be.”
And he’s laid her down low on red roses.
V
That night while walking home,
his heart was full of fear,
And everyone he met, he thought it was his dear.
And everyone he met, he thought it was his dear
He had slain on the banks of red roses.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Quando ero una ragazzina
mia madre mi diceva
che ero una vagabonda
finita sulla cattiva strada,
invece di lavorare
preferivo divertirmi e cantare
con il mio Johnny sulle rive delle rose rosse
II
Sulle rive delle rose rosse
il mio amore ed io ci sedevamo
e lui prese l’organetto
e suonò per il suo amore,
nel mezzo della melodia
il suo amore si alzò e gridò:
“Johnny, amato Johnny
te ne vuoi andare e lasciarmi?”
III
Allora camminarono e parlarono
fino a quando arrivarono a una grotta
dove la notte prima Johnny aveva scavato una fossa,
dove la notte prima Johnny aveva scavato una fossa,
sulle belle, belle  rive delle rose rosse
IV
“O Johnny, mio caro Johnny,
quella tomba non è per me?!”,
“O si cara, mia cara Molly,
questa sarà il tuo letto nunziale
O si, mia cara Molly,
questa sarà il tuo letto nunziale
e la lasciò a terra distesa tra le rose rosse.
V
Quella notte mentre tornava a casa,
il suo cuore era pieno di paura
e tutti quelli che incontrava,
credeva fossero la sua amata
e tutti quelli che incontrava,
credeva fossero la sua amata
che aveva lasciato distesa tra le rose rosse

La ballata è stata d’ispirazione alla murder ballad scritta da Nick Cave “Where The Wild Roses Grow

 

continua versione irlandese

FONTI
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebanksofredroses.html
http://mysongbook.de/msb/songs/b/bkofredr.html
http://www.contemplator.com/ireland/roses.html

MACPHERSON’S FAREWELL

Macpherson_(R__R__McIan)James o Jamie Macpherson (1675–1700) fu un fuorilegge scozzese figlio di un “laird” delle Highland (MacPherson di Invereshie) ossia un proprietario terriero della bassa nobiltà. Personaggio da non confondere con il successivo James Macpherson (1736-1796) autore dei “Ossian Verses” e precursore del Romanticismo in Scozia.

La leggenda vuole che fosse nato da un rapporto occasionale tra il padre e una bella zingara, accolto nella casa paterna  venne riconosciuto come figlio legittimo, tuttavia il ragazzo ritornò presto con la madre dopo che il padre venne ucciso durante uno scontro tra clan (per le solite “questioni” di bestiame)! Visse con la madre, una zingara, e divenne ben presto il capo del gruppo.
Alto, muscoloso e prestante, abile spadaccino e suonatore di violino, viveva del commercio di cavalli. Non è ben chiaro se fosse effettivamente un furfante, in un epoca e terra in cui le razzie di bestiame erano “faccende” regolate tra i clan: la leggenda lo descrive come un Robin Hood che rubava solo ai ricchi che potevano permetterselo.
Protetto da alcuni amici e simpatizzanti anche all’interno del clan paterno, era diventato temerario fino al punto da presentarsi nelle cittadine dell’Aberdeenshire nei giorni di mercato, preceduto da un suonatore di cornamusa!

Lord Alexander Duff signore di Braco fu il suo mortale nemico che lo catturò una volta a Keith durante la fiera di San Rufus; riuscito a sfuggire alla prigionia, Jamie venne ricatturato e portato con una grossa scorta armata alla prigione di Banff.
Macpherson e tre dei suoi uomini furono processati a Banff dallo sceriffo Nicholas Dunbar (chiaramente un caro amico di Duff) e condannati all’impiccagione con la generica accusa di essere non solo ladri ma anche “egyptians and vagabonds” [zingari e vagabondi]. (vedi: Gli Zingari in Scozia ) Nell’atto di condanna, ancora conservato, tra le accuse riconosciute meritorie di condanna, c’erano anche quelle di: parlare una lingua straniera, passare le notti a cantare, ballare e fare sesso (il terme utilizzato è “debauchery” ossia comportamento vizioso, dissolutezza). La condanna fu eseguita a Banff il 16 novembre 1700, un venerdì giorno di mercato, un quarto d’ora prima dello scoccare delle tre.

MACPHERSON’S FAREWELL

La canzone nota anche come Macpherson’ s Rant o Lament era ampiamente diffusa e popolare già all’epoca dei fatti, circolante in molte strofe e versioni, nel 1788 anche Robert Burns ne riscrisse una parte. Grazie a questa popolare ballata si narrano ancora oggi le roccambolesche fughe di Jamie!

broken_fiddle_2sSembra che Jamie abbia composto una melodia con il suo violino nei giorni di prigionia e che l’abbia suonata sotto la forca: alla fine poiché nessuno osava reclamare a sé il violino, lo ruppe (c’è chi dice sulla testa del boia) e lo gettò verso la folla, affinchè nessun altro potesse più suonarlo.
Più recenti ricerche hanno dimostrato che non necessariamente il fuorilegge di nome MacPherson impiccato a Banff nel 1700 sia stato un violinista “Turning to the trial records, published in 1846, one finds this sole reference to MacPherson and anything musical: ‘M’Pherson…wes one night in the house at that tyme, and drunk with the res, and danced all night.’ The onlymusician mentioned in this account is Peter Broune, who ‘went sometymes to Elchies, and played on the wiol’ and ‘got money sometyms for playing on the wiol…’ (He may have been one of the ‘Browns of Kincardine’ referred to later in this chapter as early strathspey players and composers.) Nor is the earliest broadside helpful. ‘The Last Words of James Macpherson, Murderer’, printed about 1705, contains nothing about the dramatic gesture with which he is thought to have ended his life, and nothing about fiddling. Apparently there is a later version, which adds to the title the words ‘To its own proper tune’. It is quite likely that the tune was written after the event to suit the broadside, for it fits the words perfectly…It may be that over the years traditional memory fused MacPherson’s story with the musical facts about Peter Broune, who was on trial at the same time. (tratto da qui)

LA MELODIA: Macpherson’s Rant o Farewell

Ci sono due distinte melodie la prima una strathspey, la seconda una slow air, lenta e malinconica. Annotata da James Scott Skinner (qui)

ASCOLTA Paul Anderson dal Cd “The Journey Home” – 1998.
Paul Anderson è un violinista scozzese della nuova generazione che ha assorbito tutto lo stile di Niel Gow (1727-1807), ossia lo stile classico del Nord-Est della Scozia, attraverso i suoi maestri: non solo virtuoso interprete ma anche compositore di fama.

Come per tutti i brani popolari e ampiamente diffusi sono state tramandate e stampate molte versioni testuali.

PRIMA VERSIONE

Qui la figura di MacPherson non è chiaramente individuata come personaggio negativo, anzi c’è un che di eroico, quasi romantico, nel suo Addio alla buia prigionia. La storia è ridotta alle sole strofe riguardanti l’ultimo atto presso la forca: le ultime parole di Jamie, la rottura del violino e l’inganno perpetrato dai nemici.
Le strofe I, IV e V sono quelle della versione di Robert Burns

ASCOLTA Noel McLoughlin nel Cd “20 best of Scotland” – la stessa melodia prima interpretata in modo tragico qui diventa più allegra e ritmata in bilico tra il tragicomico.


I
Farewell, ye dungeons
dark and strong,
farewell, farewell to thee
McPherson’s life will no be long
on yonder gallows tree
Chorus
Sae rantinly, sae wantonly,
and sae dauntonly(1) gaed he
He played a tune
as he danced around
below the gallows tree
II
There’s some come here
for to see me hung,
and some to buy my fiddle
But before that I do part with her,
I’ll break her through the middle
III
So he took his fiddle in both of his hands,
and he broke it o’er a stone
Saying: “There’s no other hand
shall play on thee when I am dead and gone”
IV
O, what is death but parting breath?
On many a bloody plain
I’ve dared his face and in this place
I scorn him yet again!
V
Untie these bands from off my hands,
and bring me to my sword;
And there’s no a man in all Scotland
but I’ll brave him at a word.
VI
The reprieve was coming o’er the Brig of Banff,
to set McPherson free
But they put the clock a quarter before, (3)
and they hanged him from a tree
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Addio, tu cella
dura e buia !
Addio, addio a te,
la vita di MacPherson non resisterà
a lungo su quella forca”
Ritornello
Così gioviale
deciso e sprezzante (1) lui andava
suonando una melodia

mentre ballava
sotto la forca

II
“C’è gente venuta qui
per vedermi impiccare
e altri per comprare il mio violino,
ma prima che io me ne separi
lo romperò nel mezzo (2)”
III
Così prese il violino con entrambi le mani
e lo ruppe su di una pietra
dicendo: “Nessun’altra mano
ti suonerà
dopo che sarò morto e sepolto”
IV
“Cos’è la morte se non l’ultimo respiro?
In molti campi di battaglia
l’ho già sfidata e in questo posto
mi scontro con lei ancora una volta.
V
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore”
VI
La grazia stava arrivando sul ponte di Banff
per liberare MacPherson,
ma essi misero l’orologio indietro di un quarto d’ora (3)
e lo impiccarono sulla forca.

NOTE
1) con aria di sfida, coraggio
2) Il violino rotto è conservato al museo del clan Macpherson a Newtonmore.
3) La leggenda narra che il Laird di Braco avendo visto sopraggiungere un cavaliere da Turriff e temendo che portasse una lettera di perdono per Jamie, fece spostare le lancette dell’orologio della torre campanaria avanti di 15 minuti in modo da poter impiccare il suo odiato nemico prima dell’arrivo del perdono.

SECONDA VERSIONE

Rispetto alla versione precedente si aggiungono un paio di aneddoti: siccome Jamie era reputato essere un ottimo spadaccino, è stato catturato solo con l’inganno di una donna, che lo ha attirato sotto il suo balcone, per gettargli addosso una spessa coperta impedendogli così di sguainare la spada contro i suoi aggressori. Si fa inoltre riferimento a un Lord di Grant, appartenente al clan Grant molto potente della contea di Inverness, che sembra abbia cercato di proteggere Jamie.

ASCOLTA Hamish Imlach

ASCOLTA Old Blind Dogs live California WorldFest 2009. Per sentire il tipico accento scozzese: sul palco sono solo in quattro ma ci mettono l’anima, lo strumentale finale (lungo quasi come la parte cantata) è da mozzafiato con il duetto cornamusa-violino e irish-bouzouki+percussioni


Chorus
Sae rantinly, sae wantonly,
and sae dauntonly (1) gaed he
He played a tune as he danced around, below the gallows tree
I
Farewell, ye dungeons
dark and strong
A lang fareweel tae thee
Macpherson’s time will ne’er be lang
On yonder gallows tree.
II
‘Twas by a woman’s treacherous hand
That I was condemned tae dee
She ca’ed me o’er tae the window sill
And a blanket she threw o’er me
III
The Laird o’ Grant (4), oh that hieland sant
That first laid hands on me
He pleads the cause o’ Peter Broon
Ach, let MacPherson free
IV
“Untie these bands frae off my hands
An’ bring tae me my sword
There’s nae a man in a’ Scotland
I’ll brave him at a word”
V
“Oh there’s some come here tae see me hanged
And some to buy my fiddle
But before I do part wi’ her
I’ll brak thro’ her the middle”
VI
He ta’en the fiddle into both his hands
He’s brak it o’er a stane
Sayin’, “No anither hand will play on thee
When I am dead and gane”
VII
“Oh little did my mither think
When first that she cradled me
That I would turn tae the rovin’ trade
And die on gallows tree”
VIII
Reprieve was comin’ o’er the brig o’ Banf
Tae set MacPherson free
They put the clock aye a quarter ‘fore (3)
And they hanged him frae the tree.
TRADUZIONE di Cattia Salto
Ritornello
Così gioviale,
deciso e sprezzante lui
andava suonando una melodia
mentre ballava sotto la forca”
I
“Addio, tu cella
dura e buia !
un lungo addio a te,
il tempo di MacPherson non resisterà
a lungo su quella forca
II
Fu per mano infame di una donna,
che fui condannato a morire,
mi chiamò sotto al suo balcone
e una coperta mi gettò addosso
III
Lord Grant (4), quel santo montanaro
che per primo mi protesse,
lui perorò la causa di Peter Brown
e di lasciare libero MacPherson
IV
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore
V
C’è gente venuta qui per vedermi impiccare
e altri per comprare il mio violino,
ma prima che io me ne separi
lo romperò nel mezzo (2)”
VI
Così prese il violino con entrambi le mani
e lo ruppe su di una pietra
dicendo: “Nessun’altra mano ti suonerà
dopo che sarò morto e sepolto”
VII
“Oh mai pensava mia madre,
quando all’inizio mi cullava
che io sarei diventato un vagabondo,
e sarei morto sulla forca”
VIII
La grazia stava arrivando sul ponte di Banff
per liberare MacPherson,
ma essi misero l’orologio indietro di un quarto d’ora (3)
e lo impiccarono sulla forca.

NOTE
4) The Laird of Grant is mentioned in the song because he attempted to secure the release of two men captured with MacPherson, by claiming that they were subject to his hereditary feudal jurisdiction. He is referred to as “that Highland sant” (i.e. saint) because unlike the MacPhersons he was a staunch Protestant and a militant partisan of King William, whose cause he had supported with three hundred men at the Battle of the Haughs of Cromdale (1690). (Hamish Henderson, tratto da qui)

VERSIONE DI ROBERT BURNS 1788: Macpherson’s Farewell

(The ‘Scots Musical Museum’ – Volume II, song 114)

ASCOLTA Battlefield Band


I
Farewell, ye dungeons
dark and strong,
The wretch’s destinie!
McPherson’s time will not be long,
On yonder gallows-tree.
CHORUS
Sae rantingly, sae wantonly,
Sae dauntingly gaed he;
He play’d a spring, and danc’d it round,
Below the gallows-tree.
II
O what is death but parting breath?
On many a bloody plain
I’ve dar’d his face, and in this place
I scorn him yet again!
III
Untie these bands from off my hands,
And bring me to my sword;
And there’s no a man in all Scotland,
But I’ll brave him at a word.
IV
I’ve liv’d a life of sturt and strife;
I die by treacherie:
It burns my heart I must depart,
And not avenged be.
V
Now farewell light,
thou sunshine bright,
And all beneath the sky!
May coward shame distain his name,
The wretch that dares not die!
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Addio, tu cella
dura e buia!
il destino dello sciagurato,
la vita di MacPherson non resisterà a lungo su quella forca”.
CORO
Così gioviale
deciso e sprezzante (3)  lui andava
e suonava una melodia mentre ballava

sotto la forca.
II
“Cos’è la morte se non l’ultimo respiro?
In molti campi di battaglia
l’ho già sfidata e in questo posto
mi scontro con lei ancora una volta.
III
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore
IV
Ho vissuto una vita di vessazioni e lotta; muoio davanti al traditore:
mi infiamma il cuore il dover morire
senza essere vendicato.
V
Allora addio luce,
tu sole luminoso
e tutto quanto sotto il cielo!
Che il codardo disonori e insozzi pure il suo nome, lo sfortunato che osa non muore” (5)

NOTE
5) il verso dice: colui che mostra coraggio nelle avversità sarà ricordato
FONTI
http://tunearch.org/wiki/Annotation:MacPherson’s_Lament
http://www.contemplator.com/scotland/macphers.html
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/macphersons_farewell.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/79266/4
https://thesession.org/tunes/3053
http://mysongbook.de/msb/songs/m/macphers.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=31708
http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/mcphersons_farewell/