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THE CASTLE OF DROMORE

Una dolce ninna-nanna scritta (o raccolta?) da Sir Harold Boulton e pubblicata nel 1892 in “Songs of the Four Nations” e poi in “Songs Sung and Unsung“; nelle note descrittive si riporta “A Collection of Old Songs of the People of England, Scotland, Ireland and Wales, for the most part never before published with complete words and accompaniments.” In particolare per la canzone The Castle of Dromore Boulton si dichiara come solo il curatore del brano. L’arrangiamento musicale parte da una vecchia melodia tradizionale irlandese detta “My Wife is Sick” collezionata da Edward Buntings tra i brani per arpa raccolti alla fine del 1818, definita dallo stesso Buntings come “antica”. Solo successivamente Douglas Hyde tradusse il brano in gaelico irlandese e alcuni credono, erroneamente, che il testo in gaelico sia l’originale più antico.

dromoreIL CASTELLO

Ci sono vari castelli con questo nome in Irlanda o luoghi detti Dromore che contengono castelli, (nelle contee di Down, Kerry, Limerick e Tyrone) ma quelli che si contendono l’attribuzione della canzone sono due.

Un castello con questo nome si trova vicino a Kenmare Contea del Kerry costruito nel 1830 per la famiglia Mahony in stile neogotico, che pare Sir Harold Boulton abbia visitato una cinquantina d’anni più tardi, e il fiume che vi scorre è detto Blackwater (nome peraltro dato genericamente a molti corsi d’acqua in tutta Irlanda). L’altro castello dallo stesso nome si trova nella Contea di Tyrone, il clan Owen indicato nei versi (i discendenti di Eoghan) possedeva un tempo quelle terre (Tyrone o Tir Eoghan).
VIDEO rovine del castello e ricostruzioni grafiche – castello Dromore, Limerick

LADY DROMORE

Il brano è conosciuto anche con il nome di “October Winds” dall’avvio del primo verso, e si trova a volte nelle compilations delle Celtic Christmas songs. La canzone è una ninna-nanna cantata da Lady Dromore per far addormentare il suo piccolo bambino, ma è anche un lamento agli antenati: dopotutto siamo in un antico castello e ogni castello ha il suo fantasma! Nell’ultima strofa la madre si rivolge al bambino esortandolo a non voler crescere troppo in fretta, a restare ancora sotto lo scudo protettivo del Castello dove vive in pace finchè non sarà abbastanza forte. A leggere tra le righe la madre accenna a una storia di sangue, vendette e lotte contro la famiglia, quel richiamare la protezione della Madonna solo su di lei e il bambino potrebbe stare a indicare la sua vedovanza e che il figlio dovrà crescere sano e forte per poter affrontare i loro nemici e vendicare il torto.

LA MELODIA
ASCOLTA John Francis arrangiamento per chitarra acustica (con tour per le rovine del castello)
molto delicata anche questa versione per arpa

ASCOLTA Clancy Brothers

ASCOLTA
Flying Column

ASCOLTA
Margie Butler


I
The October winds lament
Around the castle of Dromore
Yet peace is in her lofty halls
A pháiste gheal a stóir.(1)
Though autumn vines
may droop and die,
A bud of spring are you.
Chorus
Sing hushabye low, lah, loo, lo lan
Sing hushabye low, lah looII
II
Bring no ill wind
to hinder us
My helpless babe and me
Dread spirit of the Blackwater
Clan Owen’s wild banshee(2)
And holy Mary pitying us
in heaven for grace doth sue
III
Take time to thrive
my ray of hope
In the garden of Dromore
Take heed young eagle,
till your wings,
Are feathered fit to soar
A little rest and then our land
Is full of things to do
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
I venti di ottobre si lamentano
attorno al castello di Dromore
eppure è pace nelle sale nobili,
mio pallido fanciullo, mio tesoro. Sebbene le foglie d’autunno
possano cadere e perire,
tu sei la gemma di primavera.
Coro
Canta piano ninnananna  lah, loo, lo lan
Canta piano ninnananna  lah, loo, lo lan

II
Non portare il  vento malefico
ad ostacolarci,
il mio bambino bisognoso e me,
spirito maligno del Blackwater,
fata della morte(2) del clan Owen
e (tu), Santa Maria abbi pietà
e intercedi per noi nei Cieli.
III
Prenditi il tempo per crescere,
mio raggio di speranza,
nel giardino di Dromore,
fai attenzione, giovane aquilotto, finchè le tue ali
avranno piume adatte a sostenerti in volo, un po’ di riposo e poi per la nostra terra ci saranno tante cose da fare.

NOTE
1) lasciato in gaelico nel testo originario, significa “her pale children, her treasure”. Tradotto in metrica con: My loving treasure store
2) banshee: spirito della morte della tradizione irlandese, che si riteneva avvisasse la famiglia (di nobile stirpe), con la sua lugubre comparsa e il suo lamento, sulla morte imminente di un consanguineo. (continua) L’urlo della banshee è quello del vento che scuote gli alberi e la madre chiede ad un’altra madre potente, Maria, di tenere lontano da suo figlio la fata della morte (la morte dei neonati e dei bambini piccoli era molto diffusa) cioè il vento malato (ill wind) che è anche il lamento della banshee; ma la supplica è rivolta nello stesso tempo anche alla fata della morte, perchè taccia e stia lontana. Dread spirit of the Blackwater è lo spirito oscuro e terribile del fiume anch’esso minaccioso per la salute del bambino, il genius loci della zona che ha visto cadere molti antenati valorosi in battaglia!

TRADUZIONE IN GAELICO di Douglas Hyde
I
Tá gaotha an gheimhridh sgallta fuar,
Thart thimchioll an Drom’-mhóir,
Ach ann sna halla tá siothchán,
A pháiste gheal a stóir.
Ta gach sean-duilleog dul air crith,
ach is og an beannglan thú,
Curfá
Seinimis lothin lú ló lan
Seinim loithin lú ló
II
Nár thig aon droch-rud idir mé’s
mo naoidheanán gan bhrón,
Nar thig aon tais ó’n Abhainn Mhóir
na Bean-sidhe Chloinne Eoghain,
á Muire Máthair ós ár g-cionn
ag iarradh grása duinn;
III
A Róis mo chroídhe, a Slaithín ur
a’s gharrha an Drom’-mhóir,
Bí ag fás go mbeídh gach cleite beag,
mar sgiathán iolair mhóir,
Agus léim ann sin air fad an t-saoghail,
oibrigh a’s saothraigh clú

FONTI
http://www.irishpage.com/poems/dromore.htm
http://www.daltramontoallalba.it/paranormale/banshee.htm

THE RISING OF THE MOON

La ballata per antonomasia della ribellione irlandese del 1798 fu scritta da John Keegan Casey (1846-1870) per il “The Nation” nel 1865 con lo pseudonimo di Leo Casey e poi pubblicata in una sua raccolta di poesie dal titolo A wreath of shamrocks: ballads, songs, and legends (1867).
Pur restando sul generico l’autore ha voluto comunque descrivere una battaglia realmente accaduta, quella che ha avuto luogo nei pressi di Granard (contea di Langford) – e così vicina alla sua città natale Mullingar, : un gruppo di ribelli irlandesi armati solo di picche, si sono scontrati con i soldati inglesi molto meglio armati e addestrati e sono stati sconfitti; nelle successive stesure della canzone però l’autore ha epurato ogni riferimento geografico, così il fiume Inny diventa un generico “river”. L’intento del poeta, all’epoca adolescente, è manifesto: nel celebrare le glorie del passato vuole infondere lo stesso fervore nazionalistico nei ribelli del suo tempo, i Feniani.

I FENIANI

Ai mitici Fianna s’ispirò James Stephens nel fondare proprio nel giorno di San Patrizio 17 marzo 1858 il movimento feniano detto Irish Republican Brotherhood (parallelamente alla gemella americana “Fenian Brotherhood”con l’obiettivo di proclamare l’Irlanda una repubblica democratica indipendente. Era il tempo delle società segrete e dei moti d’insurrezione, ma anche delle idee eroiche basate su uno scarso senso pratico. La segretezza poi un’utopia essendo la delazione il grimaldello con cui gli inglesi riuscirono a sbaragliare ogni tentativo di insurrezione.
Dopo l’insuccesso  del 1865 Stephens fu deposto e il comando passò al Colonnello Kelly, ma anche la rivolta del 1867 finì con arresti preventivi e disastrose ritirate.

Dopo la rivolta Casey, poco più che ventenne, venne imprigionato senza processo nel carcere di Mountjoy, ma rilasciato alla condizione che emigrasse in Australia; egli però preferì vivere in clandestinità a Dublino, apprezzato per le sue doti oratorie ai raduni degli affiliati. Purtroppo la sua vita si è spenta prematuramente qualche hanno più tardi, minata dal duro trattamento ricevuto in carcere (la causa diretta però fu una brutta caduta accidentale).

Il sorgere della luna è un simbolo paragonabile come potenza iconografica al sole dell’avvenire che raggia il mondo socialista del futuro, il presagio della venuta di un tempo di libertà, ma è anche e soprattutto l’incitazione a prendere le armi per ribellarsi al dominio inglese.


La poesia è diventata subito popolare dopo la sua pubblicazione, ripresa nelle ballad sheets come canzone abbinata a diverse melodie, tra queste una melodia lenta e triste così in “More Irish Street Ballads” di Colm O’Lochlainn, che si è diffusa in America attraverso l’emigrazione irlandese.

VERSIONE AMERICANA: RISING OF THE MOON

ASCOLTA Peter Paul and Mary (melodia originaria) in  “See What Tomorrow Brings”.

VERSIONE IRLANDESE: WEARING OF THE GREEN

La melodia che ha però preso piede in Irlanda è quella di “The Wearing of the Green

ASCOLTA Na Casaidigh

ASCOLTA The High Kings

ASCOLTA The Wolfe Tones che cantano anche l’ultimo verso


I
And come tell me Sean O’Farrell
tell me why you hurry so
Hush a buachaill hush and listen
and his cheeks were all a glow
I bare orders from the captain
get you ready quick and soon
For the pikes must be together
at the rising of the moon
At the rising of the moon,
at the rising of the moon,
for the pikes must be together
at the rising of the moon

II
And come tell me Sean O’Farrell where the gath’rin is to be
At the old spot by the river (1)
quite well known to you and me
One more word (2) for signal token whistle out the marchin’ tune
With your pike upon your shoulder
at the rising of the moon
III
Out from many a mud wall cabin
eyes were watching through the night
Many a manly heart was beating
for the blessed warning (3)  light
Murmurs rang along the valleys
to the banshees(4) lonely croon
And a thousand pikes were flashing
by the rising of the moon
IV
All along that singing river
that black mass of men was seen
High above their shining weapons
flew their own beloved green(5)
Death to every foe and traitor! Whistle out the marching tune
And hurrah, me boys, for freedom, ‘tis the rising of the moon
V
Well they fought for poor old Ireland, And full bitter was their fate
(Oh! what glorious pride and sorrow Fill the name of Ninety-Eight(6)).
Yet, thank God, e’en still are beating Hearts in manhood’s burning noon,
Who would follow in their footsteps, (5) At the risin’ of the moon!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
E dimmi Sean O’Farrell,
dimmi perche’ hai tanta fretta?
“Zitto compagno, zitto e ascolta
– e le sue guance erano in fiamme-
porto ordini dal capitano,
sbrigatevi in fretta e subito
perche’ le picche dovranno riunirsi
al sorgere della luna”
Al sorgere della luna,
al sorgere della luna

perche’ le picche dovranno riunirsi
al sorgere della luna

II
E dimmi Sean O’Farrell,
dove sarà l’appuntamento?
“Al vecchio posto vicino al fiume
che conosciamo bene tu ed io,
un’ultima parola sul segnale convenuto
fischietta il motivetto della marcia
con la picca in spalla
al sorgere della luna”
III
Dalle capanne dai muri di fango
molti occhi scrutavano la notte
più di un cuore virile batteva
per la luce benedetta
mormorii risuonavano per le valli
al lamento solitario delle banshees
e mille picche brillarono
al sorgere della luna
IV
Lungo il fiume cantanterino
si vide quella nera massa d’uomini
alto sopra le armi lucenti
sventolava l’amato colore verde
“Morte ai nemici ed ai traditori! Fischietta la marcia
e urrà compagni per la libertà!
è sorta la luna”
V
Hanno combattuto bene per la povera vecchia Irlanda e il loro fato fu di fiele
(quale orgoglio di gloria e tristezza richiama il nome del 98)
eppure, grazie a Dio, ancora battono
i cuori degli uomini nel caldo mezzodì,
di coloro che seguiranno le loro orme(5) al sorgere della luna

NOTE
* dalla versione di Marco Zampetti
1) nelle successive stesure della canzone l’autore ha epurato ogni riferimento geografico, così il fiume Inny diventa un generico “river”.
2) oppure ” by way ”
3) scritto anche come morning, con “warning light” ci si riferisce a qualche generico segnale luminoso di avvertimento, con “morning light” è invece il chiarore del mattino
4) scritto anche “like”.  Nel folklore irlandese la banshee è la fata della morte che piange, con un lugubre lamento, la morte imminente del guerriero del clan. In genere solo le migliori famiglie hanno una loro banshee ovvero le famiglie con lignaggi antichi ed eroici.
5) Già nel Seicento i patrioti irlandesi indossavano nastri verdi o il
trifoglio nel cappello per il giorno di San patrizio, ma erano considerati dei ribelli dagli Inglesi continua
6) La rivolta durò una breve stagione dal maggio al settembre del 1798 e venne chiamata con il nome di “United Irishmen Rebellion” perché condotta da un gruppo politico denominato Society of United Irishmen. continua
7) i Feniani

FONTI
http://www.irishmusicdaily.com/rising-of-the-moon
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2313
http://homepage.tinet.ie/~tipperaryfame/rebel798.htm
http://homepage.eircom.net/~johnkeegancasey/

SIR ANDREW BARTON

111Sir Andrew Barton –o Bartin – (1466-1511) fu alto Ammiraglio di Scozia e Corsaro per incarico di Giacomo IV re di Scozia. I mari solcati dalle sue nave però non erano quelli caraibici o dell’Oceano Indiano bensì quelli più domestici attorno alle coste atlantiche e del Nord d’Europa. La sua storia in mare e in particolare la sua morte viene narrata in una ballata molto lunga di origine seicentesca riportata anche in Child ballad#167 dal titolo Andrew Barton.
Un’altra ballata (Child ballad #250) dal titolo
Henry Martin, con molte meno strofe,  ci parla dello stesso personaggio, soffermandosi nella descrizione dell’arrembaggio perpetrata dalla nave scozzese nei confronti di “ricco mercantile diretto verso Londra“. Questa seconda ballata è una probabile stilizzazione della prima, anche se altri studiosi per esempio Cecil Sharp, ritengono al contrario che la ballata Andrew Barton sia stata scritta in seguito.
La ballata fu diffusa per tutto l’Ottocento nei broadsides anche in America e comparve nelle principali collezioni del tempo.

HENRY MARTIN

Nella ballata si narra di tre fratelli di cui il più giovane Henry si è dato alla pirateria per “mantenere la famiglia” (la storia però ci dice che era il più anziano dei tre). Secondo la ricostruzione di Thomas Percy nel suo Reliques of Ancient English Poetry (1765) il padre, John Barton era un ricco mercante che venne ucciso in mare da una nave portoghese nel 1476 durante il saccheggio della sua nave, così i figli ottennero dal Re, come risarcimento, una lettera di corsa che li autorizzava ad abbordare e depredare le navi portoghesi. In realtà si trattava di “una lettera di rappresaglia” di memoria medievale, un tipo di documento che rimase in uso in Scozia per risarcire coloro che subivano un torto da parte di un debitore straniero: ci si poteva rivalere su nave e carico del paese incriminato sia in tempo di guerra che di pace. (in questo modo la famiglia Barton rimase in guerra contro il Portogallo dal 1470 al 1563)

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La storia lo riconosce come “corsaro” scozzese e ci riporta solo una aggressione controversa, nel 1509, contro una nave portoghese che trasportava un carico inglese. In effetti nella ballata la nave attaccata da Martin non è identificata espressamente come una “nave mercantile inglese” bensì come “rich merchant ship bound for fair London town“, da intendersi perciò non come un semplice giro di parole ma in senso letterale ovvero come “ricco mercantile con carico per Londra” (ovvero carico inglese). Una sottigliezza interpretativa, (come quella di carico portoghese ma su navi di altra nazionalità) ma spesso invocata come pretesto, che … costò a Martin la sospensione della lettera di corsa per la durata di un anno. Per quanto in seguito Martin abbia compiuto delle irregolarità non sono stati segnalati altri episodi di pirateria e non in ogni caso verso le navi inglesi.

Ci sono diverse melodie abbinate alla ballata che si diffuse anche nel Nuovo Mondo con il titolo di “Andy Bardan” (Andrew Bordeen)

PRIMA VERSIONE

Dal punto di vista compositivo nella ballata si fa uso di una tecnica tipica di questo genere: la ripetizione di parole e frasi per sottolineare e nello stesso tempo accrescere la tensione emotiva. Qui la tecnica è applicata alle parole finali del terzo verso di ogni strofa ed ha anche una funzione ritmica.

ASCOLTA Jimmie MacGregor 1960 (strofe da I a V, VII e IX) la
Una versione pulita della melodia con voce (scottish of course!) e chitarra

ASCOLTA Joan Baez la sua versione ha fatto da modello per molti degli arrangiamenti dopo il revival degli anni 60-70

ASCOLTA Figgy Duff, strepitosa versione folk-rock

ASCOLTA Banshee, una versione un po’ più barocca


I
There were three brothers in merry Scotland (1)
In merry Scotland they were three
And they did cast lots which of them should go,
should go, should go
and to turn robber all on the salt sea
II
The lot it fell first upon Henry Martin
The youngest of all the three
That he should turn robber all on the salt sea,
the salt sea, the salt sea,
For to maintain his two brothers and he
III
He had not been sailing but a long winter’s night (2)
And part of a short winter’s day
When he espied a rich lofty ship
lofty ship, lofty ship
Come a bibbing down him straight away
IV
“Hullo, Hullo!”, cried Henry Martin
“What makes you sail so nigh?”
“I’m a rich merchant ship bound for fair London(3) town, London town, London town
Would you please for to let me pass by?”
V
“O no, o no”, cried Henry Martin
“That thing it never could be;
For I have turned robber all on the salt sea,
the salt sea, the salt sea,
For to maintain my two brothers and me.”
VI
“So lower your topsail and brail up your mizzen
Bring yourself under my lee
Or I shall give you a full cannonball,
cannonball, cannonball,
And your dear bodies drown in the salt sea.”
VII
Then broadside and broadside and at it they went
For fully two hours or three
Till Henry Martin gave to her the death shot,
the death shot, the death shot,
Heavily listing to starboard went she
VIII
The rich merchant vessel was wounded full sore
Straight to the bottom went she
And Henry Martin he sailed away
sailed away, sailed away,
straight and proudly all on the salt sea
IX
Sad news, sad news to old England came
Sad news to fair London town
There was a rich vessel and she’s cast away,
cast away, cast away,
And all of her merry men drown’d.
Traduz. italiano Riccardo Venturi
I
C’eran tre fratelli nell’allegra Scozia (1),
in Scozia ce n’eran proprio tre
e tirarono a sorte chi di loro dovesse partire,
dovesse partire, partire
e diventare un pirata sul mare salato.
II
Per primo fu tirato a sorte Henry Martin,
che era il più giovane dei tre,
perché diventasse un pirata sul mare salato,
sul mare salato, salato
per mantenere i suoi due fratelli e sé.
III
Non aveva navigato che una lunga notte (2)
e una parte di un breve giorno d’inverno
quando si accorse d’una ricca e altera nave,
ricca e altera nave, altera nave
che gli veniva incontro rollando.
IV
«Ehi, ehi ! », gridò Henry Martin,
«Come mai ci navigate così dappresso?»
«Siamo un ricco mercantile diretto alla bella Londra (3),
bella Londra, bella Londra,
volete esser così gentili da farci passare?»
V
«Eh no, eh no !», gridò Henry Martin,
«’Sta cosa proprio non s’ha da fare,
perché son diventato pirata sul mare salato,
sul mare salato, mare salato
per mantenere i miei due fratelli e me.»
VI
«Quindi ammainate la vela di gabbia e la mezzana,
e mettetevi sottovento ;
oppure vi beccate una bella cannonata,
cannonata, cannonata,
e i vostri amati corpi affogheranno nel mare salato.»
VII
E allora si affiancarono buttandosi all’arrembaggio
per due ore buone o forse tre,
finché Henry Martin non le diede un colpo mortale,
un colpo mortale, mortale,
e la nave s’inclinò pesantemente a dritta.
VIII
Il ricco mercantile ricevette una grave ferita,
colando dritto a picco,
mentre Henry Martin se ne ripartiva
se ne ripartiva, se ne ripartiva
fiero e in avanti, sul mare salato.
IX
Tristi notizie, tristi notizie nella vecchia Inghilterra,
tristi notizie giunsero alla bella Londra.
C’era una ricca nave, e ora è andata perduta,
andata perduta, perduta,
e tutti gli uomini a bordo sono annegati.

NOTE di Riccardo Venturi
(1) Le ballate popolari sono ricchissime di tali denominazioni standardizzate, dei veri e propri luoghi comuni del tutto privi di senso. Così, ad esempio, la Scozia è sempre “allegra” (merry Scotland).
(2) Altro tipico “topos” stilistico delle ballate che intende rendere lo svolgimento di un viaggio, per terra o per mare. Fa parte del “tessuto connettivo” tipico di ogni componimento popolare.
(3) Altra denominazione standardizzata: la “bella Londra” (fair London, fair London town). Qui l’aggettivo “fair” ha ancora l’antico significato di “bello”

SECONDA VERSIONE

Una melodia diversa è abbinata alla versione Child ballad#250(E).
Questa versione, dalla più marcata impronta anti-inglese, si discosta dalla precedente a partire dalla V strofa, infatti non è descritta la battaglia tra le due navi, ma si passa subito alla notizia arrivata a Londra dell’affondamento della nave mercantile (questa volta espressamente attribuita sia come nave che come carico all’Inghilterra).
E’ la volta del capitano inglese Charles Howard (storpiato come Stewart) ad andare in mare alla ricerca del pirata, e la ballata segue puntualmente e ripete la sequenza dalla III alla V strofa, (i giorni di navigazione, lo scambio di presentazione tra le due navi e la dichiarazione di guerra) questa volta però “a bordo” della nave inglese.
Alla fine la nave inglese fugge e Andrew Barton gli urla dietro”vattene a casa e informa il tuo Enrico che lui potrà essere il re della terra ferma ma io sono il re dei mari!”
ASCOLTA James Kelly & Paddy O’Brien in Last River vol 1 anche su Spotify (open.spotify.com)  per l’ascolto integrale

VERSIONE di James Kelly in parte tratta da Child ballad#250(E)
I
Three loving brothers in merry Scotland,
And three loving brothers were they,
And they did cast lots to see which all the three,
would sail robbing away the salt sea;
II
The lot it fell upon Andrew Bartin,
The youngest one of the three,
That he should go robbing away the salt sea,
To maintain his two brothers and he.
III
They had not sailed more than three long winter nights,
Untill the ship they espied
a-sailing far off and sailing far on,
that the length she  came sailing on side.
IV
‘Who’s there? who’s there?’ says Andrew Bartin,
‘Who’s there that sailing so nigh?’
‘it’s three merchant vessel above England shore,
would you please for to let us pass by.’
V
Oh no, oh no – says Andrew Bartin
that thing it never could be
Your ship and your cargo I’ll gave my brave boys
and your bodies I was sinking in the sea
VI
When this news reached old England
King Henry he wore his crown
that his ship and his cargo were taken away,
And his merry men they were all died.
VII
‘Oh build me a boat,’ says Captain Charles Stewart,
‘oh build it for safe and sure,
And if I don’t bring you young Andrew Bartin,
My life I will never endure.’
VIII
The boat was built at as command
that was able for safe and sure
and Captain Charles Stewart,
..
to take off the all command
IX
They had not sailed more than three long winter nights,
Untill the ship they espied
a-sailing far off and sailing far on,
that the length she came sailing on side.
X
‘Who’s there? who’s there?’ says Captain Charles Stewart,
‘Who’s there that sailing so nigh?’
‘That’s scot brothers of merry Scotland,
would you please for to let us pass by.’
XI
Oh no, oh no – says Captain Charles Stewart,
that thing it never can be
Your ships and your cargos I’ll gave my brave boys
and your bodies I was sinking in the sea
XII
‘Come on! come on!’ says Andrew Bartin,
‘I value you not a pin;
For if you can show fine brass with fight
I’ll show you good steel within’
XIII
And now the battle it has begun
……………….
They fought for four hours, four hours or more,
till Captain Charles Stewart gave over.
XIV
Go back! go back!’ says Andrew Bartin,
And tell your king Henry for me,
That he can reign king over all the dry land,
But I will reign king of the sea.’

LA MORTE DI SIR ANDREW BARTON

bartonNel 1511 Barton stava incrociando la costa inglese in cerca di navi portoghesi quando le sue navi Lion e Jenny Pirwyn furono catturate da Sir Edward e Thomas Howard, terzo Duca di Norfolk. (in alcune versioni della ballata i due fratelli sono sostituiti impropriamente da Charles Howard, l’Alto Ammiraglio che comandò la flotta inglese contro l’invincibile Armata spagnola, nato però una ventina di anni più tardi).
I due agivano su incarico di Enrico VIII, che per opportunismo politico, stava appoggiando il Portogallo e la supplica dei mercanti portoghesi, che vedevano disturbati i loro traffici dal terribile corsaro.

La ballata viene spesso citata e ricordata per una strofa, quella in cui sono riferite le ultime, eroiche, parole del corsaro scozzese, ferito a morte da una freccia scagliata dall’arciere Horsley:
Fight on my men, sayes Sir Andrew Barton,
I am hurt, but I am not slaine;
I’le lay me down and bleed a-while,
And then I’le rise and ffight againe.

[Traduzione in italiano: “Combattete, su combattete, miei uomini, sono ferito ma non ancora morto; mi sdraierò a sanguinare un po’, e poi mi alzerò per combattere ancora“]

Una frase retorica, in cui il corsaro incita i suoi uomini a combattere fino all’ultimo e che probabilmente  non ha mai detto, ma che ce lo restituisce come un fiero personaggio al quale il re d’Inghilterra, sebbene davanti alla testa mozzata esibita a corte, riserva gli onori.

FONTI
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch250.htm
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/henrymartin.html
http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/sirandrewbarton.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=3270
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66363
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5366