Archivi tag: Archie Fischer

The Final Trawl

Una sea song scritta da Archie Fischer sul modello delle sea shanty, “The Final Trawl”(in italiano “L’ultima pesca a strascico”) trae ispirazione dai pescherecci arrugginiti e dismessi ormeggiati nello Scrabster Harbor (uno dei più importanti porti in Scozia per l’industria del pesce). Una melodia che è un lament e anche l’addio del pescatore che, cresciuto da ragazzo secondo la legge del mare, preferisce morire nella sua nave: approferà nell’Isola dei Beati Marinai, dove il tempo è sempre mite, i violini non smettono mai di suonare, le ragazze sono bellissime e la birra è gratis.. (continua)
Registrata negli anni 70 insieme a Tommy Makem il brano è stato riprosposto da Archie nel suo album Garnet Rogers 1984
ASCOLTA
ASCOLTA The Tannahill Weavers

ASCOLTA The Clancy Brothers & Robbie O’Connell

ASCOLTA Jesse Ferguson live 2010


Now it’s three long years since we made her pay
Sing “Haul away”, my laddie O
And the owners say that she’d had her day
And sing “Haul away”, my laddie O
So heave away for the final trawl
It’s an easy pull, for the catch is small
Then’s stow your gear, lads,
and batten down
And I’ll take the wheel, lads, and I’ll turn her ‘round
And we’ll join the Venture and the Morning Star
Riding high and empty towards the bar
For I’d rather beach her on the Skerry Rock
Than to see her torched in the breaker’s dock
And when I die you can stow me down
In her rusty hold, where the breakers sound
Then I’d make the haven of Fiddlers Green
Where the grub is good and the bunks are clean
For I’ve fished a lifetime, boy and man
And the final trawl scarcely makes a cran
Traduzione italiano di Cattia Salto
Sono tre lunghi anni da quando abbiamo finito di pagarla,
canta “Haul away”, ragazzo mio
e i propretari dicono che ha fatto i suoi giorni
e canta “Haul away”, ragazzo
Così partiamo per l’ultimo strascico
è una pesca facile perche il pescato è piccolo, allora riponete l’attrezzatura, ragazzi e chiudete (i boccaporti)
prenderò il timone, ragazzi e la farò virare
e ci uniremo alla Venture e alla Morning Star
puntando, sulla cresta e il vuoto, verso la barriera, perchè la spiaggerò su Skerry Rock
piuttosto che vederla incendiata nel molo delle demolizioni!
E quando morirò mi metterete
nella sua stiva arrugginita dove i demolitori martellano[1],
allora sarò nel paradiso di Fiddlers Green
dove la sbobba è buona e le cuccette sono pulite
perchè ho pescato per tutta la vita, da ragazzo a uomo, e l’ultima pesca a malapena fa un cran[2]

FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/backmoon/final.htm
https://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=2005
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=112601
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/thefinaltrawl.html

I’M A MAN YOU DON’T MEET EVERY DAY

ALTRI TITOLI: Jock Stuart – Jock Stewart

Irlandesi e scozzesi rivendicano la paternità della canzone che alcuni ritengono non sia di tradizione popolare ma risalente ai repertori dei music-halls in voga nell’Ottocento. Il music-hall inglese è il precursore del teatro di varietà trattandosi di un locale in cui la gente del popolino mangiava e beveva seduta al tavolo e assisteva a degli spettacoli che si alternavano sul palco, un misto di numeri comici, circensi e canzoni popolari. Questa forma di intrattenimento ha preso piede tra il 1830 e il 1850 periodo in cui si iniziarono a costruire degli appositi music hall al posto delle “public houses” che già offrivano spettacoli.

La versione diventata standard è quella della traveller scozzese Jeannie Robertson di Aberdeen, che la registrò nel 1960. Sembra sia stata lei ad aggiungere il nome “Jock Stewart” (in riferimento ai suoi nonni) poi nel 1976 un altro artista scozzese Archie Fisher riprese quasi integralmente il testo. Così scrive nelle note di copertina del suo album “The Man with a Rhyme“: An Irish narrative ballad that has been shortened to an Aberdeenshire drinking song. Though I’ve searched the map of Eire in vain for a “River Kildare”, and changed verse three so that the dog doesn’t get shot, the song is essentially still Jeannie Robertson’s version heard many years ago and re-inspired by the singing of her daughter, Lizzie Higgins.

Jock Stewart

Il protagonista invita gli amici a bere con lui: egli è prodigo non sono ad aiutare economicamente chi ha bisogno di un prestito, ma è anche generoso di spirito e riesce a mettere a proprio agio sia il gentiluomo che il vagabondo. E’ una drinking song che si presta come canto dell’addio a fine concerto.

a-meeting-at-the-three-pigeons-heywood-hardy

ASCOLTA Archie Fischer 1976 (I, IIA, IIIA, IV)
ASCOLTA The Tannahill Weavers 1979 (I, IIB, IIIB, IV)

ASCOLTA The Dubliners 1987 (I, IIC, IIA, IIIC, IV)
ASCOLTA Dougie MacLean in The Plant life Years 2009 (I, IIA, IIIA, IIID, IV)
ASCOLTA Rapalje 2010 in una versione live molto maschia e teutonica (strofe I, IV, III, IV)
ASCOLTA Jesse Ferguson live 2011 (strofe I, II, IV, III, IV)
ASCOLTA Ewan McLennan & Tim O’Brien per Transatlantic Session 2013 (I, IIC, IIB, IIIB, IV, I)


I
Now, my name is Jock Stewart,
I’m a canny gaun man,(1)
And a roving young fellow I’ve been.
CHORUS
So be easy and free
When you’re drinkin(2) wi’ me.
I’m a man you don’t meet every day.
tradotto da Cattia Salto
II
Mi chiamo Jock Stewart, e sono ora un uomo prudente(1), ma sono stato da giovane un compagno vagabondo.
RITORNELLO
Mettiti comodo e a tuo agio quando bevi(2) con me, sono un uomo che non si trova tutti i giorni.
IIA
I have acres of land, I have men at command; I have always a shilling to spare(3).
[Ho acri di terra e uomini al mio comando, e ho sempre uno scellino da prestare.]
IIB
And its oft have I sat with both bottle and friend Is there ae man could e’er ask for more?
[E spesso mi sono seduto con una bottiglia e un amico; cosa vorrebbe di più un uomo?]
 IIC
I’m a piper to trade(4), I’m a roving young blade(5), And manys the tunes I can play
[Sono un piper ambulante(4), un giovanotto spericolato(5) e so’ suonare molte melodie]
IIIB
Let us catch well the hours and the minutes that fly Let us share them sae weel while we may(7)
[Afferiamo bene le ore e i minuti e passiamoli in compagnia finchè possiamo(7)]
IIIA
Now, I took out my gun,
With my dog I did shoot(6)
All down by the River Kildare.
[Prendevo la pistola e con il cane andavo a caccia(6) lungo il fiume Kildare]
IIID
I took out my gun
And with my dog i did go(6)
All down by the banks of the Tay
[Prendevo la pistola e con il cane andavo a caccia lungo le rive del Tay]
 IIIC
With my dog and my gun I go out for to shoot(6)
All along the green banks o’ the Spey
[Con il mio cane e la pistola esco per sparare lungo le verdi rive dello Spey]
IV
So, come fill up your glasses
Of brandy and wine(8),
And whatever the price (cost), I will pay.
IV
Così venite a riempire i bicchieri di brandy e vino(8)
e qualunque sia il prezzo lo pagherò

NOTE
1) canny =warily gaun=going; canny gaun man=an easy going or cautious man, who in his younger days wasn’t quite so cautious (but a roving young fellow).
2) Dougie MacLean dice “courting ”
3) Dougie MacLean dice “But my money I foolishly spend”che è quasi la stessa cosa ma con una magnanimità che rasenta lo sperpero
4) questo verso è stato aggiunto da Sheila Stewart nella registrazione del 1999 effettuata da Doc Rowe che così scrive nelle note (And Time goes on: song and stories): Popular on the folk scene, this song was found by the Stewarts in their letterbox when they returned from shopping one day! An anonymous writer simply stated that it was written for [Sheila’s father] Alec, a fine piper and storyteller. Versions are found in Ireland.
5) ) letteralmente “spada, lama itinerante”, si riferisce all’atteggiamento macho degli uomini traveller sempre pronti ad attaccar briga pur di difendere il loro onore
6) il verso controverso (e scusate il bisticcio) è quello in merito all’uccisione del cane: in alcune versioni (ad es. Pogues) si dice proprio che l’uomo esce armato di pistola e con il cane per ucciderlo, ma Archie Fischer le trasforma in modo che i due stiano andando a una battuta di caccia. Ora perchè l’uomo volesse o dovesse uccidere il cane è spiegato dai più come se si trattasse di un atto dovuto perchè il cane era malato e quindi un gesto pietoso per alleviare le sue sofferenze. Così la canzone assume un carattere di “lamento” la celebrazione di un funerale di un caro amico (il cane) con tanto di bevute. Ovviamente questa versione è più vicina al tono comico-sarcastico tipico delle canzoni del music-halls ottocenteschi
6) And we’ll share them together this day
7) whisky and beer

FONTI
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/imamanyoudontmeeteveryday.html
http://mysongbook.de/msb/songs/j/jockstew.htmlhttp://mudcat.org/thread.cfm?threadid=35897http://wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/10/meeteveryday.htmhttp://wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/20/meet.htm