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Tri Martolod

Tri Martolod (in italiano, Tre Marinai) è una ballata bretone del genere marinaresco, molto vicina alle barcarole italiane; la sua zona d’origine è tuttavia la Bassa Bretagna in particolare il Finistère meridionale.
Documentata dal musicologo e ricercatore Polig Monjarret nella variante “Tri-ugent martolod” (60 marinai) in AA.VV. Sonioù Pobl.  Morlaix, Skol Vreizh (1968) la ballata è stata ripresa dai Tri Yann e da Alan Stivell nel revival folk degli anni 70.
Tre giovani marinai in cerca di fortuna salpano verso l’isola di Terranova, uno di loro ritrova la promessa sposa che aveva conosciuto al mercato di Nantes. Erano molti i marinai bretoni e normanni che affrontavano la pesca d’oltremare avventurandosi nelle acque pescose ma pericolose di Terranova o d’Islanda.


Sulla melodia si balla la gavotte de Lannilis (spartiti qui), la gavotte è il ballo più popolare della Bretagna, ma la danza è caratterizzata da stili diversi (per i passi qui)

ASCOLTA Alan Stivell
la prima versione liveal Teatro Olympia di Parigi, 1972

versione con l’arpa elettrica, Stivell riprende spesso la ballata nei suoi live riarrangiandola a seconda del contesto e interpretandola a fianco dei grandi artisti della scena bretone

ASCOLTA Tri YannTri Yann an Naoned” (in italiano: I tre Giovanni di Nantes) 1972

ASCOLTA Arany Zoltán 2009

ASCOLTA Nolwenn Leroy in Bretonne, 2010 rende omaggio al grande Stivell


Del brano si conoscono diverse strofe trascritte anche con grafie diverse a seconda della regione di provenienza, la versione più lunga è quella proveniente dai Pays Bigouden una regione all’estremità della Cornovaglia bretone


Tri martolod yaouank
(tra la la, la di ga dra)
Tri martolod yaouank
o voned da veajiń
O voned da veajiń ge, o voned da veajiń
O voned da veajiń ge, o voned da veajiń
Gant avel bet kaset
(tra la la, la di ga dra)
Gant avel bet kaset
betek an Douar Nevez
Betek an Douar Nevez ge,
betek an Douar Nevez
E-kichen maen ar veilh
(tra la la, la di ga dra)
E-kichen maen ar veilh
o deus mouilhet o eorioů
O deus mouilhet o eorioů ge,
o deus mouilhet o eorioů
Hag e-barzh ar veilh-se
(tra la la, la di ga dra)
Hag e-barzh ar veilh-se
e oa ur servijourez
E oa ur servijourez ge,
e oa ur servijourez
Hag e c’houlenn ganin
(tra la la, la di ga dra)
Hag e c’houlenn ganin
pelec’h ‘n eus graet konesańs
Pelec’h ‘n eus graet konesańs ge, pelec’h ‘n eus graet konesańs
E Naoned, er marc’had
(tra la la, la di ga dra)
E Naoned, er marc’had
hor boa choazet ur walenn
Hor boa choazet ur walenn ge,
hor boa choazet ur walenn
Gwalenn ar promesa
(tra la la, la di ga dra)
Gwalenn ar promesa,
ha par omp da zimeziń
Ha par omp da zimeziń ge,
ha par omp da zimeziń
– Ni ‘zimezo hon-daou
(tra la la, la di ga dra)
Ni ‘zimezo hon-daou,
ha pa n’eus ket avańtaj
Ha pa n’eus ket avańtaj ge,
ha pa n’eus ket avańtaj
– Ma mamm c’hwi zo ‘n hoc’h aez
(tra la la, la di ga dra)
Ma mamm c’hwi zo ‘n hoc’h aez, n’ouzoc’h ket piv zo diaes
N’ouzoc’h ket piv zo diaes ge,
n’ouzoc’h ket piv zo diaes
– N’hon eus na ti na plouz,
(tra la la, la di ga dra)
N’hon eus na ti na plouz,
na gwele da gousket en noz
Na gwele da gousket en noz ge,
na gwele da gousket en noz
N’hon eus na ti na plouz,
(tra la la, la di ga dra)
N’hon eus na ti na plouz,
na gwele da gousket en noz
N’eus na lińser na lenn,
(tra la la, la di ga dra)
N’eus na lińser na lenn,
na pennwele dindan ar penn
Na pennwele dindan ar penn ge,
na pennwele dindan ar penn
N’hon eus na skuell na loa,
(tra la la, la di ga dra)
N’hon eus na skuell na loa,
na danvez d’ober bara
Na danvez d’ober bara ge,
na danvez d’ober bara
– Ni ‘ray ‘vel ar glujar
(tra la la, la di ga dra)
Ni ‘ray ‘vel ar glujar,
ni ‘gousko war an douar
Ni ‘gousko war an douar ge,
ni ‘gousko war an douar
Ni ray ‘vel ar c’hefeleg,
(tra la la, la di ga dra)
Ni ray ‘vel ar c’hefeleg,
pa sav an heol ‘ya da redek
Pa sav an heol ‘ya da redek ge,
pa sav an heol ‘ya da redek
Echu eo ma jańson,
(tra la la, la di ga dra)
Echu eo ma jańson,
an hini ‘oar ‘c’hontinui
An hini ‘oar ‘c’hontinui,
an hini ‘oar ‘c’hontinui
traduzione in Italiano da qui
Tre giovani marinai,
(tra la la)
Tre giovani marinai
se ne andarono viaggiando
Se ne andarono viaggiando,
Se ne andarono viaggiando,
Il vento li spinse
(tra la la)
Il vento li spinse
fino in Terranova
Fino in Terranova,
fino in Terranova
Accanto ad un mulino di pietra
(tra la la)
Accanto ad un mulino di pietra gettarono l’ancora
Gettarono l’ancora,
gettarono l’ancora
E nel mulino
(tra la la)
E nel mulino
c’era una serva,
C’era una serva,
c’era una serva
E lei mi chiese
(tra la la)
E lei mi chiese
-“Dove ci siamo conosciuti?”
-Dove ci siamo conosciuti?
-Dove ci siamo conosciuti?
-“A Nantes, al mercato”
(tra la la)
A Nantes, al mercato,
noi abbiamo scelto un anello
Noi abbiamo scelto un anello
noi abbiamo scelto un anello
L’anello della promessa
(tra la la)
L’anello della promessa,
e stavamo per sposarci
Stavamo per sposarci,
stavamo per sposarci
– “Noi ci sposeremo”
(tra la la)

Noi ci sposeremo,
anche se non abbiamo beni?
Anche se non abbiamo beni?
anche se non abbiamo beni?
– Mamma mia, voi ragazzi
(tra la la)
Mamma mia, voi ragazzi,
volete sistemarvi
Volete sistemarvi,
volete sistemarvi
– Voi non sapete nulla
(tra la la)
Voi non sapete nulla
di chi vive nel bisogno
Di chi vive nel bisogno
di chi vive nel bisogno
Non abbiamo ne casa, ne paglia,
(tra la la)
Ne casa, ne paglia, ne letto
per dormire la notte
Non abbiamo ne lenzuola ne coperta,
(tra la la)
Ne lenzuola ne coperta,
ne cuscino sotto la testa
Ne cuscino sotto la testa,
ne cuscino sotto la testa
Non abbiamo ne ciotola ne cucchiaio
(tra la la)
Ne ciotola ne cucchiaio,
ne il modo di fare il pane
ne il modo di fare il pane
ne il modo di fare il pane
– Faremo come la pernice
(tra la la)
Faremo come la pernice,
che dorme per terra
Che dorme per terra,
che dorme per terra
Faremo come la beccaccia,
(tra la la)
Come la beccaccia,
che quando il sole si alza, corre
Che quando il sole si alza corre
che quando il sole si alza, corre
La mia canzone è finita
(tra la la)
La mia canzone è finita,
colui che sa continui
Colui che sa continui,
colui che sa continui

FONTI
http://www.lejardindekiran.com/le-chant-du-monde-tri-martolod/
http://per.kentel.pagesperso-orange.fr/martold3.htm
http://ballifolk.altervista.org/gavotte_lannilis.html

IL RE DELLE FATE NELLA TRADIZIONE D’IRLANDA

Sull’Isola Verde le fate sono il popolo della Dea Danann (Tùatha Dé Danann) sconfitto nell’ultima migrazione “celtica” dai Gaeli (provenienti molto probabilmente dalla Spagna) vedi.
I Milesi erano solo uomini eppure riuscirono a sconfiggere un mitico popolo semi-divino, il quale si ritirò, grazie ai suoi poteri magici, in una dimensione sovrannaturale, invisibile. Il regno delle fate sono i sidhe (i grandi tumuli sepolcrali dell’Irlanda preceltica) e così sid (al singolare) e sidhe al plurale è il nome sia della fata che della sua dimora. Tuttavia le fate vivono anche nelle acque e nei boschi o nelle valli incontaminate dell’Isola, che non vollero abbandonare.

Newgrange-drawing-1866
Va da sé che non c’è quindi un unico re delle fate, ma il re del Brú na Bóinne (il sito archeologico di Newgrange), il «Palazzo del fiume Boyne», è anche considerato il Signore dell’Oltre. Il tumulo sorge sulla riva settentrionale del fiume Boyne, a est di Slane (contea di Meath) (vedi). Al tempo della ritirata di fronte all’avanzare del popolo degli uomini era re il Dagda (ma poi suo figlio Aengus ne prese il posto) vedi

IL DAGDA: IL RE DELLA COMPAGNIA DORATA

Nel ciclo delle invasioni di Ériu, padre spirituale dei Túatha Dé Dánann. Si adoperò per ottenere la vittoria contro i Fomoriani nella seconda battaglia di Mág Tuired. Fu re di Ériu per ottanta anni. Divise i síde tra i Túatha Dé Dánann quando essi lasciarono la terra ai Milesi. Risiedeva nel Brúg na Bóinne, da cui, secondo una tradizione, venne estromesso dal figlio Óengus ÓcLa sua figura nasconde probabilmente qualche antico dio della morte e dell’aldilà. (tratto da bifrost.it qui)
Il suo nome significa “Dio Benevolo”: la sua mazza da guerra abbatteva nove uomini con un solo colpo, il suo calderone non si svuotava mai, la musica della sua arpa magica faceva ridere, piangere o sprofondare nel sonno.

Gli Dei possiedono il potere dell’invisibilità o si nascondono tra una nebbia magica per rivelarsi solo al prescelto (in sembianze umane o di animale).

Gli Dei sono esseri immortali ma spesso si uniscono coi mortali: le dee cercano l’amore degli eroici guerrieri e gli dei quello delle principesse, spesso perciò gli dei interferiscono nelle vicende umane, aiutando i loro figli o eroi preferiti. Così tra gli dei esistevano dei rapporti clientelari analoghi a quelli fra gli esseri umani, e la vittoria o la preponderanza di un gruppo sociale su un altro determinava la modifica del rapporto di forze fra le rispettive divinità tutelari.

THE KING OF THE FAERIES TUNE

è una melodia irlandese (in gaelico irlandese Ri Na Sidheog) dedicata al Re delle Fate.
“One tale attached to the tune (albeit perhaps a modern piece of ‘blarney’, as there is no folkloric connection) has it that “The King of the Fairies” is a summoning tune, and if played three times in a row during a festivity the King must appear. Once summoned, however, the King assesses the situation, and if the gathering is to his liking he may join in; if however, he does not find it to his liking he may cause great mischief”  (tratto da qui) -(tradotto in italiano: si pensava che avesse un potere evocativo e che, se suonata per tre volte consecutive durante una festa, il Re delle Fate potesse realmente comparire. Una volta evocato, il Re poteva unirsi alle danze se deliziato dalla festa e dalla musica oppure creare gran scompiglio se deluso.)

Nel VIDEO le immagini del mondo delle fate come immaginato dagli uomini (la versione strumentale è tratta da “Lord of Riverdance”, lo show di Michael Flatley)

“A version of this tune appears in the second volume of the James Aird’s book of airs, entitled Aird’s Airs, in 1789.  Aird (d. 1795) was a Scotsman running a music shop in Glasgow, and published six volumes (containing 1200 tunes) between 1778 and 1801.  His small volumes were best-sellers in Scotland of the late 18th century, and were used as source-books by Robert Burns (1759-1796), and the tunes are used in many of his songs —  see, e.g., The Songs of Robert Burns, ed. Donald Low (Routledge: 1993, p. 928).  Another version of the tune “King of the Faries” was published earlier by the Irishman John Edward Pigot (1822–1871) in the mid-1800s. Some people dubiously claim the title refers to Charlie Edward Stuart, better known as Bonnie Prince Charlie (1720-1788), others just as dubiously say that it refers to William of Orange (1650-1694)” (tratto da qui)

“The King of the Fairies” è un hornpipe,  questa melodia in particolare è così delicata che viene eseguita spesso come danza femminile (step dance). E tuttavia non mancano le versioni folk rock, tra le quali “il mio best of”:
ASCOLTA Alan Stivell 1972 (l’album live À l’Olympia  -al teatro Olympia di Parigi- ottenne un enorme successo commerciale) la parte di solo è affidata al violino, nella seconda ripetizione alla chitarra elettrica e infine nella terza al flauto suonato da Stivell

ASCOLTA Horslips (registrato sui tetti di Dublino nel 1973)

ASCOLTA Jean-Luc Lenoir in “Old Celtic & Nordica Ballads” 2013

ASCOLTA Beer Belly, in King Of Bellies 2011 (la quarta uscita di questo gruppo sloveno) una versione più patinata anche qui in tre parti, la prima affidata alla chitarra acustica, la seconda al flauto  e la terza all’organetto (il video è una sequenza di bellissime immagini dell’Irlanda)

nella ricerca mi sono imbattuta anche in questa formazione al femminile proveniente dalla Romania (un po’ troppo pop per i miei gusti, ma so non mancheranno gli estimatori!) La melodia è stata anche riproposta in versione  decisamente Folk metal (per esempio dai Waylander)

ASCOLTA Amadeus in “Meridian” (2003)

e adesso LA DANZA (tratta dallo spettacolo “Lord of Riverdance”)

VIDEO Children of Lir

FONTI
http://bifrost.it/CELTI/7.Milesi/1-OriginedeiGaeli.html
http://bifrost.it/CELTI/Schedario2/DagdaMor.html
http://www.lacooltura.com/2015/12/tuatha-de-danann-i-semidivini/
http://ontanomagico.altervista.org/megalitismo.html
http://ontanomagico.altervista.org/religione-celti.html

http://thesession.org/tunes/475
http://tunearch.org/wiki/Annotation:King_of_the_Fairies_(The)
http://slowplayers.org/2014/05/05/king-of-the-fairies-edor/
http://ontanomagico.altervista.org/danze-irlandesi.html
http://terreceltiche.altervista.org/luovo-dellequinozio-di-primavera-e-la-danza#hornpipe

CAM YE O’ER FRAE FRANCE

Jacobite piperRe Giorgio I, della casata di Hannover, diventato re di Gran Bretagna nel 1714, all’età di 54 anni, non fu mai molto popolare in Inghilterra, senza parlare dei molti suoi sudditi scozzesi, ancora nostalgici del deposto Re Giacomo II.

Re Giorgio si portò due amanti da Hannover e il St. Jame’s Palace venne spesso descritto come un bordello. Così impegnato a trafficare con le sue amanti,  il re si era accorto molto tardi che anche la moglie Sofia era a sua volta “corteggiata” dal bel Conte Philipp Christoph von Königsmarck di Svezia: i due, anni prima, avevano progettato una fuga d’amore, ma il corpo del conte, probabilmente ucciso dai sicari del futuro Re, non fu mai ritrovato..
La principessa Sofia Dorotea di Celle dopo la tentata fuga con il suo amante venne ripudiata e imprigionata per il resto della sua vita (aveva 32 anni), i detrattori ovviamente insinuano che il figlio Giorgio Augusto (il futuro Giorgio II) sia nato proprio da quel rapporto adulterino!!

LA QUESTIONE GIACOBITA ATTO I

Giacomo Francesco Edoardo Stuard tentò di riprendersi il trono per due volte nel 1708 e nel 1715  con l’appoggio di John Erskine, conte di Mar. Nel 1713 Lord Mar fu eletto Ministro di Stato britannico dal partito dei Conservatori, così quando al trono salì re Giorgio, sebbene avesse giurato lealtà al sovrano, venne privato della sua carica. Incontratosi con un gruppo di Highlanders il 6 settembre 1715 presso Braemar,  nominò ufficialmente il Principe Giacomo Edoardo re di Scozia, Inghilterra e Francia con il nome di Giacomo VIII di Scozia (e Giacomo III d’Inghilterra e d’Irlanda). Con questa chiamata alle armi iniziò l’insurrezione giacobita che si concretizzò con la mobilitazione dei clan delle Highlands centrali e occidentali accomunati dai dissapori per l’Unione del Regno di Scozia con l’Inghilterra. L’insurrezione terminò con la Battaglia di Sheriffmuir, 13 novembre 1715, in sostanza con un nulla di fatto.
Al calare dell’oscurità entrambi gli eserciti tornarono ai rispettivi accampamenti, e il giorno seguente gli Highlanders si ritirarono e i governativi comandati dal Duca di Argyle tornarono a Stirling. Nel 1717 venne concesso, con l’Act of Grace un generale perdono a tutti gli Highlanders che parteciparono all’insurrezione.
The Old Pretender passò il resto della sua vita dorata in esilio prima in Francia e poi dal 1717 in Italia.
Per un quadro d’insieme dei personaggi vi rimando alla tabella qui

GUIDA ALL’ASCOLTO

Qualcuno ha notato la somiglianza della melodia di “The Rocky Road to Dublin” con ‘Cam Ye Ower Frae France’, ovvero ‘The Keys of the Cellar’ nella sua versione da danza.
Tutto quello che si poteva scrivere in merito al canto scozzese, una rebel song di stampo giacobita, viene dalla penna di James Prescott, al cui articolo rimando per ogni approfondimento, anche bibliografico (vedi)

ASCOLTA Tannahill Weavers in The Old Woman’s Dance 1978 con un cambio di tempo nella strofa finale
ASCOLTA Arany Zoltan (molto bello il video)

ASCOLTA Steeleye Span (mi piacciono molto queste modernizzazioni dei brani antichi, nulla togliendo alle riproposizioni filologiche)

E che dire di questa versione barbarica?!
ASCOLTA Fabula in Cult-ur (ma anche live ASCOLTA)


I
Cam ye o’er frae France?
Cam ye down by Lunnon?
Saw ye Geordie Whelps(1)
and his bonny woman?
Were ye at the place
ca’d the Kittle Housie(2)?
Saw ye Geordie’s grace(3)
riding on a goosie(4)?
II
Geordie, he’s a man
there is little doubt o’t;
He’s done a’ he can,
wha can do without it?
Down there came a blade(5)
linkin’ like my Lordie;
He wad drive a trade
at the loom o’ Geordie(6).
III
Though the claith were bad(7),
blythly may we niffer;
Gin we get a wab,
it makes little differ.
We hae tint our plaid(8),
bannet, belt and swordie,
Ha’s and mailins braid—
but we hae a Geordie!
IV
Jocky’s(9) gane to France
and Montgomery’s lady(10);
There they’ll learn to dance:
Madam, are ye ready?
They’ll be back belyve belted,
brisk and lordly;
Brawly may they thrive
to dance a jig wi’ Geordie!
V
Hey for Sandy Don(11)!
Hey for Cockolorum(12)!
Hey for Bobbing John(13)
and his Highland Quorum(14)!
Mony a sword and lance
swings at Highland hurdie;
How they’ll skip and dance
o’er the bum o’ Geordie!

TRADUZIONE INGLESE
I
Came you over from France?
Came you down by London?
Saw you Geordie Whelps
and his bonny woman?
Were you at the place
called the Kittle Housie?
Saw you Geordie’s grace
riding on a goosie?
II
Geordie, he is a man
there is little doubt of it;
He’s done all he can,
who can do without it?
Down there came a blade
linking like my Geordie;
He pledge drive a trade
at the loom of Geordie.
III
Though the cloth were bad,
blythly may we haggle;
if we get a web,
it makes little differ.
We have lost our plaid,
bonnet, belt and swordie,
houses and farmlands braid—
but we have a Geordie!
IV
Scotsman is gone to France
and Montgomery’s lady;
There they’ll learn to dance:
Madam, are ye ready?
They’ll be back quickly belted,
brisk and lordly;
Brawly may they thrive
to dance a jig with Geordie!
V
Hey for Dandy Don!
Hey for a young cock!
Hey for Bobbing John
and his Highland Quorum!
Many a sword and lance
swings at Highland buttock;
How they’ll skip and dance
over the bum of Geordie!

NOTE
1) Re Giorgio I, whelp (presuntuoso) è un gioco di parole per richiamare guelph cioè l’appartenenza guelfa della casata di Hannover (retaggio Medievale)
2) perfetto eufemismo per un bordello ovvero il St. Jame’s Palace, la residenza principale di Giorgio I, e le sue amanti, nei primi anni del suo regno.
3) sua Grazia, re Giorgio I
4) diminutivo di oca, ma anche in senso spregiativo prostituta ovvero la favorita del re, la Contessa Ehrengard Melusina von der Schulenburg, poi duchessa di Kendal
5) letteralmente una “lama” ovvero conte Philipp Christoph von Königsmarck di Svezia, militare svedese amante di Sofia, l’unica moglie di re Giorgio. Nel 1694 i due stavano per fuggire dalla corte di Hannover pronti allo scandalo, ma il conte fu ucciso dai sicari (e il suo corpo non venne mai più trovato!!)
6) la principessa Sofia Dorotea di Celle, che dopo la tentata fuga con il suo amante venne ripudiata e imprigionata per il resto della sua vita (aveva 32 anni); si insinua che il figlio Giorgio Augusto sia nato dal rapporto adulterino
7) Giorgio Augusto futuro Giorgio II
8) gli Stuart
9) Giacomo Francesco Edoardo Stuard detto The Old Pretender
10) Maria Beatrice di Modena, moglie di Giacomo II e madre di Giacomo Francesco Edoardo. ‘Mr. Montgomery ‘era lo pseudonimo di Sidney Godolphin, devoto ciambellano della regina Maria d’Este diventato Lord Tesoriere sotto la regina Anna era rimasto un giacobita e corrispondeva con Maria di Modena in esilio.
11) il generale Alexander Gordon di Auchintool, giacobita
12) Alexander Gordon, marchese di Huntly, giacobita
13) John Erskine, conte di Mar Ministro di Stato britannico e giacobita
14) le riunioni dei giacobiti per pianificare la ribellione

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Sei venuto dalla Francia?
Sei venuto da Londra?
Hai visto Giorgio Whelps(1)
e la sua donnina?
Sei stato nel posto
chiamato la “Volubile casetta“(2)?
Hai visto sua grazia Giorgio(3)
a cavallo di un ochetta(4)?
II
Giorgio, è un uomo
è fuori dubbio;
ha fatto tutto il possibile,
e chi può farne a meno?
Ci fu un cortigiano(5)
che agiva come il mio Giorgio;
e s’azzardò uno scambio
al telaio di Giorgio(6).
III
Anche se la stoffa era pessima(7),
allegramente possiamo tirare sul prezzo
se otteniamo una pezza
fa poca differenza.
Abbiamo perso il nostro plaid(8),
berretto, cinturone e spada,
case e  terreni da coltivare-
ma abbiamo un Giorgio!
IV
Lo scozzese(9) che è andato in Francia
e Lady Montgomery(10)
ci insegneranno a ballare:
Signora, voi siete pronta?
Torneranno presto abbracciati,
rapidi e magnifici;
bene possano essi condurre
una giga con Giorgio!
V
Evvia per Sandy Don(11)!
Evvia per il giovane galletto(12)!
Evviva per Bobbing John(13)
e il suo Club Highland(14)!
Più di una spada e di una lancia
pende dai fianchi scozzesi;
Essi salteranno e balleranno
sopra le natiche di Giorgio!

INTERPRETAZIONE
Re Giorgio aveva portato due amanti da Hannover e il St. Jame’s Palace viene descritto come un bordello

Nella seconda strofa si insinua l’illegittimità del suo erede, il futuro Giorgio II, concepito dalla   principessa Sofia in adulterio con il bel conte svedese (misteriosamente scomparso da corte e mai più ritrovato).

Nella terza strofa si allude all’animosità fra Giorgio I e Giorgio Augusto, che per la Scozia sono  comunque della stessa stoffa.

La quarta strofa è un’incitazione alla lotta e la quinta un brindisi o un applauso per i capi   giacobiti della rivolta, con la promessa di una vittoria gloriosa.

THE KEY TO THE CELLAR

La “Chiave della cantina” è una English Country Dance preveniente forse dal Northumbria, in 3/2 ovvero la melodia della rebel song ‘Cam Ye Ower Frae France’. Con il titolo di “The Marchioness of Tweed-dale’s Delight” è stato pubblicato nella collezione di Niel Gow “Second book of strathspeys” del 1803.

Buone versioni strumentali
ASCOLTA Gwendal

ASCOLTA Liz Donaldson in English Echoes: English Country Dance Favorites 2007 (in versione integrale su Spotify)

La danza non compare sull’English Master di Playford e quella che si conosce ora è stata creata da Jenny Beer nel 2004 e pubblicata nel libro di Allison Thompson “Dances from Barns Two
VIDEO

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/ye-jacobites.htm
http://www.telusplanet.net/public/prescotj/data/music/camyeoer.html
http://www.lookandlearn.com/blog/21808/george-i-a-detestable-man-and-unloved-king/
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTCYOFF.htmlhttp:
//www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTCYOFF.html

http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/camyeoerfraefrance.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Descendants_of_James_VI_and_I
http://www.thesonsofscotland.co.uk/thebattleofsheriffmuir1715.htm
http://thesession.org/tunes/8145

YE JACOBITES BY NAME

Giacobita è una parola sconosciuta ai più -che non siano di origini scozzesi (o Irlandesi o Inglesi) o accaniti lettori dei romanzi di Sir Walter Scott! Le rivolte giacobite che insanguinarono l’Inghilterra dal 1688 al 1746 non furono solo una lotta per la successione al trono e nemmeno una questione religiosa. In essa confluirono le speranze di indipendenza di due paesi, Irlanda e Scozia, che rivendicavano la loro autonomia, ma erano anche i colpi di coda del sistema di vita feudale dei clan scozzesi..continua

Pettie_-_Jacobites,_1745

YE JACOBITES BY NAME

Circolò alla fine del 1745 la canzone “Ye Jacobites by name” una canzone anti-giacobita di aspro rimprovero verso gli insorti (della serie non tutti gli scozzesi erano giacobiti). Tra i versi della canzone si possono ripercorrere la fasi salienti di quella che sarà l’ultima rivolta per portare sul trono la dinastia Stuart.
Ovviamente di questa versione si è perso ogni traccia!

CHORUS
You Jacobites by Name,
now give Ear, now give Ear,
You Jacobites by Name,
now give Ear;

You Jacobites by Name,
Your Praise I will proclaim,
Some says you are to blame for this Wear.
I
With the Pope you covenant,
as they say, as they say,
With the Pope you covenant,
as they say,
With the Pope you covenant,
And Letters there you sent,
Which made your Prince(1) present to array.
II
Your Prince and Duke o’Perth(2),
They’re Cumb’rers o’ the Earth,
Causing great Hunger and Dearth where they go.
III
He is the King of Reef, I’ll declare,
I’ll declare,
Of a Robber and o’ Thief,
To rest void of Relief when he’s near.
IV
They marched thro’ our Land cruelly, cruelly,
With a bloody thievish Band
To Edinburgh then they wan Treachery.
V
To Preston then they came,
in a Rout, in a Rout,
Brave Gard’ner murd’red then.
A Traitor did command,
as we doubt(3).
VI
To England then they went,
as bold, as bold,
And Carlisle(4) they ta’en’t,
The Crown they fain would ha’en’t,
but behold.
VII
To London as they went,
on the Way, on the Way,
In a Trap did there present,
No battle they will stent, for to die.
VIII
They turned from that Place,
and they ran, and they ran,
As the Fox, when Hounds do chace.
They tremble at the Name, Cumberlan'(5).
IX
To Scotland then they came,
when they fly, when they fly,
And they robb’d on every Hand,
By Jacobites Command, where they ly.
X
When Duke William(5) does command,
you must go, you must go;
Then you must leave the Land,
Your Conscience in your Hand like a Crow.
XI
Tho’ Carlisle ye took
by the Way,
Short Space ye did it Brook,
These Rebels got a Rope on a Day.
XII
The Pope and Prelacy,
where they came, where they came,
They rul’d with Cruelty,
They ought to hing on high for the same.
Traduzione italiano Cattia Salto
Voi che vi chiamate Giabobiti,
prestate orecchio, prestate orecchio
Voi che vi chiamate Giabobiti,
prestate orecchio . Voi che vi chiamate Giabobiti,  e vi spiegherò il vostro errore,  si dice che siate da incolpare per la vostra condotta.
I Strofa
Si dice che con il Papa vi siate messi d’accordo,
con il Papa vi siete messi d’accordo,
si dice
con il Papa vi siete messi d’accordo
e gli avete mandato delle  lettere
che hanno fatto schierare il vostro attuale Principe.(1)
II Strofa
Il vostro Principe e il Duca di Perth(2)
sono Flagelli della Terr che causano grande carestia e morte
ovunque vanno .
III Strofa
Egli è il Re dei Pirati,
così dico
dei rapinatori e dei ladri,
quando lui è vicino non c’è scampo.
IV Strofa
Hanno marciato sulla nostra Terra
con ferocia, come una banda di ladri sanguinari, fino a prendere Edimburgo con il Tradimento.
V Strofa
A Preston quando vennero
ci hanno messo in fuga,
il coraggioso Gardiner è stato ucciso, per ordine di un traditore(3), senza dubbio
VI Strofa
Poi in Inghilterra sono venuti
come bravi, come bravi
e hanno preso Carlisle(4):
avrebbero preso la Corona,
ma attenzione!
VII Strofa
Mentre sono andati verso Londra,
lungo il cammino, il cammino
si trovarono intrappolati ma non ingaggiarono la battaglia per la morte.
VIII Strofa
Fecero dietro-front
e fuggirono, e fuggirono
come la volpe quando i cacciatori la rincorrono, essi tremano al nome di Cumberland (5)
IX Strofa
Allora in Scozia
sono ritornati di corsa,
e derubarono a piene mani dove si accampavano, nel nome dei Giacobiti.
X Strofa
Quando il Duca Guglielmo(5) lo comanda, dovrete andare, dovete andare, dovrete lasciare il paese
con la coscienza in mano nera come un corvo.
XI Strofa
Anche se a Carlisle siete ritornati ugualmente, non l’avete tenuta a lungo, i suoi occupanti ribelli sono stati impiccati lo stesso giorno
XII Strofa
Il Papa e i preti
dove sono venuti, dove sono venuti
hanno governato con crudeltà,
li si dovrebbe impiccare come esempio.

NOTE
Bonnie Prince Charlie nel 17451) Bonnie Prince Charlie ossia Carlo Edoardo Stuart, nato a Roma nel 1720 passò la sua giovinezza tra Roma e Bologna, e sbarcò in Scozia nel 1745 sulle isole Ebridi per comandare la rivolta giacobita. Per questo nella prima strofa si incolpa i giacobiti di aver complottato con il Papa per organizzare il ritorno del Giovane Pretendente. 2) James Drummond, Duca di Perth fu nominato tenente generale della Scozia da Prince Charlie e ha servito nell’esercito di Lord George Murray durante l’invasione dell’Inghilterra: ha comandato l’ala sinistra dell’esercito giacobita a Culloden ed è riuscito a sfuggire alla cattura dopo la disfatta. C’è una marcia per cornamusa con il suo nome, composta dal piper del Duca Finlay Dubh MacRae. La melodia vuole commemorare la vittoriosa battaglia di Prestonpans. Nella strofe successive i giacobiti vengono considerati una banda di razziatori, di ladri sanguinari che portano morte e distruzione nella terra di Scozia, in realtà il contingente giacobita grazie alla scarsa presenza dell’esercito inglese già il 17 settembre prese possesso di Edimburgo (con la guarnigione inglese che rimase asserragliata nel castello)
3) E arriviamo alla battaglia di Prestonpans ricordata anche con il nome di Battaglia di Gladsmuir: il contingente inglese comandato da Sir John Cope e schierato malamente, venne sbaragliato in pochi minuti dalla carica in massa degli highlanders. La figuraccia è ancora ricordata in una canzone dal titolo Johnnie Cope (vedi). Correva voce che Cope fosse stato il primo a darsela a gambe e qui viene bollato come traditore. All’opposto si riconosce il valore del colonnello James Gardiner (uno scozzese che combatteva con i governativi) che mentre cercava di radunare alcuni fanti per la difesa venne ferito a morte (nel 19° secolo per il suo atto di eroismo fu eretto un obelisco commemorativo).
4) Oramai il Giovane Pretendente si vedeva seduto sul trono: e in effetti fu in questo periodo che Charles iniziò a “spremere” i suoi sudditi (soprattutto delle Lowlands) per continuare a finanziare la guerra contro l’Inghilterra. Soggiorna ad Edimburgo qualche mese facendo il re e poi contrariamente al suggerimento di Murray di restare in Scozia a consolidare la posizione invade l’Inghilterra (e il suo consiglio di stato gli da ragione per un solo voto a favore). L’esercito giacobita si mise in marcia verso la capitale il 1 novembre 1745 e occupò Carlisle il 16, nell’avanzata verso Londra tuttavia smorzò il suo slancio (30 dicembre 1745): nella settima strofa della canzone si deride l’esercito giacobita che fugge la battaglia e trema davanti alle armate governative comandate dal (5) Duca di Cumberland, Guglielmo Augusto di Hannover, per ritirarsi verso la Scozia e la disfatta di Culloden. 

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS 1791

Quarant’anni dopo la battaglia di Culloden, Robert Burns decise di comporre la sua versione sull’argomento mantenendo il ritornello della versione tradizionale e la melodia.
Lasciamo agli storici decidere se Robert Burns fosse o meno un giacobita, così come riscritto il testo si presta a tre letture: è una canzone antigiacobita, seppure su posizioni moderate; una canzone progiacobita che critica i giacobiti solo di nome, ma che per paura o interesse evitavano di esporsi; è una canzone anarchico-pacifista?
Ah dimenticavo la quarte lettura, quella in chiave nazionalista, ovvero al pari della Marsigliese un inno della rivolta indipendentista scozzese contro l’Inghilterra.. Se non fosse che gli Stuart stavano rivendicando il loro diritto di successione per linea maschile sul trono del Regno Unito e non lottando per restaurare l’indipendenza della Scozia (il tempo di Bruce era finito)!!

Indubbiamente ai nostri giorni prevale la lettura pacifista e molti gruppi, sulla scia della riproposizione del gruppo bretone Tri Yann negli anni 70, la interpretano così ancora oggi!
La musica è stata riscritta nel 1920 dal musicista inglese Sir Henry Walford Davies basandosi sulla melodia tradizionale riportata da Burns. Tuttavia gli arrangiamenti sono stati tantissimi.

ASCOLTA Tri Yann nell’album “Tri Yann an Naoned” (1972), la versione è però un live abbastanza recente. Quasi un inno che inizia in acustico e poi si fa più marziale – ma non martellante – con il ritmo della batteria, ad un certo punto si sente la cornamusa che diventa sempre più presente fino a suggellare il brano.

ASCOLTA Eddi Reader: a contrasto la sua versione è un lament (Eddi è sempre molto intensa e originale nei suoi arrangiamenti)

ASCOLTA Arany Zoltan il gruppo ungherese ha inserito un arrangiamento tra il medievale e il folk con violino, flauto e tamburi (con intervalli arabeggianti) che si muovono sul riff della chitarra, molto interessante lo sviluppo strumentale del finale

ASCOLTA Beltaine nel Cd KONCENtRAD – 2008 la versione dei polacchi Beltaine è un ottimo mix tra rock, contemporaneo e folk (polacco e irish) con una combinazione armoniosa di un ricco set strumentale.
[E qui è doverosa una parentesi perché c’è un altro gruppo che tiene lo stesso nome ma arriva dalla Repubblica Ceca: la loro musica è etichettata come pagan folk. Ora i cechi si sono formati nel 1996 mentre i polacchi nel 2002 e anche se frequentano due circuiti musicali diversi, non potevano scegliersi un altro nome?!
Il gruppo polacco: http://www.beltaine.pl
Il gruppo ceco: http://www.beltaine.net]


VERSIONE DI ROBERT BURNS, 1791
I
Ye Jacobites by name,
give an ear, give an ear,
Ye Jacobites by name,
give an ear,
Ye Jacobites by name,
Your fautes(1) I will proclaim,
Your doctrines I maun blame,
you shall hear.
II
What is Right, and What is Wrang,
by the law,
A short sword, and a lang,
A weak arm and a strang,
for to draw?(2)
III
What makes heroic strife,
famed afar?
To whet th’ assassin’s knife,
Or hunt a Parent’s life,
wi’ bluidy war?
IV
Then let your schemes alone,
in the state,
Adore the rising sun,
And leave a man undone,
to his fate.

Traduzione italiano Riccardo Venturi
I
O voi cosiddetti Giacobiti ,
state a sentire,
O voi cosiddetti Giacobiti ,
state a sentire,
O voi cosiddetti Giacobiti
proclamerò i vostri errori (1),
e biasimerò le vostre dottrine,
lo sentirete.
II
Cosa è giusto e cosa è sbagliato
per la legge?
Una spada corta o una lunga,
da sguainare con un braccio debole o uno forte (2)?
III
Per cosa  una lotta eroica
è rinomata?
Aguzzare il coltello dell’assassino o dare caccia a morte a un genitore con una guerra sanguinosa?
IV
Quindi basta coi vostri progetti, lasciateli stare,
adorate il sole che nasce
e lasciate l’uomo libero
al suo destino.

NOTE
1)  fautes= aults, injuries, defects, wants
2) Burns dice chiaramente: i giacobiti sono considerati dei criminali perchè hanno vinto i governativi

dalla serie televisiva Outlander

La melodia “Ye Jacobites by Name” è stata riarrangiata da Bear McCreary con il titolo “The Losing Side of History” in Outlander: Season 1, Vol. 1 (Original Television Soundtrack) ascolta su Spotify (qui)
FONTI
http://chrsouchon.free.fr/yejacobi.htm